Defender e Range Rover protagoniste al Goodwood Festival of Speed 2025

(Adnkronos) - Dal 10 al 13 luglio, il Goodwood Festival of Speed ospita quattro grandi protagonisti della scena automobilistica britannica: Defender, Range Rover, Jaguar e Discovery. Tra anteprime mondiali, modelli iconici e concept visionari, ogni brand porta sul celebre tracciato britannico il proprio stile distintivo e la propria eredità.  Il marchio dedicato all'avventura svela tre novità in anteprima mondiale. La Defender OCTA Black interpreta in chiave total black il concetto di SUV ad alte prestazioni, dotata di un motore V8 4.4 litri Twin Turbo da 635 CV. La sua presenza sulla salita di Goodwood sarà accompagnata dalla 110 Trophy Edition, caratterizzata da una vivace tinta Deep Sandglow Yellow e pensata per le competizioni off-road. La scena off-road sarà animata anche dal prototipo Defender Dakar D7X-R, che verrà guidato da Sara Price e Stéphane Peterhansel, due nomi leggendari nei rally raid. Questo veicolo anticipa la partecipazione ufficiale del team al Dakar Rally 2026 e al campionato W2RC. A completare il quadro ci sarà un esclusivo Defender 110 ibrido plug-in, appositamente allestito per trasportare il trofeo della Women’s Rugby World Cup 2025, evento di cui il brand è partner ufficiale.  
Range Rover festeggia il suo 55° anniversario con una collezione speciale che ripercorre cinque generazioni del suo SUV di punta. Tra le novità spiccano la Range Rover SV e la sua variante Black, entrambe con dettagli raffinati e prestazioni di alto livello grazie al motore V8 da 615 CV.  La versione Black si distingue per le finiture Narvik Gloss Black e per un’estetica ancora più elegante e scolpita. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Fisco, concordato preventivo biennale: la parola agli esperti sulle novità dal biennio 2025-2026

(Adnkronos) - Con la Circolare 9/E del 24 giugno 2025, l’Agenzia delle Entrate interviene sul fronte della compliance fiscale, offrendo una visione più chiara del Concordato preventivo biennale (Cpb). Il documento interviene a dettagliare le nuove regole di adesione al concordato, che si applicheranno già a partire dal biennio 2025-2026 e lo fa disegnando un sistema più selettivo, ma al tempo stesso più flessibile e orientato al merito. Una riforma che chiama in causa il ruolo del professionista fiscale, sempre più strategico nel guidare imprese e contribuenti verso un rapporto più collaborativo e trasparente con il fisco. Secondo Raffaele Di Capua, fondatore dello studio Di Capua & Partners, la circolare rappresenta “un passaggio cruciale nel consolidamento del Concordato preventivo biennale come strumento di compliance evoluta". "L’introduzione di soglie massime per i contribuenti ad alta affidabilità fiscale e la possibilità di rimodulare la proposta in presenza di eventi straordinari - prosegue - segnano un’evoluzione verso una fiscalità più equa, trasparente e prevedibile. Di particolare rilievo è il nuovo regime opzionale di imposta sostitutiva, che, con aliquote graduate (10%-15%) in base al punteggio Isa, premia comportamenti virtuosi e continuità dichiarativa”. Ma non mancano le voci critiche. Secondo la visione di Proactiva, le modifiche introdotte rischiano di indebolire ulteriormente l’attrattività di uno strumento che, già nella sua prima versione, non aveva riscosso grande entusiasmo tra i contribuenti. “Dal punto di vista tecnico le novità rilevanti, che riguardano le nuove adesioni a partire dal biennio 2025 2026, prevedono l’introduzione di nuove cause di decadenza/cessazione introdotte al fine di contrastare possibili utilizzi distorsivi del nuovo istituto e una soglia massima relativa al maggior reddito non tassato eccedente quello concordato”, spiega Luca Bisignani, Partner di Proactiva Corporate & Tax.  “Nel complesso si tratta di interventi solo parzialmente mitigati da altri di minor rilevanza, che inevitabilmente riducono l’appeal dell’Istituto il quale già di per sé non aveva incontrato particolari favori presso i contribuenti. Tali ulteriori limitazioni e restrizioni fanno ragionevolmente pensare che, nel corso dei prossimi anni, il Concordato preventivo biennale sia destinato a ‘sgonfiarsi’ al pari di altre agevolazioni che nel recente passato sono state introdotte con le migliori intenzioni per poi essere fortemente rimaneggiate e combattute all’esito delle prime verifiche sui dati di adesione e di gettito, come Industria 4.0 e 5.0 o il Superbonus al credito imposta R&S”, sostiene.  Nella sua lettura Moore riconosce nella circolare un importante passo avanti verso un sistema di maggiore selettività, ma anche più maturo e orientato al merito. “L’introduzione di limiti quantitativi per i soggetti con elevato Isa è un messaggio chiaro”, aggiunge Paolo Borghi, partner dello studio Moore Professionisti Associati. “Il concordato - spiega - non è più solo uno strumento di semplificazione, ma diventa un vero e proprio patto di affidabilità tra contribuente e Amministrazione. Positiva anche l’apertura alla possibilità di comunicare eventi straordinari, che rende il meccanismo più flessibile e vicino alla realtà operativa delle imprese. Di contro, l’inasprimento delle cause di esclusione, penso soprattutto a operazioni straordinarie e partecipazioni incrociate, richiede una pianificazione ancora più attenta e consapevole. I controlli aumentano, ma crescono anche le tutele e i vantaggi per chi sceglie di aderire”.  Un’evoluzione che rafforza ancora una volta il ruolo del consulente fiscale. “Dovremo guidare i clienti in scelte ponderate, valutando non solo la convenienza economica, ma anche la sostenibilità e la coerenza del percorso fiscale che intendono intraprendere”, conclude.  ---lavoro/normewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ia contro antibiotico-resistenza, arriva progetto AntiMO che aiuterà i medici

(Adnkronos) - L'antibiotico-resistenza è un'emergenza sanitaria globale che causa milioni di decessi ogni anno con un impatto enorme, dal punto di vista sociale, sanitario ed economico. Ora un antibiogramma digitale basato su machine learning è in grado di prevederla, con molte ore di anticipo rispetto all'antibiogramma ottenuto dal laboratorio di analisi, e visualizzare i risultati secondo la classificazione Oms. Questo è il cuore di 'AntiMO' - una piattaforma digitale avanzata, progettata per supportare medici e strutture sanitarie nel contrasto all'antibiotico-resistenza - sviluppata da Keylon con il supporto dell'Istituto dermopatico dell'Immacolata Idi-Irccs di Roma e nell'ambito di un progetto di ricerca condotto con l'università di Salerno.  "Con AntiMO abbiamo voluto mettere la tecnologia al servizio della medicina, offrendo uno strumento concreto per supportare i clinici e contrastare una delle sfide più urgenti della sanità moderna", dichiara Gaetano Cafiero, Ceo di Kelyon Srl. "La piattaforma - afferma il consigliere delegato dell'Idi-Irccs Alessandro Zurzolo - è in corso di integrazione nel sistema informatico dell'istituto ed è in grado di fornire supporto decisionale ai medici nella scelta degli antibiotici più efficaci e nel monitoraggio continuo delle resistenze antibiotiche". 
AntiMO si integra con i sistemi diagnostici ospedalieri; partendo da un approccio di medicina di precisione, e utilizzando algoritmi di intelligenza artificiale e modelli predittivi, identifica i pazienti a rischio di resistenza antibiotica, suggerisce ottimizzazione delle prescrizioni antibiotiche e monitora i trend di resistenza. La piattaforma - si legge in una nota - visualizza in tempo reale i dati aggiornati sulla diffusione delle resistenze nell'ambiente ospedaliero in cui opera, consentendo di individuare le aree e i reparti a maggior rischio e pianificare strategie di prevenzione mirate. AntiMO integra anche le linee guida AWaRe dell'Organizzazione mondiale della sanità - spiegano gli esperti - monitora la conformità delle prescrizioni e promuove l'appropriatezza terapeutica, riducendo l'uso improprio di antibiotici. Agisce collegandosi ai sistemi diagnostici e alle piattaforme di archiviazione dei dati, facilitando l'identificazione tempestiva dei microrganismi infettivi.  La piattaforma garantisce la privacy dei dati in accordo con il Gdpr. I benefici includono "trattamenti più rapidi e appropriati, riduzione delle complicanze, diffusione delle migliori pratiche cliniche, diminuzione dei costi sanitari e miglioramento dell'efficienza delle risorse ospedaliere". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Turismo, al Gewandhaus Hotel Dresda carne stagionata al ristorante e cake-shop per dessert

(Adnkronos) - Un angolo gourmet in un luogo dove il lusso ha un tocco umano. L’indirizzo che non ti aspetti, nel cuore di una delle città d’arte tedesche più amate, e che spicca tra un’offerta mediamente distante dagli standard nostrani. E’ il Gewandhaus di Dresda, hotel a cinque stelle del Gruppo Marriott Bonvoy (Autograph Collection) che in questa città della ex Germania Est rasa al suolo sul finire della Seconda Guerra mondiale, e poi orgogliosamente ricostruita, ha puntato su un’offerta food&beverage di altissimo livello e, soprattutto, con un format unico nel suo genere, che comprende un ristorante specializzato nella carne e un cake-shop. Il concept del ristorante interno all’albergo, aperto anche a clienti esterni con ingresso diretto dalla strada, è tutto nel nome: [m]eatery. Un vero e proprio invito rivolto ai meat-lovers per venire ad assaporare carne di eccellente qualità. A rendere originale la proposta è il fatto che qui la carne non viene solo selezionata dai migliori allevamenti e cucinata a regola d’arte, ma viene anche stagionata a secco ‘in casa’ all’interno di una cella climatizzata a vista, come la cucina, da cui il cliente può vedere il grado di maturazione e scegliere il taglio. Questo procedimento, che assicura la giusta temperatura fredda, un’elevata umidità e la costante circolazione di aria, consente di ottenere un manzo più tenero e dal gusto più concentrato.  E le preparazioni sono le più varie, dalla tartare per gli amanti del crudo alla tagliata italian style, passando per le immancabili bistecca e filetto, fino ai tagli tipicamente americani come la rib-eye e la t-bone; tutto servito con una varietà di salse di accompagno e contorni a scelta. Un locale che è al tempo stesso una steakhouse per intenditori e un pub di lusso ma anche un ‘botanist bar’, con ricca carta di vini, birre, distillati e più salutari succhi e centrifugati.  A completare la speciale offerta food&beverage del Gewandhaus hotel di Dresda è il Kuchen Atelier, una pasticceria raffinatissima che offre una selezione di torte e pasticcini, realizzati con ingredienti di prima qualità, dalla frutta fresca e secca al cioccolato fondente. Ce ne sono per tutti i gusti, dai macaron, ormai divenuti internazionali, all’Eierschecke, dolce tradizionale della città di Dresda: una torta a tre strati, con una base di pasta lievitata, uno strato intermedio di crema pasticcera e uno superiore a base di uova, burro, zucchero e vaniglia. Il Kuchen Atelier occupa un angolo colorato dell’albergo, a cui si accede dalla hall e, anche in questo caso, direttamente dalla strada; i dolci fanno bella mostra di sé nelle teche una volta usciti dalle mani del maestro pasticcere Dirk Gunther.  Kuchen Atelier, infatti, è aperta a chiunque voglia acquistare un dolce, ordinarlo magari per una ricorrenza, oppure consumarlo in loco, che si sia alloggiati in hotel oppure clienti esterni. Così, a una certa ora soprattutto del pomeriggio gli eleganti saloni al piano terra del Gewandhaus, compreso il suo cortile interno coperto, diventa un luogo di ritrovo e un punto di riferimento per i più golosi che si danno appuntamento qui per gustare un irresistibile dolce accompagnato da un tè, un caffè o una bibita (da provare una speciale limonata bio alle erbe).  Come spiega il direttore dell’hotel Gewandhaus, Stephan Becker, “questo è un format creato dalla proprietà, un piccolo Gruppo che è in franchising con Marriott fin dal 2015, anno in cui l’hotel è stato rinnovato”. “Nel ristorante, il cliente sceglie il taglio di carne che preferisce dalla vetrina: è la carne migliore, proveniente da Argentina, Stati Uniti e da allevamenti locali. Si può scegliere addirittura il coltello, che per i più affezionati viene personalizzato. Anche nella pasticceria è tutto fatto in casa dal nostro pasticcere e si può vedere la preparazione. Spesso ci ordinano torte particolari per occasioni speciali. Vero valore aggiunto è poi il personale, molto attento, fidelizzato, flessibile: qui, infatti, tutti sono sempre pronti a dare una mano per qualsiasi necessità, ad aiutarsi l’un l’altro nei vari reparti”, sottolinea. Il Gewandhaus è un hotel che, spiega il direttore, “vanta una clientela abituale, molti americani, ma anche tedeschi; tante le persone dall’Asia e dall’Europa dell’Est; Oltre agli ospiti dell’hotel, per il ristorante abbiamo una clientela esterna, anche business durante la settimana, mentre nei weekend prevalgono i turisti in città per un city break”. Una storia, quella del Gewandhaus, che va di pari passo con quella di Dresda. L’edificio infatti è menzionato fin dal 1295, ai suoi albori, e da allora ha seguito le sorti della città, fino al bombardamento del 1945, quando della struttura riprogettata nel 1724 dall’architetto Johann Friedrich Knobel rimasero solo tre muri esterni. Fu ricostruito, come tutta la città, esattamente dov’era e com’era, al numero 1 di Ringstrasse, in quello stile tra il Barocco e il Classicismo che nel 18° secolo rifletteva l’animo culturale ma anche mercantile del tempo. Il Gewandhaus, infatti, è stato in fasi alterne azienda, banca, teatro e poi albergo dalla ricostruzione del 1997 fino al rinnovamento che 10 anni fa lo ha reso il cinque stelle di oggi, con 94 camere e 3 suite. Il cortile interno coperto, da cui si accede anche alla Spa, ricorda i palazzi ringhiera e soprattutto offre un’atmosfera raccolta e al tempo stesso maestosa. Fiore all’occhiello sono gli arredi, tutti realizzati da artigiani del territorio, in un’ottica di sostenibilità.  L’albergo si trova proprio a fianco del Rathaus e da qui ci si può facilmente muovere a piedi per una passeggiata in centro. Pochi passi e si è alla Kreuzkirche, con la sua inconfondibile torre campanaria, e nella piazza dell’Alt-Markt. Da qui, è facile raggiungere il Neumarkt con l’iconica Frauenkirche, emblema della ricostruzione post-bellica. Pochi passi ancora e si può passeggiare sulla terrazza affacciata sull’Elba, con la vista sul quartiere di Neu-Stadt, arrivare alla Cattedrale e al Castello o alla zona dei musei con il palazzo dello Zwinger, e il Semperoper, uno dei teatri più importanti della Germania. Tutto raggiungibile a piedi in pochi minuti, così come, in direzione opposta, la zona commerciale fino alla stazione centrale, dal Gewandhaus, dove le porte per viaggiatori e locals sono sempre aperte.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dl Infrastrutture, Consulta servizi: "A rischio qualità servizi essenziali e migliaia lavoratori"

(Adnkronos) - ''Il ritiro degli emendamenti al decreto legge infrastrutture, che puntavano a introdurre la revisione ordinaria obbligatoria dei prezzi e regole più uniformi negli appalti di servizi e forniture, è una scelta che condanna al fallimento decine di aziende, con il conseguente rischio di perdita di migliaia di posti di lavoro, e minaccia la tenuta di settori cruciali per il funzionamento quotidiano del Paese''. È la denuncia della Consulta dei servizi, che riunisce 19 associazioni nazionali e 4 filiere, a seguito del ritiro delle proposte di modifica, nelle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera, ritenuti ''essenziali per garantire equità e continuità negli appalti pubblici''. ''Il settore dei servizi fatica a sostenere contratti pubblici che non riconoscono l’impatto reale dell’inflazione e dell’aumento dei costi'', spiega la Consulta dei servizi. La soglia del 5% per l’attivazione della revisione prezzi, abbassata correttamente al 3% per i lavori pubblici, ''è stata dimostrata come inefficace''. Inoltre, ''l’assenza di norme certe sulla revisione prezzi, per contratti pluriennali della durata di almeno 5 anni, in un comparto ad alta intensità di manodopera dove il costo del lavoro pesa in modo decisivo, ha un effetto diretto sulle politiche salariali''.  ''Senza una revisione dei contratti in essere con la pubblica amministrazione, che tenga conto degli aumenti previsti dai rinnovi dei ccnl, si rischiano ricadute sul fronte occupazionale: o le imprese non saranno in grado di onorare gli appalti vinti e partecipare ai nuovi, o saranno costrette a ridurre drasticamente i costi, con effetti sulla qualità dei servizi e sulla dignità del lavoro'', spiega la Consulta dei servizi. ''Parlamento e Governo devono porre la giusta attenzione alle conseguenze che deriveranno dal vigente quadro normativo, che mette a rischio la tenuta economica e sociale di servizi pubblici essenziali, dalla ristorazione scolastica e ospedaliera alla vigilanza, dai servizi ambientali al welfare, dai quali dipende, per lo svolgimento di attività quotidiane di milioni di cittadini, la funzionalità stessa del Paese'', osserva la Consulta dei servizi. Si tratta di un settore che, spiega l'organismo, ''significa oggi 70 miliardi di euro, impiega un milione di persone ed è parte integrante della coesione sociale e del benessere dei cittadini. Ravvisiamo segnali allarmanti: si continua a chiedere ai servizi essenziali uno sforzo non più sostenibile, anche a costo di comprometterne la tenuta. Le ricadute sarebbero gravissime: riduzione della qualità dei servizi, perdita di posti di lavoro e chiusura di imprese qualificate''. ''Intendiamo proseguire con determinazione le nostre azioni di confronto attraverso l’interlocuzione istituzionale e pubblica'', assicura la Consulta. ''Ci rivolgiamo a Governo e Parlamento per richiamare l’attenzione sull’evidenza che, ogni giorno che passa senza una norma strutturale per la revisione dei prezzi, si consuma un danno economico e sociale. L’intera rappresentanza del comparto proseguirà nel portare in tutte le sedi istituzionali i rischi concreti che corre il sistema-sicurezza del Paese''. La Consulta auspica che il confronto con il Governo ''consenta di provvedere a correttivi non più rinviabili e costruire un quadro strutturale equo e sostenibile, capace di riconoscere il valore strategico dei servizi pubblici''. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Geeely sbarca in Italia

(Adnkronos) - Abbiamo incontrato Marco Santucci a capo della struttura italiana di Jameel Motors, realtà saudita, e anche CEO di Geely Italia.
 Con lui abbiamo fatto il punto operativo riguardo l’arrivo in Italia del marchio Geely Auto, uno dei principali produttori automobilistici cinesi, presenti in oltre 80 Paesi nel mondo con oltre due milioni di veicoli venduti solo nel 2024. 
Geely arriva in Italia, quali sono le priorità in un mercato complesso come il nostro? "La cosa più importante è quello di posizionare un brand da zero. Geely è un brand importante che in Cina è già conosciuto, in Italia però è sconosciuto ai più. Ovviamente il Gruppo Geely può essere conosciuto in quanto ha la proprietà di Volvo, di Lotus, del 50% di smart e. il più grande azionista di Mercedes, però il brand Geely le sue vetture non sono conosciute, quindi la prima sfida è quella di posizionare bene il brand, far conoscere il prodotto per seconda, quella di crescere all'interno di un mercato già molto competitivo e frazionato conquistando una quota di mercato che secondo me questi prodotti possono ottenere" afferma Santucci.
 
A livello rete commerciale partirete da zero, come vi muoverete in tal senso? "La sfida è importante, da un lato devi lanciare un brand, dall'altro devi creare anche presupposti affinché questo brand venga percepito dal mercato. La prima cosa è selezionare una rete all'altezza del brand, selezionando i migliori e cominciando proprio da un piccolo gruppo di dealer per quest'anno che inizierà a settembre per poi aumentare il numero di concessionari l'anno prossimo. Prevediamo infatti di arrivare quest'anno a 10/15 concessionari, nel 2026 a 70 per poi andare a regime con un centinaio di punti vendita. Ovviamente non ci basta avere i concessionari migliori, ma vorremmo avere anche le persone migliori all'interno di questi concessionari , che poi alla fine fanno la differenza. Una delle cose che andremo a selezionare sarà la loro capacità di portare assistenza perché abbiamo visto che uno dei punti deboli dei marchi cinesi è proprio quello di servire in maniera adeguata il cliente italiano dal punto di vista assistenziale."
  
In Italia sono previsti parecchi prodotti? "I prodotti che arriveranno in Italia saranno delle vetture che si collocano bene nel segmento C e D, macchine da 4,60 metri dei SUV, che si posizioneranno nel cuore del mercato invece dall’anno prossino arriveranno prodotti leggermente più piccoli che andranno a colpire il segmento dei C SUV con delle motorizzazioni molto nuove, quelle che vengono chiamate NEV New Energy vehicle, quindi motorizzazioni sia elettriche che super Hibrid, ovvero Plug-in con autonomia di oltre 100 km in elettrico e una percorrenza totale di circa 1.000 Km."
 
Arriveranno anche delle city car più avanti? "Su questo ci stiamo lavorando, perché ovviamente la City car è quella che oggi è nel mercato italiano un po' Whitespace, uno spazio lasciato vuoto. Ci sono nel gruppo Geely ma per ora non sono ancora omologate per l'Europa e per l'Italia ma di sicuro la domanda esiste e ci potrebbe essere nel futuro questo tipo di prodotto."
 
Il mercato auto è molto frazionato, c’è ancora spazio per nuovi prodotti? "Io, conclude Santucci,
vedo una grande opportunità in questo momento perché il prodotto Geely è di alta qualità e tecnologicamente molto avanzato. Io avendo avuto la possibilità di lavorare con marchi di macchine americane, europee o inglesi devo riconoscere che quelle cinesi, da un punto di vista qualitativo, hanno una grandissima competenza. Il gruppo Geely crea vetture con una un'ottima qualità manufatturiera e una tecnologia molto avanzata.
 
I cinesi sono due generazioni avanti rispetto le nostre e hanno un prezzo estremamente accessibile, quindi offrono una grande tecnologia a un prezzo calmierato, questo è un grandissimo vantaggio e credo che il consumatore stia cominciando a riconoscerlo. Quindi vedo nel marchio cinese la possibilità di avere un prodotto all’avanguardia ad un prezzo più democratico, quindi quando la tecnologia diventa veramente per tutti."
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Ricerca, Scorrano (Tor Vergata): "Dal Dna di 1.313 antenati l'evoluzione delle malattie infettive"

(Adnkronos) - Tra i firmatari di un lavoro complesso capace di andare a ritroso nel tempo per millenni alla ricerca delle origini di agenti patogeni diffusi in determinate aree geografiche, pubblicato su 'Nature', c'è Gabriele Scorrano, docente di Antropologia al Dipartimento di Biologia dell'università di Roma Tor Vergata ed esperto di antropologia molecolare (paleogenomica). Le malattie infettive hanno avuto effetti devastanti sulle popolazioni umane nel corso della storia, ma le loro origini e dinamiche passate restano in gran parte poco comprese. "Grazie al sequenziamento su larga scala del Dna di 1.313 individui antichi, in un arco temporale di circa 37mila anni - spiega Scorrano - abbiamo rilevato la presenza diffusa di Dna antico appartenente a batteri, virus e parassiti. Tra questi, molti casi riguardano patogeni umani noti, molti dei quali non erano mai stati precedentemente identificati in resti umani antichi".  Raggruppando le specie microbiche in base al probabile serbatoio e alla modalità di trasmissione - riporta una nota di Tor Vergata - il lavoro evidenzia che la maggior parte dei gruppi è presente lungo tutto il periodo di campionamento. I patogeni zoonotici (infezioni o malattie che possono essere trasmesse direttamente o indirettamente tra gli animali e l'uomo) invece compaiono solo a partire da circa 6.500 anni fa, raggiungendo un picco intorno a 5mila anni fa, in coincidenza con l'ampia diffusione della domesticazione del bestiame: una prova diretta che questo cambiamento nello stile di vita ha contribuito all'aumento del carico di malattie infettive. "I dati - sottolinea Scorrano - indicano inoltre che la diffusione di questi patogeni aumentò significativamente nei millenni successivi, parallelamente alle migrazioni pastorali provenienti dalla steppa eurasiatica". Il lavoro di coordinamento e produzione di parte dei dati genetici presentati nell'articolo, svolto dal docente, ha permesso di ricostruire con maggiore precisione le dinamiche evolutive, le interazioni tra gli esseri umani e i patogeni nel corso di oltre 37mila anni di storia eurasiatica. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Retribuzioni, Coverflex Italia: "Ok trasparenza per ambienti di lavoro equi attrattivi e sostenibili"

(Adnkronos) - "Il Report sulla retribuzione 2024 di Coverflex ha rilevato come il 60% dei lavoratori percepisca poca chiarezza nei criteri per promozioni e aumenti salariali, mentre il 74% ritiene il proprio pacchetto retributivo inadeguato o poco competitivo rispetto ad altre aziende del settore. In un mercato del lavoro sempre più fluido e intergenerazionale, questi dati non sorprendono affatto: la trasparenza non è più un 'nice to have', ma un principio imprescindibile per costruire ambienti di lavoro equi, attrattivi e sostenibili". Lo dice all'Adnkronos/Labitalia Andrea Guffanti, general manager Coverflex Italia. "La direttiva europea 2023/970 - spiega - che dovrà essere recepita dai Paesi membri entro giugno 2026 rappresenta un passaggio cruciale, perché introduce l’obbligo di rendere espliciti criteri retributivi, scatti di livello e parametri salariali, assicurando che il divario retributivo tra generi non superi il 5%. Si tratta di un punto di svolta che rischia però di restare solo un atto formale se non accompagnato da un cambiamento culturale più ampio. I numeri italiani, del resto, parlano chiaro. Secondo un recente sondaggio di Indeed, solo il 19,3% degli annunci di lavoro pubblicati online include una fascia di retribuzione, a fronte del 50,7% in Francia e del 69,7% nel Regno Unito. Anche all’interno delle imprese, la strada è lunga: meno della metà adotta politiche trasparenti, e appena il 40% si dichiara favorevole al fatto che i propri dipendenti possano discutere apertamente di salario". "Come manager - sottolinea - credo che la trasparenza non debba essere solo una risposta normativa, ma un valore fondante del modo in cui ripensiamo la retribuzione oggi. E' con questa convinzione che ogni giorno in Coverflex lavoriamo per costruire un sistema più equo, accessibile e consapevole e per ridurre l’asimmetria informativa tra dipendente e azienda. Credo anche che parlare di 'salario' non basti più. Dobbiamo iniziare a parlare di pacchetto retributivo: una combinazione di strumenti che include retribuzione, stock option, benefit, flessibilità e benessere individuale". "Sempre più persone- avverte - in particolare tra le nuove generazioni, chiedono coerenza, chiarezza e partecipazione nei processi retributivi. Non si tratta solo di sapere 'quanto si guadagna', ma come e perché quella cifra è stata definita, quali diritti e opportunità si accompagnano a quel ruolo, quali strumenti rendono realmente sostenibile la vita delle persone e quali possono essere i percorsi di crescita all’interno dell’azienda. In questo scenario, la trasparenza è un impegno che deve riguardare l’intera comunità del lavoro: imprese, manager, istituzioni, collaboratori". "Per essere parte attiva di questo cambiamento - suggerisce Andrea Guffanti - chi fa impresa deve contribuire a promuovere un approccio in cui il dialogo interno, la chiarezza dei criteri, la condivisione degli obiettivi diventino elementi di fiducia e non di conflitto. Perché la fiducia è il fondamento di ogni cultura aziendale sana". "Non basta allinearci a una direttiva europea - ammette - è il momento di abbracciare un nuovo approccio al lavoro, basato su responsabilità condivisa, inclusione e trasparenza piena. Un approccio in cui finalmente retribuire non significa solo pagare una persona, ma prendersene cura". ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


A Sunderland prende forma il Nissan Qashqai con il nuovo e-POWER

(Adnkronos) - Presso lo stabilimento Nissan di Sunderland, nel Regno Unito, è ufficialmente partita la produzione del nuovo Qashqai con il sistema e-POWER di ultima generazione. Questo momento segna una tappa significativa nella storia del brand, che dal 2006 ha realizzato oltre 4,5 milioni di esemplari di Qashqai, con una media produttiva impressionante: un'auto ogni due minuti e mezzo. Il Vice President Manufacturing di Nissan UK, Adam Pennick, ha sottolineato con orgoglio il traguardo: “Da quasi due decenni realizziamo Qashqai grazie a un team altamente specializzato. Ora affrontiamo un nuovo capitolo con una tecnologia ibrida esclusiva nel panorama automobilistico”. Il nuovo sistema e-POWER di Nissan si distingue da ogni altro ibrido convenzionale. Il propulsore termico non agisce mai direttamente sulle ruote: un motore turbo benzina da 1,5 litri genera energia che, attraverso un inverter, alimenta il motore elettrico o la batteria. Il risultato è un’esperienza di guida fluida, dinamica e priva della necessità di ricarica alla spina.  Le performance parlano chiaro: • consumo combinato fino a 4,5 l/100 km (WLTP), il migliore della categoria C-Crossover • autonomia superiore ai 1.200 km (WLTP) • emissioni di CO2 ridotte a 102 g/km, contro i 116 della generazione precedente • abitacolo più silenzioso con una riduzione di 5,6 dB • modalità Sport con 11 kW in più per una guida più brillante. Lo stabilimento di Sunderland, oggi al centro della strategia produttiva sostenibile Nissan EV36Zero, si prepara inoltre alla produzione della nuova LEAF e, dal 2026, di una versione completamente elettrica del Juke. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Rimac Nevera R premiata con il Red Dot Award 2025

(Adnkronos) - La Rimac Nevera R, evoluzione estrema della rivoluzionaria Nevera, ha ottenuto il prestigioso Red Dot Award 2025 nella categoria Product Design. Un riconoscimento assegnato da una giuria internazionale che ha selezionato il modello tra numerose candidature globali, premiandone qualità progettuale, visione stilistica e innovazione tecnica. Espressione della filosofia Rimac Automobili, basata su radicalità, spirito ribelle e approccio implacabile, la Nevera R rappresenta una trasformazione visiva e meccanica della versione Hyper GT, portando l’identità di famiglia verso una dimensione più sportiva e aggressiva. 
“La nostra ambizione era quella di reinterpretare la Nevera esaltandone le proporzioni con un linguaggio più grintoso”, ha dichiarato Frank Heyl, Design Director di Bugatti Rimac.
 Il progetto è partito da un nuovo equilibrio tra altezza e lunghezza visiva, ottenuto grazie a una divisione orizzontale delle superfici.  Le ruote posteriori da 21 pollici, in precedenza da 20, contribuiscono a un assetto proteso in avanti, rafforzando il carattere dinamico dell’intera silhouette.  Il frontale scolpito riflette perfettamente l’identità della Nevera R: potente, prestazionale e perfettamente integrata tra forma e funzione. Ogni dettaglio ha una funzione precisa: dalle ali biplano che generano deportanza agli innovativi condotti d’aria pensati per ottimizzare il raffreddamento.  L’aerodinamica avanzata, insieme al grande alettone fisso e al diffusore posteriore, incrementa la deportanza del 15% e migliora l’efficienza del flusso del 10%.  L’adozione dei nuovi pneumatici Michelin Cup 2 ha ridotto il sottosterzo del 10% e aumentato la tenuta laterale del 5%, portando a un miglioramento di 3,8 secondi sul tracciato Nardò Handling Track.
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