Di Raimondo (Asstel) : "Digitale ed energia sfida centrale per la competitività del Paese"
(Adnkronos) - Per Asstel il futuro della trasformazione digitale passa da energia, frequenze e competenze. Laura Di Raimondo, Direttore Generale Asstel, sottolinea come il digitale sia oggi un settore energivoro strategico e chieda scelte industriali di lungo periodo, a partire da una diversa allocazione delle frequenze, orientata agli investimenti più che alla logica finanziaria delle aste. Centrale anche il tema delle competenze: "La trasformazione digitale non è un progetto ma un'esecuzione, e l'esecuzione la fanno le persone". Secondo Di Raimondo, nessuna filiera industriale può ormai guardare al futuro senza integrare il digitale.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Leucemia linfatica cronica, ok da Aifa a rimborsabilità in Italia di pirtobrutinib
(Adnkronos) - Lilly annuncia che l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) "ha approvato la rimborsabilità di pirtobrutinib per il trattamento di pazienti adulti affetti da leucemia linfatica cronica (Llc) recidivante o refrattaria". La decisione, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 26 marzo 2026, rende il farmaco "disponibile per i pazienti che sono stati precedentemente trattati con un inibitore covalente della tirosina chinasi di Bruton (Btk). La Llc - informa una nota dell'Azienda - è un tumore del sangue caratterizzato da un accumulo nel sangue venoso periferico e negli organi linfoidi di linfociti B". Nelle fasi iniziali, la malattia si sviluppa come proliferazione di cellule 'clonali', cioè di copie identiche dei linfociti patologici interessati, a cui segue il coinvolgimento delle strutture linfatiche - linfonodi e milza - che aumentano di dimensione. In Occidente, la Llc è la forma di leucemia più frequente negli adulti e l’incidenza è stimata in 5 casi ogni 100.000 persone. In Italia si stimano circa 3000 nuovi casi all'anno. La malattia è tipica dell’età più avanzata, con il 40% delle diagnosi effettuate oltre i 75 anni e solo il 15% entro i 50 anni. L’età media alla diagnosi è di circa 70 anni, con una leggera prevalenza degli uomini rispetto alle donne. "Nonostante i progressi terapeutici, molti pazienti con Llc vanno incontro a multiple recidive o diventano resistenti al trattamento. Pirtobrutinib rappresenta un’innovazione terapeutica significativa, in quanto agisce come inibitore di Btk non covalente ed è capace di legarsi alla proteina target in modo differente rispetto agli inibitori covalenti di prima e seconda generazione", si legge nella nota. "Si stima che in Emila Romagna ogni anno vengano diagnosticati 250 nuovi casi di leucemia linfatica cronica e che la prevalenza della Llc a 10 anni sia di 2100 pazienti. Per i nostri pazienti, l’approvazione della rimborsabilità di pirtobrutinib rappresenta un’importante e innovativa opzione che arricchisce il panorama terapeutico della Llc ricaduta o refrattaria - commenta Antonio Cuneo, ordinario di Ematologia dell'Università degli Studi di Ferrara e direttore della Sezione di Ematologia dell'Aou Arcispedale Sant'Anna di Ferrara -. La novità risiede nel suo meccanismo di azione, unico e reversibile, che lo rende efficace anche nei casi di resistenza agli altri inibitori di Btk". I risultati dello studio clinico di fase 1/2 Bruin - si legge - pubblicati su 'New England Journal of Medicine' nel 2023 , hanno dimostrato l'efficacia del farmaco in una popolazione di pazienti fortemente pretrattata, mostrando risposte cliniche durature anche in casi di prognosi sfavorevole. Lo studio di fase 3 Cll-Bruin 321 ha poi messo a confronto pirtobrutinib con il trattamento standard di riferimento nello stesso setting, dimostrando la sua superiorità di efficacia. "I dati clinici dimostrano che pirtobrutinib, terapia somministrata per via orale e in via continuativa, garantisce un'efficacia significativa in pazienti con Llc recidivante o refrattaria; efficacia accompagnata da un’ottima tolleranza, frutto della selettività del meccanismo di azione Btk - sottolinea Cuneo -. Avere la rimborsabilità in Italia di questa opzione consente una gestione più flessibile e mirata del percorso terapeutico, offrendo ai pazienti un miglioramento significativo della qualità di vita e una risposta più duratura nel tempo, anche nei casi in cui le terapie target attualmente disponibili non abbiano dato esito". Da ottobre 2024, pirtobrutinib è rimborsato in Italia nel trattamento di pazienti adulti affetti da linfoma a cellule mantellari (Mcl) recidivante o refrattario precedentemente trattati con un inibitore della BTK. A cui si aggiunge ora l’indicazione nella Llc. "Siamo orgogliosi di poter rendere disponibile pirtobrutinib anche per questa popolazione di pazienti ematologici - afferma Elias Khalil, Presidente e Amministratore delegato Italy Hub di Lilly -. Questa nuova approvazione riflette il nostro costante impegno nell'innovazione oncologica e nella ricerca di soluzioni che possano realmente fare la differenza per le persone affette da tumori rari o complessi".
---salute/farmaceuticawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
DKV Mobility a Transpotec 2026, intervista a Marco Berardelli
(Adnkronos) - Il Transpotec Logitec 2026, la fiera di riferimento per i trasporti e la logistica in Italia, ha evidenziato come la transizione energetica rappresenti una sfida complessa soprattutto per le piccole e medie imprese, spesso prive delle strutture amministrative e infrastrutturali dei grandi operatori globali. Per mantenere la competitività sui mercati nazionali e internazionali, l'orientamento strategico si sta muovendo verso l'adozione di piattaforme di servizi a 360 gradi, capaci di semplificare la gestione quotidiana delle flotte attraverso la digitalizzazione dei processi e l'integrazione di reti di rifornimento eterogenee. Flessibilità operativa e l'ottimizzazione dei costi diventano fattori determinanti per evitare interruzioni nella catena di approvvigionamento. Inoltre, la misurazione dell'impatto ambientale non viene più considerata un semplice adempimento burocratico, ma un requisito commerciale richiesto dalle committenze per garantire la trasparenza dell'intera filiera. Nell'intervista che segue, Marco Berardelli, Managing Director di DKV Mobility in Italia, illustra ad Adnkronos Tech&Games le risposte del mercato e le innovazioni introdotte per supportare i vettori in questo percorso di transizione graduale.
Marco Berardelli, Managing Director di DKV Mobility Italia
In che modo DKV Mobility sta aiutando concretamente le PMI del trasporto ad affrontare la transizione senza perdere competitività?
“Per molte PMI, la sfida non è solo la transizione energetica, ma anche la gestione della crescente complessità operativa senza avere a disposizione l’impianto dei grandi operatori. L’approccio di DKV Mobility, a 360°, è proprio quello di semplificare questa transizione attraverso un ecosistema integrato di servizi: mettiamo a disposizione, infatti, una rete multi-energia che comprende carburanti tradizionali, carburanti alternativi e circa 1,2 milioni di punti di ricarica elettrica in Europa, affiancati da soluzioni per pedaggi, gestione flotte e strumenti digitali. L’obiettivo è permettere alle aziende di adottare modelli energetici diversi in modo graduale, mantenendo continuità operativa, controllo dei costi e competitività. A Transpotec Logitec abbiamo voluto ribadire proprio questo: la transizione deve essere concreta e sostenibile anche per le realtà di dimensioni più contenute.”
Qual è il valore strategico del DKV Box Europe 4G e come sta cambiando il concetto di semplificazione?
“Oggi, semplificare non significa più solo ridurre il numero di dispositivi a bordo, ma aiutare le flotte a gestire l’evoluzione normativa e tecnologica del trasporto in Europa. Il nuovo DKV Box Europe 4G risponde proprio a questa esigenza: supporta l’impostazione EETS e combina le principali tecnologie di riscossione del pedaggio, così da consentire una gestione più lineare dei transiti internazionali con un unico dispositivo ed un unico interlocutore. Il passaggio al 4G è particolarmente rilevante perché alcuni sistemi nazionali stanno evolvendo e – per chi lavora all’estero – la priorità resta evitare interruzioni, fermi operativi o procedure aggiuntive: la semplificazione, oggi, significa prima di tutto continuità e affidabilità nel tempo.”
Che risposta state riscontrando dal mercato italiano sul DKV Carbon Monitor e come evolverà il servizio?
“In Italia, riscontriamo un interesse crescente, perché la misurazione delle emissioni è un criterio che viene sempre più richiesto dalla filiera e diventa un elemento di trasparenza nei confronti di clienti e partner. In questo contesto, uno strumento come DKV Carbon Monitor risponde a un bisogno molto pratico: trasformare dati operativi in informazioni utili per sondare l’impatto ambientale e supportare decisioni di efficienza, senza aggiungere complessità amministrativa. L’evoluzione del servizio va nella direzione di renderlo sempre più fruibile e integrabile nei processi delle aziende, grazie alla stesura di report che aiutino non solo a rendicontare, ma anche a leggere i trend e individuare aree di miglioramento. Una reportistica, quindi, sempre più fruibile e “spendibile” verso l’esterno, con possibilità di analisi più dettagliate e confrontabili nel tempo, trasformando la misurazione delle emissioni in uno strumento concreto di efficienza e miglioramento continuo.”
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Vittimberga (Inps): "Lavoro transfrontaliero riguarda migliaia di persone che attraversano confine"
(Adnkronos) - "Il tema del lavoro transfrontaliero riguarda migliaia di persone che ogni giorno attraversano un confine che pur restando giuridicamente esistente, ormai da tempo è superato dalla realtà economica e sociale dei nostri territori". Lo afferma Valeria Vittimberga, direttrice generale Inps, aprendo i lavori del convegno 'Il lavoro frontaliero fra Italia, Francia e Principato di Monaco', ospitato al Casinò di Sanremo. Tra Liguria, Costa Azzurra e il Principato si registra una delle aree di mobilità lavorativa più dinamiche d'Europa: si stimano 8.000 lavoratori frontalieri italiani occupati stabilmente nel solo Principato di Monaco, oltre ai numerosi lavoratori che quotidianamente operano tra Italia e Francia, soprattutto nelle aree di Mentone, Nizza e nelle Alpi Marittime. Una mobilità che coinvolge famiglie, imprese, professionisti e anche amministrazioni pubbliche come le nostre, creando un sistema economico e sociale fortemente integrato. Proprio per questo motivo il compito delle istituzioni pubbliche non può limitarsi all'applicazione delle norme esistenti. Dobbiamo accompagnare il cambiamento del lavoro contemporaneo, garantire certezza giuridica, tutelare i diritti sociali e previdenziali dei lavoratori e costruire strumenti amministrativi che siano semplici e vicini ai cittadini. L'Inps sente pienamente questa responsabilità, essendo non soltanto il principale ente previdenziale italiano, ma anche uno dei maggiori attori europei nel campo della protezione sociale, con una funzione che assume sempre di più una dimensione internazionale. "Le carriere lavorative stanno cambiando rapidamente, sempre di più un lavoratore matura esperienze contributive in più Stati - aggiunge Vittimberga - Le cosiddette carriere internazionali non rappresentano più un'eccezione ma una prospettiva ordinaria, soprattutto per le giovani generazioni. Per questo il coordinamento europeo dei sistemi di sicurezza sociale assume oggi un'importanza strategica. E' anche uno dei principali motivi per cui in Inps abbiamo creato la direzione relazioni internazionali. Negli ultimi mesi il dibattito europeo si è concentrato in particolare sulle prestazioni di disoccupazione, su quale sia lo Stato tenuto all'erogazione di queste prestazioni, quello di residenza oppure quello del luogo di lavoro del lavoratore". "Si è concentrato - continua - sul rafforzamento dei meccanismi di cooperazione tra gli enti previdenziali e del lavoro nei diversi Stati membri, proprio per fronteggiare una mobilità lavorativa sempre più intensa e complessa. In questo quadro desidero ricordare il recente accordo sottoscritto tra Inps e France Travail in materia di prevenzione delle frodi e scambio di dati relativi alle prestazioni di disoccupazione. Un accordo, di cui andiamo molto fieri, favorito anche dall'Autorità europea del lavoro che consentirà lo scambio strutturato di informazioni e di buone pratiche finalizzato a rafforzare la correttezza dei sistemi di welfare e a tutelare le risorse pubbliche destinate ai cittadini che ne hanno effettivamente diritto". "Il tema del telelavoro transfrontaliero, così come quello dei cosiddetti nomadi digitali, rappresenta probabilmente la sfida più attuale e più concreta che siamo chiamati ad affrontare e che interessa sempre più lavoratori, in gran parte giovani, ma non solo. L'esperienza maturata negli anni successivi alla pandemia - spiega - ha modificato profondamente il concetto stesso di lavoro frontaliero. Sempre più lavoratori svolgono infatti attività contemporaneamente in più Stati alternando presenza fisica e lavoro da remoto. Questo fenomeno è estremamente positivo, un'innovazione molto favorevole per la qualità della vita, per la sostenibilità ambientale, per la modernizzazione del lavoro; però pone anche questioni molto delicate in materia di legislazione applicabile, contribuzione previdenziale, tutela sociale". "Italia e Principato di Monaco - ricorda hanno affrontato questa sfida con grande lungimiranza attraverso l'Emendamento 1 alla Convenzione Generale di Sicurezza Sociale tra la Repubblica Italiana e il Principato. L'accordo consente ai lavoratori residenti in uno dei due Stati che svolgono attività in telelavoro per un datore di lavoro situato nell'altro Stato, di continuare ad essere assoggettati alla legislazione sociale del paese del datore di lavoro. Si tratta di un risultato estremamente importante per i lavoratori frontalieri e per il tessuto economico del Ponente Ligure e del Principato, perché dimostra come il diritto internazionale e come la cooperazione amministrativa a valle del diritto internazionale possano adattarsi concretamente all'evoluzione del lavoro contemporaneo. Per l'Inps questi temi sono talmente rilevanti che è stato istituito anche il gruppo specifico dei lavoratori frontalieri dedicato all'analisi e alla gestione delle problematiche connesse alla mobilità internazionale dei lavoratori. In questo contesto desidero anticipare che stiamo lavorando e saranno presto disponibili anche in versione digitale, sorta di guida interattiva personalizzata rivolta alla cittadinanza sviluppati dall'Inps e disponibili sia in lingua italiana sia in lingua francese. Questi strumenti dei simulatori digitali saranno degli strumenti innovativi destinati ad aiutare i lavoratori, le imprese e i professionisti nell'individuazione della legislazione applicabile nei casi di attività lavorativa svolta contemporaneamente in più paesi". "Quando un lavoratore frontaliero - prosegue Vittimberga - riesce a comprendere facilmente quali siano i propri diritti previdenziali, quale normativa si applichi, come verranno valorizzati i contributi versati in diversi paesi o quali siano da tutelare in caso di disoccupazione, allora le istituzioni stanno davvero svolgendo il proprio compito. E anche per questo motivo occasioni come quella odierna assumono un valore che va ben oltre il semplice ragionamento tecnico. Rappresentano un momento di costruzione di una vera cultura della cooperazione europea. I territori di confine non devono essere percepiti come periferie degli Stati, devono essere percepiti come dei laboratori avanzati di Unione Europea, nei quali sperimentare modelli innovativi di collaborazione amministrativa e sociale. La Liguria, la Francia e il Principato di Monaco condividono una storia comune di relazioni economiche, culturali e lavorative che precede persino gli attuali assetti istituzionali europei. E oggi abbiamo l'opportunità di consolidare ulteriormente questi rapporti anche attraverso una gestione moderna efficiente e condivisa delle politiche del lavoro, della protezione sociale".
---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Che appartamento si può acquistare con un budget di 200 mila euro nella grandi città italiane e nelle località turistiche?
(Adnkronos) - Partendo da un budget di 200 mila euro cosa si può acquistare nelle grandi città italiane agli attuali prezzi di mercato? E nelle località turistiche? A questa domanda dell'Adnkronos/Labitalia risponde l’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa prende in considerazione una tipologia medio usata e una tipologia medio nuova.
BARI
Nel capoluogo pugliese con un capitale di 200 mila € si potrebbe acquistare un appartamento usato intorno a 106 mq, una metratura generosa. Puntando sulle nuove costruzioni si possono portare a casa 68 mq, quasi 50 mq in meno. Nelle zone centrali dove, negli ultimi anni, molti investitori hanno comprato ampie tipologie da trasformare in B&B si possono acquistare 77 mq, contro i 90 mq di un anno fa. Nell’ultimo anno a Bari c’è stato un aumento dei prezzi del 13,4%.
BOLOGNA
A Bologna, una delle città che si è rivalutata maggiormente negli ultimi anni, si possono acquistare 73 mq di tipologia usata e 54 mq di nuova costruzione. Se si punta a una delle zone universitarie, intorno all’Ospedale S. Orsola, dove spesso si concentrano gli investitori, le case usate acquistabili si aggirano intorno a 65 mq.
FIRENZE
I valori immobiliari di Firenze consentono con 200 mila €, di acquistare 63 mq di soluzione usata e 48 mq di nuova costruzione. Nelle zone centrali la metratura si riduce di 5 mq. Se invece si volesse puntare su una zona universitaria come “Novoli” si potrebbero acquistare 75 mq.
GENOVA
Il capoluogo ligure ha i prezzi più bassi tra le grandi città e, di conseguenza, un capitale di 200 mila € consente di comprare appartamenti molto ampi. Sull’usato si sfiorano anche i 160 mq, mentre sulle nuove costruzioni si portano a casa 110 mq. Chi invece volesse puntare in centro dove si sta investendo molto negli ultimi tempi acquista una tipologia usata di 190 mq.
MILANO
Nel capoluogo lombardo, i cui prezzi hanno messo a segno un importante recupero, con 200 mila € si possono acquistare in media 43 mq. Se si punta su una nuova costruzione non si può ambire a più di 37 mq. Con questo capitale si potrebbe puntare anche a una zona universitaria come Città Studi dove si possono acquistare 37 mq e Bicocca dove, con un prezzo del medio usato intorno a 3600 € al mq, si portano a casa 56 mq.
NAPOLI
Nel capoluogo campano con queste metrature si acquistano 81 mq di una tipologia usata, 69 mq di una tipologia nuova. Se poi si mira a un quartiere centrale si sale a poco meno di 90 mq, motivo per cui nelle aree centrali spesso si acquista per realizzare B&B e casa vacanza.
PALERMO
A Palermo con questo capitale si acquistano 167 mq di abitazioni usate e 135 mq di nuova costruzione. Chi ricerca una casa in centro, dove in tanti si stanno indirizzando sull’acquisto per investimento da destinare al segmento turistico, può ambire a 142 mq.
ROMA
Il mercato immobiliare della Capitale è, al momento, la seconda città più costosa di Italia dopo Milano. Con lo stesso budget a Roma si acquistano 60 mq di tipologia usata, ben 17 mq in più rispetto a Milano. Si possono portare a casa 52 mq di nuova costruzione. C’è poi chi ama le zone centrali della città eterna, ma in quel caso potrà al massimo aspirare ad un monolocale.
TORINO
Il mercato immobiliare di Torino consente acquisti interessanti con un capitale di questo importo. Infatti, nel capoluogo piemontese i prezzi, seppur in crescita, sono ancora accessibili e consentono acquisti significativi. Mediamente con un capitale di questo tipo si possono acquistare 111 mq da ristrutturare e 79 mq ristrutturati. Torino resta sempre una città universitaria su cui si sta puntando sempre di più e una delle zone che piace agli investitori è quella centrale dove con 200 mila € si possono acquistare 83 mq, 3 mq in meno rispetto a un anno fa. Nel 2025 a Torino i prezzi sono cresciuti del 6%, un aumento decisamente significativo.
VERONA
A Verona con un budget di 200 mila € si comprano importanti metrature: circa 112 mq per le soluzioni usate e 81 mq per quelle di nuova costruzione. Se si puntasse alle zone centrali dove si stanno realizzando diverse operazioni per casa vacanza o B&B si porterebbero a casa metrature decisamente più piccole: 81 mq in buono stato. Se si decidesse di acquistare una casa in una località turistica? Cosa si può comprare con 200 mila €?
MONTAGNA
Per gli amanti della montagna potrebbe essere interessante sapere che a Sestriere si possono acquistare 77 mq di un’abitazione usata. Questo budget a Valtournenche-Cervinia consentirebbe l’acquisto di una casa di usata di 38 mq.
MARE
Per chi invece ama il mare, soprattutto località più giovani e “movimentate” sappia che a Riccione potrebbe acquistare 75 mq di abitazione usata e di 49 mq di nuova costruzione. Se poi si sogna la costiera amalfitana il budget consente l’acquisto di soli 32 mq di abitazione usata a Positano tra le località di mare più costose. In Veneto in spolvero negli ultimi tempi la cittadina di Jesolo dove con questo budget si possono comprare 65 mq di usato, 4 mq in meno a Caorle. A Olbia in Sardegna si possono avere 88 mq di una soluzione medio usata. A Chiavari, in Liguria, si possono acquistare 81 mq.
LAGO
Sul Lago di Garda, a Torri del Benaco, una delle località più costose si possono acquistare 56 mq usati e 36 mq di nuova costruzione. A Desenzano si può acquistare una costruzione usata di 82 mq, più accessibile. Ad Arco, sulla sponda trentina, si possono portare via 93 mq. Sul lago di Iseo, a Iseo, si può acquistare un trilocale usato di circa 100 mq. (di Sabrina Rosci)
---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Manageritalia Campania: "Competitività e crescita frenate da scarsa managerializzazione"
(Adnkronos) - Troppe microimprese (95,2%), pochissime grandi (0,1%) e poche piccole (4,3%) o medie (0,5%) e in generale sottomanagerializzate. Questo il quadro in Campania, che non si discosta molto da quello nazionale e vede le imprese impreparate ad affrontare sfide complesse come la transizione energetica e digitale e una crisi internazionale che si fa sentire e incide sulla capacità di innovare e competere. In Campania ci sono 2.687 dirigenti, di cui circa il 16,4% donne (aumentate del 169,5% negli ultimi 16 anni), e solo 18.494 imprese sopra i 9 dipendenti sul totale di 385.180: il dato testimonia come ancora la stragrande maggioranza delle pmi sia priva di manager esterni alla famiglia, presenti solo nel 30% delle Pmi italiane a fronte di circa l’80% di quelle di Germania, Francia e Spagna. Quanto una gestione manageriale sia determinante per competere lo spiegano i dati che vedono le nostre grandi e medie imprese avere una produttività in linea e a volte superiore alla media europea, mentre il livello crolla nelle piccole e microimprese. La crescita e, quindi, la managerializzazione delle pmi sono alcuni dei temi al centro dell’assemblea di Manageritalia Campania che si è svolta ieri presso gli spazi del Grand Hotel Santa Lucia in via Partenope 46 a Napoli. Nel corso dell’assemblea, oltre al tema della scarsa managerializzazione delle pmi, è stato affrontato anche il nodo strategico dell’innovazione e della crescente attenzione ai benefici dell’economia circolare, asset ormai indispensabili per la crescita e la competitività delle imprese. Asset che richiedono competenze, visione strategica e una rinnovata cultura aziendale che solo i manager possono garantire accompagnando le imprese nei processi di trasformazione. Il gap manageriale rispetto ai principali competitor (in Italia ci sono nel settore privato 0,9 dirigenti ogni cento dipendenti, 0,3 in Campania contro il 2-4 nei principali Paesi europei) non può certo essere colmato da una crescita nell’ultimo anno dell’4,4% dei dirigenti privati nella regione (+12,6% negli ultimi 16 anni) a fronte di una crescita nazionale del 2,6% nell’ultimo anno e del +12,4% dal 2008 a oggi. Anche alla luce di questi dati, l’assemblea ha visto nella sua parte pubblica un interessante momento di confronto sul tema della competitività del territorio e della necessità di rafforzare la managerializzazione del sistema produttivo campano. Al centro del dibattito, la proposta di un nuovo patto tra manager, imprenditori e istituzioni per sostenere la crescita delle imprese e accompagnarle verso modelli organizzativi più evoluti e competitivi sui mercati nazionali e internazionali. "Prima ancora che su singoli bandi o incentivi, Manageritalia Campania propone questo patto generale sulle competenze, in linea con quanto già avevamo chiesto a novembre all’allora candidato presidente Roberto Fico" spiega il presidente di Manageritalia Campania, Ciro Turiello. "Vorremmo definire insieme alla Regione delle linee guida con dei requisiti di managerialità, in base alle quali si possano costruire degli elenchi annuali di professionisti e dirigenti che li possiedono, elenchi ai quali sia le aziende pubbliche sia le pmi possano attingere, anche per bisogni temporanei, ricevendo naturalmente delle agevolazioni. Sarebbe un importante serbatoio di tante skills ed esperienze a disposizione del nostro tessuto produttivo, che in questo modo non sarebbero disperse". Al confronto hanno partecipato Marco Ballarè, presidente di Manageritalia - Angelica Saggese, assessora della Regione Campania al Lavoro e alla Formazione - Vittorio Genna, vicepresidente e ceo di Ala Corporation e presidente dell’Unione Industriali di Napoli, moderati dal giornalista de Il Mattino, Antonio Vastarelli. "Il rafforzamento del tessuto produttivo campano passa inevitabilmente per l'investimento in alte competenze e capitale umano" ha dichiarato l’assessora Saggese. "Come Regione sosteniamo la presenza dei manager nelle nostre imprese attraverso investimenti sulla formazione continua e sinergie strategiche. Integrare figure manageriali evolute è la chiave per guidare le pmi verso le nuove sfide, transizioni digitale e green, rendendole capaci di competere con successo sui mercati nazionali e globali". "Per centrare l’obiettivo di una più diffusa cultura manageriale nelle nostre imprese, bisogna puntare su politiche industriali che incentivino la loro crescita dimensionale, le reti e ogni altra utile forma di aggregazione" ha evidenziato Genna. "Solo elevando il potere economico e finanziario delle realtà produttive si creano le premesse per il ricorso a profili di alta qualificazione e per una maggiore consapevolezza della necessità di superare una concezione dell’impresa legata esclusivamente alla gestione familiare".
---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Anche i computer hanno bisogno di regole, ecco perché dobbiamo "educare" l'intelligenza artificiale
(Adnkronos) - L’evoluzione dell’intelligenza artificiale all’interno delle strutture enterprise ha superato la fase della mera assistenza documentale per ridefinire l’architettura stessa dei processi core aziendali. L’adozione degli AI agent introduce una capacità operativa inedita, legata alla facoltà di orchestrare autonomamente dati, modelli analitici e strumenti già presenti nelle infrastrutture informatiche. Tuttavia, la progressiva autonomia concessa a questi sistemi solleva interrogativi cruciali in merito alla loro affidabilità, tracciabilità e governance. Come evidenziato nell'analisi di Véronique Van Vlasselaer, AI & Data Science Manager EMEA di SAS, l'integrazione degli agenti intelligenti non può prescindere da una logica di vera e propria genitorialità della piattaforma. Questo approccio impone la definizione di perimetri d'azione chiari, la validazione delle fonti informative e l'adozione del modello Human in the Loop, garantendo che la macchina sia in grado di riconoscere il dubbio e demandare le decisioni critiche all'operatore umano nelle aree di incertezza normativa o operativa. Il passaggio da modelli puramente reattivi a meccanismi predittivi e dinamici risulta particolarmente evidente nei settori a elevata pressione regolatoria, come la prevenzione delle frodi finanziarie, la gestione dei rischi bancari e l’ottimizzazione delle risorse nel settore pubblico. In questi contesti, il valore competitivo non è determinato dalla rapidità di adozione della tecnologia, ma dalla capacità di strutturare una supervisione continua per mitigare il rischio di Shadow AI e assicurare la conformità ai requisiti dell'AI Act europeo. Nell'intervista che segue, Angelo Tenconi, Senior Director Customer Advisory di SAS, approfondisce le implicazioni di questa transizione, illustrando ad Adnkronos Tech&Games come la tecnologia possa coniugare elevate prestazioni computazionali, lineage del dato e sviluppo di soluzioni verticali finalizzate a specifici obiettivi di business.
Nel settore dell'antifrode si registra un passaggio evidente da modelli reattivi a modelli dinamici. In che modo sta cambiando la vostra narrazione nel raccontare il valore del fattore Human in the Loop, ovvero il mantenimento del controllo umano, soprattutto nei comparti industriali più tradizionali dove si riscontra maggiore resistenza e dove le dinamiche non sono ancora del tutto chiare?
"Il nostro obiettivo come fornitore di tecnologie e di servizi nel mondo dell'intelligenza artificiale è fornire soluzioni verticali su temi di business specifici. Disponiamo di una tecnologia orizzontale che copre l'intero ciclo, dalla gestione del dato fino allo sviluppo e alla delivery di modelli di intelligenza artificiale, su cui si innestano i moduli verticali. Abbiamo casi d'uso consolidati nel comparto antifrode, nel rischio bancario, nelle life sciences per gli studi clinici, e nel settore pubblico per l'ottimizzazione di tasse, revenue e ammortizzatori sociali.
Il fattore comune di questi scenari è l'esigenza delle aziende di integrare blocchi di intelligenza artificiale all'interno dei propri processi decisionali, dove la decisione si traduce in un'azione concreta, come bloccare una transazione fraudolenta o erogare un beneficio mirato al cittadino. Questo flusso può essere schematizzato come un albero decisionale (decision tree) in cui alcuni passaggi vengono demandati all'intelligenza artificiale, sia essa basata su machine learning tradizionale o su modelli non deterministici come i Large Language Models (LLM).
Quando l'IA entra nei processi core aziendali, l'intero sistema deve essere credibile, controllabile e governato dall'uomo. Sebbene gli agenti avanzino verso una progressiva autonomia, devono essere progettati per riconoscere il dubbio e coinvolgere l'operatore umano nelle aree grigie. Se un comportamento è palesemente fraudolento, l'agente lo blocca; se è chiaramente lecito, lo asseconda. Dinanzi a un comportamento inedito o non precedentemente catalogato, l'agente deve arrestarsi e innescare la richiesta di intervento umano. L'autonomia tecnologica è importante, ma il governo umano sul comportamento degli agenti resta prioritario."
Questo approccio si collega direttamente alla gestione e all'esegesi del dato. Spesso le aziende faticano a comprendere che l'intelligenza artificiale debba essere alimentata con dati certi, controllati e verificati. Il problema dell'affidabilità dell'output parte proprio da questa base. "Il dato viene talvolta lasciato in secondo piano nelle discussioni pubbliche, catturate dalle potenzialità dell'intelligenza artificiale, ma la sua centralità è assoluta. Se analizziamo la curva dei dati a disposizione delle aziende, assistiamo a un'esplosione volumetrica e a una diversificazione senza precedenti, a fronte di una capacità di calcolo ed elaborazione umana che rimane strutturalmente stabile. La forbice tra i dati disponibili e la nostra capacità di sfruttarli si sta allargando, ed è esattamente in questo spazio che l'intelligenza artificiale interviene come amplificatore delle capacità umane, non per sostituire l'operatore, ma per permettergli di valorizzare il patrimonio informativo.
Il nostro nucleo operativo è focalizzato su realtà enterprise molto complesse, come i grandi gruppi bancari internazionali, che possiedono basi dati strutturate ma spesso ancorate a sistemi operativi storici (legacy) o mainframe. Integrare tali informazioni per renderle fruibili all'intelligenza artificiale rappresenta uno dei principali punti di criticità per i CIO (Chief Information Officer). Riuscire a capitalizzare la base dati interna (endogena) ed esterna (esogena), garantendo una qualità adeguata e una governance ferrea, è il prerequisito fondamentale. Questa esigenza si accentua negli ambienti fortemente regolamentati, come quello bancario, dove è obbligatorio effettuare il lineage del dato per ricostruire a ritroso l'origine esatta di un indicatore e comprendere l'intero flusso di calcolo."
Angelo Tenconi, Senior Director Customer Advisory di SAS
Con l'entrata in vigore di normative europee rigorose come l'AI Act, la fiducia e la trasparenza diventano pilastri vincolanti. In che modo la tecnologia SAS riesce a coniugare la necessità di prestazioni computazionali elevate con l'esigenza di garantire modelli etici e conformi ai requisiti regolamentari?
"Noi definiamo questo paradigma Trustworthy AI, ovvero intelligenza artificiale affidabile, e lo approcciamo attraverso due livelli di ingresso. Il primo livello è implicito nella tecnologia SAS: la piattaforma mette a disposizione moduli nativi per analizzare i dati, sviluppare i modelli e strutturare i flussi decisionali. All'interno di queste fasi sono integrate funzionalità che controllano, sia in fase di sviluppo sia in fase di esecuzione, se il modello rispetti le normative e se contenga asimmetrie o bias. Monitoriamo inoltre il deterioramento fisiologico delle performance dei modelli nel tempo, un fenomeno che non riguarda la velocità di calcolo, ma l'accuratezza dei risultati in relazione al mutamento dei dati reali d'ingresso. Questo controllo garantisce decisioni eque (fair) ed esenti da errori reputazionali per l'azienda.
Il secondo livello si colloca esternamente ai flussi di sviluppo ed è rappresentato dalle soluzioni di AI Governance. Questo modulo agisce come un ombrello protettivo sopra tutti i modelli operativi, sia SAS sia non SAS. Consente al team responsabile della conformità di mappare l'intera infrastruttura aziendale per identificare i modelli attivi ed evitare il fenomeno della Shadow AI, ovvero l'utilizzo non censito di strumenti di intelligenza artificiale nei dipartimenti. Attraverso questa supervisione esterna, i responsabili possono catalogare i processi ad alto rischio o a rischio inaccettabile secondo i parametri dell'AI Act, assicurando un monitoraggio costante e centralizzato nel tempo."
Rispetto a pochi anni fa lo scenario è mutato. L'adozione di agenti autonomi richiede anche una profonda attività di formazione interna per consentire al management di strutturare flussi di lavoro efficienti. Come affrontate questo cambiamento culturale?
"È un percorso di apprendimento che ha coinvolto noi stessi internamente. Nella nostra divisione di Ricerca e Sviluppo abbiamo integrato l'intelligenza artificiale per accelerare la compilazione del codice e ottimizzare le fasi di software engineering. Questo scenario ha delineato nuove figure professionali come il Context Engineer, un ingegnere di contesto che possiede le competenze funzionali per istruire la macchina e verificare che gli output siano in linea con le aspettative tecniche. Il programmatore del futuro potrebbe essere meno focalizzato sulla pura scrittura del codice e più sulla capacità di dialogare con i sistemi informatici.
SAS possiede un'esperienza consolidata nello sviluppo analitico e affronta questa transizione portando alle aziende competenze verticali per ogni specifico settore industriale. La tecnologia sottostante può essere trasversale, ma l'applicazione all'interno di una banca, di un'assicurazione, di un ministero o di una utility richiede logiche di business completamente differenti. Nel comparto bancario abbiamo sviluppato verticali per l'efficientamento e l'analisi documentale nella concessione del credito aziendale; nell'antifrode monitoriamo l'evoluzione delle condotte illecite incrociando i dati operativi con i segnali provenienti dagli ecosistemi digitali.
Nel settore pubblico, supportiamo la corretta erogazione dei benefici sociali contrastando l'evasione e l'abuso delle risorse pubbliche. Si tratta di un'esigenza internazionale: pensiamo anche alle iniziative statunitensi legate all'efficientamento della spesa pubblica guidate dal DOGE (Department of Government Efficiency). Nel comparto energy, gestiamo progetti legati alla previsione e all'ottimizzazione del carico di energia elettrica da distribuire sul territorio. Non proponiamo un'intelligenza artificiale generica, ma soluzioni finalizzate a specifici obiettivi di business."
Quali sono i principali freni culturali che riscontrate nei manager rispetto all'interazione con l'autonomia delle macchine?
"Uno studio condotto in collaborazione con IDC per analizzare la percezione aziendale sull'IA evidenzia che le realtà meno mature tendono a confinare la tecnologia alla produttività individuale, come l'utilizzo dei vari Copilot per la sintesi documentale, la traduzione o la creazione di presentazioni. Quando la maturità aziendale aumenta, l'intelligenza artificiale viene inserita nei processi core e decisionali.
In questa fase avanzata emergono esigenze precise. La prima riguarda l'ottimizzazione dei costi delle infrastrutture tecnologiche e delle piattaforme dati. L'adozione massiva del cloud ha accelerato la digitalizzazione, ma comporta il rischio di un'esplosione dei costi operativi se manca una tracciabilità accurata su chi utilizzi le risorse e per quali scopi. La seconda priorità è legata alle competenze organizzative. Le aziende devono riorganizzare le proprie strutture interne per identificare i nuovi ruoli necessari a governare il potenziale dell'intelligenza artificiale, massimizzando il ritorno sull'investimento (ROI) ed evitando utilizzi impropri."
Guardando all'impatto sul mercato del lavoro, alcuni grandi gruppi tecnologici internazionali hanno avviato piani di ridimensionamento del personale giustificandoli con l'adozione massiva dell'IA. Ritiene che l'uso degli agenti intelligenti ridurrà strutturalmente la forza lavoro nelle aziende o assisteremo a una riconversione delle mansioni?
"È un tema complesso che investe la filosofia del lavoro. La necessità di una riconversione radicale delle competenze è evidente: molti processi manuali e ripetitivi verranno delegati stabilmente alle macchine, richiedendo profili professionali differenti all'interno dell'organizzazione. Se nel breve periodo l'automazione può dare l'impressione di contrarre gli organici, nel lungo termine la forza lavoro tenderà a stabilizzarsi ma verrà indirizzata verso attività a maggior valore aggiunto.
Un esempio storico arriva dal settore farmaceutico, dove l'intelligenza artificiale e l'analisi computazionale delle immagini vengono impiegate da anni per accelerare i trial clinici e lo sviluppo dei farmaci. Attività di revisione e analisi che prima richiedevano mesi di lavoro manuale oggi vengono eseguite in tempi ridotti. Questo non ha eliminato i ricercatori, ma ha permesso loro di concentrarsi sulla validazione scientifica dei risultati, portando benefici superiori all'azienda, al consumatore e alla salute pubblica. La forza lavoro rimarrà numericamente simile, ma cambierà l'oggetto della sua attività."
C'è un ultimo aspetto che ritenete strategico evidenziare nel contesto di mercato attuale, in particolare all'interno dello scenario europeo?
"Un tema centrale in Europa è quello della sovranità digitale e della localizzazione dei dati e delle infrastrutture cloud all'interno dei confini continentali, spinto dalle attuali dinamiche geopolitiche. In questo scenario, la scelta strategica di SAS di mantenere un approccio totalmente agnostico rispetto ai fornitori di infrastruttura si sta rivelando un fattore differenziante. La piattaforma SAS Viya non è vincolata a un singolo cloud provider: può essere eseguita indistintamente su Microsoft Azure, Google Cloud, AWS o in modalità on-premises all'interno dei data center di proprietà del cliente. Questa architettura consente alle aziende di avviare le prime fasi di sperimentazione in ambiente cloud per poi migrare i modelli in produzione su macchine locali proprietarie, eliminando il trasferimento all'esterno di dati sensibili.
Un secondo pilastro tecnologico di forte interesse riguarda lo sviluppo dei dati sintetici. Contrariamente allo scenario comune di sovrabbondanza informativa, esistono ambiti verticali caratterizzati da una grave scarsità di dati validi. Nel comparto antifrode, ad esempio, le transazioni illecite rappresentano una frazione infinitesimale rispetto alla totalità dei movimenti finanziari, rendendo complesso l'addestramento ottimale dei modelli predittivi. Lo stesso limite si riscontra frequentemente nelle coorti di pazienti all'interno degli studi clinici. Attraverso l'uso dell'intelligenza artificiale generativa, siamo in grado di creare set di dati sintetici che replicano fedelmente le correlazioni statistiche e i comportamenti dei dati reali su larga scala. Questo permette ai modelli analitici di allenarsi su volumi informativi adeguati e robusti, risolvendo i problemi di scarsità o riservatezza del dato e accelerando l'efficacia delle soluzioni di business."
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Accordo MASE-CNR: ricerca e politiche pubbliche per il clima
(Adnkronos) - Presso la sede del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, a Roma, è stato siglato oggi un accordo quadro volto a strutturare un portafoglio di programmi comuni nei settori del clima, dell'energia e della tutela ambientale. L'intesa, firmata dal Ministro Gilberto Pichetto Fratin e dal Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Andrea Lenzi, stabilisce un protocollo di regole e procedure condivise finalizzato a snellire le modalità di cooperazione istituzionale, agevolando l'attivazione di processi di capacity building e la circolazione delle competenze tra l'amministrazione centrale e gli istituti di ricerca. L'accordo ridefinisce l'interazione tra i due enti attraverso una pianificazione che include la promozione e il coordinamento di progetti di ricerca scientifica sia su scala nazionale sia in ambito internazionale. Tra gli assi prioritari dell'intesa rientrano la valorizzazione industriale dei risultati scientifici, il trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo e la divulgazione strutturata delle conoscenze tecniche. Per garantire la continuità operativa e l'efficacia dei flussi di lavoro, l'atto prevede l'istituzione immediata di un Comitato di Coordinamento tecnico paritetico, che assumerà la governance dei singoli progetti e verificherà la coerenza delle attività rispetto agli obiettivi strategici prefissati. La convergenza istituzionale mira a consolidare un canale permanente di consultazione per l'elaborazione di soluzioni tecnologiche applicate alle problematiche ambientali. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha affermato: “Questo importante accordo ci consente di intensificare il nostro interscambio con l’ente di riferimento della ricerca italiana: sarà un vero valore aggiunto nelle sfide ambientali ed energetiche, che vanno affrontate seguendo le evidenze scientifiche e lo sviluppo di nuove tecnologie”. Il protocollo d'intesa si configura come uno strumento normativo per accelerare l'introduzione di innovazioni nel sistema energetico nazionale, ottimizzando i tempi di risposta della pubblica amministrazione dinanzi ai mutamenti dei quadri normativi europei. La rete scientifica dell'ente di ricerca sarà mobilitata per fornire supporti documentali e analisi predittive a lungo termine, utili alla definizione dei piani di decarbonizzazione del Paese. Il Presidente del Cnr Andrea Lenzi ha evidenziato il ruolo sussidiario della scienza a supporto dello Stato: “Clima, energia e ambiente sono temi al centro dell’impegno dell’intera rete di ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche. L’accordo che sigliamo oggi con il MASE, per cui ringrazio il Ministro Pichetto Fratin, sancisce il rafforzamento del ruolo della ricerca scientifica a supporto delle politiche pubbliche insieme alla volontà di mettere a disposizione del Paese competenze, infrastrutture, dati e risorse per accompagner la transizione climatica, sostenere la competitività e promuovere lo sviluppo sostenibile”. Immagine di Cover crediti CNR
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
L'ecosistema di Dreame si espande oltre la pulizia del pavimento
(Adnkronos) - In occasione di un evento a Chantilly, in Francia, Dreame Technology ha annunciato il lancio di una vasta gamma di prodotti per la casa smart, segnando un'espansione strategica oltre il segmento dei tradizionali robot aspirapolvere. Le novità coprono diverse categorie merceologiche, introducendo soluzioni per la pulizia verticale, la refrigerazione alimentare e la gestione quotidiana degli animali domestici, con l'obiettivo di centralizzare l'ecosistema domestico attraverso un'unica piattaforma tecnologica. La fascia alta della cura dei pavimenti viene presidiata dalla nuova serie X60 Pro, declinata in tre varianti: Ultra Complete, Ultra Matrix e Master. Questi modelli integrano il sistema di spazzole e panni estensibili Dual UltraExtend, una potenza di aspirazione da 42.000 Pa con spazzola anti-groviglio e la tecnologia di tracciamento AI OmniSight 3.0. La versione Ultra Matrix introduce un meccanismo di sostituzione automatica dei panni in nylon, spugna o microfibra termica a seconda della stanza, mentre il modello Master punta su una stazione di svuotamento e ricarica dalle dimensioni ridotte per l'integrazione nei mobili. A supporto della serie principale, fa il suo debutto Cyber X, un robot bionico a quattro cingoli progettato specificamente per il superamento e la pulizia delle scale. Il dispositivo è in grado di affrontare pendenze fino a 42 gradi su diverse tipologie di gradini, rimuovendo i detriti in fase di discesa grazie a un modulo aspirante da 6.000 Pa, per poi trasferire lo sporco raccolto al robot principale della serie X60 Pro. Per la pulizia manuale, la serie T introduce cinque nuove lavapavimenti con profilo da 9,85 cm e inclinazione a 180 gradi, guidate dal modello T16 Pro Heat che utilizza acqua calda a 90 gradi e un braccio robotico per la pulizia dei bordi. Nella categoria dei pesi piuma si inserisce invece Aqua Air, un aspirapolvere cordless dal peso inferiore a 0,9 chilogrammi. L'estensione del brand verso nuove categorie si concretizza con il frigorifero intelligente FizzFresh, caratterizzato da un sistema integrato per l'erogazione di acqua frizzante a tre livelli di effervescenza e da un doppio produttore di ghiaccio in cubetti o tritato. Per le superfici verticali è stato presentato Pano 10 Station, un robot lavavetri dotato di braccio estensibile, sistema di riscaldamento del panno a 45 gradi e una stazione multifunzione dieci-in-uno che gestisce il lavaggio dinamico e l'asciugatura ad aria calda dei mop. Infine, la nuova Pet Line segna l'ingresso del marchio nel settore della cura degli animali domestici con cinque prodotti dedicati. La gamma comprende la lettiera modulare automatica Moduloo Pure, il lettino termoregolato Moduloo Clima, il trasportino espandibile TunnelGo con ventilazione attiva, e i sistemi di alimentazione e idratazione della linea Lumina, dotati di telecamere integrate e monitoraggio del peso dei consumi per il controllo remoto della salute dell'animale. La commercializzazione dei prodotti in Europa avverrà progressivamente tra i mesi di maggio e agosto 2026.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Antartide, studio INGV su gas del mantello terrestre
(Adnkronos) - I processi geodinamici di superficie esercitano un ruolo attivo nel modellare la composizione profonda della Terra attraverso il trasferimento di elementi volatili lungo i piani di subduzione, ovvero le zone in cui una placca tettonica scivola al di sotto di un'altra. I riscontri geochimici documentati nello studio intitolato "Volatiles in the mantle below Northern Antarctica: Insights from Deception Island volcano", pubblicato sulla rivista scientifica Gondwana Research, hanno analizzato questo fenomeno focalizzandosi sul settore dell'Antartide settentrionale. La ricerca, sviluppata nell'ambito del progetto EruptING coordinato dall'Università di Salamanca con il contributo diretto dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), si è concentrata sul monitoraggio dei gas emessi dal sistema vulcanico attivo dell'isola Deception.
L'attività analitica ha permesso di isolare e caratterizzare per la prima volta i campioni di carbonio e azoto profondi in un'area geografica finora scarsamente coperta dalla letteratura scientifica di settore. I dati di laboratorio indicano che mentre le concentrazioni di elio e carbonio mantengono una firma isotopica analoga a quella del mantello di tipo MORB, caratteristico delle dorsali oceaniche, l'azoto presenta un arricchimento anomalo rispetto ai valori standard della medesima sorgente profonda.
Campionamento di fumarole sulla spiaggia. Crediti foto: INGV.
I ricercatori collegano questa asimmetria chimica al trasporto forzato di sedimenti biologici superficiali durante i movimenti tettonici di sprofondamento. I materiali organici originatisi negli ecosistemi marini ad alta latitudine, contraddistinti da un basso rapporto tra carbonio e azoto, vengono trascinati nel mantello profondo imprimendo una firma chimica differente da quella rilevata in altri contesti geologici globali.
Questo interscambio tra l'ambiente biologico esterno e l'interno del pianeta ridefinisce i modelli di evoluzione geochimica della Terra. Antonio Caracausi, ricercatore dell'INGV e coautore della ricerca, ha specificato: "Per la prima volta disponiamo di dati che caratterizzano carbonio, azoto e gas nobili del mantello in questo settore del pianeta, l'Antartide. Questi risultati mostrano chiaramente che la superficie terrestre può lasciare un'impronta profonda sul mantello". L'acquisizione di questi parametri geochimici conferma che il riciclo globale degli elementi volatili è influenzato non solo dalla presenza strutturale delle zone di subduzione, ma anche dalla specifica collocazione geografica ed ecologica dei segmenti di crosta terrestre che affondano, introducendo nuovi fattori nello studio della differenziazione chimica del mantello. Immagine di cover crediti: INGV
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)









