Disabili: riforma, Fnopi: "Rete territoriale infermieri al lavoro su formazione"

(Adnkronos) - La Federazione nazionale Ordini della professioni infermieristiche (Fnopi) plaude all’avvio della nuova fase di sperimentazione del nuovo sistema previsto dal decreto legislativo n. 62 del 2024 che semplifica il sistema di accertamento dell’invalidità civile e introduce la nuova valutazione multidimensionale per l’elaborazione del Progetto di vita. La riforma promossa dal ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli - spiega Fnopi in una nota - "pone al centro la persona, superando un modello basato esclusivamente sul riconoscimento dell’invalidità". In questa forma "multidimensionale del processo di presa in carico della persona con disabilità, la professione infermieristica conferma il ruolo strategico, soprattutto a livello territoriale. grazie alle competenze dell’infermiere di famiglia e comunità".  Gli Ordini provinciali interessati sono "già al lavoro per coinvolgere i propri iscritti nel percorso di formazione promosso dal ministero per le Disabilità, indispensabile - chiarisce la nota - per consentire a tutti gli operatori sanitari e sociosanitari di acquisire le conoscenze e gli strumenti adeguati a garantire risposte integrate e non frammentate a tutela della persona assistita e delle famiglie". Con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto-legge Pnrr, dopo il coinvolgimento iniziale di 20 province, il progetto, a partire dal primo marzo 2026 viene così esteso a ulteriori 40 territori.  
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L’offerta di Netflix a Warner Bros finisce nel mirino della culture war americana

(Adnkronos) - L'audizione di Ted Sarandos davanti alla sottocommissione antitrust del Senato statunitense ha trasformato il tentativo di acquisizione di una quota di maggioranza di Warner Bros Discovery in un terreno di scontro ideologico. Oltre alle consuete preoccupazioni di natura economica, legate al possibile aumento dei costi per gli abbonati e alla contrazione del mercato del lavoro nel settore dell’intrattenimento, il dibattito si è spostato rapidamente sulla natura dei contenuti prodotti dal colosso dello streaming. La resistenza politica sembra riflettere una spaccatura che va oltre la semplice regolamentazione dei mercati, toccando le corde della rappresentazione sociale nei media. Le critiche più aspre sono giunte dal fronte repubblicano, con il senatore Eric Schmitt che ha accusato la società di voler instaurare un monopolio non solo commerciale, ma anche culturale. Durante il confronto, è stato contestato il presunto orientamento progressista della programmazione, citando esplicitamente la presenza di personaggi transgender come prova di una linea editoriale eccessivamente politicizzata. Queste contestazioni si inseriscono in un contesto competitivo complesso, dove Netflix deve guardarsi dalla proposta rivale di Paramount Skydance, guidata da David Ellison, figlio del co-fondatore di Oracle e figura vicina agli ambienti conservatori. Mentre i rappresentanti democratici hanno tentato di riportare la discussione su binari prettamente normativi e legati alla concorrenza, esponenti come la senatrice Ashley Moody hanno ribadito che la varietà dell'offerta e la limitatezza delle opzioni per i consumatori rendono il tema dei contenuti centrale per valutare l'opportunità dell'operazione. La partita per il controllo di Warner Bros Discovery rimane dunque sospesa tra la logica industriale e una pressione politica sempre più decisa a limitare l'influenza dei giganti digitali sulla cultura di massa. 
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AMD suggerisce l'arrivo di una nuova Xbox nel 2027

(Adnkronos) - La tabella di marcia di Microsoft per la prossima generazione di console sembra aver subito una contrazione temporale rispetto alle previsioni iniziali. Sebbene i documenti emersi durante il contenzioso con l'FTC indicassero originariamente il 2028 come anno di uscita sul mercato, le recenti dichiarazioni di Lisa Su, CEO di AMD, hanno riposizionato l'obiettivo al 2027. Durante una call dedicata ai risultati finanziari, la dirigente ha confermato che lo sviluppo dei chip semi-custom per la nuova macchina di Redmond procede regolarmente, offrendo la base tecnologica necessaria per un debutto sul mercato tra meno di due anni. Questa partnership strategica non riguarda esclusivamente il silicio destinato al salotto, ma si estende a un ecosistema più ampio che comprende i dispositivi portatili e l'infrastruttura Cloud Gaming. L'obiettivo dichiarato da Sarah Bond, presidente di Xbox, è quello di realizzare un'esperienza di fascia alta capace di garantire il salto tecnico più significativo mai visto nella storia del marchio. Il progetto sembra muoversi verso una natura ibrida, dove i confini tra console e personal computer si fanno sempre più sfumati, traendo ispirazione dai primi esperimenti condotti con i dispositivi della linea Xbox Ally. L'integrazione di CPU e GPU co-ingegnerizzate mira a superare i limiti delle attuali architetture, puntando su un hardware che non sia più vincolato a una singola piattaforma di distribuzione. Microsoft e AMD lavorano a stretto contatto per definire un prodotto che, nelle intenzioni dell'azienda, dovrà rappresentare uno standard di riferimento per il settore premium. Nonostante manchi ancora un annuncio ufficiale sulla data esatta, l'allineamento dei partner produttivi suggerisce che la nuova generazione sia ormai entrata in una fase di sviluppo cruciale e accelerata. 
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Aifa, nuova Nota su prescrivibilità inibitori pompa protonica a carico Ssn

(Adnkronos) - Una nuova Nota dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa disciplinerà le condizioni di prescrivibilità degli inibitori di pompa protonica (Ipp), farmaci gastroprotettori, a carico del servizio sanitario nazionale. Il Consiglio di amministrazione dell'ente regolatorio, nella seduta del 28 gennaio 2026, ha infatti deliberato l'introduzione della nota 'N01' con abrogazione contestuale delle precedenti Note 1 e 48. L'efficacia della nuova disciplina decorrerà con le modalità indicate nella determina di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, informa l'Aifa.  
La Nota N01 ha l'obiettivo di disciplinare le condizioni di prescrivibilità a carico del Ssn dei farmaci: omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo e rabeprazolo, in varie formulazioni e dosaggi. Oltre ad aggiornare le condizioni di uso appropriato di questi medicinali, la Nota definisce alcuni elementi rilevanti, in relazione alle limitazioni della prescrizione cronica di inibitori di pompa protonica. In pratica, la Nota stabilisce quando e come questi farmaci possono essere prescritti gratuitamente ai pazienti tramite il SSN, con l’obiettivo di garantire un uso clinico appropriato e basato sulle evidenze, limitando prescrizioni eccessive o non indicate.  - Abrogazione delle Note 1 e 48: La nuova Nota N01 sostituisce due norme precedenti (Note 1 e 48) che disciplinavano parzialmente o in modo non più aggiornato la prescrivibilità degli IPP. - Criteri di prescrizione aggiornati: La Nota aggiorna le condizioni di uso appropriato dei farmaci gastroprotettori, con attenzione particolare alle limitazioni della prescrizione cronica (ossia terapie lunghe senza chiari benefici clinici). - Focalizzazione sull’appropriatezza: Le regole sono state elaborate con un processo condiviso tra AIFA, medicina generale e società scientifiche per promuovere prescrizioni basate su evidenze mediche e ridurre potenziali usi non necessari o non indicati.  Il testo è stato sviluppato nell'ambito del 'Tavolo tecnico per la revisione delle Note e dei Piani terapeutici', in collaborazione con le realtà che rappresentano la categoria medica e i farmacologi ospedalieri - Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici), Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), Simg (Società italiana di medicina generale), Fmt (Federazione medici territoriali), Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani), Smi (Sindacato medici italiani) e Sifo (Società italiana di farmacia ospedaliera) - e con le società scientifiche di interesse gastroenterologico, cioè Sige (Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia), Simi (medicina interna), Aigo (gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri), Sied (endoscopia digestiva) e Fadoi (dirigenti ospedalieri internisti). 
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Turismo, al via a Roma Rise: dal 12 al 14 febbraio alta ospitalità, B2B ed esperienze premium

(Adnkronos) - Roma torna al centro del panorama internazionale del luxury travel con la seconda edizione di 'Rise - Rome Insights Style Experience', in programma dal 12 al 14 febbraio. L’evento è stato presentato oggi a Palazzo Ripetta alla presenza di Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport e Turismo di Roma Capitale, e dei principali player e stakeholder del sistema turistico della città. Rise è un evento della Fondazione per l’Attrazione Roma & Partners, organizzato da Convention Bureau Roma e Lazio e promosso dall’assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento di Roma come destinazione di riferimento nel luxury travel internazionale. In questa prospettiva, il progetto nasce per intercettare una domanda internazionale sempre più evoluta, attenta alla qualità dell’offerta e al valore identitario delle destinazioni.  "Rise è stata una scommessa vinta, con numeri impressionanti fin dall'edizione zero dell'anno scorso. Con noi, per la prima volta, il tessuto imprenditoriale della città ha capito che, facendo sistema e investendo sulla città i benefici sono di tutti. Per troppi anni a Roma il turismo è stato gestito in modo casuale. Noi invece abbiamo adottato un approccio scientifico con una costante attività di comunicazione e marketing. Organizzare Rise rientra in questa strategia, per rafforzare il posizionamento di Roma come meta per il turismo di lusso. Non è un caso che veniamo da un triennio da record. Nel 2025 con 52,9 milioni di presenze abbiamo battuto il record storico del 2024, l'occupazione cresce del 5,5% all'anno da un triennio, gli investimenti in città sono tantissimi con 27 alberghi 5 stelle e 79 4 stelle aperti dal 2021 e l'indotto economico del turismo, stimato dal Sole 24 ore nel 2024, è pari a 13,3 miliardi di euro", ha dichiarato l’assessore Alessandro Onorato.  In un contesto cittadino in forte accelerazione sul fronte dell’offerta di lusso, con investimenti internazionali nel segmento luxury e ultra-luxury per oltre un miliardo di euro e l’ingresso di grandi gruppi alberghieri globali, Rise integra il lavoro di istituzioni e imprese, visione strategica ed esecutiva, offrendo uno spazio strutturato di networking esperienziale per favorire relazioni commerciali, partnership strategiche e condivisione di best practice. Rise è la piattaforma B2B internazionale che mette in relazione operatori qualificati, giornalisti e content creator con le eccellenze di Roma e del Lazio. L’evento combina momenti distintivi - Ice Breaker Registration (Hotel de La Ville, a Rocco Forte Hotel), Grand Opening Reception (Sala della Protomoteca in Campidoglio e Terrazza Caffarelli), Insight Meetings (The St. Regis Rome e Rome Cavalieri Waldorf Astoria), Style Experiences e l’evento serale conclusivo, Italian Passion - The Closing Night (L’Opificio Italiacamp) - con nuove prospettive che ampliano e diversificano l’esperienza della destinazione, restituendo una lettura autentica e contemporanea di Roma e del Lazio. I post tour su località alle porte di Roma, tra cui Bracciano e Cerveteri, oltre a Firenze, Napoli e il territorio irpino, estendono il racconto dell’Italia come sistema di destinazioni d’eccellenza, connesse e complementari, capaci di dialogare con i mercati chiave attraverso un linguaggio distintivo e contemporaneo. Dopo una prima edizione di successo nel 2025, che ha visto la partecipazione di circa 60 top buyer, decine di giornalisti e content creator provenienti da tutto il mondo, nonché oltre 50 operatori e stakeholder della destinazione in qualità di exhibitor, partner e sponsor, Rise 2026 amplia la propria dimensione internazionale: l’Europa conferma il ruolo di mercato principale, il Nord America mantiene una posizione centrale, mentre Middle East, Latam e Far East rafforzano la propria presenza, in linea con le attuali dinamiche globali. Questa distribuzione conferma RISE come piattaforma capace di intercettare mercati ad alto potenziale e di interpretare con precisione l’evoluzione del turismo di lusso.  A supporto della seconda edizione di Rise, Enit e Zètema partecipano in qualità di Partner Istituzionali, Trenitalia in qualità di Official Green Carrier, UniCredit in qualità di Main Sponsor, Aeroporti di Roma e Ita Airways in qualità di Supporting Partner, e Aim GroupInternational come Destination Partner.  "Come Dmo di Roma Capitale, abbiamo la responsabilità di trasformare l’attrattività della città in valore per il territorio. La prima edizione di Rise ha confermato che la sinergia pubblico-privato è la strada giusta da percorrere insieme: non solo un evento, ma uno strumento di racconto, di business e di posizionamento internazionale. Con la seconda edizione, siamo pronti a dare il via a un appuntamento ancora più ambizioso, che porterà Roma al centro dell’attenzione globale. Ringrazio l’assessore Alessandro Onorato per la visione che ha reso possibile questo progetto e il presidente Onorio Rebecchini per l’impegno, che con il Convention Bureau Roma e Lazio, ha tradotto la strategia in un modello operativo efficace", ha commentato Gianluca Lo Presti, direttore generale della Fondazione per l’Attrazione Roma & Partners.  "La forza di Rise è la sua coralità. La prima edizione ha mostrato quanto la fiducia e l’impegno degli operatori possano intrecciarsi con promozione, relazioni e autentiche esperienze di destinazione. Con la seconda edizione, proseguiamo questo percorso con la stessa cura, arricchito da nuove idee e concept innovativi, andando oltre il format del workshop B2B tradizionale per affermarsi come un ecosistema dinamico capace di generare relazioni, opportunità concrete e valore per il territorio. Desidero ringraziare l’assessore Alessandro Onorato per il sostegno e l’impegno nella valorizzazione della destinazione e il direttore Gianluca Lo Presti per il contributo strategico alla crescita di Rise", ha dichiarato Onorio Rebecchini, presidente del Convention Bureau Roma e Lazio.  Rise 2026 segna un nuovo capitolo per Roma, rilanciando l’ambizione della città di consolidarsi come capitale mondiale del turismo di lusso: una città capace di rinnovarsi senza sosta, dove l’heritage millenario incontra la contemporaneità e si traduce in esperienze di alto profilo. 
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Food, nasce la Giornata internazionale dell’Amatriciana: il 6 marzo

(Adnkronos) - Presentati oggi alla Camera dei Deputati (Sala Tatarella) 'La prima giornata internazionale dell’Amatriciana' (6 marzo) e la tre giorni che si celebrerà ad Amatrice il 6-7-8 marzo 2026. L’iniziativa è promossa dall’Associazione dei ristoratori e degli albergatori di Amatrice (Aram), col patrocinio del Comune di Amatrice, dell’Università Roma Tre, della Regione Lazio e della Camera di commercio di Rieti e Viterbo. La conferenza stampa ha mostrato il logo ufficiale della manifestazione e illustrato il programma della tre giorni (che prevede convegni tematici, laboratori, visite ai cantieri, escursioni a piedi e in e-bike e tante degustazioni); programma finalizzato a valorizzare le ricchezze, le eccellenze e le peculiarità del territorio che ha visto l’origine storica di uno dei piatti più famosi nel mondo. Sono intervenuti a Roma il presidente dell’Aram, Giovanni Apa, insieme al consiglio direttivo e gli associati, il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi, il parlamentare Luciano Ciocchetti, il questore della Camera Paolo Trancassini, il commissario per la Ricostruzione, Guido Castelli e l’assessore alla Cultura della Regione Lazio, Simona Baldassarre. È stata scelta questa data - che sarà festeggiata ogni anno - perché il 6 marzo 2020 l’Amatriciana ha ottenuto dalla Commissione europea la certificazione di 'Specialità Tradizionale Garantita-Stg'. In Italia ci sono solo altri tre prodotti con questo riconoscimento: la mozzarella, la pizza napoletana e i vincisgrassi alla maceratese. Il Logo riproduce una forchetta stilizzata i cui quattro denti si trasformano in modo geometrico e simmetrico in spaghetti che intrecciandosi compongono l’elemento grafico. L’elemento circolare fa da sigillo alla manifestazione. I colori Arancione/Oro/Rosso richiamano il sole, la pasta, il grano, la preziosità dei prodotti intesa come alta qualità dell’Amatriciana e più in generale del made in Italy. Giorgio Cortellesi, sindaco di Amatrice, ha dichiarato: “Per noi l’amatriciana non è solo un simbolo di eccellenza enogastronomica che premia la ricchezza di un territorio che merita rispetto e supporto per quello che ha subìto specialmente dopo il sisma, ma anche e soprattutto rappresenta il volano della ripartenza socio-economica di Amatrice e delle sue Frazioni. Ben venga l’iniziativa dell’Amatriciana day del prossimo 6 marzo, che si affianca virtuosamente alla nota nostra sagra degli spaghetti, già famosa nel mondo”. Simona Baldassarre, assessore alla Cultura della Regione Lazio, ha affermato: “La Regione Lazio non può che essere vicina all’iniziativa di oggi: la presentazione del programma della giornata internazionale dell’amatriciana che si terrà il prossimo 6 marzo ad Amatrice. Dopo il prestigioso riconoscimento da parte dell’Unesco della cucina italiana come patrimonio immateriale, non poteva mancare appunto, il 'primo dei primi'. Un piatto made in Italy che ci invidiano nel mondo. Simbolo di una tradizione di eccellenza che esalta da sempre la ricchezza dei nostri territori, la nostra storica, la nostra cultura e la nostra convivialità”. Massimiliano Fiorucci, rettore dell'Università Roma Tre, ha sottolineato: “L’Università Roma Tre partecipa a questa iniziativa come partner scientifico con grande convinzione. Il nostro Ateneo ospita il corso di laurea triennale in Scienze e Culture Enogastronomiche, a testimonianza di quanto la cucina e la cultura enogastronomica rappresentino tasselli fondamentali della storia e delle tradizioni del nostro Paese. Formare i ricercatori e gli operatori del settore di domani significa dare tridimensionalità a una parte essenziale della nostra identità culturale. In questo senso, la storia di Amatrice è una storia di resilienza, che attraverso l’Amatriciana continua a parlare al mondo di memoria, comunità e futuro”. Secondo l’ultima ricerca Arsial (2020), nei soli comuni di Amatrice e di Accumoli la produzione stimata di sugo 'Amatriciana' a settimana è di 150 kg per punto di ristorazione, per un totale annuo di circa 100 tonnellate. Se si considera una media di 5 piatti per kg di sugo, si arriva a circa 25.000 porzioni l’anno. Nel Lazio, invece, i piatti stimati toccano quota 1 milione. Ma perché una giornata internazionale? Ci sono almeno tre motivi, sottolineano dall’Aram: "Il primo è una sfida culinaria: il 6 aprile si celebra in tutto il mondo il 'Carbonara Day', perché non fare anche un 'Amatriciana Day'? "E così, da un’idea nata durante un’intervista siamo arrivati a ideare questo progetto. Amando l’italianità, l’iniziativa è stata registrata e viene presentata come Giornata dell’Amatriciana, ma l’obiettivo è che in tutto il mondo la si celebri con l’hashtag che si preferisce, purché contenga la parola 'Amatriciana': che si tratti di #giornataamatriciana, #giornatainternazionaleamatriciana, #amatricianaday o altro è indifferente. Il secondo motivo nasce dall’orgoglio di questa terra: l’orologio che si era fermato con il sisma del 24 agosto 2016 ha ripreso a girare, spinto con fatica e dignità in primis dai cittadini, sostenuti da istituzioni, associazioni, imprese. L’iniziativa che presentiamo oggi vuole far parte di questo percorso. Il terzo è di positività: la Giornata internazionale dell’Amatriciana vuole promuovere uno dei primi piatti più celebri al mondo, facendo festa il 6 marzo in tutti e cinque i Continenti e valorizzando al tempo stesso il luogo dove è nato". Per promuovere l’iniziativa online e suoi social, l’Aram ha realizzato un sito web, www.giornatadellamatricana.it, che è andato online oggi e 3 account social, su cui sono in programma da oggi al 6 marzo campagne social con testimonial e chef.  
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Food, la nuova 'Dolce Vita' della Taverna Flavia: la memoria nel piatto e il sapore di Roma

(Adnkronos) - Da qui sono passati Audrey Hapburn e Ava Gardner, Joan Collins e Liz Taylor. Erano gli anni '60, a Roma, e a frequentare questo ritrovo della Dolce vita, a due passi da Via Veneto, erano anche le stelle di Hollywood, oltre alle dive nostrane come Sophia Loren e Claudia Cardinale. E' in quel periodo che affonda la sua storia la mitica Taverna Flavia, ristorante simbolo della mondanità romana fondato da Mimmo Cavicchia, al numero 11 di via Flavia, nel prestigioso quartiere Ludovisi. Una trattoria autentica che, grazie alla sua semplicità ma anche al suo carisma, attirava i personaggi del mondo dello spettacolo diventando un luogo iconico, insomma 'the place to be' per lo star system di quegli anni gloriosi per la Capitale. E che oggi torna a nuova vita grazie all'iniziativa dell'imprenditore romano Luca Di Clemente, che l'ha ripresa in mano affidandosi alla cucina dello chef Andrea Lattanzi. La Taverna Flavia riapre dopo essere rimasta chiusa per otto anni, seguiti a una parentesi gestionale da parte degli eredi di Cavicchia, dopo la sua scomparsa nel 2016. Forte del successo di altre due attività in zona Porta Pia-Castro Pretorio, Luca Di Clemente ha l'ambizione di riportare ora il locale ai fasti del periodo d'oro, reinterpretato in chiave contemporanea.  "Credo che riaprire oggi la Taverna Flavia - afferma Di Clemente ad Adnkronos/Labitalia - significhi assumersi una responsabilità precisa nei confronti della sua storia, che poi vuol dire raccoglierne l’eredità di fascino e magia che ne ha fatto la fama per decenni, per riportarla nel presente con rispetto e devozione. L’allure della Dolce Vita, che da sempre si lega a questo locale e ai suoi ambienti, per noi oggi è infatti qualcosa non di nostalgico ma d’ispirazionale. La magia e il fascino di un tempo che si attualizzano diventano linguaggio storicizzato, da narrare all’ospite di oggi e, perché no, anche a quello di domani". Taverna Flavia vuol dire, infatti, per tutti storia mondana della Capitale. Il locale di Mimmo Cavicchia era luogo di ritrovo per le stelle del mondo dello spettacolo. E, come in ogni locale di un tempo frequentato da personaggi famosi che si rispetti, anche nella Taverna Flavia le pareti erano veri e proprio wall of fame con fotografie incorniciate scattate con Mimmo e i suoi noti ospiti o con stampe autografate e appese in bella mostra, alcune con dediche anche molto personali, a ribadire il rapporto speciale che ognuno aveva con il padrone di casa Cavicchia.  A Liz Taylor era dedicata una sala intera del locale, per una devozione che Mimmo riservava alla diva che più di tutte aveva rapito il suo cuore. Personaggi del cinema più vicini ai nostri tempi che hanno frequentato la Taverna Flavia sono, poi, attori come Hugh Grant, Andy Garcia, Sharon Stone, Al Pacino, Sylvester Stallone, ma anche registi del calibro di Alfred Hitchcock, Pedro Almodovar e Quentin Tarantino. Tanti anche i nomi dal mondo della musica, immortali, del calibro di Frank Sinatra, Liza Minelli e Maria Callas. Dopo i lavori di ristrutturazione e l’organizzazione di una brigata giovane, con uno chef brillante alla guida della cucina, nella persona di Andrea Lattanzi, le porte della Taverna Flavia si sono finalmente riaperte a ottobre. Per il nuovo arredo si è optato per uno stile minimal e sobrio pur mantenendo la memoria dello spirito di un tempo, per esempio nelle immagini delle icone che lo hanno visitato sparse nelle sale del locale. “L’obiettivo - spiega Luca Di Clemente - era di rendere esteticamente più internazionale un ambiente che parla la lingua della romanità e della tradizione soprattutto nel piatto. Non volevo che si entrasse più nella taverna tipica all’italiana, se non per le arcate di mattoni al vivo che dividono le sale, ma in un luogo dallo stile contemporaneo, con i velluti rosa e grigi delle sedie, la carta da parati e i mobili di legno”.  Roma resta la vera protagonista culinaria di questa nuova fase della Taverna Flavia, una città che ha cresciuto e nutrito, da un lato, imprenditorialmente Luca e, dell’altro, gastronomicamente Andrea. Ed è in cucina, però, che si assiste alla vera rivoluzione che fa del gusto e dei sapori di una volta una questione di identità e di rassicurante memoria, senza regole prestabilite ma tutte da reinventare. La mano dello chef Andrea Lattanzi, contattato da Luca già per una precedente esperienza di consulenza per uno dei suoi locali, porta in tavola quella sintesi di passato e presente, di storia e di visione, qualcosa che in cucina vuol dire spesso grandi piatti della tradizione, resi nuovi da licenze inedite e tecniche moderne che ne alleggeriscono l’esecuzione mantenendone intatto tutto il gusto. Riscoprire e innovare sono i pilastri di questa cucina moderna che guarda alla tradizione e che parte dalla tradizione senza rigidità.  "La cucina che proponiamo al Taverna Flavia anche è riconoscibile e in un certo senso si può definire tradizionale. Anche in questo caso l’operazione è stata poi quella di attualizzare e modernizzare questo bagaglio di sapori e ricette per portarle nel presente guardando al futuro, trasformando piatti che sono icone della nostra cucina italiana e romana", sottolinea Di Clemente. La cucina dello chef Andrea Lattanzi si definisce tradizionale ma è ricca di sorprese, ha cioè un approccio moderno e contemporaneo a tutto quel bagaglio di conoscenze e ricette che nella cucina provengono dal passato, che sono cioè tradizione. Nel suo menu i piatti sono tutti ispirati alla memoria dei sapori di casa, quelli legati alla cucina della mamma, elaborando un percorso concreto e coerente A portare qualcosa in più in questo caso sono la tecnica francese, appresa nelle esperienze d’Oltralpe, e il burro, anche questo riportato dalle cucine francesi gentilmente dosato in piatti e fondi.  Per il menu di lancio Andrea ha pensato di interpretare il principio della tradizione romana, italiana e casalinga attraverso delle divertenti novità, approcciando in modo contemporaneo le ricette del passato, come avviene per esempio per la Salvia fritta, antipasto tipico e semplice che però qui viene arricchito con un ripieno (inserito tra due foglie di salvia) di gorgonzola con al di sopra un piccolo chutney di uva e anice che dà freschezza e acidità. O anche come la 'Pizza e mortazza' che Andrea propone in crocchetta con ripieno di mortadella e panatura di pizza bianca, parmigiano e un pezzetto di cipolla rossa caramellata sopra.  O ancora nell’Ovetto in 'purgatorio', un piatto che raramente si trova nel menu di un ristorante e che però è parte del patrimonio gastronomico di tutti. Il piatto è composto, diversamente dalla ricetta tradizionale, con uovo strapazzato cotto al pomodoro con pecorino e mentuccia accompagnato da pane al cioccolato: “Ho pensato di proporre il pane al cioccolato perché come da tradizione anche nel sugo di coda alla vaccinara si mette un pezzetto di cioccolato - commenta Andrea - e mi piace l’idea di fare anche questa citazione a un altro classico della cucina romana ma anche di abbinare pomodoro e cioccolato”.  Tra gli altri piatti dimenticati, legati alla cucina verace, di casa, c’è sicuramente lo Spaghettone al padellino, una rivisitazione della frittata di pasta classica qui declinata alla Norcina. “La frittata di pasta era un piatto che a mia mamma non veniva mai bene e mi sono detto perché non riportala sulla tavola un pochino più golosa”, ricorda. La pasta viene cotta il giorno prima, come vuole la tradizione e viene risottata in un brodo di carne. Si termina con un passaggio in uovo e sopra viene disposto il condimento alla Norcina con funghi, salsiccia e un po’ di panna; punta di acidità immancabile anche in questo piatto sono i funghi in carpione che aiutano a sgrassare il morso. Un primo che invece prende dal passato ma anche dal trend internazionale che lo sta interessando ultimamente, soprattutto a livello social, è la pastina al formaggino che nella Taverna Flavia ha la sua interpretazione come Risone al 'formaggino mio', fatta con estrazione di bufala, burro e parmigiano con sorpresa wow al ragù di cortile.  Anche i primi della tradizione romana hanno ovviamente un loro posto nel menu, come per esempio l’Amatriciana, che Andrea fa preparando la salsa amatriciana, con ben quattro ore di cottura sul fuoco, come memoria vuole. Tra i secondi c’è invece 'Il nostro galletto', ossia un galletto al mattone solo apparentemente tradizionale perché viene cotto prima sottovuoto a 56° e poi portato in padella e nappato in stile francese, con burro e poi laccato con jus de volaille e finto miele di pere, una preparazione simile al miele ma con pere, glucosio, alloro, salvia, bacche di ginepro, chiodi di garofano e tanto rosmarino. Il piatto viene poi servito con una salsa fatta con il fondo di pollo, l’aceto balsamico e il vino rosso e una patata croccante, a parte, intera. Un secondo vegetariano da provare è l’'Involtino del contadino', un involtino di verza con ripieno di patate al burro nocciola e erbe cipollina, accompagnato da salsa parmigiano e vaniglia e poi da mirtilli fermentati.  Lato dolci una carta con quattro proposte che nobilitano i classici della pasticceria italiana: Torta di mele con accompagnamento di zabaione, Zuppa inglese, Marisù, ossia maritozzo fatto in casa con inserto al caffè, crema al mascarpone e cacao e Panna cotta alla lavanda con caramello di susine e origano. “Ci tenevo - continua Andrea Lattanzi - a proporre una panna cotta perché è il dolce che da piccolo prendevo sempre. Ovviamente, volevo fare qualcosa di diverso da quello che viene sempre proposto quando si ordina una panna cotta, un dolce che rischia facilmente di essere semplice al limite del banale ma che a me piaceva tanto”.  Roma è anche nel nome di Taverna Flavia, Flavia infatti viene dal latino flavius o 'biondo', 'dorato' ma legato anche alla casa dei Flavi. Così, anche le scelte della carta dei vini seguono questo indirizzo: tante etichette del Lazio e tante referenze che fanno riscoprire i tesori enologici della regione.      
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ISE 2026: l'evoluzione del lavoro ibrido tra AI e video collaborazione 3D

(Adnkronos) - HP, durante l'evento di riferimento della collaboration aziendale, l’Integrated Systems Europe (ISE) 2026, ha svelato un ecosistema di soluzioni progettate per stabilizzare e potenziare il modello di lavoro ibrido, puntando su hardware nativo per l'intelligenza artificiale e su una longevità del software senza precedenti. La principale novità nel comparto audio è il debutto della HP Poly Mission Series. Si tratta di una famiglia di cuffie USB progettate per ambienti ad alta densità di rumore, che spaziano dalla serie 400 alla 800. La tecnologia di punta risiede nella cancellazione del rumore basata sull'intelligenza artificiale e nell'audio super wideband, elementi che garantiscono una trasmissione vocale nitida riducendo le distrazioni ambientali.   Un aspetto rilevante per il mercato IT è la scelta della sostenibilità: gli indumenti sono realizzati con materiali responsabili e integrano componenti sostituibili, estendendo il ciclo di vita del prodotto. Un singolo modello certificato per le principali piattaforme (Microsoft Teams, Zoom, Google Meet) punta a "semplificare l'approvvigionamento e la gestione del parco dispositivi per i team IT". Sul fronte della videoconferenza, il rilascio di HP Poly VideoOS 5.0 rappresenta un aggiornamento strutturale significativo. Basata su Android 13, la piattaforma ottimizza l'inquadratura automatica della videocamera e il mixing audio multi-microfono. La strategia di HP guarda al lungo periodo: l'architettura è già predisposta per supportare futuri aggiornamenti fino ad Android 17, garantendo un ciclo di vita assistito fino al 2032. Parallelamente, l’esperienza Bring Your Own Device (BYOD) viene semplificata attraverso la video bar Poly Studio V12 e la Dock Thunderbolt 4 G6. Con un unico cavo, l'utente ottiene il controllo immediato di display, rete e periferiche audio-video della sala riunioni, indipendentemente dal sistema operativo del laptop utilizzato.   In collaborazione con Google, HP ha presentato HP Dimension with Google Beam (precedentemente noto come Project Starline). La soluzione utilizza l'intelligenza artificiale e l'acquisizione a sei videocamere per creare un'esperienza di comunicazione video 3D realistica. Senza la necessità di dispositivi indossabili, il sistema combina audio spaziale e illuminazione adattiva per rendere le interazioni virtuali sovrapponibili a quelle in presenza. Queste innovazioni confermano la traiettoria del mercato verso strumenti sempre più intuitivi, dove l'AI non è più un accessorio, ma il motore che abilita flessibilità e produttività nel mondo professionale moderno. 
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Borzacchiello smonta le trappole della comunicazione in una nuova audioserie

(Adnkronos) - La piattaforma Audible si prepara al lancio di un nuovo contenuto originale firmato da Paolo Borzacchiello, esperto di intelligenza linguistica, formatore e scrittore, intitolato "Restiamo intelligenti. La scienza delle interazioni umane". L’opera, in arrivo il 6 febbraio 2026, si propone come un’indagine rigorosa sui meccanismi che regolano il comportamento e la comunicazione. Attraverso otto episodi da quarantacinque minuti ciascuno, l’autore analizza come le strutture linguistiche e i processi neuroscientifici influenzino la percezione della realtà e la qualità delle relazioni interpersonali, proseguendo il percorso di divulgazione già tracciato con successi come "HCE" e "Le parole magiche". Il percorso proposto si allontana dalle semplificazioni della letteratura motivazionale tradizionale per concentrarsi su dati concreti e studi psicologici. Vengono affrontati temi spesso distorti dal senso comune, come la presunta utilità del multitasking o la teoria dei ventuno giorni necessari per consolidare un'abitudine, entrambi destituiti di fondamento scientifico nel corso della narrazione. L’analisi si estende alla gestione delle emozioni, descritte non come eventi subiti passivamente, ma come costruzioni linguistiche che possono essere modulate attraverso una maggiore precisione terminologica, riducendo l'intensità degli stati fisiologici negativi. Una sezione rilevante del lavoro è dedicata alle trappole cognitive e ai bias che condizionano le prestazioni professionali e personali. Tra questi spiccano l'effetto Dunning-Kruger e la sindrome dell'impostore, fenomeni che alterano la valutazione delle proprie competenze e che colpiscono una vasta platea di professionisti. Borzacchiello esamina inoltre il ruolo dell’apparenza come strumento di comunicazione non verbale, dimostrando come elementi estetici e contestuali possano generare risposte biochimiche specifiche, quali la produzione di ossitocina o cortisolo, determinando il clima di fiducia o di difesa in un’interazione. L’approccio di "Restiamo intelligenti" si conclude con una riflessione sulla natura narrativa dell’esperienza umana e sulla necessità di riappropriarsi del vocabolario per migliorare le proprie abilità comunicative. La produzione, curata dagli Audible Studios, consolida la collaborazione tra la società di Amazon e l’esperto di intelligenza linguistica, offrendo strumenti operativi per costruire un’autostima basata sui fatti e per raggiungere obiettivi in modo sostenibile. Il messaggio centrale dell'opera invita a considerare il linguaggio non solo come mezzo espressivo, ma come tecnologia fondamentale per riscrivere la propria storia personale e professionale. 
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Cni, per servizi di ingegneria e architettura addio Pnrr, ora si punta su project e concessioni

(Adnkronos) - Mentre vanno esaurendosi i fondi del Pnrr, risalgono project e concessioni. Questo in estrema sintesi, il quadro delineato dal consueto rapporto annuale del Centro Studi del Cni dedicato al mercato dei servizi di architettura e ingegneria. Sul piano generale, anche nel 2025 continua la flessione inaugurata nel 2024. Nell’anno appena concluso le stazioni appaltanti hanno pubblicato bandi di gara per un ammontare complessivo di circa 1 miliardo e 230 milioni di euro, valore in linea con quanto registrato negli anni pre-pandemia. Siamo tornati, dunque, ai valori ante Covid, anche perché, nel periodo in esame, la percentuale degli importi a base d’asta delle gare finanziate con fondi Pnrr si è ridotta ad appena il 2,2%.  I servizi di ingegneria tipici (escludendo dunque gli accordi quadro, i bandi con esecuzione dei lavori, i concorsi di idee e progettazione e i bandi per servizi Ict), rappresentano oltre la metà di questo mercato (50,7%), mentre il 30,4% è relativo agli accordi quadro e il 18,8% ai bandi per gli appalti integrati. I dati fanno registrare un progressivo calo degli importi a base d’asta, passati dai 701 milioni di euro nel 2024 ai 624 milioni di euro nel 2025. Oltre il 70% di questi bandi di gara presenta un importo a base d’asta inferiore a 140.000 euro che, in base alla normativa vigente, potrebbero essere affidati senza procedura. Per i bandi con importo a base d’asta superiore a 215.000 euro la percentuale scende al 21% (nel 2024 era del 44,1%), mentre il 5,9% dei bandi pubblicati presenta un importo compreso tra 140.000 e 215.000 euro. A discapito di uno scenario generale che attesta il definitivo rientro dal boom degli anni scorsi, si rileva un sensibile aumento, rispetto al 2024, degli importi destinati ai servizi di ingegneria e architettura negli appalti integrati, nei project financig e nelle concessioni, tanto da spingere il volume degli stanziamenti posti complessivamente a base d’asta per i servizi di ingegneria a varcare quota 25 miliardi di euro, assai più del doppio di quanto rilevato nel 2024. Tra le gare in cui è prevista l’esecuzione dei lavori, nel 2025 sono stati rilevati 532 bandi di appalto integrato per un valore complessivo (includendo l’esecuzione delle opere) pari a 6,1 miliardi di euro. Altre 157 opere sono state messe a gara mediante l’istituto del project financing per un importo complessivo pari a 4,8 miliardi di euro, mentre per 52 gare di concessione sono stati stanziati 9,1 miliardi di euro. Valori complessivi di gran lunga superiori a quelli rilevati gli anni precedenti. “Il Piano nazionale di ripresa e resilienza e i bonus edilizi - afferma Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni - negli scorsi anni hanno rappresentato per il nostro Paese un’importante opportunità di sviluppo e investimenti che ha portato ad una significativa crescita economica dell’intero comparto. Purtroppo, come stiamo sottolineando da tempo e come era facile prevedere, questo trend non poteva rivelarsi duraturo, essendo i suddetti interventi limitati nel tempo. Va detto, però, che alle flessioni registrate si aggiungono i dati in controtendenza relativi a concessioni e project financing che attestano come per ingegneri e progettisti non manchino le opportunità professionali. Detto questo, non va mai abbassata la soglia dell’attenzione rispetto al tema dell’equo compenso. Il monitoraggio effettuato dall’Osservatorio bandi della nostra Fondazione Cni attesta, ancora una volta, che un numero significativo delle irregolarità registrate riguarda proprio la violazione dell’equo compenso. In questo senso, il Consiglio nazionale continuerà a difendere l’effettiva applicazione di questo strumento normativo, in particolare in occasione delle proprie interlocuzioni istituzionali”. A conferma di quanto affermato da Perrini, l’attività dell’Osservatorio bandi della Fondazione Cni rivela che dei 3.480 bandi pubblicati nel 2025, in 1.028 casi si è reso necessario un approfondimento più dettagliato dei documenti di gara, a seguito del quale, per 221 gare è stata inviata alla stazione appaltante una lettera di segnalazione dell’anomalia riscontrata. In effetti, le anomalie hanno riguardato principalmente aspetti correlati all’equo compenso e al calcolo dell’importo a base d’asta.  “La flessione globale del mercato dei servizi di architettura e ingegneria - osserva Giuseppe Maria Margiotta, consigliere segretario del Cni, con delega al Centro Studi – si riverbera sul posizionamento dei liberi professionisti. La quota di gare da loro aggiudicate nel 2025, sebbene in lieve miglioramento, resta bassa: 36,4% con una quota degli importi aggiudicati del 7,2%. Il dominus del mercato continua ad essere rappresentato dalle società che si aggiudicano il 54,4% delle gare e il 72,5% degli importi. Se i professionisti se la cavano ancora bene nelle gare con importi inferiori a 140mila euro (49% di aggiudicazioni col 45,2% degli importi), già nella fascia compresa tra 140mila e 215mila euro subiscono un drastico ridimensionamento (appena il 2,7% delle gare e l’11,6% degli importi). Per non parlare della fascia oltre i 215mila euro dove a fronte del 3,1% di gare aggiudicate, i professionisti portano a casa solo l’1,4% degli importi. I dati migliorano sensibilmente se si considerano le associazioni tra società e liberi professionisti. A dimostrazione del fatto che, passato il tempo delle ‘vacche grasse’, una delle strategie su cui puntare è quella di dare vita il più possibile a forme di aggregazione professionale”. “Il monitoraggio del Centro studi Cni - dice Marco Ghionna, presidente del Centro studi CNni - mostra con chiarezza che, esaurita la spinta straordinaria del Pnrr, il mercato dei servizi di ingegneria sta cambiando struttura. Diminuiscono i bandi tipici e crescono appalti integrati, project financing e concessioni: un passaggio che richiede più programmazione, competenze tecniche solide e una governance pubblica più consapevole. La marginalizzazione dei liberi professionisti e le numerose anomalie riscontrate nei bandi confermano che il tema dell’equo compenso e della qualità della progettazione resta centrale”. Un’ultima osservazione sui ribassi di aggiudicazione. Dal primo gennaio 2025, con l’entrata in vigore del Correttivo del Codice degli appalti sono state modificate le disposizioni relative ai ribassi di gara, al fine di garantire il principio dell’equo compenso e, allo stesso tempo, di focalizzare maggiormente l’attenzione sulla componente qualitativa delle offerte. Ebbene, l’analisi dei dati evidenzia che nel 2025 il ribasso medio nelle gare con importo inferiore ai 140mila euro è risultato pari al 14,3%, ampiamente inferiore al limite massimo consentito, mentre per le gare sopra soglia il ribasso medio è risultato pari al 32,8%. 
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