Ferrari Daytona SP3 Tailor Made “599+1”: esemplare unico
(Adnkronos) - Durante la Monterey Car Week 2025, Ferrari porterà in scena una creazione esclusiva destinata a lasciare il segno: una Daytona SP3 Tailor Made, unica nel suo genere, sarà protagonista di un’importante asta di beneficenza organizzata da RM Sotheby’s. Il modello non fa parte della serie limitata di 599 unità già esaurite, ma rappresenta un’eccezione assoluta, numerata “599 + 1”, con certificazione ufficiale di unicità. Questo esemplare è frutto del programma di personalizzazione più avanzato della Casa di Maranello. La carrozzeria è interamente rifinita in una combinazione di fibra di carbonio bicolore e Giallo Modena, tonalità iconica per il marchio. I dettagli in nero lucido – splitter anteriore, minigonne laterali e diffusore posteriore – conferiscono alla vettura un equilibrio tra eleganza e sportività. L’elemento visivo che rompe con la tradizione è il logo Ferrari in Giallo Modena che attraversa la parte superiore della vettura, applicazione mai realizzata prima su un modello ufficiale. Una livrea che coniuga provocazione stilistica e forte identità di brand. Gli interni non sono da meno: i sedili e parte dei rivestimenti impiegano un innovativo materiale ecosostenibile derivato dal riciclo di pneumatici, arricchito da una trama con motivo Cavallino Rampante. Questa scelta coniuga il desiderio di sostenibilità con l'artigianalità d'eccellenza. A completare l’atmosfera da gara, cruscotto e piantone dello sterzo sono realizzati con la stessa fibra di carbonio utilizzata dal team Ferrari in Formula 1.
Il modello sarà battuto durante l’asta RM Sotheby’s che si terrà nel contesto esclusivo della Monterey Car Week. Il ricavato sarà destinato integralmente alla Ferrari Foundation.
I fondi raccolti saranno impiegati anche in progetti educativi a impatto globale. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Confetra, Carlo De Ruvo confermato presidente per il triennio 2025/2028
(Adnkronos) - L’assemblea confederale, riunitasi oggi a Roma, ha confermato Carlo De Ruvo presidente Confetra per il triennio 2025/2028 ed ha eletto i nuovi organi confederali per lo stesso periodo. Il presidente De Ruvo ha ringraziato per la fiducia che conta di ripagare durante il nuovo mandato rafforzando la rappresentatività della Confetra. Tanti sono i temi all’ordine del giorno: dagli appalti di logistica al reverse charge IVA, dalla riforma dei porti al Piano nazionale aeroporti, dai valichi alpini alla riforma del Codice doganale unionale. Il 2026 sarà un anno importante per la Confetra in quanto festeggerà gli 80 anni di attività. "Questa ricorrenza - ha spiegato De Ruvo - non dovrà essere soltanto celebrativa ma sarà l’occasione per ribadire la presenza della Confetra a fianco delle imprese del settore per assisterle nelle grandi trasformazioni tecnologiche in corso, nel dialogo con le istituzioni e nelle relazioni con le rappresentanze del lavoro". I nuovi organi confederali risultano così composti: presidente Carlo De Ruvo e past president Guido Nicolini. Giunta componenti eletti Armando Borriello, Guido Pietro Bertolone, Biagio Bruni, Michela Crecco, Agostino Gallozzi, Andrea Giachero, Paolo Guidi, Claudio Isolano, Valter Lannutti, Cristian Monari, Silvia Moretto, Paolo Pandolfo, Betty Schiavoni, Manuel Scortegagna, Mario Zini. Componenti di diritto Alessandro Albertini (presidente Anama), Mario Bartoli (presidente Confetra Toscana), Gianluca Bernini (presidente Ifa), Ferrero Cafaro (presidente Antep), Bernardo Cammarata (presidente Assoespressi), Angelo Colombo (presidente Confetra Lombardia), Ivana Corroppoli (presidente Fite e presidente Confetra Piemonte), Andrea D’angelo (presidente Ansi), Domenico De Crescenzo (coordinatore Confetra Mezzogiorno), Matteo Gasparato (presidente Uir), Fabrizio Iacobacci (presidente Pharmacomitalia), Alessandro Lega (presidente Aicai), Mauro Nicosia (presidente Confetra Sicilia), Alessandra Orsero (presidente Confetra Liguria), Felice Panaro (presidente Confetra Puglia), Franco Pensiero (presidente Trasportounito Fiap), Mauro Pessano (presidente Fercargo), Paolo Pessina (presidente Federagenti), Pierluigi Petrone (presidente Assoram), Alessandro Pitto (presidente Fedespedi), Stefano Rigato (presidente Assocad), Vito Riggio (presidente Assohandlers), Alessandro Russo (presidente Aiti), Paolo Salvaro (presidente Confetra Nord-Est), Andrea Vezzosi (presidente Fisi), Stefano Visintin (presidente Confetra Friuli Venezia Giulia), Valter Vomiero (presidente Confetra Lazio). Collegio dei revisori dei conti Andrea Brighenti (presidente), Mario Bartoli, Maurizio Vellisco. Collegio dei probiviri Giulio Bresaola, Claudio Poggi Longostrevi, Marco Tarica, Giancarlo Saglimbeni, Giorgio Zingoni. ---lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sla, serata 'Porti di speranza' per sostegno a ricerca Centri Nemo
(Adnkronos) - Come il porto è da sempre luogo di approdo e protezione per chi affronta il mare, così la serata di gala 'Porti di speranza. Uniport & Friends' ha voluto essere un segno concreto di solidarietà per chi vive ogni giorno la sfida della Sla, sclerosi laterale amiotrofica. Promossa ieri, martedì 8 luglio, da Uniport - l'associazione nazionale dei terminalisti e delle imprese portuali - l'iniziativa si è svolta al Circolo Ufficiali della Marina Militare 'Caio Duilio' di Roma, a sostegno dei Centri clinici Nemo, il network nazionale punto di riferimento per la cura e la ricerca sulla Sla e le malattie neuromuscolari. Con il patrocinio di Aisal, l'Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica - informa una nota congiunta - l'evento ha visto la partecipazione delle istituzioni nazionali, insieme a soci, ospiti e amici, uniti dall'intento comune di contribuire a cambiare la rotta di una patologia neurodegenerativa grave, per la quale ancora non esiste una cura risolutiva. Nel suo intervento, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha osservato che "questa iniziativa di beneficenza e di sensibilizzazione dimostra come mondi diversi possano unirsi su un tema rilevante come quello della salute e in particolare a sostegno della ricerca per una malattia rara come la Sla". Nel ringraziare gli organizzatori, ha ricordato che "le malattie rare sono al centro dell'attenzione del ministero della Salute nella consapevolezza che occorre il massimo sforzo per garantire a tutti l'accesso a nuove cure e terapie e a una qualità di vita migliore". Ai 120 ospiti, accolti da Maria Grazia Cucinotta, madrina della serata e da anni vicina alla comunità neuromuscolare, il presidente dell'associazione Uniport, Pasquale Legora De Feo, ha detto: "Quando il nostro associato Francesco Lorenzini, già tesoriere di Uniport, ci ha fatto conoscere la realtà dei Centri Nemo e proposto di sostenere la ricerca sulla Sla attraverso una raccolta fondi condivisa, abbiamo risposto con entusiasmo e senso di responsabilità. Abbiamo scelto di unire le forze coinvolgendo chi, come noi, condivide l'appartenenza a questo affascinante mondo, tanto importante per il nostro Paese quanto, a volte, poco conosciuto". Nel ringraziare "le imprese associate e ai 'Friends' di questa iniziativa, ossia le numerose associazioni del cluster marittimo e portuale presenti qui oggi e non solo", Legora De Feo ha rivolto la sua riconoscenza a tutti i presenti, "ai tanti che, pur non potendo esserci, hanno voluto lasciare una testimonianza tangibile del proprio contributo", e ai rappresentanti istituzionali presenti: oltre al ministro Schillaci, i sottosegretari di Stato del ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, Tullio Ferrante e Antonio Iannone, il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda, e diversi esponenti di Camera e Senato, "sia della maggioranza che dell'opposizione". Tra i presenti anche l'Ammiraglio di Squadra Aurelio De Carolis, intervenuto per un breve saluto in rappresentanza della Marina Militare, e il Comandante di Vascello della Guardia Costiera Giuseppe Strano. Ispiratore della serata è stato Francesco Lorenzini, il cui valore è stato riconosciuto pubblicamente con la consegna di una targa da parte di Uniport che ha scelto di mettere al servizio della cura e della ricerca, energia, creatività e rete professionale. Toccante il suo saluto digitato con il puntatore oculare sul comunicatore. "La Sla è una malattia rara che oggi non ha ancora una cura, per questo la ricerca è la nostra possibilità concreta di cambiarne la sua storia - ha evidenziato Lorenzini - E' la nostra ancora, la nostra rotta, la speranza che tutti possiamo costruire insieme, perché nessuno debba sentirsi solo di fronte alla diagnosi. Io mi ritengo fortunato perché, grazie ai Centri Nemo e ad Aisla - ha ricordato - mi sono sentito accolto prima di tutto come persona e, quando un giorno si troverà la cura, mi piace pensare che un piccolo frammento di quel risultato sia anche merito di questa serata, di chi ha scelto di esserci, di chi ha creduto e ha teso la mano alla speranza insieme a me". "Questa serata - ha commentato Alberto Fontana, segretario dei Centri Clinici Nemo - nasce dallo spirito di alleanza, quella che unisce indissolubilmente chi affronta il mare, come i nodi marinari che salvano, che danno fiducia. La medesima alleanza tra comunità dei pazienti, istituzioni e clinici, che quasi vent'anni fa ha dato vita ai Centri Nemo e che oggi ci permette di continuare nel nostro impegno, insieme a nuovi compagni di viaggio. Grazie a Francesco per averci ricordato, ancora una volta, che insieme possiamo continuare a dare risposte di cura alle famiglie che affrontano la malattia e continuare a cercare ciò che ancora non conosciamo". A testimoniare la centralità della ricerca scientifica nel network Nemo, erano presenti Mario Sabatelli, direttore clinico e scientifico del Centro Nemo Roma e presidente Commissione medico-scientifica Aisla e Federica Cerri, neurologo, referente Area Sla del Centro Nemo di Milano, che ha introdotto lo studio clinico sostenuto dalla serata e di cui è responsabile scientifico. "Uno degli obiettivi di ricerca sulla Sla - ha illustrato Cerri - è l'identificazione di nuovi biomarcatori, fondamentali per comprendere la storia naturale della malattia, individuare potenziali target terapeutici e guidare un percorso di cura che sia il più personalizzato possibile. In questa direzione si colloca il progetto NeuroGut, che esplora il microbiota intestinale nella Sla e il suo ruolo nella progressione della malattia". "Questa serata - ha concluso Fulvia Massimelli, presidente di Aisla - è stata un'occasione per ricordare che la cura è prima di tutto una responsabilità comune. Alla politica, alle imprese, alle istituzioni, ai cittadini", l'appello è "fatevi portavoce, fatevi promotori perché la Sla non aspetta, non lascia tempo. Se un porto è un luogo sicuro dove approdare, facciamo in modo che ogni persona con Sla in Italia trovi il suo: che non sia il silenzio, ma la cura". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Uap: "Tenuti fuori da incontro al ministero, stop a farmacia dei servizi"
(Adnkronos) - L'Uap, l'Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, "prende atto dell'incontro tenutosi ieri al ministero della Salute con il ministro Orazio Schillaci, il sottosegretario Marcello Gemmato, Fofi, Federfarma, Federlab e Fnob, e contesta con fermezza il metodo adottato: rappresentatività assente. Al tavolo non erano presenti le organizzazioni che riuniscono la quasi totalità delle strutture di diagnostica accreditate, in particolare Uap, che rappresenta oltre 27mila strutture e della quale fanno parte, tra le altre, Anisap e Aiop. E' stata una riunione ristretta che non può definire i lineamenti di un protocollo che inciderà su qualità, sicurezza e responsabilità dei servizi diagnostici in farmacia; ciò espone l'iter a possibili censure per difetto di partecipazione e imparzialità. Con nota del 4 luglio avevamo domandato chiarimenti e l'inclusione nei lavori, senza ricevere alcun riscontro". Così l'Uap in una nota. L'Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata chiede: "La sospensione di ogni ulteriore passaggio finché non sarà istituito un tavolo tecnico largamente rappresentativo di tutti gli attori sanitari coinvolti; la pubblicazione immediata di verbale, bozze di protocollo ed elenco completo dei futuri incontri; il coinvolgimento della Conferenza Stato-Regioni e delle competenti Commissioni parlamentari prima di qualsiasi atto definitivo", e ribadisce "la piena disponibilità a contribuire con competenze ed esperienza alla definizione di regole che garantiscano ai cittadini prestazioni diagnostiche sicure, di qualità e uniformi su tutto il territorio nazionale". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nasce Dedalo, Osservatorio permanente sui Neet in Italia
(Adnkronos) - Nasce 'Dedalo-laboratorio permanente sul fenomeno Neet'. Il progetto, unico nel suo genere, istituisce da oggi un osservatorio e un laboratorio nazionale che accende un faro continuativo e sistemico per studiare e comprendere le cause profonde dell’allontanamento dei giovani dai percorsi scolastici, formativi e dal mondo del lavoro, mappare e far conoscere le progettualità attivate nei territori e stimolare iniziative di contrasto e prevenzione. Dedalo è realizzato da Fondazione Gi Group in partnership con l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, in collaborazione con ZeroNeet - il programma di contrasto al fenomeno dei Neet promosso da Fondazione Cariplo - e Fondazione Compagnia di San Paolo. Il progetto si pone come punto di riferimento per l’intera società - istituzioni, terzo settore, scuole, università, aziende e famiglie - offrendo uno spazio condiviso, che, attraverso un portale interattivo dedicato - fondazione.gigroup.it/dedalo - mette a disposizione un patrimonio di risorse unico, composto da database nazionali e regionali sui Neet, analisi approfondite, interpretazione e sintesi di dati, e una raccolta di buone pratiche per affrontare il fenomeno. Il progetto è stato presentato questa mattina a Roma nel corso di un evento istituzionale promosso dal presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Walter Rizzetto, presso la Sala Tatarella della Camera dei Deputati, alla presenza di rappresentanti del mondo politico-istituzionale, accademico, educativo, del lavoro e del terzo settore e con l’autorevole contributo della Viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, del sottosegretario di Stato presso la Presidenza del consiglio dei ministri con delega al Sud, Luigi Sbarra, del presidente dell’Inps, Gabriele Fava e della Vicepresidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, Simona Malpezzi. L’evento è stato anche l’occasione per presentare la prima edizione dello studio sviluppato nell’ambito di Dedalo che, attraverso un approccio multidimensionale - supportato dal contributo scientifico di alcuni tra i maggiori esperti di politiche del lavoro e demografia in Italia e dalle elaborazioni di Odm consulting – apre la strada a nuove prospettive per comprendere e affrontare il fenomeno Neet nel nostro Paese. Fondazione Gi Group ha, inoltre, condiviso l’auspicio di istituire la 'Giornata nazionale per il contrasto al fenomeno Neet', proposta che è stata sostenuta dal presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Walter Rizzetto. Lo studio introduce una metodologia di classificazione dei Neet che, a partire dalla classificazione Eurofound – tra gli standard di riferimento internazionali - ed elaborando l’indagine Istat Forza di lavoro, offre una lettura del fenomeno a una profondità senza precedenti, permettendo di comprendere specificità inedite e di cogliere, a un livello di dettaglio superiore alle tradizionali analisi, l’eterogeneità e la complessità di questa condizione dei giovani. Su un totale di 2.078.705 di Neet italiani nel 2024, la condizione prevalente è la disoccupazione di lungo periodo, ovvero superiore a un anno (14%), seguita dai motivi famigliari legati all’essere casalinga, volere più tempo per la famiglia o aspettare un figlio (13,1%), e da chi è in attesa di risposte da ricerche di lavoro passate (12,4%). Elevata anche la quota di chi è Neet per motivi di vera e propria cura familiare che, su un totale di 11,8%, per il 9,4% sono il risultato di una scelta e per il 2,4% sono invece legati all’indisponibilità di servizi o al loro costo eccessivo. Una delle componenti più critiche del fenomeno è quella degli scoraggiati (11,2%): tra questi, la fetta prevalente (9,5%) pensa di non riuscire a trovare un lavoro in generale e un ulteriore 1,7% di non riuscire a trovare un lavoro adeguato alle proprie esigenze. Da una prospettiva di genere, tra la popolazione femminile prevale chi è Neet per responsabilità familiari (20,6% vs appena 2,4% dei maschi) e per responsabilità di cura 'scelte' (15,8% vs 0,4%) mentre tra i maschi sono più numerosi i disoccupati di lungo periodo (19% vs 10,5%) e chi è in attesa di risposte da esiti di ricerche passate (15,8% vs 9,9%). Per quanto riguarda gli scoraggiati, l’analisi evidenzia una prevalenza della componente maschile (13,6%) su quella femminile (9,5%). Anche l’età rappresenta un fattore di differenziazione. Se fra i 15-19 anni prevale la categoria dei Neet in transizione (20,3%), nella fascia 20-24 anni sono invece più numerosi i disoccupati di lungo periodo (17,4%), chi è in attesa di risposte (16,8%) e gli scoraggiati, che hanno in questo gruppo il loro valore più alto (12,2%). Nella fascia 25-29 prevalgono invece i disoccupati di lungo periodo (14,5%), mentre restano su valori alti anche gli scoraggiati (10,9%). Rilevante osservare come la quota di chi è Neet per responsabilità famigliari aumenti con l’aumentare dell’età fino a raggiungere il picco del 20,5% nella fascia dei giovani adulti (30-34 anni). L’inefficacia di un programma come Garanzia Giovani - che, come è noto, non è riuscito a coinvolgere i soggetti che maggiormente ne avrebbero avuto bisogno - sottolinea come, in assenza di strategie specifiche di intercettazione, siano proprio i giovani più vulnerabili e scoraggiati a restare fuori dal raggio delle politiche pubbliche. Per affrontare con efficacia il fenomeno Neet, è invece necessario sviluppare azioni dedicate sia in ottica di prevenzione - per evitare che i giovani entrino in tale condizione - sia di reintegro per chi ne è già coinvolto. In questa prospettiva, considerando che in Italia non esisteva fino a oggi una raccolta di progetti che permettesse di far conoscere oltre i confini locali le buone pratiche di intervento, Fondazione Gi Group ha avviato un’operazione di sistematizzazione delle progettualità lanciate sui territori, con riferimento nello specifico a quelle di reintegro, arrivando a mappare 20 iniziative attraverso un ampio studio esplorativo e il dialogo con una molteplicità di soggetti istituzionali ed esperti di politiche del lavoro. Le iniziative individuate interessano un numero di Regioni che, complessivamente, rappresentano l’85% dei Neet nella fascia di età 15-29 e l’85,6% dei giovani nella fascia di età 15-34 anni nel 2024. I progetti, pur differendo per target e per metodologie di intervento, condividono l’intento comune di riattivare i giovani nella consapevolezza di sé, dei propri desiderata, competenze e valori. Queste iniziative coinvolgono una rete ampia e trasversale di attori - dagli enti pubblici alle imprese private, dai player del lavoro al terzo settore, fino agli oratori e ai centri sportivi - e una varietà di ruoli: accanto a una figura di governance sempre presente (di solito project leader o coordinatore/trice), è fondamentale il ruolo sia degli educatori, con background in discipline psicologiche, pedagogiche o umanistiche, sia di figure con competenze più informali o specifiche che sul territorio si occupano a vario livello di giovani e della loro inclusione nel contesto sociale, scolastico e lavorativo. È il caso dei Link Worker, o dei Peer Educator, giovani che hanno già vissuto in prima persona le iniziative proposte dal progetto e che ne diventano protagonisti attivi nell’avvicinare altri giovani. Tra le altre figure chiave, psicologi e psicologi del lavoro, assistenti sociali e docenti. Accanto ai numerosi punti di forza e alle opportunità offerte da questi progetti, l’analisi ha posto in evidenza anche alcune criticità, segnalate dagli stessi stakeholder. Emerge in primo luogo la mancanza di un sistema centrale nazionale, o anche solo regionale o provinciale, capace di mappare le realtà sul territorio che possono essere coinvolte nei progetti, tra cui scuole, università e aziende. A questo si aggiunge la difficoltà di ingaggiare figure con competenze informali, come nel caso dei peer educator, spesso escluse dai bandi per mancanza di titoli riconosciuti. Ulteriori criticità sono poi legate alla difficoltà di trovare fonti di finanziamenti e alla durata limitata degli stessi progetti. Un fattore è poi rappresentato dalla gestione delle relazioni con le famiglie, che talvolta scoraggiano la partecipazione dei figli ai percorsi privilegiando entrate da lavoro sommerso o assegni sociali o opponendosi alle iniziative nel momento in cui le dinamiche famigliari vengono riconosciute come concausa della condizione del o della giovane. Pesano inoltre sia il rischio di abbandono precoce del percorso anche per motivi 'futili' sia in molti casi la scarsa integrazione degli istituti formativi nei progetti e nell’identificazione precoce dei giovani a rischio di dispersione. Un ulteriore ostacolo, infine, è rappresentato dal lavoro sommerso, che disincentiva il coinvolgimento in progetti e viene percepito in alcuni contesti come 'l’unica soluzione possibile' o come un’occasione di guadagno consistente, veloce e senza troppi vincoli. “Sono orgogliosa di annunciare la nascita di Dedalo, un progetto unico nel suo genere, con cui da oggi istituiamo un Osservatorio e Laboratorio permanente per studiare, comprendere e affrontare in profondità il fenomeno Neet. Come persone, professionisti e come Paese non possiamo permetterci di continuare a lasciare 'soli', ai margini del mondo dello studio e del lavoro, più di due milioni di giovani, dilapidando il potenziale delle nuove generazioni a scapito non solo della loro realizzazione di vita ma anche delle possibilità di sviluppo e benessere dell’intero Paese”, afferma Chiara Violini, presidente di Fondazione Gi Group. Prosegue Violini: “In questo senso, a partire dal nostro studio e dalla nostra esperienza, rivolgiamo alle istituzioni e a tutti gli stakeholder cinque proposte per supportare in modo sistemico i giovani nel loro percorso verso il lavoro e la realizzazione di sé. Innanzitutto, è necessario promuovere in Italia un sistema duale capace davvero di rafforzare il collegamento tra scuola e lavoro. In secondo luogo, occorre potenziare l’orientamento attivando percorsi fin dalla prima infanzia, rivalutare l’obbligo scolastico in rapporto al conseguimento di un titolo di studio riconosciuto e introdurre misure di sostegno economico per i giovani che vengono da situazioni più disagiate. Terzo, è necessario potenziare l’istruzione terziaria e promuovere politiche di apprendimento permanente per ridurre il rischio di obsolescenza delle competenze. Quarto, avviare percorsi multistakeholder di riattivazione e reinserimento, integrati da strumenti quali incentivi economici, servizi di cohousing e di mobilità che stimolino la partecipazione. Infine, intendiamo sollecitare le istituzioni a livello nazionale e regionale a trovare soluzioni e modalità che permettano di analizzare il fenomeno Neet attraverso dati di flusso, diretti e continuativi sull’intera popolazione, così da poter seguire il percorso individuale di studio e lavoro delle persone durante la loro intera vita e arginare il rischio di dispersione". Con Dedalo, portiamo a un nuovo livello il nostro impegno per il lavoro sostenibile, quel lavoro che è leva fondamentale di coesione sociale, sviluppo personale e generazione di valore per le persone e per la collettività. Ringrazio tutti i partner che hanno condiviso la nostra visione e scelto di accompagnarci in questo percorso innovativo che potrà diventare un riferimento per tutto il Paese.” ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ferie non godute, il 97% delle sentenze condanna la Pa
(Adnkronos) - Aumentano vertiginosamente i contenziosi per le ferie non godute nel settore pubblico. Solo nei primi sei mesi del 2025 si contano 425 sentenze sulla monetizzazione dei giorni di riposo non usufruiti. Di queste 412 con esito favorevole ai lavoratori pari al 97% delle pronunce complessive.Un dato che conferma una giurisprudenza ormai sempre più consolidata nel riconoscere l’indennità anche in assenza di richiesta o diniego formale. Si tratta di tutti i dipendenti pubblici (statali, regionali, comunali, sanitari, scolastici, ecc.) che, al momento della cessazione del rapporto di lavoro (per pensionamento, dimissioni, trasferimento, licenziamento), non hanno potuto usufruire delle ferie maturate durante il servizio per cause non dipendenti dalla loro volontà, hanno diritto a ricevere un’indennità economica sostitutiva per le ferie non godute. Secondo l’analisi della banca dati giurisprudenziale effettuata da Consulcesi & Partners, la somma complessivamente liquidata ai dipendenti pubblici tra gennaio e giugno 2025 supera i 3 milioni di euro: rimborsi di oltre 2.345.000 euro, a cui si aggiungono 867.000 euro di spese legali riconosciute. Un trend in crescita che fotografa una realtà trascurata troppo a lungo e oggi oggetto di tutela giurisdizionale estesa. Rispetto all’ultimo report di maggio, le sentenze sulle ferie non godute sono aumentate del 70%, passando da 250 a 425, mentre i rimborsi complessivi riconosciuti ai dipendenti pubblici sono cresciuti di oltre il 17%, superando appunto i 3 milioni di euro. Tra i risarcimenti più elevati figurano quelli ottenuti da dirigenti medici, con importi fino a 72.000 euro, seguiti da funzionari di enti locali (fino a 50.000 euro) e docenti precari (fino a 12.700 euro). Il rimborso più alto del 2025 (72.000 euro) è stato ottenuto proprio da Consulcesi & Partners con la recente sentenza (n. 96/2025) del Tribunale del Lavoro di Ferrara). Nel caso specifico il giudice ha confermato alcuni principi ormai consolidati e rintracciabili nelle numerose sentenze di questi mei: irrilevanza delle dimissioni volontarie, nessun onere probatorio per il dipendente e diritto al rimborso anche per le figure apicali. "La giurisprudenza - afferma Bruno Borin, responsabile del team legale di Consulcesi & Partners - si sta ormai consolidando nel riconoscere il diritto alla monetizzazione delle ferie non godute. E' fondamentale che i lavoratori pubblici siano informati su come far valere questo diritto, soprattutto in prossimità della prescrizione". Per fare chiarezza su requisiti, documentazione e tempistiche, Consulcesi & Partners promuove un webinar gratuito rivolto a dipendenti pubblici, medici, insegnanti e funzionari da titolo 'Come ottenere l’indennità per le ferie non godute: guida legale e strumenti'. L’evento si svolgerà on line lunedì 14 luglio a partire dalle ore 12,30. Durante l’incontro verranno illustrate le ultime pronunce favorevoli e gli strumenti legali disponibili per ottenere l’indennizzo. Per partecipare gratuitamente è sufficiente iscriversi al link disponibile al seguente indirizzo: https://info.consulcesi.it/cep-webinar-ferie-non-godute.html. Nel corso del webinar sarà possibile anche porre domande e richiedere approfondimenti agli esperti. Parteciperanno Bruno Borin e Teresa Ambrosetti del team Consulcesi & Partners ed il giornalista Ciro Imperato. Tutti i dipendenti pubblici (statali, regionali, comunali, sanitari, scolastici, ecc.) che, al momento della cessazione del rapporto di lavoro (per pensionamento, dimissioni, trasferimento, licenziamento), non hanno potuto usufruire delle ferie maturate durante il servizio per cause non dipendenti dalla loro volontà, hanno diritto a ricevere un’indennità economica sostitutiva per le ferie non godute. La Direttiva 2003/88/CE prevede, al suo art. 7, che il diritto alle ferie annuali retribuite è fondamentale ed irrinunciabile, potendo essere sostituito da un’indennità finanziaria, soltanto al momento della cessazione del rapporto di lavoro La giurisprudenza comunitaria ed italiana è ormai consolidata in senso favorevole ai dipendenti del pubblico impiego. In particolare, la CGUE nel 2024, si è espressa in due distinti procedimenti (C-218/22 e C-699/22) ritenendo che il divieto di monetizzazione delle ferie non godute, previsto dall’art. 5, comma 8, del D.L. sia contrario alle tutele previste dalla normativa dell’Unione Europea. La Cassazione, con la sentenza n. 5496/2025, ha ribadito con assoluta chiarezza il principio fondamentale per cui il dirigente medico che, al momento della cessazione del rapporto, non ha goduto delle ferie ha diritto al pagamento dell’indennità sostitutiva, tranne che nell’ipotesi in cui l’azienda riesca a dimostrare di averlo posto nelle condizioni di esercitare il suo diritto, avvertendolo per tempo della perdita del diritto in caso di mancato godimento. L’indennità è calcolata sulla base del numero di giorni di ferie non godute moltiplicato per la retribuzione giornaliera (comprensiva di indennità e accessori). In molti casi, i tribunali hanno riconosciuto risarcimenti anche superiori ai 30.000–40.000 euro. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tecnologia: Samsung presenta l'innovativa serie 7 di Galaxy Z Flip e Galaxy Z Fold
(Adnkronos) - Samsung Electronics presenta ai consumatori l'innovativa serie 7 di Galaxy Z Flip e Galaxy Z Fold. Compatto nelle dimensioni e audace nelle prestazioni, il Galaxy Z Flip7 ridefinisce l'esperienza del flip phone, mentre Galaxy Z fold è il pieghevole più avanzato della serie Galaxy Z, che combina ingegneria di precisione e intelligenza avanzata per rivoluzionare l'esperienza quotidiana, con il design più sottile e leggero di sempre. Concludono la presentazione anche i nuovi Galaxy Watch 8 e Galaxy Watch 8 Classic, che combinano un design iconico con nuove informazioni personalizzate sul benessere, per motivare gli utenti nel proprio percorso di salute. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sinner con gomito fasciato, medico 'è un'ortesi elastica per più stabilità'
(Adnkronos) - Il numero uno del tennis mondiale, Jannick Sinner, torna oggi in campo a Wimbledon contro l'americano Ben Shelton per un posto in semifinale. Questa mattina Sinner ha palleggiato con Jacopo Vasamì, giovane e promettente giocatore mancino come Shelton. I dubbi sulle condizioni del gomito dell'altoatesino, dopo la caduta nel match contro Dimitrov, dovrebbero essere passati. Ha destato la curiosità dei social il fatto che il gomito destro del campione fosse coperto da un manicotto bianco. Ma cos'è? "Un'ortesi elastica per l'arto superiore - spiega all'Adnkronos Salute il medico fisiatra Andrea Bernetti - generalmente utilizzata per condizioni da sovraccarico, come in caso di epicondilite omerale, può essere utile anche nell'immediato post-trauma, qualora questo sia di identità lieve, allo scopo di supportare l'articolazione conferendo maggiore stabilità alle sollecitazioni e favorendo la propriocezione, ovvero la capacità di controllare i segmenti corporei nello spazio". "Le ortesi elastiche, in particolare quelle a compressione, sono utili nel tennis per fornire supporto, migliorare la consapevolezza muscolare, possono contribuire a stabilizzare le articolazioni durante i movimenti ad alto impatto, migliorare la circolazione sanguigna e ridurre l'affaticamento muscolare, consentendo ai giocatori di mantenere le prestazioni e potenzialmente recuperare più velocemente", aggiunge Bernetti, segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa) e professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'Università del Salento. "La propriocezione, cioè la capacità del corpo di percepire la posizione e il movimento delle articolazioni, è fondamentale per la stabilità e il controllo motorio, e può essere compromessa in seguito a traumi o disfunzioni articolari. In ambito riabilitativo - conclude - si ricorre spesso a supporti esterni come ortesi, tape o bendaggi per stimolare i recettori e migliorare il feedback sensoriale al sistema nervoso centrale. Alcuni studi hanno evidenziato come le ortesi per il gomito possono essere utilizzate per favorire il controllo articolare, specialmente in contesti che richiedono precisione o sforzi prolungati, come nello sport o in attività lavorative ripetitive". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tumori, burocrazia ruba 41% tempo oncologi, penalizzato dialogo con pazienti
(Adnkronos) - In Italia i medici oncologi dedicano il 41% del loro tempo alla burocrazia e il 59% alle attività mediche. Poco cambia se sono medici specialisti con minore anzianità o di vertice: 39% contro 61% nel primo caso, 42% contro 58% nel secondo caso. Risultato? Il fardello amministrativo, che sottrae tempo al rapporto medico-paziente, peggiora la qualità del tempo di lavoro e riduce efficacia ed efficienza del Servizio sanitario nazionale, con un aggravio sulla spesa pubblica. Sono questi i dati emersi da un'indagine condotta da Isheo e La Lampada di Aladino Ets, presentata al convegno 'Burden amministrativo dei medici oncologi: dalle evidenze a una proposta di soluzione'. La ricerca è stata condotta tra febbraio e marzo 2025 su 179 medici oncologi: il 56% donne, il 44% uomini, con un'età media pari a 49 anni. Medici che, nel 34,64% dei casi, visitano dai 41 ai 60 pazienti alla settimana. Per il 74% dei medici oncologi, almeno secondo l'indagine, il fenomeno del burnout diffuso tra gli specialisti - con i relativi sentimenti di esaurimento, ridotta efficacia professionale, aumento della distanza mentale dal proprio lavoro - è legato in parte proprio al carico burocratico. Per il 22% è addirittura la causa principale. Le mansioni amministrative più gravose secondo il 79,3% dei medici sono rappresentate dalla modulistica, seguita dalla gestione dei guasti del sistema informatico (60,9%) e dalla compilazione e gestione dei dati (55,87%). Incarichi che impattano sul tempo da dedicare alla comunicazione clinica con il paziente, sulla diagnosi e sul follow-up. Eppure una parte delle mansioni amministrative potrebbe essere delegata. Il 92% dei medici, ad esempio, è d'accordo a delegare la gestione dei guasti del sistema informatico, il 91% gli ordini e il controllo dell'inventario, l'80% l'accoglienza dei pazienti, il 79% la pianificazione degli appuntamenti. "Delegare - sottolinea Davide Petruzzelli, presidente de La Lampada di Aladino Ets - diventa la parola d'ordine. Le mansioni amministrative riducono sia il tempo da dedicare al paziente sia quello per la formazione, l'informazione e le attività multidisciplinari in un settore come l'oncologia che contiene un numero crescente di innovazioni terapeutiche. Delegare una parte dei compiti amministrativi permetterebbe agli specialisti di avere più tempo per le mansioni mediche, con un'attenzione particolare ai pazienti e una migliore appropriatezza nell'allocazione delle risorse del sistema sanitario nazionale". Per Davide Integlia, General Manager di Isheo, economista sanitario ed esperto di percorsi terapeutico-assistenziali, "mettere il medico al centro deve diventare una priorità per realizzare una vera patient centricity. L'indagine condotta illustra in maniera chiara la qualità del tempo di lavoro dell'oncologo oggi. Occorre proporre soluzioni operative ai decisori politici, così da supportare il medico specialista nello svolgimento delle sue mansioni prettamente mediche". "La relazione con il paziente è un aspetto cruciale nell'attività del medico. Sottrarre tempo può comportare un'insoddisfazione reciproca. Siamo in un periodo in cui le risorse mediche sono carenti, per questo è necessario stabilire una gerarchia di importanza e dedicare di nuovo un tempo adeguato, continuo e protetto alla relazione con il paziente. E poi saper delegare alcuni compiti strettamente amministrativi, come la pianificazione degli appuntamenti o la modulistica, ad altre figure", ha detto Monica Giordano, direttore Struttura complessa Oncologia dell'ospedale Sant'Anna di Como. "In Italia vivono 3,7 milioni di cittadini dopo la diagnosi di tumore; 15 anni fa, nel 2010, erano 2,6 milioni", ha affermato Francesco Perrone, presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). "I pazienti oncologici che convivono con la malattia in forma cronica - ha evidenziato - rappresentano una grande sfida per il Servizio sanitario nazionale. Servono più risorse e personale da destinare all'oncologia ed è necessario liberare i clinici dalle attività burocratiche. La soluzione può essere rappresentata da un modello di affiancamento di nuovo personale agli oncologi, con figure amministrative in grado di supportare il personale sanitario durante le visite, per accorciarne la durata e aumentarne il numero. Meno tempo dedicato a compilare moduli si traduce in più ore a disposizione per le visite. Si tratta di una soluzione concreta, con effetti immediati, che comporterebbe una valorizzazione del lavoro degli oncologi e una ricaduta positiva su tutto il sistema". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Barbie con il diabete di tipo 1, monitora glucosio con un cerotto a forma di cuore
(Adnkronos) - Il diabete tipo 1 riguarda circa il 10% delle persone con diabete e in genere insorge nell’infanzia o nell’adolescenza. La Mattel ha deciso di introdurre sul mercato un nuova bambola Barbie che come tanti bambini nel mondo è affetta da diabete di tipo 1. "Una iniziativa, volta a promuovere inclusione ed empatia nell'infanzia, che è frutto di una collaborazione con Breakthrough T1D, organizzazione no-profit specializzata nel diabete di tipo 1", sottolinea l'azienda Mattel. Il diabete di tipo 1 si caratterizza per la presenza di quantità eccessive di glucosio (zucchero) nel sangue e può essere causato da un’insufficiente produzione di insulina o da una sua inadeguata azione; l’insulina è l’ormone che regola il livello di glucosio nel sangue. Così la nuova Barbie è stata ideate e realizzata per aiutare i bambini a gestire senza complessi la patologia. La bambola è dotata di un Cgm (il monitoraggio continuo della glicemia) applicato al braccio,: un cerotto medico rosa a forma di cuore ed una pompa per insulina posizionata in vita. Ha anche un telefonino con l'app apposita per il monitoraggio. L'abbigliamento, una maglia blu a pois e una gonna coordinata, richiama la simbologia globale di sensibilizzazione sul diabete. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)









