Microsoft Italia e Open-es per la twin transition delle PMI
(Adnkronos) - Nuova collaborazione strategica tra Microsoft Italia e Open-es, l'alleanza di sistema lanciata da Eni nel 2021 per supportare lo sviluppo e la competitività delle filiere nel contesto della doppia transizione: ecologica e digitale. L'obiettivo comune è guidare le PMI italiane nella Twin Transition, migliorando la loro competitività sui mercati nazionali e internazionali.
Open-es si presenta come una piattaforma gratuita e flessibile che riunisce oltre 39.000 imprese da 116 Paesi, offrendo uno spazio per la misurazione e il miglioramento delle performance di sostenibilità, adatto sia alle PMI sia ai grandi gruppi industriali. Attraverso la firma di un Memorandum of Understanding (MoU), le due realtà si impegnano ad accompagnare le PMI in un percorso di crescita focalizzato sull'adozione di nuove tecnologie e programmi formativi mirati, sfruttando l'esteso ecosistema dei partner Microsoft. Microsoft metterà a disposizione le proprie competenze tecnologiche, che spaziano dal cloud all'Intelligenza Artificiale (AI). Tali competenze verranno integrate e valorizzate attraverso la piattaforma Open-es, trasformandola in uno spazio di condivisione, apprendimento e crescita tecnologica. La collaborazione si concentrerà su una serie di ambiti fondamentali per la resilienza e l'innovazione delle imprese. In particolare, il progetto porrà l'attenzione sulla governance efficace nell'ambito della trasformazione digitale e sul rafforzamento della cybersecurity, elementi critici per la tutela dei dati aziendali. Parallelamente, verrà potenziato l'utilizzo di nuove tecnologie finalizzate a garantire una maggiore efficienza, ottimizzazione e innovazione dei processi operativi. Infine, un focus imprescindibile sarà dedicato all'adozione di tool tecnologicamente avanzati per misurare e migliorare le performance in materia di sostenibilità. Un'altra componente cruciale dell'iniziativa è l'ingresso di Open-es nella Microsoft AI Skills Alliance. Questo progetto di Microsoft Italia, sviluppato con associazioni e partner, mira a colmare il divario di competenze digitali dei professionisti in vista della nuova AI economy, favorendo un'adozione responsabile dell'Intelligenza Artificiale. L'iniziativa è stata accolta con entusiasmo dai leader delle organizzazioni, che ne hanno sottolineato l'impatto sul tessuto produttivo nazionale. La partnership si configura come un'azione concreta volta a sostenere la competitività e la resilienza delle filiere produttive italiane attraverso la convergenza di innovazione tecnologica e responsabilità ecologica.
Vincenzo Esposito, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, ha dichiarato: "Il nostro impegno nel supportare tutte le organizzazioni italiane nel cogliere i vantaggi dell'innovazione e dell'Intelligenza Artificiale si arricchisce di questa collaborazione con l'iniziativa Open-es, nell'ambito del progetto Microsoft AI Skills Alliance. Insieme a diversi attori sul territorio vogliamo raggiungere con risorse e competenze mirate persone ed imprese per favorire occupazione, crescita e digitalizzazione."
Costantino Chessa, Head of Procurement di Eni, ha enfatizzato il valore dell'approccio di sistema: "In un contesto di transizione digitale e sostenibile, la competitività delle nostre imprese dipende sempre più da un approccio di sistema e dalla capacità di innovare. Questa collaborazione strategica con Microsoft ci consente di mettere a disposizione delle aziende soluzioni tecnologiche e strumenti concreti per affrontare le sfide della doppia transizione e generare un impatto positivo sull'intero tessuto produttivo. Un ulteriore passo che conferma la capacità di Open-es di costruire un ecosistema a supporto delle imprese, pensato e sviluppato per accompagnarne la crescita e rispondere alle loro reali esigenze."
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AssoESCo, Giacomo Cantarella confermato presidente
(Adnkronos) - Giacomo Cantarella è stato confermato all’unanimità presidente di AssoESCo, l’Associazione italiana di riferimento per le ESCo e le imprese operanti nel settore della transizione energetica e della sostenibilità. Cantarella guiderà l’associazione per i prossimi due anni. Cantarella, head of regulatory affairs and institutional relations di Gruppo Dolomiti Energia, commenta così la sua nomina: “Sono grato agli associati per questa riconferma che riconosce il percorso fatto nell’ultimo biennio. AssoESCo è il principale riferimento per le energy service company e per quelle aziende che si occupano di servizi connessi alla transizione energetica. In questo biennio abbiamo registrato un significativo incremento degli associati: ad oggi rappresentiamo oltre cento aziende. Nei prossimi due anni lavoreremo per consolidare ulteriormente il percorso avviato". Tra le sfide che attendono il nuovo consiglio direttivo, secondo il presidente Cantarella la principale sarà “quella di proseguire nel dialogo con le istituzioni per rappresentare come le ESCo possano essere un facilitatore e acceleratore del processo di decarbonizzazione del Paese. Le ESCo integrano ingegneria, finanza e gestione dei processi legati alla transizione energetica. Con le nostre competenze contribuiamo e continueremo a contribuire in modo significativo per la messa a terra dei progetti di efficienza energetica, di generazione distribuita e di gestione ottimizzata dell’energia. Abbiamo però bisogno che le Istituzioni ci supportino con una normativa chiara e stabile, condizione senza la quale la nostra attività rischia di diventare una corsa a ostacoli". Il riferimento è al recente stop anticipato alla misura Transizione 5.0 che Cantarella commenta così: “L’Associazione si è adoperata in un’ottica di costante collaborazione con le istituzioni, per favorire il corretto impiego dei fondi stanziati, che avrebbero dato un significativo contributo alla modernizzazione integrata del tessuto produttivo nazionale. Pertanto, il Decreto direttoriale Mimit del 6 novembre rappresenta un intervento che, oltre a generare un ingente danno economico, rischia di introdurre un grave elemento di discontinuità, minando il rapporto fiduciario tra un’intera filiera e le istituzioni. Ho scritto ieri una lettera al ministro Urso, l’Associazione è a disposizione perché si possa trovare rapidamente una soluzione". In occasione dell’assemblea sono stati eletti anche i primi sei membri del consiglio direttivo, organo di governance che si riunisce su iniziativa del presidente: Vittorio Bellicini, responsabile area ottimizzazione consumi – Fedabo; Antonio Beneduce, head of ESCo - Tecno esg; Giuseppe Caruso, ceo – Solgen; Alessandra Chiari, ceo – Gmt; Francesco Ricciardi, Head of institutional affairs and incentives – Renovit; Alessandro Totaro, responsabile market regulation - Edison Next. Il consiglio direttivo sarà completato nelle prossime settimane con ulteriori nomine e l’individuazione dei vicepresidenti.
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Gomme invernali e catene da neve: cosa dice la normativa
(Adnkronos) - A partire dal 15 novembre fino al 15 aprile scatta l’obbligo di circolare con gomme invernali o catene da neve a bordo, come previsto dal Codice della Strada (art. 6 e 7). L’obiettivo è garantire la sicurezza e la fluidità del traffico anche in presenza di ghiaccio o neve. L’ordinanza viene emessa dagli enti proprietari delle strade (Comuni, Province, Regioni o Anas) e può prevedere date differenti in base alle condizioni climatiche locali. Chi non rispetta l’obbligo del montaggio di gomme invernali rischia una multa da 41 a 169 euro nei centri abitati e fino a € 345 sulle strade extraurbane, oltre al possibile fermo del veicolo. L’utilizzo degli pneumatici invernali è consigliato in prossimità dell’inizio della stagione invernale ed entro il 15 novembre. Le gomme devono riportare la sigla M+S (Mud and Snow) e, per le aree più soggette a gelo, anche dal simbolo 3PMSF (Three Peak Mountain Snowflake), che ne certifica l’efficacia su neve e ghiaccio. Il cambio inverso, cioè il ritorno alle gomme estive, deve avvenire entro il 15 aprile, con un periodo di tolleranza di un mese (fino al 15 maggio). Utilizzare pneumatici non idonei alle condizioni invernali può compromettere la tenuta di strada e comportare sanzioni. Chi sceglie di non montare gomme invernali può comunque circolare con catene da neve a bordo, purché omologate UNI 11313 o ON V5117.
Le misure devono essere compatibili con le dimensioni degli pneumatici installati sul veicolo. Sul libretto di uso e manutenzione o nelle tabelle ufficiali dei produttori è possibile verificare la corrispondenza tra misura dello pneumatico e modello di catena. L’uso di catene non idonee può danneggiare pneumatici e sospensioni, oltre a rendere inefficace il sistema di trazione. La normativa non specifica un numero minimo di ruote da equipaggiare, ma per motivi di sicurezza e trazione è raccomandato l’utilizzo di quattro gomme invernali.
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Bene le vendite dei veicoli industriali in ottobre
(Adnkronos) - Prosegue a ottobre la ripresa del mercato dei veicoli industriali con massa superiore a 3,5 tonnellate, che registra un incremento del 19,2% rispetto allo stesso mese del 2024. Secondo le elaborazioni UNRAE su dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le nuove immatricolazioni si attestano a 2.600 unità, contro le 2.181 dello scorso anno. Complessivamente, nei primi dieci mesi del 2025, il mercato dei veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate conta 23.315 immatricolazioni, ancora però in calo del 5,5% rispetto alle 24.680 unità registrate nello stesso periodo del 2024. Nell’ambito della Legge di Bilancio 2026,
UNRAE accoglie con favore l’inserimento, all’interno dello Stato di previsione del MIT, della misura straordinaria da € 590 milioni per il periodo 2027-2031, destinata alla rottamazione dei veicoli più obsoleti e inquinanti. L’Associazione auspica che, nella messa a terra delle risorse, l’intervento segua le linee guida della “roadmap” per la decarbonizzazione del trasporto merci su gomma, già condivisa insieme alle altre Associazioni dell’automotive e dell’autotrasporto. Infine, UNRAE esprime apprezzamento per la posizione del Consiglio Ambiente dell’UE, favorevole al rinvio al 2028 dell’entrata in vigore del sistema ETS 2 per il trasporto stradale: una decisione che, se confermata dopo il negoziato con il Parlamento europeo, consentirebbe maggiore gradualità nella transizione del settore verso soluzioni a minori emissioni.
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EICMA 2025 chiude a quota 600.000 presenze
(Adnkronos) - Si è conclusa con numeri da record l’82ª edizione di EICMA – Esposizione internazionale delle due ruote. In sei giorni, sono state oltre 600.000 le presenze complessive tra appassionati, operatori, professionisti del settore e media, confermando la manifestazione come riferimento globale per l’industria e la cultura delle due ruote. L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di più di 730 espositori e oltre 2.000 marchi provenienti da 50 Paesi. In forte crescita anche il comparto business: gli operatori accreditati sono stati più di 43.000, da 167 nazioni, con un aumento significativo degli operatori internazionali (+28% sul 2024). Sul fronte media, giornalisti, content creator e tecnici hanno superato quota 8.200, con provenienza da 67 Paesi. Successo di pubblico anche per l’area Y.U.M. – Your Urban Mobility, 4.000 mq dedicati alla mobilità urbana con test ride gratuiti su più di 40 veicoli elettrici ed endotermici. Molto partecipata inoltre l’Area Gaming, con simulatori di guida e attività esperienziali che hanno coinvolto migliaia di visitatori. «
EICMA 2025 segna la piena consacrazione del passaggio da fiera a evento espositivo globale e attrattivo – dichiarano il presidente Pietro Meda e l’amministratore delegato Paolo Magri –. i numeri e la qualità dei contenuti testimoniano una manifestazione capace di unire business, innovazione e passione. Il merito va agli espositori e ai partner che hanno creduto in questa evoluzione».
L’appuntamento con la prossima edizione è già stabilito: dal 3 all’8 novembre 2026, sempre a Fiera Milano Rho.
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Alimentazione, italiani e lombardi si descrivono attenti a tavola, esperti 'la realtà è diversa'
(Adnkronos) - Il ritratto della virtù a tavola. Gli italiani - e i lombardi - descrivono le proprie abitudini alimentari con un certo ottimismo: l'87% dei connazionali si dice attento alla salute, percentuale che sale al 90% in Lombardia. Più della metà della popolazione del Belpaese (54%) ritiene di mangiare "in modo equilibrato", dato che sale al 57% tra i lombardi. Un terzo (33% Italia, 34% Lombardia) afferma di mangiare "tanto ma non troppo", e solo una piccola quota ammette di mangiare "troppo" (7% Italia, 4% Lombardia) o "poco" (6% Italia, 5% Lombardia). L'87% si considera abbastanza o molto attento a ciò che mangia (e in Lombardia è pure più alta la fascia di chi si dichiara "molto attento", che raggiunge il 42% contro il 37% nazionale). Questa la foto scattata da un sondaggio realizzato da Osservatorio Metropolitano di Milano con Renato Mannheimer e presentato oggi in Regione Lombardia. Per non parlare del menu: gli intervistati, mostrando anche un consolidato 'vocabolario' della salute a tavola, dichiarano interesse per prodotti senza conservanti (70% dato identico per Italia e Lombardia), a km 0 (69% Italia, 67% Lombardia) e bio (52% a livello nazionale, 50% in Lombardia). Molti dichiarano di preferire cibi freschi, tracciabili e italiani, leggono le etichette e spendono più che in passato per alimenti di qualità. Si nota infine una tendenza a mangiare meno proteine animali (27%), a far ricorso a ricette italiane (40%) e a preparare i pasti in casa (59%). La ricerca, spiega Carla De Albertis, responsabile Sociale e Cultura di Osservatorio Metropolitano, "offre l'immagine della 'percezione' che le persone hanno della loro alimentazione. Messa a confronto con "i dati reali, quelli clinici", permette "di individuare le discrepanze" e dunque "gli aspetti critici sui quali intervenire con un'attività di educazione alimentare". Il sondaggio, condotto su un campione rappresentativo per sesso, fasce d'età e di reddito di 3.000 soggetti, dei quali 509 residenti in Lombardia, mette a confronto il dato nazionale con quello lombardo, rivelando una sostanziale uniformità dei due campioni. Ma cosa emerge al banco di prova della realtà clinica? Per esempio che "nel 2023 in Italia si sono registrate 395.000 nuove diagnosi di tumore, di cui 50.500 al colon", osserva Costanza Alvisi, direttore della Struttura complessa di Endoscopia digestiva dell'Asst di Pavia. E proprio "un'alimentazione scorretta è tra le principali cause di diabete, obesità, malattie cardiovascolari e tumori, in particolare del colon-retto, la seconda causa di morte oncologica in Italia. Circa il 40% di tutti i tumori sono prevenibili a partire dalla correzione di stili di vita sbagliati (dieta povera e ipercalorica, sovrappeso, alcol, fumo e sedentarietà). Anche la malattia da reflusso gastroesofageo, legata a cattive abitudini alimentari, colpisce il 25% degli adulti. Ricordo poi il ruolo centrale del microbiota intestinale, il cui equilibrio è fortemente influenzato dall'alimentazione e può incidere sul rischio di obesità e infiammazioni croniche". E poi c'è il dato sull'obesità in aumento tra i bambini ad allungare un'ombra sul 'ritratto felice' di una popolazione attenta a tavola. "La Lombardia, insieme al Trentino, è tra le regioni più virtuose - premette Evelina Flachi, biologa, specialista in scienza dell'alimentazione e presidente Fondazione Fei (Food Education Italy) - ma nella nostra regione ancora 4 adulti su 10 risultano in sovrappeso o obesi, con una maggiore prevalenza tra gli uomini (52%) rispetto alle donne (34%). Tra i bambini si osserva un aumento dell'obesità, a fronte di una diminuzione del sovrappeso e di un netto miglioramento dell'attività fisica rispetto alla media nazionale. Inoltre, circa 700.000 lombardi convivono con il diabete, una delle patologie più strettamente correlate all'eccesso ponderale. Molte delle patologie legate alla scorretta alimentazione possono derivare anche dall'errata interpretazione della dieta mediterranea, che non vuole dire sacrificio, ma conoscenza dei nutrienti di cui il corpo ha bisogno, mangiando con varietà, equilibrio e moderazione, possibilmente nella convivialità". La Regione Lombardia, interviene Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, "vuole favorire chi si impegna in un percorso virtuoso che, oltre alla consapevolezza di una sana alimentazione, sappia far comprendere il valore dell'origine del cibo e il suo significato legato alla condivisione e all'accudimento del prossimo". Anche le farmacie possono essere alleate per la prevenzione: "Ogni giorno - ricorda Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia - accolgono oltre 800.000 cittadini e offrono servizi che vanno ben oltre la dispensazione dei farmaci, dalla telemedicina agli screening di prevenzione. Promuovere una sana alimentazione e stili di vita corretti è parte integrante della nostra missione, perché prevenzione e benessere nascono dall'equilibrio tra nutrizione, attività fisica e attenzione costante alla salute dei cittadini". C'è infine l'aspetto sociale: molti studi, conclude Rosaria Iardino, presidente di Fondazione The Bridge, "indicano come le problematiche legate alla scorretta alimentazione siano più presenti nelle fasce più fragili ed economicamente deboli. Oltre al fatto culturale dell'educazione alimentare, è necessario anche un intervento di concreto sostegno da parte delle istituzioni".
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Alimenti, solo 17% italiani riconosce zuccheri in etichette, in aiuto Glossario Fesin
(Adnkronos) - Sono pochi gli italiani che sanno farsi orientare nelle scelte degli alimenti dalle informazioni presenti sulle confezioni. Solo il 17%, per esempio, riconosce le fonti di zuccheri nelle etichette. Un aiuto per 'mangiare informati' arriva dal nuovo Glossario della Federazione delle società italiane di nutrizione (Fesin) 'Alimentazione e nutrizione in parole', che sarà presentato domani all'Istituto superiore di sanità. "Essere consapevoli di ciò che mangiamo è il primo passo per alimentarsi in maniera sana", spiega Laura Rossi, direttrice del reparto Alimentazione, nutrizione e salute dell'Iss, che sottolinea l'utilità del glossario: "Uno strumento pensato per i professionisti, ma che possiamo considerare al servizio di tutti i cittadini". Il glossario, continua Rossi, "torna dopo 15 anni in una versione aggiornata che include 200 termini, circa il doppio della precedente edizione, ed è il frutto del lavoro condiviso da oltre 40 esperti provenienti dal mondo della clinica, dell'accademia e della ricerca. Si tratta di uno strumento ancora più prezioso se si pensa che le conoscenze nutrizionali della popolazione italiana sono mediamente basse, a partire dalla quantità del consumo dei diversi nutrienti, fino alla capacità di leggere e interpretare correttamente un'etichetta nutrizionale. I numeri parlano chiaro: solo il 22% della popolazione sa che bisogna consumare almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura e appena il 16% è consapevole del fatto che i carboidrati devono costituire la base dell'alimentazione quotidiana. Neanche la metà del campione intervistato, secondo uno studio recente condotto su quasi 3.000 adulti, sa che il pesce andrebbe consumato 3 o 4 volte a settimana. Ancora di meno, poi, sono quelli che sanno farsi guidare dalle etichette". Per Russo "questi risultati evidenziano una fragilità informativa diffusa, che si riflette in abitudini alimentari spesso errate. Alla luce di questo scenario, il Glossario Fesin rappresenta anche uno strumento di alfabetizzazione scientifica capace di tradurre in parole comprensibili i concetti della nutrizione moderna. I termini come 'integrale', 'funzionale', 'probiotico' o 'light' vengono spiegati con rigore scientifico, ma in modo accessibile, aiutando i cittadini a decodificare il linguaggio del marketing alimentare e a leggere in modo consapevole le etichette nutrizionali". "Abbiamo voluto promuovere quest'iniziativa all'Iss - aggiunge Rossi - perché l'abbiamo sentita in linea con la nostra vocazione all'alfabetizzazione scientifica che consideriamo uno dei passi più importanti per la sostenibilità e la tutela della salute pubblica che sono parte integrante della nostra missione". Non è un caso, infatti, che i ricercatori siano "componente essenziale della redazione di Issalute, il nostro portale al servizio di tutta la collettività, perché siamo convinti che l'alleanza con i cittadini, per promuovere le buone pratiche di salute basate sull'evidenza, sia necessaria. E che la crescita della conoscenza va sempre di pari passo con la crescita dell'equità in salute", conclude.
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Contratti, al via trattativa per rinnovo Ccnl lavanderie industriali
(Adnkronos) - Si è aperto oggi a Roma il confronto tra Assosistema Confindustria e le organizzazioni sindacali per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro delle lavanderie industriali, delle centrali di sterilizzazione e dei servizi medici affini, relativo al triennio 2026–2028. Un appuntamento importante per l’intera filiera, che arriva in un momento particolarmente delicato per il settore, ancora alle prese con le conseguenze economiche e strutturali delle crisi degli ultimi anni. Il rinnovo contrattuale riguarda 30.000 addetti, compresi i lavoratori stagionali del comparto, e interessa un settore che sviluppa un fatturato complessivo di circa 1,9 miliardi di euro. Un comparto strategico per la sanità pubblica e privata, per l’hotellerie e per i servizi industriali, che garantisce ogni giorno continuità operativa e standard di sicurezza essenziali nei contesti più sensibili del Paese. “L’avvio di questa trattativa – dichiara Matteo Nevi, direttore generale di Assosistema Confindustria – si colloca in un contesto complesso, segnato da criticità che vanno ben oltre la volontà e la capacità di intervento delle imprese. Parliamo di dumping contrattuale, delle rigidità introdotte dal nuovo Codice degli Appalti, del mancato adeguamento dei corrispettivi nei contratti pubblici e del peso del costo dell’energia, che in Italia rimane fra i più alti d’Europa. Sono fattori che minano la tenuta economica delle aziende e rischiano di rendere insostenibile qualsiasi incremento del costo del lavoro non accompagnato da una revisione strutturale del sistema". Le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali – pari a 225 euro sul trattamento economico complessivo, cui si aggiungono aumenti dei contributi per i fondi di assistenza sanitaria e previdenziale e ulteriori giornate di permesso retribuito – determinerebbero un impatto economico insostenibile per un settore che opera in un mercato fortemente competitivo, in larga parte regolato da gare pubbliche con prezzi fissi e non revisionabili. “Siamo consapevoli dell’importanza del dialogo e del ruolo della contrattazione collettiva – prosegue Nevi – ma non possiamo ignorare che oltre l’80% degli appalti pubblici del settore è stato già bandito senza clausole di revisione prezzi. Questo significa che ogni aumento del costo del lavoro ricadrà interamente sulle imprese, senza possibilità di compensazione. È una situazione che richiede un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, comprese le centrali di committenza e il legislatore". A chiudere i lavori della prima giornata di confronto è stato Adriano Rubbi, capo delegazione di Assosistema Confindustria, che ha sottolineato la necessità di affrontare la trattativa con realismo e spirito costruttivo: “Quello che abbiamo chiesto oggi ai sindacati e ai loro delegati è un atto di responsabilità verso la situazione che stanno vivendo le nostre imprese. Ma soprattutto abbiamo chiesto di avviare il negoziato sulle nostre proposte di innovazione del contratto. Abbiamo bisogno di un contratto più snello, che riesca a intercettare le esigenze mutevoli del settore; un contratto più flessibile nella gestione del personale, che permetta un percorso di ingresso per i nuovi assunti e che consenta di recuperare produttività. Solo così possiamo costruire un sistema equilibrato, sostenibile e capace di guardare al futuro”. Rubbi ha inoltre aggiunto: “Ci saremmo aspettati, in una piattaforma di rinnovo, che anche il sindacato ponesse al centro non solo il tema degli aumenti salariali, ma anche quello dell’aumento della produttività e della competitività del settore. È questa la vera sfida che abbiamo davanti: coniugare crescita e sostenibilità economica per mantenere il contratto un riferimento stabile e applicabile a tutta la filiera”. Assosistema Confindustria ribadisce la necessità di un rinnovo contrattuale sostenibile, moderno e inclusivo, capace di preservare la tenuta del contratto e di garantire equilibrio tra competitività, qualità del servizio e tutela dei lavoratori. “Il nostro obiettivo – conclude Nevi – è difendere un contratto che resti il punto di riferimento del settore, evitando che la crescita del costo del lavoro determini una deriva verso altri contratti collettivi o modelli organizzativi distorsivi. Solo un approccio realistico e condiviso potrà assicurare continuità e stabilità a un comparto industriale strategico per la sanità e per i servizi del Paese”.
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Aiom, Nicola Silvestris eletto segretario degli oncologi italiani
(Adnkronos) - Nicola Silvestris è il nuovo segretario nazionale dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). L'elezione è avvenuta durante il 27esimo congresso nazionale della società scientifica che si è svolto a Roma, con la partecipazione di oltre 3.000 specialisti da tutta Italia. Affiancherà nella nuova giunta Massimo di Maio (presidente), Rossana Berardi (presidente eletto) e Nicla La Verde (tesoriere). Nicola Silvestris, 56 anni, è nato a Bisceglie ed è ordinario di Oncologia medica all'università degli Studi di Messina e direttore dell'Oncologia medica dell'Irccs Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari. "E' un piacere e un onore essere per un secondo biennio il segretario nazionale Aiom - afferma Silvestris - E' importante rispondere alle numerose esigenze dei clinici e dei pazienti, mantenendo una costante interlocuzione con le istituzioni. Aiom ha un'ottima organizzazione interna, il mio compito è lavorare per migliorala ulteriormente, al fianco del presidente Di Maio, di tutta la Giunta e del Consiglio direttivo. Ringrazio tutti i soci per la fiducia e la stima e sono pronto ad ascoltare tutte le istanze degli iscritti alla nostra società scientifica. Sarà poi mio compito inoltrale al nuovo direttivo nazionale. Infine, un ringraziamento particolare a Francesco Perrone per l'eccellente lavoro svolto durante il suo mandato di presidente Aiom con grande impegno e cuore". Durante il 27esimo Congresso nazionale Aiom di Roma è stato nominato tutto il nuovo direttivo, in carica fino al 2027 e composto da: Antonella Brunello, Chiara Cremolini, Carmen Criscitiello, Alessandra Fabi, Luigi Formisano, Lorena Incorvaia, Marcello Tiseo, Dario Trapani. Francesco Perrone è il nuovo presidente di Fondazione Aiom.
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Solidarietà, il 15 novembre Giornata nazionale colletta alimentare in tutti i punti vendita Penny
(Adnkronos) - Anche quest’anno Penny Italia rinnova il proprio impegno accanto a Banco Alimentare, partecipando attivamente alla Giornata nazionale della colletta alimentare, in programma sabato 15 novembre in tutti i suoi negozi. Un gesto concreto che unisce clienti, volontari e collaboratori in una rete solidale a sostegno delle persone in difficoltà. Durante la giornata sarà possibile donare alimenti non deperibili direttamente ai volontari presenti nei punti vendita, che li raccoglieranno per distribuirli, attraverso le strutture caritative locali, a chi ne ha più bisogno. Tra i prodotti consigliati: verdure in scatola, carne e tonno in scatola, passata di pomodoro, olio, latte in polvere e omogeneizzati per l’infanzia. La collaborazione tra Penny e Banco Alimentare dura da oltre 15 anni e si inserisce nel più ampio percorso di responsabilità sociale dell’insegna, #Viviamosostenibile, che promuove azioni concrete contro lo spreco alimentare e a favore delle comunità locali. Solo nel 2024, grazie alla generosità dei clienti e all’impegno dei volontari, sono stati raccolti oltre 180.000 kg di alimenti. “Essere parte attiva di questa iniziativa significa dare valore al nostro ruolo nella società", dichiara Marcello Caldarella, Corporate communications manager Penny Italia. "Ogni punto vendita diventa un luogo di incontro e solidarietà, dove il gesto di ciascuno può fare la differenza. Con il nostro percorso #Viviamosostenibile ci impegniamo ogni giorno a lavorare in modo responsabile sui prodotti, per l’ambiente e per le persone", conclude.
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