Michelin Pilot Sport Cup 2 R K1 Ferrari F80: sviluppo estremo
(Adnkronos) - In appena quindici mesi, Michelin ha messo a punto un pneumatico su misura per una delle vetture più potenti e complesse mai realizzate da Ferrari: la F80.
Il nuovo Pilot Sport Cup 2 R K1 rappresenta la massima espressione dell'ingegneria Michelin, nato per soddisfare parametri estremi di coppia, potenza, aerodinamica e velocità. Le tecnologie impiegate, molte delle quali derivate dal motorsport, ridefiniscono i limiti prestazionali su asciutto per uno pneumatico stradale. Per contenere i tempi di progettazione e abbattere l’impatto ambientale, Michelin ha utilizzato la simulazione digitale già dalle primissime fasi. Il pneumatico è stato definito e testato virtualmente con il simulatore dinamico Ferrari di Maranello, prima ancora dell’esistenza fisica della vettura. In totale, sono stati eseguiti cinque cicli di simulazione per affinare geometrie e caratteristiche prestazionali. Questo approccio ha permesso di ridurre fino al 30% i prototipi fisici, con benefici in termini ambientali e di efficienza industriale. Le soluzioni tecniche impiegate sul K1 comprendono una mescola esclusiva derivata dalle competizioni, applicata per la prima volta a uno pneumatico stradale. A supporto, una carcassa radiale doppio strato ad alta densità, pensata per resistere ai carichi intensi generati dalla F80. Nuova anche la spalla rinforzata, progettata per contrastare gli effetti della forza centrifuga e garantire un’aderenza costante, anche a velocità molto elevate. Le misure adottate, 285/30R20 all’anteriore e 345/30R21
al posteriore, confermano l’estrema personalizzazione. Per fabbricare con precisione chirurgica questo pneumatico, Michelin si affida al sistema C3M. Simile alla stampa 3D, consente di posizionare i materiali in modo estremamente accurato, garantendo omogeneità di prestazioni e riproducibilità su larga scala. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
HiddenApp, per scambiare messaggi senza condividere dati personali
(Adnkronos) - HiddenApp è una nuova applicazione di messaggistica che si propone di garantire la privacy degli utenti senza raccogliere dati personali. La piattaforma è stata presentata a Roma, nel corso di un evento al ristorante Passione Carpaccio, con gli interventi del giornalista Federico Vespa e del direttore di Hidden, Emanuele MangiaPia. Secondo i promotori, HiddenApp si distingue perché non richiede informazioni come email, numero di telefono o accesso alla rubrica, non conserva messaggi e cancella ogni contenuto dopo 15 minuti. L’app, disponibile su Apple Store, Google Play e sul sito ufficiale www.myhidden.uk, utilizza una tecnologia definita di derivazione militare che non prevede l’uso di cloud o database centralizzati. “Le nostre informazioni personali sono sempre più esposte e la privacy è minacciata. Anche con app note e diffuse capita, troppo spesso, che si verifichino violazioni dei dati”, ha dichiarato Vespa, che ha raccontato un episodio personale di compromissione della sicurezza. “Hidden, invece, tutela le informazioni: tutto quello che è scritto scompare e non rimane neanche a Hidden. Queste funzionalità possono essere utili anche per le forze dell’ordine”. MangiaPia ha illustrato le caratteristiche tecniche dell’app: “Blocca qualsiasi screenshot o registrazione dello schermo, le conversazioni non possono essere lette. Non esiste profilazione, non si aggancia alla rubrica, non comunica con il dispositivo. Tutto resta all’interno dell’app. Le notifiche push non mostrano anteprime per ridurre i rischi di furto dei dati. Gli utenti rimangono anonimi”. Durante la presentazione è stato mostrato un video con un test comparativo su un dispositivo sotto attacco informatico: secondo i realizzatori, HiddenApp è risultata l’unica a non rivelare alcun dato in condizioni critiche. Il progetto si inserisce nel dibattito sull’uso dei dati personali da parte dei servizi digitali e propone un modello di comunicazione che riduce al minimo la raccolta di informazioni sugli utenti. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Barberino’s accelera negli Usa con espansione retail, e-commerce e wholesale
(Adnkronos) - A poco più di un anno dal suo debutto negli Stati Uniti, Barberino’s, la catena di barbershop che sta rivoluzionando la professione del barbiere, celebra risultati oltre le aspettative. Con un solo punto vendita attivo a New York al 520 di Madison Avenue, il brand ha superato il milione di dollari di ricavi sul mercato americano, contribuendo per quasi il 20% al fatturato globale dell'azienda, pari a oltre 5 milioni di euro nel 2024. I numeri confermano la solidità di un modello di business retail esperienziale e scalabile nel settore del grooming maschile di lusso, capace di attrarre e fidelizzare una clientela esigente in una delle città più competitive al mondo quale è New York, dimostrando anche oltreoceano il forte appeal della formula di Barberino's, che unisce l'eleganza e la maestria della barberia tradizionale italiana a un'esperienza di lusso. Sulla scia di questi risultati, Barberino's annuncia la chiusura di un aumento di capitale da 1,2 milioni di dollari, finalizzato a espandere rapidamente la propria presenza sul mercato americano nei prossimi 12 mesi. L’azienda ha messo insieme un 'dream team' di veterani di successo del settore, tra cui Eric e Myriam Malka, co-fondatori del franchise The Art of Shaving, che per primi avevano investito nel lancio di Barberino's negli Stati Uniti nel 2024, hanno riaffermato la loro fiducia nel progetto. A loro si aggiunge un nuovo investitore strategico di calibro internazionale: Saujet Holdings, la società di investimenti di Thomas Saujet, fondatore di International Cosmetics & Perfumes, Inc. (Icp), azienda boutique leader nel settore per brand di nicchia e top talent, che commercializza e distribuisce prodotti di lusso per clienti di livello nelle Americhe. Icp gestisce marchi prestigiosi tra cui The House of Creed e Mizensir. "Siamo orgogliosi di collaborare con Barberino's, un brand di alto livello che tramanda l'eredità italiana del bello e del fatto bene. In Saujet Holdings, cerchiamo aziende che definiscono l'eccellenza nel settore del lifestyle di lusso, e Barberino's rappresenta esattamente il brand in linea con i nostri valori”, ha dichiarato Thomas Saujet. Eric Malka ha aggiunto: “Michele e Niccolò hanno costruito un grande brand di lusso in un settore che io e Myriam conosciamo molto bene. Siamo entusiasti di sostenere due grandi fondatori che hanno dimostrato di saper attuare la strategia del brand con eccellenza. Questo investimento si inserisce perfettamente nella missione di Sbi (Strategic Brand Investments), che è quella di sostenere la nuova generazione di fondatori unendo capitale e competenza operativa per costruire brand iconici”. Grazie al round da 1,2 milioni di dollari, Barberino's pianifica di espandersi negli Usa lungo tre direttrici strategiche, pensate per creare un ecosistema integrato e scalabile. Il cuore pulsante della strategia resterà l'espansione retail, con l'apertura di nuovi flagship store - già nel prossimo autunno - concepiti non solo come punti vendita, ma come veri e propri hub esperienziali per costruire una solida community. Un passo concreto è già stato compiuto con la firma di un contratto di locazione per una prestigiosa sede all'interno del Rockefeller Center. A questo seguirà l'inaugurazione di due ulteriori store: uno sempre a New York, a Grand Central Station, dove sono già in corso interlocuzioni avanzate, e l'altro in una seconda città strategica degli Stati Uniti. Parallelamente, per estendere la portata del brand al di fuori degli store monomarca, verrà sviluppato il canale wholesale attraverso la costruzione di una rete di distribuzione con partner retail premium. A completare la strategia sarà il fronte digitale: verrà infatti lanciata una piattaforma e-commerce proprietaria per il mercato americano. Il canale, permetterà di creare una relazione diretta e continuativa con i clienti, portando l'esperienza Barberino's direttamente nelle case degli americani. “Gli Stati Uniti presentano un mercato con grandi potenzialità di crescita perché privi di un brand di riferimento nel settore del grooming di lusso. Noi puntiamo a colmare questo vuoto, portando un marchio capace di offrire non solo servizi ed esperienze di eccellenza, ma anche un’identità nella quale ritrovarsi”, spiega Michele Callegari, Ceo di Barberino’s. "Il round di finanziamento - aggunge - conferma che Barberino's non è solo un brand, ma una piattaforma internazionale capace di attrarre capitali e profili di altissimo livello sia in Italia che negli Stati Uniti. L'ingresso di un investitore del calibro di Thomas Saujet rappresenta per noi un tassello strategico fondamentale: la sua profonda esperienza nel mondo del lusso porterà un valore enorme per elevare ulteriormente il brand. Gestire un marchio di nicchia con un retail esperienziale richiede infatti competenze altamente specializzate tra cui la capacità di creare esperienze su misura capaci di generare un legame emotivo con le persone”. Si rafforza così la storia tra Barberino’s e gli Usa, che ha radici molto profonde: era il 1910 quando Giovanni Callegari, bisnonno di Michele Callegari, lasciò l’Italia alla volta degli Stati Uniti, dove trovò lavoro come barbiere e, grazie alla sua maestria, divenne presto famoso con il nome 'Barberino'. È proprio in omaggio all’eredità di Giovanni Callegari che lo stesso stile, la stessa qualità e la stessa attenzione ai dettagli vengono oggi riproposti con il marchio Barberino’s, realizzando un sogno che unisce due Paesi e due generazioni. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Alimenti, con alcuni dolcificanti comuni più rischi pubertà precoce, studio
(Adnkronos) - Il consumo di alcuni dolcificanti comunemente presenti in alimenti e bevande può aumentare il rischio di pubertà precoce nei bambini, in particolare tra quelli geneticamente predisposti. E' l'alert che emerge da uno studio presentato in occasione del Congresso annuale dell'Endocrine Society a San Francisco, negli Usa. Gli autori, ricercatori taiwanesi, hanno scoperto che il consumo di aspartame, sucralosio, glicirrizina e zuccheri aggiunti è significativamente associato a un rischio maggiore di pubertà precoce, specie nei piccoli con determinate caratteristiche genetiche. Maggiore era il consumo di questi dolcificanti da parte degli adolescenti, e maggiore era il rischio di pubertà precoce. Lo studio, osserva Yang-Ching Chen, esperto del Taipei Municipal Wan Fang Hospital e della Taipei Medical University di Taipei (Taiwan), "è uno dei primi a collegare le moderne abitudini alimentari, in particolare l'assunzione di dolcificanti, sia con fattori genetici che con lo sviluppo della pubertà precoce in un'ampia coorte reale. Evidenzia anche le differenze di genere nel modo in cui i dolcificanti influenzano ragazzi e ragazze, aggiungendo un importante tassello alla nostra comprensione dei rischi per la salute individuali". Un tipo di pubertà precoce, noto come pubertà precoce centrale, è sempre più comune ed è su questo che si sono concentrati gli esperti. Si tratta di una condizione che può portare a disagio emotivo, a una statura più bassa in età adulta e a un aumento del rischio di futuri disturbi metabolici e riproduttivi. Le precedenti ricerche di Chen hanno messo in evidenza che alcuni dolcificanti possono influenzare direttamente gli ormoni e la flora intestinale legati alla pubertà precoce. Ad esempio, è stato dimostrato che un dolcificante artificiale chiamato acesulfame potassico o Ace-K innesca il rilascio di ormoni correlati alla pubertà attivando le vie del "gusto dolce" nelle cellule cerebrali e aumentando le molecole correlate allo stress. E' stato poi osservato che un altro dolcificante, la glicirrizina, presente nella liquirizia, modifica l'equilibrio della flora intestinale e riduce l'attività dei geni coinvolti nell'innesco della pubertà. "Questo suggerisce che ciò che i bambini mangiano e bevono, in particolare i prodotti con dolcificanti, può avere un impatto sorprendente e potente sul loro sviluppo", spiega Chen. I nuovi risultati provengono dal Taiwan Pubertal Longitudinal Study (Tpls), iniziato nel 2018 e sembrano essere in linea con le osservazioni precedenti. Lo studio ha incluso dati provenienti da 1.407 adolescenti. La pubertà precoce centrale è stata diagnosticata in 481 di loro. I ricercatori hanno valutato l'assunzione di dolcificanti da parte dei teenager coinvolti nella ricerca attraverso questionari validati e analisi di campioni di urina. La predisposizione genetica è stata quantificata utilizzando punteggi di rischio poligenico derivati da 19 geni correlati alla pubertà precoce centrale. La pubertà precoce è stata diagnosticata sulla base di esami medici, livelli ormonali e imaging. Risultato: il consumo di sucralosio è stato collegato a un rischio maggiore di pubertà precoce centrale nei ragazzi, e il consumo di glicirrizina, sucralosio e zuccheri aggiunti è stato associato a un rischio maggiore di pubertà precoce centrale nelle ragazze. "I risultati sono direttamente rilevanti per le famiglie, i pediatri e le autorità sanitarie pubbliche - conclude Chen - Suggeriscono che lo screening per il rischio genetico e la moderazione dell'assunzione di dolcificanti potrebbero aiutare a prevenire la pubertà precoce e le sue conseguenze a lungo termine sulla salute. Questo potrebbe portare a nuove linee guida alimentari o strumenti di valutazione del rischio per i bambini, a supporto di uno sviluppo più sano". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cancro polmone, scoperta mutazione alleata dell'immunoterapia
(Adnkronos) - Una mutazione genetica, presente in circa il 5% dei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule, è associata a una risposta più efficace e duratura all'immunoterapia. Lo dimostra un ampio studio internazionale pubblicato sulla rivista 'Annals of Oncology', coordinato dal Dana-Farber Cancer Institute statunitense in collaborazione con l'Istituto nazionale tumori Regina Elena (Ire) di Roma. L'immunoterapia ha rivoluzionato il trattamento del tumore al polmone, ma solo una parte dei pazienti ne trae beneficio. Comprendere perché alcuni rispondono e altri meno è una delle grandi sfide dell'oncologia di precisione, ricordano gli esperti. Un passo importante arriva dal nuovo studio, che ha identificato nella mutazione del gene Dnmt3A un potenziale biomarcatore di risposta all'immunoterapia nei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule. E' come se - si legge in una nota - nei tumori con questa mutazione si accendessero dei 'fari' che attirano meglio le difese immunitarie. I pazienti con la mutazione hanno mostrato tassi di risposta quasi doppi rispetto agli altri, oltre a una sopravvivenza globale significativamente più lunga. Per gli autori lo studio apre la strada a nuovi sviluppi terapeutici: in un prossimo futuro, potrebbe essere possibile potenziare l'efficacia dell'immunoterapia agendo proprio sul gene Dnmt3A con farmaci che ne modulano l'attività. Il gene Dnmt3A - illustrano gli esperti - è coinvolto in un processo naturale chiamato metilazione, che regola l'attività dei geni agendo come un interruttore: può 'spegnerli' senza modificare il loro codice. La sua mutazione sembra rendere il tumore più riconoscibile al sistema immunitario e quindi più vulnerabile all'azione degli inibitori del checkpoint immunitario (Pd-1/Pd-L1). Lo studio internazionale ha coinvolto oltre 1.500 pazienti in centri di eccellenza, tra cui il Dana-Farber di Boston, il Memorial Sloan Kettering di New York, il Gustave Roussy in Francia e l'Ire, con il ruolo chiave anche del giovane ricercatore Stefano Scalera, under 40 degli Ifo - Istituti fisioterapici ospitalieri, che ha contribuito alle analisi bioinformatiche. "Questa scoperta - afferma Marcello Maugeri-Saccà, co-autore senior dello studio e ricercatore clinico presso il Clinical Trial Center Ifo - ci consente di identificare un sottogruppo di pazienti che può beneficiare in modo particolarmente efficace dell'immunoterapia, rendendo le scelte terapeutiche più mirate e personalizzate". Per Federico Cappuzzo, direttore dell'Oncologia medica 2 dell'Ire, "la nuova evidenza dimostra quanto sia strategica la comprensione delle alterazioni molecolari per selezionare meglio i pazienti e massimizzare l'efficacia dell'immunoterapia". Commenta Giovanni Blandino, direttore scientifico ff dell'Ire: "Si tratta di un risultato di grande rilievo che rafforza la nostra capacità di fare ricerca traslazionale, ovvero trasformare le scoperte scientifiche in benefici concreti per i pazienti. E' anche una testimonianza della forza delle collaborazioni internazionali nei progetti di frontiera dell’oncologia di precisione". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Bimbo operato a Napoli per necrosi da ragno violino, cosa fare se morde
(Adnkronos) - Un bambino di 4 anni di Caivano, in provincia di Napoli, è stato operato all'ospedale Santobono del capoluogo campano per una necrosi causata da un morso di ragno violino sulla coscia. Ne ha dato notizia in questi giorni 'Caivano Press', riportando il caso del piccolo che è stato ricoverato agli inizi di luglio e che dopo l'intervento si è rimesso ed è fuori pericolo. Come ogni estate, dunque, "si torna a parlare del ragno violino. L'anno scorso abbiamo assistito a numerosi casi, alcuni veramente impegnativi e qualcuno mortale", ricorda l'infettivologo Matteo Bassetti che spiega come comportarsi in questi casi: "Nessun panico", rassicura via social, però bisogna "gestire in maniera appropriata le morsicature del ragno violino", monitorando attentamente l'evoluzione dell'area colpita. Il morso del ragno violino può causare delle "complicazioni, soprattutto di tipo infettivo", sottolinea il primario dell'Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova. "In genere - chiarisce - quando il ragno violino morde non succede gran che, ma in alcune situazioni particolari viene iniettato del veleno che forma un'area detta escara, una 'crosta' sotto la quale possono proliferare dei batteri. Il rischio è che questi batteri possano dare un'infezione grave, profonda, che in alcuni casi arriva a forme di fascite" con necrosi. "Cosa bisogna fare? Bisogna pulire molto bene dove si è stati morsicati" dal ragno violino, suggerisce innanzitutto Bassetti. Quindi occorre "monitorare dove si è stati morsicati", raccomanda, e "rivolgersi alle cure dei medici" nel caso compaia una lesione che peggiora. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Salute: l'osterica, 'caldo può accentuare disagi menopausa ecco cosa fare'
(Adnkronos) - La menopausa rappresenta un importante capitolo della vita di una donna, non solo a livello fisico, ma anche mentale. "È necessario comprendere che si tratta di una fase fisiologica, un momento di passaggio da vivere e condividere con serenità e consapevolezza, accogliendo i cambiamenti fisici e psicologici con maggiore attenzione e cura di sé". Lo ricorda Letizia Carotenuto, consigliera della Fnopo (la Federazione nazionale degli Ordini della professione ostetrica, evidenziando, però, che il caldo estivo può accentuare alcuni disagi contro i quali indica alcuni consigli pratici. "I cambiamenti ormonali - sottolinea - provocano spesso disturbi fisici e malesseri psicologici che, con il caldo e l’umidità, tendono ad accentuarsi", avverte Carotenuto. "Il connubio tra temperature elevate e alterazioni ormonali può risultare particolarmente faticoso". Tra i sintomi più comuni legati alla menopausa ci sono le vampate di calore, la sudorazione notturna, la tachicardia e la cefalea. Ma non solo. "In relazione alla diminuzione degli estrogeni, si osservano anche variazioni del tono dell’umore, stati d’ansia, irritabilità, insonnia, affaticamento e un calo della memoria". Per affrontare al meglio i mesi estivi, Carotenuto propone alcune strategie semplici ma efficaci. "Il primo consiglio è quello di curare l’alimentazione e mantenere una buona idratazione. È utile consumare cibi ricchi di fitoestrogeni, come la soia e i suoi derivati, che possono contribuire a ridurre i sintomi più fastidiosi come le vampate". Frutta, legumi, cereali integrali e verdure di stagione, ricchi di antiossidanti, aiutano a contrastare lo stress ossidativo. "Non vanno escluse le fonti di calcio, come i latticini, da abbinare all’esposizione solare, fondamentale per stimolare la produzione di vitamina D e proteggere la salute delle ossa". Anche lo stile di vita ha un impatto rilevante. “L’attività fisica, svolta con regolarità e moderazione, contribuisce a mantenere il tono muscolare, migliora l’umore e favorisce il sonno. Anche semplici passeggiate nelle prime ore del mattino in compagnia di altre donne o gruppi possono essere utili per creare una routine di benessere", suggerisce la consigliera Fnopo . "Sarebbe opportuno promuovere momenti di aggregazione e sostegno per le donne, così da contrastare il senso di solitudine tipico di questa fase di cambiamento ormonale. Inoltre, le alte temperature spesso limitano la vita sociale, scoraggiando l’uscita di casa, rendendo ancora più importante offrire occasioni di accompagnamento e condivisione”, aggiunge la presidente della Fnopo, Silvia Vaccari. Infine, attenzione all’abbigliamento. "Meglio scegliere indumenti leggeri, non attillati e in tessuti naturali come cotone e lino, che permettono alla pelle di respirare e riducono la sensazione di calore". In generale, però, il suggerimento è accogliere il cambiamento, non subirlo. "Questa consapevolezza fa sì che ogni donna possa vivere sempre meglio la menopausa e affrontare in modo proattivo anche i fastidiosi sintomi che la caratterizzano", conclude Letizia Carotenuto. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dazi, FederlegnoArredo: ''Misura pesante, ma no a guerra commerciale''
(Adnkronos) - “Di fronte alla notizia della decisione di Trump di introdurre dazi del 30% sulle esportazioni dell'Ue verso gli Usa, non possiamo che essere preoccupati e allarmati. Attendiamo di capire nella pratica come potranno essere applicati dall’1 agosto, ma ci sentiamo di ripetere, come già detto in altre occasioni, che l’Europa deve evitare di arrivare allo scontro di dazi contro dazi che non gioverebbe a nessuno. Fermezza, calma e diplomazia credo siano le risposte migliori all’ ennesimo attacco della presidenza Usa a tutto il sistema produttivo europeo che sarebbe pesantemente colpito dall’applicazione della misura, compreso il settore del legno-arredo che ha, proprio negli Usa, il secondo mercato di export. L’Europa tutta e il nostro Governo devono aver ben presente che non difendere le nostre imprese adesso potrebbe avere come conseguenza la desertificazione industriale del Vecchio Continente”. Così Claudio Feltrin presidente di FederlegnoArredo. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Studio italiano sul morbillo: "Dove vaccinazioni calano virus più vario e resiliente"
(Adnkronos) - Dove le coperture vaccinali contro il morbillo calano, il virus "non solo si diffonde, ma diventa più vario, più resiliente, e potenzialmente più difficile da fermare". Sono le conclusioni di nuovo studio condotto dal gruppo 'Gabie' (insieme a Daria Sanna e Maria Perra dell’Università di Sassari, Enrico Bucci della Temple University e Nicola Petrosillo, Università Campus Bio-Medico) sottomesso alla rivista 'Genes'. Il lavoro mette a confronto i recenti focolai di morbillo verificatisi in Italia nel 2024 e in Texas nel 2025. Il gruppo 'Gabie' è il nuovo hub per il monitoraggio delle epidemie creato da Massimo Ciccozzi, ordinario di Statistica Medica e Francesco Branda, ricercatore dell'Unità di Ricerca statistica medici, entrambi dell'Università Campus Bio-Medico di Roma Insieme a loro Fabio Scarpa, professore associato di Genetica dell'Università di Sassari. Pur avendo colpito due aree ad alto reddito e con sistemi sanitari avanzati, le due epidemie hanno seguito traiettorie molto diverse, evidenziando quanto conti la tempestività e la qualità dei dati nella risposta di sanità pubblica. “La differenza non è solo nelle cifre, ma nella profondità del dato: in Texas abbiamo potuto lavorare su datas
et aggiornati quasi in tempo reale, disaggregati per età, stato vaccinale, e distribuzione geografica. Questo ci ha permesso di modellizzare con precisione le fasi dell’epidemia e individuare i punti critici di intervento”, spiega Francesco Branda "In Texas, l’uso di modelli statistici avanzati (come Arima e regressione logistica) ha permesso di identificare tre fasi distinte dell’epidemia: crescita esponenziale iniziale, stabilizzazione lineare e plateau. I modelli - si legge nello studio - hanno mostrato un'eccellente capacità predittiva e hanno confermato un chiaro legame tra stato vaccinale e incidenza dei casi. Al contrario, in Italia, l’analisi si è basata principalmente su bollettini mensili pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità rendendo difficile cogliere i segnali di allarme precoce. Nonostante questo, l’analisi condotta ha messo in luce un dato fondamentale: la stragrande maggioranza dei casi si è verificata tra persone non vaccinate o con ciclo incompleto. Tuttavia, in entrambi i contesti, lo stato vaccinale non è risultato statisticamente associato al rischio di ospedalizzazione, suggerendo che una volta contratto il virus, altri fattori — come età o comorbidità — incidano maggiormente sulla gravità clinica". “Il morbillo è tra i virus più contagiosi al mondo. Anche una minima falla nella copertura vaccinale può portare a un’esplosione di casi”, sottolinea Ciccozzi - La differenza nei tassi di ospedalizzazione tra i due focolai non è solo clinica, ma anche sociale: la disponibilità dei dati negli Stati Uniti ha permesso interventi mirati in comunità a rischio. In Italia, invece, si arriva tardi”. Oltre all’analisi epidemiologica classica, lo studio ha svolto - tramite approccio integrato - un approfondimento genomico includendo tutti i dati a disposizione presenti nelle banche dati. “Il risultato? La genetica ci dice che, dove le coperture vaccinali calano, il virus non solo si diffonde, ma diventa più vario, più resiliente, e potenzialmente più difficile da fermare - spiega Scarpa - L’insegnamento è chiaro: integrare il sequenziamento genomico nella sorveglianza sanitaria non è solo utile, ma indispensabile per prevenire il ritorno di malattie che pensavamo ormai sconfitte”. I risultati dello studio sono stati possibili grazie al lavoro continuo e interdisciplinare del gruppo 'Gabie', che si è distinto negli ultimi anni per la sua capacità di intervenire rapidamente su numerosi focolai epidemici, combinando competenze in epidemiologia, biostatistica, bioinformatica e genetica. A ogni emergenza sanitaria — dal Covid-19 all’aviaria H5N1, dal vaiolo delle scimmie (Mpox) a focolai regionali di virus emergenti — 'Gabie' attiva un sistema integrato di raccolta, armonizzazione e analisi dei dati clinici, epidemiologici e molecolari. Questo approccio integrato consente a 'Gabie' di offrire una risposta scientificamente solida e tempestiva in contesti complessi e in continua evoluzione, supportando strategie di contenimento più efficaci, personalizzate e basate su evidenze locali. Non a caso, il gruppo è parte integrante del Global outbreak alert and response network (Goarn) e contribuisce attivamente a delineare le traiettorie evolutive di virus ad alto impatto pandemico. “Senza dati granulari e interoperabili non si fa prevenzione: si rincorrono i casi - conclude Branda - Il nostro auspicio è che questo studio serva da stimolo per rafforzare le infrastrutture di sorveglianza anche in Italia, con un investimento concreto nella digitalizzazione dei sistemi di sanità pubblica". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Da meduse a specie 'rifugiate climatiche', Boero (Cnr-Ias): "Vi spiego come rispettarle senza timori"
(Adnkronos) - Rappresentano la 'magia' luminosa del mare notturno ma spesso anche l'incubo dei bagnanti in estate. Sono le meduse che insieme ad altri animali marini, svariati pesci e nuove specie 'aliene', vengono prese di mira nella stagione estiva come disturbatori del meritato bagno per il loro potete urticante. Ma, andrebbe ricordato, il mare è un universo ricco di specie viventi e non fatto di solo acqua. "Le meduse possono essere erratiche e non è detto che ci sia ad ogni stagione una loro proliferazione al di là dell'aumento della temperatura del Mediterraneo. La più diffusa è la Pelagia noctiluca che risale i canyon marini e - grazie alle correnti - arriva in superficie. Questi fenomeni hanno una loro ciclicità, quindi la presenza delle meduse non è prevedibile come le previsioni del tempo, non abbiamo dati da analizzare come i meteorologi. Ci sono le segnalazioni di chi è in mare, quindi è possibile che la presenza delle meduse nei mari italiani aumenti oppure c'è già stata a giugno e non ce ne siamo accorti perché non era iniziata la stagione balneare". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Ferdinando Boero, studioso delle meduse e professore di Zoologia associato all'Istituto Cnr-Ias (Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino) di Genova. In passato, "un posto dove le meduse risalivano dal mare profondo e si avvicinavano alle coste erano le isole Eolie - prosegue - ma diciamo che ovunque ci siano canyon sottomarini e correnti può esserci una risalita di questi animali che poi si muovono lungo la costa della Sicilia, della Calabria fino ad arrivare all'Isola d'Elba dove trovano una specie di 'barriera'. Questo non vuol dire che all'Elba ci saranno tante meduse. Non è una previsione ma una descrizione di quello che accade con le correnti marini e il cammino delle meduse. In Adriatico spesso ci sono altre meduse come la Rhizostoma pulmo e l'Aurelia aurita, quest'ultima punge poco. Mentre la Pelagia è molto urticante e ha tentacoli lunghi anche 10 metri. Poi ci sono le cubomeduse come la Carybdea, sempre in Adriatico, che fa male se punge ma gli effetti durano poco. Poi c'è la Rhizostoma pulmo, che sembra un uovo fritto, ed è bellissima e non ha tentacoli lunghi e quindi si può osservare se si ha una maschera. Chiariamo - avverte Boero - nel Mediterraneo non ci sono specie mortali, c'è stato un caso isolato tempo fa di una persona morta dopo essere stata colpita da una Caravella portoghese entrata dallo Stretto di Gibilterra e risalita fino alla Sicilia, ma questa persona aveva anche problemi di cuore. Se pensiamo che in Australia ci sono cubomeduse che possono uccidere in pochi minuti...".
Nel caso di presenza di qualche medusa cosa si deve fare? "Meglio non fare il bagno o usare un maglietta e i pantaloni, come usano gli americani - suggerisce l'esperto - Se si viene punti assolutamente non sfregare la zona che è stata interessata, non lavarla con acqua dolce ma con quella salata del mare. Poi prendere una tessera sanitaria o una carta di credito e passarla come un rasoio sulla parte per rimuovere i tentacoli con gli organelli urticanti che restano attivati anche dopo il contatto tra pelle e medusa. I tentacoli non vanno tolti dalla tessera o dalla carta di credito con le mani perché se poi ci si tocca gli occhi si può estendere la capacità urticante in altre zone. Attenzione, spesso le meduse si spiaggiano - prosegue - ma non vanno comunque toccate. C'è chi le prende e le butta sulla spiaggia per farle morire, ma sono animali e hanno diritto di esistere. Ricordo che erano nel mare da molto prima di noi e hanno il diritto di fare la loro vita".
Cosa sta accadendo agli animali marini con l'innalzamento delle temperature dei mari? "Arrivano le meduse tropicali che passano dal Canale di Suez, nel Mediterraneo orientale hanno provocato danni ai dissalatori perché arrivano in sciami molto grandi che se risucchiati possono danneggiare le macchine - risponde lo scienziato - A Cagliari è stata avvistata una Rhopilema nomadica ma non mi risulta sia riuscita ad invadere il Mediterraneo occidentale".
Ma nel mare non ci sono solo le meduse che possono pungere. "C'è il pesce leone, velenoso, anche lui arrivato nel Mediterraneo e stabilitosi qui. Poi c'è il Lagocephalus sceleratus che è tossico, come il famoso pesce palla, arrivato anche lui dagli oceani Indiano e Pacifico. Sono specie che soffrono il cambiamento climatico e con acque troppo calde scappano scendono al Sud o al Nord per trovare condizioni migliori di vita. Il Mediterraneo è una di queste zone, sono 'rifugiati climatici' che scappano da condizioni di vita disagiate per una 'casa' più accogliente. Un discorso molto simile a quello di certe popolazioni", chiosa Boero. In conclusione, "le persone che vanno al mare oggi si aspettano di trovare una piscina ma la natura non è così, ci sono tantissimi animali che spesso vediamo come una minaccia ma dobbiamo invece conviverci e non aver paura. Abbiamo messo la biodiversità nella Costituzione ma - conclude il professore - poi ci dimentichiamo che le meduse fanno parte della biodiversità. Non priviamo del contatto con la natura i bambini che hanno invece uno spirito e una propensione innata verso gli animali e l'ecosistema". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










