Rsa, Consulcesi: "Giurisprudenza tutela famiglie da rette ingiuste su demenza"

(Adnkronos) - L'aumento dei casi di demenza in Italia riaccende il dibattito sul costo delle rette nelle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) e sulla loro corretta ripartizione tra servizio pubblico e famiglie. Secondo il network legale Consulcesi & Partners (C&P), alla luce dei più recenti dati epidemiologici e di un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, il quadro normativo mette oggi a disposizione strumenti di tutela più chiari contro l'addebito di spese non dovute nei casi di Alzheimer e demenze gravi. Il rapporto 'The Prevalence of Dementia in Europe 2025' di Alzheimer Europe stima che in Italia le persone con demenza siano oggi oltre 1,43 milioni e diventeranno 2,2 milioni entro il 2050 (+54%), ricordano da C&P. L'Italia presenta la più alta incidenza nell'Unione europea in rapporto alla popolazione (2,4%), destinata a salire al 4,2%. Sono numeri che rendono il ricorso alle Rsa un passaggio sempre più strutturale del percorso assistenziale, con effetti diretti sulla sostenibilità giuridica ed economica dell'attuale sistema delle rette e sulla corretta applicazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea). "Questi dati - osserva Bruno Borin, responsabile del team legale di Consulcesi & Partners - evidenziano una criticità di sistema: il ricovero in Rsa non è più un evento episodico, ma una condizione ricorrente che impone un chiarimento giuridico sulla ripartizione dei costi". Il quadro demografico si intreccia con un orientamento giurisprudenziale ormai maggioritario, rileva C&P. Con la sentenza n. 375/26, pubblicata il 28 gennaio, la Corte d'Appello di Firenze ha confermato integralmente la decisione di primo grado già favorevole ai familiari di un paziente affetto da Alzheimer, dichiarando la nullità del contratto di degenza stipulato con una Rsa e liberandoli da ogni obbligazione economica. La corte ha chiarito che, ai fini della qualificazione della prestazione come sanitaria e della conseguente gratuità, non è decisiva l'esistenza formale di un piano terapeutico personalizzato, ma la valutazione delle condizioni cliniche concrete del paziente e della loro prevedibile evoluzione, da cui emerga la necessità di un trattamento sanitario inscindibilmente integrato con l’attività socio-assistenziale. I giudici hanno inoltre censurato sia la valutazione di ingresso sia quella dell'Uvm (unità valutativa multidisciplinare) territoriale, ritenute inadeguate per aver ricondotto il caso a un modulo assistenziale di base anziché a un percorso Alzheimer caratterizzato da prestazioni sociosanitarie ad elevata integrazione. Di rilievo - rimarca C&P - anche il passaggio in cui la corte ha superato il richiamo alla normativa regionale, affermando che il discrimine tra prestazioni sanitarie e socio-assistenziali deve fondarsi sulla situazione clinica effettiva del paziente, e non sulle caratteristiche della struttura o sui criteri amministrativi adottati in sede di accesso. La decisione della Corte d'appello di Firenze si inserisce in un orientamento prevalente della giurisprudenza di legittimità. Negli ultimi anni - rammenta Borin - la Corte di Cassazione ha più volte affermato, da Cass. n. 4558/2012 fino alle più recenti pronunce, tra cui Cass. n. 33394/2024, che nei casi di Alzheimer e demenze gravi le prestazioni erogate in Rsa hanno natura prevalentemente sanitaria, in applicazione del principio di inscindibilità tra cura e assistenza. Un orientamento che incide direttamente sulla legittimità dell'addebito delle rette alle famiglie, anche in relazione ai Lea. Secondo Consulcesi & Partners, in assenza di un adeguamento delle prassi regionali ai principi espressi dalla giurisprudenza, l'aumento dei casi di demenza è destinato a riflettersi in un incremento strutturale del contenzioso e in una crescente disomogeneità territoriale nell'accesso alla gratuità delle prestazioni. In questo contesto si colloca l'iniziativa Soluzione Rsa (soluzione-rsa.it), sviluppata dal team legale di Consulcesi & Partners come strumento di analisi giuridica e verifica della corretta imputazione degli oneri assistenziali alla luce dell'evoluzione normativa e giurisprudenziale.  "I dati demografici - conclude Borin - descrivono una dinamica già in atto. Dal punto di vista del diritto sanitario, il tema delle rette Rsa è destinato a diventare una questione strutturale, con rilevanti ricadute economiche e sociali". 
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IA e PMI: LinkedIn lancia Premium All-in-One in Italia

(Adnkronos) - Il panorama imprenditoriale italiano sta attraversando una fase di trasformazione strutturale, guidata da un'accelerazione tecnologica che agisce come "grande livellatore" per le piccole e medie imprese. I dati del Work Change Special Report di LinkedIn rivelano che il 39% dei dipendenti delle PMI italiane considera oggi l'imprenditorialità un percorso possibile grazie alla spinta dell'intelligenza artificialedati del Work Change Special Report di LinkedIn rivelano che il 39% dei dipendenti delle PMI italiane considera oggi l'imprenditorialità un percorso possibile grazie alla spinta dell'intelligenza artificiale. L'adozione dell'intelligenza artificiale non è più una scelta opzionale. Se a livello globale l'85% delle piccole imprese utilizza già l'IA, in Italia il 56% dei lavoratori è convinto che questa tecnologia migliorerà la propria quotidianità. Il 70% dei marketer italiani concorda sul fatto che l'IA consenta ai brand più piccoli di competere oltre le proprie dimensioni, automatizzando attività di routine e migliorando il processo decisionale. In questo scenario di profondo cambiamento, nasce Premium All-in-One, una soluzione progettata per rispondere a un'esigenza concreta delle PMI: semplificare attività chiave come l'acquisizione di nuovi clienti, la costruzione della visibilità e l'assunzione di talenti. Attraverso strumenti integrati e facili da utilizzare, la piattaforma mira a: 
Ottimizzare l'acquisizione clienti: identificazione rapida dei prospect corretti tramite suggerimenti personalizzati e insight per un outreach mirato. 
Rafforzare la visibilità: le aziende che utilizzano funzionalità Premium possono registrare una crescita dei follower fino a 6,7 volte più rapida e fino a 7,5 volte più engagement. 
Supportare il recruiting: funzionalità specifiche per attrarre candidati qualificati durante le fasi critiche di espansione del business. Nonostante l'automazione, il 77% dei marketer delle PMI italiane sottolinea che è diventato "ancora più importante partire da voci umane autentiche" per costruire fiducia. Le audience verificano le informazioni attraverso persone di cui si fidano, rendendo il network (citato dal 40% dei professionisti come fonte primaria di consigli) il vero vantaggio competitivo. Premium All-in-One centralizza questi strumenti in un'unica dashboard, permettendo agli imprenditori di risparmiare tempo e concentrarsi sulle decisioni strategiche, trasformando le relazioni in opportunità concrete di mercato. 
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Consulenti lavoro: nostra specializzazione qualificata, no assimilata a commercialisti

(Adnkronos) - La professionalità dei consulenti del lavoro si fonda su una specializzazione qualificata e istituzionalmente presidiata, connessa alle politiche del lavoro che non coincide né può essere automaticamente assimilata a quella dei dottori commercialisti ed esperti contabili. È questo il punto fermo ribadito dal Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro nelle osservazioni e proposte presentate alla Camera dei Deputati sul disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento della professione di commercialista, attualmente all’esame della commissione Giustizia.  Nel documento si evidenzia come "l’attuale quadro normativo delinei una netta distinzione strutturale tra le due professioni, soprattutto nella materia del lavoro e della legislazione sociale. I consulenti del lavoro operano infatti all’interno di un sistema ordinamentale e di vigilanza integrato con le politiche pubbliche del lavoro, sotto la supervisione del ministero del Lavoro e in stretto raccordo con l’Ispettorato Nazionale".  "Un assetto che si riflette nel percorso di accesso alla professione – esame di Stato specialistico, tirocinio mirato e formazione continua – e nello svolgimento di funzioni di rilievo pubblicistico, come la certificazione dei contratti di lavoro, la conciliazione e l’arbitrato in materia di lavoro, il coinvolgimento nelle procedure della crisi d’impresa, la gestione delle politiche attive e l’asseverazione di conformità (Asse.Co.)", aggiungono i consulenti del lavoro.  Coerentemente con questo impianto, la giurisprudenza amministrativa, sottolineano i professionisti, "ha escluso la possibilità che il praticantato per l’accesso alla professione di consulente del lavoro possa essere svolto presso studi di dottori commercialisti ed esperti contabili, proprio in ragione della diversa natura delle competenze, del percorso normativo e della funzione professionale attribuita ai consulenti del lavoro nell’ordinamento".  Secondo i consulenti del lavoro, "ulteriore elemento distintivo è il rapporto con le strutture associative e di assistenza fiscale, che la normativa consente di organizzare, per pmi e imprese artigiane, solo tramite i consulenti del lavoro. Il Consiglio nazionale ricorda inoltre che gli iscritti all’albo dei commercialisti possono svolgere gli adempimenti lavoristici e previdenziali previsti dall’art. 1 della legge 12/79, esclusivamente previa iscrizione all’apposita piattaforma tenuta presso l’Ispettorato nazionale del lavoro e limitatamente alla provincia in cui ha sede l’azienda assistita; a ulteriore conferma della distinzione tra le due professioni".  "Dunque, le competenze dei consulenti del lavoro e quelle dei dottori commercialisti non sono sovrapponibili né assimilabili", concludono i consulenti del lavoro.  
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Riscaldamento: italiani virtuosi con 18,5°C di media, ma il risparmio può ancora crescere

(Adnkronos) - Una recente analisi condotta da tado° rivela che l'Italia è uno dei Paesi europei più vicini ai parametri di consumo virtuosi. La temperatura media registrata nelle abitazioni italiane durante i mesi invernali è di 18,59°C, un valore sensibilmente inferiore rispetto alla media dell'Europa centrale e orientale. 
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica nei 18°C la temperatura di riferimento ideale per gli ambienti domestici invernali. Sebbene l'Italia sia tra i Paesi più vicini a questo target, lo scostamento di circa mezzo grado comporta un aumento stimato del 4,13% sulla bolletta, pari a circa 47,4 euro a stagione. Il confronto europeo evidenzia disparità marcate: Paesi come l'Ungheria, la Slovacchia e la Danimarca mantengono medie superiori ai 20°C, con un aggravio sui costi di riscaldamento che oscilla tra il 14% e il 15%. All'estremo opposto si posizionano Regno Unito, Paesi Bassi e Irlanda, dove le temperature interne scendono spesso sotto i 17°C, garantendo risparmi fino al 9% rispetto allo standard OMS. La differenza tra i Paesi con le case più calde e quelli con le temperature più rigide si traduce in un divario in bolletta di quasi 24 punti percentuali. Questo dato sottolinea come anche minime variazioni sul termostato possano influenzare drasticamente i consumi nazionali. "I numeri dimostrano che piccole differenze di temperatura possono avere conseguenze significative", ha dichiarato Christian Deilmann, cofondatore e amministratore delegato di tado°. "Il nostro obiettivo è quello di aiutare le famiglie a comprendere il costo del riscaldamento e a prendere decisioni consapevolmente". Per colmare il divario tra comfort e risparmio, la digitalizzazione del riscaldamento offre strumenti di monitoraggio e automazione. L'integrazione di sistemi intelligenti permette di agire su diversi fronti: 
Controllo multizona: riscaldamento limitato agli ambienti effettivamente occupati. 
Geofencing: regolazione automatica della temperatura in base alla presenza degli abitanti. 
Rilevamento anomalie: sospensione del riscaldamento in caso di finestre aperte. 
Algoritmi predittivi: adattamento del sistema alle abitudini della casa per minimizzare gli sprechi. Secondo i dati rilevati, l'adozione di queste tecnologie può ridurre i costi fino al 22%, eliminando quasi totalmente il sovrapprezzo derivante da una gestione manuale o imprecisa degli impianti. In un'Europa divisa tra abitudini termiche differenti, l'Italia, insieme a Francia e Spagna, delinea un modello di consumo moderato che punta alla sostenibilità senza rinunciare al benessere domestico. 
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Starbucks rinnova l'infrastruttura europea con la tecnologia Adyen

(Adnkronos) - Starbucks Coffee Company ha ufficializzato il completamento della transizione verso la piattaforma tecnologico-finanziaria di Adyen per la gestione dei pagamenti in 943 punti vendita tra Regno Unito, Austria e Svizzera. L'operazione ha comportato l'installazione di 2.375 terminali di ultima generazione, consolidando un'infrastruttura unificata volta a ottimizzare l'efficienza operativa. Il processo di implementazione si è distinto per la rapidità d'esecuzione: l'aggiornamento tecnologico di 900 store è stato completato in sole sette settimane. Nei periodi di massima attività, il ritmo di installazione ha raggiunto i 125 punti vendita a settimana, senza richiedere la chiusura temporanea dei locali o l'interruzione del servizio al pubblico. Ad oggi, il sistema ha già gestito le transazioni relative a oltre 20 milioni di consumazioni. Secondo i riscontri dei collaboratori dei punti vendita, il nuovo ecosistema digitale risulta più rapido e intuitivo, riducendo i tempi di attesa alla cassa e semplificando le procedure di chiusura contabile. Uno degli aspetti tecnici più rilevanti della partnership riguarda la continuità del servizio in scenari di connettività degradata. Grazie alla funzionalità "Store and Forward", i terminali Adyen sono in grado di processare e crittografare i pagamenti anche in caso di guasti alla rete Wi-Fi o interruzioni del segnale internet. 
Le transazioni effettuate offline vengono memorizzate in sicurezza e trasmesse per l'elaborazione finale non appena la connessione viene ripristinata. I dati indicano che, da agosto 2025 ad oggi, questa tecnologia ha permesso di recuperare oltre 45.000 transazioni che sarebbero altrimenti andate perse a causa di problemi tecnici di rete. La collaborazione europea si inserisce in una strategia di respiro globale, seguendo la partnership già attiva tra Adyen e Alsea (licenziatario Starbucks) nel mercato messicano. L'obiettivo è creare un'esperienza di acquisto omogenea che prescinda dai confini geografici. 
Alexa von Bismarck, President EMEA di Adyen, ha sottolineato come la modernizzazione dell'infrastruttura di pagamento sia diventata un fattore di protezione diretta dei ricavi: "Starbucks opera su una scala straordinaria, dove ogni secondo di uptime è fondamentale. Grazie a una piattaforma di pagamento unificata, Starbucks ha semplificato le operation in-store e acquisito la resilienza necessaria per servire i clienti senza interruzioni". Dall'altro lato, John Elliot, VP Technology EMEA di Starbucks, ha ribadito l'importanza dell'affidabilità tecnologica a supporto dell'ospitalità: "La nostra partnership con Adyen garantisce che la nostra tecnologia di pagamento sia solida quanto il nostro servizio. Questa stabilità permette ai nostri team di concentrarsi sugli ospiti e sul caffè che amano". 
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Lavoro, 'Managing for inclusion' tappa a Roma per accompagnare pmi a certificazione di genere

(Adnkronos) - Aiutare le imprese e i manager a costruire luoghi di lavoro sempre più inclusivi, favorire percorsi di carriera capaci di ridurre il divario di genere e la disparità salariale a parità di mansioni, oltre a facilitare l’accesso ai fondi nazionali e agli sgravi fiscali destinati alle pmi. Sono questi alcuni degli obiettivi di 'Managing for inclusion', il percorso promosso da Manageritalia, pensato per accompagnare le piccole e medie imprese verso l’ottenimento della certificazione di genere. Dopo la partenza da Bologna, il tour nazionale ha fatto tappa ieri a Roma, per iniziativa di Paola Vignoli (coordinatrice Gruppo Dei Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise Sardegna e Umbria) presso gli spazi del Grand Hotel Gianicolo, confermando la volontà di portare su tutto il territorio italiano un’iniziativa concreta di supporto alle pmi su un tema strategico per la competitività e la sostenibilità del sistema produttivo. Il tema si colloca in un contesto globale segnato da forti disuguaglianze di genere. Nel 2025 le donne rappresentavano solo due quinti dell’occupazione mondiale, a conferma delle persistenti difficoltà di accesso al lavoro. La loro probabilità di partecipazione alla forza lavoro era inferiore del 24,2% rispetto agli uomini, mentre le giovani donne avevano una probabilità del 14,4% più alta di non essere occupate né inserite in percorsi di istruzione o formazione. Il tasso di disoccupazione femminile, solo lievemente superiore a quello maschile, indica che l’ostacolo principale riguarda l’ingresso nel mercato del lavoro. Il divario occupazionale resta ampio, con una differenza stimata di 4,3 punti percentuali nel 2026 (Fonte: Oil). Anche in Italia permangono significative criticità sul fronte della parità di genere. Nel 2023, gli uomini lavoratori dipendenti privati per tutte le tipologie di contratti sono in maggior numero rispetto alle donne. Nello specifico, i lavoratori con contratto a tempo indeterminato sono il 59,9% rispetto alle lavoratrici che sono invece il 40,1%. Mentre per quanto concerne i contratti a tempo determinato, il rapporto è quasi in equilibrio (48,3% donne rispetto a 51,7% maschi. Nei contratti a tempo indeterminato il gender gap per le figure di quadri e dirigenti è eclatante. Solo il 21,1% delle donne ha contratti da dirigente contro il 78,9% dei colleghi uomini. Nei contratti da quadri il genere femminile rappresenta il 32,4% mentre quello maschile il 67,6%. Si evince quindi che il mondo delle cariche dirigenziali e manageriali in Italia sia ancora prettamente maschile. Marcato anche il gender pay gap in 10 su 18 settori le donne percepiscono più del 20% in meno; nelle attività finanziarie e assicurative le donne percepiscono mediamente il 32,1% in meno, nelle attività professionali scientifiche e tecniche il 35,1% in meno e in quelle immobiliari il 39,9% in meno. (Fonte: Rendiconto di genere Inps 2024) “La certificazione di genere - ha dichiarato Tommaso Saso, presidente di Manageritalia Lazio - non è un adempimento formale, ma uno strumento strategico per rendere le imprese più competitive e attrattive. Come Manageritalia Lazio sentiamo la responsabilità di accompagnare manager e pmi in un percorso di cambiamento culturale e organizzativo che valorizzi il capitale umano, riduca le disuguaglianze e contribuisca allo sviluppo del territorio e del Paese. In quest’ottica abbiamo inserito, nell’ultimo rinnovo contrattuale nazionale chiare misure per la parità di genere, la trasparenza retributiva e il contrasto al dumping contrattuale. Un segnale concreto per gli oltre 134mila manager italiani e una spinta non solo culturale per cui tutto questo si applichi in maniera diffusa a tutti i lavoratori”. Ad aprire i lavori i saluti istituzionali il deputato Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni del lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati, e della senatrice Lavinia Mennuni, componente della V Commissione del Senato della Repubblica. “I dati sull’occupazione femminile - spiega Chiara Gribaudo - mostrano più lavoro, ma spesso povero, e un’Italia ancora lontana dagli standard europei su parità di genere, carriere e gender pay gap. Preoccupa soprattutto il peggioramento delle condizioni dopo la nascita del primo figlio. Servono misure strutturali come la Legge 162/2021 sulla certificazione di parità di genere, che introduce criteri misurabili, premialità e sanzioni. E' solo un primo passo: occorre riformare congedi parentali, asili nido e welfare familiare, superando bonus una tantum e garantendo congedi retribuiti anche per i padri, con una reale volontà politica. Noi siamo disposti a lavorare insieme in Parlamento, per costruire un sistema del lavoro moderno, contemporaneo e non novecentesco che tuteli genitorialità, la trasparenza salariale e l’avanzamento delle carriere e del welfare a sostegno concreto delle donne”. Per la senatrice Lavinia Mennuni: “Donne e uomini possono contribuire insieme alla società ma nel lavoro le donne affrontano maggiori difficoltà, soprattutto con la maternità. Lavorare per la parità significa permettere a ogni donna di conciliare liberamente carriera e famiglia. In questa direzione agisce il governo Meloni, con la certificazione per la parità di genere – sono oltre 11.000 le imprese certificate a fronte di un target Pnrr che ne prevedeva 800 entro giugno 2026 – e ulteriori misure già a bilancio come l’aumento del bonus mamme e gli incentivi alla conciliazione vita-lavoro. I dati Istat confermano la crescita dell’occupazione femminile, pur restando ancora molta la strada da fare per non dover scegliere più tra famiglia e carriera”. Nel corso dell’incontro, ad illustrare i vantaggi della certificazione di genere per le imprese è stata Tiziana Pompei, vice segretario generale di Unioncamere, mentre sul tema 'Quali vantaggi per il Sistema Paese?' è intervenuta Azzurra Rinaldi, docente di Economia Politica presso Unitelma Sapienza, offrendo una lettura economica e strutturale dell’impatto delle politiche di inclusione sulla crescita e sulla competitività nazionale. L’incontro è proseguito con una tavola rotonda dedicata a modalità e testimonianze sulla Certificazione di Genere, che ha messo a confronto esperienze concrete e casi applicativi raccontati da manager e professionisti impegnati direttamente nei percorsi di certificazione. Sono intervenuti Fabio De Filippis, hr innovation senior manager di Lottomatica Group; Mariarosaria Izzo, senior advisor Dei e consulente Uni/Pdr 125:2022; Caterina Pirrone, direttore risorse umane di Romana Diesel spa e Caterina Sazio, dirigente responsabile Planning, Steering Control & Es della Luiss. "Vent’anni fa - ricorda Paola Vignoli - nella nostra associazione abbiamo iniziato a parlare di parità di genere. Da allora, molto è cambiato. La parità di genere non è più un principio astratto: è diventata processo, entrando nella quotidianità delle organizzazioni. Un processo che migliora il clima di lavoro, trattiene i talenti, rafforza la motivazione e rende le imprese più competitive. In questo percorso – sostenuto da una normativa gentile, che non obbliga ma accompagna – il nostro contratto ha avuto e continua ad avere un ruolo centrale nel promuovere un reale cambiamento culturale".  "E' uno strumento - commenta - concreto, capace di incidere sulle pratiche organizzative e sulla vita delle persone. Prevede l’Osservatorio dedicato alle tematiche di diversità, equità e inclusione e trasparenza retributiva; integra il progetto Fiocco in azienda, a supporto della genitorialità; promuove una piattaforma di welfare aziendale attenta ai servizi di conciliazione; valorizza un sistema di assistenza sanitaria sensibile alla genitorialità, con agevolazioni specifiche per tutto il nucleo familiare nei primi 3 anni di vita dei bambini; rafforza la tutela della maternità, garantendo la copertura della retribuzione al 100%, oltre l’80% previsto dalla normativa".  "E' in questo contesto che il ruolo dei manager diventa decisivo. Investire nella parità di genere significa scegliere organizzazioni che funzionano meglio, più inclusive e quindi capaci di generare valore nel tempo", conclude. 
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Volkswagen lancia i “Super Hybrid Days”,

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Volkswagen rafforza ulteriromente la strategia di promozione della mobilità elettrificata in Italia con il ritorno dei “Super Hybrid Days”.
 L’Open Weekend, in programma sabato 21 e domenica 22 febbraio presso le concessionarie italiane del marchio permetterà al pubblico di scoprire da vicino le tecnologie delle nuove eHybrid di Tiguan e Golf.
  Quest'offerta prevede un vantaggio fino a 7.500 euro per Tiguan eHybrid e oltre 6.000 euro per Golf eHybrid in caso di permuta o rottamazione. Tra le novità delle nuove versioni Hybrid di Tiguan e Golf troviamo un'autonomia elettrica che supera ampiamente i 100 chilometri e una funzione di ricarica rapida in corrente continua. La seconda generazione dei plug-in Volkswagen è disponibile in due varianti: una eroga una potenza di sistema di 150 kW (204 CV) e una coppia di 350 Nm, l’altra una potenza di sistema di 200 kW (272 CV) e una coppia di 400 Nm. Grazie a questa tecnologia, la nuova Golf eHybrid è in grado di raggiungere un'autonomia elettrica fino a 143 chilometri nel ciclo combinato WLTP.   
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Aixam Mega consolida la presenza in italia

(Adnkronos) -
Aixam Mega consolida il proprio posizionamento nel mercato italiano dei quadricicli leggeri e si conferma tra i protagonisti della nuova mobilità urbana, sostenuta dalla crescita della domanda di soluzioni compatte, sostenibili e adatte ai contesti cittadini. Nel 2025 la società ha registrato un rafforzamento del proprio posizionamento competitivo grazie soprattutto all’espansione dell’offerta elettrica. Le immatricolazioni dei modelli e-Aixam sono cresciute del 35% rispetto all’anno precedente, mentre la linea e-Minauto ha segnato un incremento del 269% su base annua. Il direttore generale Tom Faget ha dichiarato “questi risultati confermano la strategia di Aixam Mega orientata a una crescita sostenibile e a lungo termine, in linea con l’evoluzione strutturale del mercato dei quadricicli, sempre più polarizzato tra soluzioni elettriche e prodotti ad alto valore d’uso. Abbiamo consolidato il nostro posizionamento attestandoci come secondo produttore in Italia. Viste le richieste del mercato continueremo ad incrementare progressivamente la produzione di veicoli ad alimentazione elettrica mantenendo però l’alternativa della motorizzazione termica”.
  Dal punto di vista dei modelli, City ed e-City si confermano tra le vetture più apprezzate, con un posizionamento particolarmente solido nelle principali aree italiane. Nelle province di Roma e Milano, i modelli City ed e-City occupano stabilmente le prime posizioni tra i quadricicli più venduti, mentre nella provincia di Napoli emerge una forte preferenza per la versione Coupé, seguita da City ed e-City, 
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Debutta la nuova Mercedes-AMG GLC 53 4MATIC+

(Adnkronos) -
Mercedes-AMG amplia la propria offerta nel segmento dei SUV sportivi con la nuova GLC 53 4MATIC+, modello che punta a rafforzare il posizionamento del marchio nella fascia performance combinando tecnologie di derivazione racing, sistemi ibridi leggeri e soluzioni avanzate di dinamica di guida. Il nuovo modello è equipaggiato con un motore sei cilindri in linea da 3,0 litri completamente aggiornato, dotato di doppia sovralimentazione con turbocompressore a gas di scarico e compressore elettrico ausiliario. L’unità sviluppa 330 kW (449 CV) e 600 Nm di coppia, che possono raggiungere 640 Nm per dieci secondi grazie alla funzione overboost. Le prestazioni dichiarate indicano un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi e una velocità massima limitata elettronicamente a 250 km/h, estendibile a 270 km/h con l’AMG Driver’s Package opzionale. Il propulsore a sei cilindri in linea da 3,0 litri è accoppiato al cambio AMG SPEEDSHIFT TCT 9G, progettato per garantire tempi di cambiata ridotti, risposte pronte, doppia frizione e scalate multiple. Sul piano dell’esperienza di guida, i programmi AMG DYNAMIC SELECT consentono di personalizzare i parametri di motore, cambio, assetto e sterzo attraverso modalità che spaziano da impostazioni orientate al comfort fino a configurazioni sportive o da pista, mentre il sistema AMG DYNAMICS interviene sulle strategie di controllo della stabilità e della trazione per adattare il comportamento del veicolo agli input del conducente e ai dati dei sensori. La nuova Mercedes-AMG GLC 53 4MATIC+ sarà proposta nelle varianti SUV e Coupé. 
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Jason Momoa protagonista del film tratto dal videogioco Helldivers

(Adnkronos) - L'espansione dell'universo cinematografico di PlayStation prosegue con la trasposizione di uno dei successi più rilevanti degli ultimi anni nel settore dei videogiochi. Jason Momoa è stato ufficialmente incaricato di guidare il cast del lungometraggio dedicato a Helldivers, segnando una nuova collaborazione con il regista Justin Lin dopo l'esperienza condivisa in Fast X. La produzione, che vede coinvolte Sony Pictures e PlayStation Productions insieme alla Perfect Storm Entertainment, punta a capitalizzare l'enorme popolarità di un marchio che ha visto il suo apice con il secondo capitolo della serie, capace di superare i dodici milioni di unità vendute in soli quattro mesi dal lancio nel 2024. La narrazione cinematografica si ispirerà alle premesse del gioco, incentrate su un'unità d'élite di soldati impegnati in una guerra interstellare contro minacce aliene per garantire la sopravvivenza della fittizia Super Terra. Questo progetto si inserisce in una scia di adattamenti fortunati per Sony, che ha recentemente consolidato il proprio posizionamento nel settore grazie ai risultati commerciali di Uncharted e al successo critico di serie come The Last of Us e Twisted Metal. La scelta di Momoa conferma la strategia dei grandi studios di legare proprietà intellettuali di peso a volti di richiamo globale, in grado di attrarre un pubblico trasversale che vada oltre la base di utenti consolidata del videogioco. Per l'attore si prospetta una stagione cinematografica particolarmente densa di impegni, che lo vedrà spaziare tra diversi franchise di primo piano. Oltre al ruolo di Blanka nel prossimo Street Fighter e al ritorno nei panni di Duncan Idaho in Dune: Part Three, Momoa è atteso anche nell'universo DC come Lobo. La sua partecipazione a Helldivers rafforza ulteriormente il suo profilo di interprete di riferimento per le grandi produzioni d'azione contemporanee, in un mercato che sta premiando con sempre maggiore insistenza la convergenza tra l'intrattenimento interattivo e quello da sala. 
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