Dazi, Zoppas (Ice): "Al 25% è altissimo, ma aspettiamo risultati trattative in corso"

(Adnkronos) - "Io dico che un dazio del 25% è altissimo, ma quello che diciamo adesso potrebbe non avere senso tra qualche giorno. Quindi aspettiamo di vedere che cosa succede. È accaduto anche in passato che ci sono stati annunci forti strumentali a negoziazioni. Credo che quindi sia opportuno aspettare i risultati di tutte le trattative in corso, abbiamo una diplomazia molto efficace che naturalmente sta operando insieme a quella europea. Spero che l'Europa, i diversi Paesi che la compongono e l'Italia che vanta un rapporto privilegiato con l’amministrazione americana, riescano in qualche modo a trovare una soluzione migliore possibile, perché oggi non abbiamo bisogno di dazi e barriere tariffarie. Sarebbe opportuna l'unitarietà dell'azione europea, come già ha sottolineato il primo ministro Giorgia Meloni". Così, con Adnkronos/Labitalia, Matteo Zoppas, presidente di Ice Agenzia, sull'annuncio di Trump di dazi al 25% sui prodotti europei.  "Se noi esportiamo 64 miliardi di beni rappresentiamo circa il 10% del totale dell'esportazione verso gli Stati Uniti, siamo un player importante. Ed è necessario scongiurare la possibilità che aziende italiane spostino la produzione dall'Italia proprio a causa dei dazi", sottolinea Zoppas.  E secondo il presidente di Ice "L'effetto dei dazi Usa del 25% sui prodotti italiani ed europei dipenderà naturalmente dalle misure che verranno fissati ad altri Paesi e aree del mondo".  E Zoppas ha sottolineato che vista la preoccupante situazione venutasi a creare sulla possibilità di dazi Usa su prodotti europei e italiani "il ministro Tajani ha avviato un tavolo del Sistema Paese che cerchi soluzioni su cui spingere con gli Stati Uniti e altri Paesi strategici per compensare l’eventuale impatto dei dazi, cercando di raggiungere comunque l'obiettivo di 700 miliardi totali di export. Ci stiamo muovendo come Sistema Paese, Sace, Simest e Cdp per trovare delle soluzioni che massimizzino l’efficacia del nostro operato”, conclude.  (di Fabio Paluccio) ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dazi, Scocchia (illycaffè): "Valutiamo produzione caffè in Usa per mercato americano"

(Adnkronos) - "Non si sa ancora se il caffè sarà una delle categorie merceologiche su cui i dazi verranno imposti, però è ovvio che noi abbiamo iniziato a pensare e già da diverse settimane, visto che il Presidente Trump aveva già annunciato questa sua intenzione in passato, a valutare la possibilità di produrre anche negli Stati Uniti, ovviamente esclusivamente per il mercato americano e questo per ridurre l'impatto di eventuali dazi su produzioni europee, come appunto la nostra. Ovviamente questa valutazione è in corso, vedremo nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, non è una decisione che si prende su due piedi". Così, in un'intervista con Adnkronos/Labitalia, Cristina Scocchia, ad di illycaffè, sull'annuncio da parte del presidente Trump di dazi al 25% sui prodotti europei in entrata negli stati Uniti.  Scocchia ricorda che attualmente illycaffè "importa il caffè verde, la materia prima, da nove Paesi equatoriali, che vanno dal Brasile a Costa Rica, dal Guatemala alla Colombia fino all'Etiopia, fino all'India". "Tutto il caffè verde arriva in Italia, a Trieste. E solo a Trieste noi tostiamo il caffè e lo trasformiamo in barattoli da 250 grammi piuttosto che in barattoli da tre chili o da cinque chili per il nostro canale Horeca. Quindi noi siamo pienamente 'made in Italy', importiamo la materia prima a Trieste, e da qui esportiamo in 140 Paesi del mondo quello che è il prodotto finito", sottolinea. E l'ad sottolinea che "l'export verso gli Usa ad oggi per noi pesa il 20%. Abbiamo l'Italia che rimane il primo Paese col 30% circa del fatturato, il secondo Paese sono gli Stati Uniti, quindi per noi è molto importante, pesa un quinto dell'azienda".  
Illycaffè resta made in Italy
 Per illycaffè Trieste è e resta il fulcro dell'azienda. "A Trieste abbiamo non solo il cuore, abbiamo le origini, abbiamo il Dna e tutta la produzione. In questo momento di tempesta perfetta, abbiamo avuto comunque il coraggio di confermare 120 milioni di investimenti a Trieste, che non sono pochi. Pochi mesi fa abbiamo aperto il cantiere per costruire una nuova tosteria, vogliamo raddoppiare la capacità produttiva. Non siamo andati a cercare paesi esteri dove costa di meno la manodopera o altro, siamo rimasti fieramente italiani e quindi io credo che questo per noi sia veramente un fattore distintivo".  "Per l'aumento della capacità produttiva abbiamo già assunto un'ottantina di persone, ma appunto siamo solo all'inizio e il bello devono ancora venire", sottolinea.  Sui dazi serve una risposta europea Tornando ai dazi Usa per Scocchia "al di là della risposta che può dare la singola azienda, cioè capire se può o non può andare a produrre parte dei propri prodotti sul territorio americano, quello che sarebbe importante in questo momento è elevare lo sguardo e chiedersi cosa potrebbe fare l'Europa per proteggere le aziende europee. E' il momento di intervenire, le aziende non possono andare in ordine sparso a tutelare la propria competitività, la propria possibilità di esportare da sole. Ci vuole appunto una negoziazione a livello europeo", sottolinea.  Secondo Scocchia, "il problema vero è che in questo momento è difficile per l'Europa ovviamente negoziare con gli Stati Uniti, perché l'Europa si trova in una situazione di fragilità economica e di grande dipendenza dall'export". "La crescita negli ultimi anni in Europa è stata molto contenuta, si può dire che l'economia sia stata stagnante. Questo non è mai un punto di forza e in più il 55% del nostro prodotto interno lordo dipende dalle esportazioni e questo ci rende molto vulnerabili, molto fragili. Se noi guardiamo la Cina solo il 37% del Pil cinese è export e se guardiamo gli Stati Uniti addirittura il 25%. Quindi loro sono molto forti come crescita interna, il che dà loro una autonomia e quindi una forza negoziale decisamente diversa dalla nostra", sottolinea. "Posto quindi che l'Europa è in una situazione di fragilità, comunque -sottolinea Scocchia- questo è il momento di intervenire. L'Europa si è sempre costituita e rafforzata nei momenti di crisi, questo è decisamente un momento di crisi, e quindi è un momento in cui ci si aspetta che l'Europa si rafforzi e faccia la sua parte. Perché avvenga, però, è necessario -chiede la manager- che l'Europa innanzitutto acceleri sul processo di integrazione, acceleri sulla messa a fattore comune di ingenti risorse che poi vanno allocate sulle priorità strategiche. In questo momento le priorità strategiche devono essere l'autosufficienza energetica, la difesa comune e gli investimenti in tecnologia. E poi serve un piano industriale, un industrial deal che in Europa non c'è mai stato, perché questo è il momento di proteggere sia l'innovazione, quindi le aziende di tecnologia, sia le aziende tradizionali come noi", aggiunge. La tempesta perfetta sul mercato del caffè "Per il mercato del caffè -spiega Scocchia- siamo in una situazione di tempesta perfetta, mancavano solo i dazi di Trump, che ha appena annunciato. Perché siamo in una situazione di tempesta perfetta? Perché il costo della materia prima, che è il cosiddetto caffè verde, è rimasto stabile a 100-130 centesimi per libra per 6 anni, tra il 2015 e il 2021. Dopodiché è raddoppiato in soli due anni, arrivando l'anno scorso a 250 centesimi per libra. Quindi se si passa da 100-130 a 250 è ovviamente un bel salto. Quando noi speravamo, noi tutti nel settore del caffè, che iniziasse la discesa da questo picco di 250, in realtà quella che è iniziata è una vera e propria accelerazione, che ha portato il caffè verde a 430 centesimi per libra proprio poche settimane fa. E poche settimane fa è stato raggiunto questo record storico, che non si vedeva da oltre 70 anni, di 430 centesimi per libra", sottolinea.  Secondo Scocchia, le ragioni di questa situazione sul mercato del caffè sono diverse. "Ce n'è una più strategica, di lungo termine, che è -spiega- il cambiamento climatico. Ovviamente, negli ultimi anni ci sono stati dei fenomeni meteo avversi, piogge torrenziali, siccità, che si sono alternate in Brasile e in Vietnam, che sono i primi due paesi al mondo a livello di produzione. Però, al di là dei fenomeni climatici che hanno ovviamente ridotto l'offerta e di conseguenza hanno fatto alzare il prezzo, è arrivato anche il problema del canale di Suez, che per diversi mesi non è stato possibile attraversare e questo ha comportato i 20 giorni in più di circumnavigazione dell'Africa. Ma ultimo, e non ultimo, sono arrivate le speculazioni. Perché? Perché il caffè verde è una soft commodity e le speculazioni sulle soft commodities sono state fortissime", aggiunge ancora.  Il ruolo delle speculazioni "A dire il vero, se guardiamo proprio gli ultimi mesi, è la speculazione -sottolinea Scocchia- che tiene alto il prezzo del caffè verde, la nostra materia prima, non l'economia reale. Perché? Perché se è vero, come è vero, che negli ultimi anni i fenomeni meteo avversi ci sono stati, è altrettanto vero che negli ultimi mesi non si sono verificati. Sì, in Brasile in queste settimane piove un po' meno della media storica, ma nulla di drammatico, nulla che possa far pensare che il raccolto abbia un livello qualitativo e quantitativo inferiore alle attese. Quindi, non ci sono fenomeni meteo drammatici, il canale di Suez è in via di risoluzione, le navi nelle ultime settimane hanno reiniziato ad attraversarlo, eppure il prezzo, invece che tornare basso, rimane intorno ai 370 centesimi per libra. Questo perché le speculazioni, quindi la finanza, la sta facendo da padrona rispetto all'economia reale", ribadisce la manager.  Tazzina al bar a 1,20-1,50 euro, crescerà ancora  "Negli ultimi tre anni -spiega Scocchia- il prezzo della tazzina di caffè al bar è aumentato del 15%, a cui vanno aggiunti gli ulteriori incrementi degli ultimi due mesi che non sono ricompresi. Dal nostro osservatorio, possiamo dire che la media nazionale è tra 1,20 e 1,50 euro per tazzina, a seconda che lo si consumi a Nord o a Sud, in una città grande rispetto a città di provincia, però la media è tra 1,20 e 1,50 euro. E onestamente tutte le indicazioni che abbiamo ci parlano di un aumento che potrebbe essere intorno al 15% ulteriore nei prossimi mesi, proprio perché, se il costo caffè verde materia prima rimane così alto, è evidente che le aziende non abbiano scelta e debbano riversare a valle una parte di questo aumento della materia prima". Ottimismo su economia italiana, bene 'primus inter pares' con Usa "Così come in questo momento non sono molto ottimista sull'Europa, perché l'economia stagnante è una grande debolezza così come lo è il fatto che la maggior parte del Pil arriva dalla domanda estera e non da quella interna, al contrario sono ottimista -spiega Scocchia- per quanto riguarda l'economia italiana. Innanzitutto, abbiamo chiuso il 2023 con un +0,7%, il 2024 si stima sia stato chiuso con un +0,5%, quindi è vero che sono 'zero virgola', però ci stiamo comportando molto meglio di Paesi vicini; in più negli ultimi due anni è cresciuta l'occupazione di 830mila persone, la disoccupazione si è ridotta di mezzo milione, il tasso di disoccupazione è al 4% ai minimi storici. In più abbiamo acquisito di recente una posizione di 'primus inter pares' nei rapporti con gli Stati Uniti e questo, va ammesso, è un bel vantaggio competitivo. Finalmente possiamo giocarci le nostre carte come Italia".  Secondo Scocchia, "ci sono tanti segnali positivi sull'economia italiana che ci fanno ben sperare, ci fanno capire che è vero che la strada è ancora lunga, però stiamo recuperando negli ultimi due anni le posizioni perse in passato". "Questo è rassicurante per un'azienda appunto fieramente italiana come siamo noi", aggiunge. E sull'intervento del governo sulle bollette energetiche conclude: "E' incoraggiante vedere che ci sia attenzione a problematiche quali il caro energia, perché è ovvio che quando parliamo di competizione globale vuol dire che le nostre aziende si confrontano con aziende americane che hanno appunto un mercato di sbocco più ampio, meno regolamentazione, un costo della bolletta inferiore, hanno supporti che in Europa non abbiamo. Quindi, questa attenzione ulteriore è un segnale positivo", conclude.  (di Fabio Paluccio)   ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Kia EV Day 2025: debutto di EV4, PV5 e del Concept EV2

(Adnkronos) -
Kia Corporation ha svelato, in occasione dell’EV Day 2025 a Tarragona (Spagna), tre nuovi modelli che segnano un’importante evoluzione nella sua strategia di elettrificazione: EV4, PV5 e il Concept EV2. Questi veicoli rappresentano il nuovo corso del marchio nel settore della mobilità elettrica, confermando il suo ruolo di leader nell’innovazione e nell’espansione del mercato globale degli EV.  L’evento ha visto il debutto della EV4, la prima berlina e hatchback 100% elettrica del brand. Presentato inizialmente come concept all'EV Day 2023 a Seul, questo modello amplia l’offerta elettrica di Kia, affiancandosi ai già premiati EV6 e EV9. Con il suo design moderno e una tecnologia avanzata, EV4 si propone come una scelta innovativa nel segmento C, offrendo un equilibrio tra prestazioni, comfort e accessibilità. A completare la gamma elettrica futura, il Costruttore coreano ha introdotto il Concept EV2, un SUV compatto di segmento B pensato per rendere la mobilità elettrica ancora più accessibile. Con caratteristiche che superano gli standard della categoria, EV2 promette un’esperienza di guida avanzata e una maggiore democratizzazione della tecnologia EV. Infine, la PV5 rappresenta una rivoluzione nel settore delle piattaforme modulari elettriche. Presentato inizialmente come concept al CES 2024 di Las Vegas, il PV5 è il primo modello della nuova strategia Platform Beyond Vehicle (PBV). Progettato per offrire la massima versatilità, introduce soluzioni innovative per il trasporto urbano e commerciale, grazie a una piattaforma dedicata che integra avanzamenti significativi in termini di hardware, software e personalizzazione.  Oltre alla presentazione dei nuovi modelli, Kia ha sfruttato l’EV Day 2025 per delineare gli sviluppi futuri della propria strategia globale. L’obiettivo è consolidare il proprio ruolo di leader nella mobilità elettrica, ampliando l’offerta e rendendo sempre più accessibili i veicoli a zero emissioni. 
Ho Sung Song, Presidente e CEO di Kia, ha dichiarato: "Kia è determinata a diventare un punto di riferimento mondiale per i veicoli elettrici e le soluzioni di mobilità sostenibile. Con modelli come EV4 e Concept EV2 puntiamo a rendere l’elettrificazione alla portata di tutti, offrendo nuove opportunità ai clienti di ogni segmento."
 Nel contesto dell’EV Day, Kia ha anche annunciato la nuova piattaforma dedicata PBV E-GMP.S (Electric-Global Modular Platform for Service), che consente un livello di configurazione senza precedenti grazie a un sistema modulare innovativo. Inoltre, è stato presentato il Kia AddGear, un programma di accessori per personalizzare i PBV in base alle esigenze specifiche di utilizzo. Un’altra novità riguarda la collaborazione con Samsung Electronics per l’integrazione di SmartThings Pro, un sistema IoT ottimizzato per i PBV, che migliora la connettività e l’efficienza grazie a un’ampia gamma di servizi plug & play.  Kia EV Day 2025 ha visto l’esposizione di nove modelli, tra cui quattro varianti di EV4 (due berline e due hatchback) e quattro versioni di PV5: Cargo, Passenger, Wheelchair Access Vehicle (WAV) e Crew. Quest’ultima, in particolare, rappresenta la conversione di punta del PBV, sviluppata e prodotta direttamente dal Marchio. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Alpine A110 R 70: 70 anni di passione

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Alpine compie 70 anni e celebra la sua eredità con una versione esclusiva della sua sportiva più iconica: l’A110 R 70. Questa edizione limitata, prodotta in soli 770 esemplari, incarna lo spirito delle competizioni e il DNA del marchio, con soluzioni tecniche e aerodinamiche ispirate al motorsport. Progettata per offrire un’esperienza di guida estrema, la Alpine A110 R 70 anticipa il futuro della gamma, che nei prossimi 12 mesi vedrà importanti evoluzioni, in attesa della futura A110 elettrica. La nuova A110 R 70 è un concentrato di tecnologia e materiali ultraleggeri. Il carbonio domina la scena, dalla carrozzeria ai cerchi da 18 pollici, contribuendo a una massa ridotta e a una dinamica di guida affinata al millimetro. Il telaio, derivato dalla versione A110 R, è stato ulteriormente perfezionato per offrire massima reattività e precisione su strada e in pista. Sotto il cofano pulsa il motore 1.8 turbo da 300 CV (215 kW) e 340 Nm di coppia, abbinato a una trasmissione che esalta la spinta in ogni marcia. La dotazione tecnica include pneumatici Michelin PS CUP 2 per una tenuta ottimale, impianto frenante Brembo disponibile in sette varianti cromatiche e un sistema di scarico Akrapovic, capace di amplificare il sound aggressivo della vettura.  Accanto alla A110 R 70, Alpine rinnova la gamma con l’introduzione della A110 GTS, una versione che coniuga sportività e comfort. Basata sul telaio della A110 S, questa variante mantiene le prestazioni di una vera coupé sportiva, ma con una maggiore attenzione al piacere di guida quotidiano. Dotata dello stesso motore 1.8 turbo da 300 CV, la GTS può essere equipaggiata con un pacchetto aerodinamico opzionale derivato dalla A110 R, che include minigonne, splitter anteriore e un alettone posteriore in carbonio per un maggiore carico aerodinamico. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Mercedes eActros 600, il primo trattore completamente elettrico

(Adnkronos) - L’azienda di trasporti, LC3 Trasporti, con sede a Gubbio segna un nuovo capitolo nel trasporto sostenibile presentando il nuovo Mercedes eActros 600, il primo trattore completamente elettrica progettata anche per il lungo raggio e per il trasporto pesante. Questa combinazione all’avanguardia è particolarmente adatta per il trasporto a temperatura controllata e questo è solo il primo dei trenta eActros 600 in arrivo nel parco mezzi della LC3 Trasporti.
 

Finalmente l’attesa è finita. Due anni fa, al Green Logistic Expo di Padova, abbiamo annunciato insieme a Mercedes-Benz Trucks l’arrivo dei primi eActros 600. Oggi siamo orgogliosi di essere i primi in Italia a metterli su strada,” ha dichiarato Michele Ambrogi, Direttore Operativo di LC3 Trasporti. “

Come già fatto con l’alimentazione a metano, anche questa volta anticipiamo il mercato con una soluzione green innovativa. La risposta dei nostri clienti è stata molto positiva, e, una volta completati i test, avvieremo le prime tratte operative a impatto zero”.

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3Bee lancia XNatura per rivoluzionare il monitoraggio ambientale

(Adnkronos) - In occasione della Giornata Mondiale della Natura, la naturetech 3Bee srl ha annunciato il lancio di XNatura, una nuova divisione dedicata al monitoraggio avanzato degli impatti ambientali. Utilizzando un approccio integrato che combina intelligenza artificiale, sensori IoT, tecnologie satellitari e cloud computing, XNatura si propone di digitalizzare e ottimizzare la gestione dei rischi e degli impatti su natura, biodiversità e clima. Al contempo, 3Bee continua a focalizzarsi sulla creazione di un impatto positivo, sia ambientale che sociale, attraverso progetti di rigenerazione del territorio come le Oasi della Biodiversità e iniziative di educazione ambientale dedicate. Grazie alla collaborazione con apicoltori e agricoltori professionisti, scuole e comunità locali, 3Bee prosegue il suo percorso di divulgazione dell’importanza della biodiversità, promuovendo un approccio che mette al centro la dimensione umana, incoraggiando il coinvolgimento diretto delle persone. “3Bee continuerà a rafforzare la resilienza del territorio, promuovendo progetti di rigenerazione ambientale, come le Oasi della Biodiversità, e iniziative di sensibilizzazione rivolte a cittadini, scuole, aziende e municipalità” - afferma Niccolò Calandri, CEO di 3Bee. “Al contempo, XNatura intraprenderà un percorso parallelo, in linea con la sua natura tecnologica e innovativa. Grazie all’esperienza acquisita in questi anni, abbiamo creato una divisione altamente specializzata nell'analisi di natura, biodiversità e clima, che combina intelligenza artificiale, big data, remote sensing satellitare e sensori IoT”.   XNatura rappresenta l'evoluzione tecnologica nel campo del monitoraggio ambientale. Con il suo modello di intelligence, la divisione mira a fornire strumenti data-driven a imprese, municipalità e parchi naturali per una gestione ambientale più informata e responsabile. La piattaforma Environmental Platform di XNatura, il primo prodotto lanciato, permette agli utenti di monitorare e analizzare gli impatti ambientali attraverso diverse Suite tematiche, conformi agli standard ESRS per la rendicontazione di sostenibilità. Questi strumenti coprono vari aspetti cruciali quali il cambiamento climatico, l'inquinamento, le risorse idriche, la biodiversità e gli ecosistemi. Con piani di continua evoluzione e sviluppo, XNatura prevede di rilasciare nuove versioni della sua piattaforma nei prossimi mesi per ampliare la copertura dei dati e integrare ulteriori informazioni dettagliate, rispondendo così efficacemente alle crescenti esigenze di monitoraggio, reportistica e conformità normativa. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Il 10% dei bimbi in età scolare ha difficoltà linguistiche, Manifesto logopedisti

(Adnkronos) - Il 10% dei bambini in età scolare ha difficoltà linguistiche, che possono variare da un 'semplice' ritardo del linguaggio o difetti di pronuncia, fino a disturbi dell'apprendimento più complessi. Parliamo di circa 1 milione di bambini e ragazzi, che sono tanto più evidenti e possibili in contesti di svantaggio sociale e culturale. Lo attesta il manifesto promosso dall'Atlas Think Language First, che intende mettere in luce come la mancata presa in carico di un iniziale disturbo del linguaggio possa precludere lo sviluppo del potenziale del bambino, fino a raggiungere livelli di vera e propria limitazione linguistica.  Per questo propone 5 'best practice' con cui agire per tempo: 1. Favorire l'incontro 'reale' con l'ambiente limitando l'utilizzo di strumenti digitali e tecnologie; 2. Promuovere un tempo libero di qualità e di interazione; 3. Includere il linguaggio e l'interazione sociale fra gli stili di vita sani; 4. Arricchire l'ambiente di stimoli; 5. Valorizzare il logopedista come professionista in grado di curare il disturbo del linguaggio e promuovere un contesto ambientale favorevole. Questi sono anche i 5 punti chiave al centro della Giornata europea della logopedia 2025 (6 marzo), che ha l'obiettivo di abbattere il rischio di barriere comunicazionali e definire politiche che promuovano l'interazione tra linguaggio e ambiente. Temi su cui la Federazione dei logopedisti italiani (Fli), dal 3 al 7 marzo, apre le proprie linee telefoniche a cittadini e pazienti dalle 15 alle 17 al numero 345.2754760. Non solo: il 6 marzo si terrà un webinar aperto a tutti i cittadini. Le informazioni sono sul sito www.fli.it e sui social media Fli. "Questo manifesto, ideato dai nostri colleghi inglesi, è straordinario. Come logopedisti sottolineiamo da sempre il ruolo cruciale dell'ambiente, ricco di stimoli, strutturato, come fonte per l'acquisizione di vocaboli, parole, esperienze - spiega Tiziana Rossetto, logopedista e presidente della Fli - Tutto questo, integrato a stimoli visivi e sonori, contribuisce a favorire lo sviluppo e il mantenimento delle competenze comunicative. Queste ultime, a loro volta, sono un fattore chiave per la salute della persona".  Crescono inoltre le evidenze secondo cui la stimolazione linguistica, inclusa la lettura condivisa di libri, da parte della famiglia nei primi mesi e anni di vita, promuova competenza e capacità comunicative presenti e future del bambino. Non solo. "Anche la stimolazione extralinguistica, come una passeggiata nella natura, una visita al museo, la frequentazione di un centro sportivo, sono dei 'plus' importanti per le abilità comunicazionali - precisa Francesco Campanella, logopedista del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell'Università di Trento - Tutte queste stimolazioni, in modo graduale e funzionale all'età, se necessario anche con il supporto del logopedista, vanno proposte al bambino a partire dai primi 2 anni di vita; rappresentano infatti dei mattoni per la sua formazione futura, sociale, scolastica, relazionale e successivamente professionale". "L'ambiente, nella sua complessità, deve essere pertanto un luogo accessibile a tutti, di inclusione e promotore delle potenzialità individuali - dichiara Marco Simoni, logopedista del Centro regionale invecchiamento cerebrale dell'Azienda ospedale università di Padova - con un impegno che deve prolungarsi nell'intera vita della persona. Vi è infatti evidenza che anche in età adulta l'ambiente influenza le competenze comunicative e cognitive, prevenendo ad esempio il decadimento cognitivo patologico. Ciò significa che, accanto a un'alimentazione sana e alla pratica fisica, anche mantenere una rete di relazioni sociali in contesti ambientali positivi costituisce un 'determinante' di salute". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ricerca è italiana la più grande rete europea di studi sul cervello

(Adnkronos) - E' italiana la più grande rete europea di ricerca sul cervello. Si chiama Mensys e ha triplicato negli ultimi mesi i centri coinvolti, aggiungendo nuovi tasselli alla mappa degli studi in corso. Si lavora per: svelare il meccanismo alla base delle difficoltà nei pazienti con Alzheimer e Parkinson a riconoscere le espressioni facciali, fondamentali per comunicare con gli altri, e individuare un possibile trattamento. Utilizzare cervelli 'in miniatura' creati da cellule staminali pluripotenti, riprogrammate in neuroni, per testare nuove terapie contro le demenze. Prevenire i disturbi del neurosviluppo nei neonati prematuri, grazie alla potenziale azione antiossidante di soia e olio di oliva. I numeri di Mnesys, presentati in occasione del III Annual Meeting, in corso a Genova, al Palazzo della Meridiana, disegnano una realtà complessa: oltre 60 centri in più, coinvolti negli ultimi sei mesi, per un totale di 90, tra i migliori atenei pubblici e privati, istituti di ricerca, Irccs e imprese. 600 pubblicazioni e circa 300 progetti attivi a oggi, di cui oltre 90 avviati dal giugno scorso, finanziati con 23 milioni di euro, grazie ad appositi 'bandi a cascata'. Altri 200 giovani ricercatori, assunti in poco più di un anno, per un totale di circa 800 scienziati italiani, a caccia di nuovi test e terapie per la diagnosi precoce e la cura delle malattie del sistema nervoso, con trattamenti modellati sui pazienti.  'Mnesys- commenta Antonio Uccelli, responsabile scientifico del progetto e direttore scientifico dell’Ospedale Policlinico San Martino - è una vera brain venture di gruppi di lavoro distribuiti in tutta Italia, guidata dall’Università di Genova, in sinergia con l’ospedale San Martino, e avviata a fine 2022 grazie al fondo record di 115 milioni di euro, stanziato dal Pnrr, (Missione 4). Un progetto imponente e complesso in crescita esponenziale, che ha visto aggiungersi ai 25 enti fondatori, altri 65 centri negli ultimi sei mesi, tra le istituzioni più prestigiose nel campo delle neuroscienze, come ad esempio l’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Cnr di Roma, l’Università Sapienza e il San Raffaele di Milano-. Ciò significa che, ad oggi, tutte le migliori istituzioni italiane che fanno ricerca sul cervello, ingaggiate tramite appositi 'bandi a cascata', sono coinvolte in questo progetto unico al mondo, che è diventato la rete europea più estesa e all’avanguardia". "In questo progetto, senza precedenti e in continua crescita – dichiara Enrico Castanini, presidente Mnesys - oggi si stabilisce una tappa fondamentale per analizzare i traguardi raggiunti e per avviare le attività di trasferimento tecnologico che ne seguiranno. Tale bagaglio di conoscenze scientifiche ci permetterà di passare dalle scoperte teoriche a concreti benefici per la società, in totale allineamento con l’obiettivo ultimo del Pnrr: generare ricadute tangibili e durature per i cittadini, migliorando di conseguenza la qualità della vita di tutti noi grazie all'uso delle nuove tecnologie". Mnesys, aggiunge Sergio Martinoia, ordinario di Bioingegneria all’Università di Genova e coordinatore del comitato scientifico, "si affida a un approccio 'multi-scala' che parte dallo studio delle singole molecole, fino all’analisi delle interazioni sociali, passando dalla genetica, ai modelli animali, per arrivare a studi di popolazione. I programmi di ricerca avviati con 600 pubblicazioni e circa 300 progetti attualmente attivi, spaziano in tutti gli ambiti delle neuroscienze, dall’indagine degli aspetti fisiologici, come lo sviluppo del cervello nei neonati, alla ricerca di nuove strategie contro le malattie neurodegenerative, attraverso l’integrazione tra medicina e tecnologie informatiche applicate al cervello. Su questo fronte Mnesys ha obiettivi quanto mai ambiziosi, cercando soluzioni per patologie come Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, ictus, depressione, che insieme affliggono il 30% della popolazione italiana".  "A questo scopo Mneys ha sviluppato approcci innovativi come la creazione di avatar digitali del cervello umano per studiare le malattie neurologiche e la risposta ai farmaci, individuato nuovi biomarcatori come, ad esempio, due proteine in grado di anticipare lo sviluppo della sclerosi multipla, fino a identificare di nuovi bersagli terapeutici come, tra gli altri, la proteina anti-colesterolo PCSK9 la cui inibizione nel cervello ha un ruolo chiave nel trattamento della malattia di Alzheimer", sottolinea Uccelli.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Alimenti, addio a Nutriscore in Ue, ma Commissione non lo dice

(Adnkronos) - Il tentativo di allargare a tutta l'Ue il Nutriscore, un sistema di etichettatura degli alimenti che usa i colori e le lettere in uso in Francia e altri Paesi europei, è fallito. Lo riporta un'inchiesta della cellula investigativa di Radio France, secondo la quale la Commissione Europea ha "rinunciato" ai suoi intenti, "sotto la pressione delle lobby dell'Italia". Interrogati in merito oggi a Bruxelles durante il briefing, i portavoce dell'esecutivo Ue hanno evitato di rispondere, come accade sempre più spesso, alle ripetute domande dei cronisti sull'argomento, ammettendo tuttavia che resta "una sfida" raggiungere "soluzioni comuni" su una materia simile. I portavoce non hanno mai smentito quanto riportato da Radio France, cosa che, in mancanza di indicazioni contrarie, suona come una conferma. "Rimaniamo impegnati a fornire ai consumatori informazioni trasparenti, in modo che possano fare le loro scelte al supermercato e altrove" in modo consapevole, ha detto la portavoce Anna Kaisa Itkonen.  Alla domanda se l'inchiesta di Radio France abbia riportato il vero o no, Itkonen ha ripetuto: "Quello che posso dire oggi su questo argomento è che abbiamo un impegno a fornire informazioni trasparenti ai nostri consumatori e continueremo questo lavoro, in collaborazione con i nostri Stati membri, per arrivare ad una soluzione che sia la migliore anzitutto per i consumatori".  Alla domanda di un cronista, il quale ha fatto notare che durante un recente briefing tecnico si è appreso che, in materia di etichettatura, la Commissione lavora su criteri come il benessere animale e l'origine dei prodotti, la viceportavoce capo Arianna Podestà ha risposto che "si trattava di un briefing tecnico e non penso che sia opportuno per noi continuare. Anna Kaisa ha già detto quello che poteva dire sull'argomento. Possiamo discuterne dopo, oppure in bilaterale". A chi ha chiesto se la Commissione abbia rinunciato perché ha concluso che il Nutriscore, come hanno sostenuto a più riprese politici italiani di ogni schieramento, è eccessivamente simplicistico e basato su criteri discutibili, ltkonen ha risposto che "la nostra priorità sono sempre i nostri consumatori, quello che mangiano e come possono prendere le loro decisioni nei negozi, nei ristoranti, eccetera. Quindi, abbiamo fatto un lavoro esteso sull'etichettatura alimentare e questo ha confermato quanto sia complessa la questione. Ha evidenziato anche che la sfida è come raggiungere soluzioni comuni, ma nel complesso la nostra priorità rimangono i consumatori e riuscire a fornire loro informazioni trasparenti". Il Nutriscore è largamente usato in alcuni Paesi europei, fornendo al consumatore informazioni sintetiche e immediatamente comprensibili. Viene però anche criticato, perché non di rado produce esiti discutibili: per esempio, in Belgio le patatine fritte surgelate vengono smerciate con una valutazione A verde, come se fossero spinaci. Ma le 'frites', orgoglio nazionale del Belgio insieme alla birra e alle praline, non si mangiano lesse: devono essere fritte, e possibilmente rifritte ad una diversa temperatura, meglio se nel blanc de boeuf, una sorta di strutto di manzo che dà loro un gusto e una croccantezza particolari. Non fritte sono praticamente immangiabili, a meno che non si utilizzi una friggitrice ad aria, con un risultato comunque meno gradevole al palato.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Scoperta incredibile a Ercolano: un cervello umano è stato vetrificato durante l'Eruzione del 79 d.C.

(Adnkronos) - Durante gli scavi nel Parco Archeologico di Ercolano, un team di ricercatori italo-tedeschi ha fatto una scoperta straordinaria: il cervello di una vittima dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. è stato trasformato in vetro. Questo fenomeno di vetrificazione cerebrale, documentato nello studio pubblicato su "Scientific Reports", rappresenta un caso unico nel suo genere. In natura il vetro è una materiale poco comune perché la sua formazione richiede un rapido raffreddamento dallo stato liquido, tale da non permetterne la cristallizzazione quando diventa solido. Estremamente più difficile che si formi e si conservi un vetro da materiale organico poiché essendo composto per gran parte da acqua - che è liquida a temperatura ambiente - si può trasformare in vetro solo abbassando rapidamente la temperatura molto al di sotto dello zero e conservare come tale a quelle temperature.
 Il ritrovamento di materiale cerebrale vetrificato a Ercolano richiede dunque condizioni molto specifiche che sono state svelate da un team italo-tedesco di ricercatori guidato dal vulcanologo Guido Giordano del Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre e appena pubblicate su Scientific Reports
dal titolo “Unique formation of organic glass from a human brain in the Vesuvius eruption of 79 CE”. 
Le analisi - che hanno incluso l'acquisizione di immagini in microscopia elettronica, la spettrometria Raman ed esperimenti calorimetrici sui frammenti di cervello - hanno dimostrato che la vetrificazione cerebrale è avvenuta attraverso un processo del tutto unico di rapida esposizione del materiale organico prima ad altissima temperatura, almeno 510 °C, e di un suo successivo ancor più rapido raffreddamento. Il vetro che si è formato come risultato di questo processo ha permesso una preservazione integrale del materiale cerebrale e delle sue microstrutture.  Il gruppo di ricerca ha osservato che il materiale cerebrale non si sarebbe potuto vetrificare se l'individuo fosse stato riscaldato esclusivamente dai flussi piroclastici che hanno seppellito Ercolano, poiché i depositi di questi flussi, le cui temperature non hanno superato i 465 gradi Celsius, si sono raffreddati molto lentamente ed avrebbero totalmente distrutto il materiale organico a meno che esso non si fosse già trasformato in vetro. “Sulla base delle nostre scoperte e dell’analogia con moderne osservazioni sulle eruzioni vulcaniche –
racconta il prof. Guido Giordano
- ipotizziamo che nel 79 d.C. si sia verificato tale scenario: dopo le prime ore di eruzione che produssero la colonna eruttiva osservata e descritta da Plinio il Giovane, nella notte del 24 agosto (o forse 24 ottobre come recenti scoperte suggeriscono) iniziarono i primi flussi piroclastici che progressivamente distrussero Ercolano. Il primo di essi raggiunse la città solo con la sua parte di nube di cenere diluita ma caldissima, ben oltre i 510 gradi Celsius. Lasciò a terra pochi centimetri di cenere finissima, ma l’impatto termico fu terribile e mortale, seppur sufficientemente breve da lasciare - almeno nell’unico caso del ritrovamento nel Collegium Augustalium – resti di cervello ancora intatti. La nube deve essersi poi altrettanto rapidamente dissipata, consentendo a questi resti di raffreddarsi così rapidamente da innescare il processo di vetrificazione. Solo più tardi nella notte la città fu completamente seppellita dai depositi dei flussi piroclastici. Questo scenario è di grandissima importanza non solo per la ricostruzione storica e vulcanologica, ma anche ai fini di protezione civile, perché definisce un’altissima pericolosità anche per flussi molto diluiti che non hanno grandi impatti sulle strutture ma che possono essere letali per le loro temperature, la cui conoscenza può tradursi in efficaci misure di prevenzione e mitigazione”.  

Lo scheletro del guardiano nel suo letto di legno (foto P.P.Pertrone)

 

 
Il dott. Danilo Di Genova ha sottolineato l’importanza delle analisi sperimentali che hanno consentito di definire la storia termica del materiale. “Per comprendere il processo di vetrificazione abbiamo condotto delle analisi sperimentali riportando i frammenti di cervello alle temperature a cui si sono trasformati in vetro con cicli di riscaldamento e raffreddamento a velocità variabili con apparecchiature molto sofisticate, grazie ad una collaborazione tra CNR-ISSMC, il Dipartimento di Scienze di Roma Tre e la Technische Universität Clausthal."  

Veduta del sito archeologico di città di Ercolano (Foto P.P. Petrone)

 

 

 
Il prof. Pier Paolo Petrone ringrazia la decennale collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano e, in particolare, con il suo direttore, Dr. Francesco Sirano, che ha consentito la scoperta e lo studio del cervello, e sottolinea l’eccezionalità del ritrovamento. “Un materiale cerebrale e spinale come questo, vetrificato, non solo non è mai stato trovato in nessun’altra delle centinaia di scheletri di vittime dell’eruzione vesuviana del 79 d.C., ma costituisce l’unico esempio del genere conosciuto al mondo. È probabile che le particolari condizioni verificatesi all’inizio dell’eruzione nel luogo di rinvenimento, nonché la protezione delle ossa del cranio e della colonna vertebrale dell'individuo abbiano creato le condizioni perché il cervello e il midollo osseo sopravvivessero all’impatto termico, permettendo poi di formare questo vetro organico unico”.  Immagine di cover realizzata con il supporto di DALL-E ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)