Caffè, Scocchia (illycaffè): "Costo materia prima triplicato, è tempesta perfetta"

(Adnkronos) - "Il 2025 e questo inizio di 2026 sono stati caratterizzati da uno straordinario incremento del prezzo della materia prima. In media, nel 2025 il costo del caffè verde è stato di 368 centesimi per libbra, che è quindi il triplo della media storica dal 1972 a oggi. E anche se vogliamo paragonarlo a dati più recenti, questi 368 centesimi per libbra sono oltre il 50% in più rispetto all'anno precedente, quindi al 2024. E questa dinamica inflattiva comporta un aggravio di costi molto importante per le aziende. Tutte le aziende, Illycaffè non fa eccezione". E' l'allarme che lancia, in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia, Cristina Scocchia, ad di illycaffè, sugli effetti delle tensioni internazionali per il mercato del caffè.  "Noi stiamo cercando di mitigare parzialmente questo aumento del costo del caffè verde -ha proseguito Scocchia- con una efficace strategia di pricing da una parte e con azioni mirate di efficientamento dei costi dall'altra. Però è chiaro che il settore sta vivendo oggi una 'tempesta perfetta' a causa del costo della materia prima ai massimi storici, a cui si affianca la crisi sullo Stretto di Hormuz che fa salire i costi logistici. Il caffè non passa direttamente per lo Stretto di Hormuz, però ci passa l'urea, che è fondamentale per i fertilizzanti che vengono usati nelle piantagioni", ha sottolineato.  Ma non solo. "Abbiamo i container che costano tra i 300 e i 400 dollari in più rispetto solo a due mesi fa, perché l'intero sistema di supply a livello mondiale è sotto pressione.Quindi le aziende vedono il costo dell’energia che aumenta, e già non partivamo da una base favorevole rispetto ad altre aziende, ad esempio americane. In più salgono i costi dei container, sale il costo del trasporto su gomma, si allungano i tempi di consegna dei container, quindi diventa anche più difficile programmare la produzione in maniera efficace ed efficiente. Ma in questa tempesta perfetta noi siamo intenzionati a dare il meglio di noi stessi e a continuare a crescere come abbiamo fatto l'anno scorso", ha aggiunto Scocchia oggi a Venezia per la Biennale Arte 2026.  
La presenza alla Biennale Arte 2026
 "Noi siamo il main sponsor della Biennale Arte dal 2003, quindi la nostra -ha ricordato- è una partnership di lunga data che ci lega a questa importante manifestazione. E quello che vogliamo fare quest'anno è continuare a raccontare il bello e il buono del caffè, e lo vogliamo fare attraverso l'arte contemporanea, perché riteniamo che sia un linguaggio universale, forse uno dei più universali che esista. Per noi l'arte è uno strumento di dialogo, capace di superare anche i confini culturali e linguistici. E la Biennale è il cuore pulsante di questa arte contemporanea, è l’ambito che abbiamo scelto per esprimere la nostra identità e per riaffermare quei valori di eccellenza, etica e sostenibilità, che da sempre sostengono, spingono, guidano il nostro percorso come azienda".  "E anche quest'anno -continua Scocchia- presentiamo la Illy Art Collection che ripercorre e interpreta il tema della manifestazione: In Minor Keys, che celebra la capacità dell'arte di entrare nella vita quotidiana regalando emozioni nuove. Lo vogliamo fare con questa 'Illy Art Collection', in cui quattro artisti hanno esplorato il dialogo sottile che esiste tra arte da una parte e quotidianità dall'altra. E in questo modo, ancora una volta, un oggetto quotidiano semplice come può essere una tazzina di caffè, diventa uno spazio di narrazione, uno spazio di cultura", conclude. 
La dinamica dei prezzi del caffè per i consumatori
 "La compressione dei margini per le aziende è ancora alta e quindi è possibile che ci siano delle aziende che decidano di ritoccare ulteriormente i prezzi. Noi in particolare, come Illycaffè, abbiamo deciso che staremo molto attenti, monitoreremo in maniera continua e costante l'evolvere della situazione. Al momento non abbiamo ulteriori incrementi di prezzo all'orizzonte, quindi per il 2026 speriamo di non dover toccare i nostri listini. Però è ovvio che questa decisione può essere messa in discussione e può cambiare se la situazione internazionale dovesse ulteriormente peggiorare", ha spiegato Scocchia.  
La crescita del 2025
 "Siamo riusciti a crescere anche di più di quanto preventivato, perché quando sai che devi attraversare una tempesta perfetta, ovviamente ti poni degli obiettivi sfidanti, ma non sai se poi la nave e l'equipaggio riusciranno a dare il meglio di sé. Invece devo dire che, sia la nave che l'equipaggio, a cui sono estremamente grata, per usare questa metafora, hanno dato il meglio di sé. L'anno scorso abbiamo chiuso a 700 milioni di euro di ricavi, che vuol dire una crescita del +12% a tassi di cambio costanti rispetto all'anno precedente, ma soprattutto vuol dire che in quattro anni, in cui non ci siamo fatti mancare niente, dalla coda pandemica alla guerra in Ucraina, dalla prima guerra in Medio Oriente all'inflazione e ora Hormuz, noi siamo riusciti comunque a crescere del 40%, passando da 500 a 700 milioni. Crescere del 40% in quattro anni è un segno di grande solidità delle strategie che abbiamo deciso di porre in essere", ha spiegato l'ad dell'azienda.  
Trieste e gli Usa
 "Stiamo facendo ottimi progressi, siamo a un ottimo punto su entrambi i fronti. Innanzitutto, per quanto riguarda gli Stati Uniti, abbiamo identificato un partner strategico di lungo termine, con cui a breve inizieremo a produrre alcuni prodotti dedicati esclusivamente al mercato americano. Non siamo ancora nelle condizioni di poter rendere pubblico il nome perché siamo nella fase finale in cui dobbiamo chiudere la negoziazione e firmare i contratti, però siamo prossimi alla firma. Per quanto riguarda Trieste siamo anche lì a ottimo punto. Abbiamo confermato 120 milioni di investimento e anzi adesso abbiamo deciso di aumentarli, quindi andremo oltre i 130 milioni di investimento nell'arco di piano", ha spiegato Scocchia parlando dei progetti del Gruppo.  "L'estate scorsa abbiamo inaugurato a Trieste -ha continuato- una nuova catena di montaggio per produrre il prodotto più iconico che abbiamo, il 250 grammi, e fra un paio di mesi, quindi entro l'estate, inaugureremo la nuova torrefazione. E questo per noi è un milestone importante perché la nuova tosteria ci permetterà addirittura di raddoppiare la capacità di tostatura e di sostenere i ritmi molto forti di crescita che abbiamo realizzato, ma soprattutto gli obiettivi ambiziosi e sfidanti che ci siamo posti da qui al 2030", ha aggiunto. 
Il ruolo dell'Ue a livello internazionale
 "Il ruolo dell'Europa è fondamentale -ha spiegato Scocchia- perché le aziende europee in questo momento devono essere sostenute. Il costo dell'energia è uno svantaggio competitivo estremamente importante per le aziende europee, quindi quello che noi ci aspettiamo è che ci sia un intervento significativo e anche tempestivo da parte dell'Europa. E più in generale quello che mi aspetto è che l'Europa sappia essere veloce e determinata nella reazione e sappia finalmente usare questa ennesima crisi come ultima sveglia, l'ultima perché poi perdiamo il treno, per cercare di riconquistare quella competitività che non ha più". Così, con Adnkronos/Labitalia, Cristina Scocchia, ad di illycaffè, sul ruolo che l'Europa in questa fase di crisi internazionale. "L'Europa -sottolinea Scocchia- non è autosufficiente dal punto di vista energetico, dal punto di vista della difesa, dal punto di vista della tecnologia, si deve dare una 'svegliata' e accelerare nello sviluppare un industrial deal che permetta alle aziende europee di riconquistare quella competitività che al momento rischiamo di perdere.Si potrebbe partire dal semplificare l'apparato di norme e di regolamenti, che rendono a noi aziende difficilissimo andare ad esportare in Europa". Non solo, per Scocchia. "Abbiamo parlato, a ragione, tanto, tantissimo del 15% di dazi che Trump ci aveva imposto l'anno scorso tra aprile e novembre, ma sono niente -sottolinea- in confronto ai dazi che noi dobbiamo affrontare ogni giorno per esportare in Europa. La complessità burocratica, normativa, regolamentale dell'Europa pesa su noi aziende molto di più di quanto non pesassero il 15% di dazi di Trump. Quindi credo che si debba smettere di parlare di mercato unico e finalmente lo si debba fare", ha concluso.  
Gli obiettivi per il 2026
 "Mi sono data, e ho dato al mio team, l'obiettivo per il 2026 di crescere la profittabilità a doppia cifra. È un obiettivo decisamente sfidante, come devono essere gli obiettivi, ma non è detto che lo si riesca a raggiungere, perché dipenderà non solo dalla nostra bravura, ma anche dalle condizioni di contesto. Però credo che i risultati che abbiamo raggiunto negli ultimi quattro anni ci permettano di darci un obiettivo così ambizioso e speriamo poi di poterlo raggiungere", ha sottolineato l'ad di illycaffè.  
La quotazione in Borsa
 "La quotazione in Borsa -ha spiegato rimane certamente un obiettivo e un desiderio dell'azienda. Ovviamente noi quello che possiamo fare è, da un lato, continuare ad accelerare nei risultati, cosa che stiamo facendo, e dall'altra parte monitorare quelle che sono le evoluzioni del contesto macroeconomico e geopolitico. Il che ci permetterebbe nei prossimi mesi di poter decidere se e quando quotarci. Ovvio che è una decisione che verrà presa al momento giusto e ci saranno due co-considerazioni che peseranno: i risultati interni da un lato e la finestra di opportunità offerta dal mercato dall’altro", ha concluso l'ad di illycaffè.
 (di Fabio Paluccio) 
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LEED v5 e Tassonomia UE, tecnologia per il real estate

(Adnkronos) - In occasione del quinto anniversario di GBCI Europe Circle, evento supportato da GBC Italia come official communication partner, è stato presentato il protocollo LEED v5, concepito come un'infrastruttura tecnica per facilitare l'allineamento degli edifici alla Tassonomia UE. Tale sistema di classificazione standardizzato dall'Unione Europea definisce rigorosamente quali attività economiche siano ambientalmente sostenibili, trasformando la certificazione da semplice obiettivo ecologico a componente essenziale della gestione del rischio finanziario.  Secondo i dati del GBCI Europe Impact Report 2026, il 53% dei leader del real estate europeo considera oggi la resilienza una priorità finanziaria, evidenziando una convergenza tra performance operativa, efficienza energetica e protezione del valore degli asset.  
Kay Kilmann, Head of Europe di GBCI, osserva: "Stiamo assistendo a un’evoluzione profonda del modo in cui il rischio viene definito nel nostro settore, oggi il rischio va oltre le sole considerazioni climatiche e include fattori finanziari, regolatori e assicurativi che incidono direttamente sulle decisioni di investimento".  In questo scenario l'Italia emerge come mercato leader, posizionandosi al terzo posto in Europa nel 2025 per attività di certificazione, con volumi che nel primo scorcio del 2026 sono cresciuti di 1,8 volte su base annua.  
Fabrizio Capaccioli, Presidente di GBC Italia, sottolinea: "L’edilizia sostenibile in Italia e in Europa sta entrando in una nuova fase, in cui la performance non si misura più soltanto attraverso parametri ambientali, ma attraverso la capacità degli asset di rispondere in modo integrato alle sfide climatiche, economiche e sociali". L'integrazione di tecnologie per la decarbonizzazione e la rendicontazione ESG consente dunque di collegare le prestazioni dei singoli edifici a strategie di portafoglio su scala urbana, riducendo le vulnerabilità reputazionali e garantendo la conformità alle crescenti pressioni regolatorie internazionali. 
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Sanità al bivio, Vaia: "Ssn è ottimo ma dormiente su organizzazione e riforme, ora scossa'

(Adnkronos) - "La nostra sanità è ottima e non abbiamo bisogno di andare all'estero ma occorrono dei correttivi. Una grande macchina che abbiamo comprato ad un certo punto ha bisogno di una revisione, quindi anche il Ssn dopo tanti anni ha bisogno di una revisione. Anzi di una scossa. A volte è dormiente dal versante organizzativo e dal versante delle necessarie riforme che servirebbero. Si dovrebbe partire dalla persona, il Ssn è per la persona che deve essere accompagnata e presa in carico. Immagino che possa essere il medico di medicina generale a farlo. Se noi ci rivolgiamo ad una agenzia di viaggio per una meta, l'agenzia non è che ci rimanda ad un'altra o ci fa aspettare ma ci fornisce un pacchetto. Ecco, se io mi rivolgo al medico di famiglia o al 'case-manager', questa persona o questa struttura deve avere la possibilità di darmi subito quello che è necessario per la mia salute. In questo modo se io vengo preso in carico non ho bisogno di attendere mesi o anni, perché le liste d'attesa sono la vergogna di questo tempo. Noi lanciamo un Manifesto che ha tra i dieci punti qualificanti l'intregrazione ospedale-territorio". Così Francesco Vaia, oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, già direttore dell'Inmi Spallanzani di Roma e in seguito della Prevenzione del ministero della Salute, ospite questa mattina di Rtl 102.5. "Non si deve inventare nulla: serve il buon senso - continua Vaia - Durante la pandemia abbiamo sperimentato allo Spallanzani le Uscar, medici giovani che andavano a casa delle persone - non a mani nude - ma con strumenti come gli ecografi. Si verificava la situazione e se non c'era la polmonite si evitava l'ospedale. Questo modello aveva due cose buone: la persona era contenta di stare a casa e poi si evitava l'ingolfamento dell'ospedale. La telemedicina ci aiuta in questo ci aiuta e ci aiuterà sempre di più. Si deve curare a casa o in strutture intermedie che sono le Case di comunità".  
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Operata a 102 anni al Policlinico Tor Vergata di Roma, in piedi dopo 2 giorni

(Adnkronos) - Un intervento chirurgico complesso su una paziente di 102 anni si è concluso con successo al Policlinico Tor Vergata di Roma. "L’operazione, eseguita da una équipe multidisciplinare guidata dalla professoressa Elena Gasbarra, direttore della Uco di Ortopedia e Traumatologia e responsabile del percorso dedicato alla fragilità ossea, ha riguardato la sostituzione dell’anca dopo una frattura del femore, un problema molto comune e invalidante negli anziani. Nonostante l’età e le condizioni cliniche delicate, tutto si è svolto senza complicazioni ed è in piedi dopo appena 2 giorni. Fondamentale è stato anche il percorso di cura personalizzato: oltre all’intervento, la paziente è stata valutata per la fragilità ossea, così da prevenire nuove fratture". Lo sottolinea una nota del Policlinico Tor Vergata di Roma.  Dopo le dimissioni, previste a breve, seguirà una terapia mirata contro l’osteoporosi per ridurre i rischi futuri e migliorare la qualità della vita. "Intervenire su pazienti così anziani richiede un approccio integrato, che tenga conto non solo dell’aspetto chirurgico ma anche delle condizioni generali e della fragilità dell’osso - ha spiegato Gasbarra - Questo caso dimostra come, grazie a percorsi dedicati e a un lavoro di squadra altamente specializzato, sia possibile ottenere risultati significativi anche in situazioni particolarmente complesse". 
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Istituzioni e Ansfisa per sicurezza infrastrutture e gestione post-emergenza

(Adnkronos) - Il confronto nazionale sulla sicurezza dei territori e delle infrastrutture di trasporto, svoltosi oggi a Bologna presso la sede della Regione Emilia-Romagna, ha delineato una strategia operativa fondata sull'integrazione tra competenze scientifiche, amministrative e ingegneristiche. L'iniziativa, promossa da Ansfisa e Remtech, ha riunito i principali attori della governance pubblica e i gestori delle reti per trasformare il concetto di ricostruzione in un’opportunità di prevenzione strutturale. Al centro del dibattito è emersa la necessità di superare la gestione episodica delle criticità a favore di una filiera coordinata di responsabilità, capace di anticipare le fragilità del territorio attraverso il monitoraggio costante e l'analisi dei dati. Sotto il profilo tecnico, i lavori si sono concentrati sulla mitigazione del rischio idrogeologico applicata alle reti di trasporto, con la presentazione del Libro Bianco dedicato al rapporto tra dissesto e infrastrutture. Alessandro Morelli, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha illustrato un piano organico per la sicurezza, mentre il Commissario alla Ricostruzione Fabrizio Curcio ha evidenziato come, dopo gli eventi del 2023, si sia consolidata "una nuova consapevolezza sulla riduzione del rischio". In questa prospettiva, la capacità di pianificare interventi resilienti diventa il parametro cardine per orientare gli investimenti pubblici.   
Il modello emiliano-romagnolo è stato presentato come un laboratorio per rafforzare il supporto ai Comuni e stabilizzare i processi di manutenzione delle reti. Il Presidente della Regione, Michele de Pascale, ha ribadito l'importanza di un approccio che integri la conoscenza tecnica con la visione politica per presidiare la sicurezza dei cittadini. Domenico Capomolla, Direttore di ANSFISA, ha confermato il ruolo dell'Agenzia nella promozione di una cultura della sicurezza basata sulla vigilanza e sul dialogo costante con i territori, elementi ritenuti indispensabili per garantire la tenuta delle infrastrutture strategiche di fronte agli effetti degli eventi meteorologici estremi.  
Alessandro Morelli, Sottosegretario Presidenza del Consiglio dei Ministri: “Il Governo ha avviato un piano decennale 2025-2034 da 115,5 miliardi di euro per colmare i divari infrastrutturali e rafforzare la sicurezza del Paese. È una scelta politica chiara, che guarda alla protezione dei cittadini, alla continuità delle reti e alla competitività del sistema produttivo. La mitigazione del rischio non può più essere considerata solo un tema tecnico: è una priorità nazionale. Per questo stiamo lavorando per superare la logica dell’emergenza, migliorare il coordinamento tra istituzioni, gestori e operatori, programmare meglio gli interventi e ridurre la frammentazione decisionale. La sicurezza non è un costo, ma un investimento sul futuro dell’Italia. La strada è quella della responsabilità, della concretezza e del coraggio decisionale”.  
Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Il dissesto idrogeologico rappresenta una delle sfide più urgenti e complesse per la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture di trasporto. L’Italia è un territorio fragile, con circa il 94% dei Comuni classificato a rischio idrogeologico, e in questo contesto non conta soltanto la disponibilità delle risorse, ma anche la capacità di trasformarle rapidamente in interventi concreti. Le infrastrutture lineari sono particolarmente vulnerabili e proprio su di esse il Ministero sta concentrando un’azione strategica di potenziamento, manutenzione e innovazione. Il confronto di Bologna offre quindi un contributo prezioso per rafforzare sicurezza, sostenibilità e resilienza delle reti di trasporto di fronte ai rischi idrogeologici”. 
Michele de Pascale, Presidnete Regione Emilia-Romagna: “L’esperienza dell’Emilia-Romagna dopo le alluvioni del 2023 e del 2024 può offrire al Paese elementi utili per ripensare modalità di risposta al rischio e alle emergenze. Ci siamo confrontati con un evento molto diverso dalle grandi emergenze sismiche su cui si era costruita gran parte della normativa precedente: diversa è la dinamica ricostruttiva, diversa la gestione del rischio, diversi i meccanismi di intervento e indennizzo. Oggi sono in corso circa 3 miliardi di opere di ricostruzione, ma il passaggio decisivo riguarda il miliardo destinato alla prevenzione. L’obiettivo è dimostrare che queste risorse possono tradursi in opere concrete e contribuire a un cambio di approccio nazionale, fondato su più prevenzione e su un supporto amministrativo più forte ai Comuni”.  
Fabrizio Curcio, Commissario Ricostruzione Emilia-Romagna: “Quando la popolazione non si sente sicura, non restituiamo una buona immagine del lavoro che il Paese sta facendo. In questi mesi siamo riusciti a costruire un quadro più unitario, che tiene insieme le diverse competenze e le diverse ricostruzioni, dagli eventi del 2023 in Emilia-Romagna, Toscana e Marche fino a quelli del 2024. Il ragionamento che dobbiamo fare oggi deve essere alto, non possiamo continuare a riversare sull’emergenza tutto ciò che non riusciamo a fare nell’ordinario. L’esperienza del 2023 ha segnato un prima e un dopo, non solo per l’Emilia-Romagna, perché ha risvegliato una consapevolezza nazionale sul tema della riduzione del rischio. Questa consapevolezza va però guidata, altrimenti si parla solo di risorse senza capire come e dove metterle davvero a terra. Le strutture commissariali devono inserirsi dentro un sistema che già esiste, fatto di regole, apparati e competenze, contribuendo a rafforzarlo senza scompaginarlo”.  
Errico Stravato, Amministratore delegato SOGESID: “Dalla nostra esperienza quotidiano sul territorio, emerge con chiarezza che alla capacità di ricostruire deve affiancarsi un investimento strutturale sulla prevenzione. Non possiamo limitaci a rispondere alle emergenze: è necessario intervenire sulle cause della vulnerabilità, integrando pianificazione, manutenzione e conoscenza dei territori. Il confronto di oggi conferma che la gestione del rischio è un processo continuo, che richiede coordinamento tra istituzioni, gestori e competenze tecniche. In questa direzione, ogni intervento di ricostruzione deve contribuire a rafforzare in modo stabile la sicurezza e la resilienza dei territori”.  
Silvia Paparella, General Manager RemTech Hub Tecnologico: “L’Italia è un Paese strutturalmente fragile, per conformazione geologica, morfologica e territoriale. Come emerge anche dal Libro Bianco, circa il 94% dei Comuni è esposto a rischio idrogeologico, una condizione aggravata dall’intensificarsi degli eventi estremi, dall’urbanizzazione e dall’impermeabilizzazione delle città. L’Emilia-Romagna ha vissuto direttamente questa fragilità con le alluvioni tra il 2023 e il 2024, che hanno aperto una fase complessa di ricostruzione. È nel solco della prevenzione che si colloca il Libro Bianco sulle infrastrutture di trasporto, come strumento per rafforzare conoscenza, programmazione e capacità di intervento. Ricostruzione e prevenzione sono una grande opera collettiva: è questo il senso della giornata di Bologna, costruire una rotta comune per la sicurezza dei territori e il futuro delle comunità”.  
Domenico Capomolla, Direttore ANSFISA: “L’incontro di oggi rappresenta una tappa importante del percorso che ANSFISA sta portando avanti sui territori, con l’obiettivo di promuovere una visione sempre più integrata tra prevenzione, sicurezza delle reti infrastrutturali e capacità di risposta ai cambiamenti climatici. La scelta dell’Emilia-Romagna non è casuale: questa Regione ha sperimentato con particolare intensità quanto la ricostruzione non possa più essere affrontata come una semplice sequenza di interventi emergenziali, ma richieda una lettura sistemica della vulnerabilità dei territori. Non può esserci una ricostruzione realmente efficace senza prevenzione, senza supervisione e senza la capacità di fare sistema tra istituzioni, gestori e mondo tecnico- professionale. Il Libro Bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto vuole essere uno strumento a supporto di questo dialogo, per rafforzare politiche e modelli di intervento orientati a sicurezza, prevenzione dei rischi e sostenibilità dei territori”. 
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M come montagna, per un turismo che rafforza filiere locali e occupazione

(Adnkronos) - Promuovere la montagna come scrigno di natura, cultura, enogastronomia, sport, tempo libero e risorsa sostenibile in grado di offrire esperienze uniche e opportunità alle economie locali. In quest’ottica il turismo di montagna valorizza un modello di sviluppo slow e sostenibile, fondato sul rispetto dell’ambiente, sulla tutela delle tradizioni e sulla promozione delle eccellenze territoriali. Si tratta di un approccio capace di generare ricadute positive e durature per i territori, favorendo la destagionalizzazione dei flussi, il rafforzamento delle filiere locali, la crescita dell’occupazione e la valorizzazione delle professionalità. Questa la sintesi di 'M come montagna', progetto ideato da Pro Brixia – azienda speciale della Camera di commercio di Brescia – pensato per raccontare e valorizzare la montagna in tutte le sue dimensioni che si terrà il 14 e 15 novembre 2026 gli spazi del Brixia Forum (Brescia) diventeranno il punto di riferimento per appassionati della montagna, operatori e curiosi. "La montagna - spiega all'Adnkronos/Labitalia Roberto Zini, presidente di Pro Brixia - è un tema di grande attualità. A partire in particolare dal dopo-Covid, il rapporto con la montagna ha assunto un ruolo importante nella vita dei cittadini. Quest’anno, inoltre, abbiamo avuto l’esperienza positiva delle Olimpiadi Invernali, e da più parti abbiamo ricevuto sollecitazioni ad attivarci per creare un momento di incontro e confronto dedicato all’ambiente montano. Brescia si presenta come location ideale, con un terzo del territorio provinciale oltre i 600 metri di quota, e con aree di grande valore ambientale, come i parchi naturali dell'Adamello e dello Stelvio, numerosi laghi alpini e una rete diffusa di rifugi e strutture ricettive. Possiamo dire che le montagne sono nel nostro DNA, e svolgono da sempre un ruolo importante nell’economia del territorio". "In questa manifestazione - dice -, la montagna si racconta. Il nostro intento è quello di dare vita ad una mostra convegno che abbia una forte componente esperienziale, per mostrare come essa possa essere vissuta al di fuori della stagionalità che ad oggi caratterizza numerose località, causando problemi di overturism in alcuni – pochi – momenti dell’anno. Vogliamo raccontare la montagna e far toccare con mano quegli aspetti che ci permettono di viverla tutto l’anno. Focus importante quindi sugli aspetti turistico, naturalistico, sportivo ed enogastronomico, che possono essere vissuti in tutte le stagioni".  Il tema della sostenibilità attraversa l’intero progetto. "La sostenibilità - sottolinea - passa in primo luogo da una frequentazione sostenibile della montagna. Vogliamo creare informazione per un turismo più consapevole e sicuro. Oggi molti frequentatori delle zone montane non conoscono le norme di base per la prevenzione dei rischi, non sono informati sulle modalità con cui è necessario muoversi all’interno di un ecosistema fragile e da tutelare come è quello montano. La tutela del nostro patrimonio naturale passa necessariamente dal rispetto dell’ambiente. Per questo motivo, sono coinvolte in 'M come montagna' le principali istituzioni ed enti che ogni giorno toccano con mano questo tema: i parchi naturali, le comunità montane, gli enti territoriali di promozione turistica, le strutture hospitality.  "Per il tema della prevenzione del rischio - racconta Roberto Zini - abbiamo trovato nel soccorso alpino della guardia di finanza un partner che ogni giorno è in prima linea e ha visto crescere in maniera esponenziale il numero degli interventi di recupero in montagna. Durante la manifestazione punterà a fare informazione e formazione per la prevenzione dei rischi ed effettuerà dimostrazioni di recupero per far capire cosa significhi intervenire tra le montagne in situazioni di pericolo. Importante anche il ruolo del CAI-Club Alpino Italiano, da sempre attento al tema della riduzione del rischio in montagna e che sin dall’inizio è al nostro fianco in questa iniziativa". "L’evento - assicura - si presenta con momenti esperienziali di grande attrattiva destinati al coinvolgimento del grande pubblico – in particolare giovane – fra i quali un indoor climbing wall, una bike experience area, un’area ski lab, un adventure stage dove sperimentare gli sport di montagna. Gli operatori del settore avranno modo di presentare ad un pubblico in target le proprie proposte, le novità tecnologiche, le attrezzature ed i prodotti destinati ai diversi sport. Non ultimo, vogliamo creare attenzione presso le istituzioni. Per questo motivo, abbiamo previsto un programma di tavole rotonde e dibattiti che affiancherà l’esposizione e toccherà temi di grande interesse ed attualità, tra i quali l’overtourism, la disabilità e l’inclusione, la montagnaterapia, la tutela delle tradizioni e delle culture rurali, il destino dei bacini idrici, l’eredità di Milano-Cortina 2026. Vorremmo, in sintesi, che diventassero una sorta di stati generali della montagna".  
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Myst e Riven pronti al debutto su PS5 e PSVR2

(Adnkronos) - Cyan Worlds ha ufficializzato l'arrivo dei remake di Myst e Riven su PlayStation 5, fissando il debutto per il prossimo 19 maggio al prezzo di 34,99 euro per ciascun titolo. L'operazione segna il completamento del percorso di ammodernamento dei due pilastri del genere avventura, con Riven che estenderà la propria disponibilità anche a Xbox Series e PC nella medesima data. Il rilascio si concentra sulla flessibilità dell'esperienza, permettendo agli utenti di alternare la visualizzazione tradizionale su schermo a quella immersiva tramite il visore PlayStation VR2. Lo sviluppo ha richiesto un affinamento tecnico mirato a equilibrare le prestazioni tra le diverse modalità di fruizione, capitalizzando l'esperienza maturata dallo studio con il precedente Firmament. Su PlayStation 5, entrambi i titoli integreranno il supporto al ray-tracing per i riflessi, funzione limitata alla modalità flatscreen che fissa il frame rate a 30 fotogrammi al secondo per garantire la massima fedeltà visiva. Gli utenti potranno comunque prediligere la fluidità attivando la modalità Performance, che disabilita i riflessi avanzati in favore dei 60 fotogrammi al secondo e di una gestione dinamica della risoluzione. Particolare attenzione è stata rivolta alle capacità hardware di PlayStation 5 Pro, che consentirà di ottenere una pulizia d'immagine superiore grazie a texture più definite, una maggiore distanza visiva e un incremento della risoluzione base sia in modalità standard che in realtà virtuale. Attraverso l'impiego del sistema di upscaling TSR di Unreal Engine, Cyan è riuscita a implementare anche la funzione Power Saver, che riduce i consumi energetici della console stabilizzando il rendering su parametri più contenuti. L'approdo su console Sony chiude così il cerchio del rinnovamento tecnologico di due opere che hanno definito la storia del videogioco narrativo. 
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A Roma la prima Giornata regionale delle dipendenze

(Adnkronos) - Si celebra oggi a Roma la prima edizione della Giornata regionale delle dipendenze promossa dall’Asp Ism – Istituti di Santa Maria in Aquiro, su mandato della Regione Lazio. Dopo le tappe di Viterbo, Frosinone, Rieti e Latina – nelle quali si è andata via via strutturando una vera e propria rete che rafforzerà le politiche di prevenzione e inclusione sociale nel Lazio, grazie a un dialogo partecipato e continuativo con le istituzioni e le associazioni che operano nei territori – l’appuntamento di oggi a Roma rappresenta il momento conclusivo di questo percorso e, allo stesso tempo, un punto di partenza per la formazione e la condivisione di buone pratiche. È stata quindi presentata la ricerca ‘Le dipendenze digitali tra i minori’, promossa da Isma, a cura dell’Istituto Piepoli, condotta su 500 genitori di figli tra i 6 e i 18 anni residenti nel Lazio. L’indagine restituisce un quadro chiaro: "Il digitale è ormai parte integrante della vita familiare e scolastica, ma genitori, insegnanti e professionisti della salute percepiscono una crescente difficoltà nel governarne l’uso. Il dato più immediato - sottolinea la ricerca - riguarda la diffusione dei dispositivi: lo smartphone è usato abitualmente dall’83% dei figli tra 6 e 18 anni, con una crescita marcata all’aumentare dell’età: dal 65% tra i 6-10 anni al 96% tra i 17-18 anni. Le attività online cambiano con l’età: i più piccoli sono più orientati a videogiochi e video, mentre tra gli adolescenti crescono chat e social network, che raggiungono rispettivamente il 71% e il 72% tra i 17-18enni".  Il digitale entra anche nelle dinamiche familiari: "Il 40% dei genitori dichiara di avere conflitti con i figli legati all’uso della tecnologia 'a volte' o 'spesso'; la fascia più critica è quella degli 11-13 anni, dove la quota sale al 53%. Inoltre, il 56% dei genitori - si legge - ammette di utilizzare dispositivi digitali in casa e in famiglia più di quanto vorrebbe, spesso anche per ragioni lavorative". A dare l’avvio sono stati il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, il vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, Luciano Ciocchetti, il segretario della Commissione Affari sociali della Camera, Paolo Ciani, l’assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio, Massimiliano Maselli e il presidente dell’Asp Isma, Antonio De Napoli.  Secondo l'indagine "i genitori osservano segnali compatibili con un uso problematico del digitale: uso eccessivo o non controllato dei dispositivi nel 36% dei casi, irritabilità in assenza di device nel 33%, riduzione del sonno nel 26%, calo del rendimento scolastico nel 23% e isolamento sociale nel 22%". Pur riconoscendo la gravità del fenomeno, "le famiglie faticano però a parlare di vera e propria 'dipendenza' quando il problema riguarda la propria esperienza diretta. La percezione del rischio è molto alta: il 93% dei genitori considera le dipendenze digitali tra i minori un problema grave e altrettanti le ritengono un fenomeno diffuso. Tuttavia - osserva l'indagine - solo il 61% ritiene che i genitori siano in grado di riconoscere i segnali di dipendenza e appena il 50% pensa che sappiano a chi rivolgersi in caso di problema. Dal report emerge un apparente paradosso: il 75% dei genitori giudica adeguato il proprio approccio educativo al digitale e molti dichiarano di adottare strategie come il dialogo educativo, i limiti di tempo e il controllo dei contenuti. Allo stesso tempo, il 97% non ha mai chiesto supporto su questo tema. Il principale ostacolo indicato dalle famiglie è riuscire a far rispettare le regole, segnalato dal 47% degli intervistati". Sul fronte delle soluzioni, il bisogno più forte riguarda la formazione: "Il 47% dei genitori indica la formazione per le famiglie come strumento principale per affrontare il fenomeno, seguita dagli interventi scolastici al 30% e dal supporto psicologico al 20%. La maggioranza dei genitori, inoltre, non si sente sufficientemente supportata: solo il 41% si sente aiutato dalla scuola, il 36% dagli altri genitori e il 30% dai servizi sanitari". Secondo l'indagine, "dai focus group emerge una richiesta condivisa: non basta informare sui rischi, serve un approccio educativo multilivello che coinvolga famiglie, scuola, servizi sanitari e comunità. Insegnanti e professionisti sottolineano anche la necessità di offrire ai ragazzi alternative reali, occasioni di relazione, strumenti per comprendere le emozioni e modelli positivi capaci di parlare il loro linguaggio. La ricerca mostra che il tema non è più solo 'quanto tempo' i minori trascorrono online, ma quanto famiglie, scuola e servizi siano attrezzati per accompagnarli in un uso consapevole del digitale. I genitori riconoscono il problema, osservano segnali di disagio e chiedono strumenti concreti: formazione, supporto educativo e una rete più forte tra scuola, servizi e famiglie".  "La Giornata Regionale delle Dipendenze rappresenta il punto di arrivo di un percorso che ha visto nascere e consolidarsi una rete territoriale ampia e partecipata. Le tappe nelle diverse province del Lazio hanno permesso di mettere in connessione istituzioni, servizi, scuole e realtà associative, creando le basi per un modello di intervento più coordinato ed efficace. È proprio da questa rete che dobbiamo partire per affrontare le nuove forme di dipendenza comportamentale. I dati presentati oggi nella ricerca dell’Istituto Piepoli, in particolare sulle dipendenze digitali tra i minori, ci restituiscono un quadro chiaro: le famiglie sono consapevoli dei rischi, ma spesso si sentono sole e prive di strumenti adeguati. Per questo è fondamentale investire in percorsi di formazione e prevenzione del disagio da un lato, dall’altro rafforzare le iniziative che offrano alternative concrete di relazione e spazi di socialità reale. L’Aso Isma continuerà a lavorare in questa direzione, affinché questa giornata non sia stata solo un momento simbolico, ma un processo strutturato per garantire un impegno stabile sul complesso tema delle dipendenze comportamentali”, dichiara Antonio De Napoli, presidente dell’Asp Isma. “Aver messo in connessione territori, istituzioni e comunità è stato fondamentale, perché ha reso evidente che il problema non è la mancanza di interventi, ma la loro frammentazione. Ora la sfida è mettere a sistema ciò che già esiste, rafforzando formazione, supporto educativo e il dialogo tra scuola, servizi e famiglie. Solo così possiamo accompagnare i più giovani verso un uso più consapevole del digitale e prevenire situazioni di disagio”, sottolinea Maria Beatrice Baldini, vicepresidente dell’Asp Isma. 
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Iziwork Italia, job day al centro per impiego di Sondrio 11 maggio

(Adnkronos) - Iziwork Italia sarà presente presso il centro per l’impiego di Sondrio, in via Trieste 12, l’11 maggio dalle 14:30 alle 16:30, per un job day dedicato al settore produttivo. Le figure ricercate sono: operai addetti all’impasto e operai addetti al confezionamento. Tutti coloro che saranno impossibilitati a partecipare di persona potranno scrivere a amitaly@iziwork.it per ottenere un colloquio. “Questo appuntamento di selezione nasce con l’obiettivo di favorire l’occupazione locale per chi desidera mettersi in gioco nel settore produttivo”, dichiara Francesca Martino, account manager di Iziwork. “Non si tratta solo di una ricerca di personale, ma di un’occasione concreta per acquisire competenze specifiche e crescere professionalmente nei reparti produttivi d’eccellenza della zona”. Le candidature sono aperte anche online attraverso il sito www.iziwork.com nella sezione 'Lavora con noi'. Iziwork Italia, agenzia per il lavoro fondata nel 2018, fa parte dal 2023 del Proman Group, quarto operatore europeo e decimo a livello mondiale nel mercato dello staffing per fatturato. 
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Mac Studio e Mac mini, Apple taglia altri modelli

(Adnkronos) - L'ecosistema desktop di Apple sta affrontando una drastica semplificazione dell'offerta dettata da fattori logistici e produttivi esterni. Il catalogo online della Mela ha visto recentemente la sparizione di diverse configurazioni di fascia alta per Mac mini e Mac Studio, una mossa che riflette le crescenti difficoltà di approvvigionamento delle memorie su scala globale. La decisione colpisce duramente il segmento professionale: i modelli di Mac mini con 32GB e 64GB di RAM non risultano più acquistabili, così come il Mac Studio equipaggiato con chip M3 Ultra da 256GB, lasciando la versione da 96GB come opzione massima per chi necessita di potenza di calcolo elevata. Il riposizionamento dell'offerta non riguarda esclusivamente le prestazioni di punta, ma incide direttamente sulla soglia di accesso economica per gli utenti. Con la rimozione del Mac mini dotato di storage da 256GB, il prezzo di partenza del "piccolo" di casa è lievitato di fatto a 979 euro, rendendo il taglio da 512GB il nuovo standard minimo. Parallelamente, anche le nuove generazioni basate su architettura M4 hanno subito un ridimensionamento tecnico preventivo: la versione Pro si ferma ora a un massimo di 48GB di memoria, mentre il modello standard non può più essere configurato con 32GB. Per chi decide di procedere comunque all'acquisto, le attese si preannunciano lunghe. Le radici di questa crisi risiedono in una sottovalutazione della domanda legata all'esecuzione locale di strumenti di intelligenza artificiale e agenti digitali. Tim Cook ha confermato che la pressione esercitata dai server AI sulla catena di distribuzione ha fatto schizzare i costi dei chip di memoria, spingendo l'azienda a conservare le scorte limitando le varianti disponibili. In questo scenario di carenza globale, Cupertino prevede che l'equilibrio tra domanda e offerta non verrà ripristinato in tempi brevi, rendendo le macchine desktop più performanti merce rara per il prossimo futuro. 
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