Angelini Academy e Ie Business school insieme per sviluppare il talento, 1 mln di euro per 10 borse di studio

(Adnkronos) - Un 'ponte' tra aspirazioni personali e opportunità di carriera in azienda. E' l’ 'Angelini Academy Gateway. Your bridge to succeed', un programma internazionale rivolto a giovani con un’esperienza lavorativa di 3 anni che unisce formazione manageriale internazionale ed esperienza in azienda, promosso da Angelini Academy, società parte di Angelini Industries, gruppo industriale multinazionale con 5.600 dipendenti, attivo in 21 Paesi nei settori salute, tecnologia industriale e largo consumo. Il progetto prevede l’assegnazione di 10 borse di studio destinate a dieci giovani professioniste e professionisti che saranno coinvolti in un percorso formativo internazionale, in aula e on the job. Per farne richiesta, i partecipanti dovranno completare con successo il processo di ammissione per l'International Mba presso la Ie Business School. Si partirà a luglio 2026 con due settimane di formazione a Roma, presso l’headquarter Casa Angelini, occasione per conoscere il top management di un Gruppo in crescita e apprendere le traiettorie emergenti dei settori life-science e robotica industriale. Da settembre 2026, invece, i giovani selezionati da Angelini Academy voleranno a Madrid per prendere parte al full time international Mba presso l’Ie University di Madrid, dove i parteciperanno a 11 mesi di apprendimento in aula durante i quali acquisiranno i fondamenti per avere un approccio al business realmente globale. Inoltre, personalizzeranno il loro percorso scegliendo tra formazione su consulenza, imprenditorialità, tecnologia o marketing. L'iniziativa si concluderà poi con uno stage di 3-6 mesi in una delle società operative di Angelini Industries nel mondo. Con questo progetto, Angelini Academy vuole valorizzare quei giovani professionisti e professioniste con grande potenziale, interessati a settori in crescita come life-science e robotica industriale, e dare impulso alle loro carriere, rendendo il tutto accessibile anche a chi non ha risorse economiche per parteciparvi ma dimostrerà di avere motivazione per eccellere, in linea con i valori che contraddistinguono Angelini Industries. Pertanto, con un investimento complessivo pari a 1 milione di euro, Angelini Academy finanzierà interamente il percorso formativo (incluse spese di soggiorno) a chi supererà le selezioni e mostrerà un Isee-Ispe inferiore a 50.000 euro. Verrà invece finanziato il 75% dei costi di formazione per i giovani selezionati con un Isee-Ispe superiore ai 50.000 euro. “L’attrazione e il coinvolgimento di giovani talenti, insieme allo sviluppo delle loro competenze, sono aspetti cruciali per la crescita del nostro Gruppo e per questo ci impegniamo sempre più nel sostenere lo sviluppo dei loro profili professionali", osserva Sergio Marullo di Condojanni, ceo di Angelini Industries. “Le imprese devono rispondere ai nuovi bisogni di un contesto lavorativo in continuo cambiamento con nuovi modelli formativi, da costruire in stretta collaborazione con il mondo accademico, capace di unire nuove frontiere della formazione, approcci multidisciplinari e vocazione internazionale", spiega ancora.  “L’Angelini Academy Gateway vuole rappresentare un ponte tra lo sviluppo della carriera e il talento dei giovani, offrendo loro la possibilità di accedere a un contesto formativo e aziendale in cui esprimere pienamente il loro potenziale", commenta Marco Morbidelli, ceo di Angelini Academy. “Abbiamo scelto di collaborare con IE Business School perché abbiamo trovato in loro un impegno condiviso nel sostenere giovani talentuosi e motivati, indipendentemente dalle loro risorse economiche. Nel Gruppo Angelini, i candidati selezionati potranno applicare immediatamente le proprie competenze attraverso stage su misura, in linea con le loro aspirazioni e le opportunità di business", spiega.  “Sono orgoglioso di contribuire a questo nuovo capitolo di Angelini Academy in qualità di presidente e ringrazio Thea Paola Angelini e Sergio Marullo di Condojanni per la fiducia riposta in me”, dichiara il professor Andrea Prencipe. “Le corporate academy hanno un ruolo sempre più strategico nel formare nuove generazioni di leader e manager in grado di governare l’innovazione tecnologica e di tradurla in scelte e risultati. Per questo motivo le corporate academy devono promuovere attivamente partnership con università e business school internazionali, per progettare percorsi formativi innovativi, come quello avviato oggi con Ie University di Madrid, e realizzare progetti di ricerca collaborativi e orientati all’impatto", conclude.  "Alla Ie Business School ci impegniamo ad attrarre i migliori talenti e a metterli in contatto con players vincenti. Farlo con Angelini nell’ambito life-science e robotica industriale è un'opportunità unica per i candidati Mba che hanno voglia di fare la differenza", dichiara Lee Newman, Dean della Ie Business School. "Questa collaborazione riflette l’approccio di Ie alla formazione dei leader, che avviene collegando una formazione manageriale rigorosa con sfide reali, così che i partecipanti possano costruire mentalità, competenze e fiducia per generare un impatto significativo fin dal primo giorno", continua.  Questo progetto si inserisce nella ricca offerta formativa che Angelini Academy porta avanti dal 2018: nel 2025, sono stati oltre 500 i dipendenti del Gruppo formati, dai neolaureati ai senior leaders, per un totale di circa 10.000 ore di formazione erogate. Con il lancio dell''Angelini Academy Gateway. Your bridge to succeed', la società apre i suoi programmi formativi anche al mercato esterno, in una logica di 'open education', con l’obiettivo di costruire ponti solidi tra competenze richieste e offerte, tra scuola e mondo del lavoro, tra aspirazioni e opportunità, rendendo maggiormente accessibile l'istruzione di qualità e trasformandola in una potente leva per la crescita e la realizzazione personale. 
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L'IA testerà la gentilezza dello staff nei fast food

(Adnkronos) - Burger King introduce una nuova frontiera tecnologica nei propri punti vendita attraverso il lancio di Patty, un chatbot dotato di intelligenza artificiale integrato direttamente nelle cuffie dei dipendenti. Il sistema, che rappresenta il cuore operativo della più ampia piattaforma BK Assistant, non si limita a fornire supporto tecnico ma agisce come un vero e proprio supervisore digitale in grado di valutare il grado di cortesia del personale durante le interazioni con il pubblico. Sviluppata sfruttando i modelli di OpenAI, Patty è stata addestrata per riconoscere termini specifici e formule di rito considerate essenziali per l'esperienza del cliente, come i ringraziamenti e i saluti di benvenuto. I dati raccolti permettono ai manager di ottenere report dettagliati sulle performance relazionali della propria sede, sebbene l'azienda sottolinei come lo strumento sia concepito principalmente con finalità di formazione e coaching piuttosto che di pura sorveglianza. Parallelamente, l'assistente vocale funge da manuale operativo dinamico, rispondendo a dubbi immediati sulla preparazione dei prodotti o sulla manutenzione dei macchinari per i frullati. L'integrazione con i nuovi sistemi di vendita in cloud consente alla piattaforma di gestire l'intero ecosistema del ristorante in modo automatizzato. Qualora un ingrediente dovesse esaurirsi o un macchinario subire un guasto, Patty è in grado di aggiornare entro quindici minuti l'inventario digitale su ogni canale, dai chioschi interni ai tabelloni del drive-thru, evitando discrepanze tra l'offerta visualizzata e la reale disponibilità. Questa ottimizzazione logistica mira a ridurre gli attriti operativi e a migliorare l'efficienza complessiva del servizio. Nonostante l'accelerazione sul fronte del supporto interno, il colosso dei fast food mantiene un approccio prudente riguardo all'automazione diretta delle ordinazioni tramite drive-thru, area in cui competitor come McDonald’s o Wendy’s hanno già avviato sperimentazioni estese. La dirigenza di Burger King considera la tecnologia ancora un investimento rischioso, limitandone l'applicazione a meno di cento ristoranti. Il piano di espansione prevede attualmente il debutto di Patty in circa cinquecento sedi pilota, con l'obiettivo di estendere l'intera piattaforma BK Assistant a tutti i punti vendita negli Stati Uniti entro la fine del 2026. 
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Fibra ottica e monitoraggio sismico: accordo INGV-FiberCop

(Adnkronos) - L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e FiberCop hanno formalizzato un protocollo d'intesa volto a integrare l'infrastruttura di rete digitale nazionale nelle attività di sorveglianza sismica e vulcanica. L'iniziativa punta a convertire i cavi in fibra ottica in una fitta rete di sensori capaci di rilevare vibrazioni millimetriche del suolo. Grazie alla tecnologia Distributed Acoustic Sensing (DAS), ogni singolo tratto di fibra può essere trasformato in una serie di punti di misura ravvicinati, permettendo di monitorare aree vaste o difficilmente accessibili, inclusi gli ambienti sottomarini. Le prime sperimentazioni condotte sull'isola di Vulcano hanno già fornito dati significativi, rilevando oltre 1.400 eventi sismici in un solo mese. In questo contesto, l'analisi di oltre 20 Terabyte di dati, supportata da sistemi di calcolo ad alte prestazioni e intelligenza artificiale, ha permesso di mappare con precisione lo stato del sistema idrotermale locale. Attualmente, l’attenzione si è spostata sull'area dei Campi Flegrei, dove è attiva un’acquisizione di segnali DAS lungo un cavo di circa 20 km che collega Bagnoli a Bacoli. La densità dei punti di misura, posizionati ogni 5 metri, facilita l'identificazione di eventi di minore entità, cruciali per lo studio degli sciami sismici. L'accordo prevede che FiberCop metta a disposizione tratti di "fibra spenta" per potenziare le reti di monitoraggio permanenti. Fabio Florindo, Presidente dell'INGV, ha sottolineato l'importanza strategica della collaborazione: “La firma del Memorandum d'Intesa tra il nostro Istituto e FiberCop rappresenta un'importante opportunità per rafforzare e rendere sempre più efficaci le tecniche di osservazione dei fenomeni geofisici - Garantire un sistema di monitoraggio capillare, integrato ed efficiente, in particolare nelle aree a maggiore rischio sismico e vulcanico, è per noi una priorità”. L’infrastruttura digitale assume così una funzione di pubblica utilità che trascende la semplice connettività. Massimo Sarmi, Presidente e Amministratore Delegato di FiberCop, ha dichiarato: “La rete di FiberCop è un sistema capillare che abilita la connettività digitale [...] e capace di assumere un ruolo ancora più ampio diventando una piattaforma evoluta per il monitoraggio sismico e geofisico, L'accordo con INGV rappresenta un passaggio strategico nella valorizzazione della nostra infrastruttura come risorsa per la tutela del territorio”. Questa metodologia, integrandosi con i sensori tradizionali, apre nuove prospettive per la gestione delle emergenze e la prevenzione del rischio ambientale su scala nazionale. 
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Nuovo laser 'freddo' per curare le vene varicose, meno dolore e meno rischi di complicanze

(Adnkronos) - Per il trattamento delle vene varicose degli arti inferiori c'è un nuovo laser hi-tech: una metodica di ultima generazione per il trattamento delle patologie varicose degli arti inferiori, basata sull'impiego del sistema laser simLa6 con lunghezza d'onda di 1940 nanometri. L'Aou Sant'Andrea di Roma è tra i pochi centri in Italia a usare la nuova metodologia. Il reparto di Chirurgia vascolare del Sant'Andrea, guidato da Luigi Rizzo, ha recentemente introdotto questa nuova tecnologia - ribattezzata 'a freddo' - che secondo i medici contrasta abilmente e con ottimi risultati una malattia largamente diffusa come le varici, o vene varicose.  Prima di tutto, cosa sono le varici? "Si tratta di dilatazioni permanenti e sinuose delle vene superficiali, causate da debolezza delle pareti venose e disfunzione valvolare - risponde Rizzo all'Adnkronos Salute - In genere provocano ristagno di sangue, oltre a diversi sintomi nei pazienti che ne sono affetti come pesantezza, gonfiore e dolore. Colpiscono prevalentemente le gambe e si gestiscono normalmente con delle calze elastiche, ma nei casi più importanti si può arrivare anche alla chirurgia. Familiarità, sedentarietà, obesità e lunghe ore in piedi sono tra le prime cause di questa malattia".  Ma in cosa consiste la nuova tecnologia? "Il sistema laser rappresenta un'ulteriore possibilità di cura della patologia - spiega lo specialista - Il laser, infatti, è un'evoluzione significativa nel trattamento endovascolare dell'insufficienza venosa cronica, grazie a un meccanismo d'azione altamente selettivo: la lunghezza d'onda di 1940 nm è fortemente assorbita dall'acqua contenuta nei tessuti, consentendo un'efficace chiusura del vaso con potenze di erogazione molto basse (3-4 watt), inferiori rispetto ai sistemi tradizionali". Quali sono le caratteristiche della nuova tecnologia? "Le principali caratteristiche della metodica sono: energia laser ad alta affinità per l'acqua tissutale, con maggiore precisione di azione e massimizzazione dei risultati; ridotta potenza di esercizio e una minore dispersione termica. A tutto questo va aggiunta anche la possibilità di poter eseguire la procedura senza anestesia tumescente in una quota significativa di pazienti", evidenzia Rizzo. I vantaggi per il paziente sono molteplici? "Assolutamente sì. Quella che stiamo usando da qualche tempo - illustra l'esperto - è una procedura mini-invasiva e ben tollerata che comporta riduzione del dolore intra e post-procedurale rispetto alle altre metodiche ablative endovascolari, e ha il minimo rischio di complicanze termiche, ustioni cutanee o alterazioni cromatiche. Infine, offre la possibilità di trattare in sicurezza anche vene superficiali o prossime a strutture nervose. Il tutto con evidente riduzione dei tempi di trattamento e una ripresa pressoché immediata delle normali attività quotidiane".  L'introduzione di questa tecnologia dimostra l'impegno del reparto di Chirurgia vascolare nell'adottare soluzioni innovative, orientate alla massima efficacia clinica, alla sicurezza procedurale e al miglior comfort per il paziente. 
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7 milioni di segnali dallo spazio ogni notte, scatta l'allerta globale

(Adnkronos) - Il Vera C. Rubin Observatory ha ufficialmente iniziato a inviare i suoi primi "alert" scientifici, segnali automatici che avvisano il mondo ogni volta che qualcosa cambia nel cielo notturno. Non si tratta di pochi avvistamenti isolati: le notifiche generate nella notte del 24 febbraio sono state 800 mila, destinate ad aumentare progressivamente fino a raggiungere i 7 milioni per notte, hanno già portato alla scoperta di supernove, stelle variabili, nuclei galattici attivi e asteroidi in movimento nel Sistema solare. Grazie alla più grande fotocamera digitale mai costruita, un mostro tecnologico da 3200 megapixel, l'umanità ha appena iniziato a osservare l'universo in "streaming" e in tempo reale.  Ogni bagliore improvviso, ogni asteroide in movimento o esplosione di supernova viene intercettato e comunicato pubblicamente entro soli due minuti. “Il sistema di alert di Rubin è stato progettato per permettere a chiunque di identificare eventi astronomici interessanti con sufficiente anticipo, così da ottenere rapidamente osservazioni di follow-up sensibili al tempo”, spiega Eric Bellm, responsabile dell’Alert Production Pipeline Group per la gestione dei dati di NSF-DOE Rubin Observatory, presso NSF NOIRLab e l’Università di Washington. “Rendere possibile la scoperta in tempo reale su 10 terabyte di immagini ogni notte ha richiesto anni di innovazione tecnica negli algoritmi di elaborazione delle immagini, nei database e nell’orchestrazione dei dati. Non vediamo l’ora di assistere alla straordinaria scienza che proverrà da questi dati”.  

Man mano che vengono acquisite nuove immagini, il sofisticato software del Rubin Observatory le confronta automaticamente con un'immagine modello preesistente. Quest'ultima, creata combinando i precedenti scatti di Rubin della stessa area e con lo stesso filtro, viene sottratta dalla nuova immagine acquisita per isolare esclusivamente i cambiamenti rilevati. Ogni variazione registrata attiva un alert automatico entro pochi minuti dallo scatto.

 

Questa raccolta mostra cinque esempi di alert generati da Rubin relativi a delle supernove. Le immagini sono state catturate durante la fase di test con la LSST Camera. Ogni notifica comprende tre immagini "postage stamp": a sinistra è visibile l'immagine modello, al centro la nuova acquisizione e a destra l'immagine ottenuta per sottrazione, che evidenzia la differenza e dunque il fenomeno rilevato.

 

Crediti immagine: NSF–DOE Vera C. Rubin Observatory/NOIRLab/SLAC/AURA Acknowledgement: Alert images with classifications provided by ALeRCE and Lasair.

   L'Italia è in prima linea in questa caccia ai segreti del cosmo attraverso l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), che guida le collaborazioni internazionali per decifrare questo tsunami di dati. Non si tratta solo di catalogare stelle, ma di catturare eventi talmente rapidi da essere stati invisibili fino a oggi. "Ciò che rende rivoluzionario Rubin è la sua capacità di catturare sia i cambiamenti rapidi sia l'evoluzione a lungo termine del cielo", spiega Rosaria Bonito, ricercatrice dell'INAF e rappresentante INAF nel Board of Directors della LSST Discovery Alliance. "Le stelle giovani, ad esempio, possono manifestare improvvisi aumenti di luminosità legati a processi di accrescimento: eventi brevi, difficili da intercettare senza un monitoraggio continuo. Rubin ci permetterà di osservarli mentre accadono e di seguirne l'evoluzione per tutta la durata della survey, cioè per un intero decennio". Questo monitoraggio costante, che durerà dieci anni, promette di riscrivere i libri di astronomia, fornendo risposte definitive sulla materia oscura e sull'energia oscura che domina l'universo. Con un flusso di 10 terabyte di immagini a notte gestito da intelligenze artificiali e supercomputer, l'osservatorio produrrà nel suo primo anno più dati di quanti ne siano stati raccolti in tutta la storia dell'astronomia ottica."Lo straordinario numero di alert che Rubin produrrà rappresenta una sfida entusiasmante sia per gli astronomi sia per gli ingegneri del software", sottolinea Tom Matheson, direttore del Community Science and Data Center, un programma di NSF NOIRLab, e responsabile dei Time-Domain Services, che hanno sviluppato l'alert broker ANTARES. "I team che lavorano ai broker hanno costruito sistemi in grado di operare rapidamente su larga scala, così da permettere agli scienziati di individuare tutti gli oggetti di loro interesse, oltre a fenomeni che non abbiamo mai osservato prima". La caccia è ufficialmente aperta: il cielo non è più un'immagine statica, ma un campo di battaglia di eventi cosmici pronti a essere scoperti istante dopo istante.  Crediti immagine di cover: NSF–DOE Vera C. Rubin Observatory/NOIRLab/SLAC/AURA/P. Marenfeld/J. Pinto 
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Dissidia Duellum Final Fantasy arriva a marzo su iOS e Android

(Adnkronos) - Square Enix ha ufficializzato il debutto di Dissidia Duellum Final Fantasy, un nuovo capitolo della celebre serie crossover previsto per il prossimo marzo su piattaforme iOS e Android. Sviluppato in collaborazione con NHN PlayArt, il titolo sposta l'azione dei leggendari protagonisti della saga, come Cloud Strife e Lightning, in una Tokyo contemporanea realizzata con uno stile grafico in cel-shading. La struttura di gioco si discosta dai canoni tradizionali del genere per abbracciare una formula competitiva basata su arene tre contro tre, dove l'obiettivo primario non è esclusivamente lo scontro diretto tra i giocatori, ma la rapidità nell'abbattere boss imponenti prima che riesca a farlo la squadra avversaria. Il sistema di combattimento si fonda sulla suddivisione dei personaggi in ruoli specifici, che spaziano dai combattenti corpo a corpo ai ruoli di supporto e agilità, permettendo una personalizzazione delle abilità attraverso un set di illustrazioni inedite realizzate da un team di artisti di rilievo. Oltre alle meccaniche d'azione semplificate per la fruizione in mobilità, il progetto include una componente narrativa incentrata sulla quotidianità dei protagonisti nel mondo moderno, esplorata tramite episodi in formato chat messenger e dialoghi interamente doppiati in lingua giapponese. La personalizzazione estetica ricopre un ruolo centrale, offrendo la possibilità di vestire i guerrieri con abiti urbani o con i loro costumi classici, il tutto accompagnato da una colonna sonora che attinge al vasto repertorio storico del franchise. 
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Costruzioni, Argenta Soa: "Settore in crescita anche nel 2025, infrastrutture ferroviarie Pnrr decisive"

(Adnkronos) - "La dinamica del 2025 dimostra che il comparto delle costruzioni ha mantenuto una traiettoria positiva anche in una fase di normalizzazione del mercato". Lo dichiara Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta Soa, società organismo di attestazione che certifica le aziende per la partecipazione alle gare pubbliche. "A dicembre - spiega - l’indice della produzione segna un incremento di oltre il 5% rispetto a dicembre 2024, mentre nell’intero 2025 la crescita si attesta al +4,8% nei dati corretti per i giorni lavorativi. Secondo stime del Centro studi di Argenta Soa nell’ultimo triennio si è registrata una crescita cumulata di quasi il 16%. Sono numeri che confermano la solidità della base produttiva del settore". "Anche dopo la rimodulazione degli incentivi sulle abitazioni - osserva - il comparto ha continuato a offrire un contributo positivo alla crescita del Pil italiano e all’occupazione. Negli ultimi tre anni sono stati creati oltre 200 mila nuovi posti di lavoro, secondo le stime del nostro Centro Studi. Il passaggio del testimone dall’edilizia residenziale a quella non residenziale, trainata dal Pnrr, è stato cruciale per garantire continuità alla dinamica produttiva”. “Le opere pubbliche - ricorda - rappresentano oggi il principale fattore di sostegno del settore. Nel 2025 gli investimenti in costruzioni pubbliche sono cresciuti in modo sostenuto, con un incremento del +21% secondo Ance. Inoltre, oltre la metà della spesa Pnrr finora realizzata riguarda direttamente il settore delle costruzioni, con un forte coinvolgimento degli enti locali e dei grandi operatori pubblici, in particolare nel comparto ferroviario". “Il 2026 - afferma Giovanni Pelazzi - sarà l’anno della prova di maturità. Una quota rilevante delle opere previste dal Pnrr riguarda le infrastrutture ferroviarie, con quasi 23 miliardi di euro impegnati sulla rete nazionale. E' uno dei capitoli più consistenti dell’intero Piano. Secondo le ricognizioni più recenti, Rfi ha già sostenuto una spesa nell’ordine dei dieci miliardi di euro sulle risorse Pnrr assegnate, segno che una parte significativa degli interventi è entrata nella fase esecutiva”. “Resta tuttavia - avverte - un elemento di attenzione: circa il 30% dei progetti di lavori pubblici presenta un avanzamento più lento rispetto ai cronoprogrammi iniziali. È un dato che richiama alla complessità tecnica e procedurale delle opere infrastrutturali. Parallelamente, il 2026 si apre con oltre 1.300 cantieri ferroviari attivi sulla rete nazionale, a testimonianza di una fase realizzativa ormai diffusa su larga scala”. “Questa concentrazione dei cantieri - sottolinea - può diventare un fattore di accelerazione produttiva per il comparto, a condizione che gli avanzamenti siano reali e accompagnati da continuità finanziaria. Le infrastrutture ferroviarie rappresentano una leva industriale diretta per l’edilizia. Ogni investimento attivato coinvolge imprese generali, aziende specializzate, operatori impiantistici e fornitori lungo tutta la catena del valore. E' qui che il Pnrr diventa economia reale”. “In questo contesto - dice - le attestazioni Soa assumono un ruolo centrale, perché costituiscono il presupposto per la partecipazione alle gare pubbliche di importo rilevante e certificano la capacità tecnica ed economica delle imprese impegnate nelle opere più complesse. La qualificazione non è un adempimento formale: è uno strumento di garanzia per la realizzazione efficace degli interventi. Il 2025 ha dimostrato che il settore delle costruzioni sa reggere la transizione dopo la stagione degli incentivi straordinari. Il 2026 dirà se gli investimenti ferroviari del Pnrr riusciranno a consolidare questa crescita trasformandola in sviluppo strutturale per le imprese e per il Paese”. 
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Startup, ecco i 5 punti critici che frenano la scalabilità

(Adnkronos) - Le startup italiane nel 2025 hanno investito 1,7 miliardi. Ma perché poche diventano scale-up? Il problema non è l’accesso al capitale, ma la capacità di trasformarlo in modelli realmente scalabili. “Non è una questione di talento o di idee: quelli in Italia non mancano. Ciò che spesso manca è strategia e metodo, per far sì che un’iniziativa imprenditoriale diventi un business a tutti gli effetti. Serve un approccio più metodico e scientifico nello sviluppo. Il capitale non risolve un modello debole: può anzi amplificarlo quando non supporta fondamenta solide”, sottolinea Lorenzo D’Amelio, imprenditore con un’exit alle spalle, fondatore di aziende tra Italia e Regno Unito. Oggi D’Amelio è residente nel Regno Unito e attivo come mentor in diversi programmi di accelerazione come B4i - Bocconi for Innovation e docente in corsi dell’Escp business school, oggi è ceo & founder di Merakyn, agenzia di consulenza strategica e società benefit che lavora con startup e pmi innovative su business model design, validazione di mercato e strategie di crescita, con un approccio che integra performance economica e impatto.  Tra le criticità più frequenti emergono almeno cinque elementi. 1) Product-first anziché market-first. Molte startup investono mesi di tempo nello sviluppo tecnologico prima di validare la domanda. Il risultato è un prodotto avanzato, ma non necessariamente richiesto dal mercato. 2) Pricing non testato. La disponibilità a pagare viene spesso ipotizzata e non misurata. Senza un modello di ricavi validato, la crescita si basa su proiezioni più che su dati reali. E questa limita anche la fiducia di potenziali investitori. 3) Go-to-market improvvisato. La fase commerciale viene affrontata come passaggio successivo allo sviluppo, senza una strategia strutturata. Manca spesso una consapevolezza sui canali di marketing prioritari. 4) Assenza di processi replicabili di acquisizione clienti. La crescita iniziale può dipendere da network personali e opportunità episodiche, ma senza funnel strutturati e metriche monitorate, la scalabilità si arresta. 5) Governance e competenze manageriali limitate. Il passaggio da startup a scale-up richiede capacità di execution, controllo di gestione e strutturazione organizzativa che non sempre è presente nel team dei fondatori. “In Italia - prosegue D’Amelio - c’è talento tecnico e capacità creativa . Quello che spesso manca è un approccio metodico e scientifico nello sviluppo del business. Scalare significa rendere replicabile ciò che funziona. Se non è misurabile, non è scalabile”. Dopo aver individuato gli ostacoli principali, cosa possono fare le startup italiane per trasformare il capitale in crescita reale? Secondo Lorenzo D’Amelio, esistono tre strategie decisive. 1) Costruire modelli di business robusti e validati. Non basta un prodotto brillante: serve un modello scalabile e sostenibile. Validare la domanda prima di investire nello sviluppo (quindi usare il capitale nel posto giusto al momento giusto), definire revenue model chiari monitorando margini e costi sono passi fondamentali. “Il capitale non compensa un modello debole, può anzi amplificare gli sprechi. Chi sa validare il mercato e costruire un modello replicabile ha già metà del successo in mano”, osserva D’Amelio. 2) Organizzare un go-to-market strategico e replicabile. Il prodotto da solo non vende. Serve testare messaggi e canali prima di scalare, creare funnel di acquisizione clienti ripetibili e coinvolgere early adopter. “Il vero vantaggio competitivo non è raccogliere fondi, ma avere metriche concrete in grado di poter facilitare, se non garantire, di poter trasformare un investimento in crescita reale. Serve un approccio metodico, scientifico e misurabile che si unisca all’execution”,aggiunge D’Amelio. 3) Rafforzare governance, competenze e internazionalizzazione. Per diventare scale-up serve una struttura solida: team con capacità manageriali, processi organizzativi e visione internazionale, in particolare in un mercato sempre più dinamico e globale. Espandersi su mercati esteri e integrare competenze esperte è cruciale. “Non basta il capitale, anzi facendo una provocazione potrei dire che è l’ultima cosa che serve per crescere: prima è fondamentale che ci siano imprenditori con umiltà e ambizione, pronti a mettersi in gioco personalmente, così un ecosistema interno pronto non solo a sperimentare, ma a pianificare, ed in grado di gestire una competizione globale”, sottolinea D’Amelio. Il tema della scalabilità e dell’integrazione tra strategia, execution e tecnologia sarà al centro anche di un ciclo di webinar gratuiti organizzati da Merakyn nel quale il primo appuntamento sarà dedicato proprio ai modelli di crescita con AI e automation: in programma il 17 marzo 2026, è intitolato 'Business 10x: AI & Automation per far crescere la tua impresa'. L’iniziativa vedrà il coinvolgimento, da un webinar all’altro, di docenti e professionisti provenienti da realtà accademiche italiane ed europee come il Politecnico di Torino e Esade business school, con l’obiettivo di favorire un dialogo concreto tra ecosistema startup, università e management internazionale. Un confronto che punterà a rafforzare la capacità delle imprese italiane di competere su scala globale, trasformando capitale e innovazione in crescita strutturata.  
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Non solo Brignone, dopo un 'crack' si torna a vincere grazie al fisioterapista sportivo

(Adnkronos) - Le medaglie conquistate alle Olimpiadi di Milano-Cortina da Federica Brignone, tornata sugli sci dopo una operazione complessa e un lungo recupero, hanno fanno gridare al miracolo. Ma dietro questi exploit dopo un 'crack' c'è un team di specialisti che prevede una figura fondamentale: il fisioterapista sportivo. Sabato 28 febbraio a Roma si terrà il terzo Congresso nazionale della Federazione italiana fisioterapisti dello sport (Fifs), appuntamento dedicato al ruolo sempre più centrale di questo professionista nella tutela della salute e nella performance degli atleti di alto livello. Un momento di confronto tra professionisti dell'area tecnico-sanitaria per approfondire competenze, innovazione e lavoro di squadra. Con una certezza: "Il nostro settore, per sua natura, sarà probabilmente meno condizionato dall'intelligenza artificiale rispetto ad altri ambiti sanitari. Rimane un lavoro molto manuale", spiega il presidente Fifs, Riccardo Torquati, che anticipa all'Adnkronos Salute alcuni dei temi al centro della giornata.  Quale valore aggiunge il fisioterapista dello sport al team? Come lavora per far tornare un super campione alle competizioni dopo un infortunio? "I recuperi delle nostre atlete olimpioniche, in particolare quello di Federica Brignone, sono il risultato di mesi di lavoro intenso e della sinergia dell'équipe sanitaria che affianca l'atleta. In questo percorso il fisioterapista svolge un ruolo cruciale, soprattutto nella fase iniziale, quando è necessario recuperare la mobilità, controllare il dolore e ridurre il gonfiore - risponde Torquati - Successivamente il lavoro si integra con la preparazione atletica: si passa al rinforzo muscolare, al riadattamento progressivo allo sport, fino al ritorno all'attività agonistica e alle competizioni. Il lavoro di squadra è imprescindibile: il medico che ha eseguito l'intervento chirurgico, il fisioterapista, i preparatori atletici e i tecnici collaborano in modo costante. Questi ultimi, in particolare, curano la rieducazione al gesto tecnico, elemento decisivo per recuperare efficienza e precisione e per conquistare quei centesimi di secondo che fanno la differenza tra una buona prestazione e una medaglia". "In questo contesto il fisioterapista rappresenta il vero punto di raccordo tra tutte le figure coinvolte: è la presenza costante accanto all'atleta, anche nelle fasi più avanzate del recupero, monitorando eventuali sovraccarichi, prevenendo infiammazioni, affaticamenti o compensi posturali", ricorda il presidente della Federazione italiana fisioterapisti dello sport. Dal punto di vista formativo, oggi un giovane che vorrebbe intraprendere questa professione cosa deve fare? "La fisioterapia sportiva - illustra Torquati - richiede innanzitutto capacità di valutazione clinica e padronanza delle tecniche manuali, che sono fondamentali per ottenere risultati concreti in tempi rapidi, perché è questo che l'atleta chiede. Non sempre c'è la possibilità di applicare protocolli diluiti in molti giorni: spesso occorre prendere decisioni in pochi istanti, essere efficaci subito, intervenire sul problema e consentire all'atleta di proseguire la prestazione. Sono quindi indispensabili competenze nel massaggio sportivo, nelle tecniche di valutazione posturale globale e nelle correzioni manuali. E' altrettanto importante - continua - saper eseguire bendaggi contenitivi ed essere in grado di lavorare in coordinamento con le altre figure dell'area performance, dal preparatore atletico al nutrizionista, fino all'ortopedico. Questo tipo di percorso noi lo abbiamo strutturato in un programma formativo di 32 ore dedicato ai fisioterapisti impegnati sul campo, costruito sulla base della letteratura scientifica internazionale e delle linee guida già tracciate da diverse federazioni europee, adattandole al nostro contesto professionale". La tecnologia ha un peso sempre più importante, quali sono oggi i dispositivi che usate? "La tecnologia ha assunto un peso anche nella fisioterapia sportiva, pur restando una disciplina fortemente legata alla manualità - precisa il presidente della Fifs - La fisioterapia nasce come arte manuale ausiliaria e si è evoluta nel tempo fino a diventare una professione sanitaria a tutti gli effetti, con un proprio Albo. Le nostre radici restano quindi profondamente ancorate alla pratica manuale". Rispetto alle tecnologie oggi a disposizione del fisioterapista dello sport, descrive Torquati, "riguardano innanzitutto i test di valutazione. Sempre più diffusi sono poi i dispositivi di biofeedback, che attraverso parametri come la risposta impedenziometrica o l'attività muscolare consentono di ottenere un riscontro immediato e di modulare in tempo reale la stimolazione o la contrazione muscolare. Accanto a questi strumenti troviamo un'ampia gamma di apparecchi elettromedicali".  "La tecnologia offre soluzioni sempre più evolute, capaci di dare risposte rapide e misurabili, ma resta comunque un supporto - ribadisce l'esperto - La differenza, infatti, continua a farla la competenza del professionista: la manualità e soprattutto la capacità di costruire un protocollo riabilitativo personalizzato sul singolo caso clinico, sull’atleta e sui suoi obiettivi specifici". Tra i professionisti che prenderanno parte al congresso della Fifs figurano nomi di rilievo: Angelo De Carli, medico ortopedico e membro del team sanitario della Nazionale italiana di calcio, presenterà il caso relativo all'infortunio della sciatrice Lindsey Vonn alle Olimpiadi di Milano-Cortina; Giuseppe Porcellini, ortopedico di fama internazionale, porterà casi e attività legati al trattamento di atleti, tra cui i piloti della MotoGP; Giovanni Di Giacomo, specialista in chirurgia della spalla e responsabile medico degli atleti per l'Atp e la Wta agli Internazionali d'Italia di tennis, terrà una lezione magistrale sulla gestione completa degli sportivi. Interverranno inoltre Giuliano Cerulli e Andrea Ferretti, due senior dell'ortopedia mondiale, con contributi aggiornati sulla disciplina.  Spazio anche all'attività dei fisioterapisti sul campo: Carlo Zazza illustrerà il lavoro svolto con la Nazionale di sci, mentre Angelo Angi racconterà la sua esperienza in qualità di coordinatore dei fisioterapisti della Federazione italiana judo lotta karate arti marziali. 
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Gemini diventa maggiordomo: l'IA prenota Uber e ordina la cena

(Adnkronos) - L'evoluzione di Google Gemini segna il passaggio definitivo dalla semplice risposta testuale all'azione pratica all'interno dell'ecosistema mobile. Dapprima solo su Pixel 10 e sulla serie Samsung Galaxy S26, l'assistente di Mountain View introduce la "task automation", una funzione che permette all'intelligenza artificiale di interagire direttamente con app esterne come Uber o Grubhub. Non si tratta più soltanto di fornire informazioni, ma di gestire flussi di lavoro complessi: l'utente può chiedere vocalmente una corsa per una determinata destinazione e osservare l'IA mentre apre l'applicazione in una finestra virtuale, seleziona le opzioni corrette e prepara l'ordine, richiedendo l'intervento umano solo per la conferma finale e il pagamento. Il sistema è progettato per operare in autonomia o in background, notificando l'utente solo in caso di imprevisti, come la mancanza di un prodotto nel carrello della spesa o la necessità di una scelta specifica tra diverse tariffe. Questa trasformazione riflette la nuova strategia di Google, che punta a trasformare Android da semplice sistema operativo a "sistema di intelligenza". Sotto la scocca, il modello Gemini 3 utilizza capacità di ragionamento avanzate per navigare l'interfaccia delle applicazioni, emulando il comportamento umano anche laddove gli sviluppatori non abbiano ancora implementato protocolli specifici come l'Android App Functions Framework o il protocollo MCP. Sebbene questa automazione rischi di scavalcare le strategie di marketing e le promozioni interne alle app, l'azienda preme per una collaborazione con la comunità dei developer in vista del prossimo rilascio di Android 17. Al momento, la fase di anteprima è limitata ai mercati di Stati Uniti e Corea del Sud, configurandosi come il primo passo verso un'interazione con lo smartphone dove l'utente smette di cliccare e inizia a delegare ogni operazione quotidiana. 
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