TheFork: tra recensioni e passaparola ecco come gli italiani scelgono il ristorante

(Adnkronos) - In un panorama caratterizzato da un’offerta culinaria sempre più ampia (con oltre 300 mila imprese di ristorazione attive in Italia, secondo l’ultimo rapporto Fipe) e da una grande quantità di informazioni disponibili online, scegliere dove uscire a mangiare è un processo articolato. La rete rappresenta oggi una vetrina fondamentale per i ristoranti, ma richiede anche agli utenti di orientarsi tra molteplici stimoli e contenuti. A evidenziarlo è un nuovo studio di TheFork, piattaforma leader nella prenotazione dei ristoranti, che analizza il fenomeno noto come 'paradosso della troppa scelta', da cui emerge come recensioni, ricerca assistita e passaparola siano oggi leve fondamentali e integrate per supportare gli utenti in questo processo. Oltre un terzo degli italiani over 24 (34%) afferma che un’ampia scelta di ristoranti rappresenta un valore e li fa sentire liberi di decidere. Il 21% riconosce che la varietà di opzioni è utile, ma comporta un investimento significativo di tempo per valutare le alternative, mentre il 14% dichiara di sentirsi indeciso quando le possibilità diventano troppe. In questo contesto, i nuovi strumenti tecnologici giocano un ruolo chiave: aiutano a orientarsi tra le opzioni disponibili, rendendo le scelte non solo più rapide, ma anche più mirate e accurate. Oggi le recensioni costituiscono lo strumento principale per orientarsi nella scelta di un ristorante. Per il 43% degli italiani di almeno 25 anni (e per il 56% di chi prenota online) rappresentano il fattore più influente. Subito dopo, con il 33%, viene la possibilità di valutare personalmente dettagli come foto, menu e atmosfera del locale, sulla base delle informazioni disponibili online. L’ecosistema di contenuti su TheFork evidenzia quanto questo trend sia consolidato e in continua crescita. Nel 2025 sono state pubblicate 3 milioni di nuove recensioni nel mondo (1,2 milioni in Italia), a dimostrazione dell’elevata partecipazione e coinvolgimento degli utenti. A conferma dell’importanza attribuita a questo 'passaparola digitale', tra gli utenti TheFork che lasciano una valutazione quasi uno su due scrive anche un commento, contribuendo così a costruire un sistema ricco di contenuti ma soprattutto basato sulla fiducia condivisa.  Allo stesso modo, chi legge e valuta queste informazioni dedica tempo e attenzione: TheFork rileva infatti che, prima di prenotare, gli utenti trascorrono in media sull’app oltre 13 minuti sulle pagine delle recensioni, mentre da un sondaggio di dicembre 2025 emerge che il 43% ne consulta da 4 a 7, a dimostrazione che la fase decisionale è sempre più approfondita e guidata dai contenuti. Accanto alle recensioni, cresce il ruolo della tecnologia nel semplificare le scelte dei consumatori. Con Chiedi a TheFork, la funzionalità di ricerca basata sull’intelligenza artificiale lanciata da TheFork a settembre 2025, la piattaforma punta a trasformare la ricerca in un’esperienza più intuitiva e conversazionale. In poco più di sei mesi, questa funzione ha supportato ricerche crescenti, con picchi raggiunti proprio in Italia, confermando un’adozione particolarmente significativa nel nostro Paese. I dati mostrano anche un alto livello di efficacia: il 76% degli utenti passa dalla pagina dei risultati a quella del ristorante, confermando che le proposte corrispondono alle reali intenzioni di chi cerca. Per quanto riguarda le modalità di ricerca, si osservano tendenze interessanti: se il 71% delle ricerche avviene tramite testo, crescono modalità più naturali e immediate, come i comandi vocali (14%) e i suggerimenti automatici (15%). Proprio questi ultimi si rivelano determinanti nel supportare la scelta: dalla Ricerca emerge che il 20% degli utenti reputa i suggerimenti personalizzati utili a semplificare e rendere meno stressante il processo di scelta. Anche la fiducia nei contenuti generati dall’AI è elevata: l’80% dei feedback sui riassunti automatici delle recensioni è positivo, confermando come questi strumenti possano ridurre la complessità e accelerare le decisioni. In un contesto sempre più digitale e sovraccarico di informazioni, cresce anche il desiderio di affidarsi alle persone reali. Lo conferma anche il sondaggio di TheFork e YouGov di dicembre 2025: 8 italiani su 10 over 25 considerano determinante il parere di amici e familiari nella scelta di un ristorante. Accanto a recensioni e algoritmi, torna centrale il valore del consiglio diretto: passaparola, raccomandazioni e suggerimenti della propria rete diventano strumenti preziosi per orientarsi. È in questa direzione che si inseriscono le funzionalità social di TheFork Feed, che permettono di scoprire ristoranti attraverso i suggerimenti di amici e persone di fiducia. I dati confermano chiaramente questo trend: oggi la piattaforma conta già 2 milioni di relazioni di follow, con una crescita costante nel tempo. L’adozione della funzione è diffusa in tutti i principali mercati europei, con l’Italia che si distingue come il Paese più attivo in termini di connessioni e utilizzo della rete sociale. A rafforzare ulteriormente questa dinamica contribuisce anche l’evoluzione della piattaforma, con l’introduzione di profili pubblici e della spunta blu, che valorizzano account autorevoli e rendono ancora più immediata l’identificazione e il follow di voci credibili. Lo studio di TheFork rivela un cambiamento nel comportamento degli italiani: oggi non si tratta più di trovare un ristorante, ma di orientarsi tra un numero sempre maggiore di opzioni. Recensioni, intelligenza artificiale e consigli di amici e familiari non agiscono più separatamente, ma come un unico ecosistema che guida le scelte, riduce l’incertezza e rende il processo più rapido e sicuro. In questo contesto, gli strumenti di TheFork aiutano gli utenti a combinare dati, tecnologia e passaparola per decidere con maggiore consapevolezza. 
---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Come tutelare il made in Italy? Ecco la risposta di 5 imprenditori italiani

(Adnkronos) - In vista della giornata nazionale dedicata al Made in Italy, che si celebra mercoledì 15 aprile, cinque imprenditori italiani raccontano all’Adnkronos/Labitalia il loro punto di vista su come tutelare le eccellenze produttive nazionali.  Nel mondo della sicurezza stradale, Roberto Impero, ceo di Sma road safety, sostiene che "il Made in Italy non è solo sinonimo di qualità, ma rappresenta un modello industriale avanzato, basato su innovazione, competenze e responsabilità verso la vita delle persone". "Le aziende italiane - afferma - investono in ricerca e tecnologie per garantire prestazioni reali dei prodotti, non solo conformità formale. Anche le istituzioni, come Ansfisa, indicano la necessità di sistemi di controllo più rigorosi e verifiche concrete in tutto il ciclo di vita delle infrastrutture. Principi che vengono già adottati in diversi contesti internazionali, mentre, in Italia persiste un gap nei controlli effettivi, che mette a rischio l’efficacia della sicurezza e la stabilità delle pmi italiane".  "Il paradosso - spiega - è che il Made in Italy non è adeguatamente tutelato proprio nel nostro Paese, dove, le scelte dei dispositivi sono determinate più dal prezzo che dalla qualità, penalizzando le aziende più virtuose. In particolare, la sola marcatura CE, come elemento sufficiente per vendere nel mercato italiano, non basta: servono tracciabilità, controlli sostanziali e responsabilità dei produttori. Valorizzare il Made in Italy significa quindi alzare gli standard per tutti, con regole chiare e controlli rigorosi, perché sulla sicurezza non può esserci competizione al ribasso".  Nel campo dell’automazione industriale, “l'accuratezza progettuale e l’innovazione tecnologica rappresentano strumenti fondamentali per affrontare la concorrenza internazionale", afferma Paola Veglio, amministratore delegato di Brovind Vibratori spa. "Oggi - fa notare - esiste però una disparità penalizzante nei controlli: i materiali importati sono soggetti a verifiche meno rigorose rispetto ai prodotti italiani destinati all’export. Sarebbe quindi necessario introdurre norme chiare e condivise su sicurezza, ambiente e qualità, per garantire condizioni di competizione più eque".  "Allo stesso tempo, è importante - prosegue - costruire una nuova narrazione sul ruolo di operai e artigiani, riconoscendone e valorizzandone le competenze tecnologiche, e rafforzare il dialogo tra imprese e sistema scolastico, così da colmare la difficoltà nel reperire personale altamente qualificato. Le pmi, inoltre, scontano un costo del lavoro elevato e una tutela istituzionale insufficiente: spesso si trovano sole sia nella gestione delle criticità sia nello sviluppo di iniziative che generano valore per il territorio, con il rischio di scoraggiare la creazione di benefici diffusi. A questo si aggiunge un contesto di instabilità normativa e di incentivi discontinui: i frequenti cambiamenti nelle misure di sostegno finiscono per generare incertezza e scoraggiare gli investimenti nel medio-lungo periodo". Alessandro Gatti, founder di MaisonFire, azienda attiva nel design, e uno dei vicepresidenti dell’Associazione marchi storici italiani, in rappresentanza di Gabetti, spiega: "Il Made in Italy è uno degli asset più solidi e riconoscibili del nostro Paese. Non va inteso come una rendita, ma come un vantaggio competitivo da aggiornare costantemente, accompagnandone l’evoluzione. Il suo valore non risiede solo nell’origine geografica, ma nella qualità del processo e nella capacità concreta di trasformare un’idea in un prodotto che unisca estetica e funzionalità. Per farlo, è necessario lavorare su più direttrici. La prima è il capitale umano: il saper fare va trasmesso e rinnovato. C’è poi il tema dell’heritage: un patrimonio unico che deve dialogare con la digitalizzazione, i nuovi modelli distributivi e i mercati internazionali. Un altro punto riguarda il posizionamento: il Made in Italy non è solo lusso, ma qualità diffusa, capace di esprimersi anche in prodotti accessibili e scalabili. Infine, è fondamentale mantenere un approccio dinamico: l’italianità deve continuare a evolvere, confrontandosi con nuovi linguaggi e mercati sempre più veloci, senza perdere la propria identità".  Marian Bornaz, founder e ceo di Cod Marketing, racconta come "marketing e digitalizzazione sono strumenti decisivi di tutela e crescita del Made in Italy". "Rendere visibile e verificabile il valore significa, ad esempio, utilizzare piattaforme digitali per tracciare l’origine dei prodotti e dei servizi, raccontare in modo trasparente la filiera, certificare competenze e processi. Un cliente informato e consapevole è il primo alleato contro le imitazioni e l’Italian sounding: se comprende davvero la qualità, la ricerca che si celano dietro un prodotto o un servizio, difficilmente sceglierà una copia. Oggi molte realtà eccellenti non riescono a raccontarsi in modo efficace online, lasciando spazio a chi è più bravo a comunicare che a fare. Qui il marketing ha un ruolo chiave: trasformare competenza e qualità in contenuti chiari, misurabili e riconoscibili", aggiunge. Per l’avvocato Fabio Maggesi, founder dello studio Legale MepLaw, e presidente della Fondazione Americana Italicus-US, “il Made in Italy continua a essere sinonimo di eccellenza e di richieste incessanti da tutto il mondo". "Le Pmi - osserva - devono strutturarsi meglio per gestire domanda, filiera e distribuzione internazionale. Le principali criticità arrivano da fattori esterni, come l’italian sounding, la contraffazione e i dazi, che creano confusione nei consumatori, riducono i margini di ricavo e mettono a rischio competitività e credibilità".  "La diffusione di prodotti contraffatti, inoltre, non provoca solo un danno economico alle pmi italiane, ma incide anche sulla credibilità del brand Made in Italy, con conseguenze rilevanti in termini di sicurezza, salute e occupazione. Nonostante queste sfide, le prospettive restano positive, a patto di investire in organizzazione e capacità di risposta ai mercati esteri”, conclude.  
---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Spari contro la casa del CEO di OpenAI: nuovo attacco a Sam Altman

(Adnkronos) - La quiete del quartiere residenziale di Russian Hill, a San Francisco, è stata scossa da un secondo atto di violenza ai danni della proprietà di Sam Altman, CEO di OpenAI. Nella mattina di domenica, intorno alle 2:56 locali, le forze dell'ordine sono intervenute in seguito alla segnalazione di spari provenienti da un veicolo in transito davanti all'abitazione del manager. Grazie al sistema di videosorveglianza, che ha immortalato la targa dell'auto in fuga, gli agenti sono risaliti a due sospetti di 23 e 25 anni, rintracciati poco dopo e trovati in possesso di tre armi da fuoco.  L'episodio segue di soli due giorni un primo tentativo di aggressione avvenuto venerdì scorso, quando un giovane di vent'anni era stato preso in custodia per aver lanciato una bomba molotov contro la medesima residenza. Sebbene le autorità stiano ancora lavorando per chiarire le dinamiche e gli eventuali moventi dietro questa escalation, il capo della polizia di San Francisco, Derrick Lew, ha sottolineato la gravità degli atti, assicurando che ogni crimine commesso con l'uso di armi sarà perseguito con il massimo rigore previsto dalla legge. Le indagini su entrambi i casi restano attualmente aperte per determinare se vi sia una correlazione diretta tra i due episodi che hanno preso di mira uno dei volti più influenti della Silicon Valley. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


L'economia globale delle tecnologie emergenti: valore di mercato e asimmetrie di crescita

(Adnkronos) - Il panorama delle tecnologie di frontiera, intelligenza artificiale, clean tech, calcolo quantistico e robotica avanzata si avvia a diventare uno dei principali motori dell'economia mondiale. Secondo le proiezioni UNCTAD, questo comparto toccherà un valore di 16,4 mila miliardi di dollari entro il 2033. Tuttavia, il paper “Innovation and Emerging Technologies: from Progress to Prosperity”, realizzato da ISPI e Deloitte, mette in guardia sulla distribuzione non uniforme dei benefici in termini di produttività. Se nelle economie avanzate l'integrazione della GenAI tra le PMI ha generato incrementi di produttività superiori al 25%, l'Italia registra tassi di crescita più contenuti rispetto a Stati Uniti e Regno Unito, a causa di una diffusione delle tecnologie lungo le filiere ancora disomogenea. 
La capacità di tradurre l'innovazione in prosperità dipende strettamente dalle "condizioni abilitanti
". I dati mostrano una polarizzazione estrema: il 77% della capacità globale dei data center è concentrato nei Paesi ad alto reddito, mentre i Paesi a basso reddito dispongono di meno dello 0,1%. Anche la copertura 5G riflette questa discrepanza, raggiungendo l'84% della popolazione nelle economie avanzate contro appena il 4% in quelle meno sviluppate. Questa carenza infrastrutturale impedisce l'adozione su scala dell'intelligenza artificiale, che richiede elevate capacità di calcolo e connessioni a bassa latenza. “Le tecnologie emergenti sono divenute centrali nella competizione geopolitica e il controllo su dati, capacità di calcolo e competenze si traduce sempre più in potere economico e strategico”, ha commentato Antonio Villafranca, Vice Presidente per la Ricerca dell’ISPI. "Un numero limitato di attori domina il panorama e questo ha profonde implicazioni sullo sviluppo e l’uso dell’IA, sugli incentivi per le imprese e sulla distribuzione dei benefici. L’ordine tecnologico globale rischia di diventare sempre più frammentato e ingiusto, aumentando le tensioni e la competizione geopolitica. La cooperazione internazionale è necessaria per uno sviluppo equo, etico e sostenibile delle nuove tecnologie”. Oltre alle macchine, la differenza è tracciata dalle persone. Meno del 5% della popolazione nei Paesi poveri possiede competenze digitali di base, a fronte del 66% nelle economie leader. Lo studio evidenzia una correlazione diretta tra formazione e rendimento: un aumento dell'1% negli investimenti per la riqualificazione professionale incrementa del 6% l'impatto dell'IA sulla produttività aziendale. In questo contesto, alcuni Paesi emergenti come India, Filippine e Brasile stanno ottenendo risultati superiori alle aspettative grazie a politiche mirate. “Le opportunità offerte dalle tecnologie di frontiera sono enormi, ma persistono significative disparità nell’accesso tecnologico e nelle competenze”, ha evidenziato Andrea Poggi, Head of Public Policy & Stakeholder Relations Centre di Deloitte Central Mediterranean. “La crescita diventa duratura solo quando rafforza la produttività di imprese e territori, sostiene posti di lavoro migliori, amplia l’accesso alle opportunità e aumenta la resilienza sociale. È qui che il dialogo tra governi, imprese e società civile diventa strategico e può aiutare a indirizzare investimenti e governance verso l’inclusione, garantendo che la trasformazione tecnologica si traduca in una crescita che porti prosperità e progresso sociale più diffusi”. Il confronto su queste sfide globali proseguirà a Milano dal 4 al 6 maggio durante il NEXT Milan Forum, dove giovani leader e figure istituzionali, tra cui premi Nobel e vertici della Banca Mondiale, discuteranno di governance e cooperazione internazionale per uno sviluppo tecnologico equo. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Omceo-Opi Roma: "Visione condivisa per risposta integrata a bisogno cure"

(Adnkronos) - Le rappresentanze istituzionali degli Ordini professionali dei medici e degli infermieri, unitamente alla Presidenza della Regione Lazio - scrivono in una nota congiunta - "ribadiscono l’impegno a promuovere un’evoluzione del Servizio sanitario fondata su qualità, sostenibilità e centralità della persona. In questo percorso, assume un ruolo fondamentale il rafforzamento di una visione multiprofessionale del sistema sanitario, basata sulla collaborazione, sull’integrazione delle competenze e sulla responsabilità condivisa". "Le innovazioni organizzative e i processi di riforma - si legge - in particolare nell’ambito della sanità territoriale, costituiscono un’opportunità strategica per migliorare accessibilità, prossimità e continuità delle cure. "In tale contesto si inserisce l’accordo 'Risposta sanitaria integrata', siglato nel gennaio scorso tra Ordine dei medici, Ordine delle professioni infermieristiche e presidenza della Regione Lazio, che ha istituito un gruppo di lavoro dedicato alla definizione di modelli condivisi di presa in carico del paziente e delle regole di collaborazione tra professionisti, valorizzando modelli organizzativi integrati, flessibili e orientati ai risultati". "La capacità di sintesi tra competenze, esperienze e prospettive diverse rappresenta un elemento qualificante dell’azione istituzionale e consente di costruire un sistema sanitario più coeso, resiliente e capace di affrontare le sfide future. L’obiettivo condiviso - concldue la nota - è garantire ai cittadini cure di elevata qualità, rafforzare la fiducia nel sistema sanitario e assicurarne la sostenibilità nel lungo periodo, attraverso un impegno comune fondato su evidenze, ascolto reciproco e responsabilità". 
---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Identificato un meccanismo molecolare per il controllo della progressione del tumore al seno

(Adnkronos) - Uno studio pubblicato sulla rivista Cell Death & Disease, condotto dall'Istituto degli endotipi in oncologia, metabolismo e immunologia del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Ieomi) in collaborazione con Dompé farmaceutici S.p.A., ha individuato una funzione precedentemente ignota della proteina Shp1. Questo componente cellulare opera come un vero e proprio "interruttore" molecolare, capace di inibire la catena di segnali innescata dall'interleuchina 8 (IL-8), una proteina prodotta nel microambiente tumorale che favorisce l'invasione dei tessuti e la formazione di metastasi. Il meccanismo scoperto presenta una natura bidirezionale: se da un lato Shp1 contrasta l'azione pro-tumorale, dall'altro l'interleuchina 8 può disattivare chimicamente la proteina Shp1, innescando la distruzione del recettore attraverso cui il segnale viene trasmesso. Questa dinamica indica che il tumore è in grado di autoregolare la propria aggressività attraverso un sistema di controllo della stabilità dei recettori finora sconosciuto. Come spiega Alessia Varone, ricercatrice del Cnr-Ieomi e coordinatrice dello studio: "Abbiamo identificato una modalità del tutto nuova con cui le cellule tumorali regolano il segnale di IL-8. Questo meccanismo apre la strada allo studio di processi simili anche per altre proteine cruciali nell'ambiente tumorale". L'analisi dei dati ha rivelato che questa via molecolare è particolarmente attiva in due sottotipi di tumore al seno complessi da trattare: i tumori luminali e i cosiddetti "triplo negativi". In questi ultimi, la presenza di bassi livelli di Shp1 è risultata associata a un'elevata produzione di IL-8 e a prognosi più critiche, suggerendo che il monitoraggio di questa proteina possa fungere sia da marcatore diagnostico che da bersaglio per futuri protocolli terapeutici mirati. L'integrazione tra la ricerca di base pubblica e l'esperienza dell'industria farmaceutica ha permesso di accelerare il passaggio dalle osservazioni in vitro alla valutazione di possibili applicazioni mediche. "I nostri dati suggeriscono che agire su questo meccanismo potrebbe rappresentare una strategia innovativa per contrastare i tumori più aggressivi", aggiunge Daniela Corda, ricercatrice del Cnr-Ieomi e coautrice senior del lavoro. "È un esempio concreto di come la collaborazione tra ricerca pubblica e industria farmaceutica possa accelerare il trasferimento delle conoscenze verso applicazioni cliniche". 
L'interleuchina 8 gioca un ruolo rilevante anche in altri tumori solidi, come quelli del polmone, del pancreas e della prostata, rendendo questa scoperta potenzialmente applicabile a un contesto oncologico più ampio.  
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Apple, quattro possibili design per gli occhiali smart

(Adnkronos) - Il mercato degli occhiali intelligenti sembra destinato a diventare il prossimo terreno di scontro tra i colossi tecnologici, con Apple pronta a lanciare una sfida diretta a Meta. Secondo le recenti indiscrezioni diffuse dall'analista di Bloomberg Mark Gurman, la società californiana sta attualmente testando quattro differenti varianti di design per i suoi futuri smart glasses. Il progetto si concentra su un hardware privo di display, puntando con decisione sull’integrazione estetica e sulla portabilità quotidiana, cercando di replicare il successo dei modelli che hanno già aperto la strada in questo segmento. La diversificazione delle montature rappresenta l'elemento centrale dell'attuale fase di sviluppo. Tra i modelli presi in esame figura una struttura rettangolare dalle dimensioni importanti, chiaramente ispirata alle linee dei celebri Ray-Ban Wayfarer. In alternativa, i laboratori di Cupertino stanno lavorando a una versione più snella e minimalista, che ricalca fedelmente il design degli occhiali abitualmente indossati dal CEO Tim Cook. Questa doppia anima del design suggerisce l'intenzione di coprire sia il segmento degli accessori di tendenza sia quello dei prodotti più sobri e professionali. Oltre alle soluzioni geometriche, la sperimentazione di Apple include proposte dalle forme più morbide, con l'obiettivo di adattarsi alla varietà dei lineamenti degli utenti. I test riguardano infatti montature ovali o circolari, declinate in due varianti: una più voluminosa e l'altra più piccola e raffinata. Sebbene il design definitivo non sia ancora stato deciso, la possibilità di commercializzare più versioni contemporaneamente indica la volontà di offrire una personalizzazione profonda, trasformando la tecnologia indossabile in un vero e proprio elemento di stile personale. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


INAF protagonista dei festival scientifici 2026

(Adnkronos) - L'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) sarà impegnato su due fronti geografici e tematici distinti: l'Auditorium Parco della Musica di Roma e i centri di Foligno e Fabriano. Dal 15 al 19 aprile, la ricerca di frontiera viene declinata attraverso linguaggi eterogenei che spaziano dalla robotica applicata ai telescopi alla contaminazione tra poesia e cosmologia. Al centro della programmazione romana, dedicata al binomio "Caos e Armonia", figurano installazioni interattive come il Cody Maze, un labirinto virtuale che coniuga astronomia e coding, e il progetto "L'universo alla lettera", un glossario video che analizza la terminologia scientifica dal punto di vista semantico e astrofisico. Un pilastro tecnologico della manifestazione è rappresentato dalle celebrazioni per i vent'anni del Large Binocular Telescope (LBT). Attraverso mostre e incontri tecnici, l'ente documenta il contributo italiano all'innovazione dell'ottica adattiva, una tecnologia fondamentale per neutralizzare le turbolenze atmosferiche e ottenere immagini ad alta risoluzione. Secondo il presidente dell'INAF, Roberto Ragazzoni, lo spazio esterno è oggi la "culla di un nuovo umanesimo scientifico", un ambito in cui il confronto non riguarda esclusivamente la tecnologia o la ricerca, ma si estende alla responsabilità culturale e alla visione politica del futuro oltre l'atmosfera terrestre.   Parallelamente, il programma umbro della Festa di Scienza e Filosofia propone un'analisi dell'evoluzione stellare e del posizionamento dell'essere umano nell'universo. Con 158 conferenze complessive, l'iniziativa coinvolge il mondo accademico e scolastico con approfondimenti sulla vita dei superammassi stellari e sulla storia della cosmologia da Copernico alle moderne teorie fisiche. Particolare rilievo è dato alla multidisciplinarietà, come dimostrato dall'appuntamento romano che unisce l'astronomia alla metrica pascoliana e alla musica contemporanea, cercando una sintesi tra il disordine cosmico e la ricerca di senso. L'insieme di queste attività riflette una strategia di divulgazione che trasforma la ricerca scientifica che si deve e vuole evolvere in un'esperienza accessibile, integrando laboratori tattili per l'infanzia, podcast specialistici e presentazioni editoriali distribuite nel tessuto urbano delle biblioteche comunali. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Telefono Azzurro e OpenAI presentano l'IA Etica per la tutela dei minori

(Adnkronos) - Fondazione S.O.S. Il Telefono Azzurro ETS e OpenAI hanno annunciato una partnership finalizzata all'adattamento delle tecnologie di intelligenza artificiale per rispondere alle specifiche esigenze di bambini e adolescenti, ottimizzando l'affidabilità dei sistemi prima della loro effettiva integrazione nei canali di assistenza. L'obiettivo dichiarato è l'efficientamento dei processi di triage e gestione delle segnalazioni, permettendo agli operatori di analizzare situazioni complesse con maggiore rapidità e accuratezza, riducendo i tempi di risposta nelle richieste di aiuto. Il progetto si basa sulla "
Dichiarazione sulla dignità dei bambini nell’era dell’intelligenza artificiale
", un quadro etico che promuove uno sviluppo tecnologico orientato alla protezione e all'inclusione dei minori. Un elemento cardine dell'accordo è la permanenza della supervisione umana costante: l'IA non è intesa come sostituto dell'intervento professionale, ma come uno strumento di affiancamento per preservare l'approccio empatico necessario nella gestione del disagio giovanile. "Gli strumenti di OpenAI ci consentono di rafforzare il nostro sistema di ascolto, offrendo risposte più tempestive e adeguate ai bisogni di bambini e adolescenti, senza mai perdere il valore insostituibile del contatto umano", ha dichiarato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro. "Collaborare con partner tecnologici significa contribuire alla costruzione di strumenti realmente orientati alla tutela dei più giovani, garantendo sicurezza, protezione dei dati personali e attenzione costante ai loro diritti".
 Dal punto di vista tecnico, l'integrazione di sistemi avanzati permetterà di potenziare le chat di supporto e i processi di analisi del rischio, favorendo un'individuazione precoce delle situazioni critiche. L'impegno congiunto mira a stabilire standard di sicurezza più elevati all'interno degli ambienti digitali contemporanei. "Collaborare con Telefono Azzurro rappresenta un passo significativo per applicare un’intelligenza artificiale al servizio dell’interesse pubblico", ha dichiarato Rafaela Nicolazzi, Data, Privacy & Consumer Protection Lead di OpenAI. "Il nostro impegno comune è contribuire in modo più efficace alla costruzione di ambienti digitali più sicuri, responsabili e rispettosi dei bisogni dei bambini".
 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Kia accelera verso il 2030, target 4,13 milioni di vendite e un milione di elettriche l’anno

(Adnkronos) -
Kia Corporation accelera sulla trasformazione industriale e tecnologica e fissa obiettivi ambiziosi al 2030, puntando su elettrificazione, guida autonoma e robotica come pilastri della crescita futura. In occasione del CEO Investor Day 2026, il gruppo coreano ha delineato una strategia di sviluppo a medio-lungo termine che prevede il raggiungimento di 4,13 milioni di veicoli venduti all’anno entro il 2030. Al centro del piano, l’espansione della gamma elettrificata: Kia punta a 14 modelli elettrici entro fine decennio e a 1 milione di veicoli full electric venduti ogni anno, affiancati da una crescita significativa degli ibridi, con target di 1,1 milioni di unità.  Nel piano globale, l’Europa assume un ruolo centrale. Kia prevede nel continente 746.000 vendite annue entro il 2030, con una quota del 4,8%, ma soprattutto una trasformazione radicale del mix: il 66% delle vendite sarà elettrico. Sul fronte tecnologico, Kia accelera verso il software-defined vehicle (SDV). Il primo modello prodotto in serie con guida autonoma di livello 2+ arriverà nel 2027, mentre dal 2029 è prevista l’introduzione di sistemi di livello 2++ capaci di operare anche in contesti urbani. “Sulla base dei successi ottenuti in termini di innovazione in tutti i settori negli ultimi cinque anni - brand, veicoli elettrici EV, veicoli PBV e criteri ESG - i veicoli elettrici, i veicoli ibridi, la guida autonoma e la robotica saranno i principali motori della crescita più rapida mai registrata da Kia. Persino in un contesto globale in continua evoluzione, Kia risponderà in modo proattivo alle mutate condizioni di mercato attraverso strategie differenziate. ha affermato Ho Sung Song, Presidente e CEO di Kia Corporation.
 
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)