Nasce 'Technogym School', alta formazione per creare nuove figure
(Adnkronos) - Technogym, leader mondiale nel settore del fitness e wellness, dopo 40 anni di impegno nel settore della formazione con il Wellness Institute, annuncia la nascita di Technogym School, l’innovativo progetto di alta formazione dedicato a creare la nuova generazione di professionisti del Wellness e dell’Healthness. La scuola nasce per rispondere alla crescente domanda di competenze manageriali in settori in forte sviluppo a livello globale. La Technogym School offrirà due percorsi di master – iscrizioni aperte dal 28 Maggio - progettati per fornire competenze specialistiche in settori come il corporate, l’hospitality, real estate, il settore medicale, quelli dello sport e dei wellness club: Master in Wellness un percorso studiato per formare i Wellness Manager figure professionali dedicate alla gestione a tutto tondo di modelli di business legati al wellness: dalle operations, al marketing, alla finanza, alle risorse umane. Master in Healthness per diventare Healthness Doctor professionisti con profilo medico-scientifico e competenze su sana longevità, recovery, riabilitazione, prevenzione e trattamento di patologie, con un approccio olistico che integra esercizio fisico, alimentazione e dimensione psicologica. Con un approccio multidisciplinare che unisce solide conoscenze scientifiche, innovazione tecnologica e competenze manageriali, i master si rivolgono a laureati in discipline come Scienze Motorie, Medicina, Psicologia, Biologia, Fisioterapia, Architettura, Ingegneria Biomedica, Economia, Marketing e Comunicazione. I percorsi formativi approfondiranno temi all'avanguardia come la longevità sana, l'epigenetica, le tecnologie digitali per l'esercizio fisico, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e l’analisi dei biomarker. Technogym School offrirà inoltre ai suoi studenti l'opportunità di entrare in un network globale di professionisti e imprenditori, favorendo concreti percorsi di inserimento nel mondo del lavoro. Le lezioni si svolgeranno nel cuore della Wellness Valley, presso il campus Technogym Village e saranno tenute da una faculty di altissimo profilo, che include figure di spicco ed esperti internazionali del settore medico, accademico e manageriale. Per entrambi i master l’offerta formativa prevede due modalità di frequenza: il Master Executive di 1 anno, pensato per professionisti che desiderano conciliare formazione e lavoro, con lezioni part-time nel weekend ed il Master Intensivo di 3 mesi, un percorso strutturato per un apprendimento focalizzato, con frequenza quotidiana. Per maggiori informazioni sui programmi, la faculty e le modalità di iscrizione, visitare il sito www.technogymschool.com.
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Infortuni, Margiotta (Confsal): "Formazione e sicurezza per rimettere al riparo i lavoratori dai nuovi rischi psicosociali"
(Adnkronos) - “La prospettiva del sindacato, di fronte all’evoluzione dell’intelligenza artificiale, deve essere quella del lavoratore e dell’impatto che queste trasformazioni possono avere sulle persone nei luoghi di lavoro”. Lo ha dichiarato Angelo Raffaele Margiotta, Segretario Generale Confsal, intervenuto in collegamento al panel “AI, sicurezza sul lavoro e modelli 231”, svoltosi a Bologna nell’ambito di Ambiente Lavoro 2026. Nel suo intervento ha richiamato l’attenzione sul rischio psicosociale come punto di incontro tra sicurezza, digitalizzazione e intelligenza artificiale, evidenziando la necessità di rendere i lavoratori consapevoli dei nuovi fattori di stress connessi all’evoluzione tecnologica. “Il rischio psicosociale – ha evidenziato – è oggi l’elemento che collega sicurezza, digitalizzazione e intelligenza artificiale. Il compito del sindacato e della formazione è rendere i lavoratori consapevoli dei fattori di rischio, dei segnali di stress e delle strategie utili per mitigarne gli effetti”. Secondo il Segretario Generale Confsal, l’impatto dell’Ia riguarda diversi ambiti: dalla robotica collaborativa alla gestione dell’organizzazione del lavoro attraverso sistemi intelligenti, fino all’intelligenza artificiale generativa nei processi educativi e formativi. “Non possiamo incidere sulle grandi dinamiche evolutive dell’intelligenza artificiale – ha sottolineato Margiotta – ma, se non possiamo evitare che piova, dobbiamo costruire l’ombrello adatto per mettere al riparo i lavoratori”. La risposta, ha spiegato, passa dal raccordo tra formazione, innovazione e sicurezza. In questo quadro, i Fondi interprofessionali sono chiamati a prendere in carico i fabbisogni formativi generati dall’introduzione dell’IA nei luoghi di lavoro, in coerenza con il ruolo di Confsal nella rappresentanza delle istanze dei lavoratori e nella tutela della loro salute e sicurezza di fronte ai nuovi rischi psicosociali. “La nostra missione – ha concluso Margiotta – è mettere al riparo i lavoratori dai nuovi rischi psicosociali connessi all’intelligenza artificiale, dallo stress lavoro-correlato e dalle nuove forme di tecnostress. È questo l’impegno da assumere nei confronti dei lavoratori, coniugando formazione, innovazione e sicurezza e mettendoli nelle condizioni di riconoscere i nuovi rischi, i segnali di stress e gli strumenti utili alla mitigazione dei loro effetti”. L’intervento di Margiotta ha aperto la partecipazione di Confsal ad Ambiente Lavoro 2026, in programma fino al 28 maggio, dove anche quest’anno la Confederazione è presente con un calendario di appuntamenti dedicati a prevenzione, sicurezza, formazione, stress lavoro-correlato e valorizzazione del preposto nella contrattazione collettiva.
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Manufacturing Forum 2026, tra flessibilità, turni e digitalizzazione le sfide che ridisegnano il lavoro
(Adnkronos) - Presentati il 26 maggio al “Manufacturing Forum 2026”, il report “Manufacturing Workforce Outlook Italia 2026” e un estratto specifico sul settore della ricerca “HR & Payroll Pulse” che tracciano un quadro chiaro delle dinamiche del lavoro che stanno ridefinendo il manifatturiero italiano. Entrambi realizzati da SD Worx, gli studi mettono in luce le principali priorità di imprese e lavoratori, tra organizzazione del lavoro, flessibilità, retention e digitalizzazione dei processi HR. Secondo i dati di Confindustria, il manifatturiero genera in Italia il 15% del prodotto lordo del Paese e il 35% degli investimenti in macchinari e attrezzature, inoltre, investe il 50% della spesa complessiva in ricerca e sviluppo. Non solo, il settore occupa più del 25% dei lavoratori privati, contro una media europea del 21% (fonte Eurostat) e rappresenta il 13% del valore aggiunto manufatturiero dell’intera Europa. In questo scenario, le risorse umane assumono un ruolo sempre più strategico. Nelle imprese manifatturiere italiane, il 43% dei datori di lavoro ritiene che la funzione HR non sia ancora sufficientemente coinvolta nella pianificazione del business, una quota superiore alla media europea del 33,5% considerando l’insieme dei settori. Un dato che conferma quanto il contributo dell’HR sia oggi decisivo per affrontare trasformazione organizzativa, continuità operativa e competitività. Le condizioni di lavoro e l’organizzazione degli orari restano al centro delle preoccupazioni dei lavoratori del comparto. Per il 47% degli addetti della manifattura, un adeguato supporto al work-life balance è una priorità, contro una media europea del 38%. Quando si parla di benefit e premi, il 38% dei dipendenti del settore indica come preferenza principale una maggiore flessibilità oraria, rispetto al 31% rilevato a livello europeo. Nel manifatturiero, questa leva risulta ancora più rilevante dell’aumento dei giorni di ferie o dei buoni pasto, che invece guidano le preferenze in altri comparti. A fronte di queste aspettative, solo il 17% dei datori di lavoro della manifattura dichiara di avere piena consapevolezza delle richieste dei lavoratori in tema di flessibilità. Le imprese continuano invece a concentrarsi soprattutto su retention e turnover, indicati come priorità dal 35% delle aziende, contro una media europea che, considerando tutti i settori, si ferma al 24%. Il dato evidenzia un disallineamento che può incidere sulla capacità di attrarre e trattenere competenze. A rendere ancora più complesso il quadro contribuiscono l’invecchiamento della forza lavoro e la gestione di turni e orari articolati. In questo contesto, emergono anche criticità operative che segnalano un livello di digitalizzazione ancora insufficiente. Se a livello europeo il 63% dei lavoratori afferma di riuscire a registrare facilmente le proprie ore senza eccessivi oneri burocratici, tra gli addetti italiani della manifattura la quota scende al 51%. Analogamente, solo il 55% dichiara di leggere con facilità la propria busta paga, contro il 69% della media europea. Elementi che confermano come la semplificazione dei processi HR possa diventare un fattore concreto di efficienza e competitività. “I distretti manifatturieri italiani sono letteralmente delle macchine di sapere tacito per questo la manifattura italiana non ha bisogno di reinventarsi, ma di riconoscersi. - commenta Adriano Solidoro, Associate Professor of Organization & Management all’Università degli Studi di Milano-Bicocca - Oggi i responsabili HR e i direttori di produzione del manifatturiero italiano si trovano, inoltre, in un campo di tensioni simultanee che non ha precedenti nella storia recente del settore: cambio generazionale, flessibilità delle mansioni, leadership in trasformazione, wellbeing e retention. Da qui l’importanza di abbracciare la tecnologia come il mezzo, non il fine: digitalizzare il manifatturiero significa trasmettere il sapere alle prossime generazioni, e chi capisce questa distinzione ha già vinto la sfida del decennio”. "In Italia il manifatturiero ha un problema che non si risolve con nuovi macchinari: la gestione delle persone è ancora troppo "analogica". — dichiara Alessia Rigoni, Managing Director per l'Italia di SD Worx — I dati ci dicono che solo il 51% degli addetti riesce a registrare facilmente le proprie ore di lavoro. Quando metà della forza lavoro è in difficoltà su un processo così basilare, il tema non è più solo HR: è un freno alla competitività. Per questo lavoriamo con le imprese manifatturiere per trasformare la governance del lavoro da costo operativo a leva strategica''.
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Bimbi al mare, 164 spiagge scelte dai pediatri: ecco le Bandiere verdi del 2026
(Adnkronos) - Spiagge ampie che consentono di giocare indisturbati, acque cristalline con fondali che non scendono giù a strapiombo, ma dolcemente. Sulle torrette operatori del salvataggio a presidiare, e tanti servizi che rendano vive le giornate dei più piccoli. E' l'identikit delle località di mare a misura di bambini e famiglie, certificate dai pediatri. Segni particolari: su queste rive sventolano Bandiere verdi. L'elenco aggiornato al 2026 delle spiagge che hanno ottenuto il riconoscimento è stato proclamato oggi dal fondatore e coordinatore della ricerca, Italo Farnetani, durante un incontro che si è tenuto nell'Aula consiliare del Municipio di Modica (Ragusa), alla presenza del sindaco Maria Monisteri Caschetto, dell'assessore comunale all'Ambiente Samuele Cannizzaro, dei sindaci dei Comuni limitrofi e altre autorità, ma anche di pediatri e medici del territorio. Le Bandiere verdi 2026 sono in tutto 164, alla lista quest'anno si sono aggiunte 6 nuove spiagge: 3 si trovano lungo le coste dell'Italia e 3 in Africa. Tutte riconfermate le Bandiere verdi degli anni passati. Quali sono le new entry? In Italia, la siciliana Modica, Campomarino in Molise, e Sellia Marina in Calabria. Con queste aggiunte, il Belpaese sale a quota 153 Bandiere verdi. E al primo posto per numero di spiagge adatte ai bambini scelte dai pediatri rafforza la sua leadership la Calabria con 22 Bandiere verdi, seguita dalla Sicilia con 19. Entrambe le regioni hanno ottenuto una nuova Bandiera verde e in questo modo hanno aumentato il distacco dalle dirette inseguitrici: al terzo posto la Sardegna con 16; al quarto posto - ex aequo - Marche e Puglia con 13. E dopo 14 anni, grazie al debutto di Campomarino (provincia di Campobasso) arriva una nuova Bandiera verde nel Molise che non è più fanalino di coda, ma con 2 vessilli in totale raggiunge Basilicata e Friuli Venezia Giulia. Guardando alle province italiane, sono in 6 ad avere il maggior numero di Bandiere verdi: Latina, Ragusa, Reggio Calabria, Salerno, Venezia e Teramo. Ci sono poi le nuove spiagge incoronate all'estero: in Africa arrivano tre nuove Bandiere verdi che diventano 'atlantiche' con 3 vessilli assegnati alla Repubblica del Gambia. I pediatri gambiani hanno selezionato 3 località con ampio arenile e servizi, dalla ristorazione alle attività sportive e ricreative e la presenza dei bagnini di salvataggio. Nelle vicinanze anche un ospedale pediatrico: il Bundung Maternal and Child Health Hospital. Per l'estensione internazionale del progetto è stata realizzata e verrà presentata ufficialmente la Bandiera Verde in lingua inglese, a supporto della crescente partecipazione di Paesi extraeuropei. Le Bandiere verdi, illustra Farnetani, "sono state assegnate sulla base delle indicazioni di 3.238 pediatri italiani e stranieri, che hanno partecipato all'iniziativa in modo totalmente volontario, senza compensi, finalità di lucro o interventi di sponsor". Un elemento che, evidenzia, "conferisce al riconoscimento una valenza medica e professionale, fondata sulla conoscenza diretta delle esigenze di crescita, salute e sviluppo corporeo e psicoaffettivo dei minori". Secondo il coordinatore della ricerca, i criteri di selezione rispondono a parametri chiari: "Le spiagge devono essere realmente fruibili dai bambini e dalle famiglie: acqua che non diventi subito alta, spazi adeguati tra gli ombrelloni, servizi ludici e di ristorazione dedicati ai più piccoli, e la presenza indispensabile degli operatori del salvataggio". Ma la valutazione non riguarda solo la sicurezza: "I pediatri hanno sempre privilegiato spiagge vive e animate, dove i bambini possano incontrare coetanei e ricevere stimolazioni visive, acustiche e sensoriali utili allo sviluppo psicoaffettivo". L'esperto richiama l'attenzione anche sul benessere delle famiglie: "Perché la vacanza sia pienamente vissuta da genitori e figli è necessario che nelle vicinanze della spiaggia siano presenti servizi e attività commerciali fruibili nel pomeriggio e alla sera. Tutti sono in vacanza: per questo il mio consiglio ai sindaci è di pedonalizzare il lungomare".
Il progetto delle Bandiere verdi nasce nel 2008, con una ricerca inizialmente dedicata alle sole località italiane. Nel 2017 il riconoscimento è stato esteso ai Paesi dell'Unione europea e, dal 2021, anche alle spiagge del continente africano, segnando una progressiva apertura internazionale. La selezione può avvenire esclusivamente sulla base delle indicazioni dei pediatri, mentre la valutazione della qualità ambientale si fonda sui dati delle Arpa regionali e sulle ordinanze dei sindaci. La cerimonia di consegna ufficiale delle Bandiere verdi 2026 si terrà nella sede del Comune di Termoli (Campobasso) sabato 11 luglio, in collaborazione con l'amministrazione comunale. Nei prossimi giorni verrà inviato l'invito a sindaci e ambasciatori. Ma ecco l'elenco delle Bandiere verdi 2026, suddivise per regione o Stato estero, in ordine alfabetico e con l'anno di conferimento. Le 153 spiagge italiane: in Abruzzo Alba Adriatica (Teramo) 2019; Giulianova (Teramo) 2010; Montesilvano (Pescara) 2010; Ortona - Spiaggia dei Saraceni (Chieti) 2019; Pescara 2016; Pineto - Torre Cerrano (Teramo) 2016; Roseto degli Abruzzi (Teramo) 2012; San Salvo -San Salvo Marina (Chieti) 2024; Silvi-Silvi Marina (Teramo) 2012; Tortoreto (Teramo) 2015; Vasto-Vasto Marina (Chieti) 2010. In Basilicata Maratea (Potenza) 2012; Pisticci - Marina di Pisticci (Matera) 2010. In Calabria Bianco (Reggio Calabria) 2018; Bova Marina (Reggio Calabria) 2010; Bovalino (Reggio Calabria) 2010; Caulonia - Caulonia Marina (Reggio Calabria) 2022; Capo Vaticano (Vibo Valentia) 2016; Cariati (Cosenza) 2010; Cirò Marina - Punta Alice (Crotone) 2012; Isola di Capo Rizzuto (Crotone) 2009; Locri (Reggio Calabria) 2016; Melissa - Torre Melissa (Crotone) 2015; Mirto Crosia - Pietrapaola (Cosenza) 2010; Montepaone (Reggio Calabria) 2023; Nicotera (Vibo Valentia) 2008; Palmi (Reggio Calabria) 2016; Paola (Cosenza) 2025; Praia a Mare (Cosenza) 2010; Roccella Jonica (Reggio Calabria) 2012; Santa Caterina dello Ionio Marina (Catanzaro) 2010; Siderno (Reggio Calabria) 2016; Soverato (Catanzaro) 2009; Squillace (Catanzaro) 2018. In Campania Agropoli - Lungomare San Marco, Trentova (Salerno) 2016; Ascea (Salerno) 2016; Cellole - Baia Domizia (Caserta), 2025; Centola - Palinuro (Salerno) 2009; Ischia: Cartaroma Lido San Pietro (Napoli) 2016; Marina di Camerota (Salerno) 2009; Pisciotta (Salerno) 2016; Pollica - Acciaroli, Pioppi (Salerno) 2016; Positano - Spiagge: Arienzo, Fornillo, Spiaggia Grande (Salerno) 2015; Santa Maria di Castellabate (Salerno) 2012; Sapri (Salerno) 2012; Sessa Aurunca - Baia Domizia (Caserta) 2025. In Emilia-Romagna Bellaria - Igea Marina (Rimini) 2012; Cattolica (Rimini) 2012; Cervia - Milano Marittima-Pinarella (Ravenna) 2010; Cesenatico (Forli Cesena) 2012; Gatteo - Gatteo Mare (Forli - Cesena) 2015; Misano Adriatico (Rimini) 2015; Ravenna - Lidi Ravvenati (Ravenna) 2015; Riccione (Rimini) 2008; Rimini 2016; San Mauro Pascoli - San Mauro mare (Forli - Cesena) 2016. In Friuli Venezia Giulia Grado (Gorizia) 2010; Lignano Sabbiadoro (Udine) 2008. Nel Lazio Anzio (Roma) 2016; Formia (Latina) 2009; Gaeta (Latina) 2009; Lido di Latina (Latina) 2010; Montalto di Castro (Viterbo) 2009; Sabaudia (Latina) 2008; San Felice Circeo (Latina) 2012; Sperlonga (Latina) 2009; Terracina (Latina) 2019; Ventotene - Cala Nave (Latina) 2015. In Liguria Finale Ligure (Savona) 2015; Lavagna (Genova) 2016; Lerici (La Spezia) 2012; Noli (Savona) 2016. Nelle Marche Civitanova Marche (Macerata) 2012; Cupra Marittima (Ascoli Piceno) 2020; Fano - Nord - Sassonia - Torrette/Marotta (Pesaro - Urbino) 2016; Gabicce mare (Pesaro - Urbino) 2015; Grottamare (Ascoli Piceno) 2016; Mondolfo - Marotta (Pesaro - Urbino) 2016; Numana - Alta - Bassa Marcelli Nord (Ancona) 2015; Pesaro (Pesaro - Urbino) 2016; Porto Recanati (Macerata) 2012; Porto San Giorgio (Fermo) 2010; San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) 2008; Senigallia (Ancona) 2012; Sirolo (Ancona) 2016. In Molise Campomarino Campobasso) 2026; Termoli (Campobasso) 2012. In Puglia Fasano (Brindisi) 2016; Gallipoli (Lecce) 2009; Ginosa - Marina di Ginosa (Taranto) 2015; Lizzano - Marina di Lizzano (Taranto) 2010; Margherita di Savoia (Barletta-Andria-Trani) 2019; Melendugno (Lecce) 2016; Ostuni (Brindisi) 2008; Otranto (Lecce) 2012; Polignano a Mare - Cala Fetente - Cala Ripagnola - Cala San Giovanni (Bari) 2016; Porto Cesareo (Lecce) 2016; Rodi Garganico (Foggia) 2012; Salve - Marina di Pescoluse (Lecce) 2010; Vieste (Foggia) 2009. In Sardegna Alghero (Sassari) 2009; Bari Sardo (Ogliastra) 2010; Cala Domestica (CarboniaIglesias) 2010; Capo Coda Cavallo (Olbia-Tempio) 2010; Carloforte - Isola di San Pietro: La Caletta - Punta Nera - Girin – Guidi (Carbonia-Iglesias) 2010; Castelsardo-Ampurias (Sassari) 2012; Is Aruttas - Mari Ermi (Oristano) 2010; La Maddalena: Punta Tegge-Spalmatore (Olbia-Tempio) 2012; Marina di Orosei-Berchida-Bidderosa (Nuoro) 2010; Oristano - Torre Grande (Oristano) 2015; Poetto (Cagliari) 2012; Quartu Sant'Elena (Cagliari) 2012; Santa Giusta (Oristano) 2016; San Teodoro (Nuoro) 2008; Santa Teresa di Gallura (Olbia-Tempio) 2012; Tortolì - Lido di Orrì, Lido di Cea (Ogliastra) 2016. In Sicilia Balestrate (Palermo) 2016; Campobello di Mazara - Tre Fontane - Torretta Granitola (Trapani) 2010; Catania - Playa 2016; Cefalù (Palermo) 2008; Giardini Naxos (Messina) 2016; Ispica -- Santa Maria del Focallo (Ragusa) 2012; Lipari - Marina di Lipari-Acquacalda-Canneto (Messina) 2012; Marsala - Signorino (Trapani) 2015; Mazara del Vallo - Tonnarella (Trapani) 2021; Menfi - Porto Palo di Menfi (Agrigento) 2010; Modica- Marina di Modica (Ragusa) 2026; Noto - Vendicari (Siracusa) 2010; Palermo - Mondello 2016; Pozzallo - Pietre Nere - Raganzino (Ragusa) 2015; Ragusa - Marina di Ragusa 2009; Santa Croce Camerina - Casuzze - Punta secca - Caucana (Ragusa) 2010; San Vito Lo Capo (Trapani) 2009; Scicli - Sampieri (Ragusa) 2021; Vittoria - Scoglitti (Ragusa) 2010. In Toscana Bibbona (Livorno) 2016; Camaiore - Lido Arlecchino-Matteotti (Lucca) 2015; Castiglione della Pescaia (Grosseto) 2012; Follonica (Grosseto) 2012; Forte dei Marmi (Lucca) 2012; Grosseto - Marina di Grosseto, Principina a Mare 2010; Monte Argentario - Cala Piccola - Porto Ercole (Le Viste) - Porto Santo Stefano (Cantoniera - Moletto - Caletta) - Santa Liberata (Bagni Domiziano - Soda -Pozzarello) (Grosseto) 2015; Pietrasanta - Marina di Pietrasanta - Tonfano - Focette (Lucca) 2015; Pisa - Marina di Pisa - Calambrone - Tirrenia (Pisa) 2016; San Vincenzo (Livorno) 2012; Viareggio (Lucca) 2008. In Veneto Caorle (Venezia) 2015; Cavallino Treporti (Venezia) 2010; Chioggia – Sottomarina (Venezia) 2016; Iesolo– Jesolo Pineta (Venezia) 2008; Lido di Venezia (Venezia) 2010; San Michele al Tagliamento – Bibione (Venezia) 2016.
Le 5 spiagge europee con la Bandiera verde sono: in Spagna Estepona (2022), Malaga (2018), Marbella (2019), Fuengirola (2021); in Romania Costanza (2020). Le 6 spiagge africane: in Gambia Fajara Beach(2026); Kololi Beach(2026); Kotu Beach (2026); in Tanzania Dar es Salaam - Coco beach (2020); Kendwa (2021); in Tunisia La Marsa (2022).
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Cni a viceministro Sisto, da ingegneri proposte tecniche su prevenzione e sicurezza sul lavoro
(Adnkronos) - E' stata consegnata al ministro Carlo Nordio la proposta di articolato e la relazione di accompagnamento della 'Commissione di studio per la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro', istituita con D.M. 27 marzo 2024, presieduta dal viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. Il Consiglio nazionale degli ingegneri ha provveduto ad elaborare e trasmettere al viceministro una serie di osservazioni tecniche sul merito. In più di una occasione il Consiglio nazionale ha affermato che il sistema normativo in materia di sicurezza sul lavoro deve prevedere incentivi concreti che rendano la prevenzione una scelta consapevole e conveniente per tutti i soggetti coinvolti. Per questo, il Cni ha apprezzato l’impostazione metodologica della proposta volta ad affiancare, alla tradizionale funzione sanzionatoria, un modello orientato alla prevenzione e all’incentivazione dell’adempimento virtuoso. Al tempo stesso, è forte l’esigenza che i modelli organizzativi non si traducano in meri adempimenti formali privi di ricadute sulla sicurezza effettiva nei luoghi di lavoro: i meccanismi premiali devono essere ancorati a risultati verificabili, non alla sola produzione documentale. Detto questo, al Cni corre l’obbligo di segnalare alcune criticità tecniche specifiche che vanno risolte, oltre a suggerire alcune integrazioni che rafforzano l’efficacia del sistema normativo di riferimento e, al tempo stesso, tutelano il ruolo e le attribuzioni professionali dei professionisti che operano quali responsabili del servizio di prevenzione e protezione (rspp). Di seguito, in sintesi, i sei punti principali. 1) La responsabilità del datore di lavoro in materia di sicurezza deve essere mantenuta quale leva principale del sistema, il cui miglioramento va incentivato attraverso meccanismi premiali efficaci e verificabili e non attraverso il trasferimento della responsabilità (compresa quella penale) al professionista tecnico. 2) La valorizzazione del rspp si ottiene elevando la qualità professionale richiesta per accedervi. Il rischio sanzionatorio deve essere bilanciato da una corrispondente attribuzione di prerogative effettive. 3) Occorre premiare l’adempimento sostanziale, non quello meramente formale, senza indebolire il principio di responsabilità condivisa già garantito dalla firma congiunta del Documento di valutazione dei rischi. 4) Le procedure standardizzate per le microimprese nei settori a basso rischio devono essere mantenute, affiancandole a linee guida per le realtà di maggiori dimensioni. 5) I meccanismi premiali devono essere estesi e resi accessibili alle imprese di ogni dimensione, ancorati a risultati verificabili e raccordati con gli strumenti già esistenti. 6) La qualità della formazione dei professionisti della sicurezza richiede l’istituzione di un elenco nazionale dei formatori abilitati, un sistema strutturato di controllo sulla qualità dei percorsi erogati e la revisione del decreto ministeriale sui requisiti dei formatori. Nel complesso il Consiglio nazionale degli ingegneri ritiene che un’alterazione dell’attuale assetto di ruoli e responsabilità rischi di compromettere l’efficacia complessiva del sistema di prevenzione, determinando uno spostamento delle responsabilità. Per questo esprime contrarietà in merito alle modifiche relative alla figura del responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Il Cni confida che le sue proposte possano essere accolte e ha confermato al viceministro Sisto la disponibilità a fornire ulteriori contributi tecnici in occasione delle interlocuzioni con le commissioni parlamentari competenti. (di Sabrina Rosci)
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Infarto e ictus si prevengono fin dall'infanzia. Dai primi 1000 giorni ai controlli su pressione e colesterolo: cosa fare davvero
(Adnkronos) - Le malattie cardiovascolari, prima causa di morte nel mondo, "non iniziano in età adulta". I processi che portano al loro sviluppo "cominciano molto prima, spesso senza dare segni evidenti, già nei primi anni di vita". È uno dei messaggi al centro dell’81.esimo congresso Italiano di Pediatria, che si apre oggi a Padova, dove la prevenzione precoce viene indicata come una delle principali sfide per la salute delle future generazioni. Un impegno che la Società Italiana di Pediatria (Sip) traduce nella prima guida completa dedicata alla salute cardiovascolare in età pediatrica e pensata per accompagnare le famiglie lungo tutto il percorso di crescita dei bambini, dai primi 1000 giorni fino all’adolescenza. La Guida, realizzata in collaborazione con Cikappa (Consulta Intersocietaria di cardio prevenzione pediatrica e adolescenziale), nasce con un obiettivo preciso: "tradurre le conoscenze scientifiche in azioni quotidiane. Non solo indicazioni teoriche, ma risposte pratiche alle domande dei genitori: quando iniziare i controlli, quali segnali osservare, come intervenire sugli stili di vita, quando rivolgersi al pediatra". Fattori di rischio in crescita: obesità, ipertensione e ipercolesterolemia tra i principali 'nemici' del cuore dei bambini. "Le prime alterazioni aterosclerotiche, alla base delle future malattie cardiovascolari, possono comparire già nei primi 10 anni di vita. E i fattori di rischio come obesità, ipertensione, colesterolo alterato e disturbi del metabolismo glucidico sono sempre più diffusi anche in età pediatrica. La relazione - spiegano i pediatri - tra eccesso di peso e rischio cardiovascolare è nota. Ma nella storia non ci sono mai stati così tanti bambini in eccesso di peso, così precocemente e in modo così grave. Un fenomeno che rischia di tradursi, nei prossimi anni, in un aumento degli adulti con malattie cardiovascolari e metaboliche. A incidere in modo significativo sono soprattutto gli stili di vita. Oggi circa il 25% delle calorie assunte dai bambini proviene da junk food e alimenti ultra-processati, con effetti sul rischio metabolico e cardiovascolare. Tra i nuovi fattori di rischio emerge anche la sedentarietà digitale: i bambini troppo esposti a smartphone e tablet tendono più facilmente a sviluppare obesità, alterazioni del sonno e ipertensione. L’ipertensione arteriosa interessa circa il 4% della popolazione pediatrica: il rischio raddoppia nei bambini in sovrappeso e aumenta fino a sei volte nei bambini obesi". Cresce anche il diabete di tipo 2, un tempo tipico dell’età adulta ma oggi sempre più diffuso anche tra bambini e adolescenti a causa dell’epidemia di obesità. Attualmente rappresenta il 20-33% delle nuove diagnosi di diabete in età pediatrica. Uno studio italiano ha inoltre evidenziato alterazioni del metabolismo glucidico in circa il 22% dei bambini in sovrappeso sotto i 10 anni. “Uno dei messaggi che vogliamo lanciare con questa Guida riguarda la precocità dell’intervento, già nei primi mille giorni di vita. Avere genitori sani, giovani, normopeso che fanno sport, non consumano alcol e droghe è un buon punto di partenza”, afferma il presidente Sip Rino Agostiniani - Alimentazione materna, crescita fetale e prime abitudini nei primi due anni influenzano infatti lo sviluppo metabolico e il rischio cardiovascolare futuro. È una finestra cruciale su cui intervenire precocemente”. I controlli da fare. “Oltre ai corretti stili di vita la prevenzione è fatta anche di controlli semplici ma fondamentali - aggiunge Marco Giussani, Gruppo di studio Ipertensione e rischio cardiovascolare Sip - La pressione arteriosa dovrebbe essere misurata almeno una volta l’anno a partire dai 5 anni. È l’unico modo per intercettare una condizione che spesso non dà sintomi”. Anche il colesterolo va monitorato precocemente. “Basta un semplice esame del sangue per controllarlo - aggiunge Giussani - ed è raccomandato almeno una volta tra i 9 e gli 11 anni, con un ulteriore controllo in adolescenza, soprattutto nei bambini con familiarità o altri fattori di rischio”. In presenza di sovrappeso, obesità o predisposizione familiare possono inoltre essere indicati approfondimenti mirati, come la valutazione di glicemia, trigliceridi, acido urico e altri parametri metabolici. "L’obiettivo è identificare precocemente i segnali di rischio cardiovascolare quando è ancora possibile intervenire efficacemente sugli stili di vita. Accanto ai genitori, un ruolo centrale è svolto dal pediatra di famiglia, chiamato a intercettare precocemente i segnali di rischio e a guidare le famiglie in un percorso di prevenzione personalizzato. Ma la sfida riguarda anche la scuola e, più in generale, l’ambiente in cui i bambini crescono. L’obiettivo è chiaro: ridurre il rischio cardiovascolare delle future generazioni intervenendo quando è ancora possibile farlo in modo efficace. La conoscenza, da sola, non basta più: servono strumenti, consapevolezza e indicazioni concrete", concludono i pediatri Sip.
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Papa Leone XIV, sollevato sospetto uso di IA nell'enciclica
(Adnkronos) - La prima enciclica di Papa Leone XIV, intitolata Magnifica Humanitas e dedicata all'impatto dell'intelligenza artificiale sulla società, è finita al centro di un'insolita controversia tecnologica. Un'analisi pubblicata sul forum LessWrong dall'esperto Linch Zhang ha rivelato che diverse sezioni del documento presenterebbero percentuali di scrittura automatica comprese tra il 40% e il 100%. I dati emergono dall'utilizzo di Pangram, uno dei rilevatori di testo IA più accreditati nel settore, il quale ha riscontrato nel testo alcune caratteristiche tipiche dei modelli linguistici moderni, come l'uso insolitamente frequente di specifici avverbi ricorrenti nella prosa di Claude, l'algoritmo sviluppato da Anthropic. I test condotti sul testo sembrano confermare una presenza cross-mediale di schemi artificiali. Esaminando il documento capitolo per capitolo, circa il 62% della prima parte è stato identificato come non umano, mentre una controverifica effettuata dalla testata americana The Verge su un campione di circa 2.000 parole ha stimato una percentuale di generazione artificiale pari al 46%. Al contrario, le analisi applicate ai testi delle encicliche precedenti e alla trascrizione dei discorsi orali dell'attuale Pontefice hanno restituito una certezza del 100% circa l'origine umana, evidenziando una netta discontinuità stilistica ed editoriale in quest'ultima pubblicazione. Nonostante l'accuratezza degli strumenti di rilevamento non sia assoluta e i margini di errore restino una variabile costante nel settore, la società sviluppatrice di Pangram ha dichiarato un tasso di falsi positivi estremamente ridotto, pari a un solo caso su diecimila. L'enciclica rappresenta il canale formale con cui la Santa Sede affronta le grandi sfide morali dell'epoca contemporanea e la scelta del tema non è isolata, considerando che Papa Leone XIV ha recentemente presentato il documento insieme con Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic.
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Un libro misterioso reinventa la saga di Yoshi su Switch 2
(Adnkronos) - La storia videoludica di Yoshi è indissolubilmente legata a Super Mario World 2: Yoshi’s Island, un capolavoro per Super Nintendo che ha tracciato la rotta per i successivi trent'anni di evoluzione del personaggio. Da quel momento, Nintendo ha utilizzato la spalla di Mario come terreno ideale per sperimentare con l'estetica e il game design, passando per lo stile pop-up di Yoshi’s Story fino ai mondi di lana e cartone di Woolly World e Crafted World. L'ultimo capitolo, Yoshi and the Mysterious Book, prosegue su questa linea d'onda, mantenendo intatte le meccaniche storiche ma declinandole in una struttura inedita. La componente narrativa è, come da tradizione, un semplice pretesto. La vicenda si innesca quando un libro misterioso di nome Enzo precipita sull'isola di Yoshi, spingendo il protagonista a esplorare le sue pagine per scoprirne i segreti, ostacolato dai soliti Kamek e Bowser Jr. Il fulcro dell'esperienza risiede nei sei capitoli principali, a cui si aggiungono diversi scenari d'epilogo nel post-game. Ogni livello ruota attorno a specifiche creature: premendo il tasto X, Yoshi può caricarle sul dorso e sfruttarne le abilità uniche, combinandole con i classici salti fluttuanti, l'inghiottimento dei nemici e il lancio delle uova per superare gli enigmi ambientali. La scelta di design più netta riguarda il livello di difficoltà, tarato verso il basso grazie all'assenza di un vero e proprio game over. In caso di caduta nei vuoti, il protagonista viene semplicemente ricollocato all'inizio della sezione. Questa impostazione favorisce un approccio rilassato e accessibile, adatto sia ai giocatori più giovani sia a chi cerca un'esperienza puramente esplorativa. Il ritmo è scandito dal ragionamento e dalla curiosità piuttosto che dai riflessi, valorizzando il completismo rispetto alla rapidità d'esecuzione. Il vero punto di forza della produzione risiede nel comparto artistico, che sfrutta la maggiore potenza hardware per muovere un mondo che sembra illustrato a mano, caratterizzato da animazioni in stop-motion a frame rate ridotto. Una delle soluzioni visive più peculiari si attiva ai bordi dei livelli, dove lo scenario perde temporaneamente colore per simulare il margine della pagina cartacea. A completare il quadro interviene una colonna sonora rilassante, che riarrangia i temi classici della saga. Sebbene la campagna principale si attesti al di sotto delle sei ore per una corsa lineare, la rigiocabilità e i contenuti secondari estendono notevolmente la longevità complessiva del titolo.
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Missioni Scout ESA, approvati satelliti Hibidis e SOVA-S
(Adnkronos) - Il Comitato del Programma di Osservazione della Terra dell'ESA ha formalmente approvato la selezione e il finanziamento di due nuove missioni scientifiche denominate Hibidis e SOVA-S, individuate al termine di una fase di valutazione tecnica durata dieci mesi. Questi programmi appartengono alla categoria dei satelliti Scout, una componente istituita all'interno del programma quadro FutureEO per affiancare la serie storica dei satelliti di ricerca Earth Explorer. La classe Scout si caratterizza per l'adozione dei paradigmi industriali del New Space, orientati alla miniaturizzazione dei sensori, al contenimento dei budget di sviluppo e alla riduzione dei tempi necessari per il dispiegamento dei vettori in orbita. Le nuove unità andranno a integrare la flotta Scout preesistente, che comprende la missione idrologica HydroGNSS lanciata nel novembre 2025, il microsatellite NanoMagSat per lo studio delle interazioni geomagnetiche e solari, e la missione Tango destinata al monitoraggio delle emissioni industriali di gas serra. Simonetta Cheli, Direttore dei Programmi di Osservazione della Terra dell'ESA, ha analizzato l'evoluzione strategica di questo comparto: "Le missioni Scout dell'ESA dimostrano che per ottenere risultati rivoluzionari nella scienza della Terra non sempre sono necessari budget elevati e lunghi tempi di sviluppo. Agendo rapidamente, abbracciando l'innovazione e valorizzando le idee emergenti, queste missioni dimostrano come l'agilità e la creatività possano accelerare il progresso, fornendo scienza e tecnologia di grande impatto in un lasso di tempo straordinariamente breve. Tuttavia, la decisione di dare il via libera a Hibidis e SOVA-S non è stata presa alla leggera e la decisione finale è arrivata solo dopo una rigorosa valutazione dei quattro concetti. Ci congratuliamo con i team di Hibidis e SOVA-S e adesso non vediamo l'ora di trasformarli in realtà".
Il segmento del programma assegnato all'industria aerospaziale italiana è rappresentato dal progetto Hibidis, acronimo di Hyperspectral Biodiversity Scout. Il satellite sarà equipaggiato con un carico utile iperspettrale progettato per operare su geometrie di osservazione multi-angolari, capaci di inquadrare la superficie terrestre da tre diverse inclinazioni orbitali. Questa configurazione ottica consentirà di separare lo spettro di riflettanza delle chiome arboree superiori da quello del sottobosco, rendendo disponibili metriche inedite sul funzionamento degli ecosistemi forestali. SITAEL, in Italia, opera come appaltatore principale per la realizzazione del satellite. L'Amministratore Delegato di SITAEL, Chiara Pertosa, ha commentato il ruolo industriale dell'azienda: "Siamo orgogliosi che SITAEL sia alla guida della missione Scout Hibidis dell'ESA, dedicata alla biodiversità. Grazie alla nuova piattaforma Empyreum, Hibidis genererà dati che attualmente non sono disponibili, aprendo nuove opportunità per il monitoraggio degli ecosistemi terrestri. Vorrei ringraziare i nostri partner AMOS, per lo strumento iperspettrale, e VITO e l'Università di Zurigo per l'elaborazione dei dati e il contributo scientifico alla missione". La seconda missione approvata, SOVA-S (Satellite Observation of Waves in the Atmosphere – Scout), risponde all'esigenza di ottimizzare i modelli di circolazione energetica globale studiando la termosfera superiore a quote comprese tra gli 80 e i 120 chilometri. Il vettore imbarcherà un sensore per immagini a infrarossi a onde corte tarato per misurare le variazioni di intensità dell'airglow, la debole emissione luminosa prodotta dalle reazioni fotochimiche dell'alta atmosfera. I dati raccolti permetteranno di quantificare l'impatto delle onde di gravità atmosferiche, che agiscono come vettori di trasferimento energetico dalla bassa atmosfera verso lo spazio, influenzando la meteorologia estrema e la precisione dei sistemi di posizionamento globale GNSS nell'aviazione civile. L'integrazione del sistema è affidata a OHB Czechspace come prime contractor.
L'Amministratore Delegato di OHB Czechspace, Vit Pavelec, ha sottolineato il valore transfrontaliero del progetto: "La selezione di SOVA-S segna una pietra miliare importante sia per il nostro team che per il settore spaziale ceco. In qualità di appaltatore principale, siamo orgogliosi di guidare lo sviluppo di quello che sarà il più grande satellite mai costruito nella Repubblica Ceca. Altrettanto importante è la forte cooperazione ceco-bavarese con DLR e i partner industriali, insieme alla stretta collaborazione ceco-tedesca sulla piattaforma satellitare, a dimostrazione della capacità dell'Europa di unire competenze oltre i confini per realizzare ambiziose missioni spaziali". Immagine di cover: Hibidis crediti Sitael
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LEPAS presenta LEX e accelera sulla mobilità elettrica globale
(Adnkronos) - Il nuovo brand del Gruppo Chery presenta un’architettura evoluta dedicata ai modelli NEV, puntando su autonomia estesa, comfort digitale e tecnologie intelligenti per i mercati internazionali. Il futuro della mobilità elettrificata secondo LEPAS passa attraverso la nuova piattaforma intelligente LEX, architettura tecnologica sviluppata per supportare una gamma completa di veicoli NEV destinati ai principali mercati mondiali. Il brand del Gruppo Chery punta così a rafforzare la propria presenza internazionale, facendo leva su una strategia che combina innovazione tecnologica, esperienza utente e sostenibilità. La piattaforma LEX nasce dal lavoro di oltre 1.200 ingegneri e otto centri globali di ricerca e sviluppo, integrando diverse soluzioni energetiche, dai sistemi BEV alle motorizzazioni PHEV. L’obiettivo dichiarato è offrire una guida più naturale e progressiva, con accelerazioni fluide, frenate più controllate e una risposta del veicolo precisa e immediata. La nuova generazione di modelli LEPAS sarà composta dalle versioni L4, L6 e L8, sviluppate per garantire una mobilità elegante, intelligente e orientata al comfort quotidiano. Sul fronte tecnico, particolare attenzione è stata dedicata all’efficienza energetica grazie alla trasmissione ibrida dedicata DHT, progettata per ottimizzare consumi e prestazioni. Il SUV di punta LEPAS L8 supera i 1.000 chilometri di autonomia complessiva, mentre il sistema di gestione termica della batteria è progettato per funzionare in condizioni estreme, da -40°C fino a 55°C, incrementando affidabilità e sicurezza in qualsiasi contesto climatico. L’esperienza a bordo rappresenta uno degli aspetti centrali della filosofia del marchio. Gli interni combinano display ad alta definizione, interazione vocale avanzata, monitoraggio della qualità dell’aria e sistemi di purificazione con ioni d’acqua. A completare il pacchetto troviamo impianto audio Sony e cancellazione attiva del rumore, soluzioni che contribuiscono a creare un ambiente più silenzioso, immersivo e raffinato.
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