Imprese, cucine: settore da oltre 3 mld, +1,5%, nelle Marche 26% totale nazionale

(Adnkronos) - Nel 2025 il comparto delle cucine conferma una sostanziale tenuta e, dopo anni di crescita particolarmente sostenuta, supera i 3 miliardi di euro di fatturato (+1,5%). A livello nazionale, la crescita è trainata dal mercato italiano, superiore ai 2 miliardi di euro (+5%), mentre dopo un triennio caratterizzato da un certo dinamismo le esportazioni registrano una flessione (-5%, per un valore che sfiora il miliardo di euro), risentendo di uno scenario internazionale più complesso, col rallentamento dei principali mercati esteri, tra cui Francia (-5,1%), e Stati Uniti (-11,8%), che comunque rimangono il secondo mercato di rifermento dopo la Francia e il primo paese extra Ue, secondo i dati del Centro Studi FederlegnoArredo. “Il rallentamento sui mercati esteri è legato soprattutto alla frenata dello sviluppo immobiliare internazionale - commenta Edi Snaidero, consigliere incaricato del gruppo Cucine di Assarredo di FederlegnoArredo - Allo stesso tempo, il mercato domestico mostra segnali di vitalità, confermando il ruolo centrale della cucina all’interno della casa contemporanea, sempre più integrata con gli spazi living e pensata come ambiente multifunzionale. In un contesto complesso, alcuni mercati emergenti sono riusciti a mantenere una crescita positiva, compensando parzialmente la flessione nelle altre aree”. In particolare, aggiunge, "il mercato spagnolo ha visto una solida ripresa (+10,6%), trainata da un buon andamento dell’economia e da un contesto politico stabile, mentre il mercato degli Emirati Arabi Uniti ha mostrato una crescita impressionante, con un aumento del 39,8% nel 2025, consolidandosi come il sesto mercato di esportazione per le cucine italiane". Il settore guarda con crescente interesse a nuove aree di sviluppo: India e Sud America. Le Marche si confermano uno dei pilastri del settore: con un saldo commerciale di 660 milioni di euro, oltre 1.800 imprese e 18.700 addetti - di cui il 74% impiegato nella produzione di mobili - il territorio si distingue per una produzione di eccellenza, che rappresenta il 26% del fatturato nazionale (fonte: Centro Studi FederlegnoArredo). La regione marchigiana ha raggiunto un fatturato di circa 3,7 miliardi di euro, posizionandosi al quarto posto sia per fatturato che per valore esportato nella filiera Legno-Arredo, con poco più di 894 milioni di euro (-0,7% la variazione rispetto al 2024).  Nonostante le sfide globali, le Marche mantengono una posizione di rilievo nelle esportazioni di mobili: il settore vale 603 milioni di euro (-2,2% sul 2024) e copre il 67% del export di tutta la filiera legno-arredo. Nel 2022 gli Stati Uniti avevano superato la Francia diventando la prima destinazione delle esportazioni di mobili marchigiani; nel 2025, nonostante un -11% si confermano il primo mercato, con un valore esportato pari a 109 milioni di euro. Stabile (-0,4%) la Francia, al secondo posto, con 96 milioni di euro. Positive le esportazioni verso Regno Unito (+10,2% per 44 milioni), Germania (+10,9% per 41 milioni), Spagna (+19,8% per 30 milioni) e Emirati Arabi Uniti (settimo mercato a +12,6% per 16 milioni di euro). Nella produzione di mobili, Pesaro Urbino è la più rilevante tra le province marchigiane con 561 aziende che impiegano 8.936 addetti e un fatturato pari a circa 1,8 miliardi di euro. E' anche la provincia che esporta più mobili (310 milioni di euro) nonostante chiuda il 2025 in flessione (-7,5% sul 2024). Seguono Ancona(178 milioni di euro), Macerata (85 milioni di euro), Ascoli Piceno (22 milioni) e Fermo, tutte positive. Anche se in calo (-19,1% la variazione rispetto al 2024) i mobili pesaresi vengono esportati principalmente negli Stati Uniti: 61 milioni di euro il valore nel 2025.  Sul fronte dell’offerta, continua l’evoluzione del prodotto sia in termini tecnologici sia progettuali. “C’è grande attesa per il Salone del Mobile.Milano e EuroCucina / Ftk – Technology For the Kitchen, con 106 brand da 17 paesi: cresce l’integrazione tra arredo ed elettrodomestici, mentre il design risponde a nuove esigenze abitative puntando su flessibilità, personalizzazione e continuità tra gli ambienti. La domotica integrata consente di gestire illuminazione, clima, suono e persino profumazioni, dando vita a spazi personalizzati e dinamici. La cucina diventa così un ambiente intelligente, capace di apprendere dalle abitudini di chi la vive, adattarsi e anticiparne le esigenze”, aggiunge Snaidero. "Allo stesso tempo, conserva la propria essenza più autentica: l’Unesco ha recentemente inserito il cibo italiano tra i Patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità, riconoscendo il ruolo centrale della cucina come spazio di tradizione, espressione e condivisione. Le aziende italiane raccolgono questa eredità investendo in ricerca e progettazione consapevole, creando cucine che esprimono identità locale ma dialogano con un linguaggio innovativo e internazionale”, conclude. 
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Automazione domestica e cura delle superfici: l'evoluzione del pre-trattamento macchie

(Adnkronos) - Durante l'evento esperienziale "The Art of Cleaning" a Milano, presso il Wonder Event Space, Ecovacs Robotics ha delineato la filosofia "Created for Ease", un approccio che mira a ridurre drasticamente l'intervento manuale e il carico mentale dell'utente. Il fulcro di questa visione risiede nella creazione di una tecnologia "che non chiede attenzione, ma la restituisce", trasformando i nuovi dispositivi Ecovacs da semplici elettrodomestici a estensioni autonome e intelligenti della casa. L'evento segna anche un traguardo per la categoria dei robot con lavaggio a rullo: i prodotti OZMO ROLLER infatti hanno superato, a livello globale, 1,6 milioni di unità vendute. L'approccio "Created for Ease" si concretizza in una coesistenza olistica tra uomo e macchina, dove la robotica si integra con discrezione negli spazi interni. Questo paradigma prevede che la tecnologia risolva autonomamente la complessità: non si tratta solo di pulire, ma di garantire una gestione fluida degli ambienti senza che l'utilizzatore debba intervenire per sbloccare rulli o programmare cicli complessi. La discrezione diventa un elemento funzionale: il comportamento del robot è ottimizzato per rispettare la presenza di animali domestici e arredi fragili, garantendo un ambiente naturale e accogliente senza le interruzioni tipiche dei sistemi di automazione meno evoluti.    Il percorso espositivo curato dall'agenzia Team Lewis ha reso tangibile questa visione, permettendo agli ospiti di vivere un itinerario tra colore e innovazione dove la pulizia ha smesso di essere una routine per diventare un’esperienza visiva e funzionale. Centrale in questo racconto è stata la collaborazione con l’artista Nicolò Canova, la cui performance è stata costruita come un vero confronto tra creatività e tecnologia. Il momento dedicato alla pulizia delle superfici vetrate ha visto come protagonista il robot WINBOT, impegnato in un continuum operativo con il gesto artistico. Canova ha realizzato un live painting direttamente sui vetri della venue, mentre il dispositivo lavavetri interveniva in tempo reale per ripulire porzioni dell’opera.    Questo dialogo ha evidenziato la transizione fluida tra l'espressione creativa e la precisione della macchina, trasformando l'azione del pulire in un fatto estetico e funzionale. L'iniziativa ha sottolineato come la robotica di ultima generazione punti a una coesistenza olistica in cui la tecnologia non sovrasta l'ambiente, ma lo asseconda con discrezione, fondendo il gesto umano con la meticolosità dell'automazione. Questa sinergia tra espressione e funzionalità mostra come l'innovazione possa tradursi in un miglioramento concreto della qualità del tempo quotidiano. In questo scenario, la capacità delle macchine di operare in modo intuitivo e discreto trasforma la gestione della casa in un'esperienza più fluida, dove l'automazione non è più un elemento estraneo, ma un partner silenzioso capace di restituire tempo e serenità attraverso soluzioni che uniscono l'arte del pulire alla tecnologia più avanzata.   Tra le principali novità tecnologiche presentate c'è sicuramente il sistema FocusJet che arricchisce la dotazione dei nuovi DEEBOT X12 OmniCyclone e DEEBOT X12 PRO OMNI. A differenza dei metodi tradizionali, questa tecnologia eroga getti d’acqua incrociati con una pressione che raggiunge i 46.000 Pa, agendo come una fase di pre-trattamento. L'obiettivo è ammorbidire le macchie secche o i residui alimentari tipici degli ambienti cucina prima che avvenga l'azione meccanica di sfregamento. Una volta sciolto il residuo, interviene il rullo OZMO ROLLER 3.0 che, grazie a un movimento "a griglia" e una lunghezza potenziata di 27 cm, completa la rimozione dello sporco. Il sistema è supportato da una portata d'aria di 22 L/s e una potenza di aspirazione di 22.000 Pa, parametri configurati per la pulizia profonda dei tappeti e la raccolta di detriti di grandi dimensioni.   L'efficienza operativa è garantita da un aggiornamento dei sistemi di alimentazione. La funzione PowerBoost Charging Plus presente nel DEEBOT X12 consente di ripristinare il 13% della batteria in circa tre minuti, permettendo al dispositivo di coprire superfici superiori ai 1.000 m² senza interruzioni prolungate. Parallelamente, la stazione di gestione all-in-one OMNI adotta soluzioni per la riduzione dei consumabili: la tecnologia PureCyclone 2.0 elimina la necessità dei sacchetti raccoglipolvere, mentre il sistema di lavaggio del rullo utilizza acqua riscaldata e una velocità di rotazione di 5.000 giri/min per limitare le contaminazioni batteriche.   Sul piano del movimento, i nuovi modelli DEEBOT X12 adottano il sistema TruePass Adaptive, capace di superare dislivelli e soglie fino a 4 cm grazie a una trazione integrale meccanica. La navigazione si basa su modelli semantici avanzati che distinguono tra ostacoli fissi e dinamici. L'integrazione di sensori 3D e sistemi di intelligenza artificiale permette al robot di adattare il proprio comportamento in prossimità di angoli o superfici delicate. La gestione è coordinata dall'assistente AGENT YIKO 2.0, che automatizza la pianificazione settimanale della pulizia in base alle abitudini rilevate negli ambienti domestici, confermando l'orientamento verso una casa intelligente che si auto-gestisce con continuità e precisione restituendo tempo all'utente finale non solo nella cura dell'ambiente domestico ma anche nel controllo degli spazi esterni. 
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Primo impiego 2026, tendenze e lavori in crescita in Italia

(Adnkronos) - L’accesso al mercato del lavoro per chi è agli inizi della carriera sta attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da una complessità strutturale che supera la tradizionale linearità dei percorsi post-accademici. Secondo i dati pubblicati oggi da LinkedIn Notizie nel Barometro del primo impiego, le assunzioni entry-level in Italia hanno registrato un calo del 18,8% su base annua. Nonostante la flessione, il segmento giovanile mostra una tenuta superiore rispetto ai ruoli manageriali e senior, con la Gen Z che risulta la generazione più resiliente (-2,5%) a fronte di cali più drastici tra i Millennials e la Gen X. L’indagine rileva come il mercato richieda sempre più profili trasversali, in grado di integrare competenze digitali, tecniche e relazionali. Tra i ruoli che hanno mostrato la crescita più significativa nell’ultimo anno spiccano il Content Producer, l'Ingegnere AI e l'International Sales Specialist.  Un dato rilevante riguarda la distribuzione geografica delle opportunità. Sebbene Milano e Roma rimangano i poli principali, si registra l'emergere di nuovi centri dinamici nel Nord e Centro Italia, con Padova, Firenze, Torino e Bologna in posizioni di rilievo. Al contrario, non si registrano città del Sud nelle prime posizioni della classifica, evidenziando una persistente polarizzazione territoriale.    “La ricerca di lavoro per chi è all'inizio della propria carriera”, spiega Michele Pierri, Responsabile di LinkedIn Notizie Italia, “sta cambiando velocemente insieme al mutamento del mercato, e il Barometro del primo impiego di quest'anno fotografa questa nuova realtà con chiarezza. Non molto tempo fa, il percorso tipico dei neolaureati sembrava piuttosto lineare: laurearsi, candidarsi per ruoli entry-level e iniziare a scalare la gerarchia aziendale. Oggi, invece, compiere il primo passo nel mondo del professionale è diventato decisamente più complesso e il nostro report ha come obiettivo proprio quello di aiutare ad orientarsi in un mercato competitivo, fornendo informazioni su lavori (al top il content producer), città (spiccano Padova e Firenze) e i settori (ritorna la Pubblica Amministrazione) in più rapida crescita per chi è agli inizi, fornendo informazioni preziose sulle opportunità disponibili in questo momento e gli strumenti per sviluppare le competenze più adeguate per coglierle”. Parallelamente, le difficoltà economiche spingono molti giovani verso l'estero: il 37% dei rispondenti indica lo stipendio insufficiente rispetto al costo della vita come principale ostacolo all'indipendenza, mentre il 48% valuterebbe un trasferimento fuori dall'Italia per ottenere migliori prospettive salariali. Sul fronte delle aspettative, i giovani professionisti segnalano con chiarezza i criteri di scelta di un'offerta. La mancanza di trasparenza contrattuale e retribuzioni assenti sono considerate i principali "red flag" (24%), seguiti dalla scarsa flessibilità nel bilanciamento tra vita privata e lavoro.    “Chi entra oggi nel mondo del lavoro si trova davanti a più opportunità ma anche a una maggiore complessità,” commenta Olga Farreras Casado, Career Expert di LinkedIn Italia. “Non esiste più un percorso lineare o ‘giusto’ per tutti: la differenza la fa la capacità di adattarsi, imparare velocemente e leggere il contesto. Per questo è fondamentale rafforzare il collegamento tra formazione e lavoro, aiutando i giovani a tradurre ciò che hanno studiato in competenze pratiche e spendibili. Anche i ruoli più nuovi vanno ‘spacchettati’ in skill: quando si riesce a descriverli con chiarezza, è più facile capire se sono in linea con il proprio percorso. Il talento oggi non è solo quello che sai fare, ma quanto velocemente riesci a evolvere. Saper raccontare cosa si vuole fare - anche con esempi semplici - è già un primo passo per orientarsi meglio. Strumenti come il Barometro del Primo Impiego aiutano proprio in questo: non a dare risposte perfette, ma a fare scelte più consapevoli.” 
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Nissan: strategia di lungo periodo tra AI, elettrificazione e gamma più snella

(Adnkronos) -
Nissan definisce la propria strategia industriale di lungo periodo con la visione “
Mobility Intelligence for Everyday Life”
, un piano che punta a integrare intelligenza artificiale, elettrificazione e semplificazione dell’offerta per rafforzare competitività e posizionamento globale. Al centro della strategia lo sviluppo anche di veicoli “AI-defined”, con l’obiettivo di estendere le tecnologie proprietarie di guida intelligente a circa il 90% della gamma nel lungo termine, migliorando sicurezza, automazione e interazione con il conducente. Il piano prevede anche un’evoluzione significativa dell’offerta tecnologica, con un mix di soluzioni elettrificate che includerà sistemi ibridi di nuova generazione, plug-in e range extender.
 
Ivan Espinosa, Presidente e CEO, ha dichiarato: “Questo è il momento giusto per articolare la visione a lungo termine di Nissan che ci porterà oltre il piano Re:Nissan e tracciamo un percorso chiaro per il futuro. La nostra visione definisce la direzione che Nissan intende seguire, ponendo l’esperienza del cliente come nostra priorità. Promuovendo la mobility intelligence, forniremo prodotti e tecnologie più sicuri, più intuitivi e più accessibili, con un valore eccezionale e un’esperienza complessiva più gratificante.”
 Nello specifico, Heartbeat rappresenterà i modelli che incarnano l’identità, il valore emotivo e l’innovazione di Nissan; Core, imodelli che sostengono il business globale; Growth, i modelli mirati all’espansione dove sta crescendo la domanda e Partner, i modelli che estendono la copertura di mercato attraverso collaborazioni. 
Nissan in questo contesto ha presentato nuovi modelli come: il nuovo X‑Trail e Rogue Hybrid e‑POWER - Juke EV - Xterra e Skyline.
 Nissan lavorerà su una razionalizzazione dell’offerta ( 45 modelli) mentre i modelli globali saranno ridotti, ma acquisendo un posizionamento più chiaro e maggiore focalizzazione su mercati chiave. In questo contesto, il rinnovo della gamma rappresenta uno degli strumenti principali per migliorare competitività e marginalità.
 
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Audi alla Milano Design Week tra performance e visione

(Adnkronos) - Alla Milano Design Week, Audi consolida una presenza ormai strutturata, articolando un percorso che va oltre la semplice esposizione. Il marchio tedesco, per il tredicesimo anno consecutivo partner della mostra-evento Interni, utilizza il Fuorisalone come piattaforma per riflettere sul rapporto tra design, tecnologia e trasformazione sociale. Il centro di questa narrazione è l’Audi Design Hub ospitato negli spazi di Portrait Milano, punto di arrivo di un itinerario che attraversa alcuni luoghi simbolo della città, dall’Università Statale al Quadrilatero della moda. Qui prende forma un dialogo che mette in relazione architettura, mobilità e percezione contemporanea. Elemento chiave è l’installazione “Origin”, sviluppata insieme allo studio Zaha Hadid Architects. Più che un’opera scenografica, si tratta di una struttura concepita come un passaggio simbolico: un portale che rappresenta l’evoluzione del linguaggio stilistico Audi. Le geometrie, essenziali e calibrate, riflettono una filosofia che punta a eliminare il superfluo per rendere leggibile la complessità. Un approccio che trova senso anche nel contesto attuale, segnato da un eccesso di stimoli visivi e informativi.  All’interno di questo spazio, il tema del design si intreccia con quello della tecnologia ibrida, rappresentata da due modelli agli antipodi ma accomunati dalla stessa direzione evolutiva. Da una parte la monoposto Audi R26, espressione dell’ingresso del marchio in Formula 1 e banco di prova per soluzioni tecniche estreme. Dall’altra la nuova Audi RS 5, che trasferisce su strada una parte di questo know-how, introducendo per la prima volta nel mondo RS una configurazione plug-in. Il confronto tra queste due vetture non è solo tecnico. La R26 racconta una fase di trasformazione interna al marchio, legata alla necessità di ridefinire competenze, processi e identità in un contesto altamente competitivo come quello della Formula 1. La RS 5, invece, traduce questo cambiamento in un prodotto destinato all’uso quotidiano, mantenendo intatto il carattere sportivo ma affiancandolo a una maggiore attenzione all’efficienza 
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Milano Design Week, Dongfeng racconta la dualità della mobilità

(Adnkronos) - Alla Milano Design Week 2026, Dongfeng Motor Italia sceglie un approccio meno convenzionale per raccontare la propria idea di mobilità. L’evento “Two Natures. Infinite Scapes”, ospitato al Teatro Alcione, non si limita a esporre due modelli, ma costruisce un percorso esperienziale che ruota attorno al concetto di dualità, oggi sempre più centrale anche nell’automotive. Il progetto Dongfeng si sviluppa come un ambiente immersivo dove elementi contrastanti convivono senza cercare una sintesi forzata. Da una parte materiali caldi, quasi materici, dall’altra superfici fredde e leggere. Il risultato non è una fusione, ma una tensione costante che diventa linguaggio progettuale. La luce, utilizzata come segno netto e tagliente, rappresenta il punto di contatto tra queste due dimensioni, evidenziando più la distanza che la convergenza.  A incarnare concretamente questo approccio sono due modelli molto diversi tra loro. La Voyah Passion L rappresenta la declinazione più elegante e silenziosa del marchio: una berlina che punta su linee fluide, comfort e una percezione quasi isolata rispetto all’ambiente esterno. L’idea è quella di un’auto che protegge, che filtra, che riduce il rumore, non solo acustico, del contesto circostante. All’opposto si colloca la MHero 1, un Suv elettrico pensato per un utilizzo più estremo. Qui il rapporto è diretto, quasi fisico, con la strada e con il terreno. Le soluzioni tecniche, comprese le configurazioni a range esteso, sono orientate a garantire prestazioni anche fuori dall’asfalto, mantenendo però al centro il tema della sostenibilità. Due interpretazioni che non si sovrappongono, ma convivono. Ed è proprio questo il punto: Dongfeng non cerca una sintesi, ma mette in evidenza la possibilità di scegliere tra approcci differenti, entrambi coerenti con un presente in rapido cambiamento. La mobilità che emerge non è proiettata in un futuro lontano, ma già inserita nella quotidianità, concreta e accessibile. 
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Milano Design Week, Pininfarina porta in scena il suo stile

(Adnkronos) - Nel contesto della Milano Design Week, Pininfarina costruisce un racconto diffuso che mette in evidenza la forza del proprio linguaggio stilistico. Non una semplice presenza espositiva, ma un percorso fatto di appuntamenti, oggetti e automobili capaci di spiegare come il marchio continui a interpretare il design come sintesi tra identità, ricerca e innovazione. Dal 20 al 26 aprile, in Via Tortona 35, il brand sarà tra i protagonisti della mostra “10 anni di Saloni dell’Auto all’aperto”, iniziativa dedicata al format ideato da Andrea Levy, che negli anni ha trasformato città come Torino, Milano e Monza in vetrine urbane dedicate all’automobile. Per l’occasione, Pininfarina espone due modelli molto diversi tra loro ma accomunati da un forte valore simbolico: la Battista Nino Farina e la Honda HP-X.
 La prima incarna l’interpretazione più attuale della sportività secondo il marchio: una hypercar elettrica esclusiva, raffinata nelle soluzioni estetiche e capace di esprimere numeri da riferimento assoluto. La seconda, invece, riporta al centro una stagione creativa che ha segnato profondamente il design automobilistico. La Honda HP-X, concept del 1984 sviluppata con Honda e restaurata nelle officine di Cambiano, resta una delle espressioni più interessanti della sperimentazione firmata Pininfarina, grazie a un’impostazione a cuneo, a un’aerodinamica studiata con grande attenzione e all’impiego anticipatore di materiali leggeri.  Il 21 aprile, alla Terrazza Martini, il percorso milanese prosegue con il panel “Vision to Form: at the Heart of Pininfarina Design”, organizzato nell’ambito dei Car Design Dialogues di Car Design News. Sarà un’occasione utile per osservare più da vicino il metodo creativo dell’azienda, attraverso il contributo del management e dei responsabili del design, affiancati anche dal team di Pininfarina Shanghai.
 
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Kia Sportage Black Edition: nuovo look e motorizzazione ibrida

(Adnkronos) -
Kia amplia la gamma del suo SUV più rappresentativo introducendo Kia Sportage Black Edition, una versione che punta a rafforzare l’identità del modello senza intervenire in modo radicale sulla struttura tecnica. L’obiettivo è chiaro: offrire un’alternativa più caratterizzata dal punto di vista stilistico, mantenendo al tempo stesso una proposta coerente con l’elettrificazione. La Black Edition si inserisce in un segmento estremamente competitivo, dove il design continua a essere uno degli elementi decisivi nella scelta. In questo contesto, Kia sceglie di lavorare sui dettagli per rendere la Sportage più riconoscibile, senza alterarne l’equilibrio complessivo.  L’elemento distintivo è rappresentato dall’uso esteso del nero lucido su numerosi componenti esterni: griglia, profili, specchietti, barre sul tetto e dettagli del paraurti. A completare l’impatto visivo contribuiscono il logo Kia in versione scura e l’emblema Sportage nero, insieme ai cerchi in lega da 19 pollici con finitura dedicata. Il risultato è un’estetica più marcata, che trova la sua massima espressione negli abbinamenti con carrozzerie chiare e configurazioni bicolore con tetto nero. Una scelta che non cambia il linguaggio stilistico del modello, ma ne enfatizza la presenza su strada. All’interno, l’impostazione resta fedele alla filosofia già vista sulla Sportage, con il doppio display da 12,3 pollici e un ambiente dominato da tonalità scure. I materiali e i rivestimenti dedicati puntano più sulla coerenza estetica che sulla rottura con il passato. Sul piano tecnico, la proposta si affida alla motorizzazione Full Hybrid: un sistema che combina un 1.6 T-GDI da 180 CV con un motore elettrico, per una potenza complessiva di 239 CV, abbinata a un cambio automatico a sei rapporti. Una soluzione già consolidata, che privilegia equilibrio ed efficienza piuttosto che un’impostazione orientata alle prestazioni pure. La Sportage Black Edition si inserisce in una storia iniziata nel 1993 e consolidata nel tempo, con vendite europee stabilmente elevate. Un aggiornamento che conferma la strategia Kia: evolvere senza stravolgere, mantenendo competitività attraverso interventi mirati. 
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Nissan JUKE elettrico: il crossover giapponese cambia pelle

(Adnkronos) -
Nissan porta il suo crossover più riconoscibile in una nuova fase della sua storia con Nissan JUKE elettrico, segnando un passaggio che va oltre il semplice aggiornamento di prodotto. La terza generazione del modello abbandona definitivamente i motori termici, inserendosi nella strategia europea del marchio orientata all’elettrificazione completa. Lanciato nel 2010 e capace di conquistare oltre 1,5 milioni di clienti in Europa, JUKE ha costruito il proprio successo su un design fuori dagli schemi. Oggi mantiene questa identità, ma la trasferisce in un contesto completamente diverso, dove la mobilità a zero emissioni diventa centrale.  Il nuovo modello nasce sulla piattaforma CMF-EV, la stessa utilizzata per altri veicoli elettrici dell’Alleanza, confermando la volontà di Nissan di uniformare la propria offerta su basi tecniche condivise. L’obiettivo è chiaro: rendere più accessibile la mobilità elettrica mantenendo una forte identità di prodotto. JUKE elettrico si inserisce in una gamma sempre più ampia che comprende modelli come LEAF e ARIYA, affiancati da nuove proposte destinate ai diversi segmenti. Una strategia che non esclude soluzioni alternative, come la tecnologia e-POWER, pensata per chi cerca un’esperienza di guida elettrica senza passare dalla ricarica tradizionale. Un elemento rilevante è l’integrazione della tecnologia Vehicle-to-Grid, che consente al veicolo di interagire con la rete energetica, aprendo scenari che vanno oltre il semplice utilizzo quotidiano dell’auto. 
Il nuovo JUKE sarà prodotto nello stabilimento di Sunderland, nel Regno Unito, confermando il ruolo strategico dell’Europa nello sviluppo e nella produzione dei veicoli elettrici Nissan. Un sistema che coinvolge anche centri di progettazione e ingegneria distribuiti tra Regno Unito, Spagna e Germania, rafforzando una filiera pensata per il mercato europeo. Il debutto ufficiale è avvenuto durante l’evento Nissan Vision in Giappone, mentre il lancio sul mercato è previsto per la primavera del 2027. Un passaggio che rappresenta non solo l’evoluzione di un modello, ma anche il cambiamento di un’intera filosofia progettuale. 
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Innovation Cybersecurity Summit 2026: strategie e IA

(Adnkronos) - Teminata a Roma la VI edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit, un appuntamento che ha riunito oltre 500 esperti tra rappresentanti del Governo, Forze Armate e leader del settore tecnologico. L'evento, svoltosi presso Palazzo Simonetti Odescalchi, ha delineato una tabella di marcia precisa per il rafforzamento della cyber defence italiana, ponendo l'accento sulla necessità di un coordinamento strutturato tra settore pubblico e privato per affrontare le minacce ibride e le sfide poste dall'intelligenza artificiale (IA). Il fulcro del dibattito istituzionale si è concentrato sull'integrazione dell'IA nei sistemi di sicurezza nazionale. In un contributo scritto, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato una scadenza operativa cruciale: “La Difesa si doterà entro la fine del 2026 del Laboratorio di Intelligenza Artificiale per la Difesa, destinato a diventare un centro di eccellenza Nazionale per l’innovazione applicata”. Secondo il Ministro, il governo dei dati è ormai indissociabile dalla protezione degli interessi vitali del Paese, trasformando radicalmente l'intelligence e la capacità di deterrenza. “La VI edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit ha superato ogni aspettativa. In due giorni intensi abbiamo riunito istituzioni, Forze Armate, imprese e giovani innovatori attorno a un obiettivo comune: rendere l’Italia più sicura, più resiliente e più competitiva nel dominio digitale. Le proposte emerse, il livello degli interventi e la qualità del confronto dimostrano che, quandopubblico e privato lavorano insieme con visione strategica, possiamo trasformare le sfide della cybersicurezza in opportunità di crescita e leadership per il nostro Paese. Un ringraziamento va a tutti i partecipanti e alle istituzioni che hanno creduto in questo progetto: insieme abbiamo gettato le basi per una collaborazione concreta che dovrà proseguire nei prossimi mesi. L’Italia ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento europeo nella cyber defence e nell’innovazione per la sicurezza nazionale.” Così il Presidente dell’ANGI, Gabriele Ferrieri.  Hanno portato il loro contributo diversi rappresentanti del Governo e dei vari dicasteri. 
 “La disponibilità e il governo dell’IA e dei dati, vero centro di gravità della nuova rivoluzione industriale, sono oggi indissociabili dalla difesa nazionale e dalla protezione degli interessi vitali del Paese. Tali strumenti trasformano già oggi i sistemi autonomi, la cyber-difesa, l’intelligence e la capacità di deterrenza. Per questo, la Difesa ha adottato una propria strategia e si doterà entro la fine del 2026 del Laboratorio di Intelligenza Artificiale per la Difesa, destinato a diventare un centro di eccellenza Nazionale per l’innovazione applicata, il punto di aggregazione delle competenze e il motore di delivery delle principali soluzioni di IA per la Difesa. L’obiettivo è molto chiaro: passare dalla strategia alla esecuzione in tempi certi”. Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto nella sua lettera come contributo al Summit. “Siamo in una fase di transizione sistemica in cui la tecnologia è leva strategica di sviluppo e fattore decisivo di sovranità. Governare intelligenza artificiale, cybersicurezza e innovazioni emergenti significa rafforzare la resilienza del Paese, prevenire vulnerabilità e difendere il sistema produttivo da minacce sempre più pervasive, riconducibili anche ad apparati statali ostili e reti criminali. È necessario un approccio alla sicurezza integrato in cui tecnologie come IA, 5G e quantistica possano trasformare il rischio in opportunità e la sicurezza in fattore abilitante della competitività”. Così il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nella sua lettera come contributo al Summit. 
Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Non bisogna aver paura delle innovazioni, delle novità e di quello che è lo sviluppo della scienza, della tecnoloia e dell'ingegno umano. Bisogna però sempre tener presente i limiti che queste soluzioni pongono, come i confini della nostra morale nel campo della genetica. Per quel che riguarda la cybersicurezza il punto è che si tratta di uno strumento stremamente vulnerabile, come sono vulnerabili tutti quanti gli elementi costruiti dall'uomo, e per questo stiamo prendendo in grandissima considerazione, con grandissima serietà, tutte queste problematiche per organizzare le difese. Difese che si organizzano a livello normativo e si organizzano a livello operativo". “Le minacce cybernetiche sono un rischio crescente nelle nostre comunità, che riguarda certamente i singoli cittadini e la loro privacy, ma che possono pericolosamente colpire le pubbliche amministrazioni, danneggiare le imprese e anche le preziose infrastrutture energetiche che servono alla nostra sicurezza. Una grande attenzione comune a questi temi, senza sottovalutazioni, cheparta proprio dalla spinta dei più giovani, può essere la migliore risposta verso uno sviluppo sostenibile anche a livello sociale, che per affermarsi ha bisogno di una società del domani più connessa e più sicura”. Così il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin nella sua lettera come contributo al Summit. “Con la tecnologia digitale abbiamo capito che la sovranità non è più solamente un concetto legato ai confini fisici. Si misura anche attraverso la dislocazione dei cavi sottomarini e dei satelliti. Passa attraverso la localizzazione dei data center, nelle reti di telecomunicazione, nelle catene del software e nelle chiavi crittografiche che proteggono le nostre informazioni e le nostre transazioni. Questa espansione del concetto di sovranità è anche il motivo per cui la cybersicurezza è uscita definitivamente dal perimetro tecnico in cui si trovava fino a pochi anni fa. Oggi parlare di sicurezza cyber significa discutere di sicurezza nazionale, di politica industriale e di posizionamento geopolitico: in una parola, di sovranità”. Così invece Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, nel suo videomessaggio come contributo all’Innovation Cybersecurity Summit. La Unimarconi, in qualità di host partner, ha sottolineato: ”L’Innovation Cybersecurity Summit rappresenta un’importante occasione di confronto su un tema oggi centrale per lo sviluppo del Paese –
così il Presidente di Unimarconi, Alessio Acomanni
- Ospitare questa iniziativa conferma l’impegno dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi nel promuovere il dialogo tra istituzioni, imprese e mondo accademico sui temi dell’innovazione e della sicurezza digitale. In un contesto in continua evoluzione, riteniamo fondamentale contribuire alla formazione di competenze qualificate e alla diffusione di una cultura digitale consapevole, in grado di sostenere la competitività e la resilienza del sistema Paese.” Hanno partecipato attivamente come main partner e contributor anche importanti realtà del settore privato. Numerosi gli interventi di esperti del settore che hanno analizzato l’andamento del mercato e la resilienza delle infrastrutture critiche. “La sfida più rilevante consiste nel bilanciare le esigenze di sicurezza, necessarie per mitigare gli effetti delle minacce ibride, con il rispetto delle prescrizioni normative. A ciò si aggiunge la necessità di gestire in modo efficace e strutturato le complessità derivanti dall’interdisciplinarità dei diversi settori coinvolti. In questo contesto, il ruolo dei gestori dei servizi essenziali di pubblica utilità è destinato a diventare sempre più determinante nel panorama della sicurezza nazionale”. Così Alessandro Manfredini Direttore Group Security e Cyber Defence - A2A e Presidente Aipsa. “In un contesto storico complesso in cui la tecnologia AI accelera la produttività - afferma Marco Molinaro Responsabile Cybersecurity di Accenture - dobbiamo riconvertire il modo di lavorare con questi nuovi strumenti della professione, passando da un modello di controllo human-in-the-loop a un modello di governo human-in-the-lead. Questo approccio tutela la resilienza e la continuità operativa delle organizzazioni, elevando il ruolo dell’individuo”. “Le minacce che dobbiamo affrontare non arrivano frontalmente scivolano lungo le connessioni tra un operatore e l'altro, attraversano il confine tra pubblico e privato, si insinuano dove i controlli sono divisi. Per questo il partenariato tra imprese e istituzioni deve smettere di essere un principio e diventare una pratica: condivisione reale di dati e segnali, in tempo utile, con l'intelligenza artificiale come strumento che permette di intercettare i problemi prima che diventino incidenti. Oggi quella condizione non è ancora garantita. È da qui che dobbiamo partire”. Così Giuseppe Mocerino Presidente di Netgroup SpA.
 
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