BYD e i dazi doganali europei
(Adnkronos) - A partire dal 5 luglio 2024, sono entrati in vigore i nuovi dazi doganali europei sulle importazioni di auto provenienti dalla Cina. Una mossa, quella varata dall’Unione Europea, che ha fatto scattare l’allarme di diversi colossi dell’automotive, tra cui la BYD.
Il costruttore automobilistico cinese avrebbe intenzione, per aggirare i dazi doganali europei, di costruire un nuovo sito produttivo in Ungheria, la cui produzione di auto elettriche dovrebbe già partire dal 2026. Un altro paese dove la BYD starebbe valutando un investimento di milioni di dollari è la Turchia, zona tradizionalmente strategica per il Marchi automobilistici, vista la sua vicinanza con i Paesi dell’UE. Un investimento pari a un miliardo di dollari, questo secondo la rivista Bloomberg, il piano strategico della BYD, per stanziare una sua fabbrica nel Vecchio Continente. Prima di tutto la differente tassazione, attualmente sui veicoli importati dalla Cina, l’Europa prevede ulteriori dazi doganali pari al 17,4% che si aggiungerebbero al 10% già esistente. Costruendo una fabbrica in Turchia o Ungheria, la BYD di fatto, avrebbe un notevole vantaggio competitivo rispetto ai suoi competitor diretti. A beneficiarne la sua intera gamma a partire dalla Seagull, una compatta elettrica che arriverà in Italia nel corso dei prossimi mesi e che rappresenterebbe la porta d’accesso all’universo tecnologico e zero emissioni di BYD.
Molto interessante, oltre all’Ungheria, sarebbe anche la realizzazione di una seconda fabbrica BYD in Turchia. Recente è l’incontro tra il presidente turco Erdogan e il presidente cinese, Xi Jinping.
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Zanzara tigre agguerritissima, punge anche attraverso i vestiti e in pieno sole
(Adnkronos) -
Non ci sono più le zanzare di una volta. Non è un modo di dire, ma una realtà con la quale, da qualche decennio, ormai facciamo i conti ogni estate con il diffondersi della 'tigre': più aggressiva, in grado di pungere anche sopra i vestiti, attraversando i tessuti senza problemi, per 'attaccare' la nostra pelle in qualsiasi momento del giorno e della notte, anche in pieno sole, e trasmettere 'nuove' malattie. Una vera e propria 'combattente' super agguerrita che si muove silenziosa e si riproduce anche in piccolissimi ristagni di acqua, come spiega all'Adnkronos Salute Diego Fontaneto, dirigente di ricerca del Cnr all'Istituto di ricerca sulle acque (Cnr-Irsa), sede di Verbania Pallanza. "Conoscerla meglio, però, può aiutarci a difenderci", sottolinea. La maggior parte delle punture che ciascuno di noi subisce da questi insetti, infatti, non ci sono inferte dalla 'vecchia' zanzara domestica, la Culex pipiens o zanzara comune. "A colpire sono specie 'aliene', arrivate a partire dagli anni '90". E la più presente è proprio la zanzara tigre, "originaria dell'Asia sud-orientale, arrivata da noi partendo dagli Stati Uniti. Ma ci sono anche altre specie, sempre più aggressive della zanzara comune, come quella coreana (Aedes koreicus), presente da una decina d'anni soprattutto in Pianura padana, e la zanzara giapponese (Aedes japonicus)", continua Fontaneto. La zanzara che "c'era fino agli anni '90 pungeva solo la sera, a casa e all'ombra. Andava solo sul collo e sui polsi, perché erano le parti di pelle libera. La tigre e le 'sorelle' che abbiamo oggi sono più aggressive - precisa l'esperto - e pungono in qualsiasi punto del corpo dove riescono a passare, persino con tessuti più spessi come i jeans. Riescono a oltrepassare la stoffa con l'apparato boccale che è molto lungo e sottile".
Per difendersi, quindi, "sono più efficaci gli abiti larghi, che non stanno attaccati alla pelle. Il pantalone attillato - avverte Fontaneto - viene facilmente oltrepassato". Una strategia da non adottare, invece, in caso di altri tipi di ospiti indesiderati, come "moscerini, pappataci e zecche, che si infilano sotto i vestiti e fanno anche più male. In questi casi abiti chiusi e stretti vanno meglio. Il contrario, in pratica". In sintesi, "la zanzara tigre è sicuramente più antipatica di quelle che conoscevamo in passato". A partire dalla difficoltà di difendersi. "E' silenziosa - descrive Fontaneto - non la si sente arrivare perché ha un volo diverso, il suono non si sente così bene" come quel tipico '...zzzz..' che un tempo funestava le serate estive di tanti, prodotto dalla zanzara comune. Inoltre "è attiva in tutte le ore" e le sue larve "si sviluppano in raccolte d'acqua molto, molto piccole. Non hanno bisogno di stagni, paludi, ambienti con tanta acqua dove è anche facile intervenire. Alla tigre, come alla giapponese e la coreana - puntualizza il ricercatore del Cnr-Irsa - per far sviluppare le larve bastano di pochissimi centimetri cubi di acqua. Bastano i sottovasi, ma anche una canna di bambù bucata". Ma una possibilità di difesa c'è. "La cosa positiva della zanzara tigre - segnala l'esperto - è che non si sposta mai di più di 200 metri da dove è nata. Se si riuscisse a tenere una zona di quelle dimensioni molto asciutta, senza raccolte d'acqua nemmeno piccolissime - senza sottovasi, senza bocche di lupo - in quell'area le zanzare tigre non arriverebbero perché non si spostano tanto". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Grappa Nardini, la prima distilleria d’Italia riapre i suoi luoghi storici
(Adnkronos) - La storia della famiglia Nardini è sinonimo di passione, amore per il proprio territorio e qualità. È la storia della Prima Distilleria d’Italia, nata nel 1779 all'ingresso del Ponte Vecchio a Bassano del Grappa e frutto del lavoro di Bortolo Nardini. Nel paese dall’antica tradizione enologica, era pratica assai diffusa quella di distillare le vinacce per trarne una fonte di reddito e di sostentamento. All’epoca i distillatori si spostavano di maso in maso, con un alambicco mobile, per distillare 'conto terzi' le vinacce derivanti dalla produzione del vino e Bortolo, intrapreso questo 'mestiere', giunse fino a Bassano Veneto, oggi Bassano del Grappa. Costretto a un lungo soggiorno nella cittadina, comprende l’importanza di Bassano come crocevia commerciale tra la Serenissima Repubblica di Venezia, il Trentino e l’Austria. Da qui la geniale intuizione di acquistare l’'Osteria al Ponte' (oggi Grapperia Nardini), sul Ponte Vecchio di Bassano, per produrre grappa con un alambicco in pianta stabile e rivenderla. Una rivoluzione, una pietra miliare nella storia della distillazione moderna: non era più il distillatore a recarsi dai contadini con il suo alambicco mobile per distillare, ma i contadini stessi a conferirgli le vinacce in distilleria per la produzione di grappa.
Nasce la Prima Distilleria d’Italia, nasce la Grappa Nardini, un prodotto divenuto icona della grappa in Italia e nel mondo, e che Nardini ha continuato ad esaltare di generazione in generazione, restando fedele nei secoli alla propria filosofia di produzione, ma al tempo stesso, con spirito pionieristico, implementando tutte le innovazioni in grado di garantirne l’assoluta perfezione qualitativa. Oggi la Grappa Nardini viene prodotta in impianti moderni e all’avanguardia, ma sempre sotto il vigile occhio del Mastro Distillatore e degli esperti operai. La mano, l’occhio e l’intuizione umana, nonché l’esperienza e la passione, restano infatti le vere chiavi di un prodotto che oggi è un’eccellenza in tutto il mondo.
Quei luoghi da cui tutto è nato, oggi ci sono ancora, e qui si respira proprio l’aria di quei tempi. I vecchi alambicchi, le botti, le bottiglie ultracentenarie. E accanto alle stanze della produzione si affiancano le stanze dei salotti con l’angolo bar, o la stube antica, simbolo della gioia di condividere un pasto e una bevuta per riscaldare gli animi. Proprio queste stanze, rimaste chiuse per molto tempo, oggi finalmente riaprono al pubblico e alle visite singole o per gruppi rendendo, di fatto, Nardini un patrimonio condiviso. Sotto l’iconico ponte della città di Bassano, progettato da Palladio, sarà possibile immergersi in un vero e proprio viaggio nel tempo. L’ingresso, che ospita la Grapperia, è già di per sé uno straordinario biglietto da visita, e la storia di una grande famiglia sembra intrisa in ogni singolo angolo. Nel tour gli ospiti saranno guidati attraverso le caratteristiche stanze, dove la vista sul Brenta e sul Ponte ripagherà del viaggio anche gli avventori più lontani. Il legame della Distilleria con la città si respira forte, prepotente, e la forza di questa unione è visibile anche nel ricordo di momenti storici, come le piene del fiume, i cui segni sono visibili sulle pareti, in memoria di quello che è stato e che, nel bene e nel male, ha contribuito ad un racconto che deve continuare ad essere tramandato di generazione in generazione. Di stanza in stanza tutto improvvisamente diventa chiaro, e chiudendo gli occhi sembra quasi di sentire le voci dei contadini che qui portavano le loro vinacce, degli operai che distillavano notte e giorno. Oppure i momenti di festa e di condivisione. Sì, perché quello che rende un prodotto straordinario è anche tutto ciò che gli sta intorno. Se la tecnica costituisce una parte importante, le emozioni, le passioni, il modo di vivere e di pensare di chi lo produce, lo rendono speciale, anzi unico. Dopo la visita delle stanze, gli ospiti saranno condotti da una guida in una emozionante degustazione dei prodotti iconici, come la Grappa Nardini, le Grappe Riserva, l’Acqua di Cedro e la Tagliatella. Attraverso storie affascinati e intuizioni sul mondo dei distillati, si avrà così l’opportunità di conoscere più da vicino i segreti della Prima Distilleria d’Italia. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Farmaceutica, Ucb: in 50 per Giornata del volontariato per 'Sos Villaggi dei Bambini'
(Adnkronos) - E' l'associazione 'Sos Villaggi dei Bambini', nella sede di Saronno (Varese), il luogo della seconda Giornata del volontariato di Ucb Pharma, azienda biofarmaceutica multinazionale belga, con sede a Milano. L'associazione ha una missione fondamentale: garantire un futuro migliore ai bambini e alle famiglie in difficoltà, offrendo loro un ambiente sicuro e stimolante. Anche Ucb Pharma - si legge in una nota - si impegna quotidianamente per creare valore per le persone, a partire dai pazienti che necessitano di farmaci innovativi per malattie croniche, ma anche per le comunità in cui opera, per chi lavora nell'azienda, per l'economia, per il pianeta. Contribuire positivamente allo sviluppo sociale del suo contesto, sostenendo realtà che quotidianamente investono competenze ed energie in questa direzione, fa quindi pienamente parte di questa responsabilità. Tra le circa 50 persone dell'azienda che hanno partecipato all'iniziativa c'era anche Federico Chinni, amministratore delegato di Ucb Pharma. "La scelta di organizzare anche quest'anno la Giornata del volontariato - ha dichiarato - riflette il nostro impegno per la responsabilità sociale e la sostenibilità. Ridipingere strutture, abitazioni e giochi nel Villaggio Sos Bambini di Saronno è un modo tangibile per supportare questa realtà, i bambini e le famiglie ospitate. Le attività svolte oggi rappresentano solo un piccolo gesto, ma hanno un concreto impatto positivo. Ucb Pharma è orgogliosa di contribuire, attraverso questa iniziativa, al benessere della comunità e delle persone che potranno usufruire degli spazi da noi curati". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Coca-Cola Hbc Italia, progetto di ricarica delle falde acquifere nel Veronese
(Adnkronos) -
Coca-Cola Hbc Italia, principale produttore e distributore di prodotti a marchio The Coca-Cola Company in Italia, e il Consorzio di Bonifica Veronese, ente preposto alla gestione delle opere idrauliche e irrigue nel territorio della pianura veronese, hanno annunciato oggi durante una conferenza stampa presso la sede di Confindustria Verona
una collaborazione decennale finalizzata alla realizzazione di un’area forestale di infiltrazione (Afi) nella zona di Alpo (Vr), a seguito dell’avviso pubblico esplorativo pubblicato dal Consorzio per individuare i soggetti interessati a finanziare il progetto.
Obiettivo comune delle due realtà - si legge in una nota di Coca-Cola Hbc Italia, Consorzio di Bonifica Veronese e Veneto Agricoltura - è favorire l’immissione di acqua nella falda acquifera superficiale per rivitalizzare l’intero sistema delle risorgive e allo stesso tempo compensare la quantità di acqua estratta annualmente dallo stabilimento veronese di Coca-Cola Hbc Italia che, tuttavia, per le propria attività produttiva è dotato di una concessione regionale per attingere da pozzi che non hanno alcuna influenza sulle forniture destinate al territorio.
Le Aree Forestali di Infiltrazione sono sostanzialmente dei terreni agricoli situati in aree di alta pianura caratterizzati da suoli particolarmente permeabili, allestiti con una rete di canali disposti a pettine alternati a filari di alberi e arbusti, nell’ambito dei quali viene fatta defluire una portata continua di acqua prelevata da fonti esterne, con lo scopo di facilitarne l’infiltrazione nella falda freatica. Le Afi oltre alla ricostituzione del patrimonio idrico sotterraneo, consentono, attraverso le piante, la riduzione di CO2 in atmosfera, il miglioramento del paesaggio e l’incremento della biodiversità.
L’Afi oggetto dell’accordo sarà allestita a partire dal prossimo autunno su un’area di circa 15mila m2 di proprietà del Consorzio di Bonifica Veronese e situato in zona Alpo, a sud di Verona. Il terreno risulta servito dalle strutture irrigue consortili attualmente operative nel solo periodo estivo ed in tale situazione consente di infiltrare nel suolo in un anno circa 800mila m3 di acqua derivante dal fiume Adige, che altrimenti defluirebbe a valle senza benefici per la comunità. In questo modo, la fabbrica dovrebbe essere già in grado di compensare il 100% dell’acqua emunta e non reimmessa nei corsi idrici. Tuttavia, con l’obiettivo di usare l’Afi al massimo della sua capacità a beneficio del territorio, sarà richiesta alla Regione Veneto la concessione di derivazione anche in periodo invernale per immissione di acqua in falda. Ciò permetterà di arrivare a un volume complessivo annuo infiltrabile di 1,5 milioni di m3, una quantità di acqua che compensa ampiamente i volumi estratti in dodici mesi dallo stabilimento Coca-Cola Hbc Italia di Nogara. “L’acqua è l’ingrediente primario dei nostri processi produttivi. Siamo pienamente coscienti dell’importanza di un utilizzo responsabile della risorsa idrica e ci impegnamo a limitare l’impatto sui bacini idrografici. Alla base delle nostre attività c’è il rispetto dei requisiti legali in materia di tutela ambientale, a cui si sommano l’ottimizzazione dei consumi ed il coinvolgimento degli stakeholder locali in iniziative comuni - dichiara Giangiacomo Pierini, Corporate Affairs&Sustainability Director di Coca-Cola Hbc Italia - Questo progetto dimostra che la collaborazione sinergica tra pubblico e privato può generare valore condiviso. Vogliamo ringraziare il Consorzio di Bonifica per averci aperto questa importante opportunità di collaborazione, la Regione per il supporto che riserverà alla piena implementazione del progetto e Confindustria Verona per il continuo sostegno a partnership tra pubblico e privato”. “Per il Consorzio di Bonifica Veronese - aggiunge il presidente Alex Vantini - la questione ambientale rimane centrale in ogni politica di gestione del territorio e delle acque. Da sempre il nostro ente, accanto alla sicurezza idraulica e alla gestione dell’irrigazione in settanta Comuni della provincia scaligera, presta la massima attenzione alle tematiche della tutela del territorio e del favorire la biodiversità, attraverso la realizzazione di interventi gestiti direttamente con il proprio personale o in collaborazione con enti territoriali, agenzie regionali e realtà private, come in questo importante progetto, destinato veramente a fare scuola”. “L’importanza della tutela degli ecosistemi e delle risorse idriche che li sostengono appare quanto mai vitale per Veneto Agricoltura che, insieme alla Regione del Veneto, continua a svolgere attività e sperimentazioni in una gestione sempre più razionale della risorsa idrica e di adattamento al cambiamento climatico - commenta Nicola Dell'Acqua, direttore di Veneto Agricoltura - La realizzazione di un’area forestale di infiltrazione (AFI) nel veronese è coerente con la strategia volta ad aumentare le risorse di acqua disponibili. Pertanto Veneto Agricoltura ha contribuito non solo condividendo le conoscenze tecniche acquisite nei vari progetti come Aquor e Redafi, ma anche fornendo le piante autoctone utili a preservare la biodiversità forestale”. La fabbrica Coca-Cola Hbc Italia di Nogara estrae l’acqua necessaria alla produzione da 5 pozzi che attingono da falde acquifere profonde. Con un’intensità idrica di 1,59 litri consumati per litri di bevanda prodotta, la fabbrica di Nogara usa per le bibite 2/3 dell’acqua estratta annualmente. La restante parte, una volta depurata, viene reimmessa nel fiume Tartaro, dove torna a disposizione della comunità che, quando necessario, può utilizzarla per l’irrigazione dei campi della zona. Tutte queste attività sono svolte in piena ottemperanza alle autorizzazioni rilasciate dagli enti preposti. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Farmaceutica, innovazione e collaborazioni strategiche: la ricetta di J&J per la medicina del futuro
(Adnkronos) - Oltre 20 nuove terapie e 50 indicazioni terapeutiche per i farmaci già approvati: questo il futuro di Johnson & Johnson da qui al 2030. "Da 138 anni, la missione di Johnson & Johnson è quella di trasformare la vita di milioni di persone, aprendo la strada alla medicina del futuro, attraverso la ricerca e lo sviluppo di terapie innovative che possano rispondere concretamente ad alcune delle malattie più devastanti al mondo", afferma Alessandra Baldini, direttrice medica Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia. La forte vocazione dell'azienda per l'innovazione è dimostrata anche dalle 6 nuove designazioni Fast track e di Breakthrough Therapy ricevute dal 2021 a oggi - riporta una nota - e dall'oltre 60% di programmi di sviluppo dedicati a farmaci primi della loro classe per meccanismo d'azione o via di somministrazione. "L'innovazione non è solo nelle terapie che noi di Johnson & Johnson sviluppiamo e mettiamo a disposizione di clinici e pazienti - sottolinea Baldini - ma anche nel nostro approccio che consiste nell'affiancare alla ricerca interna acquisizioni e collaborazioni strategiche in aree terapeutiche di nostro interesse. Ad oggi, con un ruolo sempre più importante della medicina di precisione, quale strumento per rispondere al meglio ai bisogni di cura dei pazienti, stiamo cambiando il paradigma dello sviluppo delle soluzioni terapeutiche, passando da un focus sulla malattia a quello su un determinato meccanismo d'azione in tutti gli ambiti clinici in cui risulta rilevante". L'impegno di Johnson & Johnson nella ricerca clinica è stato al centro della terza giornata della Johnson & Johnson Week 'Insieme verso la medicina del futuro', la settimana di eventi e incontri con clinici, associazioni pazienti, istituzioni, università e centri di ricerca pensata per immaginare le prossime evoluzioni della sanità italiana.
Nel 2023 - si legge nella nota - Johnson & Johnson ha investito solo in Italia oltre 25 milioni di euro, di cui oltre il 40% (circa 10 milioni) nell'area della ricerca e sviluppo. Nello stesso anno l'azienda ha avuto all'attivo 114 studi clinici, di cui il 70% in fase 3 e 4, coinvolgendo quasi 1.000 centri in 19 regioni italiane e oltre 5mila pazienti con malattie che rientrano nelle aree terapeutiche dell'oncologia, immunologia, neuroscienze e altri ambiti quali malattie cardiovascolari e infettive. "Investire e promuovere la ricerca clinica - evidenzia Baldini - significa dare concretamente ai pazienti la possibilità di avere accesso a terapie innovative spesso con anni di anticipo rispetto alla loro effettiva disponibilità sul mercato, con un possibile un miglioramento precoce della loro condizione clinica e della qualità di vita, non solo loro, ma anche delle loro famiglie. Per noi di Johnson & Johnson è fondamentale la qualità di vita dei pazienti, al punto da aver incluso questo parametro all'interno dei questionari di tutti i nostri studi clinici". Tenere in considerazione le necessità dei pazienti è ritenuto sempre più la chiave per sviluppare e rendere disponibili terapie appropriate e adattate alle loro esigenze di cura. "Il coinvolgimento dei pazienti in tutte le fasi di sviluppo dei farmaci è una risorsa fondamentale per la ricerca clinica - sostiene Paola Kruger, Accademia del paziente esperto Eupati- Solo chi vive con una certa malattia può sapere cosa significhi affrontare la quotidianità con determinati sintomi e assumendo le terapie. Ascoltare la loro esperienza e i loro bisogni contribuisce alla scoperta, allo sviluppo e alla valutazione di nuovi farmaci davvero efficaci, perché permette alla comunità scientifica di conoscere i loro bisogni e le loro priorità. Nessuno meglio del paziente può riferire quale sia il peso di una terapia e il suo impatto in termini di qualità di vita, andando al di là di ciò che i ricercatori possono rilevare sull’efficacia del farmaco". Rendere centrale il ruolo del paziente all'interno di uno studio clinico è uno strumento anche per favorirne la loro partecipazione. "Grazie alla trasformazione digitale nella ricerca clinica, è possibile venir incontro e favorire i pazienti nelle sperimentazioni - rimarca Lorenzo Cottini, consigliere e coordinatore gruppo di lavoro ricerche cliniche Afi - Associazione farmaceutici industria e Country Director Evidenze - Ad esempio, ci sono gli studi clinici decentralizzati che permettono di spostare le attività della ricerca verso il domicilio del paziente o in strutture più prossime, con una conseguente riduzione di tempi e costi, oltre che un miglioramento della qualità di vita e dell’esperienza del paziente". "Ad oggi - aggiunge Cottini - ancora molto può essere fatto per una loro completa implementazione. Esistono limiti legati soprattutto alla necessità di aggiornare e modernizzare i quadri normativi, che non riguardano in realtà solo l’ambito dei trial clinici decentralizzati, ma in generale la ricerca clinica italiana. Seppur abbiamo assistito sicuramente a un miglioramento rispetto al passato, in Italia ci sono ancora ostacoli da abbattere. Per questo, potremmo prendere esempio da Paesi come la Spagna che hanno puntato molto sulla ricerca, intervenendo sia da un punto di vista di semplificazione normativa, sia a livello culturale". In ambito oncologico, "la ricerca italiana è in una situazione discreta all'interno del panorama europeo per quanto riguarda la disponibilità di studi clinici in oncologia - osserva Silvia Novello, professore ordinario di oncologia medica presso il Dipartimento di Oncologia dell'Università di Torino, responsabile Divisione Oncologia medica all'Aou San Luigi Gonzaga di Orbassano e presidente di Walce - Women Against Lung Cancer in Europe - Il report di Luce del 2018 indicava infatti l'Italia fra i Paesi europei con il maggior numero di trial attivi per le targeted therapies, così come per l'immunoterapia, insieme a Francia, Regno Unito, Spagna e Germania. Ci sono sicuramente alcune barriere, tra cui pochi fondi, a cui spesso si può accedere con procedure complesse e timeline non ottimali; percorsi formativi articolati e non competitivi rispetto ad offerte lavorative alternative; normative non facilitanti". "Proprio in questo contesto - aggiunge - si colloca la collaborazione fra centri di ricerca ed imprese che può rappresentare uno strumento per un miglioramento dello scenario della ricerca in Italia, ad esempio, grazie al supporto economico, alla condivisione di professionisti e di competenze, a disegni di progettualità comuni che impediscano ridondanze tra gli studi e ottimizzino tempi e risorse". Sempre con l'obiettivo di promuovere l'innovazione, Johnson & Johnson affianca alla ricerca interna acquisizioni e collaborazioni strategiche con centri di ricerca e aziende impegnate in aree terapeutiche di interesse. Dal 2021 - ricorda la nota - l'azienda ha attivato oltre 80 partnership. Tra queste spicca quella con Humanitas del 2023, che porterà a realizzare diversi progetti, tra i quali l'impiego di occhi artificiali ottenuti con stampa in 3D da parte di Humanitas University, che potranno essere usati per scopi formativi dai medici per l'utilizzo di terapie geniche per trattare alcune malattie ereditarie alla retina. "Con molto piacere abbiamo annunciato oggi il protocollo d'intesa tra Humanitas e Johnson & Johnson. Questa collaborazione permetterà di implementare e integrare le nostre competenze, rendendo possibile una velocizzazione dell’innovazione con ricadute importanti sulla didattica e sulla ricerca, che sono i pilastri dell'ospedale e dell'università Humanitas", conclude Maurizio Cecconi, direttore Scuola di specializzazione Anestesia, vicepresidente Medtec School, Humanitas University, vice direttore scientifico per la Ricerca clinica, capo del Dipartimento di Anestesia e Terapia intensiva, Irccs Istituto clinico Humanitas. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Fisco, tributaristi: "Su concordato preventivo biennale sollecitato slittamento dei termini"
(Adnkronos) - L’Istituto nazionale tributaristi (Int), su invito della Commissione Finanze e tesoro del Senato, ha partecipato all’audizione nell'ambito dell'esame dell'Atto del Governo n. 170 (Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di regime di adempimento collaborativo e semplificazione degli adempimenti tributari e concordato preventivo biennale) rinviata ieri ed estesa anche alla Commissione finanze della Camera. L’Int è stato rappresentato in audizione dal consigliere nazionale, componente della Commissione fiscalità Int, Salvatore Cuomo, che durante il suo intervento ha evidenziato che: "Il concordato preventivo biennale è un nuovo istituto introdotto nell’ambito dell’esercizio della delega per la Riforma Fiscale sul quale il Governo punta molto. Ma è altresì vero che i software di calcolo sono stati resi disponibili solo in questi giorni e non ancora per i soggetti in regime forfettario e le novità che introdurrà il decreto correttivo, formalizzate a ridosso delle vacanze estive lasciano poco tempo al contribuente per assimilare le peculiarità del provvedimento ed effettuare una scelta consapevole". "Noi - ha precisato - riteniamo che possa essere utile il concedere la possibilità di presentare la dichiarazione dei redditi al 30 novembre, quantomeno ai soggetti non in regime forfettario che dovranno valutare con maggiore attenzione l’adesione o meno per il biennio 2024/2025. Questo al fine di facilitare il raggiungimento del risultato atteso dall’Esecutivo in termini di adesioni, non vanificando così l’importante lavoro fin qui svolto da Governo, Parlamento e Agenzie Fiscali, ma anche dalle professioni tributarie”. I tributaristi dell’Int hanno presentato alle Commissioni una memoria che, oltre al concordato preventivo biennale, ha approfondito anche il comma 4 dell’art.2 che prevede l’estensione della gestione della dichiarazione redditi precompilata per conto del contribuente da parte tutti gli intermediari fiscali abilitati e non solo alcuni di essi, il presidente dell’Int Riccardo Alemanno a nome del Consiglio nazionale ha accolto positivamente tale norma e ha auspicato l’estensione di ogni adempimento fiscale digitale a tutti gli intermediari: “Quanto indicato dal comma 4 dell’art.2 dello schema di D.Lgs. evidenzia che le attività collegate alla gestione digitale degli adempimenti del contribuente, come la dichiarazione redditi precompilata, per essere utilizzati da una platea ampia di contribuenti, devono essere gestiti da tutti gli intermediari fiscali abilitati e non solo da un parte di essi". "Concetto - ha chiarito - da noi sostenuto da anni e ribadito sia al Governo che all’amministrazione finanziaria. Preso atto con favore di tale ampliamento, riteniamo necessario che tale impostazione estensiva sia applicata anche all’apposizione del visto di conformità (c.d. visto leggero) che andrebbe esteso anche ai tributaristi qualificati ai sensi delle Legge n.4/2013 e abilitati alla funzione di intermediario fiscale. Ciò anche in considerazione del fatto che il Consiglio di Stato ha rinviato alla Corte Costituzionale gli atti per la valutazione della norma, che attualmente limita l’abilitazione all’apposizione del visto di conformità agli iscritti all’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, agli iscritti all’albo dei consulenti del lavoro e ai tributaristi iscritti al ruolo periti ed esperti in tributi”. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Al via il torneo online Mario Kart 8 Deluxe Seasonal Circuit Italy 2024
(Adnkronos) - Il Mario Kart 8 Deluxe Seasonal Circuit Italy edizione 2024 è pronto a iniziare, offrendo una nuova opportunità per gli appassionati del celebre videogioco per Nintendo Switch di competere online. Questa competizione si distingue per la sua vivacità e la popolarità, con Mario Kart 8 Deluxe che continua a essere uno dei titoli più venduti della console. La prima tappa del torneo, la Coppa Estate, si svolgerà domenica 14 luglio, con un orario esteso dalle 11:00 alle 23:00. Le iscrizioni sono aperte a tutti, senza la necessità di possedere il Pass percorsi aggiuntivi. Infatti, tutti i partecipanti avranno accesso alle corse speciali incluse esclusivamente in questo pacchetto di contenuti extra. Per partecipare, basta inserire il codice torneo 4840-5535-5947 nella sezione dedicata del menù di gioco. Il torneo continuerà con la Coppa Autunno, prevista per il 13 ottobre 2024, e si concluderà con la Coppa Inverno il 12 gennaio 2025. Non è obbligatorio partecipare a tutte le tappe per essere ammessi alla linea di partenza delle singole coppe. I primi venticinque classificati di ciascuna tappa riceveranno premi forniti in collaborazione con Lego, Jakks Pacific, Epoch, Simba e il My Nintendo Store. Inoltre, verranno distribuite speciali ricompense celebrative del Seasonal Circuit dedicate a Mario Kart 8 Deluxe. I primi 25 in classifica otterranno 1000 punti oro, mentre tutti i partecipanti riceveranno 50 punti platino utilizzabili per ottenere premi a tema Nintendo, anche in edizione limitata, sul sito web My Nintendo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Studio Aidomus-It: il 90% dei pazienti promuove l'assistenza infermieristica domiciliare
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L’assistenza domiciliare infermieristica funziona: il 91,7% dei pazienti è soddisfatto e la promuove. Nelle Asl le Case della comunità sono ancora poco diffuse (solo nel 27,3% delle aziende), va un po’ meglio per i servizi di sanità digitale (presenti nel 57,1% delle Asl), ma il 92,2% garantisce comunque le cure a domicilio con personale infermieristico. Sono i principali risultati della prima analisi sull’assistenza infermieristica domiciliare in Italia Aidomus-It - ‘Il contributo dell’infermieristica per lo sviluppo della territorialità’ - condotta per 10 mesi del 2023 dal Cersi, Centro di eccellenza per la ricerca e lo sviluppo dell’infermieristica, che ha raccolto ed elaborato i dati su mandato della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi).
L’indagine a cui hanno aderito 77 Asl su 110, pari al 75,3% della popolazione italiana, è articolata in tre sezioni: la prima rivolta ai dirigenti delle professioni sanitarie per analizzare gli aspetti organizzativi dell’assistenza domiciliare; la seconda agli infermieri, per rilevare le caratteristiche professionali, della loro attività lavorativa e delle condizioni di lavoro; la terza, rivolta ai pazienti per rilevare la qualità e la soddisfazione dell’assistenza ricevuta. Quasi la totalità dei pazienti - si legge in una nota - promuove l’assistenza ricevuta a casa: il 91,7% dichiara di essere sempre stato trattato con cortesia e rispetto dagli infermieri, l’86% di aver percepito che si stessero sempre prendendo cura di loro, l’83,3% di essere stato ascoltato attentamente, l’82% di essere stato sempre informato dagli infermieri su tempi e modi del loro intervento. Una valutazione complessiva sull’assistenza domiciliare ricevuta, espressa con voti da 0 a 10, ha meritato una media di 9,3 (con una punta del 9,4 negli anziani).
Il numero medio di attività erogate per Asl è 10,1 su 17. Il percorso per il paziente oncologico è presente nel 40,3% delle strutture e le attività per i pazienti cronici sono erogate dal 74% delle Asl, mentre quelle per gli utenti con disabilità dal 59,7%. I servizi di infermieristica di famiglia e di comunità sono erogati dal 68,8% delle aziende mentre, il 26% delle Asl li codifica come ‘infermiere di prossimità’. La metà circa delle Asl eroga consulenze infermieristiche specialistiche e i servizi di sanità digitale risultano presenti in oltre la metà delle aziende (51,9%), di cui il 26% con attività di Teleassistenza.
In quasi tutte le Asl sono inoltre garantite le attività di assistenza erogate dagli infermieri: prelievi ematici, medicazioni semplici e avanzate, somministrazione di farmaci, gestione di device, educazione terapeutica, sanitaria, formazione dei caregiver, monitoraggio e misurazioni delle condizioni di salute, valutazione delle condizioni familiari, cure palliative, procedure clinico assistenziali come gestione del catetere vescicale, gestione della nutrizione/dei dispositivi per la somministrazione di nutrizione enterale. Nelle cure domiciliari sono 49,5, su mille abitanti, gli over 65 presi in carico: 16,8 hanno gravi limitazioni per disabilità e 8,2 hanno patologie croniche. Più di 8 infermieri su 10 (83,8%) ha dichiarato di essere soddisfatto o molto soddisfatto del proprio lavoro: solo il 20,1%, se potesse, lascerebbe il lavoro nei successivi 12 mesi. Circa un terzo dichiara un carico di lavoro medio-alto mentre il 10,3% lo ritiene elevato. Rispetto al clima del gruppo di lavoro e la possibilità di erogazione di cure sicure, il 65,8% ha riportato punteggi migliori, con una media di 76,9. Rispetto alle condizioni psicosociali nei luoghi di lavoro, il 65,8% ha riferito una criticità media. Un infermiere su 5 dichiara di averne subito uno negli ultimi 12 mesi, ma il 36,9% ne ha subito tre o più nello stesso arco di tempo. Grazie alla capillarità delle rilevazioni, lo studio Aidomus ha potuto calcolare il costo giornaliero di un infermiere che opera nel servizio di cure domiciliari, comprendente il tempo speso a domicilio (circa 24 minuti ad accesso), quello per raggiungerlo, per ritornare presso la struttura e per le attività di back-office. Il valore, considerando 6,84 accessi/pazienti al giorno, è di 138,73 euro. L’adeguatezza delle stime di costo è stata comparata e confermata anche dall’analisi di 12 capitolati di gara a livello nazionale in 10 Regioni italiane da cui risulta che il costo giornaliero di un infermiere (anche considerando il costo-orario medio appaltato dalle Asl secondo capitolato di gara) è di 152,12 euro per 6,64 accessi. Quindi, se la gestione delle cure territoriali è a carico del Ssn si registra un risparmio e la sostenibilità economica si racchiude in una duplice azione: il valore dell’assistenza domiciliare infermieristica erogata e il mancato costo di ricoveri ripetuti di anziani e fragili. Lo studio inoltre consente di valorizzare economicamente il reale valore delle attività assistenziali svolte dall’infermiere al domicilio della persona: rapportandole al tariffario ambulatoriale del 2023, il valore della produzione garantita dagli infermieri è pari a 636,31 euro/giorno. Ne consegue che, in caso di mancata erogazione strutturata del servizio e ulteriore carenza infermieristica, si rischia di non poter garantire adeguatamente tali prestazioni in regime pubblico e convenzionato, costringendo il cittadino al ricorso all'out of pocket. Anche per questo la Fnopi ritiene necessario e strategico investire sulla professione infermieristica, sostenendola a tutti i livelli. “I dati organizzativi dello studio - afferma il Comitato centrale Fnopi - sottolineano la necessità di delineare modelli organizzativi condivisi ed efficaci, basati soprattutto sulle necessità delle differenti categorie di pazienti. I diversi livelli di staffing e skill mix condizionano l’efficienza della risposta del sistema assistenziale. È auspicabile - prosegue - l’implementazione di modelli che prevedano il coinvolgimento di infermieri con formazione specifica nelle cure territoriali”, data anche la soddisfazione espressa dall’utenza. “L’indagine condotta sulla soddisfazione degli infermieri rispetto al proprio lavoro - sottolinea Fnopi - impatta sulla ‘retentio’ degli infermieri stessi e dimostra una maggiore attrattività del setting domiciliare specifico. I dati rilevati sulle missed care (cure mancate) permetteranno, con approfondimenti futuri, di determinare i predittori delle nursing missed care sul territorio (anche riferiti alla singola attività) con ricadute positive sui costi dell’assistenza in termini di re-ricoveri impropri. Attraverso le strutture, per ora scarse, quali case della comunità o unità di degenza infermieristiche, sarebbe possibile incrementare la quantità e la complessità degli interventi erogati in ambito territoriale, senza il coinvolgimento delle strutture ospedaliere, con un evidente impatto in termini di risposte ai problemi di salute del cittadino e di riduzione dei costi sanitari. Oggi la distribuzione della tipologia di servizi disponibili e delle relative risorse - conclude la Federazione - non sembra essere sempre in linea con la densità abitativa e dunque con le richieste della popolazione, contrariamente a quanto sottolineato dalla letteratura riguardo alla necessità di adattare il più possibile i modelli alle esigenze dell’utenza”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il Gladiatore 2 - 24 anni dopo il successo con Russell Crowe, Il trailer per il nuovo film
(Adnkronos) - Paramount Pictures ha ufficialmente rilasciato il trailer di "Il Gladiatore 2", suscitando immediatamente un'ondata di entusiasmo tra i fan di tutto il mondo. Questo nuovo capitolo, presentato con un trailer spettacolare sembra amplificare il fascino e l'intensità che hanno reso indimenticabile il suo predecessore, "Il Gladiatore" capace di aggiudicarsi due Oscar, uno come Miglior Film e il secondo come Miglior attore Protagonista per Russel Crowe. Ecco lo spettacolare trailer rilasciato da Paramount Pictures La produzione ha investito massicciamente in effetti speciali all'avanguardia per riprodurre il più fedelmente possibile Roma e per rendere indimenticabili le scene di battaglia fino alla rappresentazione di una incredibile naumachia. "Il Gladiatore 2" offre un cast stellare che aggiunge profondità e tensione al dramma epico diretto ancora una volta da Ridley Scott. Il protagonista è Paul Mescal nei panni di Lucius, affiancato da Pedro Pascal (Last Of Us Narcos) e un iconico Denzel Washington che sembra essere sempre più a suo agio in ruoli che prevedono una personalità complessa. Il debutto al cinema in Italia per il Gladiatore 2 è previsto per il 22 novembre.
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