Mobilità nord Italia 2026: lo studio Geotab sui dati flotte
(Adnkronos) - L'integrità delle infrastrutture stradali del Nord Italia è stata oggetto di un monitoraggio intensivo nel periodo compreso tra il 6 e il 22 febbraio 2026. Lo studio condotto da Geotab Inc. ha analizzato i dati provenienti dalle flotte connesse nelle aree di Milano, Verona e Cortina d’Ampezzo, evidenziando come la gestione della mobilità abbia risposto a un incremento significativo dei volumi di traffico. L'analisi si è focalizzata su indicatori quali la durata dei tragitti, la velocità media e le emissioni, offrendo un quadro dettagliato della capacità di assorbimento della rete viaria nazionale di fronte a eventi di Rispetto allo stesso periodo del 2025, i viaggi per veicolo sono cresciuti del 99% nel quartiere di Santa Giulia e del 98% a Verona, con picchi significativi in corrispondenza delle cerimonie ufficiali. Al contrario, l'area di Rho Fiera ha registrato un incremento più contenuto (+32%), beneficiando di un’infrastruttura già dimensionata per gestire volumi elevati di transitoportata globale. Nelle aree urbane di Milano e Verona, l'aumento della circolazione è stato marcato ma differenziato.. Il dato più rilevante riguarda però Cortina d’Ampezzo, dove il volume di traffico è aumentato del 1.456%, segnando la trasformazione più radicale nella mobilità quotidiana del territorio alpino. Sotto il profilo della fluidità, lo studio rileva che l'intensificazione dei viaggi non ha compromesso drasticamente la velocità media nei centri urbani. A Milano (San Siro e Santa Giulia) e Verona, le variazioni di velocità sono rimaste contenute entro i 2 km/h, segno di una viabilità sostanzialmente stabile nonostante il carico aggiuntivo. Le aree suburbane, come Assago, hanno invece subito rallentamenti più evidenti, con una diminuzione della velocità media di 7,8 km/h.
Secondo Stefano Peduzzi, Vice President Technology Solutions & Operations Europe di Geotab, “organizzare gli eventi in aree geografiche diverse ha consentito di distribuire l’impatto del traffico anziché concentrarlo”.
Un aspetto inaspettato emerge dall'analisi delle emissioni di CO2. Nonostante l'aumento dei viaggi, in zone come San Siro si è registrata una diminuzione delle emissioni del 29% rispetto al 2025. Questo fenomeno è riconducibile a una variazione nella natura degli spostamenti: i tragitti sono diventati più numerosi ma sensibilmente più brevi ed efficienti, con una riduzione del consumo medio di carburante del 14% per singolo viaggio. Al contrario, a Verona l'aumento delle distanze percorse (+12%) cha portato a una crescita proporzionale della CO2 (+75%). In termini di pianificazione futura, i dati evidenziano come la telematia possa fungere da supporto decisionale. Il monitoraggio ha mostrato un aumento generalizzato dei tempi di fermo dei veicoli, con incrementi fino al 50% ad Assago, suggerendo che le criticità maggiori risiedano nella gestione degli snodi logistici piuttosto che nella capacità delle arterie principali. La capacità dei veicoli connessi di fornire raccomandazioni “data-driven” si conferma dunque uno strumento essenziale per ottimizzare la connettività dell'ultimo miglio e la resilienza delle infrastrutture durante eventi ad alta densità di traffico.
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Scoperta la falla "DarkSword", ecco perché milioni di utenti Apple sono in pericolo
(Adnkronos) - Il Google Threat Intelligence Group (GTIG), in coordinamento con i partner industriali Lookout e iVerify, ha identificato una nuova minaccia che sfrutta molteplici vulnerabilità zero-day per colpire i dispositivi Apple in contesti geopolitici critici. Il panorama della cybersecurity mobile ha registrato una significativa evoluzione con l'identificazione di "DarkSword", una catena di exploit "full-chain" progettata per compromettere integralmente i dispositivi iOS. Secondo il monitoraggio effettuato dal GTIG, questa minaccia è stata adottata da diversi attori, inclusi fornitori di sorveglianza commerciale e gruppi statali, per colpire obiettivi in Arabia Saudita, Turchia, Malesia e Ucraina. La proliferazione di questo strumento tra attori disparati ricalca modelli già osservati in precedenza, evidenziando un mercato sempre più attivo nello scambio di strumenti di spionaggio digitale avanzato. Sotto il profilo tecnico, DarkSword è compatibile con le versioni di iOS comprese tra la 18.4 e la 18.7. La catena sfrutta sei diverse vulnerabilità per distribuire payload di fase finale, identificati nelle famiglie malware GHOSTBLADE, GHOSTKNIFE e GHOSTSABER. Tra i gruppi che hanno integrato questo exploit nelle proprie operazioni figura UNC6353, un cluster di minaccia precedentemente associato a campagne di spionaggio, che ha recentemente adottato DarkSword per attacchi di tipo "watering hole". Le vulnerabilità utilizzate includono falle nella gestione della memoria di JavaScriptCore (CVE-2025-31277 e CVE-2025-43529) e bypass dei Pointer Authentication Codes (PAC) in dyld (CVE-2026-20700). Un caso studio rilevante riguarda l'attività del gruppo UNC6748, che nel novembre 2025 ha utilizzato un sito contraffatto a tema Snapchat per colpire utenti in Arabia Saudita. Il processo di infezione prevedeva l'uso di JavaScript offuscato e IFrame dinamici per prevenire la reinfezione degli stessi soggetti e ostacolare l'analisi dei ricercatori. "Il loader è stato modificato per recuperare un payload RCE", simulando il comportamento di applicazioni legittime per mascherare l'esfiltrazione dei dati. Apple ha provveduto a correggere le falle con il rilascio di iOS 26.3, ma la persistenza di tali attacchi sottolinea la necessità di aggiornamenti tempestivi o, in alternativa, dell'attivazione della "Lockdown Mode" per i profili ad alto rischio. La ricerca collettiva conferma che l'analisi dei dati e delle infrastrutture digitali è fondamentale non solo per la prevenzione, ma come "supporto decisionale in tempo quasi reale". La telematica e la threat intelligence si confermano strumenti essenziali per comprendere le dinamiche di attacco e proteggere l'integrità dei sistemi operativi mobili su scala globale. Attraverso il lavoro congiunto con iVerify e Lookout, è stato possibile mappare i domini coinvolti e inserirli nei protocolli di Safe Browsing, garantendo una risposta coordinata a una delle minacce più sofisticate degli ultimi anni.
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L'ora legale aumenta i rischi per cuore e crescono infortuni sul lavoro, i 5 consigli dell'esperta
(Adnkronos) - Un’ora in meno di sonno è responsabile "di un aumento degli infarti miocardici acuti e della crescita degli incidenti stradali e degli infortuni sul lavoro". Questi sono solo alcuni degli effetti concreti sulla salute pubblica, osservati e svelati in questi anni da una serie di ricerche epidemiologiche nei giorni immediatamente successivi al passaggio all’ora legale che quest’anno ritornerà nella notte tra domenica 28 e lunedì 29 marzo. "Un cambiamento apparentemente minimo, appena un’ora in meno di sonno, ma che per il nostro organismo può rappresentare un vero e proprio mini jet-lag sociale". Sono i risultati dello studio scientifico 'Daylight savings time and myocardial infarction', pubblicati sul 'Journal of the American College of Cardiology', "è stato riscontrato un aumento di circa il +3/4% dei casi di infarto miocardico acuto (Ima) che richiedono angioplastica coronarica percutanea (Pci)" il lunedì successivo al cambio dell'ora legale primaverile. Sulla base dei risultati di un altro studio riportati anche dal 'Journal of Applied Psychology' è emerso come, rispetto agli altri giorni, "nei lunedì immediatamente successivi al passaggio all'ora legale (in cui si perde 1 ora di sonno), i lavoratori subiscono un maggior numero di infortuni sul lavoro (+5/6% in media), con infortuni di maggiore gravità". E ancora, secondo quanto svelato dallo studio 'The Impact of Daylight Saving Time on Sleep and Circadian Rhythms', si registra una maggiore frequenza di incidenti stradali con errori legati alla riduzione dell’attenzione e delle ore di sonno. La causa principale è la privazione di sonno, che comporta un aumento degli ormoni dello stress, una maggiore attivazione del sistema nervoso simpatico e un’alterazione di diversi meccanismi metabolici. Durante le ore centrali della notte, infatti, il nostro organismo attiva alcuni processi fondamentali per la salute, tra cui: la produzione di melatonina, uno dei più potenti antiossidanti naturali e un regolatore chiave del ritmo circadiano; la secrezione dell’ormone della crescita, essenziale per la riparazione dei tessuti e il recupero dell’organismo e la regolazione del metabolismo energetico e della sensibilità insulinica. "Il nostro organismo è regolato da ritmi circadiani molto precisi, sincronizzati principalmente dalla luce naturale – spiega Cristina Tomasi, human metabolist e medico specialista in medicina interna e angiologia – Con il passaggio all’ora legale ci troviamo improvvisamente a svegliarci quando, per il nostro orologio biologico, sarebbe ancora un’ora prima: questo crea una forma di jet-lag sociale che può disturbare sonno, metabolismo e sistema cardiovascolare". Anche una breve alterazione del ritmo circadiano può avere effetti misurabili sull’organismo: il sonno diventa meno profondo e ristoratore, aumenta la stanchezza durante il giorno, la concentrazione si riduce e possono comparire temporanee alterazioni dell’equilibrio metabolico. “Il nostro organismo non segue l’orologio sociale, ma quello biologico – prosegue Tomasi – Anche uno spostamento di un’ora può creare un piccolo jet-lag che incide su sonno, metabolismo e cuore. Prepararsi al cambio dell’ora significa proteggere la propria salute.” Ecco, secondo Tomasi, alcuni semplici accorgimenti che possono aiutare l’organismo ad adattarsi meglio al cambiamento provocato dal ritorno dell’ora legale: 1) Anticipare gradualmente il sonno: nei 3-4 giorni precedenti al cambio dell’ora è utile andare a dormire 15-20 minuti prima ogni sera; 2) Esporsi alla luce naturale al mattino: la luce del mattino è il principale sincronizzatore dell’orologio biologico. Uscire all’aperto entro la prima ora dal risveglio aiuta a stabilizzare il ritmo circadiano; 3) Ridurre caffeina e stimolanti nel pomeriggio: meglio evitare caffè e bevande stimolanti dopo metà giornata per favorire l’addormentamento; 4) Limitare la luce artificiale la sera: schermi luminosi e luci intense nelle ore serali possono interferire con la produzione di melatonina; 5) Mantenere orari regolari per sonno e pasti: la regolarità quotidiana aiuta il cervello e il metabolismo a mantenere sincronizzati i ritmi biologici.
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Starfield, l’odissea spaziale di Bethesda sbarca su PlayStation 5
(Adnkronos) - Dopo una lunga permanenza in esclusiva nell'ecosistema Microsoft, l’opera più ambiziosa di Bethesda Game Studios si prepara al debutto su PlayStation 5. Il prossimo 7 aprile, l’universo sci-fi lanciato originariamente nel settembre 2023 approderà sulla piattaforma di casa Sony, integrando il supporto completo alle funzionalità del controller DualSense, come i grilletti adattivi e il feedback aptico. Per gli utenti in possesso della versione Pro della console, gli sviluppatori hanno previsto modalità grafiche dedicate che permetteranno di scegliere tra una maggiore fluidità di aggiornamento dei fotogrammi o una resa visiva superiore. Il lancio coinciderà con il rilascio di Terran Armada, una nuova espansione narrativa che metterà i giocatori di fronte alla minaccia di una flotta robotica pronta a destabilizzare i Sistemi Sistemi Settentrionali. In concomitanza con questo passaggio multigenerazionale, Bethesda ha operato una revisione dei prezzi di listino su tutte le piattaforme: l'edizione standard sarà proposta a 49,99 dollari, mentre la versione Premium includerà l'accesso ai contenuti scaricabili a pagamento. Gli attuali possessori dell'edizione Premium su Xbox e PC riceveranno la nuova espansione senza costi aggiuntivi. Parallelamente al debutto su PlayStation 5, l'aggiornamento gratuito denominato Free Lanes introdurrà una delle funzionalità più richieste dalla community sin dal lancio. Il sistema di navigazione permetterà infatti di spostarsi tra i pianeti dello stesso sistema stellare in modalità crociera, eliminando i passaggi dai menu e favorendo gli incontri casuali nello spazio profondo. Il pacchetto includerà inoltre il nuovo veicolo terrestre Moon Jumper, miglioramenti alla gestione degli avamposti e nuove risorse per il potenziamento dell’equipaggiamento. Infine, l’offerta si arricchisce con cinque nuove avventure per la Trackers Alliance, espandendo ulteriormente le attività legate alla caccia di taglie spaziale.
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Iran, blocco Hormuz su produzione farmaci: "Se dura ci sarà impatto tra 6 mesi", l'analisi
(Adnkronos) - In attesa di capire se si sbloccherà la situazione delicata dello Stretto di Hormuz, il blocco delle navi sta avendo effetti in tanti settori già sotto pressione per le conseguenze della guerra in Iran e lo scossone nel quadrante del Golfo Persico. Tra questi anche quello delle materie prime necessarie alla filiera del farmaco in Europa. Nessuna emergenza per ora, ma c'è preoccupazione per l'incertezza su quanto durerà il conflitto. Ad analizzare lo scenario per l'Adnkronos Salute è Stefania Pesatori, senior underwriter settore farmaceutico e sperimentazioni cliniche di Qbe Italia, uno dei principali assicuratori e riassicuratori leader a livello mondiale. "Le filiere pharma e tecnologiche - spiega - sono particolarmente esposte alla cosiddetta 'route vulnerability', cioè alla dipendenza da specifici snodi logistici e marittimi strategici, come quello di Hormuz, oltre che da rotte commerciali sensibili a tensioni geopolitiche e conflitti regionali. Lo scenario attuale rappresenta quindi un fattore di apprensione anche per questa categoria merceologica. Al momento, vista l'estrema volatilità sia a livello geopolitico che commerciale, con il regime di Teheran che sembra aprirsi ad un transito parziale, risulta azzardato accennare all’impatto. Se la crisi dovesse perdurare - sottolinea Pesatori - inizieremo ad avere un quadro più chiaro in un orizzonte di circa 6 mesi, con dati e analisi che consentiranno di valutare l'impatto reale sul settore farmaceutico, atteso tra rallentamenti produttivi e possibili pressioni al rialzo sui prezzi. Questo perché nel breve termine lo scenario resterà principalmente governato da ipotesi, legate a possibili ritardi nelle forniture". "Quello che abbiamo compreso, grazie al nostro ultimo report Qbe sul Critical Medicines Act - prosegue l'esperta - è che il settore farmaceutico europeo dipende in misura crescente da fornitori esterni per materie prime e componenti intermedi, in particolare per i principi attivi (Api). Circa il 70% dei farmaci dispensati in Europa è costituito da generici e la produzione dei loro input, soprattutto Api, si è progressivamente spostata fuori dall'Ue". Un ritardo che impatto ha sulla produzione farmaceutica in Europa? "Tra il 2000 e il 2019 - ricorda Pesatori - il valore delle importazioni di medicinali nei principali Paesi europei è cresciuto mediamente del +13,3% annuo, contro appena +0,8% della produzione domestica, evidenziando una crescente dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento. Stando dunque a questi dati e, più in generale, alla crescente esposizione delle filiere industriali a tensioni geopolitiche e logistiche, eventuali rallentamenti lungo rotte commerciali strategiche, come quella di Hormuz, possono incidere su tre dimensioni principali per il sistema industriale ed economico: interruzioni della supply chain, incremento dei costi operativi e peggioramento della qualità del credito per le imprese più esposte. Nel caso del settore farmaceutico, l'elemento più critico - osserva l'esperta - resta la continuità della supply chain, anche indirettamente. Se da un lato l'aumento dei costi di petrolio, carburanti ed energia tende comunque a riflettersi in un incremento dei costi operativi per tutte le aziende, indipendentemente dal settore o dall'origine delle importazioni, dall'altro eventuali ritardi nella disponibilità di materie prime o componenti intermedi possono rallentare o addirittura interrompere l'attività degli impianti produttivi. Dal punto di vista assicurativo, come in tutti i settori industriali, anche nel settore farmaceutico la business interruption rappresenta spesso la voce di costo principale del sinistro: in molti casi supera il 50% del totale e può arrivare a incidere per circa due terzi o più, soprattutto quando l'evento colpisce la supply chain".
Crisi internazionali dovute a conflitti tra nazioni che tipologia di meccanismi fanno scattare per la filiera del farmaco? "Quando si verificano shock logistici o geopolitici - risponde Pesatori - la filiera farmaceutica tende ad attivare meccanismi di risposta operativa per contenere l'impatto su produzione e distribuzione. In caso di interruzioni della supply chain, le aziende cercano innanzitutto di intervenire sul fronte degli approvvigionamenti, valutando fornitori alternativi e attivando piani di backup logistici e gestionali. Si tratta tuttavia di soluzioni prevalentemente di breve periodo, pensate per garantire la continuità operativa nell'immediato: nel settore farmaceutico, infatti, la possibilità di sostituire rapidamente un fornitore è spesso limitata da vincoli regolatori, requisiti qualitativi e tempi di validazione. Per questo motivo, tali alternative consentono di mitigare l'impatto iniziale di ritardi o blocchi, ma difficilmente possono sostenere la produzione nel lungo termine senza ripercussioni sulla capacità produttiva complessiva, nonché sulla profittabilità dell'intera filiera". "Proprio per affrontare queste vulnerabilità ormai sempre più frequenti - prosegue l'esperta - una delle risposte che si sta delineando a livello europeo è proprio il Critical Medicines Act, il cui iter legislativo ha registrato ulteriori sviluppi nel corso del 2026. L'iniziativa mira a rafforzare la resilienza della filiera farmaceutica europea e a ridurre alcune delle dipendenze strutturali da fornitori esterni, sostenendo nel tempo una maggiore capacità produttiva e una maggiore stabilità delle catene di approvvigionamento. Rispetto a quanto sta accadendo nelle ultime ore lungo lo Stretto di Hormuz, e a prescindere dagli sviluppi che la situazione potrà avere nel breve periodo, il percorso avviato a livello europeo con il Critical Medicines Act assume un significato ancora più rilevante: episodi che mettono sotto pressione snodi logistici strategici - conclude Pesatori - evidenziano quanto sia importante rendere la filiera farmaceutica europea più resiliente e meno dipendente dall'esterno, aumentando la capacità del sistema di assorbire shock e garantire continuità nelle forniture".
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Captain Tsubasa 2: World Fighters, nuovo trailer del videogioco
(Adnkronos) - La presentazione del trailer di sistema di Captain Tsubasa 2: World Fighters delinea un’esperienza che punta a bilanciare la spettacolarità dell'opera originale con una maggiore profondità ludica. Il filmato mette in luce un ritmo di gioco perfezionato, dove l'azione arcade si fonde con elementi strategici volti a rendere ogni scontro sul campo una sfida più complessa rispetto al passato. L'obiettivo dichiarato è quello di trasportare i giocatori nel clima delle sfide epocali che hanno reso celebre il brand, puntando su una resa visiva impattante e meccaniche rifinite che coinvolgono ogni fase della partita, dal dribbling intuitivo alla gestione della resistenza. Il nucleo dell'innovazione risiede nell'introduzione delle Max Actions, manovre di potenza elevata che offrono vantaggi significativi a fronte di una gestione ponderata del rischio, dominando le fasi più concitate degli scambi offensivi e difensivi. Queste si affiancano alle Super Moves, abilità specifiche per ogni ruolo che spaziano dai tiri iconici a contrasti e passaggi potenziati, permettendo una personalizzazione tattica superiore a seconda della posizione occupata dai calciatori. A sostenere la fase d'attacco interviene inoltre il Chain System, un meccanismo che premia la fluidità della manovra accumulando slancio attraverso azioni speciali per incrementare drasticamente la velocità di caricamento delle conclusioni a rete. La gestione della porta riceve un aggiornamento sostanziale tramite le Goalkeeper Tactics, un sistema che trasforma le parate in un confronto di previsione basato su sei direzioni. La resistenza dell'estremo difensore diventa un fattore cruciale, con meccaniche di rottura capaci di ridurne l'efficacia in modo permanente durante l'incontro. A completare il quadro intervengono le Miracle Actions, eventi rari e dall'alto impatto scenico pensati per ribaltare l'inerzia della partita nei momenti critici. Tali dinamiche mirano a replicare l'imprevedibilità e l'enfasi drammatica dei match della serie originale, rendendo ogni tentativo di gol uno scontro strategico tra forza e tempismo.
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Taranto Eco Forum 2026: rigenerazione e innovazione
(Adnkronos) - Presentata ufficialmente la quarta edizione del Taranto Eco Forum, in programma il 21 e 22 maggio. L'iniziativa si propone come una piattaforma di integrazione tra istituzioni, ricerca e mondo produttivo per affrontare le trasformazioni ambientali e industriali attraverso un approccio multidisciplinare. Il tema portante di quest'anno, "La rigenerazione attiva e l’equilibrio del progresso a tutela del bene comune", delinea una strategia che punta a connettere la competitività economica con la coesione sociale e la tutela ecosistemica. L'agenda del Forum affronta questioni strutturali quali il biorisanamento, l’economia circolare, la gestione delle risorse idriche e la blue economy, integrandole con le potenzialità dell'innovazione 4.0, dell'intelligenza artificiale e della cybersecurity. Secondo Vannia Gava, Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l'obiettivo è consolidare "un modello fondato sull’impiego delle migliori tecnologie per conoscere, documentare e affrontare situazioni complesse", con lo scopo di restituire aree compromesse a "nuove prospettive di sviluppo, riconversione e reindustrializzazione". In quest'ottica, il Governo ha mobilitato oltre 500 milioni di euro per i siti orfani tramite il PNRR, a cui si aggiungono 280 milioni di risorse FSC. Oltre agli aspetti puramente tecnici e normativi, il Forum sottolinea l'importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni e della formazione. Vito Felice Uricchio, Commissario Straordinario e Direttore scientifico del TEF, ha evidenziato come l'innovazione debba diventare il motore di una nuova consapevolezza collettiva: "obiettivo del TEF è sancire un’alleanza duratura tra ingegno umano e capitale naturale, affinché le future generazioni siano costruttori di un domani in armonica e feconda coesistenza". Tra le attività previste figurano il Bioeconomy Day e iniziative di citizen science come i "Pianeta Mare Film Lab", laboratori cinematografici a impatto zero realizzati tramite smartphone. La partecipazione di attori industriali come Eni, main partner dell'evento, e il supporto di Confindustria Taranto confermano il ruolo del territorio come laboratorio per la decarbonizzazione e la sperimentazione di nuovi paradigmi energetici. Giuseppina Picierno, Vicepresidente del Parlamento europeo, ha osservato che l'iniziativa incide direttamente sulla realtà locale, poiché "i progetti presentati negli anni stanno diventando investimenti concreti e nuove opportunità di lavoro nel territorio". Il Forum si configura quindi non solo come momento di analisi, ma come spazio operativo per trasformare la complessità ambientale in opportunità di rilancio economico e sociale. Maggiori dettagli sulle tecnologie e i partner sono consultabili presso lo store ufficiale e i canali istituzionali.
Vito Felice Uricchio, Commissario Straordinario per gli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto e Direttore scientifico del Taranto Eco Forum – CNR ITC ha dichiarato: "La rigenerazione attiva nelle sue differenti declinazioni, delle quali parleremo nel TEF 2026, punta ad una nuova visione di progettazione partecipata che cambi la narrazione delle aree che nel passato hanno subito impatti antropici. Invocando quel cambiamento necessario per preservare l'essenza stessa del bene comune, l’innovazione diviene volano di una nuova coscienza ecologica, che deve coinvolgere l’intera collettività ed in particolare i giovani per una partecipazione attiva. In tale direzione con l’iniziativa artistica e formativa dei Pianeta Mare Film Lab, che prevede la realizzazione di cortometraggi con smartphone - a zero budget e zero impatto ambientale, nel corso del TEF, il protagonismo giovanile diviene interprete dei temi della tutela degli ecosistemi e catalizzatore di valori capace di innervare il tessuto civile con azioni concrete e virtuose di citizen science. In definitiva, obiettivo del TEF è sancire un’alleanza duratura tra ingegno umano e capitale naturale, affinché le future generazioni siano costruttori di un domani in armonica e feconda coesistenza e consapevolezza".
Patrick Poggi, Presidente Eurota ETS ha affermato:" La quarta edizione del TEF sarà ispirata al concetto di equilibrio, oggi più che mai necessario per orientare investimenti e progetti sostenibili e innovativi. A maggio, a Taranto, torneremo a confrontarci su questo piano, ma con una maturità diversa: in questi anni abbiamo offerto una vetrina a progetti che oggi sono diventati realtà, risorse investite e posti di lavoro. Una cosa che non capita ovunque: avere un potenziale divulgativo che si traduca in una prospettiva concreta".
Silvia Paparella, General Manager RemTech Expo: "Il Taranto Eco Forum rappresenta oggi uno spazio di confronto sempre più maturo e necessario, in cui temi complessi come bonifiche, transizione energetica, innovazione tecnologica e sviluppo dei territori vengono affrontati in modo integrato. Come RemTech Expo crediamo fortemente nel valore di questi momenti di dialogo tra istituzioni, imprese, ricerca e comunità locali, perché è proprio dalla contaminazione tra competenze diverse che nascono soluzioni concrete. Taranto, per la sua storia e per le sfide che sta affrontando, è un luogo simbolico ma anche straordinariamente concreto per parlare di rigenerazione. Il TEF vuole contribuire a trasformare questa complessità in opportunità, mettendo al centro conoscenza, tecnologia e collaborazione per costruire modelli di sviluppo sostenibile replicabili anche in altri territori".
Vannia Gava, Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: "Il lavoro che stiamo portando avanti non è soltanto una questione di risorse, ma soprattutto di visione condivisa e di capacità di fare squadra. È questo approccio che sta producendo risultati concreti nei territori e che vogliamo continuare a rafforzare: un modello fondato sull’impiego delle migliori tecnologie per conoscere, documentare e affrontare situazioni complesse, intervenendo su aree compromesse o per troppo tempo sottratte alla piena fruizione di cittadini e imprese, con l’obiettivo di restituirle a nuove prospettive di sviluppo, riconversione e reindustrializzazione. In questa direzione, il Governo ha già messo in campo investimenti significativi, destinando oltre 500 milioni di euro ai siti orfani nell’ambito del PNRR e ulteriori 280 milioni di euro in aggiunta alle risorse FSC, per pianificare e programmare gli interventi necessari. Ma le risorse, da sole, non bastano: servono innovazione, semplificazione, rapidità nelle risposte e una forte alleanza tra istituzioni, sistema produttivo e territori. Per questo il Taranto Eco Forum rappresenta un appuntamento importante: perché valorizza un modello di collaborazione tra pubblico e privato che dobbiamo continuare a perseguire, per dare risposte attese da anni e accompagnare i territori in percorsi concreti di trasformazione e rilancio».
Giuseppina Picierno, Vicepresidente del Parlamento europeo: "Il Taranto Eco Forum incide sulla realtà: i progetti presentati negli anni stanno diventando investimenti concreti e nuove opportunità di lavoro nel territorio».
Salvatore Toma, Presidente Confindustria Taranto: "La IV edizione del Taranto Eco Forum conferma Taranto come laboratorio di innovazione per la sostenibilità, promuovendo il dialogo tra imprese, istituzioni e territorio".
Michelangelo Di Luozzo, Responsabile Raffineria di Taranto Eni "Il TEF 2026 rappresenta per noi un importante momento di confronto e di visione. Da oltre 10 anni Eni è impegnata in un percorso di trasformazione industriale, innovazione tecnologica e per la progressiva decarbonizzazione. Il nostro obiettivo è contribuire alla transizione energetica del Paese, valorizzando le competenze del territorio e costruendo nuove opportunità per le comunità con cui operiamo. Eventi come questo dimostrano che la collaborazione tra istituzioni, imprese e mondo scientifico è la chiave per accelerare la decarbonizzazione verso un futuro energetico più sostenibile, sicuro e inclusivo".
Patty L’Abbate, Membro Commissione Ambiente, Camera dei Deputati: "Quella che il TEF sta portando avanti è una transizione reale, che richiede visione, competenze e una forte capacità di rigenerazione. Richiede unimpegno e la determinazione nel dare concretezza a un percorso che ha bisogno di resilienza, resistenza e soprattutto di una volontà condivisa di cambiamento. Taranto e i territori limitrofi hanno bisogno di questo: di un lavoro comune, capace di mettere da parte le appartenenze e di privilegiare il buon senso, perché su sfide così complesse è necessario collaborare tutti insieme. Rigenerare un territorio significa prima di tutto dare un futuro alle persone, ai bambini, alle comunità che lo abitano. Taranto è una città bellissima e può diventare il centro di una trasformazione profonda, valorizzando il porto, l’energia, i sistemi di accumulo e tutte quelle opportunità che possono rilanciare il Sud e sostenere concretamente anche le piccole e medie imprese. Dopo anni in cui troppo spesso si è intervenuti senza lungimiranza, oggi abbiamo bisogno di un nuovo paradigma, in cui la sostenibilità sociale venga al primo posto, insieme alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo economico. Mi auguro davvero di vedere una Taranto diversa, e di contribuire a questo percorso non da esponente politica, ma da persona tecnica e da cittadina pugliese profondamente legata a questo territorio".
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L'estetica del benessere e l'evoluzione degli spazi domestici alla Milano Design Week
(Adnkronos) - In occasione della Milano Design Week, l'esposizione "The Swedish Home by Electrolux" propone una riflessione sulla trasformazione della casa in un rifugio dedicato alla riconnessione e alla gestione consapevole del tempo. Situato nel distretto di Porta Venezia dal 21 al 26 aprile, lo spazio espositivo utilizza un cortile rigoglioso che richiama le foreste svedesi per introdurre i visitatori in ambienti interni focalizzati sulla semplificazione e sulla flessibilità domestica. Il concetto portante si basa sulla "giusta misura" scandinava, interpretando la tecnologia non come elemento invasivo, ma come strumento integrato per favorire l'equilibrio tra vita privata e attività quotidiane. L'allestimento prevede un programma multidisciplinare che alterna momenti di approfondimento teorico a esperienze pratiche. Il giardino interno ospita sessioni di Yoga e Sound Meditation, seguite da approfondimenti sulla cultura gastronomica nordica. Parallelamente, l'Auditorium diventa sede di Design Talk curati da esperti del settore, volti a esplorare i temi più attuali del vivere contemporaneo. L'area dedicata al gusto propone invece sessioni di cucina e laboratori sensoriali, con workshop creativi estesi anche alle fasce d'età più giovani per favorire la sperimentazione in ambito domestico. Il piano superiore dell'esposizione è riservato all'approfondimento dell'estetica funzionalista, con un focus sul brand AEG. Il linguaggio visivo, radicato nei principi della corrente Bauhaus, si traduce in linee essenziali e rigore formale. In quest'area è installata la "Silence Room", un'esperienza multisensoriale progettata per dimostrare come l'eccellenza tecnologica delle nuove gamme di lavastoviglie possa contribuire al comfort acustico dell'abitazione. L'integrazione tra design ed emozione viene così analizzata attraverso la cura del dettaglio e la ricerca della perfezione tecnologica, ponendo l'individuo al centro di un ecosistema domestico orientato al benessere psicofisico.
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Dieci milioni di euro per l'adozione dell'intelligenza artificiale in Europa per le PMI
(Adnkronos) - Factorial ha annunciato lo stanziamento di un fondo da dieci milioni di euro destinato ad accelerare la digitalizzazione delle aziende in oltre dieci Paesi, con un focus particolare sul mercato italiano. L'iniziativa punta a sostenere gli investimenti in automazione nelle funzioni chiave del business, tra cui le risorse umane, la finanza e la gestione dell'infrastruttura IT. L'urgenza di tali interventi è confermata dai dati di mercato: secondo McKinsey, l'IA generativa potrebbe incrementare la produttività globale di 4,4 trilioni di dollari annui. Tuttavia, i rilievi di Boston Consulting Group indicano che attualmente solo il 5% delle imprese trae valore significativo da queste tecnologie su larga scala, mentre il 60% non riscontra ancora benefici concreti nonostante gli investimenti sostenuti.
Come osservato da Jordi Romero, CEO di Factorial: "il prossimo decennio della performance aziendale in Europa sarà determinato dalla capacità delle imprese di integrare efficacemente l'intelligenza artificiale nelle proprie operazioni”. L'obiettivo dichiarato è la rimozione degli ostacoli economici che impediscono alle organizzazioni di costruire un vantaggio competitivo attraverso la digitalizzazione dei processi.
Il fondo è strutturato in due componenti paritetiche da cinque milioni di euro ciascuna. La prima tranche è dedicata alla riduzione diretta dei costi iniziali di adozione della piattaforma, applicata al momento della sottoscrizione contrattuale. La seconda parte viene erogata sotto forma di crediti per l'utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale integrati, facilitando la scalabilità dei progetti di trasformazione digitale nel tempo. Oltre al supporto finanziario, le imprese aderenti possono accedere a programmi di formazione, webinar e attività di coaching per il management.
L'accesso alle risorse è riservato alle aziende con un organico compreso tra 20 e 1.000 dipendenti che sottoscrivono per la prima volta un contratto annuale per i pacchetti specifici della piattaforma. Le agevolazioni vengono applicate automaticamente alle realtà idonee fino a esaurimento dei fondi. Questa iniziativa coincide con il decimo anno di attività della società, consolidando un percorso orientato alla gestione aziendale basata sull'analisi dei dati.
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Odontoiatra, 'dal caffè allo svapo, 5 gesti quotidiani per proteggere il sorriso'
(Adnkronos) - Nel cucchiaino di zucchero che finisce nel caffè, nello ‘svapo’ percepito come alternativa innocua alla classica sigaretta, nel bicchiere d'acqua che dimentichiamo di bere al risveglio o nella fretta con la quale laviamo (o non laviamo) i denti: il rischio di abbassare le difese dei nostri denti si nasconde nei gesti più comuni. In vista della Giornata mondiale della Salute orale (20 marzo), Mentadent e l'odontoiatra Luca Levrini, professore associato all'università degli Studi dell'Insubria e direttore della Scuola di specializzazione in Ortodonzia, richiamano l'attenzione su 5 comportamenti, diffusi tra adulti e giovani, che possono influenzare la salute orale di tutta la famiglia. Il primo è forse quello al quale si pensa meno: l'aggiunta dello zucchero nel primo caffè del mattino, avverte l'esperto. "Il saccarosio viene metabolizzato immediatamente dai batteri responsabili della carie - spiega Levrini - Questo processo riduce il pH salivare al di sotto della soglia critica dello smalto (circa 5,5), favorendo la sua demineralizzazione e l'avvio del processo carioso. Il caffè, invece, contiene polifenoli con attività antiossidanti ed è un ottimo alleato della salute orale". Altro tema attuale è l'utilizzo delle sigarette elettroniche. "Gli effetti negativi vengono spesso sottovalutati, ma, soprattutto se contengono nicotina, rischiano di compromettere la salute gengivale - illustra lo specialista - Determinano infatti una vasocostrizione periferica, con riduzione dell'apporto nutritivo ai tessuti gengivali. Questa condizione influisce sulla risposta infiammatoria e sui meccanismi di guarigione, aumentando il rischio di patologie alle gengive e all'osso di sostegno del dente. Oltre ad avere potenziali effetti negativi sull'equilibrio dei batteri del cavo orale. E' importante che questi aspetti vengano considerati e condivisi, anche in famiglia, alla luce dell'incidenza del fumo nelle fasce più giovani della popolazione". Tra le abitudini più diffuse e sottovalutate della giornata c'è poi la scarsa idratazione dei denti al risveglio. "Durante le ore notturne - evidenzia l'odontoiatra - la fisiologica riduzione del flusso salivare rende l'ambiente orale più suscettibile all'abbassamento del pH e alla proliferazione batterica. L'assunzione di acqua minerale, soprattutto se ricca di fluoro, calcio e bicarbonati, contribuisce al ripristino dell'equilibrio del pH orale e fornisce minerali utili ai processi di remineralizzazione dello smalto". Da qui il consiglio di bere un bel bicchiere d'acqua appena svegli. Anche il 'quando' lavarsi i denti fa la differenza. "L'igiene orale - chiarisce Levrini - dovrebbe essere effettuata dopo la colazione, preferibilmente attendendo circa 30-40 minuti per consentire la stabilizzazione del pH. E' consigliabile limitare il risciacquo con acqua dopo lo spazzolamento per trattenere parte del dentifricio in bocca e prolungare l'azione topica dell'idrossiapatite, del fluoro o degli altri principi attivi contenuti nel dentifricio". Infine la routine serale, il momento più importante per la prevenzione: "L'igiene orale serale riveste un ruolo fondamentale nella prevenzione delle patologie orali. Un accurato spazzolamento, associato all'utilizzo di collutori, filo interdentale o scovolini, riduce significativamente il rischio di carie e malattia parodontale", rimarca l'esperto. Se per i bambini tutto questo significa consolidare un'abitudine che li accompagnerà anche da grandi, per gli adulti rappresenta la difesa principale contro problematiche gengivali spesso silenziose. La prevenzione, insomma, comincia già con il primo gesto del mattino e cresce dentro le mura di casa, dove ogni comportamento può diventare un (buon) esempio. "La famiglia è un nucleo educativo fondamentale in grado di influenzare in modo determinante l'acquisizione e il consolidamento delle corrette abitudini legate anche alla salute orale - afferma Levrini - I comportamenti vengono appresi prevalentemente per osservazione e imitazione, rendendo il ruolo dei genitori centrale nella costruzione di routine corrette e durature. I genitori devono essere d'esempio e la coerenza tra quello che viene raccomandato e quello che viene praticato è un elemento essenziale per l'efficacia educativa. Non solo i genitori - precisa - ma anche gli adolescenti possono essere un modello per rendere ogni momento della famiglia un esempio da emulare. La cena e le vacanze sono ottime occasioni per condividere gesti e comportamenti utili a prevenire carie e gengiviti, rendendo la famiglia l'ambiente migliore per educare alla prevenzione primaria e contribuendo in modo significativo al mantenimento globale della salute orale". La prevenzione orale "è un percorso continuo che combina scienza, abitudini quotidiane e ruolo educativo della famiglia - conclude Luigi Amicarelli, Marketing Lead Oral Care Unilever Italia - In occasione della Giornata mondiale della salute orale del 20 marzo, ricordiamo quanto ogni gesto, piccolo ma costante, contribuisca a proteggere il sorriso e a consolidare comportamenti virtuosi, osservati e imitati dai più giovani. Quando la prevenzione diventa parte della routine familiare, il suo effetto si moltiplica, offrendo benefici duraturi per adulti e bambini".
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