Morbidelli T352X, F352 e T502X: la nuova generazione dell’avventura su due ruote
(Adnkronos) - C’è chi vede la moto come un mezzo di trasporto e chi, invece, la considera una chiave per aprire nuove strade, scoprire nuovi paesaggi e vivere emozioni. È a questi ultimi che Morbidelli dedica le sue nuove proposte: T352X, F352 e T502X, tre trail che parlano la lingua dell’avventura con un accento sportivo e un'unica filosofia.
T352X: il primo passo verso l’esplorazione
Compatta, accessibile, ma già ricca di carattere: la T352X è pensata per chi sogna la prima grande avventura. Il bicilindrico da 349 cc offre una risposta fluida e progressiva, perfetta per affrontare sia la città che gli sterrati leggeri. Le sospensioni a lunga escursione e i cerchi a raggi tubeless Pirelli Rally STR la rendono agile e sicura su ogni terreno, mentre le tre modalità di guida e la connettività totale attraverso Morbidelli Connect aprono la strada a un’esperienza tecnologica e moderna.
F352: la streetfighter leggera per aggredire l’asfalto di ogni giorno
La F352 monta un bicilindrico in linea da 349,2 cc, 8 valvole, DOHC, raffreddato a liquido, capace di erogare 41,5 CV a 11.000 rpm. Una grande cura è stata dedicata allo studio del comparto ciclistico per avere una guida precisa, incisiva e dall’agilità sorprendente. La F352 è dotata di controllo di trazione (TCS) e ABS Bosch a doppio canale, che offre la possibilità di disattivazione al posteriore nel riding mode Expert, dedicato alla guida più aggressiva. Il pacchetto di controlli offre infatti 3 modalità di guida selezionabili attraverso i comandi a manubrio retroilluminati.
T502X: la maturità del viaggio
Per chi invece vuole spingersi oltre, la T502X rappresenta l’equilibrio ideale tra potenza e versatilità. Il bicilindrico da 486 cc regala 47,6 CV di pura grinta, con un’autonomia che sfiora i 440 km: abbastanza per dimenticare l’ansia del rifornimento e concentrarsi solo sulla strada. Le sospensioni più generose, la doppia modalità di guida e l’impianto frenante J.Juan la rendono una compagna solida anche su percorsi impegnativi. Il design, ispirato al mondo rally, unisce ergonomia e protezione, mentre la tecnologia di bordo, dal TFT da 7” alla connessione completa con l’app Morbidelli, racconta una moto moderna, che non rinuncia alla praticità. Con questi 3 nuove moto Morbidelli offre una soluzione matura e completa per chi vive la moto come strumento di viaggio e scoperta di nuovi percorsi perchè la vera destinazione non è mai un luogo preciso ma la libertà di arrivarci con lo spirito giusto. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Hyundai Concept THREE: il nuovo capitolo “compact EV” debutta all’IAA Mobility 2025
(Adnkronos) - Nel cuore di Monaco, tra la folla internazionale dell’IAA Mobility 2025, Hyundai alza il sipario su Concept THREE, la prima concept compatta della famiglia IONIQ. Un’anteprima che non parla soltanto di tecnologia ma di esperienze. Il battesimo di Concept THREE segna l’ingresso del Brand in un nuovo segmento EV compatto per l’Europa, dove domanda, regolamenti e forma delle città chiedono soluzioni più agili, efficienti e accessibili. L’obiettivo è netto: allargare l’offerta full electric. “Il ritorno all’IAA Mobility dopo quattro anni è un momento per noi estremamente importante”, afferma Xavier Martinet, Presidente e CEO di Hyundai Motor Europe. “Concept THREE rappresenta il prossimo passo nel percorso di elettrificazione di Hyundai. Con le sue dimensioni compatte e il linguaggio stilistico Art of Steel esprime compiutamente la nostra visione di una mobilità pratica, accessibile ed emozionante”.
Il design di Concept THREE unisce forza, delicatezza e modernità senza tempo. La nuova EV si caratterizza per volumi morbidi, layout user-centric e un abitacolo pensato per il benessere quotidiano. Tassativo l'uso di tessuti da rifiuti marini recuperati e schiuma di alluminio leggera che testimoniano l’impegno concreto nel ridurre l’impatto ambientale e assolutamente unici i vetri di colore giallo e i cerchi abbinati. Oltre alla motirizzazione full elettric Hyundai nei prossimi anni continuerà a promuovere anche la tecnologia delle celle a combustibile a idrogeno come soluzione energetica pulita per la mobilità futura.
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Leapmotor B05 debutta allo IAA Mobility 2025 con un’anima sportiva e urbana
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Leapmotor accende i riflettori all’IAA Mobility 2025, al Messe München e nel cuore della città, con la prima mondiale della B05, il modello che incarna la nuova visione del marchio nella mobilità elettrica compatta. La Leapmotor B05 si presenta come una sport C-hatchback di segmento C, dal carattere deciso e dall’immagine fortemente sportiva, pensata per le nuove generazioni urbane e attente alle tendenze. Non è solo un’auto elettrica intelligente: rappresenta un manifesto di innovazione e prestazioni per chi vive la città con dinamismo e stile. La filosofia di Leapmotor prende forma in quattro pilastri: design avveniristico, agilità di guida, tecnologia intelligente e qualità superiore per la categoria. La B05 unisce linee tese e superfici muscolose ispirate all’approccio “Tech-Nature”, che fonde purezza e forza in un’estetica futuristica con radici metropolitane. Il modello adotta soluzioni tecniche distintive, come le portiere a filo senza telaio che sottolineano il DNA sportivo, unite a cerchi in lega da 19’’ “Swift-Wing”. Le dimensioni, 4.430 mm di lunghezza, 1.880 mm di larghezza e 1.520 mm di altezza, con un passo di 2.735 mm, bilanciano presenza su strada e comfort interno, confermando la vocazione versatile del progetto. Secondo Zhu Jiangming, Global CEO di Leapmotor, “La B05 non è soltanto un veicolo, ma un’affermazione di identità. Esprime la nostra visione di un futuro più innovativo, inclusivo e sostenibile, pensato per l’Europa e per il mercato globale”.
Il debutto alla kermesse tedesca rappresenta un passo decisivo nella strategia del marchio: conquistare il pubblico europeo con un’auto compatta a zero emissioni che coniuga accessibilità, personalità e contenuti tecnologici di alto livello. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
CUPRA Tindaya: la visione futuristica del brand allo IAA Mobility 2025
(Adnkronos) - Allo IAA Mobility 2025, CUPRA ha presentato la Tindaya, una showcar che definisce la direzione futura del marchio. Il nome trae ispirazione da una montagna vulcanica di Fuerteventura, simbolo di forza e autenticità, elementi che emergono nel design e nei materiali scelti. L’estetica della Cupra Tindaya rompe con gli schemi tradizionali. Il frontale, caratterizzato dalla “maschera nera” retroilluminata, trasmette vitalità grazie a un’animazione luminosa che ricorda un respiro. I fari triangolari e il cofano scolpito esprimono il DNA audace di CUPRA, mentre la silhouette fastback, con 4,72 metri di lunghezza e cerchi da 23 pollici, accentua la sportività. Al posteriore, il doppio spoiler e la firma luminosa coast-to-coast completano un linguaggio stilistico che coniuga aerodinamica e impatto visivo. All’interno, l’architettura è interamente pensata per chi siede al volante. Il “
Driver Axis
” integra un display da 24 pollici e una console centrale rialzata, creando un ambiente immersivo e orientato alle prestazioni. Il volante, ispirato al motorsport, dialoga con “
The Jewel
”, un prisma di vetro che attiva modalità di guida e atmosfere personalizzate. La configurazione 2+2 con sedili CUP Bucket di nuova generazione unisce ergonomia, materiali sostenibili e design ricercato. L’acustica è affidata a un sistema Sennheiser ad alta fedeltà, capace di trasformare l’abitacolo in un’esperienza multisensoriale. La carrozzeria sfuma dal grigio metallizzato al beige sabbia, richiamando il paesaggio delle Canarie. Fibra di lino Bcomp, alluminio stampato in 3D e pelle bio-attribuita testimoniano l’impegno verso la sostenibilità. Tre le modalità di guida selezionabili dal pilota: Immersiva, per una guida pura ed essenziale; Pilota, focalizzata sulle prestazioni; Tribe, che integra intelligenza artificiale e servizi connessi. Con la Tindaya, CUPRA segna un nuovo capitolo, fondendo emozione, tecnologia e sostenibilità in un’unica, radicale visione del futuro. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nuova Mercedes-Benz GLC elettrica: lusso, tecnologia e autonomia record
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Mercedes-Benz apre un nuovo capitolo con la GLC elettrica, un SUV medio che porta in dote il meglio della tradizione della casa di Stoccarda in chiave full electric. Progettata su un’architettura dedicata, questa vettura non è una semplice evoluzione della GLC termica, ma un modello concepito fin dall’inizio per la mobilità a zero emissioni. Il cuore tecnico della nuova Mercedes-Benz GLC Elettrica è rappresentato dal sistema a 800 volt, che riduce drasticamente i tempi di ricarica: bastano dieci minuti collegati a una colonnina ultrafast per ottenere oltre 300 km di autonomia. La batteria da 94 kWh assicura fino a 713 km WLTP, un valore che pone la nuova GLC tra i riferimenti assoluti del segmento. A bordo debutta l’MB.OS, un sistema operativo proprietario che orchestra infotainment, guida assistita, comfort e ricarica. Basato su intelligenza artificiale, apprende le preferenze dell’utente e aggiorna costantemente le funzioni grazie agli update over-the-air. La digitalizzazione trova la sua massima espressione nell’MBUX Hyperscreen da 99,3 cm, un display a tutta larghezza che integra quadro strumenti, infotainment e schermo passeggero con grafica ad altissima risoluzione. Grazie a un passo allungato di 84 mm, la GLC offre più spazio per gambe e testa, mentre la capacità di carico raggiunge 570 litri, estendibili a 1.740 abbattendo i sedili. Non manca un frunk anteriore da 128 litri, utile per gli oggetti più compatti. Il comfort di marcia è garantito dalle sospensioni pneumatiche AIRMATIC e dall’asse posteriore sterzante, soluzioni derivate direttamente dalla Classe S. Il design esterno si distingue per la griglia illuminata con 942 LED e la stella centrale retroilluminata, elementi che ridefiniscono il volto Mercedes. All’interno spiccano materiali innovativi e il pacchetto Vegan certificato da The Vegan Society, che segna una prima assoluta nel panorama automotive. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
iPhone 17, iPhone 17 Air e iPhone 17 Pro: i nuovi telefoni Apple
(Adnkronos) - Apple ha alzato il sipario sulla nuova linea iPhone 17, un vero e proprio salto generazionale che introduce tre modelli profondamente rinnovati: iPhone 17, iPhone 17 Pro e Pro Max, e il nuovo iPhone Air, che porta per la prima volta in gamma un design sottilissimo in titanio. La presentazione ha confermato quello che i rumor delle ultime settimane lasciavano intuire: prestazioni da record grazie al chip A19 Pro, fotocamere da 48 megapixel in tutte le varianti e funzioni avanzate di Apple Intelligence integrate in iOS 26. Tutti i modelli saranno disponibili in pre-ordine dal 12 settembre e nei negozi dal 19 settembre, con nuove colorazioni e una rinnovata gamma di accessori. I modelli Pro introducono un design completamente riprogettato con scocca in alluminio serie 7000 e un plateau posteriore che consente di ospitare una batteria più grande. All’interno debutta una camera a vapore progettata da Apple e saldata al telaio per migliorare la dissipazione termica: un sistema che consente al chip A19 Pro di mantenere prestazioni elevate più a lungo, soprattutto nel gaming e nell’editing video. Il nuovo Super Retina XDR Display da 6,3 e 6,9 pollici raggiunge i 3000 nit di luminosità massima all’aperto e integra la seconda generazione del Ceramic Shield, ora presente anche sul retro per una resistenza ai graffi e alle cadute mai vista prima su iPhone. La vera rivoluzione arriva dal comparto fotografico: tre sensori da 48 MP (principale, ultra-grandangolare e teleobiettivo) che simulano otto diverse lunghezze focali, inclusa un’inedita ottica 200 mm con zoom ottico 8x, la più spinta mai vista su iPhone. A completare l’offerta, una nuova fotocamera frontale Center Stage da 18 MP con sensore quadrato, che amplia automaticamente l’inquadratura nei selfie di gruppo e supporta la registrazione video stabilizzata in 4K HDR. Per i videomaker, iPhone 17 Pro e Pro Max introducono il supporto a ProRes RAW, Apple Log 2 e genlock, strumenti fino ad oggi appannaggio delle produzioni professionali. Accanto ai modelli Pro, Apple lancia iPhone Air: appena 5,6 millimetri di spessore, scocca in titanio di grado aerospaziale e un peso ridottissimo. Nonostante la silhouette, il dispositivo integra il chip A19 Pro affiancato dal modem C1X di nuova generazione e dal chip N1 per le connessioni wireless, garantendo prestazioni da top di gamma e consumi ottimizzati. Il display Super Retina XDR da 6,5 pollici supporta ProMotion a 120 Hz e raggiunge anch’esso i 3000 nit di luminosità. Fotocamera principale da 48 MP con focale variabile, tele 2x e il nuovo frontale Center Stage da 18 MP portano la stessa esperienza fotografica dei modelli più grandi, in un formato pensato per chi cerca leggerezza senza compromessi. La batteria, favorita dalla nuova architettura interna, offre un’autonomia da “tutto il giorno”, ulteriormente estendibile con la MagSafe Battery sottile e leggera presentata insieme agli accessori dedicati. Il modello base cresce nelle dimensioni (6,3 pollici) e adotta per la prima volta una doppia fotocamera Fusion da 48 MP, con grandangolo e ultra-wide completamente ridisegnati, oltre al nuovo sensore frontale Center Stage. L’uso quotidiano beneficia del chip A19, costruito a 3 nanometri, che garantisce fluidità, efficienza e supporto nativo alle funzioni di Apple Intelligence. Lo schermo Super Retina XDR con ProMotion offre la stessa luminosità dei modelli Pro, mentre il Ceramic Shield 2 migliora del triplo la resistenza ai graffi rispetto alla generazione precedente. Anche la batteria compie un balzo in avanti, con fino a 30 ore di riproduzione video e ricarica rapida al 50% in 20 minuti. Disponibile in cinque colori (nero, lavanda, azzurro mist, salvia e bianco), parte da 256 GB di memoria, raddoppiando lo spazio di archiviazione minimo rispetto all’anno scorso. Oltre ai tradizionali case in silicone e trasparenti, Apple introduce le custodie TechWoven e Air Case, realizzate con tessuti tecnici e materiali riciclati, disponibili in nuove colorazioni. Arriva inoltre un accessorio inedito: la Crossbody Strap magnetica regolabile, pensata per portare l’iPhone come una borsa a tracolla. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Apple presenta Watch Ultra 3 con novità per sport e salute
(Adnkronos) - Il nuovo Apple Watch Ultra 3 segna un passo avanti decisivo per la gamma di smartwatch di Cupertino: uno strumento pensato per accompagnare gli utenti dallo sport estremo alla vita di tutti i giorni, con funzionalità avanzate per la salute, la sicurezza e la connettività. La terza generazione dell’orologio più potente di Apple introduce infatti novità di rilievo, a partire dall’SOS di emergenza via satellite, il display più grande mai visto su un Apple Watch, una batteria che arriva fino a 42 ore e nuovi strumenti per monitorare parametri vitali. La novità più sorprendente è la connettività satellitare integrata: Apple Watch Ultra 3 permette di inviare messaggi a familiari e amici, condividere la propria posizione o contattare i servizi di emergenza anche in assenza di rete cellulare o Wi-Fi. Una funzione che trasforma lo smartwatch in un vero compagno di avventure, garantendo sicurezza in contesti estremi come escursioni, sport outdoor o viaggi lontano dalle aree urbane. Il nuovo pannello LTPO3 con tecnologia OLED grandangolare offre la superficie più ampia mai realizzata da Apple, con bordi ridotti del 24% e una leggibilità ottimale anche di lato. La modalità always-on arriva a un refresh rate di un secondo, mostrando perfino la lancetta dei secondi in tempo reale. Sul fronte dell’autonomia, la batteria raggiunge fino a 42 ore di utilizzo standard e può spingersi a 72 ore in modalità risparmio energetico. Con la ricarica rapida, bastano 15 minuti per ottenere fino a 12 ore di funzionamento. Apple Watch Ultra 3 introduce notifiche per l’ipertensione, in grado di rilevare segni di pressione alta cronica grazie all’analisi del flusso sanguigno tramite il sensore ottico. Si tratta di una funzione clinicamente validata che potrebbe consentire a milioni di persone di scoprire una condizione spesso silente ma molto diffusa. A questo si aggiunge il nuovo “sleep score”, un punteggio che valuta la qualità del sonno in base a parametri come durata, coerenza e fasi notturne, aiutando l’utente a migliorare il riposo. Lo smartwatch integra ora “Workout Buddy”, un’esperienza di allenamento personalizzata alimentata da Apple Intelligence, capace di fornire motivazioni vocali in tempo reale durante le sessioni sportive. Runners, ciclisti, nuotatori e appassionati di trekking o immersioni possono contare su metriche sempre più precise: dal GPS più accurato mai visto in un orologio sportivo alla possibilità di trasformare l’Apple Watch in un computer subacqueo, fino alla navigazione con mappe offline per gli escursionisti. Apple Watch Ultra 3 può già essere preordinato e sarà disponibile a partire da venerdì 19 settembre. Con questa nuova generazione, Apple rafforza ulteriormente la sua leadership nel settore degli smartwatch, con un dispositivo che non è solo un accessorio hi-tech, ma un alleato per restare connessi, attivi e in salute in ogni situazione. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Stella Li, almeno 100 marchi cinesi verso il fallimento ma risultati Byd restano solidi
(Adnkronos) - E' in arrivo un 'bagno di sangue' nell'industria automobilistica cinese che dovrebbe portare fuori dal più mercato mondiale almeno 100 delle circa 130 case automobilistiche locali, al momento attive. La stima - che riecheggia gli attacchi del presidente Xi Jinping al settore alla luce della spietata 'guerra dei prezzi' in atto - arriva da Stella Li, vicepresidente esecutivo di BYD, a margine del Salone dell'auto di Monaco che prevede come senza la possibilità di offrire sconti "alcuni costruttori saranno estromessi". "Persino 20 case sono troppe" aggiunge in un'intervista al Financial times. Dei 129 marchi che vendevano veicoli elettrici e ibridi nel 2024, la società di consulenza AlixPartners stima che solo 15 si manterranno finanziariamente sostenibili entro il 2030. La stima della manager di Byd è leggermente più ottimistica di quella del suo rivale, Xpeng, secondo cui l'industria automobilistica mondiale si sarebbe ridotta a soli 10 gruppi nel prossimo decennio.Secondo gli analisti, tuttavia, BYD, che sta vincendo la sfida con Tesla per il titolo di più grande produttore mondiale di veicoli elettrici, non è comunque completamente al riparo dalle pressioni provocate dagli attacchi delle autorità di Pechino che hanno colpito le pratiche dei costruttori su sconti e pagamenti ai fornitori. Il gruppo ha registrato un utile netto e un fatturato inferiori alle aspettative per il secondo trimestre e Citi ha ridotto le sue previsioni di vendita annuali di BYD – tagliando fino a 2 milioni di unità l'anno, rispettivamente a 4,6 milioni nel 2025, 5,4 milioni l'anno prossimo e 6 milioni nel 2027. La manager ha minimizzato le preoccupazioni sull'impatto a lungo termine della campagna governativa sui risultati di BYD dicendosi convinta che "i nostri profitti rimarranno comunque solidi" anche se - ha ammesso - "il mercato estero non è così semplice". A Monaco comunque Byd ha confermato i piani di produzione del suo primo stabilimento europeo, che sorge in Ungheria e da fine anno produrrà la compatta Dolphin Surf, e presentato il suo secondo modello Super Hybrid, la Seal 6 DM-i Touring. Stella Li ha inoltre confermato che la modalità di 'super-ricarica' Flash Charging arriverà presto in Europa e che le installazioni inizieranno persino prima del previsto, già dal primo trimestre del 2026. Il primo veicolo a supportare la potenza di ricarica da 1000 kW (1 Megawatt) sarà la Denza Z9GT, l'ammiraglia gran turismo del marchio premium tecnologico di Byd. Entro fine anno la rete Byd in Europa supererà i 1000 punti vendita per registrare una crescita di oltre il 100% entro la fine del 2026. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Alzheimer, allo studio esame del sangue per aiutare diagnosi precoce
(Adnkronos) - C'è un filo rosso, un legame tra il declino cognitivo autoriferito e alcuni biomarcatori ematici, che potrebbe aprire la strada a un semplice esame del sangue per diagnosticare la malattia di Alzheimer e le demenze correlate. A identificarlo un team di scienziati dell'University of California San Diego School of Medicine, autori di uno studio che si inserisce nel filone in pieno sviluppo di lavori finalizzati a rendere il più precoce possibile la diagnosi di questa patologia. I risultati di quest'ultima ricerca, condotta su adulti ispanici e latini, sono pubblicati sulla rivista 'Jama Network Open' e delineano un approccio che potrebbe essere "più rapido, meno invasivo e più conveniente" rispetto agli strumenti di screening esistenti, spiegano gli esperti. Con l'invecchiamento della popolazione e i numeri dei pazienti colpiti da Alzheimer in crescita, si tratta di un obiettivo su cui diversi gruppi stanno lavorando. "Abbiamo bisogno di metodi per identificare precocemente eventuali malattie neurodegenerative nei pazienti con sintomi cognitivi", sottolinea l'autore corrispondente dello studio Freddie Márquez, ricercatore post-dottorato del Dipartimento di Neuroscienze dell'ateneo californiano. Una promessa può essere rappresentata dai "biomarcatori basati sul sangue", che si profilano come "strumento più accessibile e scalabile per comprendere il declino cognitivo, in particolare nelle popolazioni che sono state scarsamente trattate con i metodi tradizionali", ragiona Márquez. Attualmente esiste un solo esame del sangue approvato dalla Food and Drug Administration (Fda) per aiutare a diagnosticare la malattia di Alzheimer. Sebbene questo test possa rilevare le proteine nel sangue associate alla malattia che ruba i ricordi, è attualmente "molto costoso e disponibile solo in contesti di assistenza specialistica", illustrano gli esperti. Non è ancora chiaro se il sangue possa essere utilizzato in modo affidabile per la diagnosi precoce dell'Alzheimer su larga scala. Per rispondere a questa domanda, i ricercatori hanno utilizzato i dati di uno studio clinico - 'Study of Latinos-Investigation of Neurocognitive Aging' - che ha valutato la neurocognizione in un sottogruppo di partecipanti al più ampio e completo studio a lungo termine sulla salute e le patologie di ispanici e latinoamericani negli Stati Uniti (l'Hispanic Community Health Study/Study of Latinos). "Si ritiene che gli adulti ispanici e latini registreranno il maggiore aumento della prevalenza della malattia nei prossimi decenni", evidenzia l'autore senior Hector M. González, professore del Dipartimento di Neuroscienze della UC San Diego School of Medicine. "Ciò nonostante, sono ancora significativamente sottorappresentati nella ricerca sull'Alzheimer e sulla demenza, un aspetto che il nostro studio si proponeva di affrontare". I ricercatori hanno analizzato il sangue di 5.712 adulti di questo gruppo, età tra 50 e 86 anni, alla ricerca di proteine presenti nel cervello di persone affette da Alzheimer, come beta-amiloide e tau. Hanno anche valutato il declino cognitivo soggettivo dei partecipanti, cioè il declino percepito dalla persona stessa. Mettendo insieme questi elementi, gli scienziati hanno scoperto che livelli ematici più elevati di NfL (marcatore di danno alle cellule nervose) e Gfap (marcatore di infiammazione cerebrale) sono associati a un maggiore declino - autoriferito - del pensiero, della pianificazione e delle prestazioni cognitive complessive. Livelli ematici più elevati di NfL e proteina tau (ptau-181) sono stati associati anche a un maggiore declino - autoriferito - della memoria. Mentre i livelli ematici della proteina beta-amiloide (Aβ42/40), una proteina notoriamente associata nel cervello al morbo di Alzheimer, non hanno mostrato associazione con il declino cognitivo soggettivo. Anche nelle persone cognitivamente sane sono rimaste valide le associazioni tra NfL e cali autoriferiti delle prestazioni cognitive, il che - valutano gli esperti - suggerisce che NfL potrebbe rilevare cambiamenti precoci nella cognizione. Oltre a fornire evidenze del fatto che i biomarcatori del sangue possono essere utilizzati per rilevare precocemente l'Alzheimer e le demenze, i ricercatori sottolineano anche che un punto di forza dello studio è la sua popolazione eterogenea. "Includendo partecipanti provenienti da comunità sottorappresentate, siamo in grado di comprendere meglio come i determinanti sociali della salute e le comorbilità possano influenzare i percorsi cognitivi e il rischio di demenza", aggiunge Márquez. "Questo rende i nostri risultati particolarmente rilevanti per i contesti del mondo reale". Saranno ora necessarie ulteriori ricerche - tengono a puntualizzare gli autori - prima che questo approccio trovi ampia diffusione nella pratica clinica e, anche quando ciò accadrà, il test sarà comunque uno degli strumenti nell'arsenale diagnostico del medico. "E' importante sottolineare che c'è ancora molto che non sappiamo sull'utilità dei biomarcatori ematici per la diagnosi dell'Alzheimer", conclude Márquez. "Questi test hanno un potenziale enorme, ma dovrebbero integrare gli approcci esistenti, non sostituirli". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dallo scudo penale alle violenze "piccoli passi", medici pronto soccorso chiedono svolta
(Adnkronos) - Lo scudo penale per i medici? "Aspettiamo di vedere cosa uscirà dal percorso parlamentare". Sul fronte aggressioni nei pronto soccorso, "sappiamo che il nostro lavoro è a rischio, ma vediamo che spesso non vengono applicate le norme". Quanto allo stop ai medici gettonisti, "alcune Regioni si sono organizzate, altre mi risulta che stiano valutando di chiedere deroghe ai prefetti per mantenere i servizi aperti. Occorre far diventare attrattivo il lavoro nel Servizio sanitario nazionale". Così all'Adnkronos Salute Alessandro Riccardi, presidente nazionale della Simeu, la Società italiana di medicina d'emergenza-urgenza, che fa il punto su recente via libera in Cdm al Ddl professioni sanitarie e su alcuni dei nodi ancora irrisolti del Ssn. E sulla legge di Bilancio di cui si inizierà a discutere nelle prossime settimane, "speriamo che ci sia una svolta", auspica Riccardi. "Qualcosa si è iniziato a vedere dallo scorso anno, ma le risorse messe in campo per la medicina d'emergenza non bastano. Notiamo - aggiunge - che alcuni colleghi si riaffacciano e accettano incarichi, ma siamo sempre in una precarietà a macchia di leopardo. Pochi voglio lavorare nelle zone disagiate, per questo occorre ragionare sul diversificare i compensi, incentivare chi sceglie di spostarsi".
Tornando allo riforma della responsabilità penale dei medici, "credo che si dovrà aspettare di leggere il testo definitivo - osserva il presidente Simeu - Se si prevederà che il pm stabilisca una commissione con i periti di parte per valutare la colpa grave, sarà effettivamente uno scudo penale. Ma se la colpa grave verrà stabilità da un giudice, il rischio è che diventi un concetto aleatorio. Se la valutazione sarà inserita in fase di dibattimento, per il medico non cambia nulla rispetto ad oggi". A luglio un'indagine della Simeu - a cui hanno partecipato i direttori di 153 strutture di Medicina d'ermegenza urgenza - ha evidenziato che mancano non meno di 3.500 dirigenti medici. "Dallo scorso anno abbiamo visto piccoli passi per alleviare la crisi dei pronto soccorso, utili, ma non la soluzione - puntualizza Riccardi - Si dovrebbe mettere mano ad alcuni punti: una svolta nelle retribuzioni per rendere attrattivo il lavoro, il riconoscimento di lavoro usurante ad oggi ancora al palo, e lo snellimento di una burocrazia farraginosa che non permette un agile gestione dei fondi i concorsi".
Le aggressioni agli operatori sanitari, spesso nei pronto soccorso, non sembrano diminuire a fronte di interventi legislativi che hanno inasprito le pene. "Alcune regioni, il Piemonte e la Liguria - evidenzia il presidente Simeu - hanno deciso di costituirsi parte civili in ogni denuncia che coinvolga un dipendente pubblica di area a rischio che viene aggredito. Sono iniziative che provano a fermare questo fenomeno. Noi siamo contro la militarizzazione dei pronto soccorso, però gli operatori devono essere tutelati, sul piano legale, ma anche con la certezza della pena nei confronti dei violenti". Il 31 luglio è scattato lo stop al rinnovo dei contratti alle cooperative che gestiscono i cosidetti medici gettonisti, professionisti a chiamata utilizzati per colmare i vuoti di personale in reparto. "Tante realtà hanno superato questo sistema con i contratti ai colleghi libero-professionisti, equiparabili oggi agli strutturati. C'è una commissione che valuta i curricula e poi seleziona. Direi - conclude Riccardi - che questa rappresenta una possibilità per mantenere aperti i servizi. Se non rendiamo attrattivo il lavoro nella sanità pubblica, con tutele e stipendi adeguati, sarà difficile in futuro trovare medici disponibili a lavorare in pronto soccorso". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










