Terremoti e vulcani: intesa scientifica tra Italia e Giappone
(Adnkronos) - L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e il National Research Institute for Earth Science and Disaster Resilience (NIED) del Giappone hanno siglato un Memorandum di Cooperazione (MoC) volto a potenziare la ricerca scientifica e l'efficacia tecnologica nella difesa dai disastri ambientali.
L'intesa, sottoscritta dai presidenti Fabio Florindo e Kaoru Takara, coinvolge direttamente il Ministero degli Affari Esteri (MAECI) e il Ministero giapponese della Scienza (MEXT), delineando un asse strategico tra due delle nazioni tecnologicamente più avanzate nello studio dei fenomeni endogeni. Il fulcro dell'accordo risiede nello scambio sistematico di informazioni e nello sviluppo di attività di ricerca nei settori della sismologia, della vulcanologia e degli studi ambientali. La cooperazione prevede l'integrazione di flussi di dati provenienti dalle rispettive reti di monitoraggio, permettendo la creazione di modelli predittivi più precisi grazie alla condivisione di competenze interdisciplinari. La componente "Tech" dell'accordo si manifesta attraverso la realizzazione di esperimenti di laboratorio ad alta tecnologia e programmi di formazione avanzata. L’obiettivo è lo sviluppo di algoritmi e sistemi di allerta precoce che contribuiscano alla resilienza delle infrastrutture civili e allo sviluppo sostenibile del territorio. L’approccio sinergico tra Italia e Giappone mira a trasformare le evidenze scientifiche in strumenti operativi. "Questa partnership consolida un approccio sinergico nelle importanti attività di scambio e di condivisione nell’ambito delle geoscienze, rafforzando una significativa collaborazione scientifica tra Italia e Giappone", ha dichiarato il Presidente dell’INGV, Fabio Florindo. La ricerca scientifica viene qui intesa come un’infrastruttura di sicurezza per le comunità. Attraverso la diffusione di nuove teorie e tecnologie, il MoC punta a ridurre l'impatto dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche, valorizzando il dato tecnico come strumento di tutela sociale. L'impegno congiunto di INGV e NIED conferma che la prevenzione dei rischi naturali nel 2026 passa inevitabilmente per l'interoperabilità dei sistemi di calcolo e la cooperazione globale tra centri di eccellenza. Immagine di cover: Il Presidente dell'INGV, Fabio Florindo, e il Presidente del NIED, Kaoru Takara, firmano il MoC.
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Silent Hill: Townfall, l’orrore psicologico si sposta in Scozia nel 2026
(Adnkronos) - Konami e Annapurna Interactive hanno ufficializzato l'uscita di Silent Hill: Townfall, confermando l'arrivo del titolo per il 2026 su PlayStation 5 e PC. Dopo il misterioso teaser d'esordio risalente al 2022, il progetto firmato dallo studio Screen Burn Interactive si è mostrato con nuovi dettagli che definiscono i contorni di un'esperienza horror psicologica completa e autoconclusiva. L’ambientazione abbandona le location classiche per spostarsi nel contesto freddo e isolato della Scozia, cercando di evolvere i canoni della serie pur mantenendo intatti i temi cardine legati al mistero, alla tragedia personale e al senso di perdita. La narrazione vede come protagonista Simon Ordell, un uomo richiamato sull'isola di St. Amelia con l'oscuro compito di rimediare a non meglio precisati errori del passato. Al suo arrivo, Simon trova una cittadina spettrale, immersa in una fitta nebbia e apparentemente priva di vita, ma percorsa da presenze inquietanti. Gli unici oggetti in suo possesso sono una sacca per flebo e un braccialetto medico identificativo, elementi che suggeriscono un legame clinico o traumatico con gli eventi in corso. L'unico strumento di guida in questo scenario desolato è rappresentato dalle voci provenienti da un vecchio televisore portatile a tubo catodico, recuperato durante il tragitto. Il gameplay, adottando interamente la prospettiva in prima persona, punta su un'esplorazione carica di tensione e su un sistema di sopravvivenza basato su risorse limitate. I giocatori dovranno gestire con estrema cautela un set ridotto di armi e strumenti, tra cui spicca proprio la piccola CRTV, utilizzata per sintonizzarsi su segnali instabili e decifrare indizi ambientali. La struttura dell'opera alterna fasi di evasione furtiva a combattimenti frenetici, integrando enigmi narrativi volti a ricostruire i frammenti di una verità sepolta che Simon è costretto a far riemergere per comprendere la propria connessione con gli abitanti dell'isola.
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Konami annuncia Metal Gear Solid Master Collection Vol. 2
(Adnkronos) - Konami ha rimosso l'ultimo velo di incertezza sul futuro della saga creata da Hideo Kojima, annunciando ufficialmente Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2. L'aspetto più rilevante dell'operazione riguarda la pubblicazione di Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots, un titolo che per quasi due decenni è rimasto confinato all'architettura di PlayStation 3 e che ora si prepara al debutto su PlayStation 5, Xbox Series, PC e sulle piattaforme Nintendo, inclusa la nuova generazione di Switch. La data di uscita è stata fissata per il 27 agosto, confermando la volontà del publisher di rendere accessibile l'intera cronologia della serie sui sistemi contemporanei. L'offerta ludica si estende oltre il quarto capitolo numerato, integrando la versione HD Collection di Metal Gear Solid: Peace Walker, che manterrà le funzionalità multigiocatore online per un massimo di sei utenti. A completare il pacchetto compare Metal Gear: Ghost Babel, storica incursione del brand in ambito portatile, insieme a una vasta dotazione di materiali supplementari. Tra questi figurano i volumi digitali contenenti sceneggiature e approfondimenti tecnici, oltre alla colonna sonora ufficiale. La gestione dei contenuti extra avverrà tramite un menu interno dedicato, consolidando la formula antologica già proposta nel volume precedente.
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Sony annuncia il remake della trilogia originale di God of War
(Adnkronos) - Sony Interactive Entertainment e Santa Monica Studio hanno ufficializzato lo sviluppo di God of War Trilogy Remake, un progetto destinato a portare su PlayStation 5 le prime tre storiche avventure della serie. L'operazione mira a ricostruire integralmente i titoli che hanno definito il genere action nei primi anni Duemila, garantendo un aggiornamento tecnico agli standard della console attuale. Un elemento di particolare rilievo per la fedeltà all'opera originale riguarda il coinvolgimento di TC Carson, il doppiatore storico di Kratos, che tornerà a interpretare il protagonista dopo anni di assenza. Nonostante la rilevanza dell'annuncio, il publisher non ha ancora indicato una finestra di lancio precisa per la raccolta. La chiusura dello State of Play di febbraio 2026 ha inoltre riservato una sorpresa con il debutto immediato di God of War: Sons of Sparta, un nuovo capitolo già disponibile sulla piattaforma Sony. Il titolo, sviluppato in collaborazione con Mega Cat Studios, si distacca dalla formula tridimensionale per abbracciare una struttura da action platformer in 2D. La trama si inserisce nel canone ufficiale della saga e approfondisce gli anni della giovinezza di Kratos, focalizzandosi sul durissimo addestramento dell'Agoge vissuto insieme al fratello Deimos. Il sistema di gioco permette di sperimentare le abilità marziali del futuro generale spartano attraverso l'uso di lancia e scudo, integrando meccaniche legate all'utilizzo dei manufatti divini noti come Doni dell'Olimpo per affrontare le diverse minacce del mondo mitologico.
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Edison punta su profili tecnici e lancia programma High technological knowledge
(Adnkronos) - Edison investe nel valore dei profili tecnici specialistici e lancia High technological knowledge program (Htk), un programma di formazione, inserimento in azienda e crescita professionale per gli studenti e diplomati degli Its academy. In questo modo Edison punta ad attrarre e sviluppare giovani con profili tecnico-professionali che sono essenziali per l’implementazione del piano di sviluppo strategico dell’azienda, lavorando sul gap quantitativo e qualitativo che sussiste tra le competenze richieste dalla filiera industriale del settore energetico e quelle prodotte dai percorsi scolastici. “Edison ha scelto di investire nelle filiere tecnico-professionali, riconoscendo e promuovendo il valore della formazione tecnica come leva strategica per la crescita del Gruppo. Una scelta che rivaluta le professioni tecniche-operative come asset chiave per la transizione energetica e per l’innovazione del Paese”, ha commentato Giorgio Colombo, executive vice president hr e Ict di Edison. “L’investimento nella formazione tecnico professionale, attraverso i nuovi percorsi Its academy o quelli ordinamentali 4+2 recentemente lanciati con le filiere formative - ha spiegato - offre ai futuri diplomati elevate opportunità di impiego in linea con il percorso di studi e ben retribuite. Per questo abbiamo lanciato un programma specifico rivolto a questi profili che inizia con l’orientamento nelle scuole e si completa con un inserimento a tempo indeterminato ben retribuito e integrato con un robusto programma di welfare. Per il successo del programma, lavoriamo per costruire e consolidare partnership strategiche con il mondo dell’istruzione, creando ecosistemi finalizzati allo sviluppo di filiere formative strettamente connesse al tessuto economico-industriale del territorio. Da anni lavoriamo in questa direzione, a partire dal rilancio dei percorsi di formazione professionale rivolti ai giovani dopo le scuole medie attraverso l’iniziativa Scuola dei mestieri dell’energia; ora, con il nuovo programma, completiamo il nostro investimento per rilanciare la formazione tecnico-professionale”. Il nuovo programma, attivo dal 1° gennaio 2026, si rivolge ai giovani futuri diplomandi e neo-diplomati Its academy e propone un’offerta sistemica e strutturata che mira ad accompagnare i giovani lungo l’intero ciclo professionale, dalla fase di orientamento e formazione fino all’ingresso in azienda ed al successivo sviluppo di carriera. Grazie alle solide partnership attivate con gli Its academy, che coinvolgono i manager Edison, impegnati direttamente nei percorsi di orientamento e formazione, l’azienda offre ai ragazzi gli strumenti per trasformare il loro percorso di studi in un’opportunità di impiego, attraverso stage curricolari retribuiti già integrati nel programma didattico e, una volta conseguito il diploma, un impiego a tempo indeterminato. Per i neoassunti provenienti dagli Its academy Edison ha poi messo a punto uno specifico percorso di sviluppo della durata di 5 anni che si articola in un piano formativo per completare e migliorare ulteriormente le proprie competenze, accompagnato dalla prospettiva di una crescita retributiva che valorizza impegno e risultati raggiunti. Inoltre, l’azienda incoraggia e supporta i giovani lavoratori che intendono riprendere il percorso di studi iscrivendosi all’Università, attraverso orari di lavoro flessibili ed un contributo di 1500 euro per il sostegno agli studi per due anni. Con il programma High technological knowledge Edison ha individuato circa 30 opportunità di profili professionali impiegabili in azienda, in particolare nella filiera delle rinnovabili (per la manutenzione e gestione di impianti industriali eolici, fotovoltaici e idroelettrici), e nella filiera dell’efficienza energetica (per l’installazione, manutenzione e gestione degli strumenti di efficientamento energetico, sia per autoconsumo che per comunità energetiche). Il programma mira ad attrarre giovani per la realizzazione del piano strategico aziendale, che prevede l’inserimento di 300 nuove risorse all’anno, di cui circa il 50% composto da neodiplomati e neolaureati con profili tecnici altamente formati, impiegati nei diversi territori in cui la società sviluppa il proprio piano di investimenti. Un’opportunità concreta, per i giovani che lo desiderano, di trovare impiego negli stessi luoghi in cui abitano e studiano, generando valore economico e sociale anche per le comunità territoriali, a partire dall’indotto delle imprese partner. L’impegno di Edison nella costituzione dei lavori dell’energia si esplica già nelle Scuola dei mestieri dell’energia, in partnership con Aforisma, un progetto formativo dedicato sia ai diplomati delle scuole secondarie di I grado sia a quelli che hanno terminato la scuola secondaria di II grado. Il progetto, avviato in Puglia e in Sicilia, mira a creare opportunità concrete di formazione e lavoro per i giovani che vogliano acquisire una qualifica di formazione professionale riconosciuta e spendibile nel mercato del lavoro dell’energia. L’obiettivo è garantire opportunità di futuro reali, nel Gruppo Edison, nelle aziende partner, nelle imprese locali che partecipano alla formazione professionale dei giovani, dando loro gli strumenti necessari per inserirsi con facilità all’interno del mondo del lavoro. L’High technological knowledge program nasce all’interno di un piano più ampio che vede Edison impegnata in iniziative volte all’attraction, retention e valorizzazione delle nuove generazioni. Ne sono esempi il Company social housing, un supporto abitativo che offre ai giovani neoassunti la possibilità di vivere in una casa propria in prossimità della sede di lavoro, con un affitto calmierato che non supera un terzo della retribuzione netta mensile. O anche la Young community, un percorso di 36 mesi caratterizzato da momenti di formazione trasversali su competenze prevalentemente 'soft' e sui temi dell’energia. L’azienda garantisce inoltre un ampio programma di welfare e people care 'Edison per te' che contribuisce in maniera diretta alla sostenibilità sociale dei comportamenti aziendali.
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Turismo, delegazione di Valladolid a Roma presenta la sua 'Semana Santa'
(Adnkronos) - L’Ufficio spagnolo del Turismo, nel suo centro multimediale interattivo di piazza di Spagna a Roma, ha accolto una delegazione istituzionale di Valladolid, per la presentazione della Settimana Santa che si svolge nella città castigliana. La 'Semana Santa' di Valladolid è una delle celebrazioni religiose e culturali più importanti della Spagna ed è stata la prima a essere dichiarata di 'Interesse turistico internazionale' nel 1980. Ad animarla un insieme di atti liturgici popolari, celebrati nelle strade e nelle piazze, che permettono al visitatore di sperimentare la profonda religiosità di radice castigliana, austera e solenne, nel contesto unico del centro storico della capitale castigliana. Venti confraternite - associazioni popolari di uomini e donne di ogni età e condizione sociale, con circa 25.000 membri - sfilano per la città accompagnando i carri processionali, che a Valladolid rappresentano un autentico 'Museo a cielo aperto' grazie alle sculture realizzate dai più grandi scultori castigliani, la maggior parte intagliate nel XVI-XVII secolo, da Gregorio Fernández a Juan de Juni. A presentare a Roma questa solenne manifestazione religiosa e culturale il sindaco di Valladolid e senatore, Jesús Julio Carnero, il presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, Luis Argüello, il presidente della Deputazione Provinciale di Valladolid, Conrado Íscar, il presidente della Junta de Cofradías della Settimana Santa di Valladolid, Miguel Vegas, il direttore di Turismo di Valladolid, Juan Manuel Guimerans, e il direttore del’Ufficio Spagnolo del Turismo, Gonzalo Ceballos. Oltre alle solenni processioni, il cui culmine si raggiunge il Venerdì Santo nella cosiddetta 'Processione generale', con un percorso completo di oltre cinque ore, la Settimana Santa di Valladolid offre al visitatore un’atmosfera vibrante, arricchita non solo da eventi di carattere religioso, come il Sermone delle Sette Parole nella centrale Plaza Mayor, ma anche da un’ampia proposta di visite guidate ed esposizioni. Il viaggiatore interessato a conoscere Valladolid in occasione della Settimana Santa avrà inoltre l’opportunità di godere di altre grandi attrazioni, come la ricca gastronomia offerta nei suoi bar e ristoranti, incluse le rinomate 'tapas', promosse durante tutto l’anno in vista dei Concorsi nazionale e mondiale che si tengono in città da anni, e gli eccellenti vini di denominazioni di primo livello come Ribera del Duero, Rueda, Toro o Cigales, considerati tra i più prestigiosi di Spagna. La Spagna è uno dei principali riferimenti della Cristianità, con tre delle cinque Città Sante: Santiago de Compostela, Santo Toribio de Liébana e Caravaca de la Cruz. "Uno dei modi più autentici per scoprire la Spagna - ha sottolineato Gonzalo Ceballos - è attraverso le sue celebrazioni religiose, soprattutto la Settimana Santa, vissuta con grande intensità e partecipazione popolare. Questo tipo di esperienze sono al centro della nuova campagna internazionale 'Think you know Spain? Think again', che mira alla promozione del turismo slow in destinazioni meno note. In Spagna ci sono 43 manifestazioni religiose dichiarate d’interesse turistico internazionale, delle quali 20 corrispondono a Settimane Sante, a testimonianza del loro straordinario valore culturale, storico e spirituale”.
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Studio italiano, 'la Sma colpisce dall'embrione, cruciali screening e cure precoci'
(Adnkronos) - La Sma, atrofia muscolare spinale, colpisce il sistema nervoso centrale molto prima di quanto si pensasse, già nelle primissime fasi dello sviluppo embrionale. E' la scoperta di uno studio italiano pubblicato su 'Nature Communications', frutto di una collaborazione tra i gruppi di ricerca del Centro Dino Ferrari dell'università Statale di Milano, di Humanitas University e della Fondazione Irccs Ca' Granda ospedale Maggiore Policlinico, con il contributo della Columbia University di New York. Per gli autori il lavoro ribalta la visione tradizionale della Sma come malattia esclusiva dei neuroni del movimento, conferma l'importanza dello screening neonatale e apre nuove prospettive terapeutiche. La ricerca è stata coordinata da Stefania Corti, professoressa di Neurologia all'università degli Studi di Milano e direttrice Ssd Malattie neuromuscolari e rare del Policlinico, e da Simona Lodato, professoressa di Anatomia umana presso Humanitas University e group leader del laboratorio di Neurosviluppo dell'Irccs Istituto clinico Humanitas. Utilizzando organoidi, strutture tridimensionali derivate da cellule di pazienti che riproducono in miniatura il tessuto nervoso, le due scienziate e i loro team hanno potuto osservare cosa accade nel sistema nervoso dei pazienti sin dalle prime fasi del suo sviluppo. "Abbiamo scoperto che la carenza di Smn, proteina fondamentale per il funzionamento dei motoneuroni e la cui mancanza è causa diretta della Sma, non danneggia solo i motoneuroni maturi, ma altera profondamente i programmi di differenziamento già a livello dei progenitori neurali", spiega Corti. "Questo significa che la malattia inizia molto prima della comparsa dei sintomi, e rafforza l'importanza cruciale dello screening neonatale e del trattamento precoce", sottolinea la docente. "Gli organoidi ci hanno aperto una finestra su processi biologici finora inaccessibili - aggiunge Lodato - Per la prima volta abbiamo potuto seguire in tempo reale come la mancanza di Smn comprometta le traiettorie di sviluppo neuronale, creando una sorta di 'blocco' nella maturazione delle cellule. Questi strumenti sono preziosi non solo per comprendere i meccanismi della malattia, ma anche per testare nuove strategie terapeutiche in un contesto umano". Le analisi di sequenziamento a singola cellula di queste complesse strutture tridimensionali che ricapitolano importanti step del differenziamento neuronale e della formazione di reti funzionali - descrive una nota - hanno rivelato alterazioni diffuse che coinvolgono diverse popolazioni neuronali, al di là dei già centrali motoneuroni, mentre le registrazioni elettrofisiologiche hanno evidenziato una ipereccitabilità anomala sia negli organoidi spinali che cerebrali, dimostrando che le disfunzioni si estendono all'intero sistema nervoso centrale. Lo studio ha inoltre dimostrato che un trattamento precoce con oligonucleotidi antisenso ottimizzati per la biodistribuzione, capaci di aumentare i livelli di proteina Smn, è in grado di correggere sia i difetti morfologici sia quelli funzionali precoci, ripristinando i normali pattern di attività elettrica e riducendo significativamente la morte cellulare che determina le forme di neurodegenerazione dei giovani affetti da Sma. Un risultato che fornisce una solida base scientifica per l'importanza dell'intervento terapeutico tempestivo. L'atrofia muscolare spinale rimane una delle principali cause genetiche di morte infantile, ma le terapie approvate negli ultimi anni hanno radicalmente cambiato la prognosi dei pazienti, ricordano gli esperti. Questo studio aggiunge "un tassello fondamentale alla comprensione dei meccanismi alla base della malattia, indicando che i benefici maggiori si ottengono quando il trattamento inizia prima che i danni al sistema nervoso diventino irreversibili, idealmente in fase presintomatica, grazie anche allo screening neonatale". La pubblicazione - si legge nella nota - rappresenta il coronamento di anni di lavoro congiunto tra istituzioni che costituiscono l'eccellenza della neurologia e delle neuroscienze italiane. Il Centro Dino Ferrari dell'università degli Studi e del Policlinico di Milano è da decenni un punto di riferimento internazionale per le malattie neuromuscolari; l'univeristà Statale di Milano ha contribuito in modo determinante allo sviluppo di modelli innovativi di malattia, inclusi gli organoidi utilizzati in questo studio, e alla definizione di nuovi approcci terapeutici per la Sma; Humanitas University e l'Irccs Istituto clinico Humanitas hanno sviluppato una expertise riconosciuta nella biologia dello sviluppo del sistema nervoso e nell'impatto che questa possa avere in malattie neurodegenerative; la Fondazione Irccs Ca' Granda ospedale Maggiore Policlinico garantisce quel continuum tra ricerca e clinica che permette di tradurre le scoperte scientifiche in benefici concreti per i pazienti.
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Giustizia, Cni: "Le competenze di migliaia ingegneri ogni giorno a servizio della magistratura"
(Adnkronos) - "Ogni giorno, migliaia di ingegneri italiani mettono le proprie competenze al servizio della magistratura. Lo fanno come consulenti tecnici d'ufficio, come periti, come esperti chiamati a fornire risposte certe a domande complesse. Quando un giudice deve accertare le cause di un crollo strutturale, valutare la congruità di un appalto, ricostruire la dinamica di un sinistro, analizzare le tracce digitali di un reato informatico, è all'ingegnere che si rivolge. E' sulla solidità del nostro lavoro tecnico che si fonda, in moltissimi casi, il ragionamento giuridico che porta alla sentenza". A dirlo oggi, Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni, intervenendo alla 1ª Giornata nazionale dell'ingegneria forense', in corso a Roma. Un momento di confronto essenziale tra i professionisti dell'ingegneria, il mondo della giustizia e le istituzioni, dedicato a esplorare il ruolo strategico della consulenza tecnica nei procedimenti giudiziari. "Il lavoro dell'ingegnere forense - sottolinea - non è semplicemente un servizio tecnico: è un atto di responsabilità civile. Professionisti che ogni giorno mettono le proprie competenze al servizio della giustizia, spesso in condizioni non facili, con compensi che non sempre riflettono la complessità e la responsabilità degli incarichi affidati. Chi accetta un incarico di consulenza per l'autorità giudiziaria sceglie di dedicare il proprio tempo e le proprie competenze a un'attività di natura pubblicistica, il cui fine ultimo è la tutela dei diritti dei cittadini. E' un impegno che si assume nella consapevolezza che le proprie conclusioni potranno incidere su patrimoni, su responsabilità, talvolta su destini personali e familiari. In questo senso, l'ingegneria forense rappresenta forse una delle espressioni più alte del ruolo sociale della nostra professione. Noi ingegneri siamo abituati a pensare in termini di sicurezza, di affidabilità, di rigore. Quando questi principi entrano nel processo, diventano garanzia di giustizia. Garanzia che l'accertamento dei fatti poggi su basi scientifiche solide, che la verità tecnica emerga con chiarezza, che il cittadino possa confidare in un sistema dove competenza e imparzialità camminano insieme". "Fino al 2023 - riferisce Carla Cappiello, vicepresidente vicario del Cni - ogni tribunale d'Italia gestiva i propri registri di consulenti tecnici e periti. La somma di quei registri contava circa 183 mila iscritti. Con l'istituzione del portale Albo ctu un passo avanti importante verso la trasparenza e la tracciabilità degli incarichi che il Cni ha fortemente sostenuto, si è reso necessario un nuovo processo di iscrizione. Il transito non è stato automatico: ogni professionista ha dovuto ripresentare domanda, e molti, per ragioni diverse, non lo hanno fatto. Oggi il portale conta circa 69 mila iscritti. E' vero che una parte di quella differenza è fisiologica, legata a professionisti che di fatto non esercitavano più. Ma anche depurando il dato dalle dispersioni amministrative, il quadro che ne emerge è preoccupante: siamo di fronte a un patrimonio di competenze che si sta assottigliando, e in alcune realtà territoriali la situazione è già critica". "Le ragioni di questo calo - avverte - sono di duplice natura: economica e simbolica. La dimensione economica è la più evidente. I compensi dei consulenti tecnici d'ufficio sono ancorati a tabelle del 2002, che a loro volta riflettono parametri concepiti ancora prima. In oltre vent'anni hanno perso più del 40% del loro valore reale. Un professionista qualificato, con anni di formazione e di esperienza, prima o poi si chiede se abbia senso mettere le proprie competenze al servizio della giustizia a condizioni che non riconoscono né la complessità del lavoro né la responsabilità che esso comporta". "Non è una questione corporativa - rimarca - se i colleghi vengono progressivamente allontanati dall'attività di ctu perché economicamente insostenibile, a farne le spese sarà la qualità delle perizie e, in ultima analisi, il cittadino che attende una giustizia fondata su accertamenti tecnici affidabili. Ma c'è una seconda dimensione, meno visibile e forse più insidiosa: il mancato riconoscimento del valore stesso della funzione. Le tabelle tariffarie attuali non contemplano neppure intere aree di attività in cui oggi il ctu è chiamato a operare. L'informatica forense non esisteva quando quelle tabelle furono scritte. L'analisi di dispositivi mobili, la fonica forense, le valutazioni di cybersecurity, la ricostruzione di evidenze digitali: sono alcune delle specializzazioni che richiedono competenze sofisticate e strumentazione avanzata, eppure il sistema le ignora". "In assenza di parametri specifici - continua Carla Cappiello, vicepresidente vicario del Cni - il giudice è costretto a liquidare queste prestazioni con il criterio residuale delle vacazioni. Il messaggio che ne deriva è chiaro, anche se involontario: queste competenze non contano abbastanza da meritare una voce propria. E quando un sistema non riconosce formalmente il valore di ciò che chiede, non può sorprendersi se chi lo possiede smette di offrirlo. Il rischio, concreto e documentato, è che la giustizia italiana perda progressivamente l'accesso a competenze tecniche qualificate proprio nel momento in cui ne ha più bisogno: un'epoca in cui le cause si fanno più complesse, le tecnologie più sofisticate, le responsabilità più intricate". "Sul piano normativo ed economico - ricorda - abbiamo avanzato al Ministero della Giustizia una proposta articolata di riforma che include l'aggiornamento dei compensi, l'introduzione di voci tariffarie per le nuove specializzazioni, l'eliminazione dei tetti massimi ormai anacronistici, tempi certi per la liquidazione. E su questo terreno registriamo un'interlocuzione parlamentare che ci dà fiducia. I tre disegni di legge presentati dal senatore Marco Silvestroni affrontano nodi cruciali: la formazione obbligatoria per i ctu, i tempi certi di liquidazione con il vincolo di solidarietà tra le parti, il superamento del legame tra compenso e prezzo di aggiudicazione nelle esecuzioni immobiliari. Sono interventi concreti, che rispondono a problemi reali, e che abbiamo sostenuto con convinzione nell'audizione in Commissione Giustizia al Senato dello scorso aprile". "Ringrazio anche - afferma - il deputato Marta Schifone: il Parlamento, con la legge sull'equo compenso di cui l'onorevole è stata relatrice, ha sancito un principio che consideriamo fondamentale: il lavoro intellettuale del professionista ha diritto a una remunerazione dignitosa. Quel principio non può valere solo nel rapporto con i committenti privati e la pubblica amministrazione; deve valere anche quando il professionista mette le proprie competenze al servizio della giustizia come ausiliario del giudice, ancorché resti inscalfibile la natura pubblicistica della funzione. E' una questione di coerenza dell'ordinamento, prima ancora che di tutela della categoria". "L'ingegnere forense - commenta - non può essere semplicemente un buon tecnico prestato alla giustizia. Deve possedere una doppia competenza - tecnica e giuridica - che oggi il nostro sistema formativo non garantisce in modo strutturato. Un ctu che non padroneggia le regole del contraddittorio, che non conosce le forme del verbale, che non ha chiara la portata processuale dei propri atti, rischia di produrre un lavoro tecnicamente impeccabile ma proceduralmente inutilizzabile. Accade e quando accade il danno ricade sulle parti che attendono giustizia". "C'è poi un aspetto - chiarisce Carla Cappiello, vicepresidente vicario del Cni - che molti colleghi sottovalutano. Il ctu, nel momento in cui accetta l'incarico, si assume responsabilità civili e penali di notevole portata, con conseguenze reali che richiedono una consapevolezza professionale che solo una formazione mirata può garantire. Per questo il Cni sta lavorando a una proposta che consideriamo strategica: rendere la formazione specifica per l'ingegneria forense obbligatoria e certificata". "Non un generico aggiornamento professionale - fa notare - ma percorsi strutturati che costruiscano quella doppia competenza oggi lasciata all'iniziativa individuale. Uno dei disegni di legge del Senatore Silvestroni prevede proprio la formazione iniziale obbligatoria e l'aggiornamento periodico triennale per i ctu: è la conferma che questa esigenza è avvertita anche dal legislatore". "L’ingegneria forense - ricorda il senatore Marco Silvestroni - è una disciplina spesso lontana dai riflettori ma senza di essa la giustizia non può funzionare. I ctu (consulenti tecnici d'ufficio) non sono una componente accessoria ma strutturale. Tuttavia, a fronte di grandi responsabilità che sono chiamati ad assumere, sovente godono di scarse tutele, come ad esempio per la questione delle tariffe". "In questo senso - spiega - ho ritenuto di dover presentare tre ddl che accolgono alcuni principi fondamentali quali il rispetto dei tempi di liquidazione dei compensi e la questione del rapporto tra compenso del professionista e valore della controversia. Ad esempio, in merito alle esecuzioni immobiliari il compenso deve andare in accordo col valore di stima e non con quello della vendita". "Poi - sottolinea - c’è il tema determinante delle competenze professionali che non possono non comprendere anche la conoscenza delle regole processuali. In questo senso è necessario un percorso di formazione per l’accesso all’Albo dei ctu e un sistema di aggiornamento periodico. In sintesi, vorrei dire che rafforzare l’ingegneria forense significa rafforzare la giustizia italiana”. L'ultima sessione è stata dedicata all’annosa questione delle tariffe. Tra le altre cose, la discussione ha approfondito le esigenze manifestate sul tema dai professionisti, anche sulla base dell’ascolto degli ordini territoriali e della valutazione delle situazioni vigenti in altri paesi europei, il tutto sfociato poi nell’interlocuzione istituzionale. Attualmente il ddl 1068 introduce misure di equità sostanziale, come tempi certi per la liquidazione (entro tre mesi dalla richiesta) e il vincolo di solidarietà tra le parti per il pagamento, uno strumento decisivo per tutelare il professionista dai ritardi e dal rischio di insolvenza. Inoltre, il ddl 1065 mira a superare l’attuale penalizzazione per gli stimatori nelle esecuzioni immobiliari, sganciando il compenso dal prezzo di aggiudicazione per ancorarlo nuovamente al valore di stima, restituendo così dignità e certezza al lavoro svolto. Ne hanno discusso Giorgio Granello (componente della Commissione ministeriale per la revisione degli onorari dei Ctu), Antonello Fabbro (già presidente del Tribunale di Treviso), Filippo Cascone (presidente Fondazione ordine degli ingegneri di Roma) e Giovanni Mimmo (già direttore degli Affari Interni, Ministero della Giustizia).
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WhatsApp, le chat cancellate non spariscono davvero: la guida definitiva per rendere le tue conversazioni davvero irrecuperabili
(Adnkronos) - Siamo abituati a pensare che un tocco sull'icona del cestino sia la parola "fine" per le nostre conversazioni private. La realtà, invece, è che le nostre impronte digitali sono molto più profonde di quanto appaia sullo schermo dello smartphone. Mentre ci sentiamo protetti dalla crittografia durante l'invio, spesso ignoriamo che i nostri dati continuano a vivere una "seconda vita" silenziosa nei meandri dei server cloud e nei database locali del dispositivo. In un'epoca in cui la privacy è diventata la nuova moneta di scambio, imparare a ripulire i propri backup non è più un tecnicismo per esperti, ma una necessità vitale per chiunque voglia davvero riprendere il controllo della propria identità digitale. Le recenti analisi di mercato mostrano come in Italia stia crescendo il fenomeno della Digital Clean-up, ovvero la pulizia periodica dei propri account per ridurre l'esposizione a possibili fughe di dati. WhatsApp di Meta, essendo l'app leader nel Paese, è al centro di questa necessità: non si tratta solo di fare ordine, ma di garantire che informazioni sensibili non restino archiviate in copie di sicurezza datate.
Guida pratica: cancellazione definitiva delle chat
Per eliminare una chat in modo che non sia più accessibile, non è sufficiente toccare l'icona del cestino. È necessario agire su tre livelli:
Eliminazione locale: all'interno della chat, selezionare "Altro" e poi "Elimina chat". Questo rimuove la conversazione dalla visualizzazione immediata dell'app.
Rimozione dai Backup Cloud: questo è il passaggio critico. I messaggi eliminati dall'app possono restare presenti nei backup di Google Drive (per Android) o iCloud (per iOS). È necessario accedere alle impostazioni del cloud e rimuovere i file relativi ai dati di WhatsApp.
Pulizia del database locale (Android): per gli utenti Android, è consigliabile utilizzare un file manager per eliminare le cartelle "Databases" presenti nel percorso locale di WhatsApp, dove vengono conservati i backup degli ultimi sette giorni. Per prevenire l'accumulo di dati, WhatsApp ha introdotto strumenti che automatizzano la protezione della privacy. I "Messaggi effimeri" permettono la scomparsa automatica delle conversazioni dopo un periodo prestabilito (24 ore, 7 giorni o 90 giorni). Per chi desidera una sicurezza senza compromessi, la soluzione risiede nella crittografia end-to-end applicata ai backup. Di norma, le copie depositate nel cloud sono protette dai fornitori di servizi, ma attivando la crittografia totale, si appone un "lucchetto fisico" di cui solo l'utente possiede la chiave.
Il percorso per blindare i propri dati prevede pochi passaggi: dalle Impostazioni di WhatsApp, è necessario accedere alla sezione Chat e successivamente a Backup delle chat. Qui si trova l'opzione "Backup crittografato end-to-end". Una volta avviata, il sistema richiede la creazione di una password o di una chiave numerica a 64 cifre. È fondamentale sottolineare che questa è una scelta senza ritorno. Se si perde quella chiave, nessuno, nemmeno WhatsApp, potrà riaprire quel backup. Questo rigore rappresenta il prezzo necessario per ottenere una vera sovranità sui propri dati personali. Per gli utenti più scrupolosi, in particolare su ambiente Android, la pulizia può scendere ancora più nel profondo. Oltre all'eliminazione dall'app e dal cloud, è possibile navigare manualmente nelle cartelle di sistema dello smartphone per svuotare la cartella "Databases". È proprio in questo settore che l'applicazione conserva i salvataggi degli ultimi sette giorni. Intervenire su questi archivi locali significa eliminare l'ultima traccia fisica delle conversazioni, chiudendo definitivamente ogni porta a possibili recuperi non autorizzati.
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Trimestre da record per Lenovo, AI sempre più importante
(Adnkronos) - uello fra ottobre e dicembre 2025 è stato un nuovo trimestre da record per il gruppo Lenovo che ha visto ricavi al top (22,2 miliardi di dollari, +18% annuo), redditività in accelerazione e continua espansione dei ricavi legati all’AI. Balzo anche per gli utile netto rettificato che è aumentato del 36% su base annua raggiungendo 589 milioni di dollari, con un margine salito al 2,7%. L’AI - si sottolinea - è diventata un motore di crescita di primaria importanza per il Gruppo, con ricavi legati all’Intelligenza Artificiale in aumento del 72% su base annua e pari a quasi un terzo (32%) dei ricavi complessivi del Gruppo, trainati da una forte domanda in tutte le aree: dispositivi AI, infrastruttura, servizi e soluzioni. Lenovo ricorda come il gruppo abbia rafforzato la leadership di mercato in ambito PC e Smart Devices, mentre si sono registrati volumi e attivazioni record nel settore smartphone oltre a ricavi ai massimi storici sia per l’Infrastructure Solutions Group, sia per il Services and Solutions Group. Peraltro per rispondere alla domanda di training AI pluriennale e alla crescita a lungo termine dell’inferenza AI, il Gruppo spiega di avere intrapreso una ristrutturazione strategica della propria attività ISG, con oneri di ristrutturazione nel trimestre pari a 285 milioni di dollari. In dettaglio la divisione Intelligent Devices ha registrato una crescita complessiva dei ricavi del 14% su base annua, a 15,8 miliardi di dollari, mantenendo al contempo una redditività ai vertici del settore, nonostante la carenza di componenti a livello di settore e l’aumento dei costi, mantenendo la quota di mercato PC sull’anno solare più alta nella storia di Lenovo, pari al 24,9%. Quella trimestrale è aumentata di un punto percentuale su base annua, raggiungendo il 25,2%, con Lenovo che rimane l’unica azienda ad aver mai superato il 25% di quota globale nel mercato PC. Commentando i risultati il presidente e CEO Yuanqing Yang sottolinea come "tutte le principali linee di business che hanno registrato una forte crescita a doppia cifra dei ricavi e con l’AI che si conferma un motore di crescita primario. Abbiamo implementato una ristrutturazione strategica della nostra attività Infrastructure Solutions, ponendola su un percorso solido verso una crescita sostenibile e redditizia. Guardando avanti, man mano che l’AI si integra sempre più nella vita quotidiana delle persone e nelle operazioni delle imprese, continueremo a promuovere l’Hybrid AI per cogliere le significative opportunità offerte dalla democratizzazione dell’AI, accelerare la crescita, migliorare la redditività e generare valore a lungo termine per i nostri azionisti.”
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