Referendum, il sociologo Roma: "No quorum? oggi si vota con i like, surrogato di elezioni"
(Adnkronos) - Niente quorum per i referendum su lavoro e cittadinanza. Le cause? Adnkronos/Labitalia lo ha chiesto al sociologo Giuseppe Roma, secondo il quale sono tre i fattori che hanno contributo al mancato raggiungimento del 50 più uno dei votanti per i quesiti. "Oggi viviamo in un'epoca -spiega Roma- in cui l'espressione della partecipazione è più ampia rispetto al passato, quando si esprimeva appunto con il voto alle elezioni. Oggi ognuno si può esprimere ogni giorno sui social, valgono i like, e ci sono tante forme di voto, adesso, improprie e preoccupanti per la mia generazione, che diventano una specie di surrogato delle elezioni". Per Roma, quindi, "il primo fattore che emerge a mio parere è una componente di disaffezione dovuta al sentimento che alla fine il voto non conti, e su questo bisogna riflettere". "Però allo stesso tempo questa riduzione dei votanti è legata al fatto che oggi ci si può esprimere ogni giorno, con canali impropri però rispetto al voto, che per una certa generazione ha una sua sacralità", sottolinea. Ma non è stata solo la disaffezione al voto a pesare secondo Roma. "Il referendum già di per sé -spiega- è uno strumento, diciamo, un po' anomalo, nel senso che va bene sulle grandi questioni, divorzio, aborto, in cui il tema era chiaro: si introducevano delle cose nuove o si volevano togliere delle innovazioni. E' un po' più complicato, secondo me, pensare che i problemi del lavoro oggi si risolvono attraverso un referendum. E poi si ha anche la percezione nel cittadino che si rischia il pasticcio, perché tu stai eliminando dei pezzi di legge. Secondo me, l'unico veramente chiaro era quello sulla cittadinanza, perché la tornavi alla legge precedente, era semplice. Tutto il resto, secondo me, ha anche un'ambiguità, perché oggi questo tipo di referendum può anche dare la sensazione, diciamo così, di dare più tutele a chi già ha un lavoro, o comunque che ha un lavoro anche contrattualizzato in maniera positiva", sottolinea. E infine il 'ricercare' lo strumento del referendum, da parte del sindacato, si è rivelato non vincente, secondo Roma. "Il cittadino si chiede: ma il sindacato non dovrebbe ottenere questi risultati sui temi del lavoro -conclude- attraverso l'azione sindacale, attraverso le relazioni industriali, facendo sciopero, facendo mobilitazione, aggregando le persone? E quindi uno strumento come il referendum sui temi del lavoro può avere convinto gli iscritti del sindacato, ma poi sugli altri passa il messaggio 'io da solo non ce la faccio'. Secondo me, aver voluto fare un referendum su questi temi è stato un po' un segno di debolezza del sindacato". ---lavoro/normewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Vacanze in salute, kit automedicazione in valigia per 9 italiani su 10
(Adnkronos) - L'estate è ormai alle porte e, con le temperature in aumento, si avvicina il momento di partire per staccare la spina, rilassarsi e conoscere nuovi luoghi. Per molti, quindi, non è poi così lontana l'incombenza di dover pensare a cosa portare con sé. C'è un piccolo grande alleato che gli italiani non dimenticano mai di mettere in valigia: il kit di automedicazione. Secondo l'ultima indagine condotta da Assosalute - Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, in collaborazione con Human Highway, ben 9 italiani su 10 (90%) preparano un kit con almeno 1 farmaco da banco prima di partire. Un'abitudine ormai consolidata - riporta una nota - che si rafforza tra le donne (il 26% porta con sé più di 4 medicinali da banco) e tra gli over 55, più attenti e previdenti anche in vacanza (in valigia mettono almeno 3 farmaci di automedicazione). Perché i piccoli disturbi non vanno mai in ferie: un mal di testa improvviso, un malessere gastrico dopo una cena tipica, una puntura d'insetto, una scottatura solare o il classico mal di gola da aria condizionata possono capitare ovunque e a chiunque. La ricerca Assosalute-Human Highway racconta che in media nella valigia di ogni italiano ci sono 2,8 farmaci da banco, valore che supera i 3 fra le donne e tra chi vive al Nord, e che cresce all'aumentare dell'età. Ma quali sono i farmaci da banco irrinunciabili per l'estate? Antidolorifici/antinfiammatori: scelti da quasi 2 italiani su 3 (65%), con un picco tra le donne (75%); farmaci per disturbi gastrointestinali: presenti nel kit del 48% degli italiani (un dato che cresce con l'età, fino a 18 punti percentuali in più tra i 55-64enni); antipiretici contro la febbre: 43%, soprattutto tra le donne e gli over 55 (50% per entrambe le categorie); antistaminici e antipruriginosi: li porta con sé il 32%, utili contro le punture di insetti. E ancora. Disinfettanti e farmaci contro le scottature: poco meno di 1 italiano su 3 li considera indispensabili; farmaci contro il mal di gola: presenti nel kit nel 17% dei casi; farmaci per la cinetosi: scelti solo dal 13%, ma fondamentali per chi soffre di mal d'auto/mal di mare. Il 37% degli italiani seleziona il kit in base alle proprie esigenze o ai disturbi che ha avuto in passato. Il 34% ha un kit già pronto che non cambia mai, mentre quasi 1 italiano su 3 adatta il contenuto in base alla destinazione e quindi ai rischi specifici del viaggio, o anche, nel 20% dei casi, alla sua durata. Per questo Assosalute ha stilato un vademecum, con consigli utili su cosa mettere nel kit e come conservarlo. Non dovrebbero mancare: antidolorifici e antinfiammatori (mal di testa, dolori muscolari, ciclo mestruale), antipiretici (febbre e sintomi influenzali), farmaci contro i disturbi gastrointestinali (antiacidi, lassativi, antidiarroici, fermenti lattici), antistaminici e antipruriginosi (punture di insetti), disinfettanti e farmaci contro scottature solari (creme emollienti e antisettiche), farmaci contro il mal di gola (spray, pastiglie), farmaci contro la cinetosi (pastiglie/chewing gum), medicinali antimicotici per uso topico per chi frequenta piscine o palestre, l'essenziale per piccole lesioni/ferite superficiali (cerotti, garze, acqua ossigenata). Attenzione alla conservazione dei farmaci: il caldo è un nemico silenzioso. Conservare correttamente i farmaci in viaggio è fondamentale per garantirne l'efficacia e la sicurezza d'uso. Ecco le regole d'oro di Assosalute: 1. Riporli sempre nelle confezioni originali, insieme al foglietto illustrativo, che contiene tutte le istruzioni su come assumerlo e le modalità di conservazione; 2. Preferire contenitori rigidi e termici per il trasporto: il caldo estivo può alterare i principi attivi, soprattutto per alcune formulazioni come quelle liquide o i cerotti. Meglio evitare temperature superiori ai 25°C e non lasciare mai i farmaci in auto o esposti al sole; 3. Non conservare i farmaci in luoghi umidi (borse frigo con ghiaccio, bagni, etc.), perché l'umidità può danneggiare soprattutto le formulazioni solide; 4. Se si viaggia in aereo, tenere il kit nel bagaglio a mano: in stiva le temperature possono scendere eccessivamente e l'umidità aumentare; 5. Controllare sempre la data di scadenza e l'integrità delle confezioni: se un farmaco appare diverso dal solito, meglio non utilizzarlo e chiedere consiglio al farmacista; 6. Se possibile, scegliere le formulazioni solide rispetto a quelle liquide, più sensibili alle alte temperature. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Medicina, identikit pazienti con disturbi ipofisi, al Gemelli ambulatorio specializzato
(Adnkronos) - Di tutte le ghiandole endocrine del nostro organismo, forse è la meno conosciuta. Eppure l'ipofisi ha un ruolo importantissimo, da 'direttore d'orchestra', regolando il funzionamento di tutte le altre ghiandole endocrine e producendo un ventaglio di ormoni importantissimi per il buon funzionamento di tutto l'organismo. Ma anche l'ipofisi può ammalarsi. Per tracciare l'identikit dei pazienti con disturbi dell'ipofisi, al Policlinico Gemelli di Roma è attivo un ambulatorio specializzato in malattie ipotalamo-ipofisarie, diretto da Alfredo Pontecorvi, ordinario di Endocrinologia all'Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della Uoc di Endocrinologia e Diabetologia di Fondazione Policlinico universitario Gemelli Irccs. E di segnali che indicano un malfunzionamento di qualche parte dell'ipofisi si è parlato di recente in occasione della IX edizione del congresso 'Ipofisi: percorsi diagnostici terapeutici. I centri d'eccellenza e il territorio', (responsabili scientifici Laura de Marinis e Antonio Bianchi, ricercatore della Cattolica ed endocrinologo del Gemelli), tenutosi al campus Gemelli. L'evento rientra nell'ambito delle attività didattiche del master universitario di II livello in 'Diagnosi e terapia delle patologie ipotalamo-ipofisarie' diretto da Pontecorvi. Il primo campanello d'allarme di un problema dell'ipofisi può essere il mal di testa, spiegano dal Gemelli. Se in questa minuscola ghiandola endocrina (è grande appena 1 cm), adagiata su una 'sella' ossea (la sella turcica dell'osso sfenoide) alla base del cervello, a causa di un processo occupante spazio al suo interno o nelle immediate vicinanze si verifica un aumento di volume, ciò può indurre uno stiramento delle meningi che la ricoprono (una porzione della dura madre detta 'diaframma sellare', che copre a 'ombrello' l'ipofisi ed è riccamente innervato) e quindi l'insorgenza di una cefalea persistente al centro della testa. "In caso di cefalea cronica, spesso il medico consiglia di effettuare una risonanza magnetica dalla quale possono emergere delle lesioni, noduli, neoformazioni che vengono descritti come 'incidentalomi ipofisari', che devono portare il paziente all'ambulatorio di neuro-endocrinologia", raccomanda Pontecorvi. "Un altro disturbo da valorizzare - illustra lo specialista - sono le alterazioni dei movimenti degli occhi e lo sdoppiamento della vista (diplopia); questi possono essere dovuti alla compressione o alla dislocazione di alcuni nervi cranici che controllano i movimenti degli occhi, dovuta a una lesione sellare (i nervi oculo-motori (III), trocleari (IV) e abducens (VI), oltre al nervo ottico (II) che si incrocia nel chiasma ottico subito sopra l'ipofisi). Un altro segno, per fortuna più raro, è la rino-liquorrea (il gocciolare del liquor o liquido cefalo-rachidiano, attraverso il naso) che si verifica quando una lesione sellare erode il pavimento della sella turcica e mette in comunicazione il cervello con le cavità nasali. Infine, un frequente disturbo 'rivelatore' di un problema all'ipofisi può essere la mancanza di ciclo nelle donne oppure un disturbo della sfera sessuale nell'uomo, e l'infertilità", descrive Pontecorvi. "Di fronte al sospetto di una patologia ipofisaria - prosegue Bianchi - il neuroendocrinologo cercherà segni e sintomi di ipofunzione (dovuti alla compressione delle cellule sane dell'ipofisi) o di iperfunzione, dovuta negli adenomi più comuni a un'eccessiva produzione di Gh (acromegalia o gigantismo), di prolattina, di Acth (malattia di Cushing)". L'acromegalia è una malattia che 'cambia i connotati' dei pazienti, dettaglia la nota. Sono interessati 4 settori del volto: le bozze frontali, le arcate zigomatiche, la piramide nasale (il naso si allarga e si ingrandisce) e compare il prognatismo (mento sporgente), mentre compare uno spazio tra i due incisivi superiori (diastasi). In caso di dubbio, spesso l'endocrinologo chiede una foto vecchia o della patente, e chiede anche se c'è stato un accrescimento delle estremità (se il paziente ha dovuto far allargare la fede o comprare scarpe di 2-3 numeri più grandi). Le prolattinomi sono adenomi che producono prolattina, un ormone che agisce sulle ghiandole mammarie facendo produrre e secernere liquido lattescente (galattorrea, mono o bilaterale, spontanea o provocata); le pazienti presentano tipicamente oligo-amenorrea (scomparsa del ciclo mestruale). Bisogna sempre escludere una causa farmacologica: molti farmaci possono dare incremento della prolattina (alcuni anti-psicotici e anti-depressivi, gli oppiacei, farmaci anti-emetici, antipertensivi come verapamil e metil-Dopa, eccetera). La malattia di Cushing è dovuta a un adenoma producente Acth. Il paziente ha una tipica faccia 'a luna piena' (facies lunaris), rubiconda perché l'eccesso di cortisolo provoca un aumento di volume delle gote e aumenta la visibilità dei capillari sottocutanei; il paziente può avere un diradamento dei capelli, l'insorgenza di acne e di ipertricosi del volto (dovuto a un aumento degli androgeni surrenalici). E' presente tipicamente obesità centrale con addome talvolta molto prominente e un'ipotrofia dei muscoli delle braccia e delle gambe. E' presente fragilità capillare, facilità a fare ecchimosi, iperglicemia, la comparsa o il peggioramento dell'ipertensione arteriosa. "L'asse più colpito nelle forme 'ipo', carenziali, è il cosiddetto asse gonadotropo, le cellule che producono Fsh e Lh, le due gonadotropine che stimolano ovaie e testicoli - precisa Bianchi - Ma anche la presenza di un eccesso di prolattina, Gh o Acth può peggiorare il ritmo circadiano di Lh e Fsh, responsabile anche del normale ritmo delle mestruazioni. L'endocrinologo dunque indagherà un calo della libido o un deficit erettile nei maschi o la presenza di oligo-amenorrea nelle donne. Un altro asse spesso colpito ipotalamo-ipofisi-tiroide, causa di ipotiroidismo secondario (o terziario); i pazienti lamentano fatica, difficoltà di concentrazione, intolleranza al freddo, stipsi, un aumento della caduta dei capelli, una certa ritenzione idrica. Anche l'ipocortico-surrenalismo secondario, indotto da una disfunzione dell'asse ipofisi-surrene, può dare facile affaticamento, debolezza muscolare, talvolta ipotensione e inappetenza". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tumori, Mastronuzzi (Simg): "La prevenzione è tutto, noi medici seminiamo salute ogni giorno"
(Adnkronos) - “Per il mio ruolo la prevenzione è tutto. Il compito del medico di medicina generale va infatti ben oltre la cura delle patologie: significa soprattutto seminare salute ogni giorno, prima ancora che la malattia si manifesti”. Così Tecla Mastronuzzi, responsabile della macro area Promozione di salute e Prevenzione della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg) commenta la recente campagna di sensibilizzazione “Non girarci intorno” promossa da Merck con il patrocinio di Simg, Siuro, Fiaso e Palinuro. La prevenzione è il primo vero atto di cura. “Come medici di medicina generale crediamo tantissimo nella prevenzione primaria che anticipa anche la diagnosi precoce delle patologie, attraverso la promozione dei corretti stili di vita per ridurre il rischio di sviluppare malattie oncologiche”, spiega Mastronuzzi. Intervenire sui fattori di rischio, promuovere stili di vita corretti, educare i pazienti all’importanza di un’alimentazione equilibrata e dell’attività fisica: sono tutti gesti che costruiscono, giorno dopo giorno, una vera e propria cultura della prevenzione. Eppure, come rivelano i dati di una survey condotta durante la campagna “Non girarci intorno”, solo il 45% dei pazienti ha dichiarato di aver parlato di prevenzione oncologica con il proprio medico di famiglia, mentre il 48% afferma di non averlo mai fatto. Un dato che fa riflettere: “Probabilmente molto di quello che facciamo ogni giorno non viene percepito come un’azione che può salvare la vita”, osserva la dottoressa Mastronuzzi. Spesso, infatti, i consigli sul peso forma, sull’alimentazione o sull’esercizio fisico, sullo smettere di fumare, non vengono recepiti come parte di una strategia di prevenzione oncologica. Per questo è fondamentale rendere esplicito il valore di queste indicazioni e costruire con il paziente un dialogo più chiaro e consapevole”, aggiunge. Le iniziative come “Non girarci intorno” svolgono un ruolo prezioso proprio perché portano il tema della prevenzione fuori dagli ambulatori e lo avvicinano a un pubblico più vasto. “La salute non si fa solo sulla scrivania dei medici”, spiega l’esperta. “Entrare in un evento sportivo, in un concerto o in una manifestazione pubblica è utilissimo, perché ci permette di agganciare l’attenzione dei cittadini”. In un Paese dove ancora si pratica poca attività fisica e dove la dieta mediterranea non è seguita da larga parte della popolazione, questi momenti di sensibilizzazione rappresentano un’occasione importante per diffondere messaggi di salute. Di qui un appello: la prevenzione è un percorso da fare insieme. “Non siamo uno contro l’altro. Non ci sono i medici e i pazienti, ma ci sono persone che lavorano insieme per un obiettivo comune”, conclude. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Progetto DoiMan, in Val di Sole un concorso per i turisti più gentili
(Adnkronos) - Un concorso per turisti gentili. Contro i danni causati da visitatori poco rispettosi degli ecosistemi montani, in Val di Sole arriva il progetto DoiMan: caricando le proprie buone azioni in favore delle persone e del Pianeta si parteciperà all’estrazione di un soggiorno gratis. E un’app proporrà missioni, quiz e attività sostenibili alla scoperta del patrimonio naturale e culturale del territorio. Obiettivo: fidelizzare questa categoria di ospiti e costruire, nel tempo, un circolo virtuoso da rinforzare anno dopo anno, visita dopo visita. Il progetto DoiMan è sviluppato dall’Azienda per il Turismo della Val di Sole, insieme a Trentino School of Management e Destination Makers come partner tecnici. “Siamo convinti che ciascuno di noi possa e debba dare un contributo attivo per migliorare il proprio impatto e ispirare altri a fare altrettanto - sottolinea Fabio Sacco, direttore dell’ApT Val di Sole - Abbiamo quindi scelto di sviluppare questo progetto, che vuole trasformare le destinazioni turistiche in ecosistemi circolari dove ospiti e comunità prosperano insieme, contribuendo a un mondo migliore e a un modo diverso di relazionarsi con il territorio”. Alla base di DoiMan c’è un 'Patto per l’impatto': il progetto prevede tanti tasselli, destinati non solo ai turisti ma anche agli operatori locali, nella convinzione che la crescita culturale riguarda tutti gli attori della filiera turistica. Come? “Utilizzando arte, creatività, musica, innovazione, comunicazione e marketing come veicoli per messaggi importanti e come catalizzatori del cambiamento sociale", spiega Sacco. L’aspetto più originale e innovativo dell'iniziativa è probabilmente la campagna 'Val di Sole Open for Kindness': DoiMan prevede un 'concorso al turista più gentile' attraverso una landing page dedicata. Con la Game App D-Kind verranno inoltre proposte ai turisti presenti sul territorio della Val di Sole diverse missioni, divise in quiz, azioni sostenibili ed esperienze alla scoperta del patrimonio naturale, storico, culturale e gastronomico del territorio. Nei mesi scorsi, intanto, è stata sviluppata una scuola di formazione dedicata agli operatori della valle, che ha realizzato sette lezioni sui temi della sostenibilità, dell’inclusività e dell’accessibilità. Ad essa si affiancherà un kit di strumenti per misurare l’impatto ambientale delle attività locali. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Aids, dermatologi sentinella contro l'Hiv, segnali spia sulla pelle
(Adnkronos) - Quando la pelle si ammala può svelare molto. Nel caso dell'Hiv, in particolare, i segni cutanei sono spesso i primi a manifestarsi e rappresentano i campanelli d'allarme per una diagnosi che, se tempestiva, può fare la differenza. Per questo i dermatologi possono essere vere e proprie sentinelle per questa infezione. Lo evidenzia la Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse (Sidemast), che sottolinea un ruolo sempre più strategico del dermatologo nella lotta contro l'infezione da Hiv in vista del Congresso nazionale Sidemast - Special Edition 2025, organizzato nell'ambito del XIV International Congress of Dermatology, a Roma dal 18 al 21 giugno. "Il 90% delle persone con Hiv sviluppa almeno una patologia cutanea prima della diagnosi o durante il trattamento - spiega Maria Concetta Fargnoli, vicepresidente Sidemast e direttore scientifico dell'Irccs Istituto dermatologico San Gallicano di Roma - Questo fa capire quanto sia importante la tempestività dell'intervento del dermatologo che può avere un ruolo chiave nella diagnosi precoce della malattia e nel velocizzare la presa in carico del paziente". Alcune malattie della pelle, aggiunge, "pur non essendo specifiche dell'Hiv possono rappresentare un primo segno di infezione da Hiv, in particolar modo quando si presentano in forma atipica, grave e soprattutto resistente ai trattamenti". "Le manifestazioni che devono allertare il paziente - precisa - sono un'eruzione maculo-papulare simile a quella di una mononucleosi o morbillo, la dermatite seborroica, spesso più estesa e resistente ai trattamenti rispetto alle forme comuni, Herpes zoster ricorrente o particolarmente esteso, scabbia diffusa e refrattaria alle terapie standard, infezioni fungine croniche come candidosi orale ed esofagea, dermatofitosi estese, forme particolarmente gravi di psoriasi". "Il dermatologo è quindi, in molti casi, il primo specialista ad intercettare l'infezione - sottolinea Lidia Sacchelli, assegnista di ricerca presso il Policlinico Sant'Orsola Malpighi di Bologna - la cui presenza deve essere poi confermata da un'analisi del sangue con test specifici per l'Hiv. In questo senso potremmo parlare di 'dermatologi-sentinella', che appena individuano la criticità possono poi attivare l'intero iter diagnostico-terapeutico". Ma nonostante l'importanza del dermatologo in questo settore, esistono ancora ostacoli importanti nella diagnosi precoce dell'Hiv da manifestazioni cutanee. Primo fra tutti la mancanza di linee guida operative aggiornate che forniscano ai professionisti strumenti chiari per identificare i casi sospetti. "Abbiamo bisogno di strumenti e formazione per migliorare la capacità di effettuare diagnosi precoci - evidenzia Fargnoli - Solo così potremo essere ancora più tempestivi, considerando che meno tempo passa tra l'individuazione di un segno sospetto" e la diagnosi "più possibilità avremo di limitare il decorso della malattia e le sue conseguenze". Per rafforzare il presidio dermatologico nella gestione dell'Hiv, Sidemast insieme con altre società dermatologiche ha lanciato la proposta di una task force di dermatologi venereologi esperti, riconosciuta a livello scientifico e in grado di guidare la ricerca, la formazione e il coordinamento con infettivologi e altri specialisti. "Come Sidemast - conclude Fargnoli - siamo attivamente impegnati nella ricerca su infezioni sessualmente trasmissibili e uniamo competenze dermatologiche e infettivologiche. Il nostro obiettivo è specializzare ulteriormente i dermatologi per riconoscere in modo sempre più tempestivo i segnali che possono indicare la presenza dell'Hiv, e collaborare in maniera strutturata con i colleghi infettivologi per il miglior trattamento possibile". Un obiettivo particolarmente utile considerando che i numeri dell'Hiv in Italia non sono rassicuranti. Secondo i dati aggiornati dell'Istituto superiore di sanità, nel 2023 sono stati notificati 2.349 nuovi casi, corrispondenti a un'incidenza di 4 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Un valore che segna un preoccupante aumento rispetto al 2022 e che riporta l'attenzione ai livelli precedenti la pandemia di Covid-19: dopo un trend in calo osservato tra il 2012 e il 2020, dal 2021 si è tornati a registrare un incremento costante. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Chirurgia, al Bambino Gesù ricostruita l'uretra di un adolescente
(Adnkronos) - All'ospedale pediatrico Bambino Gesù è stato eseguito con successo un delicato intervento di ricostruzione e ampliamento dell'uretra su un adolescente. E' la prima volta che la tecnica chirurgica denominata Asopa viene applicata su un paziente in età pediatrica, spiegano dall'Irccs romano. Il ragazzo, affetto da lichen sclerosus uretrale - una malattia cronica che provoca il restringimento dell'uretra - aveva già subito diversi interventi nel corso della sua giovane vita, senza però ottenere una soluzione definitiva. La condizione clinica comprometteva fortemente la sua capacità di urinare e la qualità della vita quotidiana. Grazie alla tecnica Asopa (Augmented Substitution Onlay Plate Anastomosis) - riporta una nota - è stato possibile ricostruire l'uretra utilizzando la mucosa prelevata dalla bocca del paziente, che è stata poi innestata in modo 'onlay', ovvero inserita come rinforzo all'interno della struttura uretrale esistente. "In parole più semplici - descrive Massimiliano Silveri, responsabile di Chirurgia andrologica del Bambino Gesù - è stato come riparare un tubo lesionato dall'interno, usando un pezzo di tessuto naturale compatibile, così da garantire una nuova continuità e funzionalità. Si tratta di una procedura altamente complessa che ha permesso al nostro giovanissimo paziente di superare il problema e di affrontare con rinnovata fiducia ed entusiasmo la sua futura vita di relazione". Per la riuscita dell'intervento, eseguito nel comparto operatorio della sede di Palidoro, è stato fondamentale l'approccio multidisciplinare, ovvero la collaborazione tra chirurghi, anestesisti e infermieri specializzati che hanno messo a disposizione le proprie competenze per garantire al paziente un trattamento a misura delle sue esigenze di salute, adattando la tecnica chirurgica alla particolare conformazione anatomica. Il giovane - conclude la nota - ora sta bene e può finalmente riprendere una vita normale, sia dal punto di vista funzionale che relazionale. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Indiana Jones arriva a Roma con L’Antico Cerchio: L’Ordine dei Giganti
(Adnkronos) - Un nuovo capitolo nella saga di Indiana Jones si prepara a esplorare uno dei contesti più iconici e suggestivi della storia: la città di Roma. Ambientato tra rovine dimenticate e corridoi sotterranei, il DLC Indiana Jones e l’Antico Cerchio: L’Ordine dei Giganti immerge i giocatori in un thriller archeologico ambientato nel cuore della capitale italiana, dove il passato riaffiora con misteri rimasti sepolti per secoli. La narrazione conduce l’archeologo più celebre del mondo lungo un itinerario pericoloso, tra catacombe oscurate dal tempo e antichi enigmi costruiti su ordine degli imperatori romani. In questo nuovo episodio, l’intreccio assume sfumature decisamente più oscure, con l’introduzione di una setta segreta e la rivelazione di un’eredità dimenticata legata ai Nefilim, figure mitiche che avrebbero camminato sulla Terra in epoche remote. Il titolo promette un’esperienza narrativa intensa, caratterizzata da esplorazione, enigmi e atmosfere cariche di tensione, mentre il protagonista affronta un culto che agisce nell’ombra per proteggere segreti capaci di sovvertire le fondamenta della storia conosciuta. Indiana Jones e l’Antico Cerchio: L’Ordine dei Giganti sarà disponibile a partire dal 4 settembre. Il gioco è già prenotabile in versione Premium Edition, che garantirà l’accesso anticipato ai contenuti. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Montagna: nasce Mia, prima guida con Ia che rivoluziona l'esperienza outdoor
(Adnkronos) - Orientarsi tra sentieri, dislivelli e cime spesso non è semplice e smart, soprattutto quando tra le montagne il segnale è debole e la cartina cartacea finisce per l’ennesima volta in fondo allo zaino. A offrire un compagno intelligente per pianificare e vivere al meglio le proprie avventure in montagna, ci pensa Mountain Maps (https://www.mountainmaps.it/meta), l'app per Android e iOS di riferimento per il trekking e le attività outdoor, che ha appena lanciato Mia, una nuova funzionalità basata sull'intelligenza artificiale che segna un passo significativo nell'evoluzione delle app outdoor. Un sistema intuitivo, capace di trasformare lo smartphone in una vera guida interattiva, attiva 24/7 e aggiornata su tutto ciò che serve a chi vive la montagna. Mia è come una guida digitale, progettata per rispondere in tempo reale alle domande degli utenti su sentieri, rifugi, punti di interesse e molto altro. Nel concreto, è una chat a cui ogni escursionista può scrivere per migliorare la propria esperienza, ottenendo informazioni accurate e sempre aggiornate. Con questa novità, Mountain Maps si avvicina ulteriormente all’obiettivo di creare un’app all’avanguardia per tutti coloro che amano vivere la montagna in sicurezza e con estrema personalizzazione. Con l'uso dell'intelligenza artificiale, infatti, l’obiettivo è offrire agli utenti un'esperienza sempre più personalizzata, sicura e affidabile, basata su dati concreti e verificati. Mia risponde alle domande degli utenti durante la pianificazione del trekking e anche mentre sono sul sentiero. Dalle informazioni sui percorsi ai dettagli sulle vette, passando per la disponibilità di parcheggi e rifugi, aiuta l'escursionista a ottenere risposte rapide e precise in qualsiasi momento. Questo innovativo sistema di assistenza è ancora in versione Beta, ma la risposta da parte degli utenti è già molto positiva. Inoltre, può fornire informazioni anche su punti d’acqua, ristoranti e percorsi, semplicemente ponendo una domanda direttamente in app. “Si è alla ricerca di un'escursione per il weekend? Mia fornisce varie idee, create su misura, includendo già la traccia del percorso. È possibile anche chiederle se c'è un parcheggio alla partenza, o un rifugio lungo il percorso. È come avere una guida digitale per la montagna nello zaino”, spiega Denny Calovi, Ceo e co-founder di Mountain Maps. Fondata nel 2021 da un team di cinque trentini con una profonda conoscenza del territorio alpino, Mountain Maps si distingue da altre app outdoor per il suo utilizzo dell'intelligenza artificiale al servizio degli utenti, garantendo dati verificati e sempre aggiornati. L'app è progettata per essere semplice da usare, con un'interfaccia pulita che elimina la confusione di percorsi generati da altri utenti sconosciuti. Ogni escursionista può trovare percorsi personalizzati in base alle proprie esigenze e preferenze, sia che si tratti di un trekking a piedi o di un percorso sciistico. Tra le funzionalità più apprezzate degli utenti, ci sono le mappe topografiche dettagliate di tutta Italia, e presto di tutto l’arco alpino, con diversi livelli di dettaglio e la possibilità di scaricarle offline, per esplorare anche in assenza di connessione. Ma anche la programmazione e condivisione di percorsi per trekking e sci, con la possibilità di esportare tracce in formato .gpx e condividerle facilmente con amici e compagni di avventura. E infine idee e suggerimenti basati su intelligenza artificiale, che propongono nuovi itinerari personalizzati, non influenzati dai consigli di sconosciuti, ma elaborati su dati precisi e verificati. Queste caratteristiche pongono Mountain Maps come una delle app più affidabili e utili per gli escursionisti, non solo per la qualità dei dati, ma anche per la sicurezza e la personalizzazione dell'esperienza. Tra le novità in arrivo su Mountain Maps, ci sono diverse funzionalità pensate per migliorare l'esperienza di navigazione e offrire ancora più opzioni per gli utenti. Una di queste è la navigazione vocale, che renderà più semplice seguire i percorsi, offrendo indicazioni audio mentre si è in movimento, senza dover continuamente guardare il dispositivo. Inoltre, l'app sta ampliando la sua offerta con la possibilità di pianificare percorsi per gli appassionati di bike. Questo aggiornamento permetterà di esplorare itinerari pensati appositamente per le biciclette, dando così la possibilità di soddisfare anche le esigenze di chi pratica questo sport outdoor. Un’altra importante novità riguarda le segnalazioni in tempo reale sulle condizioni del sentiero. Con questa funzione, gli utenti potranno ricevere aggiornamenti istantanei su eventuali pericoli o modifiche nelle condizioni del percorso, aumentando così la sicurezza durante le escursioni. Anche le previsioni meteo saranno integrate in tempo reale, offrendo informazioni aggiornate sulle condizioni atmosferiche per consentire una pianificazione migliore e più sicura dei percorsi. Mountain Maps sta anche puntando a un'espansione europea, che consentirà agli utenti di accedere a mappe e percorsi aggiuntivi, rendendo l'app ancora più utile per gli escursionisti che vogliono esplorare nuove aree. Infine, per gli amanti degli sport invernali, sono in arrivo nuove funzionalità specifiche per la pianificazione di escursioni sulla neve. Mountain Maps ha già attirato un forte interesse tra gli appassionati di montagna, con un buon tasso di crescita tra i Mau (Monthly Active Users) e le revenue in continua espansione, segno di come l’app stia rispondendo positivamente alle esigenze del mercato. “Abbiamo raggiunto - afferma Calovi - un importante traguardo: 35.000 utenti attivi al mese. Un dato ancora più significativo se consideriamo che, ad aprile 2025, le performance si sono avvicinate a quelle di agosto 2024, tradizionalmente uno dei mesi più forti dell’anno. Tenendo conto della stagionalità, si tratta di un risultato estremamente positivo”. Anche il numero di utenti Premium, quindi abbonati paganti, ha superato quota 1.000, a conferma dell’interesse crescente per il servizio. Negli ultimi 12 mesi, gli utenti hanno creato oltre 250mila percorsi, di cui più di 100mila sono stati suggeriti direttamente dall’app agli escursionisti, a dimostrazione dell’utilità e dell’efficacia della nostra tecnologia. Mountain Maps, infatti, è disponibile gratuitamente e offre una serie di funzionalità utili, tra cui mappe offline e pianificazione percorsi. La versione Premium, disponibile tramite abbonamento, dà accesso a Mis, al navigatore per sciatori, e ad altre funzionalità avanzate come l’esportazione delle tracce e consigli personalizzati sui percorsi. Mountain Maps si propone di ampliare la sua presenza su scala europea, con l’obiettivo di offrire un servizio completo e sempre più specializzato. "Il nostro impegno - sottolinea Denny Calovi, Ceo di Mountain Maps - è quello di creare un'esperienza unica per chi ama la montagna, portando l'innovazione tecnologica nel cuore delle Alpi, degli Appennini e delle più belle destinazioni europee. Vogliamo rendere ogni viaggio in montagna più sicuro, più emozionante e più semplice da pianificare". ---lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sostenibilità, agritech in campo per coltivare il futuro tra innovazione e tradizione
(Adnkronos) - L’Italia è sempre più al lavoro per dare risposte innovative alle pressioni del cambiamento climatico, della crisi energetica e dell’approvvigionamento delle materie prime. E il mondo dell’agricoltura e l’ambiente sono al cuore di questa svolta, con iniziative molto variegate, spesso di tenore opposto, tra recupero di tradizioni e ripopolamento di territori, in termini di flora e fauna, e innovazione nel cosiddetto agritech. Iniziative, tutte, che coinvolgono aziende, startup, università e centri tecnologici sostenuti in modo sempre più chiaro dal mondo dei fondi. Un polo di eccellenza arriva da Xfarm Technologies, che ha raccolto 36 milioni pochi mesi fa con un Round C e oggi supporta il lavoro di 450mila aziende agricole appartenenti a più di 100 filiere su oltre 7 milioni di ettari in tutto il mondo. Racconta il Ceo, Matteo Vanotti: “La richiesta delle filiere è chiara: disporre di dati primari per creare report di sostenibilità precisi e implementare dei protocolli in grado di ridurre in maniera efficace l'impatto ambientale. Noi supportiamo la sostenibilità delle filiere agroalimentari attraverso il digitale: gli agricoltori raccolgono dati con la nostra piattaforma, che vengono poi analizzati dai capi filiera tramite xFarm Analytics". "Da qui - spiega - realizziamo un assessment ambientale, fondamentale per definire strategie di mitigazione efficaci, come l’adozione di sistemi di supporto alle decisioni (Dss) o pratiche di agricoltura rigenerativa. Da parte degli agricoltori, la richiesta è una piattaforma semplice da usare anche da smartphone, che permetta di gestire ogni aspetto dell'azienda agricola a 360 gradi, anche in un'ottica di compliance con le nuove norme del quaderno di campagna digitale, che diventerà obbligatorio da gennaio 2026". Ad innovare con la tecnologia è anche Alessandro Chelli, fondatore di Trusty, che gestisce filiere agroalimentari in modo sicuro e tutelato: "La legislazione sta guidando il mercato verso una sempre maggiore conformità normativa. Le aziende si trovano così a dover ripensare i propri processi, alla ricerca di soluzioni che semplifichino le attività e rendano trasparenti le proprie filiere. In questo scenario, l’innovazione tecnologica diventa un alleato fondamentale: la digitalizzazione, l’automazione e l’intelligenza artificiale permettono di raccogliere e analizzare dati in modo efficiente, mentre la blockchain consente di autenticare le informazioni e rafforzare la fiducia. Per noi, innovare significa proprio questo: rendere più semplici processi complessi e far emergere, attraverso dati affidabili, il valore spesso nascosto delle filiere". E poi invece c’è il recupero delle tradizioni e la voglia di portare aiuto, ridando vita, e significato nuovo, a flora e fauna, con progetti importanti da un punto di vista economico e sociale. Come per esempio quelli legati ai crediti di carbonio per la rimozione della CO2 dall’atmosfera. La nuova normative Ue spinge per sconsigliare crediti da 'avoidance', fino a ieri così popolari, ossia quelli acquistati dalle aziende come CO2 non emessa, per promuovere invece un modello di Carbon Credit che faccia davvero la differenza, quello da 'removal', ovvero derivato da iniziative capaci di eliminare concretamente l’anidride carbonica dall’aria che ci circonda. Una testimonianza arriva da Racconta Mauro Lajo, consigliere delegato per la sostenibilità in Cisambiente e ad di Forever Bambù: “Qualcosa è finalmente cambiato: oggi la normativa europea punisce come greenwashing l’acquisto crediti da evitamento e punta a premiare chi fa attivamente qualcosa di concreto sul territorio. Perché non guardare ai crediti disponibili in Italia, da foreste italiane? Forever Bambù è stata pioniera nel preparare il terreno a crediti certificati e a km zero, con i suoi oltre 200 ettari di foreste di bambù gigante. Abbiamo costruito un mercato italiano del carbonio dove da un lato aiutare aziende virtuose a creare bambuseti proprietari, e dall’altro produrre i migliori crediti di carbonio per cederli alle imprese che vogliono compensare le emissioni in loco. Una miniera di riduzione e compensazione della nostra carbon footprint che aspetta solo di essere utilizzata”. A pensare in questo caso alla flora è invece un progetto di Fondazione Sanlorenzo, che ha a cuore le isole minori, come sottolinea Cecilia Perotti, che insieme al padre e al fratello ha dato vita alla Fondazione: “Le isole minori del mediterraneo sono negli anni diventate la meta di un turismo a tratti elitario, che privilegia piccoli luoghi ancora da scoprire. E questo ha portato gli abitanti a trascurare, talvolta, la ricchezza offerta dalla natura che si cela al di là delle coste". "Questo è per noi - aggiunge - un focus di interesse: a Linosa stiamo avviando un progetto destinato a riportare sull’isola l’ape nera sicula, oggi scomparsa. Vogliamo, insieme ai giovani linosani, dare nuova vita a campi abbandonati e insieme investire nel riportare in vita saperi antichi per un progetto di microeconomia, che parte dalla produzione di miele, consentendo loro di vivere lì, con un reddito, tutto l’anno”. Isole, ma anche città, che hanno parchi e sobborghi con tanti boschi. “Uno dei progetti più antichi e allo stesso tempo più innovativi è proprio questo: usare i boschi cedui in modo sostenibile per scaldare le case con stufe in maiolica ad accumulo. È un ritorno intelligente alla natura, che unisce tradizione, efficienza e risparmio. Con il Conto Termico oggi è ancora più conveniente: si valorizza il territorio, si tagliano i costi e si migliora il comfort abitativo. Una scelta ecologica e concreta", conclude Alessandro Azzoni, fondatore di Prometeo Stufe. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)










