Lexus ES 2026, la berlina di lusso guarda al futuro
(Adnkronos) -
Lexus rinnova completamente la ES, una delle berline più rappresentative della propria storia. Giunta all'ottava generazione, la nuova ES evolve il concetto di lusso secondo una visione che unisce design, comfort, tecnologia e sostenibilità, proponendosi sia in versione Full Hybrid sia completamente elettrica. La nuova Lexus ES cresce in tutte le dimensioni, raggiungendo una lunghezza di 5,14 metri e un passo di 2,95 metri. L'obiettivo è offrire maggiore abitabilità e una qualità di viaggio ancora più elevata, senza rinunciare all'eleganza che da sempre caratterizza la berlina giapponese. Lo stile segue il linguaggio "
Clean Tech & Elegance",
ispirato alla concept car LF-ZC. Il frontale mantiene la tipica identità Lexus, reinterpretata in chiave moderna, mentre il profilo laterale e il posteriore privilegiano fluidità aerodinamica ed efficienza. Ogni dettaglio è stato sviluppato per migliorare la stabilità e ridurre i consumi energetici. Anche l'abitacolo compie un deciso passo avanti. L'ambiente interno adotta un'impostazione minimalista e raffinata, con materiali di pregio, illuminazione ambientale evoluta e nuovi comandi Hidden Touch integrati nella plancia. Il comfort è stato ulteriormente migliorato grazie ai sedili anteriori di nuova generazione e a un'attenzione particolare all'accessibilità e al benessere degli occupanti. La nuova Lexus ES introduce una piattaforma software completamente rinnovata, abbinata al sistema multimediale LexusConnect con display da 14 pollici e servizi digitali avanzati. Migliorano anche le funzionalità vocali, la connettività e la gestione remota del veicolo. Sul fronte delle motorizzazioni, Lexus conferma la propria strategia multi-path. La gamma comprende la Full Hybrid ES 300h con motore benzina 2.5 elettrificato e le nuove elettriche ES 350e ed ES 500e. Quest'ultima può contare sulla trazione integrale intelligente DIRECT4 e sul sistema Interactive Manual Drive, che simula il funzionamento di un cambio manuale attraverso rapporti virtuali selezionabili tramite palette al volante.
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"Salvate l'estate degli studenti, no ai compiti delle vacanze", l'appello del pediatra
(Adnkronos) - "No ai compiti delle vacanze. Salvate l'estate degli studenti". E' l'appello che il pediatra Italo Farnetani lancia alle famiglie. Una 'crociata' - quella contro le assegnazioni estive - che il camice bianco conduce ormai da molto tempo. Laddove venissero richiesti, l'invito ai genitori è a sposare una sorta di "disobbedienza civile": semplicemente, spiega all'Adnkronos Salute, "non far svolgere agli alunni i compiti delle vacanze e motivare la scelta con una loro giustificazione firmata da trasmettere alla scuola", per spiegare pacatamente le ragioni di libri e quaderni chiusi nella bella stagione. "Ogni anno, con l'arrivo dell'estate, si riaccende il dibattito sui compiti delle vacanze. Da 25 anni continuo a ripetere, con un numero sempre maggiore di sostenitori, che le vacanze sono cruciali per lo sviluppo e la crescita di bambini e ragazzi, perciò rappresentano un diritto. L'estate non è un prolungamento dell'anno scolastico. E - assicura Farnetani - i compiti estivi non solo non migliorano l'apprendimento, ma rischiano di compromettere il benessere psicofisico dei bambini e degli adolescenti" che dovrebbero sfruttare questo periodo come una pausa in cui coltivare maggiormente la vita all'aria aperta, le esperienze in famiglia e la socializzazione con i coetanei. In altre parole, per l'esperto - che è anche il fondatore e coordinatore delle Bandiere verdi, il riconoscimento che viene attribuito ogni anno alle spiagge a misura di famiglie selezionate dai pediatri - "le vacanze sono proprio una necessità psicobiologica". "Le alte temperature, la fisiologica stanchezza accumulata dopo mesi di attività scolastica e la naturale esigenza di recupero rendono l'estate un periodo in cui la mente dei bambini non è predisposta allo studio strutturato - avverte - La concentrazione diminuisce, il rendimento cala, e ciò che dovrebbe essere un momento di crescita si trasforma in un adempimento formale, spesso vissuto con frustrazione. La scuola è un elemento essenziale per bambini e adolescenti, lo dimostrano i disturbi psicologici provocati dalla sua privazione, come avvenne al tempo del Covid", quando per fermare la corsa del virus in tempi di lockdown le scuole dovettero ricorrere alla didattica a distanza. "Ma la scuola fa bene nelle dosi giuste e al momento giusto, un po' come le medicine. Studiare è fondamentale - puntualizza dunque l'esperto - ma imparare comporta comunque fatica, perciò si tratta di uno stress da cui gli alunni possono recuperare facendo altro per alcuni mesi". A questo proposito, Farnetani si dice "contrario a un accorciamento delle vacanze estive", altro tema spesso al centro del dibattito. "Piuttosto, nell'interesse degli alunni le allungherei - raccomanda - Perché, con il cambiamento climatico che fa innalzare le temperature e aggiunge stress da caldo all'inevitabile stress scolastico, si rischia di danneggiare la crescita". C'è ancora un ulteriore rischio legato all'obbligo dei compiti delle vacanze, aggiunge il pediatra: "Non staccando dalla scuola si rallenta la resilienza. E la combinazione di questo con l'impatto del caldo determina un netto calo di attenzione con caduta dell'apprendimento e acquisizione dell'abitudine a studiare con svogliatezza". I diritti dell'infanzia, osserva Farnetani, "non vanno in vacanza. La Convenzione Onu - ricorda - riconosce ai minori: il diritto al riposo e al tempo libero (art. 31) e il diritto a esprimere la propria opinione (art. 12)". E anche alla luce di questi diritti, "imporre compiti estivi significa, di fatto, limitare il pieno godimento di un periodo che ha una funzione educativa diversa, ma non meno importante della scuola: quella dell'esperienza diretta, della scoperta, della socialità spontanea, della promozione della maturazione emotiva. Proprio per questo le vacanze estive vanno sempre impostate per consentire il necessario riposo degli alunni, mai per garantire agli insegnanti ferie lunghe". Senza dimenticare che "ogni anno le famiglie italiane spendono circa 250 milioni di euro per l'acquisto dei libri per i compiti delle vacanze - stima l'esperto - Una cifra ingente, che corrisponde al bilancio annuale di una città di 100mila abitanti e non produce benefici, quando potrebbe essere investita in attività ricreative, culturali o sportive molto più utili allo sviluppo dei bambini. Soprattutto in estate, che è un vero e proprio laboratorio naturale di crescita in grado di favorire socialità, pratica sportiva, vita all'aria aperta, curiosità e apprendimento esperienziale, resilienza emotiva. Il mare, in particolare, è un ambiente ideale: sole e movimento favoriscono una crescita armonica, sia fisica che psicologica". Da qui l'invito a un impegno attivo dei genitori, anche via web: "La mia posizione non è contro la scuola, né contro gli insegnanti - conclude Farnetani - È un invito a ripensare le modalità di apprendimento in modo più rispettoso dei ritmi biologici dei bambini. Per questo, come ogni anno, consiglio ai genitori la 'disobbedienza civile'. E per rendere la mobilitazione per la 'causa' più organizzata ed efficace, suggerisco di costituire un gruppo online col nome 'Estate libera' oppure 'Missione zero compiti'".
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Protesi mammarie e rischio raro linfoma, studio chiarisce il ruolo delle caratteristiche degli impianti
(Adnkronos) - Un studio multicentrico internazionale, pubblicato sulla rivista 'Plastic and Reconstructive Surgery', fornisce nuove importanti evidenze scientifiche sulle caratteristiche delle protesi mammarie associate al Linfoma anaplastico a grandi cellule associato a protesi mammaria (Bia-Alcl), il raro linfoma associato agli impianti mammari. La ricerca, coordinata da Fabio Santanelli di Pompeo, professore dell'Università Sapienza di Roma e primario di Chirurgia plastica all'Aou Sant'Andrea di Roma, in collaborazione con i professori Mark W. Clemens del MD Anderson Cancer Center di Houston, Demosthenes Panagiotakos dell'Università Harokopio di Atene, e con Jerzy Kolasiński e un team internazionale di ricercatori, rappresenta il più ampio studio caso-controllo multicentrico finora realizzato sul tema, con oltre 400 pazienti analizzate da tre diverse nazioni. Lo studio ha confrontato 94 pazienti affette da Bia-Alcl con 327 donne portatrici di impianti mammari senza malattia, provenienti da centri di riferimento negli Stati Uniti, in Italia e in Polonia. L'obiettivo era comprendere quali caratteristiche degli impianti e quali strategie di sostituzione potessero influenzare il rischio di sviluppare la patologia.
Non uno specifico produttore. Uno dei risultati più rilevanti dello studio "è l'assenza di una correlazione tra Bia-alcl ed uno specifico produttore di impianti mammari. L'analisi di pazienti esposti ad un solo impianto nella vita, ha evidenziato che i casi di Bia-Alcl sono riconducibili ad impianti testurizzati di diversi produttori, a sostegno della conclusione che la malattia debba essere interpretata principalmente in relazione alle caratteristiche della superficie dell'impianto piuttosto che attribuita a una singola azienda". "La responsabilità principalmente attribuita ad uno specifico produttore non mi ha mai convinto - spiega Santanelli di Pompeo - avrebbe dovuto esserci un grave problema sulla linea o sulla metodologia di produzione, peraltro spesso condivisa da più produttori. Secondo gli autori, questo dato rafforza l'importanza di stratificare il rischio della malattia sulle caratteristiche della superficie degli impianti piuttosto che esclusivamente verso il produttore o ampie categorie commerciali".
Confermato il ruolo della rugosità di superficie. Tutti i casi di Bia-Alcl osservati nello studio "erano esclusivamente associati a pazienti esposti ad impianti con rugosità di superficie superiore a 10 micrometri (Ra >10 μm). Al contrario, non è stato identificato alcun caso in pazienti esposte esclusivamente a impianti con rugosità inferiore a tale soglia. Questo dato riveste particolare importanza per l'informazione e il counseling delle pazienti, per le valutazioni delle autorità regolatorie e per l'orientamento della ricerca futura, si legge nel lavoro. Lo studio ha inoltre dimostrato che l'aumento del volume dell'impianto era associato a una maggiore probabilità di sviluppare il Bia-Alcl: per ogni incremento di 100 cc, le quote (probabilità relativa) della malattia aumentavano dell'81%". Secondo gli autori, questo dato potrebbe essere correlato a una maggiore risposta infiammatoria da corpo estraneo indotta da dispositivi di dimensioni maggiori.
La sostituzione degli impianti associata a una riduzione del rischio. Uno degli aspetti più innovativi dello studio riguarda l'analisi della storia di sostituzione degli impianti. "Le pazienti che avevano effettuato una sostituzione mostravano una probabilità significativamente inferiore di sviluppare Bia-Alcl rispetto alle pazienti che non avevano mai sostituito gli impianti. In particolare: la sostituzione di un impianto testurizzato con uno liscio (
Studio Cnr, le cellule staminali hanno memoria
(Adnkronos) - Una ricerca condotta in collaborazione tra l'Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isc) e la Sapienza Università di Roma ha individuato un sistema di regolazione interno che organizza lo sviluppo delle linee cellulari staminali scheletriche attraverso criteri misurabili. I risultati dello studio, apparsi sulla testata scientifica PRX Life dell'American Physical Society, evidenziano come le marcate fluttuazioni nei comportamenti delle staminali non siano imputabili a fattori casuali, ma derivino da una specifica forma di memoria biologica. L'indagine si è avvalsa dell'applicazione di un modello derivato dalla fisica statistica denominato "inheritance entropy", ovvero entropia da eredità, impiegato per quantificare il livello di organizzazione e la trasmissione dei caratteri lungo l'albero genealogico della colonia. Quando una cellula staminale avvia la fase di divisione, la discendenza generata si articola in traiettorie differenti, dove determinati rami mantengono una moltiplicazione costante e altri subiscono un arresto precoce. La ricerca dimostra che tale interruzione risponde a un programma strutturato e legato alla storia della stirpe cellulare.
Andrea Cavagna, ricercatore del Cnr-Isc e tra i firmatari del lavoro, ha specificato: "La chiave di questa scoperta risiede nel calcolo dell'entropia, un concetto che in fisica misura il grado di disordine di un sistema. Abbiamo scoperto che in certi punti dell'albero genealogico si attiva una modificazione epigenetica, cioè un cambiamento che influenza il comportamento cellulare senza alterare il DNA, che agisce come un conto alla rovescia biologico per tutti i futuri discendenti". Tale alterazione opera alla stregua di un meccanismo a tempo, i cui effetti non si palesano nell'immediato ma influenzano i cicli replicativi successivi in modo differito. "Questo intervallo di tempo crea uno schema altamente organizzato all'interno della colonia", aggiunge Cavagna, "È proprio questo surplus di ordine a ridurre l'entropia, dimostrando che la crescita delle staminali segue regole molto più strutturate del previsto, guidate da una memoria ancestrale e non dal caso". L'introduzione di questa metodologia di misurazione basata sull'entropia ereditaria offre nuove prospettive di indagine nel campo della medicina rigenerativa e nei modelli di studio legati alla senescenza dei tessuti biologici. La comprensione di tali dinamiche di trasmissione dell'informazione potrebbe inoltre trovare applicazione nell'ambito della ricerca oncologica, in particolare per l'analisi dei processi ereditari che regolano i fenomeni di farmaco-resistenza all'interno delle popolazioni di cellule tumorali.
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Strage braccianti, De Luca (Consulenti lavoro): "Aberrante, fenomeno da stroncare"
(Adnkronos) - "Io onestamente stento a commentare queste vicende come caporalato, come lavoro nero, come sfruttamento. Questi sono omicidi, questi sono atti delinquenziali. E non importa se a Latina il datore di lavoro del povero Satnam Singh morto dissanguato due anni fa era italiano, se ad Amendolara gli autori del pluriomicidio sono pakistani. Quello che importa è che queste situazioni vanno non perseguite, ma di più, vanno stroncate perché siamo in presenza veramente di aberrazioni che vanno oltre ogni limite". Così, con Adnkronos/Labitalia, Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, commenta la strage dei braccianti ad Amendolara. "Io personalmente da professionista e da cittadino, dico che veramente sono delle situazioni che vanno stroncate in un modo assoluto. A me non importa il colore della pelle di chi commette reati. Io amo la legalità, amo il rispetto delle regole, amo il rapporto di lavoro etico e quando vedo queste cose non solo andiamo oltre ogni tipo di rapporto di lavoro, ma andiamo ogni oltre ogni tipo di minimo rispetto della persona", sottolinea. E come sottolineano dal Consiglio nazionale dei professionisti ad Adnkronos/Labitalia, "la tutela della dignità del lavoro e il contrasto a ogni forma di sfruttamento rappresentano da sempre una priorità per i consulenti del lavoro". "Attraverso iniziative nazionali e collaborazioni istituzionali, la categoria promuove una cultura fondata su legalità, sicurezza e rispetto delle regole, contrastando fenomeni quali caporalato, lavoro nero, dumping contrattuale e appalti irregolari. In questa direzione si inserisce il Protocollo sottoscritto con l’Ispettorato nazionale del lavoro, intesa che ha dato vita anche all’Osservatorio per la legalità, strumento di monitoraggio, sensibilizzazione e promozione del lavoro etico. Un impegno che si manifesta anche nelle attività di orientamento rivolte a studenti e giovani, attraverso incontri nelle scuole e nelle università e la presenza nei principali eventi dedicati all’orientamento, dal Salone dello Studente al Salone Internazionale del libro. Tra i progetti più innovativi spicca GenL, il videogioco educativo che avvicina le nuove generazioni ai valori della legalità, dei diritti e del lavoro regolare", aggiungono.
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AI, a Montecitorio presentazione 1° indice su maturità manageriale
(Adnkronos) - Cida – la Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità – e AI4I, l’Istituto Italiano per l’Intelligenza artificiale nell’Industria, promuovono l’incontro 'Leadership e governo dell’Intelligenza Artificiale', per mercoledì 10 giugno, ore 10 – 13, alla Camera dei deputati, aula dei Gruppi Parlamentari, in via di Campo Marzio 78, Roma. Nel corso dell’evento sarà presentato l’AI Management Index, il primo indice in Italia che misura il livello di maturità del management nell’adozione e nella governance dell’Intelligenza Artificiale. L’indagine analizza il grado di integrazione dell’AI nei processi decisionali e organizzativi, le competenze manageriali, i modelli di governance e l’impatto dell’AI sulle imprese e sulle organizzazioni italiane. L’iniziativa riunirà esponenti delle istituzioni, del mondo accademico e delle grandi aziende per un confronto sul ruolo della leadership nella trasformazione tecnologica e sulle sfide legate all’innovazione, alla competitività e alla governance dell’AI. Parteciperanno, tra gli altri, Stefano Cuzzilla (presidente Cida), Fabio Pammolli (presidente AI4I), Brando Benifei (eurodeputato), Antonio Baldelli (promotore dell’intergruppo parlamentare 'AI empowerment e mercati emergenti'), Silvia Pugi (deputy secretary general Cec), Giovanna Razzano (ordinaria di Diritto costituzionale e pubblico, Sapienza Università di Roma), Agostino Scornajenchi (amministratore delegato Snam). Concluderà i lavori il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.
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Tumori: Milano Health Week in Portanuova, con Lilt prevenzione e vita oltre la malattia
(Adnkronos) - Dalla diagnosi precoce al valore della vita oltre la malattia: la prevenzione oncologica sarà tra i temi centrali della Milano Health Week in Portanuova, il festival europeo dedicato a salute, innovazione e intelligenza artificiale applicata alla medicina che fino al 6 giugno trasforma Piazza Gae Aulenti in grande spazio di incontro e partecipazione dedicato al benessere e alla salute delle persone. Tra le iniziative più partecipate della manifestazione - informa una nota - l’ambulatorio mobile della Lilt ( Lega italiana per la lotta contro i tumori) che offre visite senologiche con ecografia e visite ginecologiche con pap test, portando la prevenzione direttamente nel cuore della città e rendendola più accessibile alle persone. Un’opportunità concreta per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della diagnosi precoce e dell’adesione ai programmi di screening, strumenti fondamentali per aumentare le possibilità di cura e migliorare la qualità della vita. A chiudere la prima edizione della Milano Health Week sarà inoltre il Cancer survivors day sempre promosso da Lilt - si legge - con il contributo non condizionante di Lilly, in programma sabato 6 giugno dalle 18 alle 20 presso la Biblioteca degli Alberi Milano. L’iniziativa coinvolgerà cittadini, pazienti oncologici, ex pazienti, caregiver e familiari in un momento collettivo dedicato alla condivisione, alla consapevolezza e al valore della prevenzione. Cuore dell’evento sarà una sessione di yoga comunitaria aperta fino a 500 partecipanti, pensata per celebrare la vita che continua dopo l’esperienza della malattia e per testimoniare l’importanza del benessere fisico, emotivo e relazionale nel percorso di cura e guarigione. Accanto alle attività promosse da Lilt, i sei padiglioni tematici della manifestazione offriranno ai cittadini un percorso attraverso le principali sfide della salute contemporanea: dalla salute femminile e maschile alle neuroscienze, dalla nutrizione all’oncologia, fino alla prevenzione cardiometabolica. Il programma comprende screening cognitivi, consulenze nutrizionali, percorsi dedicati a fertilità, menopausa e longevità, iniziative per la salute maschile e momenti di confronto sui corretti stili di vita, con il coinvolgimento di specialisti, società scientifiche e associazioni pazienti. Milano Health Week in Portanuova - conclude la nota - si svolge inoltre con il supporto di Comune di Milano, Regione Lombardia, Milano Wellness City 2030, Rete italiana città sane Oms e Assolombarda, a conferma del valore istituzionale e territoriale della manifestazione e del suo impegno nella promozione della prevenzione, dell’innovazione e della salute pubblica. La manifestazione è patrocinata da Esaih (European Society for Artificial Intelligence in Health) e nasce grazie alla collaborazione di un ampio network di partner e sponsor istituzionali, scientifici e industriali, tra cui Humanitas, Ibm, Irccs ospedale San Raffaele, Lilt, Technogym, Wellness Foundation, Hippocrates Holding e Portanuova. Inoltre gode dei patrocini di numerose società scientifiche italiane ed europee, oltre ad associazioni e patient support groups attivi nei diversi ambiti della prevenzione, della ricerca clinica e dell’innovazione in salute, tra cui Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Enpam (Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri), Simi (Società italiana di medicina interna), Sin (Società italiana di neurologia), Siiam (Società italiana intelligenza artificiale in medicina), Sian Italia (Società infermieri area neurologica), Sinu (Società italiana di nutrizione umana), Ueg (United european gastroenterology), Airia (Associazione italiana regolazione intelligenza artificiale), Italian tech alliance, Liphe (Logistica integrata pharma healthcare), Amici Italia, Acto Lombardia, aBRCAdabra, W4O Italy e La Lampada di Aladino Ets.
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Cancro al polmone, una 'firma' nel sangue predice il rischio di tumore: nuove speranze per prevenirlo
(Adnkronos) -
Si accende la speranza di una prevenzione farmacologica contro il cancro al polmone, primo killer oncologico nel mondo. Un gruppo di scienziati guidati dal Francis Crick Institute e dall'University College London (Ucl), finanziati fra gli altri da Cancer Research Uk e dal Consiglio europeo della ricerca (Erc), hanno identificato con l'aiuto dell'Ai una 'firma' ematica in grado di predire il rischio di ammalarsi di carcinoma polmonare. Si tratta di 14 proteine presenti nel sangue, che permettono di prevedere la probabilità di sviluppare il tumore con oltre 5 anni di anticipo rispetto alla diagnosi. Combinando questa firma proteica con la conoscenza di come l'infiammazione innesca il cancro, il team è riuscito a individurare le persone più a rischio che potrebbero beneficiare della somministrazione di farmaci preventivi. Allo studio, pubblicato su 'Cell', ha dedicato un articolo anche il 'New York Times' che cita un esperto statunitense non coinvolto nella ricerca: Douglas Arenberg, professore di Medicina all'università del Michigan, definisce la speranza di una strategia preventiva per il cancro al polmone il "vero e proprio Santo Graal" degli oncologi. Un tassello mancante da sempre, che ora sembra un traguardo più vicino. Gli autori, afferma, potrebbero aver identificato un marcatore biologico che "non solo predice il rischio di tumore, ma anche la probabilità di ottenere un beneficio da un farmaco specifico" a scopo preventivo. Con l'avanzare dell'età - spiegano i ricercatori - le nostre cellule acquisiscono mutazioni che causano il cancro, ma che da sole raramente sono sufficienti a innescare un tumore. Un fattore scatenante ambientale, dallo smog al fumo, potrebbe essere necessario per trasformare le cellule mutate in cancerose. Attualmente lo screening per il cancro al polmone viene offerto soltanto alle persone oltre una certa età che hanno fumato in passato, escludendo così i non fumatori e gli individui esposti ad alti livelli di inquinanti, che a loro volta potrebbero essere a rischio di sviluppare la malattia. Partendo da precedenti ricerche che dimostravano come l'inquinamento atmosferico possa favorire l'insorgenza del cancro causando infiammazione e risvegliando cellule dormienti portatrici di mutazioni, l'équipe, supportata dal National Institute for Health and Care Research Uclh Biomedical Research Centre, si è posta l'obiettivo di scoprire una firma infiammatoria capace di predire con maggiore precisione il tumore polmonare, superando la valutazione del rischio basata esclusivamente su età e stili di vita. Gli scienziati hanno applicato l'apprendimento automatico ai dati sulle proteine plasmatiche di oltre 48mila partecipanti alla Uk Biobank, utilizzando le informazioni dei registri tumori per individuare quelli che successivamente si erano ammalati di cancro al polmone. Oltre a età, fumo e precedenti patologie polmonari, l'algoritmo dell'intelligenza artificiale ha identificato "14 proteine chiave nel sangue, in grado di predire una futura diagnosi di cancro al polmone entro 5 anni". I ricercatori hanno convalidato questa firma proteica in 8 set di dati da tutto il mondo, riscontrando "livelli più elevati nei pazienti che in seguito hanno sviluppato un tumore al polmone in tutti gli studi, incluso un gruppo di non fumatori". L'analisi di questa firma in pazienti e modelli animali ha suggerito che "non deriva dal tumore, ma riflette un ambiente polmonare infiammatorio alterato che precede il cancro". La firma è risultata "aumentata anche in persone che in seguito hanno sviluppato fibrosi polmonare idiopatica o broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), a supporto dell'idea che possa rappresentare uno stato infiammatorio polmonare pre-patologico condiviso" da più malattie. Una volta chiarito il ruolo dell'infiammazione, gli scienziati sono passati a esplorare le possibilità di prevenzione. Precedenti studi dello stesso gruppo di ricerca avevano dimostrato che l'esposizione allo smog induce le cellule immunitarie nei polmoni a rilasciare un segnale infiammatorio chiamato interleuchina-1 beta (Il-1β), che può risvegliare cellule dormienti portatrici di mutazioni cancerogene. In questo lavoro gli autori hanno fatto in passo in più: l'inquinamento atmosferico - hanno osservato - aumenta simultaneamente la popolazione di cellule che entrano in uno stato detto Kac (che si verifica in risposta a un danno, ma che può diventare canceroso in presenza di mutazioni) e le 14 proteine della firma individuata, le quali aumentano anche in presenza di Il-1β. Siccome in topi esposti allo smog il blocco dell'Il-1β ha ridotto il numero di cellule Kac e rallentato lo sviluppo precoce di un tumore, l'idea è stata che i farmaci anti-Il-1β potrebbero prevenire il cancro polmonare nelle persone i cui polmoni mostrano questo segnale infiammatorio. L'attenzione dei ricercatori si è concentrata sul bloccante dell'Il-1β canakinumab. Nel 2017, in uno studio denominato Cantos, il gruppo farmaceutico svizzero Novartis l'aveva testato nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, riportando come risultato esplorativo che il composto riduceva anche l'incidenza del cancro al polmone. Un beneficio risultato tuttavia modesto a livello di popolazione, il che limitava la possibilità di usare la molecola come approccio preventivo generalizzato. Rianalizzando i dati dei 4.651 partecipanti al trial Cantos, gli studiosi hanno notato che le persone con le 14 proteine della firma alte erano anche quelle che beneficiavano maggiormente del canakinumab, con un rischio di cancro al polmone quasi dimezzato. Selezionando solo chi presentava un'elevata firma proteica, il numero di persone da trattare per prevenire 1 caso di cancro al polmone è risultato pari a 55: un rapporto paragonabile a quello di stategia consolidate di prevenzione cardiovascolare come le statine anti-colesterolo. "Farmaci come le statine, utilizzate per trattare persone con alti livelli di colesterolo Ldl, hanno trasformato la prevenzione delle malattie cardiovascolari - dichiara il ricercatore principale del progetto Charlie Swanton, oncologo del Francis Crick Institute e dell'Ucl - Per il cancro al polmone non disponiamo ancora di un marcatore di rischio simile alle lipoproteine Ldl, né di una statina", ma "in ambito clinico tocchiamo con mano l'impatto di una diagnosi tardiva. Dunque essere in grado di identificare le persone a maggior rischio e intervenire prima che la malattia si sviluppi è fondamentale", sottolinea lo scienziato che - come ricorda il Nyt - è entrato recentemente a far parte del consiglio di amministrazione di Novartis. "L'individuazione di un segnale di infiammazione polmonare ci ha permesso di comprendere meglio la finestra temporale in cui un trattamento preventivo potrebbe essere più efficace", aggiunge Swanton, convinto che "questa firma infiammatoria potrebbe in futuro contribuire a prevedere e prevenire il cancro al polmone e altre patologie polmonari" che con il tumore condividono uno stato infiammatorio presintomatico comune. "Rivelando i primi segnali di allarme del cancro, questa ricerca ci avvicina alla possibilità di intervenire precocemente e potenzialmente di arrestare la malattia prima che si manifesti", commenta Hayley Brown di Cancer Research Uk. Lo studio è frutto di un'ampia collaborazione che coinvolge 80 ricercatori attivi in 4 continenti.
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Turismo, a Philadelphia un calendario ricco di mostre ed eventi celebra America250
(Adnkronos) - Il 2026 segna un anno storico per Philadelphia, pronta a celebrare i 250 anni della nascita degli Stati Uniti con un calendario di eventi senza precedenti. Dalle celebrazioni di America250 ai grandi eventi sportivi come la Fifa World Cup e l’Mlb All-Star Game, fino a nuove mostre e spazi culturali, sono tanti i motivi per cui vale la pena prenotare un viaggio a Philly, raggiungibile dall’Italia con i voli diretti da Roma e da Milano (stagionale maggio-ottobre). A farla da padrone sono i tantissimi eventi organizzati in città in onore di America 250. A gennaio ha preso il via '52 Weeks of Firsts', un’iniziativa annuale dedicata a celebrare l’eredità della città; Philadelphia, infatti, è la culla di numerose innovazioni che hanno plasmato la vita quotidiana. Il programma, inaugurato il 3 gennaio con il "Primo volo in mongolfiera in America", mette in luce ogni settimana un diverso primato nato a Philly con feste di quartiere, performance dal vivo e vari eventi. Tra i momenti salienti figurano le celebrazioni per la "Prima società abolizionista degli Stati Uniti", il "Primo ospedale degli Stati Uniti", la "Prima mostra floreale", il "Primo stadio d'America" e la "Prima bandiera americana". In aggiunta, grazie all’iniziativa Bells Across PA, sono state esposte in varie città della Pennsylvania delle installazioni in vetroresina a forma di campana, visitabili per tutto l'anno dell'anniversario: un simbolo potente che unisce piccole città e grandi metropoli in un momento di eredità condivisa. The National Constitution Center ha inaugurato due nuove gallerie permanenti: America’s Founding e The Separation of Powers, dedicate alla nascita della democrazia e alla divisione dei poteri. Parallelamente, The Museum of the American Revolution presenta 'The Declaration's Journey', che ripercorre l'impatto globale della Dichiarazione d’Indipendenza analizzando come il documento del 1776 abbia ispirato movimenti per la libertà in tutto il mondo. Tra gli eventi più attesi, il Philadelphia Art Museum e la Pennsylvania Academy of the Fine Arts hanno organizzato una mostra congiunta, 'A Nation of Artists', che ripercorre tre secoli di creatività americana con oltre 1.000 opere esposte nelle due sedi. 'A Nation of Artists' indaga come la produzione artistica negli Stati Uniti sia stata plasmata da creatività, scambio, espansione, conflitto e innovazione. Al Pafa, opere realizzate dalla fine del XVIII secolo fino ad oggi sono organizzate per temi, esplorando scene dell’espansione verso ovest, dell’ascesa delle industrie e degli scambi internazionali. Al Pma, che nel 2026 celebra anche il suo 150° anniversario, i visitatori possono ammirare un’esposizione cronologica di arte americana dal 1700 al 1960, per mettere in luce i legami globali che hanno favorito l’innovazione artistica e tecnologica, oltre agli artisti che sono stati ispirati dalla natura, dall’espansione verso ovest e dai profondi cambiamenti nell’abbondanza e nella disuguaglianza economica. Allestita nell’Historic Landmark Building del Pafa, restaurato di recente, e nelle nuove gallerie di arte americana del Pma, la mostra presenta la storia americana dal 1700 ad oggi attraverso più di 1.000 dipinti, fotografie, sculture, arti decorative e molto altro. Nei due musei sono inoltre esposte per la prima volta al pubblico più di 120 opere d’arte della collezione della famiglia Middleton, una delle più importanti collezioni private d’arte americana del Paese. “La nostra aspirazione è che questa mostra sia davvero per tutti, senza che sia necessaria alcuna conoscenza preliminare di arte o storia", ha dichiarato John S. Middleton. "Crediamo nel potere del racconto per creare connessioni tra le persone e siamo entusiasti di collaborare con queste due storiche istituzioni per condividere opere che hanno portato alla nostra famiglia tanta gioia e ispirazione. Come il baseball, anche l’arte ha il potere di unire le persone e sorprenderci quando meno ce lo aspettiamo. A ogni visita c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. È un onore contribuire a dare nuova vita all’arte americana in occasione di questa speciale commemorazione del 250° anniversario della fondazione del nostro Paese”, ha aggiunto. “Questo è un momento di trasformazione per la Pafa e per Philadelphia”, ha dichiarato Kristen Shepherd, presidente e Ceo della Pennsylvania Academy of the Fine Arts. “Mentre la Pafa celebra il suo 220° anniversario in quanto primo museo e scuola d’arte d’America e la riapertura dell’Historic Landmark Building, invitiamo il pubblico a vivere un’esperienza nuova, una che rifletta la nostra storica eredità come prima scuola e primo museo d’arte della nazione, offrendo al tempo stesso - ha sottolineato - una potente cornice per una nuova interpretazione della nostra collezione, arricchita dalle opere della Middleton Family Collection. In collaborazione con il Philadelphia Museum of Art, siamo orgogliosi di presentare A Nation of Artists in un modo profondamente radicato nella storia della Pafa, ma allo stesso tempo proiettato verso il futuro per esplorare ciò che definisce l’arte americana al giorno d’oggi”. “Nel celebrare il 250° anniversario degli Stati Uniti e il 150° anniversario del Pma, siamo onorati di collaborare con la prestigiosa Pennsylvania Academy of the Fine Arts e con la rara collezione della famiglia Middleton”, ha dichiarato Daniel Weiss, George D. Widener Director e Ceo del Philadelphia Museum of Art. “'A Nation of Artists' attraverserà tre secoli di arte per raccontare la storia in continua evoluzione della creatività americana. Questa mostra, autentica pietra miliare culturale, riunirà voci provenienti da tutto il Paese attraverso programmi innovativi, collaborazioni e attività di ricerca”, ha concluso.
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Materie prime, dai metalli al food prezzi sotto pressione: ecco cosa succede a imprese e consumatori
(Adnkronos) - L’inflazione continua a manifestarsi trasversalmente in diversi settori dell’economia, confermando come il costo delle materie prime rappresenti oggi una delle principali variabili in grado di incidere su consumi, produzione e competitività industriale. Dall’energia al food, passando per logistica e manifattura, le tensioni geopolitiche e la volatilità dei mercati internazionali stanno alimentando un incremento dei costi che si trasferisce lungo tutta la filiera, con effetti diretti su imprese e consumatori. Il comparto energetico resta uno degli osservati speciali: secondo il Centro Studi Confindustria (Documento di Finanza Pubblica 2026 del 27 aprile), il gas europeo costa attualmente 3,5 volte quello statunitense e, nelle ultime settimane, i prezzi del gas in Europa sono aumentati del 40%, aggravando ulteriormente la pressione sui costi industriali. Uno scenario che sta spingendo sempre più aziende a cercare strumenti di stabilizzazione dei costi e maggiore autonomia energetica. In questa direzione si inseriscono i modelli di libero autoconsumo: secondo le elaborazioni del Centro Studi di EnergRed, le imprese che adottano impianti fotovoltaici industriali riescono oggi a coprire mediamente il 77% del proprio fabbisogno energetico, riducendo i costi dell’energia fino al 45% rispetto all’approvvigionamento tradizionale dalla rete. “La crescita dei costi delle materie prime energetiche sta avendo un impatto sempre più diretto sulla competitività delle imprese e, di conseguenza, sui prezzi finali per consumatori e famiglie”, commenta Moreno Scarchini, Ceo di EnergRed. “Oggi la volatilità dell’energia - avverte - non può più essere considerata un fenomeno temporaneo legato alle singole crisi geopolitiche, ma una condizione strutturale con cui il sistema produttivo deve imparare a confrontarsi. Per questo le aziende stanno accelerando sugli investimenti in autonomia energetica e autoconsumo: riuscire a produrre internamente una parte significativa del proprio fabbisogno significa aumentare la prevedibilità dei costi, ridurre l’esposizione alle oscillazioni dei mercati internazionali e proteggere marginalità e competitività nel lungo periodo". Altro capitolo importante sono anche i metalli. Racconta Marco Bersani, fondatore di Circular Materials: “La scarsità di materie prime, tra cui materiali critici e acqua, oggi coinvolge trasversalmente intere filiere industriali, dal pharma fino all’elettronica avanzata. In questo scenario, diventa fondamentale ripensare il concetto stesso di risorsa. In Europa continuiamo a importare materiali strategici mentre disperdiamo metalli già raffinati all’interno dei reflui industriali. Circular Materials è una risposta concreta a questo paradosso: siamo in grado di recuperare metalli strategici, acqua e altre materie prime critiche per introdurle nella filiera produttiva localmente, ispirandoci ad una circolarità completa”. Ma l’aumento del costo delle materie prime si vede anche nelle piccole cose quotidiane perché incide a tutti i livelli sui portafogli. L’aumento del prezzo del gelato artigianale, per esempio, non può essere letto come una semplice scelta commerciale. Come sottolinea Davide Tasinato, esperto del settore e socio di Artigeniale, il costo delle materie prime resta uno dei fattori più rilevanti, soprattutto quando si parla di ingredienti freschi e di qualità. A questo si aggiunge un elemento oggi determinante: il costo dell’energia. Il combinato disposto tra materie prime, energia, conservazione e logistica rende inevitabile, per molte gelaterie, un adeguamento dei prezzi. Per contenere l’impatto senza rinunciare alla qualità, una strada concreta è applicare prezzi differenziati in base al valore delle materie prime utilizzate, approccio che Artigeniale propone dal 2007: non tutti i gusti hanno lo stesso costo, lo stesso valore e la stessa complessità produttiva. “Per chi vuole continuare a garantire qualità, naturalità e trasparenza produttiva, l’aumento del prezzo non è una speculazione, ma una conseguenza diretta dell’aumento dei costi reali. In molti casi, gli aumenti al banco sono inferiori rispetto alla crescita effettiva dei costi sostenuti”, evidenzia Tasinato. A confrontarsi con uno scenario sempre più instabile sono anche realtà food come SanNicò Food, azienda pugliese che ogni giorno sforna 15mila pezzi di autentica focaccia barese distribuita nella Gdo in Italia e all'estero. “L’aumento dei costi energetici e logistici si riflette direttamente sulla nostra catena produttiva, data l’importanza di forni e trasporti refrigerati. E se la situazione non dovesse cambiare a breve, anche la grande distribuzione, sotto pressione, potrebbe richiedere maggiori scontistiche, erodendo i nostri margini”, afferma Roberto Pantaleo, fondatore di SanNico’. L’aumento dei costi delle materie prime, poi, non riguarda solo ingredienti come farina, olio e pomodoro, ma anche i materiali per il packaging, come la plastica. “Tuttavia, la nostra autenticità potrebbe trasformarsi in un vantaggio strategico - osserva - poiché nei momenti di crisi, i prodotti identitari e di qualità vengono premiati. Per questo, puntiamo a difendere i margini con una strategia premium, diversificando i mercati e consolidando la nostra posizione come eccellenza del made in Italy”. Anche il settore moda e pelletteria sta affrontando una fase complessa, segnata dall’aumento dei costi produttivi e dalla necessità di preservare qualità e identità del Made in Italy. In un momento di grande cambiamento per il mercato, Pierotucci - azienda di pelletteria fiorentina nata negli anni ’70, con showroom, boutique a Firenze, ma presente anche all’estero - continua a puntare su qualità, trasparenza della filiera e valorizzazione del Made in Italy. “La scelta delle materie prime, dai tessuti ai pellami, resta per noi un elemento centrale: collaboriamo con fornitori selezionati, recuperando pellami provenienti da aziende del lusso, per il nostro progetto Rereri, privilegiando materiali di alta qualità e processi produttivi responsabili. Questo approccio ci permette di continuare a mantenere standard elevati anche in una fase caratterizzata dall’aumento dei costi di produzione”, sottolineano Matteo e Marco Tucci, titolari di Pierotucci e Rereri. “Pur affrontando inevitabili rincari nelle materie prime e una diminuzione dell’affluenza turistica a Firenze, lavoriamo costantemente per contenere gli aumenti e mantenere un equilibrio tra qualità, artigianalità e prezzo finale”, aggiungono. E’ critica da qualche tempo anche la situazione nel settore tessile nel quale opera Hanita, importante realtà nel mondo dell’abbigliamento italiano. Secondo Carlo Casillo, Ceo di Hanita, "la stabilità delle relazioni con i partner e la selezione rigorosa delle materie prime rappresentano la nostra risposta concreta alle incertezze del mercato globale". "Lavoriamo quotidianamente - assicura - per mantenere elevati standard qualitativi, selezionando con estrema attenzione tessuti e materiali, e privilegiando collaborazioni consolidate con fornitori affidabili. Questo modello operativo permette di affrontare con maggiore equilibrio le oscillazioni del mercato e i rincari che hanno interessato l'intero comparto, cercando al tempo stesso di contenere l'impatto sui prezzi finali per il consumatore".
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