Lorenzo Cagnoni Award 2026: vincitori e innovazioni Horeca
(Adnkronos) - La fiera Beer&Food Attraction di Rimini si conferma l'epicentro dell'innovazione per il comparto Horeca con la celebrazione del Lorenzo Cagnoni Award 2026. Il riconoscimento, assegnato nel cuore di una manifestazione dai numeri record, ha messo in luce le realtà capaci di integrare digitalizzazione e sostenibilità in un mercato in profonda mutazione. Alla cerimonia hanno preso parte i vertici di Italian Exhibition Group e dell'Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI), evidenziando come la competitività del settore dipenda oggi da nuove competenze tecnologiche. Il segmento delle start-up ha premiato la capacità di intercettare i nuovi trend di consumo salutistico e circolare. Al primo posto si è distinta Crave Srl, eccellenza italiana nel settore del kombucha. Attraverso i brand Kombuciao e IntroFoods, l'azienda propone bevande biologiche e funzionali che rispondono alla domanda globale di prodotti "low calorie" e "gluten free".
Il podio è completato da Mountain’s Goat GmbH, focalizzata su processi produttivi a basso impatto ambientale e modelli di economia circolare, e da Voucherly Srl, che introduce nell'Horeca sistemi dinamici di fedeltà digitale basati su tecnologie di ingaggio avanzate per la generazione di traffico nei punti vendita. L'assegnazione dei premi per le aziende espositrici ha delineato una mappa delle tecnologie applicate alla filiera produttiva e distributiva:
Monitoraggio e IoT: nella categoria Beer, FKV Srl (Milestone) è stata premiata per un sistema evoluto di gestione dei fusti che permette il controllo in tempo reale della qualità e della rotazione del prodotto, trasformando il dato tecnico in asset commerciale.
Analisi e Controllo: iI premio Technology è andato a Maselli Misure, grazie a sistemi di misurazione ad alta precisione che ottimizzano i processi lungo l'intera filiera del beverage.
Esperienza No-Alcol: nel segmento Soft Drinks, ALCOL-SEELE con il progetto Mezzanotte ha presentato una proposta analcolica strutturata, puntando sulla complessità aromatica autonoma piuttosto che sulla semplice imitazione degli spirits.
Digital Management: Made in App ha ricevuto il riconoscimento per la Digital Innovation, grazie a una piattaforma che centralizza la gestione operativa dei locali, integrando ordini e comunicazione interna. Il premio non è solo una celebrazione di eccellenze, ma un segnale politico e industriale per il comparto. "Il Lorenzo Cagnoni Award rappresenta un momento per valorizzare le realtà che stanno guidando la trasformazione digitale e sostenibile del comparFuoricasa", ha sottolineato Gabriele Ferrieri, Presidente di ANGI. Secondo l'analisi emersa durante l'evento, l'integrazione tra cultura brassicola, innovazione nel food (rappresentata da Il fondamentale Giardino delle Luppole) e distillazione premium (Rossi d’Angera) costituisce il binario su cui correrà lo sviluppo delle imprese italiane nei prossimi anni.
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Giornata mondiale cardiopatie congenite, Ferrero (Anmco): "Tanti passi avanti, 90% bimbi oggi diventa adulto"
(Adnkronos) - Le cardiopatie congenite sono le malformazioni congenite più frequenti, "con un’incidenza globale stimata di circa 8–10 casi ogni 1.000 nati vivi (1,7 casi su 1.000 sono forme complesse a rischio di scompenso acuto alla nascita) e, nonostante i continui progressi assistenziali, continuano a rappresentare la principale causa di mortalità in età neonatale (0-28 gg di vita)". Feti affetti da cardiopatia congenita hanno un rischio doppio di nascita pretermine, rispetto alla popolazione generale dei nati sani. In occasione della Giornata mondiale delle cardiopatie congenite, che ricorre oggi, la Società italiana di Neonatologia (Sin) e la Società italiana di Cardiologia pediatrica e delle cardiopatie congenite (Sicp) confermano che l’unica strategia efficace nei confronti di questa categoria estremamente fragile di neonati cardiopatici "è un approccio multidisciplinare integrato e pianificato da professionisti esperti". "Negli ultimi anni abbiamo registrato diversi passai avanti che hanno cambiato la situazione rispetto alle cardiopatie congenite. Dai primi interventi pionieristici ad altissimo rischio, parliamo degli anni '50-'60, dove l'obiettivo era salvare la vita al piccolo paziente, oggi con la correzione e la palliazione, possiamo arrivare ad una sopravvivenza più o meno lunga e ad una correzione completa in alcuni casi. Dagli '80-'90 siamo arrivati ad oggi con il 90% dei bambini con cardiopatie congenite che arrivano all'età adulta, diventano genitori e fanno una vita normale". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Paolo Ferrero, co-chairperson Area Cardiologia Pediatrica dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco), in occasione della Giornata mondiale delle cardiopatie congenite che si celebra oggi. "Ogni fascia d’età prevede delle condizioni che possono rivelarsi differenti - prosegue lo specialista - per cui eventuali esami diagnostici e indicazioni chirurgiche possono cambiare nel corso della storia clinica del paziente". Se oggi il 90% dei bambini nati con una cardiopatia congenita raggiunge l’età la maggiore età, "una quota significativa sviluppa complicanze croniche: insufficienza valvolare, stenosi residua, ipertensione polmonare e aritmie. La complessità di questi pazienti richiede strutture specialistiche e figure professionali formate nella cardiologia Guch" o 'Grown-Up Congenital Heart disease', ricorda Ferrero. Il trapianto può essere una opzione? "C'è un problema - risponde il cardiologo - è molto infattibile perché andrebbe fatto cuore-polmone in un periodo infantile neonatale. Troppo precoce". A partire dalla diagnosi prenatale di cardiopatia congenita, che certamente orienta in modo significativo gli esiti, l’approccio multidisciplinare "rende possibile una gestione prenatale individualizzata, tramite il contributo del ginecologo, del neonatologo, del cardiologo pediatra e del cardiochirurgo pediatrico", ricordano le società scientifiche che suggeriscono come la presa in carico della gravidanza "andrebbe fatta, pertanto, in centri specializzati nella patologia materno-fetale e, tramite gli incontri multidisciplinari, dovrebbe essere pianificato il timing del parto, la modalità del parto (vaginale/cesareo), la sede e l’équipe assistenziale". La letteratura è univoca, infatti, nel sottolineare come la nascita di un feto cardiopatico dovrebbe avvenire il più possibile vicino al termine previsto di gestazione e nella sede con maggiori competenze diagnostiche e terapeutiche. "Per potersi realizzare questa situazione, la diagnosi prenatale è una tappa fondamentale, che rende fattibile questa organizzazione ideale; quando non possibile, il trasferimento presso un Centro specialistico è fondamentale", sottolineano Sin e Sicp. “Alla nascita la sfida che si pone di fronte ad un neonato pretermine e di basso peso con cardiopatia congenita è la scelta tra la necessità di un primo intervento palliativo (correzione parziale, che non ripristina l’anatomia, ma consente la sopravvivenza) e la possibilità di un intervento correttivo definitivo anticipato”, spiega il professor Massimo Chessa, presidente Sicp - La letteratura in merito non è univoca e presenta dati molto variabili a seconda dei centri. In passato veniva molto utilizzato il criterio del peso soglia da attendere prima di procedere alla correzione definitiva, peso variabile a seconda della cardiopatia e del tipo di intervento. È plausibile che, ancora una volta, tramite il confronto multidisciplinare dei vari professionisti, si arrivi ad una strategia individualizzata che tenga conto delle caratteristiche fisiopatologiche e della specifica evoluzione nel singolo caso (concetto di 'individualized care plan')”. “Un aspetto centrale è, inoltre, rappresentato dal ruolo della famiglia afferma Massimo Agosti, presidente Sin - che deve ricevere un’informazione clinica continuamente aggiornata con un supporto psicologico costante e deve essere coinvolta in ogni passo del percorso assistenziale. Ciò è particolarmente importante nei casi più complessi, soprattutto se concomitano malformazioni e anomalie genetiche, ponendo quesiti etici nelle scelte da condividere. In problematiche così complesse e che portano con sé elevati rischi di sequele a lungo termine, il rapporto con la famiglia deve essere guidato da una comunicazione empatica, efficace e rispettosa”.
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'Faccia a luna piena' e pelle sottile, è la sindrome di Cushing. Cos'è e come si cura
(Adnkronos) - A dargli il nome fu Harvey Williams Cushing, il primo chirurgo a descrivere e identificare un quadro clinico che più tardi verrà attribuito ad una cronica produzione in eccesso di cortisolo circolante. Spesso può dare un aumento di peso, una caratteristica 'faccia a luna piena', una pelle sottile. La sindrome di Cushing può essere definita una condizione patologica 'ad ombrello' sotto la cui denominazione si celano differenti condizioni cliniche, tutte caratterizzate da un aumento di cortisolo circolante. La più frequente di queste è causata da un tumore benigno dell'ipofisi (adenoma) che attraverso un’alterata secrezione di ormone adrenocorticotropo (Acth) stimola le ghiandole surrenali a produrre il cortisolo in modo inappropriato. A questa seguono, in ordine di frequenza, le lesioni nodulari che coinvolgono una o entrambe le ghiandole surrenaliche in cui l’elevata secrezione di cortisolo è indipendente dalla stimolazione dell’Acth ipofisario. Anche alcune neoplasie, localizzate in distretti diversi rispetto ad ipofisi e surreni possono, attraverso una arbitraria secrezione di Acth, essere responsabili dell’aumentata sintesi di cortisolo surrenalico. La sindrome di Cushing è una malattia rara che coinvolge più frequentemente il sesso femminile con un rapporto rispetto ai maschi di 3:1 tra i 25 e i 40 anni d’età con un’incidenza di 2-3 casi su un milione di persone. “Il cortisolo fisiologicamente presiede alla regolazione di molte vie metaboliche del nostro organismo. L’aumento del suo livello circolante è la causa di una serie di condizioni patologiche quali tra le più frequenti l’obesità prevalentemente a livello addominale, una particolare stanchezza muscolare, l’aumento della pressione arteriosa, l’aumento della glicemia o un diabete franco, l’osteoporosi ed alcuni disturbi psicologici (in particolare la depressione) - spiega professor Antonio Stigliano, endocrinologo e referente dell’Ambulatorio presso l'Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea che si occupa della cura di questa condizione patologica da molti anni – Un segno clinico patognomonico del sesso femminile è dato dall’iperandrogenismo, un aumento cioè della peluria sul viso e sul corpo che frequentemente si associa ad irregolarità della ciclicità mestruale fino all’interruzione del ciclo stesso. Mentre negli uomini può verificarsi una riduzione del desiderio sessuale e della fertilità”. In occasione del mese in corso, tradizionalmente dedicato alle malattie rare, il professor Stigliano, d’intesa con Aipacus (Associazione Italiana Pazienti Cushinged) e Uniamo (Federazione Italiana Malattie Rare) hanno organizzato nella giornata del 24 Febbraio, presso il building universitario dell’ospedale Sant’Andrea, una tavola rotonda articolata in due sessioni che vedrà assieme al coinvolgimento dei pazienti e dei loro caregivers con gli endocrinologi e gli altri specialisti sanitari del settore anche la partecipazione dell’industria farmaceutica e della cittadinanza per la sensibilizzazione alle tematiche poste dalla sindrome di Cushing. Come avviene la diagnosi. “L’esordio della sindrome di Cushing è eterogeneo e la sua presentazione è estremamente variabile. La valutazione clinica e di laboratorio della sindrome di Cushing nelle sue differenti cause è tutt’altro che semplice. La diagnosi - afferma Stigliano - necessita di una particolare esperienza e competenza da parte dello staff che si occupa della gestione di questi pazienti che vede impegnati oltre gli endocrinologi e gli infermieri dedicati anche figure professionali con diverse competenze nel panorama sanitario quali i chimici, i biologi o i biotecnologi. La diagnostica di laboratorio in una prima fase, attraverso la determinazione dei valori di cortisolo in differenti fluidi biologici (sangue, urina, saliva) permette di misurare le quantità dell’ormone in maniera il più possibile specifica. La radiologia, il cui compito è quello di identificare la sede della lesione responsabile dell’ipercortisolismo, deve però possedere una strumentazione tecnologicamente avanzata (TC e Risonanza magnetica) ed essere gestita da personale altamente qualificato con le adeguate conoscenze per il riconoscimento di queste patologie". "Tuttavia, il percorso diagnostico non è scevro da difficoltà interpretative rendendo il riconoscimento di questa patologia complesso e prolungato. Il tempo che intercorre, infatti, tra la comparsa dei primi segnali di malattia e la diagnosi è ancora oggi molto lungo. Questo è legato talvolta alla difficoltà interpretativa del quadro clinico di esordio, che, appunto, può essere molto variabile ma anche alla indisponibilità di strumenti diagnostici adeguati. E’ quindi necessaria, l’esperienza di un team multidisciplinare composto da molteplici professionalità capaci di intercettare dapprima i segni clinici della malattia, di confermarla successivamente, ai fini di formulare la diagnosi più precocemente possibile”, avverte Stigliano. La cura. Una volta posta la diagnosi, l’obiettivo successivo è quello di ridurre i livelli di cortisolo circolanti ai fini di curare la malattia. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso la chirurgia ove attuabile o alternativamente la radioterapia o altre terapie locali. Oggi esiste però anche la possibilità di un approccio farmacologico capace di ridurre efficacemente la sintesi di cortisolo nel caso in cui le altre strade terapeutiche non risultino percorribili. In Italia sono pochi i Centri che si occupano di Sindrome di Cushing, la cui generica denominazione annovera, come detto, molte condizioni cliniche, tutte caratterizzate da un aumento dei valori di cortisolo con quadri clinici spesso diversi. L’ambulatorio di Patologia surrenalica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea annovera anche tra le patologie trattate tutte quelle di pertinenza surrenalica benigne e maligne caratterizzate da un eccesso o da un difetto di secrezione ormonale. Condizioni di eccesso di secrezione ormonale, oltre all’ipercortisolismo, sono rappresentate dall’iperaldosteronismo, dall’iperandrogenismo tra cui l’iperplasia surrenalica congenita, dal feocromocitoma/paraganglioma. Le condizioni di difetto di sintesi ormonale caratterizzano l’insufficienza surrenalica di origine surrenalica o ipofisaria. Interesse particolare è rivolto alla diagnosi ed alla cura del carcinoma corticosurrenalico, patologia oncologica molto rara con un’incidenza di 1 caso su 2 milioni di abitanti, con maggiore frequenza nel sesso femminile che colpisce giovani pazienti nella prima decade di vita o, più frequentemente, adulti nella quinta-sesta decade di vita. Aipacus, l’Associazione Italiana Pazienti Cushing Da qualche anno è nata per la volontà e la sensibilità di una paziente dell’ambulatorio di Patologia Surrenalica dell’Ospedale Sant’Andrea: Aipacus, Associazione italiana pazienti cushing, rappresentata da pazienti affetti da sindrome di Cushing. “Aipacus è la prima associazione italiana dedicata ai pazienti affetti da sindrome o malattia di Cushing. Da molti anni ci occupiamo di divulgazione scientifica e sociale sui temi della patologia, sensibilizzando l’opinione pubblica e gli operatori sanitari sulle cause della malattia, sulla sua eterogeneità e sulle comorbilità imputabili ad una eccessiva secrezione endogena di cortisolo. Collaboriamo con i massimi esperti in ambito sanitario per individuare i migliori percorsi diagnostici e clinico assistenziali al fine di migliorare la qualità della vita delle persone affette da ipercortisolismo. Aipacus si impegna, con la sua attività, a favorire il riconoscimento della Sindrome di Cushing nel Registro delle Malattie Rare - si legge sul sito dell’associazione che contiene anche una sezione dedicata alla condivisione delle esperienze dei pazienti relativamente alla patologia - Il mio amico Cushing nasce per tutte le persone che come me soffrono di questa malattia, uno spazio nel quale raccontare la propria storia, raccontarsi con calma al di fuori della fretta di un’intervista o dagli schemi rigidi di un questionario”.
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A Torino trapianto di cuore-fegato in blocco salva 32enne nato con organi invertiti a 'specchio'
(Adnkronos) - All’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino è stato realizzato un intervento senza precedenti a livello mondiale: un trapianto combinato di cuore e fegato su un giovane di 32 anni nato con una rarissima condizione anatomica, il situs viscerum inversus, in cui gli organi interni sono disposti “a specchio” rispetto alla posizione normale. "Il ragazzo, originario della Campania, era affetto fin dalla nascita da una grave cardiopatia congenita che aveva richiesto tre interventi a cuore aperto durante l’infanzia e l’adolescenza. Sebbene questi interventi gli avessero permesso di raggiungere l’età adulta, nel tempo avevano provocato un progressivo deterioramento del fegato, evoluto in cirrosi. Nell’ultimo anno - riporta la nota dell'ospedale Molinette - la situazione si era ulteriormente aggravata con la comparsa di un carcinoma epatico. Terapie interventistiche locali avevano inizialmente contenuto la malattia, ma la comparsa di un nuovo nodulo aveva reso urgente un trapianto combinato di cuore e fegato, unica possibilità di salvezza". "La presenza del situs viscerum inversus rappresentava però un ostacolo enorme: l’anatomia completamente invertita del paziente rendeva estremamente complessa la possibilità di impiantare organi donati, che invece presentano una disposizione normale", prosegue la struttura. I curanti campani hanno riferito quindi il paziente ad un’équipe multidisciplinare della Città della Salute di Torino, composta dal cardiochirurgo Carlo Pace Napoleone e dal cardiologo Giuseppe Annoni dell’ospedale Infantile Regina Margherita congiuntamente agli specialisti dell’ospedale Molinette: l’epatologa Silvia Martini, i cardiochirurghi Mauro Rinaldi e Massimo Boffini ed il chirurgo epatico nonché Coordinatore Regionale Trapianti Renato Romagnoli, che ha studiato e condiviso una strategia innovativa per tentare ciò che non era mai stato fatto prima: inserire il paziente in lista d’attesa per trapianto cuore-fegato in blocco. "Finalmente una sera il Coordinamento Donazione e Prelievi del Piemonte (diretto da Anna Guermani) ha segnalato al Centro Regionale Trapianti Piemonte (diretto da Federico Genzano) ed al Centro Nazionale Trapianti di Roma (diretto da Giuseppe Feltrin) la disponibilità di un donatore compatibile, e si è attivata una macchina organizzativa imponente che ha coinvolto decine di operatori sanitari e non - ricostruisce la nota - Mentre il paziente veniva preparato nella sala operatoria della Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette, un’équipe multi-specialistica, composta dal cardiochirurgo Giacomo Maraschioni e dal chirurgo epatico Damiano Patrono si è recata nell’ospedale del donatore per prelevare il blocco cuore-fegato, mantenendosi in strettissima comunicazione con l’équipe trapianto, e, quando il blocco cuore-fegato del donatore è giunto in Molinette, nella sala del trapianto il campo operatorio era pronto ad accogliere il preziosissimo dono" Sotto la supervisione di Mauro Rinaldi, Carlo Pace Napoleone dell’ospedale Infantile Regina Margherita insieme con Massimo Boffini ed Antonino Loforte, Erika Simonato e Matteo Marro della Cardiochirurgia delle Molinette, con il supporto anestesiologico di Maria Luisa Contristano, hanno eseguito l’impianto del cuore mantenuto in continuità con il fegato. In contemporanea Renato Romagnoli, Elena Mazza e Paolo Ossola della Chirurgia del Trapianto di Fegato, con la collaborazione anestesiologica di Chiara Stratta e Donatella Di Francesco, hanno impiantato il fegato nella posizione fisiologica nell’addome del paziente. "Sono state in totale diciassette ore di sala operatoria, di cui più di dodici ore di chirurgia. Lunghe ore in cui l’anatomia anomala del paziente ha obbligato ad essere 'creativi', costruendo connessioni vascolari nuove, utilizzando segmenti di vasi prelevati dallo stesso donatore e percorrendo strade innovative. Alla fine, il blocco cuore-fegato è ripartito ed il sangue è tornato a scorrere fisiologicamente", ricordano i medici. "Il decorso post-operatorio è stato complesso, come prevedibile in un intervento di tale portata, gestito comunque con successo dall’équipe della Cardio-Rianimazione (diretta da Anna Trompeo), con l'ausilio degli infettivologi diretti da Francesco Giuseppe De Rosa, dei nefrologi diretti da Luigi Biancone e dei chirurghi vascolari ospedalieri diretti dal dottor Aldo Verri. Il paziente è ora ricoverato in area semintensiva chirurgica del Centro Trapianto Fegato ed il suo percorso di riabilitazione prosegue positivamente - si legge nella nota - Una storia a lieto fine che ancora una volta diventa esempio delle eccellenze della nostra Città della Salute e della Scienza a livello europeo e mondiale e del valore dei nostri operatori". "I nostri professionisti sanitari hanno reso possibile ciò che non lo sembrava essere più in una situazione disperata. Un modello che verrà esportato nel nuovo Parco della Salute, della Ricerca e dell'Innovazione. Un doveroso ringraziamento al donatore e alla sua famiglia, che hanno reso possibile questo miracoloso trapianto combinato” commenta Livio Tranchida (direttore generale della Cdss). "Una volta di più il Sistema Trapianti della Regione Piemonte si conferma ai vertici italiani ed europei con un trapianto di cuore - fegato di eccezionale difficoltà tecnico-organizzativa. La bravura dei nostri professionisti ha reso possibile questo intervento che apre una nuova frontiera nei trapianti combinati. Ennesima conferma di quanto Cdss meriti il ruolo di Irccs Trapianti", conclude Federico Riboldi (Assessore alla Sanità della Regione Piemonte).
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San Valentino si tinge di Funko, collezionabili e altre novità per la festa degli innamorati
(Adnkronos) - Funko celebra la Festa degli Innamorati con i suoi personaggi su licenza più famosi: dagli inimitabili Pop! in versioni dal colore rosa, ai Bitty Pop!, la nuova dimensione del collezionismo in formato micro, fino alla moda da indossare con i prodotti Loungefly, il brand premium specializzato nel dare vita al proprio fandom attraverso abbigliamento e accessori. La nuova frontiera del collezionismo propone i Bitty Pop! Bouquet, composizioni in vinile alte circa 10,9 cm che ospitano coppie celebri come Miles Morales e Ghost Spider. Questa proposta, disponibile anche per gli amanti di The Nightmare Before Christmas con Jack Skeletron e Sally, include due personaggi da 2,3 cm integrati in un bouquet da collezione decorato a tema. La linea si completa con assortimenti misteriosi racchiusi in confezioni a forma di cuore, dove è possibile scovare varianti rare di Spider-Man e Black Cat o l'iper-raro Zero. L'estetica della festa trasforma anche le icone del musical e del cinema slasher. Il set di portachiavi dedicato a Wicked presenta Elphaba e Glinda con un'inedita sfumatura ombré rosa e verde, mentre stringono tra le mani scatole di caramelle a forma di cuore. Anche Ghost Face, il killer di Scream, riceve un trattamento speciale in versione Diamond Glitter da 9,9 cm, caratterizzata da una finitura scintillante rosa e rossa. Entrambi i prodotti integrano un nuovo packaging di autenticazione con QR code univoci non replicabili, verificabili ufficialmente tramite la tecnologia Octane. Il legame tra amore e stile si traduce infine in accessori da indossare attraverso le nuove proposte Loungefly dedicate ai Peanuts. Lo zainetto rosa e rosso raffigura Snoopy mentre abbraccia un cuore che funge da tasca frontale, accompagnato dal fedele Woodstock. A completare la collezione interviene una borsa a tracolla con cuori trapuntati e una catena arricchita da charm che ritraggono l'intera banda di Charlie Brown.
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Stern produce un flipper per i 30 anni di Pokémon, in tre varianti
(Adnkronos) - Stern Pinball, leader mondiale nel settore dell'intrattenimento arcade, ha ufficializzato la collaborazione con The Pokémon Company per il lancio di un cabinato dedicato alla celebre saga giapponese. In coincidenza con le celebrazioni per il trentennale del franchise, l'azienda statunitense propone un'esperienza che fonde la meccanica classica delle palline d’acciaio con l'universo di Pikachu e compagni. I giocatori possono cimentarsi in battaglie contro i rivali e il Team Rocket, sfidando il boss Giovanni nel tentativo di completare la propria collezione attraverso un sistema di cattura meccanico integrato nel piano di gioco. L'offerta commerciale si articola su tre varianti con costi progressivi, partendo dai 6.999 dollari della versione Pro per arrivare ai 12.999 dollari della Limited Edition, prodotta in soli 750 esemplari globali. Oltre alla presenza della colonna sonora originale e di clip tratte dalla serie animata, le macchine vantano componenti interattive di rilievo, come la mongolfiera di Meowth che scende nell'arena di gioco e un Pikachu animatronico che reagisce in tempo reale ai successi dell'utente. I modelli Premium e Limited Edition includono inoltre un elettromagnete interattivo progettato per aumentare l'imprevedibilità della pallina durante le sequenze di combattimento. Una delle innovazioni tecniche più rilevanti riguarda l'impiego della tecnologia SPIKE 3 e l'integrazione con la piattaforma Insider Connected. Grazie a questo sistema, ogni Pokémon catturato durante la partita viene registrato sul profilo digitale dell'utente, rendendo i progressi consultabili tramite app. Il design estetico è curato nei minimi dettagli, con elementi tematici che spaziano dal pomello di lancio a forma di Master Ball fino ai sistemi di illuminazione dinamica riservati alla versione più esclusiva. Con questa operazione, Stern punta con decisione al mercato del collezionismo di lusso, trasformando la nostalgia per i primi Game Boy in un oggetto di alta ingegneria meccanica.
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L'amore fa bene al cuore, lo dice la scienza: ecco cosa cambia se si è in coppia
(Adnkronos) -
Sfortunato in amore? Meglio avere sotto mano i riferimenti del cardiologo. Una buona relazione di coppia e una vita affettiva soddisfacente sono infatti protettivi per il cuore, non averla invece aumenta i rischi cardiovascolari. A spiegarlo all'Ankronos Salute - dati scientifici alla mano - è Eugenio Stabile, direttore dell'Unità operativa complessa di cardiologia, azienda ospedaliera San Carlo, università della Basilicata. "La letteratura scientifica offre diverse evidenze sulla valenza terapeutica dell'amore", sottolinea Stabile che cita una recentissima revisione di studi del 'Journal of Cardiology' intitolata 'What About Love', che "aiuta a capire perché è importante una giusta relazione di coppia per la salute cardiovascolare" . Una persona che ha una buona relazione di coppia, evidenzia il cardiologo, sul piano strettamente fisiologico" tende a controllare meglio il diabete, il peso. Tende a evitare l'obesità, a migliorare la sua dieta e a tenere sotto controllo la pressione". Al contrario "condizioni di ostilità, l'esperienza di essere rifiutati, attivano in modo negativo il nostro apparato cardiovascolare, ci fanno aumentare la pressione, ci fanno aumentare la frequenza cardiaca, elevano in maniera eccessiva i nostri ormoni negativi come il cortisolo che, quando eccessivo, oltre a ridurre il desiderio sessuale attiva in maniera negativa il nostro sistema immunitario", descrive l'esperto. In generale "sono tante le possibilità di modificare i nostri comportamenti per migliorare la nostra salute cardiovascolare, ma serve essere disposti a farlo e il benessere affettivo aiuta. Per esempio: se siamo in una buona condizione di umore facciamo più facilmente attività fisica, non fumiamo, scegliamo cibi più sani, decidiamo di prendere le nostre medicine. Se invece ci troviamo in una condizione di stress, come nel caso in cui si ha una cattiva relazione sentimentale, allora abbiamo un comportamento peggiore anche rispetto agli stili di vita sani", sottolinea Stabile. Inoltre, continua il cardiologo, "se abbiamo vicino una persona che si prende cura di noi, che fa attenzione ai nostri bisogni, questo innesca un circolo virtuoso. Se regalo un fiore alla partner, più facilmente questa compagna si prenderà cura di se stessa, sarà più motivata". E questo "vale ancora di più per una persona che ha subito un intervento cardiaco importante e deve fare la riabilitazione cardiovascolare. Se questa persona vive in un ambiente in cui è amata, più facilmente accetterà i suoi 'compiti' di riabilitazione". Le persone che hanno una buona relazione affettiva "hanno anche il riscontro di una migliore attività cardiovascolare: la frequenza cardiaca sarà più bassa, la pressione arteriosa sarà più bassa. Mentre in una situazione sentimentale negativa si osserverà un peggioramento perché il cattivo umore e l'ansia pesano". Il cardiologi hanno ben chiara questa relazione tanto che, rimarca Stabile, "oggi si sta cercando sempre di più di porre l'attenzione, nella riabilitazione cardiovascolare, alla terapia di coppia. Le persone che hanno subito un intervento di cardiochirurgia piano piano devono cominciare a camminare e, piano piano, devono cominciare anche ad avere una normale relazione sentimentale e sessuale. Sono sempre di più, infatti, le strutture che forniscono un consulto di carattere psicologico alla coppia, per far sì che il partner non abbia paura di avere un rapporto sessuale con il paziente cardiopatico e che il cardiopatico stesso non abbia paura di avere rapporti. Ovviamente serve la stessa attenzione che si ha per la ripresa delle attività fisiche, usando la gradualità". Il cuore, insomma, non è solo fisiologia: "Mio papà, che era un vecchio cardiologo, diceva che una persona ha sempre due cuori, uno fisico e uno no. Serve prendersi cura di entrambi", conclude Stabile.
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L'evoluzione dell'IA criminale: dalla sperimentazione alla fase industriale
(Adnkronos) - Secondo il report “They Don’t Build the Gun, They Sell the Bullets. An Update on the State of Criminal AI”, curato da TrendAI, business unit di Trend Micro, il mercato clandestino dell’IA ha smesso di rincorrere il sensazionalismo tecnologico per focalizzarsi sulla riduzione dei costi e sull’affidabilità dei servizi. L'analisi identifica un percorso evolutivo strutturato in tre passaggi chiave. Il primo riguarda il consolidamento: sui forum del dark web, la sopravvivenza dei servizi non dipende più dalla creazione di modelli indipendenti, ma dalla capacità di violare le piattaforme commerciali esistenti tramite jailbreak e prompt engineering. I criminali scelgono di sfruttare gli investimenti dei grandi provider invece di sviluppare infrastrutture da zero.
La seconda fase è segnata dalla comparsa di malware adattivi. Si tratta di codici maligni in grado di generare o modificare autonomamente parti del proprio codice tramite query IA. Sebbene ancora limitati da vincoli pratici, questi campioni indicano una transizione verso attacchi polimorfici, capaci di mutare da un bersaglio all'altro per eludere i sistemi di rilevamento tradizionali. Infine, la terza fase vede l’esplosione della tecnologia deepfake nell’uso quotidiano. Strumenti di clonazione vocale e sostituzione del volto sono ora accessibili a costi irrisori, alimentando truffe di impersonificazione e infiltrazioni aziendali. Nonostante l’avanzata tecnologica degli attaccanti, le capacità difensive mantengono attualmente un margine di vantaggio grazie all’intelligence automatizzata. Tuttavia, questo divario tende a ridursi poiché l’ecosistema criminale estrae valore dalle tecnologie con una velocità superiore all'implementazione delle contromisure. "Le previsioni per il futuro non sono apocalittiche, ma incrementali", spiega Marco Fanuli, Technical Director di TrendAI Italia. "Non assisteremo a un'improvvisa esplosione di caos guidato dall'intelligenza artificiale, ma a un costante perfezionamento professionale degli strumenti che vediamo già oggi. Questo tipo di progresso silenzioso è il modo che rende gli ecosistemi criminali più difficili da distruggere". Il rischio principale identificato dallo studio non risiede in un miglioramento improvviso delle capacità offensive, ma nella normalizzazione di queste tecniche. Con l’abbassamento delle barriere d’accesso, l’IA diventa una componente fissa e permanente del crimine informatico. Le organizzazioni sono dunque chiamate a integrare queste minacce nella propria pianificazione ordinaria. Come conclude Marco Fanuli: "Le frodi basate sui deepfake, l’abuso di identità e i malware AI non sono più minacce marginali, ma criticità che devono essere incluse nella strategia di sicurezza, nei processi di verifica e nella pianificazione della risposta agli incidenti".
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Stellantis, avanti su elettrificazione ma allarga l'offerta sul diesel
(Adnkronos) - Anche se "Stellantis è pienamente impegnata nell'elettrificazione" la nuova strategia del gruppo è "pienamente concentrata sull'offrire libertà di scelta ai propri clienti, dando loro ciò che desiderano e ciò di cui hanno bisogno". In questo senso al fianco dell'attuale offerta di motori diesel nel suo portafoglio prodotti il gruppo annuncia "l'ampliamento della nostra offerta di propulsori" a gasolio. Lo comunica il gruppo, in risposta a un articolo dell'agenzia Reuters che riferisce di una "silenziosa resurrezione" delle versioni diesel di almeno sette modelli di auto e furgoni in tutta Europa, "abbandonando i veicoli elettrici". Ricordando "i circa 30 nuovi prodotti lanciati in Europa tra il 2025 e il 2026, la maggior parte dei quali con offerte BEV e ibride" Stellantis spiega di avere "deciso di continuare la produzione di motori diesel su modelli come DS7, Alfa Romeo Tonale, Giulia, Stelvio e di reintrodurlo su modelli come 308, Astra, DS n°4". Inoltre "continueremo inoltre a offrire motori diesel nella maggior parte dei Paesi sui nostri modelli di medie dimensioni derivati dai furgoni Citroën Spacetourer, Fiat Professional Ulysse, Opel Vivaro e Peugeot Traveller, mentre li reintrodurremo sui furgoni compatti Citroën Berlingo, Fiat Professional Qubo L, Opel Combo e Peugeot Rifter". "Nessun cambiamento per i veicoli commerciali leggeri, poiché manterremo l'offerta diesel nel nostro portafoglio" conclude il gruppo automobilistico.
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Arriva la Fiat Topolino Corallo, nuova tinta per leader mercato quadricicli elettrici
(Adnkronos) - Nuova colorazione per la Fiat Topolino: il quadriciclo elettrico che nel 2025 in Italia ha conquistato la prima posizione nel mercato con quasi 4.000 immatricolazioni (pari al 40% di quota) è adesso proposto anche nel nuovo colore Corallo e offre un quadro strumenti digitale completamente nuovo, più grande (passa da 3,5'' a 5,7'') e nitido con grafica semplificata e migliore leggibilità. Gli ordini che si sono aperti oggi vedono la nuova Topolino Corallo offerta a un prezzo promozionale di 7.650 euro, con il finanziamento di Stellantis Financial Services Italia. Nel 2025, peraltro la Fiat Topolino si è assicurata la posizione di leader nel mercato europeo dei quadricicli, con una quota del 20%, forte di qualità adatte alla mobilità urbana come le dimensioni compatte (soli 2,53 metri) una velocità massima di 45 km/h e una batteria da 5,4 kWh che offre fino a 75 km di autonomia.
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