Giornata fibromialgia, la denuncia dello scrittore Fabio Maria Salvatore: "Ogni mese 500 euro per stare in piedi, senza tutele"

(Adnkronos) - "La fibromialgia non si vede. Non lascia segni sul viso, non appare nelle analisi del sangue. Eppure brucia. Dentro. Ogni giorno, ogni notte, ogni mattina in cui ti alzi e fai finta che vada bene. In Italia ne soffrono oltre 2 milioni di persone. Sole con il loro dolore. Sole con le loro spese. Sole davanti a un sistema che le ignora". Fabio Maria Salvatore — scrittore, autore del romanzo autobiografico 'Cenere Zero' (edito da Love per Aliberti) — è uno di loro. Oggi sceglie di dirlo ad alta voce: "Oltre 500 euro al mese. Senza rimborsi. Senza esenzioni. Senza tutele". Il decreto che inserisce la fibromialgia nei Lea esiste. Ma senza pubblicazione in 'Gazzetta Ufficiale' resta un pezzo di carta. Nessun codice di esenzione. Nessuna cura gratuita. L’invalidità ancora un miraggio. Lo Stato riconosce la malattia ma nega le tutele. La salute di oltre 2 milioni di persone non può essere ostaggio della burocrazia. "Mi sveglio la mattina e il primo pensiero è il corpo. Come sta oggi. Cosa concederà. Cosa negerà. So cosa significa sentirsi dire che stai bene quando stai male. So cosa significa cercare le parole giuste per spiegare un dolore che gli altri non vedono. So cosa significa sentirti rispondere con uno sguardo di dubbio - denuncia lo scrittore - Ho la fibromialgia. Lo dico con il mio nome perché so che là fuori ci sono migliaia di persone che la vivono nell’ombra, con la paura di non essere credute, con la stanchezza di chi combatte su due fronti: la malattia e l’incredulità degli altri. A chi soffre in silenzio voglio dire: non sei solo. Quello che senti è reale. La tua fatica è reale. E meriti di essere curato degnamente". "A chi ancora dubita voglio dire: il dolore che non si vede non è un dolore che non esiste. È solo un dolore che non avete ancora imparato a guardare. Io spendo oltre 500 euro al mese per curarmi. Da solo. Soldi sottratti ad altro, ogni mese, perché un decreto approvato dorme in un cassetto mentre noi paghiamo. Mentre noi resistiamo. Ho scritto 'Cenere Zero' perché il dolore aveva bisogno di diventare parola. Ma le parole non pagano le visite. E la scrittura non sostituisce i diritti. Esco allo scoperto oggi non solo per me. Lo faccio per chi non riesce ancora a dirlo. Per chi ogni mattina si alza e trova la forza, senza che nessuno lo sappia. Noi non vogliamo essere eroi. Vogliamo solo smettere di pagare per esistere".  
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dati e tendenze LinkedIn delle professioni tecniche in Italia

(Adnkronos) - Il mercato del lavoro in Italia sta attraversando una fase di profonda ridefinizione, caratterizzata da una domanda crescente di figure tecniche e operative in settori chiave come l'hospitality (78%), il retail (67%) e la logistica (66%). Nonostante questa centralità economica, persiste uno scollamento culturale tra le opportunità reali e la percezione sociale delle carriere tecnico-specialistiche.  Uno studio condotto da LinkedIn evidenzia come la Gen Z sia la generazione più ambivalente: il 49% riconosce in questi percorsi una garanzia per il futuro, ma una quota speculare (48%) associa ancora l'idea di successo professionale al lavoro d'ufficio. Questa polarizzazione riflette un retaggio culturale in cui il 66% degli intervistati ritiene che le aspettative familiari influenzino pesantemente le scelte di carriera, mentre il 64% considera ancora le professioni manuali come una "seconda scelta", nonostante il 70% della popolazione riconosca alle competenze pratiche lo stesso valore di un titolo accademico. Sotto il profilo demografico, i Millennials costituiscono attualmente la spina dorsale dei settori operativi, rappresentando oltre il 52% della forza lavoro in ambito logistico e commerciale. La distribuzione di genere resta invece fortemente caratterizzata dal settore: se nell'hospitality si registra un equilibrio paritario, il retail vede una prevalenza femminile (61%) a fronte di una logistica a maggioranza maschile (61%). L'integrazione tecnologica sta accelerando la trasformazione di questi ruoli; il 68% dei professionisti prevede che l'intelligenza artificiale sostituirà specifiche mansioni senza però eliminare i ruoli, richiedendo un'evoluzione verso competenze sempre più ibride.  
Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia, osserva: "“Oggi molte professioni tecniche soffrono di un problema di percezione: sono viste con gli occhi del passato, mentre funzionano già con logiche del futuro. È come se ci fosse uno scarto tra ciò che questi lavori sono diventati e come vengono ancora immaginati. La Gen Z si trova esattamente in mezzo a questo bivio, divisa tra nuove opportunità e aspettative consolidate. Con l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale, anche questi ruoli stanno evolvendo rapidamente, richiedendo competenze sempre più ibride. Superare stereotipi e rendere queste trasformazioni più visibili è oggi la vera sfida.” L'attrattività verso queste carriere è oggi guidata da un pragmatismo legato alla qualità della vita: stipendi più alti (46%), stabilità occupazionale (28%) e un migliore equilibrio tra vita privata e lavoro (38%) sono i principali driver per chi valuta un passaggio al comparto tecnico. Tuttavia, la visibilità di tali opportunità rimane scarsa per il 66% degli italiani, segnale di una comunicazione ancora poco efficace. "È come se ci fosse uno scarto tra ciò che questi lavori sono diventati e come vengono ancora immaginati", conclude Albergoni, sottolineando che superare gli stereotipi e rendere visibili le trasformazioni tecnologiche è la sfida principale per colmare il divario tra domanda e offerta, sostenendo così la crescita strutturale del sistema Paese. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Transizione digitale e sicurezza cibernetica, i nuovi scenari per l'ecosistema produttivo italiano

(Adnkronos) - Il panorama dell'innovazione in Italia si riunisce a Milano il 12 e 13 maggio 2026 per analizzare le traiettorie di sviluppo della transizione ecologica e digitale. L'evento, organizzato da ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori) e giunto alla sua quinta edizione, si articola tra lo Studio Giovannelli e Associati e il Circolo Filologico Milanese, proponendosi come punto di intersezione tra rappresentanti istituzionali, esperti di tecnologia e il mondo delle startup.  
Al centro della sessione tecnica del 13 maggio, che vedrà la partecipazione dei Ministri Andrea Abodi e Gilberto Pichetto Fratin, figurano tre macro-aree di analisi: Digital Transformation, Artificial Intelligence e Cyber Security & Resilience. Durante i lavori verrà presentato l'Osservatorio "Digitals Open Innovation", curato da ANGI Ricerche in collaborazione con Lab21, per mappare i principali trend della trasformazione digitale attraverso dati raccolti a livello nazionale.  Gabriele Ferrieri, Presidente dell'Associazione, ha sottolineato che "con lo Young Innovators Business Forum vogliamo ribadire il ruolo centrale dei giovani e dell’innovazione come motori trainanti per il rilancio del sistema Italia", aggiungendo che la missione è "creare un ponte concreto tra le nuove generazioni e il mondo produttivo e istituzionale, fornendo gli strumenti per governare tecnologie come l’Intelligenza Artificiale". Il forum beneficia del supporto di un network tecnologico che include realtà come il Polo Strategico Nazionale, RINA, SAP e Tinexta Infocert, oltre ai patrocini del Parlamento e della Commissione europea in Italia.  Attraverso tavole rotonde multidisciplinari, l'incontro mira a definire modelli di collaborazione pubblico-privato capaci di rispondere alle sfide della sicurezza informatica e della sostenibilità sociale, offrendo una panoramica concreta sui principali indici di crescita dell'ecosistema Paese. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Hantavirus, l'Oms avverte: è più contagioso non appena compaiono i sintomi

(Adnkronos) - L'Organizzazione mondiale della sanità ha confermato che l'hantavirus, responsabile dell'epidemia a bordo della nave da crociera Mv Hondius, è più contagioso nelle prime fasi della malattia. Il virus si trasmette con maggiore facilità non appena compaiono i sintomi, rendendo necessaria la quarantena immediata dei contatti.  L’epidemia ha già causato 3 morti e ha acceso l’attenzione internazionale per il rischio di diffusione. Le persone evacuate dalla nave stanno rientrando nei Paesi di origine, dove sono state avviate misure di sorveglianza sanitaria.  Secondo Olivier Le Polain, responsabile dell’Unità di epidemiologia e analisi per la risposta dell’Oms, i primi istanti della malattia sono quelli con la contagiosità più elevata. L'agenzia Onu raccomanda la quarantena di 42 giorni per tutti i passeggeri e membri dell’equipaggio presenti sulla nave al momento dello sbarco a Tenerife.  
Il periodo corrisponde all’incubazione massima del virus Andes, l’unico ceppo di hantavirus noto per trasmettersi tra esseri umani. In media i sintomi compaiono dopo circa 3 settimane, ma possono iniziare in modo lieve con stanchezza e febbre bassa prima di aggravarsi.  Le Polain ha spiegato che il lungo periodo di incubazione significa che potrebbero emergere nuovi casi nei prossimi giorni. Per questo l’Oms invita a riconoscere, isolare e curare i casi ai primi segnali.  Sebbene le linee guida Oms prevedano 42 giorni di quarantena, ogni Paese applica protocolli diversi. Germania, Gran Bretagna, Svizzera e Grecia hanno scelto 45 giorni. Australia e Francia hanno fissato periodi minimi di 2-3 settimane, prorogabili. Gli Stati Uniti non hanno imposto la quarantena ai 17 passeggeri americani di ritorno, una scelta definita "rischiosa" dal direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.  Secondo l’Oms, la Mv Hondius ha rappresentato un ambiente favorevole alla trasmissione del virus sia per gli spazi chiusi che per la convivenza stretta tra passeggeri ed equipaggio.  
---internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Fiere: Codeway Expo 2026, a Roma la cooperazione diventa impresa

(Adnkronos) - Non più solo aiuto, ma progetti, investimenti e partnership concrete. La cooperazione internazionale cambia passo e mette al centro il ruolo del settore privato come leva strutturale di crescita. È questa la chiave di lettura di Codeway Expo 2026, in programma dal 13 al 15 maggio a Fiera Roma, che si conferma come il principale appuntamento nazionale dedicato all’incontro tra imprese, istituzioni e organizzazioni della cooperazione. Con cinque sale conferenze, oltre trenta panel e più di cento relatori, la manifestazione - organizzata da Fiera Roma - costruisce un ecosistema pensato per trasformare competenze e tecnologie in opportunità concrete nei mercati internazionali, con particolare attenzione ai Paesi della cooperazione. L’evento ha ottenuto il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo.  “Una fiera è efficace quando riesce a mettere in relazione mondi che normalmente non si incontrano – sottolinea Fabio Casasoli, amministratore unico di Fiera Roma –. Con Codeway abbiamo costruito un format che tiene insieme contenuti di alto livello e occasioni concrete di lavoro, perché oggi la cooperazione ha bisogno di essere praticata, non solo raccontata”.   La manifestazione si articola in tre giornate tematiche, costruite come un percorso progressivo che accompagna imprese e operatori dagli strumenti operativi alle grandi sfide globali. Mercoledì 13 maggio, la prima giornata, è dedicata alle opportunità operative: finanza, procurement internazionale e accesso ai mercati della cooperazione, con un focus su strumenti finanziari, accesso ai bandi internazionali e partnership pubblico-private. Tra i momenti chiave, il panel delle 16 sul procurement delle Nazioni Unite, con Unops, Unhcr, Wfp, Fao e Undp, che offrirà alle imprese italiane una guida concreta per orientarsi in un mercato che supera i 25 miliardi di dollari. Al centro, le opportunità nei settori strategici di energia, salute, agricoltura, infrastrutture e digitalizzazione, insieme alle esigenze operative delle agenzie Onu e alle modalità di accesso alle loro catene di fornitura globali. La seconda giornata entra nel vivo delle sfide globali: energia, acqua, salute, innovazione, formazione, sport e governance delle crisi. Nel corso della mattinata un focus su “Il capitale umano tecnico come leva di sviluppo”: un dialogo inedito, costruito in collaborazione con il gruppo De Lorenzo, tra governo e settore privato su come l’istruzione tecnico-professionale possa essere misurata, finanziata e resa replicabile nei Paesi in via di sviluppo, con particolare attenzione all’Africa subsahariana. Nel pomeriggio, alle 16, uno dei momenti più rilevanti dell’intero programma: il panel 'Da emergenza a sviluppo: integrare soccorso, sicurezza e sviluppo nelle crisi complesse', organizzato con il Dipartimento della Protezione Civile. In un contesto globale segnato da conflitti, instabilità climatica e fragilità economiche, il confronto affronta il superamento della distinzione tra emergenza e sviluppo, indicando la necessità di costruire percorsi di crescita già nelle fasi di crisi. Interverranno, tra gli altri, Fabio Ciciliano (capo Dipartimento Protezione Civile) e Rosario Valastro (presidente nazionale Croce Rossa Italiana), insieme a istituzioni, terzo settore ed eccellenze tecnologiche del privato, come Ceia Spa, con un focus sul ruolo della sicurezza e dell’innovazione tecnologica come pre-condizioni dello sviluppo nei contesti fragili.  La terza giornata è dedicata a sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile e sviluppo dei sistemi locali del cibo, temi sempre più centrali nelle dinamiche globali. In apertura, un high-level meeting della Fao sui sistemi agroalimentari locali e sul ruolo dei farmers’ markets. A seguire, il panel 'Creare valore nei sistemi locali del cibo: il modello italiano verso il Food Systems Summit 2027', organizzato da Ciheam Bari.  “Vogliamo proporre all’attenzione globale la necessità di creare sistemi agroalimentari sostenibili, resilienti e inclusivi attraverso processi di innovazione della filiera del cibo che coinvolgano in modo attivo comunità, istituzioni e imprese”, commenta il direttore Biagio Di Terlizzi. “Le sfide globali richiedono un approccio integrato che aiuti a superare la frammentazione degli interventi - sottolinea Marco Riccardo Rusconi, direttore dell’Aics -. Dalla salute all’agricoltura fino alla gestione delle risorse naturali, la Cooperazione italiana promuove modelli basati su filiere resilienti e sull’approccio One Health. Come Aics lavoriamo perché questi modelli si traducano in interventi concreti, sostenuti da partenariati pubblico-privati e capaci di generare impatti misurabili e replicabili”. Venerdì mattina anche il panel “Sport e cooperazione”, realizzato con il Coni e con la presenza del Presidente Luciano Buonfiglio, che leggerà lo sport come strumento di inclusione, dialogo e diplomazia internazionale. Accanto ai contenuti, Codeway Expo 2026 rafforza la propria dimensione espositiva e di networking, mettendo in relazione pubblico e privato. Sotto lo stesso tetto si ritroveranno le principali istituzioni del Sistema Italia – dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’Aics, da Cassa Depositi e Prestiti a Sace, Simest e Ice – insieme ad attori internazionali di primo piano come Unido, l’agenzia delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale, e alle principali organizzazioni del sistema Onu, protagoniste delle strategie globali di sviluppo sostenibile.  Un ruolo centrale sarà svolto anche dai territori, con le collettive di Regione Lazio (organizzata con il supporto di Regione Lazio, Lazio Innova e Camera di Commercio di Roma) e Regione Umbria, che porteranno a Codeway un ecosistema di pmi e startup attive nei settori chiave dell’innovazione – dall’intelligenza artificiale alla salute digitale, dalla sostenibilità ambientale all’economia circolare – a dimostrazione di come la cooperazione internazionale sia oggi uno spazio in cui tecnologia, impresa e impatto sociale convergono. “Il sostegno alle attività di cooperazione internazionale è parte integrante della programmazione regionale e degli obiettivi istituzionali - sottolinea Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, al Commercio, all’Artigianato, all’Industria, alla Internazionalizzazione della Regione Lazio - la strategia della Regione Lazio è incentrata proprio su una visione di partenariato e di collaborazione tra istituzioni, organizzazioni e sistema delle imprese, per un contributo organizzato e qualificato allo sviluppo dei territori. Stiamo investendo su settori strategici e avanzati per offrire opportunità e soluzioni in un contesto internazionale complesso. Anche le imprese del Lazio possono offrire il loro apporto ai progetti di cooperazione internazionale puntando ad un’evoluzione sostenibile. La Regione Lazio sta guardando oltre il perimetro territoriale: alleanze di alto livello con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e anche con Cassa Depositi e Prestiti, Simest e Sace, sono un riferimento per le relazioni con l’estero nel solco dell’esperienza del Piano Mattei per l’Africa”.  In un contesto globale segnato da crisi interconnesse ma anche da nuove opportunità, Codeway Expo 2026 si propone come una piattaforma concreta per trasformare la cooperazione internazionale in un ambito sempre più orientato a investimenti, innovazione e partenariati operativi. La partecipazione è gratuita previa registrazione al seguente link: https://survey.fieraroma.it/execute/survey?surveyID=codesta26&action=start&lang=it. 
---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Apmarr rinnova il direttivo, Antonella Celano confermata presidente

(Adnkronos) - L’Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare (Apmarr Aps ets) rinnova il proprio consiglio direttivo e conferma alla presidenza Antonella Celano, punto di riferimento nazionale nell’ambito della tutela dei diritti delle persone affette da patologie reumatologiche e rare. Confermata anche Italia Agresta, come vicepresidente e i consiglieri Giacomina Durante, Mauro D'Antonio, Ferdinando Cedrone, Sonia Middei, mentre fanno il loro ingresso nel direttivo i consiglieri Irene Avaltroni, Carla Caprio, Graziano Di Giacomantonio. Fondata nel 1984, Apmarr è oggi una delle principali realtà associative italiane impegnate nella tutela del diritto alla salute delle persone con malattie reumatologiche e rare. L’associazione opera quotidianamente per promuovere diagnosi precoce, accesso equo alle cure, riduzione delle liste d’attesa, appropriatezza terapeutica e miglioramento della qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie. In Italia le patologie reumatologiche coinvolgono oltre 5 milioni di persone, molte delle quali convivono con forme severe e altamente invalidanti. Sotto la guida di Antonella Celano, Apmarr - informa una nota - ha consolidato negli anni il proprio ruolo di interlocutore autorevole con le istituzioni sanitarie e politiche, sviluppando attività di advocacy, campagne di sensibilizzazione, progetti nazionali e internazionali e percorsi dedicati all’empowerment dei pazienti. "Ringrazio i soci di Apmarr per la fiducia che hanno voluto rinnovarmi – dichiara Celano –. Continueremo a lavorare con impegno e responsabilità affinché le persone con patologie reumatologiche e rare possano vedere pienamente riconosciuti i propri diritti, a partire da una diagnosi tempestiva e da un accesso uniforme alle cure su tutto il territorio nazionale. Il nostro obiettivo resta quello di dare voce ai pazienti e alle loro famiglie, rafforzando il dialogo con le istituzioni e promuovendo una sanità sempre più vicina ai bisogni reali delle persone". Nel corso degli anni - si legge - Apmarr ha ricevuto importanti riconoscimenti per l’attività svolta a favore dei pazienti. Tra questi il premio 'Eccellenze in Sanità 2025', assegnato nella sezione 'Roma Salute' per la categoria 'Volontariato in Sanità' dalla Fondazione San Camillo-Forlanini di Roma, per l’impegno profuso nella tutela delle persone con patologie reumatologiche e rare. Nel 2025 - concldue la nota - Antonella Celano è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferita con decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per il costante impegno civile e sociale portato avanti al fianco delle persone affette da malattie reumatologiche e rare. 
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Estate: Assobalneari, carenza bagnini? Peroposta di usare AI segnale fallimento riforma che ha modificato sistema formazione e abilitazione

(Adnkronos) - “La proposta di ricorrere all’intelligenza artificiale per sopperire alla drammatica carenza di assistenti bagnanti sulle coste italiane rappresenta il segnale evidente del fallimento della riforma che ha modificato il sistema di formazione e abilitazione degli addetti al salvamento. Una situazione gravissima che Assobalneari Italia denuncia da tempo e che oggi rischia di compromettere concretamente la sicurezza della balneazione nel nostro Paese". Lo dichiara all'Adnkronos/Labitalia Fabrizio Licordari, presidente nazionale Assobalneari Italia. "La riforma - sottolinea - voluta da Paolo Barelli ha infatti stravolto un sistema che per decenni aveva garantito formazione, presenza capillare e qualità professionale attraverso una pluralità di soggetti storicamente impegnati nel salvamento marittimo, come la Società nazionale di salvamento, gli Angeli del Mare e altre organizzazioni riconosciute. L’effetto concreto della nuova disciplina è stato quello di concentrare progressivamente il sistema formativo e autorizzativo, determinando una drastica riduzione del numero di nuovi brevetti; un aumento dei costi di formazione; minore disponibilità di personale qualificato; difficoltà crescenti per stabilimenti balneari e strutture turistiche nel reperire assistenti bagnanti". "E' sotto gli occhi di tutti - avverte -come la riforma abbia finito per favorire in modo sostanziale proprio la Fin, creando un sistema che ha fortemente ridotto il pluralismo formativo esistente in precedenza e penalizzato le altre storiche organizzazioni impegnate nel salvamento marittimo. Oggi, paradossalmente, invece di affrontare le cause del problema, si arriva a ipotizzare il ricorso a sistemi di intelligenza artificiale e sorveglianza tecnologica come soluzione emergenziale. L’intelligenza artificiale può certamente rappresentare un supporto tecnologico utile per l'assistena bagnanti, ma non potrà mai sostituire: la presenza umana; la capacità di intervento immediato; il giudizio operativo; l’esperienza e la responsabilità di un assistente bagnanti qualificato".  "La sicurezza in mare - rimarca - non può essere affidata esclusivamente ad algoritmi, sensori o telecamere. Occorre invece avere il coraggio di affrontare il vero nodo politico e normativo: la riforma ha prodotto effetti negativi sull’intero sistema del salvamento italiano. Non a caso, il Tar Lazio ha recentemente accolto il ricorso promosso da associazioni e organismi della formazione del salvamento che contestavano la normativa approvata. La questione passa ora all’esame del Consiglio di Stato, al quale spetterà una valutazione definitiva su una riforma che ha generato forti criticità operative e profonde disparità nel settore".  "Assobalneari Italia - sottolinea - auspica che il Consiglio di Stato possa confermare quanto già evidenziato dal Tar Lazio, determinando il superamento dell’attuale impianto normativo e favorendo il ritorno a una disciplina più equilibrata, pluralista ed efficace sotto il profilo della sicurezza. Per queste ragioni Assobalneari Italia chiede: l’apertura immediata di un tavolo nazionale sul salvamento; una revisione urgente della normativa vigente; il ripristino di un sistema pluralistico di formazione; il ritorno a condizioni che consentano a tutte le organizzazioni storicamente abilitate di contribuire alla formazione degli assistenti bagnanti. La sicurezza dei cittadini e dei turisti deve tornare al centro delle scelte politiche, senza monopoli né impostazioni che abbiano ridotto l’efficienza di un sistema che in passato aveva sempre garantito elevati standard di sicurezza lungo le coste italiane”.  (di Sabrina Rosci)   
---lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Tumore al polmone, rimborsata in Italia terapia chemio-free per mutazioni Egfr

(Adnkronos) - Rimborsata in Italia la combinazione a base di amivantamab, in formulazione sottocutanea, e lazertinib per il trattamento di prima linea del carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) avanzato. La combinazione - informa una nota di Johnson & Johnson - è indicata in persone adulte con mutazioni del recettore del fattore di crescita dell'epidermide (Egfr), nello specifico con delezioni nell'esone 19 o mutazioni di sostituzione L858R nell'esone 21, conosciute anche come mutazioni comuni di Egfr. Il tumore del polmone rappresenta oggi una delle sfide più urgenti per l'oncologia: questa neoplasia si conferma come la seconda più frequente tra gli uomini e la terza tra le donne, ricorda J&J. All'interno di questo scenario, sono due i tipi principali di tumore del polmone; tra questi, il tumore polmonare non a piccole cellule è il più frequente e corrisponde a quasi l'85% dei nuovi casi. Inoltre, in 1 paziente su 5 si riscontra una mutazione dell'Egfr, un recettore tirosin-chinasico che aiuta le cellule a proliferare e a dividersi; nella maggior parte dei casi, la mutazione è una delezione nell'esone 19 o una mutazione puntiforme L858R nell'esone 21.  "Il tasso di sopravvivenza a 5 anni per le forme Egfr è ancora inferiore al 20%. Il quadro diventa ancor più complesso se guardiamo ai pazienti con mutazione L858R o delezione nell'esone 19, i quali tendono ad avere risposte meno durature agli inibitori tirosin-chinasici di prima, seconda e terza generazione, un dato che sottolinea la necessità di nuove opzioni terapeutiche mirate e strategie di intervento sempre più efficaci - spiega Silvia Novello, professore di Oncologia medica presso il Dipartimento di Oncologia dell'università di Torino, responsabile della Struttura complessa a direzione universitaria di Oncologia medica all'Aou San Luigi Gonzaga di Orbassano e presidente Walce - Women against lung cancer in Europe - In tal senso, la natura eterogenea del tumore del polmone spinge la ricerca scientifica verso lo sviluppo di percorsi terapeutici sempre più diversificati e mirati, che tengano conto delle differenze individuali in termini di genetica, ma che col tempo terranno conto anche di altri fattori quali microbioma, stile di vita e ambiente. Possiamo dire che il trattamento di questa neoplasia sta attraversando un momento di transizione e cambiamento: siamo in una fase in cui la chemioterapia non è più l'unica opzione per i pazienti e dove si sta contribuendo a una ridefinizione del paradigma terapeutico, grazie a terapie che sempre più contribuiscono non solo a migliorare l’aspettativa, ma anche la qualità della vita. Oggi, infatti, grazie all'offerta di anticorpi monoclonali studiati per targetizzare un tipo specifico di mutazioni, tra i quali amivantamab, associabili ad inibitori tirosin-chinasici, possiamo agire in modo ancora più mirato sul tumore. Questa combinazione offre inoltre la possibilità di una somministrazione per via sottocutanea che, da un lato, riduce i tempi di somministrazione e il rischio di effetti collaterali, e dall'altro risulta migliorare l'esperienza del paziente".  La combinazione di amivantamab e lazertinib - si legge nella nota - rappresenta un approccio di medicina di precisione privo di chemioterapia, in grado di colpire i tumori con mutazioni di Egfr, bloccando la crescita tumorale su due fronti. In particolare, amivantamab è un anticorpo bispecifico completamente umano che colpisce sia Egfr che Met, contrastando i segnali di resistenza e attivando una risposta immunitaria; lazertinib, invece, è un inibitore orale di terza generazione della tirosin-chinasi dell'Egfr.  "Questa combinazione terapeutica a somministrazione sottocutanea ha già dimostrato miglioramenti significativi nella sopravvivenza libera da progressione - sottolinea Antonio Passaro, direttore della Divisione di Oncologia toracica dell'Istituto europeo di oncologia di Milano - Inoltre, i dati più recenti relativi alla sopravvivenza globale suggeriscono che l'impiego combinato di amivantamab e lazertinib possa estendere significativamente la vita dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule e mutazioni comuni dell'Egfr rispetto all'attuale standard di cura. In tal senso, i risultati degli studi registrativi rappresentano un passo avanti cruciale nella gestione di questa malattia: da un lato, prolungare l'aspettativa di vita è un indicatore chiave dell'efficacia di qualsiasi trattamento oncologico; dall'altro, poter offrire un trattamento chemio-free, somministrato per via sottocutanea, permette una maggior maneggevolezza nella somministrazione, ma soprattutto consente un beneficio per il paziente stesso in termini di qualità di vita. Lo studio Mariposa ha quindi confermato il potenziale trasformativo di questa combinazione come trattamento di prima linea, aprendo la strada ad un nuovo standard di cura e offrendo benefici concreti e clinicamente rilevanti per i nostri pazienti. Inoltre, l'approvazione di questo trattamento già dalla prima linea è un traguardo importante in quanto risponde al bisogno, ancora insoddisfatto, di offrire una nuova opzione terapeutica per questo tipo di tumore, permettendo inoltre di intervenire immediatamente con la terapia più efficace, colpendo il tumore quando è più vulnerabile e prima che la malattia progredisca ulteriormente".  Nonostante i grandi progressi della ricerca scientifica - rimarca J&J - circa il 75% dei pazienti con Nsclc è già in stadio III o IV al momento della diagnosi. Questo è dovuto ad un ritardo nel riconoscimento dei sintomi, generalmente non specifici, quali tosse, affaticamento, dolore al petto, dispnea, perdita di peso. Anche per questo, una diagnosi di tumore al polmone spesso porta pazienti e caregiver a provare sentimenti di incertezza, ansia e paura. In questo contesto, l'aspetto psicologico dei pazienti non va trascurato: a una corretta diagnosi è fondamentale affiancare un sostegno che vada oltre la sola terapia. Per questo motivo, le associazioni di pazienti sono una risorsa cruciale per accompagnare pazienti e caregiver lungo l'intero percorso di cura.  "Questa nuova terapia riaccende una speranza importante per tutte le persone che convivono con questa forma di tumore - commenta Bruno Aratri, presidente di Ipop (Insieme per i pazienti di oncologia polmonare) - Non parliamo solo della possibilità di vivere più a lungo, ma soprattutto di poterlo fare con una migliore qualità di vita. Oggi sono necessarie una cura e una presa in carico globale della persona. In tal senso, l'evoluzione dei trattamenti in corso mira sempre più a integrarli nella vita quotidiana del paziente. Il nostro impegno come associazione è duplice: da un lato lavoriamo affinché le terapie innovative, sempre più mirate ed efficaci, possano arrivare in tempi rapidi al maggior numero possibile di pazienti che ne hanno bisogno, garantendo un accesso equo su tutto il territorio nazionale; dall'altro, ci dedichiamo a costruire una relazione solida tra medici e pazienti, che consiste in una parte importantissima della cura, mettendo al centro bisogni, aspettative e fragilità, e accompagnando le persone passo dopo passo nel loro percorso di cura". La rimborsabilità in Italia della combinazione a base di amivantamab e lazertinib si basa sui risultati dello studio di fase 3 Mariposa, secondo cui - riferisce J&J - questa combinazione è il primo regime a dimostrare un beneficio superiore in termini di sopravvivenza globale rispetto all'attuale standard di cura. Lo studio ha raggiunto l'endpoint primario della progressione libera da malattia (Pfs): a un follow up mediano di 22 mesi, la combinazione ha mostrato una riduzione del 30% della progressione di malattia o morte. "Come Johnson & Johnson investiamo da oltre 30 anni nella ricerca scientifica per lo sviluppo di farmaci innovativi che rispondano ai bisogni di cura dei pazienti oncologici e per metterci al fianco dei medici e del personale sanitario - dichiara conclude Alessandra Baldini, Direttrice medica, Innovative Medicine, Johnson & Johnson Italia - Il nostro obiettivo è rendere questo, e tutte le malattie oncologiche delle nostre aree di ricerca, malattie intercettabili e curabili. In tal senso, la medicina di precisione per noi ha un enorme valore perché ci consente di costruire un percorso terapeutico personalizzato affinché ogni paziente riceva il trattamento più appropriato ed efficace, modellato sulle sue specifiche esigenze. Siamo costantemente impegnati a rispondere ai bisogni dei pazienti, spingendo i confini della scienza e dell'innovazione per sviluppare opzioni terapeutiche sempre più personalizzate ed efficaci, con l'obiettivo di costruire una medicina del futuro incentrata sulla personalizzazione delle cure".  
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Manageritalia Piemonte: "Scarsa managerializzazione freno a competitività e crescita"

(Adnkronos) - Solo 30% pmi ha manager esterni a famiglia, nanismo non solo dimensionale impedisce salto di qualità. Troppe microimprese (95,1%), pochissime grandi (0,1%) e poche piccole (4,6%) o medie (0,6%) e in generale sottomanagerializzate E’ questo il quadro delle aziende in Piemonte emerse dall’assemblea di Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta secondo cui la competitività e la crescita sono frenate dalla mancanza di preparazione nell’affrontare sfide complicate come la transizione energetica e digitale e da una crisi internazionale che si fa sentire e incide sulla capacità di innovare e competere. In particolare, e’ stato evidenziato, in Piemonte ci sono 10.379 dirigenti di cui il 19% donne (aumentate del 71,5% negli ultimi 16 anni) e 116.598 imprese sopra i 9 dipendenti e la stragrande maggioranza di pmi è priva di manager esterni alla famiglia, presenti solo nel 30% di quelle italiane a fronte di circa l’80% di quelle di Germania, Francia e Spagna. Al gap manageriale rispetto ai principali competitor (in Italia ci sono nel settore privato 0,9 dirigenti ogni cento dipendenti, 0,9 in Piemonte e 0,3 in Valle d’Aosta e 2-4 nei principali paesi europei) si aggiunge un calo del 2% di dirigenti privati nella regione (-4,1% negli ultimi 16anni) a fronte di una crescita nazionale del 2,6% nell’ultimo anno e +17,4 dal 2008 a oggi. Situazione simile se non più marcata in Valle d’Aosta dove il calo è stato del -12,3% dal 2008 al 2024. “Siamo convinti che il nostro territorio abbia grandi potenzialità e concrete possibilità di crescita – ha spiegato il presidente di Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta Alfredo Lanfredi - ma allo stesso tempo crediamo che una crescita strutturale e duratura potrà avvenire solo attraverso una robusta managerializzazione delle imprese. Affinché quanto auspichiamo si realizzi, chiediamo alle istituzioni del territorio ed in particolare alle due regioni di riferimento di fare sistema e di trovare, anche attraverso i fondi europei, una cifra importante da destinare alle imprese che vorranno investire sul loro futuro assumendo figure manageriali, quadri e dirigenti, capaci di farle crescere e competere in Europa e nei mercati internazionali. Inoltre, aggiunta ai settori manifatturieri ed al settore aerospaziale, a nostro avviso bisognerà prestare attenzione particolare a settori come i servizi, il turismo e l'accoglienza, l'informatica, l'enogastronomia”, ha detto ancora Lanfredi. “Siamo profondamente convinti della necessità che le pmi si aprano sempre più a competenze manageriali esterne, perché oggi crescita, innovazione e competitività passano anche dalla capacità di dotarsi di professionalità adeguate alle sfide del mercato - ha osservato l’assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Tronzano - non a caso, nel 2025 abbiamo stanziato 5 milioni di euro di fondi europei proprio per sostenere questo obiettivo. Un impegno che la Regione Piemonte compatibilmente con il bilancio vorremo riproporre. Vedremo nei prossimi mesi, se sia possibile trovare le risorse per individuare misure capaci di accompagnare le imprese in percorsi di sviluppo, innovazione e managerializzazione”. L’assemblea è stata anche l’occasione per la consegna di 141 borse di studio Manageritalia e Renzo Scianca, sostenute dal ‘Fondo Mario Negri’ destinate a studenti meritevoli dalle scuole medie fino all’università. 
---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Infortuni, Anmil: "Un fenomeno da combattere dalla lotta al sommerso alla mancanza di tutele e diritti"

(Adnkronos) - Anmil in prima linea, come sempre da anni, per dare una spallata al fenomeno degli infortuni sul lavoro. Lo rimarca, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, Amedeo Bozzer, neoeletto presidente Anmil, che traccia le linee di quello che sarà un percorso che punta alla salute e sicurezza di lavoratori e di studenti. 
L’obiettivo infortuni zero è ancora lontano. Cosa auspica per dire basta a quella che è una costante del mondo del lavoro?
 "L'obiettivo infortuni zero è ancora purtroppo lontano. Come presidente dell'Anmil sento tutta la responsabilità del lavoro che la nostra Associazione porta avanti da oltre 80 anni, a tutela delle persone con disabilità del lavoro, di chi ha contratto malattie professionali e dei familiari delle vittime di incidenti mortali".  
Cultura della prevenzione a partire dai banchi di scuola. Secondo gli ultimi dati Inail gli infortuni degli studenti avvenuti durante attività scolastiche e Pcto sono in aumento. Cosa fare?
 "Ogni giorno entriamo nelle scuole e nelle aziende per diffondere la cultura della prevenzione e della sicurezza, attraverso incontri, campagne di sensibilizzazione ed eventi che ricordano quanto sia importante sapere dire quei 'no' che possono salvare la vita. I lavoratori devono essere emessi nelle condizioni reali di poter pronunciare quei 'no', senza aver paura di subire delle conseguenze. Troppo spesso, invece, si tende a colpevolizzare la vittima con frasi del tipo 'avrebbe dovuto opporsi', ma sappiamo bene quanto sia difficile farlo in contesti di precarietà o di ricatto occupazionale. L'importante è avere una preparazione e una formazione per essere sicuri di saper dire quel no".  
Perché il dato infortunistico nasconde anche il fenomeno del sommerso?
 "In Italia circa 3 milioni di persone lavorano nel sommerso, dove manca tutela e diritti. Spesso manca anche la possibilità di denunciare condizioni insicure di lavoro. E' quello che Anmil definisce un tacito un atto di scorrettezza tra datore di lavoro e lavoratore, fuori dalle regole, che alimenta sfruttamento, incidenti e costi sociali enormi a carico della collettività. Per questo continuo a chiedere interventi concreti e strumentali: dall'istituzione di una procura nazionale del lavoro capace di garantire un'applicazione più efficace e tempestiva delle norme, al rafforzamento e al coordinamento degli organi ispettivi".  
Quanto è importante il Documento valutazione rischi che deve essere redatto dai datori di lavoro?
 "La sicurezza sul lavoro non può essere considerata un costo o un obbligo formale, deve diventare una priorità sociale e civile per tutto il nostro Paese. Il documento di valutazione dei rischi (dvr) non è soltanto un obbligo previsto dalla legge, ma rappresenta uno strumento fondamentale per individuare, valutare e gestire i rischi presenti in un'azienda. Con l'obiettivo di prevenire infortuni e malattie personali, è il punto di partenza di qualsiasi politica seria della sicurezza sul lavoro. Tuttavia il dvr da solo non basta a garantire una reale prevenzione, serve una vera cultura della sicurezza che metta al centro la formazione, la consapevolezza e la responsabilità nella gestione delle risorse umane. Troppo spesso si pensa alla sicurezza come una pratica burocratica, quando invece riguarda direttamente la salute, la vita e la dignità delle persone. La sicurezza non può essere delegata a un documento o a una firma, deve diventare parte integrante dell'organizzazione aziendale e delle scelte quotidiane". (di Sabrina Rosci)
    
---lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)