Sicob, 'fondamentale evitare eccesso cibi ultra-processati'

(Adnkronos) - "La dichiarazione della Società Europea di Cardiologia pubblicata su 'European Heart Journal' conferma ciò che purtroppo osserviamo quotidianamente, vale a dire che l’eccesso di cibi ultra-processati è strettamente associato ad un aumento del rischio cardiovascolare, fibrillazione atriale, ipertensione, obesità e diabete tipo 2. Questi alimenti, ricchi di zuccheri, sale e additivi, favoriscono un consumo eccessivo e peggiorano i principali fattori di rischio. La loro riduzione porta benefici concreti su glicemia, pressione arteriosa e rischio cardiovascolare. Il trattamento multimodale è uno strumento efficace, ma senza un cambiamento duraturo delle abitudini alimentari i risultati si riducono nel tempo. Promuovere una dieta equilibrata e fenotipizzata resta fondamentale per la prevenzione e la tutela della salute pubblica". Così Maurizio De Luca, presidente Sicob, Società Italiana di Chirurgia dell'Obesità e delle malattie metaboliche, che aggiunge "in Italia operano 161 centri della nostra Società con un approccio multidisciplinare che integra nutrizione, supporto psicologico, farmacologia, endoscopia e chirurgia. In questo percorso, l’allontanamento dai cibi ultra-processati è un obiettivo centrale, non solo per ridurre il peso, ma per migliorare il profilo metabolico e prevenire complicanze gravi e talvolta anche mortali”. 
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Taste of Roma 2026, porte aperte al Gazometro con cucina di ricerca e nuove tendenze

(Adnkronos) - Si è svolto ieri, negli spazi dello storico Gazometro, il taglio del nastro della decima edizione di Taste of Roma. Una grande festa di convivialità e alta cucina, organizzata da Silvia e Mauro Dorigo di Be.it Events, che animerà l’ex stabilimento industriale fino al 10 maggio tra degustazioni, masterclass, talk e intrattenimento. “Tornare nella Capitale con Taste of Roma dopo quattro anni di assenza ci riempie di gioia e questa prima serata ci ha fatto sentire l’entusiasmo e il calore del pubblico e degli chef che da sempre ci seguono. Vedere poi le nuove generazioni di chef che con entusiasmo hanno aderito alla manifestazione portando al grande pubblico la loro idea di cucina ci fa sentire quanto sia sempre sentita l’esigenza di sperimentare e confrontarsi con pubblico e colleghi”, spiega Mauro Dorigo, General Manager di Be.it Events. “Con questa edizione, vogliamo dare un nuovo slancio al Taste, renderlo ancora più inclusivo e accogliente, aperto a nuovi e giovani progetti gastronomici e alle diverse scelte ed esigenze alimentari avendo dato molto spazio al gluten free e al Veggie. Sarà davvero un evento per tutti e con tutti. La scelta di questa location e la collaborazione con Eni nasce dal desiderio di rendere sempre più energetica e dinamica la manifestazione, disegnando nuove dinamiche e traghettarla verso il futuro”, sottolinea Silvia Dorigo, co-founder di Be.it Events. Al taglio del nastro, per i saluti istituzionali, è intervenuto Paolo Giuntarelli, direttore affari della presidenza, Turismo, Audiovisivo, Sport della Regione Lazio: “Lo scopo di questa manifestazione non è solo far assaggiare dei piatti ma è fare cultura. Proprio nell’anno in cui la cucina italiana è diventata Patrimonio dell’Unesco, Taste è tornato per esaltare questo successo che la nostra cucina ha raggiunto. Questi chef non fanno altro che testimoniare il valore della nostra cucina che fa parte della nostra identità. La Regione Lazio non può che esser vicina e sostenere il Taste, nella speranza, in futuro, di poterla replicare in altre zone del territorio perché l’attrattività enogastronomica è un modo per far conoscere la Regione Lazio a un pubblico sempre più ampio”.  Sul palco anche Massimiliano Colella, direttore generale di Innovacamera: “Volevo ringraziare Mauro e Silvia Dorigo per aver scelto questa location. Questo è un posto iconico, la prima area industriale di Roma, voluta dal Sindaco Nathan i primi del 1900. Questo luogo forniva il gas per l’illuminazione pubblica per tutta la città. Nel 2019 Eni ha ripreso in mano questi spazi, li sta riqualificando per destinarlo alla città creando un centro per sperimentare e fare cultura dell’innovazione. Ma è anche un luogo di eventi in tema cioè eventi che fanno sperimentazione e innovazione il proprio cavallo di battaglia. Ringrazio tutti gli chef che con i loro piatti ogni giorno sperimentano nuovi gusti. Questo è un po’ il senso di questo posto. Parliamo quindi di cibo, di benessere e di qualità della vita”. A sottolineare l’importanza della manifestazione per gli chef partecipanti è anche Heinz Beck, amico di Taste fin dalla prima edizione: “Taste of Roma si conferma il luogo ideale per condividere la nostra idea di cucina attraverso un dialogo immediato con le persone”.  Taste, dunque, non è solo uno spazio di convivialità e buon cibo ma anno dopo anno si conferma un ponte che unisce generazioni lontane tra loro, persone e culture differenti, le fa sedere alla stessa tavola e, un boccone alla volta, le fa dialogare in uno scambio reciproco di conoscenza, emozioni e suggestioni che lasciano un’impronta in chi assaggia ma anche in chi cucina. 
---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


La salute nel piatto? "Insalata di farro con olive e prosciutto pranzo top", il consiglio del nutrizionista

(Adnkronos) - Ritrovare l'energia ma anche la forma fisica. Sono i 'desiderata' più popolari in questa stagione. E il principale problema da risolvere è: cosa portare a tavola per ridurre le calorie senza ridurre il vigore? "Dobbiamo tenere presente che il nostro nemico principale è lo stress". Il pranzo può far parte del problema: "Lo stress si localizza a livello addominale, abbiamo con difficoltà digestive, lievi mal di pancia, disagio. Tutto leggero ma estremamente fastidioso, anche perché spesso consumiamo, in fretta, piatti che sono difficili da digerire", spiega all'Adnkronos Salute il nutrizionista e fitoterapeuta Ciro Vestita che suggerisce: "I cereali, come il farro e ancora meglio il poco considerato miglio, possono essere nostri alleati per energia, forma e gusto".
 

 La soluzione pratica quindi? "Il cereale più antico del mondo, persino il termine farina deriva da farro. E' un'ottima base per un insalata energetica, poco calorica e sana. Con qualche pomodorino e foglie di basilico è già un piatto eccezionale. Si possono aggiungere delle buone olive di qualità che danno sapidità, qualche pezzetto di prosciutto o di parmigiano. In questo modo avremo un piatto energizzante, leggero e senza eccessive calorie. Si digerisce con facilità e non 'asseconda' lo stress ma aiuta l'intestino". E i vantaggi sono ancora maggiori se si sceglie un "altro cereale, desueto ma assai benefico: il miglio. Ha due grandi valenze: primo è senza glutine, quindi è estremamente facile da digerire; secondo, è molto nutriente perché è fatto praticamente da carboidrati semplici e complessi nello stesso tempo che danno molta energia. Può essere gradevole in un'insalata semplice. Basta farlo bollire, condirlo con olio di oliva, mettere dei pezzetti di prosciutto, qualche verdurina, mettere tutto in una schisetta e mangiarlo a pranzo. E' un piatto delicatissimo, economico, estremamente energizzante e perfetto per chi vuole perdere peso".  Anche la frutta, scelta bene, "può essere una soluzione. A pranzo, per esempio, la banana è un'opzione perfetta per tre motivi: primo perché è ricchissima di potassio, secondo perché di altissima digeribilità, terzo perché è pratica, e una soluzione senza cercare piatti strani a pranzo". Ma attenzione, quelle mature sono più digeribili e permettono un uso immediato dell'energia, quelle verdi, "come indica uno studio recente, migliorano e potenziano la flora intestinale". E visto che si avvicina la stagione adatta, al pranzo si possono aggiungere "le ciliegie che hanno pochissimi zuccheri, sono altamente digeribili e sono buonissime. Tra l'altro tre etti di ciliegie possono rappresentare un pasto completo che potenzia la flora batterica intestinale".  
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Renault 4 E-Tech Plein Sud, un tetto apribile fra passato e presente

(Adnkronos) -
Un tetto apribile in tessuto per rafforzare l'effetto 'retro-moderno' e ribadire una continuità di stato d'animo con l'originale di 65 anni fa: è la scelta di Renault per la 4 E-Tech che si arricchisce della versione Plein Sud, offrendo la stessa 'allegria' ma confort e sicurezza un tempo inimmaginabili. D'altronde, per affrontare il futuro - che sarà 100% elettrico, nel lungo periodo - Renault ha deciso di giocare la carta del passato: ma è un'operazione nostalgia che non è fine a se' stessa bensì punta a utilizzare nomi e stilemi conosciuti per avvicinare i giovani di oggi alle soluzioni tecnologiche più attuali. La conferma arriva appunto dalla 4 E-tech, che è il modello di punta fra le compatte elettriche del brand (che per l'occasione ha ripreso anche le iconiche denominazioni Twingo e 5) e si propone come vettura più 'completa' del gruppo. Non solo il gioco dei rimandi stilistici è più riuscito che altrove, ma questa è una questione di gusti, ma la 4 E-tech può parlare a una fascia più ampia di clientela grazie alle maggiori dimensioni (4,14 metri di lunghezza contro i 3,92 della 5 e i 3,79 della Twingo) e a un bagagliaio a misura di famiglia (420 litri di capienza dichiarata) con una soglia di carico a soli 61 cm.  Proprio i centimetri in più, che fanno la differenza nei parcheggi cittadini, e il listino più 'pesante' rispetto alla 5 (si parte da 29.950 euro in assenza di promozioni) hanno leggermente limitato la diffusione nella fase iniziale, ma - grazie allo sconto di 2 mila euro in corso e a incentivi sulle forniture energetiche ( fino a 25.000 km di ricarica a casa con Enel) - il modello dovrebbe registrare una ripresa di interesse. I contenuti ci sono tutti come conferma il recente riconoscimento come 'Best Buy' in Europa per il 2026 agli Autobest Awards in cui il voto di giornalisti provenienti da 32 paesi e del pubblico ha tenuto conto di ben 13 criteri, tra cui prezzo, design e nuove tecnologie. Nata sulla piattaforma AmpR Small, la 4 E-Tech è disponibile in due versioni: motore da 120 CV e batteria da 40 kWh, con autonomia dichiarata 308 km e quella con powertrain da 150 CV e accumulatori da 52 kWh per una autonomia reale che in città sfiora i 400 km.Nella prova di tutti i giorni, è chiaramente la seconda quella preferibile, dal momento che i quasi 100 km in più di autonomia fanno la differenza nell'utilizzo da macchina per tutta la famiglia e non solo da spostamenti limitati. La ricarica veloce è limitata a 100kW ma basta mezz'ora per passare dal 15 all'80% di carica. Peraltro con uno 0-100 da poco più di 8 secondi, nonostate i 15 quintali da spostare (più del doppio della versione 'originale') la versione più potente esalta l'agilità e la reattività che contraddistinguono le elettriche ed elettrificate della gamma Renault.  Grazie ai cm rispetto alle sorelle più piccole la 4 E-Tech Electric su strada assorbe meglio le asperità e i 18,1 cm di altezza dal suolo danno al conducente una sensazione da Urban Suv piuttosto che da city car. Silenziosa e confortevole per tutti i passeggeri offre lo spazio 'giusto' anche sui sedili posteriori mentre il giusto equilibrio fra passato e modernità permette di offrire soluzioni hi-tech di infotainment e connettività ma senza trascurare graditi richiami al passato come il sedile del passeggero che può diventare un tavolino. A rafforzare l'immagine 'sbarazzina', esaltata dalle scelte di design, adesso - come detto - arriva la Plein Sud che richiama la versione Plein Air della Renault 4 originale, completamente decapottabile, che aveva eliminato porte, tetto e portellone posteriore sostituendoli con una semplicissima capote. Oggi queste opzioni - in vetture così complesse - non sono più possibili ma la Plein Sud con il suo tetto apribile elettrico in tessuto permette di viaggiare comunque all'aria aperta esaltando una esperienza di bordo quasi d'altri tempi, per la simpatia che suscita. La versione Plein Sud porta il listino a 36.790 euro nell'allestimento Techno e a 38.970 in quello Iconic, un incremento motivato dalla raffinatezza delle scelte utilizzate (grazie anche al know-how dei partner Webasto e Haartz) che permettono di offrire qualità acustiche ed ermetiche superiori, essendo il tetto - lungo 92 cm e largo ben 80 - foderato internamente ma senza incidere sul peso. Una versione realmente 4 stagioni per un modello che non è invecchiato di un giorno, migliorando ma restando sempre sé stesso. 
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Trapianti: Padova da record, 20 interventi di fegato nel solo mese di aprile

(Adnkronos) - Un traguardo storico per il Centro trapianti di fegato dell’azienda ospedale-università di Padova. Nel mese di aprile - informa una nota - l’équipe diretta dal professor Umberto Cillo ha portato a termine con successo 20 trapianti di fegato: un record assoluto che consacra il Centro padovano tra le eccellenze nazionali e internazionali nel campo della chirurgia trapiantologica. Un primato che testimonia competenza, dedizione e la straordinaria capacità di un’équipe che ogni giorno opera con professionalità e senso di responsabilità, consapevole che ogni intervento può rappresentare una seconda possibilità di vita per i pazienti.  "Ringrazio di cuore tutti i professionisti che ogni giorno sono presenti in sala operatoria con impegno e passione - dichiara Paolo Fortuna, direttore generale dell'Azienda -. Ma questo primato ci invita anche a rivolgere un pensiero profondo e riconoscente a chi, nel momento più doloroso, ha avuto la forza straordinaria di trasformare la propria sofferenza in speranza per qualcun altro. Perché dietro ogni trapianto c'è sempre un gesto di generosità raro e prezioso: la donazione d'organi". Un atto che "nasce nel dolore e si trasforma in vita, che oltrepassa ogni confine e lascia una traccia indelebile di sé nel mondo. Dire sì alla donazione d'organi significa scegliere di non sparire, significa trasformare la perdita in dono, significa riempire di valore la propria esistenza" conclude Fortuna. 
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sindromi coronariche acute, presentate le prime raccomandazioni di Buona pratica clinica firmate Anmco

(Adnkronos) - Le malattie cardiovascolari, di cui le sindromi coronariche acute (Sca), rappresentano una delle principali manifestazioni acute, con circa 7 milioni di casi all’anno nel mondo e 135.000 nel nostro Paese, rappresentano la prima causa di morte a livello globale. Secondo stime dell’organizzazione mondiale della sanità (Oms), circa 18 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie cardiovascolari, pari a circa 31% di tutti i decessi globali, e l’85% di queste morti è attribuibile a infarto miocardico acuto e ictus ischemico. Analogamente, in Italia, la cardiopatia ischemica è responsabile di una quota significativa di decessi totali, con un contributo stimato di circa l’11% di tutte gli eventi fatali ed incidenze maggiori nei maschi rispetto alle femmine. L’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco), capofila di oltre 40 società scientifiche, su richiesta dell’istituto Superiore di Sanità (Iss), che promuove lo sviluppo di strumenti di supporto decisionale finalizzati a migliorare l’appropriatezza, la sicurezza e la qualità dell’assistenza sanitaria, in coerenza con quanto previsto dalla legge Gelli-Bianco, ha appena concluso i lavori sulle Buone pratiche cliniche da adottarsi nei soggetti con sindrome coronarica acuta. "Un’area di elevata rilevanza clinica, epidemiologica e organizzativa, caratterizzata da un’evoluzione continua delle conoscenze scientifiche e da una significativa variabilità nella pratica clinica. Nonostante la disponibilità di linee guida internazionali, permangono infatti numerosi ambiti decisionali nei quali le evidenze risultano incomplete, contrastanti o di difficile applicazione nei diversi contesti assistenziali, rendendo necessario un supporto decisionale integrativo e contestualizzo", sottolinea l'Anmco.  L’Anmco, in occasione del Congresso nazionale 2026, ha presentato le raccomandazioni sulla Buona pratica clinico-assistenziale (Rbpca), sulla diagnosi e la cura delle sindromi coronariche acute. Il professor Fabrizio Oliva – co-chair Anmco Rbpca e direttore Dipartimento Cardiologia Clinica dell’ospedale Niguarda di Milano - ha spiegato: “L’Iss ha dato chiare indicazioni alle società scientifiche per lo sviluppo di Raccomandazioni di buone pratiche cliniche su alcune tematiche di particolare rilevanza. Ad Anmco è stato dato l’incarico di coordinare quelle sulle sindromi coronariche acute. Anmco è sempre stata in prima linea su questo argomento, dallo Studio Gissi ai più recenti studi osservazionali Eyeshot, portando la mortalità intraospedaliera per infarto miocardico acuto dal 30% degli anni 70 al 2,8% nel 2024 ('Eyeshot 2 Study'). Oltre il 90% delle Utic in Italia sono Anmco. Il rilevante impatto clinico, organizzativo ed economico sul Ssn delle sindromi coronariche acute rende indispensabile l’adozione di percorsi diagnostico-terapeutici standardizzati, basati sulle migliori evidenze disponibili e adattati al contesto clinico nazionale. Le Rbpca rappresentano uno strumento fondamentale di governo clinico, che supporta i professionisti sanitari nei processi decisionali. Queste nuove Raccomandazioni di Buona pratica Clinica rivolte alle Sca hanno l’obiettivo di fornire indicazioni operative per migliorare la qualità delle decisioni cliniche, coordinare i percorsi assistenziali nell’ambito dei diversi setting di cura e ridurre la variabilità gestionale, con l’obiettivo ultimo di ottimizzare gli esiti per i pazienti e l’efficienza del Ssn in questo ambito".  Secondo Massimo Grimaldi, presidente Anmco e direttore Cardiologia dell’Ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (BA): “Da un punto di vista clinico, le Sca si dividono in due grandi sottotipi, ovvero l’infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (Stemi) e l’infarto miocardico senza sopraslivellamento del tratto ST (Nstemi). La distinzione precoce tra Stemi e Nstemi, intesa come diagnosi di lavoro, rappresenta un passaggio cruciale nel percorso diagnostico-terapeutico delle Sca, con implicazioni cliniche, prognostiche e organizzative sostanzialmente differenti. Tale differenziazione, infatti, basata principalmente sull’elettrocardiogramma (Ecg) iniziale, condiziona in modo determinante la tempistica, il setting assistenziale e le strategie terapeutiche. L’approccio clinico ottimale alle Sca richiede una stratificazione precoce del rischio, una diagnosi tempestiva e un percorso terapeutico integrato e gestione dei fattori di rischio a lungo termine. La tempestività e l’appropriatezza di questi interventi sono fortemente correlate alla riduzione della mortalità intra-ospedaliera e a lungo termine. In generale, analisi di registri internazionali come il Grace (Global Registry of Acute Coronary Events) o di dati amministrativi anche italiani, indicano che la mortalità complessiva a 5 anni dopo una Sca può superare il 15–20%, con incidenze significative di nuovi eventi ischemici e rivascolarizzazioni, ictus, o sviluppo di complicanze aritmiche o scompenso cardiaco. Questi numeri sottolineano l’enorme onere clinico, sociale ed economico delle Sca nel contesto delle malattie non trasmissibili, per le quali la prevenzione, il riconoscimento precoce e l’accesso a percorsi di cura efficaci costituiscono obiettivi prioritari di sanità pubblica. I margini di miglioramento nel trattamento delle malattie cardiovascolari, prima causa di morte e d’invalidità Italia, sono ancora molto ampi e questo documento sulle Rbpca conferma come la stretta collaborazione fra istituzioni e società scientifiche sia il modello ideale sa seguire". "Nel paziente anziano con sindrome coronarica acuta non è più appropriato adottare un approccio attendista basato esclusivamente sull’età anagrafica. Le evidenze oggi disponibili indicano che le decisioni devono essere guidate da una valutazione strutturata e complessiva del profilo clinico, della fragilità, delle comorbidità, della disabilità, dello stato cognitivo e degli obiettivi di cura - ricorda Federico Nardi, presidente designato Anmco e direttore Cardiologia dell’Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato (Al) – Quando appropriato, anche nei pazienti più anziani un trattamento standard, inclusa una strategia invasiva, può ridurre il rischio di reinfarto e di rivascolarizzazioni urgenti; nei pazienti più fragili, invece, l’indicazione va calibrata con particolare attenzione alla proporzionalità dell’intervento. Le Raccomandazioni Anmco vanno proprio in questa direzione: superare l’inerzia terapeutica e promuovere un approccio personalizzato, equo e basato sulle migliori evidenze, evitando sia il sottotrattamento sia interventi non proporzionati.”  Leonardo De Luca, chair Anmco Rbpca e direttore cardiologia del Policlinico San Matteo di Pavia, ha sottolineato: “Le Raccomandazioni di Buona pratica clinica assistenziale (Rbpca) sulle sindromi coronariche acute rappresentano un passaggio fondamentale per la cardiologia italiana. Il loro valore risiede non solo nel rigore scientifico, ma soprattutto nella capacità di tradurre le linee guida europee Esc in indicazioni concrete, applicabili e coerenti con il contesto organizzativo e sanitario italiano. Temi cruciali come la tempistica alla coronarografia, il pretrattamento con doppia terapia antiaggregante, la strategia invasiva nel paziente anziano, la coronarografia nel post-arresto cardiaco, la gestione dell’infarto tardivo e l’assistenza ai pazienti nelle aree remote trovano finalmente una sintesi operativa chiara, destinata ad avere un impatto diretto e significativo sulla pratica clinica quotidiana. Queste raccomandazioni - conclude - offrono ai cardiologi e a tutti gli operatori sanitari strumenti decisionali più aderenti alla realtà, contribuendo a ridurre la variabilità dei comportamenti clinici e a migliorare l’equità e la qualità delle cure su tutto il territorio nazionale. Ancora una volta Anmco si conferma punto di riferimento e partner privilegiato delle istituzioni, dimostrando la propria capacità di essere apripista tra le società scientifiche nel promuovere innovazione, appropriatezza e qualità dell’assistenza cardiologica in Italia".  
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Hantavirus, dalla nave agli aerei: assistente di volo Klm con sintomi lievi

(Adnkronos) - Una assistente di volo della Klm è stata sottoposta a test per l'hantavirus dopo aver manifestato sintomi lievi. Lo ha riferito il ministero della Salute olandese all'Afp. L'hostess è attualmente ricoverata all'University Medical Center (Umc) di Amsterdam e sono in corso ulteriori accertamenti, ha spiegato Mischa Stubenitsky, portavoce del ministero. Secondo il media olandese 'Rtl Nieuws', la donna era stata in contatto con la passeggera olandese di 69 anni deceduta a causa del virus a Johannesburg, in Sudafrica.  La donna che aveva viaggiato a bordo della nave MV Hondius era sbarcata il 24 aprile a Sant'Elena e con lei era stata trasferita anche la salma del marito, il primo passeggero della nave a sviluppare la grave sindrome che ne ha poi provocato la morte già a bordo dell'imbarcazione. La moglie aveva sintomi gastrointestinali, ma le sue condizioni peggioreranno durante il viaggio in aereo per Johannesburg, il 25 aprile, come ricostruito dall'Organizzazione mondiale della sanità in un primo report nei giorni scorsi. La sua morte avverrà in un pronto soccorso della città sudafricana il 26 aprile.  
La compagnia di volo Klm ha spiegato che a Johannesburg la donna era salita "brevemente" a bordo di uno dei suoi aerei che doveva partire da Johannesburg diretto ad Amsterdam, ma era stata fatta sbarcare prima del decollo. "A causa delle condizioni del passeggero in quel momento, l'equipaggio ha deciso di non consentirgli di viaggiare", ha dichiarato Klm, riferendosi al volo KL592 da Johannesburg ad Amsterdam del 25 aprile (23.15 ora locale). "Dopo che il passeggero è stato fatto scendere dall'aereo, il volo è ripartito per i Paesi Bassi", ha aggiunto Klm. Le autorità sanitarie olandesi stanno attualmente contattando tutti i passeggeri a bordo del volo "a scopo precauzionale". 
---internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Star Fox debutta su Switch 2 a giugno

(Adnkronos) - Dopo l'apparizione cinematografica nel lungometraggio di Super Mario Galaxy, Fox McCloud si appresta a tornare protagonista nel settore videoludico con un titolo dedicato alla nuova console di casa Nintendo. Durante l'ultimo appuntamento con il Nintendo Direct, la casa di Kyoto ha confermato che Star Fox, un remake profondo dell'originale Lylat Wars per Nintendo 64, sarà disponibile su Nintendo Switch 2 a partire dal prossimo 25 giugno. Il progetto si presenta come una ricostruzione integrale del classico del 1997, caratterizzata da un comparto tecnico aggiornato alle prestazioni del nuovo hardware e da una struttura narrativa arricchita da filmati d'intermezzo dettagliati, dialoghi interamente doppiati e una colonna sonora orchestrale. La trama vede nuovamente la squadra Star Fox impegnata nel contrastare le mire espansionistiche dello scienziato Andross attraverso il sistema stellare Lylat. I giocatori riprenderanno il controllo dell'Arwing esplorando ambientazioni storiche come il vibrante mondo di Corneria o i desolati oceani di Zoness, ora ricostruiti con un livello di dettaglio superiore. La struttura dell'esperienza mantiene la tradizionale progressione a bivi, permettendo di scoprire percorsi alternativi e missioni inedite in base agli obiettivi raggiunti e ai nemici abbattuti durante il volo, garantendo così un'elevata rigiocabilità per chi intende sbloccare le medaglie necessarie per accedere al livello di difficoltà massimo. Oltre alla campagna principale, il titolo introduce una modalità sfida per testare le abilità di pilotaggio su obiettivi specifici e un comparto multiplayer denominato Battaglia, che supporta scontri a squadre quattro contro quattro sia in locale che online. Tra le innovazioni tecniche di questa edizione spicca l'integrazione dei nuovi Joy-Con 2, che permettono di passare a un sistema di puntamento simile a quello di un mouse per una mira più intuitiva, offrendo anche la possibilità di gestire separatamente pilotaggio e artiglieria in cooperativa locale. L'esperienza viene completata da funzionalità sociali avanzate tramite GameChat 2, che includono avatar interattivi in realtà aumentata capaci di replicare le espressioni del giocatore in tempo reale durante le sessioni di gioco condivise. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


California, Meta tenta di annullare condanna per la dipendenza da social

(Adnkronos) - Meta Platforms ha ufficialmente richiesto a un giudice di Los Angeles di annullare la storica sentenza che ha riconosciuto l'azienda responsabile della depressione di una giovane utente. Il caso, considerato un test cruciale per l'intera industria dei social media, riguarda le accuse di aver progettato algoritmi e interfacce studiate per creare una dipendenza patologica nei minorenni. A marzo, una giuria aveva quantificato in 4,2 milioni di dollari il risarcimento dovuto da Meta, affiancando nella condanna anche Google, la casa madre di YouTube, per una cifra di 1,8 milioni. La difesa del colosso guidato da Mark Zuckerberg si poggia sulla Sezione 230 del Communications Decency Act del 1996, una norma federale che storicamente protegge i fornitori di servizi online dai contenuti pubblicati da terzi. Secondo i legali della compagnia, le prove presentate durante il dibattimento collegherebbero il malessere della querelante alla tipologia di post visualizzati, piuttosto che a funzionalità strutturali come lo scorrimento infinito o la riproduzione automatica dei video. Questa distinzione risulta fondamentale nel tentativo di spostare la responsabilità dal design della piattaforma, considerato dai giudici un elemento attivo, alla mera ospitalità di contenuti esterni. Il procedimento rappresenta solo la punta dell'iceberg di una battaglia legale molto più ampia, con migliaia di cause simili promosse da famiglie, istituti scolastici e amministrazioni statali negli Stati Uniti. Mentre anche Google ha annunciato l'intenzione di ricorrere in appello e competitor come Snap e TikTok hanno preferito patteggiare prima dell'inizio del processo, l'esito di questo scontro è destinato a determinare i futuri standard di sicurezza digitale. L'interpretazione della Sezione 230 rimane il nodo centrale che potrebbe ridefinire i confini della responsabilità delle Big Tech nei confronti della salute mentale delle nuove generazioni. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Aifa e Aiom raffrozano collaborazione sui Registri di monitoraggio tumori

(Adnkronos) -   L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) comunicano la costituzione di un tavolo tecnico congiunto finalizzato al rafforzamento della collaborazione istituzionale nell’ambito dell’analisi e della valorizzazione dei dati dei Registri di monitoraggio Aifa. Del tavolo tecnico fanno parte anche la Federazione italiana dei gruppi cooperativi in oncologia (Ficog) e il Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri (Cipomo). L'iniziativa - informa una nota - si inserisce nell’ambito delle attività finalizzate a promuovere l’uso appropriato dei medicinali e a supportare, attraverso analisi strutturate, le funzioni di programmazione, valutazione e governo degli aspetti regolatori del farmaco, nonché la produzione di evidenze scientifiche di elevato valore clinico. La collaborazione già sviluppata nel corso degli anni tra Aifa, Aiom, Ficog e Cipomo - si legge - ha consentito la realizzazione di iniziative congiunte finalizzate alla lettura integrata dei dati dei Registri e all’elaborazione di elementi conoscitivi a supporto della valutazione dell’impiego dei farmaci nella pratica assistenziale. Tale sinergia ha consentito di realizzare analisi comparative tra le caratteristiche dei pazienti trattati nella pratica clinica e quelli inclusi negli studi registrativi, nonché approfondimenti su diverse patologie specifiche. Nel corso della prima riunione sono stati definiti gli ambiti delle analisi, con particolare attenzione all’individuazione di criteri di priorità, valutati sulla base di aspetti regolatori, di impatto assistenziale, di innovatività e rilevanza clinica. "Il patrimonio informativo dei Registri di monitoraggio Aifa rappresenta una risorsa strategica per il sistema oncologico nazionale - dichiara Massimo Di Maio, presidente Aiom -. Rafforzare il dialogo strutturato con Aifa consente di valorizzare in modo appropriato dati raccolti nella pratica quotidiana, contribuendo a una più consapevole definizione delle priorità e a un miglior utilizzo delle risorse disponibili. Ringraziamo il direttore tecnico-scientifico di Aifa, Pierluigi Russo, per aver promosso questa iniziativa, e più in generale ringraziamo Aifa e il presidente Robert Nisticò per l’attenzione alla collaborazione con le società scientifiche”. Il tavolo tecnico - prosegue la nota - opererà quindi come sede stabile di confronto tra l’Agenzia e le rappresentanze professionali coinvolte, al fine di favorire una programmazione condivisa delle attività di analisi dei dati dei Registri di monitoraggio Aifa e di promuovere un utilizzo coerente e coordinato delle informazioni disponibili. "I Registri di monitoraggio Afa costituiscono un’infrastruttura unica nel panorama europeo” - sottolinea il direttore tecnico-scientifico Aifa Pierluigi Russo -. Il rafforzamento della collaborazione con le società scientifiche e le rappresentanze professionali è essenziale per orientare le attività di analisi verso ambiti di massimo rilievo istituzionale e per migliorare continuamente un sistema che supporta le decisioni regolatorie, organizzative e di governance del farmaco. Siamo convinti che il confronto con i medici che operano quotidianamente sui Registri può favorire una maggiore condivisione degli obiettivi e contribuire sia al miglioramento del sistema sia all’efficacia delle attività operative". I Registri di monitoraggio Aifa, operativi dal 2005 - conclude la nota - costituiscono infatti uno strumento centrale per la verifica delle condizioni di rimborsabilità dei medicinali e per l’attuazione degli accordi di rimborso condizionato (Managed entry agreements – Mea). Nel tempo, il Sistema dei registri ha inoltre reso disponibile un patrimonio informativo di particolare rilevanza, utilizzabile per contestualizzare l’impiego dei farmaci nella pratica clinica quotidiana a livello nazionale, fornendo, in tal senso, indicazioni su specifici focus a medici e farmacisti del Servizio sanitario nazionale. 
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)