Malattia del bacio, virologo: "80% adulti ha avuto contatti con virus"

(Adnkronos) - "La mononucleosi o 'malattia del bacio' è causata nella maggior parte dei casi dal virus Epstein-Barr (Ebv), più raro il Citomegalovirus (Cmv). L'80% degli adulti ha gli anticorpi per l'Ebv, lo troviamo nella saliva di soggetti adulti che non sono consapevoli di averlo. E' ribattezzata la malattia del bacio proprio perché i neonati prendono l'infezione dal bacio di un adulto, da qui la raccomandazione delle mamme di non baciare i bebè sulla bocca, ma l'Ebv si trova in tutti gli oggetti dove si posa la saliva, dai giochini che i neonati si mettono in bocca alle posate". Lo spiega all'Adnkronos Salute il virologo Mauro Pistello, direttore dell'Unità di virologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa e vicepresidente della Società italiana di microbiologia, alla vigilia del 6 luglio, Giornata internazionale che celebra il bacio.  Come si fa la diagnosi di mononucleosi? "Dall'analisi dei globuli bianchi e poi ci sono marcatori specifici per l'Ebv - risponde il virologo - Questo virus causa quella che si chiama linfocitosi, infetta i linfociti e li stimola a proliferare in modo incontrollato, quasi li 'immortalizza'. Dall'altra parte il sistema immunitario interviene con le cellule T che vanno a distruggere il virus che, se non fosse tenuto sotto controllo, potrebbe anche portare a linfomi e leucemie. Ma nella maggior parte delle persone i sintomi sono una febbre che può durare per parecchio tempo, anche 2 settimane, un mal di gola con placche biancastre, una stanchezza persistente. In casi rari negli adulti può portare ad un ingrossamento della milza, ma in un soggetto immunocompetente tutto si risolve rapidamente, mentre i bambini possono essere completamente asintomatici anche se il virus li contagia già nei primi mesi proprio con il bacio degli adulti".  Se la malattia del bacio in chi la prende da ragazzo può al massimo far saltare la scuola, in alcune parti del mondo, come l'Africa, "può dare nei soggetti con problemi del sistema immunitario dei linfomi che però rispondono bene alla chemioterapia". Per affrontare la mononucleosi "non c'è un terapia specifica, si risolve senza strascichi - conclude Pistello - Si stanno valutando delle immunoglobuline, ma ancora non è chiaro se funzionino o meno. Il virus Epstein-Barr vive molto in equilibrio con l'organismo umano, sa nascondersi e annidarsi molto bene, quindi non è facile 'beccarlo'. Ci sono studi anche su un possibile vaccino, ma siamo ancora lontani".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sanità, lotta a liste d'attesa: 6 italiani su 10 chiedono più assunzioni personale

(Adnkronos) - Sei italiani su dieci sono convinti che per risolvere il problema delle liste d’attesa "occorra assumere più medici e infermieri" e oltre la metà (il 56%) ritiene "necessario investire più risorse nel settore pubblico per estendere gli orari dei servizi sanitari". Mentre è in corso in Senato l’iter del decreto liste d’attesa licenziato dal governo, il sindacato degli infermieri Nursind ha voluto coinvolgere direttamente i cittadini su questo tema con una survey commissionata a Swg. “Un sondaggio – commenta il segretario nazionale Andrea Bottega - che rivela da un lato la consapevolezza da parte degli italiani della necessità di interventi concreti e non di misure spot senza risorse e dall’altro anche le loro preoccupazioni sulla tenuta del Ssn. Del resto, il fatto che solo un responder su dieci (11%) sostenga l’ipotesi di un rafforzamento del privato accreditato per abbattere i tempi dei servizi sanitari è spia di un timore crescente nella popolazione circa un progressivo scivolamento verso il privato della sanità”. Dall’indagine emerge altrettanto chiaramente la convinzione da parte dei cittadini del ruolo che potrebbero giocare gli infermieri per contrastare le lunghe liste d’attesa: "Il 71% del campione crede infatti che tra visite di controllo post ricovero, medicazioni semplici, piccole suture e prescrizione di presidi sanitari, contribuirebbero a snellire i tempi di risposta. Un italiano su cinque pensa addirittura che questa soluzione migliorerebbe di molto la situazione", si legge nell'indagine.  "Pur volendo, però, il problema numero uno - commenta Bottega - rimane la carenza di professionisti e, ammesso che si voglia assumere personale infermieristico, l’ostacolo da superare è ancora una volta la scarsa attrattività del nostro lavoro. Un appeal sempre più sbiadito che non solo noi, come parte in causa, ma anche gli italiani (l’84%) adducono in primis agli stipendi bassi e a carichi di lavoro eccessivi, oltre che (l’80%) a un irrilevante riconoscimento del valore della professione”. Un comune sentire tra cittadini e infermieri che riguarda anche i timori per il futuro. “Condividiamo con gli italiani le stesse ansie - prosegue il segretario -. Ben nove italiani su dieci si dichiarano preoccupati per la grave carenza di infermieri che si profila nei prossimi anni. E noi lo siamo quanto loro. Come diretta conseguenza di ciò, il 53% degli intervistati da Swg teme una riduzione dei servizi pubblici a favore di quelli privati, mentre il 35% una riduzione della qualità delle prestazioni. E noi non possiamo dare loro torto". Senza contare che “il 39% del campione paventa un allungamento delle liste d’attesa. Una prospettiva cui guarda con timore anche il Nursind, preoccupato già adesso dagli effetti dell’attuale decreto. Non a caso – conclude Bottega - abbiamo subito messo in guardia governo e Parlamento sul rischio di uno spostamento dei tempi d’attesa dalla fase diagnostica a quella terapeutica”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Welfare, Family+Happy: "Caregivers formati sicuri e certificati per aiutare i lavoratori"

(Adnkronos) - Un impatto concreto sulla felicità dei collaboratori oggi è finalmente possibile. E' la soluzione offerta da Family+Happy, una piattaforma di work-family management che si propone come soluzione alle sfide quotidiane affrontate dai dipendenti che cercano di bilanciare impegni lavorativi e responsabilità familiari. "Abbiamo cercato (e trovato) - precisa Cinzia Tessarolo, ceo e co-founder - la soluzione win-win per aziende e lavoratori, offrendo servizi di caregiving che possano migliorare l’indice di felicità delle persone e promuovere un autentico bilanciamento tra vita professionale e supporto alla vita privata. La nostra missione è ambiziosa ma molto chiara: vogliamo arrivare dove lo Stato non sempre arriva ed essere catalizzatori di un cambiamento sociale, permettendo a tutti di perseguire le proprie aspirazioni professionali senza sacrificare quelle personali e familiari. Attraverso la nostra innovativa piattaforma proprietaria, professionalizziamo la figura dei caregivers, rendendoli non solo formati, sicuri e certificati, ma anche prontamente disponibili per rispondere a ogni necessità”.  Family+Happy nella conciliazione tra vita privata e professionale offre: servizi di careviging certificati, disponibili entro pochi giorni e a prezzi agevolati, che forniscono supporto concreto a 360 gradi (babysitting, badanti, petsitting, aiuto commissioni). Family+Happy nasce proprio dalla volontà di dare aiuto concreto: è una realtà unica nel panorama del welfare in quanto è in grado di coprire tutta Italia e con una forte vocazione sociale. Basandosi su un'approfondita ricerca di mercato e dopo un percorso di validazione in diversi paesi, Family+Happy ha sviluppato un modello di servizio che risponde efficacemente alle esigenze delle famiglie garantendo un grado di selezione do altissima qualità, grazie anche all'uso di algoritmi avanzati e una intelligenza artificiale proprietaria.  Grazie alla piattaforma proprietaria ogni abbinamento tra caregiver e famiglia è personalizzato su 113 parametri e basato su un'accurata analisi delle esigenze e delle preferenze di ogni utente. Questo permette di offrire non solo un servizio di qualità, in tempi molto rapidi, ma anche una soluzione su misura che risponde alle specificità di ogni situazione.  “Con Family+Happy - aggiunge Cinzia Tessarolo - le aziende hanno la possibilità di offrire ai propri dipendenti un servizio di caregiving che fa davvero la differenza, migliorando la qualità della loro vita quotidiana e consentendo loro di vivere una vita meno stressante e potendosi concentrarsi al meglio sul lavoro. Un modo non solo per ridurre le ore di assenza, ma soprattutto per aumentare significativamente il benessere e la produttività dei lavoratori. E a questo si aggiunge un notevole beneficio economico: aderendo a Family+Happy, infatti, le imprese possono risparmiare fino a 200.000 euro all’anno recuperando assenze e possibili dimissioni, mentre ciascun dipendente risparmia fino a 3.000 euro l’anno grazie al risparmio agevolato. Il nostro principale competitor è il lavoro irregolare che vogliamo eliminare completamente grazie al nostro modello ad impatto sociale positivo: i professionisti che lavorano con noi, infatti, sono tutti regolarizzati, formati e certificati”.  In un anno la soluzione di Family+Happy è stata a disposizione di oltre 100.000 dipendenti di corporate tra le più rilevanti in Italia, come ad esempio: Penny Market Italia, Philip Morris Italia, Terna, Politecnico di Torino, Compagnia Di San Paolo, Beko, CdP.  “Vogliamo generare un cambiamento culturale - conclude Cinzia Tessarolo - per fare in modo che ogni azienda, sia supportata nella valorizzazione dei talenti, generando maggiore serenità e fidelizzazione. Un aspetto rilevante nelle corporate, ma ancora più importante per le piccole e medie imprese”.  ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Food, Cozzo (Bistrot64): "Il fine dining può essere sostenibile e accessibile a tutti"

(Adnkronos) - "Anche il fine dining può essere sostenibile dal punto di vista dei costi e offrire al cliente un'esperienza a un prezzo abbordabile". Parola di Emanuele Cozzo, proprietario e direttore del ristorante romano Bistrot64, rilevato un anno fa. Un ritorno, in realtà, il suo, nel locale del quartiere Flaminio, di cui era stato socio in passato, quando aveva ottenuto la stella Michelin. Un traguardo che ora si ripropone, tornando al concept originario ma puntando soprattutto sulla sostenibilità. "Di solito un ristorante stellato - spiega - ha costi di gestione altissimi, sia come cucina sia come servizio, e questo si ripercuote sui prezzi alti chiesti al cliente. Noi riusciamo a mantenere il nostro menù di degustazione di cinque portate a 70 euro, a 90 euro quello di otto, vale a dire la metà di quello che si spende di solito in un ristorante di questo livello". Come? La prima voce di spesa da contenere è sicuramente quella del personale. Al Bistrot64, infatti, lavorano solo sei persone, tra cucina e sala, compreso lo chef, il romano Giacomo Zezza, e lo stesso Emanuele Cozzo, che si è messo a disposizione lavorando in sala in prima persona, affiancato dal suo vice, il Restaurant manager e sommelier Nicola Bacalu. Dunque, un servizio semplificato, in cucina e in sala, senza rinunciare alla professionalità. E che sostenibilità faccia rima con semplicità si vede persino nell'abbigliamento del personale: una semplice maglietta al posto della divisa.  Poi, c'è la ricerca della materia prima, che, puntando sui piccoli produttori e su prodotti di nicchia, con preparazioni interamente homemade, consente di mantenere i conti in equilibrio. Il risultato è una cucina che ama definire "ancestrale", dalla forte influenza orientale ad eccezione dei piatti classici romani, fino ai dolci preparati direttamente dallo chef, senza fare ricorso a un maestro pasticcere. Anche la carta dei vini, composta da 200 etichette, è costruita sul rapporto qualità-prezzo. "Quello che voglio trasmettere - conclude Cozzo - è un concetto di informalità: un ristorante senza pretese, dove il cliente si senta a suo agio ma dove possa vivere una vera esperienza di fine dining, grazie a un'offerta low-cost, che sia alla portata di tutti e che al tempo stesso permetta all'azienda, di questi tempi, di sopravvivere". ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Giornata del bacio, vietato durante pandemia e oggi la scienza lo riabilita

(Adnkronos) - "Se il bacio, nell'arte, ha sempre rappresentato l'amore in un contesto mistico-erotico, nella medicina è stato inteso in modo divergente, come modalità di rafforzamento del sistema immunitario grazie alla trasmissione di milioni di germi in pochi secondi e, al tempo stesso, come potenziale trasmettitore di infezioni, a volte anche gravi, basti pensare alla mononucleosi o a quei virus respiratori divenuti protagonisti nell'era Covid. Per non parlare, poi, delle nuove frontiere che l'analisi del microbiota salivare offre a proposito di germi cariogeni, eventualmente scambiabili, come streptococchi, lattobacilli e actinomiceti. E', tuttavia, impensabile una demonizzazione del bacio perché si tratterebbe di avversare ogni sacrosanta tensione di socialità e consolidamento delle relazioni affettive". Così all'Adnkronos Salute l'immunologo Mauro Minelli della Fondazione per la medicina personalizzata. Domani è la Giornata internazionale del bacio.  "Quindi, per quanto sia talvolta da dispensare con prudente accortezza, per esempio a neonati o a persone immunologicamente defedate - precisa l'esperto - resto fermamente convinto del fatto che il bacio debba continuare ad essere un modo per manifestare e diffondere buoni sentimenti e sensazioni positive".  
La mononucleosi o 'malattia del bacio' "è causata nella maggior parte dei casi dal virus Epstein-Barr (Ebv), più raro il Citomegalovirus (Cmv). L'80% degli adulti ha gli anticorpi per l'Ebv, lo troviamo nella saliva di soggetti adulti che non sono consapevoli di averlo. E' ribattezzata la malattia del bacio proprio perché i neonati prendono l'infezione dal bacio di un adulto, da qui la raccomandazione delle mamme di non baciare i bebè sulla bocca, ma l'Ebv si trova in tutti gli oggetti dove si posa la saliva, dai giochini che i neonati si mettono in bocca alle posate". Lo spiega il virologo Mauro Pistello, direttore dell'Unità di virologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa e vicepresidente della Società italiana di microbiologia.  
Come si fa la diagnosi di mononucleosi? "Dall'analisi dei globuli bianchi e poi ci sono marcatori specifici per l'Ebv - risponde il virologo - Questo virus causa quella che si chiama linfocitosi, infetta i linfociti e li stimola a proliferare in modo incontrollato, quasi li 'immortalizza'. Dall'altra parte il sistema immunitario interviene con le cellule T che vanno a distruggere il virus che, se non fosse tenuto sotto controllo, potrebbe anche portare a linfomi e leucemie. Ma nella maggior parte delle persone i sintomi sono una febbre che può durare per parecchio tempo, anche 2 settimane, un mal di gola con placche biancastre, una stanchezza persistente. In casi rari negli adulti può portare ad un ingrossamento della milza, ma in un soggetto immunocompetente tutto si risolve rapidamente, mentre i bambini possono essere completamente asintomatici anche se il virus li contagia già nei primi mesi proprio con il bacio degli adulti".  Se la malattia del bacio in chi la prende da ragazzo può al massimo far saltare la scuola, in alcune parti del mondo, come l'Africa, "può dare nei soggetti con problemi del sistema immunitario dei linfomi che però rispondono bene alla chemioterapia". Per affrontare la mononucleosi "non c'è un terapia specifica, si risolve senza strascichi - conclude Pistello - Si stanno valutando delle immunoglobuline, ma ancora non è chiaro se funzionino o meno. Il virus Epstein-Barr vive molto in equilibrio con l'organismo umano, sa nascondersi e annidarsi molto bene, quindi non è facile 'beccarlo'. Ci sono studi anche su un possibile vaccino, ma siamo ancora lontani".  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Mestieri, World butcher wars: "L'arte macelleria italiana arriva all'ippodromo di Ascot"

(Adnkronos) - Andrea Laganga, macellaio di Grosseto ed esperto di barbecue, si prepara a partecipare alle World butcher wars, i primi mondiali di macelleria che prendono vita in Europa. Questa è un'opportunità senza precedenti per l'Italia che sarà rappresentata dai super butcher della Nazionale italiana macellai Andrea Laganga e Gianni Giardina. La competizione si terrà il 20 e 21 luglio all'interno dello Smoke and fire festivals, una manifestazione di due giorni interamente dedicata al barbecue e alle cotture sulla brace che si svolge presso l'ippodromo di Ascot, cittadina nella zona est di Berkshire, in Inghilterra. La due giorni no-stop di BBQ e cotture sulla brace è un vero e proprio happening tra piatti di carne, barbecue, tanta musica e divertimento che ogni anno si svolge all’interno dell’ippodromo di Ascot, conosciuto ai più per le corse di cavalli amate dai reali inglesi. La competizione, che lo scorso anno si è svolta in Brasile nel corso del Churrascada international barbecue festival di San Paolo, coinvolgerà 12 Paesi (oltre all’Italia gareggeranno rappresentanti di Nuova Zelanda, Australia, Inghilterra, Scozia, Irlanda, Brasile, Germania, Polonia, Grecia, Usa, Giappone e Tonga) e consisterà nel disosso, taglio e lavorazione di mezzo agnello e mezza sella di maiale. Il tutto in soli 30 minuti. Il panel di giudici, guidato da Shannon Walker, macellaio, insegnante, esperto di BBQ e autore del volume 'The butchers cookbook', e Keith Fisher, chief executive officer all’Institute of Meat, valuterà la presentazione e il display del banco, la tecnica utilizzata, la velocità e, non ultima, la creatività dei preparati. Si tratta di una prova complessa che richiederà un mix di tecnica e abilità nella trasformazione delle carni in tagli e pronti a cuocere che saranno valutati da un team internazionale di professionisti.  "Questo è un sogno che diventa realtà", commenta Andrea Laganga all’annuncio della partecipazione. "Porteremo lo stile italiano tra i tanti appassionati di barbecue e dei tagli anglosassoni", aggiunge Gianni Giardina. Una bella notizia quella dell’Italia finalmente nella World Butchers Wars: dall’apertura ad alcuni Paesi europei al World butchers' challenge (Wbc) in quel di Belfast nel 2018, passando per Sacramento nel 2022 e in (trepidante) attesa di arrivare a Parigi 2025, con l’entrata in gara nella War estesa anche ad altre nazioni dell’Ue è indubbio che la rete internazionale di queste competizioni carnivore si stia allargando. Questa espansione delle competizioni carnivore a livello globale favorisce la promozione del prodotto carne, il networking e la condivisione di idee ed esperienze tra i macellai di tutto il mondo. Inoltre, contribuisce a raccontare un mestiere in continua evoluzione all'interno di un contesto di confronto internazionale. Andrea Laganga è un macellaio esperto che lavora nella storica macelleria di Grosseto insieme alla sua famiglia da oltre 50 anni. Proprio la su famiglia è stata la prima ad allenarlo per questa competizione studiando insieme le tecniche e le rappresentazioni da portare in Inghilterra. Durante la gara, oltre a rappresentare la tradizione e l'artigianalità della professione di macellaio, Laganga presenterà elementi e prodotti tipici della sua terra, la Maremma, a cui è profondamente legato e grato. “Ho cercato di coinvolgere artisti e produttori della Maremma - dichiara Laganga - per riuscire a portare oltr’Alpe un racconto della nostra terra. Sto infatti ricercando prodotti enogastronomici del territorio da inserire all’interno della mia esposizione ma non solo, mi sono rivolto ad artisti locali per lo studio e la preparazione di taglieri unici attraverso la mente e le mani dell’artista del legno Marco Celeghin e dell’artista Dominga Tammone per le rappresentazioni grafiche che, in lingua inglese, racconteranno le preparazioni”. Prosegue Laganga: “L'Italia, anche con la Toscana e la Maremma, è pronta a dare il massimo nella World Butcher Wars esaltando l'unicità della gara e dimostrando l'eccellenza dell'arte della macelleria italiana in una sfida mondiale”. Dal 2018, la Macelleria Laganga è l’unica macelleria toscana che fa parte della Nazionale italiana macellai e partecipa attivamente alle sfide mondiali di macelleria per il World butcher challenge. Nel 2023 la macelleria Laganga è stata insignita di uno dei riconoscimenti più significativi per il mondo del food entrando a far parte degli Ambasciatori del gusto. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Aptos lancia il suo nuovo wallet cripto

(Adnkronos) - Il riscatto del settore fintech non può non passare per un potenziamento delle sue infrastrutture. È sulla strada di una maggiore efficienza che si incammina Aptos, che ha recentemente annunciato il lancio del suo nuovo wallet cripto. Aptos Connect è un servizio moderno che si distingue per il carattere innovativo del suo sistema di sicurezza. Per accedere al wallet, infatti, agli utenti sarà sufficiente un account Google. L’addio ai moduli di sicurezza hardware potrebbe segnare un punto di non ritorno per la comunità degli investitori. ---economia/fintechwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Il 70 per cento degli Italiani usa la tecnologia per il benessere fisico

(Adnkronos) - In occasione dell'International Self-Care Day, che verrà celebrato il 24 luglio, Samsung ha presentato una nuova ricerca Trend Radar, sviluppata in collaborazione con Human Highway, istituto di ricerche di mercato specializzato nell’analisi dei cambiamenti nelle relazioni umane prodotti dalle tecnologie digitali. Questa indagine offre una panoramica dettagliata su come gli italiani percepiscono e utilizzano la tecnologia per il loro benessere fisico e mentale. Dallo studio emerge che il 64% degli italiani cerca costantemente di prendersi cura del proprio benessere nonostante gli impegni quotidiani, con il 27% che considera questa attività una vera e propria priorità. Le generazioni più giovani, Millennial e Gen Z, risultano particolarmente attente, con entrambi i gruppi che riportano un 30% di adesione a comportamenti orientati al benessere. La tecnologia si conferma come uno strumento essenziale per il benessere personale. Il 70% degli intervistati utilizza la tecnologia per il benessere fisico, mentre il 64% la trova utile per il benessere mentale. Gli uomini mostrano una maggiore inclinazione rispetto alle donne a vedere la tecnologia come un supporto per il benessere fisico e mentale, con un divario di dieci punti percentuali. Le generazioni più giovani, in particolare Millennial e Gen Z, guidano questa tendenza con il 68% e il 65% rispettivamente. L’indagine evidenzia diversi scenari in cui la tecnologia facilita l’attività fisica. Il 34% degli italiani abbina l'ascolto della musica all'esercizio fisico, un dato che sale al 42% tra la Gen Z. I dispositivi wearable sono usati dal 34% per monitorare l’attività fisica, con un picco del 39% tra i Millennial. Altri aspetti rilevanti includono il monitoraggio del battito cardiaco (28%) e l’uso di device che ricordano di muoversi (30% degli uomini contro il 23% delle donne). La tecnologia supporta anche il benessere psicologico ed emotivo, facilitando le relazioni sociali e la fruizione delle proprie passioni. La Gen Z è la generazione più tecnologica in questo ambito, con il 45% che utilizza dispositivi per rimanere in contatto con amici e parenti, superata solo dai Boomer (47%). Inoltre, il 37% degli italiani utilizza la tecnologia per ascoltare musica che mette di buon umore, e il 30% per suggerimenti su film e serie TV, con gli uomini che mostrano una preferenza maggiore per i videogiochi come forma di relax (33% nella Gen Z). Alla fine della giornata, la tecnologia aiuta a rilassarsi e a migliorare la qualità del sonno. Il 26% degli intervistati usa la tecnologia per meditare o monitorare il sonno tramite smartwatch, con una prevalenza tra gli uomini (28%) e la Gen Z (28,5%). Anche in cucina, la tecnologia è vista come un alleato: il 38% degli italiani apprezza elettrodomestici che ottimizzano i tempi di preparazione dei cibi e il 32% utilizza informazioni per un'alimentazione consapevole. Gli uomini (39%) sono i principali utilizzatori di dispositivi per guidare scelte alimentari salutari. Inoltre, la lavatrice (48%), il frigorifero (38%) e la lavastoviglie (28%) sono considerati gli elettrodomestici più utili per la gestione della casa. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Omoda & Jaecoo sbarcano in Italia

(Adnkronos) - I nuovi SUV Omoda 5 e Jaecoo 7 sbarcano in Italia.  La nuova Omoda 5 si presenta sul mercato italiano con una motorizzazione turbo benzina da 1,6 litri. Nel corso dei prossimi mesi sarà commercializzata anche una variate full electric. Per la Jaecoo 7, bisognerà attendere il mese di settembre.  Anche il SUV Jaecoo 7 si presenta equipaggiato con una motorizzazione tradizionale a combustione interna. In una fase successiva sarà offerto anche nella variante ibrida plug-in.  
Omoda & Jaecoo sono due brand che fanno parte del Gruppo Chery, Marchio che nel 2023 ha raggiunto, in termini di volumi di vendita, gli 1,88 milioni di auto prodotte.  Nel 2023 il Gruppo Chery ha confermato per il ventunesimo anno consecutivo, di essere tra i maggiori esportatori al mondo di auto.  Un risultato questo, reso possibile secondo il Vice President di Chery Automobile, Zangshan Zhang, dalla capacità del Gruppo, di saper accogliere le esigenze degli utenti e dei partner.  Questi i numeri del Gruppo Chery:
 • presente in 5 Continenti • possiede sei Centri di Ricerca & Sviluppo • 17 stabilimenti K&D  • 4 mila concessioni partner  • 80mila addetti in tutto il mondo. Il Gruppo automobilistico cinese intende costruire, anche attraverso il suo ingresso sul mercato italiano, solide capacità di vendita e di assistenza. L’obiettivo è di divenire a medio e lungo termine, un’azienda europea con un Centro di Sviluppo locale. 
Omoda & Jaecoo mira a contribuire allo sviluppo sociale ed economico locale
 Creare un rapporto win-win con tutte le parti interessate, dalla governance europea ai fornitori, passando per le concessionarie e istituzioni finanziarie. In questo schema, fondamentale sarà anche il rapporto che si instaurerà con i partner dell’ecosistema al fine di raggiungere un obiettivo comune e condiviso.  
Zangshan Zhang, Vice President di Chery Automobile, ha dichiarato: “L’Italia ha una storia automobilistica incredibile, è la patria del car design e delle grandi produzioni di lusso famose in tutto il mondo. Approdare in questa realtà ci riempie di orgoglio è un onore e lo sarà ancora di più quando, progressivamente, cresceremo consolidando partnership locali e radicheremo ulteriormente il nostro rapporto con questo meraviglioso Paese”.
 

 
Omoda sbarca in Europa. Il Vecchio Continente vanta una lunga tradizione nell’automotive, qui si concentrano tante e diverse realtà leader nella produzione di auto. Una concorrenza vigorosa, caratterizzata anche da vincoli normativi che impongono elevati standard produttivi.  In questo contesto tanto difficile quanto articolato, si posiziona la nuova Omoda 5, il primo SUV crossover intelligente.  In occasione del lancio della Omoda 5, i vertici del Gruppo Chery hanno precisato come i due marchi, Omoda & Jaecoo, abbiano differenti personalità e mirino a un posizionamento di mercato, completamente differente.  
Omoda è un Marchio improntato sul lusso, sull’estetica, sul fashion. 
Jaecoo è un brand intraprendente che si rivolge soprattutto a chi ama la guida in off-road.  La Omoda 5 è un SUV di medie dimensioni, che si caratterizza per un design gradevole e avveniristico. A caratterizzare la sua linea ci pensano diversi elementi distintivi, tra cui: • la griglia radiatore a matrice integrata nel frontale senza soluzione di continuità  • spoiler a coda d’anatra  • cerchi da 18 pollici total black  Una linea esterna accattivante a cui si abbiano interni rinomati, dove la tecnologia fa da padrona. Di serie sull’intera gamma della Omoda 5 è presente un doppio schermo da 10,25 pollici ad alta risoluzione. Guidatore e passeggero possono scegliere l’illuminazione ambientale interna (64 colori). Anche l’impianto audio è in linea con le aspettative, presente un sistema audio SONY a 8 altoparlanti. I sedili hanno una conformazione sportiva.  Il pulsante di accensione è “one-touch”, al fine di massimizzare il comfort interno, l’impianto di climatizzazione è provvisto di un sistema di purificazione dell’aria a ioni negativi co filtro di purificazione.  La nuova Omoda 5 è offerta sul mercato italiano con motore turbo benzina. Si tratta di un 4 cilindri 1.6 TGDI che sprigiona una potenza massima di 108 kW per una coppia di 278 Nm.  Il cambio automatico a doppia frizione è un sette marce.  Tre le modalità di guida: • Eco • Normal  • Sport.  La Omoda 5 ha ottenuto le cinque stelle nella certificazione europea di sicurezza.  La sua carrozzeria è composta per il 78% di acciaio ad alta resistenza.  Tra gli ADAS figurano ben 16 sistemi tra cui l'ACC (Adaptive Cruise Control) e l'AEB (Autonomous Emergency Braking).
 Due gli allestimenti disponibili, Comfort e Premium. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Nuova Bentley Bentayga MY 2024: quattro ruote sterzanti e tanta connettività

(Adnkronos) - La nuova Bentley Bentayga MY 2024 rappresenta la naturale evoluzione di un SUV lussuoso ed esclusivo.  A distanza di quattro anni dal lancio della seconda generazione, la Bentley Bentayga MY 2024 continua ad essere una delle Sport Utility Vehicle di lusso più apprezzate sul mercato. Il model year 2024 porta al debutto diverse tecnologie esclusive tra cui le quattro ruote sterzanti sulla
Extended Wheelbase, un sistema che aumenta la manovrabilità della Bentayga riducendo il raggio di sterzata di quasi 1 metro.  Questo accessorio è disponibile a richiesta sull’intera gamma ed è di serie sulla Azure ed S.  È interessante notare come un cliente su due che sceglie la Bentayga EWB a passo lungo, la equipaggia con l’Airline Seat, pacchetto che comprende la regolazione posturale, climatizzazione automatica del sedile, cuscino regolabile, schienale rinforzato nella parte posteriore e poggiatesta elettrici.  L’Airline Seat, una volta che il passeggero si è seduto sul sedile posteriore e ha selezionato la temperatura desiderata, calcola la temperatura corporea e l’umidità della superficie con una precisione di 0,1 C* ogni 25 millisecondi.  Il sistema, dunque, valuta se aumentare il calore o la ventilazione, per dare sempre il massimo benessere.  Prevista anche la funse di massaggio che prevede 177 variazioni di pressione individuali in sei zone di pressioni completamente indipendenti per un periodo massimo fino a 3 ore. Modificando la conformazione del sedile durante il viaggio, nessuna zona del corpo subisce l’affaticamento della pressione per un periodo prolungato.  Sulla nuova generazione di Bentayga migliora anche la sicurezza, potenziato l’Intelligent Park Assist, il 3D Surround View e l’Emergency Assist.
 Ulteriormente affinati risultano anche il Lane Departure Warning e il Bentley Safeguard.
 Nell’abitacolo tante le soluzioni che rendono ancora più confortevole ed esclusivo il SUV inglese. L’impianto audio si avvale di diffusori B&O rifiniti in alluminio con fori di dimensioni e angoli variabili, sono sagomati e disposti secondo uno degli schemi di Fibonacci.  La presenza di fori angolati contribuisce ad una migliore trasparenza acustica.  
La moquette dell’abitacolo è realizzata ora in nylon riciclato al 100%.
 Anche l’impianto di climatizzazione è stato migliorato.  Utilizza un sensore di particelle in grado di misurare la qualità dell’aria, all’esterno e all’interno dell’abitacolo.  Una volta attivata la modalità automatica di ricircolo, il sistema è in grado di calcolare, grazie ai dati cartografici, quando la vettura sta per attraversare una galleria.  Così, dieci secondi prima dell’ingresso, si passa alla modalità di ricircolo per evitare che l’inquinamento entri nell’abitacolo. Introdotto per la prima volta sulla Bentayga a passo lungo, le quattro ruote sterzanti, e si sento soprattutto quando si affrontano tornanti anche stretti, assicurano un ottimo compromesso tra la sicurezza ad alta velocità e comfort. In autostrada, il sistema effettua piccoli aggiustamenti di marcia alle ruote posteriori, ciò aumenta la stabilità alle alte velocità, rendendo più sicuri i sorpassi e cambi di corsia, Migliora anche la maneggevolezza quando si percorrono curve ampie.  Alle basse velocità, l’All Wheel Steering, virtualmente, accorcia il passo, diminuendo il raggio di sterzata. Ciò è possibile perché le ruote posteriori sterzano in direzione opposta a quelle anteriori, per un massimo di +/- 4,8 gradi rispetto alla linea centrale della vettura. Di serie sulla Bentayga 2024 sono presenti tappetini Wilton a manto profondo, realizzati in pura lana. Durante il processo di produzione non viene utilizzata la candeggina, per un risultato finale di alta qualità.  I tappetini a manto profondo sono disponibili in opzione, solo per alcune versioni. La varietà di lana utilizzata viene selezionata per la sua pulizia e purezza del colore.  La nuova moquette dell’abitacolo è realizzata in nylon 100 per cento e offre al tatto, la stessa sensazione della moquette precedente (in passato veniva utilizzato il 100% di Nylon vergine). ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)