Trasparenza salariale, da Direttiva Ue un'occasione per le donne e la competitività delle imprese italiane

(Adnkronos) - Con la direttiva europea 2023/970 sulla Trasparenza salariale cosa cambia e quali opportunità per le aziende per ridurre il 'gender gap' salariale? Sulla questione Adnkronos/Labitalia ha intervistato l'avvocato Massimo Pallini, senior partner Studio Ichino Brugnatelli e Associati.  
I dati del Rendiconto di genere 2025 mostrano che le donne italiane, pur essendo mediamente più istruite degli uomini, continuano a percepire stipendi inferiori di oltre il 25%. Perché il mercato del lavoro italiano non riesce ancora a tradurre il merito e le competenze femminili in una reale parità salariale?
 Le ragioni sono molteplici ma tutte affondano le radici nella tradizionale ripartizione dei ruoli tra i generi nella società italiana, secondo cui il 'bread winner' della famiglia è di sesso maschile, mentre la donna si dedica prevalentemente all’attività di cura dei figli e dei soggetti anziani e/o fragili della famiglia. Nonostante l’emancipazione femminile, si fa fatica a superare questi retaggi culturali e, invero, la ripartizione delle attività di cura in seno alle coppie rimane ancora fortemente sbilanciata a svantaggio del genere femminile. Ciò continua a condizionare anche i datori di lavoro che inerzialmente non hanno abbandonato convinzioni stereotipate – e forse anche inconsapevoli o inconsce – secondo le quali la donna è in prospettiva meno affidabile e produttiva dell’uomo perché nel corso della sua vita lavorativa dovrà assentarsi di più, garantirà minor flessibilità e minor dedizione al lavoro proprio in quanto gravata dell’onere di conciliarlo con le attività di cura. La carenza di servizi in favore delle giovani coppie con figli, in primo luogo di asili nido e di attività extraorario scolastico, ancor più non agevola l’abbattimento di questi ostacoli, non tanto al momento dell’ingresso della donna nel mondo del lavoro, quanto in quello del suo rientro dopo la gravidanza.  
La nuova Direttiva europea sulla trasparenza retributiva impone alle aziende di rendere più chiari criteri e livelli salariali. Secondo lei, questa normativa rappresenta soprattutto un obbligo burocratico o può davvero diventare una leva di competitività e produttività per le imprese italiane?
 E' indubbio che la Direttiva grava le imprese di adempimenti amministrativi e gestionali aggiuntivi perché le obbliga alla raccolta e all’analisi di una gran varietà di dati e al rispetto di obblighi informativi in favore dei singoli lavoratori, delle loro rappresentanze sindacali e degli organismi pubblici di monitoraggio e ispettivi. Il diffuso utilizzo di gestionali informatici e la digitalizzazione dei dati del personale, tuttavia, consentono di assolvere agevolmente a questi oneri senza imporre alle aziende rivoluzioni organizzative o investimenti insostenibili. In realtà le aziende di maggiori dimensioni già raccolgono e trattano tutti i dati che richiede la direttiva. L’innovazione è piuttosto quella di obbligare l’azienda ad analizzarli con grande attenzione e a interrogarsi su quali siano le possibili cause dei divari retributivi di genere (non solo in seno ad ogni qualifica professionale ma anche tra mansioni comparabili per competenze e responsabilità richieste), nonché a indagare se detti divari siano imputabili a soluzioni organizzative aziendali e, in tal caso, a pianificare misure per colmarli. L’assolvimento di questi adempimenti necessariamente induce le aziende a ripensare le proprie politiche retributive e di progressione di carriera orientandole verso criteri di valutazione 'oggettivi e neutri sotto il profilo di genere', come appunto recita la direttiva. I criteri che rispondono a tali caratteri non possono che essere legati alla valutazione - secondo parametri predeterminati ex ante e oggettivamente misurabili ex post - del rendimento individuale o per team dei lavoratori e del raggiungimento degli obiettivi assegnati loro. Ciò offre al contempo un valido supporto all’incremento della produttività delle aziende perché le indirizza a implementare sistemi di valutazione dei lavoratori in ragione di dati oggettivi, invece che di apprezzamenti soggettivi e discrezionale, spesso influenzati da stereotipi o di pregiudizi non solo con riguardo al genere ma anche a tutte le altre cause di discriminazione (razza, età, disabilità, orientamento sessuale, convinzioni personali e religiose).  
Lei sostiene che la trasparenza salariale possa aiutare anche le piccole e medie imprese a crescere culturalmente e organizzativamente. In concreto, quali saranno gli ostacoli maggiori per le pmi italiane nell’applicazione delle nuove regole?
 La Direttiva presta grande attenzione a evitare di gravare di oneri eccessivi le pmi. Il decreto di recepimento in Italia esonera le aziende con meno di 50 dipendenti dalla gran parte degli adempimenti di informazione. Queste imprese rimangono tuttavia egualmente soggette all’obbligo sia di adottare politiche retributive non discriminatorie in ragione del genere sia di giustificare eventuali divari retributivi in ragione di criteri 'oggettivi e neutri'. Anche le pmi quindi possono più agevolmente evitare significativi divari retributivi tra i generi o soddisfare l’onere di giustificazione dei divari esistenti soltanto se abbandonano la prassi invalsa dei superminimi discrezionali per incrementare la quota di retribuzione, la cui erogazione è condizionata al raggiungimento di obiettivi (predeterminati e misurabili) di produttività. Al riguardo, la difficoltà maggiore per le pmi, dove spesso non ci sono rappresentanze sindacali aziendali, è quella di superare l’avversione culturale della proprietà alla contrattazione aziendale o territoriale. Il legislatore mira a incentivare questa contrattazione c.d. “di prossimità” prevedendo, anche nel recente decreto del 1 maggio (d.l. 62/2026), che i trattamenti retributivi premiali godano di rilevanti agevolazioni fiscali e contributive, ma soltanto a condizione che i criteri di attribuzione siano contrattati in azienda o a livello territoriale.  
Uno dei punti centrali della Direttiva è il superamento di sistemi retributivi discrezionali a favore di criteri oggettivi di valutazione delle performance. Questo approccio può contribuire anche a ridurre il contenzioso tra aziende, lavoratori e sindacati?  L’adozione di sistemi retributivi legati alla valutazione della performance, se propriamente basata su criteri oggettivi, neutri e misurabili, senza dubbio comprime i rischi di contenzioso in azienda. Consente infatti di offrire una valida giustificazione a eventuali divari retributivi non solo tra i generi, ma anche con riguardo a tutte le altre condizioni soggettive dei lavoratori che secondo la disciplina antidiscriminatoria debbono esser ritenute neutre dal datore di lavoro. Tali sistemi retributivi aiutano anche a disinnescare rivendicazioni sindacali di incrementi salariali “indipendenti” dall’andamento aziendale, sviluppando al contrario una cultura di co-partecipazione dei lavoratori alla distribuzione dei vantaggi economici laddove conseguiti dall’azienda con l’incremento della produttività.  
In Italia il tasso di occupazione femminile resta tra i più bassi d’Europa. Lei ha parlato della necessità di 'rilanciare l’economia italiana' attraverso questa riforma: quanto può incidere davvero la parità salariale sulla crescita economica e sulla partecipazione delle donne al lavoro?
 A mio avviso l’economia italiana avrebbe grandi margini di crescita se si riuscisse a promuovere due risorse ampiamente sottoutilizzate: il mezzogiorno e appunto le donne. Per quest’ultime la parità salariale non solo statica, ma anche dinamica, in termini cioè di opportunità di carriera, è un forte stimolo alla partecipazione al mondo del lavoro e all’investimento per ambire a posizioni di direzione e di responsabilità. Come si evince proprio dai dati del Rendiconto di genere 2025 le donne al momento sono le risorse più istruite e meglio formate alla fine del percorso scolastico/universitario; è di tutta evidenza che poi queste competenze finiscono per essere sottoutilizzate e ciò non solo per responsabilità delle aziende, ma anche per condotte rinunciatarie delle donne stesse. Al contempo la fiducia in una maggiore valorizzazione nel mercato del lavoro indurrà le studentesse a investire maggiormente nella formazione Stem, che oggi apre le porte a percorsi professionali meglio retribuiti, che sono però tradizionalmente considerati appannaggio del genere maschile. (di Sabrina Rosci)   
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INGV e CINECA, intesa su supercalcolo e intelligenza artificiale per i rischi naturali

(Adnkronos) - L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e il consorzio interuniversitario CINECA hanno formalizzato il potenziamento di una collaborazione scientifica e tecnologica incentrata sull'applicazione del calcolo scientifico ad alte prestazioni, dell'intelligenza artificiale e delle infrastrutture digitali avanzate. L'incontro istituzionale, svoltosi presso il DAMA Tecnopolo di Bologna, ha delineato una roadmap condivisa che mira a sviluppare soluzioni innovative per la sorveglianza sismica, l'allerta tsunami, la gestione di grandi moli di dati geofisici e il cosiddetto urgent computing, con il supporto del Dipartimento della Protezione Civile e in stretta relazione con l'evoluzione del sistema nazionale di allarme pubblico IT-alert per il rischio maremoto. Il piano d'azione prevede un'integrazione che sfrutta anche la prossimità fisica e logica delle infrastrutture, data la presenza di un Centro Elaborazione Dati dell'INGV all'interno del polo tecnologico emiliano, nodo di riferimento per l'ecosistema digitale del Paese. L'accordo si focalizza sul potenziamento dei sistemi operativi h24 della Sala Operativa di Roma, dove il Centro Allerta Tsunami contribuisce all'allertamento per il rischio maremoto nell'area mediterranea.  "L'integrazione operativa tra Cloud, High Performance Computing e Intelligenza Artificiale rappresenta oggi un elemento fondamentale di interesse nazionale," spiega Stefano Lorito, Coordinatore del Centro Allerta Tsunami dell'INGV, precisando che in questo contesto il ruolo di CINECA è abilitante per sostenere un'evoluzione dei sistemi di sorveglianza e monitoraggio e per rafforzare la comunicazione del rischio verso la cittadinanza, affinché rimangano pienamente allineati con i rapidi sviluppi tecnologici legati all'avvento dell'Intelligenza Artificiale.  Al centro del confronto vi è anche l'iniziativa AI Factory, un'infrastruttura di supercalcolo orientata all'intelligenza artificiale e co-finanziata da EuroHPC JU, dal Ministero dell'Università e della Ricerca e dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale nell'ambito del progetto IT4LIA, le cui sinergie permetteranno l'analisi in tempo reale dei parametri geofisici e l'ottimizzazione dei flussi di lavoro scientifici. Il consolidamento di questa intesa, che capitalizza un'esperienza di cooperazione ventennale tra i due enti in progetti nazionali e internazionali, si inserisce nel contesto dei crescenti investimenti all'interno dello ICSC, il Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing. "L'evoluzione delle tecnologie HPC e dell'Intelligenza Artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per innovare il monitoraggio dei fenomeni naturali e la gestione del rischio", dichiara Fabio Florindo, Presidente dell'INGV, evidenziando come la sinergia permetta all'Istituto di partecipare in modo più incisivo alla definizione delle priorità tecnologiche e scientifiche del Centro, rafforzando la capacità di intercettare opportunità progettuali e di contribuire allo sviluppo delle infrastrutture digitali strategiche per la ricerca nazionale. Le prospettive future del percorso avviato a Bologna indicano una successiva estensione delle attività computazionali e di analisi avanzata anche ai dipartimenti Vulcani e Ambiente dell'INGV, ampliando lo spettro delle applicazioni dedicate alla protezione civile e alla sicurezza del territorio. 
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Fusione neve e caldo record alle Svalbard

(Adnkronos) - La primavera artica del 2026 si sta delineando come una delle più complesse e imprevedibili per la comunità scientifica internazionale, a causa di anomalie termiche estreme registrate nel mese di aprile. Il team del progetto europeo LIQUIDICE, coordinato scientificamente dall'Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche, ha rilevato temperature fino a 12 gradi superiori alla media stagionale, accompagnate da piogge e da una fusione precoce del manto nevoso sulle isole Svalbard. Queste condizioni meteorologiche eccezionali hanno causato una rapida riduzione della neve sulla terraferma e, contemporaneamente, la compressione del ghiaccio marino lungo le coste meridionali dell'arcipelago a causa di venti persistenti. La combinazione di tali fattori ha reso inaccessibili via mare diversi siti di studio, impedendo ad alcune squadre di ricerca internazionali, tra cui i team polacchi, italiani, norvegesi e francesi, di raggiungere le stazioni di campionamento a Hornsund, Adventdalen e Ny-Ålesund, sia per l'impraticabilità dei fiordi sia per l'assenza di un innevamento sufficiente agli spostamenti terrestri. "Nel mese di aprile abbiamo vissuto un'eccezionale anomalia termica con temperature fino a 12 gradi sopra la norma e piogge intermittenti per circa 18 giorni. In questo periodo, normalmente, le temperature oscillano fra i -10 e i -15 °C, mentre quest'anno sono rimaste sopra lo zero per quasi due settimane", spiega Federico Scoto, ricercatore Cnr-Isp e membro del progetto. L'interazione tra l'ondata di calore e le precipitazioni piovose, definite eventi di rain-on-snow, ha attivato in anticipo torrenti e canali superficiali di acqua di fusione sui ghiacciai e nelle aree costiere, dinamiche che solitamente si manifestano nei mesi estivi. "L'ondata di calore, associata a precipitazioni piovose, i cosiddetti eventi di rain-on-snow (RoS), ha provocato la formazione e l'attivazione anticipata di torrenti e canali superficiali di acqua di fusione sui ghiacciai e nelle aree costiere attorno a Ny-Ålesund, fenomeni che normalmente si osservano durante l'estate. Allo stesso tempo, i primi 15–20 cm dello strato basale del manto nevoso si sono completamente saturati di acqua liquida, favorendo la formazione di spessi strati di ghiaccio al suolo e compromettendo significativamente l'accesso alle risorse alimentari da parte della fauna locale, come le renne", aggiunge Scoto. Il monitoraggio costante dell'evoluzione ambientale si avvale di stazioni automatiche che raccolgono dati nivometrici in tempo reale, uno strumento ritenuto fondamentale dagli esperti per comprendere gli impatti di questi eventi estremi, destinati a diventare più frequenti e intensi nei prossimi decenni. "Grazie ai dati nivometrici raccolti in tempo reale dalla nostra stazione automatica possiamo comprendere meglio gli impatti di questi eventi estremi, che nei prossimi decenni saranno sempre più frequenti e intensi. Questo tipo di attività sarà fondamentale per prevedere le conseguenze a cascata sugli ecosistemi polari, sulle infrastrutture e sulla logistica che sostiene la ricerca in Artico", avverte Scoto. Oltre alle ripercussioni sulla criosfera, i lunghi periodi di caldo anomalo influenzano direttamente l'ecosistema marino tramite il trasporto precoce di sedimenti e nutrienti nei fiordi. Le rilevazioni condotte sulla colonna d'acqua all'interno del Kongfjorden hanno confermato variazioni significative anche sul fronte oceanografico. "Anche le condizioni marine hanno registrato anomalie significative", conclude Francesco Paladini del Cnr-Isp. "Le acque del fiordo sono state interessate da un importante afflusso di acqua atlantica e temperature degli strati superficiali che hanno raggiunto valori superiori a 3°C, condizioni assolutamente anomale per il periodo primaverile che normalmente è il più freddo dell'anno con temperature eddies di circa 0, -0.5°C". 
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Mozzarella dop va in metro a Parigi per il 'Salon du fromage'

(Adnkronos) - Il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana dop rafforza le attività di promozione in Francia, che rappresenta il primo mercato per l’export della Bufala Dop. Dal 7 al 9 giugno il Consorzio, in collaborazione con l’agenzia ICE, sarà protagonista al 'Salon du fromage et des produits laitiers' (Hall 7.1, stand E010), che si svolge nel centro espositivo 'Paris expo Porte de Versailles' e rappresenta uno degli appuntamenti internazionali più prestigiosi, dedicati al mondo lattiero-caseario e punto di riferimento per produttori, distributori, buyer e professionisti del settore provenienti da tutto il mondo. Nell’ambito della rassegna, lunedì 8 giugno, alle ore 13.15, è in programma la tavola rotonda dal titolo: 'Les fromages italiens: entre cuisine, traditions et transmission'. L’incontro sarà un focus sui gesti e sul saper fare della tradizione casearia italiana e per l’occasione si terrà una degustazione guidata di mozzarella di bufala campana Dop per un pubblico selezionato di stakeholder. Nel 2025 le esportazioni di mozzarella di bufala campana Dop hanno raggiunto il 36% e da sola la Francia ne ha assorbito il 33,6%, ovvero una mozzarella Dop su tre, che ha oltrepassato i confini dell’Italia, è finita sulle tavole dei francesi, che così si confermano i primi mozzarella-lovers. “La nostra presenza ancora una volta a Parigi conferma l’impegno nella valorizzazione della Mozzarella di bufala campana dop sui mercati esteri e in particolare nella promozione di questa eccellenza del Made in Italy agroalimentare in un Paese che vanta una grande tradizione casearia e mostra di apprezzare sempre di più la qualità del nostro prodotto”, commenta il presidente del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana dop, Domenico Raimondo. La partecipazione al 'Salon du fromage' è affiancata da una campagna di comunicazione nel metrò parigino e una campagna di affissioni lungo le strade che portano al mercato di Rungis, il più grande mercato al mondo di prodotti freschi all’ingrosso. L’obiettivo è comunicare il territorio di origine della Bufala Dop, attraverso una rete di trasporti che copre tutte le principali aree urbane francesi, puntando su un target di pubblico giovane, urbano, composto da pendolari quotidiani. Inoltre, il nuovo spot realizzato dal Consorzio di tutela con protagonista l’attrice napoletana Serena Autieri, sarà trasmesso anche in Francia, attraverso una pianificazione che punta sulle connected tv. La campagna è stata realizzata con il contributo della Regione Campania, Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027. E in autunno il Consorzio è pronto a tornare in Francia, in occasione del Sial, una delle più importanti fiere mondiali di settore, in programma a Parigi dal 17 al 21 ottobre. 
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Weekend a Tirana – itinerario di 3 giorni dalla A alla Z

(Adnkronos) -  Tirana sorprende. Sempre. Chi arriva aspettandosi una città grigia e un po' dimenticata si trova davanti a boulevard alberati, caffè pieni di vita, murales che trasformano interi palazzi in opere d'arte. È la stessa città che vent'anni fa era quasi sconosciuta al turismo europeo – oggi, invece, figura stabilmente nelle classifiche delle mete emergenti più interessanti dei Balcani. Un weekend a Tirana è fattibile, godibile e, diciamolo, sorprendentemente economico rispetto a qualsiasi altra capitale europea. Tre giorni bastano per coglierne l'essenza: la storia, il cibo, l'energia genuina di una metropoli che sta ancora trovando se stessa. Con un buon piano, non si spreca nemmeno un'ora.  Il punto di partenza è l'Aeroporto Internazionale di Tirana "Nënë Tereza" (TIA), situato a circa 17 chilometri dal centro. È qui che inizia davvero il viaggio – e la prima scelta da fare riguarda il trasporto. I taxi non sempre hanno tariffe trasparenti, i mezzi pubblici sono limitati, e molti visitatori preferiscono avere libertà di movimento fin dal primo momento. Per questo motivo, prenotare in anticipo il noleggio auto Tirana aeroporto è diventata l'opzione preferita da chi vuole massimizzare ogni ora del soggiorno. Con un'auto a disposizione, raggiungere il centro diventa una questione di venti minuti – e gli spostamenti fuori Tirana, magari verso Kruja o la costa, restano sempre un'opzione aperta. Una volta sistemati in hotel, la prima tappa obbligata è Piazza Skanderbeg, il cuore pulsante della città. La statua equestre dell'eroe nazionale domina lo spazio, affiancata dalla Moschea Et'hem Bey e dalla Torre dell'Orologio. Non è una piazza qualunque – è il punto da cui si diramano tutte le storie di Tirana, dal comunismo alla transizione democratica, fino al presente vivace e un po' caotico. La sera, il Blloku – ex quartiere riservato all'élite comunista, oggi zona di bar e ristoranti alla moda – è il posto giusto per il primo raki albanese e un piatto di tavë kosi, il tradizionale agnello al forno con yogurt che è, a tutti gli effetti, il piatto simbolo del paese.  La mattina del secondo giorno merita una visita al Bunk'Art 2, uno dei musei più originali d'Europa. Ricavato da un bunker sotterraneo costruito durante la dittatura di Enver Hoxha, racconta cinquant'anni di storia albanese attraverso documenti, fotografie e installazioni che alternano rigore documentaristico e impatto emotivo. Secondo i dati del Ministero del Turismo albanese, il numero di visitatori internazionali nel paese ha superato i 10 milioni annui nel 2024 – un segnale che qualcosa è cambiato profondamente nella percezione di questa destinazione. Nel pomeriggio, il Mercato Çiftja (o Pazari i Ri, il mercato nuovo) è il posto giusto per capire come vivono davvero i tiranesi. Spezie, formaggi, frutta secca, tessuti – tutto convive in un disordine ordinato e profumato che ha poco da invidiare ai mercati di Istanbul o Sarajevo. Ecco cosa non va assolutamente saltato in questa giornata: "Albania è il paese europeo che ha mantenuto la crescita turistica più costante nell'ultimo quinquennio", ha dichiarato Mirela Kumbaro, ex Ministra della Cultura albanese, in un'intervista al portale Balkan Insight. Non è una promozione turistica – è un dato strutturale.  Il terzo giorno è quello ideale per allontanarsi dalla capitale. E qui l'auto torna utile – anzi, quasi indispensabile. Kruja, a circa 32 chilometri da Tirana, è la città fortezza di Skanderbeg, l'eroe che resistette all'avanzata ottomana nel XV secolo. Il castello, il museo nazionale e il bazar antico – dove si vendono ancora tappeti e oggetti artigianali come cent'anni fa – valgono senza dubbio mezza giornata. La strada è panoramica, il paesaggio aspro e bellissimo. Alternativa più tranquilla: il lago di Bovilla, a 30 chilometri dalla città, immerso nel Parco Nazionale del Monte Dajt. Acque color turchese, silenzio, picnic sulle rive. Un contrasto netto con il ritmo urbano dei giorni precedenti – e una delle più belle sorprese che l'Albania sa riservare. Nel pomeriggio, rientro a Tirana, ultimo caffè al Blloku, shopping dell'ultimo minuto al centro commerciale Tirana East Gate. E poi – di nuovo l'aeroporto, con il bagaglio pieno di impressioni che è difficile spiegare a chi non c'è stato.  Tirana non è ancora una meta di massa – e forse è proprio questo il suo punto di forza più grande. Chi la visita oggi entra in una città che si sta trasformando in tempo reale, tra eredità comunista e slancio verso il futuro, tra tradizione balcanica e influenze mediterranee che arrivano dall'altra parte dell'Adriatico. Tre giorni non sono molti. Ma sono abbastanza per capire perché sempre più italiani stanno guardando all'Albania con occhi diversi – non come destinazione economica di serie B, ma come scelta consapevole, curiosa, autentica. Il consiglio pratico: pianificare la logistica in anticipo (voli, auto, almeno un hotel nel Blloku) lascia poi tutto il resto del tempo libero per vagare senza fretta. E a Tirana, vagare senza fretta è già, di per sé, un ottimo programma. 
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Tech: da Abb una visione integrata per i data center del futuro

(Adnkronos) - In occasione del DataCenter Nation 2026 di Milano, Abb Electrification ha presentato le proprie soluzioni per infrastrutture digitali scalabili, resilienti ed efficienti, in un mercato italiano che accelera verso il traguardo del gigawatt di potenza It installata. 
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OVHcloud ristruttura l'organizzazione per il segmento aziendale

(Adnkronos) - La società multinazionale OVHcloud ha annunciato una riorganizzazione della propria struttura interna volta a consolidare la presenza nel segmento corporate e nel settore pubblico, in un contesto in cui le normative comunitarie e l'autonomia tecnologica condizionano i piani di transizione digitale delle grandi organizzazioni. Tra i principali progetti istituzionali in cui il gruppo è già coinvolto figura il framework Cloud III della Commissione Europea, un appalto aggiudicato a OVHcloud all'interno di un consorzio di imprese europee per la fornitura di servizi cloud protetti alle istituzioni comunitarie. 
La nuova configurazione manageriale, che diventerà pienamente operativa a partire dal 1° settembre 2026, vede la nomina di Bruno Ronsse nel ruolo di Chief Revenue Officer Corporate e membro del Comitato Esecutivo del gruppo. Ronsse coordinerà un team di dirigenti dislocato nei principali mercati del continente con l'obiettivo di supportare i clienti strategici e semplificare i processi di implementazione cloud e IA anche all'interno di contesti normativi fortemente regolamentati. La squadra commerciale sarà composta da Sylvie Houlière Mayca per i mercati di Francia, Belgio, Lussemburgo e area MEA, Emma Dennard per Regno Unito, Paesi Bassi, Paesi nordici e Canada, Helen Wohlfarth-Kuhn per Germania e Polonia e John Gazal per il mercato spagnolo.  

Marco Giletta, Managing Director Corporate OVHcloud

   All'interno della nuova struttura organizzativa continentale focalizzata sul comparto aziendale, Marco Giletta, già inserito nella selezione dei cento manager di riferimento da Forbes Italia nel 2025, assume l'incarico di Managing Director Corporate per l'Italia. L'incarico riflette i piani di investimento della società sul mercato italiano, una manovra strategica che si inserisce nel solco dei recenti sviluppi tecnici locali, culminati con l'apertura del primo data center nazionale e l'attivazione della regione a tre zone di disponibilità (3-AZ). Parallelamente alla riorganizzazione commerciale, le crescenti esigenze legate alla sicurezza nazionale hanno spinto l'azienda a strutturare una divisione interna dedicata esclusivamente al comparto della difesa a livello europeo. La responsabilità del coordinamento di questi team locali è stata affidata a Guy Fournier, con l'obiettivo di incrementare le capacità di risposta del gruppo verso quei progetti istituzionali che richiedono un approccio multi-locale conforme alle restrizioni di sicurezza europee.  
Sul fronte delle partnership esterne, la società prevede l'attivazione di programmi mirati ad agevolare l'integrazione dei sistemi di intelligenza artificiale sovrana per i partner strategici del segmento aziendale, una manovra che sul territorio francese vedrà il coinvolgimento operativo di Patrick Détriché. Sotto il profilo infrastrutturale globale, l'azienda gestisce attualmente una rete composta da oltre 500.000 server distribuiti in 46 data center dislocati su quattro continenti, fornendo servizi a un bacino di circa 1,6 milioni di clienti situati in oltre 140 Paesi. 
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Assicurazioni e pagamenti digitali: accordo Prima e Adyen

(Adnkronos) - La piattaforma tecnologico-finanziaria Adyen e la società insurtech Prima Assicurazioni hanno formalizzato un accordo strategico finalizzato alla gestione unificata dei pagamenti in-store all'interno delle agenzie partner distribuite sul territorio italiano. Il programma di implementazione hardware e software, avviato nei primi mesi dell'anno, ha già comportato l'attivazione di oltre mille terminali di pagamento, strutturando un'infrastruttura centralizzata capace di assorbire elevati volumi di transazioni e di ridurre le interruzioni di servizio dovute a problemi di connettività o a anomalie nei tetti di spesa. L'adozione di un'unica piattaforma tecnologica risponde alla necessità aziendale di ottimizzare il Total Cost of Ownership, ovvero il costo totale di gestione dei sistemi di pagamento, attraverso l'applicazione del modello di tariffazione trasparente denominato Interchange++. Questo sistema di rendicontazione analitica consente una scomposizione chiara delle commissioni interbancarie e dei costi di circuito, migliorando la pianificazione finanziaria e riducendo l'impatto dei costi fissi operativi per la rete di vendita. Sotto il profilo organizzativo, l'efficienza dei nuovi terminali ha determinato una drastica flessione delle richieste di assistenza tecnica indirizzate ai call center interni per transazioni fallite, permettendo di ricollocare il personale verso attività di gestione a maggior valore aggiunto. L'integrazione di questi strumenti digitali viene analizzata dai vertici della rete commerciale come un elemento volto a ridefinire il rapporto tra tecnologia ed efficienza degli intermediari. Giulio Apostolo, Direttore Commerciale di Prima Assicurazioni, ha illustrato i criteri che hanno guidato la scelta del partner tecnologico: “Crediamo che la tecnologia debba essere al servizio del fattore umano, semplificando il lavoro degli intermediari e mettendoli nelle condizioni di offrire ai clienti un servizio sempre più personalizzato ed efficiente. Abbiamo scelto Adyen per la sua infrastruttura estremamente affidabile con un modello di costo trasparente, che ci consente di gestire volumi crescenti con fiducia e di semplificare concretamente l’operatività della rete di intermediari partner sul territorio”. 
La centralizzazione del sistema su un'unica interfaccia consente inoltre alle imprese orientate all'analisi dei dati di estrarre metriche precise sul comportamento d'acquisto e sui costi transazionali, favorendo decisioni aziendali maggiormente informate nel medio e lungo periodo. Gabriele Bellezze, Country Manager di Adyen Italia, ha commentato le implicazioni industriali della collaborazione sul mercato nazionale: “Supportare realtà data-driven come Prima Assicurazioni significa garantire pagamenti sempre disponibili e un’esperienza di incasso stabile, anche su larga scala. Con un’unica piattaforma e un modello Interchange++ trasparente, aiutiamo le aziende a proteggere la continuità operativa e a prendere decisioni più informate sui costi, ottimizzando il TCO lungo tutto il ciclo di vita dei pagamenti”. 
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Strategie e annunci di Sony nello State of Play 2026

(Adnkronos) - Lo State of Play Sony, andato in scena nella serata del 2 giugno 2026 ha delineato i piani strategici della divisione videoludica di Sony attraverso una presentazione di oltre sessanta minuti focalizzata sulle produzioni interne dei PlayStation Studios e sulle partnership con terze parti. Il resoconto completo di tutti gli annunci e dei relativi filmati è stato reso disponibile sulla piattaforma ufficiale tramite la pagina del Blog PlayStation, mentre la registrazione integrale dell'evento è consultabile sul canale video attraverso la trasmissione completa.  La pianificazione industriale per la seconda metà del 2026 ha trovato riscontro nella conferma dei periodi di commercializzazione di progetti quali Control Resonant, Onimusha: Way of the Sword e Silent Hill: Downfall, le cui uscite rimangono pianificate entro la fine dell'anno solare, anticipando un portfolio per il 2027 orientato a produzioni interamente strutturate per l'attuale generazione di console. Per chi volesse rivedere lo show integrale eccolo di seguito  L'apertura della trasmissione è stata dedicata a un approfondimento tecnico su Marvel's Wolverine, titolo in modalità giocatore singolo sviluppato da Insomniac Games in arrivo sul mercato il prossimo 15 settembre. La presentazione ha illustrato le meccaniche di combattimento del protagonista Logan e ha introdotto i componenti del Team X, una task force mutante che include il personaggio di Jean Grey, le cui abilità telecinetiche verranno integrate nelle dinamiche di gioco per affrontare la fazione antagonista dei Reavers. Lo studio ha inoltre avviato le campagne per i bonus di preordine del gioco. Sul fronte delle proprietà intellettuali di Santa Monica Studio, l'evento si è concluso con l'annuncio di God of War Laufey per PlayStation 5. Questo capitolo si focalizza sulla figura di Faye, guerriera e moglie di Kratos, strutturando una linea narrativa ambientata nell'aldilà sottomesso alla mitologia nordica, concepita sia per l'estensione del pubblico di riferimento sia per la continuità narrativa della serie principale. Un'altra produzione di rilievo è rappresentata da Until Dawn 2, sequel dell'avventura horror sviluppato da Firesprite Games in uscita nel 2027. Il titolo si propone come un'esperienza indipendente dotata di un cast inedito inserito in un'ambientazione insulare tropicale, che manterrà la struttura a bivi legata all'effetto farfalla e vedrà il ritorno dell'attore Peter Stormare nel ruolo del Dottor Hill.    La gestione dei titoli a lungo termine e dei modelli di servizio dal vivo ha trovato spazio con Marathon di Bungie, che ha avviato la sua seconda stagione e ha programmato una settimana di accesso gratuito denominata Open Play Week dal 2 al 9 giugno 2026. Questa iniziativa permette agli utenti di accedere alle meccaniche da extraction shooter e alle modalità competitive e cooperative su Tau Ceti IV senza l'obbligo di possedere un abbonamento attivo al servizio PlayStation Plus. Per quanto riguarda il genere dei picchiaduro, l'aggiornamento di MARVEL Tōkon: Fighting Souls ha confermato l'inclusione nel roster dei personaggi di Magneto, Green Goblin e Carnage, i quali andranno a costituire la fazione dei Knights of Doom all'interno della modalità storia del gioco, accompagnati da dettagli specifici sui set di mosse e sulle arene di combattimento sviluppate dal team di produzione. Il segmento finale dell'evento ha definito la rimodulazione del catalogo per i servizi in abbonamento PlayStation Plus, evidenziando l'introduzione futura del survival open-world a sfondo fantasy Runescape: Dragonwilds, che debutterà direttamente nel Catalogo Giochi per PlayStation 5 al momento del lancio. La divisione rivolta alla conservazione del software storico, riservata ai membri del livello Premium, vedrà l'inserimento progressivo di tre produzioni delle scorse generazioni nei mesi a venire. Il calendario prevede la disponibilità del titolo musicale Gitaroo Man entro la fine del mese di giugno, seguito dall'action a sfondo fantascientifico Psi-Ops: The Mindgate Conspiracy nel mese di luglio, per poi concludersi ad agosto con il lancio di Onimusha: Dawn of Dreams, completando così la manovra di fidelizzazione della base utenti per la stagione estiva. 
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Nuovi PC HP per intelligenza artificiale e sviluppatori

(Adnkronos) - La multinazionale HP Inc. ha annunciato l'introduzione di una nuova gamma di dispositivi e soluzioni progettate per consentire a sviluppatori, creatori di contenuti e professionisti IT di implementare flussi di lavoro ibridi. La novità principale risiede nella presentazione in anteprima dei personal computer equipaggiati con la piattaforma hardware NVIDIA RTX Spark, un'architettura ingegnerizzata per supportare la nuova generazione di esperienze nell'ambiente operativo Windows, unendo elaborazione ad alte prestazioni e agenti personali protetti. L'espansione del portafoglio risponde a una precisa mutazione delle necessità operative nel comparto software. Samuel Chang, Senior Vice President e Division President della sezione Consumer Personal Systems di HP Inc., ha evidenziato: "Gli sviluppatori stanno passando dalla sperimentazione con l'intelligenza artificiale al lancio di applicazioni agentiche , e hanno bisogno di PC che siano aperti, veloci e flessibili come i loro flussi di lavoro. Il nostro portafoglio ampliato abbina hardware compatto e potente ad ambienti preconfigurati e toolchain open source per eliminare le difficoltà di configurazione e accelerare il percorso dall'idea all'esecuzione. Che si tratti di un dispositivo ottimizzato per flussi di lavoro Windows ibridi, creatori, giocatori, professionisti dell'intelligenza artificiale o potenti workstation per lo sviluppo edge, stiamo offrendo agli sviluppatori un percorso chiaro e pratico per gestire agenti locali e scalare l'intelligenza artificiale ibrida con sicurezza."  La nuova offerta si articola sia per sistemi aperti sia per contesti aziendali governati da rigidi standard di sicurezza, introducendo ambienti di sviluppo pacchettizzati, flussi di lavoro da riga di comando e kit di avvio basato su OpenClaw, oltre al supporto nativo per framework di automazione.    
Sul fronte dei dispositivi portatili e dei supercomputer da scrivania, l'azienda integrerà la tecnologia nei modelli di laptop HP OmniBook Ultra 16 e HP OmniBook X 14, configurandoli tra i terminali con lo spessore più ridotto tra quelli dotati di tale architettura hardware, a cui si affiancherà successivamente una variante desktop compatta. Per l'ambito enterprise, l'architettura ad altissime prestazioni vedrà l'arrivo su piattaforma Windows del supercomputer deskside e rackable equipaggiato con il processore NVIDIA GB300 Grace Blackwell Ultra Desktop Superchip, concepito per connettere in modo continuo gli agenti di intelligenza artificiale di frontiera alle applicazioni aziendali.  In merito all'integrazione nei sistemi aziendali preesistenti, Jim Nottingham, Senior Vice President e Division President della divisione Advanced Compute and Solutions di HP Inc., ha specificato: "Oltre il 70% dei PC aziendali utilizza Windows e i nostri clienti hanno richiesto una potenza di supercalcolo per l'intelligenza artificiale che possa integrarsi perfettamente nei loro ambienti esistenti. Prevediamo di aggiungere il supporto per Windows nell'HP ZGX Fury GB300 e confermiamo il nostro impegno nell'ampliare il nostro portfolio per soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei clienti, attraverso una stretta collaborazione con i nostri partner" 
Per i contesti regolamentati e governati da protocolli di massima sicurezza, viene introdotta la configurazione ZGX Nano
per l'elaborazione locale e protetta. Questo sistema si basa sui principi dell'architettura Zero Trust e riduce la superficie di attacco informatico limitando fisicamente gli accessi wireless e le interfacce esterne, consentendo l'esecuzione di applicativi in ambienti classificati o remoti.  Parallelamente, il segmento dei computer compatti si arricchisce con il modello HP OmniDesk Mini Desktop PC, un sistema in formato ridotto dotato di tecnologia Thunderbolt Share e processori Intel Core Ultra Series 3. Il dispositivo supporta il controllo di due personal computer distinti tramite un'unica combinazione di tastiera e mouse e consente il collegamento di quattro monitor con risoluzione 4K grazie alla presenza di due porte Thunderbolt 4. Sul fronte delle workstation pronte all'uso, HP estende la sua linea integrando i processori AMD Ryzen AI PRO serie 400 nel modello Z2 Mini G1a, includendo lo stack software per sviluppatori convalidato da AMD, l'AI Developer Center e le librerie AMD ROCm per l'esecuzione immediata dei carichi di lavoro.  La disponibilità sul mercato dei modelli portatili è prevista per la fine dell'anno corrente, mentre il sistema desktop compatto OmniDesk Mini sarà commercializzato a partire dal mese di agosto 2026. 
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