Oppo Reno 15, il mediogamma pensato per i creator
(Adnkronos) - Nonostante un posizionamento di prezzo più ambizioso rispetto al passato, il Reno 15 5G si propone come uno strumento versatile per chi necessita di gestire contenuti professionali in mobilità. L'estetica dell'Oppo Reno 15 5G segna un punto di svolta verso una maturità stilistica che abbandona i contrasti eccessivi per abbracciare una ricercatezza più discreta. La colorazione Aurora White offre una finitura pulita che rivela riflessi cangianti solo sotto la luce diretta, integrando il modulo fotografico in una scocca di vetro che fluisce senza interruzioni. Il design a bordi piatti, un riferimento ormai consolidato che richiama l'impostazione estetica degli iPhone, garantisce una presa sicura nonostante un peso non trascurabile di 197 grammi. La solidità costruttiva è confermata dalle certificazioni IP66, IP68 e IP69, che assicurano una resistenza a polvere e getti d'acqua ad alta pressione superiore alla media della categoria, supportata dalla tecnologia Splash Touch per l'utilizzo con dita umide. Il pannello AMOLED da 6,57 pollici a 120Hz garantisce una fluidità operativa costante, fondamentale per il montaggio video e la navigazione rapida tra i menu. Sebbene la luminosità di picco di 1200 nit in modalità High Brightness possa mostrare qualche limite sotto l'esposizione solare diretta più intensa, la resa cromatica rimane precisa, preservando i dettagli nelle ombre senza saturare eccessivamente le tonalità calde. Sotto la scocca, l'efficienza è garantita da una batteria generosa da 6500mAh, capace di coprire agevolmente una giornata e mezza di utilizzo intenso. Il sistema di ricarica 80W SUPERVOOC permette inoltre di completare un ciclo dallo zero al 100% in circa 50 minuti, riducendo drasticamente i tempi di inattività per chi lavora sul campo. L'integrazione nel flusso di lavoro professionale è facilitata da O+ Connect, una funzione che permette al Reno 15 5G di agire come un ponte tra il mondo Android e l'ecosistema Apple, facilitando il trasferimento di file verso MacBook o iPad. Sul fronte software, l'intelligenza artificiale non si limita a funzioni estetiche ma si concretizza in strumenti come AI Mind Space, utile per centralizzare frammenti di informazioni e appunti in un unico hub. Per la creazione di contenuti social, la funzione AI Motion Photo Popout consente di isolare i soggetti dal fondo con precisione chirurgica, trasformando semplici scatti in elementi grafici stratificati pronti per la pubblicazione, eliminando la necessità di complessi passaggi in post-produzione. Il comparto fotografico si affida a sensori da 50 megapixel sia per la fotocamera ultra-wide anteriore che per il teleobiettivo da ritratto. La scelta di un'ottica frontale così ampia risolve il problema delle inquadrature di gruppo o dei selfie immersivi, mantenendo proporzioni naturali dei volti senza distorsioni ai bordi. I ritratti ottenuti con il teleobiettivo mostrano uno sfocato progressivo e una gestione della luce naturale che evita l'effetto "pelle di porcellana" tipico di alcuni competitor. In ambito video, la registrazione in 4K HDR assicura una gamma dinamica estesa, mentre la modalità Dual-View permette di documentare simultaneamente l'azione e la reazione di chi riprende, rendendo il dispositivo una soluzione completa per chi intende dirigere e interpretare la propria narrazione digitale con un unico strumento.
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Milleproroghe, Ordini infermieri: "Bene emendamento su deroghe incompatibilità"
(Adnkronos) - "L'emendamento al decreto Milleproroghe a prima firma della deputata della Lega e capogruppo in Commissione Affari sociali Simona Loizzo, approvato dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera, che estende fino al 31 dicembre 2027 la facoltà per gli infermieri dipendenti del Servizio sanitario nazionale di prestare attività professionale fuori dall'orario di servizio, derogando alle norme sull'incompatibilità, è una misura di buonsenso e un segnale di attenzione fondamentale per la tenuta del sistema". Così in una nota la Federazione nazionale Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi). "Consente, infatti - si legge - di valorizzare l'autonomia professionale e fornisce uno strumento prezioso per l'abbattimento delle liste d'attesa e il potenziamento dell'assistenza territoriale, rispondendo concretamente alla carenza di organico che affligge le strutture pubbliche. Per la Fnopi questo emendamento recepisce istanze cruciali per la categoria. L'obiettivo prioritario resta trasformare queste deroghe in riforme strutturali, a partire dall'abolizione definitiva del vincolo di esclusività, per garantire stabilità al Ssn e piena valorizzazione del ruolo infermieristico".
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Report: Italia tra i primi tre Paesi europei per numero di brevetti green
(Adnkronos) - L’Italia si colloca tra i primi tre Paesi europei per numero di brevetti green ed è terza anche per quota di imprese con brevetti sul totale delle imprese (16,5 ogni 1.000 imprese), dopo Germania (21,6) e Austria (18,9). Un dato importante che sottostima la dinamicità del sistema produttivo in cui sono in crescita costante gli investimenti in sostenibilità, con 578.450 imprese che tra il 2019 e il 2024 hanno realizzato eco-investimenti (38,7% del totale). Un’innovazione diffusa non sempre tradotta in titoli di proprietà intellettuale, anche per una cultura industriale ancora poco orientata alla valorizzazione sistematica dei risultati di ricerca e sviluppo. Questa la fotografia scattata dallo studio Competitivi perché sostenibili, realizzato congiuntamente da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Dintec e il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne. Stando al report, il nostro Paese detiene brevetti importanti in comparti chiave: la mobilità sostenibile, dove i brevetti italiani pesano per il 31% sul totale dei brevetti che riguardano la mitigazione dei cambiamenti climatici; l’efficienza energetica nell’edilizia, in cui superiamo la media Ue; la gestione dei rifiuti e delle acque reflue, settore in cui siamo per tradizione tra i Paesi più dinamici; le tecnologie Ict per la mitigazione climatica, con un incremento record del +270% negli ultimi dieci anni. Le regioni del Nord - Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte - trainano questa dinamica, forti della loro tradizione manifatturiera e della capacità di trasformare ricerca e know how industriale in soluzioni concrete. Le imprese risultano essere le principali protagoniste, titolari dell’81,9% delle domande pubblicate, seguono le persone fisiche (12,9%), mentre gli enti si attestano al 5,2%. “L’Italia sa innovare e competere nei settori ambientali - dichiara il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci - ma ha bisogno di un salto di scala: è necessario investire di più in ricerca, supportare la capacità di brevettare, rafforzare il trasferimento tecnologico e replicare il modello vincente dell’economia circolare nei comparti dell’efficienza, dell’elettrificazione e delle rinnovabili. Solo così il Paese potrà ambire ad essere leader dell’innovazione verde europea. Il report ‘Competitivi perché sostenibili’ di Fondazione Symbola e Unioncamere evidenzia anche il nesso tra innovazione verde e competitività. Infatti le imprese italiane che depositano brevetti in tecnologie verdi si distinguono per una competitività significativamente superiore rispetto a quelle che brevettano in altri ambiti”. “L’Italia ha compiuto grandi passi avanti nella brevettazione green (+44,4% tra 2012 e 2022) ma resta ancora una distanza significativa dalla Germania e dalla Francia - sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli - Dietro ad ogni brevetto c’è un investimento in ricerca e innovazione di imprese, Università e Centri di ricerca, ma l’investimento non basta se non si tutela la proprietà intellettuale con i brevetti. E sempre di più anche il sistema del credito e della finanza ne valorizza il possesso come asset del capitale delle imprese per la concessione dei prestiti”. Analizzando la distribuzione settoriale delle domande italiane di brevetto europeo in ambito green, il manifatturiero si conferma il motore principale dell’innovazione (59,0%), seguono i settori legati alla ricerca scientifica (18,8%), telecomunicazioni e informatica (6,6%), commercio all’ingrosso (3,5%) e costruzioni (3,5%). A livello di ambiti tecnologici si rileva la forte presenza di soluzioni legate alla digitalizzazione dei processi produttivi e alla gestione efficiente delle risorse energetiche e ambientali (12,0%). A distanza seguono le tecnologie di misurazione e collaudo delle variabili elettriche e magnetiche (7,3%). Il terzo ambito in ordine di rilevanza è rappresentato dalle tecnologie per il trattamento delle acque reflue, delle acque fognarie e dei fanghi (6,5%). Seguono le tecnologie relative a biciclette e veicoli di micromobilità, riguardanti telai, sistemi di sterzo, sospensioni e vari dispositivi che rendono questi mezzi sempre più efficienti e competitivi. Quinto ambito quello energetico, include soluzioni per reti di distribuzione in corrente alternata o continua, sistemi di gestione e ricarica delle batterie, alimentazione da più fonti e perfino tecnologie per la trasmissione wireless dell’energia. Lo studio evidenzia anche il nesso tra innovazione verde e competitività: le imprese italiane che depositano brevetti in tecnologie verdi si distinguono per una competitività significativamente superiore rispetto a quelle che brevettano in altri ambiti (non green). Generano un fatturato per impresa molto più elevato (382 milioni di euro per impresa contro 41 milioni delle non green) e registrano una maggiore produttività (144mila euro di valore aggiunto per addetto contro 92mila). Dal punto di vista dell’export, oltre la metà (57,8%) esporta, generando oltre 63 miliardi di euro, con una forte diversificazione dei mercati di riferimento. Inoltre, il capitale umano è più qualificato, con una quota più alta di laureati (29,7%, di cui il 16,7% in discipline Stemplus). Infine, queste imprese attraggono più capitale estero: il 41,9% ha partecipazioni straniere, contro il 31,7% delle non green.
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Sony mette a punto un sistema per scovare le fonti nei brani realizzati con IA
(Adnkronos) - Sony Group ha messo a punto una tecnologia in grado di esaminare i brani generati dall’intelligenza artificiale per risalire alle fonti originali utilizzate durante la fase di addestramento. Il sistema, sviluppato dalla divisione Sony AI, non si limita a un riconoscimento generico ma punta a quantificare l’incidenza specifica di ogni autore. Attraverso l’analisi dei dati, lo strumento può stabilire se una traccia sia composta, ad esempio, per il 30% da richiami ai Beatles e per il 10% ai Queen, fornendo una base oggettiva per determinare i compensi spettanti ai legittimi proprietari dei cataloghi. Il funzionamento della piattaforma prevede due modalità operative distinte. Laddove esista un accordo di cooperazione, la tecnologia si connette direttamente ai sistemi degli sviluppatori di modelli di base. In assenza di collaborazione, il software procede autonomamente confrontando l'output generato dall'IA con la musica esistente per stimare il peso delle opere originali. L’iniziativa si inserisce in un contesto normativo, particolarmente sentito in Giappone, che protegge sia il diritto d’autore di compositori ed editori, sia i diritti connessi di interpreti e produttori. Sony, che detiene il controllo di major discografiche e di asset storici come metà del catalogo di Michael Jackson, mira a istituzionalizzare un sistema di royalties applicabile anche alle produzioni sintetiche. La ricerca della multinazionale non si esaurisce nell'ambito discografico, ma estende il raggio d'azione alla protezione dell'estetica visiva e dei personaggi. Protocolli analoghi sono stati presentati per impedire ai modelli generativi di replicare fedelmente lo stile di icone dell’animazione, come i tratti distintivi dello Studio Ghibli, o di generare immagini basate esclusivamente su dati acquisiti senza licenza. Nonostante le potenzialità applicative in settori quali il gaming e il cinema, l'adozione su larga scala resta vincolata alla volontà dell'industria tecnologica. Parte del settore osserva con scetticismo la reale intenzione degli sviluppatori di IA di integrare strumenti che, privilegiando la tutela della proprietà intellettuale, potrebbero rallentare l’evoluzione prestazionale dei modelli stessi.
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Tech, D'Angelo (Acer): "L'Ai cambierà modo di comunicare e di lavorare"
(Adnkronos) - "Acer crede che, come tutte le rivoluzioni tecnologiche, anche l'intelligenza artificiale integrata sia qualcosa che cambierà il modo in cui comunichiamo e lavoriamo e il consumatore, comincerà a utilizzare sempre più questo tecnologia, forse senza neanche rendersi conto della grandezza della rivoluzione che stiamo attraversando". A dirlo Gianluca D'Angelo, country head di Acer Italia e Grecia, in occasione dell'incontro con la stampa a Milano con cui Acer ha celebrato i suoi 50 anni ed ha tracciato la direzione per i prossimi 50
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Tech, Bendazzoli (Acer): "Miglioramento tecnologico connettività permette a utente di ripensare approccio ad essa"
(Adnkronos) - "Il miglioramento tecnologico della connettività fa sì che l'utente finale possa ripensare al proprio modo di approcciarsi alla tecnologia, in particolare a quella del personal computer. Fino ad oggi si è sempre pensato che aumentare la configurazione e le componenti del proprio pc fosse l'evoluzione naturale, perché non si è mai presa in considerazione la possibilità di lavorare con un pc meno carico dal punto di vista delle performance, ma che permettesse di salvare i propri dati nel Cloud. Questa possibilità è offerta, in particolare, da Chromebook nel mercato". E' quanto affermato da Luca Bendazzoli, direttore Business consumer Italia e Iberia di Acer, nel corso dell'incontro con la stampa di celebrazione dei 50 anni di Acer a Milano, durante il quale l'azienda tecnologica, oltre a ripercorrere i decenni passati, ha presentato la traiettoria che intende seguire nei prossimi anni.
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Sostenibilità, Bper aderisce a 'M'illumino di meno' anche nel 2026
(Adnkronos) - Bper Banca ha aderito anche quest’anno all’iniziativa “M’illumino di meno”, la Giornata Nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, istituita dal Parlamento con la Legge 34/2022. Per l’occasione, Bper ha spento le insegne del proprio Centro Direzionale di Modena e di 748 filiali sul territorio nazionale, ribadendo il proprio impegno verso la cultura della sostenibilità ambientale e delle tematiche Esg. L’edizione 2026, celebrata il 16 febbraio, ha portato con sé un messaggio innovativo: “M’Illumino di Scienza”, un invito a unire il risparmio energetico alla conoscenza scientifica per affrontare la crisi climatica. La riduzione degli sprechi energetici è un pilastro fondamentale nelle strategie di Bper. Nel quadro del proprio Piano Energetico al 2030, BPER ha pianificato diverse azioni di efficientamento che mirano a ridurre del 50,2% le emissioni dirette entro il 2030, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. “La conoscenza è la chiave per affrontare le sfide ambientali del nostro tempo”, dichiara Giovanna Zacchi, Head of Esg Strategy di Bper“. Partecipare a M’Illumino di meno significa non solo ridurre i consumi energetici, ma anche promuovere consapevolezza scientifica e responsabilità individuale. Vogliamo essere un punto di riferimento per famiglie e imprese nel percorso di transizione ecologica, offrendo soluzioni finanziarie che sostengano un futuro giusto e sostenibile. Il nostro impegno è chiaro: unire innovazione, competenza e attenzione per l’ambiente, contribuendo in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi globali di sostenibilità”.
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Apple annuncia un evento a marzo, attesi nuovi iPhone, iPad e MacBook
(Adnkronos) - Apple ha scelto una strategia insolita per il suo prossimo annuncio globale, programmato per mercoledì 4 marzo. Invece della tradizionale cornice dell'Apple Park, l'azienda terrà una "esperienza speciale" in contemporanea a New York, Londra e Shanghai. La scelta della data non appare casuale, posizionandosi in sovrapposizione al Mobile World Congress di Barcellona, quasi a voler sottrarre l'attenzione mediatica alla principale fiera tecnologica europea attraverso una presentazione decentrata ma d'impatto globale. L'invito ufficiale, pur mantenendo il consueto riserbo della casa, offre alcuni spunti cromatici attraverso un logo Apple composto da segmenti gialli, verdi e blu. Queste tonalità richiamano le indiscrezioni circolate negli ultimi mesi riguardanti il lancio di un MacBook entry-level, pensato per intercettare una fascia di mercato più ampia. Nonostante la natura vaga della comunicazione, le aspettative degli analisti puntano a un rinnovamento massiccio dell'intero ecosistema hardware, con una particolare attenzione alla linea portatili e alla serie iPad. Secondo le proiezioni più accreditate, il catalogo Mac riceverà aggiornamenti significativi che includono nuovi MacBook Air e MacBook Pro, oltre a inediti display esterni. Il protagonista dell'evento potrebbe essere proprio il laptop economico equipaggiato con il chip A18 Pro, affiancato dal debutto dell'iPhone 17e e di una versione aggiornata dell'iPad Air con processore M4. Sul fronte software, cresce l'attesa per una prima dimostrazione pratica della nuova versione di Siri integrata con funzioni avanzate di intelligenza artificiale, un passaggio considerato cruciale per l'evoluzione dell'ecosistema di Cupertino.
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Mario Tennis Fever per Switch 2, il ritorno del re della racchetta
(Adnkronos) - L'arrivo di Mario Tennis sulla nuova ammiraglia Nintendo non era privo di dubbi da parte dei giocatori. Il timore che la serie potesse scivolare definitivamente verso una deriva esclusivamente online, tracciata dal precedente capitolo, era concreto: Mario Tennis Aces aveva sacrificato gran parte del fascino storico della progressione in singolo sull'altare del ranking mondiale. Con l'approdo su Switch 2, Mario Tennis Fever smentisce queste preoccupazioni, segnando un ritorno alle origini che sa di boccata d'ossigeno per i fan di una delle serie sportive arcade più amate. Il primo segnale di questo cambio di rotta risiede nel roster. Dei 38 personaggi disponibili, molti richiedono di essere sbloccati attraverso sfide e modalità specifiche, recuperando quel loop di gameplay semplice ma efficacissimo che mancava da tempo. Non si tratta solo di estetica: ogni abitante del Regno dei Funghi, dai classici Mario e Peach fino a comprimari come Spunzo e Kamek, deve essere guadagnato sul campo, spingendo il giocatore a esplorare ogni angolo dell'offerta ludica. La vera rivoluzione tecnica è rappresentata dalle Racchette Frenesia. A differenza del passato, dove ogni personaggio godeva di un colpo speciale unico, qui è la racchetta scelta a determinare l'effetto del super tiro. Questo sistema introduce una profondità strategica inedita, permettendo di combinare le caratteristiche fisiche dei tennisti con poteri peculiari, come la Racchetta Melma o la Racchetta Ghiaccio. Accoppiare la precisione di un personaggio tecnico con una racchetta capace di generare ostacoli sul campo crea sinergie che trasformano ogni scambio in una partita a scacchi ad alta velocità. Sul fronte delle modalità, l'offerta è finalmente generosa. Sebbene la modalità sroeia soffra di un ritmo a tratti incostante e di un tutorial prolungato, l'introduzione delle Torri delle Sfide alza sensibilmente l'asticella della sfida per i veterani. A questo si aggiunge la sezione Regole speciali, che con varianti come il Campo flipper garantisce quella varietà necessaria a spezzare la tensione dei tornei classici. Questi ultimi rimangono forse l'unico punto debole, risultando troppo brevi e privi di una variante "purista" senza potenziamenti, opzione invece presente nel comparto multiplayer. Visivamente, il titolo sfrutta l'hardware di Switch 2 per offrire un'esperienza fluida e dai caricamenti quasi istantanei, mantenendo lo stile colorato e carismatico tipico delle produzioni Camelot. Mario Tennis Fever non è solo un ottimo gioco sportivo, ma la dimostrazione che Nintendo ha ritrovato la formula magica per i suoi spin-off: unire l'accessibilità immediata a una struttura solida che premi la dedizione del giocatore singolo.
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Prossima fermata Luna: la NASA sblocca le tute di nuova generazione e prepara l'SLS
(Adnkronos) - Il percorso verso la Luna del programma Artemis prosegue attraverso una fase cruciale di test hardware e revisioni ingegneristiche. La NASA sta attualmente esaminando i dati ottenuti dopo il "confidence test" dello scorso 12 febbraio sullo stadio centrale del razzo SLS (Space Launch System). L'operazione mirava a verificare la tenuta delle nuove guarnizioni nel sistema di riempimento dell'idrogeno liquido. Nonostante un rallentamento nel flusso di propellente dovuto a un problema alle apparecchiature di supporto a terra, i tecnici hanno confermato l'acquisizione di dati fondamentali proprio nelle sezioni dove, in precedenza, erano state riscontrate perdite. Parallelamente alle sfide del vettore di lancio, si registrano progressi significativi per le attività extraveicolari. Le tute spaziali di nuova generazione AxEMU (Axiom Extravehicular Mobility Unit), sviluppate da Axiom Space per la missione Artemis III, hanno superato ufficialmente la revisione tecnica. Questo passaggio apre la strada alla revisione critica del progetto da parte della NASA, necessaria per garantire il rispetto dei rigorosi standard di sicurezza per la superficie lunare.
Il design delle AxEMU, frutto anche di collaborazioni con eccellenze del design come Prada, punta su una flessibilità senza precedenti. Secondo i dati rilasciati, il sistema è stato sottoposto a oltre 850 ore di test con personale umano, simulando le condizioni di microgravità e isolamento termico del polo sud lunare. "Questo risultato riflette il nostro impegno comune nel realizzare una tuta spaziale lunare sicura e performante che consentirà agli astronauti di esplorare la superficie della Luna", ha dichiarato Lara Kearney, responsabile del programma per le attività extraveicolari. L'approccio della NASA per Artemis segna una discontinuità rispetto al passato: l'agenzia non possiede l'hardware, ma ne affitta l'utilizzo da partner privati. Questo modello "as-a-service", già collaudato con le capsule Crew Dragon, viene ora esteso alle tute spaziali per ottimizzare costi e tempi. Axiom Space ha recentemente consolidato la propria posizione finanziaria con 350 milioni di dollari di nuovi capitali, garantendo la continuità dei progetti legati alla futura stazione spaziale commerciale. Per quanto riguarda la cronologia delle missioni, la finestra di lancio per Artemis II rimane fissata non prima di marzo 2026, subordinatamente al completamento di una seconda simulazione di rifornimento (wet dress rehearsal). Per lo sbarco umano previsto con Artemis III, l'obiettivo resta la fine del 2028, una data che dipenderà dalla validazione definitiva delle nuove tecnologie di supporto vitale e mobilità.
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