Semplificazione normativa e sovranità digitale: la sfida europea per l'innovazione
(Adnkronos) - Durante l’audizione dello scorso febbraio presso la Commissione Affari Europei della Camera, incentrata sull'esame di proposte legislative cruciali come l'Omnibus e il Portafoglio Europeo delle Imprese (COM(2025) 836 final, 837 final, 838 final), è stata sottolineata la necessità impellente di strumenti che snelliscano le attività burocratiche anziché complicarle ulteriormente. La resilienza dell'intero ecosistema digitale dipende infatti dalla capacità dell'Unione Europea di adottare un metro di giudizio e di azione comune, specialmente in ambiti critici quali la cybersecurity e l'approccio all'intelligenza artificiale. Per realtà operative a livello internazionale come aizoOn e ai.esra, la gestione di ventisette legislazioni differenti rappresenta un onere significativo che rallenta la crescita e la capacità di risposta ai fenomeni globali. “Semplificazione sicuramente, norma unica sicuramente, ma quello che oggi è necessario, per questioni che tutti quanti noi conosciamo e di cui si è dibattuto anche oggi in Commissione, sono gli equilibri geopolitici che ci spingono, e noi ne siamo felici, anzi vorremmo essere promotori di questo, a raggiungere quella che è una sovranità digitale. Quindi l’Europa deve costruire tutto ciò che la tecnologia permette ad aziende come la nostra, e a tante altre, chiaramente, di sviluppare nuove tecnologie e far sì che queste possano essere utilizzate nel migliore dei modi in Europa, dandoci anche un peso che collaborerebbe con altre eventuali iniziative che afferiscono a campi diversi, ma che servono a dare all’Europa quella sovranità digitale che effettivamente manca e che poi diventa un vincolo”, dichiara Massimo Centofanti Cybersecurity Division Director aizoOn Technology Consulting e Chief Strategy Innovation Officer & Co-founder di ai.esra “Oggi, per quanto abbiamo tecnologie particolarmente valide, sviluppate dai Paesi europei, queste molto spesso lavorano su infrastrutture non europee, del blocco occidentale soprattutto e, in alcuni casi, del blocco orientale. Quindi è chiaro che, per quanto abbiamo tecnologia “soft”, siamo dipendenti da altre infrastrutture: questo è sicuramente un punto. Un altro punto toccato, su cui abbiamo trovato convergenza con la parte politica, è sicuramente la necessità di costruire laboratori, quindi ecosistemi di ricerca europei, che permettano alle aziende innovative di trovare terreno fertile dove mettere a terra le proprie idee, svilupparle in una logica sinergica e comunitaria, per ottenere ulteriori risultati. Molte delle start-up innovative che sono in Europa, spesso e volentieri, sono obbligate a emigrare negli Stati Uniti per avere gli ambiti corretti di ricerca, sia economici sia tecnologici. Dobbiamo metterci nelle condizioni, a livello di sistema, di creare un ecosistema virtuoso in cui si dia opportunità alle aziende di crescere in una logica di visione e di raggiungimento della sovranità digitale”. Conclude Centofanti. Immagine di cover realizzata con il supporto di Gemini
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Da Cortina a Lienz per scoprire la seconda 'perla delle Dolomiti', sostenibile e slow
(Adnkronos) - Con Cortina condivide l'appellativo di 'Perla delle Dolomiti', a separarle la catena delle Alpi Carniche e poco meno di 80 chilometri di strada. E se la destinazione più glamour della montagna italiana in questi giorni è al centro della ribalta internazionale con i Giochi Olimpici Invernali, anche Lienz ha trovato il suo spazio in questo palcoscenico globale. Disponibilità di camere, prezzi più bassi ma soprattutto un territorio che, sul versante austriaco, non ha nulla da invidiare a mete più blasonate. Questa cittadina di circa 12.000 abitanti, a 673 metri sul livello del mare, è il capoluogo del Tirolo orientale, l'Osttirol, che si estende dagli Alti Tauri alle Dolomiti, come exclave dello Stato federale del Tirolo. Proprio questa sua posizione ai margini rispetto alle località tirolesi più frequentate l'ha resa meno conosciuta, ma al tempo stesso anche un luogo dove il turismo è slow e sostenibile e dove la parola overtourism non è mai stata pronunciata. E, per questo, tutta da scoprire, magari tra una gara e l'altra delle Olimpiadi Milano-Cortina. Lienz è facilmente raggiungibile dalla Val Pusteria, a circa 38 km dal confine italiano. Subito dopo San Candido, infatti, si lascia l'Alto Adige per entrare nel Tirolo orientale, che conta 33 comuni e 266 cime che raggiungono i tremila metri, soprattutto nel Parco nazionale degli Alti Tauri, intorno al Großvenediger e al Großglockner. Ed è qui che, con i suoi 3.798 metri, si erge la montagna più alta di tutta l'Austria. Un versante sempre soleggiato che la rende una meta appetibile per gli amanti dello sci alpino in primis ma anche per tante altre attività outdoor, dalle ciaspole alla mountain bike, fino all'arrampicata sul ghiaccio. O quelle più 'cool', come il winter hiking, che si può praticare nella vicina Kartitsch, trasformata nel primo villaggio austriaco per trekking sulla neve, o l'ice bathing, con immersione nel lago Tristacher a 3 gradi, considerata un toccasana per il sistema immunitario, oppure il forest bathing, per una esperienza sensoriale nella natura concentrati nel proprio benessere. Lienz è anche il punto d’arrivo di una delle piste ciclabili più amate e famose tra le Dolomiti: la San Candido-Lienz, un percorso facile che costeggia per circa quaranta chilometri il corso del fiume Drava e si snoda attraverso uno dei tratti più spettacolari della Val Pusteria. Storicamente, il Tirolo Orientale ha seguito un percorso diverso rispetto al Tirolo settentrionale, da cui è separato dall'Italia e dal Salisburghese. Fu dominio dei Conti di Gorizia, che diedero a Lienz l'aspetto attuale. La loro residenza, il Castello di Bruck, nella zona ovest della città, è uno dei monumenti più importanti e visitati della zona: vanta una bellissima cappella con affreschi del XV secolo, un'esposizione permanente dedicata al pittore di fama mondiale Albin Egger-Lienz e una torre da cui si gode una fantastica vista sulle montagne. Il Castello offre anche un ricco programma culturale con concerti e laboratori per bambini. Il cuore del centro storico è l’Hauptplatz, la piazza-salotto della città, dove domina il Castello di Liebburg, edificio seicentesco le cui torri sono ornate con caratteristiche cupole a cipolla, oggi sede del municipio. Qui, in estate, quando la neve caduta copiosa si scioglie, decorazioni floreali e addirittura palme creano un'atmosfera decisamente meridionale; del resto, Lienz è la città più soleggiata del Tirolo. Dalla piazza principale ci si può inoltrare nelle stradine pittoresche del centro storico, ornate da coloratissime case, su cui si affacciano caffè, ristoranti e negozi che espongono ancora numerose insegne in ottone, tipiche della zona, che anticamente venivano fabbricate proprio qui. Numerose e antiche le chiese della città. Su tutte, la parrocchiale di Sant'Andrea, in stile gotico, che si erge su una chiesa paleocristiana. Ospita la tomba di Leonhard, l'ultimo conte di Gorizia: solo dopo la sua morte l'Osttirol entrò a far parte dell'Impero Asburgico e quindi del Tirolo. Altre tombe importanti, con affreschi colorati, si trovano nelle mura perimetrali. Ma la vera attrazione è la cappella commemorativa adiacente, costruita all'inizio degli anni Venti e affrescata da Albin Egger-Lienz (che qui riposa anche), con opere a tema bellico e un Cristo che all'epoca fece scandalo. Per visitarla, basta, curiosamente, chiedere la chiave al ristorante accanto alla chiesa. Non mancano attrazioni nei dintorni di Lienz, come il museo ferroviario nella stazione, o l'area archeologica dell'antica città romana di Aguntum. E, ovviamente, anche i 610 kmq del Parco nazionale degli Alti Tauri, la più grande area protetta dell'Europa centrale e delle Alpi. Passeggiare per Lienz vuol dire anche scoprire i suoi negozietti di artigianato e prodotti tipici, ma anche boutique all'altezza di una grande città. Da non perdere il mercato, che si tiene il venerdì e sabato nella centrale Messinggasse, con bancarelle che vendono prodotti di tutto il Tirolo, come speck e formaggio su tutti, ma anche carne e frutta fresca, pesce affumicato e dolci tipici. Si possono acquistare prodotti a chilometro zero delle aziende locali oppure si può fare un giro di 'street food' o semplicemente sorseggiare una bevanda calda. A pochi passi di distanza si trova la distilleria di Rudolf Schwarzer, uno dei 400 distillatori del Tirolo orientale, che, tra le oltre 70 specialità, offre anche il distillato originale della regione, il 'Pregler', un'acquavite ad alta gradazione ottenuta da mele, pere e prugne. Nella piazza principale c'è il 'City Café Glanzl', un'istituzione a Lienz e una delle tre pasticcerie che producono il 'Lienzer Lebzelt', una sorta di pan di zenzero, arricchito con miele, mirtilli rossi, nocciole e spezie. Una ricetta che risale al XVII secolo che, dopo 20 passaggi, si conclude con la copertura del biscotto con uno strato di marzapane, con impresso il Castello di Bruck. Per una cena tipica, il ristorante Kirchenwirt, proprio quello di fronte alla chiesa di Sant'Andrea, propone un menù di specialità, dai canederli agli gnocchi ripieni di patate, fino all'immancabile strudel. Quanto all'offerta ricettiva, la scelta è molto varia con strutture sempre aperte, si va dal Grandhotel Lienz, storico 5 stelle con tutti i confort e un'ottima cucina, all'Harry's Home, più recente e più adatto a famiglie o a una clientela business (dispone anche di camere con cucinotto per la formula long-stay), o ancora il Parkhotel Tristacher See, alle porte della città, con affaccio e accesso al romantico lago. Una destinazione, dunque, che ha molto da offrire e che dello slow tourism potrebbe essere portabandiera.
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Austria Tourism, alle Olimpiadi per promuovere la regione confinante destinazione top
(Adnkronos) - "Abbiamo sempre una Austria House quando ci sono le Olimpiadi, l'ultima volta è stata l'estate scorsa a Parigi per i Giochi estivi. Per noi è la piattaforma perfetta per promuovere al meglio l'Austria specialmente a livello internazionale, e non solo in Italia che rappresenta uno dei nostri primi cinque mercati di riferimento, e continua a crescere, ma anche per gli operatori internazionali". Ad affermarlo è Astrid Steharnig-Staudinger, Managing Director di Austria Tourism, l'ente di promozione turistica del paese, presente nei giorni scorsi a Cortina d'Ampezzo, per presentare la Austria House, un luogo di incontro, di ospitalità e di eccellenza che durante le Olimpiadi accoglie atleti e ospiti. "Con questa struttura - sottolinea - vogliamo mostrare che siamo una destinazione top per gli sport invernali ma anche per le eccellenze culinarie e l'ospitalità. Qui abbiamo 60 stakeholders da 50 paesi, tutti mercati importanti per noi, dagli Stati Uniti all'Australia, passando per la Cina. L'interesse, quindi, è davvero molto alto e non c'è mai stato un coinvolgimento politico a un livello come questo, con la presenza delle massime cariche del governo austriaco". Austria House, quindi, è soprattutto un luogo dove mostrare quanto di meglio ha da offrire l'Austria e in particolare la regione confinante con questa area delle Dolomiti, l'Osttirol. "Il nostro Tirolo orientale - spiega - è connesso molto bene con l'area di Cortina e in occasione dei Giochi Olimpici invernali vogliamo promuoverlo, anche perché rappresenta una di quelle 'gemme nascoste' che in Austria stiamo facendo conoscere con una nuova campagna di comunicazione. Questa parte di Tirolo, infatti, non è molto conosciuta ma è meravigliosa e non sovraffollata; rappresenta un ottimo esempio di come si possa trovare un equilibrio nel turismo anche rispetto alla sostenibilità. Sicuramente è una regione che avrà benefici dalle Olimpiadi, anche ospitando eventi collaterali. Abbiamo anche un bus brandizzato, che si muove attraverso Cortina offrendo un altro piccolo contributo alla promozione". "Lienz - prosegue - rappresenta un esempio perfetto di destinazione per tutto l'anno, con la sua natura incontaminata: per l'inverno e gli sport sulla neve, ma anche per l'estate. E proprio la destagionalizzazione, il turismo 365 giorni all'anno, è uno dei punti chiave della nostra nuova campagna di promozione. E' un luogo dove si possono trascorrere vacanze bellissime, anche con attività avventurose, dall'hiking all'ice bathing. E' un territorio molto autentico e sostenibile, che invita allo slow travel, che è un nuovo trend anche per le nuove generazioni. Quindi penso che anche per un target giovane questa parte di Austria è, appunto, una vera gemma". E c'è soddisfazione per il record di turisti registrato nel 2025 in tutto il paese. "Il turismo in Austria sta crescendo molto: lo scorso anno abbiamo avuto il numero più alto di sempre con 157 milioni di pernottamenti, nonostante il livello dell'inflazione e dei prezzi. Anche mercati come quello statunitense sono cresciuti entrando per la prima volta nei primi dieci, pure per l'inverno. Sta tornando anche la Cina, dopo il Covid, anche grazie a buone connessioni di voli, così come i paesi arabi", osserva Astrid Steharnig-Staudinger. "L'Italia rappresenta, appunto, il quinto mercato di riferimento per noi - ricorda la Managing Director di Austria Tourism - e cresce del 3%, abbiamo avuto 2,8 milioni di pernottamenti dall'Italia. E' un mercato che continua a crescere, soprattutto in estate ma se prima era un turismo soprattutto culturale diretto verso Vienna e Salisburgo, ora è legato molto anche alla natura, ad attività come hiking, in particolare nelle zone vicine al confine come la Carinzia e appunto il Tirolo orientale". Il 2026 sarà un anno molto intenso per Austria Tourism e le sue attività di promozione. "Ora abbiamo le Olimpiadi, poi - aggiunge la Managing Director - ospiteremo l'Eurovision Song Contest a Vienna a maggio. Per noi sono piattaforme enormi, avremo più di cento rappresentanti di media. Poi abbiamo chef stellati, che hanno avuto il riconoscimento Michelin lo scorso anno, e vogliamo anche posizionare l'Austria come destinazione gastronomica. Abbiamo ottimi locali, non solo per il fine dining ma anche trattorie e ristorantini dove si mangia molto bene". "Quest'anno abbiamo avuto una campagna, ad esempio, che univa l'arte alla gastronomia, chiamata 'Arte culinaria', che combina artista e chef in eventi flagship da New York alla Spagna, e che toccherà anche l'Italia. Anche nella città di Vienna il focus del 2026 è il food, che è un ottimo attrattore turistico nella bassa stagione, durante la quale abbiamo già il 23% di presenze. Sicuramente il binomio tra natura ed eccellenze gastronomiche è vincente", assicura. Poi c'è il grande tema della destagionalizzazione. "Abbiamo lanciato questa nostra nuova campagna - ribadisce - che mira a promuovere il turismo 365 giorni all'anno: non promuoviamo più estate e inverno separatamente, mostrando ad esempio immagini di stagioni diverse e opposte. Abbiamo cambiato il modo di comunicare, ad esempio non mostriamo più immagini di paesaggi, che si trovano in molti paesi, ma puntiamo piuttosto alle emozioni, così mostriamo volti espressivi e sorridenti. Ed effettivamente abbiamo avuto molto successo con questa campagna. Scriviamo la parola 'Lebens-gefuhl' per promuovere l'Austria in tutto il mondo ma senza più tradurla. L'idea - conclude - è di trasmettere il messaggio che devi venire in Austria per sentire l'Austria, e per sentirti a casa, qualcosa che non puoi sperimentare in un altro paese".
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BUSUnited: la nuova strategia europea per le competenze nell'edilizia sostenibile
(Adnkronos) - Avvenuto oggi il lancio ufficiale di BUSUnited (BUILD UP Skills United), il panorama dell'edilizia europea si prepara a una trasformazione strutturale attraverso un'iniziativa collaborativa di respiro internazionale dedicata allo sviluppo di competenze avanzate in materia di energia sostenibile per i professionisti della progettazione e delle costruzioni. Realizzato sotto l'egida del programma LIFE con un investimento complessivo di 2 milioni di euro, il progetto si estenderà dal settembre 2025 al settembre 2028 per rispondere alla pressante necessità di aggiornamento professionale richiesta dagli ambiziosi traguardi climatici dell'Unione Europea, tra cui il Green Deal e l'obiettivo della neutralità carbonica fissato per il 2050. Basandosi sull'eredità dell'iniziativa BUILD UP Skills, che dal 2011 ha sostenuto oltre 90 progetti in 32 nazioni, BUSUnited mira a consolidare le capacità degli stakeholder attraverso una rete paneuropea fondata sulla condivisione sistematica delle conoscenze e sulla cooperazione intersettoriale, istituendo sette comunità di pratica specializzate incaricate di analizzare e risolvere nodi critici quali il riconoscimento formale delle qualifiche, l'adozione di metodi di formazione innovativi, la gestione dei meccanismi della domanda e l'individuazione di fonti di finanziamento stabili. Queste strutture offriranno una collaborazione strutturata per oltre 400 partecipanti previsti, tra cui autorità pubbliche, enti di formazione, organizzazioni non governative e leader dell'industria, con l'obiettivo di generare linee guida operative, strumenti didattici digitali e raccomandazioni politiche mirate che sostengano l'adozione su larga scala delle competenze verdi in tutto il territorio europeo. Attraverso lo sviluppo di piattaforme per la diffusione delle migliori pratiche e lo studio di sinergie a livello comunitario, BUSUnited si configura come uno spazio pratico di apprendimento reciproco dove gli esperti sono chiamati a contribuire attivamente per definire gli standard futuri dell'edilizia sostenibile, incoraggiando tutte le parti interessate a sfruttare le potenzialità di queste comunità per plasmare il futuro delle competenze energetiche nel settore della progettazione e dell'edilizia.
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Ecdc-Efsa, 'superbatteri di origine alimentare problema di salute pubblica'
(Adnkronos) - Superbatteri di origine alimentare minacciano la salute degli europei. "La resistenza antimicrobica (Amr) nei batteri di origine alimentare più comuni", da Salmonella e Campylobacter all'Escherichia coli, "continua a rappresentare un problema di salute pubblica in tutta Europa", avverte un rapporto congiunto di Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ed Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare). Un report in chiaroscuro, perché "sebbene la resistenza agli antimicrobici di uso comune rimanga diffusa nei batteri di origine alimentare", le due agenzie Ue sottolineano che per questi microrganismi "diversi Paesi hanno segnalato progressi nella riduzione dei livelli di Amr nell'uomo e negli animali destinati alla produzione alimentare". Siccome però questi superbug resistenti "possono diffondersi dagli animali e dagli alimenti all'uomo, causando infezioni gravi" che potrebbero richiedere una terapia antibiotica a rischio flop, "un'azione continua nell'ambito di un approccio One Health rimane essenziale" e va potenziata, è l'appello di Ecdc ed Efsa. Le agenzie rilevano che "un'elevata percentuale di Campylobacter e Salmonella, sia negli esseri umani che negli animali destinati alla produzione alimentare, continua a mostrare resistenza alla ciprofloxacina, un importante antimicrobico utilizzato per il trattamento di infezioni gravi nell'uomo. Mentre per la Salmonella negli animali destinati alla produzione alimentare la resistenza è rimasta costantemente elevata, per le infezioni umane da Salmonella è aumentata negli ultimi anni. Questa tendenza è preoccupante, perché la resistenza alla ciprofloxacina limita l'efficacia delle opzioni terapeutiche disponibili", spiegano gli esperti. "Nel caso di Campylobacter - aggiungono - la resistenza è ormai così diffusa in Europa che la ciprofloxacina non è più raccomandata per il trattamento delle infezioni umane", e per salvarne l'efficacia nelle indicazioni ancora valide "sono state imposte restrizioni al suo utilizzo negli animali". Dal rapporto emerge inoltre che "in tutta Europa un'elevata percentuale di Salmonella e Campylobacter, sia negli esseri umani che negli animali destinati alla produzione alimentare, mostra resistenza anche ad antimicrobici di uso comune tra cui ampicillina, tetracicline e sulfonamidi". Infine, "richiede molta attenzione il rilevamento di batteri E. coli produttori di carbapenemasi negli animali destinati alla produzione alimentare e nella carne in diversi Paesi", evidenziano Ecdc ed Efsa. "I carbapenemi - precisano - sono antimicrobici di ultima istanza per l'uomo e non sono autorizzati per l'uso negli animali destinati alla produzione alimentare. Il numero di rilevamenti segnalati è in aumento e le fonti necessitano di ulteriori indagini". Ombre, dunque, ma anche luci. "Nonostante le preoccupazioni persistenti", osservano le agenzie europee, nel report "ci sono segnali incoraggianti. Sebbene un'elevata percentuale di Salmonella e Campylobacter presenti nell'uomo e negli animali destinati alla produzione alimentare rimanga resistente agli antimicrobici comunemente utilizzati, diversi Paesi hanno segnalato un calo della resistenza a specifici antimicrobici nel tempo, a dimostrazione del fatto che interventi mirati possono fare la differenza". "Per quanto riguarda la Samonella - dettagliano gli esperti - la resistenza dei batteri di origine umana all'ampicillina e alle tetracicline è diminuita significativamente negli ultimi 10 anni, rispettivamente in 19 e 14 Paesi. Sono state identificate tendenze positive anche negli animali destinati alla produzione alimentare a livello Ue, con una riduzione della resistenza alle tetracicline nei polli da carne e all'ampicillina e alle tetracicline nei tacchini". Per quanto riguarda Campylobacter "la resistenza all'eritromicina, un trattamento di prima linea per le infezioni da Campylobacter nell'uomo, è diminuita in diversi Paesi nell'ultimo decennio, sia negli esseri umani che in alcuni animali destinati alla produzione alimentare". Inoltre, "la resistenza combinata a uno o più antimicrobici di importanza critica rimane generalmente bassa in Salmonella, Campylobacter ed E. coli". Questi miglioramenti "hanno subito un rallentamento in alcune aree, in particolare per l'E. coli, dove i livelli di resistenza ad alcuni composti nel pollame si sono stabilizzati anziché continuare a diminuire. Tuttavia, alcuni Paesi sono riusciti a ridurre la resistenza antimicrobica negli animali destinati alla produzione alimentare, contribuendo a un miglioramento complessivo a livello Ue". "I modelli di resistenza - si puntualizza nel rapporto - variano notevolmente tra Paesi, batteri e antimicrobici, riflettendo le differenze nelle modalità di utilizzo" di questi farmaci, "nonché nelle pratiche agricole, nelle misure di salute animale e nelle strategie di prevenzione delle infezioni". Ma in generale, "questi risultati evidenziano l'importanza di un approccio One Health che riconosca gli stretti legami tra salute umana, salute animale e produzione alimentare. Sebbene siano stati compiuti progressi in alcuni ambiti, l'uso continuo e responsabile degli antimicrobici in tutti i settori, combinato con efficaci pratiche di prevenzione delle infezioni, salute animale e sicurezza alimentare, rimane essenziale per rallentare l'insorgenza e la diffusione di batteri resistenti agli antimicrobici e per proteggere la salute pubblica in tutta Europa". Ammoniscono Ecdc ed Efsa: "La resistenza antimicrobica colpisce tutti. Quando i batteri diventano resistenti agli antimicrobici, le infezioni sono più difficili da trattare e le opzioni terapeutiche diventano limitate".
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L'INGV svela i segreti dei vulcani di fango con dati mai visti prima
(Adnkronos) - La terra torna a parlare attraverso i suoi segnali più profondi e invisibili, svelando dinamiche rimaste per decenni avvolte nel mistero grazie a un'impresa scientifica che sposta i confini della geofisica contemporanea. Il progetto MT-PROMUD, coordinato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e finanziato nell'ambito di Pianeta Dinamico 2023-2025, ha segnato un punto di svolta permettendo di trasformare siti iconici come le Salse di Nirano e le Maccalube di Aragona in veri e propri laboratori d'avanguardia. Grazie ad un approccio multidisciplinare unico, i ricercatori hanno potuto registrare la prima documentazione strumentale multiparametrica al mondo di un parossisma, risolvendo quesiti storici come l'influenza dei terremoti sull'attività di queste strutture e definendo un protocollo di monitoraggio capace di intercettare i segnali precursori che precedono le transizioni verso le fasi eruttive più critiche. Questi risultati offrono una nuova chiave di lettura per la valutazione del rischio ambientale legato alla risalita di fluidi freddi e gas in sovrapressione come metano e anidride carbonica che, sebbene generino paesaggi lunari suggestivi e grifoni affascinanti, costituiscono una minaccia concreta per il territorio se non monitorati con tecnologie capaci di distinguere tra attività ordinaria ed eventi esplosivi improvvisi. La collaborazione estesa tra diverse sezioni dell'INGV e le Università di Milano Bicocca, Bologna, Siena, Salerno e Palermo ha garantito una visione d'insieme che culminerà nella presentazione pubblica prevista il 20 febbraio a Fiorano Modenese, dove la condivisione di questi dati inediti segnerà l'inizio di una nuova strategia di prevenzione geologica basata su modelli di evoluzione spazio-temporale sempre più precisi, trasformando l'osservazione scientifica in uno strumento attivo di sicurezza per le popolazioni residenti in prossimità di questi affascinanti ma complessi "laboratori a cielo aperto".
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Borghi a rischio di spopolamento? Non Cortemilia, grazie alla gestione imprenditoriale di Paola Veglio
(Adnkronos) - Borghi a rischio spopolamento? Non per Cortemilia, 2100 abitanti nell’Alta Langa, dove Paola Veglio, amministratore delegato di Brovind Vibratori spa, da anni si impegna per garantire un futuro al territorio, con il sogno, dice all'Adnkronos/Labitalia di “rendere questo borgo storico, noto per l’enogastronomia e il turismo, un polo tecnologico a disoccupazione zero”. “I dipendenti di Brovind - spiega - hanno accesso di diritto all’asilo nido comunale, la cui creazione è stata resa possibile grazie al grande impegno del Comune di Cortemilia. La struttura è fondamentale per il territorio: mancava un nido nel borgo e offre opportunità di accoglienza anche per i comuni limitrofi. La retta per i nostri lavoratori è coperta interamente dall’azienda”. L’imprenditrice ha inoltre riaperto un ristorante-pizzeria e hotel nel centro del paese: “Era da anni che a Cortemilia mancavano un hotel e una pizzeria; il progetto ha anche una valenza di welfare aziendale, perché permette di ospitare 60 dipendenti Brovind, il cui pranzo è pagato per l’80% dall’azienda. Vista la progressiva crescita dell’organico, infatti, molti dei nostri lavoratori non potevano contare su strutture in grado di ospitarli”. “La posizione centrale dell’hotel - racconta - offre nuove opportunità ai negozi del borgo. Il fatto che stiano aprendo altre attività locali, gestite da giovani, conferma che il nostro progetto possa creare valore aggiunto verso la riqualificazione del territorio”. In tema di investimenti per il territorio, Paola Veglio si occupa di riqualificare l’ex polo industriale Miroglio: “Un’area di 33.000 mq abbandonata, che ospiterà la produzione Brovind. Stiamo strutturando il progetto in ottica di indipendenza energetica, automazione e maggior attenzione al welfare aziendale; si tratta di un investimento di 12 milioni, una cifra titanica, ma è l’unica soluzione per crescere”. Per attrarre i giovani, invece, “collaboriamo attivamente con le scuole del territorio per accogliere i giovani più promettenti e offrire loro una formazione altamente qualificata”.
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Hyundai sceglie Arval come partner per servizio di noleggio a lungo termine
(Adnkronos) - Hyundai Italia annuncia una nuova collaborazione che vede Arval diventare partner di Hyundai Renting, il servizio di noleggio a lungo termine del Brand pensato per clienti privati, aziende e titolari di Partita Iva. Già presente e consolidato nell’offerta del marchio coreano e disponibile presso la rete di concessionari ufficiali Hyundai in Italia, grazie alla collaborazione con Arval il servizio così si rafforza ulteriormente in termini di qualità, affidabilità e semplicità di gestione per il cliente finale. Hyundai Renting include, oltre all’utilizzo dell’auto, i principali servizi legati alla sua gestione, offrendo ai clienti serenità, trasparenza e protezione da imprevisti. Tra questi, la copertura assicurativa, l’assistenza stradale 24/24, la manutenzione ordinaria e straordinaria. Tutti gli interventi di assistenza e manutenzione vengono effettuati presso la rete ufficiale Hyundai, assicurando standard elevati di qualità e professionalità. Un approccio che ha consentito a Hyundai Renting di affermarsi anche a livello internazionale, con il servizio offerto in partnership con Arval presente oggi in quattordici Paesi. È possibile sottoscrivere il servizio Renting sull’intera gamma Hyundai, un’offerta ampia e articolata in grado di rispondere a differenti esigenze di mobilità e contesti di utilizzo, dai modelli compatti ai Suv, passando per i i modelli 100% elettrici, da Inster alla gamma Ioniq, pensata per clienti che desiderano il massimo della tecnologia grazie alla piattaforma 800 Volt che permette ricariche ultra-rapide. Una proposta completa, declinata su diversi segmenti e powertrain che consente a Hyundai di offrire soluzioni coerenti con le aspettative di una clientela sempre più esigente e che non si accontenta. Come sottolinea Francesco Calcara, Presidente & Ceo di Hyundai Italia, "il servizio Renting riflette l’attenzione del Brand nei confronti dei clienti offrendo loro soluzioni di mobilità semplici, trasparenti e moderne. La collaborazione con Arval ci consente di rafforzare ulteriormente questa proposta, facendo leva su una rete capillare e su un’offerta ampia e flessibile, pensata per rispondere in modo efficace alle diverse esigenze di mobilità di privati e aziende su tutto il territorio nazionale, garantendo qualità del servizio e affidabilità nel tempo". "Il noleggio a lungo termine si sta sempre più affermando come una soluzione adatta alle aziende ma anche alle partite iva, ai liberi professionisti e ai consumatori privati” aggiunge Dario Casiraghi, Direttore Generale di Arval Italia. “Siamo soddisfatti di avviare questa partnership con Hyundai Italia, che ha ritenuto la nostra proposta di noleggio innovativa, affidabile e in grado di rispondere efficacemente alle esigenze dei loro clienti. Siamo convinti che questo accordo rafforzerà ulteriormente la relazione con Hyundai, già consolidata e proficua anche a livello internazionale”.
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Apple sfida i Ray-Ban di Meta: in arrivo occhiali smart e ciondoli IA
(Adnkronos) - Apple starebbe intensificando lo sviluppo di una nuova gamma di hardware progettata per integrare l'intelligenza artificiale nella quotidianità attraverso la visione artificiale. Secondo le ultime indiscrezioni riportate dall'analista Mark Gurman di Bloomberg, il colosso californiano punterebbe al lancio dei suoi primi occhiali smart entro il 2027, posizionandosi come diretto concorrente della linea prodotta da Meta. Il dispositivo, privo di display integrato nelle prime iterazioni, sfrutterà fotocamere ad alta risoluzione, altoparlanti e microfoni per consentire all'assistente vocale di interagire con l'ambiente circostante, fornendo informazioni su oggetti, monumenti o ingredienti in tempo reale. A differenza della strategia adottata dai competitor, la società avrebbe scelto di sviluppare il design dei telai interamente in-house, evitando partnership esterne con i grandi gruppi dell'ottica. Parallelamente agli occhiali, la tabella di marcia includerebbe un inedito accessorio IA dalle dimensioni simili a un AirTag, indossabile come ciondolo o spilla, e una versione aggiornata delle AirPods dotata di sensori ottici a bassa risoluzione. Entrambi i prodotti fungerebbero da estensione sensoriale dell'iPhone, delegando allo smartphone la maggior parte dei processi di elaborazione. Questa nuova architettura hardware mira a garantire una comprensione visiva costante, segnando un passaggio fondamentale verso un ecosistema basato sulla realtà assistita e l'automazione contestuale.
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Pokémon, da Londra a San Francisco sognando gli stadi
(Adnkronos) - L'edizione 2026 dei Campionati Internazionali Europei Pokémon ha segnato un punto di svolta per il settore degli sport elettronici e delle competizioni basate su carte collezionabili, trasformando l'ExCeL di Londra nel cuore pulsante di una crescita senza precedenti. Con oltre 7.000 concorrenti, l'evento si è imposto come la più grande manifestazione esports mai realizzata nel continente, superando per dimensioni persino le Olimpiadi invernali. "Con 7.000 competitor, questo è l'evento esports più grande di sempre in Europa", dichiara Chris Brown, aggiungendo che una quota di 9.000 o 10.000 partecipanti sia un obiettivo decisamente raggiungibile in futuro. Nonostante il manager non possa ancora confermare le location dei prossimi anni, ribadisce la volontà di individuare spazi capaci di assecondare l'espansione costante della fan base, sottolineando come "con Pokémon, la crescita sia sempre possibile e in continua evoluzione". La complessità tecnica di gestire quattro diversi titoli competitivi contemporaneamente rappresenta una delle sfide più ardue del panorama globale. Il Gioco di Carte Collezionabili ha registrato quasi 5.000 iscritti, mentre il torneo di videogiochi, con 1.600 partecipanti, è diventato il più grande mai disputato al mondo. "Gestire il VGC con 1.400 dispositivi collegati a una rete cablata allestita in soli cinque giorni è qualcosa che nessun altro fa", spiega Brown, evidenziando come ogni categoria presenti ostacoli unici, dalle postazioni LAN per Pokémon UNITE agli iPhone forniti per Pokémon GO. Secondo il dirigente, la vera impresa non risiede solo nel numero di iscritti, ma nel fatto che quasi tutti i 7.000 atleti giochino simultaneamente mentre l'organizzazione garantisce lo streaming in diretta di ogni titolo: "Considerando tutto l'insieme, questo è il torneo esports logisticamente più impegnativo al mondo".
L'Europa si conferma un mercato cruciale non solo per la diversità culturale, con un record di 72 regioni rappresentate, ma anche come terreno di prova per le innovazioni che approderanno ai mondiali. Brown ricorda come proprio a Londra siano stati testati format poi diventati standard, come i panel con gli artisti e le prime gare di cosplay. In occasione del trentesimo anniversario, l'attenzione si sposta su Pokémon XP, che si terrà a San Francisco il prossimo agosto in concomitanza con le finali mondiali: un progetto ambizioso nato per unire l'intera community oltre l'aspetto puramente agonistico. "Il nostro obiettivo con Pokémon XP è riunire il mondo di Pokémon e ci aspettiamo che sia il nostro show più grande di sempre, con una previsione di 50.000 partecipanti", afferma Brown. Il successo degli eventi poggia su una collaborazione serrata con gli sviluppatori per integrare i contenuti in tempo reale nel circuito competitivo. Dalle modalità draft di Pokémon UNITE all'inclusione dei punti campionato nelle ladder di Pokémon GO, ogni novità viene supportata per riflettere il meta corrente. Guardando ai prossimi trent'anni, le ambizioni di Brown superano i confini dei centri congressi per puntare ai grandi stadi del calcio. "Siamo partiti dalle sale da ballo degli hotel, siamo passati ai centri congressi e ora guardiamo alle arene da 20.000 posti", osserva il manager, concludendo con una visione audace per il futuro a lungo termine: "Se penso ai prossimi trent'anni, mi chiedo cosa significherebbe riempire uno stadio come Wembley: credo che potremmo farcela". E quando Brown risponde a una domanda più personale, emerge in tutta la sua forza come Pokémon sia un fenomeno intergenerazionale: "Il mio Pokémon preferito? Charizard, senza dubbio. Ho iniziato a giocare a dieci anni. Avevo Pokémon Rosso, Charmander è stato il mio starter e Charizard faceva parte della prima squadra con cui ho battuto i Superquattro. La classica storia, insomma. Devo dire però che mia figlia ha due anni e mezzo e l'abbiamo fatta gattonare per farle scegliere il suo starter: ha scelto Squirtle".
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