Salute: dieta mediterranea e omega-3 alleati anti-acne, lo studio

(Adnkronos) - Siamo quello che mangiamo: un aforisma filosofico, ma anche una verità scientifica sperimentabile letteralmente 'sulla pelle'. Lo suggerisce uno studio tedesco condotto su 60 persone con acne da lieve a moderata, da cui emerge che "seguire una dieta mediterranea e assumere integratori di acidi grassi omega-3 ha portato a riduzioni significative delle lesioni cutanee infiammatorie e non infiammatorie, nonché a una migliore qualità della pelle". La ricerca è pubblicata sul 'Journal of Cosmetic Dermatology'.  In particolare, il lavoro indica che "all'inizio dello studio il 98,3% dei partecipanti presentava deficit di acidi grassi omega-3". Ma "in coloro che hanno raggiunto i livelli target di omega-3" durante il periodo di osservazione, "la gravità dell'acne è diminuita significativamente". "Gli interventi sullo stile di vita, comprese le raccomandazioni dietetiche, non dovrebbero essere considerati in opposizione alla prescrizione di farmaci, ma piuttosto come un prezioso complemento a qualsiasi moderno piano di trattamento dell'acne", afferma Anne Guertler dell'università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, autrice corrispondente dell'articolo. "Gli studi futuri dovrebbero fondarsi sulle basi gettate dai nostri attuali risultati", consiglia la ricercatrice, auspicando un disegno di trial "randomizzato e controllato verso placebo, per migliorare le raccomandazioni dietetiche ai pazienti affetti da acne". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sanità: Asl Roma 3, al via progetto pilota Circe per la prevenzione pediatrica

(Adnkronos) - Prevenzione e promozione della salute dei piccoli cittadini alla Casa della Salute di Palidoro, con un'iniziativa che coinvolge gli studenti di 10 e 12 anni delle scuole di Fiumicino a partire da settembre. Oggi, presso la sede della Asl Roma 3 in via Casal Bernocchi 73, si è svolto l'incontro di lancio di un progetto pilota che porterà alla realizzazione di attività dedicate all'età pediatrica, "in una logica di Health Promotion Center". Un'iniziativa alla quale l'azienda sanitaria sta lavorando dopo essere stata scelta tra i siti di attuazione del progetto europeo Circe- Joint Action. "Circe è una Joint Action co-finanziata dalla Comunità europea, un'azione congiunta per l'incremento di buone pratiche cliniche nelle cure primarie attivate e trasferite da 4 Stati membri (Belgio, Portogallo, Slovenia e Spagna) in 42 siti di attuazione di 12 Stati membri con differenze strutturali, organizzative e istituzionali nei loro sistemi sanitari. La nostra Asl è stata selezionata per portare qui sul territorio il modello di Health Promotion Center operativo in diverse città in Slovenia", spiega Francesca Milito, direttore generale della Asl Roma 3. Un team della Asl Roma 3 composto da Antonio Fiore, direttore del reparto di Medicina dello sport, Elisabetta Zuchi, dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche, e Paolo Michelutti, project manager, ha visitato a maggio l'Hpc Ljubljana Moste-Polje, il più importante centro della città slovena dedicato agli adulti, e quello di Domžale, le cui attività sono invece rivolte alla popolazione giovanile, con l'obiettivo di apprendere e mutuare il modello sanitario proposto in loco. Dopo questa missione, a Casal Bernocchi è partita oggi la fase iniziale del progetto con la presentazione ai futuri attori (medici, infermieri e personale sanitario) e ai responsabili scolastici. "La prima tappa - ha detto Fiore - ci ha consentito di conoscere e di interagire con le figure professionali fondamentali del centro, di studiare la metodologia di lavoro e i protocolli applicati su cui si basa il funzionamento della struttura e la presa in carico del paziente. Il modello da replicare a Fiumicino è quello relativo al secondo centro visitato, che promuove iniziative e interventi che qui da noi riguarderanno i ragazzi di 10 e 12 anni. La figura centrale di questi Hpc è il pediatra, che ha il compito di svolgere le valutazioni cliniche e di coordinare tutti gli interventi effettuati dai componenti del team". La principale popolazione-target di questo tipo di centro di promozione della salute, ha aggiunto Zuchi, "è quella rappresentata da persone a rischio di obesità. I giovani affetti da obesità grave non sono dunque reclutati, ma indirizzati verso strutture sanitarie dedicate a questo tipo di patologie. I ragazzi inseriti nel programma sono di norma individuati dal pediatra di libera scelta, nell'ambito delle valutazioni antropometriche di routine, oppure dal team di medicina scolastica, composto da pediatra ed infermiere, nell'ambito delle campagne di promozione della salute. Il team alla Casa della salute di Palidoro, dove opererà l'équipe del Prevention center, coordinata dall'infermiere, sarà formata da: nutrizionista, psicologo, laureato in scienze motorie". Nelle scuole saranno svolti una serie di interventi educativi e formativi (seminari, workshop, open day), rivolti in primo luogo alle famiglie e al personale scolastico. "La nostra Asl, da sempre in prima linea nella promozione di iniziative a tutela della salute dei nostri ragazzi, ha sposato convintamente lo spirito di questo progetto. La promozione della salute in un contesto scolastico può prima di tutto migliorare la salute attuale dei più giovani, ma anche potenziarne il rendimento scolastico e sportivo e facilitarne l'approccio alla vita sociale", conclude la Dg Milito.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sanità, da 300 ricoveri l'anno a quasi 100mila, i 60 anni del Policlinico Gemelli

(Adnkronos) - Da poco più di 300 ricoveri l'anno a quasi 100mila. Totale: "Milioni di persone curate in 60 anni di attività" del Policlinico Gemelli di Roma, che in occasione della ricorrenza ricorda il suo passato, festeggia il presente e guarda al futuro. Un compleanno celebrato al Quirinale, dove una delegazione di quella che oggi si chiama Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs è stata ricevuta in udienza dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L'occasione per ricordare alcuni numeri che "rendono immediatamente il senso di questa storia prodigiosa", sottolineano dalla Fondazione. "Dai 304 ricoveri del 1964", anno in cui l''Ospedale dei Papi' è stato inaugurato il 10 luglio, "ai 99.564 nel 2023. Dai 471 bambini nati nel 1967, anno di apertura della sala parto, ai 4.358 nati al Gemelli nel 2023. Settanta erano i posti letto nei primi reparti funzionanti nel primo anno di attività", mentre "oggi sono attivi 1.611 posti letto". Nel suo lungo cammino il policlinico si è affermato come "il più grande centro oncologico in Italia per numero di pazienti curati (57.751 nel 2023). Numerosi e prestigiosi - evidenzia la Fondazione - i riconoscimenti ottenuti a livello mondiale. Il Gemelli per il quarto anno consecutivo si è confermato il 'migliore ospedale d'Italia' secondo la classifica stilata dal magazine americano 'Newsweek', e si colloca al 35simo posto del mondo e tra i primi 10 in Europa. Rimarchevole la recente conferma dell'accreditamento da parte della Joint Commission International (Jci)", ottenuto per la prima volta nel giugno 2021. Risultati a cui ha contribuito la "stretta collaborazione con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica, con i suoi oltre 5.500 studenti e 2.100 specializzandi, che negli oltre 60 anni dall'istituzione (il 5 novembre 1961) ha dato un notevole contributo nella formazione di generazioni di medici e operatori sanitari. A oggi sono 10.838 i laureati in Medicina e Chirurgia, 214 i laureati in Medicine and Surgery e oltre 16.000 i laureati nelle Professioni sanitarie (4.844 presso la sede di Roma e 11.342 presso le sedi collegate). Il Gemelli è oggi anche uno dei più importanti centri di ricerca nazionali e internazionali. Sono 1.199 i progetti di ricerca clinica attivi, per un valore di 22.979.885 euro, oltre al valore delle sperimentazioni cofinanziate da aziende che è di 1.965.999 euro". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Alimenti, Iias: nel 2023 surgelati oltre soglia 1 mln tonnellate, consumo procapite di 17,2 kg

(Adnkronos) - Oltre un milione di tonnellate di prodotti surgelati consumati nel 2023 (1.016.358), con una lieve crescita a volume rispetto al 2022 (+0,14%) e un nuovo massimo storico di consumo pro capite annuo che, per la prima volta, supera la barriera dei 17 chili, attestandosi a 17,2 (+2,4% vs. il 2022), per un valore di mercato pari ai 5,8 miliardi di euro, in crescita rispetto agli oltre 5,4 miliardi dell'anno precedente (+6,5%). Sono questi i numeri che, nel 2023, hanno spinto il comparto dei surgelati a raggiungere vette mai toccate prima, trainato dal Fuoricasa, che ha registrato una crescita del +5,3% rispetto all'anno precedente, compensando sia la piccola diminuzione del Retail (-1,1%) sia quelle, più significative, del door-to-door (-8%) e dell'e-commerce (-5%). È quanto emerge dal "Rapporto Annuale sui Consumi dei prodotti surgelati”, realizzato da Iias - Istituto Italiano Alimenti Surgelati, per fotografare l'andamento del comparto in Italia nell'ultimo anno. Inoltre, il report segnala un aumento nei consumi domestici di quasi dieci punti percentuali (+9,4%) rispetto ai livelli pre-pandemici (2019). Scendendo nel dettaglio dell'analisi delle singole categorie merceologiche, anche nel 2023 si conferma la leadership per volumi consumati nel Retail, dei vegetali, con oltre 215.000 tonnellate (nonostante una lieve diminuzione rispetto al 2022 del-1,9%). I vegetali preparati (con 22.380 tonnellate) registrano invece una performance pienamente positiva, conquistando un +3,7% vs. il 2022 e ribadendo, ancora una volta, il ruolo dei vegetali surgelati come 'comfort food', scelti per la loro capacità di soddisfare la richiesta di benessere e di elevati contenuti nutrizionali che da sempre li accompagnano. Le patate surgelate si collocano al secondo posto tra le preferenze degli italiani. Nel 2023, le patate hanno registrato la performance più positiva del comparto, con circa 110.500 tonnellate acquistate e una crescita del +8% vs. 2022 (102.400 tonnellate). Sicuri, nutrienti e facili da preparare, i prodotti ittici surgelati conquistano il terzo posto del podio, toccando le 92.500 tonnellate, tra ittico preparato panato (oltre 33.000 tonnellate) e pesce naturale (59.000). Seguono, al quarto posto in classifica, i piatti pronti, ossia primi e secondi piatti, contorni ricettati e alimenti con proteine vegetali, che si attestano su oltre 66.600 tonnellate (registrando un lieve calo del -1,1% rispetto alle quasi 67.500 tonnellate del 2022). L'alta qualità degli ingredienti, le ricettazioni sia tradizionali sia innovative, la velocità di preparazione e l'attenzione all'equilibrio nutrizionale si confermano i fattori chiave del loro successo tra le famiglie italiane. Da non dimenticare, infine, sono le specialità salate (pancake e altri prodotti), che hanno mantenuto quota 33.300 tonnellate (con una lieve diminuzione dello 0,5% rispetto alle 33.400 tonnellate del 2022) e le carni surgelate, con 15.700 tonnellate nel 2023 (-3% vs. 2022). Tra gli altri segmenti, spicca la performance positiva di pane e paste surgelate, che hanno registrato un aumento del +1,3% vs. il 2022, raggiungendo oltre 5.730 tonnellate. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute: mangiare male costa a ogni italiano circa 300 euro l'anno

(Adnkronos) - Diete e modelli alimentari sbagliati costano a ogni italiano circa 300 euro in più l'anno e incidono sulla probabilità̀ di avere malattie. Con un duplice rischio: l'impatto negativo sulla salute e, più̀ in generale, la crescita di costi economici e sociali. Un 'legame pericoloso' illustrato, dati alla mano, oggi dalla Fondazione Aletheia - think thank scientifico italiano - con il patrocinio del ministero della Salute, con il rapporto 'Malattie, cibo e salute'. A illustrare il report il Comitato scientifico della Fondazione, presieduta da Stefano Lucchini e diretta da Riccardo Fargione, con il coordinamento delle attività̀ scientifiche di Antonio Gasbarrini, preside della Facoltà̀ di Medicina e chirurgia dell'Università̀ Cattolica del Sacro Cuore. Nel 2023 l'eccesso di peso, in Italia, ha interessato il 46,4% della popolazione di maggiore età̀, rilevando una crescita nell'ultimo ventennio del 7,1% delle persone in sovrappeso e del 36,4% di quelle affette da obesità. A questo si aggiunge anche un aumento dell'incidenza di diabete che passa dal 6,3% nel 2021 al 6,6% nel 2022, con una crescita negli ultimi vent'anni del 65%. I costi sanitari legati a queste malattie comportano oggi - secondo quanto rilevato dal rapporto - una contrazione annua del Pil europeo del 3,3%. Entrando nel dettaglio, l'incremento del sovrappeso legato a stili nutrizionali errati rappresenta il 9% della spesa sanitaria nazionale e ad ogni italiano costa un''extra tassa' annuale di 289 euro. In tal senso la dieta mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell'Unesco, rappresenta valori di contrasto a questo fenomeno."La dieta mediterranea - ha specificato Claudio Franceschi, docente emerito di Immunologia all'Università̀ di Bologna, tra gli autori della ricerca - rappresenta indiscutibilmente un elemento cardine per la salute dei cittadini poiché́ ha una serie di effetti favorevoli sulla composizione corporea, lo stato infiammatorio cronico caratteristico dell'invecchiamento ed anche su tutta una serie di parametri cognitivi". Da qui, dunque, i rischi di consumi elevati di cibi ultra-processati. Il rapporto evidenzia, infatti, come una riduzione del 20% delle calorie assunte da alimenti ad alto contenuto di zucchero, sale e grassi saturi potrebbe prevenire in Italia 688mila malattie croniche entro il 2050 e far risparmiare 278 milioni di euro l'anno di spesa sanitaria: circa 7 miliardi nei prossimi 25 anni. "L'evento di oggi - ha affermato Riccardo Fargione, direttore di Aletheia - consolida un percorso avviato con il ministero della Salute. Assistiamo spesso a disinformazione e strumentalizzazioni che spingono verso modelli di consumo dannosi per i cittadini. Non possiamo permetterlo in una Paese, come l'Italia, che vanta una cultura ed un patrimonio enogastronomico di assoluta eccellenza. Ma non possiamo permetterlo neanche a livello globale, per il bene dei cittadini e dei nostri figli. Ed è per questo che con la Fondazione Aletheia ci siamo dotati di un team di medici e scienziati di altissimo profilo per provare a scardinare falsi miti e mettere ordine su un tema delicatissimo". La ricerca focalizza inoltre la garanzia del controllo di qualità̀ dei prodotti assunti, sia in termini di composizione nutrizionale sia sotto l'aspetto della sicurezza alimentare. I prodotti italiani risultano infatti i più controllati dalle autorità̀ europee (oltre 11,3mila campioni analizzati), seguono quelli francesi (circa 10mila) e tedeschi (poco meno di 8,7 mila). Nel confronto, circa il 10,3% dei campioni di origine extra Ue ha registrato livelli di contaminazione da fitofarmaci superiori ai limiti di legge, ben 5 volte superiore a quelli di origine Ue (2%). ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Università, all'Unicamillus open day corso laurea magistrale in Scienze della nutrizione umana

(Adnkronos) - Mercoledì 17 luglio si terrà l’open day per il corso di laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana dell’Università UniCamillus. L’evento si terrà dalle ore 12 alle 13 in diretta streaming previa registrazione alla pagina www.unicamillus.org/it/lp-open-day-scienze-nutrizione-umana/. L’obiettivo è fornire l'opportunità di scoprire tutto ciò che il corso ha da offrire, dai docenti del percorso accademico al piano di studi, passando per gli interessanti sbocchi lavorativi e le testimonianze di ex studenti che, grazie alla formazione ricevuta, sono ora professionisti affermati nel campo della nutrizione. Sarà anche prevista la possibilità di domande e risposte in diretta, per far sì che i partecipanti interagiscano con gli esperti di didattica, per chiarire dubbi e approfondire aspetti specifici del corso. A coronare l'evento, un video-saluto di Rosanna Lambertucci, famosa divulgatrice scientifica, che raccomanda il corso di laurea in Scienze della Nutrizione Umana dell’ateneo medico UniCamillus, sottolineando l'importanza del ruolo di chi si appresta a diffondere la migliore prevenzione in assoluto: la sana alimentazione, chiave indiscussa per una migliore qualità di vita e per il benessere della collettività. Il Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana di UniCamillus, inoltre, vanta un forte consenso da parte dei diretti interessati, ossia gli studenti: dall’ultima indagine Almalaurea, è risultato che il 94,4% degli studenti UniCamillus è felice del rapporto con i docenti, l’89,5% ritiene il carico di studio adeguato, e il 97,2% è soddisfatto complessivamente del corso e della scelta operata. Tutto ciò si traduce in un efficace metodo didattico, che porta il 100% degli studenti in Scienze della Nutrizione di UniCamillus a laurearsi in corso, con una media di voto finale di 107,5/110 (dati Almalaurea). Il Corso di Laurea in Scienze della Nutrizione Umana dà accesso ad un ventaglio di opzioni lavorative molto ampio, considerando che la figura del nutrizionista può trovare impiego come libero professionista, nella sanità pubblica e privata, nelle aziende alimentari e farmaceutiche e per insegnare materie scientifiche, senza dimenticare la possibilità di accedere all'ordine professionale dei biologi (previo superamento dell'esame di Stato). Le iscrizioni al nuovo anno accademico del corso di laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana sono aperte fino al 10 settembre 2024. La durata del corso di laurea magistrale è biennale, con lezioni in modalità mista ma prevalentemente online, senza obbligo di frequenza. L’accesso al corso è a numero limitato e basato sui titoli. Possono partecipare alla selezione tutti coloro che hanno già conseguito una laurea in Farmacia, Scienze Motorie, Dietistica, Scienze Biologiche, Medicina e Scienze e Tecnologie Alimentari, oltre ad altri laureati che dispongano di 48 CFU specificati nel bando, consultabile a questo indirizzo: https://www.unicamillus.org/wp-content/uploads/Bandi_2024-25/Nutrizione/DR_227_BANDO_SNU_2024-2025_CM.pdf. Chi ha svolto il primo anno in un altro ateneo e desidera iscriversi al secondo anno del corso di laurea in Scienze della Nutrizione Umana dell’Università UniCamillus, potrà farlo fino alle ore 13:00 del 25 settembre 2024. Il bando completo per il trasferimento è disponibile sul sito web al link https://www.unicamillus.org/wp-content/uploads/Trasferimenti/Nutrizione/DR_228-Bando-Nutrizione-di-ammissione-ad-anni-successiv-al-primo-CM-24-25.pdf. Tutte queste informazioni e molto di più sul Corso di Laurea in Scienze della Nutrizione Umana di UniCamillus saranno il fulcro dell’open day del 17 luglio. Per seguirlo in diretta e interagire con i docenti e lo staff, è possibile iscriversi a questo form: https://www.unicamillus.org/it/lp-open-day-scienze-nutrizione-umana/. Per ulteriori informazioni sull’open day, scrivere a nutrizione.umana@unicamillus.org. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Università, Introna (Tor Vergata): "Open day con professori mostra nostra offerta innovativa"

(Adnkronos) - "L'Open Day estivo è un appuntamento molto importante, perché risponde all'esigenza di tanti ragazzi e ragazze che si apprestano a effettuare la loro scelta. È molto utile per gli studenti che hanno appena concluso il quinto anno, se hanno ancora qualche dubbio e quindi hanno l'ansia di individuare che cosa scegliere per il futuro, oppure per quelli che hanno deciso, magari anche già da tempo, e trovano qui l'occasione di poter approfondire ed entrare nel dettaglio del corso di laurea al quale hanno già intenzione di iscriversi. Qui oggi insieme a me ci sono i colleghi di oltre 70 corsi di laurea post diploma che offre l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata”. Lo ha dichiarato il professor Vito Introna, delegato all’Orientamento, tutorato e placement dell’Università di Roma Tor Vergata a margine dell’open day estivo dell’Ateneo. "Per noi - ha chiarito - è importante non preparare degli eventi di orientamento pre-confezionati da somministrare agli studenti, ma è fondamentale invece presentarci qui come oggi al gran completo ed essere a loro disposizione per favorire il loro processo di scelta: possono avvicinarsi alle aree che incuriosiscono di più, abbiamo colleghi che hanno portato manichini per scienze o c'è una scena del delitto per la facoltà di giurisprudenza, in modo che i ragazzi, attirati da ciò che gli piace, inizino a prendere contatto con quella che è l'offerta formativa per immaginare il loro futuro. E' difficile per i ragazzi in questo momento immaginare un futuro, sappiamo quanto le innovazioni tecnologiche e gli scenari complessi a livello nazionale e internazionale costituiscano dei grandi punti interrogativi su come evolveranno le cose. Però questa è la nostra missione, lo facciamo con i nostri docenti e abbiamo trovato anche un modo molto innovativo di farlo".  "Abbiamo predisposto dei visori di ultima generazione all'interno delle aule - ha precisato - che accoglieranno gli studenti dove i ragazzi potranno sperimentare in qualche maniera quello che potrebbe essere il loro futuro se si iscriveranno a un corso piuttosto che un altro. La realtà immersiva è veramente uno strumento molto potente, che in pochi secondi può fare percepire, che cosa significa trovarsi in una sala operatoria o magari utilizzare un simulatore di realtà virtuale per progettare un complesso meccanismo meccanico o esplorare il corpo umano. Sono applicazioni in tanti campi, molti dei quali ormai già sviluppati dai nostri dottorandi e ricercatori, che metteremo sempre di più a disposizione dei ragazzi per l'orientamento e poi in futuro anche per le attività didattiche". ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Università, open day a Roma Tor Vergata

(Adnkronos) - Sono migliaia i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato all’ultimo evento di presentazione dell’offerta formativa dell’università di Roma Tor Vergata, in vista delle immatricolazioni al nuovo anno accademico 2024-2025. Curiosi di conoscere l’offerta formativa del nostro Ateneo, a settembre si iscriveranno all’università: quale facoltà scegliere? Nell’edificio A della Facoltà di Economia di Roma Tor Vergata, il 10 luglio, dalle 15 alle 18, i futuri studenti hanno ascoltato la presentazione delle sei facoltà e visitato le aree dedicate, parlando con gli oltre 70 tra professori, ricercatori e tutor che hanno descritto gli oltre 100 corsi di laurea, coinvolgendoli in attività laboratoriali hands-on. Per Giurisprudenza c’è il laboratorio della 'La scena del crimine' con uso di Chat GPT e per i più attenti alle cronache quello della 'Riforma costituzionale del premierato'. Il manichino su cui effettuare pratiche di rianimazione per la facoltà di Medicina e Chirurgia. Laboratori anche per scienze matematiche fisiche e naturali e per Ingegneria. Inoltre per immaginare il loro futuro in aula, gli studenti hanno potuto interagire con applicazioni di Intelligenza Artificiale grazie a visori 3D di ultima generazione, sperimentare applicazioni di realtà virtuale e immergersi in coinvolgenti video 360 nel campo della letteratura, dell'ingegneria delle scienze e della medicina.  Presenti anche i desk dei servizi agli studenti: Erasmus; Placement; Caris, per l’assistenza alla disabilità; le segreterie studenti; il servizio accoglienza; CampusX e Lazio Disco; il Centro AntiViolenza. Anche il CUS di Ateneo, il centro universitario sportivo, ha organizzato giochi e attività ludiche per il team building per i partecipanti. Presenti i ragazzi della Scuderia Tor Vergata: prevalentemente studenti in Ingegneria, ma anche di Economia e Lettere, costruiscono la loro monoposto per partecipare alla Formula SAE, nei circuiti di tutta Europa.  Per l’evento è stata presente UniRadio Tor Vergata, la giovanissima radio studentesca on line nata nel marzo 2024. L’Open day è terminato alle ore 18:30 con un aperitivo di saluto accompagnato dalla musica di UniRadio Tor Vergata. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute, gioco patologico: presentato studio su strategia di autoesclusione fisica

(Adnkronos) - Dopo il primo significativo studio sul settore del gioco pubblico in Italia, dell'anno scorso, il Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale dell'Università Tor Vergata ha presentato questa mattina a Roma i dati di 'Strategia di esclusione dal gioco fisico', una misura preventiva mirata a proteggere i giocatori a rischio di sviluppare problemi legati al gioco patologico. Si tratta di un ulteriore passo avanti rispetto al precedente lavoro che aveva già delineato la necessità di un Registro unico delle esclusioni (Rue) per tutte le forme di gioco, non limitandosi a quello online. "Il Gruppo ricerca 'Diritti e salute del giocatore-consumatore' dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, nato con lo scopo di studiare strategie per la tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili, del giocatore consumatore e prevenire i fenomeni di disturbo da gioco d'azzardo (Dga) - afferma Giulia Donadel, del Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale - conclude il secondo anno di studio. Il Gruppo presenta proposte di integrazione secondo la Legge del 09/08/2023 n. 111, che prevede il rafforzamento dei meccanismi di autoesclusione dal gioco. A questo scopo viene presentato un percorso di integrazione tra normativa, informazione e tecnologia che prevede il coinvolgimento del consumatore-giocatore attraverso un processo di graduale potenziamento verso la presa di coscienza, con l'autoesclusione dal gioco fisico, e al contempo un ambiente di gioco sicuro e consapevole. L'obiettivo - continua - è la realizzazione di un portale di 'auto-esclusione inclusiva' come strumento con cui veicolare le politiche di prevenzione, in cui è necessaria la 'collaborazione pubblica' nella corretta gestione legata all'autoesclusione mediante l'utilizzo di strumenti digitali, con tecnologie che possono avvalersi dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale per l'integrazione e l'analisi di dati atti a prevenire i fenomeni di disturbi da gioco d'azzardo e del gioco minorile". La ricerca approfondisce le modalità operative e tecnologiche per attuare efficacemente questa strategia, evidenziando i benefici attesi e gli impatti potenziali. La rete fisica di gioco in Italia - si legge in una nota - è stata analizzata in dettaglio per comprendere le dinamiche di accesso al gioco e le specifiche necessità di regolamentazione. L'analisi del 'customer journey' ha permesso di identificare i principali punti di contatto tra il giocatore e l'ambiente di gioco, cruciali per l'attuazione delle misure di autoesclusione. "La ricerca - aggiunge Laura D'Angeli, componente del Gruppo ricerche diritti e salute del giocatore-consumatore - pone al centro il consumatore-giocatore e il suo empowerment, promuovendo il rafforzamento degli strumenti e delle iniziative informative per supportare un percorso consapevole di gioco. L'analisi approfondita del 'customer journey' ha consentito di individuare i principali momenti di interazione tra il giocatore e l'ambiente di gioco, contribuendo a sviluppare una visione olistica dell'autoesclusione". Un aspetto centrale della ricerca è l'importanza della scelta volontaria di autoesclusione da parte del giocatore, non solo protegge i giocatori vulnerabili, ma per abilitare anche l'utilizzo dei loro dati personali per il monitoraggio e l'invio di avvisi. Le tecnologie mobili come smartphone e tablet o accessi web possono giocare un ruolo chiave permettendo un controllo continuo e discreto, con l'obiettivo di garantire un gioco più sicuro e consapevole. Questi sistemi possono gestire i dati personali in modo sicuro, stabilendo lo stato di autoesclusione dei giocatori in tempo reale. "L'ampliamento del sistema dell'autoesclusione al gioco fisico - sottolinea Cristiano Iurilli, responsabile Area legale del Gruppo ricerche diritti e salute del giocatore-consumatore - deve considerarsi un passo fondamentale per implementare una adeguata strategia volta a prevenire ed intercettare per tempo eventuali problematiche di gioco patologico o problematico. Con questa ricerca non solo l'Università di Tor Vergata vuole offrire al legislatore e al regolatore strumenti concreti per una revisione dell'attuale sistema di autoesclusione, oggi limitato al gioco online, ma si propone quale Osservatorio nazionale sull'autoesclusione per monitorare, nel continuum, il fenomeno e dunque offrire validi strumenti conoscitivi, interpretativi ed applicativi allo Stato, ai giocatori ed ai concessionari". A tale proposito, "la realizzazione di un framework di autoesclusione efficace, rispettoso dei diritti individuali e socialmente sostenibile - osserva Roberto Basili, del Dipartimento di Ingegneria dell'impresa - prevede una significativa base tecnologica in grado di garantire il giusto equilibrio tra automazione, fruibilità ed eticità. Le reti di telecomunicazione esistenti possono essere sfruttate da diversi servizi intelligenti per la gestione del flusso di dati necessario al supporto dell'autoescluso, rispettando la sua privacy e garantendo accuratezza. Nel progetto sono state studiate soluzioni applicabili e sostenibili, sfruttando le infrastrutture esistenti e le recenti innovazioni garantite dall'intelligenza artificiale". In sintesi, lo studio propone un quadro normativo-regolatorio che definisce i principali aspetti funzionali della strategia di esclusione, sottolineando l'importanza della comunicazione e dell'informazione al consumatore. "L'introduzione di misure di autoesclusione nel gioco fisico - rimarca Elisabetta Poso, direttrice dell'Ufficio Adì di Adm - rappresenterebbe una importante opportunità nell'ottica della prevenzione e riduzione del gioco compulsivo e patologico. L'Agenzia ha estremo interesse ad approfondirne la fattibilità e gli impatti. Tra le interessanti soluzioni scaturite dallo studio che viene oggi presentato, emerge che l'impiego della tecnologia, unito alla rigorosa protezione dei dati personali, potrebbe consentire l'introduzione dell'autoesclusione nel gioco fisico contemperando insieme l'esigenza di tutela della salute per i giocatori problematici con la possibilità, consentita alla generalità dei giocatori, di praticare il gioco come forma di intrattenimento fisiologica e consapevole. Infine, una più efficace strategia di comunicazione sarebbe sicuramente importante ai fini di una maggiore conoscenza dell'esistenza di questo utile strumento, presente nel gioco a distanza già da anni, e ne rafforzerebbe la diffusione e l’efficacia". Come ricorda Mario Lollobrigida, direttore Giochi di Adm, "tra i principi dell'articolo 15 della legge 111 del 2023, vi è quello del rafforzamento dei meccanismi di autoesclusione dal gioco, anche sulla base di un registro nazionale al quale possono iscriversi i soggetti che chiedono di essere esclusi dalla partecipazione in qualsiasi forma ai giochi con vincita in denaro. L'autoesclusione deve svolgere un ruolo importante nella prevenzione dei disturbi da gioco d'azzardo assumendo un ruolo fondamentale nella promozione del gioco d’azzardo consapevole. Già ora, per il gioco online costituisce un importante presidio di sicurezza per i giocatori. Per i concessionari - conclude Lollobrigida - regole forti in tema di autoesclusione anche sul gioco fisico potranno divenire un obbligo legale costituendo ancor prima una precisa scelta etica. L'Agenzia apprezza le proposte scaturite dalla ricerca sottolineando l'importanza dell'informazione degli utenti e la necessità di strumenti semplici che si concilino con l'esigenza di garantire comunque la sfera di privacy dei giocatori". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Pmi, Webidoo: "Presenza digitale è la chiave per crescere"

(Adnkronos) - Webidoo spa, digital company specializzata nello sviluppo di tecnologie e servizi per la digital transformation delle imprese, ha presentato il suo nuovo studio sul panorama digitale italiano nel mondo delle pmi realizzato da Webidoo Insight Lab in collaborazione con Italia Compete. Lo studio si concentra sui fattori chiave che consentono alle piccole e medie imprese (pmi) italiane di aumentare ricavi e fatturato attraverso l'adozione di strumenti digitali. Dal report, infatti, emerge che la digitalizzazione influisce concretamente sulle prestazioni aziendali e sul potenziale di crescita, fornendo una prospettiva dettagliata sulle tecnologie e sulle strategie che fanno la differenza, in particolare una presenza digitale strutturata e costante. L’analisi si basa su un database di circa 13 mila imprese italiane, un campione più che significativo che copre una vasta gamma di settori in tutte le Regioni del Paese e integra dati sulla loro predisposizione digitale con dati economici e strutturali. Utilizzando numerosi indicatori suddivisi in tre macro categorie principali – commercio digitale, presenza digitale e infrastruttura tecnologica – il report presenta un quadro olistico della maturità digitale delle pmi.  Il report parte dall'analisi dell'Indice di maturità digitale (Imd), un indicatore sintetico basato su più di 80 parametri che fornisce un punteggio fino a 100. L’Imd valuta vari aspetti della digitalizzazione come la qualità del sito web, l'uso dei social media, la pubblicità online, la frequenza di aggiornamento dei contenuti, la sicurezza informatica e molti altri, per comprendere meglio il livello di digitalizzazione delle pmi e il suo impatto sulle performance economiche. L'Imd medio a livello nazionale si attesta su un punteggio di 57,0 ma emergono differenze a livello territoriale. Le aziende del Nord-Est mostrano il più alto Indice di Maturità Digitale con un punteggio di 59,1, al di sopra del Mezzogiorno che si ferma a 56,6. Questo gap di 2,5 punti - significativo come media territoriale - evidenzia che, sebbene abbia recuperato terreno grazie a recenti finanziamenti, il Sud deve ancora affrontare sfide significative in tema di digitalizzazione. Le differenze si ampliano ulteriormente se si analizzano i settori di attività. I servizi alla persona raggiungono il valore più alto con un Imd di 59,7, mentre il settore delle costruzioni registra il punteggio più basso con 53,6. Gli oltre 6 punti di differenza sottolineano come alcuni settori siano più avanzati a livello digitale rispetto ad altri, dimostrando la necessità di strategie mirate per colmare questo divario. Passando a esaminare le modalità di commercio digitale, le pmi che adottano tecnologie di vendita e prenotazione online sono presenti soprattutto nel Mezzogiorno, con il 20% di aziende che le utilizzano. La percentuale è significativamente più alta rispetto al 16% del Centro, al 15% del Nord-Est e al 14% del Nord-Ovest. L’adozione di strategie di commercio digitale si dimostra cruciale per la crescita economica delle pmi. Il report evidenzia che il loro utilizzo genera un significativo aumento del valore aggiunto per le aziende. Quelle con un alto livello di maturità digitale implementano strategie di vendita e prenotazione online più frequentemente, rappresentando il 55% rispetto al 12% delle pmi con basso livello. Un dato rilevante che emerge dal report è che le pmi che adottano tecnologie di commercio digitale riescono ad aumentare il loro valore aggiunto di quattro volte di più rispetto a quelle con un basso livello di maturità digitale, man mano che avanzano verso un livello più elevato. L'analisi territoriale evidenzia differenze significative: le aziende del Nord-Ovest registrano un incremento del valore aggiunto del 56,4% passando da un basso a un alto livello di maturità digitale, seguite dal Nord-Est con un aumento del 45,4%, al Centro la crescita è del 13,4%, mentre nel Mezzogiorno è solo dell'8,1%. Questi dati indicano che, sebbene il Sud abbia recuperato terreno sul fronte dell'e-commerce, è necessaria una strategia di digitalizzazione più completa per massimizzare l’impatto economico. A questo punto, il report fa un ulteriore passo avanti analizzando l'Indice di presenza digitale delle pmi (Ipd-pmi), creato ex novo da Webidoo Insight Lab per valutare le componenti specifiche dell'Indice di maturità digitale che hanno il maggiore impatto sul valore aggiunto delle pmi. L’indicatore mostra chiaramente come l'adozione di pratiche di presenza digitale avanzate possa tradursi in vantaggi economici concreti. Un aumento unitario dell'Ipd-pmi, che corrisponde a un passaggio da un livello basso a un livello medio-alto dell'indice, è associato a un incremento del 46,81% del valore aggiunto delle PMI, dimostrando l'importanza della presenza digitale per la crescita economica delle imprese. “Abbiamo voluto misurare e quantificare i progressi della digitalizzazione in termini economici ed esaminato come la digitalizzazione possa tradursi in crescita economica concreta per le aziende, misurando quanto la maturità digitale possa influenzare il loro valore aggiunto” dichiara Daniel Rota, ceo di Webidoo spa. “L'analisi ha stimato che un aumento dell'Indice di presenza digitale delle pmi è associato a un incremento più che significativo del valore aggiunto. Questo dimostra che migliorare la propria presenza digitale ha un impatto diretto e reale sulla crescita economica e che una strategia di digitalizzazione completa e vincente si manifesta prima di tutto con una presenza digitale solida.” Il report, realizzato con il contributo di Italia Compete, evidenzia il ruolo cruciale dei cluster - concentrazioni territoriali di imprese, fornitori e istituzioni operanti in settori collegati - nella promozione della digitalizzazione. Una distinzione chiave emersa riguarda i cluster "traded", che competono a livello globale e si concentrano in poche aree geografiche, come l'automotive a Torino, l'IT a Monza e il calzaturiero a Fermo, rispetto ai cluster locali, distribuiti uniformemente sul territorio e orientati soprattutto ai mercati interni. L'analisi rivela che i cluster locali, in generale, mostrano un Imd leggermente superiore, segnalando una maggiore propensione a adottare pratiche digitali avanzate. Tuttavia, anche nei cluster 'traded' si riscontrano numerosi esempi di successo con livelli di maturità digitale superiori alla media, grazie al ruolo delle cluster organization.  “Dall'integrazione dei dati sulla presenza digitale di Webidoo insight lab con quelli del progetto di mappatura dei cluster di Italia Compete, emerge chiaramente come le cluster organization siano essenziali per guidare e promuovere la competitività, collegando le esigenze specifiche delle imprese del territorio alle grandi priorità di politica economica, come la twin transition - la transizione digitale e verde", afferma il Fernando G. Alberti, presidente di Strategique, il think tank dietro ad Italia Compete. “Per le associazioni imprenditoriali e di categoria diventa prioritario guidare questa prossima fase di sviluppo del tessuto economico del paese non più solo come rappresentanza di interessi, ma come veri e propri catalizzatori di azioni collettive per promuovere la competitività dei cluster del territorio”. “Il report - sottolinea Rota - fornisce una guida preziosa per le pmi, i decisori politici e gli stakeholder locali, evidenziando come la digitalizzazione possa diventare un motore di crescita sostenibile e competitività. Le raccomandazioni offerte mirano a massimizzare l'impatto della digitalizzazione attraverso un approccio integrato che comprenda tutti gli aspetti della maturità digitale. Investire nella digitalizzazione non è solo una scelta strategica, ma una necessità per la crescita economica a lungo termine delle pmi italiane.” ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)