Packaging e nuovo regolamento Ue, Dimaria (osapiens Italia): "Con Ppwr una rivoluzione"
(Adnkronos) -
Il Regolamento Ue Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation) “imporrà un cambio di paradigma molto netto” in tema di imballaggi, “una vera e propria rivoluzione”. Così Giuseppe Dimaria, sales director di osapiens Italia, azienda attiva nello sviluppo di software enterprise per una crescita sostenibile, in un'intervista all’Adnkronos traccia un quadro degli impatti che il nuovo regolamento avrà sulla filiera. “L’imballaggio non sarà più trattato come un ‘accessorio’ del prodotto, ma come un oggetto regolato in modo strutturale, con obblighi concreti sia sul piano fisico che sul piano informativo. In altre parole, il packaging dovrà essere ‘tecnicamente’ conforme, identificabile, tracciabile e accompagnato da informazioni verificabili”, spiega. Sul tema dell’etichettatura, “la direzione è chiara: si va verso un sistema armonizzato a livello europeo, pensato per rendere più semplice e immediata la comprensione della composizione dell’imballaggio e delle corrette modalità di smaltimento. L’obiettivo del Ppwr è proprio quello di uniformare i processi in tutta l’Unione”. Sul fronte della tracciabilità, “il salto è ancora più significativo. Il Ppwr prevede che l’imballaggio debba essere marcato con informazioni identificative come tipo, lotto o numero di serie, oltre a marchio e indirizzo del produttore. Ed è interessante notare che viene esplicitamente contemplato l’utilizzo di strumenti digitali come il QR code. Questo punto apre una prospettiva molto concreta: l’imballaggio comincia ad assumere una vera e propria ‘identità’, non più soltanto fisica, ma anche digitale”. “Ma non è solo un tema di ‘codice sull’etichetta’”, avverte Demaria. “Il regolamento introduce una vera infrastruttura documentale - spiega - I produttori dovranno effettuare una valutazione di conformità che copre tutti i dati rilevanti lungo la supply chain, predisporre una documentazione tecnica completa e rilasciare una ‘Eu Declaration of Conformity’. In più, la conservazione della documentazione non è banale: 5 anni per gli imballaggi monouso e 10 anni per quelli riutilizzabili, con obbligo di metterla a disposizione delle autorità competenti". Quanto alle scadenze, “il calendario è molto serrato. Il regolamento è entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, ma il vero spartiacque operativo sarà quello del 12 agosto 2026, quando inizierà l’applicazione generale e solo imballaggi conformi potranno essere immessi sul mercato Ue. Le regole sull’etichettatura armonizzata arriveranno poi il 12 agosto 2028. Mentre per il packaging riutilizzabile, dal 12 agosto 2029 diventerà obbligatorio fornire ulteriori informazioni specifiche, anche tramite QR code”. Insomma, “l’impatto del Ppwr sarà enorme, perché trasforma l’etichetta da elemento ‘grafico’ a strumento regolatorio, mentre la tracciabilità, da concetto astratto, diventa requisito misurabile e documentabile”. In questo quadro “le sfide principali per le aziende italiane riguardano soprattutto la complessità operativa. Il Ppwr richiede dati, prove e documentazione che spesso oggi non sono disponibili in modo strutturato. Molte aziende hanno gap informativi lungo la filiera e la raccolta dati avviene ancora in modo manuale e frammentato”. Ne deriva che “la gestione dei dati diventa la vera infrastruttura della sostenibilità: è ciò che consente alle aziende di trasformare obblighi normativi in processi industriali governabili. In un contesto così articolato è fondamentale puntare su tecnologie di ultima generazione e strumenti digitali centralizzati che consentano di raccogliere e strutturare i dati di prodotto e di imballaggio, coinvolgere fornitori e partner, gestire documentazione tecnica, etichettatura e Dichiarazioni di Conformità in modo integrato e verificabile”. In conclusione, secondo Demaria, occorre tenere presente che “il 12 agosto 2026 non è lontano, e sarà una data spartiacque molto concreta. Da lì non si potrà tornare indietro. L’accesso al mercato europeo sarà vincolato e bisogna essere pronti per tempo”. In secondo luogo, “il Ppwr va interpretato come parte di una trasformazione più ampia, con l’Unione Europea che sta spingendo verso un’economia fondata su trasparenza, tracciabilità e responsabilità estesa. Un percorso collegato anche alla logica del Digital Product Passport. Chi si rende conto di questo oggi, probabilmente domani non sarà solo compliant: sarà più competitivo”.
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Idi-Irccs Roma, nasce Centro di ricerca Padre Antonio Lodovico Sala
(Adnkronos) - Con l'inaugurazione del Centro di ricerca Padre Antonio Lodovico Sala l'Idi-Irccs, Istituto dermopatico dell'Immacolata di Roma, si dota di nuovi e moderni ambienti, pensati per facilitare l'incontro delle persone e lo scambio di idee. Spazi aggiuntivi che si affiancano ai laboratori di ricerca dell'istituto, dove ricercatori, medici, ingegneri e altre professionalità potranno lavorare in interdisciplinarità, forti di un patrimonio informativo costantemente alimentato con i dati generati quotidianamente dalla pratica clinica. Il progetto si inserisce nel più ampio programma pluriennale 'La dermatologia di precisione e personalizzata: il padiglione Fondazione Roma', avviato nel 2023 all'Idi grazie a un contributo complessivo di 6 milioni di euro stanziato da Fondazione Roma, finalizzato al rafforzamento dell'infrastruttura tecnologica e scientifica dell'istituto mediante l'acquisizione di avanzate attrezzature elettromedicali e dei relativi sistemi hardware e software. Alessandro Zurzolo, consigliere delegato della Fondazione Luigi Maria Monti proprietaria dell'Idi-Irccs, ricorda che "il Dipartimento di Dermatologia dell'Idi ha chiuso il 2025 con 309mila prestazioni di dermatologia, di cui oltre 12mila prestazioni di Diagnostica dermatologica, rese nell'apposito Centro di Diagnostica dermatologica avanzata che può contare su un parco tecnologico unico nel suo genere". Come sottolineato dal reverendo padre Giuseppe Pusceddu, presidente della Fondazione Luigi Maria Monti, "l'opera rientra nel più ampio progetto dedicato alla dermatologia di precisione e personalizzata, realizzato con il fondamentale contributo della Fondazione Roma; alla Fondazione Roma e al suo presidente Franco Parasassi va la nostra gratitudine". Parasassi evidenzia che "la Fondazione Roma sostiene interventi che rafforzano le eccellenze sanitarie del territorio e generano valore duraturo per la comunità. Il progetto dell'Idi coniuga innovazione tecnologica, ricerca scientifica e qualità dell'assistenza, contribuendo a rendere sempre più avanzata e accessibile la dermatologia di precisione. E' un investimento che guarda al futuro della sanità e al benessere delle persone". Il centro si sviluppa su una superficie di oltre 450 mq articolata in sale attrezzate per l'attività dei ricercatori e un'aula multimediale per l'organizzazione di convegni scientifici e riunioni a distanza. Nella stessa mattinata sono stati anche inaugurati nuovi ambulatori dermatologici e l'Aula Ichnusa dedicata agli studenti del corso di laurea in Scienze infermieristiche.
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Pokémon Pokopia provato ai campionati europei di Londra
(Adnkronos) - I Campionati Internazionali Europei Pokémon, svoltisi a Londra dal 13 al 15 febbraio, non sono stati soltanto il palcoscenico per sfide competitive ai massimi livelli, ma anche la prima vera occasione per il pubblico di testare con mano il futuro del franchise. Tra le postazioni dedicate alle novità, l’attenzione è stata catalizzata da Pokémon Pokopia, l'inedito simulatore di vita atteso per il prossimo 5 marzo su Nintendo Switch 2. La demo di venti minuti ha permesso di esplorare le fondamenta di un'esperienza che sembra voler fondere la cura degli habitat tipica di produzioni come Dragon Quest Builders e Minecraft con il carisma intramontabile dei mostriciattoli tascabili. Il cuore dell'esperienza si focalizza sulla costruzione di un mondo ideale, dove il giocatore, nei panni di un Ditto mutaforma, è chiamato a creare ambienti accoglienti per attirare e stringere amicizia con diverse creature. Le prime impressioni confermano una fluidità tecnica degna della nuova ammiraglia Nintendo, necessaria per gestire un sistema in cui i Pokémon non sono semplici elementi estetici, ma parte attiva dell'ecosistema. Le meccaniche di interazione prevedono metodi variegati per convincere i mostriciattoli a stabilirsi nel proprio villaggio e insegnarci le loro abilità, rendendo la progressione un mix tra esplorazione e gestione oculata delle risorse ambientali. Uno dei dettagli più significativi emersi durante la prova londinese riguarda l'ampiezza del roster. Nonostante la brevità della demo, la comparsa di un Pokédex strutturato ha sollevato l'entusiasmo della community. L'appuntamento per scoprire tutto sul progetto è fissato per il 5 marzo 2026, ma il percorso passerà inevitabilmente per il 27 febbraio, giorno in cui verrà trasmesso un Pokémon Presents online. In concomitanza con le celebrazioni del trentesimo anniversario della saga, è lecito attendersi nuove rivelazioni che possano fare luce sugli aspetti ancora inediti di Pokopia. Nel frattempo, quanto visto a Londra restituisce l'immagine di un titolo solido, capace di declinare il marchio Pokémon in una veste gestionale matura e visivamente all'avanguardia.
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Gioco di carte Pokémon, intervista con il numero uno italiano ai campionati di Londra
(Adnkronos) - Il panorama competitivo del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon vede in Alberto Conti il suo principale esponente nazionale. Il giocatore bergamasco, attualmente al vertice della classifica italiana e secondo in quella europea nel 2025, ha trasformato l'attività agonistica in una carriera esclusiva, superando i 25.000 dollari di vincite complessive. La decisione di abbandonare l'impiego precedente per dedicarsi interamente ai tornei ha segnato una svolta non solo professionale ma anche privata, avendo incontrato la propria compagna proprio durante la scorsa edizione dei campionati mondiali. Questa evoluzione sottolinea come il circuito Play Pokémon richieda oggi una dedizione totale, paragonabile a quella di qualsiasi altra disciplina di alto livello. La partecipazione agli European International Championships (EUIC) di Londra ha rappresentato una sfida tattica di primaria importanza per Conti, che ha affrontato l'evento con un approccio meno conservativo rispetto alle stagioni passate. "Londra è sicuramente una delle tappe più importanti del circuito e per questo la scelta del mazzo è la più complessa della stagione", spiega il giocatore, motivando il passaggio da strategie consolidate a una scelta più audace. "In passato ho sempre prediletto una scelta 'safe', un mazzo che ho avuto modo di giocare ad altri tornei per poter ottenere il massimo, ma quest'anno sono andato verso una scelta un po' più rischiosa", prosegue Conti, riferendosi all'utilizzo di Grimmsnarl. La preparazione quotidiana avviata a dicembre ha permesso di affinare la gestione del mazzo, portandolo a concludere la competizione con un piazzamento in Top 64. Nonostante la soddisfazione per il risultato, l'analisi del weekend londinese evidenzia una costante ricerca della perfezione tecnica attraverso lo studio dei propri errori. "Mi piace sempre fare un'analisi di ogni torneo alla fine del weekend, per capire che cosa è andato bene e che cosa no", commenta il numero uno italiano, ammettendo di aver sottovalutato un matchup specifico che ha causato due sconfitte che definisce come evitabili. La resilienza psicologica resta tuttavia un pilastro del suo metodo di gioco, orientato più alla crescita costante che al risultato immediato. "Da questo internazionale torno a casa davvero soddisfatto, perché il grosso lavoro dell'ultimo mese e mezzo è stato importante durante l'evento", conclude Conti, ribadendo la filosofia che guida ogni sua prestazione: "L'importante non è vincere, ma capire dove si ha sbagliato".
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Google annuncia Pixel 10a, più economico ma fortissimo nell'IA
(Adnkronos) - Google rinnova la sua proposta di fascia media con il Pixel 10a, un dispositivo che abbandona le linee curve per un design posteriore completamente piatto, studiato per offrire una maggiore stabilità sulle superfici d'appoggio. La costruzione riflette un impegno concreto verso l'economia circolare, impiegando alluminio riciclato e, per la prima volta in questa serie, metalli recuperati come cobalto, rame, oro e tungsteno. La scocca è certificata IP68 per la protezione contro acqua e polvere, mentre l'adozione del vetro Gorilla Glass 7i punta a incrementare sensibilmente la resistenza a graffi e urti accidentali durante l'uso quotidiano. Il display Actua da 6,3 pollici vanta una luminosità superiore rispetto alla generazione precedente, garantendo una leggibilità ottimale anche sotto la luce diretta del sole. Sotto la scocca, l'ottimizzazione energetica consente di superare agevolmente le trenta ore di autonomia, che possono essere estese drasticamente attraverso le modalità di risparmio energetico estremo. Un pilastro fondamentale dell'offerta rimane il supporto software a lungo termine, con sette anni di aggiornamenti garantiti tra sistema operativo e sicurezza. Inoltre, per la prima volta nella serie A, debutta la connettività satellitare per le emergenze, consentendo di contattare i soccorsi anche in totale assenza di segnale Wi-Fi o rete mobile. Il comparto fotografico si affida a un sensore principale da 48 megapixel affiancato da un'ottica ultrawide, integrando strumenti di elaborazione dell'immagine precedentemente riservati ai modelli flagship. L'intelligenza artificiale di Gemini interviene attivamente sia nella fase di scatto, fornendo suggerimenti su illuminazione e composizione, sia nell'editing post-produzione, che ora può essere gestito tramite semplici comandi vocali o testuali. Funzioni come "Aggiungimi" semplificano la gestione degli scatti di gruppo, mentre l'aggiornamento di Quick Share apre alla piena compatibilità con il protocollo AirDrop, facilitando lo scambio di file tra dispositivi di produttori diversi. Il cuore tecnologico del dispositivo è rappresentato dal processore Tensor G4, lo stesso chip presente nei modelli di punta, che abilita l'interazione fluida con Gemini Live e l'utilizzo di strumenti di ricerca immediata come "Cerchia e Cerca". Il Pixel 10a sarà disponibile sul mercato italiano a partire dal 5 marzo con un prezzo di partenza fissato a 549 euro per il taglio di memoria base. Il lancio è accompagnato da una nuova gamma di accessori cromaticamente coordinati, consolidando la strategia di Google volta a rendere accessibili le tecnologie di calcolo neurale più avanzate a una platea di utenti sempre più vasta.
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Be Comics! Be Games! debutta al Lingotto di Torino
(Adnkronos) - La città di Torino si prepara ad accogliere un nuovo tassello nel panorama delle fiere dedicate all'intrattenimento contemporaneo. Il 18 e 19 aprile 2026, i padiglioni di Lingotto Fiere ospiteranno la prima edizione locale di Be Comics! Be Games!, un progetto che nasce dalla collaborazione tra GL events Italia e Fandango Club Creators. Il programma della manifestazione promette di alternare la dimensione editoriale del fumetto alle competizioni di esports e alla creatività. Oltre ai classici spazi espositivi per i videogiochi e i giochi da tavolo, il Lingotto sarà animato da aree dedicate al fenomeno del cosplay e ad attività immersive pensate per un'utenza eterogenea, dalle community di appassionati storici fino alle famiglie. La scelta della location non è casuale: il quartiere fieristico torinese viene identificato come il contesto ideale per sostenere la crescita di un format che ambisce a una dimensione nazionale strutturata, capace di dialogare con mercati e linguaggi differenti in modo ordinato e professionale. Il progetto si avvale di un bagaglio di competenze che guarda con decisione oltre i confini nazionali. GL events, infatti, mette a disposizione l'esperienza maturata nella co-organizzazione della Paris Games Week, uno dei principali punti di riferimento europei per il settore videoludico e la pop culture francese. Questa sinergia tra la solida base operativa territoriale e il know-how internazionale punta a elevare Be Comics! Be Games! Torino a evento di riferimento per il settore.
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STIGA debutta nel segmento Professional: l'intelligenza artificiale al servizio del verde urbano
(Adnkronos) - in occasione della kermesse MyPlant & Garden 2026, in svolgimento dal 18-20 febbraio a Rho Fiera Milano, STIGA ha annunciato ufficialmente il proprio ingresso nel segmento Professional, introducendo una generazione di macchine progettate per rispondere alle esigenze di operatori pubblici e privati. Questa evoluzione non rappresenta solo un ampliamento di gamma, ma un passaggio strategico che mette a disposizione dei professionisti oltre novant'anni di esperienza tecnologica. “L’ingresso nel segmento Professional è un passaggio strategico per STIGA,” afferma Sean Robinson, CEO di STIGA, “perché ci consente di mettere a disposizione dei professionisti del settore la nostra esperienza in materia di elettrificazione, tecnologia e progettazione sostenibile. Questa evoluzione rappresenta un’estensione naturale della nostra identità: continuare a innovare in modo responsabile, offrendo soluzioni che migliorino il lavoro quotidiano dei professionisti, rafforzando il ruolo di STIGA come player di riferimento per chi opera ogni giorno nel garden care.” Il fulcro tecnologico di questa nuova proposta è il sistema ePower Pro, una piattaforma di batterie modulari e intercambiabili sviluppata internamente per garantire autonomia estesa e flessibilità operativa in contesti intensivi. La transizione verso l'elettrico elimina l'uso di idrocarburi, abbattendo emissioni acustiche e ambientali, fattori determinanti per la gestione del verde in aree urbane e residenziali, mentre l'automazione avanzata permette di ottimizzare le risorse umane delegando le operazioni di taglio ripetitive alle macchine intelligenti, così che gli operatori possano concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto e specializzazione tecnica. Tra le innovazioni di maggior rilievo spicca APX Pro, il primo robot autonomo del marchio progettato esclusivamente per grandi superfici come parchi e campi sportivi, integrando sensori LIDAR, GPS-RTK e la tecnologia STIGA Vista, una telecamera basata sull'intelligenza artificiale capace di mappare l'ambiente e distinguere con precisione gli ostacoli dalle superfici erbose.
Questo sistema, unito alla navigazione Antenna-FREE che semplifica drasticamente l'installazione eliminando la necessità di stazioni esterne, si affianca all'ePark Pro, l’evoluzione elettrica dello storico trattorino a taglio frontale ora capace di coprire fino a 27.000 m² con una singola carica in modalità mulching, restituendo nutrienti al terreno e riducendo la necessità di concimazione chimica. L'ecosistema professionale è completato dalla Web Pro App, una piattaforma gestionale dedicata ai manutentori che supervisionano flotte di macchine su più siti, offrendo diagnostica rapida, avvisi predittivi e monitoraggio in tempo reale per ridurre i tempi di inattività. Con questa nuova roadmap, che include il potenziamento di una rete di dealer specializzati e formazione tecnica dedicata, il comparto del garden care si sposta definitivamente verso una gestione smart, dove la precisione del dato e la potenza del litio definiscono i nuovi parametri di produttività del paesaggio professionale.
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Farmaci: emicrania, dati positivi in fase IIb per monoclonale bocunebart
(Adnkronos) - Lundbeck annuncia i risultati positivi dello studio di fase IIb sull'anticorpo monoclonale bocunebart per la prevenzione dell'emicrania. La parte dello studio dose-finding di fase IIb 'Proceed' su bocunebart (Lu AG09222) che ha valutato la somministrazione endovenosa del farmaco ha raggiunto l'endpoint primario - comunica la società - dimostrando una riduzione dal basale del numero medio dei giorni mensili di emicrania tra la settimana 1 e la settimana 12 statisticamente significativa rispetto al placebo, in pazienti con precedenti fallimenti di terapie preventive. I dati evidenziano il potenziale di bocunebart nel trattamento dell'emicrania severa e saranno condotte analisi aggiuntive per definire in modo più preciso la relazione dose-risposta per i diversi dosaggi del farmaco valutati, si legge in una nota. Alla luce dei risultati positivi dello studio, Lundbeck avvierà un confronto con le autorità regolatorie per discutere i dati e le opzioni per il disegno di studi di fase III. Lo studio Proceed - spiega l'azienda - è un trial adattativo volto a definire dosaggio e via di somministrazione (sottocutanea ed endovenosa) di bocunebart nella prevenzione dell'emicrania. La popolazione arruolata comprendeva pazienti con emicrania che avevano riportato da 1 a 4 fallimenti di precedenti terapie preventive negli ultimi 10 anni. Il trattamento è risultato in generale ben tollerato e non sono emersi nuovi segnali di sicurezza durante lo studio Proceed. Queste evidenze si sommano ai risultati positivi dello studio di fase IIa Hope, che aveva valutato una singola somministrazione endovenosa di bocunebart, rafforzando il razionale clinico del programma di sviluppo del farmaco. "Sono incoraggiata dai risultati positivi dello studio Proceed - ha affermato Jessica Ailani, ricercatrice e coordinatrice dello studio, specialista nell'ambito delle cefalee a Washington - L'efficacia osservata rappresenta un progresso rilevante nella prevenzione dell'emicrania e offre nuove prospettive ai pazienti che convivono con questa disabilitante patologia". "Questo traguardo conferma il nostro impegno nello sviluppo di terapie innovative per la salute del cervello, che possano rispondere a importanti bisogni terapeutici ancora insoddisfatti - ha dichiarato Johan Luthman, Executive Vice President e responsabile Ricerca e Sviluppo di Lundbeck - I dati rafforzano la nostra ambizione di sviluppare la prima opzione terapeutica mirata al Pacap nella prevenzione dell'emicrania. Grazie al suo meccanismo d'azione innovativo, bocunebart potrebbe rappresentare un'evoluzione significativa nell'attuale paradigma terapeutico dell'emicrania, supportando ulteriormente la mission di Lundbeck nel migliorare la qualità di vita dei pazienti con forme gravi della malattia". I risultati saranno presentati in un prossimo congresso scientifico e successivamente sottomessi a una rivista peer-reviewed. Lo studio Proceed - dettaglia la nota - ha valutato efficacia, sicurezza e tollerabilità di bocunebart somministrato 1 volta al mese per 3 mesi consecutivi rispetto al placebo. L'obiettivo dello studio era definire il dosaggio e la via di somministrazione, sottocutanea ed endovenosa, ottimali per il farmaco. Nella parte dello studio che ha valutato la via di somministrazione endovenosa, sono stati randomizzati complessivamente 431 pazienti, arruolati in 14 Paesi (Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Georgia, Germania, Ungheria, Lituania, Giappone, Polonia, Romania, Slovacchia, Spagna e Stati Uniti). La popolazione target dello studio era costituita da pazienti con diagnosi di emicrania secondo la classificazione internazionale delle cefalee, terza edizione (ICHD-3), e che avevano presentato un fallimento terapeutico di 1-4 diversi farmaci preventivi per l'emicrania negli ultimi 10 anni. L'emicrania è una patologia neurologica complessa e disabilitante, caratterizzata da episodi ricorrenti di cefalea pulsante di intensità moderata o grave, spesso accompagnati da sintomi quali nausea, vomito e ipersensibilità alla luce (fotofobia) e ai suoni (fonofobia). Non solo: è il disturbo neurologico più diffuso nelle persone sotto i 50 anni e comporta un impatto sanitario, sociale ed economico rilevante. Si stima che interessi circa 135 milioni di persone nei Paesi del G7 e in Cina. La ricorrenza degli attacchi, insieme alla costante preoccupazione per nuovi episodi, incide profondamente sulla qualità della vita, compromettendo la sfera familiare, sociale e lavorativa.
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A Napoli focus su legge obesità e nuove terapie, da domani Accademia Sicob 2026
(Adnkronos) - Domani e dopodomani Napoli ospiterà l'Accademia Sicob 2026, percorso annuale di alta formazione dedicato ai medici impegnati nel trattamento dell'obesità. L'evento si terrà all'Hotel Royal Continental e riunirà specialisti da tutta Italia per un confronto scientifico e istituzionale su una delle patologie croniche più diffuse e complesse del nostro tempo. Sotto la direzione scientifica di Maurizio De Luca, l'Accademia Sicob - Società italiana di chirurgia dell'obesità e delle malattie metaboliche, affronterà temi centrali come l'inerzia diagnostica e l'inerzia terapeutica dell'obesità, ostacoli ancora frequenti nel percorso di cura, insieme alla necessità di contrastare lo stigma che continua a condizionare l'approccio clinico e sociale alla malattia. Al centro dei lavori, inoltre, la definizione di un modello assistenziale integrato e multimodale che preveda l'integrazione tra terapia farmacologica, chirurgia metabolica-bariatrica e cambiamento strutturato dello stile di vita. Particolare attenzione sarà dedicata alla legge approvata dal Parlamento primo ottobre 2025, che ha riconosciuto l'obesità come patologia cronica autonoma, segnando un passaggio storico nel sistema sanitario nazionale. "L'obesità è una malattia cronica, recidivante e complessa, che richiede competenze specifiche e un approccio integrato - afferma De Luca, direttore scientifico dell'Accademia e presidente Sicob - Superare l'inerzia diagnostica e terapeutica significa intervenire precocemente, con strumenti appropriati e senza pregiudizi. La legge del 2025 ha segnato un punto di svolta: oggi abbiamo il dovere di tradurre quel riconoscimento normativo in percorsi clinici concreti e accessibili su tutto il territorio nazionale". Nel corso dell'Accademia saranno presentate inoltre le più recenti evidenze scientifiche sulle nuove terapie farmacologiche, con dati che confermano risultati significativi in termini di perdita di peso, riduzione delle patologie correlate e diminuzione del rischio cardiovascolare. L'Accademia Sicob si propone così non solo come momento di aggiornamento scientifico di alto livello, ma come occasione per promuovere un cambiamento culturale necessario: riconoscere pienamente l'obesità come patologia cronica e garantire ai pazienti cure appropriate, strutturate e prive di stigma.
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Da collezioni corporate a sedi museo, quando l'arte entra in azienda
(Adnkronos) - Negli ultimi anni l’arte è uscita sempre più spesso dai musei per entrare negli spazi e nelle strategie delle imprese, come linguaggio capace di raccontare identità, valori e visioni di lungo periodo. Dalle collaborazioni con artisti contemporanei alle collezioni corporate, dalle mostre negli headquarter ai progetti culturali aperti al pubblico, le aziende utilizzano l’arte per comunicare all’esterno, rafforzare il dialogo interno e interpretare il cambiamento. Un fenomeno trasversale che coinvolge settori e che ridefinisce il rapporto tra cultura e impresa. A osservare questo fenomeno da una prospettiva ampia è Stefano Petricca, Ceo di Petricca&Co Capital S.A., che offre un servizio integrato per la strutturazione e la gestione di fondi di investimento alternativi e che ha nell’arte uno dei suoi fulcri: “L’arte negli ultimi vent’anni si è mossa come un'onda arrivando a lambire settori industriali e professionali. Cosa sarebbe Louis Vuitton senza la contaminazione con Murakami, Kusama e Prince? O Deutsche Bank o Clifford Chance senza la propria collezione? Ora esonda in hotels, ristoranti, strade, trasformati in museo da opere che vanno dalla video installazione alla performance: a Courchevel con James Turrell, a Modena con Cattelan. Non c'è più Mark Rothko che ritira i suoi quadri dal Four Season di New York”. In questa cornice si inserisce anche l’esperienza della mostra 'The Pantheon of Care', realizzata per ab medica da Andrea Crespi, uno degli interpreti più significativi della scena contemporanea italiana, a partire dal concept 2026 'Just One Care'. La mostra è articolata in 12 opere ed è intesa come un lungo di convivenza tra arte, persone e valori, un ambiente che attiva nuovi punti di vista per rendere visibile e universale il concetto di cura. Il risultato è un pantheon contemporaneo della cura, in cui mito, etica e innovazione dialogano in modo diretto e accessibile, un luogo in cui passato e futuro si incontrano, si riflettono e trovano, insieme, il senso del prendersi cura. “In ab medica - fa notare Francesca Cerruti, Ceo di ab medica - crediamo da tempo che l’arte, in tutte le sue forme, dal cinema al teatro, dalle mostre ai linguaggi visivi più contemporanei, sia uno strumento potente per raccontare valori, visione e innovazione. Siamo un’azienda tecnologica, ma da sempre aperta a contaminazioni culturali che arricchiscono sia la comunicazione esterna sia il dialogo interno. A partire dalla nostra sede che è essa stessa un’espressione di questa visione, progettata per coniugare tecnologia, benessere e qualità estetica. L’arte ci aiuta a interpretare il cambiamento, è un linguaggio universale che affianca scienza e tecnologia nel dare forma al futuro”. Un’esperienza che si colloca all’interno di un panorama più ampio, in cui il dialogo tra arte e scienza sta assumendo un ruolo sempre più centrale nei processi di innovazione, come evidenzia Andrea Parlangeli, caporedattore di Focus e founder del sito Josway.it, che ha una sezione dedicata all’intersezione tra arte e scienza: “Arte e scienza sono due mondi spesso considerati distanti, ma c’è sempre più interesse alla loro intersezione. Nel sito Josway.it, abbiamo raccontato per esempio come Anselm Kiefer sia affascinato dalla teoria delle stringhe e come Michelangelo Pistoletto abbia rivisto il significato del suo simbolo del Terzo Paradiso dopo essersi confrontato con il fisico Guido Tonelli". "Questo dialogo interdisciplinare - spiega - può costituire una leva strategica importante per le aziende che vogliono innovare. Una delle frontiere più interessanti è quella delle neuroscienze, ormai capaci di indagare quel che avviene nel nostro cervello con potenziali applicazioni anche alla medicina al marketing. Da qui l'idea, che ci piacerebbe realizzare, di registrare per la prima volta al mondo l’attività cerebrale di un artista mentre pensa ed esegue un gesto artistico, monitorando al tempo stesso il coinvolgimento del pubblico”. Da un punto di vista strategico, l’arte può diventare anche uno strumento di posizionamento e competitività. È quanto sottolinea Beatrice Molteni, Senior Associate dello studio legale Lexia, che osserva come sempre più imprese investano in progetti culturali per rafforzare identità e legacy: “Arte e cultura sono degli asset strategici per la competitività aziendale poiché rivelano all'esterno l'identità di una impresa, il suo posizionamento valoriale e la sua volontà di impegnarsi con la comunità di riferimento. Per questo motivo, sono sempre di più le imprese, soprattutto nel settore bancario (ad esempio, Banca Intesa SanPaolo) e nel settore moda/lusso (ad esempio Salvatore Ferragamo Spa), che avviano progetti artistici e socio-culturali per rafforzare la propria legacy e la brand awareness di tutti coloro che ne fanno parte. Ciò dimostra che l'impresa è consapevole del proprio ruolo sociale e del fatto che il profitto economico si deve accompagnare alla valorizzazione dei territori per la promozione del benessere sociale, così da costruire relazioni più solide con le comunità locali. Queste azioni incidono concretamente anche sui comportamenti dell'organizzazione, favorendo inclusione, creatività e un senso di responsabilità condivisa”. In questo quadro, il tema dell’arte come strumento di responsabilità sociale si intreccia sempre più con quello dell’accessibilità culturale, chiamando in causa anche il ruolo delle imprese nella costruzione di un patrimonio realmente condiviso. “Per noi di 'L’abilità' - commenta Carlo Riva, direttore dei servizi di 'L'abilità Onlus' e ideatore di 'Museo per tutti' - rendere il patrimonio artistico accessibile a tutti non è solo un principio di inclusione, ma una responsabilità culturale che riguarda l’intera società, comprese le imprese. Con l’esperienza di 'Museo per tutti', oggi presente in oltre 50 luoghi d’arte in tutta Italia, lavoriamo perché l’accessibilità cognitiva diventi un percorso concreto, capace di aprire il patrimonio culturale, pubblico e d’impresa, anche alle persone con disabilità intellettiva e ai loro caregiver, attraverso strumenti pensati per favorire comprensione, autonomia e partecipazione". "I musei d’impresa presenti in Italia - ricorda - custodiscono storie, saperi e identità che fanno parte di un patrimonio collettivo e sociale, in grado di generare un impatto reale nella vita delle persone e di rafforzare il legame tra cultura, impresa e comunità. É quindi necessario che anche le persone con disabilità intellettiva conoscano le storie dei loro territori perché non siano esclusi dalla società in cui vivono". Ma l’ingresso dell’arte nella comunicazione aziendale apre anche questioni molto concrete, soprattutto sul piano giuridico. “Sempre più imprese - dice Elisabetta Berti Arnoaldi, partner dello studio legale Sena&Partners - utilizzano l’arte come elemento identitario e di comunicazione, ma spesso si fa confusione su un punto fondamentale: acquistare un’opera non significa poterne usare liberamente anche l’immagine. La proprietà materiale dell’opera è infatti distinta dai diritti di sfruttamento economico, che restano in capo all’artista, salvo accordi specifici. Questo principio è stato ribadito più volte dalla giurisprudenza. I problemi sorgono quando l’opera entra nella comunicazione aziendale, ad esempio in brochure, sui social o in una campagna pubblicitaria, perché in quel momento diventa uno strumento commerciale". "Senza un’autorizzazione, il rischio - avverte - è una violazione dei diritti d’autore. Un caso emblematico è quello che ha coinvolto Ai Weiwei e Volkswagen nel 2019, conclusosi con una condanna per uso non autorizzato dell’opera. Va poi ricordato che anche la fotografia dell’opera può essere protetta e generare ulteriori diritti. La regola è semplice: quando l’arte diventa comunicazione, il possesso non basta, servono licenze e autorizzazioni, per evitare contenziosi e danni reputazionali”. Infine, c’è chi vive questo intreccio tra arte, impresa e responsabilità come parte della propria missione. È il caso di Lexant, società benefit tra avvocati, come racconta il partner Nicola Traverso: “L’arte è uno degli ambiti in cui si esprime la nostra vocazione a creare valore condiviso. Nel tempo abbiamo partecipato ad aste benefiche promosse da istituti finanziari nostri clienti, integrando nei luoghi di lavoro opere capaci di unire valore artistico e impatto sociale. Siamo stati Patron di Triennale Milano, mettendo questa relazione a disposizione della nostra community attraverso iniziative dedicate. Crediamo nella contaminazione tra saperi e nel legame tra professioni, culture e territori, portando per esempio la divulgazione giuridica in contesti come il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. In questa prospettiva, affianchiamo uno dei principali istituti museali italiani, simbolo del patrimonio artistico fiorentino nel mondo, nei profili di compliance e trasparenza della Pa, come leva di sostenibilità e tutela del valore culturale nel lungo periodo”.
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