Gestione energetica intelligente riduce i consumi del 22% in tutta Europa

(Adnkronos) - Il mercato europeo della gestione energetica domestica sta vivendo una fase di consolidamento strutturale, spinto dalla necessità di mitigare l'instabilità dei prezzi e accelerare la transizione verso le fonti rinnovabili. tado° ha ufficializzato il raggiungimento della redditività operativa, un traguardo supportato dal collegamento di oltre 5,5 milioni di termostati intelligenti in tutto il continente. Questo passaggio segna l'evoluzione dell'azienda da produttore di hardware a piattaforma software complessa, capace di gestire in modo coordinato riscaldamento, raffrescamento e consumi elettrici. "La forte crescita degli ultimi anni e la nostra posizione di leadership nel mercato europeo ci hanno permesso di raggiungere la redditività come azienda", ha dichiarato Johannes Schwarz, co-fondatore e CEO di tado°, sottolineando come l'indipendenza finanziaria consenta di accelerare l'espansione tecnologica del gruppo.  

tado° Co-founders Christian Deilmann (a sinistra) e Johannes Schwarz (a destra)

  
L'approccio tecnologico attuale combina l'uso di termostati smart con l'analisi delle tariffe elettriche dinamiche, permettendo di spostare automaticamente i consumi verso le fasce orarie più economiche ed efficienti. Questa automazione, progettata per adattarsi alla varietà dei sistemi di riscaldamento europei, dalle pompe di calore alle caldaie a gas, fino al teleriscaldamento, consente una riduzione media dei consumi stimata intorno al 22%. L'integrazione di questi strumenti trasforma l'abitazione in un vero e proprio hub energetico, dove il controllo stanza per stanza ottimizza l'uso della risorsa senza compromettere il comfort abitativo. Christian Deilmann, co-fondatore dell'azienda, ha evidenziato la centralità del dibattito sulla sicurezza energetica osservando che "il kilowattora più economico è quello che non consumi mai". In un'ottica di lungo termine, la strategia aziendale punta a integrare riscaldamento, energia solare e ricarica dei veicoli elettrici in un unico sistema intelligente guidato dall'intelligenza artificiale. Parallelamente al rafforzamento operativo, è stato introdotto un programma di partecipazione che rende i dipendenti azionisti virtuali, promuovendo una cultura della proprietà condivisa. Con l'aumento della quota di energia eolica e solare nel sistema elettrico, la capacità di bilanciare domanda e offerta attraverso tecnologie smart diventa un requisito fondamentale per la stabilità della rete e il risparmio delle famiglie. 
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Olidata Cybersecurity: servizi SOC e sicurezza informatica

(Adnkronos) - Olidata S.p.A., system integrator quotato su Euronext Milan, ha ufficializzato per mezzo di una nota stampa la nascita di Olidata Cybersecurity S.r.l., operazione che riflette la centralità strategica della protezione dei dati per le infrastrutture critiche e il settore mission critical. La nuova società, con sede a Roma, punta alla realizzazione e gestione di un Next Generation Security Operation Center (SOC), offrendo servizi di Managed Security progettati per rispondere a minacce informatiche sempre più sofisticate. L'operazione si fonda su una partnership che vede Olidata S.p.A. detenere il 70% del capitale sociale, mentre il restante 30% fa capo a Cyber Capital Alliance S.r.l. La struttura di governance è presieduta da Cristiano Rufini, affiancato dai consiglieri Pierre Levy e Giuseppe Di Fuccia. Un passaggio chiave del progetto è rappresentato dal rilevamento delle attività di Atlantica Cybersecurity S.r.l., mossa che permette alla nuova realtà di ereditare un SOC già operativo e un portafoglio clienti esteso tra Italia, Europa e Medio Oriente. L'offerta integrerà soluzioni software per ambienti on-site e cloud, affiancate da attività di outsourcing informatico e monitoraggio operativo costante. "Oggi la cybersicurezza è una condizione dello sviluppo: senza protezione non ci sono innovazione, fiducia né continuità. Olidata Cybersecurity nasce per dare una risposta nazionale concreta a un rischio che è ormai strutturale", ha dichiarato Cristiano Rufini. A queste parole si aggiungono quelle di Pierre Levy, il quale ha sottolineato l'obiettivo di "contribuire alla crescita della sicurezza e della resilienza delle aziende attraverso l'apporto di competenze consolidate nel mercato tecnologico." Il rafforzamento della sovranità digitale nazionale passa dunque per la creazione di poli tecnologici capaci di garantire la continuità del business in un contesto di rischio informatico permanente.  
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Sandrider Experience: Motorsport e Gaming a Roma

(Adnkronos) - Il prossimo 2 aprile, le Officine Farneto di Roma ospiteranno un evento progettato per trasferire l’intensità della guida off-road in un contesto urbano, utilizzando una replica fedele del veicolo che ha partecipato alla Dakar 2026. Al centro dell'iniziativa si colloca un simulatore di guida in scala 1:1, concepito per restituire le vibrazioni e le sollecitazioni tipiche dei percorsi desertici attraverso una prova a tempo in stile racing game. Questa configurazione "phygital" mira a coinvolgere una community trasversale di appassionati, unendo le prestazioni tecniche dei motori all'intrattenimento interattivo. Il concept creativo dell'appuntamento capitolino si basa sulla trasformazione dell’immaginario legato ai grandi rally in un’esperienza concreta e condivisibile, facilitata dalla presenza di creator del panorama digitale come Giampytek e Naska. La partecipazione di queste figure sottolinea la volontà di amplificare il racconto dell'evento verso un pubblico sempre più orientato alla fruizione social e tecnologica. L'esperienza proposta non si limita alla semplice esposizione del mezzo, ma invita l'utente a testare le proprie abilità di guida estrema in un ambiente controllato ma tecnologicamente avanzato, dove la fedeltà della simulazione è garantita dal design racing del veicolo originale. Per chi desidera approfondire le modalità di partecipazione e i dettagli tecnici del simulatore, le informazioni sono disponibili sulla piattaforma web dedicata all'evento. 
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Lo studio, 80% di chi soffre di schizofrenia ha deficit cognitivi

(Adnkronos) - In Italia si stima che la schizofrenia interessi circa 300 mila persone, con una prevalenza intorno allo 0,6% della popolazione adulta. Tra queste, oltre l’80% presenta un deficit cognitivo che incide in modo significativo sulla capacità di lavorare, mantenere relazioni sociali e gestire la vita quotidiana, ed è uno dei principali fattori che determinano la qualità della vita quotidiana, anche più dei sintomi psicotici. Ma non tutto il deficit cognitivo è direttamente espressione della malattia. Una parte, almeno un terzo, può essere infatti legata a fattori esterni e potenzialmente modificabili. Questo approccio segna un cambio di prospettiva nella gestione della schizofrenia, spostando l’attenzione dal solo controllo dei sintomi psicotici alla valutazione sistematica dei fattori che possono influenzare il funzionamento cognitivo. I dati dello studio italiano, condotto dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Università di Brescia diretto da Antonio Vita, presidente della Società italiana di psichiatria, sono stati presentati durante il Congresso Europeo di psichiatria (Epa 2026) in corso a Praga.    "Una quota significativa dei deficit cognitivi, almeno un terzo, osservati nelle persone con schizofrenia è riconducibile a fattori secondari e quindi, almeno in parte, modificabile. Si tratta di un aspetto cruciale, perché apre a margini concreti di intervento", spiega Vita. Il contributo del gruppo dell’Università di Brescia introduce una distinzione chiave tra deficit cognitivo 'primario' e 'secondario. Il primo riflette la componente neuroevolutiva intrinseca della schizofrenia e coinvolge diverse funzioni – dalla memoria all’attenzione, fino alle funzioni esecutive e alla cognizione sociale – spesso già prima dell’esordio della psicosi, con un andamento relativamente stabile nel tempo. Il deficit cognitivo secondario, invece, è determinato da fattori che possono peggiorare ulteriormente le prestazioni cognitive. Tra questi rientrano il carico di farmaci con effetti anticolinergici, l’utilizzo di antipsicotici di prima generazione e benzodiazepine, la sindrome metabolica, i disturbi del sonno, la sedentarietà, l’uso di sostanze – in particolare la cannabis – e la deprivazione sociale.   "Distinguere queste due componenti – prosegue Vita – è fondamentale nella pratica clinica. Se il deficit primario richiede interventi strutturati come la riabilitazione cognitiva e una gestione ottimizzata della terapia, quello secondario impone un lavoro sistematico di identificazione e riduzione dei fattori che lo determinano". In questa prospettiva, la gestione della schizofrenia si amplia oltre il controllo dei sintomi psicotici, includendo la revisione delle terapie in funzione dell’impatto cognitivo, la gestione delle comorbidità metaboliche, la promozione dell’attività fisica, il trattamento dei disturbi del sonno, il contrasto all’uso di sostanze e programmi di inclusione sociale e lavorativa. Un approccio che può tradursi in un miglioramento concreto del funzionamento quotidiano e della qualità della vita delle persone con schizofrenia. 
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Medicina, intervento neurochirurgico da sveglio con ipnosi, rimossa lesione cervello

(Adnkronos) - Neurochirurgia da svegli con ipnosi, realizzata all'Irccs Neuromed di Pozzili per migliori risultati preservando, al contempo, le funzioni cerebrali. L'intervento con la cosiddetta tecnica 'awake'(a paziente sveglio) ha consentito di mantenere un’elevata precisione chirurgica e una buona gestione dell’esperienza intraoperatoria del paziente. La chirurgia awake viene utilizzata quando è necessario operare lesioni cerebrali vicine alle 'aree nobili', come ad esempio quelle che controllano il movimento, il linguaggio, la memoria, la capacità di riconoscere i volti o di eseguire calcoli. In questi casi, durante alcune fasi dell’intervento, il paziente collabora con l’équipe eseguendo semplici compiti, permettendo il monitoraggio in tempo reale delle funzioni cerebrali e guidando l’azione del neurochirurgo.  Nel caso specifico, la lesione era localizzata in un’area motoria coinvolta nel movimento del piede. Durante l’intervento, al paziente è stato chiesto di eseguire movimenti mirati dell’arto, consentendo un monitoraggio continuo e permettendo di preservare la funzione motoria. In questo contesto, le tecniche di ipnosi clinica hanno permesso di modulare in modo dinamico lo stato del paziente, favorendo la collaborazione attiva durante le fasi di monitoraggio motorio e un profondo rilassamento nelle fasi chirurgiche non collaborative. Questo ha consentito condizioni operative ottimali, inclusa la riduzione dell’attività muscolare interferente durante le fasi di stimolazione. L’integrazione di queste tecniche ha inoltre consentito di ridurre al minimo l’utilizzo di farmaci anestetici, favorendo una maggiore stabilità intraoperatoria e un recupero rapido già nelle prime ore successive all’intervento.   "L’ipnosi - evidenzia Vincenzo Esposito, responsabile della Neurochirurgia II del Neuromed - non è qualcosa di magico, ma uno strumento che consente di mettere il paziente a proprio agio e ridurre in modo significativo l’ansia legata alla chirurgia da sveglio. Questo si traduce in una collaborazione più efficace durante l’intervento e in una maggiore affidabilità nella valutazione delle funzioni".    Le tecniche di ipnosi clinica sono state utilizzate per favorire la focalizzazione dell’attenzione, ridurre l’ansia e facilitare la risposta del paziente ai compiti richiesti, limitando l’interferenza degli stimoli ambientali. "Abbiamo lavorato insieme già dal giorno precedente all’intervento costruendo un percorso che ha permesso al paziente di mantenere un’elevata focalizzazione attentiva e una collaborazione costante anche nelle fasi più delicate", spiega Marco Ciavarro, neuropsicologo. "Dal punto di vista anestesiologico – dice Svitlana Kaskiv, anestesista Neuromed - l’integrazione con l’ipnosi consente di modulare in modo più fine lo stato del paziente, mantenendo elevati standard di sicurezza e stabilità intraoperatoria, con un utilizzo minimo dei farmaci ansiolitici. Inoltre, con tale metodica, il paziente sopporta meglio l’anestesia locale che viene fatta a livello del cranio nella fase iniziale dell’intervento".   Il paziente, a due giorni dall’intervento, ha raccontato di aver vissuto l’esperienza in modo più semplice di quanto si aspettasse. "La sala operatoria è passata liscia, non sentivo dolore. Ascoltavo solo la voce che mi guidava, e riuscivo a fare quello che mi veniva chiesto, come muovere il piede. Pensavo ai miei figli, a quello che voglio tornare a fare. Per me è durato molto meno di quanto è stato realmente".   L’integrazione di tecniche di ipnosi clinica nella chirurgia da svegli rappresenta un ulteriore sviluppo dell’approccio multidisciplinare, in cui neurochirurghi, anestesisti e neuropsicologi lavorano in stretta sinergia con il paziente. "La riduzione della componente ansiosa - spiega Esposito - consente di limitare l’uso di farmaci aggiuntivi e di ottenere una valutazione più precisa delle funzioni durante l’intervento. Questo rende la procedura più fluida e, spesso, anche più rapida, con un’esperienza complessivamente positiva per il paziente". È da sottolineare come al Neuromed le tecniche di ipnosi clinica siano applicate anche in altri contesti chirurgici, in particolare negli interventi di chirurgia spinale, sempre con l’obiettivo di migliorare l’esperienza del paziente nelle fasi pre e post-operatorie. I dati preliminari raccolti indicano una riduzione dei livelli di ansia e una minore necessità di farmaci analgesici, suggerendo un potenziale beneficio anche in termini di recupero complessivo. 
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Attie, l'IA che permette a chiunque di creare un algoritmo social

(Adnkronos) - Il team che ha guidato l'ascesa di Bluesky ha presentato Attie, un assistente basato su intelligenza artificiale progettato per rivoluzionare l'interazione con il protocollo AT. Svelato durante la conferenza Atmosphere dall'ex CEO Jay Graber e dal CTO Paul Frazee, il software sfrutta i modelli Claude di Anthropic per consentire agli utenti di modellare i propri algoritmi senza dover ricorrere alla programmazione tradizionale. L'obiettivo dichiarato è quello di superare le barriere tecniche che finora hanno limitato lo sviluppo nell'ecosistema decentralizzato. Nella sua forma attuale, Attie permette la creazione di feed personalizzati attraverso semplici istruzioni testuali. Gli utenti possono richiedere flussi di contenuti estremamente specifici, come discussioni su folklore e tradizioni musicali celtiche, ottenendo una selezione curata dall'intelligenza artificiale. Sebbene il servizio sia inizialmente confinato a un'applicazione dedicata, la strategia a lungo termine prevede un'integrazione profonda con Bluesky e le altre piattaforme che poggiano sul protocollo atproto, estendendo la capacità di personalizzazione a tutta la rete. L'ambizione del progetto si spinge oltre la semplice gestione dei contenuti, puntando verso quello che Graber definisce "vibe coding". Grazie agli strumenti di programmazione agentica, gli utenti potranno costruire applicazioni complete sfruttando lo strato di dati aperti della rete Atmosphere. Secondo gli sviluppatori, l'architettura del protocollo AT, dotata di schemi chiaramente definiti, è particolarmente adatta a questo tipo di automazione, rendendo il software personalizzabile anche da chi non possiede competenze tecniche. Attie si trova ora in una fase di beta chiusa, con una lista d'attesa attiva sul sito ufficiale. 
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Satispay punta su welfare, obiettivo 700 mln volumi entro fine 2026

(Adnkronos) - Satispay punta sul welfare aziendale con una strategia che pone al centro un modello innovativo pensato per introdurre un maggior equilibrio e restituire valore all’intera catena del valore: esercenti, aziende e lavoratori, garantendo la massima convenienza sia nell’incasso che nella spendibilità. In una nota, la società spiega che i dati confermano l’impatto positivo sul business locale: per i piccoli esercenti questi servizi non solo aumentano il traffico in negozio, ma generano una spesa di valore molto più elevato. Basti pensare che lo scontrino medio delle transazioni effettuate con i buoni pasto Satispay è superiore del 60% rispetto alla media dei pagamenti digitali Satispay registrati nel medesimo punto vendita. Questo approccio riduce drasticamente gli attriti operativi e migliora le condizioni economiche per tutto l'ecosistema, trasformando i benefit in un valore concreto e quotidiano.  Il 2025 ha segnato una forte accelerazione per SatisWelfare: a due anni dal lancio del servizio, si legge nella nota, la fintech ha raggiunto traguardi che mediamente richiedono tempi di maturazione molto più lunghi nel settore: a dicembre sono stati superati i 41 milioni di euro di volumi mensili di prodotti welfare emessi, portando il valore annualizzato a quota 360 milioni di euro. Sulla base di questo trend e della fiducia di oltre 40.000 aziende, Satispay punta a raggiungere i 700 milioni di euro di volumi annualizzati entro la fine del 2026 per tutti i prodotti welfare. "Crediamo fermamente in un modello che rimetta al centro gli esercenti, perché il welfare genera valore solo quando è sostenibile per tutti gli attori coinvolti: aziende, lavoratori e negozianti -commenta Alberto Dalmasso, ceo e co-fondatore del Gruppo Satispay-. I risultati ci confermano che siamo sulla strada giusta: vedere che i nostri servizi aumentano la capacità di spesa dei clienti e il traffico nei negozi di quartiere è la prova che la tecnologia può sostenere l'economia reale. Restituire valore al territorio significa per noi eliminare gli attriti burocratici e i costi eccessivi, offrendo soluzioni eque che avevamo adottato ben prima che diventassero un obbligo di legge. La nostra missione resta quella di sempre: semplificare il rapporto con il denaro per restituirne il pieno valore nelle mani delle persone e delle imprese". 
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Evoluzione della pulizia domestica: le tecnologie smart guidano la crescita del mercato globale

(Adnkronos) - In collaborazione con Tineco  Il settore delle soluzioni intelligenti per la cura della casa sta attraversando una fase di profonda trasformazione in cui Tineco ha avuto un ruolo determinante nel trasformare gli aspirapolvere lavapavimenti wet & dry in una categoria essenziale per le abitazioni moderne, unendo tecnologia avanzata e design centrato sull’utente per costruire una community globale di oltre 24 milioni di utenti. Questo slancio nel segmento della pulizia smart è confermato dai dati diffusi da Euromonitor International, autorevole fornitore indipendente di ricerche strategiche di mercato, che evidenziano come nel 2025 il brand abbia raggiunto una quota globale del 35%, mantenendo la leadership internazionale per quattro anni consecutivi. Il passaggio dai sistemi di aspirazione tradizionali a dispositivi multifunzione capaci di gestire simultaneamente sporco secco e liquido segna una tendenza consolidata verso l'efficienza domestica.  Nel segmento del lavaggio intelligente, l'integrazione tra sistemi wet & dry e tecnologie di rilevamento ha permesso lo sviluppo di dispositivi come la serie FLOOR ONE S9 Artist, calla cura degli ambienti si manifesta attraverso una diversificazione tecnologica capace di coprire ogni tipologia di superficie domestica.he include le versioni Steam Pro e standard, progettati specificamente per il trattamento avanzato delle superfici dure attraverso un design funzionale. Parallelamente, l’evoluzione dell’aspirazione senza filo trova riscontro in modelli come il PURE ONE A90S, dove l’efficienza operativa è garantita da una gestione intelligente della potenza aspirante, adattabile alle diverse necessità di pulizia dell’intera abitazione. L'espansione del settore verso ambiti più specialistici è ulteriormente testimoniata da soluzioni mirate alla pulizia profonda di tappeti e moquette, come nel caso del Carpet One Cruiser, che affronta le criticità degli elementi tessili più impegnativi. Nel complesso, queste innovazioni delineano una strategia volta a fornire strumenti integrati ad alte prestazioni, capaci di rispondere con precisione alle caratteristiche di ogni materiale presente in casa. Questo percorso evolutivo conferma la tendenza del mercato verso una digitalizzazione dei processi di pulizia, dove il software di controllo e la qualità meccanica collaborano per semplificare la manutenzione quotidiana e migliorare l'igiene degli spazi abitativi. Queste tecnologie, introdotte originariamente tra il 2018 e il 2019, hanno definito nuovi standard per la pulizia connessa, semplificando la manutenzione dei dispositivi e migliorando l'efficienza energetica durante l'uso. "Questo risultato riflette il nostro impegno continuo nell’innovazione e la nostra missione di semplificare la vita quotidiana attraverso la tecnologia intelligente", ha dichiarato Ling Leng, CEO di Tineco, commentando i dati di mercato. L'azienda, fondata nel 1998, è passata dalla produzione meccanica di aspirapolvere alla progettazione di ecosistemi smart che includono anche i segmenti kitchen e personal care. Attualmente, la distribuzione di queste tecnologie copre oltre 10.000 punti vendita globali, con una presenza capillare sia nelle grandi catene di elettronica come Mediaworld, sia sulle principali piattaforme di e-commerce come Amazon e lo store ufficiale Tineco. Le previsioni per il 2026 indicano un'ulteriore espansione della categoria, con investimenti mirati nello sviluppo di funzioni di manutenzione semplificata e automazione domestica. 
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Cashless Society 2026: pagamenti digitali e strategie IT

(Adnkronos) - Durante il recente Forum Community Cashless Society 2026, organizzato da TEHA – The European House Ambrosetti, è stato analizzato come le infrastrutture di pagamento siano diventate elementi cardine della sicurezza nazionale. La crescita dei pagamenti elettronici registrata negli ultimi anni non è solo un dato statistico, ma il segnale di un processo di transizione che vede le generazioni più giovani agire come traino, mentre resta aperta la sfida della piena inclusione per le fasce di popolazione che incontrano maggiori difficoltà nell'approccio a questi strumenti. L'orientamento istituzionale emerso punta a una direzione chiara: mettere le tecnologie digitali a disposizione della collettività senza tuttavia ricorrere all'imposizione di obblighi normativi. L'obiettivo è accompagnare il cambiamento attraverso la consapevolezza e l'educazione, riducendo le frizioni sociali legate al divario digitale. "Vogliamo andare in una direzione chiara: mettere questi strumenti a disposizione di tutti, senza imporre obblighi, accompagnando il cambiamento con consapevolezza e inclusione", ha affermato il sottosegretario Alessandro Morelli, sottolineando la necessità di un approccio equilibrato che rispetti le diverse predisposizioni generazionali. Un aspetto centrale del dibattito ha riguardato il ruolo della cashless society nel contrasto all'economia sommersa. La maggiore tracciabilità e trasparenza garantite dai pagamenti elettronici rappresentano strumenti efficaci contro l'evasione fiscale, a patto che vengano rafforzate l'integrazione e l'interoperabilità dei sistemi a livello europeo. Resta tuttavia da colmare il divario territoriale tra Nord e Mezzogiorno, una disparità che richiede interventi mirati e una diffusione capillare della cultura finanziaria. Secondo le conclusioni del Forum, l'introduzione di programmi di educazione finanziaria nelle scuole sarà determinante per sostenere questo percorso già tracciato, trasformando la tecnologia in un'opportunità di crescita competitiva per l'intero territorio nazionale. 
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Fascicolo sanitario elettronico e la scadenza del 31 marzo, cosa cambia

(Adnkronos) - Prosegue il cammino del Fascicolo sanitario elettronico (Fse) che sarà il cardine della nuova sanità digitale del Paese. Tra pochi giorni, il 31 marzo, è prevista la scadenza per le strutture sanitarie pubbliche e private (convenzionate e non) chiamate ad adeguarsi al nuovo modello di trasmissione dei dati per alimentare il Fse.  Il Fse è "il punto di accesso ai dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici riguardanti l'assistito, attraverso il quale - spiega il ministero della Salute sul sito dedicato proprio al Fascicolo sanitario elettronico - il cittadino può consultare i propri dati e documenti sanitari e condividerli con i professionisti sanitari per garantire la continuità di cura per un servizio più efficace ed efficiente".  Per ottenere questo obiettivo le strutture sanitarie devono condividere un modello e un 'linguaggio' comuni e dovranno anche inviare il referto entro 5 giorni dalla prestazione erogata al cittadino-paziente. Un ecosistema dei dati, già peraltro attivo, che permetterà ai professionisti sanitari, ad esempio nel caso di accesso in un pronto soccoro sul territorio nazionale, di conoscere la storia clinica del paziente.  Quasi 1 italiano su 3 (27%) - secondo i dati del ministero della Salute - ha usato il Fascicolo sanitario elettronico tra luglio e settembre 2025, con punte del 64% per l'Emila Romagna e del 66% per il Veneto, ma anche con il 3% della Sicilia. Mentre in totale sono oltre 6,4 milioni i cittadini che hanno effettuato un accesso e 23 milioni i cittadini per cui è stato pubblicato un documento. Rimane ancora basso, 44%, il numero di italiani che hanno espresso il consenso alla consultazione dei proprio documenti. Dato importante è quello dei medici di famiglia e pediatri di libera scelta che sono entrati nel fasciolo: 95,2%.  
Particolare importanza riveste il Profilo sanitario sintetico (Pss), anche detto Patient Summary, che è il documento socio-sanitario informatico redatto e aggiornato dal medico di base o dal pediatra di libera scelta che riassume le principali evidenze della storia clinica dell’assistito e la sua situazione corrente conosciuta. La finalità del Pss è quella di "favorire la continuità di cura, permettendo un rapido inquadramento dell'assistito al momento del contatto con i servizi sanitari", sottolineano gli esperti.  L'assistito può accedere al proprio Fse con la sua identità digitale (Spid, Cie, Ts-Cns) per consultare la propria documentazione e decidere se dare il consenso alla consultazione al personale sanitario. L'assistito potrà, in qualunque momento, modificare le indicazioni in merito a chi può consultare il proprio Fse e a cosa può essere consultato, senza alcuna conseguenza per l'erogazione delle prestazioni fornite dal Ssn e dai servizi socio‐sanitari. La revoca del consenso per la consultazione dei dati e dei documenti presenti nel Fse disabilita l'accesso ai dati e ai documenti per i professionisti sanitari e socio‐sanitari precedentemente autorizzati che, solo in caso di nuova e successiva prestazione del consenso da parte dell'assistito, verranno riabilitati e potranno nuovamente consultare la documentazione. L'assistito può, in qualunque momento, visualizzare i diversi soggetti che hanno avuto accesso al proprio Fse, sia per attività di consultazione che di alimentazione. 
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