Fantasy Life i arriva su iOS e Android

(Adnkronos) - A circa un anno dal debutto sulle piattaforme casalinghe, Level-5 ha ufficializzato l'espansione di Fantasy Life i: La ragazza che ruba il tempo verso il mercato mobile. Lo studio di Osaka renderà disponibile il titolo su sistemi iOS e Android nel corso dell'estate 2026, garantendo una parità contenutistica assoluta rispetto alle edizioni lanciate nel maggio 2025. L'operazione punta con decisione sull'interoperabilità tra i diversi hardware, offrendo agli utenti la possibilità di mantenere i propri progressi e giocare in modalità cooperativa tra smartphone e console grazie al supporto completo alle funzioni di salvataggio e gioco condiviso. Il titolo ripropone la formula ibrida che ha reso celebre il marchio, mescolando l’esplorazione tipica dei giochi di ruolo con dinamiche gestionali di ricostruzione cittadina. Ambientato sulla misteriosa Isola Mysteria, il racconto si snoda attraverso una meccanica di viaggio temporale che permette di recuperare materiali nel passato per restaurare l’ambiente nel presente. Il sistema delle professioni, note come Vite, consente di alternare approcci bellici e attività creative, mettendo a disposizione ruoli che spaziano dal Paladino al Cuoco, con l’obiettivo di personalizzare radicalmente sia l'avatar che l'assetto urbano del proprio insediamento. 
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Florida, indagine su OpenAI: ChatGPT e sparatorie, che collegamento c'è?

(Adnkronos) - La Florida ha aperto ufficialmente un fronte legale contro OpenAI, sollevando interrogativi che spaziano dalla geopolitica alla sicurezza dei cittadini. Il Procuratore Generale James Uthmeier ha annunciato l'avvio di un'indagine volta a verificare se i dati e le tecnologie della società stiano finendo nelle mani di avversari strategici, con un riferimento esplicito al Partito Comunista Cinese. L'iniziativa si inserisce in un clima di crescente tensione attorno alla sovranità tecnologica americana, ipotizzando che gli strumenti sviluppati dal pioniere dell'intelligenza artificiale possano rappresentare una minaccia se non adeguatamente monitorati. Le accuse mosse dall'ufficio del Procuratore Generale non riguardano solo la protezione dei dati sensibili, ma toccano la cronaca nera più recente. ChatGPT viene associato a potenziali comportamenti criminali legati alla diffusione di materiale pedopornografico e all'incitamento all'autolesionismo. Particolarmente pesante è il richiamo alla sparatoria avvenuta presso la Florida State University nell'aprile 2025: secondo le autorità, il sospettato avrebbe utilizzato il chatbot come supporto nelle fasi precedenti all'attacco. Questa tesi è sostenuta anche da un'azione legale dei familiari di una delle vittime, i quali accusano il sospettato di essere stato in costante comunicazione con l'intelligenza artificiale durante la pianificazione del gesto. Il tempismo dell'indagine appare critico per OpenAI, attualmente impegnata nei preparativi per l'offerta pubblica iniziale prevista entro la fine dell'anno. La pressione regolatoria si sta intensificando non solo a livello statale, ma anche federale, con la Federal Trade Commission che già lo scorso ottobre aveva ordinato la consegna di documenti relativi alla tutela dei minori. La posizione della Florida riflette la volontà di imporre limiti severi allo sviluppo tecnologico quando questo entra in conflitto con l'incolumità pubblica, esigendo che i giganti del settore non sacrifichino la sicurezza sull'altare dell'innovazione. Il Procuratore Generale ha confermato che i primi mandati di comparizione sono in fase di emissione. 
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Auticon, la multinazionale con consulenti IT autistici

(Adnkronos) - Auticon Italia fa sapere di avere ufficialmente adottato il modello di Società Benefit ai sensi della Legge n. 208/2015. Scelta che rafforza ciò che l’azienda vuole rappresentare: un modello d’impresa in cui il valore economico e quello sociale crescono insieme. Auticon Italia nasce nel 2019 con una caratteristica unica nel panorama imprenditoriale: oltre l’80% delle sue risorse umane è composto da persone nello spettro autistico. Come Società Benefit, Auticon Italia perseguirà le proprie finalità di beneficio comune lungo tre direttrici fondamentali: offrire servizi di consulenza tecnica e digitale ad alto valore aggiunto nei settori IT come data analytics, cybersecurity e software engineering, creare opportunità di lavoro qualificato e stabile per persone neurodivergenti e promuovere un cambiamento culturale nelle organizzazioni attraverso formazione e accompagnamento alla neuroinclusione, intesa come leva di innovazione e competitività. «Diventare Società Benefit non cambia la nostra direzione: la consolida. Continueremo a creare ambienti professionali più equi e una società in cui la diversità sia vissuta come vantaggio competitivo, con un impegno ora più strutturato e proiettato in un orizzonte di lungo termine”, dice in una nota Alberto Balestrazzi, co-fondatore e amministratore delegato di Auticon Italia. Sette sono le finalità di beneficio comune: inclusione lavorativa e valorizzazione della neurodiversità; creazione di ambienti di lavoro neuro-inclusivi; erogazione di servizi tecnologici di qualità e impatto; sensibilizzazione e diffusione della cultura della neuro-inclusione; benessere delle persone e supporto professionale; impatto sociale ed economico sostenibile; responsabilità e trasparenza verso gli stakeholder.  Presente in 15 Paesi, Auticon è l’unica organizzazione al mondo in cui la maggioranza delle risorse umane è costituita da persone nello spettro autistico. Da anni traduce questa identità in impatto misurabile e ha appena pubblicato il Rapporto d’impatto 2025 – The Edge Effect: un documento che dimostra la solidità e la replicabilità di questo modello inclusivo innovativo. Dal report emerge che nel 2025, Auticon ha impiegato complessivamente 494 persone, 373 delle quali consulenti autistici, collaborando con 287 organizzazioni clienti nel mondo. Il 95% di queste ha dichiarato che i consulenti autistici di Auticon hanno aggiunto valore concreto ai propri progetti, riscontrando, inoltre, un impatto positivo sulla cultura e sulle performance dei team (93%). L’impatto individuale è altrettanto significativo. Prima di entrare in Auticon, il 60% delle persone autistiche era disoccupato o sottoccupato, nonostante il 90% fosse in possesso di una laurea o di un’alta qualifica professionale: un paradosso che riflette le contraddizioni del mercato del lavoro rispetto alla neurodiversità. Oltre alla consulenza IT, c’è anche la formazione sulla neuro-inclusione: nel 2025 ne hanno fruito 166 aziende nel mondo per costruire ambienti più inclusivi. L’organizzazione nasce originariamente nel 2011 in Germania e negli anni è cresciuta espandendosi prima in Europa con Italia, Francia, Regno Unito e Svizzera come primi Paesi, ha poi acquisito realtà simili in Canada, USA e Australia, oggi conta 600 dipendenti di cui l’81% che ricadono nello spettro autistico, è presente in 15 Paesi tra Europa, Nord America e Australia e ha tra i clienti moltissime tra le grandi imprese globali di ogni settore. 
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Milena Roveda, Gauss Fusion, fusione nucleare e ruolo dell’Europa

(Adnkronos) - In collaborazione con startupbusiness.it
 
Gauss Fusion nasce nel 2022 ed è rapidamente diventata una dei campioni europei nell’ambito dello sviluppo della fusione nucleare. In questo articolo abbiamo disegnato un ritratto dell’azienda e della sua CEO Milena Roveda che pochi giorni fa ha annunciato di avere deciso di lasciare l’incarico il prossimo 15 aprile 2026. “Sono entrata in Gauss Fusion con un obiettivo molto preciso – racconta a Startupbusiness – prendere una delle tecnologie più complesse e promettenti al mondo, ancora confinata nella ricerca scientifica, e renderla una realtà industriale credibile. Questo è esattamente ciò che abbiamo fatto. In tre anni abbiamo costruito un’azienda dal nulla, ma soprattutto abbiamo costruito le condizioni perché la fusione potesse uscire dal laboratorio ed entrare in una traiettoria industriale reale. Abbiamo messo insieme un team di eccellenza, unito competenze scientifiche e capacità industriali, strutturato una filiera europea e costruito partnership con i principali attori del settore”. Il risultato che Roveda considera il più importante tra quelli ottenuto è il Conceptual Design Report: non un esercizio teorico, ma il primo progetto concettuale completo in Europa per una centrale a fusione commerciale. Un lavoro che definisce architettura, sistemi, logica industriale e percorso di sviluppo. Un lavoro che, soprattutto, è stato sottoposto a revisione indipendente e validato da esperti internazionali. “Abbiamo trasformato una promessa scientifica in una piattaforma industriale credibile. Il CDR è il punto di arrivo di questo ciclo e il punto di partenza del prossimo. Per Gauss Fusion, e per me”. Gauss Fusion entra ora nella fase di ingegnerizzazione. “Il mio ruolo è sempre stato quello della pioniera e dell’abilitatrice: entrare quando qualcosa non esiste ancora, costruirlo, dargli struttura, allineare gli attori giusti, renderlo possibile e portarlo fino al punto in cui può camminare sulle proprie gambe. Questo lavoro ha una natura molto specifica: è fatto di visione, ma anche di costruzione concreta, di scelte difficili, di capacità di tenere insieme mondi diversi, ricerca, industria, capitali, istituzioni, e trasformarli in un progetto coerente. Ed è un lavoro che, per definizione, ha un momento in cui si completa”. Gauss Fusion è così maturata fino a diventare un programma industriale strutturato, con una base ingegneristica validata e una traiettoria chiara verso la realizzazione. Il passaggio è avvenuto. “Quello che questa esperienza ha rafforzato in me è una convinzione molto chiara: esiste uno spazio enorme tra ciò che sappiamo fare a livello scientifico e ciò che riusciamo a realizzare a livello industriale. Ed è esattamente lì che si gioca la partita. Non so ancora in quale forma, ma so che voglio continuare a stare dentro questa sfida: in settori ad alto potenziale dove le scelte di oggi determineranno chi sarà competitivo domani. Lavorare in contesti dove la distanza tra eccellenza scientifica e realtà industriale è ancora significativa e dove qualcuno deve avere il coraggio di colmarla. Costruire, abilitare, rendere possibile”. “Quando abbiamo fondato Gauss Fusion nel 2022, la scelta di fondo era già chiara: non volevamo fare ricerca sulla fusione, volevamo costruire la prima centrale a fusione commerciale d’Europa. Una distinzione che può sembrare sottile ma che è in effetti sostanziale e ha orientato ogni decisione dei tre anni successivi”. In tre anni Gauss Fusione ha costruito qualcosa che non esisteva: un progetto industriale concreto, sviluppato con un team di 100 ingegneri provenienti dalle migliori aziende europee del settore, ASG Superconductors tramite Hofima e SIMIC per l’Italia, IDOM per la Spagna, Alsymex-Alcen per la Francia, RI Research Instruments e Bruker EAS per la Germania, e con istituti di ricerca di primo livello come CERN, Max Planck Institute, ENEA, KIT. Il Conceptual Design Report è stato consegnato al Governo tedesco nell’ottobre 2025: oltre mille pagine che definiscono per la prima volta, in modo integrato, come la fusione possa evolvere dalla ricerca scientifica alla realtà industriale. Architettura dell’impianto, sicurezza, gestione dei materiali, costi, tempistiche. L’investimento stimato per il primo reattore si colloca tra 15 e 18 miliardi di euro, con l’obiettivo di completarlo entro la metà degli anni 2040. A gennaio 2026 un panel indipendente di esperti senior europei, presieduto dal Hartmut Zohm, professore del Max Planck Institute, ha completato la revisione di quel CDR riconoscendo la solidità dell’approccio e la coerenza del system engineering con una futura realizzazione industriale. È il primo e unico design concettuale europeo pienamente strutturato per una centrale a fusione commerciale. E’ stato anche completato, con la Technical University of Munich, il primo studio europeo di mappatura dei siti: 900 siti in nove Paesi potenzialmente idonei, di cui 196 in Italia. Oggi Gauss Fusion entra nella fase di ingegnerizzazione. Il percorso dalla ricerca all’industria è reale, è documentato, è verificato in modo indipendente L’Europa ha già perso il solare, l’eolico, i semiconduttori, le batterie, i veicoli elettrici. “Non per mancanza di talento, perché il talento c’è, la ricerca c’è, l’eccellenza ingegneristica c’è. Abbiamo generato il know how, e poi abbiamo lasciato che altri costruissero le industrie. Il problema non è mai stato il talento. È sempre stata la decisione”. Oggi ci ritroviamo stretti tra due potenze che hanno scelto con chiarezza e con continuità. Gli Stati Uniti hanno una strategia di energy dominance esplicita, finanziata, sostenuta trasversalmente. La Cina investe in modo massiccio e coordinato dallo Stato in ogni tecnologia che ritiene strategica, con orizzonti temporali che noi faremmo fatica anche solo a immaginare. Nel mezzo, un continente che continua a produrre scienza e brevetti straordinari, ma che fatica a trasformare tutto questo in catene industriali sovrane. E la stessa dinamica si sta ripetendo nell’intelligenza artificiale, nel calcolo quantistico, nelle tecnologie quantistiche, in ogni settore che conterà nei prossimi decenni. “La domanda che mi pongo, e che credo l’Europa debba porsi con urgenza, non è se abbiamo le capacità. Le abbiamo. È se abbiamo la volontà di smettere di operare in silos nazionali e costruire finalmente veri programmi industriali europei. Programmi con risorse adeguate, governance chiara, capitali pazienti, filiere integrate. La sovranità tecnologica non si proclama nei comunicati: si costruisce con scelte coerenti nel tempo, tra politiche pubbliche, investimenti industriali e capacità manifatturiera. In questo scenario l’Italia ha una responsabilità e un’opportunità che mi sembrano ancora sottovalutate. Non parlo di retorica, parlo di competenze concrete, già esistenti. Lo vedo con Gauss Fusion: ASG Superconductors è tra i leader nella superconduttività. ENEA porta decenni di ricerca sulla fusione. SIMIC ha la capacità manifatturiera per le grandi infrastrutture meccaniche. Il Consorzio ICAS lavora sui materiali avanzati. Sono esattamente le competenze su cui si fonderà l’industria della fusione e più in generale, l’industria energetica del futuro”. L’asse italo-tedesco, riaffermato anche nell’incontro tra Meloni e Merz, non è una formula diplomatica. È una leva industriale concreta, che unisce la forza manifatturiera e la visione tecnologica della Germania con le eccellenze di filiera dell’Italia. “È il tipo di cooperazione strutturata, tra Paesi chiave, con responsabilità chiare e investimenti condivisi, di cui l’Europa ha bisogno per smettere di perdere le battaglie che contano. Resto convinta che il rischio più grande per l’Europa sia quello di non assumersi alcun rischio e sarebbe un vero peccato perché ha oggi in mano la capacità di guidare il mondo verso lo sviluppo della fusione nucleare che non vuol dire solo la capacità di produrre energia pulita capace di dare una risposta concreta, insieme alle rinnovabili, al grande tema che riguarda tutti noi e che ogni giorni vediamo diventare sempre più complesso, quello dell’approvvigionamento energetico, ma anche di creare una vera e propria filiera industriale con competenze in vari campi, con il coinvolgimento di imprese di tanti settori diversi, con la possibilità di indirizzare investimenti su progetti concreti”. 
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Innovazione made in Taiwan in mostra alla Milano Design Week

(Adnkronos) - In collaborazione con startupbusiness.it
 Taiwan Sugar Corporation (Taisugar), fondata nel 1946, si è evoluta dall’industria dello zucchero verso un modello basato sull’economia circolare ed energia sostenibile. Incorpora agricoltura, biotecnologie e sviluppo abitativo valorizzando risorse e territorio in linea con i temi del social design contemporaneo.  Fengyu Group, fondato nel 1986, unisce costruzione, ingegneria e design per sviluppare ambienti sostenibili e di alta qualità. Opera tra infrastrutture pubbliche e progetti tecnologici avanzati, con particolare attenzione a precisione strutturale e materiali. Il progetto NTU Humanities Hall ha ricevuto il premio ACI 2025.  Lo Studio Bio-architecture Formosana (BaF), fondato nel 1999, integra architettura e sostenibilità secondo i principi dell’economia circolare. Attraverso strategie a basse emissioni, riutilizzo dei materiali e flessibilità dello spazio, sviluppa progetti che riducono l’impatto ambientale e generano valore ecologico, sociale ed economico. A Milano, si apre un nuovo capitolo di questo progetto estendendo nuove possibilità per il futuro dell’abitare.  Il dipartimento di Design della National Taiwan University of Science and Technology (NTUST), fondato nel 1991, promuove un approccio interdisciplinare che combina teoria e pratica. Il progetto Glowrise, realizzato da Kai-Xiang Yang e Shiang-Ting Huang, si ispira alla cultura aborigena Puyuma, trasformando il fuoco rituale in luce e creando un dialogo tra memoria culturale e design contemporaneo.  Hony Glass Technology, fondata nel 1978 a Taiwan, è specializzata nella lavorazione avanzata del vetro e nelle applicazioni ottiche. Offre soluzioni integrate per display e touch panel e si espande nei settori dei semiconduttori e del vetro fotovoltaico. In collaborazione con NTUST e T12lab, esplora il potenziale del vetro solare nel design sostenibile.  Techmation, insieme alla sussidiaria italiana EEI, sviluppa soluzioni integrate di elettronica di potenza e sistemi energetici. Applicate nei settori delle rinnovabili e dell’indiustria, queste tecnologie supportano l’integrazione energetica in architettura e infrastrutture sostenibili.  Wynist, con oltre 40 anni di esperienza nel retail, trasforma rifiuti tessili, marini e agricoli in pannelli innovativi per interni e spazi espositivi. Attraverso design e upcycling, ridefinisce il valore dei materiali, sviluppando soluzioni sostenibili e collaborando con designer italiani per progetti interdisciplinari. Lotos è un marchio di Techome che sviluppa rivestimenti e superfici minerali utilizzando risorse locali di Taiwan. Integrando ricerca e tecnologia, crea soluzioni per architettura e design d’ interni. In questa esposizione presenta un’installazione luminosa ispirata al corallo e contribuisce alla performance “Light Theater” di Casa Taiwan.  Yatung ready-mixed concrete sviluppa calcestruzzo ad alte prestazioni e a basse emissioni attraverso composizioni e processi ottimizzati. Applicato in strutture e infrastrutture, bilancia prestazioni tecniche e impatto ambientale, contribuendo a un’edilizia più sostenibile e orientata al futuro.  Sono queste le nove realtà aziende, organizzazioni e istituzioni che animano Casa Taiwan, iniziativa che è stata realizzata in occasione della Milano Design Week, attiva tra il 21 e il 26 aprile ed è curata dalla Associazione Commerciale Taiwanese in Italia in collaborazione con T12 Lab, realtà milanese da tempo impegnata nel recupero urbano e nelle pratiche artistiche. Durante la mostra, la Camera di Commercio Italiana a Taiwan faciliterà incontri e collaborazioni tra le industrie dei materiali edili di Taiwan e Italia, promuovendo dialogo e cooperazione internazionale, e posizionando le imprese taiwanesi come partner di riferimento nel settore dell’architettura e del design sostenibile. Il layout espositivo, realizzato da un team di designer italiani, unisce l’estetica spaziale italiana con le immagini culturali taiwanesi e i materiali sostenibili, creando strutture espositive simboliche e sperimentali, in cui design, cultura e tecnologia dei materiali convivono in profonda armonia. Il progetto comprende 200 m² di spazio teatrale ed espositivo interno e 1.500 m² di giardino esterno. All’interno saranno esposti i migliori materiali sostenibili e le aziende di design taiwanesi, mostrando l’innovazione di Taiwan in materiali riciclabili, architettura verde e ricerca di prodotto. Non limitata alla sola esposizione commerciale, presenta anche il mondo accademico con Yang Jinhuai della National Taiwan University of Science and Technology che insieme a Elisabetta Bianchessi di T12 Lab, realizzeranno un’esperienza interattiva con una casa fotovoltaica in vetro a risparmio energetico.  Per la prima volta la rappresentativa cultura delle lanterne taiwanesi sarà portata in Italia nella sua forma autentica, invitando professionisti del design e il pubblico a immergersi nella sua magia e a scoprire il fascino unico nato dall’incontro tra cultura taiwanese e design sostenibile. Ciò grazie alla partecipazione della Puzhi Cultural & Historical Research Association e dell’88 Art Therapy Studio di Tainan i quali con anni di ricerca culturale e attivismo comunitario, hanno promosso e preservato preziose tradizioni popolari taiwanesi. Il loro Festival delle Lanterne di Fucheng, annoverato tra i “Dieci migliori festival delle lanterne di Taiwan”, riceve riconoscimenti nazionali e internazionali. Per la prima volta, la cultura delle lanterne taiwanesi arriva a Milano, trasformando il giardino esterno in un mare di luci che rappresentano la memoria del territorio, integrando innovazione digitale, arte interattiva e design di luce per un’esperienza immersiva tra cultura e sensi.  Il progetto che si pone come vera e propria vetrina e punto di contatto tra il design, l’innovazione e la relazione tra Taiwan e Italia mette anche in luce come le iniziative sviluppate in occasione della Milano Design Week sono sempre più attente, oltre che naturalmente agli aspetti legati al design, anche all’innovazione e alle tecnologie. Casa Taiwan è realizzata con la collaborazione di Taiwan in Milan, Ufficio di rappresentanza a Milano, Associazione commerciale taiwanese in Italia, T12 Lab – Architettura e Design Sociale, Social Design Lab, Laboratorio Silenzio, Puzhi Cultural & Historical Research Association, 88 Art Healing Institute, Advantech Foundation, Taiwan Sugar Corporation, Fenguy Group, Bio-architecture Formosana, Techome Technology(Lotos), Hony Glass Technology, Wynist Retail Solutions, EEI, Yatung Ready-Mix Concrete, The Green Box, Inm Bem Industrial, National Taiwan University of Science and Technology, SYM, EVA Air, Associazione Studenti Taiwanesi a Milano / Associazione Taiwanesi a Milano, BAOMI e con anche il supporto di Startupbusiness. (nella foto lo skyline di Taipei, foto di my nguyen su Unsplash) 
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"Con i coinquilini si condivide anche la flora intestinale": la ricerca

(Adnkronos) - Sotto lo stesso tetto, con i coinquilini, che siano familiari o amici, si condivide un po' tutto. I pasti, gli ambienti e gli spazi comuni, le stoviglie e gli elettrodomestici, talvolta i vestiti. E persino i propri batteri personali, secondo un nuovo studio dell'University of East Anglia, ateneo del Regno Unito. Gli autori del lavoro, pubblicato sulla rivista 'Molecular Ecology', hanno indagato in particolare su questo scambio 'invisibile' e suggeriscono che vivere con gli amici potrebbe alterare silenziosamente la flora intestinale. A svelare questo effetto della convivenza è una colonia di minuscoli uccelli canterini che abita in un'isola delle Seychelles (l'isola di Cousin). Si tratta della cannaiola delle Seychelles. La ricerca svela che questi volatili condividono una maggiore quantità di batteri intestinali con gli uccelli con cui trascorrono più tempo. E il team di autori afferma che lo stesso principio si applica quasi certamente anche agli esseri umani.  Precedenti studi sull'uomo avevano già accennato a questo fenomeno: coniugi e conviventi di lunga data spesso presentano microbiomi intestinali più simili rispetto agli estranei, anche quando le loro diete sono diverse. Ma la nuova ricerca sugli uccelli fornisce prove insolitamente chiare di come la vicinanza sociale stessa, e non solo l'ambiente condiviso, influenzi lo scambio di batteri intestinali. I ricercatori hanno raccolto campioni fecali dalla popolazione di cannaiola isolana, che sono stati poi utilizzati per analizzare il microbioma degli uccelli, cioè le diverse comunità di batteri 'buoni' che vivono nel loro apparato digerente. "Per scoprire come i batteri intestinali si diffondono tra i partner sociali, abbiamo raccolto meticolosamente centinaia di campioni per diversi anni da uccelli con ruoli sociali noti: coppie riproduttive, aiutanti e non aiutanti che vivono nello stesso gruppo e in gruppi diversi", illustra Chuen Zhang Lee della Scuola di Scienze biologiche dell'Uea, ricercatore che ha svolto il lavoro nell'ambito del suo progetto di Phd. "Questo ci ha permesso di confrontare i batteri intestinali degli uccelli che interagivano strettamente nel nido con quelli che non lo facevano - prosegue -. Abbiamo studiato i loro batteri intestinali anaerobici, che prosperano in assenza di ossigeno. E abbiamo avuto una rara opportunità di comprendere come i legami sociali possano influenzare la trasmissione dei microbi intestinali". "L'isola di Cousin è piccola, isolata e le cannaiole non la lasciano mai. Ciò significa che ogni uccello sull'isola può essere marcato individualmente e seguito per tutta la vita", spiega il ricercatore senior David S. Richardson, della Scuola di Scienze biologiche dell'Uea. E' una situazione che "offre agli scienziati un'opportunità eccezionale per studiare i processi biologici che durano tutta la vita in natura". Un perfetto 'laboratorio naturale' nell'Oceano Indiano: tutte le cannaiole dell'isola sono dotate di anelli colorati alle zampe, che consentono ai ricercatori di monitorarne il comportamento, la salute e la genetica per molti anni, e questo crea condizioni simili a quelle di una popolazione di laboratorio, appunto, ma in un ambiente completamente naturale. "Ci offre il meglio di entrambi i mondi - sottolinea Richardson -. Possiamo studiare animali che vivono vite naturali, con diete e batteri intestinali naturali, pur essendo in grado di raccogliere dati dettagliati da individui noti", come in un laboratorio. Quello che "abbiamo scoperto - approfondisce Lee - è che più si è socievoli con un altro individuo, più si condividono batteri intestinali anaerobici simili. Gli uccelli che trascorrevano molto tempo insieme nel nido - le coppie riproduttive e i loro devoti aiutanti - condividevano molti di questi batteri intestinali, che possono diffondersi solo attraverso un contatto diretto e ravvicinato. I microbi anaerobici non possono sopravvivere all'aria aperta, quindi non si disperdono nell'ambiente. Si spostano invece tra gli individui attraverso interazioni intime e nidi condivisi".  Ma come la vita domestica modella i nostri microbiomi? Il team evidenzia che i risultati mettono in luce ciò che potrebbe accadere nelle case umane: "Che si viva con un partner, un coinquilino o la famiglia, le interazioni quotidiane - da abbracci e baci alla condivisione degli spazi per la preparazione del cibo - possono favorire lo scambio di microbi intestinali", afferma Lee. "I batteri anaerobici sono tra i più importanti per la digestione, l'immunità e la salute generale. Una volta nell'intestino, prosperano in condizioni prive di ossigeno e spesso formano colonie stabili e a lungo termine. Ciò significa che le persone con cui vivi potrebbero plasmare in modo sottile l'ecosistema microscopico dentro di te. Tradotto in termini umani, questo significa che serate accoglienti a casa, lavare i piatti insieme e persino stare seduti vicini sul divano può avvicinare silenziosamente i nostri microbiomi". E, prospetta l'esperto, "condividere batteri anaerobici benefici potrebbe rafforzare l'immunità e migliorare la salute digestiva in tutta la famiglia".  La ricerca è stata condotta dall'Uea in collaborazione con i colleghi di Norwich Research Park nel Centre for Microbial Interactions, Quadram Institute e Earlham Institute, nonché con le università di Sheffield (Inghilterra), di Groningen (Paesi Bassi) e con l'ong Nature Seychelles.  
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Ispra: gas serra e inquinanti in calo dal 1990 grazie a rinnovabili ed efficienza

(Adnkronos) - Nel 2024 le emissioni nazionali di gas serra registrano una riduzione del 30% rispetto ai livelli del 1990 e in calo del 3,6% rispetto al 2023, attestandosi a poco più di 360 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Il risultato è legato alla crescente diffusione delle fonti rinnovabili, in particolare idroelettrico ed eolico, al miglioramento dell’efficienza energetica e alla progressiva sostituzione dei combustibili più emissivi con alternative a minor contenuto di carbonio. Sono alcuni dei dati elaborati da Ispra nell’ambito dell’Inventario nazionale delle emissioni dei gas serra e dell’Inventario delle emissioni atmosferiche, trasmessi agli organismi europei e internazionali, in particolare la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (Unfccc) e la Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite (Unece). 
Per il 2025 si prevede un lieve aumento delle emissioni (0,3%) dovuto soprattutto a un maggiore ricorso al gas naturale per la produzione di energia elettrica, anche in relazione a una riduzione della produzione idroelettrica. Prosegue invece il calo delle emissioni associate all’uso del carbone, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione. Non tutti i settori mostrano una riduzione nel 2024: le emissioni dei trasporti, responsabili del 31% del totale nazionale e per oltre il 90% legate al trasporto stradale, continuano a crescere e risultano superiori di oltre il 10% rispetto al 1990. Insieme ai trasporti, i settori della produzione di energia (18%), del residenziale (18%) e dell’industria manifatturiera (13%) contribuiscono complessivamente a circa l’80% delle emissioni nazionali. A partire dai primi anni 2000, poi, si osserva un progressivo disaccoppiamento tra crescita economica ed emissioni di CO2: dopo una breve ripresa post-pandemica, le emissioni tornano a diminuire mentre il Pil continua a crescere, rafforzando questa tendenza. Anche sul fronte degli inquinanti atmosferici si registrano riduzioni significative tra il 1990 e il 2024, grazie a efficienza energetica, rinnovabili, innovazione tecnologica, limiti emissivi più severi e combustibili più puliti, tra questi: ossidi di zolfo -96%; ossidi di azoto -75%; monossido di carbonio -77%; black carbon -67%; cadmio -64%; mercurio -65%; piombo -96%. Il settore energetico - spiega Ispra - resta la principale fonte di emissioni per molti inquinanti (oltre l’80%), mentre i processi industriali incidono soprattutto su particolato, metalli pesanti e inquinanti organici persistenti. Le emissioni di ammoniaca (NH3), derivano quasi esclusivamente dall’agricoltura (oltre il 90%) mentre il settore dei rifiuti, in particolare l’incenerimento, contribuisce in modo rilevante a black carbon, cadmio, esaclorobenzene e diossine. "I dati sulle emissioni di gas serra e sugli inquinanti atmosferici ci consegnano un messaggio chiaro: il percorso intrapreso sta producendo risultati concreti - spiega Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra e Snpa - È un segnale incoraggiante, che dimostra come politiche mirate, innovazione tecnologica e comportamenti responsabili possano davvero fare la differenza. Allo stesso tempo, questi numeri ci ricordano che la sfida non è ancora vinta. Ed è proprio per questo che i progressi vanno letti come uno stimolo ad accelerare, non a rallentare. Come Ispra e come Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente abbiamo il compito di garantire dati solidi, trasparenti e tempestivi, perché è sui dati che si costruiscono decisioni efficaci e politiche credibili. Abbiamo le competenze, gli strumenti e la consapevolezza per continuare a ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’aria nel nostro Paese. Il futuro che vogliamo costruire è già in movimento: sta a noi consolidarlo, trasformando i segnali positivi di oggi in risultati strutturali e duraturi per l’ambiente e per la salute di tutti”. 
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Marzo 2026 il quarto più caldo, temperature del mare quasi record

(Adnkronos) - Marzo 2026 è stato il quarto mese di marzo più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura di 1,48 °C superiore ai livelli preindustriali, e ha registrato la seconda temperatura superficiale del mare (Sst) a livello globale più calda mai rilevata, il che riflette una probabile transizione verso condizioni di El Niño. E' quanto fa sapere il Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus (C3S), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf). 
In Europa - avverte C3S - si è registrato il secondo mese di marzo più caldo mai rilevato, con condizioni più secche della media in gran parte del continente. Ciò è avvenuto dopo un febbraio più freddo della media ed eccezionalmente piovoso, con inondazioni diffuse, che ha segnato per il continente il terzo mese di febbraio più freddo degli ultimi 14 anni. Il mese di marzo è stato caratterizzato da condizioni di forte caldo e siccità anche in altre parti del mondo, come in alcune zone degli Stati Uniti e del Messico, in cui è si è assistito a un’ondata di caldo precoce senza precedenti e condizioni di siccità superiori alla media. Come è avvenuto già a febbraio, il C3S ha registrato forti contrasti nelle anomalie di temperatura, con valori sia superiori che inferiori alla media in tutto l’emisfero settentrionale. Nell’Artico, sia l’estensione massima annuale del ghiaccio marino che la media mensile di marzo hanno raggiunto i livelli più bassi mai registrati
 “I dati di Copernicus per il mese di marzo 2026 raccontano una storia che fa riflettere: una temperatura di 1,48 °C superiore a quella dei livelli preindustriali, l’estensione del ghiaccio marino artico più bassa mai registrata per marzo e temperature superficiali del mare che si avvicinano anch’esse ai massimi storici - osserva Carlo Buontempo, direttore del Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus presso l’Ecmwf - Ogni dato è di per sé impressionante; nel loro insieme, dipingono il quadro di un sistema climatico sottoposto a una pressione costante e in accelerazione. Dati affidabili, prodotti operativamente con miliardi di misurazioni effettuate da satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche, che non sono più un lusso scientifico ma un elemento essenziale per qualsiasi seria risposta politica e di adattamento al clima”. Più nel dettaglio, secondo il set di dati Era5, marzo 2026 è stato il quarto mese di marzo più caldo a livello globale, con una temperatura media dell'aria superficiale di 13,94 °C, ovvero 0,53 °C al di sopra della media di marzo del periodo 1991-2020. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2024. La temperatura media sulla terraferma europea nel marzo 2026 è stata la seconda più calda in assoluto, con un valore di 5,88 °C, ovvero 2,27 °C al di sopra della media di marzo del periodo 1991-2020. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2025. La temperatura media superficiale del mare (Sst) per marzo 2026 nell’area compresa tra i 60°S e i 60°N è stata di 20,97 °C, il secondo valore più alto mai registrato per il mese. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2024, durante l'ultimo fenomeno di El Niño. Molti centri per il clima prevedono per la seconda metà dell'anno una transizione da condizioni neutre a condizioni di El Niño. La Sst giornaliera è aumentata costantemente per tutto il mese di marzo e si sta avvicinando ai valori record registrati nel 2024. 
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Xiaomi Redmi A7 Pro, il primo Redmi A in versione Pro

(Adnkronos) - Xiaomi espande la sua offerta entry-level con il debutto del REDMI A7 Pro, il primo modello della serie a fregiarsi della denominazione Pro. Il dispositivo si distingue immediatamente per un pannello generoso da 6,9 pollici con frequenza di aggiornamento a 120Hz e una luminosità di picco di 800 nit, caratteristiche pensate per elevare la qualità della fruizione multimediale in questa fascia di mercato. L'integrazione della tecnologia Wet Touch 2.0 permette inoltre di mantenere la precisione del tocco anche con dita bagnate, mentre le certificazioni TÜV Rheinland e il DC dimming assicurano una protezione prolungata della vista durante l'uso quotidiano. L'autonomia rappresenta uno dei pilastri fondamentali dell'offerta, grazie a un modulo da 6000mAh che promette di superare i due giorni di utilizzo standard. La longevità del componente è garantita da una progettazione interna capace di preservare l'80% della capacità originale anche dopo mille cicli di ricarica. Sotto la scocca, il processore octa-core è supportato da memorie UFS 2.2 ad alta velocità e dalla possibilità di espandere la RAM fino a 8GB, una combinazione che mira a stabilizzare le prestazioni durante la gestione delle attività giornaliere più comuni. La vera novità software è costituita dall'esordio di Xiaomi HyperOS 3 sulla serie A, portando con sé strumenti di assistenza intelligente come Google Gemini e la funzione Cerchia e Cerca. Queste implementazioni, unite all'interfaccia HyperIsland per il multitasking e alla connettività estesa dell'ecosistema Xiaomi, puntano a rendere l'esperienza utente più fluida e interconnessa. Il pacchetto software trasforma lo smartphone in uno strumento più reattivo, capace di offrire funzioni precedentemente riservate a segmenti di prezzo più elevati. Il comparto fotografico si affida a una doppia fotocamera IA da 13MP con sensore maggiorato per migliorare l'assorbimento della luce, affiancata da una camera frontale da 8MP dedicata ai selfie. Le funzionalità di editing includono la modalità notturna su entrambi i sensori e lo strumento AI Sky per il miglioramento dei panorami. Con un profilo sottile di 8,15 millimetri e una dotazione che comprende NFC, jack audio e sensore d'impronte laterale, il REDMI A7 Pro viene commercializzato nelle varianti Black, Mist Blue e Palm Green con un prezzo di partenza fissato a 119,90 euro. 
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IA: Meta lancia Muse Spark per dimenticare il flop di Llama 4

(Adnkronos) - Mark Zuckerberg ha ufficialmente svelato il primo tassello della sua nuova strategia miliardaria per il settore dell’intelligenza artificiale. Si chiama Muse Spark ed è il modello capostipite di una serie inedita che punta a ridefinire le ambizioni del gruppo dopo il difficile debutto di Llama 4 avvenuto lo scorso anno. Già operativo negli Stati Uniti tramite app e sito web dedicato, il software verrà integrato nelle prossime settimane all’interno di WhatsApp, Instagram, Messenger e Facebook, oltre a potenziare le funzionalità degli occhiali smart Ray-Ban Meta. A differenza dei suoi predecessori, Muse Spark nasce con un’architettura pensata specificamente per i prodotti dell’azienda, emulando la stretta integrazione verticale già vista con Google Gemini. La tecnologia supporta input multimodali, permettendo all’utente di alternare una modalità di risposta immediata a una più riflessiva, definita "Thinking", per la risoluzione di compiti logici complessi. L’introduzione di sub-agenti operanti in parallelo dovrebbe inoltre garantire una gestione più rapida ed efficiente delle richieste, specialmente nel riconoscimento di testi e immagini acquisite in tempo reale tramite la fotocamera dei dispositivi indossabili. Il terreno di scontro principale della nuova serie sembra però essere quello della salute, dove Meta sfida apertamente le soluzioni specializzate di OpenAI e Anthropic presentate all'inizio dell'anno. Muse Spark promette di navigare quesiti medici complessi analizzando grafici e immagini, come la stima calorica di un pasto, sebbene l’accuratezza di tali strumenti rimanga oggetto di dibattito per i rischi legati alla disinformazione. In prospettiva, il gruppo intende utilizzare i contenuti condivisi su Threads e Instagram per personalizzare le raccomandazioni fornite dall’IA, mantenendo comunque l'intenzione di rilasciare versioni open-source dei futuri modelli più evoluti della famiglia Muse. 
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