Roblox punta al pubblico adulto con nuove esperienze di gioco
(Adnkronos) - La strategia di espansione di Roblox si sta orientando in modo deciso verso un'audience matura, come evidenziato dai recenti risultati finanziari relativi al termine dell'anno fiscale 2025. Al 31 gennaio, circa il 45% degli utenti attivi giornalieri ha completato le procedure di verifica dell'età e, tra questi, il 27% è composto da adulti. Questo segmento demografico si è rivelato particolarmente redditizio per la piattaforma, superando la capacità di spesa dei giocatori minorenni e spingendo la società a ridefinire le proprie priorità di sviluppo per includere generi videoludici tipicamente associati a un pubblico più esperto. Per intercettare questo interesse, la società sta investendo massicciamente nel potenziamento tecnico e nella qualità grafica, con un focus mirato su sparatutto, giochi di ruolo e simulatori di corse. L'obiettivo dichiarato è quello di favorire la creazione di esperienze ad alta fedeltà che possano competere con i titoli tradizionali del mercato gaming, sfruttando anche nuove tecnologie di rendering e modelli di intelligenza artificiale per migliorare le prestazioni. Questo cambio di rotta non risponde solo a logiche commerciali, ma si inserisce in un percorso di diversificazione che mira a elevare la percezione della piattaforma oltre i confini del gioco per bambini. Parallelamente, l'evoluzione verso contenuti per adulti avviene in un contesto segnato da una serie di sfide legali legate alla sicurezza dei minori in stati come il Texas, il Kentucky e la Louisiana. Per rispondere a queste critiche, Roblox ha introdotto progressivamente controlli parentali più rigidi, etichette descrittive e sistemi di classificazione degli accessi basati sull'età. Tali misure di sicurezza servono a isolare le esperienze dedicate ai maggiorenni e a garantire una gestione più granulare dei contenuti, permettendo alla piattaforma di crescere nel settore dei "grandi" senza compromettere le tutele richieste per la sua base utente storica.
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Baldur's Gate diventa una serie TV per HBO Max
(Adnkronos) - HBO ha avviato ufficialmente lo sviluppo di una serie televisiva basata sull'universo di Baldur’s Gate, con l’obiettivo di proseguire la narrazione del pluripremiato gioco di ruolo firmato Larian Studios. La gestione del progetto è stata affidata a Craig Mazin, già co-creatore dell’adattamento di The Last of Us, il quale ricoprirà i ruoli di sceneggiatore, produttore esecutivo e showrunner. L'iniziativa punta a sfruttare il successo commerciale e critico del terzo capitolo della saga per espandere il franchise sul piccolo schermo. Sebbene la produzione preveda l'introduzione di nuovi protagonisti, la trama integrerà figure iconiche già apparse nel videogioco. Mazin ha manifestato l'intenzione di contattare i membri del cast originale di Baldur’s Gate 3 per esplorare possibili modalità di coinvolgimento, cercando di preservare la continuità con l'opera che ha rilanciato il brand di Dungeons & Dragons. Al momento non è stata definita una finestra di lancio per il debutto, né è previsto un intervento diretto di Larian Studios nella produzione del serial. La scelta del network cade su un autore che si è dichiarato profondamente legato al materiale originale: Mazin ha infatti completato il titolo di Swen Vincke nella sua modalità più complessa, la Honour Mode, sottolineando il desiderio di onorare il lavoro svolto da Wizards of the Coast. Questo nuovo impegno sul fronte fantasy si affiancherà alla lavorazione della terza stagione di The Last of Us, che potrebbe rappresentare l'atto conclusivo della serie dopo il disimpegno di Neil Druckmann, tornato a focalizzarsi esclusivamente sulla produzione videoludica di Naughty Dog.
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Nintendo, le novità per Switch e Switch 2 dal nuovo Direct
(Adnkronos) - L'ultimo appuntamento con il Nintendo Direct: Partner Showcase ha tracciato una linea netta verso il futuro dell'ecosistema della casa di Kyoto, alternando aggiornamenti per l'attuale Switch a un corposo debutto di titoli sulla nuova Switch 2. La strategia comunicativa ha evidenziato una collaborazione più stretta con i grandi publisher internazionali, con l'obiettivo di portare su hardware portatile franchise che finora erano rimasti confinati a piattaforme domestiche ad alte prestazioni, garantendo una continuità di supporto tra le due generazioni di console. Uno dei protagonisti della presentazione è stata Bethesda Game Studios, che ha confermato un impegno massiccio sulla nuova ammiraglia Nintendo. Il debutto dell'archeologo più famoso del cinema con Indiana Jones e l’antico Cerchio segna un punto di svolta per la libreria della console, affiancato dall'arrivo della Fallout 4: Anniversary Edition e dalla riedizione tecnica di un classico del gioco di ruolo come The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered. Queste aggiunte riflettono la volontà di trasformare l'esperienza portatile in un centro nevralgico per i grandi open world occidentali, sfruttando la versatilità del nuovo hardware per mantenere inalterata la profondità del gameplay originale. Sul fronte delle novità assolute e delle produzioni giapponesi, l'attenzione si è spostata verso titoli dal forte impatto estetico e concettuale. Orbitals si propone come un'avventura cooperativa spaziale caratterizzata da uno stile visivo che richiama l'animazione sci-fi del passato, mentre Capcom ha iniziato a sollevare il velo su Resident Evil Requiem, anticipando approfondimenti tecnici che verranno rilasciati prossimamente. L'offerta per Switch 2 si arricchisce ulteriormente con l'azione survival di Tokyo Scramble, ambientato nel sottosuolo della capitale nipponica, il debutto dell'epico Final Fantasy VII Rebirth e l'enigmatico Pragmata, confermando una line-up eterogenea che spazia dal mystery di Paranormasight fino ai titoli d'azione più complessi.
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Psichiatria di precisione all'ospedale Sant'Andrea di Roma, terapie più tollerabili ed efficaci
(Adnkronos) - La medicina di precisione ha rimesso il paziente al centro sviluppando ogni trattamento sulle sue caratteristiche specifiche: biologiche, cliniche, genetiche. Una filosofia sposata dall'azienda ospedaliero universitaria Sant'Andrea di Roma e che si traduce in un percorso strutturato - su due livelli - anche per la psichiatria. "Il primo livello prevede un'analisi dettagliata delle interazioni tra i farmaci assunti dal paziente, grazie a un software bioinformatico specializzato. Il secondo livello è pensato per le situazioni più complesse o in caso di farmacoresistenza, dove si analizza il profilo genetico del paziente per capire come il suo organismo metabolizza i farmaci. In questo modo possiamo anticipare reazioni avverse o inefficacia e scegliere con maggiore precisione la terapia più adatta". Lo spiega all'Adnkronos Salute Antonio Del Casale, professore associato di Psichiatria presso il Dipartimento di Psicologia dinamica, clinica e salute, Sapienza università di Roma, e direttore del Servizio di Salute mentale e di precisione dell'Aou Sant'Andrea. Un ambulatorio integrato dedicato alla farmacoterapia personalizzata di disturbi psichici. "Come psichiatra - racconta Del Casale - seguo casi particolarmente complessi: depressioni resistenti, disturbi ossessivo-compulsivi refrattari, psicosi non rispondenti ai trattamenti tradizionali, oppure pazienti con comorbilità oncologiche o internistiche. In questi scenari il supporto della medicina di precisione è fondamentale: le tecniche di dosaggio ematico dei farmaci e la farmaco-genetica ci aiutano a scegliere terapie più tollerabili, efficaci e compatibili con l'intero quadro clinico della persona. Uno degli obbiettivi per il futuro è quello di integrare le più avanzate tecniche di neuroimaging nella diagnosi psichiatrica". Lo stesso approccio vale in neurologia, "ad esempio nella gestione delle epilessie resistenti, dove la risposta ai farmaci può variare molto da paziente a paziente e dove la presenza di altre patologie può complicare la terapia. Oppure in ambiti come la cardiologia e le malattie infettive, dove è frequente l'uso di terapie complesse, spesso croniche, che richiedono un controllo attento delle combinazioni farmacologiche per evitare effetti avversi e massimizzare l'efficacia. In definitiva, la medicina di precisione è già una realtà - sottolinea lo specialista - e indica la direzione della medicina contemporanea: tornare a curare la persona nella sua unicità". Questo percorso, tracciato da Del Casale, nasce dentro l'azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea di Roma con il Centro di riferimento regionale per la medicina di precisione (Crrmp), fondato e diretto da Maurizio Simmaco che da anni guida un laboratorio di biochimica clinica e diagnostica molecolare tra i più avanzati in Italia. Il centro è nato dall'integrazione tra competenze cliniche e tecnologie innovative. Si utilizzano infatti piattaforme bioinformatiche per studiare le terapie farmacologiche, valutare il rischio di interazioni sfavorevoli e suggerire ove necessario terapie alternative più compatibili con le caratteristiche del paziente. In casi specifici, eseguono analisi genetiche e monitoraggi ematici per farmaci a dosaggio critico. Tutto questo teoricamente consente di ridurre effetti collaterali, evitare terapie inefficaci e migliorare l'aderenza del paziente alle cure. Il centro lavora in sinergia con i reparti ospedalieri e con il territorio. E' aperto sia a pazienti ricoverati sia a pazienti esterni, tramite ambulatori dedicati o anche con servizi di telemedicina. Una parte importante della missione riguarda anche la formazione dei medici e il dialogo con i professionisti della salute sul territorio.
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Partnership Mg-Ayvens Italia per il noleggio a lungo termine
(Adnkronos) - MG Motor annuncia di avere stipulato con Ayvens, uno dei brand leader nel settore della mobilità sostenibile, una partnership strategica dedicata al noleggio a lungo termine. Secondo l’accordo, Ayvens Italia gestirà il contratto di noleggio, fornendo la sua expertise, dalla valutazione del credito sino ai servizi post-vendita mentre i clienti potranno stipulare il contratto negli MG Store (oltre 60 partner commerciali del brand automobilistico, che conta attualmente 140 punti vendita sul territorio nazionale) e godere di pacchetti di noleggio full-service pensati per le diverse esigenze di mobilità e con soluzioni in linea con il proprio stile di mobilità. L’offerta, si rivolge ai clienti privati e alle aziende e prevede la personalizzazione del pacchetto di servizi sulle reali esigenze del cliente. “Questa alleanza strategica rappresenta un'opportunità fondamentale per arricchire la nostra offerta sul mercato italiano, mettendo a disposizione dei nostri clienti veicoli innovativi e sostenibili grazie ad un partner di eccellenza. Con MG Motor, vogliamo rispondere a un mercato in evoluzione, fornendo ai nostri comuni clienti servizi flessibili e di qualità”, ha commentato Antonio Stanisci, Commercial Director Ayvens Italia. Per Andrea Bartolomeo – Country Manager e Vice President di SAIC Motor Italy "questa nuova partnership è molto importante per MG e rappresenta un passo decisivo in un mercato in cui la quota di noleggio rappresenta ormai il 30%. Con un player di livello come Ayvens possiamo offrire alla nostra rete commerciale il supporto professionale di cui hanno bisogno per eccellere anche in questa soluzione.”.
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Wi-Fi 7 e reti Mesh: in Italia il sistema MSI Roamii BE Pro
(Adnkronos) - MSI ha annunciato ufficialmente l’arrivo in Italia del sistema Roamii BE Pro, il nuovo ecosistema di rete mesh progettato per portare le prestazioni del Wi-Fi 7 (802.11be) in ogni angolo di case e uffici. La soluzione si posiziona nel segmento premium delle infrastrutture di rete, puntando a risolvere le criticità di connettività in contesti dove la cablatura fisica risulta complessa, garantendo al contempo stabilità per smart worker, gamer e professionisti digitali.
Il sistema Roamii BE Pro sfrutta la larghezza di banda del protocollo di nuova generazione per abbattere le latenze e massimizzare il throughput. Grazie all'implementazione di canali estesi da 320 MHz e alla tecnologia MLO (Multi-Link Operation), il dispositivo può trasmettere dati simultaneamente su diverse frequenze, raggiungendo una velocità aggregata di 9,4 Gbps.
L'integrazione del 4096-QAM e della funzionalità di Puncturing permette di ottimizzare lo spettro radio anche in presenza di interferenze, garantendo flussi fluidi per lo streaming in 8K e le sessioni di gioco competitive che richiedono tempi di risposta istantanei. La configurazione a doppia unità del Roamii BE Pro è stata sviluppata per coprire superfici superiori ai 550 m². Il sistema assicura un roaming adattivo senza soluzione di continuità: gli utenti possono spostarsi tra i nodi senza subire disconnessioni, un fattore critico durante videoconferenze o sessioni di streaming. In un mercato dove "alla connettività sono richieste sempre più prestazioni e affidabilità", MSI risponde con una capacità di gestione fino a 200 dispositivi connessi contemporaneamente, eliminando i colli di bottiglia tipici dei router tradizionali. Oltre alla velocità, l'infrastruttura punta sulla protezione attraverso il sistema FortiSecu. Questa suite integrata monitora costantemente le minacce, offre controlli parentali granulari e permette di creare reti isolate per i dispositivi IoT o per gli ospiti. Tutte le operazioni sono gestibili tramite l’app MSI Router 2.0, che guida l’utente nel posizionamento ideale dei nodi e supporta protocolli VPN avanzati come WireGuard. Il sistema, caratterizzato da un design versatile adatto al montaggio a parete o su ripiano, è già disponibile in prevendita su Amazon.
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STIGA Vista: i nuovi robot tagliaerba con AI e senza cavi
(Adnkronos) - Il settore del garden care assiste a un cambio di paradigma: la nuova gamma di otto robot tagliaerba autonomi presentata dall'azienda veneta promette una gestione del prato completamente svincolata da barriere fisiche e stazioni di riferimento esterne, puntando tutto sulla visione artificiale e sul calcolo neurale integrato. La vera innovazione risiede nell'integrazione della telecamera basata sull'AI che consente al robot di "vedere" e interpretare la morfologia del giardino. Il sistema distingue autonomamente le superfici erbose da vialetti, aiuole o ostacoli mobili, garantendo una navigazione fluida anche in ambienti complessi. Grazie alla tecnologia HDR global shutter e a un alloggiamento in vetro temperato, il modulo ottico mantiene precisione costante in diverse condizioni di luce. Il superamento dei limiti fisici è garantito da due sistemi complementari:
Antenna-FREE: questa funzionalità elimina la necessità di installare cavi perimetrali o antenne di riferimento, rendendo la base di ricarica l'unico elemento statico necessario.
Active Guidance System (AGS): il sistema analizza la qualità del segnale satellitare in tempo reale. Supportato da un motore RTK-GNSS quad-band, il robot prevede i cali di segnale sotto fronde o vicino a edifici, ottimizzando il percorso di taglio per evitare interruzioni. Maggiori dettagli sulle configurazioni e sui modelli sono disponibili su stiga.com. Oltre alla navigazione, l'attenzione si sposta sulla salute del prato. I robot seguono pattern sistematici (griglie o strisce) che favoriscono un mulching quotidiano delicato. Questo approccio non solo garantisce un'estetica uniforme, ma contribuisce a rendere l'erba più soffice e resistente. Sensori di pioggia e umidità regolano l'attività in base al meteo, evitando passaggi superflui che potrebbero danneggiare il suolo bagnato.
Alimentata dalle batterie proprietarie ePower, la gamma opera con un impatto acustico ridotto e un consumo energetico ottimizzato, integrandosi in un ecosistema di gestione remota tramite la STIGA.GO App. La gestione della nuova gamma di robot è interamente centralizzata nell'ecosistema digitale STIGA.GO App, premiata con il Red Dot Design Award 2025 per l'intuitività della sua interfaccia. Questa piattaforma permette un controllo remoto ubiquitario: dall'impostazione iniziale della mappatura alla programmazione granulare dei cicli di lavoro, fino alla possibilità di sospendere o variare i parametri di taglio in tempo reale, ovunque ci si trovi. Oltre al monitoraggio costante garantito dalle notifiche push, l'esperienza d'uso è semplificata da una progettazione meccanica orientata alla praticità. I componenti interni sono facilmente accessibili per le operazioni di pulizia ordinaria, mentre l'efficienza nel lungo periodo è assicurata dal supporto diretto della rete di rivenditori specializzati. Quest'ultima non solo gestisce l'assistenza rapida, ma offre anche aggiornamenti e integrazioni hardware, come l'installazione del kit Climb & Mud, progettato per potenziare la trazione del robot su pendenze critiche o terreni particolarmente fangosi. La scalabilità della nuova offerta copre una vasta gamma di necessità, con modelli progettati per aree che variano dai 600 m² fino ai 14.000 m² dei contesti professionali o sportivi. La struttura, dotata di scocca protettiva flottante e resistente ai raggi UV, è concepita per una manutenzione semplificata e una lunga durata nel tempo. Con questa release, il garden care si allinea alle più avanzate tecnologie di mobilità autonoma, trasformando la cura del verde in un processo predittivo e quasi invisibile per l'utente finale. Maggiori dettagli sulle configurazioni e sui modelli sono disponibili su stiga.com.
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Mamme dopo i 35 anni con la Pma, studio apre nuove prospettive
(Adnkronos) - Nuove speranze per le aspiranti mamme. Uno studio pre-clinico apre nuovi scenari nella ricerca sull'infertilità legata all'età, suggerendo possibili sviluppi futuri per migliorare l'efficacia della fecondazione in vitro (Ivf) nelle donne over 35. La ricerca - che ha guadagnato le pagine del quotidiano britannico 'The Times' - è stata condotta dall'azienda biotech Ovo Labs (sedi in Uk a Londra e in Germania a Monaco) e si è concentrata su uno dei principali limiti della procreazione medicalmente assistita: il progressivo invecchiamento ovocitario, riconosciuto come la principale causa del calo dei tassi di successo della Ivf dopo i 35 anni. Nei test di laboratorio, condotti su oltre 100 ovociti umani donati da donne di età compresa fra 22 e 43 anni, è stato osservato un incremento della percentuale di ovociti cromosomicamente idonei dal 47% al 71%. Un successo ottenuto intervenendo su specifici meccanismi cellulari coinvolti nella corretta separazione dei cromosomi prima della fecondazione. "Se questi risultati venissero confermati da studi clinici, potrebbero rappresentare uno dei progressi più rilevanti nella Ivf degli ultimi decenni", prospetta Antonio Pellicer, pioniere della medicina riproduttiva e fondatore di Ivi, Instituto Valenciano de Infertilidad. Con l'aumentare dell'età materna - ricorda il gruppo in una nota - la qualità degli ovociti tende a ridursi e aumenta il rischio di anomalie cromosomiche (aneuploidie), una delle principali cause di fallimento dei trattamenti di fecondazione in vitro e di abortività precoce. Il nuovo studio individua come fattore chiave l'indebolimento delle strutture cellulari responsabili della stabilità cromosomica durante la maturazione ovocitaria. L'approccio testato in laboratorio, denominato EmbryoProtect, agisce rafforzando una proteina naturalmente presente negli ovociti e coinvolta nel mantenimento dell'assetto cromosomico. Una metodica che non modifica il patrimonio genetico né arresta l'invecchiamento biologico - si precisa - ma mira a ridurre l'incidenza degli errori cromosomici intervenendo su specifici meccanismi cellulari. Il tema è particolarmente rilevante anche nel contesto italiano, osservano gli esperti Ivi. In un Paese in cui l'età media alla prima maternità ha raggiunto i 33,8 anni e il numero medio di figli per donna è pari a 1,18, tra i valori più bassi in Europa, sempre più donne si confrontano con le conseguenze biologiche del rinvio della genitorialità, spesso legato a fattori sociali, lavorativi ed economici. "Da decenni sappiamo che la riduzione della qualità ovocitaria è la principale causa di fallimento della fecondazione in vitro, soprattutto nelle donne sopra i 35 anni. Finora non abbiamo avuto strumenti per intervenire direttamente su questo aspetto", ma i nuovi risultati potrebbero aprire a una svolta, commenta Pellicer, professore ordinario di Ostetricia e Ginecologia all'università di Valencia, in Spagna. La comunità scientifica invita però alla "massima cautela. I risultati sono ancora pre-clinici, non pubblicati su riviste scientifiche peer-reviewed, e dovranno essere validati attraverso studi clinici controllati per valutarne sicurezza, efficacia e reale applicabilità". Ma "se confermati - conclude la nota Ivi - questi dati potrebbero contribuire ad ampliare le prospettive della medicina della riproduzione, alimentando il dibattito sul ruolo dell'innovazione scientifica nel superare, in modo etico e responsabile, i limiti biologici legati all'età materna".
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Ricerca scientifica: l'eccellenza della chirurgia rigenerativa italiana ai vertici mondiali
(Adnkronos) - La ricerca scientifica italiana consolida la propria posizione di rilievo nel panorama medico internazionale. Secondo l’ultimo aggiornamento del ranking "World’s Top 2% Scientists", pubblicato dalla Stanford University in collaborazione con Elsevier, il Prof. Pietro Gentile, docente presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, è stato riconfermato tra i ricercatori più influenti al mondo per l'impatto delle proprie pubblicazioni nel campo della chirurgia plastica e rigenerativa. La classifica, curata dal Prof. John P.A. Ioannidis, si basa sull'analisi di oltre 8,6 milioni di ricercatori globali, suddivisi in 174 sottocampi disciplinari. La selezione dei 100.000 scienziati che rientrano nel top 2% non si limita al conteggio numerico delle pubblicazioni, ma utilizza indicatori standardizzati corretti per le autocitazioni e le dinamiche bibliometriche specifiche di ogni area, come il posizionamento degli autori e l'h-index. I dati, consultabili nell'ultimo aggiornamento del database Elsevier, evidenziano la continuità della ricerca italiana: Gentile è infatti l'unico chirurgo plastico del Paese ad essere stato inserito stabilmente in questa élite scientifica per cinque edizioni consecutive dal 2020. L'attività di ricerca che ha portato a questo prestigioso riconoscimento si concentra sullo sviluppo e sulla rigorosa standardizzazione di metodologie d'avanguardia che hanno radicalmente trasformato l'approccio alla chirurgia ricostruttiva ed estetica contemporanea. Tra i contributi scientifici di maggior rilievo emerge lo studio del lipofilling e delle tecniche ibride, che permettono un rimodellamento mammario estremamente naturale grazie alla combinazione sinergica tra l'utilizzo di protesi e l'innesto di grasso autologo prelevato dal paziente stesso. Un altro pilastro fondamentale della sua ricerca riguarda la medicina rigenerativa, con particolare attenzione all'applicazione del Plasma Ricco di Piastrine (PRP) e all'impiego di microinnesti di cellule follicolari per il trattamento avanzato dell'alopecia androgenetica. A queste innovazioni si affiancano studi d'eccellenza sulla riparazione tissutale, dove l'uso strategico delle cellule staminali apre nuove prospettive sia nella cura delle cicatrici complesse che nel ringiovanimento profondo del volto, promuovendo una rigenerazione biologica dei tessuti che va ben oltre il semplice miglioramento estetico superficiale. Il riconoscimento bibliometrico si riflette anche nell'impegno istituzionale per la condivisione del sapere. Il Prof. Gentile presiede infatti la Regenerative Plastic Surgery International Conference, il congresso internazionale che riunisce annualmente a Roma i massimi esperti mondiali del settore. La prossima edizione, prevista dal 3 al 5 dicembre 2026, si conferma un appuntamento nevralgico per la definizione di nuovi standard procedurali e per il progresso della ricerca traslazionale.
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Cellule Car-T e malattie autoimmuni, studio del Bambino Gesù conferma l'efficacia
(Adnkronos) - "Otto pazienti affetti da gravi malattie autoimmuni refrattarie ai trattamenti convenzionali hanno potuto interrompere completamente le terapie immunosoppressive. Sette di loro sono oggi in remissione clinica, mentre l'ottavo, affetto da sclerosi sistemica giovanile, mostra un miglioramento clinico importante e progressivo nel tempo". Questo risultato per il trattamento delle malattie autoimmuni pediatriche più gravi è stato ottenuto grazie all'uso delle cellule Car-T dirette contro il bersaglio rappresentato dalla molecola CD19. I dati definitivi (follow-up oltre i 24 mesi) dello studio coordinato dall'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, in collaborazione con l'università di Erlangen (Germania), sono stati appena pubblicati su 'Nature Medicine'. Le malattie autoimmuni - spiegano dal Bambino Gesù - sono malattie caratterizzate da un'aggressione del sistema immunitario che, invece di difendere l'organismo da agenti patogeni come batteri e virus, aggredisce i tessuti sani scambiandoli per estranei e pericolosi. Questo malfunzionamento causa un processo infiammatorio che interessa potenzialmente qualsiasi parte del corpo, inclusi organi vitali quali il rene e i polmoni, le articolazioni, la pelle, i vasi sanguigni e altri tessuti. Gli 8 pazienti coinvolti nello studio, 7 femmine e 1 maschio tra 5 e 17 anni, 5 dei quali trattati con cellule Car-T dagli specialisti del Bambino Gesù e 3 dall'università di Erlangen, erano affetti da forme particolarmente aggressive di malattie autoimmuni a esordio pediatrico: 4 da lupus eritematoso sistemico (una malattia cronica che può attaccare vari organi tra cui reni, sistema nervoso centrale e polmoni), 3 da dermatomiosite (una rara patologia infiammatoria autoimmune che colpisce prevalentemente la cute ed i muscoli scheletrici) e 1 da sclerosi sistemica giovanile (una rara malattia autoimmune cronica caratterizzata da infiammazione, vasculopatia, fibrosi del tessuto connettivo, della pelle e degli organi interni). Tutti presentavano una storia clinica complessa, caratterizzata da risposta parziale o solo temporanea a numerosi trattamenti immunosoppressivi, inclusi farmaci biologici diretti contro i linfociti B, e da un grave coinvolgimento di organi vitali, come reni e polmoni, con episodi potenzialmente letali in più di un caso. La terapia con Car-T - ricordano gli esperti dell'Irccs della Santa Sede - prevede la manipolazione in laboratorio dei linfociti T del paziente per renderli capaci di riconoscere il bersaglio tumorale, attraverso l'introduzione di una sequenza di Dna che codifica per una proteina chiamata recettore chimerico antigenico (Car, Chimeric Antigen Receptor). Nelle leucemie linfoblastiche acute e nei linfomi non Hodgkin il Car riconosce un bersaglio rappresentato dall'antigene CD19 espresso dalle cellule tumorali, che vengono in questo modo riconosciute e attaccate. Lo stesso antigene CD19 è espresso anche dai linfociti B del sistema immunitario, che, nel caso di malattie autoimmuni B-mediate, giocano un ruolo cruciale nel determinare la malattia. L'eliminazione mirata di queste cellule consente non solo di ridurre l'infiammazione, ma di ripristinare l'equilibrio del sistema immunitario, aumentando la possibilità di remissioni durature senza terapie croniche. Un obiettivo particolarmente rilevante in età pediatrica, dove l'esposizione prolungata agli immunosoppressori può compromettere la funzione di organi critici, crescita, sviluppo e, soprattutto, qualità di vita. "Con le cellule Car-T anti-CD19 abbiamo applicato in modo innovativo un approccio di terapia genica già consolidato nelle leucemie e nei linfomi a un ambito completamente diverso, cioè quello delle malattie autoimmuni - afferma Franco Locatelli, responsabile dell'area di Oncoematologia e Terapia cellulare e genica del Bambino Gesù - In queste patologie il bersaglio non è una cellula tumorale, ma i linfociti B cosiddetti auto-reattivi che alimentano l'infiammazione e il danno d'organo. I risultati pubblicati oggi su 'Nature Medicine', ottenuti su 8 pazienti seguiti nel tempo, dimostrano che questo approccio può portare a un controllo profondo e duraturo della malattia, con sospensione completa delle terapie immunosoppressive: un traguardo particolarmente importante in età pediatrica. Questa ulteriore pubblicazione scientifica conferma, grazie alla presenza di un'Officina farmaceutica istituzionale, il ruolo pionieristico dell'ospedale Bambino Gesù nell'ambito delle terapie avanzate e, in particolare, delle cellule Car-T". I dati, si legge in una nota del Bambino Gesù, mostrano che tutti e 8 i pazienti hanno sospeso completamente le terapie immunosoppressive. Sette hanno raggiunto una remissione clinica completa, mentre nel paziente con sclerosi sistemica - una malattia che per sua natura evolve più lentamente - si osserva comunque una riduzione significativa e continua della gravità e una stabilizzazione del coinvolgimento d'organo, senza progressione della malattia. Nei pazienti con lupus è stata documentata una riduzione marcata e progressiva dell'attività di malattia, con remissione completa e miglioramenti clinicamente rilevanti anche nelle forme più gravi, comprese quelle con insufficienza renale avanzata. Nei pazienti con dermatomiosite giovanile si è osservato un recupero della forza muscolare, una regressione delle manifestazioni cutanee e una netta riduzione di complicanze croniche e dolorose come la calcinosi cutanea (cioè il deposito di calcio), tradizionalmente difficile da trattare". "I risultati sono stati straordinari, non avevamo mai visto una remissione clinica così profonda con le terapie tradizionali - sottolinea Fabrizio De Benedetti, responsabile dell'area di ricerca di Immunologia, Reumatologia e Malattie infettive dell'ospedale - I dati sono particolarmente importanti perché le malattie autoimmuni in età pediatrica hanno un costo sociale altissimo in termini di qualità della vita del paziente e del nucleo familiare, oltre a un costo economico rilevante per il sistema sanitario. Questi risultati rafforzano la prospettiva di avviare studi clinici dedicati per offrire questa strategia a un numero più ampio di bambini con malattie autoimmuni gravi. Non a caso negli ultimi 4 mesi abbiamo trattato con le Car-T altri 4 bambini e ragazzi". Lo studio - riferiscono gli esperti - evidenzia inoltre che i benefici clinici si mantengono anche dopo la ricostituzione delle cellule B, suggerendo che la terapia Car-T non agisca come una semplice soppressione temporanea, ma possa indurre un vero e proprio 'reset' del sistema immunitario. A questo si associano segnali di regressione del danno d'organo, documentati da biopsie renali di controllo e da esami radiologici e funzionali a carico del polmone. Dal punto di vista della sicurezza - conclude la nota - gli eventi avversi osservati sono stati lievi e transitori, senza infezioni gravi né complicanze a lungo termine. La terapia si è dimostrata ben tollerata anche in pazienti con condizioni cliniche estremamente complesse. Lo studio è stato realizzato anche attraverso il supporto dei fondi derivanti dalla progettualità CN3, nella quale l'ospedale Bambino Gesù svolge il ruolo di coordinatore per lo spoke 10 dedicato agli approcci di terapia genica.
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