GeForce NOW festeggia sei anni con 24 nuovi titoli a febbraio

(Adnkronos) - Il servizio di streaming videoludico di NVIDIA inaugura il suo settimo anno di attività con un bilancio che supera il miliardo di ore di gioco erogate. Questo anniversario non viene celebrato solo come un successo statistico, ma come l'avvio di una fase di espansione tecnologica mirata a rendere la potenza delle GPU RTX accessibile su ogni tipologia di schermo domestico. Per il mese di febbraio, il calendario delle pubblicazioni prevede l'inserimento di 24 nuovi giochi. La prima ondata, già disponibile in streaming, vede come protagonisti titoli di alto profilo tattico. Tra questi spicca il debutto di Delta Force di Team Jade e PUBG: BLINDSPOT di KRAFTON, quest'ultimo caratterizzato da un approccio 5v5 con visuale dall'alto e dinamiche di squadra accelerate. L'integrazione con i servizi di abbonamento prosegue con l'arrivo di titoli provenienti dal catalogo Xbox Game Pass, come Indika e Roadcraft, facilitando l'accesso ai giochi senza la necessità di download locali o hardware di fascia alta.   Uno degli aspetti più rilevanti della celebrazione riguarda l'aggiornamento dell'infrastruttura server. NVIDIA ha confermato che diversi titoli in uscita questo mese sono già ottimizzati per la GeForce RTX 5080. Tra i software pronti a sfruttare questa nuova capacità computazionale figurano: 
Menace: strategico tattico disponibile su Steam e Game Pass. 
PUBG: BLINDSPOT: la nuova interpretazione tattica dell'universo PUBG. 
Carmageddon: Rogue Shift: il ritorno del celebre franchise in chiave moderna. 
HumanitZ: titolo survival già presente su Steam. Il resto del mese vedrà una distribuzione costante di contenuti, con titoli attesi come Resident Evil: Requiem (26 febbraio) e l'espansione del catalogo Trine sull'Epic Games Store. La strategia di NVIDIA punta chiaramente a una diversificazione dei generi, includendo dall'RPG storico Kingdom Come Deliverance all'avventura open-world Avatar: Frontiers of Pandora. 
Con oltre un miliardo di ore di gioco alle spalle, il servizio si propone di eliminare definitivamente i "colli di bottiglia" dell'hardware fisico, consolidando il cloud come una realtà solida e complementare per l'industria del gaming globale. 
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Cancro al pancreas, studio spagnolo annuncia nuova cura ma esperti prudenti: "Serve validazione rigorosa attraverso trial clinici"

(Adnkronos) - La Giornata mondiale contro il cancro ha portato una novità importante nel mondo della Medicina e della lotta ai tumori del pancreas. Un gruppo di scienziati spagnoli del Centro Nazionale Spagnolo per la Ricerca sul Cancro (Cnio) di Madrid, guidato da Mariano Barbacid, ha pubblicato su 'Pnas' i risultati di una ricerca - sui topi quindi pre-clinica - in cui si annuncia di avere trovato una terapia per curare una forma di tumore al pancreas tra le più aggressive. La notizia ha fatto il giro del mondo suscitando però anche alcune domande da parte della comunità scientifica. La Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (Sige) invita "alla prudenza" in merito ai recenti e promettenti risultati pubblicati riguardanti l’efficacia di una terapia sperimentale per l'adenocarcinoma duttale pancreatico, "una patologia che conserva ancora oggi uno dei tassi di mortalità più elevati in ambito oncologico. Sebbene lo studio guidato dal professor Barbacid, "rappresenti un avanzamento scientifico di valore, è necessario ribadire come si posizioni in una fase sperimentale, condotta esclusivamente su topi, in un contesto che impone estrema cautela prima di poter parlare di una svolta terapeutica definitiva per i pazienti". "La ricerca ha evidenziato come l’azione combinata di inibizione su tre nodi strategici delle vie di segnalazione cellulare del gene KRAS, che codifica una proteina in grado di regolare la crescita cellulare, — nello specifico RAF1, EGFR e STAT3 — sia in grado di indurre una regressione completa del tumore senza la comparsa di resistenze farmacologiche per un periodo prolungato - ricorda la Sige - Questa strategia, ha dimostrato un’efficacia senza precedenti nei topi, superando uno dei principali ostacoli della terapia attuale: la rapidità con cui le cellule cancerose del pancreas imparano a eludere i farmaci" La Sige sottolinea "che il successo ottenuto in laboratorio non garantisce automaticamente un esito identico negli esseri umani. La biologia del tumore pancreatico umano è di una complessità tale da richiedere una validazione rigorosa attraverso trial clinici strutturati, indispensabili per confermare che la terapia sia non solo efficace, ma anche tollerabile nel lungo periodo", afferma il presidente della Sige, Luca Frulloni. “Il passaggio – aggiunge – dai modelli animali alla pratica clinica è un percorso lungo e delicato; pertanto, questi risultati devono essere interpretati non come un traguardo finale, ma come una preziosa bussola per orientare la futura ricerca clinica. La comunità scientifica – in primo luogo, la Sige - è fiduciosa, ma la priorità resta quella di procedere con rigore metodologico per trasformare queste evidenze di laboratorio in una reale speranza di cura”. Sebbene i risultati dello studio spagnolo "siano positivi, sono stati ottenuti su modelli animali (topi). Come spiegano esperti virologi e oncologi che hanno analizzato lo studio, il passaggio dal topo all’uomo è l’ostacolo più grande. Ci sono due problemi principali: la tossicità e la biologia", riassumono gli specialisti del sito anti-bufale 'Dottore ma è vero che...?' curato dalla Fnomceo. La tossicità, "per ottenere quei risultati, i topi sono stati trattati con dosi di farmaci elevatissime, molto superiori a quelle che un essere umano potrebbe sopportare senza subire danni gravi. Bisogna trovare un dosaggio che sia efficace ma non dannoso per l’uomo", avvertono.  La biologia. "Bloccare completamente alcune proteine (come STAT3) nei topi ha funzionato, ma nell’uomo queste stesse proteine svolgono funzioni vitali. Eliminarle potrebbe essere troppo pericoloso. Siamo quindi di fronte a una 'prova di concetto': sappiamo che la strategia dell’accerchiamento funziona, ma ci vorranno anni per sviluppare farmaci sicuri per l’uomo", concludono Perché questo tumore è così difficile da sconfiggere? "Il tumore al pancreas è un avversario temibile per la sua 'intelligenza' biologica - precisano gli esperti di 'Dottore ma è vero che...? '- Oltre a essere spesso diagnosticato tardi perché dà pochi sintomi iniziali, ha una caratteristica biologica particolare: si circonda di un tessuto molto denso e compatto (chiamato stroma) che agisce come una barriera fisica, rendendo difficile per i farmaci e per le cellule del sistema immunitario penetrare all’interno della massa tumorale. Inoltre, come abbiamo visto nello studio spagnolo, le sue cellule sono molto plastiche: se chiudiamo una porta, loro ne aprono un’altra. La sfida di oggi - concludono - si combatte su due fronti: da un lato la ricerca di base, come quella spagnola, che cerca di capire come bloccare tutte le vie di fuga del tumore; dall’altro la ricerca clinica, che porta in corsia nuovi farmaci per migliorare da subito la vita dei pazienti".  
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Cyberbullismo, insegnanti, genitori e sanitari a 'scuola 2.0' per batterlo

(Adnkronos) - Contrastare il cyberbullismo, con la formazione a distanza di oltre 5mila tra operatori sanitari, insegnanti e genitori e tra i banchi di scuola con esperienze immersive che prevedono l’utilizzo della realtà virtuale: è l’obiettivo di Educatamente 2.0, un nuovo progetto pilota finanziato nell’ambito del programma Ccm del ministero della Salute e coordinato dal Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 1 insieme al Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto superiore di Sanità e al Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma, presentato oggi all’Iss in occasione della giornata nazionale contro il bullismo e il cyber bullismo, in calendario domani, al convegno 'Oltre lo schermo. Insieme per un web sicuro – Educatamente 2.0: Promozione della salute digitale e prevenzione del cyberbullismo'. Il convegno è stato aperto con la proiezione di un video, realizzato dall’Iss, che vuole sensibilizzare e informare i ragazzi su come orientarsi per chiedere aiuto. "La salute, soprattutto nella fascia tra gli undici e i quindici anni, che è quella più colpita dai fenomeni di bullismo sulla rete, è anche benessere digitale – afferma il presidente dell’Iss Rocco Bellantone – formare con metodi basati scientificamente genitori, insegnanti e operatori sanitari a intercettare precocemente questi fenomeni e stabilire un’alleanza con le scuole è la via maestra per sconfiggere l’isolamento di chi è vittima di bullismo. Una solitudine che può portare a conseguenze gravi e a volte persino fatali". "Con Educatamente 2.0 – rileva Giuseppe Quintavalle, direttore generale della Asl Roma 1- mettiamo l’innovazione tecnologica al servizio della prevenzione. La salute oggi passa inevitabilmente dal benessere digitale: proteggere gli adolescenti dai rischi del web significa proteggere il loro futuro e la loro integrità psichica. Come Asl Roma 1, siamo orgogliosi di coordinare questo progetto, attraverso la stretta sinergia con l'Istituto superiore di Sanità e la Sapienza possiamo costruire una rete di protezione che coinvolge l'intero ecosistema del minore: operatori sanitari, insegnanti e famiglie per intercettare precocemente il disagio e fornire strumenti che siano concreti riferimenti per gli adulti". "La realtà virtuale – aggiunge Annamaria Giannini, direttrice del Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma - rappresenta uno strumento particolarmente efficace nei percorsi di educazione perché consente di lavorare sull’esperienza, e non solo sulla conoscenza. Attraverso ambienti immersivi è possibile favorire una comprensione più profonda del vissuto della vittima di violenza online, rendendo percepibili le conseguenze emotive e relazionali delle condotte digitali. In questo modo, l’attenzione si sposta dal comportamento in sé alla persona che lo subisce, promuovendo nei giovani una maggiore consapevolezza, responsabilità e capacità di riconoscere i possibili rischi online".  Educatamente 2.0 prevede iniziative di formazione, a cura dell’Iss rivolte da un lato agli operatori sanitari (corsi Fad) dall’altro a genitori e insegnanti con webinar tematici. E’ prevista la formazione di almeno 5.000 professionisti della salute e l’organizzazione di 10 webinar. "Faremo una formazione per l’identificazione precoce dei comportamenti problematici – sottolinea Adele Minutillo, del Centro nazionale Dipendenze e Doping- descrivendo i principali fattori di protezione, come per esempio la promozione dell’autostima o l’uso consapevole tecnologie. Un altro aspetto su cui vogliamo porre l’attenzione è l’importanza di lavorare sia con la vittima che con l’autore degli atti di bullismo, perché non si può cambiare la cultura senza cambiare quello che c’è dietro". L'Università Sapienza metterà a punto e sperimenterà un modello di intervento psicoeducativo che l'utilizzo della realtà virtuale finalizzato all’individuazione di strategie di prevenzione basate sull’evidenza (evidence based). Dal prossimo anno scolastico, sono previsti interventi in alcune scuole secondarie del distretto della Asl Roma 1 dove con l’ausilio di appositi visori i ragazzi verranno proiettati in maniera diretta e immediata in scenari realmente accaduti, ricostruiti attraverso il supporto della Polizia postale. Interventi selettivi riguarderanno invece ragazzi e giovani adulti già segnalati o denunciati per condotte reato on line o cyberbullismo. Un impianto di valutazione e monitoraggio renderà poi gli esperti in grado di valutare l'efficacia di questo modello. "La sperimentazione di episodi di cyberbullismo in un ambiente controllato – rileva la dottoressa Emanuela Mari, del Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma – permette ai ragazzi e alle ragazze di confrontarsi in modo guidato con situazioni ad alto impatto emotivo, trasformando l’esperienza in un’occasione di riflessione e confronto. Il dibattito successivo, condotto dagli operatori del progetto, favorisce una maggiore consapevolezza delle dinamiche relazionali online e delle conseguenze delle condotte agite, rappresentando un passaggio fondamentale anche in ottica preventiva rispetto alla violenza verbale e ad altre forme di discriminazione sul web". Insulti, epiteti offensivi, persino istigazioni a compiere gesti estremi non sono solo parole. Per questo non si deve minimizzare, rivolgendosi alle Forze dell’Ordine e in particolare alla Polizia postale. E’ questo il messaggio che vuole dare ai ragazzi un video proiettato in apertura del convegno, realizzato dall’ufficio stampa dell’Istituto Superiore di Sanità, per la regia di Gianfelice Martini e l’interpretazione di Aurora Nikolli, in collaborazione con l’Associazione 'Paolo Ettorre – Socially Correct' che ne ha pensato il concept. Il video si sofferma sui danni psicologici del cyberbullismo, mostrando come possa ferire al pari di un’arma da fuoco. Colpo dopo colpo, può minare il benessere psicologico dei ragazzi, con parole che rimbombano dentro di loro a volte per sempre. Chiedere aiuto non è debolezza, ma al contrario un grande atto di forza. 
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Influenza, ancora in calo infezioni, 551mila casi in una settimana

(Adnkronos) - L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 19 gennaio al 25 gennaio, è stata pari a 10 casi per 1.000 assistiti, in diminuzione rispetto alle 11,3 della settimana precedente. Lo indica il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi e da quest’anno in forma interattiva. Lo indica il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi. "Sono stati stimati circa 551mila nuovi casi, con un totale dall'inizio della sorveglianza di circa 10,4 milioni di casi. L’incidenza è in diminuzione in tutte le fasce di età tranne la fascia 0-4 anni, dove è stabile rispetto alla settimana precedente con circa 40 casi per 1.000 assistiti". "L’intensità è a livello di base in Liguria e Molise, media in Puglia, Basilicata e Campania e bassa in tutte le altre regioni e Province autonome. Si ricorda che il cambiamento nella definizione di caso da Ili ad Ari rende difficile confrontare l’incidenza settimanale con quella delle stagioni precedenti, così come con le soglie di intensità, calcolate sulla base dei dati relativi alle sindromi simil-influenzali delle ultime stagioni. Nella settimana nella comunità si registra per influenza un tasso di positività del 14,1%, mentre nel flusso ospedaliero è pari al 14,7%. Per quanto riguarda la comunità, tra i virus respiratori circolanti, i valori di positività più elevati sono stati rilevati per Vrs, per Rhinovirus e i virus influenzali. La co-circolazione dei diversi virus respiratori contribuisce a determinare il valore di incidenza delle infezioni respiratorie acute (Ari). Nel flusso ospedaliero, tra i virus respiratori i tassi di positività più elevati sono stati rilevati per i Rhinovirus, per altri coronavirus diversi da Sars-Cov-2 e per Vrs". La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza evidenzia un numero di casi nella quarta settimana dell'anno in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è A(H1N1) pdm09. Si segnala che la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata riguarda persone non vaccinate. Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità la percentuale di virus A(H3N2) risulta maggiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Nel flusso ospedaliero, tra i virus sottotipizzati, si osserva una percentuale lievemente più alta di virus A(H1N1)pdm09 rispetto ai virus A(H3N2). Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A 'non sottotipizzabile' come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari. Le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA dei virus influenzali A(H3N2) evidenziano che nell’ambito del più ampio clade 2a.3a.1, il subclade K rimane prevalente. Per quanto riguarda i virus influenzali A(H1N1)pdm09, la maggior parte dei ceppi si raggruppa nel subclade D.3.1.1. 
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Ddl delega riforma Ssn, Salutequità: "Niente fondi e ospedale ancora centrale'

(Adnkronos) - "Il Ddl delega su riorganizzazione e potenziamento del Ssn, unitamente a quelli sulla legislazione farmaceutica e sulle professioni sanitarie, confermano un momento di fermento governativo in ambito sanitario. E questa è una buona notizia, perché indicativa della consapevolezza di dover mettere mano al Ssn. Però, la differenza per l’esigibilità del diritto alla salute la farà 'il come' ci si metterà mano. Per questo Salutequità ha realizzato attraverso il suo Osservatorio un'analisi del testo del Ddl delega per la riforma del Ssn con l’obiettivo di individuare le criticità presenti e l’auspicio di stimolare il Parlamento a perfezionarne il testo". Così Tonino Aceti, presidente Salutequità in una nota. "Le tre deleghe al Governo sulla sanità arrivano in assenza della stesura e approvazione del nuovo Piano sanitario nazionale (l’ultimo si riferisce al triennio 2006-2008), rispetto al quale da oltre due anni se ne comunica la priorità e l’avvio dei lavori. Sono gli ultimi atti di indirizzo del ministro della Salute a prevederne l’approvazione - si legge -. In particolare, l’atto di indirizzo 2025 attribuiva al Piano sanitario nazionale 2025-2027 la funzione di 'visione del sistema della salute per i prossimi anni, in termini di obiettivi strategici e di interventi necessari ad affrontare i nuovi bisogni e le profonde trasformazioni in atto nella società'. Ad oggi nessuna bozza è stata ancora trasmessa alle Regioni. Anche il Patto per la Salute è fermo al 2019-2021, in proroga per 'Legge'. Si è scelto invece di passare direttamente alle deleghe al Governo". Il Ssn "è stato istituito con legge dello Stato (833/78) ed è una delle infrastrutture pubbliche più importanti del nostro Paese: serve a realizzare in modo sostanziale l’unico Diritto che la Costituzione definisce come 'fondamentale' e cioè il diritto alla salute. E per il quale l’Italia investe oltre 142 miliardi di euro nel 2026. Ciò nonostante - sottolinea Aceti - il ruolo del Parlamento nel Ddl delega di riforma del Ssn è residuale. Il testo prevede infatti che gli schemi di decreti legislativi siano trasmessi alle Commissioni parlamentari per l’acquisizione del solo parere non vincolante per il Governo". Inoltre, "per la formalizzazione del parere, il Parlamento avrà a disposizione solo trenta giorni a differenza dei sessanta previsti, ad esempio, per il parere agli schemi di decreti legislativi sulla farmaceutica. Un ruolo maggiore del Parlamento nel ragionamento su una riforma di così grande portata ed impatto è indispensabile". "Il comma 2 dell’art. 3 del Ddl delega sancisce che dall’attuazione delle deleghe non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Eppure - sottolinea Aceti - tra i principi e criteri direttivi vengono previsti la revisione e l’aggiornamento della disciplina in materia di modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale, nonché l’introduzione degli ospedali di terzo livello ed elettivi all’interno della classificazione delle strutture ospedaliere, oltre che la definizione di standard anche di personale per l’assistenza residenziale e semi-residenziale per le persone non autosufficienti e standard assistenziale e di équipe per cronici con evoluzione sfavorevole della malattia. Tutte operazioni che difficilmente riusciranno ad essere realizzate senza nuovi o maggiori oneri per le casse pubbliche. Diversamente, il Ddl delega sulla legislazione farmaceutica, per l’attuazione delle disposizioni di delega, autorizza la spesa di 16,250 milioni di euro per l’anno 2026, di 20,250 milioni di euro per l’anno 2027 e di 4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2028". "Andando ad analizzare i criteri direttivi del Ddl Delega, quelli più specifici e concreti riguardano l’assistenza ospedaliera con, ad esempio, l’introduzione degli ospedali di terzo livello, quelli elettivi e nuove reti assistenziali tempo-dipendenti. Anche solo analizzando il testo lessicalmente si rileva che il riferimento alla parola 'ospedale' all’interno del testo compare ben 13 volte, mentre solo la metà quello all’assistenza territoriale. Le parole cittadino ed equità una sola volta".  "I principi e criteri direttivi della delega al Governo presentano pochi elementi di forte innovazione. Di fatto - conclude il presidente di Salutequità - la gran parte li ritroviamo in molti provvedimenti già approvati. Nessun riferimento alla necessità di innovare i meccanismi di monitoraggio e valutazione delle performance dei servizi sanitari e degli esiti delle cure erogate in ospedale e soprattutto sul territorio. Inoltre, nessun accenno all’innovazione dei meccanismi di rimborso delle prestazioni sanitarie, passando dal rimborso a prestazione a quello per percorso diagnostico terapeutico e ai suoi esiti di salute. Quest’ultima unica vera leva per integrare ospedale e territorio e mettere al centro la persona".  
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A gennaio vendite globali Geely salgono oltre quota 270 mila, export raddoppiato

(Adnkronos) - Geely Auto ha inaugurato il 2026 con un forte slancio, registrando a gennaio vendite pari a 270.167 autovetture, in aumento dell’1,3% su base annua e del 14,1% rispetto a dicembre 2025. Le consegne di veicoli elettrificati (che in cina sono chiamati 'a nuova energia') hanno raggiunto le 124.252 unità, con una crescita del 3% anno su anno. Le vendite al di fuori della Cina continentale si sono attestate a 60.506 unità, in aumento del 121% su base annua e del 50% su base mensile. Di queste, le vendite di Nev hanno rappresentato 32.117 unità, in crescita del 76% rispetto al mese precedente. Geely, il brand globale mainstream, ha registrato 217.438 unità vendute a gennaio, con un calo del 3,24% su base annua ma un aumento del 25,83% rispetto a dicembre. Nonostante il focus sui modelli elettrificati con cui si propone sui mercati come quelli italiano, la gamma di veicoli con motorizzazione termica ha totalizzato 134.448 unità consegnate, in crescita dell’87% su base mensile, confermandosi come il marchio a motore 'tradizionale' più venduto in Cina. Lynk & Co, il brand globale premium focalizzato sui veicoli a nuova energia, ha registrato a gennaio 28.877 consegne, in crescita del 12% su base annua. Zeekr, marchio focalizzato soprattutto su lusso e tecnologia, ha consegnato a gennaio 23.852 veicoli, quasi raddoppiando i volumi su base annua con una crescita del 99,7%. A metà gennaio, Zeekr 7GT ha debuttato ufficialmente in Europa, entrando in 12 mercati tra cui i Paesi nordici, la Germania, i Paesi Bassi e la Svizzera. Per l'anno in corso - grazie al lancio di nuovi prodotti e all'ampliamento della propria presenza globale - il Gruppo Geely Auto punta a vendite complessive pari a 3,45 milioni di veicoli, di cui 640 mila sui mercati mercati internazionali (nel 2025 le vendite sono state 3,024 milioni +39%). Marco Santucci, Managing Director di Geely Italia e di Jameel Motors Italy, ha sottolineato che “i risultati di inizio 2026 confermano la solidità della strategia globale del Gruppo Geely Auto. L’Italia rappresenta per noi un mercato chiave nello sviluppo europeo: grazie alla partnership con Jameel Motors, realtà internazionale con oltre ottant’anni di esperienza nel settore automotive, stiamo costruendo una presenza solida e strutturata. Nei prossimi mesi continueremo a investire nell’ampliamento della gamma e della rete di concessionarie, con l’obiettivo di contribuire in modo tangibile all’evoluzione della mobilità in Italia.” 
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Horizon Hunters Gathering annunciato per PS5 e PC

(Adnkronos) - Sony espande ulteriormente i confini dell'universo post-apocalittico nato dalla mente dei creatori di Aloy con l'annuncio di Horizon Hunters Gathering. Il titolo si presenta come un’esperienza d’azione cooperativa progettata per un massimo di tre partecipanti, attesa sia su PlayStation 5 che su PC. Il fulcro dell'esperienza risiede nella collaborazione tra i cacciatori per proteggere il territorio dalla minaccia delle macchine, attraverso un sistema di combattimento che riprende la precisione tattica dei capitoli principali della serie integrandola con dinamiche di squadra reattive e basate sull'abilità individuale. La struttura di gioco permette di selezionare i protagonisti da un roster di cacciatori caratterizzati da stili di combattimento distinti, ognuno dotato di una propria campagna narrativa e di motivazioni personali. La progressione si affida a una personalizzazione profonda che include ruoli specifici e potenziamenti in stile roguelike, pensati per variare l'approccio a ogni sessione. La filosofia alla base del progetto punta su missioni altamente rigiocabili, come dimostrato dalle prime due modalità presentate: Machine Incursion, focalizzata sulla difesa da ondate di nemici guidati da un boss, e Cauldron Descent, una sfida a tappe in ambienti mutabili che premia i team capaci di scoprire passaggi segreti e risorse preziose. Nonostante la recente revisione strategica di Sony riguardo ai titoli live service, Hunters Gathering si inserisce in una roadmap che include anche il progetto MMO Horizon Steel Frontiers e l'imminente Marathon. Per gli utenti che preferiscono l'esperienza tradizionale, gli sviluppatori hanno confermato la presenza di una modalità per giocatore singolo supportata da compagni gestiti dall'intelligenza artificiale. Guerrilla Games ha inoltre ribadito che la produzione di avventure narrative in solitaria rimane un pilastro fondamentale dell’identità dello studio, rassicurando la community sulla volontà di non abbandonare il formato che ha decretato il successo del marchio. Sebbene non sia stata ancora comunicata una data di uscita definitiva, la fase di sperimentazione inizierà a fine febbraio con un playtest a scala ridotta, accessibile tramite il PlayStation Beta Program. Il gioco supporterà nativamente il crossplay e la progressione condivisa tra console e computer. Questa nuova iterazione del franchise rappresenta un tentativo di diversificare l'offerta ludica di Horizon, mantenendo intatti gli elementi estetici e meccanici che hanno caratterizzato la saga sin dal suo debutto. 
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vivo X300 Pro - La recensione

(Adnkronos) - Non è solo una questione di megapixel o di frequenze di clock; il nuovo vivo X300 Pro si presenta sul mercato come una dichiarazione d'intenti che sposta l'asse dell'innovazione dai laboratori alla mano dell'utente. La collaborazione con ZEISS ha portato un livello di integrazione hardware-software senza precedenti, trasformando il vivo X300 Pro in uno strumento ottico di precisione con un comparto fotografico entusiasmante. L'integrazione del teleobiettivo APO da 200 MP è solo la punta di un iceberg tecnologico che poggia su una potenza di calcolo brutale e una gestione dell'energia ottimale, rendendo l'X300 Pro un concentrato di efficienza che non si limita a rincorrere la concorrenza, ma la costringe a cambiare strategia.  Tuttavia, è scendendo sotto la scocca che il nuovo dispositivo vivo rivela la sua vera natura di "macchina totale". Lontano dai riflettori del design, il vivo X300 Pro nasconde un'architettura complessa dove il silicio smette di essere pura potenza per farsi intelligenza operativa. Il cuore pulsante, il Dimensity 9500 a 3 nm, non lavora in isolamento: la sua forza bruta viene canalizzata dal chip proprietario VS1, un co-processore dedicato che funge da "regista" del flusso dati.  Questa sinergia permette al dispositivo di gestire una mole di calcolo impressionante, dalla stabilizzazione Gimbal in tempo reale alla post-produzione istantanea dei file RAW da 200 MP, senza mai mostrare incertezze termiche.  Il fulcro di questa filosofia è la cornice simmetrica ultra-sottile da soli 1,1 mm, un traguardo ingegneristico che permette al display di lambire i bordi della scocca, eliminando ogni distrazione visiva e creando un effetto di immersione totale, e durante la visualizzazione di contenuti in streaming e durante impegnative sessioni di gioco. La silhouette, caratterizzata da un profilo sottile di 7,99 mm, è frutto di una meticolosa ottimizzazione degli spazi interni, che non ha però sacrificato la solidità strutturale.  La scocca è definita da un vetro 3D monoscocca con angoli arrotondati, una scelta che non solo leviga le linee estetiche da ogni angolazione, ma garantisce una presa ergonomica e sicura nonostante le dimensioni generose del pannello da 6,78 pollici. La lavorazione artigianale emerge con forza nei dettagli del modulo fotocamera, protetto da una ghiera incisa che richiama la precisione degli strumenti ottici d’epoca, fondendo l'eredità fotografica classica con la modernità dei materiali contemporanei. Sul fronte della durevolezza, il dispositivo non accetta alcun compromesso, integrando soluzioni ingegneristiche che ne elevano gli standard di sicurezza ben oltre la media di categoria. L'adozione del Diamond Armor Glass, un vetro di nuova concezione, garantisce infatti una resistenza alle cadute superiore del 110% rispetto ai materiali tradizionali, offrendo così una protezione attiva e costante contro i graffi e gli urti della quotidianità.    A questa robustezza strutturale si affianca una protezione impermeabile totale: oltre alla classica certificazione IP68 per l'immersione, il vivo X300 Pro vanta la certificazione IP69, che ne attesta l'invulnerabilità a getti d’acqua ad alta pressione e a temperature elevate. Questa vocazione alla massima operatività è completata dalla ormai indispensabile tecnologia
Wet Hand Touch, che sfrutta sensori ad alta sensibilità per permettere un utilizzo fluido del touchscreen anche con le mani bagnate o sotto la pioggia battente come quella di questi giorni, trasformando il dispositivo in uno strumento affidabile in qualsiasi scenario climatico.  L'esperienza visiva del vivo X300 Pro è affidata a un pannello di ultima generazione che impiega la tecnologia LTPO 8T, una soluzione ingegneristica d'avanguardia capace di bilanciare fluidità e risparmio energetico. Grazie alla calibrazione Colore naturale ZEISS a collegamento completo, il display restituisce immagini di straordinaria fedeltà cromatica, supportate da una profondità di 1,07 miliardi di colori e dalla copertura totale della gamma 100% P3. La densità di 452 PPI garantisce una definizione impeccabile dei contenuti, mentre la frequenza di aggiornamento UltraMotion a 120 Hz assicura una fluidità d'interazione assoluta. Lo schermo è in grado di spingersi fino a un picco di 4.500 nit per una leggibilità perfetta sotto la luce diretta del sole, riuscendo al contempo a scendere fino a 1 nit per il massimo comfort nelle ore notturne. Questa gestione dinamica della luce, unita a sistemi di protezione hardware dedicati, garantisce una visione riposante e precisa in ogni condizione ambientale.  Il cuore pulsante, il chipset MediaTek Dimensity 9500 a 3 nm, agisce in perfetta simbiosi con il chip d'immagine proprietario VS1, creando un’architettura hardware integrata che scardina i colli di bottiglia tradizionali e ottimizza ogni processo di calcolo. Questa forza bruta viene canalizzata e stabilizzata da un avanzato sistema di raffreddamento a nanofluidi, che permette al processore di mantenere frequenze di picco costanti, evitando il fenomeno del thermal throttling anche durante le sessioni di gaming più intense o l’editing video in alta definizione. La fluidità del sistema che abbiamo avuto modo di elogiare durante il test non è tuttavia una promessa passeggera, bensì un valore certificato nel tempo: grazie ai rigorosi test SGS, il dispositivo garantisce prestazioni eccellenti per un periodo di ben cinque anni. Vivo garantisce inoltre aggiornamenti del sistema operativo per 5 anni e aggiornamenti di sicurezza per 7 anni, assicurando così che il degradarsi dell'esperienza d'uso sia solo un ricordo del passato e rendendo l'X300 Pro un investimento tecnologico capace di resistere all'usura e all'evoluzione del software.  L'esperienza di imaging del vivo X300 Pro si configura come un ecosistema ottico completo che spinge la fotografia mobile verso territori finora riservati alle attrezzature professionali, partendo da fondamenta hardware estremamente solide. Sebbene lo zoom attiri inevitabilmente i riflettori, la vera spina dorsale del sistema è la fotocamera principale ZEISS equipaggiata con il sensore Sony LYT-828 da 1/1,28". Le foto scattate con il vivo X300 Pro si distinguono per un approccio che potrebbe essere definito "chirurgico": non si limitano a catturare l'immagine, ma la ricostruiscono con una fedeltà cromatica e una pulizia dei dettagli che riduce drasticamente il divario tra smartphone e macchine fotografiche professionali.  La funzione macro sfrutta la sofisticata ottica del vivo X 300 Pro per catturare dettagli microscopici con una nitidezza estrema, garantendo uno sfocato naturale e una distanza di messa a fuoco ravvicinata che trasforma piccoli soggetti in capolavori di precisione.    Grazie alla calibrazione ZEISS Natural Color, le foto evitano quell'aspetto artificialmente saturo tipico di molti competitor. I colori sono realistici, con una gestione delle tonalità della pelle (incarnato) estremamente accurata. Il trattamento ZEISS T Coating sulle lenti fa il resto, eliminando riflessi indesiderati e garantendo scatti limpidi anche contro luce.   Questa unità non è solo un sensore ad alta risoluzione, ma un vero cavallo di battaglia progettato per l'affidabilità assoluta: la sua stabilizzazione di livello Gimbal, certificata CIPA 5.5, neutralizza i micro-movimenti con una precisione chirurgica, trasformando ogni ripresa video in una produzione cinematografica fluida ed eliminando alla radice la necessità di gimbal esterni o supporti ingombranti.    L'interazione tra la lente e la luce è ulteriormente perfezionata dal Flash con zoom adattivo, una tecnologia pionieristica che modula l'ampiezza e l'intensità del fascio luminoso in base alla lunghezza focale utilizzata, garantendo ritratti dall'aspetto naturale e un'illuminazione bilanciata che evita le sgradevoli sovraesposizioni tipiche dei sistemi tradizionali.  Oltrepassato l'orizzonte dello scatto standard, il vivo X300 Pro dispiega la sua arma più sofisticata: il teleobiettivo APO ZEISS da 200 MP. Questo modulo non si limita a catturare dettagli microscopici a distanze siderali, ma lo fa con una purezza ottica garantita dal design apocromatico, che corregge drasticamente le aberrazioni cromatiche per restituire immagini cariche di contrasto e fedeltà cromatica. Che si tratti di immortalare la texture dell'occhio di un gatto o di catturare le emozioni di un paesaggio dalla lunga distanza, l'ottica mantiene una nitidezza estrema su tutto il fotogramma.    La versatilità del teleobiettivo si estende fino alla ritrattistica professionale, dove le lunghezze focali fino a 135 mm permettono di isolare il soggetto con uno sfocato bokeh naturale e armonioso, supportato da un tracciamento AI che mantiene il fuoco istantaneo anche sulle azioni più rapide. In sintesi, le foto sono equilibrate, nitidissime e dotate di una profondità quasi tridimensionale, rendendo l'X300 Pro uno dei migliori strumenti oggi disponibili per chiunque metta l'immagine al primo posto.  A differenza della variante asiatica da 6.510 mAh, la versione destinata al mercato italiano si affida a una batteria BlueVolt da 5.440 mAh; sebbene nominalmente inferiore, questa unità è ottimizzata per garantire un'efficienza energetica superiore e una longevità strutturale estesa, mantenendo il supporto alla ricarica rapida FlashCharge da 90W per ripristini fulminei. Anche sotto stress da uso intensivo, tra sessioni di gaming prolungate e acquisizione video in 4K, la batteria BlueVolt dimostra una buona resilienza, mantenendo temperature d'esercizio stabili e una curva di scarica lineare che scongiura cali improvvisi di performance.    Il comparto audio non è da meno, offrendo un’esperienza sonora immersiva e cristallina che eleva la fruizione dei contenuti multimediali e la registrazione professionale in 4K Dolby Vision. Grazie ad algoritmi avanzati di soppressione del rumore e a una spazialità del suono ottimizzata, ogni riproduzione fedele trasporta l’utente al centro dell’azione, completando il profilo multimediale di alto livello del dispositivo. Il vivo X300 Pro non si limita a eccellere in un singolo ambito, ma si impone come un ecosistema tecnologico maturo, i cui rari punti deboli sono individuabili quasi esclusivamente in una soglia di prezzo elevata, che ne potrebbe limitare l'accessibilità a una nicchia di professionisti e appassionati, e in una batteria che, per quanto ottimizzata, avrebbe potuto beneficiare di una capacità ancora più generosa. Tuttavia, la perfetta simbiosi tra l'ingegneria ottica di ZEISS e la potenza del silicio lo consacra come lo strumento definitivo per chi cerca l'avanguardia senza compromessi, ridefinendo gli standard di ciò che uno smartphone ultra-premium deve essere nel 2026.     
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Per Hyundai un 2026 di resilienza aspettando l'offensiva di prodotto che cambia tutto

(Adnkronos) - “Il 2026 per Hyundai, in Italia ma non solo, sarà un anno di transizione e di resilienza: l’obiettivo, anche senza lanci di modelli di volume, è di confermare gli stessi numeri del 2025 puntando sulla nostra squadra, su una rete rinnovata e su una gamma estremamente estesa”. Così Francesco Calcara, Presidente & CEO di Hyundai Italia, sintetizza l’approccio del brand in un 2026 che offrirà la presentazione dell'hatchback Ioniq 3, aspettando la ‘grande offensiva’ di prodotto che “in 18 mesi vedrà il lancio di 7 modelli, di cui 6 completamente nuovi”. Un rilancio che andrà “al cuore del mercato italiano” perché proporrà non solo “nuovi importanti modelli di segmento B ma anche motorizzazioni full hybrid e un nuovo linguaggio stilistico 'Art of Steel' che, sia nel design esterno che in quello interno, creerà un forte family feeling aumentando la riconoscibilità del Brand”. “Entro fine 2027 – ha aggiunto - tutti i modelli Hyundai proposti in Europa offriranno almeno una motorizzazione full-hybrid o 100% elettrica” In una tavola rotonda informale Calcara ha ricordato il lavoro di efficienza portato avanti nel 2025 quando “in Italia dei circa 100 operatori della rete ne sono stati rinnovati solo 60, e altri 20 nuovi sono entrati, mantenendo però la stessa capillarità sul territorio”. “Questo – ha aggiunto - si traduce in maggiore sostenibilità economica per i concessionari, e migliori standard per i clienti. All’orizzonte non c’è nessun contratto di agenzia, il dealer rimarrà una figura centrale del nostro modello di business” Per l’anno in corso – dopo il +50% messo a segno nel 2025, ma partendo da livelli piuttosto bassi - Calcara anticipa una accelerazione sul mercato delle Flotte, “un canale sano che rappresenta circa un terzo dei volumi in Italia, e sul quale abbiamo un nuovo team di Hyundai Italia: tutti i nostri dealer diventano Fleet Business Center con personale dedicato al B2B mentre da gennaio Arval è diventato il nuovo partner per la white label Hyundai Renting”. Sul fronte alimentazioni il numero uno di Hyundai Italia ha evidenziato il contributo dell’elettrico puro che nel 2025 ha registrato volumi cresciuti di tre volte sull’anno precedente mentre “il Full Hybrid ha raggiunto il 27% del mix di vendita (contro il 13% del mercato) con solo 3 modelli in gamma, peraltro”. Ma aspettando l’evoluzione dell’idrogeno (la Nuova Nexo arriverà in Italia in primavera) per Calcara il marchio coreano vuole “sfruttare ulteriormente nel 2026 anche il Gpl, ampliando la gamma con collaborazioni nazionali per l’installazione degli impianti. Ma Calcara pone anche l’accento sulla necessità di “raccontare il brand, come bbiamo iniziati a fare con una nuova strategia di comunicazione e marketing, così da colmare il divario tra l’elevata qualità reale del prodotto e la percezione del cliente nei confronti del brand”. “Non vogliamo l’effetto ‘WOW’ quando un cliente entra in una delle nostre auto perché se si stupisce, significa che la sua aspettativa sul nostro marchio è troppo bassa. La qualità Hyundai deve diventare la norma attesa, non una sorpresa”. Un marchio che, peraltro, ha ‘molto da raccontare’, vista la “profondità industriale del gruppo Hyundai, che va dalla produzione interna di acciaio alla logistica fino all’eccellenza tecnologica come la robotica avanzata con Boston Dynamics o con il Robotics LAB”. “Questo lavoro sul Brand – osserva Calcara - in Italia ha già dato i suoi primi frutti, con un risultato notevole considerando il breve periodo: Hyundai nel nostro paese ha compiuto un balzo significativo come percepito da parte dei clienti, passando dalla 12ª all'8ª posizione”. Per questo, sottolinea il manager, “Hyundai non intende inseguire al ribasso i prezzi dei brand ultra-mainstream”.”La partita del futuro – conclude - si giocherà sul valore”.
 
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Fiere: dall'estetica al benessere consapevole, nella Capitale al via Roma International Estetica

(Adnkronos) - Un comparto in crescita, strategico per l’economia nazionale e con un forte radicamento territoriale nel Lazio. È in questo contesto che, da domani al 9 febbraio, Fiera Roma organizza la 18ª edizione di 'Roma International Estetica', uno degli appuntamenti di riferimento per il mondo della bellezza professionale, del benessere e delle medical aesthetics, capace di mettere in relazione imprese, operatori, ricerca e formazione. Secondo l’ultimo Rapporto annuale di Cosmetica Italia, l’industria cosmetica italiana ha chiuso il 2024 con un valore di produzione pari a 16,5 miliardi di euro, in crescita del 9,1%, con un’incidenza sul Pil nazionale prossima al 2%. Un risultato trainato soprattutto dall’export, che rappresenta ormai quasi il 48% della produzione complessiva e ha superato i 7,9 miliardi di euro (+12%), portando la bilancia commerciale a 4,7 miliardi di euro. Solida anche la domanda interna, con i consumi che hanno raggiunto i 13,4 miliardi di euro (+6,9%). Nel complesso, il sistema economico della cosmetica, che include produzione, filiera a monte e distribuzione, genera un fatturato pari a 41,2 miliardi di euro e un valore aggiunto di 30,8 miliardi, equivalente al 2,6% del valore aggiunto manifatturiero nazionale. Rilevante anche l’impatto occupazionale: l’intera filiera cosmetica in Italia coinvolge circa 440.000 addetti, confermandosi come uno dei comparti più dinamici in termini di occupazione. In questo scenario, il Lazio riveste un ruolo di primo piano, posizionandosi al secondo posto in Italia per quota di fatturato del settore, con il 7,6% del totale nazionale, e al sesto posto per numero di imprese cosmetiche, con una quota del 5,5%. A livello locale, i dati della Camera di Commercio di Roma indicano circa 12.000 operatori della bellezza attivi sul territorio di Roma e provincia, di cui il 60% acconciatori e il 40% estetiste, a conferma del peso economico e occupazionale del comparto nella Capitale. È proprio da questa base che nasce e si sviluppa 'Roma International Estetica', evento B2B che intreccia esposizione commerciale, innovazione tecnologica, formazione certificata e divulgazione scientifica. L’edizione 2026 pone al centro l’evoluzione dell’estetica professionale verso un approccio sempre più scientifico, medical-oriented e consapevole, con un’ampia presenza di tecnologie avanzate per la cura di viso e corpo, presentate attraverso dimostrazioni e trattamenti dal vivo. Cuore culturale della manifestazione è il programma formativo articolato nelle tre aree 'RIEHello', 'RIEOlos' e 'RIEAcademy', che affrontano temi legati a salute, prevenzione, benessere psicofisico, sicurezza e responsabilità professionale, con il contributo di medici, ricercatori e formatori di alto profilo. Accanto all’offerta espositiva e formativa, Roma International Estetica rinnova anche il suo impegno sul fronte della prevenzione, offrendo al pubblico screening gratuiti su prenotazione: dall’esame baropodometrico alle consulenze chinesiologiche, nutrizionali e fisioterapiche, fino agli approfondimenti multidisciplinari su pavimento pelvico e lipedema. Le prenotazioni sono disponibili via mail all’indirizzo screening@romainternationalestetica.it. Con il concept 'Identità Futura', Roma International Estetica 2026 si propone come osservatorio privilegiato su un settore in forte trasformazione, capace di coniugare crescita economica, occupazione, innovazione e benessere, rafforzando il ruolo di Roma e del Lazio come hub strategico della bellezza professionale in Italia. 
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