Tecnologie e protocolli per il ripristino ambientale e la gestione dei siti orfani

(Adnkronos) - Il 30 aprile 2026 ha segnato l’apertura operativa del cantiere per la bonifica del cosiddetto sito "orfano" del Pascolaro, situato in località Sipicciano nel Comune di Graffignano (VT). L’intervento è mirato alla gestione di circa 20.000 tonnellate di rifiuti tossici smaltiti illecitamente durante i primi anni 2000, un’operazione complessa che mira alla messa in sicurezza definitiva della Valle del Tevere. La gestione è affidata a Sogesid, società di ingegneria ambientale dello Stato, con l'esecuzione materiale delle imprese Furia e Gentile Ambiente. L’operazione si inquadra nell'Accordo di Programma tra la Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il progetto è sostenuto da un finanziamento di 13 milioni di euro derivanti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Sotto il profilo tecnico l'operazione si fonda su un protocollo di ingegneria ambientale avanzata che non si esaurisce nella semplice rimozione fisica dei materiali contaminati ma punta prioritariamente al ripristino delle condizioni di biosicurezza del sito attraverso processi di risanamento del suolo. Tale approccio tecnologico deve rispondere a parametri rigorosi che prevedono la riqualificazione di almeno il 70% della superficie dei suoli individuati dal Piano d’Azione assicurando così il recupero funzionale dell'area colpita. L'intero ciclo di intervento è vincolato a una pianificazione temporale estremamente serrata di 29 giorni naturali e consecutivi che trova il suo termine tassativo il 30 giugno per garantire il pieno rispetto delle milestone strutturali previste dal PNRR. L'azione di bonifica rappresenta un passaggio cruciale per la sicurezza dei cittadini e il recupero del territorio. L'Amministratore delegato di Sogesid, Errico Stravato, ha sottolineato: "L'obiettivo è ripristinare condizioni ambientali sostenibili e durature, nel rispetto dei tempi previsti e con la massima attenzione alla tutela della salute pubblica". Anche la Regione Lazio ha confermato l'impegno nel monitoraggio dei siti inquinati. Il monitoraggio costante delle fasi di cantiere garantirà la trasparenza delle operazioni di rimozione dei veleni, come ribadito dalle autorità locali. 
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Tre morti sulla nave da crociera, Bassetti: "Infezione da hantavirus all'inizio sembra influenza"

(Adnkronos) - All'inizio sembra un'influenza, poi provoca "un'edema polmonare non cardiogeno". L'infettivologo Matteo Bassetti spiega su X cos'è l'hantavirus, come si trasmette e quali sono i suoi sintomi
dopo che il virus su una nace da crociera "ha causato almeno tre morti e il ricovero di una terza persona in terapia intensiva a Johannesburg". "L’epidemia si è verificata sulla Mv Hondius, in viaggio da Ushuaia, in Argentina, a Capo Verde", spiega Bassetti. Le malattie da hantavirus sono infezioni virali di diversa gravità, trasmesse all'uomo dai roditori, selvatici e domestici. Il genere hantavirus comprende diverse decine di specie virali a livello globale. Alcune specie sono presenti in Europa, dove si stanno espandendo in nuove aree e aumentando in quelle endemiche consolidate. In Europa le malattie da hantavirus si stanno diffondendo sia come numero di casi che come aree infette. "L’hantavirus - spiega Bassetti - si contrae principalmente inalando il virus disperso nell’aria da urina, feci o saliva di roditori infetti. Il contagio avviene spesso pulendo cantine, fienili o legnaie polverose, o toccando superfici contaminate e poi bocca/naso. Morsi di roditori o il consumo di cibo contaminato sono vie di trasmissione più rare". "La sindrome polmonare da hantavirus inizia come una sindrome simil-influenzale e, in alcuni giorni, provoca edema polmonare non cardiogeno", ha spiegato l'infettivologo.  "La prima persona a manifestare i sintomi - ricorda Bassetti - è stata un passeggero di 70 anni. È deceduto a bordo della nave e la sua salma si trova attualmente sull’isola di Sant’Elena. Anche la moglie, 69enne, si è ammalata a bordo ed è stata evacuata in Sudafrica, dove è deceduta in un ospedale di Johannesburg. Della vicenda di sta occupando anche l’Oms".   
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Dibattito su politiche di prevenzione, territorio e gestione delle emergenze

(Adnkronos) - Il prossimo 6 maggio 2026, la sede della Regione Emilia-Romagna a Bologna ospiterà l'iniziativa "Ricostruzione, mitigazione del rischio, sostenibilità dei territori e delle infrastrutture di trasporto". L'incontro si propone come un tavolo di confronto tra istituzioni, amministratori e comunità tecnica per analizzare lo stato delle opere post-emergenza e le strategie di prevenzione del rischio idrogeologico e strutturale. L'evento si articolerà in due sessioni principali che riflettono le priorità attuali del Paese: da un lato la gestione della ricostruzione in Emilia-Romagna e dall'altro la messa in sicurezza delle reti di trasporto. I lavori saranno aperti dal Presidente della Regione Michele de Pascale e vedranno la partecipazione di figure chiave come il Commissario alla Ricostruzione Fabrizio Curcio e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli. Il dibattito tecnico-politico vedrà inoltre il contributo di Manuela Rontini, Sottosegretaria alla Presidenza regionale, e di Irene Priolo, Assessora all’Ambiente e ai Trasporti, per delineare un quadro integrato tra programmazione territoriale e mobilità. Le conclusioni del vertice istituzionale saranno affidate al Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi. Nel pomeriggio, il focus si sposterà sugli aspetti prettamente operativi con l’approfondimento del Libro Bianco. Il documento tecnico-scientifico, promosso da ANSFISA in collaborazione con RemTech Expo, rappresenta un contributo al dibattito nazionale sulla sicurezza del territorio. L'obiettivo del documento è fornire linee guida e standard per la resilienza delle infrastrutture, affrontando la prevenzione dei rischi non più come un'azione isolata, ma come un processo sistemico che coinvolge gestori e organi di controllo. Parteciperanno a questa fase tecnica Domenico Capomolla, Direttore di ANSFISA, ed Errico Stravato, Amministratore delegato di Sogesid, per discutere l'applicazione pratica di queste strategie nei cantieri e nelle reti nazionali. 
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GA.FI.: approvato bilancio 2025, volumi di attività finanziaria in crescita

(Adnkronos) - L’assemblea dei soci di GA.FI. Scpa, Confidi Vigilato a supporto delle piccole e medie imprese, ha approvato il Bilancio d'Esercizio per l’anno 2025. I risultati evidenziano un anno di crescita, che ha segnato per GA.FI. un rafforzamento della propria funzione di 'prossimità', nell’affiancamento delle imprese e nel loro accompagnamento sul mercato dei capitali e del credito. L’esercizio 2025 ha fatto registrare un volume di attività finanziaria a quota 162 milioni con incremento del 36% rispetto al 2024. I principali indicatori operativi mostrano una dinamica in netta espansione: importo finanziamenti garantiti +47% rispetto all'esercizio precedente; garanzie in essere: +33%, raggiungendo un valore complessivo di 113 milioni di euro; numero di operazioni deliberate: +15%; finanziamenti diretti erogati: +13% (pari a 8,73 milioni di euro), confermando il successo del nuovo ruolo di GA.FI. come soggetto erogante; solidità patrimoniale, Il Core Tier 1 si attesta al 36,28%, un valore sei volte superiore al coefficiente minimo richiesto del 6%.  “Il 2025 – afferma Rosario Caputo, presidente di GA.FI Scpa - è stato l'anno della consapevolezza e del consolidamento. In uno scenario macroeconomico complesso, abbiamo scelto di non gravare sui nostri Soci, mantenendo commissioni competitive e assorbendo i rincari operativi. La nostra garanzia non è un costo, ma un investimento che genera risparmi diretti per le imprese grazie alla riduzione degli spread bancari. Chiudiamo un mandato triennale orgogliosi di aver trasformato GA.FI. da semplice garante a consulente evoluto per la transizione ecologica e digitale delle pmi”.  “I dati operativi – aggiunge Michele Izzo, direttore generale di GA.FI. Scpa - con un incremento del 47% dei finanziamenti garantiti, dimostrano la capacità della nostra struttura di rispondere con efficienza alle esigenze delle Imprese svolgendo un ruolo complementare alle banche. Abbiamo puntato con decisione sulla digitalizzazione dei processi e sul credito diretto, strumenti che ci permettono oggi di essere più veloci rispetto ai canali tradizionali. Il trend del primo trimestre 2026, che segna già un +62% di volumi rispetto allo scorso anno, conferma la bontà della nostra azione e pianificazione”.  L’assemblea ha inoltre preso atto del nuovo Piano Industriale 2026-2028 e del recente aumento del capitale sociale a 4 milioni di euro, deliberato per rafforzare ulteriormente lo standing patrimoniale di GA.FI. di fronte alle nuove sfide della riforma del settore (Legge n. 34/2026). L’assemblea inoltre ha provveduto a nominare il nuovo Consiglio di Amministrazione per il prossimo triennio che è confermato nella sua interezza con l’ingresso di un nuovo componente con l’incarico di Responsabile per l’Antiriciclaggio come previsto dalla normativa di Vigilanza. L’Assemblea ha altresì confermato l’intero organo di controllo composto da Massimo Cortucci in qualità di presidente; Mauro Mastroianni e Giovanni Monaco, nelle vesti di Sindaci effettivi; Andrea De Rosa e Claudio Fogliano, come Sindaci supplenti.  Al termine dell’assemblea, si è riunito il consiglio di amministrazione che ha nominato Rosario Caputo presidente; Vittorio Genna vice presidente; Giuseppe Roddi esponente responsabile per l’antiriciclaggio.  Inoltre il consiglio risulta composto dai seguenti consiglieri: Eugenio Basile, Fabio De Felice, Salvatore Del Monaco, Giuseppe Di Gennaro, Catello Ianniciello, Stefano Russo e Carlo Varricchio. 
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La tossina killer e la scoperta, può diventare un farmaco per l'uomo?

(Adnkronos) -
Nei parchi vive una tossina 'killer' per gli insetti. Per l'uomo può diventare un alleato. Si tratta di microrganismi responsabili di quell'odore così forte di terra che pervade l'aria dopo la pioggia. In ogni giardino, parco e campo da gioco del pianeta la superficie pullula di un tipo di batterio chiamato Streptomyces, uno degli organismi più abbondanti della Terra. Ma le molecole di quel profumo familiare sono solo la punta dell'iceberg delle sostanze chimiche che producono questi microbi che vivono nel terreno. Gli Streptomyces sono vere e proprie fabbriche farmaceutiche naturali, responsabili della produzione di molti dei composti antitumorali, immunosoppressori e antibiotici utilizzati nelle cliniche di tutto il mondo. E un nuovo studio pubblicato sulla rivista 'Nature Microbiology' aggiunge un ulteriore tassello, suggerendo che il loro repertorio chimico sia ancora più complesso di quanto si pensasse in precedenza. I ricercatori della canadese McMaster University e delle istituzioni americane Boston Children's Hospital e Harvard Medical School, in collaborazione con l'Università di Stoccolma in Svezia e l'Università statunitense di Yale, hanno identificato e caratterizzato una nuova classe di tossine prodotte da alcuni componenti della famiglia Streptomyces, molto lontanamente imparentate con la tossina letale che causa la difterite, grave infezione contagiosa nell'uomo. Nonostante le somiglianze strutturali con la tossina difterica, queste proteine tossiche appena scoperte non causano malattie nell'uomo, sono invece 'killer' per un'ampia varietà di insetti.  Hanno origini antichissime, ricostruiscono gli autori del lavoro, e potrebbero avere implicazioni indirette anche per la salute umana, oltre che per l'agricoltura e la scoperta di nuovi farmaci. "Queste tossine, che abbiamo chiamato proteine insetticide di Streptomyces antiquus, o Saip, colpiscono solo le cellule degli insetti", illustra Cameron Currie, professore del Dipartimento di biochimica e scienze biomediche della McMaster University e coautore del nuovo studio. Per comprendere esattamente perché le Saip siano tossiche solo per gli insetti, i ricercatori hanno utilizzato una tecnologia di editing genomico (Crispr) per identificare i fattori dell'ospite necessari alla tossicità. Disattivando sistematicamente i geni delle cellule degli insetti, hanno individuato una proteina di superficie chiamata 'Flower'. Sebbene versioni di questo gene esistano in altri organismi, la versione specifica degli insetti è l'unico recettore noto per le Saip. Queste tossine non possono entrare nelle cellule senza questo recettore, ed è il motivo per cui non hanno alcun effetto sugli esseri umani.
 Attraverso analisi bioinformatiche, genomiche ed evolutive, il team di ricerca ha ricostruito la comparsa di queste tossine precedentemente sconosciute nel corso del tempo, per determinare quando gli Streptomyces ha sviluppato la capacità di produrle. La scoperta è sorprendente: le Saip sono in realtà molto antiche, risalenti a oltre 100 milioni di anni fa. Per Currie, che è anche componente del Michael G. DeGroote Institute for Infectious Disease Research e si occupa di ricerca sulle pandemie nell'ateneo canadese, l'antica storia di queste tossine suggerisce la possibilità che abbiano potenzialmente giocato un ruolo nel plasmare le malattie umane, sebbene l'esperto sottolinei che si tratti ancora di un'ipotesi. "Sappiamo che il batterio che causa la difterite ha acquisito la sua tossina da un'altra specie di batteri molto tempo fa, quindi è possibile che queste tossine di Streptomyces siano state il 'calderone' per la successiva comparsa della tossina difterica", afferma. Non tutte le specie di Streptomyces producono queste tossine, precisa lo scienziato: la stragrande maggioranza, infatti, vive in armonia con gli insetti, sia al loro interno che all'esterno.  Secondo i ricercatori, questa capacità sembra essere limitata ad alcune linee evolutive specifiche all'interno del vasto genere Streptomyces. "È noto che gli Streptomyces intrattengono principalmente rapporti mutualistici con gli insetti, ma abbiamo scoperto un clade di ceppi che sono probabilmente patogeni per loro", spiega Min Dong, ricercatore del Boston Children's Hospital e professore associato alla Harvard Medical School, coautore del nuovo studio. Secondo gli esperti, questi ceppi si sono evoluti assumendo un ruolo altamente specializzato in natura: "Non si limitano a uccidere gli insetti, ma sono anche straordinariamente efficienti nel consumarli, utilizzando i loro ospiti morti come fonte di nutrienti essenziali", evidenzia Currie, che ha collaborato allo studio anche con Norbert Perrimon di Harvard.  Quando questi ceppi specializzati di Streptomyces decompongono i tessuti degli insetti, producono simultaneamente potenti sostanze chimiche antimicrobiche, probabilmente per respingere i microbi concorrenti attratti dalla stessa risorsa. Pertanto, il team di ricerca ritiene che potrebbero rappresentare una fonte in gran parte inesplorata anche di nuovi antibiotici o di altre molecole di utilità medica. Già in precedenti ricerche, il laboratorio di Currie ha identificato una serie di promettenti antibiotici prodotti da altri ceppi di Streptomyces, il che rende ottimisti gli esperti sulla rilevanza clinica di queste nuove sostanze chimiche. Currie osserva inoltre che la scoperta di una Saip è significativa perché le tossine batteriche possono avere implicazioni che vanno ben oltre il loro ruolo nelle malattie. La tossina botulinica, ad esempio, comunemente nota come botox, ha diverse applicazioni mediche e cosmetiche, mentre altre tossine batteriche sono state sfruttate per usi in immunologia, agricoltura e biotecnologia. 
"Al momento, si tratta di una scoperta scientifica di base, ma che potrebbe avere applicazioni pratiche concrete in futuro", conclude Currie che con i suoi collaboratori ha brevettato la scoperta e sta iniziando ad esplorarne le potenziali vie di commercializzazione, in particolare nel settore agricolo, dove le tossine per insetti sono in genere molto richieste. "Una tossina come questa potrebbe potenzialmente contribuire a controllare i vettori di malattie umane, come le zanzare, che possono trasmettere la malaria e il virus West Nile, o forse essere utilizzata per proteggere i raccolti dagli insetti nocivi. È possibile che possa essere impiegata in diversi modi". Nel frattempo, si continua a studiare il comportamento delle Saip in contesti biologici più complessi, analisi che consentono ai ricercatori di isolare gli antimicrobici secreti dai ceppi di Streptomyces produttori di tossine, per comprendere meglio il loro potenziale clinico. A prescindere da come si svilupperà il lavoro successivo, per gli scienziati una cosa è certa: la scoperta in sé dimostra quanto ci sia ancora da imparare sui batteri. "Aver identificato qualcosa di così nuovo in uno dei gruppi di batteri più abbondanti e studiati al mondo sottolinea quanto poco sappiamo in realtà su di loro - chiosa Currie - Questa tossina ci ricorda con forza che i batteri sono organismi incredibilmente diversi, con capacità che continuano a sorprenderci". 
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Dilemma Ai, potenzia o indebolisce il cervello? I consigli dell'esperto per non farsi sovrastare

(Adnkronos) - Nel mondo si fa largo la 'generazione Ai': iperconnessa e immersa in un mondo di tecnologie sempre più performanti che offrono nuove occasioni per aumentare prestazioni e qualità del ragionamento. A patto di non lasciarsi sovrastrare. In pochi anni l'intelligenza artificiale è passata da essere una curiosità di laboratorio a uno strumento usato quotidianamente. Le occasioni di incontrarla si moltiplicano. I dati ci dicono che in Italia nel 2025 il 90% della popolazione risultava connessa a Internet, per una media di quasi 6 ore al giorno, di cui circa 1 ora e 48 minuti sui social media (fonte 'We Are Social & Data Reportal', 2025). Ma con l'avvento dell'Ai il nostro cervello lavora meglio o potrebbe diventare più pigro? Il dibattito su questo tema è aperto, e sono diversi gli studi scientifici che lo affrontano, evidenziando i pro e i contro, e mettendo in guardia dal rischio di una sorta di 'demenza digitale', un fenomeno per cui il cervello potrebbe paradossalmente non beneficiare delle opportunità di potenziamento hi-tech, ma piuttosto perdere capacità. "Sono vere entrambe le cose - analizza Andrea Prosperi, ex Google e primo Mindful Tech Trainer, autore del libro 'Mindful Tech. Iperconnessione, Ai e Benessere' (The Wall Edizioni) - L'effetto principale dell'intelligenza artificiale è spostare il carico cognitivo ma, se deleghiamo troppo, rischiamo di allenare meno memoria e pensiero critico. Se invece la usiamo come strumento di dialogo e apprendimento attivo, aumenta prestazioni e qualità del ragionamento. Dipende, quindi, da come viene usata".  Il rischio "emerge quando la tecnologia diventa un sostituto del pensiero invece che un supporto - dice Prosperi - In questo modo la mente diventa più pigra, esplora sempre di meno e reagisce sempre di più". Come difendersi? L'esperto offre una 'guida', consigli per un approccio 'sano' all'Ai, per evitare il pericolo che il suo utilizzo, offrendo gratificazioni immediate e semplificando la vita, porti a un funzionamento cognitivo sempre più automatico e superficiale. Chi impara a usare bene l'Ai, è la premessa, non solo risparmia tempo, ma può vedere dischiudere nuove possibilità, ottenendo un grande vantaggio competitivo. Ci sono molte guide che spiegano come usare l'intelligenza artificiale, ma per lo più hanno un carattere tecnico. "Il che non è sbagliato - continua Prosperi, che dopo molti anni trascorsi in Google ha capito che per sentirsi vivi non basta essere online - Oggi uso e consiglio un approccio diverso, un approccio 'Mindful'. Cosa significa? Non farsi trascinare dal flusso ma orientarlo, chiarire l'intenzione prima di iniziare, osservare noi stessi mentre interagiamo con le macchine. E infine, verificare gli output con responsabilità. Inoltre, nelle nostre interazioni digitali, suggerisco sempre di mantenere un forte contatto con il corpo e con le nostre emozioni. Anche quando scriviamo i prompt. Può sembrare contro intuitivo, ma essere più consapevoli di quello che ci accade dentro, ci fa essere più produttivi, anche quando interagiamo con la tecnologia". Con questo approccio, assicura, sono le macchine a correre per noi, e non viceversa, perché diamo loro una direzione consapevole. E' una strategia per non essere dominati dalle tecnologie: invece di vivere nell'automatismo delle notifiche e dello scrolling infinito, imparare a riprendere il controllo della propria attenzione. Prosperi racconta di aver sviluppato "un modulo formativo chiamato 'Mindful Tech Program'", in cui spiega che "solo se prepari bene la mente controlli bene il risultato. Se l'idea iniziale è vaga - avverte - l'output sarà confuso. Se è chiara, anche la risposta tenderà ad esserlo. Bisogna chiedersi con lucidità perché stiamo usando la macchina, quale obiettivo concreto ci siamo prefissati e quali sono i limiti invalicabili in quello che la macchina può o non può fare per noi. La velocità dell'Ai ci spinge ad accettare subito la prima risposta, ma la presenza mentale ci invita a fare una pausa. Fermarsi un attimo, respirare, entrare in sintonia col proprio corpo e riformulare un prompt più chiaro: sono micro-azioni che cambiano radicalmente la qualità degli output. Penso che ognuno di noi può costruirsi un futuro più consapevole, dove anche l'intelligenza artificiale ci accompagna, ma non ci domina, e dove la vera connessione è quella con noi stessi. E con gli altri". Oggi si vive una vita iperconnessa e costantemente bombardata dalle notifiche, riflette l'esperto. Ma una mente costantemente sollecitata da richieste, notifiche e stimoli digitali si logora in fretta. Anche a questa deriva è possibile mettere un freno: "Oltre alle pratiche di consapevolezza digitale, ci sono anche i consigli di buon senso. Eccone alcuni. Innanzitutto bisogna limitare il multitasking digitale: tenere troppe finestre o app aperte abbassa l'efficienza e aumenta lo stress - elenca il Mindfulness trainer - Fare pause brevi e regolari lontano dallo schermo, anche solo cinque minuti ogni ora. Rispettare i pasti e i bisogni fisiologici senza lasciarsi risucchiare dal computer o dallo smartphone. Silenziare le notifiche non necessarie, mantenendo attive solo quelle davvero urgenti. Impostare orari precisi per controllare e-mail e messaggi, invece di farlo in modo compulsivo. Attivare la modalità non disturbare durante i momenti di concentrazione profonda. Ridurre l'uso serale dei dispositivi per proteggere il sonno (disattivando luce blu o impostando modalità notturna). Creare zone no-device in casa (camera da letto, tavolo dei pasti) per difendere spazi di rigenerazione. Preferire, quando possibile, la comunicazione diretta (una call breve o una chiacchierata dal vivo) invece di lunghe catene di e-mail o messaggi". "Un approccio Mindful - conclude Prosperi - non solo ci protegge dalle trappole dell'iperconnessione, ma addirittura ci rende più creativi e produttivi nell'interazione con la GenAi", l'intelligenza artificiale generativa. "Ed è una scoperta sorprendente, perché rovescia in un solo istante l'assunto di partenza: per noi utenti, gli algoritmi non sono più soltanto 'gabbie dorate' costruite per catturare l'attenzione del nostro cervello paleolitico: possono diventare strumenti al servizio della nostra creatività e della nostra crescita personale". 
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Noodles istantanei nuova mania, il medico nutrizionista: "Non li boccio, anzi"

(Adnkronos) - Una ciotola fumante di 'instant noodles', ripresa dall'alto, dove il giallo vivace di un tuorlo d'uovo marinato si staglia contro il rosso piccante di un brodo arricchito a mano. "Quello che una volta era il pasto della sopravvivenza per studenti fuori sede e lavoratori dell'ultimo turno, oggi è diventato il centro di gravità permanente della 'Gen Z'. Non è solo una questione di fame o di risparmio, ma è elemento centrale di un'estetica che ha saputo trasformare un prodotto industriale in una specie di 'tela bianca' per l'espressione individuale. Il successo di questi spaghetti orientali nasce sotto la spinta della cultura pop asiatica, dai frame dei film coreani ai video virali che celebrano il piacere quasi ipnotico della preparazione. Ma dietro questa facciata glamour, fatta di colori saturi e suoni avvolgenti, si nasconde una riflessione più profonda sul nostro modo di intendere il cibo. La nuova generazione di consumatori abita, infatti, un paradosso affascinante: è la più attenta di sempre ai temi del benessere e della sostenibilità, eppure ha eletto a proprio simbolo un alimento che, nella sua forma base, è l'apoteosi della lavorazione industriale. Ma non li boccio". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è l'immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro. L'immunologo centra l'analisi su una forma di pragmatismo consapevole che potremmo definire alchimia alimentare: "La 'Gen Z' non consuma il pacchetto di noodles così come esce dalla fabbrica; lo hackera, lo scompone e lo ricompone. Sapendo che quel brodo è saturo di sodio e additivi, il consumatore moderno interviene d'autorità: dimezza la bustina del condimento chimico, aggiunge zenzero fresco, butta manciate di spinaci, tofu o pollo avanzato. Il noodle non è più il pasto, ma la base di carboidrati su cui costruire una struttura nutrizionale più nobile - osserva - Questa manipolazione domestica trova una precisa giustificazione clinica nella biochimica della nutrizione. Sotto il profilo medico, l'integrazione di ingredienti freschi non è solo un vezzo estetico, ma una necessaria manovra di mitigazione dell'impatto metabolico. I noodles istantanei, essendo sottoposti a un processo di pre-frittura e composti da farine raffinate, presentano solitamente un carico glicemico elevato. L'aggiunta di proteine nobili e fibre agisce come un modulatore: rallenta lo svuotamento gastrico e riduce i picchi di insulina, trasformando quelle che sarebbero 'calorie vuote' in un sistema biodisponibile più equilibrato. In questo modo, il rischio legato a conservanti e sodio viene ridotto non per eliminazione, ma per diluizione e sinergia con micronutrienti e antiossidanti vivi". "Questa tendenza ci dice che il confine tra salutare e processato sta diventando poroso. In un mondo dove l'inflazione morde e il tempo è una risorsa scarsa, la salute non viene più cercata nell'eliminazione punitiva dei cibi pronti, ma nella loro redenzione attraverso l'aggiunta di ingredienti freschi - chiosa Minelli - È una gestione flessibile della dieta che accetta il compromesso: ci si concede il piacere intenso dell'umami e la velocità di un'ebollizione di tre minuti, ma si rivendica il controllo sulla qualità finale del piatto. In definitiva, la febbre dei noodles istantanei ci parla di un bisogno di conforto che sia insieme economico, visivo e rassicurante. In quella ciotola convivono la precarietà di una generazione e la sua incessante capacità di inventare nuove forme di lusso accessibile. È la dimostrazione - conclude - che, anche partendo da un pacchetto di plastica da un euro, si può orchestrare un piccolo rituale quotidiano di self-care, dove la salute del corpo e quella dello spirito cercano, finalmente, un punto d'incontro". 
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Dentista senza prenotazione a Roma, all'Isola Tiberina visite immediate per urgenze e controlli

(Adnkronos) - Un dentista senza prenotazione, con accesso diretto e tempi immediati. A Roma prenderà il via lunedì 4 maggio un nuovo servizio dell'Ospedale Israelitico nella sede ambulatoriale dell'Isola Tiberina, pensato per rispondere ai bisogni più urgenti dei cittadini e semplificare l'accesso alle cure odontoiatriche. Sarà attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 14. I pazienti potranno presentarsi direttamente per urgenze, prime visite e controlli, senza necessità di prenotazione.  "Una risposta concreta - spiega la struttura in una nota - a una domanda sanitaria sempre più legata a situazioni improvvise, dal dolore acuto alle problematiche che richiedono una valutazione rapida, ma anche alla necessità di accedere con maggiore facilità a controlli e prime diagnosi, spesso rinviati a causa delle liste di attesa". All'arrivo, i pazienti saranno presi in carico da professionisti dell'area odontoiatrica per una prima valutazione clinica e, se necessario, indirizzati verso percorsi di cura dedicati, assicurando continuità assistenziale e appropriatezza degli interventi. L'iniziativa, si rimarca nella nota, si inserisce in un più ampio percorso di potenziamento dei servizi territoriali e di prossimità, con l'obiettivo di alleggerire la pressione sulle strutture tradizionali e offrire ai cittadini risposte rapide, accessibili e integrate. 
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Neuroscienze, nasce Isnet 'tecnologia e clinica per la salute del cervello'

(Adnkronos) - Integrare le più avanzate tecnologie digitali con la pratica clinica quotidiana e colmare il divario, nelle neuroscienze, tra innovazione tecnologica e medicina applicata: con questi obiettivi nasce Isnet, Italian Society of Neuromodulation and Neurotechnologies , la società scientifica che rappresenta una rete multidisciplinare che accoglie neurologi, psichiatri, ingegneri, psicologi e fisiatri, uniti dalla visione comune di trasformare il futuro della salute del cervello. Il debutto di Isnet avverrà in occasione del suo primo congresso nazionale dal titolo 'Neuromodulazione e neurotecnologie in clinica', in programma l’8 e il 9 maggio 2026, presso la Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma. Durante la due giorni - riferisce una nota - esperti nazionali e internazionali si confronteranno sulle ultime evidenze riguardanti la neuromodulazione non invasiva, la neuroriabilitazione avanzata e le frontiere della salute digitale. L’evento si propone come un momento di aggiornamento scientifico e un laboratorio per la definizione di standard etici e protocolli condivisi che garantiscano efficacia e sicurezza dei trattamenti tecnologici. Oggi i risultati più solidi dell'applicazione pratica riguardano Alzheimer, ictus, depressione e dolore cronico. In particolare per la depressione maggiore, l'efficacia è tra il 50% e il 70% nei casi resistenti. Le frontiere invece mirano ai disturbi del linguaggio, ai disordini del neurosviluppo e all'autismo. L'approccio Isnet - continua la nota - punta "all'umanizzazione e alla personalizzazione del percorso, integrando neuromodulazione, robotica, realtà virtuale e monitoraggio digitale da remoto". La missione si fonda sul superamento dei confini disciplinari tradizionali: attraverso una collaborazione costante tra ricerca e pratica ospedaliera, la società promuove l’innovazione scientifica come uno strumento concreto per migliorare la qualità della vita dei pazienti. I valori di inclusione, responsabilità e formazione continua guidano le iniziative della società che conta già oltre cento professionisti attivi e numerosi progetti di ricerca in corso. 
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Disturbi alimentari, 18 e 19 maggio ministero a Bari per educazione, prevenzione e cura

(Adnkronos) - 'Nessuno ti può giudicare. Insieme possiamo riconoscere, prevenire, curare' è il titolo dell’evento dedicato ai disturbi della nutrizione e dei comportamenti alimentari, promosso dal ministero della Salute il 18 e il 19 maggio a Bari presso il Teatro Kursaal. L’iniziativa si integra con la campagna di sensibilizzazione realizzata dal Ministero della salute nell’ambito delle politiche di promozione della salute e di comunicazione istituzionale. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione rappresentano una priorità di salute pubblica con un impatto crescente in termini epidemiologici, sociali e assistenziali, in particolare tra i più giovani. La prevenzione e l’identificazione precoce sono strategiche e l’evento di Bari si pone come qualificato momento di confronto istituzionale e operativo per definire indirizzi condivisi e rafforzare la capacità di risposta del sistema pubblico ai disturbi alimentari. Apriranno i lavori il sottosegretario di Stato alla Salute, Marcello Gemmato, e il direttore generale della direzione stili di vita del ministero, Alessio Nardini. All’iniziativa parteciperà anche la Asl di Lecce, mettendo a disposizione la barca a vela confiscata alle organizzazioni di immigrazione clandestina e gestita dal Dipartimento di prevenzione e dal Centro di Salute mentale, per uscite in mare come occasioni di attività di riabilitazione, prevenzione e contrasto allo stigma. Davanti al teatro, in largo Adua, sarà allestito un Villaggio della Salute con laboratori e un’area clinica dedicata all’orientamento ai comportamenti alimentari in collaborazione con l’Università di Bari. Nel corso della due giorni, insieme a esperti e rappresentanti della comunità scientifica e delle associazioni, saranno approfondite le tematiche prioritarie legate ai disturbi della nutrizione per promuovere una maggiore consapevolezza del fenomeno e contrastare lo stigma, rafforzare il ruolo della comunicazione pubblica come leva di sanità pubblica, favorire l’integrazione tra scuola, sistema sanitario e sport per intercettare precocemente i segnali di rischio. L’evento intende inoltre valorizzare il contributo delle professioni sanitarie e delle società scientifiche nella costruzione di percorsi di presa in carico tempestivi e appropriati e sostenere il ruolo delle famiglie e delle associazioni come parte attiva dei percorsi di prevenzione e cura. 
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