Notti in Pronto soccorso, vite in corsia. Medici e infermieri si raccontano nel podcast 'Globuli bianchi'

(Adnkronos) - "Un viaggio dentro il cuore pulsante della sanità". Si presenta così 'Globuli Bianchi', il "primo podcast interamente realizzato da un ospedale pubblico". A promuoverlo è l'Asst Valle Olona, che ha scelto di "condividere esperienze, sfide, emozioni e racconti di chi lavora ogni giorno per proteggere la salute" delle persone. La sanità vista con gli occhi di chi la vive da dentro. Il progetto, spiegano oggi i promotori durante la presentazione del nuovo podcast istituzionale, nasce per "avvicinare i cittadini al mondo della sanità pubblica attraverso storie reali" e "competenze di professionisti sanitari, sociosanitari e amministrativi".  Un racconto pensato per rendere la sanità più comprensibile, accessibile e vicina, ideato e narrato dal giornalista Simone Girardin, dirigente della comunicazione di Asst Valle Olona, che ha scelto per i contenuti un linguaggio semplice, "ma - assicurano dall'Asst - rigoroso, nel pieno rispetto della privacy". Poco dopo la mezzanotte, quindi a partire da sabato 18 aprile, sarà 'on air' la prima puntata. Ognuna durerà 10 minuti. "Raccontiamo ciò che spesso resta dietro le quinte: le persone, le scelte, le responsabilità e l'impegno quotidiano di chi lavora nella sanità", spiega Girardin parlando direttamente dalla sala podcast realizzata all'interno dell'ospedale. "La prima serie si intitola 'La febbre del venerdì sera' ed è ambientata nei nostri pronto soccorso durante le notti del fine settimana". Un'immagine: voci e sirene in lontananza, luci al neon e lunghe attese, introduce il trailer: "E' venerdì sera e, mentre la città va a dormire, il Pronto soccorso dell'Asst Valle Olona si popola di storie". Questa serie di puntate del podcast porta gli ascoltatori "dove nessuno lo ha mai fatto prima - dice Girardin nell'audio 'prefazione' - dove la scritta 'accesso vietato ai non addetti' vale per tutti, ma non per noi e neanche per voi". 'La febbre del venerdì sera', continua il giornalista, "attraverso le voci di medici e infermieri, offre uno sguardo autentico - a tratti ironico, a tratti toccante - su ciò che accade nelle ore più intense". Ogni episodio è "una storia vera, a volte incredibile, a volte surreale", ma capace di emozionare. Una finestra sul mondo degli operatori che "vivono la notte, tra situazioni improbabili, casi assurdi e momenti di pura umanità".  Obiettivo dell'iniziativa? "Vogliamo costruire un rapporto più diretto con i cittadini, basato su fiducia, trasparenza e ascolto", commenta il direttore generale Daniela Bianchi che ha fortemente voluto questo progetto. Interamente realizzato e prodotto dall'Asst grazie al team della Comunicazione (Anna Maffucci e Chiara Colombo), 'Globuli Bianchi' sarà disponibile ogni sabato sulle principali piattaforme podcast, sul canale ufficiale YouTube e sui canali digitali di Asst Valle Olona. E dopo l'estate, preannunciano dalla struttura lombarda, si partirà anche con il vodcast (video podcast). Titolo: 'Fuori orario'.  
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Infezioni multiresistenti, nuovi dati confermano efficacia cefiderocol

(Adnkronos) - In occasione del 36° Congresso della Società europea di microbiologia clinica e malattie infettive (Escmid), in corso a Monaco di Baviera fino al 21 aprile, Shionogi ha presentato nuovi dati di real-world evidence su cefiderocol, cefalosporina siderofora di ultima generazione, in pazienti adulti con infezioni gravi causate da Enterobacterales produttori di metallo-beta-lattamasi (Mbl), patogeni Gram-negativi multiresistenti largamente diffusi in Italia, specie in ambito ospedaliero. Come riporta una nota, lo studio Circe - retrospettivo, osservazionale, multicentrico condotto tra gennaio 2023 e aprile 2025 - ha evidenziato che il 68% dei pazienti trattati con cefiderocol aveva raggiunto la guarigione clinica al giorno 14 e che l'82% presentava una risposta clinica positiva allo stesso timepoint. I tassi complessivi di sopravvivenza risultavano pari al 90% al giorno 14 e all'83% al giorno 28. Al basale, il 29% dei pazienti era immunodepresso, il 27% ricoverato in terapia intensiva e il 13% presentava shock settico. Gli Enterobacterales produttori di Mbl - spiega l'azienda - inattivano quasi tutti gli antibiotici beta-lattamici, compresi i carbapenemi, farmaci solitamente riservati alle infezioni gravi o ad alto rischio, limitando così le opzioni terapeutiche. Nello studio Circe, i patogeni resistenti ai carbapenemi identificati con maggiore frequenza sono stati rispettivamente Klebsiella pneumoniae ed Enterobatteri spp, entrambi classificati dall'Organizzazione mondiale della sanità come patogeni ad alta priorità a causa dei loro elevati livelli di resistenza alle terapie attualmente disponibili. "Le infezioni sostenute da Enterobacterales produttori di Mbl rappresentano una sfida clinica significativa e crescente a livello globale, in particolare nei pazienti in condizioni critiche per i quali le opzioni terapeutiche rimangono ancora limitate - afferma Ricard Ferrer, Head of the Intensive Care Department del Vall d'Hebron Hospital di Barcellona, Spagna - Questi risultati confermano l'efficacia clinica di cefiderocol nei pazienti adulti e forniscono ulteriori evidenze di real-world che potranno orientare le future scelte terapeutiche". Tra i pazienti per i quali erano disponibili colture di follow-up, i tassi di eradicazione microbiologica sono risultati pari all'85% nelle infezioni del flusso sanguigno e all'82% nelle infezioni del tratto urinario. Circa la metà dei pazienti è stata trattata con cefiderocol sulla base dei risultati dei test di sensibilità. Ulteriori dati presentati all'Escmid 2026 - riferisce Shionogi -hanno valutato l'attività antimicrobica in vitro di cefiderocol nei confronti di oltre 4mila isolati di Stenotrophomonas maltophilia da campioni clinici raccolti nell'ambito dei programmi di sorveglianza multinazionali Sider0-Wt (2014-2019) e Sentry (2020-2024). In questo periodo di 10 anni, cefiderocol ha dimostrato un'attività in vitro costantemente elevata, senza evidenza di cambiamenti significativi nei profili di sensibilità prima o dopo la commercializzazione. Lo Stenotrophomonas maltophilia rappresenta un patogeno opportunistico con resistenza intrinseca a diverse classi di antimicrobici, una condizione che spesso limita le opzioni terapeutiche nei pazienti ad alto rischio.  "I dati derivanti da ampi programmi di sorveglianza internazionali rivestono un ruolo fondamentale per fornire dati epidemiologici sull'andamento delle sensibilità agli antimicrobici nel tempo - commenta Stefania Stefani, professore ordinario di Microbiologia dell'università di Catania e past president della Società italiana di microbiologia (Sim) - L'attività in vitro costantemente elevata di cefiderocol osservata nei confronti di Stenotrophomonas maltophilia nell'arco di un decennio, rappresenta un’evidenza microbiologica di rilievo per un patogeno caratterizzato da un noto e complesso profilo di resistenza intrinseca". Ulteriori dati presentati hanno confermato l'efficacia nella pratica clinica di cefiderocol nei confronti di questo bacillo gram-negativo multiresistente: un'analisi di sottogruppo su 119 pazienti dello studio Prove ha dimostrato la guarigione clinica in circa due terzi dei pazienti, la maggior parte dei quali era in condizioni critiche e ricoverata in unità di terapia intensiva. "La resistenza antimicrobica rimane una delle principali minacce globali per la gestione delle infezioni gravi da Gram‑negativi. In questo contesto - conclude Mark Hill, Global Head of Medical Affairs di Shionogi - i dati presentati contribuiscono ad ampliare il corpus di evidenze scientifiche a supporto di cefiderocol nei patogeni resistenti e rafforzano l'importanza di un impegno costante nell'innovazione e nella ricerca clinica in ambito antimicrobico". 
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Maniaci dell'ordine o disordinati cronici, cosa dice la psicologia

(Adnkronos) - Ordine e disordine non riguardano solo il modo in cui organizziamo gli spazi, ma riflettono anche, secondo alcuni psicologi, la nostra dimensione interiore. "Una persona molto ordinata tende ad avere un forte bisogno di controllo - spiega all'Adnkronos Salute Annamaria Giannini, direttrice del Dipartimento di Psicologia dell'università La Sapienza di Roma - Questo si traduce nella necessità di disporre oggetti e organizzare eventi per mantenere una sensazione di gestione costante della realtà". Quando questa esigenza diventa estrema, può sfociare in forme patologiche, come il disturbo ossessivo-compulsivo. "In questi casi il bisogno di controllo sugli oggetti è rigido: anche piccoli cambiamenti nell'ordine stabilito possono generare forte disagio". All'opposto, il troppo disordine "può riflettere una scarsa tolleranza per l'organizzazione" e un bisogno di maggiore spontaneità. "Il disordinato vive l'ordine come un vincolo, spesso lo percepisce come una forma di oppressione", analizza Giannini. In alcuni casi "questa tendenza viene associata a profili più creativi, caratterizzati da immaginazione ed estro. Tuttavia, quando il disordine diventa estremo e cronico, può essere legato a stati di ansia o depressione che rendono difficile la gestione degli spazi", avverte la psicologa.  Esistono poi situazioni intermedie e opposte: da un lato chi accumula oggetti senza riuscire a separarsene, dall'altro chi tende a eliminare continuamente il superfluo. "In quest'ultimo caso - sottolinea Giannini - si inserisce il fenomeno del 'decluttering', una pratica sempre più diffusa che mira a liberare gli ambienti - e simbolicamente la mente - da ciò che non serve più, per ottenere ordine e leggerezza". Il tema del riordino è stato reso popolare a livello globale anche dalla scrittrice giapponese Marie Kondo, autrice di bestseller come 'Il magico potere del riordino'. Il suo metodo, ispirato alla filosofia zen, collega l'organizzazione degli spazi domestici al benessere personale: riordinare, secondo questa visione, aiuta a rafforzare la fiducia in sé, liberare la mente e ridurre l'attaccamento al passato. Negli ultimi tempi, tuttavia, la stessa Kondo ha rivisto in parte il suo approccio, suscitando attenzione e dibattito. Dal minimalismo rigoroso si è passati a una visione più flessibile della quotidianità: "Meno regole rigide e più attenzione ai piccoli gesti di benessere, come ascoltare musica al mattino, concedersi una tazza di tè speciale o profumare l'ambiente con oli essenziali", i consigli dell'autrice. 
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Allergie, non solo pollini nemici degli occhi: l'inquinamento aumenta fino a 9 volte il rischio di congiuntivite

(Adnkronos) - Non sono solo i pollini a mettere in difficoltà gli occhi in primavera. A incidere sempre di più - determinando e aggravando i sintomi - possono essere anche l'inquinamento atmosferico, la qualità dell'aria negli ambienti chiusi e altri tipi di esposizioni quotidiane. E' quanto emerge da una revisione sistematica pubblicata di recente sulla rivista 'Life', secondo cui i fattori ambientali hanno un ruolo importante nell'insorgenza e nel peggioramento della congiuntivite allergica. A invitare a non sottovalutare i sintomi oculari legati ad allergie e sostanze inquinanti sono gli specialisti dell'Associazione italiana medici oculisti (Aimo), ai quali stanno arrivando sempre più segnalazioni di pazienti che riferiscono sintomi oculari più intensi, persistenti e difficili da controllare rispetto al passato. Ma alcuni piccoli accorgimenti possono aiutare, evidenziano gli esperti che hanno messo a punto 5 consigli ad hoc.  La revisione ha incluso 29 studi su oltre 3 milioni di visite ambulatoriali per congiuntivite allergica, riferisce l'Aimo. Tra gli agenti più spesso associati a un aumento dell'incidenza e della severità dei sintomi compaiono particolato atmosferico, ossidi di azoto e ozono, mentre pollini e inquinanti sembrano agire spesso in modo sinergico, aumentando il carico infiammatorio sulla superficie oculare. In particolare, l'ozono ha provocato un aumento dell'8% delle visite ambulatoriali per congiuntivite allergica, mentre l'esposizione alle polveri sottili (Pm2.5) è associato a un rischio fino a 9 volte maggiore di congiuntivite allergica. "Negli ultimi anni il numero di studi che valutano gli effetti nocivi dell'inquinamento atmosferico sull'occhio è aumentato. L'inquinamento può non solo aggravare sintomi oculari già presenti, ma anche causare nuove malattie oculari", spiega Alessandra Balestrazzi, presidente Aimo. "Il disturbo oculare più comune legato all'inquinamento atmosferico è l'irritazione o l'infiammazione della congiuntiva, ma molto frequente è anche il cosiddetto occhio secco", sottolinea.  "L'inquinamento atmosferico è composto da gas e particelle, come ossidi di azoto, monossido di carbonio e particolato, prodotti soprattutto dal traffico e dalle attività industriali", ricorda la specialista. Ma anche il fumo di tabacco, evidenzia, "influisce sulla superficie oculare, causando sintomi come prurito, arrossamento e irritazione degli occhi e disturbi come cherato-congiuntivite allergica. Non fanno eccezione gli altri dispositivi elettronici: anche aldeidi e radicali liberi rilasciati dalle sigarette elettroniche, infatti, possono alterare la stabilità del film lacrimale e causare alterazioni infiammatorie delle cellule epiteliali corneali". In altre parole, nella gestione degli occhi allergici non basta più guardare al calendario dei pollini: anche l'ambiente in cui viviamo e lavoriamo può influenzare in modo significativo la salute della superficie oculare, ammonisce l'Aimo. Nel pieno della stagione pollinica, gli esperti avvertono: "Gli occhi allergici non vanno banalizzati". Una lettura più aggiornata del problema, che tenga conto anche dell'effetto combinato tra pollini e ambiente, può aiutare a migliorare prevenzione, diagnosi e gestione clinica dei sintomi. "I sintomi allergici oculari più comuni sono rossore, gonfiore e prurito, ma anche bruciore, lacrimazione e fastidio alla luce. A volte si associano disturbi nasali, cefalea, bruciore alla gola e tosse", descrive Balestrazzi. "E' importante rivolgersi all'oculista per una diagnosi corretta e una terapia appropriata - raccomanda - evitando il ricorso indiscriminato a colliri antibiotici o cortisonici. Un'attenzione particolare va riservata ai portatori di lenti a contatto e ai bambini, che possono presentare forme anche severe con danni che possono protrarsi nel tempo favorendo lo sviluppo di patologie corneali vere e proprie". Il tema è rilevante anche in Italia, precisa l'Aimo. La revisione scientifica, infatti, richiama uno studio nazionale su 3.545 pazienti con allergia oculare. Inoltre, dati riportati in letteratura indicano che la rinocongiuntivite allergica riguarda il 6,5% dei bambini di 6-7 anni e il 15,5% degli adolescenti di 13-14 anni. "Proteggere gli occhi in primavera non significa solo trattare il sintomo, ma anche ridurre l'esposizione ai fattori che possono alimentarlo. Per questo servono informazione corretta, diagnosi precisa e consigli personalizzati", conclude Balestrazzi, introducendo i 5 consigli degli oculisti Aimo per trovare sollievo e prevenire i sintomi. Eccoli: 1) Non strofinare gli occhi: peggiora irritazione e infiammazione; 2) Usare occhiali da sole avvolgenti all'aperto: aiutano a ridurre il contatto con pollini e vento; 3) Monitorare online o tramite le previsioni meteo locali la situazione dei pollini e passare meno tempo all'aperto quando c'è molto polline; 4) Portare con sé colliri a base di sostituti lacrimali che abbiano all'interno anche sostanze anti- infiammatorie o colliri antistaminici da utilizzare in caso di necessità; 5) Evitare il fai-da-te con colliri e rimedi improvvisati: se i sintomi persistono o peggiorano, è importante una valutazione specialistica. 
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Morte 13enne Alessandro Farina, legale famiglia 'Cassazione conferma tardiva diagnosi diabete'

(Adnkronos) - "La Corte di Cassazione ha posto la parola fine alla travagliata vicenda giudiziaria che ha riguardato l'accertamento delle responsabilità sulla morte del piccolo Alessandro Farina, confermando che si è trattato di un caso di malasanità, che vi è stata una tardiva diagnosi della malattia da cui era affetto, diabete di tipo 1, diabete genetico, e che i protocolli utilizzati per curarlo successivamente sono stati del tutto inadeguati". Così l'avvocato Federico Conte, che ha assistito la famiglia della vittima, in una nota commenta la sentenza con cui la Cassazione "ha confermato la responsabilità dei sanitari e dell'azienda ospedaliera di Salerno per la morte del giovane". Alessandro, ricostruisce una nota del legale, era stato condotto al Pronto soccorso dell'ospedale 'Ruggi d'Aragona' di Salerno il 23 dicembre del 2017 "con sintomi chiaramente evocativi di una crisi metabolica erroneamente inquadrata come una reazione allergica, con le conseguenti dimissioni. L'errore inescusabile - si legge - ha portato al secondo ricovero d'urgenza il giorno di Natale a seguito di una crisi iperglicemia, una condizione grave, ma ancora reversibile se si fossero adottate correttamente in reparto le linee guida di riferimento sul trattamento del diabete e sulle procedure di reidratazione, invece gravemente e colposamente disattese".  "E' una sentenza molto importante perché riguarda un fatto drammatico che è espressione anche di un fenomeno molto diffuso - sottolinea Conte - La malattia diabetica nei giovani italiani ha percentuali di diffusione molto alta ed è per questa ragione che il legislatore con la legge 130 del 2023, proprio ispirandosi al caso del piccolo Alessandro, ha stabilito come obbligatorio nel triage di pronto soccorso per i ragazzi fino a 17 anni l'adozione di uno stick glicemico. E' stata una battaglia lunga e difficile, tre gradi di giudizio, senza esclusione di colpi, ma alla fine giustizia è stata fatta".  Afferma la madre di Alessandro, Tiziana Morra: "E' una pagina di giustizia che non cancella il dolore, che resta immenso e quotidiano. Nulla potrà restituirci nostro figlio, ma oggi sentiamo che il suo sacrificio non è stato dimenticato. Abbiamo affrontato anni durissimi, sostenuti solo dalla ricerca della verità - rimarca - e questa decisione rappresenta per noi un riconoscimento importante". Nel giudizio era costituito, parte civile, anche Francesco Morra, zio della giovane vittima, sindaco del Comune di Pellezzano, che ha seguito in prima persona il processo per conto della famiglia. 
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Food, 'Taste of Roma' torna dal 6 al 10 maggio e festeggia 10 anni

(Adnkronos) - Taste of Roma torna dal 6 al 10 maggio e celebra un traguardo importante: i primi 10 anni di una manifestazione che ha contribuito a rendere l’alta cucina più accessibile, conviviale e vicina al pubblico. Per questa edizione, il festival inaugura un nuovo capitolo scegliendo come scenario il Gazometro, luogo simbolico della Roma contemporanea, che per l’occasione si trasformerà in un villaggio del gusto animato dalle cucine di chef affermati, protagonisti storici della manifestazione, e da una nuova generazione di insegne della ristorazione cittadina. La scelta della location industrial rafforza l’identità contemporanea della manifestazione e ne amplia la capacità di coinvolgere pubblici diversi: dagli appassionati gourmand alle generazioni più giovani di foodies in uno spazio che unisce memoria storica, rigenerazione urbana e nuove forme di socialità. In questa prospettiva, Taste of Roma conferma anche la propria attenzione ai temi della sostenibilità e alla valorizzazione degli spazi cittadini attraverso nuove esperienze culturali e conviviali.  L’edizione 2026, infatti, segna un’evoluzione del format sia per l’esperienza proposta al pubblico, che diventa più ricca di suggestioni e con un nuovo carattere, più attento a fotografare il panorama gastronomico capitolino in costante evoluzione, come pure per la durata, che passa da quattro a cinque giorni. Accanto ai percorsi di assaggio alla scoperta delle nuove proposte e idee di cucina presenti in città, il calendario ideato dagli organizzatori Mauro e Silvia Dorigo di Be.it Events propone anche masterclass esclusive con gli chef, talk con ospiti speciali moderati da Francesca Romana Barberini di Rds, degustazioni e momenti di approfondimento tematico sul mondo del food&beverage e sulle nuove tendenze di settore. Ad animare il festival, il sound dei dj set targati Rds, media partner della manifestazione, in programma durante le cinque giornate. In linea con la volontà di coinvolgere un pubblico gourmand ampio, variegato e giovane si inseriscono anche le nuove formule di biglietteria: Open (valido in una qualsiasi data), Happy Taste (pensato per l’after-work, con ingresso in fascia oraria dedicata) e abbonamento 2 giorni. Tali soluzioni sono state introdotte non solo per rendere l’esperienza ancora più flessibile ma soprattutto per attirare un pubblico più ampio e giovane, con modalità di accesso diverse a seconda dei ritmi e delle abitudini di ciascuno.  “La decima edizione di Taste of Roma segna per noi un traguardo importante e, insieme, l’inizio di un nuovo capitolo”, commenta Mauro. “La scelta del Gazometro accompagna la volontà di portare il festival in un luogo contemporaneo, capace di raccontare l’energia di una città in continua evoluzione. Con oltre 20 ristoranti, tra presenze storiche e nuove proposte, questa edizione conferma il desiderio di dare continuità a un progetto molto amato dal pubblico, aprendolo allo stesso tempo a nuove visioni, nuovi linguaggi e nuove esperienze”, sottolinea. “Per noi questa edizione rappresenta insieme una festa e una ripartenza”, aggiunge Silvia. “Abbiamo immaginato un’esperienza capace di emozionare e coinvolgere pubblici diversi: grandi piatti, masterclass, ottimi vini e cocktail, dj set, interviste dei protagonisti e un’illuminazione pensata per creare un’atmosfera suggestiva e accogliente. Taste of Roma continua a evolversi, ma resta fedele alla sua anima più autentica: far incontrare persone, storie e sapori in un contesto di condivisione, scoperta ed entusiasmo”, dice. A quasi un mese dall’inizio della manifestazione, in occasione dell’apertura delle prevendite dei biglietti, sono stati svelati i nomi di alcuni dei protagonisti della cinque giorni. Ad accendere le cucine dal 6 all’8 maggio saranno Heinz Beck, chef del tristellato La Pergola all’interno del Rome Cavalieri Waldorf Astoria, Angelo Troiani, chef e patron de Il Convivio Troiani (1 stella Michelin), Daniele Usai, de Il Tino (1 stella Michelin) di Fiumicino. Insieme a loro ci sarà Giulio Zoli, del ristorante Nomos Ante, recente apertura nel pieno centro di Roma, Andrea Cavallaro, chef di Sbracio, locale incentrato sulla cucina alla brace a carboni, Nicolò e Manuel Palescandolo per Trecastelli di Trecca, osteria che ha fatto dell’autentica cucina romana il proprio cavallo di battaglia, e Davide Del Duca, che da Osteria Fernanda valorizza l’artigianalità della cucina d’autore.   Si aggiungono gli chef Roberto Bonifazi e Francesco Brandini, di Tribuna Campitelli - Bottega 13, Danilo Mancini, che al ristorante Anavà propone una cucina fortemente identitaria, e Natale Giunta, volto noto della tv e chef di Oro Bistrot, oltre a Leonardo Malgarini, di Casa Malgarini. A portare alta la bandiera dell’artigianalità nell’alta cucina ci sarà anche Federico Salvucci, chef del ristorante Fase.  Dal 9 al 10 maggio, a mettere le mani ai fornelli saranno, oltre ad Heinz Beck, Andrea Cavallaro, Davide Del Duca e Nicolò e Manuel Palescandolo Trecastelli, ci saranno Andrea Pasqualucci, chef del ristorante Moma, 1 stella Michelin, pluripremiato anche per la sua attenzione alla filiera corta, etica e certa delle materie prime utilizzate, Heros De Agostinis, fresco di stella alla guida del ristorante Ineo, e Koji Nakai, del ristorante Nakai, che porterà i sapori d’Oriente tra le cucine del Gazometro. E ancora Alessandro Pietropaoli, chef di The Green Restaurant presso Hilton Roma Eur La Lama, Ciro Cucciniello, che da Carter Oblio con la sua cucina tocca tutte le sfumature del fuoco, e Giacomo Zezza, alla guida di Bistrot 64. Spazio ai sapori d’Oriente con Yamamoto Ejii di Sushisen mentre, a portare alta la bandiera delle donne in cucina, sarà Anastasia Paris con il suo nuovo progetto Futura - Laboratorio di cucina. Taste of Roma 2026 si svolge con il patrocinio di Roma Capitale - assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda e della Regione Lazio. Un supporto istituzionale che attesta la coerenza del progetto che intende promuovere la città e il dialogo col territorio. Come partners, oltre a Rds per la parte media, spiccano Italo, Atac e Cooltra per il settore mobility e Rinascente. 
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GWM sbarca ufficialmente in Italia

(Adnkronos) -
GWM, acronimo di Great Wall Motor, avvia ufficialmente la propria attività commerciale in Italia e annuncia l’inizio delle vendite nel nostro Paese a partire da giugno 2026. Il debutto sul mercato italiano rappresenta una nuova tappa nella strategia di espansione europea del gruppo cinese, che punta a rafforzare la propria presenza nel continente con una gamma articolata di modelli elettrificati, termici e a nuova tecnologia. In Italia il marchio opererà attraverso una filiale diretta e una rete di concessionari ufficiali che entrerà progressivamente a regime dalla prossima estate. Il piano prevede assistenza post-vendita strutturata, formazione tecnica certificata, logistica ricambi con magazzini in Italia e in Europa e una garanzia fino a 7 anni o 150 mila chilometri.  Primo modello destinato al mercato italiano sarà GWM ORA 5, SUV compatto che inaugurerà il lancio commerciale del brand nel nostro Paese. Il modello sarà proposto con diverse soluzioni di propulsione, tra cui versioni ibride, termiche ed elettriche. Nel corso del 2026 è inoltre previsto l’arrivo di altri modelli strategici, tra cui GWM Jolion MAX e GWM H7, due SUV destinati rispettivamente a una clientela più orientata alla famiglia e a utenti interessati a viaggi, outdoor e utilizzo off-road. Sul fronte tecnologico, GWM sviluppa internamente piattaforme, batterie, motori e sistemi ibridi come Hi4 e Hi4-T, oltre a soluzioni digitali proprietarie come Coffee OS 3.0, un sistema connesso che integra infotainment, aggiornamenti OTA e assistenza alla guida evoluta. 
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Flotte aziendali, il fisco rallenta il rinnovo. Cresce l’elettrico ma telematica ancora poco diffusa

(Adnkronos) - Fiscalità complessa, elettrificazione in crescita e telematica ancora sottoutilizzata. Sono questi i principali trend che emergono dalla instant survey presentata durante la dodicesima edizione del Fleet Motor Day, appuntamento dedicato ai gestori delle flotte aziendali andato in scena a Roma e all’autodromo di Vallelunga. L’indagine, realizzata su 48 fleet e mobility manager di grandi aziende per un totale di 82.873 veicoli gestiti, ha analizzato l’impatto delle norme fiscali sulle scelte delle imprese, il livello di diffusione della telematica e lo stato della transizione energetica nei parchi auto aziendali. Dallo studio emerge come la leva fiscale rappresenti oggi uno dei principali ostacoli al rinnovo delle flotte. L’introduzione dei nuovi fringe benefit e i continui cambiamenti normativi hanno aumentato l’incertezza gestionale: oltre quattro manager su dieci indicano tra le maggiori criticità il calcolo del “valore normale” dei veicoli, mentre il 32% segnala problemi nelle riassegnazioni delle auto e il 28% nella gestione delle ricariche domestiche dei modelli elettrici, considerate soggette a una doppia imposizione.  Sul fronte della transizione energetica, il 71% delle aziende dichiara di aver già introdotto in modo significativo veicoli elettrificati nella propria flotta. Il 23% non prevede invece cambiamenti nel breve termine, mentre il 6% procede con cautela. A trainare la scelta sono motivazioni ambientali (38%), vantaggi fiscali (37%) e obiettivi ESG (24%). 
Giuseppe Benincasa, Direttore ANIASA ha dichiarato che: “Sempre più aziende e cittadini scelgono di usare l’auto anziché acquistarla, un’evoluzione che evidenzia la necessità di definire una normativa specifica e unitaria per questo settore, che ne regolamenti in modo omogeneo tutti gli aspetti: dall’immatricolazione alla circolazione, con particolare focus sulla fiscalità. Per le imprese italiane serve, infatti, un quadro fiscale più equo, in linea con gli standard europei e soprattutto stabile nel tempo”.
 
Federico Di Paola - Presidente di Best Mobility ha poi evidenziato che: “Lo studio presentato mostra come le aziende possono essere il vero motore dell’elettrificazione della mobilità in Italia. Se l’attuale sistema di tassazione delle auto in fringe benefit spinge in questa direzione, favorendo veicoli plug-in ed elettrici, la carenza di infrastrutture, i costi elevati, l’incertezza dei mercati e la mancanza di una politica di incentivi a sostegno di questa trasformazione rendono difficile il raggiungimento dell’obiettivo. Servono quindi regole più coerenti e stabili che permettano di pianificare investimenti nel lungo periodo per poter rendere davvero effettiva l’elettrificazione della mobilità”.
 

Andrea Cardinali – Direttore Generale UNRAE ha infine osservato come: “Il 2026 mostra segnali positivi, ma il contesto resta fragile e i volumi sono lontani dal pre-pandemia (stima circa -20%). In questo scenario, gestire la transizione richiede politiche certe e interventi sulla fiscalità delle flotte. Stimiamo che, da una revisione della deducibilità delle auto a uso promiscuo e pool, con un costo erariale netto di circa 85 milioni, potrebbero derivare oltre 100.000 nuove immatricolazioni a basse e 0 emissioni. Un volano concreto per l’usato fresco e accessibile e un moltiplicatore ben più efficiente degli incentivi”.
 
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Aixam rinnova l’ingresso di gamma, arriva Easy con elettrico e termico

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Aixam Mega Italia rilancia la propria offerta nel segmento delle minicar con il debutto di AIXAM Easy. La nuova linea si propone come riferimento nel comparto delle citycar leggere ed è disponibile sia in versione elettrica sia termica, con un posizionamento di prezzo competitivo e contenuti finora tipici di categorie superiori. 
Easy introduce un frontale completamente ridisegnato con fari LED integrati a filo carrozzeria, cofano anteriore sollevabile per facilitare la manutenzione e un abitacolo aggiornato. Tra le novità spiccano i nuovi sedili monoscocca “
Baquet
” in TEP Nabuk, tre bocchette di aerazione, un ampio deflettore sotto parabrezza e un supporto centrale per smartphone.  La gamma Easy sarà proposta in due allestimenti: Easy Access, configurazione essenziale orientata a semplicità e funzionalità, ed Easy Chic, versione più ricca disponibile sia per l’elettrico con batteria da 7,5 kWh sia per il termico. Quest’ultima offre, tra le dotazioni, cerchi in lega da 14 pollici, finiture interne in tinta carrozzeria, altoparlanti Bluetooth, terzo stop a LED, aletta parasole e maniglia lato passeggero. 
Tom Faget, Direttore Generale Aixam Mega Italia ha dischiarato per l'occasione “Con la nuova Easy compiamo un passo decisivo nel rendere la mobilità urbana più accessibile e moderna. Abbiamo ripensato completamente il prodotto, introducendo soluzioni tecnologiche e di comfort che fino a pochi anni fa erano riservate ai segmenti superiori. Easy rappresenta la porta d’ingresso ideale nel mondo Aixam, senza rinunciare a qualità e sicurezza.”
 
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Skoda Epiq protagonista alla Milano Design Week 2026

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Skoda sceglie ancora una volta il palcoscenico della Milano Design Week per raccontare il proprio percorso verso la mobilità elettrica. Nel cuore del Porta Venezia Design District, il brand porta in scena un’installazione immersiva che anticipa Epiq, il nuovo urban crossover a zero emissioni destinato ad ampliare la gamma nei prossimi mesi. Non si tratta di una semplice anteprima, ma di un progetto che mette al centro il linguaggio del design come strumento di connessione con il pubblico. Il cortile di Palazzo del Senato diventa così uno spazio trasformato, dove elementi architettonici storici dialogano con superfici contemporanee e contenuti digitali. Il contrasto tra passato e futuro non è casuale, ma costruito per sottolineare la direzione intrapresa dal marchio, sempre più orientato a una mobilità urbana accessibile e sostenibile. L’ambiente si sviluppa come un ecosistema visivo in continuo mutamento, capace di coinvolgere il visitatore in un’esperienza diretta. Al centro del progetto emerge una struttura interattiva che amplifica la dimensione narrativa dell’allestimento. Luci, immagini e forme contribuiscono a creare un percorso sensoriale che richiama i codici stilistici della futura comunicazione del modello. In questo contesto, la nuova Skoda Epiq diventa il simbolo di una nuova fase, in cui l’elettrificazione non è solo una scelta tecnica ma anche culturale.  Accanto alla componente spettacolare, lo spazio è pensato per accogliere diverse tipologie di pubblico. Aree dedicate al relax e momenti di intrattenimento rendono l’esperienza più inclusiva, in linea con una visione che mette al centro le persone e il loro rapporto con l’auto. La presenza di attività collaterali, tra incontri e workshop, rafforza ulteriormente il legame tra design e mobilità. Con questa iniziativa, Skoda dimostra di voler uscire dai confini tradizionali dell’automotive per inserirsi in un dialogo più ampio, fatto di creatività, cultura e innovazione. Una scelta strategica che riflette il cambiamento in atto nel settore e che prepara il terreno al debutto di una nuova generazione di modelli elettrici pensati per la città. 
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