Aceti (Salutequità): "Testo unico occasione ma servono semplificazione processi decisionali e regole su digitale"
(Adnkronos) - "La riforma della governance farmaceutica rappresenta, secondo il relatore, un'importante occasione per correggere alcune criticità del sistema italiano dell'assistenza ai farmaci. Tuttavia, per essere davvero efficace, dovrà affrontare alcuni nodi ancora irrisolti". Lo ha detto Tonino Aceti, presidente di Salutequità, intervenuto oggi a Roma al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide'. "Il primo - spiega Aceti - riguarda la presenza di troppi livelli decisionali. Oggi esistono diverse commissioni regionali e aziendali del farmaco e altri organismi che finiscono per sovrapporsi tra loro. Questo sistema, secondo il relatore, crea duplicazioni rispetto alle valutazioni già effettuate a livello nazionale da Aifa e a livello europeo dall'European Medicines Agency (Ema), oltre al prontuario farmaceutico nazionale. L'esistenza di prontuari regionali e aziendali viene quindi vista come un fattore di rallentamento e di disuguaglianza nell'accesso alle cure - sottolinea - perché introduce passaggi aggiuntivi che complicano il percorso dei farmaci. In un momento in cui il Servizio sanitario nazionale è già sotto pressione per le liste d'attesa e le difficoltà di accesso, aggiungere ulteriori livelli di governance rischia di rendere il sistema meno efficiente e meno equo". Per il presidente di Salutequità, un secondo punto critico riguarda "ciò che accade dopo l'approvazione di un farmaco. Autorizzare una terapia, infatti, non basta per garantire che i pazienti possano riceverla: è necessario organizzare in modo efficace i servizi sul territorio, definire centri di riferimento, costruire reti di specialisti e assicurare una diffusione uniforme. Oggi, però, questi passaggi avvengono con tempi e modalità molto diverse da una regione all’altra, creando disomogeneità nell'accesso alle cure". Infine, viene sollevata la questione delle terapie digitali (digital therapeutics), "un ambito in forte crescita - osserva Aceti - ma ancora privo di una regolamentazione chiara in Italia. Secondo il relatore, il disegno di legge rappresenta un'occasione importante per colmare questo vuoto normativo e definire finalmente un quadro di riferimento preciso. La riforma dovrebbe puntare a semplificare i processi decisionali, ridurre le duplicazioni, garantire uniformità di efficienza ed efficacia organizzativa sul territorio e regolamentare le nuove frontiere della medicina digitale, per rendere più rapido ed equo l’accesso alle cure".
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Sereni (Pd): "Ddl delega per riforma Ssn non affronta problemi strutturali, fermiamoci"
(Adnkronos) - "La delega che si sta discutendo al Senato" sulla riforma del Servizio sanitario nazionale "ci sembra davvero impropria. Ieri le Regioni hanno chiesto di sospendere l'iter di questo provvedimento. Lo stesso ha fatto la Fondazione Gimbe e ci sono state posizioni critiche di Cgil, Cisl, Uil e di altri organi e sindacati professionali. Ma a che serve quella delega? Non affronta nessuno dei problemi strutturali, non nomina mai la parola prevenzione". E' la posizione espressa da Marina Sereni, responsabile salute e sanità del Partito Democratico, intervenuta oggi al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', in corso a Roma. Una posizione critica sul Ddl delega sulla riforma del Ssn. Con questo provvedimento "si istituiscono due nuovi tipi di ospedale, gli ospedali di terzo livello e gli ospedali elettivi, di cui non sentivamo granché bisogno, e non si investe davvero sulla medicina di prossimità. Allora io dico: fermiamoci. Siamo ad un anno dalla fine della legislatura, fermiamoci", è l'invito di Sereni. "E' una legge delega vaga, confusa - ha argomentato l'esponente dem - e che per di più ristabilisce una centralità dell'ospedale, quando in tutti i discorsi, persino della maggioranza e del Governo, sentiamo parlare di cronicità e di medicina territoriale".
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Liste d'attesa nella sanità, Cartabellotta (Gimbe): "Troppe prescrizioni improprie, rivedere modalità"
(Adnkronos) - "Da decenni siamo tutti convinti che" per ridurre le liste d'attesa "bisogna essere più appropriati nella prescrizione e nell'erogazione dei servizi sanitari. Però, se non modifichiamo l'architrave, l'architettura con la quale fare queste prescrizioni, è evidente che tutto si poggia sulla cultura del professionista e sulla domanda appropriata del cittadino. Questo ha una prescrizione secondo una sua classe di priorità, ma se ritiene che questi tempi siano troppo lunghi, si rivolge alla sanità a pagamento e se non può più spendere, a causa dell'aumento della povertà, semplicemente esce dal sistema. Per questo la spesa out of pocket non è più un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche". Così Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe, nel suo intervento oggi in collegamento al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', in corso a Roma. "A quasi un anno dal lancio della versione 1.0 della piattaforma nazionale sulle liste d'attesa - spiega Cartabellotta - noi abbiamo soltanto ancora dei dati aggregati a livello nazionale", quindi "non abbiamo la possibilità di sapere se il decreto ha prodotto dei benefici. Non disponiamo né di dati regionali, né tantomeno aziendali, né ancor tanto meno divisi per pubblico e privato accreditato piuttosto che per entrare nel regime Ssn. Dal punto di vista progettuale, la piattaforma dovrebbe - e uso volutamente il condizionale - mettere a disposizione tutti questi dati, capire dove sono le difficoltà e mettere in campo gli interventi correttivi. Però oggi, sostanzialmente, noi disponiamo soltanto di un dato aggregato nazionale, espresso con modalità già complicate per i tecnici - rimarca - figuriamoci per i cittadini". Sul tema dell'appropriatezza delle prestazioni "non abbiamo dati italiani dettagliati, però la letteratura internazionale dice che mediamente il 30% delle prestazioni di diagnostica ambulatoriale è inappropriato: significa che il profilo rischio-beneficio per quel paziente non è adeguato - chiarisce Cartabellotta - Poi però abbiamo una percentuale molto alta di pazienti che non riesce ad accedere. Quindi, al di là della piattaforma e del potenziamento dell'offerta, bisogna mettere in campo strumenti per governare la domanda, che non possono riguardare soltanto i professionisti. Oggi i pazienti sono fortemente influenzati da quella che io chiamo 'medicalizzazione della società', che esercita anche delle pressioni su chi deve prescrivere. Quindi il problema è come gestire tutto questo, anche modificando le modalità prescrittive, il nomenclatore per le prestazioni".
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Salute: malattie oculari. Benedetta Piergentili (Santen Italy) Dalla miopia alle patologie croniche, tra qualità della vita e impegno nella ricerca
(Adnkronos) - Le malattie oculari rappresentano oggi una delle principali sfide di salute pubblica a livello globale, con un impatto crescente sia in termini epidemiologici sia sulla qualità della vita delle persone. In questo scenario, la miopia emerge come uno dei fenomeni più rilevanti e in rapida espansione, in particolare tra le giovani generazioni. L’aumento della prevalenza, legato anche a cambiamenti negli stili di vita e all’esposizione prolungata ai dispositivi digitali, sta trasformando quella che un tempo era considerata una semplice condizione refrattiva in una vera e propria area di attenzione clinica. Nelle sue forme più evolute, infatti, la miopia può predisporre a complicanze oculari anche gravi, rendendo necessario un approccio sempre più strutturato e orientato alla prevenzione e alla gestione nel lungo periodo. In questo contesto, la ricerca e sviluppo gioca un ruolo cruciale. “Un’azienda come Santen, con una specializzazione esclusiva nell’oftalmologia, ha costruito nel tempo un modello di innovazione fortemente guidato dai bisogni dei pazienti, con l’obiettivo di anticipare l’evoluzione delle patologie e sviluppare soluzioni sempre più mirate – dichiara Benedetta Piergentili, Associate Director Medical Affairs di Santen Italy - L’impegno nella R&D non si limita allo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche, ma si estende alla comprensione dei meccanismi alla base delle malattie oculari e alla costruzione di un ecosistema di collaborazione con comunità scientifiche e centri di eccellenza a livello globale”. “Accanto alla miopia, un’altra area di grande rilevanza è rappresentata dalle patologie croniche come il glaucoma, una delle principali cause di cecità irreversibile nel mondo – continua Benedetta Piergentili - Si tratta di una malattia spesso asintomatica nelle fasi iniziali, che rende la diagnosi precoce e il monitoraggio continuo elementi fondamentali per preservare la funzione visiva. La sua incidenza è destinata ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione, ponendo una sfida significativa per i sistemi sanitari e per la comunità medica”. Parallelamente, le malattie della superficie oculare, tra cui la secchezza oculare, rappresentano una delle condizioni più diffuse e sottovalutate. “Pur non essendo sempre associate a esiti irreversibili, queste patologie hanno un impatto significativo sulla quotidianità dei pazienti, influenzando attività semplici come leggere, lavorare al computer o guidare – sottolinea Piergentili - La loro natura cronica e multifattoriale richiede un approccio terapeutico personalizzato e una maggiore consapevolezza sia da parte dei pazienti sia dei professionisti sanitari”. A queste si aggiungono infezioni e allergie oculari, che, pur essendo spesso gestibili, possono compromettere temporaneamente o in modo ricorrente la qualità della vita, e che richiedono un’attenta gestione clinica per prevenire complicanze e recidive. Nel loro insieme, queste condizioni delineano un quadro articolato e complesso, in cui la salute oculare si configura come un elemento chiave del benessere complessivo della persona. Ciò che accomuna queste patologie è il loro impatto trasversale: la perdita o la compromissione della vista incide sull’autonomia, sulla produttività, sulle relazioni sociali e sulla sfera psicologica. La qualità della vita dei pazienti è quindi un parametro centrale, che orienta sempre più le strategie cliniche e di ricerca. In questo senso, l’approccio moderno dell’oftalmologia si sta evolvendo verso una visione integrata, che considera non solo la patologia, ma l’intero percorso del paziente. “Per la funzione di Medical Affairs, – aggiunge Benedetta Piergentili - questo significa operare in un ambito in cui la dimensione scientifica si intreccia con quella sociale. Significa promuovere la cultura della prevenzione, favorire la diagnosi precoce e sostenere modelli di cura che siano efficaci, accessibili e sostenibili nel tempo. L’impegno nella ricerca e sviluppo diventa quindi uno strumento strategico per rispondere a bisogni in continua evoluzione, contribuendo a migliorare concretamente la vita delle persone”. In prospettiva, la crescente diffusione delle patologie oculari, unita all’invecchiamento della popolazione e ai cambiamenti negli stili di vita, renderà sempre più centrale il ruolo dell’innovazione in oftalmologia. “È in questo scenario che si inserisce l’impegno di Santen: sviluppare conoscenza, rafforzare la collaborazione scientifica e contribuire a costruire un futuro in cui la salute degli occhi sia sempre più tutelata e accessibile, riconoscendo nella vista uno dei pilastri fondamentali del benessere umano” conclude.
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Salute: Laura Borgna (Santen Italy) “la visione come valore: innovazione, responsabilità e centralità della persona nell’oftalmologia globale”
(Adnkronos) - “Il posizionamento di Santen si fonda su una scelta chiara e distintiva: essere un’azienda interamente dedicata all’oftalmologia. Questa focalizzazione, che affonda le radici in oltre un secolo di storia, consente al gruppo di sviluppare una competenza profonda e altamente specializzata in un’area terapeutica che ha un impatto diretto e determinante sulla qualità della vita delle persone – dichiara Laura Borgna, General Manager di Santen Italy - In un contesto sanitario in continua evoluzione, caratterizzato da bisogni crescenti e da una maggiore attenzione al valore delle cure, Santen si distingue per la capacità di coniugare visione strategica e concretezza operativa, mantenendo sempre al centro il paziente e il suo percorso di vita”. “La visione dell’azienda parte da un presupposto semplice ma fondamentale: la vista è un elemento essenziale del benessere umano e contribuire a proteggerla significa generare valore non solo per i pazienti, ma per l’intera società – aggiunge Borgna - In questo senso, il concetto di “Happiness with Vision” rappresenta la sintesi di un approccio che va oltre la dimensione clinica, abbracciando una prospettiva più ampia che integra qualità della vita, inclusione e partecipazione sociale. È una visione che orienta ogni scelta e che si traduce in un impegno costante verso l’innovazione, intesa non solo come progresso scientifico, ma come capacità di rispondere in modo efficace e sostenibile ai bisogni reali delle persone”. Operando in oltre 60 Paesi, con una rete globale di partnership che coinvolge comunità scientifiche, istituzioni e stakeholder del sistema salute, Santen ha costruito nel tempo un modello basato sulla collaborazione e sulla condivisione delle competenze. Questo approccio consente di intercettare i bisogni emergenti, affrontare le sfide ancora aperte nel campo della salute oculare e sviluppare soluzioni che siano realmente in grado di fare la differenza nella vita quotidiana delle persone. La dimensione internazionale dell’azienda si combina così con una forte attenzione ai contesti locali, in un equilibrio tra visione globale e radicamento territoriale. Allo stesso tempo, il ruolo di Santen è in evoluzione. “Da azienda farmaceutica specializzata, il gruppo sta progressivamente assumendo il profilo di un attore di innovazione sociale, capace di integrare ricerca, responsabilità e sostenibilità in una strategia coerente e di lungo periodo – spiega Borgna - Questo significa non solo contribuire al progresso scientifico, ma anche promuovere modelli di sviluppo più equi, sostenibili e inclusivi, in linea con le crescenti aspettative della società. Le iniziative in ambito ESG, l’attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale e l’impegno per il benessere delle comunità testimoniano una visione che va oltre il business, per abbracciare una responsabilità più ampia”. Un elemento centrale di questa strategia è rappresentato dal capitale umano. “Santen investe nella crescita delle persone, promuove la diversità e favorisce un ambiente di lavoro inclusivo e orientato al benessere – aggiunge la General Manager - La valorizzazione delle competenze, l’attenzione alla parità di genere e l’adozione di modelli organizzativi flessibili sono parte integrante di un approccio che riconosce nelle persone il vero motore dell’innovazione. Creare le condizioni affinché ogni individuo possa esprimere il proprio potenziale significa rafforzare la capacità dell’azienda di affrontare le sfide future con visione e responsabilità”. In questo quadro, anche il ruolo dell’Italia assume un significato strategico. La presenza consolidata nel nostro Paese riflette l’impegno di Santen a contribuire allo sviluppo del sistema salute, favorendo il dialogo con gli stakeholder e promuovendo modelli di collaborazione avanzati. L’Italia rappresenta un laboratorio di innovazione e relazioni, in cui sperimentare approcci capaci di generare valore per i pazienti e per la collettività. “Guardando al futuro, Santen continuerà a rafforzare il proprio posizionamento come punto di riferimento globale nell’oftalmologia, mantenendo una chiara direzione: migliorare la vita delle persone attraverso la salute degli occhi. In un mondo in cui le sfide sanitarie, sociali e ambientali sono sempre più interconnesse, la capacità di integrare competenze scientifiche, visione strategica e responsabilità sociale sarà determinante. È in questa prospettiva che si inserisce l’impegno dell’azienda: costruire un futuro in cui la qualità della vista diventi un elemento sempre più accessibile e centrale nel benessere delle persone e delle comunità” conclude Borgna.
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L'integrazione tra estetica e intelligenza artificiale nella robotica da giardino
(Adnkronos) - Nell'edizione 2026 degli iF DESIGN AWARD, una delle principali competizioni globali dedicata all'eccellenza progettuale con oltre 10.000 candidature, l'attenzione della giuria si è concentrata sulle soluzioni capaci di integrare sensoristica avanzata in strutture ergonomiche. In questo contesto, l'azienda STIGA ha ricevuto tre riconoscimenti che sottolineano l'evoluzione dei dispositivi autonomi per la cura del prato, sia per il segmento consumer che per quello professionale. Il fulcro tecnologico premiato risiede nella Tecnologia Vista, un sistema proprietario che sostituisce o integra i sensori tradizionali con una telecamera 4K on-board. Alimentata dall'intelligenza artificiale, questa soluzione permette ai robot di mappare l'ambiente circostante e reagire agli ostacoli in tempo reale. Il design di questi dispositivi si distingue per una scocca flottante che coniuga protezione meccanica e leggerezza visiva, gestendo superfici che variano dai 600 ai 14.000 m². Per l'ambito professionale, il modello APX Pro è stato riconosciuto per la sua architettura basata su una suite di sensori complessi: GPS-RTK, LiDAR, ultrasuoni e fusione giroscopica. Questa combinazione, unita al sistema brevettato Active Guidance System, consente una navigazione autonoma costante anche in presenza di terreni accidentati o zone d'ombra del segnale satellitare, tipiche di parchi pubblici e impianti sportivi. Oltre all'hardware, il riconoscimento ha riguardato l'ecosistema software. La STIGA.GO App è stata premiata nelle categorie Branding & Communication Design e Apps/Software. L'interfaccia è progettata per offrire un controllo completo da remoto, coprendo l'intero ciclo di vita operativa del robot: dalla configurazione iniziale alla gestione granulare delle zone di taglio, fino alla manutenzione predittiva dove la tecnologia non richiede costante attenzione manuale ma opera in autonomia, restituendo all'utente il monitoraggio costante tramite dispositivi mobili.
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La formazione specialistica come pilastro della sicurezza e del risanamento territoriale
(Adnkronos) - Presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma, è stato presentato il Master di II livello in “Transizione ecologica e rigenerazione ambientale per comunità sostenibili”. L'iniziativa, alla sua prima edizione, è promossa dal Centro Alti Studi per la Difesa (CASD) e dal Ce.FLI, segnando l'ingresso organico dell'alta formazione militare nei settori specialistici della bonifica ambientale e della gestione del ciclo dei rifiuti. Il percorso accademico nasce dall'esigenza di preparare professionalità civili e militari in grado di governare processi complessi di risanamento e riconversione. La struttura del Master si basa su una cooperazione scientifica che coinvolge sei atenei italiani: Sapienza Università di Roma, Tor Vergata, Politecnico di Torino, Università di Catania, Ferrara e la Parthenope di Napoli. Questo network universitario, supportato dalla struttura commissariale per le bonifiche e dall'ISPRA, punta a trasformare il sapere scientifico in strumenti operativi per la qualità ambientale dei territori.
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha sottolineato durante l'incontro che “il Master forma le competenze che servono al Paese”, evidenziando il valore strategico dell'investimento nel capitale umano. Sulla stessa linea, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha ribadito che “la transizione ambientale comincia dalla formazione”, ponendo l'accento sulla necessità di una cultura della sostenibilità che superi la teoria per affrontare problemi reali di gestione dei siti contaminati.
Il Master, della durata annuale, prevede l'erogazione di 60 crediti formativi (CFU) attraverso una modalità "blended", che alterna l'approfondimento scientifico all'applicazione pratica. La presenza dei Ministri Bernini, Crosetto e Pichetto Fratin alla presentazione istituzionale conferma la natura trasversale del progetto, dove la tutela dell'ambiente diventa una missione condivisa tra ricerca accademica, istituzioni governative e filiera tecnico-operativa. Il programma si configura dunque come uno strumento di resilienza nazionale, finalizzato a garantire una gestione del territorio conforme agli standard di sostenibilità globale e alle nuove sfide della rigenerazione urbana.
Guido Crosetto, Ministro della Difesa: “Si tratta di un’iniziativa di grande valore, che investe sulla formazione avanzata e sullo sviluppo di competenze concrete per affrontare con visione le esigenze dei territori e delle comunità. Questo progetto mette in rete istituzioni diverse, unite dalla consapevolezza che la transizione ambientale sia una sfida complessa ma decisiva. Bonificare, rigenerare, gestire in modo sostenibile il ciclo dei rifiuti significa restituire opportunità alla società, sostenere lo sviluppo economico e tutelare il territorio. Per riuscirci servono lungimiranza, competenze tecniche e una concezione ampia e integrata della sicurezza.”
Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: “La vera sfida è quella della preparazione. Negli ultimi anni la consapevolezza ambientale è cresciuta profondamente, fino a trovare un riconoscimento esplicito anche nella nostra Carta costituzionale, ma oggi questa consapevolezza deve tradursi sempre di più in capacità di azione. L’iniziativa promossa dal Centro di alta formazione della Difesa va proprio in questa direzione e testimonia un impegno importante delle istituzioni nazionali. Accanto alle esperienze pionieristiche maturate sul campo, serve infatti un investimento strutturato nell’alta formazione, nella specializzazione e nell’aggiornamento continuo delle competenze, perché solo attraverso conoscenze solide e un approccio interdisciplinare è possibile accompagnare in modo efficace le nuove sfide del Paese.”
Giuseppe Vadalà, Generale e Commissario Unico per le bonifiche delle discariche: “Questo appuntamento rappresenta un passaggio importante su un tema che non riguarda solo il nostro Paese, ma ha una rilevanza globale: la capacità di coniugare sviluppo e tutela ambientale. Non si tratta di un obiettivo astratto, ma di una prospettiva già concreta, che richiede però competenze adeguate. Per questo la formazione è l’investimento più strategico sul capitale umano. Il Master nasce proprio dall’incontro tra il mondo militare, da sempre presidio del Paese, e le migliori energie civili e accademiche, con il contributo di sei università italiane.”
Silvia Paparella, General Manager di RemTech Expo: “La comunità esperta di RemTech, che quest’anno celebra vent’anni di attività, mette a disposizione di questo percorso un patrimonio di competenze maturato nei principali contesti nazionali e internazionali dedicati alla sostenibilità, alla tutela ambientale e alla rigenerazione. In questi anni abbiamo partecipato ad alcuni dei dibattiti più rilevanti a livello globale e consolidato un ruolo di supporto concreto alla crescita del sistema Paese, anche attraverso strumenti come il primo Rapporto sulle bonifiche ambientali. Formare i professionisti che guideranno la transizione ecologica ed energetica è per noi motivo di orgoglio, ma soprattutto una scelta di sistema, necessaria per rendere il Paese più forte, più consapevole e più pronto alle sfide del futuro.”
Andrea Moretti, Presidente di Ferrara Expo: “Per Ferrara Expo essere parte di questo Master significa rafforzare una vocazione che coltiviamo da anni: fare di Ferrara un luogo in cui istituzioni, università, mondo tecnico e imprese possano incontrarsi per dare forma concreta alle grandi sfide della transizione ambientale. È questo il valore più profondo del nostro impegno: ospitare il confronto, mettere in relazione competenze diverse e contribuire a trasformare conoscenza e visione in percorsi utili per il Paese. Anche per questo sosteniamo con convinzione un’iniziativa che investe sulla formazione di professionalità chiamate a guidare i processi di rigenerazione e sviluppo sostenibile.”
Alessandra Gallone, Presidente ISPRA: “Oggi non presentiamo soltanto un Master, ma apriamo un cantiere culturale e operativo che guarda al futuro del Paese. La formazione, soprattutto se continua e qualificata, è la leva che consente di costruire le competenze necessarie per affrontare le sfide ambientali e accompagnare la crescita dei cosiddetti green job. Rigenerazione è una parola chiave del nostro tempo e richiama una responsabilità precisa: non esiste sostenibilità senza conoscenza, non esiste trasformazione senza competenze. Le comunità sostenibili non si costruiscono solo con le tecnologie, ma con persone preparate, consapevoli e capaci di guidare il cambiamento.”
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Assobagno, il bagno cambia ruolo e traina l'arredo-casa: il settore a +2,1% e vale 4,3 miliardi
(Adnkronos) - Da spazio funzionale a leva progettuale e identitaria dell’abitare: il bagno si afferma come uno degli ambienti chiave della casa contemporanea, e contribuisce a trainare l’intero comparto arredamento. Un’evoluzione che si riflette anche nei numeri: nel 2025 il comparto arredobagno mostra l’andamento più dinamico all’interno del macrosistema arredamento e raggiunge un fatturato di 4,3 miliardi di euro, con un incremento del +2,1% sull’anno precedente (fonte: Centro Studi FederlegnoArredo). Un risultato sostenuto sia dal mercato italiano (2,6 miliardi, +2%) trainato da residenziale e hospitality, sia dalle esportazioni (+2,2%) per oltre 1,7 miliardi di euro totali, con una quota che permane al 40% del fatturato totale, in ripresa grazie soprattutto alla domanda europea, con la Germania in crescita. In questo scenario, Assobagno di FederlegnoArredo si presenta al Salone del Mobile Milano 2026, in programma dal 21 al 26 aprile a Rho Fiera Milano. Al Salone Internazionale del Bagno sono attesi 163 brand da 14 Paesi, 28,22% dall’estero. Anche quest'anno l'associazione - che riunisce i principali produttori italiani di arredo per il bagno all’interno del sistema Confindustria - sarà presente con uno stand istituzionale nell’area reception dei padiglioni 6/10, pensato come spazio di accoglienza e confronto per gli associati e per tutti gli operatori che desiderano approfondire le dinamiche del settore, in una fase in cui la filiera dell’arredo bagno made in Italy è chiamata ad affrontare importanti sfide. “Assobagno svolge da sempre un ruolo chiave di raccordo tra le diverse categorie merceologiche della filiera dell’arredo bagno: un universo variegato che richiede competenze mirate, capacità di confronto e una visione d’insieme del mercato. Promuovere l’interazione tra queste realtà significa affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del contesto internazionale” commenta il presidente di Assobagno, Elia Vismara. “Il Salone Internazionale del Bagno, alla sua dodicesima edizione, si conferma un osservatorio privilegiato sull’evoluzione del settore: non solo vetrina di nuove collezioni, ma anche luogo in cui emergono le principali tendenze, con tecnologie avanzate e soluzioni progettuali sempre più attente al risparmio di acqua ed energia, temi centrali nello scenario attuale”. Le esportazioni del sistema arredobagno nel 2025 superano gli 1,7 miliardi di euro. In uno scenario internazionale sempre più frammentato, l’Europa si conferma il principale mercato di riferimento, con dinamiche differenziate tra Paesi. A determinare il recupero rispetto all’anno precedente (+2,2%) sono in particolare le maggiori vendite verso la Germania, primo mercato (306 milioni, +16,9%). In calo invece le cessioni verso la Francia, secondo mercato (-9,5%). La Svizzera (+12,1%) sorpassa il Regno Unito (stabile) rappresentando così il terzo Paese di destinazione. Tra le prime dieci destinazioni, si segnala anche il trend positivo di Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti e Polonia: nonostante i dazi, le esportazioni del Sistema Arredobagno verso gli Stati Uniti chiudono il 2025 a +3,1% rispetto al 2024 mantenendo la quinta posizione tra i paesi di destinazione. Nuove opportunità potrebbero emergere in aree come il Sud America, a fronte di un contesto geopolitico e competitivo ancora complesso. Analizzando le tendenze dei consumatori, cresce la domanda di soluzioni su misura, capaci di combinare estetica, prestazioni e comfort. “Il valore percepito non è più solo nel prodotto, ma nell’esperienza complessiva che quello spazio è in grado di offrire” spiega Vismara. “Grazie a una gamma sempre più ampia di soluzioni, è possibile progettare ambienti realmente personalizzati, combinando prodotti, materiali e tecnologie: un’opportunità rilevante sia dal punto di vista progettuale che estetico. E questa evoluzione si riflette anche nel crescente ruolo del segmento contract, che sta acquisendo sempre più peso. Il bagno diventa così uno spazio strategico nei progetti alberghieri e residenziali di fascia alta, trasformandosi in ambiente aspirazionale”, rimarca. A sostenere la competitività del settore è un modello produttivo distintivo, fondato sull’integrazione di competenze altamente specializzate. “È questa capacità di mettere a sistema design, manifattura e innovazione tecnologica a rendere il modello italiano un punto di riferimento a livello internazionale”, conclude Vismara. “Un equilibrio che garantisce non solo estetica, ma anche qualità e standard elevati nel tempo”.
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Windows 11 trasforma l'analogico in mouse: arriva il cursore per le console PC portatili
(Adnkronos) - L'espansione del mercato delle console portatili basate su Windows, come la Asus ROG Ally X, ha evidenziato i limiti di un sistema operativo nato per il desktop quando viene utilizzato su schermi ridotti e senza periferiche esterne. Per ovviare alle difficoltà di navigazione nelle applicazioni non ottimizzate o nelle schermate di login dei videogiochi, Microsoft ha avviato la sperimentazione di un cursore virtuale integrato direttamente nella modalità Xbox di Windows 11. Questa soluzione mira a centralizzare una funzionalità che finora era stata spesso delegata a software proprietari di terze parti, garantendo un'integrazione più profonda e immediata attraverso la Game Bar. Il funzionamento del sistema, denominato Gamepad Cursor, assegna alla levetta analogica sinistra il compito di muovere il puntatore sullo schermo, mentre la levetta destra viene dedicata allo scorrimento verticale delle pagine. La pressione del tasto A sostituisce il clic del mouse, offrendo un controllo puntuale anche in contesti dove la navigazione basata sul focus dei tasti direzionali risulta inefficace. Si tratta di un accorgimento tecnico pensato per migliorare l'esperienza d'uso quotidiana, permettendo di gestire con agilità programmi o componenti di gioco che richiedono un'interazione più precisa rispetto a quella consentita dai comandi standard di un controller. Sebbene produttori come Asus abbiano già implementato soluzioni simili all'interno di suite dedicate come Armory Crate, l'approccio di Microsoft punta sulla semplicità d'accesso, eliminando la necessità di configurazioni esterne al sistema operativo. La novità è attualmente disponibile per i membri del programma Xbox Insider, i quali possono testare la funzione prima del rilascio globale. L'attivazione avviene tramite l'Xbox Insider Hub, offrendo così una prima risposta concreta alle esigenze di un segmento di utenza che richiede un'interfaccia Windows sempre più adattabile alla natura ibrida dei moderni dispositivi portatili da gioco.
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Sony annuncia il film d'animazione di Bloodborne
(Adnkronos) - Sony Pictures ha ufficializzato lo sviluppo di un adattamento cinematografico animato dedicato a Bloodborne, il titolo cult che ha ridefinito l’immaginario gothic-horror su console. Il progetto sarà caratterizzato da un approccio maturo, confermato dalla classificazione VM14, necessaria per trasporre con fedeltà le atmosfere violente e oscure che hanno reso celebre il videogioco originale. Il presidente di Sony Pictures Entertainment Motion Picture Group, Sanford Panitch, ha dichiarato che l'obiettivo primario rimane la conservazione dello spirito autentico della produzione, garantendo un’esperienza in linea con le aspettative degli appassionati. La realizzazione del lungometraggio vedrà il coinvolgimento di PlayStation Productions e Lyrical Animation, con la partecipazione di Sean McLoughlin, meglio conosciuto come Jacksepticeye e youtuber da 31 milioni di iscritti, nel ruolo di co-produttore. Il finanziamento sarà gestito da Sony Pictures insieme a Lyrical Media, società controllante dello studio di animazione. Questa sinergia tra diverse realtà produttive mira a consolidare il percorso di Sony nella trasformazione delle proprie proprietà intellettuali videoludiche in prodotti per il grande schermo, affidandosi a figure che conoscono profondamente il materiale di partenza. Pubblicato originariamente su PlayStation 4 il 24 marzo 2015, Bloodborne rappresenta uno dei vertici creativi di FromSoftware e della divisione Sony Interactive Entertainment. L’opera ha saputo conquistare il pubblico grazie a un sistema di combattimento punitivo e a una direzione artistica marcatamente vittoriana. A oltre dieci anni dal debutto, l'annuncio di un film d'animazione segna un passaggio significativo per un franchise che, pur essendo rimasto legato a un unico capitolo videoludico, continua a esercitare una forte influenza sull’immaginario collettivo dei giocatori in tutto il mondo.
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