Le leggi universali della nascita delle stelle

(Adnkronos) - Per la prima volta, un team internazionale guidato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), grazie alle recenti osservazioni della regione 30Dor-10, situata nella Grande Nube di Magellano, è riuscito a mappare la distribuzione di massa dei nuclei di formazione stellare (core mass function, CMF) al di fuori della nostra galassia. I risultati, pubblicati su Nature Communications, indicano che i meccanismi di frammentazione delle nubi di gas e polveri sono indipendenti dall'ambiente galattico di appartenenza, suggerendo l'esistenza di leggi fisiche universali per la nascita degli astri. L'indagine è stata condotta spingendo al limite le capacità del radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) in Cile. È stata raggiunta una risoluzione angolare di 0,05 secondi d'arco, un valore che permette di distinguere dettagli di appena 2000 unità astronomiche a una distanza di circa 160 mila anni luce dalla Terra. Questa precisione ha consentito l'identificazione di 70 nuclei densi, i precursori delle future stelle, distribuiti in quattro protoammassi. Per isolare correttamente i dati, i ricercatori hanno combinato le riprese millimetriche di ALMA con le osservazioni ottiche e infrarosse dei telescopi spaziali Hubble e James Webb. Questa sinergia è stata fondamentale per eliminare il segnale del gas ionizzato e confermare lo stato evolutivo precoce dei nuclei individuati. 

 

L'immagine mostra la regione 30Dor-10 nella Grande Nube di Magellano, vista dal telescopio James Webb con un filtro che mette in risalto l'emissione di gas ionizzato. Nel box a sinistra è rappresentato uno dei due cluster considerati in questo studio, il "Clump 52", come visto da ALMA prima di questi nuovi risultati, a una risoluzione di circa 20.000 unità astronomiche. Il box a destra mostra invece le nuove e impressionanti immagini a 2000 unità astronomiche (ovvero 2000 volte la distanza Terra-Sole), in cui si nota che questo cluster si separa in due protocluster. Il più brillante e massiccio è mostrato nel box in basso a destra. Crediti: A. Traficante et al.

   Il confronto tra i dati raccolti nella Grande Nube di Magellano e quelli relativi alla Via Lattea ha rivelato un andamento analogo, coerente con la nota legge di Salpeter. Questo avviene nonostante le profonde differenze ambientali: la regione osservata presenta infatti una metallicità inferiore, regimi di turbolenza diversi e una maggiore ionizzazione del mezzo interstellare rispetto alle zone di formazione stellare massiccia della nostra galassia. "Nessuno aveva finora provato a condurre questo tipo di studi in regioni extragalattiche, che richiedono una risoluzione e una sensibilità significativamente più alte", ha dichiarato Alessio Traficante, ricercatore dell'INAF e primo autore dello studio. "L'identificazione di più di 70 nuclei in 30Dor-10 era un risultato per nulla garantito, considerato che siamo andati a osservare un ambiente con un mezzo interstellare dalle caratteristiche profondamente diverse". La scoperta implica che, sebbene in ambienti estremi la distribuzione finale delle stelle (initial mass function) possa mostrare un eccesso di astri massicci, la fase iniziale di frammentazione dei nuclei densi resta coerente. Questi "semi" stellari possono accrescere la propria massa nel tempo seguendo dinamiche standardizzate. Il lavoro si inserisce nel solco di programmi internazionali come ALMA-IMF e ALMAGAL, aprendo la strada a uno studio sistematico della formazione stellare in galassie remote. La possibilità di applicare metodologie finora limitate alla Via Lattea a contesti extragalattici permetterà di verificare se le leggi fondamentali dell'universo restino costanti anche negli ambienti più estremi e distanti. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Valve annuncia il nuovo Steam Controller

(Adnkronos) - Valve ha ufficializzato il lancio del nuovo Steam Controller, previsto per il prossimo 4 maggio al prezzo di 99 euro. La periferica si propone come il tassello mancante per uniformare l’esperienza d’uso tra PC, Steam Deck e le diverse soluzioni domestiche del produttore, puntando su una versatilità che abbraccia l’intera libreria digitale. Rispetto al passato, il dispositivo introduce innovazioni tecniche significative come le levette magnetiche dotate di tecnologia TMR, progettate per eliminare i problemi di usura meccanica e migliorare la precisione complessiva grazie ai sensori capacitivi integrati per i controlli di movimento. Il fulcro dell’esperienza d’uso è rappresentato dallo Steam Controller Puck, un accessorio multifunzione che opera sia come trasmettitore wireless ad alta velocità che come stazione di ricarica magnetica. L'integrazione nativa con Steam Input permette di mantenere una parità di controlli totale con lo Steam Deck, includendo quattro tasti dorsali aggiuntivi e i caratteristici trackpad, strumenti essenziali per gestire i titoli solitamente vincolati all'utilizzo di mouse e tastiera. Un'attenzione particolare è stata rivolta al feedback aptico e alla gestione della mira attraverso il sistema Grip Sense, che attiva il giroscopio in modo intelligente tramite il tocco capacitivo, offrendo una risposta naturale nelle sessioni di gioco più frenetiche. La compatibilità estesa assicura il funzionamento della periferica su qualsiasi dispositivo animato dal software Valve, dai PC Windows e Linux fino ai dispositivi mobile e ai sistemi VR tramite lo Steam Frame. Grazie alla condivisione delle configurazioni della community, gli utenti potranno accedere a schemi di controllo ottimizzati per migliaia di titoli fin dal giorno del lancio, senza dover ricorrere a mappature manuali complesse. Con questa mossa, Valve consolida ulteriormente la propria infrastruttura hardware, offrendo uno strumento di precisione capace di adattarsi con la stessa efficacia sia alla postazione fissa che al gioco in streaming nel salotto di casa. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


AI e Satelliti per il monitoraggio dell'Isola di Vulcano

(Adnkronos) - Una recente ricerca, coordinata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con l’Università di Catania, ha dimostrato l'efficacia di un approccio integrato per la sorveglianza dell’isola di Vulcano, focalizzandosi sul sistema idrotermale, ovvero il complesso di vapori, gas e acque presenti nel sottosuolo. Lo studio ha preso in esame un arco temporale significativo, analizzando i dati raccolti tra il 2016 e il 2024. La metodologia ha previsto la combinazione di informazioni termiche derivate dai satelliti VIIRS e Sentinel-2 con le rilevazioni effettuate a terra dalle reti di monitoraggio dell'INGV presso il Cratere La Fossa. Il cuore dell'innovazione risiede nell'utilizzo delle reti neurali generative (SGAN). Questo modello di apprendimento semi-supervisionato è stato scelto per ovviare alla scarsità di dati relativi alle fasi di crisi vulcanica, eventi per natura rari e difficili da campionare in grandi quantità.  

Immagini sinottiche dell'isola di Vulcano datate 26/11/2016 00:48 (in alto a sinistra), 03/02/2021 01:00 (in alto a destra), 04/10/2021 00:54 (in basso a sinistra) e 10/12/2021 00:48 (in basso a destra). La scala di colori indica il valore NTI dei singoli pixel. I 16 pixel all'interno del riquadro verde fanno parte dell'Area Termale sulla Sommità (TAS) del cono attivo, e i loro valori NTI sono stati inclusi nel dataset per l'addestramento e il test del modello SGAN. B. Grafico a barre dei risultati della classificazione ottenuti dal modello SGAN addestrato. Le barre verdi rappresentano gli intervalli temporali classificati come Background, le barre gialle indicano quelli classificati come Minor Crisis e le barre rosse corrispondono agli intervalli temporali classificati come Unrest. I riquadri neri evidenziano i periodi identificati come fasi di crisi (ovvero classificati come Minor Crisis e/o Unrest), che includono: (a) 9 novembre 2016–3 gennaio 2017; (b) 6 marzo 2018–28 agosto 2018; (c) 25 maggio 2019–15 luglio 2019; (d) 8 luglio 2020–28 agosto 2020; (e) 10 maggio 2021–13 settembre 2023; (f) 4 maggio 2024–27 giugno 2024
.  “In particolare", dichiara Gaetana Ganci, ricercatrice INGV e co-autrice dello studio, "l’uso di un modello semi-supervisionato basato su reti neurali generative (SGAN) ha permesso di superare la limitata disponibilità di dati etichettati, dovuta alla rarità delle fasi di crisi. Il modello, infatti, può apprendere efficacemente sia con pochi dati etichettati sia con un’ampia mole di dati non etichettati”. Attraverso questo approccio, i ricercatori sono riusciti a distinguere tre diverse condizioni operative del sistema idrotermale:  
Background: normale stato di quiescenza dell'area vulcanica. 
Crisi minore: variazioni contenute nei parametri termici e chimici. 
Unrest: segnali evidenti di instabilità che richiedono un'attenzione prioritaria. 
I risultati pubblicati sulla rivista
Remote Sensing Applications: Society and Environment
evidenziano come l'intelligenza artificiale possa supportare la sorveglianza continua, individuando precocemente variazioni della temperatura superficiale legate a dinamiche profonde del sistema idrotermale. 
Il progetto SAFARI (An Artificial Intelligence-based StrAtegy For volcAno hazaRd monItoring from space), finanziato dal programma Pianeta Dinamico, apre la strada a sistemi di allerta precoce più sofisticati. L'integrazione di dati multisorgente permette di superare i limiti dei singoli sensori, offrendo una visione d'insieme delle condizioni di stabilità del vulcano. “Lo studio ha analizzato i dati raccolti tra il 2016 e il 2024, combinando informazioni sulla temperatura e le condizioni ambientali derivate dai satelliti con le temperature delle fumarole registrate dalla rete di monitoraggio dell’INGV” dichiara Francesco Spina, ricercatore dell’Istituto.  
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


La rivincita dell'uomo di Neanderthal, non fu soppiantato dai Sapiens perché meno intelligente

(Adnkronos) - Sono stati a lungo un enigma nell'evoluzione umana. E ancora oggi i Neanderthal continuano a sollevare domande cruciali alle quali la scienza sta cercando di dare risposta. Il più antico esemplare fu ritrovato nel 1829 in Belgio dal naturalista olandese Philippe-Charles Schmerling, che inizialmente pensò si trattasse di un essere umano antico, ma anatomicamente moderno. Da allora gli studi si sono susseguiti fino a diventare sempre più approfonditi, grazie anche all'aiuto di tecnologie avanzate. Un quesito, in particolare, è stato a lungo oggetto di dibattito: il modo esatto in cui i Neanderthal si inseriscono nella storia evolutiva degli ominidi. Le interpretazioni più accreditate degli studi sul Dna antico suggeriscono che ci fu un certo grado di incrocio tra i lignaggi dei Neanderthal e i lignaggi che portarono direttamente agli esseri umani moderni. Ma un altro enigma che si è cercato di risolvere è quanto e come differisse la cognizione dei Neanderthal da quella degli esseri umani moderni o di altri ominidi contemporanei (ovvero l'Homo Sapiens anatomicamente moderno). Questa è una delle domande più antiche della paleoantropologia umana. E oggi un nuovo studio - che confronta l'anatomia del cervello nei Neanderthal e nell'uomo moderno - prova a fare chiarezza su questo punto. I risultati sembrano smentire l'ipotesi che la sostituzione dei Neanderthal con gli esseri umani moderni sia stata determinata da differenze cognitive. Una rivincita per i nostri lontani 'cugini'.  L'idea che i Neanderthal fossero meno cognitivamente avanzati dell'Homo Sapiens si ritrova nella prima proposta che suggerisce che fossero una specie separata. Lo studio pubblicato sulla rivista 'Pnas' indaga le differenze nell'anatomia cerebrale e nelle capacità cognitive rispetto agli umani moderni. In media, i cervelli dei Neanderthal - secondo stime realizzate a partire dalle ricostruzioni endocraniche - tendevano ad essere più grandi e di forma diversa rispetto a quelli degli umani anatomicamente moderni. Ricerche precedenti avevano suggerito che differissero internamente anche da quelli dei primi umani moderni contemporanei. Ma, argomentano gli scienziati, non è chiaro se queste differenze morfologiche del cervello dei Neanderthal riflettano anche differenze cognitive.
 Per chiarire questo aspetto gli autori del nuovo studio, P. Thomas Schoenemann dell'Indiana University e colleghi, hanno confrontato i cervelli di due popolazioni di umani moderni utilizzando dati di risonanza magnetica ricavati da 200 individui di origine europea negli Stati Uniti e 200 individui di etnia Han cinese. Per 9 delle 13 regioni cerebrali analizzate, le differenze di volume assoluto tra le due popolazioni di umani moderni superavano le differenze precedentemente riportate tra Neanderthal e primi umani moderni contemporanei. Una revisione delle ricerche precedenti ha indicato che negli umani moderni i legami tra le dimensioni del cervello e le capacità cognitive sono deboli. Seguendo questo ragionamento, l'analisi suggerisce che eventuali differenze medie nelle capacità cognitive tra le popolazioni di Neanderthal e i primi umani moderni sarebbero state minime. Gli autori sostengono che, se le differenze anatomiche cerebrali tra le popolazioni umane moderne non sono significative dal punto di vista evolutivo, nemmeno le differenze anatomiche cerebrali tra i Neanderthal e i primi esseri umani moderni lo sarebbero state.  Secondo gli scienziati, questi risultati sfidano dunque l'ipotesi che la sostituzione dei Neanderthal con gli esseri umani moderni sia stata determinata da differenze cognitive. Del resto, i reperti archeologici di Neanderthal e Homo Sapiens risalenti al tardo Pleistocene medio e all'inizio del tardo Pleistocene in Africa ed Eurasia sono stati descritti come "notevolmente simili". Sebbene alcuni ricercatori abbiano suggerito che i Neanderthal avessero capacità linguistiche e simboliche più limitate, questa ipotesi è stata contestata, illustrano gli esperti. Studi sul Dna antico suggeriscono infatti che i Neanderthal avessero la stessa variante derivata del gene Foxp2, collegata alle capacità linguistiche, presente anche negli esseri umani moderni. E uno studio sulle cavità dell'orecchio esterno e medio dei Neanderthal rispetto all'Homo Sapiens moderno ha concluso che possedevano capacità uditive simili, rilevanti per il linguaggio umano. E' stato inoltre ipotizzato per i Neanderthal un possibile comportamento simbolico sotto forma di pitture rupestri, vista la presenza di pigmento ocra in vari siti antichi, e di asce a mano con conchiglie e fossili al centro, come di collezioni di conchiglie marine perforate suggestive di possibili ornamenti. Insomma, tutti elementi che indicano che l'espressione artistica e simbolica non fosse del tutto assente dal comportamento dei Neanderthal.  "Sebbene piccole differenze cognitive possano teoricamente avere grandi effetti evolutivi a lungo termine - concludono gli autori - è fondamentale contestualizzare l'entità di tali effetti in un'adeguata prospettiva comparativa". La ricerca pubblicata su Pnas punta proprio a questo e offre un contributo al complesso lavoro di contestualizzare i cambiamenti evolutivi nei cervelli degli ominidi. 
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Vorwerk lancia programma di sostituzione volontaria per i clienti Neato in Europa

(Adnkronos) - "Sebbene i dispositivi Neato rimangano funzionanti e possano continuare a essere utilizzati manualmente anche senza tali servizi" alla luce delle "preoccupazioni dei clienti", dopo la fine dei servizi cloud, Vorwerk annuncia l'estensione del programma di sostituzione volontaria ai robot Neato acquistati negli ultimi tre anni. Ai clienti europei che hanno acquistato un robot Neato dopo l’annuncio della chiusura dell’azienda tre anni fa (maggio 2023) e che hanno utilizzato attivamente le funzionalità cloud verrà offerto in omaggio un robot aspirapolvere Folletto VR7 di ultima generazione in cambio del loro dispositivo Neato. L'iniziativa - si sottolinea - "è una misura volontaria da parte di Vorwerk e riflette l’impegno del Gruppo verso la soddisfazione del cliente ". Neato, azienda americana con sede negli Stati Uniti acquisita dal Gruppo Vorwerk, ha cessato l'attività nel maggio 2023, "non avendo raggiunto un successo commerciale sostenibile come entità autonoma". Nei prossimi giorni saranno fornite ulteriori informazioni sulla pagina web dedicata all’assistenza clienti Neato (https://support.neatorobotics.com). 
---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Stabilità dei vertici e competenze digitali, la governance aziendale si trasforma

(Adnkronos) - LHH, società parte del Gruppo Adecco, ha recentemente annunciato la pubblicazione del report “2026 View from the C-Suite”. Secondo l'ultima indagine annuale condotta su oltre 2.530 aziende, il turnover ai vertici aziendali ha registrato una flessione verticale, passando dal 43% al 19% in un solo anno. Questa ritrovata stabilità, tuttavia, non coincide con una fase di stasi: i dirigenti si trovano a dover gestire pressioni esterne crescenti, dove l'incertezza economica e la cybersicurezza dominano l'agenda, superando persino l'intelligenza artificiale come fonte di preoccupazione immediata per tre executive su quattro. Nonostante la cybersicurezza sia percepita come il rischio più urgente, l'intelligenza artificiale emerge come l'area in cui il divario di competenze è più marcato. Le tecnologie digitali ed emergenti sono risalite in cima alla classifica delle priorità di sviluppo, con il 49% dei leader che le indica come fondamentali per la competitività futura. L'efficacia della leadership è però ostacolata da limiti strutturali interni. Il 28% dei dirigenti identifica nella mancanza di chiarezza strategica il principale freno alle performance, seguito da processi decisionali inefficaci che rallentano l'esecuzione operativa. In questo scenario, la longevità dei mandati dei "Baby Boomer", con il 58% degli executive a fine carriera che prevede di restare in carica per i prossimi tre anni, impone una pianificazione più rigorosa del ricambio generazionale per evitare colli di bottiglia nello sviluppo dei nuovi talenti. I leader italiani mostrano un profilo divergente rispetto alla media globale. Mentre a livello internazionale l'attenzione è polarizzata sulla governance tecnologica, in Italia l'agenda è dettata dalla volatilità economica. Per il 36% degli executive italiani, l'incertezza dei mercati rappresenta la sfida principale, seguita dai rischi geopolitici (31%). Sul fronte interno, la priorità italiana si sposta sulla capacità di attuazione: l'efficacia dei team (27%) e la retention dei talenti (26%) superano la mera trasformazione digitale. Questo dato suggerisce che, nel contesto nazionale, la riuscita dei processi di innovazione dipenda ancora strettamente dalla coesione organizzativa e dalla capacità di tradurre la visione strategica in azioni concrete. Il consolidamento della governance aziendale richiede un intervento strutturato su tre pilastri interdipendenti: 
Responsabilità sull’IA: l'integrazione tecnologica non è più un tema delegabile, ma richiede una partecipazione diretta del top management per garantire rigore etico e decisionale. 
Chiarezza Strategica: risulta essenziale semplificare i processi decisionali per ridurre il divario tra la pianificazione e l'esecuzione. 
Gestione della Successione: la stabilità dei mandati deve essere accompagnata da percorsi di crescita per le nuove generazioni, onde evitare vuoti di competenza nel lungo periodo. "Le carriere dei top executive si stanno allungando. Questa è una buona notizia, perché leadership longeve apportano stabilità e visione, ma le organizzazioni devono anche saper valorizzare l’esperienza, senza farla diventare un freno all’emergere di nuovi talenti", ha commentato Elisabetta Mereghetti, Head of Career Transition & Mobility e Leadership Development di LHH. "Oggi, la nuova generazione di leader non è disposta ad aspettare passivamente. Senza percorsi strutturati di sviluppo e successione, mandati più lunghi ai vertici rischiano di trasformarsi in un collo di bottiglia, rallentando la crescita delle competenze e l’evoluzione dell’organizzazione. A questo si aggiunge una crescente mancanza di chiarezza strategica e di efficacia nei processi decisionali. Quando gli obiettivi non sono chiari e le decisioni si bloccano, l’esecuzione rallenta e le iniziative di cambiamento perdono slancio. Colmare il divario tra visione strategica ed esecuzione sarà decisivo per affrontare contesti sempre più complessi e incerti". 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Efficienza energetica e carichi AI: le nuove sfide delle infrastrutture dati

(Adnkronos) - Secondo i dati dell'International Energy Agency (IEA), il consumo elettrico dei data center è destinato a superare i 1.000 terawattora entro il 2026, una cifra paragonabile al fabbisogno annuo di una nazione industrializzata. L'evoluzione delle piattaforme di archiviazione dati si sta concentrando sulla riduzione dei requisiti di raffreddamento e alimentazione. Il recente report annuale sulla sostenibilità di Hitachi Vantara evidenzia come l'integrazione di strumenti per il monitoraggio delle emissioni di carbonio e della riduzione dei consumi sia diventata parte integrante dei sistemi storage enterprise. L'obiettivo è supportare i flussi di lavoro AI-driven senza compromettere gli obiettivi ESG (Environmental, Social, and Governance) delle aziende. “La sostenibilità è sempre più legata alle performance operative e ai risultati di business,” ha dichiarato Akinobu Shimada, CEO di Hitachi Vantara. “Nel FY2025, ci siamo concentrati nel supportare i clienti a gestire la crescita dell’AI e dei dati migliorando l’efficienza e riducendo l’impatto ambientale. I nostri investimenti in innovazione infrastrutturale, progettazione del ciclo di vita e governance stanno consentendo ai clienti di ottenere risultati concreti.” Un pilastro fondamentale della nuova strategia industriale riguarda il ciclo di vita dei prodotti. L'impiego di plastiche riciclate post-consumo ha raggiunto il 50% in componenti chiave dei sistemi di archiviazione, mentre le politiche di recupero hanno permesso di contenere lo smaltimento in discarica a una quota inferiore allo 0,3%. Il monitoraggio delle emissioni è stato esteso alle categorie dello Scope 3, migliorando l'accuratezza dei dati per gli audit di sostenibilità. Strumenti avanzati di diagnostica permettono oggi alle organizzazioni di avere una visibilità completa sul consumo energetico, facilitando l'ottimizzazione delle risorse su larga scala. L'efficacia di queste infrastrutture è misurabile attraverso i risultati ottenuti da diverse realtà globali che hanno modernizzato i propri sistemi: 
Settore Idrico (Belgio): L'impianto Aquiris gestisce 110 milioni di metri cubi di acque reflue annui. “Hitachi Vantara ci supporta nel raggiungere il nostro obiettivo di creare un processo sostenibile per garantire l'approvvigionamento di acqua pulita e sostenere la crescita e lo sviluppo di Bruxelles,” ha dichiarato Juan Ochoa, managing plant director di Aquiris. “I miglioramenti delle prestazioni ottenuti con VSP One Block saranno significativi. Raccogliamo costantemente dati, monitoriamo KPI e controlliamo i processi di depurazione. Il potenziamento delle capacità di storage ci aiuterà a rispondere rapidamente alle criticità e a ottimizzare le attività dell’impianto.” 
Settore Bancario (Turchia): DestekBank ha registrato una riduzione del 25% del consumo energetico del data center e un calo del 20% del costo totale di proprietà (TCO). 
Settore Editoriale (India): La testata Malayala Manorama ha ridotto dello spazio rack del 66%, con un risparmio del 70% sui costi di energia e raffreddamento per le proprie operazioni h24. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ai, 14 startup italiane a Miami per eMerge Americas

(Adnkronos) - Dall’intelligenza artificiale applicata alla gestione urbana e industriale alla prevenzione in ambito sanitario, dalle piattaforme per l’automazione dei processi alle soluzioni per la formazione, la sostenibilità e la creator economy: l’Italia partecipa per la prima volta a Miami a eMerge Americas con una collettiva di 14 aziende espositrici curata dall’ICE–Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in uno degli appuntamenti più rilevanti del panorama tech internazionale, tra Stati Uniti e America Latina. Il Padiglione Italia è presente nell’area expo della manifestazione, che si è tenuto il 23 e 24 aprile al Miami beach convention center. eMerge Americas è una delle principali piattaforme internazionali dedicate a innovazione e tecnologia nelle Americhe: un evento che combina conference ed expo e che, attraverso una programmazione annuale e il grande appuntamento in Florida, mette in relazione imprese globali, startup, investitori e istituzioni per accelerare lo sviluppo di tecnologie emergenti e favorire l’incontro tra capitale, talenti e idee.  L’edizione 2026 ha messo al centro quattro temi principali – AI e deep tech, national security, health e finance – con oltre 20mila partecipanti, più di 60 Paesi rappresentati, oltre 250 speaker e più di 300 espositori. Per le startup e le imprese innovative l’evento si conferma anche come una piattaforma strategica per sviluppare partnership industriali e commerciali, aumentare la visibilità internazionale delle proprie soluzioni e avviare percorsi di ingresso nel mercato d’oltreoceano, con un posizionamento particolarmente interessante per chi guarda al Sud degli Stati Uniti e, insieme, al mercato latinoamericano: in questo senso, Miami rappresenta un contesto favorevole per testare opportunità di espansione tra USA e Latam, in un ecosistema in cui networking, relazioni e accesso diretto agli interlocutori hanno un’importanza strategica. Le soluzioni presentate dalla delegazione italiana a eMerge Americas 2026 restituiscono l’immagine di un ecosistema fortemente orientato all’applicazione concreta dell’innovazione, con un baricentro evidente su intelligenza artificiale, software avanzato e tecnologie data-driven: si va da piattaforme per la gestione intelligente delle città e delle flotte di veicoli, capaci di integrare dati in tempo reale, anticipare criticità e ottimizzare processi, a strumenti per il marketing predittivo, la creator economy e la trasformazione digitale di asset immobiliari e rurali; accanto a questo, trovano spazio soluzioni per la formazione continua e l’upskilling, dai sistemi adattivi basati su AI ai serious game per lo sviluppo di competenze trasversali. Un altro asse rilevante è quello della salute e delle life sciences, con tecnologie per lo screening cardiaco rapido da remoto, dispositivi per la diagnosi senologica con le microonde al posto dei raggi X e applicazioni nutraceutiche e cosmetiche ad alta componente scientifica. Completano il quadro proposte rivolte all’industria e alla sostenibilità, come sistemi per aumentare l’efficienza energetica dei vecchi macchinari senza sostituirli, piattaforme per l’aviazione basate su monitoraggio in tempo reale e analytics, e automazioni per la raccolta differenziata che trasformano la gestione dei rifiuti in una fonte di dati operativi e ambientali. Nel complesso, emerge una presenza italiana ampia e trasversale, concentrata su tecnologie capaci di migliorare efficienza, prevenzione, automazione e qualità decisionale in settori molto diversi tra loro. Le aziende espositrici sono Asymmetrica (Taranto), Bytek (Milano), BM Diagnostics (Cantiano, PU), Carchain (Trieste), Exo Lab Italia (Pescara), Flyon Aero (Milano), Ganiga.ai (Pisa), Hevolus (Molfetta, Ba), Intuos (Roma), PA360 (Lecce), Ruralis (Sant’Angelo dei Lombardi, AV), Tinental (Bastiglia, Mo), Ubt–Umbria Bioengineering Technologies (Assisi, PG) e Vidoser (Catania). 
---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


L’Antartide svela 1,2 milioni di anni di storia a 2,8 km di profondità

(Adnkronos) - L'ultima spedizione del progetto europeo "Beyond EPICA - Oldest Ice" si è svolta presso il sito di Little Dome C, a circa 3.200 metri di altitudine. Una collaborazione internazionale coordinata dall'Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISP) ha ultimato il prelievo di una carota di ghiaccio lunga 2,8 chilometri che rappresenta l'archivio continuo più esteso mai recuperato, capace di fornire dati sull'atmosfera e sul clima terrestre degli ultimi 1,2 milioni di anni.   L'operazione ha richiesto soluzioni tecniche complesse, tra cui la deviazione del foro di perforazione principale a oltre due chilometri di profondità. Questa manovra è stata progettata per raddoppiare i campioni relativi alla "Transizione del Pleistocene Medio", un'epoca in cui la frequenza delle ere glaciali è mutata drasticamente, passando da cicli di 40.000 a 100.000 anni. Le cause di questo fenomeno sono tuttora oggetto di indagine e i dati estratti potrebbero fornire risposte cruciali sulla sensibilità del sistema climatico. Inoltre, il team ha recuperato frammenti del substrato roccioso sepolto. L'analisi di questi materiali permetterà di determinare con precisione l'età della calotta glaciale, stabilendo quando la roccia è stata esposta alla luce per l'ultima volta prima di essere sommersa dal ghiaccio. 
I campioni prelevati sono attualmente in fase di analisi presso quattordici laboratori d'eccellenza distribuiti in dieci Paesi europei. Ogni centro di ricerca è specializzato in analisi specifiche per ricostruire il quadro ambientale passato: 
Analisi delle impurità e polveri: Gestite da CNR-ISP, Università di Firenze e Milano-Bicocca, fondamentali per ricostruire la circolazione atmosferica. 
Isotopi del ghiaccio e dei gas: Analizzati da istituti quali l'Università Ca' Foscari, l'AWI di Bremerhaven e l'Università di Berna per determinare le temperature storiche e la composizione delle bolle d'aria. 
Datazione e modellizzazione: Sviluppate dall'IGE di Grenoble e dall'Università di Utrecht per inquadrare cronologicamente la Transizione del Pleistocene Medio. "Avevamo di fronte sfide tecnologiche e ingegneristiche senza precedenti nella glaciologia antartica", spiega Carlo Barbante, coordinatore di Beyond EPICA. "Siamo riusciti a raggiungere un risultato storico: consentire alla scienza di sfogliare il libro di storia più antico, ovvero analizzare ghiaccio formatosi negli ultimi 1,2 milioni di anni". La riuscita della missione è il risultato di una sinergia tra la Commissione Europea e diverse agenzie nazionali, tra cui l'italiana ENEA e l'Istituto polare francese (IPEV), responsabili della gestione logistica. Le attività si sono svolte in condizioni estreme, con temperature medie di -35°C, avvalendosi del supporto della stazione Concordia e della nave rompighiaccio Laura Bassi per il trasporto dei campioni in Europa. I risultati di queste ricerche sono destinati a ridefinire i modelli climatici attuali, offrendo una prospettiva a lungo termine sulla variabilità naturale del pianeta. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Turismo, Luca De Giorgi è il nuovo Regional Director Italy di Leonardo Hotels

(Adnkronos) - Leonardo Hotels annuncia la nomina di Luca De Giorgi a Regional Director Italy. La scelta riflette una strategia chiara, che ha come obiettivo quello di accompagnare la crescita del gruppo in Italia con una struttura manageriale solida, capace di rispondere alle evoluzioni del settore e alle aspettative di un pubblico in costante trasformazione. In questo contesto, il ruolo di Regional Director Italy assume una valenza centrale, non solo nella gestione operativa delle strutture, ma anche nella costruzione di una visione coerente e di lungo periodo. “Siamo felici di dare il benvenuto a Luca in questo ruolo chiave per Leonardo Hotels in Italia. Porta con sé un’importante esperienza operativa unita a una solida visione strategica e ha più volte dimostrato la sua capacità di implementare portfolio alberghieri, coniugando elevata soddisfazione degli ospiti e solidi risultati finanziari. A lui e a tutto il team in Italia va il nostro augurio di pieno successo in questo nuovo capitolo”, ha affermato Yoram Biton, Managing Director di Leonardo Hotels Central Europe. Nel suo nuovo incarico, Luca De Giorgi sarà responsabile del coordinamento e della supervisione delle proprietà italiane della catena alberghiera, con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento, ottimizzare le performance e garantire un elevato standard qualitativo in tutte le aree operative. La sua attività si concentrerà inoltre sullo sviluppo strategico del portfolio, lavorando in sinergia con i team locali e con il management internazionale. “Accolgo con grande entusiasmo - ha dichiarato Luca De Giorgi, Regional Director Italy di Leonardo Hotels - la sfida di assumere il ruolo di Regional Manager Italy in un momento così significativo per il percorso di sviluppo di Leonardo Hotels nell’area. L’Italia rappresenta un mercato chiave, ricco di opportunità e al tempo stesso estremamente competitivo, dove la capacità di distinguersi passa attraverso coerenza, qualità e visione strategica. Nel lungo termine, l’obiettivo è quello di consolidare una presenza sempre più riconoscibile sul territorio, valorizzando ogni singola destinazione e rafforzando la brand identity in modo chiaro e distintivo. Questo significa investire sulle persone, sui processi e sull’innovazione, creando le condizioni per una crescita che sia non solo quantitativa, ma soprattutto qualitativa. Parallelamente, intendiamo continuare a sviluppare un’offerta che risponda in maniera puntuale alle esigenze di un ospite sempre più evoluto, mantenendo al centro l’esperienza e la qualità del servizio”.  Luca De Giorgi vanta un solido percorso professionale nel settore hospitality e real estate, sviluppato attraverso incarichi di crescente responsabilità in contesti sia operativi sia strategici. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella gestione di portfolio alberghieri multi-struttura, occupandosi di sviluppo, ottimizzazione delle performance e coordinamento dei team, con un approccio orientato ai risultati e alla creazione di valore nel lungo periodo. Ha inoltre ricoperto ruoli manageriali in ambito investment e asset management, lavorando su progetti complessi legati alla valorizzazione e al rilancio di asset immobiliari, con un forte focus su analisi finanziaria, pianificazione strategica e sviluppo del business. Parallelamente all’attività manageriale, ha svolto attività accademica e di formazione nel campo dell’hospitality, contribuendo alla crescita di nuove professionalità del settore. Con questa nomina, Leonardo Hotels conferma il proprio impegno nel rafforzare la struttura organizzativa e nel dotarsi di figure manageriali in grado di guidare il gruppo attraverso le sfide future, mantenendo una direzione chiara e coerente con gli obiettivi di crescita a livello europeo. 
---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)