Salute: mangiare male costa a ogni italiano circa 300 euro l'anno

(Adnkronos) - Diete e modelli alimentari sbagliati costano a ogni italiano circa 300 euro in più l'anno e incidono sulla probabilità̀ di avere malattie. Con un duplice rischio: l'impatto negativo sulla salute e, più̀ in generale, la crescita di costi economici e sociali. Un 'legame pericoloso' illustrato, dati alla mano, oggi dalla Fondazione Aletheia - think thank scientifico italiano - con il patrocinio del ministero della Salute, con il rapporto 'Malattie, cibo e salute'. A illustrare il report il Comitato scientifico della Fondazione, presieduta da Stefano Lucchini e diretta da Riccardo Fargione, con il coordinamento delle attività̀ scientifiche di Antonio Gasbarrini, preside della Facoltà̀ di Medicina e chirurgia dell'Università̀ Cattolica del Sacro Cuore. Nel 2023 l'eccesso di peso, in Italia, ha interessato il 46,4% della popolazione di maggiore età̀, rilevando una crescita nell'ultimo ventennio del 7,1% delle persone in sovrappeso e del 36,4% di quelle affette da obesità. A questo si aggiunge anche un aumento dell'incidenza di diabete che passa dal 6,3% nel 2021 al 6,6% nel 2022, con una crescita negli ultimi vent'anni del 65%. I costi sanitari legati a queste malattie comportano oggi - secondo quanto rilevato dal rapporto - una contrazione annua del Pil europeo del 3,3%. Entrando nel dettaglio, l'incremento del sovrappeso legato a stili nutrizionali errati rappresenta il 9% della spesa sanitaria nazionale e ad ogni italiano costa un''extra tassa' annuale di 289 euro. In tal senso la dieta mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell'Unesco, rappresenta valori di contrasto a questo fenomeno."La dieta mediterranea - ha specificato Claudio Franceschi, docente emerito di Immunologia all'Università̀ di Bologna, tra gli autori della ricerca - rappresenta indiscutibilmente un elemento cardine per la salute dei cittadini poiché́ ha una serie di effetti favorevoli sulla composizione corporea, lo stato infiammatorio cronico caratteristico dell'invecchiamento ed anche su tutta una serie di parametri cognitivi". Da qui, dunque, i rischi di consumi elevati di cibi ultra-processati. Il rapporto evidenzia, infatti, come una riduzione del 20% delle calorie assunte da alimenti ad alto contenuto di zucchero, sale e grassi saturi potrebbe prevenire in Italia 688mila malattie croniche entro il 2050 e far risparmiare 278 milioni di euro l'anno di spesa sanitaria: circa 7 miliardi nei prossimi 25 anni. "L'evento di oggi - ha affermato Riccardo Fargione, direttore di Aletheia - consolida un percorso avviato con il ministero della Salute. Assistiamo spesso a disinformazione e strumentalizzazioni che spingono verso modelli di consumo dannosi per i cittadini. Non possiamo permetterlo in una Paese, come l'Italia, che vanta una cultura ed un patrimonio enogastronomico di assoluta eccellenza. Ma non possiamo permetterlo neanche a livello globale, per il bene dei cittadini e dei nostri figli. Ed è per questo che con la Fondazione Aletheia ci siamo dotati di un team di medici e scienziati di altissimo profilo per provare a scardinare falsi miti e mettere ordine su un tema delicatissimo". La ricerca focalizza inoltre la garanzia del controllo di qualità̀ dei prodotti assunti, sia in termini di composizione nutrizionale sia sotto l'aspetto della sicurezza alimentare. I prodotti italiani risultano infatti i più controllati dalle autorità̀ europee (oltre 11,3mila campioni analizzati), seguono quelli francesi (circa 10mila) e tedeschi (poco meno di 8,7 mila). Nel confronto, circa il 10,3% dei campioni di origine extra Ue ha registrato livelli di contaminazione da fitofarmaci superiori ai limiti di legge, ben 5 volte superiore a quelli di origine Ue (2%). ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Università, all'Unicamillus open day corso laurea magistrale in Scienze della nutrizione umana

(Adnkronos) - Mercoledì 17 luglio si terrà l’open day per il corso di laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana dell’Università UniCamillus. L’evento si terrà dalle ore 12 alle 13 in diretta streaming previa registrazione alla pagina www.unicamillus.org/it/lp-open-day-scienze-nutrizione-umana/. L’obiettivo è fornire l'opportunità di scoprire tutto ciò che il corso ha da offrire, dai docenti del percorso accademico al piano di studi, passando per gli interessanti sbocchi lavorativi e le testimonianze di ex studenti che, grazie alla formazione ricevuta, sono ora professionisti affermati nel campo della nutrizione. Sarà anche prevista la possibilità di domande e risposte in diretta, per far sì che i partecipanti interagiscano con gli esperti di didattica, per chiarire dubbi e approfondire aspetti specifici del corso. A coronare l'evento, un video-saluto di Rosanna Lambertucci, famosa divulgatrice scientifica, che raccomanda il corso di laurea in Scienze della Nutrizione Umana dell’ateneo medico UniCamillus, sottolineando l'importanza del ruolo di chi si appresta a diffondere la migliore prevenzione in assoluto: la sana alimentazione, chiave indiscussa per una migliore qualità di vita e per il benessere della collettività. Il Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana di UniCamillus, inoltre, vanta un forte consenso da parte dei diretti interessati, ossia gli studenti: dall’ultima indagine Almalaurea, è risultato che il 94,4% degli studenti UniCamillus è felice del rapporto con i docenti, l’89,5% ritiene il carico di studio adeguato, e il 97,2% è soddisfatto complessivamente del corso e della scelta operata. Tutto ciò si traduce in un efficace metodo didattico, che porta il 100% degli studenti in Scienze della Nutrizione di UniCamillus a laurearsi in corso, con una media di voto finale di 107,5/110 (dati Almalaurea). Il Corso di Laurea in Scienze della Nutrizione Umana dà accesso ad un ventaglio di opzioni lavorative molto ampio, considerando che la figura del nutrizionista può trovare impiego come libero professionista, nella sanità pubblica e privata, nelle aziende alimentari e farmaceutiche e per insegnare materie scientifiche, senza dimenticare la possibilità di accedere all'ordine professionale dei biologi (previo superamento dell'esame di Stato). Le iscrizioni al nuovo anno accademico del corso di laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana sono aperte fino al 10 settembre 2024. La durata del corso di laurea magistrale è biennale, con lezioni in modalità mista ma prevalentemente online, senza obbligo di frequenza. L’accesso al corso è a numero limitato e basato sui titoli. Possono partecipare alla selezione tutti coloro che hanno già conseguito una laurea in Farmacia, Scienze Motorie, Dietistica, Scienze Biologiche, Medicina e Scienze e Tecnologie Alimentari, oltre ad altri laureati che dispongano di 48 CFU specificati nel bando, consultabile a questo indirizzo: https://www.unicamillus.org/wp-content/uploads/Bandi_2024-25/Nutrizione/DR_227_BANDO_SNU_2024-2025_CM.pdf. Chi ha svolto il primo anno in un altro ateneo e desidera iscriversi al secondo anno del corso di laurea in Scienze della Nutrizione Umana dell’Università UniCamillus, potrà farlo fino alle ore 13:00 del 25 settembre 2024. Il bando completo per il trasferimento è disponibile sul sito web al link https://www.unicamillus.org/wp-content/uploads/Trasferimenti/Nutrizione/DR_228-Bando-Nutrizione-di-ammissione-ad-anni-successiv-al-primo-CM-24-25.pdf. Tutte queste informazioni e molto di più sul Corso di Laurea in Scienze della Nutrizione Umana di UniCamillus saranno il fulcro dell’open day del 17 luglio. Per seguirlo in diretta e interagire con i docenti e lo staff, è possibile iscriversi a questo form: https://www.unicamillus.org/it/lp-open-day-scienze-nutrizione-umana/. Per ulteriori informazioni sull’open day, scrivere a nutrizione.umana@unicamillus.org. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Università, Introna (Tor Vergata): "Open day con professori mostra nostra offerta innovativa"

(Adnkronos) - "L'Open Day estivo è un appuntamento molto importante, perché risponde all'esigenza di tanti ragazzi e ragazze che si apprestano a effettuare la loro scelta. È molto utile per gli studenti che hanno appena concluso il quinto anno, se hanno ancora qualche dubbio e quindi hanno l'ansia di individuare che cosa scegliere per il futuro, oppure per quelli che hanno deciso, magari anche già da tempo, e trovano qui l'occasione di poter approfondire ed entrare nel dettaglio del corso di laurea al quale hanno già intenzione di iscriversi. Qui oggi insieme a me ci sono i colleghi di oltre 70 corsi di laurea post diploma che offre l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata”. Lo ha dichiarato il professor Vito Introna, delegato all’Orientamento, tutorato e placement dell’Università di Roma Tor Vergata a margine dell’open day estivo dell’Ateneo. "Per noi - ha chiarito - è importante non preparare degli eventi di orientamento pre-confezionati da somministrare agli studenti, ma è fondamentale invece presentarci qui come oggi al gran completo ed essere a loro disposizione per favorire il loro processo di scelta: possono avvicinarsi alle aree che incuriosiscono di più, abbiamo colleghi che hanno portato manichini per scienze o c'è una scena del delitto per la facoltà di giurisprudenza, in modo che i ragazzi, attirati da ciò che gli piace, inizino a prendere contatto con quella che è l'offerta formativa per immaginare il loro futuro. E' difficile per i ragazzi in questo momento immaginare un futuro, sappiamo quanto le innovazioni tecnologiche e gli scenari complessi a livello nazionale e internazionale costituiscano dei grandi punti interrogativi su come evolveranno le cose. Però questa è la nostra missione, lo facciamo con i nostri docenti e abbiamo trovato anche un modo molto innovativo di farlo".  "Abbiamo predisposto dei visori di ultima generazione all'interno delle aule - ha precisato - che accoglieranno gli studenti dove i ragazzi potranno sperimentare in qualche maniera quello che potrebbe essere il loro futuro se si iscriveranno a un corso piuttosto che un altro. La realtà immersiva è veramente uno strumento molto potente, che in pochi secondi può fare percepire, che cosa significa trovarsi in una sala operatoria o magari utilizzare un simulatore di realtà virtuale per progettare un complesso meccanismo meccanico o esplorare il corpo umano. Sono applicazioni in tanti campi, molti dei quali ormai già sviluppati dai nostri dottorandi e ricercatori, che metteremo sempre di più a disposizione dei ragazzi per l'orientamento e poi in futuro anche per le attività didattiche". ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Università, open day a Roma Tor Vergata

(Adnkronos) - Sono migliaia i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato all’ultimo evento di presentazione dell’offerta formativa dell’università di Roma Tor Vergata, in vista delle immatricolazioni al nuovo anno accademico 2024-2025. Curiosi di conoscere l’offerta formativa del nostro Ateneo, a settembre si iscriveranno all’università: quale facoltà scegliere? Nell’edificio A della Facoltà di Economia di Roma Tor Vergata, il 10 luglio, dalle 15 alle 18, i futuri studenti hanno ascoltato la presentazione delle sei facoltà e visitato le aree dedicate, parlando con gli oltre 70 tra professori, ricercatori e tutor che hanno descritto gli oltre 100 corsi di laurea, coinvolgendoli in attività laboratoriali hands-on. Per Giurisprudenza c’è il laboratorio della 'La scena del crimine' con uso di Chat GPT e per i più attenti alle cronache quello della 'Riforma costituzionale del premierato'. Il manichino su cui effettuare pratiche di rianimazione per la facoltà di Medicina e Chirurgia. Laboratori anche per scienze matematiche fisiche e naturali e per Ingegneria. Inoltre per immaginare il loro futuro in aula, gli studenti hanno potuto interagire con applicazioni di Intelligenza Artificiale grazie a visori 3D di ultima generazione, sperimentare applicazioni di realtà virtuale e immergersi in coinvolgenti video 360 nel campo della letteratura, dell'ingegneria delle scienze e della medicina.  Presenti anche i desk dei servizi agli studenti: Erasmus; Placement; Caris, per l’assistenza alla disabilità; le segreterie studenti; il servizio accoglienza; CampusX e Lazio Disco; il Centro AntiViolenza. Anche il CUS di Ateneo, il centro universitario sportivo, ha organizzato giochi e attività ludiche per il team building per i partecipanti. Presenti i ragazzi della Scuderia Tor Vergata: prevalentemente studenti in Ingegneria, ma anche di Economia e Lettere, costruiscono la loro monoposto per partecipare alla Formula SAE, nei circuiti di tutta Europa.  Per l’evento è stata presente UniRadio Tor Vergata, la giovanissima radio studentesca on line nata nel marzo 2024. L’Open day è terminato alle ore 18:30 con un aperitivo di saluto accompagnato dalla musica di UniRadio Tor Vergata. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute, gioco patologico: presentato studio su strategia di autoesclusione fisica

(Adnkronos) - Dopo il primo significativo studio sul settore del gioco pubblico in Italia, dell'anno scorso, il Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale dell'Università Tor Vergata ha presentato questa mattina a Roma i dati di 'Strategia di esclusione dal gioco fisico', una misura preventiva mirata a proteggere i giocatori a rischio di sviluppare problemi legati al gioco patologico. Si tratta di un ulteriore passo avanti rispetto al precedente lavoro che aveva già delineato la necessità di un Registro unico delle esclusioni (Rue) per tutte le forme di gioco, non limitandosi a quello online. "Il Gruppo ricerca 'Diritti e salute del giocatore-consumatore' dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, nato con lo scopo di studiare strategie per la tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili, del giocatore consumatore e prevenire i fenomeni di disturbo da gioco d'azzardo (Dga) - afferma Giulia Donadel, del Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale - conclude il secondo anno di studio. Il Gruppo presenta proposte di integrazione secondo la Legge del 09/08/2023 n. 111, che prevede il rafforzamento dei meccanismi di autoesclusione dal gioco. A questo scopo viene presentato un percorso di integrazione tra normativa, informazione e tecnologia che prevede il coinvolgimento del consumatore-giocatore attraverso un processo di graduale potenziamento verso la presa di coscienza, con l'autoesclusione dal gioco fisico, e al contempo un ambiente di gioco sicuro e consapevole. L'obiettivo - continua - è la realizzazione di un portale di 'auto-esclusione inclusiva' come strumento con cui veicolare le politiche di prevenzione, in cui è necessaria la 'collaborazione pubblica' nella corretta gestione legata all'autoesclusione mediante l'utilizzo di strumenti digitali, con tecnologie che possono avvalersi dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale per l'integrazione e l'analisi di dati atti a prevenire i fenomeni di disturbi da gioco d'azzardo e del gioco minorile". La ricerca approfondisce le modalità operative e tecnologiche per attuare efficacemente questa strategia, evidenziando i benefici attesi e gli impatti potenziali. La rete fisica di gioco in Italia - si legge in una nota - è stata analizzata in dettaglio per comprendere le dinamiche di accesso al gioco e le specifiche necessità di regolamentazione. L'analisi del 'customer journey' ha permesso di identificare i principali punti di contatto tra il giocatore e l'ambiente di gioco, cruciali per l'attuazione delle misure di autoesclusione. "La ricerca - aggiunge Laura D'Angeli, componente del Gruppo ricerche diritti e salute del giocatore-consumatore - pone al centro il consumatore-giocatore e il suo empowerment, promuovendo il rafforzamento degli strumenti e delle iniziative informative per supportare un percorso consapevole di gioco. L'analisi approfondita del 'customer journey' ha consentito di individuare i principali momenti di interazione tra il giocatore e l'ambiente di gioco, contribuendo a sviluppare una visione olistica dell'autoesclusione". Un aspetto centrale della ricerca è l'importanza della scelta volontaria di autoesclusione da parte del giocatore, non solo protegge i giocatori vulnerabili, ma per abilitare anche l'utilizzo dei loro dati personali per il monitoraggio e l'invio di avvisi. Le tecnologie mobili come smartphone e tablet o accessi web possono giocare un ruolo chiave permettendo un controllo continuo e discreto, con l'obiettivo di garantire un gioco più sicuro e consapevole. Questi sistemi possono gestire i dati personali in modo sicuro, stabilendo lo stato di autoesclusione dei giocatori in tempo reale. "L'ampliamento del sistema dell'autoesclusione al gioco fisico - sottolinea Cristiano Iurilli, responsabile Area legale del Gruppo ricerche diritti e salute del giocatore-consumatore - deve considerarsi un passo fondamentale per implementare una adeguata strategia volta a prevenire ed intercettare per tempo eventuali problematiche di gioco patologico o problematico. Con questa ricerca non solo l'Università di Tor Vergata vuole offrire al legislatore e al regolatore strumenti concreti per una revisione dell'attuale sistema di autoesclusione, oggi limitato al gioco online, ma si propone quale Osservatorio nazionale sull'autoesclusione per monitorare, nel continuum, il fenomeno e dunque offrire validi strumenti conoscitivi, interpretativi ed applicativi allo Stato, ai giocatori ed ai concessionari". A tale proposito, "la realizzazione di un framework di autoesclusione efficace, rispettoso dei diritti individuali e socialmente sostenibile - osserva Roberto Basili, del Dipartimento di Ingegneria dell'impresa - prevede una significativa base tecnologica in grado di garantire il giusto equilibrio tra automazione, fruibilità ed eticità. Le reti di telecomunicazione esistenti possono essere sfruttate da diversi servizi intelligenti per la gestione del flusso di dati necessario al supporto dell'autoescluso, rispettando la sua privacy e garantendo accuratezza. Nel progetto sono state studiate soluzioni applicabili e sostenibili, sfruttando le infrastrutture esistenti e le recenti innovazioni garantite dall'intelligenza artificiale". In sintesi, lo studio propone un quadro normativo-regolatorio che definisce i principali aspetti funzionali della strategia di esclusione, sottolineando l'importanza della comunicazione e dell'informazione al consumatore. "L'introduzione di misure di autoesclusione nel gioco fisico - rimarca Elisabetta Poso, direttrice dell'Ufficio Adì di Adm - rappresenterebbe una importante opportunità nell'ottica della prevenzione e riduzione del gioco compulsivo e patologico. L'Agenzia ha estremo interesse ad approfondirne la fattibilità e gli impatti. Tra le interessanti soluzioni scaturite dallo studio che viene oggi presentato, emerge che l'impiego della tecnologia, unito alla rigorosa protezione dei dati personali, potrebbe consentire l'introduzione dell'autoesclusione nel gioco fisico contemperando insieme l'esigenza di tutela della salute per i giocatori problematici con la possibilità, consentita alla generalità dei giocatori, di praticare il gioco come forma di intrattenimento fisiologica e consapevole. Infine, una più efficace strategia di comunicazione sarebbe sicuramente importante ai fini di una maggiore conoscenza dell'esistenza di questo utile strumento, presente nel gioco a distanza già da anni, e ne rafforzerebbe la diffusione e l’efficacia". Come ricorda Mario Lollobrigida, direttore Giochi di Adm, "tra i principi dell'articolo 15 della legge 111 del 2023, vi è quello del rafforzamento dei meccanismi di autoesclusione dal gioco, anche sulla base di un registro nazionale al quale possono iscriversi i soggetti che chiedono di essere esclusi dalla partecipazione in qualsiasi forma ai giochi con vincita in denaro. L'autoesclusione deve svolgere un ruolo importante nella prevenzione dei disturbi da gioco d'azzardo assumendo un ruolo fondamentale nella promozione del gioco d’azzardo consapevole. Già ora, per il gioco online costituisce un importante presidio di sicurezza per i giocatori. Per i concessionari - conclude Lollobrigida - regole forti in tema di autoesclusione anche sul gioco fisico potranno divenire un obbligo legale costituendo ancor prima una precisa scelta etica. L'Agenzia apprezza le proposte scaturite dalla ricerca sottolineando l'importanza dell'informazione degli utenti e la necessità di strumenti semplici che si concilino con l'esigenza di garantire comunque la sfera di privacy dei giocatori". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Pmi, Webidoo: "Presenza digitale è la chiave per crescere"

(Adnkronos) - Webidoo spa, digital company specializzata nello sviluppo di tecnologie e servizi per la digital transformation delle imprese, ha presentato il suo nuovo studio sul panorama digitale italiano nel mondo delle pmi realizzato da Webidoo Insight Lab in collaborazione con Italia Compete. Lo studio si concentra sui fattori chiave che consentono alle piccole e medie imprese (pmi) italiane di aumentare ricavi e fatturato attraverso l'adozione di strumenti digitali. Dal report, infatti, emerge che la digitalizzazione influisce concretamente sulle prestazioni aziendali e sul potenziale di crescita, fornendo una prospettiva dettagliata sulle tecnologie e sulle strategie che fanno la differenza, in particolare una presenza digitale strutturata e costante. L’analisi si basa su un database di circa 13 mila imprese italiane, un campione più che significativo che copre una vasta gamma di settori in tutte le Regioni del Paese e integra dati sulla loro predisposizione digitale con dati economici e strutturali. Utilizzando numerosi indicatori suddivisi in tre macro categorie principali – commercio digitale, presenza digitale e infrastruttura tecnologica – il report presenta un quadro olistico della maturità digitale delle pmi.  Il report parte dall'analisi dell'Indice di maturità digitale (Imd), un indicatore sintetico basato su più di 80 parametri che fornisce un punteggio fino a 100. L’Imd valuta vari aspetti della digitalizzazione come la qualità del sito web, l'uso dei social media, la pubblicità online, la frequenza di aggiornamento dei contenuti, la sicurezza informatica e molti altri, per comprendere meglio il livello di digitalizzazione delle pmi e il suo impatto sulle performance economiche. L'Imd medio a livello nazionale si attesta su un punteggio di 57,0 ma emergono differenze a livello territoriale. Le aziende del Nord-Est mostrano il più alto Indice di Maturità Digitale con un punteggio di 59,1, al di sopra del Mezzogiorno che si ferma a 56,6. Questo gap di 2,5 punti - significativo come media territoriale - evidenzia che, sebbene abbia recuperato terreno grazie a recenti finanziamenti, il Sud deve ancora affrontare sfide significative in tema di digitalizzazione. Le differenze si ampliano ulteriormente se si analizzano i settori di attività. I servizi alla persona raggiungono il valore più alto con un Imd di 59,7, mentre il settore delle costruzioni registra il punteggio più basso con 53,6. Gli oltre 6 punti di differenza sottolineano come alcuni settori siano più avanzati a livello digitale rispetto ad altri, dimostrando la necessità di strategie mirate per colmare questo divario. Passando a esaminare le modalità di commercio digitale, le pmi che adottano tecnologie di vendita e prenotazione online sono presenti soprattutto nel Mezzogiorno, con il 20% di aziende che le utilizzano. La percentuale è significativamente più alta rispetto al 16% del Centro, al 15% del Nord-Est e al 14% del Nord-Ovest. L’adozione di strategie di commercio digitale si dimostra cruciale per la crescita economica delle pmi. Il report evidenzia che il loro utilizzo genera un significativo aumento del valore aggiunto per le aziende. Quelle con un alto livello di maturità digitale implementano strategie di vendita e prenotazione online più frequentemente, rappresentando il 55% rispetto al 12% delle pmi con basso livello. Un dato rilevante che emerge dal report è che le pmi che adottano tecnologie di commercio digitale riescono ad aumentare il loro valore aggiunto di quattro volte di più rispetto a quelle con un basso livello di maturità digitale, man mano che avanzano verso un livello più elevato. L'analisi territoriale evidenzia differenze significative: le aziende del Nord-Ovest registrano un incremento del valore aggiunto del 56,4% passando da un basso a un alto livello di maturità digitale, seguite dal Nord-Est con un aumento del 45,4%, al Centro la crescita è del 13,4%, mentre nel Mezzogiorno è solo dell'8,1%. Questi dati indicano che, sebbene il Sud abbia recuperato terreno sul fronte dell'e-commerce, è necessaria una strategia di digitalizzazione più completa per massimizzare l’impatto economico. A questo punto, il report fa un ulteriore passo avanti analizzando l'Indice di presenza digitale delle pmi (Ipd-pmi), creato ex novo da Webidoo Insight Lab per valutare le componenti specifiche dell'Indice di maturità digitale che hanno il maggiore impatto sul valore aggiunto delle pmi. L’indicatore mostra chiaramente come l'adozione di pratiche di presenza digitale avanzate possa tradursi in vantaggi economici concreti. Un aumento unitario dell'Ipd-pmi, che corrisponde a un passaggio da un livello basso a un livello medio-alto dell'indice, è associato a un incremento del 46,81% del valore aggiunto delle PMI, dimostrando l'importanza della presenza digitale per la crescita economica delle imprese. “Abbiamo voluto misurare e quantificare i progressi della digitalizzazione in termini economici ed esaminato come la digitalizzazione possa tradursi in crescita economica concreta per le aziende, misurando quanto la maturità digitale possa influenzare il loro valore aggiunto” dichiara Daniel Rota, ceo di Webidoo spa. “L'analisi ha stimato che un aumento dell'Indice di presenza digitale delle pmi è associato a un incremento più che significativo del valore aggiunto. Questo dimostra che migliorare la propria presenza digitale ha un impatto diretto e reale sulla crescita economica e che una strategia di digitalizzazione completa e vincente si manifesta prima di tutto con una presenza digitale solida.” Il report, realizzato con il contributo di Italia Compete, evidenzia il ruolo cruciale dei cluster - concentrazioni territoriali di imprese, fornitori e istituzioni operanti in settori collegati - nella promozione della digitalizzazione. Una distinzione chiave emersa riguarda i cluster "traded", che competono a livello globale e si concentrano in poche aree geografiche, come l'automotive a Torino, l'IT a Monza e il calzaturiero a Fermo, rispetto ai cluster locali, distribuiti uniformemente sul territorio e orientati soprattutto ai mercati interni. L'analisi rivela che i cluster locali, in generale, mostrano un Imd leggermente superiore, segnalando una maggiore propensione a adottare pratiche digitali avanzate. Tuttavia, anche nei cluster 'traded' si riscontrano numerosi esempi di successo con livelli di maturità digitale superiori alla media, grazie al ruolo delle cluster organization.  “Dall'integrazione dei dati sulla presenza digitale di Webidoo insight lab con quelli del progetto di mappatura dei cluster di Italia Compete, emerge chiaramente come le cluster organization siano essenziali per guidare e promuovere la competitività, collegando le esigenze specifiche delle imprese del territorio alle grandi priorità di politica economica, come la twin transition - la transizione digitale e verde", afferma il Fernando G. Alberti, presidente di Strategique, il think tank dietro ad Italia Compete. “Per le associazioni imprenditoriali e di categoria diventa prioritario guidare questa prossima fase di sviluppo del tessuto economico del paese non più solo come rappresentanza di interessi, ma come veri e propri catalizzatori di azioni collettive per promuovere la competitività dei cluster del territorio”. “Il report - sottolinea Rota - fornisce una guida preziosa per le pmi, i decisori politici e gli stakeholder locali, evidenziando come la digitalizzazione possa diventare un motore di crescita sostenibile e competitività. Le raccomandazioni offerte mirano a massimizzare l'impatto della digitalizzazione attraverso un approccio integrato che comprenda tutti gli aspetti della maturità digitale. Investire nella digitalizzazione non è solo una scelta strategica, ma una necessità per la crescita economica a lungo termine delle pmi italiane.” ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Il Policlinico Gemelli di Roma compie 60 anni, Mattarella: "Un punto di riferimento prezioso per il Paese"

(Adnkronos) - Era il 10 luglio del 1964 e a Roma veniva inaugurato l'Ospedale Agostino Gemelli, oggi Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs. Sono passati 60 anni e il 10 luglio 2024 l''Ospedale dei Papi' - così tutti gli italiani lo conoscono, da quando il 13 maggio 1981 Giovanni Paolo II, Papa Wojtyła, venne ricoverato proprio al Gemelli dopo l'attentato a piazza S. Pietro - ha festeggiato il suo compleanno in grande stile. Una delegazione della Fondazione è stata ricevuta in udienza dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un camice bianco, quello per la direzione dell'Unità operativa complessa Italia, è il dono che il capo dello Stato ha ricevuto a nome di tutta la comunità del Gemelli da Antonio Gasbarrini, presidente di Medicina dell'Università Cattolica. "E' davvero un piacere accogliervi qui nelle varie articolazioni della costellazione che contrassegna un grande Policlinico con al centro la persona del paziente - ha dichiarato Mattarella - Non è possibile infatti scindere la considerazione della persona del paziente, da quella della cura, della ricerca scientifica e dell'insegnamento. Che è quanto avviene al Gemelli, che ringraziamo per questo. Anche i numeri sottolineano quanto il Gemelli sia un punto di riferimento prezioso per il nostro Paese. Numeri che dimostrano non solo il contributo offerto dal Gemelli alla salute dei nostri concittadini, ma anche la fiducia che questi vi ripongono. Ed è questa la certificazione più efficace della qualità delle attività svolte. Qualità peraltro ampiamente certificata dai tanti riconoscimenti ottenuti dal Gemelli, sia a livello internazionale che interno. Ma il riconoscimento più efficace - ha aggiunto il presidente - è la fiducia che riscuote tra la gente e il fatto di rappresentare un punto di riferimento per i nostri concittadini. Questi 60 anni, trascorsi nella costante crescita dell'attività di questo Policlinico, sono un'occasione per ringraziare a nome della Repubblica il Gemelli per quanto fa per la salute del nostro Paese e l'Università Cattolica con l'Istituto Toniolo per quanto fanno per sostenerlo. Grazie ancora. E' un piacere farvi gli auguri per i prossimi 60 anni di sempre maggiore crescita". Alla cerimonia sono intervenuti Carlo Fratta Pasini, presidente della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs; Elena Beccalli, rettore dell'Università Cattolica, e Marco Elefanti, direttore generale della Fondazione Policlinico Gemelli. Presenti Paolo Nusiner, direttore generale dell'Università Cattolica; monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale; il preside di Medicina Gasbarrini; Giuseppe Fioroni, vicepresidente dell'Istituto G. Toniolo di studi superiori, e per lo stesso istituto Enrico Fusi, segretario generale, e Michele Lenoci, componente del Consiglio di amministrazione. Insieme a loro una rappresentanza di medici, ricercatori, operatori sanitari, dipendenti amministrativi, pazienti, associazioni di volontariato, donatori, studenti e specializzandi. "Ciò che accade ogni giorno nel nostro Policlinico, che Papa Francesco ha definito 'la città del dolore e del sollievo', è un piccolo e faticoso miracolo", ha affermato Fratta Pasini. Un miracolo "che continua a ripetersi - ha spiegato - nonostante le difficoltà legate alla recente impennata dei costi lo rendano sempre più difficile e pesante. Ai nostri collaboratori siamo costretti a chiedere sempre maggior dedizione e sforzi, quando non veri e propri sacrifici, che vengono ogni volta accettati con grande senso di responsabilità. E questo perché i nostri professionisti hanno sempre interpretato la cura e la preoccupazione per i pazienti non tanto come un lavoro, quanto come il senso stesso della propria esistenza. Il nostro Policlinico deve tutto a loro, ma può purtroppo ben poco riconoscere e offrire - ha rimarcato il presidente della Fondazione - per la sofferenza economica legata alle tariffe dei Drg 'congelate' da oltre 12 anni. Ed ecco perché il Policlinico Gemelli, nato 60 anni fa in pieno boom economico, rappresenta oggi un piccolo, quotidiano miracolo sanitario". "Persona, cura, dedizione, solidarietà". Sono le 4 parole che la rettrice Beccalli ha scelto per riassumere "l'orizzonte ideale del Policlinico Gemelli" di Roma. "Il 10 luglio 1964 - ha ricordato - prendeva forma il grande sogno di Padre Agostino Gemelli con l'inaugurazione di un Policlinico, parte integrante dell'Ateneo dei cattolici italiani. L'idea del Policlinico si sviluppò grazie all'appassionata determinazione del nostro fondatore e dei suoi stretti collaboratori di allora, la Beata Armida Barelli e Giancarlo Brasca, convinti che questa iniziativa avrebbe aggiunto un ulteriore, fondamentale, tassello al progetto educativo dell'Università", ha sottolineato Beccalli citando "alcuni padri ispiratori della nostra azione". "Nelle attività del Policlinico - ha sottolineato - presupposto imprescindibile è l'avere un'attenzione alla persona nella sua interezza, che si realizza in presenza di una vera e propria vocazione alla cura di medici e operatori sanitari. Tutto ciò deve avvenire, giorno dopo giorno, con quella dedizione che caratterizza coloro che sono al servizio delle istituzioni nell'ottica di contribuire al bene comune. E, allo stesso tempo, nel rispetto della virtù della solidarietà, uno dei cardini della Dottrina sociale della Chiesa, cui il personale sanitario del Gemelli è chiamato a ispirare il lavoro quotidiano per l'edificazione propria e di tutta la società. La solidarietà presidia e difende la vita di tutti, tutelando il diritto a essere curati. In questo senso il Gemelli è un vero e proprio luogo di solidarietà. Signor Presidente - ha aggiunto la rettrice, rivolgendosi al capo dello Stato - questa occasione è dunque simbolicamente un Suo dono prezioso al personale del Policlinico Gemelli e a tutta la comunità universitaria, perché è la conferma dello stretto legame tra l'Ateneo dei cattolici italiani e la Repubblica italiana. Un legame che noi cerchiamo di rafforzare alimentando quella missione sociale e civile che Lei stesso ci ha indicato come prioritaria nel Suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2020/2021". Fu per volontà dell'Istituto Toniolo di studi superiori e dell'Università Cattolica del Sacro Cuore che nacque il policlinico intitolato a padre Agostino Gemelli, fondatore della Cattolica. Le attività cliniche iniziarono nel maggio del 1964 con i primi reparti operativi, quelli di Patologia chirurgica e di Patologia medica, per un totale di 70 posti letto. Nel 1977 venne sottoscritta la prima convenzione tra Cattolica e Regione Lazio, che riconobbe al Gemelli la qualifica di Ospedale regionale con una dotazione di 1.786 posti letto e di 55 culle. "Oggi il Gemelli, in stretta unione con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica - riferiscono dalla Fondazione - è uno dei più grandi ospedali privati non profit d'Europa e luogo in cui la didattica, la ricerca innovativa, le attività di cura e l'assistenza dialogano quotidianamente a beneficio della comunità di Roma, regionale e nazionale, per rendere disponibili le migliori e più avanzate terapie a tutti i pazienti, adulti e pediatrici". 
I primi 60 anni del Gemelli sono l'occasione per ricordare "una straordinaria storia di instancabile servizio quotidiano per la tutela della salute e della vita", scrivono dalla Fondazione. Sessant'anni scanditi da "numerosi, tangibili e continui progressi". Fra gli altri, "la trasformazione del Policlinico Gemelli in Fondazione privata no profit nel 2015, che lo ha reso giuridicamente autonomo dall'Università Cattolica del Sacro Cuore, e il suo successivo riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico nel 2018", per le discipline Medicina personalizzata e Biotecnologie innovative. Tappe che "hanno rafforzato ulteriormente l'identità del Policlinico Gemelli come un centro sanitario per 'acuti', orientato alla ricerca. Una storia che oggi fa del Gemelli un punto di riferimento per la sanità nazionale, capace di contemperare l'eccellenza nella missione di cura a vocazione universalistica assicurata a tutti e la non semplice sostenibilità economica, stante le condizioni di contesto". Da poco più di 300 ricoveri l'anno a quasi 100mila, 1 su 5 da fuori regione. Totale: Milioni di persone curate in 60 anni di attività. "Alcuni numeri rendono immediatamente il senso di questa storia prodigiosa", riporta la Fondazione. "Dai 304 ricoveri del 1964 ai 99.564 nel 2023. Dai 471 bambini nati nel 1967, anno di apertura della sala parto, ai 4.358 nati al Gemelli nel 2023. Settanta erano i posti letto nei primi reparti funzionanti nel primo anno di attività", mentre "oggi sono attivi 1.611 posti letto". Nel suo lungo cammino il policlinico si è affermato come "il più grande centro oncologico in Italia per numero di pazienti curati (57.751 nel 2023). Numerosi e prestigiosi i riconoscimenti ottenuti a livello mondiale. Il Gemelli per il quarto anno consecutivo si è confermato il 'migliore ospedale d'Italia' secondo la classifica stilata dal magazine americano 'Newsweek', e si colloca al 35simo posto del mondo e tra i primi 10 in Europa. Rimarchevole la recente conferma dell'accreditamento da parte della Joint Commission International (Jci)", ottenuto per la prima volta nel giugno 2021. Risultati a cui ha contribuito la "stretta collaborazione con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica, con i suoi oltre 5.500 studenti e 2.100 specializzandi, che negli oltre 60 anni dall'istituzione (il 5 novembre 1961) ha dato un notevole contributo nella formazione di generazioni di medici e operatori sanitari. A oggi sono 10.838 i laureati in Medicina e Chirurgia, 214 i laureati in Medicine and Surgery e oltre 16.000 i laureati nelle Professioni sanitarie (4.844 presso la sede di Roma e 11.342 presso le sedi collegate). Il Gemelli è oggi anche uno dei più importanti centri di ricerca nazionali e internazionali. Sono 1.199 i progetti di ricerca clinica attivi, per un valore di 22.979.885 euro, oltre al valore delle sperimentazioni cofinanziate da aziende che è di 1.965.999 euro". ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sostenibilità, Spadoni (A2a): "Oltre 160 milioni di euro distribuiti sul territorio"

(Adnkronos) - “Il sesto bilancio di sostenibilità conferma l'importanza del Piemonte nel panorama del nostro Gruppo, seconda regione italiana per presenza di A2a. Oggi portiamo dei dati molto significativi: oltre 160 milioni di euro è il valore generato sul territorio. Una gran parte di questi sono legati alla nostra supply chain, quindi agli ordinativi che abbiamo conferito nel corso dell'anno ad imprese del territorio, un numero che è aumentato di oltre il 58%”. È l’analisi di Lorenzo Spadoni, direttore Generazione & Trading di A2a, intervistato in occasione del Forum multistakeholder “Territori sostenibili un’impresa comune” che si è tenuto presso la centrale termoelettrica di Chivasso (To), che è tuttora “un impianto importante nel panorama della transizione energetica italiana perché diventa sempre più importante per assicurare al sistema elettrico tutto il bilanciamento di cui ha bisogno e di cui avrà sempre più bisogno con la penetrazione maggiore delle energie rinnovabili”, sottolinea Spadoni. Durante l’incontro è stato presentato il sesto bilancio di sostenibilità territoriale del Piemonte della life company. “La presenza è forte negli ambiti dell'ambiente, quindi con tutta l’impiantistica che aiuta a gestire l'economia circolare. E poi siamo presenti nel campo dell'energia, con la centrale di Chivasso - spiega ancora il direttore Generazione & Trading di A2a - Nel 2023 abbiamo investito in Piemonte oltre 17 milioni di euro suddivisi tra queste filiere: sull'ambiente, sul potenziamento degli impianti di recupero di materiale ed energia presenti sul territorio e anche su questa stessa centrale, dove abbiamo in programma degli investimenti per l'installazione di batterie di storage che serviranno per aumentare la flessibilità dell'impianto e del sistema, per meglio rispondere alle esigenze della transizione energetica nazionale”. “Sono stati erogati corsi di formazione a tutte le nostre persone - sottolinea - Abbiamo condiviso e approvato all'interno del Gruppo una politica a supporto del welfare delle nostre persone, abbiamo un'iniziativa importante a supporto della genitorialità, di cui beneficiano diciamo tutti i nostri dipendenti e del quale siamo particolarmente orgogliosi”. “Il Piemonte è una regione su cui A2a vuole essere sempre più presente, dunque non farà mancare il suo impegno in termini concreti con iniziative e investimenti” conclude Spadoni. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sostenibilità, Orlando (Anci): "Presenza A2a su territorio Piemonte asset fondamentale per transizione"

(Adnkronos) - “La presenza del Gruppo A2A nel territorio piemontese rappresenta un asset fondamentale in un momento delicatissimo di transizione energetica. Ho assistito alla presentazione di un piano che rappresenta una scommessa importante per questo territorio e denota una grande conoscenza del territorio piemontese”. Così il direttore di Anci Piemonte Marco Orlando, in occasione della presentazione del sesto bilancio di sostenibilità territoriale di A2a, illustrato nel corso del Forum multistakeholder “Territori sostenibili un’impresa comune” che si è tenuto presso la centrale termoelettrica di Chivasso (To). “Il Piemonte è un territorio ricco di piccoli comuni - prosegue il direttore di Anci Piemonte - che sono una risorsa da preservare e che hanno bisogno, in una fase di transizione ecologica in cui ci sono molte risorse finanziarie, di un aiuto reale nella gestione di forme innovative di cooperazione. Da questo punto di vista, bisogna aprire l’amministrazione pubblica a forme di partenariato con il privato, come avviene nei servizi alla persona e dovrebbe avvenire anche nei servizi a rilevanza economica importanti per la collettività come questo”. “I punti di contatto tra A2a e il territorio piemontese nella transizione energetica sono molti, perché il piano presentato prevede una varietà davvero molto completa di azioni. I nostri comuni sono quotidianamente impegnati sia nell’economia circolare sia nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico. Il Piemonte, con le sue caratteristiche territoriali, non è semplice da interpretare e anche un piano come questo, che traguarda il 2035, ha bisogno di un costante confronto col territorio - conclude Orlando - da questo punto di vista Anci è a disposizione”.  ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Piemonte, A2A: oltre 160 mln il valore economico generato nel 2023 (+50%)

(Adnkronos) - Oltre 160 milioni di euro il valore economico generato sul territorio nel 2023, in crescita del 50% dal 2022; 17 milioni di euro investiti in infrastrutture e impianti per la transizione ecologica. Sono i numeri della sesta edizione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale del Piemonte di A2A, che rendiconta le prestazioni ambientali, economiche e sociali del Gruppo sul territorio nel 2023 e i piani di attività previsti per i prossimi anni. “L’impegno del Gruppo in Piemonte si riflette nella significativa crescita del valore economico distribuito nel 2023 che è aumentato quasi del 50% rispetto all’anno precedente e ha raggiunto i 160 milioni di euro - osserva Lorenzo Spadoni, direttore Generazione&Trading di A2A - La presentazione del bilancio di sostenibilità territoriale in una Regione dalla rilevanza strategica, la seconda per presenza del Gruppo, è la testimonianza del costante percorso di dialogo che stiamo portando avanti con tutti gli stakeholders locali”.  Nel dettaglio, nel 2023, il valore economico distribuito da A2A sul territorio piemontese ha raggiunto i 160 milioni di euro: +48,5% rispetto all'anno precedente. Il Gruppo ha realizzato importanti investimenti, destinando 17 milioni di euro alle infrastrutture presenti nella Regione. Tra queste, il polo per l’Economia Circolare di Cavaglià rappresenta un esempio di come i rifiuti possano essere rigenerati e trasformati in nuove risorse. Qui, lo scorso anno è stato annunciato un investimento di 30 milioni di euro nel periodo 2024-2035 per completare il ciclo di recupero della plastica, portato avanti il progetto di revamping dell’impianto di selezione che terminerà a fine 2024 e installato un impianto fotovoltaico anche sul sito di trattamento dei rifiuti organici. All’interno del polo, la plastica, circa 50mila tonnellate all’anno, viene selezionata e trattata attraverso processi innovativi, mentre l’impianto dedicato alla frazione organica ha prodotto 3,3 milioni di metri cubi di biometano e oltre 10mila tonnellate di compost certificato per l'agricoltura.  È ad Asti, invece, che il Gruppo recupera il vetro: sono più di 100mila le tonnellate prodotte di vetro pronto al forno, mentre sono state inviate a recupero circa 33mila tonnellate di metalli e altri rifiuti. Questa infrastruttura sarà oggetto di importanti innovazioni impiantistiche che verranno realizzate nel corso dell’anno per aumentare la resa complessiva di estrazione del vetro.  A2A inoltre gestisce impianti di trattamento meccanico biologici per i rifiuti indifferenziati tramite le stazioni di trasferimento intelligente (Its) di Cavaglià e Villafalletto. Queste strutture permettono il trattamento dei rifiuti non ulteriormente riciclabili. Nel 2023, le stazioni Its hanno gestito 73mila tonnellate di rifiuti in ingresso a Cavaglià e 61mila tonnellate a Villafalletto. Quest’ultima presenta anche una sezione per la raffinazione grazie alle quale produce combustibile solido secondario (Css): nel 2023 sono state ottenute quasi 20mila tonnellate di Css.  Non solo economia circolare: A2A in Piemonte opera anche nella generazione di energia. La centrale termoelettrica a ciclo combinato di Chivasso, integrata con un impianto fotovoltaico dalla capacità installata di 1.289 kW, ha prodotto nel 2023 1.370 GWh di energia. È inoltre prevista l’installazione di un impianto di stoccaggio elettrochimico (Bess - Battery Energy Storage System) all’interno del sito, con una capacità utile di 42,5 MWh. L’infrastruttura è stata selezionata nel Capacity Market 2024 e il completamento è previsto nel corso del 2025. L’impegno del Gruppo per la transizione energetica prosegue anche a Isola d’Asti, dove tramite Aeb è stato realizzato un innovativo progetto di riqualificazione dell’illuminazione pubblica conclusosi nei primi mesi del 2024. I quasi 800 nuovi punti luce a Led installati, alimentati esclusivamente da fonti di energia rinnovabile, permetteranno di ridurre i consumi energetici del Comune del 71%, consentendo un risparmio di 85 tonnellate di CO2 e di 61 TEP di energia fossile ogni anno.  Per quanto riguarda il benessere delle proprie persone, A2A, che nel 2023 ha erogato circa 6mila ore di formazione ai propri dipendenti nella Regione, ha sottoscritto il Manifesto Imprese per le Persone e la Società dell'UN Global Compact Network Italia e ottenuto la Certificazione Best HR Team 2023. Nel 2024 è stato annunciato A2A Life Caring, il piano a supporto della genitorialità della popolazione aziendale che prevede investimenti per 120 milioni di euro entro il 2035.  L'impegno di A2A per la sostenibilità ambientale, sociale e di governance si estende anche ai rapporti con i fornitori. Nel 2023, ne sono stati attivati 202, di cui quasi il 60% micro o piccole imprese. L’importo degli ordini è cresciuto (+58%) rispetto al 2022, arrivando a 137,4 milioni di euro. Anche i Life Talks organizzati, riflessioni multidisciplinari per la salvaguardia degli elementi necessari alla vita, confermano l’attenzione del Gruppo ai temi Esg. Gli appuntamenti, dedicati alla gestione responsabile della risorsa idrica e sui temi della circolarità e della rigenerazione, sono stati promossi in partnership con l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN), centro di eccellenza per lo studio della sostenibilità e sovranità dei sistemi alimentari, con il coinvolgimento di key opinion leaders ed esperti del mondo scientifico per indagare il rapporto tra natura e benessere umano. Anche i più giovani vengono ogni anno orientati alla sostenibilità: le iniziative di educazione ambientale nelle scuole hanno coinvolto oltre 8.500 tra studenti e docenti durante l'anno scolastico. Il percorso dei Forum Multistakeholder di A2A si rinnova anche quest’anno, in continuità con l’impegno portato avanti nelle scorse edizioni per il coinvolgimento degli stakeholder locali attraverso attività di ascolto e co-progettazione. Nel 2024, il programma dei Forum 'Territori sostenibili: un’impresa comune' prevede 14 tappe in tutta Italia per la presentazione dei Bilanci di Sostenibilità Territoriale. Nell’ambito di questa iniziativa, in collaborazione con The European House Ambrosetti, la presentazione del Bilancio in Piemonte è stata infatti preceduta da due tavoli di lavoro con gli stakeholder territoriali, incentrati rispettivamente su biodiversità e compliance Esg per la catena del valore. I partecipanti hanno discusso per identificare azioni collettive che accelerino la transizione sostenibile delle aziende locali e che aumentino la consapevolezza e la sensibilità delle comunità locali su biodiversità e cambiamento climatico. Il programma di engagement territoriale ha già coinvolto la Valtellina e Valchiavenna, il Friuli Venezia Giulia, Brescia, Milano e la Calabria, cui si aggiungeranno nel corso dell’anno Puglia, Sardegna, Liguria, Campania, Sicilia, Bergamo, Sud Lombardia, Monza e Brianza.  ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)