Motorola al MWC 2026: pieghevoli 'd’oro' e un nuovo sensore
(Adnkronos) - Il protagonista hardware del Mobile World Congross, per Motorola, è il nuovo edge 70 fusion, che si distingue per essere il primo smartphone a integrare il sensore fotografico Sony LYTIA 710 da 50MP con stabilizzazione ottica. Il dispositivo monta un display Extreme AMOLED da 6,78 pollici con frequenza di aggiornamento a 144Hz e una luminosità di picco che raggiunge i 5200 nit. Sotto la scocca si trova la piattaforma Snapdragon 7s Gen 3, supportata da batterie con capacità fino a 7000 mAh e ricarica rapida TurboPower da 68W. In qualità di partner ufficiale della FIFA World Cup 2026, Motorola ha presentato una collezione dedicata che include il nuovo motorola razr fold e una versione speciale dell’edge 70 fusion. Entrambi i modelli sono caratterizzati da accenti placcati in oro 24 carati e finiture che richiamano la texture dei palloni da calcio. Il razr fold, in particolare, introduce un display interno pieghevole da 8,1 pollici e un pannello esterno da 6,6 pollici, posizionandosi come un prodotto di fascia ultra-premium con un prezzo di pre-ordine fissato a 2399 euro, che include un biglietto per una partita del mondiale. La collaborazione si estende al software con il gioco arcade FIFA Heroes, ottimizzato per sfruttare l'ampio schermo del pieghevole. L’espansione dell’ecosistema passa anche per il settore audio con i nuovi moto buds 2 plus e moto buds 2. I primi sono stati sviluppati con tecnologia Sound by Bose e driver Knowles per garantire una fedeltà sonora elevata, supportata dalla cancellazione attiva del rumore dinamica e dall’audio spaziale. I moto buds 2 puntano invece sull’autonomia, offrendo fino a 48 ore di utilizzo totale. Entrambi i modelli integrano funzionalità basate su moto ai, come la sintesi delle notifiche o la traduzione in tempo reale, attivabili direttamente dagli auricolari su dispositivi compatibili. Sul fronte della sicurezza e delle soluzioni aziendali, Motorola ha annunciato una partnership a lungo termine con la GrapheneOS Foundation per sviluppare dispositivi con standard di protezione avanzati e compatibilità con il loro sistema operativo rinforzato. Contestualmente, è stata introdotta la piattaforma Moto Analytics per la gestione delle flotte aziendali e un aggiornamento per Moto Secure denominato Private Image Data. Quest'ultima funzione permette di eliminare automaticamente i metadati sensibili dalle fotografie, come la posizione geografica, agendo direttamente in background per tutelare la privacy dell'utente.
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Honor punta sui robot: umanoidi ma anche nello smartphone
(Adnkronos) - In occasione del Mobile World Congress 2026, Honor ha tracciato la rotta per la propria trasformazione tecnologica attraverso l’evoluzione dell’Alpha Plan, una strategia strutturata sui tre pilastri Alpha Phone, Alpha Store e Alpha Lab. La visione presentata a Barcellona, definita Augmented Human Intelligence, mira a superare il tradizionale concetto di software reattivo per approdare a un’integrazione fisica e sensoriale tra uomo e macchina. Secondo quanto dichiarato dal CEO James Li, l’obiettivo del marchio è coniugare quoziente intellettivo ed emotivo, trasformando la ricerca avanzata in esperienze reali capaci di rispondere con empatia alle necessità dell’utente, semplificando la complessità tecnologica attraverso l’hardware intelligente. L’innovazione più radicale della kermesse è rappresentata dall’Honor Robot Phone, un dispositivo che inaugura una nuova categoria merceologica unendo la telefonia alla robotica mobile. Il terminale non si limita a elaborare dati, ma è dotato di percezione spaziale e capacità motorie grazie a un sistema gimbal 4DoF ultracompatto e a micromotori ad alte prestazioni, sviluppati applicando le competenze maturate nel settore dei pieghevoli. Questa architettura consente allo smartphone di muoversi fisicamente, offrendo videochiamate con inquadratura a 360 gradi che seguono l’interlocutore e interagendo attraverso un linguaggio del corpo emotivo, fatto di cenni del capo e movimenti ritmici, superando i limiti della tecnologia statica per favorire un’interazione più naturale e intuitiva. Dal punto di vista tecnico, il Robot Phone integra un sensore fotografico da 200 megapixel assistito da un sistema di stabilizzazione a tre assi che garantisce fluidità anche in scenari dinamici. Funzionalità come l’AI SpinShot e l’AI Object Tracking permettono rotazioni cinematografiche automatiche a 90 e 180 gradi, rendendo possibile la realizzazione di contenuti professionali con l’uso di una sola mano. La sfida ingegneristica ha richiesto un ripensamento totale della componentistica interna, utilizzando materiali ad alta resistenza per contenere pesi e ingombri in dimensioni microscopiche, garantendo al contempo l’affidabilità necessaria per un dispositivo destinato al movimento costante. Parallelamente alla ricerca sulla robotica, HONOR ha presentato il Magic V6, nuovo punto di riferimento nel mercato dei pieghevoli per ingegneria e autonomia. Con un profilo chiuso di soli 8,75 millimetri e certificazioni IP68 e IP69, il dispositivo introduce la quinta generazione di batterie al silicio-carbonio sviluppate in collaborazione con ATL. Grazie a un contenuto di silicio del 25%, il terminale ospita un’unità da 6.660 mAh, ridefinendo gli standard di densità energetica del settore. L’azienda ha inoltre mostrato in anteprima la futura Blade Battery, che con un contenuto di silicio del 32% promette di portare i dispositivi pieghevoli nell’era delle batterie da 7.000 mAh senza comprometterne la sottigliezza. L’esperienza d’uso del Magic V6 è supportata da due schermi LTPO 2.0 con frequenza di aggiornamento adattiva da 1 a 120Hz e picchi di luminosità che raggiungono i 6.000 nit sul pannello esterno. L’attenzione al comfort visivo è garantita da tecnologie di regolazione della luminosità a 4320Hz e dal sistema AI Defocus, mentre la resistenza è affidata a un vetro flessibile ultrasottile che riduce la profondità delle pieghe del 44%. Equipaggiato con la piattaforma Snapdragon 8 Elite Gen 5 e un sistema di raffreddamento a camera di vapore, il dispositivo è progettato per gestire multitasking evoluto e carichi di lavoro intensi, mantenendo una piena interoperabilità con l’ecosistema Apple per favorire la produttività cross-platform. L’offerta si espande ulteriormente con il tablet MagicPad 4 e il laptop MagicBook Pro 14. Il primo, caratterizzato da uno spessore di 4,8 millimetri e un display OLED 3K a 165Hz, integra il nuovo Linux Lab nelle opzioni sviluppatore per l’esecuzione dell’assistente AI OpenClaw. Il MagicBook Pro 14 punta invece sull’efficienza dei processori Intel Core Ultra Series 3 e su un pannello OLED da 14,6 pollici. Il Magic V6 arriverà nei mercati selezionati nella seconda metà del 2026, mentre il MagicPad 4 sarà disponibile già dal 2 marzo con un prezzo di partenza fissato a 599,90 euro per la versione da 256 GB durante la fase di lancio. Le configurazioni complete di tastiera e pennino saranno proposte a partire da 649,90 euro, confermando la volontà di Honor di posizionare le proprie soluzioni AI in una fascia di mercato competitiva ma di alto profilo tecnologico. In occasione dell'evento di lancio, Honor ha anche presentato il suo primo robot umanoide, segnalando una più ampia strategia volta a sfruttare la propria esperienza nella tecnologia mobile per creare robot di livello consumer. I robot di Honor si concentreranno su tre scenari principali: assistenza allo shopping, ispezioni sul posto di lavoro e, in particolare, compagnia di supporto. A differenza delle aziende di robotica tradizionali, Honor promette una profonda comprensione degli utenti sviluppata attraverso i suoi smartphone e dispositivi connessi.
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Bimbo Napoli, Fnopi: "No battaglie ideologiche su dolore famiglia e competenze infermieri"
(Adnkronos) - La Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi) "prende le distanze da qualsiasi comunicazione che generi solo ulteriore disagio in pazienti e cittadini rispetto alla triste vicenda del piccolo Domenico. Rilanciare dichiarazioni, al momento non adeguatamente smentite, come quelle rese dal presidente della Federazione nazionale dei medici, Filippo Anelli - si legge in una nota - che mettono in correlazione la grave e conclamata catena di errori nelle procedure di espianto e trapianto con l'accresciuto passaggio di competenze e responsabilità alle professioni infermieristiche, significa utilizzare un evento tragico e doloroso per portare avanti battaglie ideologiche di categoria sull'atto medico che nulla hanno a che fare con quanto avvenuto tra Bolzano e Napoli". Per la Fnopi, "che si riserva di tutelare in sede civile, penale e disciplinare l'immagine e le competenze degli infermieri italiani rispetto alle gravi affermazioni riportate dall'edizione di sabato 28 febbraio de 'La Stampa ', siamo in un momento in cui è invece fondamentale ricucire il clima di fiducia rispetto all'intera rete dei trapianti, rivendicando i quotidiani successi e l'alta professionalità interdisciplinare che contraddistingue in Italia questo fondamentale settore del Servizio sanitario nazionale. Il silenzio e il rispetto per le indagini in corso che hanno finora caratterizzato la comunicazione pubblica della Federazione Infermieri - conclude la nota - vogliono essere una risposta anche ad atteggiamenti così scriteriati e pericolosi per la salute pubblica. Di qui l'invito della Fnopi ad abbassare i toni, rispettare il dolore delle famiglie coinvolte, rendere merito a tutti i professionisti sanitari che hanno assistito il piccolo Domenico fino all'ultimo giorno di vita".
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Sanremo, parola d'ordine esserci. Lo psicologo: "In agguato rischio Fomo"
(Adnkronos) - "Negli ultimi mesi abbiamo osservato l'attenzione mediatica catalizzata dalle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 per poi spostarsi repentinamente verso il Festival di Sanremo. Due eventi culturali e sociali molto diversi, ma entrambi esposti a un fenomeno psicologico che viene definito Fear of Missing Out (Fomo), ovvero la paura di perdersi qualcosa di socialmente rilevante e gratificante". A segnalarlo è lo psicologo Pietro Bussotti, del direttivo dell'Osservatorio Benessere psicologico e salute (Benèpsys). Parola d'ordine: esserci. Con tanto di prove social. "L'esperienza quotidiana di partecipare agli eventi, oppure di vederne raccontate le immagini e i commenti su piattaforme digitali, ci offre uno spunto per analizzare come la competizione odierna non sia più solo una questione di performance reale, ma spesso anche di visibilità mediatica e social engagement", evidenzia all'Adnkronos Salute. Il Festival di Sanremo, osserva l'esperto, "produce un fenomeno curioso: l'esperienza dell'evento non è vissuta unicamente da chi accede fisicamente all'Ariston, ma da decine di migliaia di persone che si trasferiscono a Sanremo solo per esserci. Tuttavia, la dimensione principale dell'esperienza non si esaurisce nel tempo e nello spazio dell'evento, ma nella rappresentazione digitale di tale esperienza: le foto, i video, le storie, i commenti. Per molti, partecipare a Sanremo significa partecipare alla narrazione digitale. Il desiderio di essere presenti, ripresi e condivisi online rispecchia una dinamica sociale più ampia: la visibilità digitale diventa essa stessa un obiettivo". La letteratura scientifica, illustra Bussotti, "definisce la Fomo come 'un'apprensione pervasiva che altri possano vivere esperienze gratificanti dalle quali si è assenti' e la collega a bisogni psicologici fondamentali come autonomia, competenza e relazione sociale (Przybylski et al., 2013). Studi successivi hanno raccolto e sintetizzato una grande mole di ricerca empirica sull'argomento, evidenziando una varietà di relazioni tra Fomo, uso dei social media e aspetti psicologici (attenzione, comparazione sociale, motivazioni di connessione sociale). Numerose indagini internazionali concordano sul fatto che la Fomo si associa a un maggiore utilizzo dei social media: in adolescenti, ad esempio, la Fomo è risultata un forte predittore sia della frequenza d'uso delle piattaforme sia di comportamenti come il phubbing, ovvero dare priorità ai device rispetto alle interazioni faccia a faccia. Analogamente, anche ricerche condotte in popolazioni adulte mostrano come la Fomo sia correlata a un uso intensivo dei social network e possa contribuire a dinamiche di uso problematico che influenzano la produttività lavorativa e la qualità della vita quotidiana". Altri studi, tra cui ricerche condotte in Italia, segnala Bussotti, "indicano che la Fomo può essere associata a una maggiore sensibilità allo stress emotivo dovuta a percezioni di trascuratezza o reazioni negative online, con un impatto significativo sul benessere psicologico". I social sono una chiave per comprendere il fenomeno. "Le metriche (like, visualizzazioni, eccetera) si trasformano in indicatori di successo personale, spesso percepiti come altrettanto importanti quanto la performance reale, se non addirittura di più. In questo senso, la competizione sui social non è inferiore alla competizione ufficiale di una gara sportiva o di un concorso artistico: è parallela, continua e misurabile, e agisce costantemente sulla percezione di validità personale rappresentando così un rischio". La Fomo, osserva lo psicologo, "non riguarda solo il timore di mancare qualcosa di gratificante, ma coinvolge anche il desiderio di sentirsi parte di una comunità sociale e simbolica. La continua comparazione sociale, tipica delle piattaforme digitali, aumenta la vigilanza sulle attività altrui e può incrementare ansia, stress e uso compulsivo delle tecnologie. Basta camminare per le strade di Sanremo in questi giorni per rendersi conto di come le persone siano presenti fisicamente, ma mentalmente proiettate in una compulsiva condivisione digitale, tutti con mani, occhi e mente sul proprio smartphone". Questo, puntualizza Bussotti, "non significa demonizzare i social media, che offrono opportunità di connessione, espressione e amicizie digitali, ma invita a interrogarsi su come essi possano produrre una dicotomia valutativa: da una parte la qualità dell'esperienza vissuta, dall'altra la sua percezione sociale in termini di engagement digitale. Nell'era digitale, la competizione non finisce quando l'evento si conclude: prosegue nelle piattaforme social, dove esserci equivale spesso a essere visibili/esistenti. La Fomo - conclude - come evidenziato dalla letteratura, non è soltanto una curiosità psicologica ma un fenomeno strutturale delle dinamiche social-mediatiche contemporanee, con evidenti e pericolose implicazioni per il benessere psicologico, l'autostima e il senso di appartenenza".
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Bianca Balti a Sanremo 2026, Iannelli (Favo): "Dà coraggio. La vita cambia forma ma può tornare a brillare"
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Bianca Balti, sul palco di Sanremo 2026, "con la sua autenticità luminosa, non solo comunica gioia di vivere: lei è gioia di vivere. La sua testimonianza dà coraggio a chi sta ancora attraversando la tempesta e ricorda a tutti che la vita, anche quando cambia forma, può tornare a brillare". Sono le parole di Elisabetta Iannelli, segretario generale della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo). La testimonianza della super modella italiana e la sua stessa presenza al Festival - un ritorno per lei che già l'anno scorso aveva illuminato la scena della kermesse - toccano il cuore di Iannelli, che ha sperimentato sulla sua pelle la malattia (per l'avvocata in prima linea con la Favo la diagnosi era stata un tumore metastatico al seno). "Il percorso che dalla diagnosi ci conduce, attraverso i momenti più duri della malattia e delle terapie, verso la guarigione richiede una forza interiore che spesso scopriamo solo vivendo - evidenzia all'Adnkronos Salute - Richiede l'amore di chi ci accompagna tenendoci per mano, la capacità di elaborare il lutto per la salute perduta, il coraggio di guardare al futuro con speranza per non lasciarci vincere dalla paura. Affidarsi alla forza della vita significa accettare che, dopo un tumore, non siamo più le stesse persone: siamo nuove, diverse, rinate. E questa rinascita è possibile solo quando ci sentiamo sostenuti e accolti tra le braccia di chi ci vuole davvero bene". Balti lo ha raccontato più volte, condividendo in modo diretto e sincero la sua esperienza quotidiana, anche con diversi post sui suoi profili social. Come quando in un video su Instagram ha mostrato la 'timeline' dei suoi capelli dopo le cure. "Mi ricordano ogni giorno che il mio corpo è sopravvissuto", aveva scritto a fine gennaio. E anche in quell'occasione Iannelli l'aveva ringraziata "per aver condiviso" il suo vissuto "che è lo stesso di milioni di persone che come noi hanno avuto il cancro. Viva i capelli, viva la vita", era stato il commento. "Anche i miei capelli sono ricresciuti - racconta Iannelli - ricci, ribelli e indomabili dopo, anzi durante il primo giro di chemio. Sono spuntati prima ancora che i sei cicli terminassero. Ma giusto in tempo per arrivare al mio matrimonio con una zazzeretta di capelli corti, ma deliziosi. E poi, dopo qualche anno, di nuovo la caduta, totale, nel momento più drammatico della mia vita. Avevo fatto crescere i capelli lunghi, lunghissimi come mai li avevo avuti e di colpo l'ennesimo schiaffo del tumore. Ma di nuovo la vita ha prevalso e i capelli sono ricresciuti, ma stavolta lisci, liscissimi e più sottili, docili e lucenti. E anch'io ero cambiata dentro".
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Farmaceutica, vola l'occupazione. E sempre più giovani scelgono la Pharma Academy
(Adnkronos) - L'occupazione nel comparto farmaceutico italiano vola e spinge anche i giovani a optare sempre di più, dopo il diploma, per un futuro nel mondo del Pharma. Il settore farmaceutico ogni anno investe 4 miliardi in ricerca e produzione, dando occupazione a 72,2 mila addetti nel 2025 (+2% rispetto al 2024), che salgono a oltre 300 mila considerando l'indotto. Particolarmente significativo è l'incremento degli under 35, cresciuti del 25%, a fronte del +6% degli over 35: un dato che evidenzia un positivo effetto di ricambio generazionale, con entrambe le componenti dell'occupazione in crescita. Servono però 'skills', ovvero competenze, perché l'innovazione cresce dove la formazione è di alto livello. "Il settore farmaceutico - afferma Marcello Cattani, presidente di Farmindustria all'Adnkronos Salute - è tra i principali protagonisti della trasformazione digitale e dello sviluppo dell'intelligenza artificiale. In questo contesto, il lavoro e le competenze diventano le leve strategiche per affrontare le nuove sfide delle 'Life Sciences'. La politica della formazione è parte integrante delle politiche industriali e sanitarie. Per questo, è fondamentale adottare un approccio multidisciplinare e investire costantemente nello sviluppo di nuove professionalità da mettere a disposizione delle nostre imprese". Oggi il costo annuo dello 'skills mismatch' - il divario esistente tra le competenze richieste dalle imprese e quelle di cui sono in possesso i lavoratori - è di 1,76 mld per il 'Life Sciences' in Italia: il 62% delle imprese ha difficoltà nel reperire competenze tecniche; il 28% quelle manageriali; il 21% quelle manuali; il 17% quelle trasversali; il 14% quelle digitali. A formare le competenze giuste ci pensa la Fondazione Its-Ntv di Roma: "Nel 2019 sottoscriviamo un accordo con Farmindustria per l'avvio del Campus Its Pharma Academy, un polo di formazione per il 'Life Sciences' in Italia - ricorda Giorgio Maracchioni, presidente Fondazione Its Pharma Academy - Oggi abbiamo accordi con oltre 25 aziende del settore, abbiamo un tasso di crescita degli studenti del 35% l'anno. Pur aumentando gli iscritti l'occupazione, a fine del percorso rimane del 100%. Quest'anno usciranno dall'Academy sessanta ragazzi e l'86% ha già una proposta lavorativa. E' una bella soddisfazione e stiamo incrementando anche i rapporti internazionale con Canada, Kuwait, Francia, e abbiamo diversi accordi operativi con l'Egitto". Il Campus Its Pharma Academy, a Roma, è un contesto residenziale che offre agli studenti, in un unico luogo, aule didattiche, laboratori, start-up, alloggi e servizi ricreativi. Lo scorso anno sono stati inaugurati 8 nuovi laboratori utilizzando i fondi Pnrr. Tra i tanti ragazzi che hanno scelto, dopo il diploma, il percorso del Campus Its Pharma Academy, ci sono alcuni che hanno fatto carriera. "Una ragazza, diplomata 2 anni fa, dopo una stage e un'esperienza all'estero oggi ha una posizione global in una multinazionale - prosegue Maracchioni - E' un settore che permette una crescita rilevante e ha tante posizioni diversificate". Come arrivano all'Academy i ragazzi? "Molti con il passaparola, tanti perché hanno avuto l'esperienza dei fratelli - risponde il presidente Maracchioni - ci sono poi ragazzi che hanno abbandonato l'università e che prendono un titolo da noi e noi li traghettiamo in ottica di re-skilling. Per entrare c'è un test d'ingresso. Se dovessi dire dove dobbiamo lavorare di più indicherei la collaborazione con il sistema universitario, dovrebbero capire che noi formiamo profili diversi". Il Campus Its Pharma Academy rappresenta un modello di formazione, perché unisce sapere teorico e applicazione pratica, creando un ponte diretto tra il mondo della formazione e quello delle imprese. "Il nostro impegno, come associazione di categoria, è quello di collaborare attivamente con istituzioni educative come questa per sviluppare percorsi formativi sempre più mirati e innovativi. In particolare: tecnici di laboratorio, operatori di camere sterili, esperti di supply chain, del controllo qualità chimico/microbiologico, del quality assurance, del data integrity. Ma prossimamente saremo una Academy anche per altri profili specialistici (regolatorio, compliance, monitor delle sperimentazioni cliniche), avendo già una autorizzazione a formare profili con titoli di studio equiparati alle lauree", sottolinea Cattani. Tra le altre peculiarità che caratterizzano lo studio all'interno dell'Academy è che il 90% dei docenti sono manager aziendali. Teoria, pratica laboratoriale e stage obbligatorio in azienda prima della conclusione del percorso formativo sono i tre elementi essenziali del piano dell'offerta formativa del Campus Pharma Academy. "Il modello innovativo di partnership pubblico-privata che abbiamo costruito - ricorda Cattani - è anche frutto della collaborazione e del grande supporto offertoci dalle istituzioni. In ambito accademico, il ministero dell'Università e della Ricerca (Mur) è stato in prima linea in questo processo, e il 4 luglio 2024 ha siglato, insieme alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) e a Farmindustria, un Protocollo d'intesa per favorire la formazione di professionalità altamente qualificate e specializzate, in particolare nelle discipline Stem". "L'obiettivo è trattenere e valorizzare i talenti presenti nelle università e nelle imprese italiane; attrarre nuove competenze dall'estero e sostenere iniziative di formazione e sviluppo di competenze, anche nell'ambito del nuovo Piano Mattei per rafforzare la cooperazione con l'Africa. Questo accordo prevede inoltre progetti congiunti tra imprese e istituzioni su ricerca applicata e innovazione nelle Scienze della vita", conclude il presidente di Farmindustria.
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Giornata mondiale malattie rare. Gli occhi di Andrea, l'ultimo regalo
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Andrea Mariani aveva 21 anni e gli occhi azzurri come il mare, grigi in certe sfumature, di un colore intenso che non si può descrivere. Negli ultimi tempi talvolta i suoi pensieri restavano sospesi e le parole galleggiavano nell'aria senza finire articolate in una frase completa. La rarissima malattia di Lafora, da cui era affetto, è crudele. Crisi dopo crisi scombina i movimenti, indebolisce, deteriora le capacità cognitive. In quei silenzi carichi di significato, a parlare erano proprio i suoi occhi. Occhi che adesso restituiranno la vista a un'altra persona. Perché Andrea non c'è più, è morto in una gelida mattina di fine gennaio, lasciando un vuoto immenso nelle vite dei suoi genitori che oltre ad averlo amato con ogni molecola del loro essere, si sono battuti per fargli avere una chance di terapia, che ancora oggi non c'è. E, anche nella fine della sua vita, il loro ragazzo è riuscito a sorprenderli: "Andrea aveva espresso il consenso alla donazione degli organi. Nel dolore di quei momenti non ci avevamo ripensato e quando i medici ce l'hanno detto ci ha commosso la bellezza del gesto", raccontano Stefano e Daniela. Un gesto semplice - comune a molti senz'altro - ma che racconta tanto di Andrea, della sua sensibilità e generosità. Quindi, il 22 gennaio all'ospedale di Desio sono state espiantate le cornee, gli altri organi non potevano essere utilizzati. La storia di Andrea testimonia l'importanza sociale della donazione di organi e tessuti, mostra come il sì detto da uno possa cambiare la vita di tanti, regalare speranze, aprire porte. Per lui queste porte del destino si sono spesso chiuse. Le malattie rare sono il più delle volte 'orfane' di soluzioni e attenzioni. La diagnosi di Lafora Andrea l'ha avuta nel 2020, aveva 16 anni. Dalla prima crisi epilettica che ha acceso il campanello d'allarme ci sono voluti quasi 2 anni, tappe in diversi ospedali e tanti approfondimenti per arrivare a dare un nome alla malattia. Una malattia causata da un'alterazione genetica che fa sì che si accumulino zuccheri in particolare a livello cerebrale, in assenza delle proteine che dovrebbero sintetizzarli, coinvolte nel metabolismo del glicogeno. Dopo la diagnosi, la famiglia è approdata all'ospedale Bellaria di Bologna che diventa per loro il riferimento. E' un centro ultra specializzato nella patologia al quale arrivano la quasi totalità dei pazienti. Il ragazzo è entrato nello studio della storia naturale della malattia. All'orizzonte c'era la terapia sperimentale della Ionis Pharmaceuticals, il cui percorso arranca e dopo la pandemia di Covid subirà uno stop pensante. "Andrea - raccontava il papà - ha sopportato tutto, anche esami difficili e invasivi, come la rachicentesi, in onore di quello che poteva essere lo sviluppo di questo farmaco, ma ci hanno lasciato così". Era nel trial anche di un altro possibile farmaco (Val-1221), ma "pure quello studio è finito nel nulla" per ragioni a quanto pare "economiche". Di nuovo tagliato fuori. In questi anni ci sono state anche delle ripartenze nei percorsi di studio, ma in questo campo la ricerca è complicata, quasi mai prioritaria, viene spinta avanti dalla buona volontà dei singoli, dagli sforzi di associazioni (come ad esempio l'Associazione malattie rare Mauro Baschirotto che sta raccogliendo fondi per studi in questo campo), e si procede a rilento. Andrea nel 2024 è riuscito a diplomarsi all'istituto agrario, "poi è diventato più evidente il declino cognitivo". E' stato difficile, ricordano i genitori, perché "lui si rendeva conto di quello che gli stava succedendo". Fa male non poter più giocare a tennis, a scacchi, tirare di boxe, tutto ciò che Andrea amava fare. La musica, invece no, non l'ha mai lasciato. Fino all'ultimo ha potuto godere di questa sua passione. Nell'ultimo periodo gli era stata prospettato un tentativo di terapia con Myozime*, una terapia enzimatica sostitutiva targata Sanofi già in uso per un'altra patologia, la malattia di Pompe. Dopo un primo parere negativo e l'appello dei genitori alla Regione Lombardia - che ha risposto umanamente all'Sos lanciato dalla famiglia - questa possibilità si sblocca. La speranza era di guadagnare tempo, rallentare le lancette della malattia, nella consapevolezza che era l'unica opzione possibile per il ragazzo, dopo che anche l'ultima speranza di entrare in un trial in cantiere a Dallas per la terapia sperimentale americana della Ionis, 'agognata' dai pazienti Lafora di tutto il mondo, per lui era tramontata. Da allora sono stati mesi di speranza, in cui i genitori hanno notato anche piccoli miglioramenti, fino a una brusca sterzata del destino, complice una polmonite che ha debilitato il suo organismo già provato dalla malattia. Stefano e Daniela, insieme al fratello Davide, hanno dato l'ultimo saluto ad Andrea lunedì 26 gennaio, insieme alle tantissime persone che gli hanno voluto bene. E' passato un mese da allora. E oggi si celebra la Giornata mondiale dedicata alle malattie rare, in occasione della quale la famiglia di Andrea, oltre a ricordare quanto sia cruciale sostenere la ricerca per questi pazienti, vuole sottolineare "l'importanza per le famiglie ed il paziente di avere un punto di riferimento sicuro e fisso per le emergenze. Purtroppo le malattie rare sono poco conosciute e si rischia di girare per ospedali e non avere certezza di intervento in emergenza". A questo proposito, il pensiero di Stefano e Daniela va anche agli operatori sanitari che sono stati vicini al loro ragazzo nei momenti più duri. "Vorremmo ringraziare la Terapia intensiva dell'ospedale di Desio che, nonostante le complessità della malattia rara di Andrea, l'hanno cullato e curato nel migliore dei modi".
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Trent’anni di Pokémon, annunciati i nuovi titoli Vento e Onda per il 2027
(Adnkronos) - Durante l'annuale Pokémon Presents, il gruppo The Pokémon Company ha delineato il futuro del franchise annunciando ufficialmente Pokémon Vento e Pokémon Onda. Questi nuovi capitoli della serie RPG principale, sviluppati da GAME FREAK inc., sono previsti per il lancio nel 2027 e segneranno il debutto della serie sulla nuova console Nintendo Switch 2. L'ambientazione promette un'esplorazione vasta, caratterizzata da un arcipelago di isole e dinamiche legate agli agenti atmosferici, elementi che danno il nome alle due versioni. Al centro della nuova avventura ci saranno, come di consueto, tre Pokémon iniziali tra cui i giocatori potranno scegliere il proprio compagno: Browt (tipo Erba), un Pokémon "Pollegume"; Pombon (tipo Fuoco), il Pokémon "Cagnolino"; e Gecqua (tipo Acqua), descritto come il Pokémon "Idrogeco". Un'importante novità sul fronte dell'accessibilità globale riguarda l'inclusione del portoghese brasiliano tra le lingue ufficialmente supportate, a conferma della volontà del brand di espandere ulteriormente la propria base d'utenza internazionale.
Kenji Okubo, presidente di The Pokémon Company International, ha commentato l'avvio delle celebrazioni dichiarando che: "Pokémon ha acceso l’immaginazione di milioni di persone in tutto il mondo. Questo Pokémon Day è davvero speciale, poiché segna l'inizio dei festeggiamenti per i 30 anni di Pokémon con fantastici annunci per tutti gli Allenatori. Non vedo l'ora di scoprire 'Qual è il tuo preferito?' mentre partiamo insieme verso nuove avventure". Oltre ai titoli principali, l'evento ha toccato diversi settori dell'ecosistema Pokémon. Per celebrare le origini della serie, le versioni storiche Rosso Fuoco e Verde Foglia sono state rese disponibili sul Nintendo eShop e sul My Nintendo Store. Sono stati inoltre forniti aggiornamenti su PokémonXP, sui Campionati Mondiali 2026 e sulla campagna annuale "Qual è il tuo preferito?", che quest'anno vede protagonista anche Pokémon GO in occasione del suo decimo anniversario. Il catalogo di novità include approfondimenti su Pokémon Champions e sul Gioco di Carte Collezionabili, consolidando una strategia transmediale che punta a mantenere il franchise al vertice del mercato globale per i prossimi dieci anni.
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Turismo, si chiude Btm Italia 2026: +8% visitatori e 13mila appuntamenti in tre giorni
(Adnkronos) - Si è conclusa oggi, 27 febbraio, presso la Fiera del Levante di Bari, Btm Italia 2026, fiera internazionale del turismo giunta alla sua XII edizione. Tre giorni di business, formazione, confronto istituzionale e innovazione che hanno scritto una pagina nuova nella storia della manifestazione, con un aumento dell’8% dei visitatori che hanno varcato i cancelli della Fiera del Levante rispetto al 2025, mentre le sessioni di matching B2B hanno fatto registrare il record di quasi 13mila appuntamenti in tre giorni nei tre cluster Trade, Mice e Wedding. Organizzata da 365 Giorni in Puglia con la collaborazione di Regione Puglia e PugliaPromozione, Btm Italia 2026 ha confermato il suo ruolo di punto di riferimento nazionale per l'intera filiera del turismo, portando a Bari quasi 600 espositori e più di 120 buyer internazionali, coinvolti in attività di fam trip già nei giorni precedenti l'apertura ufficiale. L'edizione 2026 si è aperta martedì 25 febbraio con una cerimonia inaugurale di alto profilo istituzionale. La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha tagliato il nastro della XII edizione, sottolineando la crescita costante della manifestazione e richiamando i temi della destagionalizzazione e della diversificazione dell'offerta turistica come priorità nazionali. La ministra ha evidenziato il ruolo strategico del Sud e della Puglia, citando anche l'opportunità rappresentata dai prossimi Giochi del Mediterraneo di Taranto come leva per il turismo regionale. Presenti all'inaugurazione anche il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che ha inquadrato Btm come strumento di posizionamento internazionale e di valorizzazione delle aree interne pugliesi, e l'assessora regionale al Turismo, Graziamaria Starace, che ha ribadito la centralità delle comunità locali nel modello di sviluppo turistico della regione, sintetizzato nel tema dell'edizione: 'ri-genera'. Oltre 110 momenti tra convegni, workshop, masterclass e talk sul tema Ri-genera hanno scandito le tre giornate, confermando Btm Italia come una delle piattaforme formative più dense del panorama fieristico turistico nazionale. Tra i momenti più attesi, la lectio magistralis di Stefano Boeri, che ha offerto una visione originale del rapporto tra architettura, paesaggio e turismo rigenerativo, raccogliendo una platea straordinaria di operatori e appassionati. Grande successo anche per l'intervista a Barbara Carfagna, volto di Rai e voce autorevole del dibattito su tecnologia e società, condotta da Edoardo Colombo. L'incontro ha esplorato il rapporto tra intelligenza artificiale e industria turistica, con esempi concreti, visti dal vivo, su come all’estero l’Ai è stata usata per rigenerare o creare nuove destinazioni. Non meno sentita la presenza di Ferdinando 'Fefè' De Giorgi, il commissario tecnico che ha portato la nazionale italiana di pallavolo alle vette del mondo: la sua intervista esclusiva ha messo in luce il potere dello sport come motore di narrazione, attrazione e marketing territoriale. Il cuore pulsante di Btm Italia resta la sua piattaforma B2B. Nel 2026 il sistema di matching buyer–seller ha raggiunto il record storico di appuntamenti in tutti e tre i cluster: Btm Trade ha messo in collegamento tour operator, agenzie di viaggio e vettori aerei e marittimi con la destinazione Puglia e le realtà espositrici nazionali: tour operator, network, vettori, treni, traghetti, tecnologia e crociere; Btm Mice al debutto, ha facilitato l'incontro tra venue, destination management company e planner di eventi aziendali e congressuali; Btm Wedding ha consolidato la sua leadership come riferimento nazionale per il wedding tourism, mettendo a sistema celebranti, location, fornitori e buyer internazionali del comparto nozze. Due le aree 'verticali' che hanno confermato il loro peso specifico nell'economia della fiera. Btm Area Gusto ha richiamato un pubblico trasversale, professionisti e appassionati, intorno all'enogastronomia pugliese e italiana come prodotto turistico esperienziale. Btm Say Yes, l'area dedicata al wedding tourism, ha ulteriormente rafforzato una community di operatori ormai strutturata a livello nazionale e internazionale. L'edizione 2026 ha allargato i confini della proposta con due nuovi spazi tematici che hanno riscosso interesse immediato tra gli operatori. Btm Nautica ha portato in fiera il turismo nautico pugliese e mediterraneo, un segmento in forte espansione che guarda con crescente interesse alle marine, alle rotte costiere e al charter velico. L'area Outdoor, dedicata al turismo attivo come glamping, cicloturismo, trekking, esperienze nature-based, ha completato un quadro di offerta che sempre più guarda alla Puglia come destinazione a 360 gradi, non solo balneare. Durante la manifestazione si è tenuta anche l’assemblea nazionale delle agenzie di viaggi aderenti ad Aidit - Federturismo con oltre 600 agenti di viaggio partecipanti, tra quelli online e quelli in presenza. Tra gli espositori grande crescita delle Regioni presenti con Toscana, Puglia, Basilicata, Molise, Abruzzo, Piemonte e delle destinazioni internazionali con diversi enti del turismo europei e Dmc internazionali. Presenti alcune tra le più importanti compagnie aeree e di navigazione, tra cui Ita Airways, Qantas, FlyDubai, Turkish, Volotea, Costa, Msc, Snav, e tour operator / network di primo piano tra cui Nicolaus Valtur, Glamour, Ares Viaggi, Travel Friends, Blunet e Gattinoni. Nevio D'Arpa, Ceo di Btm Italia e fondatore di 365 Giorni in Puglia, ha dichiarato: "Chiudiamo Btm Italia 2026 con numeri che certificano un salto di scala: non solo un aumento di visitatori, ma anche record di appuntamenti buyer-seller nei cluster Trade, Mice e Wedding. È un risultato di filiera, costruito insieme alle istituzioni, alle imprese e ai professionisti che credono che Bari possa essere un hub nazionale del turismo capace di generare business e competenze. Abbiamo voluto un'edizione che non fosse solo vetrina, ma metodo: formazione autentica, contenuti profondi e networking qualificato. La sfida per il 2027 è alzare ancora l'asticella della qualità degli incontri, della presenza internazionale e della capacità di tradursi in opportunità concrete per i territori". Mary Rossi, Event Manager di Btm Italia, ha aggiunto: "Il successo di questa edizione nasce dalla cura del palinsesto: oltre 110 momenti tra workshop, masterclass e convegni, pensati per rispondere alle domande reali degli operatori. La risposta del pubblico e degli espositori ci conferma che la direzione è quella giusta. Area Gusto e Wedding hanno confermato una community ormai matura e affezionata; Nautica e Outdoor hanno invece dimostrato che c'è fame di nuovi linguaggi e nuovi prodotti turistici in fiera. Btm Italia cresce quando sa intercettare le domande del mercato e trasformarle in relazioni, esperienze e competenze". L'organizzazione annuncia fin da oggi che Btm Italia 2027 è già in fase di progettazione. Le iscrizioni per espositori e buyer apriranno nelle prossime settimane.
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Logistica, Oikyweb: mercato da 117 mld entro 2026, ecco 3 pilastri per trasformare il comparto
(Adnkronos) - Il settore della logistica, nel nostro Paese, si appresta a superare la soglia dei 117 miliardi di euro entro il 2026, spinto da una trasformazione che non è più solo tecnologica, ma più profonda e strutturale. Passeremo, infatti, dalla logistica di reazione alla logistica di anticipazione che, grazie agli strumenti tecnologici più avanzati come l’intelligenza artificiale o il machine learning, permetterà di ridurre drasticamente l’errore umano. In questo scenario di grande evoluzione, Oikyweb, azienda leader con oltre 25 anni di esperienza nei servizi integrati di gestione e home delivery, ha individuato i tre pilastri che guideranno il comparto nei prossimi mesi: iper-automazione, sostenibilità sostanziale (che per certi versi è addirittura antitetica a quella che finora veniva 'certificata' in base a procedure standardizzate di auditing esterno) e capacità di essere 'vicini' al cliente finale, non solo in termini fisici, ma soprattutto in termini di servizio capace di anticipare i suoi bisogni. Nel dettaglio, il primo pilastro è, quindi, iper-automazione e magazzino intelligente. Un magazzino sarà sempre di più un ecosistema integrato e intelligente. Secondo alcune stime, ad esempio, l’adozione dell’Ai passerà dall’attuale 24% ad oltre il 60%. Grazie alla robotica sarà possibile ridurre lo sforzo umano di molti lavori di handling, e quindi migliorare l’efficienza e ridurre danni a prodotti e soprattutto usura fisica al personale, mentre con l’Ai sarà progressivamente semplice gestire una mole potenzialmente infinita di dati con la massima precisione. Il problema rimarrà, ancora e sempre, lo stesso: la qualità di questi dati. E qui la vera differenza tra le diverse 'adozioni' sarà la chiave: chi si limiterà ad adottare strumenti commerciali generici otterrà benefici limitati o addirittura negativi; solo chi saprà lavorare sui dati per ottimizzare la customizzazione degli strumenti perverrà a risultati concretamente significativi. Il secondo pilastro è sostenibilità e trasparenza. Quella che per anni abbiamo definito logistica green - e che in molti casi ha rappresentato più che altro uno slogan commerciale e un 'marchio' burocratico – smetterà gradualmente ma irrevocabilmente di essere una bandierina da sventolare e si trasformerà in un requisito operativo chiave, di cui le aziende difficilmente potranno fare a meno. Con la prossima adozione del passaporto digitale di prodotto e attraverso l’uso sempre più sistematico della blockchain (ma anche e soprattutto di altri strumenti, molto più lean e di uguale o superiore efficacia, oggi disponibili) per la tracciabilità, i flussi digitali potranno diventare sempre più trasparenti. Oikyweb, da sempre attenta all’etica e al rispetto ambientale, sta già da tempo puntando molto sulla gestione di flussi che possano ridurre il proprio impatto in termini di inquinamento, per offrire un servizio sempre di qualità ma, anche e soprattutto, sostenibile nel lungo periodo. Terzo pilastro la 'vicinanza' al cliente finale. Il futuro dell’home delivery si giocherà sul concetto di 'prossimità', inteso però non solo come capacità di essere 'vicini' ad ogni singolo cliente finale in termini fisici, ma soprattutto come capacità di saper offrire ad ogni singolo cliente finale il servizio in grado senz’altro di soddisfare, ma se possibile anche di anticipare, i suoi bisogni. Per garantire consegne ottimizzate in base alle specifiche esigenze di ogni singolo cliente finale, e però contemporaneamente ridurre la congestione urbana e l’inefficienza (due fattori che purtroppo sono strutturalmente in trade-off negativo rispetto alla massimizzazione della soddisfazione di tutti i clienti finali), occorre, ancora una volta, una grande capacità di automazione e gestione dei dati. Infatti, poiché ovviamente non è possibile essere vicini fisicamente ad ogni singolo cliente finale (questa idea comporterebbe di portare la logistica a pochi chilometri dal cliente finale, e al limite, quindi, di avere un micro-hub in ogni portineria, ma questa è la logica dei locker, in cui il cliente si serve da solo, non dell’home-delivery, in cui invece il cliente vuole che siano soddisfatte una serie molto ampia di sue esigenze), la soluzione è resa possibile solo dalla capacità di minimizzazione dei flussi fisici grazie alla sostituzione di questi con flussi digitali. Si tratta di una sfida che Oikyweb presidia da oltre 25 anni, trasformando la consegna dell'ultimo miglio in un'esperienza personalizzata, di qualità e ad alto valore aggiunto. "Il 2026 - precisa Raffaele Ghedini, economista e presidente di Oikyweb - si preannuncia come un anno importante e di grande cambiamento per il settore. Sono convinto che inizieranno a non essere premiate solo le aziende che aumentano il numero di consegne o che banalmente acquistano più mezzi di trasporto green, ma sempre più quelle che sanno gestire in modo efficace i dati e, grazie a ciò, costruire relazioni di valore con i propri clienti. Non dimentichiamo, infatti, che la tecnologia è un valido alleato, ma non indistintamente per tutti: aiuta a fare la differenza solo chi la sa utilizzare in modo capace, consapevole e strategico. In Oikyweb è uno strumento fondamentale e serve per concretizzare una promessa che l’azienda fa da sempre ai propri clienti: lavorare al massimo del proprio impegno per rendere ogni esperienza di servizio unica, trasparente e memorabile”.
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