Icone pop a Napoli, il Comicon 2026 accende i motori

(Adnkronos) - Manca ormai pochissimo al ritorno di Comicon Napoli, che dal 30 aprile al 3 maggio celebrerà la sua XXVI edizione confermandosi snodo cruciale per il panorama nazionale del fumetto e dell’intrattenimento digitale. L'appuntamento alla Mostra d'Oltremare assume quest'anno una valenza sportiva di rilievo grazie alle Finals della eSerie A Goleador 2026. Il campionato ufficiale esports, organizzato dalla Lega Calcio Serie A in collaborazione con Infront Italy e King Esport, vedrà 16 club della massima divisione contendersi lo scudetto virtuale su EA Sports FC 26. Dopo una Regular Season serrata disputata tra febbraio e marzo, formazioni come Como Gaming Club, Sassuolo eSports, Cagliari Calcio e Hellas Verona attendono di conoscere i propri avversari in un tabellone a eliminazione diretta che culminerà nella finalissima del 1° maggio presso l’Esports Stage del Padiglione 6. L'evento non rappresenta solo una sfida per il titolo nazionale, ma costituisce un trampolino verso i palcoscenici internazionali. I primi quattro classificati otterranno infatti il pass per la eChampions League, mentre i due finalisti staccheranno il biglietto diretto per l’EA Sports FC Pro World Championship previsto per il mese di luglio. La narrazione dei match sarà affidata a un team di caster e talent, tra cui spiccano i nomi di Leticia Begalli e Sabino Palermo, con la partecipazione straordinaria di Moonryde che seguirà le fasi cruciali in co-streaming. Come sottolineato dai vertici della Lega Serie A, la competizione mira a costruire un ponte solido tra il calcio tradizionale e le nuove generazioni, utilizzando la tecnologia come linguaggio comune per unire passione e spettacolo dal vivo. L'esperienza interattiva si estende oltre il palco dei professionisti grazie al Red Bull Gaming Ground situato nel Padiglione 5. Qui il pubblico potrà immergersi in un percorso dedicato al mondo del calcio a 360 gradi, spaziando dall'intramontabile calciobalilla alle postazioni di gioco digitali, fino alle sfide di calcio al volo. L'area offrirà l'opportunità di incontrare dal vivo Moonryde per sessioni di meet&greet e permetterà di assaporare l'atmosfera del Red Bull King D’o Rione, la competizione coreografica che vedrà i quartieri di Napoli protagonisti nelle settimane successive. Il 2 maggio, inoltre, il Community Event della eSerie A consentirà ai visitatori di scendere in campo in prima persona, sfidando i pro player in match aperti a tutti gli appassionati presenti in fiera. Parallelamente all'ambito videoludico, il collezionismo rimane uno dei pilastri fondamentali della kermesse. Funko presenzierà al Padiglione 3 con uno stand dedicato alla presentazione di pezzi esclusivi legati a franchise di rilevanza mondiale. Tra le novità più attese spiccano le figure di One Piece dedicate a Bon Clay e le versioni speciali di Kakashi da Naruto e Satoru Gojo da Jujutsu Kaisen. L'inclusione di personaggi tratti da opere di successo come DanDaDan e la linea di accessori Loungefly sottolineano la capacità dell'evento di intercettare i trend più attuali del mercato globale. Per quattro giorni, la Mostra d’Oltremare diverrà dunque il centro di gravità per una comunità eterogenea, capace di fondere la staticità delle statuette in vinile con l'adrenalina dell'esports di alto livello. 
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Mirto alleato della fertilità maschile, 'protegge gli spermatozoi dai veleni delle plastiche'

(Adnkronos) - Mirto alleato della fertilità maschile. Uno studio nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Scienze del farmaco dell'università di Padova e gruppi tunisini dell'università di Beja e di Hammam Lif mostra come l'olio essenziale di mirto comune (Myrtus communis) possa proteggere gli spermatozoi dai danni causati dal bisfenolo A, una sostanza chimica molto diffusa nelle plastiche che agisce da interferente endocrino, riducendo la funzionalità dei gameti maschili e aumentando lo stress ossidativo. In un articolo pubblicato sulla rivista 'Antioxidants', i ricercatori hanno visto cosa succede agli spermatozoi quando vengono esposti al bisfenolo A e hanno osservato come l'olio essenziale di mirto sia in grado di ridurne gli effetti. Gli scienziati hanno documentato, per ora in fase preclinica, "un miglioramento di tutti i parametri legati allo stress ossidativo". Poiché "l'olio essenziale di mirto è naturale e non ha pericolosità - sottolineano - potrebbe essere un punto di partenza per controbilanciare l'esposizione agli interferenti endocrini". Pianta aromatica tipica dell'area mediterranea, il mirto è inoltre "molto comune e disponibile in diverse varietà. Questo rende ancora più interessante il suo possibile utilizzo in ambito terapeutico". "Nel corso dello studio abbiamo visto che alcuni dei composti presenti nell'olio sono selettivamente rilevabili all'interno delle cellule, e che il bisfenolo causa una riduzione delle difese antiossidanti del nostro organismo - afferma Stefano Dall'Acqua del Dipartimento di Scienze del farmaco dell'università di Padova, corresponding author dello studio - Questo ci ha portato a concludere che l'olio essenziale di Myrtus Communis protegge dal danno indotto da bisfenolo attraverso meccanismi di stabilizzazione della membrana degli spermatozoi e di riattivazione delle loro attività enzimatiche, evidenziando così un nuovo potenziale campo di applicazione di questo fitoterapico contro la sterilità maschile, e per contrastare il danno alla fertilità dovuto appunto all'esposizione all'inquinante". I primi dati sono incoraggianti: "La prova fatta su un modello animale sembra funzionare, abbiamo diverse buone informazioni che ci mostrano la possibilità di un certo grado di successo", riporta Dall'Acqua. "I prossimi passi - aggiunge l'autore - saranno aumentare il numero di studi e verificare la possibilità di utilizzo, cioè la sicurezza nell'uomo. Si procede". Il bisfenolo - ricorda una nota dell'ateneo padovano - è un composto chimico organico utilizzato come materia prima per produrre plastiche. E' un interferente endocrino perché è capace di simulare l'azione degli estrogeni e di alterare l'equilibrio ormonale sviluppando dei malfunzionamenti a livello del sistema riproduttivo. Questi danni sono maggiori se l'esposizione avviene durante la gestazione o durante il periodo dell'embriogenesi. Nell'adulto la tossicità del bisfenolo è ridotta, ma alla lunga gli effetti di ormonosimili, cioè sostanze che imitano la struttura e l'azione degli ormoni naturali del corpo umano, possono creare problematiche. Ad oggi tutti gli interferenti endocrini fra cui il bisfenolo sono vietati nei cosmetici, nella produzione di alcune plastiche per i biberon, e in generale degli oggetti di plastica che sono più a contatto con la popolazione mettendola più a rischio. E' considerato una di quelle sostanze preoccupanti di cui dovrebbero essere limitate la produzione, la dispersione e l'esposizione umana. Lo stress ossidativo è il meccanismo da contrastare. Il nostro corpo - illustrano da UniPd - produce naturalmente molecole chiamate radicali dell'ossigeno. In piccole quantità sono utili, ma quando diventano troppe possono danneggiare le cellule. Lo squilibrio che causano si chiama appunto stress ossidativo. "E' come il fuoco: utile se controllato, ma pericoloso se si diffonde senza controllo - rimarca Dall'Acqua - Quindi, finché i sistemi che producono radicali dell'ossigeno si comportano nelle loro corrette forme non c'è stress ossidativo, cioè abbiamo dei radicali che svolgono la funzione che ci è utile, producono e velocizzano reazioni molto importanti in condizioni molto blande. Quando invece per qualche motivo il sistema non funziona più bene, questi radicali dell'ossigeno perdono il controllo e si ha stress ossidativo che porta a danneggiare le molecole e tutto quello che ne consegue". 
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Giornata della danza, dalla scienza le buone ragioni per lasciarsi andare al ritmo

(Adnkronos) - Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. La danza è una forma di espressione che accompagna da sempre la storia dell'umanità. Fin dalla preistoria, come dimostrano le tracce di silhouette in movimento rimaste impresse nelle pitture rupestri. Nel tempo gli stili si sono evoluti, ma anche fuori dal ristretto mondo di chi la coltiva come massima espressione artistica, ballare - o semplicemente lasciarsi andare al ritmo in maniera rudimentale per brevissimi momenti - è un'esperienza che accomuna chiunque nel pianeta, e scandisce la quotidianità di molti. Quasi un istinto primordiale, i cui benefici sono però perfettamente codificati ormai in una lunga serie di studi. Parola di scienziati. Mercoledì 29 aprile si celebrerà la 44esima Giornata internazionale della danza (ricorrenza istituita nel 1982 dal Comitato di Danza dell'International Theatre - Unesco) e, se dal punto di vista performativo la disciplina ha regalato immagini iconiche che hanno ispirato da capolavori pittorici a capisaldi della storia del cinema e fa ancora sognare, ci sono diverse buone ragioni pratiche per introdurre l'abitudine di ballare nella propria routine di vita. Dagli effetti sul cervello a quelli prettamente legati alla forma fisica, fino ai vantaggi sociali.  Ecco quello che emerge, solo passando in rassegna gli studi prodotti dalla letteratura scientifica negli ultimi 2 anni: la danza è un cuscinetto contro lo stress, contribuisce a rallentare l'invecchiamento cerebrale, allevia sintomi di ansia e depressione, è alleata di persone che si misurano con malattie ad alto impatto, praticarla e perfezionare questa abilità educa il cervello alla socialità, per non parlare dell'aiuto che può rappresentare per le persone con obesità o in sovrappeso per tenere a bada l'ago della bilancia. L'elenco è lungo e l'effetto sul peso è il più intuitivo. Ma una metanalisi pubblicata su 'Plos One' entra nel merito in modo approfondito. Gli autori hanno incluso solo gli studi che indagavano su interventi di danza proposti a persone in sovrappeso e obese e hanno rilevato che, rispetto a uno stile di vita normale, ballare ha portato a miglioramenti significativi in termini di Bmi, circonferenza vita, percentuale di grasso e massa grassa. Dati che hanno portato gli esperti a concludere che la danza è efficace, apportando anche un miglioramento significativo alla composizione e alla morfologia corporea. E "grazie al maggiore piacere che offre, può rappresentare un valido intervento di esercizio fisico per la perdita di peso".  Un capitolo corposo è poi quello della salute mentale e della connessione mente-corpo. E' di pochi mesi fa uno studio pubblicato sul 'British Journal of Sports Medicine' che dimostra come l'esercizio aerobico - quale appunto la danza - potrebbe essere "molto efficace" per ridurre l'impatto di ansia e depressione. Per quest'ultima, in particolare, sembra essere più indicata proprio l'attività di gruppo, mentre modalità più brevi e a bassa intensità potrebbero esserlo per l'ansia. In ogni caso, in qualsiasi forma si pratichi, secondo gli autori che hanno setacciato le banche dati alla ricerca di analisi aggregate di studi clinici randomizzati e controllati è uno strumento valido, paragonabile a psicoterapia e farmaci, per alleviare i sintomi. Per quanto riguarda la depressione, sono state incluse 57 analisi di dati aggregati, comprendenti 800 studi, con 57.930 partecipanti di età compresa tra 10 e 90 anni. Per l'ansia 24 analisi di dati aggregati, comprendenti 258 studi, con 19.368 partecipanti di età compresa tra 18 e 67 anni. Il lavoro ha mostrato che l'esercizio fisico ha avuto un effetto di entità media sui sintomi depressivi e un effetto da piccolo a medio sui sintomi d'ansia, con gli impatti più significativi riscontrati nei giovani adulti (18-30 anni) e nelle donne che avevano partorito di recente. Tutte le forme di esercizio fisico sono risultate associate ad effetti positivi, ma le forme aerobiche, di gruppo e supervisionate si sono dimostrate le più efficaci nell'alleviare i sintomi della depressione. L'altro aspetto analizzato è quello della creatività correlata alla danza (e ad altre attività quali dipingere). La domanda degli scienziati è stata: come mantenere il cervello in forma? Dall'analisi, pubblicata su 'Nature Communications', emerge che dedicarsi regolarmente ad attività creative come ballare è associato a un rallentamento dell'invecchiamento cerebrale. Nell'ambito di questo studio internazionale sono stati presi in esame dati di neuroimaging e questionari di oltre 1.400 partecipanti provenienti da 13 Paesi (tra cui anche l'Italia), comprese persone che potevano essere definite esperte in un determinato campo creativo. Sono stati inclusi per esempio ballerini di tango e l'attività cerebrale di tutti i soggetti è stata misurata prima e dopo diverse settimane di allenamento. Poi l'età del cervello è stata calcolata usando dei modelli avanzati chiamati orologi cerebrali. Risultato: le persone più impegnate in attività creative, dalla danza alla musica, tendevano ad avere un'età cerebrale più giovane, il che suggerisce un legame di queste attività con la salute del cervello. Le esperienze creative hanno aumentato la plasticità delle regioni soggette all'invecchiamento. E in particolare chi aveva dedicato anni allo sviluppo delle proprie capacità in campi come la danza presentava profili più 'giovanili'. Ciò significa, concludono gli autori, che la pratica a lungo termine potrebbe essere più efficace nel promuovere la plasticità neurale e la salute del cervello rispetto alle esperienze di breve durata. Ballare aiuta, ma ancora di più coltivare la passione in modo duraturo.  E che dire del fattore sociale? Uno studio pubblicato qualche tempo fa sulla rivista 'JNeurosci', da esperti di base a Roma in un centro dedicato alle neuroscienze della rete dell'Istituto italiano di tecnologia e colleghi, ha indagato su come il cervello durante la danza gestisce la coordinazione sociale, un'abilità che permette di ballare in modo fluido con un'altra persona. Per riuscirci è necessario allineare i movimenti con quelli degli altri, elaborando al contempo informazioni sensoriali dinamiche, come suoni e immagini. I ricercatori hanno reclutato coppie di ballerini inesperti e hanno registrato la loro attività cerebrale, i movimenti di tutto il corpo e l'attività muscolare mentre ballavano sulla stessa canzone o su canzoni diverse. Dall'analisi è emerso che i segnali neurali per il coordinamento sociale, che consentivano movimenti sincronizzati tra le persone, si verificavano solo quando i ballerini si muovevano sulla stessa canzone e potevano vedersi. Il lavoro, secondo gli esperti, amplia la comprensione dell'interazione sociale al di là della danza, poiché fa luce su come il cervello supporti le attività di coinvolgimento sociale integrando al contempo informazioni sensoriali dinamiche.  Dal mondo della ricerca scientifica arriva anche la consacrazione di slogan come 'balla che ti passa'. Uno studio internazionale pubblicato sulla rivista 'Psychology of Sport & Exercise' promuove la danza come alleata per scacciare via lo stress. Gli autori del lavoro hanno messo sotto la lente varie forme di ballo, raccogliendo dati da un'ampia gamma di studi e analizzando la relazione tra danza e regolazione dello stress con approcci multidisciplinari. Ed emerge come il movimento, la musica e la connessione sociale possano trasformare il modo in cui affrontiamo le sfide della vita. Ballare, spiegano i ricercatori, non solo solleva il morale, ma svolge anche un ruolo significativo nel rafforzamento della resilienza e nel miglioramento del benessere generale. I risultati suggeriscono che dedicarsi al ballo può facilitare l'espressione emotiva e promuovere i legami sociali, creando un potente cuscinetto contro lo stress. Questi elementi non solo migliorano l'umore, ma stimolano anche il rilascio di ormoni come l'ossitocina e le endorfine, che sono collegati a sensazioni di felicità e di appartenenza. Lo studio suggerisce che gli interventi musicali hanno ridotto l'ansia, il nervosismo, l'irrequietezza e la sensazione di preoccupazione, nonché i livelli di cortisolo salivare, la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. "Le nostre ricerche - concludono gli esperti - dimostrano che ballando possiamo attivare un meccanismo naturale che ci aiuta ad affrontare le pressioni quotidiane". Il consiglio? Senza aspirare ad essere Roberto Bolle o Fred Astaire e Ginger Rogers in erba, integrare la danza nella routine settimanale potrebbe essere una strategia semplice ma efficace per migliorare salute mentale e resilienza. "E incoraggiare le persone a muoversi insieme - aggiungono gli autori - può creare un senso di appartenenza e di sostegno migliorando al contempo la loro capacità di gestire lo stress".  Sempre in tema di salute mentale, un altro studio indaga sull'effetto della danza in situazioni ancora più complesse. Il lavoro, pubblicato sul 'Journal of Medical Internet Research', ha seguito 23 partecipanti al programma Sharing Dance Parkinson's della National Ballet School del Canada e 11 soggetti di controllo sani (familiari o caregiver). I partecipanti hanno frequentato lezioni di danza settimanali per 8 mesi e gli autori hanno scoperto che dopo ogni lezione i tassi di depressione riportati diminuivano con un effetto cumulativo di lezione in lezione e miglioramenti significativi dopo 8 mesi. "E' stato interessante constatare che la danza ha avuto un effetto positivo sui circuiti cerebrali che regolano l'umore, come abbiamo potuto osservare nelle immagini" di risonanza magnetica cerebrale, afferma Joseph DeSouza, professore associato della York University e autore dello studio. Miglioramenti "confermati anche dai partecipanti tramite i questionari". 
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Italia ed Estonia più vicine con nuovo collegamento diretto Roma-Tallinn con Wizz Air

(Adnkronos) - Wizz Air, seconda più grande compagnia aerea per quota di mercato in Italia, e Aeroporti di Roma, società che gestisce l’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino, hanno celebrato il volo inaugurale dal principale scalo della Capitale verso Tallinn. Con questo sviluppo, Roma Fiumicino continua la sua crescita come principale base di Wizz Air in Italia, con 17 aeromobili basati e un ampio network in Europa e oltre, che ad oggi conta 78 rotte verso 31 paesi. La compagnia offrirà ai passeggeri quasi 56 mila posti solo quest’anno, grazie a oltre 230 voli pianificati tra Roma e Tallin e, come tutto il network italiano, anche la rotta Roma-Tallin sarà servita da un aeromobile di tipo Airbus A321neo, dotato della tecnologia più avanzata oggi disponibile per garantire efficienza nei consumi, riduzione delle emissioni di CO2 e un’esperienza di bordo silenziosa e confortevole .  A partire dal 27 aprile, la rotta Roma Fiumicino-Tallin, operata tre volte a settimana, lunedì, mercoledì e venerdì, offrirà ai passeggeri un accesso diretto a Tallinn, affascinante capitale estone, rinomata per il suo centro storico perfettamente conservato e il suo spirito digitale all’avanguardia. Allo stesso tempo, anche i turisti estoni potranno raggiungere la Città Eterna in modo diretto e godendo dei più alti standard di servizio possibili. I biglietti sono in vendita su wizzair.com e sull'app mobile Wizz, a tariffe ultra-competitive. Nel 2026, Wizz Air offrirà oltre 9,1 milioni di posti da Roma Fiumicino, con un incremento del 22,5% rispetto allo scorso anno, consolidando ulteriormente il ruolo dell’aeroporto romano quale base strategica all’interno del network della compagnia e diventando la seconda compagnia con 14.4% di quota di mercato del principale scalo romano. “Il lancio della nuova rotta Roma-Tallinn rappresenta un ulteriore passo strategico nel rafforzamento della nostra presenza a Roma Fiumicino, che continua a crescere come principale base di Wizz Air in Italia”, ha dichiarato Andras Rado, Head of Communications di Wizz Air. “Con questa nuova destinazione ampliamo ulteriormente le opportunità di viaggio per i nostri passeggeri, migliorando la connettività della Capitale verso l’Europa del Nord e offrendo al mercato italiano un accesso diretto a una città dinamica e ricca di attrattive come Tallinn. Il nostro impegno è continuare a investire su Roma, offrendo una rete sempre più estesa, tariffe basse e un’esperienza di viaggio migliore grazie alla nostra moderna flotta Airbus A321neo. Let’s Wizz, Roma! Let’s Wizz, Tallinn!”, ha aggiunto.  “L’avvio del nuovo collegamento per Tallinn - ha dichiarato Federico Scriboni, Aviation Business Development Director di Aeroporti di Roma - rappresenta un risultato importante per il Sistema Aeroportuale Romano e conferma il nostro impegno nel rafforzare la connettività internazionale della Capitale. L’aggiunta di Tallinn nel nostro network ad opera di Wizz Air apre nuove opportunità per i flussi turistici e per le relazioni economiche e culturali tra Italia ed Estonia”. Lauri Bambus, Ambasciatore Estone in Italia, ha commentato: “Siamo convinti che questo nuovo collegamento diretto tra le nostre capitali avrà un ruolo importante per far crescere i rapporti bilaterali tra Estonia ed Italia sia per il business ma anche per il turismo e i rapporti personali tra i due popoli”. Wizz Air continuerà ad ampliare il proprio network dalla Capitale con il lancio di nuove rotte internazionali verso i Paesi Baltici e dell’Europa del Nord, l’Europa centrale e orientale e le principali destinazioni del Mediterraneo. La compagnia sta infatti incrementando in modo significativo anche le frequenze e capacità su alcune delle rotte più richieste e popolari da Roma, come ad esempio i collegamenti per Palma di Maiorca, Valencia, Malaga, Ibiza, Bilbao, Alicante, Corfù e Santorini, rispondendo alla forte domanda leisure. Allo stesso tempo, Wizz Air rafforza anche i collegamenti per Budapest, Cracovia, Danzica e Sofia. Inoltre, l’aumento delle frequenze sulla rotta domestica verso Lampedusa garantirà maggiore flessibilità e più opzioni di viaggio per i passeggeri romani e internazionali che intendono visitare la splendida isola siciliana al centro del Mediterraneo. Wizz Air consolida la sua posizione di vettore chiave nel panorama italiano. In tutto il Paese, la compagnia offre attualmente 300 rotte che raggiungono 33 nazioni diverse, operando in ben 26 aeroporti con una moderna flotta italiana che conterà quest’anno 41 aeromobili Airbus A321neo. Nel 2025, Wizz Air ha trasportato oltre 21 milioni di passeggeri da e per l’Italia, segnando un incremento dell'8% rispetto all'anno precedente. Con una quota di mercato del 12%, Wizz Air è oggi il secondo vettore in Italia, puntando a offrire più di 31 milioni di posti nel 2026 e a rafforzare ulteriormente la propria presenza sul territorio nazionale. 
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Cida, over 50 valgono un terzo del Pil 

(Adnkronos) - In Italia la longevità è già oggi una delle principali forze economiche del Paese. Eppure continua a essere trattata come un problema sociale. E' il paradosso sottolineato da Stefano Cuzzilla, presidente di Cida, in occasione della presentazione del volume 'Longevity economy. Da Silver a longevity. La grande economia dei prossimi decenni' di Alberto Brambilla, presidente del Centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali. L'economia legata agli over 50 vale circa 714,8 miliardi di euro, quasi un terzo del Pil nazionale. Una dimensione che rende ormai insostenibile la narrazione dei lavoratori senior come peso per il sistema produttivo e previdenziale. “Continuare a considerare l’invecchiamento un costo è un errore, prima ancora che sociale, economico. Siamo di fronte a uno dei principali motori di crescita dei prossimi decenni”, ha dichiarato il presidente di Cida, Stefano Cuzzilla.  Le dinamiche demografiche rendono il tema ancora più urgente: entro il 2050 oltre un italiano su tre avrà più di 65 anni. Una trasformazione strutturale che non può essere affrontata con strumenti assistenziali. “Non servono più politiche per assistere i senior. Servono infrastrutture per la loro autonomia. I cosiddetti silver non chiedono protezione: chiedono strumenti per restare attivi, produttivi, indipendenti”, ha sottolineato Cuzzilla. Il nodo più critico, secondo Cida, è quello del lavoro. Più anni di vita significano inevitabilmente più anni di attività, ma il sistema produttivo italiano non è ancora attrezzato per gestire questa transizione. Il rischio è quello dell’obsolescenza delle persone - un processo già in atto per chi viene espulso dal mercato ben prima della fine della propria vita attiva. “Senza formazione continua, milioni di lavoratori rischiano di essere fuori mercato prima ancora di raggiungere l’età pensionabile. Non è un rischio futuro: è una dinamica già in corso”, ha avvertito il presidente.   Cida indica una priorità chiara: trasformare la formazione continua in una vera infrastruttura strategica del Paese, non una prerogativa delle singole aziende o dei singoli lavoratori. “Non è più un tema aziendale o individuale. È una questione di sistema. Senza un investimento strutturale nelle competenze, la longevità rischia di trasformarsi da opportunità in fattore di disuguaglianza”, ha aggiunto Cuzzilla. “Il quadro si aggrava se si considera la doppia emorragia di competenze che sta attraversando il Paese: da un lato i giovani qualificati che emigrano, dall’altro i lavoratori senior che vengono espulsi dal mercato prima del tempo. In un contesto di forte denatalità, l’Italia non può permettersi di disperdere né gli uni né gli altri. Valorizzare le alte professionalità - i dirigenti, i quadri, le competenze senior - non è un’opzione: è una condizione per restare competitivi e governare i cambiamenti in atto”, ha sottolineato Cuzzilla. Accanto al lavoro, Cida richiama la necessità di un nuovo patto tra generazioni, capace di superare la contrapposizione tra giovani e anziani. “I senior non sono una risorsa da accompagnare fuori, ma da riattivare dentro. Possono trasferire competenze, esperienza e capitale sociale. Ma serve un modello che valorizzi davvero questo contributo”, ha concluso Cuzzilla. 
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Orticaria cronica spontanea, ok Ue a prima terapia orale mirata 

(Adnkronos) - Novartis annuncia che la Commissione europea ha approvato remibrutinib per l'orticaria cronica spontanea (Csu) negli adulti con risposta inadeguata al trattamento con antistaminici H1. Si tratta della prima terapia orale mirata approvata per il trattamento della Csu - spiega l'azienda in una nota - con un approccio innovativo e una somministrazione orale in compresse da assumere 2 volte al giorno, senza necessità di monitoraggi di laboratorio.  "In Italia si stima che oltre 480.000 persone convivano con l'orticaria cronica spontanea, una malattia infiammatoria di origine autoimmune con sintomi altamente debilitanti come prurito, pomfi e un decorso spesso imprevedibile che incide negativamente sulla qualità di vita - afferma Silvia Mariel Ferrucci, responsabile del Servizio di Dermatologia allergologica e professionale della Fondazione Irccs Ca' Granda ospedale Maggiore Policlinico Milano - L'approvazione europea di questa nuova opzione terapeutica, che agisce su una via immunitaria chiave, amplia le opzioni di gestione della malattia per i pazienti che non traggono beneficio dalla terapia antistaminica convenzionale". Sottolinea Elena Radaelli, presidente di Arco (Associazione ricerca cura dell'orticaria): "Convivere con l'orticaria cronica spontanea significa affrontare ogni giorno una malattia complessa e spesso sottovalutata, che può incidere profondamente sulla qualità della vita, compromettendo il sonno, il lavoro e la socialità. Molti pazienti si sentono ancora poco compresi e faticano a trovare risposte adeguate. L'approvazione europea di una nuova opzione terapeutica rappresenta un segnale importante, perché amplia le possibilità di trattamento della patologia".  Il farmaco aveva ricevuto a febbraio 2026 il parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ed è incluso nelle Linee guida internazionali 2026 per la definizione, classificazione, diagnosi e gestione dell'orticaria. "Per Novartis l'approvazione europea rappresenta un progresso importante per la gestione dell'orticaria cronica spontanea nei pazienti che non raggiungono un controllo adeguato della malattia con gli antistaminici H1 - dichiara Paola Coco, Cso & Medical Affairs Head IM Italy - Questa nuova opzione terapeutica offre la possibilità di intervenire in modo mirato su una via immunologica chiave, con significative evidenze cliniche. Il programma di sviluppo clinico in altre patologie immunomediate conferma inoltre il potenziale di questo approccio terapeutico".  Remibrutinib - riporta la nota - è un inibitore orale di Btk selettivo, che blocca la via Btk (Bruton Tyrosine Kinase) coinvolta nel rilascio di istamina, uno dei principali fattori responsabili di pomfi pruriginosi e gonfiore. Riducendo il rilascio di istamina, il farmaco contribuisce ad alleviare i sintomi dell'orticaria cronica spontanea. E' approvato negli Stati Uniti, in Cina e in diversi altri Paesi per il trattamento di pazienti adulti con Csu con risposta inadeguata agli antistaminici H1.  Remix-1 (NCT05030311) e Remix-2 (NCT05032157) sono due studi globali multicentrici di fase 3, con disegno identico, randomizzati, in doppio cieco, a gruppi paralleli e controllati con placebo, che hanno coinvolto 925 adulti rimasti sintomatici nonostante il trattamento con antistaminici H1 di seconda generazione. Il trattamento ha dimostrato risultati superiori rispetto al placebo nella variazione dal basale del prurito, dei pomfi e dell'attività settimanale della malattia alla settimana 12. Ha inoltre mostrato un profilo di sicurezza che non richiede monitoraggio laboratoristico. Gli eventi avversi più comuni (incidenza ≥3%) sono stati congestione nasale, mal di gola e rinorrea, sanguinamento, cefalea, nausea e dolore addominale. La Csu è una malattia cutanea cronica che colpisce circa 40 milioni di persone nel mondo (4 milioni in Europa), con una frequenza quasi doppia nelle donne rispetto agli uomini, e si manifesta più spesso tra i 20 e i 40 anni. E' caratterizzata dalla comparsa improvvisa di pomfi pruriginosi e/o gonfiore dei tessuti profondi, che possono interessare viso, gola, mani e piedi e insorgere in assenza di un allergene o di un fattore scatenante esterno identificabile. I sintomi durano 6 settimane o più e causano un impatto fisico ed emotivo rilevante. La maggior parte dei pazienti soffre di privazione del sonno, con elevati tassi di disturbi mentali quali ansia o depressione, oltre a una riduzione della produttività lavorativa. Oltre il 50% continua a manifestare sintomi debilitanti dopo la terapia antistaminica convenzionale.  
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Iziwork Italia, recruiting day a Verona l’8 maggio

(Adnkronos) - Nuove opportunità di lavoro in Veneto con il recruiting day organizzato da Iziwork Italia, in programma venerdì 8 maggio presso l’hub di Verona, in viale delle Nazioni 2. L’iniziativa è dedicata alla selezione di personale per i settori della logistica e dell’impiantistica e prevede inserimenti sia in somministrazione sia con contratti diretti. Durante la giornata, dalle 9:00 alle 18:00, i candidati potranno sostenere colloqui direttamente in sede e conoscere le opportunità professionali disponibili sul territorio. Per chi non potesse partecipare di persona, è possibile candidarsi inviando una mail a hub.veneto@iziwork.com e richiedere un video-colloquio. Tra i profili attualmente ricercati: addetti al carico/scarico, operatori bordo macchina, operatori d’impianto, operai metalmeccanici. “Il mercato del lavoro in Veneto - dichiara Cristian Schio, regional manager per Iziwork Italia - si conferma dinamico e in crescita, con oltre 100.000 posti vacanti stimati per il 2026, in settori trainanti come agroalimentare, logistica e metalmeccanico. Il recruiting day rappresenta l'opportunità ideale per aiutare i candidati a incontrare le aziende”. Le candidature sono aperte anche online attraverso il sito www.iziwork.com, nella sezione 'Lavora con noi'. 
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Aprilia e Moto Guzzi in tour: test ride gratuiti in tutta Italia

(Adnkronos) - La stagione motociclistica entra nel vivo con l’Italian Demo Ride Tour 2026, un calendario che a maggio porta Aprilia e Moto Guzzi direttamente a contatto con il pubblico. Dopo l’avvio positivo di Roma, il format si sposta su tre appuntamenti strategici, offrendo la possibilità di testare su strada modelli pensati per esigenze molto diverse tra loro. Il tour Aprilia e Moto Guzzi attraversa contesti completamente differenti: dal circuito di Misano alle strade della Toscana fino all’atmosfera internazionale di Lignano Sabbiadoro. Non è solo un’operazione promozionale, ma un modo concreto per mettere alla prova moto e scooter in condizioni reali, accompagnati da rider esperti. L’aspetto interessante è la varietà dell’offerta. Aprilia punta su una gamma che copre dalla media cilindrata fino alle prestazioni più elevate, mentre Moto Guzzi mantiene un’identità forte legata al turismo e alla tradizione, senza rinunciare all’evoluzione tecnica.  Il primo evento è l’EICMA Riding Fest, dall’1 al 3 maggio, dove oltre alla strada trovano spazio anche percorsi off-road. Si prosegue il 9 e 10 maggio con l’HAT Mugello Adventourfest, ambiente ideale per le adventure e per chi cerca un utilizzo più versatile della moto. Chiusura dal 15 al 17 maggio con il Biker Fest di Lignano Sabbiadoro, uno degli appuntamenti più consolidati del panorama europeo. Tra i modelli in prova spiccano le Aprilia RS 457 e Tuono 457, pensate anche per patente A2, affiancate dalla più evoluta RS 660 e dalla Tuareg in versione anche Rally. Sul fronte più estremo, la Tuono V4 Factory rappresenta l’anima più prestazionale del marchio. Spazio anche allo scooter con l’atteso Aprilia SR GT 400, che punta a unire praticità e impostazione crossover. Moto Guzzi risponde con una gamma coerente con la propria storia: dalla V7, proposta in più varianti, fino alla Stelvio, pensata per il turismo a lungo raggio. Non manca la famiglia V85, che resta un riferimento nel segmento delle travel enduro. Il valore dell’iniziativa sta nella possibilità di provare su strada mezzi molto diversi tra loro nello stesso contesto. Un approccio diretto che permette di capire davvero quale moto sia più adatta al proprio stile di guida. 
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Citroen e-C3 Urban Range: l’elettrica accessibile

(Adnkronos) - Con la nuova Citroen e-C3 Urban Range, la casa francese rafforza una strategia chiara: rendere la mobilità elettrica realmente accessibile senza trasformarla in un prodotto di nicchia. Il prezzo promozionale di 18.900 euro fino a fine mese rappresenta un segnale preciso, ma il punto centrale è un altro: proporre un’auto elettrica coerente con l’utilizzo reale, soprattutto urbano. La scelta tecnica va in questa direzione. La batteria LFP da 30 kWh privilegia affidabilità e costi più contenuti rispetto alla densità energetica, mentre il motore da 113 CV garantisce una risposta adeguata nel traffico cittadino. L’autonomia dichiarata supera i 200 km nel ciclo WLTP e arriva oltre i 300 km in ambito urbano, un dato che intercetta le abitudini quotidiane più comuni. La e-C3 non cerca di stupire con numeri estremi, ma punta su equilibrio e semplicità. Dimensioni compatte, peso contenuto e una gestione intuitiva della ricarica la rendono una proposta concreta per chi utilizza l’auto ogni giorno, tra casa, lavoro e spostamenti urbani.  La ricarica in corrente continua fino a 30 kW è una scelta pragmatica: non punta ai picchi delle auto premium, ma si adatta a un utilizzo reale, contenendo costi e complessità. È un approccio coerente con il posizionamento del modello, che mira a democratizzare l’accesso all’elettrico. All’interno della gamma, la Citroen e-C3 Urban Range si inserisce tra soluzioni diverse per utilizzo e pubblico. Dalla Citroen Ami, pensata per la micro-mobilità urbana, fino alla versione e-C3 con maggiore autonomia e ai SUV elettrici del marchio, l’offerta si amplia per coprire esigenze differenti senza perdere coerenza. Interessante anche il riscontro commerciale in Italia, dove Citroën si mantiene tra i protagonisti nel segmento elettrico. La nuova e-C3 si conferma uno dei modelli più rilevanti nella fascia d’ingresso, contribuendo a consolidare la presenza del marchio in un mercato ancora in fase di crescita. A completare il quadro c’è il programma Citroen We Care, che estende la copertura fino a 8 anni o 160.000 km. Non solo una leva commerciale, ma un elemento che punta a ridurre le incertezze legate all’elettrico, tema ancora centrale per molti automobilisti. 
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Bosch accelera in Cina: guida autonoma Livello 3

(Adnkronos) - La Cina si conferma il baricentro dell’innovazione automobilistica globale e, in questo scenario, Bosch consolida il proprio ruolo con numeri e tecnologia. Nel 2025 il settore Bosch Mobility ha registrato una crescita del 4,9%, raggiungendo 122,3 miliardi di yuan. Un risultato che non è solo economico, ma anche strategico: oltre metà delle vendite arriva da costruttori locali, segnale di una presenza ormai strutturale in un mercato che corre più veloce degli altri. Il punto centrale non è però il fatturato, ma la direzione tecnologica. Bosch sta spingendo con decisione sulla guida autonoma, con particolare attenzione al passaggio dal Livello 2 al Livello 3, già in fase di test su strada a Wuxi. Qui cambia il paradigma: il conducente non è più costantemente coinvolto, perché in specifiche condizioni la responsabilità passa al veicolo. Un salto che ridefinisce il rapporto tra uomo e macchina, soprattutto su autostrade e tangenziali.  Il sistema sviluppato dall’azienda tedesca integra sensori, software e intelligenza artificiale in un’architettura ridondante. Può operare fino a 120 km/h, gestire cambi di corsia e adattarsi a condizioni di visibilità variabili. Non si tratta di un semplice assistente evoluto, ma di una piattaforma che punta a restituire tempo al guidatore. Accanto alla guida autonoma, Bosch lavora su tecnologie chiave come brake-by-wire e steer-by-wire, fondamentali per i veicoli definiti dal software. L’eliminazione dei collegamenti meccanici tradizionali apre a nuove possibilità in termini di precisione, sicurezza e personalizzazione della dinamica di guida. Interessante anche l’evoluzione nel campo dell’elettrificazione. Bosch ha già superato i 25 milioni di componenti prodotti per veicoli elettrici e continua a ottimizzare efficienza e prestazioni. L’introduzione di sistemi integrati come l’e-axle 6-in-1 va nella direzione di una maggiore compattezza e riduzione dei costi, elementi decisivi per la diffusione su larga scala. In un contesto competitivo come quello cinese, Bosch dimostra di sapersi muovere con rapidità e visione. Non solo come fornitore, ma come partner tecnologico capace di incidere sull’evoluzione dell’intero settore. 
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