Vorwerk lancia programma di sostituzione volontaria per i clienti Neato in Europa
(Adnkronos) - "Sebbene i dispositivi Neato rimangano funzionanti e possano continuare a essere utilizzati manualmente anche senza tali servizi" alla luce delle "preoccupazioni dei clienti", dopo la fine dei servizi cloud, Vorwerk annuncia l'estensione del programma di sostituzione volontaria ai robot Neato acquistati negli ultimi tre anni. Ai clienti europei che hanno acquistato un robot Neato dopo l’annuncio della chiusura dell’azienda tre anni fa (maggio 2023) e che hanno utilizzato attivamente le funzionalità cloud verrà offerto in omaggio un robot aspirapolvere Folletto VR7 di ultima generazione in cambio del loro dispositivo Neato. L'iniziativa - si sottolinea - "è una misura volontaria da parte di Vorwerk e riflette l’impegno del Gruppo verso la soddisfazione del cliente ". Neato, azienda americana con sede negli Stati Uniti acquisita dal Gruppo Vorwerk, ha cessato l'attività nel maggio 2023, "non avendo raggiunto un successo commerciale sostenibile come entità autonoma". Nei prossimi giorni saranno fornite ulteriori informazioni sulla pagina web dedicata all’assistenza clienti Neato (https://support.neatorobotics.com).
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Stabilità dei vertici e competenze digitali, la governance aziendale si trasforma
(Adnkronos) - LHH, società parte del Gruppo Adecco, ha recentemente annunciato la pubblicazione del report “2026 View from the C-Suite”. Secondo l'ultima indagine annuale condotta su oltre 2.530 aziende, il turnover ai vertici aziendali ha registrato una flessione verticale, passando dal 43% al 19% in un solo anno. Questa ritrovata stabilità, tuttavia, non coincide con una fase di stasi: i dirigenti si trovano a dover gestire pressioni esterne crescenti, dove l'incertezza economica e la cybersicurezza dominano l'agenda, superando persino l'intelligenza artificiale come fonte di preoccupazione immediata per tre executive su quattro. Nonostante la cybersicurezza sia percepita come il rischio più urgente, l'intelligenza artificiale emerge come l'area in cui il divario di competenze è più marcato. Le tecnologie digitali ed emergenti sono risalite in cima alla classifica delle priorità di sviluppo, con il 49% dei leader che le indica come fondamentali per la competitività futura. L'efficacia della leadership è però ostacolata da limiti strutturali interni. Il 28% dei dirigenti identifica nella mancanza di chiarezza strategica il principale freno alle performance, seguito da processi decisionali inefficaci che rallentano l'esecuzione operativa. In questo scenario, la longevità dei mandati dei "Baby Boomer", con il 58% degli executive a fine carriera che prevede di restare in carica per i prossimi tre anni, impone una pianificazione più rigorosa del ricambio generazionale per evitare colli di bottiglia nello sviluppo dei nuovi talenti. I leader italiani mostrano un profilo divergente rispetto alla media globale. Mentre a livello internazionale l'attenzione è polarizzata sulla governance tecnologica, in Italia l'agenda è dettata dalla volatilità economica. Per il 36% degli executive italiani, l'incertezza dei mercati rappresenta la sfida principale, seguita dai rischi geopolitici (31%). Sul fronte interno, la priorità italiana si sposta sulla capacità di attuazione: l'efficacia dei team (27%) e la retention dei talenti (26%) superano la mera trasformazione digitale. Questo dato suggerisce che, nel contesto nazionale, la riuscita dei processi di innovazione dipenda ancora strettamente dalla coesione organizzativa e dalla capacità di tradurre la visione strategica in azioni concrete. Il consolidamento della governance aziendale richiede un intervento strutturato su tre pilastri interdipendenti:
Responsabilità sull’IA: l'integrazione tecnologica non è più un tema delegabile, ma richiede una partecipazione diretta del top management per garantire rigore etico e decisionale.
Chiarezza Strategica: risulta essenziale semplificare i processi decisionali per ridurre il divario tra la pianificazione e l'esecuzione.
Gestione della Successione: la stabilità dei mandati deve essere accompagnata da percorsi di crescita per le nuove generazioni, onde evitare vuoti di competenza nel lungo periodo. "Le carriere dei top executive si stanno allungando. Questa è una buona notizia, perché leadership longeve apportano stabilità e visione, ma le organizzazioni devono anche saper valorizzare l’esperienza, senza farla diventare un freno all’emergere di nuovi talenti", ha commentato Elisabetta Mereghetti, Head of Career Transition & Mobility e Leadership Development di LHH. "Oggi, la nuova generazione di leader non è disposta ad aspettare passivamente. Senza percorsi strutturati di sviluppo e successione, mandati più lunghi ai vertici rischiano di trasformarsi in un collo di bottiglia, rallentando la crescita delle competenze e l’evoluzione dell’organizzazione. A questo si aggiunge una crescente mancanza di chiarezza strategica e di efficacia nei processi decisionali. Quando gli obiettivi non sono chiari e le decisioni si bloccano, l’esecuzione rallenta e le iniziative di cambiamento perdono slancio. Colmare il divario tra visione strategica ed esecuzione sarà decisivo per affrontare contesti sempre più complessi e incerti".
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Efficienza energetica e carichi AI: le nuove sfide delle infrastrutture dati
(Adnkronos) - Secondo i dati dell'International Energy Agency (IEA), il consumo elettrico dei data center è destinato a superare i 1.000 terawattora entro il 2026, una cifra paragonabile al fabbisogno annuo di una nazione industrializzata. L'evoluzione delle piattaforme di archiviazione dati si sta concentrando sulla riduzione dei requisiti di raffreddamento e alimentazione. Il recente report annuale sulla sostenibilità di Hitachi Vantara evidenzia come l'integrazione di strumenti per il monitoraggio delle emissioni di carbonio e della riduzione dei consumi sia diventata parte integrante dei sistemi storage enterprise. L'obiettivo è supportare i flussi di lavoro AI-driven senza compromettere gli obiettivi ESG (Environmental, Social, and Governance) delle aziende. “La sostenibilità è sempre più legata alle performance operative e ai risultati di business,” ha dichiarato Akinobu Shimada, CEO di Hitachi Vantara. “Nel FY2025, ci siamo concentrati nel supportare i clienti a gestire la crescita dell’AI e dei dati migliorando l’efficienza e riducendo l’impatto ambientale. I nostri investimenti in innovazione infrastrutturale, progettazione del ciclo di vita e governance stanno consentendo ai clienti di ottenere risultati concreti.” Un pilastro fondamentale della nuova strategia industriale riguarda il ciclo di vita dei prodotti. L'impiego di plastiche riciclate post-consumo ha raggiunto il 50% in componenti chiave dei sistemi di archiviazione, mentre le politiche di recupero hanno permesso di contenere lo smaltimento in discarica a una quota inferiore allo 0,3%. Il monitoraggio delle emissioni è stato esteso alle categorie dello Scope 3, migliorando l'accuratezza dei dati per gli audit di sostenibilità. Strumenti avanzati di diagnostica permettono oggi alle organizzazioni di avere una visibilità completa sul consumo energetico, facilitando l'ottimizzazione delle risorse su larga scala. L'efficacia di queste infrastrutture è misurabile attraverso i risultati ottenuti da diverse realtà globali che hanno modernizzato i propri sistemi:
Settore Idrico (Belgio): L'impianto Aquiris gestisce 110 milioni di metri cubi di acque reflue annui. “Hitachi Vantara ci supporta nel raggiungere il nostro obiettivo di creare un processo sostenibile per garantire l'approvvigionamento di acqua pulita e sostenere la crescita e lo sviluppo di Bruxelles,” ha dichiarato Juan Ochoa, managing plant director di Aquiris. “I miglioramenti delle prestazioni ottenuti con VSP One Block saranno significativi. Raccogliamo costantemente dati, monitoriamo KPI e controlliamo i processi di depurazione. Il potenziamento delle capacità di storage ci aiuterà a rispondere rapidamente alle criticità e a ottimizzare le attività dell’impianto.”
Settore Bancario (Turchia): DestekBank ha registrato una riduzione del 25% del consumo energetico del data center e un calo del 20% del costo totale di proprietà (TCO).
Settore Editoriale (India): La testata Malayala Manorama ha ridotto dello spazio rack del 66%, con un risparmio del 70% sui costi di energia e raffreddamento per le proprie operazioni h24.
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Ai, 14 startup italiane a Miami per eMerge Americas
(Adnkronos) - Dall’intelligenza artificiale applicata alla gestione urbana e industriale alla prevenzione in ambito sanitario, dalle piattaforme per l’automazione dei processi alle soluzioni per la formazione, la sostenibilità e la creator economy: l’Italia partecipa per la prima volta a Miami a eMerge Americas con una collettiva di 14 aziende espositrici curata dall’ICE–Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in uno degli appuntamenti più rilevanti del panorama tech internazionale, tra Stati Uniti e America Latina. Il Padiglione Italia è presente nell’area expo della manifestazione, che si è tenuto il 23 e 24 aprile al Miami beach convention center. eMerge Americas è una delle principali piattaforme internazionali dedicate a innovazione e tecnologia nelle Americhe: un evento che combina conference ed expo e che, attraverso una programmazione annuale e il grande appuntamento in Florida, mette in relazione imprese globali, startup, investitori e istituzioni per accelerare lo sviluppo di tecnologie emergenti e favorire l’incontro tra capitale, talenti e idee. L’edizione 2026 ha messo al centro quattro temi principali – AI e deep tech, national security, health e finance – con oltre 20mila partecipanti, più di 60 Paesi rappresentati, oltre 250 speaker e più di 300 espositori. Per le startup e le imprese innovative l’evento si conferma anche come una piattaforma strategica per sviluppare partnership industriali e commerciali, aumentare la visibilità internazionale delle proprie soluzioni e avviare percorsi di ingresso nel mercato d’oltreoceano, con un posizionamento particolarmente interessante per chi guarda al Sud degli Stati Uniti e, insieme, al mercato latinoamericano: in questo senso, Miami rappresenta un contesto favorevole per testare opportunità di espansione tra USA e Latam, in un ecosistema in cui networking, relazioni e accesso diretto agli interlocutori hanno un’importanza strategica. Le soluzioni presentate dalla delegazione italiana a eMerge Americas 2026 restituiscono l’immagine di un ecosistema fortemente orientato all’applicazione concreta dell’innovazione, con un baricentro evidente su intelligenza artificiale, software avanzato e tecnologie data-driven: si va da piattaforme per la gestione intelligente delle città e delle flotte di veicoli, capaci di integrare dati in tempo reale, anticipare criticità e ottimizzare processi, a strumenti per il marketing predittivo, la creator economy e la trasformazione digitale di asset immobiliari e rurali; accanto a questo, trovano spazio soluzioni per la formazione continua e l’upskilling, dai sistemi adattivi basati su AI ai serious game per lo sviluppo di competenze trasversali. Un altro asse rilevante è quello della salute e delle life sciences, con tecnologie per lo screening cardiaco rapido da remoto, dispositivi per la diagnosi senologica con le microonde al posto dei raggi X e applicazioni nutraceutiche e cosmetiche ad alta componente scientifica. Completano il quadro proposte rivolte all’industria e alla sostenibilità, come sistemi per aumentare l’efficienza energetica dei vecchi macchinari senza sostituirli, piattaforme per l’aviazione basate su monitoraggio in tempo reale e analytics, e automazioni per la raccolta differenziata che trasformano la gestione dei rifiuti in una fonte di dati operativi e ambientali. Nel complesso, emerge una presenza italiana ampia e trasversale, concentrata su tecnologie capaci di migliorare efficienza, prevenzione, automazione e qualità decisionale in settori molto diversi tra loro. Le aziende espositrici sono Asymmetrica (Taranto), Bytek (Milano), BM Diagnostics (Cantiano, PU), Carchain (Trieste), Exo Lab Italia (Pescara), Flyon Aero (Milano), Ganiga.ai (Pisa), Hevolus (Molfetta, Ba), Intuos (Roma), PA360 (Lecce), Ruralis (Sant’Angelo dei Lombardi, AV), Tinental (Bastiglia, Mo), Ubt–Umbria Bioengineering Technologies (Assisi, PG) e Vidoser (Catania).
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L’Antartide svela 1,2 milioni di anni di storia a 2,8 km di profondità
(Adnkronos) - L'ultima spedizione del progetto europeo "Beyond EPICA - Oldest Ice" si è svolta presso il sito di Little Dome C, a circa 3.200 metri di altitudine. Una collaborazione internazionale coordinata dall'Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISP) ha ultimato il prelievo di una carota di ghiaccio lunga 2,8 chilometri che rappresenta l'archivio continuo più esteso mai recuperato, capace di fornire dati sull'atmosfera e sul clima terrestre degli ultimi 1,2 milioni di anni. L'operazione ha richiesto soluzioni tecniche complesse, tra cui la deviazione del foro di perforazione principale a oltre due chilometri di profondità. Questa manovra è stata progettata per raddoppiare i campioni relativi alla "Transizione del Pleistocene Medio", un'epoca in cui la frequenza delle ere glaciali è mutata drasticamente, passando da cicli di 40.000 a 100.000 anni. Le cause di questo fenomeno sono tuttora oggetto di indagine e i dati estratti potrebbero fornire risposte cruciali sulla sensibilità del sistema climatico. Inoltre, il team ha recuperato frammenti del substrato roccioso sepolto. L'analisi di questi materiali permetterà di determinare con precisione l'età della calotta glaciale, stabilendo quando la roccia è stata esposta alla luce per l'ultima volta prima di essere sommersa dal ghiaccio.
I campioni prelevati sono attualmente in fase di analisi presso quattordici laboratori d'eccellenza distribuiti in dieci Paesi europei. Ogni centro di ricerca è specializzato in analisi specifiche per ricostruire il quadro ambientale passato:
Analisi delle impurità e polveri: Gestite da CNR-ISP, Università di Firenze e Milano-Bicocca, fondamentali per ricostruire la circolazione atmosferica.
Isotopi del ghiaccio e dei gas: Analizzati da istituti quali l'Università Ca' Foscari, l'AWI di Bremerhaven e l'Università di Berna per determinare le temperature storiche e la composizione delle bolle d'aria.
Datazione e modellizzazione: Sviluppate dall'IGE di Grenoble e dall'Università di Utrecht per inquadrare cronologicamente la Transizione del Pleistocene Medio. "Avevamo di fronte sfide tecnologiche e ingegneristiche senza precedenti nella glaciologia antartica", spiega Carlo Barbante, coordinatore di Beyond EPICA. "Siamo riusciti a raggiungere un risultato storico: consentire alla scienza di sfogliare il libro di storia più antico, ovvero analizzare ghiaccio formatosi negli ultimi 1,2 milioni di anni". La riuscita della missione è il risultato di una sinergia tra la Commissione Europea e diverse agenzie nazionali, tra cui l'italiana ENEA e l'Istituto polare francese (IPEV), responsabili della gestione logistica. Le attività si sono svolte in condizioni estreme, con temperature medie di -35°C, avvalendosi del supporto della stazione Concordia e della nave rompighiaccio Laura Bassi per il trasporto dei campioni in Europa. I risultati di queste ricerche sono destinati a ridefinire i modelli climatici attuali, offrendo una prospettiva a lungo termine sulla variabilità naturale del pianeta.
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Turismo, Luca De Giorgi è il nuovo Regional Director Italy di Leonardo Hotels
(Adnkronos) - Leonardo Hotels annuncia la nomina di Luca De Giorgi a Regional Director Italy. La scelta riflette una strategia chiara, che ha come obiettivo quello di accompagnare la crescita del gruppo in Italia con una struttura manageriale solida, capace di rispondere alle evoluzioni del settore e alle aspettative di un pubblico in costante trasformazione. In questo contesto, il ruolo di Regional Director Italy assume una valenza centrale, non solo nella gestione operativa delle strutture, ma anche nella costruzione di una visione coerente e di lungo periodo. “Siamo felici di dare il benvenuto a Luca in questo ruolo chiave per Leonardo Hotels in Italia. Porta con sé un’importante esperienza operativa unita a una solida visione strategica e ha più volte dimostrato la sua capacità di implementare portfolio alberghieri, coniugando elevata soddisfazione degli ospiti e solidi risultati finanziari. A lui e a tutto il team in Italia va il nostro augurio di pieno successo in questo nuovo capitolo”, ha affermato Yoram Biton, Managing Director di Leonardo Hotels Central Europe. Nel suo nuovo incarico, Luca De Giorgi sarà responsabile del coordinamento e della supervisione delle proprietà italiane della catena alberghiera, con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento, ottimizzare le performance e garantire un elevato standard qualitativo in tutte le aree operative. La sua attività si concentrerà inoltre sullo sviluppo strategico del portfolio, lavorando in sinergia con i team locali e con il management internazionale. “Accolgo con grande entusiasmo - ha dichiarato Luca De Giorgi, Regional Director Italy di Leonardo Hotels - la sfida di assumere il ruolo di Regional Manager Italy in un momento così significativo per il percorso di sviluppo di Leonardo Hotels nell’area. L’Italia rappresenta un mercato chiave, ricco di opportunità e al tempo stesso estremamente competitivo, dove la capacità di distinguersi passa attraverso coerenza, qualità e visione strategica. Nel lungo termine, l’obiettivo è quello di consolidare una presenza sempre più riconoscibile sul territorio, valorizzando ogni singola destinazione e rafforzando la brand identity in modo chiaro e distintivo. Questo significa investire sulle persone, sui processi e sull’innovazione, creando le condizioni per una crescita che sia non solo quantitativa, ma soprattutto qualitativa. Parallelamente, intendiamo continuare a sviluppare un’offerta che risponda in maniera puntuale alle esigenze di un ospite sempre più evoluto, mantenendo al centro l’esperienza e la qualità del servizio”. Luca De Giorgi vanta un solido percorso professionale nel settore hospitality e real estate, sviluppato attraverso incarichi di crescente responsabilità in contesti sia operativi sia strategici. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella gestione di portfolio alberghieri multi-struttura, occupandosi di sviluppo, ottimizzazione delle performance e coordinamento dei team, con un approccio orientato ai risultati e alla creazione di valore nel lungo periodo. Ha inoltre ricoperto ruoli manageriali in ambito investment e asset management, lavorando su progetti complessi legati alla valorizzazione e al rilancio di asset immobiliari, con un forte focus su analisi finanziaria, pianificazione strategica e sviluppo del business. Parallelamente all’attività manageriale, ha svolto attività accademica e di formazione nel campo dell’hospitality, contribuendo alla crescita di nuove professionalità del settore. Con questa nomina, Leonardo Hotels conferma il proprio impegno nel rafforzare la struttura organizzativa e nel dotarsi di figure manageriali in grado di guidare il gruppo attraverso le sfide future, mantenendo una direzione chiara e coerente con gli obiettivi di crescita a livello europeo.
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Infortuni, il giuslavorista: 'Modello 231 efficace per mappare zona grigia di appalti e subappalti"
(Adnkronos) - "La moltiplicazione di appalti e subappalti crea una zona grigia pericolosa: la responsabilità si diluisce lungo la catena, ma in caso di infortunio la Procura risale fino al committente. Il T.U. 81/2008 impone obblighi di coordinamento e cooperazione che spesso restano sulla carta. Le nuove modalità di lavoro - smart working, piattaforme digitali, lavoro in ambienti 'terzi' - aggravano il problema, perché sfumano i confini del luogo di lavoro e rendono più difficile la vigilanza effettiva. In questo contesto, chi non si è dotato di un Modello 231 robusto si trova oggettivamente esposto: il committente che ha selezionato un appaltatore senza verificarne l'affidabilità organizzativa rischia di essere chiamato a rispondere anche per fatti commessi lungo la catena. Il Modello 231 è, in questa prospettiva, uno degli strumenti più efficaci per mappare e presidiare proprio queste zone grigie". A dirlo, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, l'avvocato Sergio Passerini, socio giuslavorista dello Studio Ichino Brugnatelli, in occasione della Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro. Il Modello 231 viene spesso percepito come uno strumento complesso e 'da grandi aziende': perché, invece, può rivelarsi strategico anche per le pmi? "Per una pmi - spiega - un infortunio grave con procedimento penale a carico dell'amministratore può essere davvero dannoso, non solo sul piano reputazionale, ma anche finanziario. Le sanzioni interdittive previste dal D.Lgs. 231/2001 (divieto di contrattare con la Pa, sospensione dell'attività, revoca di autorizzazioni e concessioni) possono mettere seriamente in difficoltà un'impresa. Ora le sanzioni pecuniarie possono essere calcolate sul fatturato globale e ciò rende il costo del 'non adottare il modello' potenzialmente sproporzionato rispetto all'investimento necessario per costruirlo". "Nelle aziende di dimensioni contenute - avverte - è peraltro più facile implementare un modello davvero funzionante, perché le procedure possono essere calate su processi reali e non su organigrammi astratti. La percezione del Modello 231 come strumento da grandi aziende è, oggi, un retaggio culturale che non regge più al confronto con la realtà giurisprudenziale e normativa". Il giuslavorista Passerini parla di un passaggio dalla logica dell’adempimento formale a quella dell’organizzazione sostanziale. "Significa - chiarisce - smettere di trattare il dvr (documento di valutazione dei rischi) e le procedure di sicurezza come documenti da archiviare e iniziare a trattarli come strumenti operativi vivi. La giurisprudenza ha chiarito che il fondamento della responsabilità dell'ente è la 'colpa di organizzazione' e che un modello puramente formale non ha alcuna efficacia esimente. Concretamente: le riunioni di coordinamento vanno verbalizzate, la formazione deve essere tracciata e verificata, gli incidenti sfiorati (i cosiddetti 'near miss') devono essere segnalati e analizzati, le procedure disciplinari vanno previste e davvero attuate in concreto a carico di chi disattende le regole di sicurezza, i flussi informativi verso l'organismo di vigilanza (odv) devono essere strutturati e documentati. Con le recenti riforme lo standard di 'efficace attuazione' diventa ancora più esigente. L’obiettivo è dunque quello di cercare di attuare in concreto, giorno per giorno, le procedure di sicurezza e di documentare questa attuazione". "In presenza - osserva - di un modello adottato ed efficacemente attuato, l’impresa può andare esente dalla responsabilità amministrativa anche se il reato è stato commesso. Ma l'esimente non è automatica: nel caso di un infortunio e di una conseguente indagine, il giudice verifica se il modello fosse adeguato al rischio concreto e se l'odv stesse davvero vigilando. La giurisprudenza più recente è netta nel distinguere tra modelli di facciata e modelli realmente implementati. C'è però una considerazione che può essere utile fare: anche quando l'esimente totale non viene riconosciuta, l'adozione di un modello congiuntamente al risarcimento del danno consente una riduzione delle sanzioni pecuniarie. Sono benefici economici spesso concreti e non trascurabili". "Un'azienda dotata di un Modello 231 certificato - assicura - trasmette ai propri interlocutori - banche, investitori, grandi committenti - un segnale di affidabilità organizzativa che va ben oltre la compliance. In molte gare d'appalto, specie nel settore pubblico e nelle supply chain internazionali, l'adozione del modello sta diventando un requisito implicito di accesso, e in alcuni bandi è già un requisito esplicito. Gli effetti indiretti sono quantificabili: migliori condizioni assicurative per la responsabilità civile dei vertici e per i rischi operativi, accesso facilitato al credito bancario, riduzione del turnover del personale in ruoli critici, minore esposizione nei rapporti con la catena di fornitura. In un mercato che si sta rapidamente orientando verso criteri ESG e di sostenibilità organizzativa, l'impresa priva di modello parte svantaggiata. E', in sostanza, un asset competitivo il cui ritorno sull'investimento, a differenza di quanto si tende a pensare, è oggi misurabile anche in termini puramente economici".
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L'iPad a portafoglio di Apple potrebbe non vedere la luce
(Adnkronos) - L’interesse di Apple per un dispositivo iPad caratterizzato da un display pieghevole è emerso con insistenza a partire dal 2023, delineando quella che sembrava essere la prossima evoluzione della tavoletta di Cupertino. Tuttavia, la cronologia dei lanci ipotizzati ha subito una serie di slittamenti progressivi che hanno spostato l’orizzonte temporale dal 2024 fino a un ipotetico 2029. Le recenti indicazioni fornite dall'analista di Bloomberg Mark Gurman delineano ora uno scenario ancora più incerto, suggerendo che il prodotto potrebbe non superare mai la fase di test interno per arrivare effettivamente sul mercato. Quella che inizialmente appariva come una priorità strategica per John Ternus, figura centrale nella successione ai vertici aziendali, viene oggi descritta da chi ha lavorato al progetto come un esperimento dalle finalità incerte. Nonostante lo sviluppo di un pannello da circa 20 pollici, le complessità tecniche e la ricerca di una reale utilità commerciale sembrano aver frenato l’ambizione del colosso tecnologico. Il rischio concreto è che l’iPad pieghevole resti confinato nel novero dei prototipi mai nati, segnando una battuta d'arresto nella strategia di Apple dedicata agli schermi ad alta flessibilità.
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Pechino blocca l'acquisizione dell'IA Manus da parte di Meta
(Adnkronos) - La Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme della Cina ha formalmente richiesto a Meta di revocare l'acquisizione di Manus, la startup di intelligenza artificiale con sede a Singapore ma dalle radici cinesi. L'operazione, valutata circa 2 miliardi di dollari, è stata bloccata in conformità con le leggi vigenti in materia di investimenti esteri e sicurezza nazionale. L'annuncio ha avuto un impatto immediato sui mercati, con il titolo della società guidata da Mark Zuckerberg che ha registrato una leggera flessione nelle contrattazioni pre-market dopo la diffusione della nota ufficiale. Manus, spesso indicata dagli osservatori come la "prossima DeepSeek", aveva attirato l'attenzione globale grazie a una crescita record, superando i 100 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annuali in soli otto mesi dal lancio del suo primo prodotto. La società si occupa dello sviluppo di agenti IA generalisti capaci di gestire compiti complessi come la ricerca di mercato, la scrittura di codice e l'analisi dei dati. Nonostante il trasferimento della sede operativa a Singapore, una strategia nota come "Singapore-washing" adottata per mitigare le pressioni geopolitiche, Pechino ha ribadito la propria autorità sulle tecnologie nate originariamente entro i propri confini. L'intervento del governo cinese rappresenta un segnale d'allarme per l'intero settore tecnologico e per i fondi di venture capital che vedevano nella delocalizzazione una via d'uscita dalle tensioni tra Washington e Pechino. Mentre gli Stati Uniti hanno già imposto restrizioni agli investitori americani nel sostenere direttamente aziende IA cinesi, la Cina sta intensificando gli sforzi per impedire la fuga di competenze e brevetti verso l'estero. Meta, che puntava a integrare le automazioni di Manus nei propri servizi consumer e aziendali, ha finora sostenuto la piena conformità legale dell'operazione, ma si trova ora di fronte a un muro normativo che mette a rischio l'intera strategia di espansione nel settore degli agenti intelligenti.
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Saros, recensione dell'esclusiva per PS5
(Adnkronos) - Dopo i successi di Resogun e la complessa eredità di Returnal, Housemarque consolida la propria posizione tra i PlayStation Studios con Saros, un progetto che sembra aver fatto tesoro delle critiche del passato per raffinare l'esperienza dei bullet-hell in terza persona. Sebbene il genere sia noto per un livello di sfida spesso proibitivo, questa nuova produzione riesce a mitigare la frustrazione tipica dei roguelite attraverso un sistema di progressione più generoso. A differenza del predecessore, il fallimento non comporta la perdita totale dei risultati ottenuti: i punti esperienza e le risorse accumulate permettono di sbloccare potenziamenti permanenti, garantendo una sensazione di crescita costante che incentiva il giocatore a tornare immediatamente in azione. Il cuore dell'esperienza risiede in un sistema di combattimento ad alta intensità che sfrutta in modo estensivo le potenzialità tecnologiche del controller DualSense. L'integrazione dei trigger adattivi permette di gestire diverse modalità di fuoco con un unico tasto, distinguendo tra attacchi standard, secondari e speciali in base alla pressione esercitata su L2. Questa scelta di design elimina la necessità di navigare tra menu o ruote delle armi, mantenendo il ritmo degli scontri frenetico e fluido. La varietà dell'arsenale, che spazia da fucili d'assalto a cannoni portatili, impone una gestione tattica delle minacce, specialmente durante i brutali scontri con i boss che richiamano per rigore e soddisfazione le dinamiche tipiche delle produzioni FromSoftware. Dal punto di vista estetico e narrativo, Saros si presenta come un omaggio alla fantascienza d'autore, grazie al suo direttore artistico Simone Silvestri. L'ambientazione del pianeta Carcosa alterna scenari che evocano la maestosità cromatica di Leyndell alla decadenza industriale dei lavori di Ridley Scott. La figura della corporazione Soltari e l'intelligenza artificiale che guida la missione richiamano esplicitamente le atmosfere di Alien, delineando un contesto di mistero e corruzione aziendale. La performance di Rahul Kohli nel ruolo del protagonista Arjun Devraj conferisce profondità a una trama volutamente criptica, dove il ciclo di morti e rinascite si intreccia con i fenomeni astronomici di un mondo in costante mutamento. L'opera di Housemarque si inserisce in un 2026 già particolarmente ricco per l'industria videoludica, posizionandosi come un titolo tecnicamente impeccabile e narrativamente stimolante. La capacità di bilanciare la difficoltà punitiva con una struttura che premia la perseveranza rende Saros un prodotto accessibile anche a chi solitamente evita i titoli ad alta tensione. Con una direzione artistica di alto livello e un loop di gioco rifinito, il titolo non solo rappresenta una conferma per lo studio finlandese, ma stabilisce un nuovo standard per le produzioni AAA dedicate alla piattaforma Sony, rendendo l'esplorazione di Carcosa un'esperienza difficile da abbandonare.
Fomato: PS5 Editore: Sony Interactive Entertainment Sviluppatore: Housemarque Voto: 9
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