Final Fantasy VII Rebirth, il codice per scaricare la demo su Switch 2

(Adnkronos) - Square Enix ha reso disponibile una versione dimostrativa di Final Fantasy VII Rebirth dedicata alle piattaforme Xbox Series, Nintendo Switch 2 e per il Microsoft Store su PC, ampliando sensibilmente il bacino d'utenza del titolo. Questa prova gratuita permette di affrontare le fasi iniziali dell'avventura fino alla conclusione del secondo capitolo, offrendo uno sguardo ravvicinato al mondo esterno dopo l'abbandono della città di Midgar. I giocatori possono esplorare liberamente le prime aree aperte prima di decidere se proseguire verso le miniere di Mithril, testando con mano le nuove dinamiche di movimento e il sistema di combattimento evoluto. La gestione dei dati rappresenta un elemento cardine di questa release, poiché i progressi accumulati possono essere trasferiti integralmente nella versione finale del software al momento del lancio. Oltre alla continuità dell'esperienza, il passaggio dei salvataggi garantisce l'accesso a contenuti esclusivi come il Portafortuna Moguri e un set di sopravvivenza contenente oggetti utili per le prime fasi della campagna. Sebbene lo sblocco degli obiettivi sia disabilitato all'interno della demo, il sistema riconoscerà i traguardi raggiunti durante la prova non appena i dati verranno caricati nel gioco completo, convalidando retroattivamente i successi ottenuti dall'utente. Il progetto si pone come il secondo tassello della trilogia che reinterpreta il classico originale pubblicato nel 1997, coprendo l'arco narrativo che conduce i protagonisti verso la Capitale Dimenticata. Rispetto all'opera di fine millennio, la struttura ludica integra elementi inediti e una progressione basata sull'esplorazione di vasti scenari naturali, spesso percorribili a dorso di Chocobo. La demo è disponibile sugli store digitali delle varie piattaforme, oppure può essere scaricata gratuitamente su Switch 2 utilizzando il seguente codice: D3GM3304HQ5BBMVB. 
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Elon Musk contro Sam Altman, primo atto della sfida in tribunale

(Adnkronos) - Il primo atto della sfida legale tra Elon Musk e Sam Altman si è aperto con la deposizione del proprietario di Tesla, apparso in aula meno brillante e preparato rispetto a precedenti apparizioni giudiziarie. Se in altre occasioni Musk era riuscito a conquistare la giuria grazie a un piglio carismatico, in questa circostanza il tono è risultato piatto, quasi alla deriva, animandosi esclusivamente nei momenti dedicati alla celebrazione dei propri meriti personali nella nascita di OpenAI. Elon Musk ha fatto causa a Sam Altman e a OpenAI nel 2024, sostenendo che l'organizzazione abbia tradito gli accordi fondativi e la propria missione umanitaria senza scopo di lucro per trasformarsi in un'entità commerciale orientata al profitto. L'esposizione ha dedicato ampio spazio alle abitudini lavorative di Musk, il quale ha dichiarato di dedicare tra le 80 e le 100 ore settimanali alle sue attività, pur senza chiarire se in tale computo rientri la costante presenza sulle piattaforme social. Sul fronte del merito della causa, la difesa di Musk ha cercato di dipingere la nascita di OpenAI come una reazione necessaria allo strapotere di Google nel settore dell'intelligenza artificiale. È emerso il racconto di un vecchio attrito con Larry Page, accusato da Musk di una visione pericolosa dello sviluppo tecnologico, al punto da definire "specista" chiunque si ponesse il problema della sopravvivenza del genere umano di fronte all'avvento delle macchine. Nonostante il tentativo di presentarsi come l'unico vero motore dietro OpenAI, rivendicandone il nome, il finanziamento iniziale e il reclutamento di figure chiave come Ilya Sutskever, la testimonianza ha mostrato diversi punti di fragilità. Particolare incertezza è emersa quando il discorso è scivolato sulla definizione di intelligenza artificiale generale (AGI) o sulla spiegazione dei ruoli ricoperti da collaboratori stretti, come Shivon Zilis. La confusione della giuria di fronte a dettagli personali e definizioni tecniche poco precise ha indebolito l'immagine di un testimone solitamente percepito come un visionario infallibile. Il nodo centrale della disputa resta però il presunto tradimento della missione non profit di OpenAI. Musk ha ammesso di aver discusso in passato la creazione di un ramo a scopo di lucro, ma ha contestato la struttura attuale, suggerendo che le sue intenzioni fossero radicalmente diverse. Tuttavia, la tesi secondo cui un modello for-profit sarebbe accettabile solo se configurato secondo i propri desideri sembra faticare a reggere il peso di una causa che accusa la controparte di frode. La sensazione finale è stata quella di un protagonista insolitamente distaccato, quasi infastidito dal tempo dedicato a un procedimento di cui sembra non governare più pienamente la traiettoria narrativa. 
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La ristrutturazione chiavi in mano

(Adnkronos) - In collaborazione con: Appalti Integrati Srl Chiunque abbia ristrutturato casa almeno una volta sa com'è andata: il piastrellista non si presenta il giorno concordato, l'elettricista aspetta che i massetti siano asciutti ma nessuno gliel'ha detto in tempo, il direttore lavori è irreperibile nel momento sbagliato, e le settimane di lavori previste diventano mesi. Alla fine i lavori costano di più di quanto preventivato, durano il doppio di quanto promesso, e il committente si ritrova ad avere imparato un mestiere che non voleva imparare. Quando va bene, ci si consola con il risultato finale. Quando va male, ci si ritrova con un appartamento a metà, un cantiere fermo e un'impresa che non risponde al telefono. La ristrutturazione chiavi in mano nasce esattamente per evitare questo scenario. L'espressione viene spesso usata in modo approssimativo, quasi come sinonimo di "tutto compreso". In realtà descrive qualcosa di più preciso: un modello in cui una sola impresa si fa carico dell'intero processo, dalla progettazione alla consegna finale, con una responsabilità unica e indivisibile sul risultato. Non ci sono subappaltatori fantasma, non ci sono coordinate da passarsi tra artigiani diversi, non ci sono buchi di responsabilità in cui i problemi spariscono. C'è un contratto, un referente, un cantiere. E alla fine, un appartamento finito nei tempi e nei costi concordati, con tutta la documentazione tecnica e amministrativa in regola. Questo è ciò che si compra davvero quando si sceglie questo tipo di servizio, e vale la pena capirlo bene prima di confrontare i preventivi. La differenza rispetto al modello tradizionale è soprattutto una questione di carico mentale e di responsabilità distribuita. Ristrutturare casa in autonomia significa diventare, di fatto, il coordinatore di un piccolo cantiere edilizio: gestire i calendari delle squadre, verificare che ogni lavorazione venga eseguita nella sequenza giusta, occuparsi delle pratiche comunali, tenere i rapporti con il fornitore di pavimenti, con quello di sanitari e con quello di porte. In un appartamento di medie dimensioni si contano facilmente dieci o dodici soggetti diversi da coordinare. Nessuno di loro si assume la responsabilità del risultato complessivo. Se qualcosa va storto, ognuno indica l'altro come responsabile, e il committente si trova nel mezzo di dispute tecniche che non è in grado di arbitrare. Con il modello chiavi in mano, tutto questo smette di essere un problema del committente. Che non deve sapere che i massetti si gettano dopo gli impianti e prima delle pavimentazioni, che le tracce a muro vanno richiuse dopo aver verificato che tutti i corrugati siano in posizione, che le porte si montano per ultime dopo aver posato i pavimenti. Questa logica costruttiva, che sembra ovvia ma che viene violata in una quantità sorprendente di cantieri improvvisati, è il cuore del lavoro di chi gestisce una ristrutturazione in modo professionale. Quando viene rispettata, i lavori avanzano senza intoppi. Quando non lo è, si rifanno lavorazioni già eseguite, e il conto cresce in modo silenzioso ma costante. E spesso il committente se ne accorge solo quando è troppo tardi per rimediare senza ulteriori costi. Un tema che quasi tutti sottovalutano è quello delle pratiche edilizie. In Italia qualsiasi intervento che modifichi la distribuzione interna di un appartamento richiede almeno una Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, con elaborati grafici e relazione tecnica firmata da un professionista abilitato. Se si spostano aperture esterne o si modificano prospetti, serve un titolo abilitativo più articolato. Al termine dei lavori, ogni variazione rispetto alla planimetria catastale va aggiornata: senza questo aggiornamento, vendere l'immobile o accedere a un mutuo diventa complicato. Non si tratta di adempimenti secondari: sono la tutela legale del committente e della conformità dell'immobile, e la loro assenza emerge sempre nel momento peggiore, ovvero quando si vorrebbe vendere o rifinanziare la casa. Un'impresa strutturata include la gestione di tutte queste pratiche nel proprio servizio. Il committente non deve trovare un geometra, non deve coordinarlo con il cantiere, non deve preoccuparsi di sapere quando depositare cosa e quali elaborati allegare. Riceve un appartamento finito con la documentazione completa: conformità elettrica, conformità idrica, pratica edilizia chiusa, catasto aggiornato. Sul tema del costo c'è un equivoco frequente. Un preventivo chiavi in mano sembra più caro di quello di una singola impresa artigiana perché include voci che il secondo non mostra: la direzione lavori, il coordinamento tra le squadre, la gestione delle pratiche, la protezione delle aree condominiali durante il cantiere, il trasporto a discarica dei materiali di risulta con i relativi formulari. Se si calcolano tutte queste voci anche nel modello tradizionale, mettendo a conto anche il valore del tempo personale investito nella gestione, la differenza reale si riduce molto. Con la differenza sostanziale che nel modello tradizionale il rischio resta in capo al committente, mentre nel chiavi in mano resta in capo all'impresa. E il rischio, in un cantiere di ristrutturazione, vale sempre qualcosa. Il mercato delle ristrutturazioni nelle grandi città italiane ha registrato negli ultimi anni una domanda crescente di servizi strutturati, spinta sia dall'aumento della complessità normativa che dalla diminuzione del tempo disponibile dei committenti. La ristrutturazione di appartamenti a Roma è un caso particolarmente rappresentativo: una città con un patrimonio edilizio prevalentemente datato, appartamenti degli anni Cinquanta e Sessanta spesso da rifare integralmente, e una domanda proveniente da proprietari e acquirenti che cercano un referente unico capace di gestire l'intero processo senza scaricarne la complessità su chi abita in un'altra città o semplicemente non ha tempo di seguire un cantiere. In questo contesto, scegliere bene significa guardare oltre il prezzo. La qualità di un'impresa chiavi in mano si riconosce su tre piani distinti. Il primo è la solidità tecnica: maestranze specializzate, materiali di qualità verificabile, computo metrico dettagliato allegato al contratto che descriva ogni singola lavorazione con unità di misura, quantità e prezzo unitario. Il secondo è la qualità contrattuale: tempi certi con penali reali per i ritardi, pagamenti collegati agli stati di avanzamento verificabili e non alle richieste dell'impresa, garanzie post-cantiere esplicite per ogni tipologia di lavorazione. Il terzo, spesso il più rivelatore, è la qualità della comunicazione: un'impresa seria aggiorna il committente con regolarità, spiega le varianti prima di eseguirle, presenta i problemi con le soluzioni già pronte. Perché i problemi ci sono sempre. Un cantiere di ristrutturazione apre pareti e pavimenti che nessuno ha aperto da decenni: tubazioni fuori norma, umidità latente, solette con spessori diversi da quelli attesi, cavi elettrici posati senza documentazione. Non sono eccezioni, sono la normalità di qualsiasi appartamento costruito prima degli anni Novanta. La differenza tra un cantiere ben gestito e uno problematico non sta nell'assenza di imprevisti: sta nel modo in cui vengono affrontati. Un'impresa che li comunica subito, propone soluzioni concrete e non rallenta il cantiere è un'impresa che sa fare il proprio mestiere. Una che li scopre a lavori avanzati, o peggio che li nasconde sperando che non si notino, è un'impresa da cui stare alla larga. E distinguere le due non è sempre facile prima di firmare un contratto, ma lo diventa molto in fretta una volta che il cantiere è aperto. La ristrutturazione chiavi in mano, alla fine, non vende solo un appartamento rifatto bene e neitempi giusti. Vende la possibilità di attraversare un periodo oggettivamente difficile senza essere travolti dalla sua complessità. E per molte persone, la sera in cui si consegnano davvero le chiavi di casa propria rinnovata, questo conta quanto i nuovi pavimenti. Forse di più. 
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Taylor Swift prosegue la battaglia del copyright contro l'IA

(Adnkronos) - Taylor Swift prosegue la sua battaglia contro l'uso improprio dell'intelligenza artificiale attraverso una strategia legale che punta alla registrazione del marchio. La società TAS Rights Management ha recentemente depositato presso l’ufficio brevetti statunitense la richiesta di protezione per alcune frasi iconiche pronunciate dalla cantante, tra cui il celebre saluto "Hey, it’s Taylor Swift". La documentazione include campionamenti audio utilizzati per la promozione del suo ultimo lavoro discografico e si estende anche a riferimenti visivi specifici, come l'immagine della musicista con una chitarra rosa e un abito iridescente sul palco. Il ricorso ai trademark rappresenta un tentativo di colmare le lacune del diritto d'autore tradizionale, che protegge le composizioni musicali ma non la timbrica o l'essenza vocale di un artista. In un panorama dove i deepfake e le imitazioni generate da algoritmi sono sempre più diffusi — celebre il recente caso del clone di Drake che ha scosso il settore — i legali della popstar cercano di stabilire un precedente normativo. L'obiettivo non è solo colpire le riproduzioni identiche, ma anche quelle imitazioni definite "confusamente simili" che potrebbero trarre in inganno il pubblico e danneggiare il valore commerciale dell'immagine dell'artista. Nonostante l'incisività dell'azione, l'efficacia di questa manovra divide gli esperti di proprietà intellettuale. Se da un lato figure come Matthew McConaughey hanno già ottenuto successi simili per espressioni caratteristiche come il suo "Alright, alright, alright", dall'altro diversi giuristi sottolineano come una frase colloquiale possa difficilmente essere equiparata a un marchio sonoro distintivo alla stregua del ruggito del leone della MGM. Al momento, solo lo stato del Tennessee ha adottato legislazioni specifiche per contrastare i cloni IA, lasciando il resto del mercato in una zona d'ombra dove la registrazione di un marchio federale potrebbe servire più come deterrente preventivo che come arma processuale risolutiva. 
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Icone pop a Napoli, il Comicon 2026 accende i motori

(Adnkronos) - Manca ormai pochissimo al ritorno di Comicon Napoli, che dal 30 aprile al 3 maggio celebrerà la sua XXVI edizione confermandosi snodo cruciale per il panorama nazionale del fumetto e dell’intrattenimento digitale. L'appuntamento alla Mostra d'Oltremare assume quest'anno una valenza sportiva di rilievo grazie alle Finals della eSerie A Goleador 2026. Il campionato ufficiale esports, organizzato dalla Lega Calcio Serie A in collaborazione con Infront Italy e King Esport, vedrà 16 club della massima divisione contendersi lo scudetto virtuale su EA Sports FC 26. Dopo una Regular Season serrata disputata tra febbraio e marzo, formazioni come Como Gaming Club, Sassuolo eSports, Cagliari Calcio e Hellas Verona attendono di conoscere i propri avversari in un tabellone a eliminazione diretta che culminerà nella finalissima del 1° maggio presso l’Esports Stage del Padiglione 6. L'evento non rappresenta solo una sfida per il titolo nazionale, ma costituisce un trampolino verso i palcoscenici internazionali. I primi quattro classificati otterranno infatti il pass per la eChampions League, mentre i due finalisti staccheranno il biglietto diretto per l’EA Sports FC Pro World Championship previsto per il mese di luglio. La narrazione dei match sarà affidata a un team di caster e talent, tra cui spiccano i nomi di Leticia Begalli e Sabino Palermo, con la partecipazione straordinaria di Moonryde che seguirà le fasi cruciali in co-streaming. Come sottolineato dai vertici della Lega Serie A, la competizione mira a costruire un ponte solido tra il calcio tradizionale e le nuove generazioni, utilizzando la tecnologia come linguaggio comune per unire passione e spettacolo dal vivo. L'esperienza interattiva si estende oltre il palco dei professionisti grazie al Red Bull Gaming Ground situato nel Padiglione 5. Qui il pubblico potrà immergersi in un percorso dedicato al mondo del calcio a 360 gradi, spaziando dall'intramontabile calciobalilla alle postazioni di gioco digitali, fino alle sfide di calcio al volo. L'area offrirà l'opportunità di incontrare dal vivo Moonryde per sessioni di meet&greet e permetterà di assaporare l'atmosfera del Red Bull King D’o Rione, la competizione coreografica che vedrà i quartieri di Napoli protagonisti nelle settimane successive. Il 2 maggio, inoltre, il Community Event della eSerie A consentirà ai visitatori di scendere in campo in prima persona, sfidando i pro player in match aperti a tutti gli appassionati presenti in fiera. Parallelamente all'ambito videoludico, il collezionismo rimane uno dei pilastri fondamentali della kermesse. Funko presenzierà al Padiglione 3 con uno stand dedicato alla presentazione di pezzi esclusivi legati a franchise di rilevanza mondiale. Tra le novità più attese spiccano le figure di One Piece dedicate a Bon Clay e le versioni speciali di Kakashi da Naruto e Satoru Gojo da Jujutsu Kaisen. L'inclusione di personaggi tratti da opere di successo come DanDaDan e la linea di accessori Loungefly sottolineano la capacità dell'evento di intercettare i trend più attuali del mercato globale. Per quattro giorni, la Mostra d’Oltremare diverrà dunque il centro di gravità per una comunità eterogenea, capace di fondere la staticità delle statuette in vinile con l'adrenalina dell'esports di alto livello. 
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Mirto alleato della fertilità maschile, 'protegge gli spermatozoi dai veleni delle plastiche'

(Adnkronos) - Mirto alleato della fertilità maschile. Uno studio nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Scienze del farmaco dell'università di Padova e gruppi tunisini dell'università di Beja e di Hammam Lif mostra come l'olio essenziale di mirto comune (Myrtus communis) possa proteggere gli spermatozoi dai danni causati dal bisfenolo A, una sostanza chimica molto diffusa nelle plastiche che agisce da interferente endocrino, riducendo la funzionalità dei gameti maschili e aumentando lo stress ossidativo. In un articolo pubblicato sulla rivista 'Antioxidants', i ricercatori hanno visto cosa succede agli spermatozoi quando vengono esposti al bisfenolo A e hanno osservato come l'olio essenziale di mirto sia in grado di ridurne gli effetti. Gli scienziati hanno documentato, per ora in fase preclinica, "un miglioramento di tutti i parametri legati allo stress ossidativo". Poiché "l'olio essenziale di mirto è naturale e non ha pericolosità - sottolineano - potrebbe essere un punto di partenza per controbilanciare l'esposizione agli interferenti endocrini". Pianta aromatica tipica dell'area mediterranea, il mirto è inoltre "molto comune e disponibile in diverse varietà. Questo rende ancora più interessante il suo possibile utilizzo in ambito terapeutico". "Nel corso dello studio abbiamo visto che alcuni dei composti presenti nell'olio sono selettivamente rilevabili all'interno delle cellule, e che il bisfenolo causa una riduzione delle difese antiossidanti del nostro organismo - afferma Stefano Dall'Acqua del Dipartimento di Scienze del farmaco dell'università di Padova, corresponding author dello studio - Questo ci ha portato a concludere che l'olio essenziale di Myrtus Communis protegge dal danno indotto da bisfenolo attraverso meccanismi di stabilizzazione della membrana degli spermatozoi e di riattivazione delle loro attività enzimatiche, evidenziando così un nuovo potenziale campo di applicazione di questo fitoterapico contro la sterilità maschile, e per contrastare il danno alla fertilità dovuto appunto all'esposizione all'inquinante". I primi dati sono incoraggianti: "La prova fatta su un modello animale sembra funzionare, abbiamo diverse buone informazioni che ci mostrano la possibilità di un certo grado di successo", riporta Dall'Acqua. "I prossimi passi - aggiunge l'autore - saranno aumentare il numero di studi e verificare la possibilità di utilizzo, cioè la sicurezza nell'uomo. Si procede". Il bisfenolo - ricorda una nota dell'ateneo padovano - è un composto chimico organico utilizzato come materia prima per produrre plastiche. E' un interferente endocrino perché è capace di simulare l'azione degli estrogeni e di alterare l'equilibrio ormonale sviluppando dei malfunzionamenti a livello del sistema riproduttivo. Questi danni sono maggiori se l'esposizione avviene durante la gestazione o durante il periodo dell'embriogenesi. Nell'adulto la tossicità del bisfenolo è ridotta, ma alla lunga gli effetti di ormonosimili, cioè sostanze che imitano la struttura e l'azione degli ormoni naturali del corpo umano, possono creare problematiche. Ad oggi tutti gli interferenti endocrini fra cui il bisfenolo sono vietati nei cosmetici, nella produzione di alcune plastiche per i biberon, e in generale degli oggetti di plastica che sono più a contatto con la popolazione mettendola più a rischio. E' considerato una di quelle sostanze preoccupanti di cui dovrebbero essere limitate la produzione, la dispersione e l'esposizione umana. Lo stress ossidativo è il meccanismo da contrastare. Il nostro corpo - illustrano da UniPd - produce naturalmente molecole chiamate radicali dell'ossigeno. In piccole quantità sono utili, ma quando diventano troppe possono danneggiare le cellule. Lo squilibrio che causano si chiama appunto stress ossidativo. "E' come il fuoco: utile se controllato, ma pericoloso se si diffonde senza controllo - rimarca Dall'Acqua - Quindi, finché i sistemi che producono radicali dell'ossigeno si comportano nelle loro corrette forme non c'è stress ossidativo, cioè abbiamo dei radicali che svolgono la funzione che ci è utile, producono e velocizzano reazioni molto importanti in condizioni molto blande. Quando invece per qualche motivo il sistema non funziona più bene, questi radicali dell'ossigeno perdono il controllo e si ha stress ossidativo che porta a danneggiare le molecole e tutto quello che ne consegue". 
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Giornata della danza, dalla scienza le buone ragioni per lasciarsi andare al ritmo

(Adnkronos) - Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. La danza è una forma di espressione che accompagna da sempre la storia dell'umanità. Fin dalla preistoria, come dimostrano le tracce di silhouette in movimento rimaste impresse nelle pitture rupestri. Nel tempo gli stili si sono evoluti, ma anche fuori dal ristretto mondo di chi la coltiva come massima espressione artistica, ballare - o semplicemente lasciarsi andare al ritmo in maniera rudimentale per brevissimi momenti - è un'esperienza che accomuna chiunque nel pianeta, e scandisce la quotidianità di molti. Quasi un istinto primordiale, i cui benefici sono però perfettamente codificati ormai in una lunga serie di studi. Parola di scienziati. Mercoledì 29 aprile si celebrerà la 44esima Giornata internazionale della danza (ricorrenza istituita nel 1982 dal Comitato di Danza dell'International Theatre - Unesco) e, se dal punto di vista performativo la disciplina ha regalato immagini iconiche che hanno ispirato da capolavori pittorici a capisaldi della storia del cinema e fa ancora sognare, ci sono diverse buone ragioni pratiche per introdurre l'abitudine di ballare nella propria routine di vita. Dagli effetti sul cervello a quelli prettamente legati alla forma fisica, fino ai vantaggi sociali.  Ecco quello che emerge, solo passando in rassegna gli studi prodotti dalla letteratura scientifica negli ultimi 2 anni: la danza è un cuscinetto contro lo stress, contribuisce a rallentare l'invecchiamento cerebrale, allevia sintomi di ansia e depressione, è alleata di persone che si misurano con malattie ad alto impatto, praticarla e perfezionare questa abilità educa il cervello alla socialità, per non parlare dell'aiuto che può rappresentare per le persone con obesità o in sovrappeso per tenere a bada l'ago della bilancia. L'elenco è lungo e l'effetto sul peso è il più intuitivo. Ma una metanalisi pubblicata su 'Plos One' entra nel merito in modo approfondito. Gli autori hanno incluso solo gli studi che indagavano su interventi di danza proposti a persone in sovrappeso e obese e hanno rilevato che, rispetto a uno stile di vita normale, ballare ha portato a miglioramenti significativi in termini di Bmi, circonferenza vita, percentuale di grasso e massa grassa. Dati che hanno portato gli esperti a concludere che la danza è efficace, apportando anche un miglioramento significativo alla composizione e alla morfologia corporea. E "grazie al maggiore piacere che offre, può rappresentare un valido intervento di esercizio fisico per la perdita di peso".  Un capitolo corposo è poi quello della salute mentale e della connessione mente-corpo. E' di pochi mesi fa uno studio pubblicato sul 'British Journal of Sports Medicine' che dimostra come l'esercizio aerobico - quale appunto la danza - potrebbe essere "molto efficace" per ridurre l'impatto di ansia e depressione. Per quest'ultima, in particolare, sembra essere più indicata proprio l'attività di gruppo, mentre modalità più brevi e a bassa intensità potrebbero esserlo per l'ansia. In ogni caso, in qualsiasi forma si pratichi, secondo gli autori che hanno setacciato le banche dati alla ricerca di analisi aggregate di studi clinici randomizzati e controllati è uno strumento valido, paragonabile a psicoterapia e farmaci, per alleviare i sintomi. Per quanto riguarda la depressione, sono state incluse 57 analisi di dati aggregati, comprendenti 800 studi, con 57.930 partecipanti di età compresa tra 10 e 90 anni. Per l'ansia 24 analisi di dati aggregati, comprendenti 258 studi, con 19.368 partecipanti di età compresa tra 18 e 67 anni. Il lavoro ha mostrato che l'esercizio fisico ha avuto un effetto di entità media sui sintomi depressivi e un effetto da piccolo a medio sui sintomi d'ansia, con gli impatti più significativi riscontrati nei giovani adulti (18-30 anni) e nelle donne che avevano partorito di recente. Tutte le forme di esercizio fisico sono risultate associate ad effetti positivi, ma le forme aerobiche, di gruppo e supervisionate si sono dimostrate le più efficaci nell'alleviare i sintomi della depressione. L'altro aspetto analizzato è quello della creatività correlata alla danza (e ad altre attività quali dipingere). La domanda degli scienziati è stata: come mantenere il cervello in forma? Dall'analisi, pubblicata su 'Nature Communications', emerge che dedicarsi regolarmente ad attività creative come ballare è associato a un rallentamento dell'invecchiamento cerebrale. Nell'ambito di questo studio internazionale sono stati presi in esame dati di neuroimaging e questionari di oltre 1.400 partecipanti provenienti da 13 Paesi (tra cui anche l'Italia), comprese persone che potevano essere definite esperte in un determinato campo creativo. Sono stati inclusi per esempio ballerini di tango e l'attività cerebrale di tutti i soggetti è stata misurata prima e dopo diverse settimane di allenamento. Poi l'età del cervello è stata calcolata usando dei modelli avanzati chiamati orologi cerebrali. Risultato: le persone più impegnate in attività creative, dalla danza alla musica, tendevano ad avere un'età cerebrale più giovane, il che suggerisce un legame di queste attività con la salute del cervello. Le esperienze creative hanno aumentato la plasticità delle regioni soggette all'invecchiamento. E in particolare chi aveva dedicato anni allo sviluppo delle proprie capacità in campi come la danza presentava profili più 'giovanili'. Ciò significa, concludono gli autori, che la pratica a lungo termine potrebbe essere più efficace nel promuovere la plasticità neurale e la salute del cervello rispetto alle esperienze di breve durata. Ballare aiuta, ma ancora di più coltivare la passione in modo duraturo.  E che dire del fattore sociale? Uno studio pubblicato qualche tempo fa sulla rivista 'JNeurosci', da esperti di base a Roma in un centro dedicato alle neuroscienze della rete dell'Istituto italiano di tecnologia e colleghi, ha indagato su come il cervello durante la danza gestisce la coordinazione sociale, un'abilità che permette di ballare in modo fluido con un'altra persona. Per riuscirci è necessario allineare i movimenti con quelli degli altri, elaborando al contempo informazioni sensoriali dinamiche, come suoni e immagini. I ricercatori hanno reclutato coppie di ballerini inesperti e hanno registrato la loro attività cerebrale, i movimenti di tutto il corpo e l'attività muscolare mentre ballavano sulla stessa canzone o su canzoni diverse. Dall'analisi è emerso che i segnali neurali per il coordinamento sociale, che consentivano movimenti sincronizzati tra le persone, si verificavano solo quando i ballerini si muovevano sulla stessa canzone e potevano vedersi. Il lavoro, secondo gli esperti, amplia la comprensione dell'interazione sociale al di là della danza, poiché fa luce su come il cervello supporti le attività di coinvolgimento sociale integrando al contempo informazioni sensoriali dinamiche.  Dal mondo della ricerca scientifica arriva anche la consacrazione di slogan come 'balla che ti passa'. Uno studio internazionale pubblicato sulla rivista 'Psychology of Sport & Exercise' promuove la danza come alleata per scacciare via lo stress. Gli autori del lavoro hanno messo sotto la lente varie forme di ballo, raccogliendo dati da un'ampia gamma di studi e analizzando la relazione tra danza e regolazione dello stress con approcci multidisciplinari. Ed emerge come il movimento, la musica e la connessione sociale possano trasformare il modo in cui affrontiamo le sfide della vita. Ballare, spiegano i ricercatori, non solo solleva il morale, ma svolge anche un ruolo significativo nel rafforzamento della resilienza e nel miglioramento del benessere generale. I risultati suggeriscono che dedicarsi al ballo può facilitare l'espressione emotiva e promuovere i legami sociali, creando un potente cuscinetto contro lo stress. Questi elementi non solo migliorano l'umore, ma stimolano anche il rilascio di ormoni come l'ossitocina e le endorfine, che sono collegati a sensazioni di felicità e di appartenenza. Lo studio suggerisce che gli interventi musicali hanno ridotto l'ansia, il nervosismo, l'irrequietezza e la sensazione di preoccupazione, nonché i livelli di cortisolo salivare, la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. "Le nostre ricerche - concludono gli esperti - dimostrano che ballando possiamo attivare un meccanismo naturale che ci aiuta ad affrontare le pressioni quotidiane". Il consiglio? Senza aspirare ad essere Roberto Bolle o Fred Astaire e Ginger Rogers in erba, integrare la danza nella routine settimanale potrebbe essere una strategia semplice ma efficace per migliorare salute mentale e resilienza. "E incoraggiare le persone a muoversi insieme - aggiungono gli autori - può creare un senso di appartenenza e di sostegno migliorando al contempo la loro capacità di gestire lo stress".  Sempre in tema di salute mentale, un altro studio indaga sull'effetto della danza in situazioni ancora più complesse. Il lavoro, pubblicato sul 'Journal of Medical Internet Research', ha seguito 23 partecipanti al programma Sharing Dance Parkinson's della National Ballet School del Canada e 11 soggetti di controllo sani (familiari o caregiver). I partecipanti hanno frequentato lezioni di danza settimanali per 8 mesi e gli autori hanno scoperto che dopo ogni lezione i tassi di depressione riportati diminuivano con un effetto cumulativo di lezione in lezione e miglioramenti significativi dopo 8 mesi. "E' stato interessante constatare che la danza ha avuto un effetto positivo sui circuiti cerebrali che regolano l'umore, come abbiamo potuto osservare nelle immagini" di risonanza magnetica cerebrale, afferma Joseph DeSouza, professore associato della York University e autore dello studio. Miglioramenti "confermati anche dai partecipanti tramite i questionari". 
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Italia ed Estonia più vicine con nuovo collegamento diretto Roma-Tallinn con Wizz Air

(Adnkronos) - Wizz Air, seconda più grande compagnia aerea per quota di mercato in Italia, e Aeroporti di Roma, società che gestisce l’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino, hanno celebrato il volo inaugurale dal principale scalo della Capitale verso Tallinn. Con questo sviluppo, Roma Fiumicino continua la sua crescita come principale base di Wizz Air in Italia, con 17 aeromobili basati e un ampio network in Europa e oltre, che ad oggi conta 78 rotte verso 31 paesi. La compagnia offrirà ai passeggeri quasi 56 mila posti solo quest’anno, grazie a oltre 230 voli pianificati tra Roma e Tallin e, come tutto il network italiano, anche la rotta Roma-Tallin sarà servita da un aeromobile di tipo Airbus A321neo, dotato della tecnologia più avanzata oggi disponibile per garantire efficienza nei consumi, riduzione delle emissioni di CO2 e un’esperienza di bordo silenziosa e confortevole .  A partire dal 27 aprile, la rotta Roma Fiumicino-Tallin, operata tre volte a settimana, lunedì, mercoledì e venerdì, offrirà ai passeggeri un accesso diretto a Tallinn, affascinante capitale estone, rinomata per il suo centro storico perfettamente conservato e il suo spirito digitale all’avanguardia. Allo stesso tempo, anche i turisti estoni potranno raggiungere la Città Eterna in modo diretto e godendo dei più alti standard di servizio possibili. I biglietti sono in vendita su wizzair.com e sull'app mobile Wizz, a tariffe ultra-competitive. Nel 2026, Wizz Air offrirà oltre 9,1 milioni di posti da Roma Fiumicino, con un incremento del 22,5% rispetto allo scorso anno, consolidando ulteriormente il ruolo dell’aeroporto romano quale base strategica all’interno del network della compagnia e diventando la seconda compagnia con 14.4% di quota di mercato del principale scalo romano. “Il lancio della nuova rotta Roma-Tallinn rappresenta un ulteriore passo strategico nel rafforzamento della nostra presenza a Roma Fiumicino, che continua a crescere come principale base di Wizz Air in Italia”, ha dichiarato Andras Rado, Head of Communications di Wizz Air. “Con questa nuova destinazione ampliamo ulteriormente le opportunità di viaggio per i nostri passeggeri, migliorando la connettività della Capitale verso l’Europa del Nord e offrendo al mercato italiano un accesso diretto a una città dinamica e ricca di attrattive come Tallinn. Il nostro impegno è continuare a investire su Roma, offrendo una rete sempre più estesa, tariffe basse e un’esperienza di viaggio migliore grazie alla nostra moderna flotta Airbus A321neo. Let’s Wizz, Roma! Let’s Wizz, Tallinn!”, ha aggiunto.  “L’avvio del nuovo collegamento per Tallinn - ha dichiarato Federico Scriboni, Aviation Business Development Director di Aeroporti di Roma - rappresenta un risultato importante per il Sistema Aeroportuale Romano e conferma il nostro impegno nel rafforzare la connettività internazionale della Capitale. L’aggiunta di Tallinn nel nostro network ad opera di Wizz Air apre nuove opportunità per i flussi turistici e per le relazioni economiche e culturali tra Italia ed Estonia”. Lauri Bambus, Ambasciatore Estone in Italia, ha commentato: “Siamo convinti che questo nuovo collegamento diretto tra le nostre capitali avrà un ruolo importante per far crescere i rapporti bilaterali tra Estonia ed Italia sia per il business ma anche per il turismo e i rapporti personali tra i due popoli”. Wizz Air continuerà ad ampliare il proprio network dalla Capitale con il lancio di nuove rotte internazionali verso i Paesi Baltici e dell’Europa del Nord, l’Europa centrale e orientale e le principali destinazioni del Mediterraneo. La compagnia sta infatti incrementando in modo significativo anche le frequenze e capacità su alcune delle rotte più richieste e popolari da Roma, come ad esempio i collegamenti per Palma di Maiorca, Valencia, Malaga, Ibiza, Bilbao, Alicante, Corfù e Santorini, rispondendo alla forte domanda leisure. Allo stesso tempo, Wizz Air rafforza anche i collegamenti per Budapest, Cracovia, Danzica e Sofia. Inoltre, l’aumento delle frequenze sulla rotta domestica verso Lampedusa garantirà maggiore flessibilità e più opzioni di viaggio per i passeggeri romani e internazionali che intendono visitare la splendida isola siciliana al centro del Mediterraneo. Wizz Air consolida la sua posizione di vettore chiave nel panorama italiano. In tutto il Paese, la compagnia offre attualmente 300 rotte che raggiungono 33 nazioni diverse, operando in ben 26 aeroporti con una moderna flotta italiana che conterà quest’anno 41 aeromobili Airbus A321neo. Nel 2025, Wizz Air ha trasportato oltre 21 milioni di passeggeri da e per l’Italia, segnando un incremento dell'8% rispetto all'anno precedente. Con una quota di mercato del 12%, Wizz Air è oggi il secondo vettore in Italia, puntando a offrire più di 31 milioni di posti nel 2026 e a rafforzare ulteriormente la propria presenza sul territorio nazionale. 
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Cida, over 50 valgono un terzo del Pil 

(Adnkronos) - In Italia la longevità è già oggi una delle principali forze economiche del Paese. Eppure continua a essere trattata come un problema sociale. E' il paradosso sottolineato da Stefano Cuzzilla, presidente di Cida, in occasione della presentazione del volume 'Longevity economy. Da Silver a longevity. La grande economia dei prossimi decenni' di Alberto Brambilla, presidente del Centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali. L'economia legata agli over 50 vale circa 714,8 miliardi di euro, quasi un terzo del Pil nazionale. Una dimensione che rende ormai insostenibile la narrazione dei lavoratori senior come peso per il sistema produttivo e previdenziale. “Continuare a considerare l’invecchiamento un costo è un errore, prima ancora che sociale, economico. Siamo di fronte a uno dei principali motori di crescita dei prossimi decenni”, ha dichiarato il presidente di Cida, Stefano Cuzzilla.  Le dinamiche demografiche rendono il tema ancora più urgente: entro il 2050 oltre un italiano su tre avrà più di 65 anni. Una trasformazione strutturale che non può essere affrontata con strumenti assistenziali. “Non servono più politiche per assistere i senior. Servono infrastrutture per la loro autonomia. I cosiddetti silver non chiedono protezione: chiedono strumenti per restare attivi, produttivi, indipendenti”, ha sottolineato Cuzzilla. Il nodo più critico, secondo Cida, è quello del lavoro. Più anni di vita significano inevitabilmente più anni di attività, ma il sistema produttivo italiano non è ancora attrezzato per gestire questa transizione. Il rischio è quello dell’obsolescenza delle persone - un processo già in atto per chi viene espulso dal mercato ben prima della fine della propria vita attiva. “Senza formazione continua, milioni di lavoratori rischiano di essere fuori mercato prima ancora di raggiungere l’età pensionabile. Non è un rischio futuro: è una dinamica già in corso”, ha avvertito il presidente.   Cida indica una priorità chiara: trasformare la formazione continua in una vera infrastruttura strategica del Paese, non una prerogativa delle singole aziende o dei singoli lavoratori. “Non è più un tema aziendale o individuale. È una questione di sistema. Senza un investimento strutturale nelle competenze, la longevità rischia di trasformarsi da opportunità in fattore di disuguaglianza”, ha aggiunto Cuzzilla. “Il quadro si aggrava se si considera la doppia emorragia di competenze che sta attraversando il Paese: da un lato i giovani qualificati che emigrano, dall’altro i lavoratori senior che vengono espulsi dal mercato prima del tempo. In un contesto di forte denatalità, l’Italia non può permettersi di disperdere né gli uni né gli altri. Valorizzare le alte professionalità - i dirigenti, i quadri, le competenze senior - non è un’opzione: è una condizione per restare competitivi e governare i cambiamenti in atto”, ha sottolineato Cuzzilla. Accanto al lavoro, Cida richiama la necessità di un nuovo patto tra generazioni, capace di superare la contrapposizione tra giovani e anziani. “I senior non sono una risorsa da accompagnare fuori, ma da riattivare dentro. Possono trasferire competenze, esperienza e capitale sociale. Ma serve un modello che valorizzi davvero questo contributo”, ha concluso Cuzzilla. 
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Orticaria cronica spontanea, ok Ue a prima terapia orale mirata 

(Adnkronos) - Novartis annuncia che la Commissione europea ha approvato remibrutinib per l'orticaria cronica spontanea (Csu) negli adulti con risposta inadeguata al trattamento con antistaminici H1. Si tratta della prima terapia orale mirata approvata per il trattamento della Csu - spiega l'azienda in una nota - con un approccio innovativo e una somministrazione orale in compresse da assumere 2 volte al giorno, senza necessità di monitoraggi di laboratorio.  "In Italia si stima che oltre 480.000 persone convivano con l'orticaria cronica spontanea, una malattia infiammatoria di origine autoimmune con sintomi altamente debilitanti come prurito, pomfi e un decorso spesso imprevedibile che incide negativamente sulla qualità di vita - afferma Silvia Mariel Ferrucci, responsabile del Servizio di Dermatologia allergologica e professionale della Fondazione Irccs Ca' Granda ospedale Maggiore Policlinico Milano - L'approvazione europea di questa nuova opzione terapeutica, che agisce su una via immunitaria chiave, amplia le opzioni di gestione della malattia per i pazienti che non traggono beneficio dalla terapia antistaminica convenzionale". Sottolinea Elena Radaelli, presidente di Arco (Associazione ricerca cura dell'orticaria): "Convivere con l'orticaria cronica spontanea significa affrontare ogni giorno una malattia complessa e spesso sottovalutata, che può incidere profondamente sulla qualità della vita, compromettendo il sonno, il lavoro e la socialità. Molti pazienti si sentono ancora poco compresi e faticano a trovare risposte adeguate. L'approvazione europea di una nuova opzione terapeutica rappresenta un segnale importante, perché amplia le possibilità di trattamento della patologia".  Il farmaco aveva ricevuto a febbraio 2026 il parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ed è incluso nelle Linee guida internazionali 2026 per la definizione, classificazione, diagnosi e gestione dell'orticaria. "Per Novartis l'approvazione europea rappresenta un progresso importante per la gestione dell'orticaria cronica spontanea nei pazienti che non raggiungono un controllo adeguato della malattia con gli antistaminici H1 - dichiara Paola Coco, Cso & Medical Affairs Head IM Italy - Questa nuova opzione terapeutica offre la possibilità di intervenire in modo mirato su una via immunologica chiave, con significative evidenze cliniche. Il programma di sviluppo clinico in altre patologie immunomediate conferma inoltre il potenziale di questo approccio terapeutico".  Remibrutinib - riporta la nota - è un inibitore orale di Btk selettivo, che blocca la via Btk (Bruton Tyrosine Kinase) coinvolta nel rilascio di istamina, uno dei principali fattori responsabili di pomfi pruriginosi e gonfiore. Riducendo il rilascio di istamina, il farmaco contribuisce ad alleviare i sintomi dell'orticaria cronica spontanea. E' approvato negli Stati Uniti, in Cina e in diversi altri Paesi per il trattamento di pazienti adulti con Csu con risposta inadeguata agli antistaminici H1.  Remix-1 (NCT05030311) e Remix-2 (NCT05032157) sono due studi globali multicentrici di fase 3, con disegno identico, randomizzati, in doppio cieco, a gruppi paralleli e controllati con placebo, che hanno coinvolto 925 adulti rimasti sintomatici nonostante il trattamento con antistaminici H1 di seconda generazione. Il trattamento ha dimostrato risultati superiori rispetto al placebo nella variazione dal basale del prurito, dei pomfi e dell'attività settimanale della malattia alla settimana 12. Ha inoltre mostrato un profilo di sicurezza che non richiede monitoraggio laboratoristico. Gli eventi avversi più comuni (incidenza ≥3%) sono stati congestione nasale, mal di gola e rinorrea, sanguinamento, cefalea, nausea e dolore addominale. La Csu è una malattia cutanea cronica che colpisce circa 40 milioni di persone nel mondo (4 milioni in Europa), con una frequenza quasi doppia nelle donne rispetto agli uomini, e si manifesta più spesso tra i 20 e i 40 anni. E' caratterizzata dalla comparsa improvvisa di pomfi pruriginosi e/o gonfiore dei tessuti profondi, che possono interessare viso, gola, mani e piedi e insorgere in assenza di un allergene o di un fattore scatenante esterno identificabile. I sintomi durano 6 settimane o più e causano un impatto fisico ed emotivo rilevante. La maggior parte dei pazienti soffre di privazione del sonno, con elevati tassi di disturbi mentali quali ansia o depressione, oltre a una riduzione della produttività lavorativa. Oltre il 50% continua a manifestare sintomi debilitanti dopo la terapia antistaminica convenzionale.  
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