Rapporto Ecomafia, 97,2 reati ambientali al giorno nel 2023
(Adnkronos) - Aumentano i reati ambientali nel 2023 e salgono a 35.487, registrando +15,6% rispetto al 2022, con una media di 97,2 reati al giorno, 4 ogni ora. Illeciti che si concentrano soprattutto nel Mezzogiorno e in particolare in Campania, Puglia, Sicilia e Calabria dove si concentra il 43,5% degli illeciti penali, +3,8% rispetto al 2022. Tutto il mercato illegale nella Penisola è valso nel 2023 ben 8,8 miliardi. A tracciare un quadro di sintesi è il nuovo report di Legambiente 'Ecomafia 2024. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia', nel 30esimo anno dalla sua prima pubblicazione, e i cui dati sono stati presentati oggi a Roma. Nel 2023 in Italia - spiega Legambiente - aumenta anche il numero delle persone denunciate (34.481, +30,6%), così come quello degli arresti (319, +43% rispetto al 2022) e quello dei sequestri (7.152, +19%). Tra gli illeciti, nella Penisola continua a salire la pressione del ciclo illegale del cemento (13.008 reati, +6,5%), che si conferma sempre al primo posto tra i reati ambientali; ma si registra soprattutto l’impennata degli illeciti penali nel ciclo dei rifiuti, 9.309, + 66,1% che salgono al secondo posto. Al terzo posto con 6.581 reati la filiera degli illeciti contro gli animali (dal bracconaggio alla pesca illegale, dai traffici di specie protette a quelli di animali da affezione fino agli allevamenti); seguita dagli incendi dolosi, colposi e generici con 3.691 illeciti. Crescono anche i numeri dell’aggressione al patrimonio culturale (642 i furti alle opere d’arte, +58,9% rispetto al 2022) e degli illeciti nelle filiere agroalimentari (45.067 illeciti amministrativi, + 9,1% rispetto al 2022), a cominciare dal caporalato. Sono inoltre 378 i clan mafiosi censiti
A livello regionale la Campania si conferma al primo posto della classifica con più illeciti ambientali, 4.952 reati, pari al 14% del totale nazionale, seguita da Sicilia (che sale di una posizione rispetto al 2022, con 3.922 reati, +35% rispetto al 2022), Puglia (scesa al terzo posto, con 3.643 illeciti penali, +19,2%) e Calabria (2.912 reati, +31,4%). La Toscana sale dal settimo al quinto posto, seguita dal Lazio. Passa dal quindicesimo al settimo posto la Sardegna. Tra le regioni del Nord, la Lombardia è sempre prima. A livello provinciale, Napoli torna al primo posto, a quota con 1.494 reati, seguita da Avellino (in forte crescita con 1.203 reati, pari al +72,9%) e Bari. Roma scende al quarto posto, con 867 illeciti penali, seguita da Salerno, Palermo, Foggia e Cosenza. La prima provincia del Nord è quella di Venezia, con 662 reati, che si colloca al nono posto ed entra nella classifica delle prime venti province per illegalità ambientale. Continua l’applicazione della legge 68/2015 sugli ecoreati che nel 2023 ha superato la quota 600, anche se registra un lieve calo rispetto all’anno precedente quando era stata contestata 637 volte. Un calo dovuto al calo dei controlli, passati da 1.559 a 1.405. Il delitto di inquinamento ambientale resta nel 2023 quello più contestato, 111 volte, portando a ben 210 denunce e 21 arresti. Altro dato riguarda i comuni commissariati che sono attualmente 19. La pressione dell’illegalità resta alta anche sul tema abusivismo edilizio. La conferma arriva anche dai dati ribaditi nella Relazione del 2024 sugli indicatori del Bes (Benessere equo e sostenibile). Soprattutto al Sud, dove si concentra il 48,8% delle nuove costruzioni abusive. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Divieto cellulari a scuola, psicoterapeuta Lavenia: "Giusto ma è sconfitta per noi genitori"
(Adnkronos) - "Il divieto imposto dal ministro Valditara sull'utilizzo dei cellulari nelle scuole è una misura necessaria, ma rappresenta anche una sconfitta per noi genitori. E' sconvolgente che si sia dovuti arrivare a un provvedimento così drastico per riconoscere l'ovvio: i cellulari sono una fonte di distrazione e non dovrebbero avere alcun posto nelle aule scolastiche". Così all'Adnkronos Salute Giuseppe Lavenia, psicoterapeuta e presidente dell'Associazione nazionale dipendenze tecnologiche Gap e cyberbullismo, interviene dopo l'annuncio del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di una circolare che vieta dal prossimo anno scolastico l'utilizzo del cellulare a qualsiasi scopo, anche didattico. "Fino ad ora, il nostro approccio all'educazione digitale è stato sbagliato: diamo ai bambini uno smartphone e poi, quando sono adolescenti, cerchiamo disperatamente di imporre regole e limiti. Questo è il modo più sbagliato possibile. Dovremmo fare esattamente l'opposto - avverte Lavenia - Prima di tutto, dobbiamo insegnare ai nostri figli a cosa serve uno smartphone, quali sono i rischi, i pericoli della manipolazione e della distrazione. Solo dopo averli resi consapevoli, permettere loro di accedere alla rete e alle applicazioni, quando avranno raggiunto l'età giusta". "E allora, perché non possiamo resistere fino a 14 anni? Esiste già una legge europea sulla privacy che vieta l'accesso dei minori in Rete prima di quest'età. Ignorare questa normativa - ammonisce l'esperto - significa esporre i nostri figli a rischi inutili e fallire nel nostro ruolo di educatori". Secondo Lavenia, "non c'è nulla di male nello spiegare ai nostri figli che devono prima fare un percorso ed essere pronti prima di avere lo smartphone. Spesso, diamo lo smartphone a bambini di 6/7 anni perché non siamo più capaci di dire no e mantenere quei no. Non siamo capaci di gestire il pianto o la rabbia di un figlio, ma in realtà, attraverso questo, stiamo insegnando loro due cose fondamentali: il rispetto delle regole e la capacità di gestire la frustrazione. Queste competenze sono essenziali per la loro vita futura". "Dobbiamo essere anche noi un buon esempio. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di trovare un equilibrio, e questo si può fare solo attraverso l’educazione e la formazione. Insegnare ai nostri figli a utilizzare la tecnologia come uno strumento utile, piuttosto che una distrazione costante, è fondamentale per il loro successo e benessere. Questo richiede un impegno congiunto tra genitori, scuole e istituzioni. Solo così - conclude - potremo formare generazioni capaci di utilizzare la tecnologia in modo efficace e produttivo, senza esserne sopraffatte. È tempo di prendere sul serio il nostro ruolo e iniziare a costruire un futuro migliore per i nostri figli, con regole chiare e un'educazione solida fin da subito". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Clima 2023, temperature minime mai così alte
(Adnkronos) - Temperature minime da record nel 2023 che si piazza al secondo posto invece per i valori medi annuali. Secondo i dati del report Snpa 'Il clima in Italia nel 2023', non sono mai state così alte in Italia le temperature minime giornaliere: +1,20 °C l’anomalia registrata nel 2023. Mentre salgono i valori di quelle più basse, lo scorso anno risulta il secondo, con un’anomalia di +1,14 °C, per temperature medie rispetto al valore climatologico del periodo 1991-2020, dopo il record di +1,23 °C del 2022. Il 2023, poi, è il decimo anno consecutivo con anomalia positiva rispetto alla media. Ottobre è stato il mese relativamente più caldo: con +3,27 °C sopra il valore climatologico ha segnato il punto più alto della propria serie mensile dal 1961. Marcate anomalie superiori a +2 °C si sono registrate anche a luglio e settembre. In estate, l’Italia è stata investita da intense onde di calore, con le temperature di 48,2 °C registrate il 24 luglio a Jerzu e Lotzorai, nella Sardegna sud-orientale, massimo assoluto mai registrato in Sardegna, inferiore di 0,6 °C al record europeo di 48,8°C registrato a Siracusa l’11 agosto 2021. Analogamente alla temperatura dell’aria, la temperatura superficiale dei mari italiani nel 2023 si colloca al secondo posto della serie storica, con un’anomalia di +0,9 °C rispetto alla media climatologica 1991-2020. Sul fronte delle precipitazioni, dopo il grave deficit del 2022 (-22%), il dato annuale in Italia nel 2023 risulta quasi nella media con un -4% rispetto al periodo 1991-2020. Con una prevalenza di anomalie negative mensili durante l’anno, persistenti da luglio a dicembre al Sud e Isole, i mesi più secchi sono stati febbraio (-56%) e settembre (-51%), mentre i mesi più piovosi maggio (+143%) e giugno (+77%). Particolarmente disastrose sono state le alluvioni che hanno colpito l’Italia centrale, ricorda Snpa con riferimento in particolari agli eventi di maggio in Emilia-Romagna e novembre in Toscana. "Le precipitazioni eccezionali in Emilia-Romagna e Toscana, come quelle particolarmente scarse in Sicilia e in parte della Calabria ionica, sono emblematiche di un’estremizzazione del clima mediterraneo", sottolinea Spna. Allo stesso tempo, siccità e i conseguenti problemi di severità idrica hanno continuato a interessare l’Italia nel corso del 2023, sebbene in maniera differenziata rispetto alla situazione critica riscontrata nel 2022. Infatti, dopo il minimo storico di risorsa idrica registrato nel 2022, cioè 67 miliardi di metri cubi, circa la metà del valore medio del trentennio climatologico 1991-2020, la disponibilità di risorsa idrica naturale è in ripresa nel nostro Paese nel 2023, stimata in 112,4 miliardi di metri cubi. L’Italia risulta comunque nel 2023 ancora in condizioni di siccità e severità idrica, avendo una disponibilità di risorsa idrica inferiore del 16% rispetto al valore medio 1991-2020. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Epatite C, Oms prequalifica il primo test fai-da-te
(Adnkronos) - L'Organizzazione mondiale della sanità ha prequalificato il primo test fai-da-te per il virus dell'epatite C (Hcv), un esame che "può fornire un supporto fondamentale per allargare l'accesso ai test e alla diagnosi, accelerando gli sforzi globali per eliminare l'epatite C", spiega l'Oms. L'autotest OraQuick Hcv, prodotto dalla statunitense OraSure Technologies, è l'estensione di un test rapido al quale l'agenzia ginevrina ha concesso nel 2017 la pequalificazione per l'uso professionale. La versione fai-da-te, "progettata specificatamente per l'utilizzo da parte di utenti comuni", non operatori sanitari, "fornisce un kit unico contenente i componenti necessari per eseguire l'autotest". "Ogni giorno 3.500 persone muoiono a causa dell'epatite virale - afferma Meg Doherty, direttrice dell'Oms per il Dipartimento Programmi globali contro Hiv, epatite e infezioni sessualmente trasmesse - Dei 50 milioni che vivono con l'epatite C, entro fine 2022 solo il 36% era stato diagnosticato e appena il 20% aveva ricevuto un trattamento curativo. L'aggiunta di questo prodotto all'elenco di prequalificazione dell'Oms offre un modo sicuro ed efficace per ampliare i servizi di test e di trattamento dell'Hcv, garantendo che più persone ricevano la diagnosi e le cure di cui hanno bisogno, quindi contribuendo all'obiettivo globale di eliminare il virus dell'epatite C". "La disponibilità di un autotest per l'Hcv prequalificato dall'Oms - evidenzia Rogério Gaspar, direttore del Dipartimento di Regolazione e Prequalificazione dell'agenzia delle Nazioni Unite per salute - permette ai Paesi a basso e medio reddito di accedere a opzioni di autotest sicure e convenienti, essenziali per raggiungere l'obiettivo di diagnosticare l'infezione da virus dell'epatite C al 90% delle persone" che l'hanno contratta. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Iarc: "Il talco probabile è cancerogeno"
(Adnkronos) - Il talco è un "probabile cancerogeno per l'uomo", inserito nel gruppo 2A della classificazione della Iarc, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione mondiale della sanità. Il gruppo 2A - lo stesso, ad esempio, di carni rosse, steroidi ed emissioni da fritture ad alte temperature - è "il secondo livello più alto di certezza che una sostanza possa provocare tumori", chiarisce la Iarc dell'Oms che ha comunicato le sue nuove valutazioni su talco e acrilonitrile. Analisi riassunte su 'The Lancet Oncology', e che nel 2025 saranno descritte all'interno del volume 136 delle 'Monografie Iarc'. Il talco è un minerale naturale che viene estratto in molte regioni del mondo, ricorda la Iarc. L'esposizione a questa sostanza può avvenire in ambito professionale (durante l'estrazione, la macinazione o la lavorazione del materiale, oppure durante la produzione di prodotti che lo contengono), così come nella popolazione generale attraverso cosmetici e polveri per il corpo, ma in misura minore anche tramite alimenti, farmaci e altri prodotti di consumo. La valutazione della Iarc, effettuata da un team di 29 esperti, si è concentrata sui talchi non contenenti amianto. Quelli che lo contengono restano nel gruppo 1, il più alto della classificazione ("cancerogeni per l'uomo"), mentre il talco in generale entra nel gruppo 2A, sostituendo le definizioni "talco non contenente amianto o fibre asbestiformi" e "uso perineale di baby-polveri a base di talco", precedentemente inserite nel gruppo 2B (quello dei "possibili cancerogeni per l'uomo"). "Dopo aver esaminato attentamente la letteratura scientifica disponibile - spiega l'agenzia - il gruppo di lavoro ha classificato il talco come probabilmente cancerogeno per l'uomo (gruppo 2A) sulla base di una combinazione di evidenze limitate per il cancro negli esseri umani (ovaie), sufficienti per il cancro negli animali da esperimento e forti prove meccanicistiche che il talco presenta caratteristiche chiave degli agenti cancerogeni nelle cellule primarie umane e nei sistemi sperimentali". La Iarc riporta che "numerosi studi hanno dimostrato costantemente un aumento dell'incidenza del cancro ovarico in chi auto-segnala l'uso di polveri per il corpo nella regione perineale. Sebbene la valutazione si sia concentrata sul talco non contenente amianto", l'agenzia precisa che "nella maggior parte degli studi non è stato possibile escludere la contaminazione del talco con amianto". Per questo, puntualizza, "non è stato possibile stabilire pienamente un ruolo causale per il talco" nell'associazione con i tumori. Quanto all'acrilonitrile, è stata classificata come "cancerogeno per l'uomo" (gruppo 1), sulla base di un "livello sufficiente di evidenze per il cancro ai polmoni", oltre a "prove limitate per il tumore della vescica". L'acrilonitrile è un composto organico volatile usato principalmente nella produzione di polimeri con vari utilizzi, che includono fibre per abbigliamento, tappeti e altri tessuti - elenca la Iarc dell'Oms - nonché plastica per prodotti di consumo, componenti automobilistici e costruzioni. L'esposizione professionale alla sostanza può verificarsi durante la produzione del composto e il suo impiego per ottenere polimeri. Ma l'acrilonitrile è presente anche nel fumo di sigaretta ed è questa - fumo passivo incluso - la via principale di esposizione per la popolazione generale. Un'altra è l'inquinamento atmosferico. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
La strategia del marchio DFSK
(Adnkronos) -
China Car Company è un’azienda che pone qualità ed efficienza al centro del proprio lavoro. Dopo sei mesi di attività il marchio DFSK sta crescendo e abbiamo sentito il parere di Fulvio Marchetto, general manager di china car company.
La rete in Italia a che punto è? " Siamo orgogliosi del numero dei concessionari che hanno aderito al nostro progetto e vorremmo ringraziarli pubblicamente. Possiamo affermare di avere una rete di vendita solida, distribuita su tutto il territorio nazionale. Attualmente contiamo quasi 100 punti tra vendita e service, che stanno crescendo ulteriormente. A breve, renderemo noti ulteriori dettagli su questa espansione, dimostrando l’impegno nel migliorare costantemente la rete di vendita e assistenza a completa copertura del territorio". Perché avete scelto una gamma con motorizzazione termica tradizionale e non elettrica, come stanno facendo altri brand cinesi? "La scelta è dovuta al fatto che gran parte dei clienti italiani sia orientata ad un prodotto che abbia un ottimo rapporto qualità-prezzo, facendo molta attenzione anche ai consumi. A tal proposito le nostre vetture possono essere dotate dell'impianto GPL che riduce i consumi oltre a limitare l'emissione di CO2. Siamo molto contenti dell'accordo con Landi Renzo, azienda leader del settore, che ha utilizzato il modello Glory 500 come vettura rappresentativa per descrivere il processo produttivo di un impianto GPL, sviluppando kit specifici per garantire la perfetta integrazione e funzionalità sulla gamma DFSK."
Ci saranno novità di prodotto nei prossimi mesi?
"Introdurremo un modello ibrido plug-in, DFSK E5, che verrà presentato a settembre.Riteniamo che l'elettrico rappresenti il futuro della mobilità cittadina, per questo presto presenteremo quadricicli elettrici anche quattro posti, che siamo convinti siano la migliore soluzione per muoversi in città".
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tesla Model 3: prezzi in rialzo per colpa dei dazi
(Adnkronos) - La Tesla Model 3 diventa più cara e meno conveniente. L’effetto dei dazi europei ha già iniziato a mostrare i suoi limiti, la Tesla Model 3 diventa così più cara di oltre 1.000 euro. Lo aveva già anticipato qualche giorno fa il marchio automobilistico americano specializzato nell’elettrico, l’effetto dei dazi europei in vigore dal 5 luglio, avrebbe ben presto mostrato tutti i suoi limiti e così è stato. La Tesla Model 3 in Europa risulta così più cara, rispetto a qualche mese fa. La Commissione Europea ha imposto una tassazione supplementare per tutte le auto prodotte in Cina, la Model 3 viene assemblata negli stabilimenti Tesla di Shanghai.
Le tariffe europee rischiano tuttavia, di affossare ulteriormente il mercato delle auto elettriche. Se è vero oramai che la Cina con le sue EV ha invaso e sta dominando il segmento, è anche vero che la stretta di Bruxelles potrebbe avere ripercussioni negative anche sulle catene dei fornitori. Come affermato da Ursula von der Leyen, per via degli ingenti sussidi statali forniti dal governo di Pechino a diversi costruttori locali, BYD in testa, le auto elettriche provenienti dalla Cina, sono vendute a un prezzo che non ne giustifica la commercializzazione perché potenzialmente inferiore a quello reale e vantaggioso. Le auto che provengono dalla Cina e che sono commercializzate in Europa sono state di recente sottoposte a una tassazione aggiuntiva che va dal 17,4 al 37,6% a cui va sommata l’aliquota attuale pari al 10%. La Tesla Model 3 rientra tra i modelli sottoposti in Europa a una tassazione aggiuntiva. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ford Capri: il nuovo SUV elettrico arriva in Italia
(Adnkronos) -
Ford Capri arriva in Europe con un cuore completamente elettrico. La Casa dell’Ovale Blu rispolvera così un nome che ha segnato, in positivo, il suo passato, la nuova Ford Capri è un SUV con le sembianze di un coupé e con un’anima a zero emissioni. Era il 1968 quando la Capri fu lanciata sui mercati internazionali, così, a distanza di oltre mezzo secolo, torna in auge un nick leggendario. Alla luce di quanto è accaduto con l’Alfa Romeo Junior, anche per la Ford Capri ci sarà “richiamo” da parte del Governo italiano? A differenza del modello del Biscione, qui si tratta però, di un’auto che già esisteva nei listini Ford e che dunque, non è altro che un richiamo al passato più che a una località. Nasce sulla piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen, le dimensioni della Capri sono da segmento medio. Lunga 4,634 metri, ha un’altezza di 1,626 metri e una larghezza di 2,063 metri. Il passo è di 2,767 metri, la sua capacità di carico arriva fino a 2.190 litri. Due le versioni disponibili, a trazione posteriore (RWD) e integrale (RWD), due i livelli di potenza e autonomia. La Capri AWD ha una potenza di 286 cavalli per 545 Nm di coppia massima, raggiunge i 100 km/h con partenza da fermo in 6,4 secondi e ha un’autonomia fino a 626 km (ciclo WLTP). La più potente Capri RWD, a trazione integrale, ha una potenza di 340 cavalli per 545 Nm di coppia massima. Raggiunge i 180 km/h di velocità massima e nello 0 - 100 km/h impiega 5,3 secondi. Due pacchi batteria, da 77 e 79 kWh (utile). In presenza di una stazione di ricarica ad alta potenza, la nuova Ford Capri sopporta ricariche in DC fino a 185 kW, in AC fino a 11 kW. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Audi Q8 e-tron: stop alla produzione nello stabilimento di Bruxelles
(Adnkronos) - La tecnologica Audi Q8 e-tron e la sorella Q8 Sportback e-tron, non saranno più prodotte nello stabilimento di Bruxelles del Gruppo Volkswagen.
Vendite in calo e una domanda che non soddisfa le aspettative, così il Marchio automobilistico tedesco ha deciso di stoppare la produzione della Q8 e-tron.
Le immatricolazioni del possente SUV elettrico della Casa dei Quattro anelli sono scese a picco, sole 6.448 unità per la Q8 e-tron e 3.011 unità per la Q8 Sportback e-tron, per un calo, rispettivamente, del 2% e del 23%. Situazione sostanzialmente analoga anche per la Q8 endotermica. Le unità vendute a partire da inizio anno sono state 5.233 per un calo del 36%. I vertici Audi hanno annunciato, di voler avviare una serie di incontri con i sindacati del sito produttivo di Bruxelles e di avere in cantiere una ristrutturazione totale per una conversione completa o parziale. La vicinanza della fabbrica Audi di Bruxelles al centro cittadino ne renderebbe difficile un possibile ammodernamento e/o ampliamento. Qui vengono prodotte quasi esclusivamente Q8 e-tron e Q8 Sportback e-tron.
Nel 1988, il Gruppo Volkswagen chiuse la sua prima fabbrica, accadeva negli Stati Uniti e riguardò la fabbrica di Westmoreland, in Pennsylvania. Per la riconversione del sito produttivo di Bruxelles, secondo fonti ufficiali Volkswagen, occorrerebbero circa 2,6 miliardi di euro. Nello stabilimento belga, attualmente sono 3.000 i dipendenti ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Iidea tira le somme sull'evento business italiano dedicato ai videogiochi, First Playable
(Adnkronos) - La sesta edizione di First Playable, l'evento business per il settore dei videogiochi organizzato da IIDEA e Toscana Film Commission – Fondazione Sistema Toscana, si è conclusa con grande successo. La manifestazione, sostenuta dall'Agenzia ICE, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e patrocinata dal Ministero della Cultura, ha consolidato la sua posizione nel panorama internazionale degli appuntamenti dedicati ai professionisti del settore. L'edizione di quest'anno, svoltasi dal 3 al 5 luglio a Firenze presso il Cinema La Compagnia, la Casa del Cinema della Regione Toscana, e l'Innovation Hub di Nana Bianca, ha offerto un programma di panel, incontri di business, workshop, premiazioni e momenti di networking. L'evento ha visto la partecipazione di oltre 500 professionisti, inclusi 50 aziende tra publisher, investitori e agenzie internazionali provenienti da 12 paesi (Australia, Canada, Cipro, Corea del Sud, Francia, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia e USA) e oltre 180 team di sviluppatori italiani. Attraverso la piattaforma Meet To Match sono stati organizzati più di 1.000 incontri di business. Durante la kick-off conference, 11 relatori internazionali hanno condiviso le loro esperienze e, grazie al supporto degli sponsor, sono stati realizzati 9 workshop su temi di business e tecnici. La cerimonia di premiazione degli Italian Video Game Awards, trasmessa in esclusiva su Twitch, ha attirato oltre 15.000 spettatori in diretta streaming e dal vivo. Thalita Malagò, Direttore Generale di IIDEA, ha espresso soddisfazione per il successo dell'edizione 2024, sottolineando il ruolo fondamentale dell'evento come punto di incontro per la comunità italiana degli sviluppatori di videogiochi e come vetrina internazionale per l'industria videoludica italiana. "Il settore è in una fase molto interessante di sviluppo, e si sta espandendo in diverse direzioni", ha detto Malagò a AdnKronos Tech&Games. "Non abbiamo più soltanto alcuni grandi studi da un lato e team più giovani in fase di start-up dall'altro, ma finalmente in Italia esiste anche un gruppo di aziende di media dimensione che operano in questo mercato da molti anni, e che stanno diventando realtà consolidate. La presenza di questa fascia media di imprese è un elemento da considerare con grande attenzione e possibilità, cercando di trovare modi per aiutarle a crescere, sostenersi e progredire. Finora la nostra attenzione è stata principalmente rivolta a chi doveva iniziare a fare business in questo settore, ma è importante dedicare uno sguardo attento anche a chi ha dimostrato di poter resistere in questo mercato". Quest'anno, per la prima volta, First Playable ha instaurato una country partnership con la Francia, grazie alla collaborazione dell’Institut Français Italia, del Syndicat National du Jeu Vidéo (SNJV) e del Centre National du Cinéma et de l’Image Animée (CNC). Malagò ha commentato: "Avere un campo di partner per l'evento rappresenta per noi un modo per coltivare un valore fondamentale della nostra industria: la condivisione di informazioni e lo scambio di esperienze. Questo è un settore internazionale e globale, in cui tutti operiamo nello stesso mercato e affrontiamo problemi e opportunità simili. È quindi molto importante confrontarsi". La Francia ci ha portato rappresentanti delle istituzioni e sviluppatori, confermando ciò che già sapevamo: è un paese con un livello di sviluppo molto avanzato rispetto al nostro. In Francia ci sono circa 600 studi di sviluppo, mentre in Italia ne abbiamo tra i 150 e i 200. Il livello di sviluppo dell'industria e il supporto delle istituzioni pubbliche in Francia sono molto più evoluti perché hanno iniziato prima". Stefania Ippoliti, Direttrice della Toscana Film Commission, ha commentato con entusiasmo la continua partnership con IIDEA e l'attenzione costante al mondo dei videogiochi italiani, evidenziando la crescita esponenziale e la qualità dei progetti come segnali positivi per il futuro. Matteo Masini, Dirigente dell’Ufficio Beni di Consumo dell’Agenzia ICE, ha confermato l'impegno dell'agenzia a supportare la crescita e l'internazionalizzazione delle aziende italiane del settore videoludico. Ha inoltre sottolineato come la collaborazione con First Playable abbia permesso la partecipazione di una delegazione di operatori internazionali di alto profilo, selezionati attraverso la rete estera dell'Agenzia. L'edizione di quest'anno è stata resa possibile grazie al supporto di numerosi partner: Meet to Match come Matchmaking partner, Epic Games/Unreal Engine come Diamond Partner, Memorable Games e Vigamus Group come Gold Partner, e vari Silver Partner tra cui Audio Network, Broken Arms Games, GPEM, LCA Studio Legale, Milestone, Nacon Studio Milan, Red Bull con il progetto Red Bull Indie Forge, Slitherine e Xsolla. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










