Idi Roma inaugura il Cedri, Centro per la dermatologia rigenerativa e immunologica
(Adnkronos) - L'Irccs Idi (Istituto dermopatico dell'Immacolata) di Roma inaugura Cedri, il Centro di dermatologia clinica rigenerativa e immunologica, nuovi spazi in un ambiente con tecnologie all'avanguardia e realizzato con un approccio 'green' che punta sull'efficienza energetica. Oggi il taglio del nastro per la nuova struttura, collocata all'interno delle mura del noto ospedale romano di via dei Monti di Creta, e realizzata con il contributo di Fondazione Roma, nell'ambito del più ampio progetto di sviluppo della dermatologia di precisione. L'edificio ha due piani, per una superficie complessiva di 360 mq, e - spiegano dall'Irccs - si caratterizza "per la gradevolezza degli ambienti e l'attenzione prestata all'utilizzo dei materiali e all'efficienza energetica". Il Cedri, guidato da Laura Colonna, è integrato con le altre strutture specialistiche e di ricerca dell'ospedale. Qui saranno accolti pazienti affetti da patologie quali le dermatosi autoimmuni, la vitiligine, l'orticaria, le alopecie, il lichen, le malattie auto infiammatorie, così come i pazienti oncologici con reazioni avverse a chemioterapici e immunoterapia, "facendo ricorso ad un approccio multidisciplinare coordinato da una 'vision' dermatologica", evidenziano dall'istituto. "Proprio l’approccio interdisciplinare - ricorda Annarita Panebianco, direttore sanitario di Idi Irccs - ci offrirà la possibilità di curare queste patologie, per le quali, oltre all'aspetto clinico, è importante considerare anche l'impatto psicologico che hanno sul paziente. Gli ambulatori specialistici di secondo e terzo livello della struttura lavoreranno in stretta collaborazione con gli altri reparti di dermatologia dell'ospedale e con i relativi laboratori di ricerca, offrendo il proprio contributo anche nello studio e nella cura delle malattie rare". "Il Centro che oggi inauguriamo - ricorda Padre Giuseppe Pusceddu, presidente della Fondazione Luigi Maria Monti - ha un particolare significato visto che nasce in quello che un tempo fu il casale della 'Vigna di San Giuseppe', acquistato nel 1878 dal Beato Luigi Maria Monti, da cui si generò l'opera che nel tempo si è trasformata in quello che oggi è l'Idi Irccs - Istituto Dermopatico dell'Immacolata. Da oggi questa struttura ospita la 'medicina del futuro', rispettando però la storia oramai centenaria di servizio al paziente e alla persona". L'investimento, dichiara il consigliere delegato Alessandro Zurzolo, "rientra nel piano di rinnovamento e sviluppo di tutte le strutture della Fondazione Luigi Maria Monti che coniuga sapere scientifico organizzato e competenze con tecnologie all'avanguardia". "Siamo orgogliosi di aver contribuito in modo determinante alla realizzazione del Centro di dermatologia clinica rigenerativa - interviene Franco Parasassi, presidente di Fondazione Roma - La nostra volontà è quella di favorire la nascita di un polo d'eccellenza nel panorama sanitario nazionale e internazionale, in cui la tecnologia più avanzata, l'approccio multidisciplinare e la ricerca traslazionale siano messi al servizio del paziente. Questo intervento rappresenta una tappa fondamentale del più ampio progetto che la Fondazione Roma ha avviato insieme alla Fondazione Luigi Maria Monti per lo sviluppo della dermatologia di precisione e personalizzata all'interno dell'Istituto. Con il Cedri si compie un altro passo decisivo verso una medicina sempre più personalizzata, predittiva e umana. Un luogo capace di coniugare innovazione e attenzione alla persona, nello spirito della missione che da sempre ispira le attività della nostra Fondazione". ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Pfas e schiume antincendio, esposto associazioni a 36 Procure
(Adnkronos) - Un gruppo di associazioni impegnate nella tutela della salute e dell’ambiente ha presentato un esposto alla Procura di Arezzo - e successivamente ad altre 35 Procure italiane - per chiedere verifiche sulla possibile contaminazione da Pfas nei presidi antincendio dei Vigili del fuoco, in particolare durante le esercitazioni con schiumogeni contenenti Pfoa (una delle sostanze Pfas). L'iniziativa - riporta una nota - nasce anche dalla mobilitazione dei familiari di tre vigili del fuoco del comando di Arezzo, deceduti per glioblastoma in meno di due anni. Le associazioni firmatarie dell'esposto chiedono accertamenti sanitari sui Vigili del fuoco, analisi ambientali nei 36 presidi antincendio italiani e l'avvio di un'indagine epidemiologica nazionale. Nell'esposto si chiede inoltre di verificare se, nonostante il Regolamento europeo 2020/784 che vieta l'uso di Pfoa, queste sostanze siano state ancora impiegate in contesti operativi, mettendo a rischio non solo i Vigili del fuoco, ma anche la cittadinanza. Le associazioni chiedono infine al Governo una legge nazionale per vietare in modo definitivo l'uso industriale dei Pfas e per avviare bonifiche e ricerca su alternative sicure. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Farmaci, Mandorino: "Bene loro disponibilità in farmacie per malati cronici"
(Adnkronos) - "Guardiamo con favore al passaggio di alcune categorie di farmaci dalla distribuzione ospedaliera a quella nelle farmacie territoriali. Favorire la prossimità dei medicinali vuole dire infatti ottenere importanti risparmi contenendo i costi indiretti per i malati e le loro famiglie. Ma soprattutto la più facile reperibilità del farmaco favorisce l’aderenza terapeutica con grandi vantaggi per il paziente e per l’intero Sistema sanitario nazionale". È quanto ha dichiarato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, durante un dibattito a Cosmofarma 2025. L’evento si è tenuto a Bologna nei giorni scorsi e ha visto la partecipazione di esperti e rappresentanti dei pazienti-cittadini provenienti da tutta Italia. "Al momento alcuni farmaci, per la gestione delle malattie croniche, sono erogati attraverso la distribuzione diretta - ha proseguito Mandorino -. Al tempo stesso riscontriamo un aumento costante del numero di italiani con problemi di cronicità. Riteniamo perciò fondamentale avvicinare il più possibile il farmaco ai cittadini, che ne hanno bisogno, soprattutto rendendolo disponibile in presidi sanitari capillarmente distribuiti su tutto il territorio nazionale, come le farmacie rurali. In Italia una farmacia su tre è rurale e, tra le farmacie rurali, 8 su 10 sono collocate in un Comune con meno di 3mila abitanti. Sono strutture sanitarie che rappresentano un punto di riferimento per l’intera cittadinanza. Il loro ruolo va tutelato e potenziato anche nell’interesse di pazienti colpiti da patologie a larga diffusione, come il diabete o la Bpco. Sono problemi di salute che richiedono la garanzia di una continuità di cura. Va poi ricordato come il paziente si reca quasi sempre nella stessa farmacia e tende quindi a instaurarsi un rapporto di fiducia tra utente e farmacista". "In generale le aspettative dei cittadini riguardo l’accesso ai farmaci riguardano la facile reperibilità, le carenze di alcuni farmaci e anche i tempi con cui vengono resi disponibili i farmaci innovativi, tempi che devono essere ragionevoli ed equi per tutte le patologie. La seconda preoccupazione è invece l’equità territoriale e quindi, in altre parole, bisogna fare in modo che sull’intero territorio nazionale siano disponibili medicinali in grado di migliorare qualità e aspettativa per pazienti interessati da gravi malattie" ha concluso. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Unimpresa, artigianato moda in Italia pilastro economia con circa 40mila imprese nel 2024
(Adnkronos) - L’artigianato moda in Italia, che comprende tessile, abbigliamento, pelletteria e calzature, si conferma un pilastro dell’economia nazionale, con circa 40.000 imprese artigiane attive nel 2024: le imprese artigiane, pur rappresentando il 41,7% delle 96.000 realtà del settore moda, generano un fatturato stimato di circa 21 miliardi di euro, pari al 25-30% del totale settoriale, ma con una flessione dell’8,1% rispetto al 2023, dovuta a congiuntura economica sfavorevole, aumento dei costi e contrazione dell’export (-5,3% nel 2024). Costi energetici (+10,4%) e contraffazione (1,7 miliardi di perdite) pesano sui risultati. La digitalizzazione, adottata solo dal 15% delle artigiane, resta una sfida chiave per la competitività. E' quanto emerge da un report del Centro studi di Unimpresa secondo cui l’artigianato moda italiano si concentra nei distretti del Nord e Centro, con Lombardia, Toscana e Veneto che rappresentano oltre il 60% del fatturato nazionale (12,9 miliardi) e il 57% delle imprese artigiane. La Toscana spicca per produttività, con il fatturato medio per impresa più alto, mentre regioni come Campania e Puglia faticano a causa di mercati meno remunerativi. Il settore dell’artigianato moda, pur resiliente in alcune nicchie di lusso, affronta sfide comuni come il calo dell’export, l’aumento dei costi energetici (+10,4% a marzo 2025) e la contraffazione, che sottrae 1,7 miliardi annui alle artigiane, soprattutto in Lombardia e Toscana. La ricerca verrà illustrata oggi nel corso del convegno 'Made in Italy ed Eccellenze Fragili', evento dedicato al rilancio delle microimprese artigianali della moda, che si svolgerà alle ore 17.00, al Palazzo dal Lago a Cles (via Trento 1), in provincia di Trento, alla presenza di istituzioni, scuole, imprenditori e rappresentanti del settore. Il convegno gode del patrocinio del Ministero delle Imprese, della Casa del Made in Italy di Trento e Bolzano, dell’Università degli Studi di Trento, dell’Unesco e del Comune di Cles. "C’è la necessità di politiche mirate per sostenere la competitività dell’artigianato moda, valorizzando le eccellenze regionali e affrontando le fragilità strutturali. Oggi assistiamo a una crescente disconnessione tra i grandi nomi del lusso e le fondamenta artigiane che li rendono possibili. Se da un lato celebriamo operazioni industriali ambiziose, dall’altro trascuriamo quelle migliaia di microimprese che rappresentano l’anima più autentica del Made in Italy. Le botteghe artigiane non sono solo presidi di cultura produttiva, ma anche un modello economico sostenibile, radicato nei territori, capace di creare occupazione e mantenere vive competenze uniche al mondo. La verità è che l’artigianato sta pagando un prezzo altissimo: tra aumento dei costi, calo dell’export e concorrenza sleale, molte imprese rischiano di scomparire nel silenzio. E' tempo di scelte politiche coraggiose: servono incentivi fiscali, investimenti nella formazione tecnica, supporto alla transizione digitale e strumenti per proteggere il passaggio generazionale. Senza queste leve, continueremo ad applaudire i successi del lusso su scala globale, ma perderemo, pezzo dopo pezzo, il tessuto che li rende possibili. Il Made in Italy non può essere una vetrina da esportare, se non tuteliamo ciò che la rende credibile: la qualità artigiana. Difendere le microimprese della moda significa salvaguardare una storia collettiva di lavoro, sacrificio e bellezza, che non possiamo permetterci di archiviare per inseguire la sola logica del profitto. L’Italia non ha bisogno solo di marchi forti: ha bisogno di mani che sappiano ancora creare", commenta il presidente di Unimpresa Moda, Margherita de Cles. Secondo il Centro studi di Unimpresa, la distribuzione regionale dell’artigianato moda evidenzia una forte concentrazione nel Nord e Centro Italia, con differenze marcate in termini di numero di imprese, occupazione e fatturato, riflesse nelle specificità dei distretti produttivi e nelle vocazioni artigianali locali. La Lombardia si afferma come leader indiscussa, ospitando 9.000 imprese artigiane (22,5% del totale nazionale) e generando un fatturato di circa 5,5 miliardi, pari al 26,2% del comparto artigianale moda. La regione beneficia dei distretti di Milano, centro nevralgico della moda di lusso, e Como, rinomato per il tessile di alta gamma, con un fatturato medio per impresa di 610.000 euro, tra i più elevati d’Italia. L’occupazione regionale conta circa 30.000 addetti, sostenuta da produzioni sofisticate e da una forte proiezione internazionale, che rende la Lombardia meno vulnerabile al calo della domanda interna. Segue la Toscana, con 6.500 imprese artigiane (16,3% del totale) e un fatturato di 4,2 miliardi (20% nazionale), distinguendosi per la sua resilienza economica. Il distretto di Firenze-Prato, cuore della pelletteria di lusso, e Santa Croce sull’Arno, leader nella concia, trainano il settore, con un fatturato medio per impresa di 645.000 euro, il più alto in Italia, grazie alla domanda di marchi internazionali. Le imprese toscane impiegano circa 25.000 addetti, di cui il 70% in microimprese, e mostrano un calo del fatturato limitato (-6% rispetto al 2023), sostenuto dall’export verso Usa e Asia. Il Veneto, con 6.000 imprese artigiane (15% del totale), contribuisce con 3,2 miliardi di fatturato (15,2% nazionale), concentrandosi su calzature sportive e di qualità (distretto di Montebelluna) e abbigliamento casual (Treviso). Il fatturato medio per impresa, pari a 533.000 euro, riflette una solida base produttiva, con circa 20.000 addetti impiegati. Nonostante un calo dell’8-10% nel 2024, in linea con la media nazionale, il Veneto mantiene una buona performance export (+2,8% verso l’Europa), che mitiga l’impatto della crisi interna. L’Emilia-Romagna, con 4.000 imprese artigiane, genera un fatturato di 2,1 miliardi (10% nazionale), grazie alla maglieria e sartoria dei distretti di Carpi e Bologna. Con un fatturato medio di 525.000 euro per impresa e circa 15.000 addetti, la regione mostra stabilità, ma risente di un calo degli ordinativi (-10% nel Q4 2024), legato alla contrazione della domanda interna. Similmente, le Marche, con altre 4.000 imprese artigiane, producono 2 miliardi fatturato (9,5%), concentrate nel distretto calzaturiero fermano-maceratese, noto per produzioni di alta gamma per brand di lusso. Qui, il fatturato medio di 500.000 euro e i 15.000 addetti evidenziano un settore specializzato, ma vulnerabile al calo dell’export di calzature (-8,5%), con una flessione del fatturato del 9%. Al Sud, la Campania si distingue con 3.500 imprese artigiane, che generano 1,3 miliardi (6,2% nazionale), principalmente nella concia (Solofra) e pelletteria (Napoli). Tuttavia, il fatturato medio di 370.000 euro, tra i più bassi, e un calo del 12% riflettono la dipendenza da mercati interni deboli e un export in difficoltà (-8,4% per pelli), con circa 12.000 addetti impiegati. La Puglia, con 2.500 imprese, contribuisce con 900 milioni (4,3%), focalizzata su calzature e abbigliamento (Barletta), ma con un fatturato medio di 360.000 euro e 8.000 addetti, risente della domanda interna stagnante e di produzioni meno di nicchia. Tra le altre regioni del Nord, il Piemonte registra 1.800 imprese artigiane e un fatturato di 700 milioni (3,3%), grazie al tessile di qualità di Biella, con un fatturato medio di 390.000 euro e 6.000 addetti. Il Lazio, con 1.500 imprese e 500 milioni (2,4%), si concentra sulla moda sartoriale di Roma, ma il fatturato medio di 333.000 euro e i 5.000 addetti evidenziano una dipendenza dalla domanda locale, in calo del 10%. Il Friuli-Venezia Giulia (600 imprese, 150 milioni, 2.000 addetti) e il Trentino-Alto Adige (500 imprese, 120 milioni, 1.500 addetti) hanno un ruolo minore, con produzioni di nicchia e fatturati medi contenuti (250.000-240.000 euro). Nel Centro-Sud, l’Umbria (800 imprese, 200 milioni, 3.000 addetti) si distingue per maglieria di qualità, mentre l’Abruzzo (900 imprese, 250 milioni, 3.000 addetti) rimane limitato a piccole realtà artigiane. La Sicilia (1.200 imprese, 300 milioni, 4.000 addetti) e la Sardegna (350 imprese, 70 milioni, 1.000 addetti) si caratterizzano per produzioni tessili tradizionali, con fatturati medi bassi (250.000-200.000 euro). Basilicata e Calabria (entrambe 400 imprese, 80 milioni ciascuna, 1.200 addetti ciascuna) hanno un impatto economico minimo, così come il Molise (200 imprese, 40 milioni, 600 addetti) e la Valle d’Aosta (100 imprese, 20 milioni, 200 addetti), dove l’artigianato moda è marginale. Il panorama dell’artigianato moda italiano nel 2024 si trova a un crocevia di opportunità e ostacoli, con dinamiche che riflettono sia la resilienza delle sue eccellenze sia le pressioni di un contesto economico globale incerto. La concentrazione geografica delle imprese, che vede Lombardia, Toscana e Veneto generare oltre il 60% del fatturato nazionale, evidenzia il peso dei distretti produttivi storici, come quello di Firenze-Prato per la pelletteria di lusso o Montebelluna per le calzature, che continuano a sostenere l’export verso mercati chiave come Stati Uniti e Asia. Tuttavia, il settore ha subito un calo complessivo del fatturato dell’8,1% rispetto al 2023, una flessione aggravata da un export in contrazione del 5,3% nei primi sei mesi del 2024, particolarmente marcata per pelli (-8,4%) e tessile (-7,6%), con regioni come la Campania penalizzate dalla dipendenza da filiere meno di nicchia. L’aumento dei costi energetici, saliti del 10,4% a marzo 2025, e delle materie prime ha ulteriormente compresso i margini delle microimprese artigiane, specialmente in regioni come Puglia e Lazio, dove la domanda interna stagnante non compensa le difficoltà. Parallelamente, la contraffazione rappresenta una minaccia costante, con perdite stimate di 1,7 miliardi annui, che colpiscono duramente le artigiane di Toscana e Lombardia, custodi del prestigio del Made in Italy. Nonostante ciò, emergono segnali di vitalità: la Toscana, a esempio, dimostra una resilienza superiore, con un calo del fatturato limitato al 6% grazie alla crescente domanda di prodotti sostenibili e certificati, mentre le Marche mantengono un posizionamento competitivo nelle calzature di alta gamma. La digitalizzazione rimane una sfida cruciale, con solo il 15% delle artigiane che adotta tecnologie avanzate, un gap che rischia di penalizzare la competitività rispetto alle grandi imprese, specialmente in regioni meno strutturate come Sicilia e Calabria. Il futuro dell’artigianato moda dipenderà dalla capacità di coniugare tradizione e innovazione, valorizzando le specificità regionali per affrontare un mercato sempre più complesso. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
realme 14 5G: design "mecha" e "Victory Halo" ridefiniscono l'estetica degli smartphone di fascia media
(Adnkronos) - realme ha annunciato l'imminente lancio dell'ultimo modello della sua serie numerica: il realme 14 5G. Questo dispositivo si distingue per l'introduzione del rivoluzionario "Mecha Design" e dell'innovativo sistema di illuminazione "Victory Halo", stabilendo nuovi canoni estetici per gli smartphone appartenenti alla fascia media del mercato. Traendo ispirazione dalle iconiche figure robotiche "mecha" del mondo dei videogiochi e dell'animazione giapponese, il realme 14 5G raggiunge un equilibrio stilistico tra maestria meccanica e prestazioni elevate. Linee geometriche marcate e audaci, che evocano le armature robotiche, caratterizzano il pannello posteriore del telefono, creando un impatto visivo distintivo e accattivante. Questa filosofia di design si integra armoniosamente con le capacità prestazionali del dispositivo, sottolineando l'impegno di realme verso l'eccellenza tecnologica a 360 gradi.
Il "Victory Halo" del realme 14 5G si configura come un elemento distintivo che va oltre la semplice illuminazione, arricchendo l'esperienza d'uso complessiva. Posizionato strategicamente in prossimità del modulo fotografico, questo sistema pulsa ed emana una luce bianca calda, offrendo effetti personalizzabili che rendono visivamente coinvolgenti momenti significativi come le vittorie nei giochi, le notifiche importanti o le fasi di ricarica. Queste situazioni vengono animate attraverso sequenze luminose tematiche e schemi ottici distintivi, aggiungendo un livello di interazione inedito. Gli utenti avranno la possibilità di scegliere tra due modalità di illuminazione predefinite: la modalità "Flash
", caratterizzata da lampeggi rapidi e dinamici, e la modalità "
Breathing
", che produce un effetto luminoso più tenue e graduale. Questa funzionalità non solo arricchisce l'esperienza visiva, ma contribuisce a rendere l'interazione con il dispositivo più coinvolgente e personalizzata, aggiungendo un tocco di unicità all'utilizzo quotidiano. Oltre al suo design futuristico e al sistema di illuminazione innovativo, il realme 14 5G si posiziona come un dispositivo con una notevole autonomia energetica, grazie all'integrazione di una capiente batteria da 6000 mAh. Questa caratteristica, non comune nel segmento di prezzo di riferimento, gli vale l'appellativo di "campione di lunga durata della batteria". Grazie a questa elevata capacità, il realme 14 5G è in grado di offrire fino a 10 ore di sessioni di gioco ininterrotte e fino a 17,5 ore di riproduzione video continuativa. L'utilizzo di una batteria in grafite con una densità energetica elevata (782Wh/L) garantisce inoltre una lunga durata nel tempo, mantenendo prestazioni ottimali anche dopo 1400 cicli di ricarica completi. Ulteriori dettagli riguardanti i prezzi di vendita, la disponibilità sul mercato e la data di lancio ufficiale del realme 14 5G saranno comunicati dall'azienda in un prossimo futuro. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Carburanti sintetici: l’alleanza giapponese guidata da Subaru
(Adnkronos) -
Subaru, in collaborazione con altri importanti costruttori giapponesi tra cui Toyota, Mazda, Suzuki, Daihatsu ed ENEOS, ha annunciato una partnership che punta a rivoluzionare il ruolo dei motori a combustione interna. Il progetto vedrà il debutto operativo in occasione dell’Expo 2025 di Osaka, dove verranno utilizzati veicoli alimentati con carburanti sintetici per i trasporti ufficiali. L’iniziativa è sostenuta dal Green Innovation Fund e si fonda su una tecnologia sviluppata da ENEOS, che ha messo a punto un carburante sintetico derivato da idrogeno e CO2 provenienti da fonti rinnovabili. Questo carburante, già testato in laboratorio, sarà utilizzato in auto dedicate al trasporto di ospiti e personale all’interno del sito espositivo dell’Expo. L’obiettivo è dimostrare che i motori termici non devono necessariamente essere accantonati, ma possono convivere con le strategie di decarbonizzazione grazie a carburanti alternativi a basso impatto ambientale. I veicoli coinvolti saranno forniti dalle Case partner e copriranno varie funzioni operative, dal trasporto VIP ai servizi interni. L’obiettivo di questo progetto è quello di mantenere in vita le tecnologie automobilistiche attuali e ridurre le emissioni senza sacrificare l’efficienza. La miscela sperimentata offrirà prestazioni simili alla benzina, ma con una netta diminuzione dell’impronta carbonica complessiva. La partecipazione all’Expo 2025 è un’opportunità strategica per mostrare su scala mondiale l’efficacia di soluzioni che uniscono innovazione e sostenibilità. Subaru e i suoi partner intendono così promuovere un modello di mobilità che non si limita all’elettrificazione, ma abbraccia anche percorsi alternativi e complementari verso la neutralità carbonica. Questa visione congiunta delle Case giapponesi potrebbe segnare una svolta nel dibattito globale sull’evoluzione dei motori endotermici, riportandoli al centro dell’innovazione tecnologica, ma in chiave sostenibile. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Gomme estive: dal 15 aprile è obbligatorio il cambio
(Adnkronos) - Con l’arrivo della primavera, Assogomma e Federpneus ricordano agli automobilisti l’importanza di adeguare l’equipaggiamento del proprio veicolo alla stagione in corso. A partire dal 15 aprile, infatti, si apre il periodo utile per sostituire gli pneumatici invernali con quelli estivi, il cambio gomme è obbligatorio. Il Codice della Strada prevede che il cambio gomme debba essere effettuato entro il 15 maggio, soprattutto se le gomme invernali montate hanno un indice di velocità inferiore rispetto a quello riportato sulla carta di circolazione. Dopo tale data, la circolazione con pneumatici non conformi può comportare sanzioni. L’impiego di pneumatici estivi nei mesi più caldi è una scelta che va oltre la semplice osservanza delle norme. Con temperature superiori a 7°C, queste coperture offrono una risposta più efficace in frenata, migliorano la tenuta di strada e riducono l’attrito, con effetti positivi sia sul consumo di carburante che sull’usura del battistrada. Le due associazioni del settore invitano i conducenti ad agire con anticipo, evitando le corse dell’ultimo minuto e affidandosi a professionisti qualificati. Solo un rivenditore specializzato può garantire un intervento preciso e un controllo accurato dell’intero assetto ruota. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Suzuki eVITARA: il primo SUV elettrico del Marchio
(Adnkronos) -
Suzuki introduce alla stampa il suo primo veicolo completamente elettrico: il nuovo eVITARA. Svelato in anteprima mondiale a Milano lo scorso 4 novembre, questo SUV segna un momento storico per il marchio, che si prepara ad avviare la produzione presso lo stabilimento Suzuki Motor Gujarat, in India, nella primavera del 2025. Le vendite inizieranno ufficialmente nell’estate dello stesso anno in Europa, India e Giappone. Il progetto si sviluppa attorno al concetto di “
Emotional Versatile Cruiser
” e si traduce in un design distintivo, robusto e innovativo. L’estetica, ispirata al tema “High-Tech & Adventure”, unisce elementi tipici di un SUV a dettagli futuristici, con cerchi di grande diametro, passo lungo e interni ricchi di tecnologia, display integrati e finiture ispirate all’avventura. È composto dall’avanzato sistema eAxle, che integra motore e inverter, e da batterie al litio ferro-fosfato pensate per garantire sicurezza, efficienza e accelerazioni fluide a ogni velocità. Il sistema di trazione integrale “ALLGRIP-e”, con due assi motrici elettrici, assicura prestazioni elevate anche su fondi difficili, grazie alla modalità Trail che migliora la trazione in situazioni complesse. La piattaforma HEARTECT-e, progettata per accogliere al meglio i componenti di un veicolo elettrico, offre una struttura leggera e sicura, ottimizzata per ospitare pacchi batteria senza sacrificare lo spazio interno. L'autonomia varia in base alla versione scelta, da 345 km fino a 428 km, con motorizzazioni 2WD e 4WD. La gestione termica è affidata a un sistema evoluto che include pompa di calore, sedili e volante riscaldati, garantendo comfort senza compromettere l’autonomia. Inoltre, il sistema SUZUKI CONNECT si arricchisce di nuove funzioni digitali, tra cui la gestione da remoto della ricarica, l’avvio del climatizzatore e la pianificazione dei viaggi. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
League of Legends inaugura la nuova stagione con il brano originale “Here, Tomorrow”
(Adnkronos) - Riot Games ha annunciato il lancio ufficiale della nuova stagione di League of Legends, intitolata Fiore spirituale – Al di là, con la pubblicazione del brano inedito Here, Tomorrow, accompagnato da un video musicale. Il progetto rappresenta una nuova iniziativa artistica che unisce musica e narrazione, elementi ormai centrali nell’universo creativo del celebre MOBA. Il brano è interpretato dalla cantautrice giapponese Lilas, conosciuta anche con il nome Ikuta, nota al pubblico internazionale come parte del duo YOASOBI, uno dei fenomeni musicali più influenti della scena contemporanea giapponese. YOASOBI si è distinto per la capacità di trasformare racconti letterari in brani pop di grande successo, ottenendo ampi consensi da critica e pubblico. Alla composizione di Here, Tomorrow ha collaborato Kevin Penkin, compositore australiano nominato ai BAFTA e riconosciuto per le colonne sonore di produzioni anime di rilievo, tra cui Made in Abyss e Tower of God. Il suo stile distintivo, che fonde orchestrazioni emotive con sonorità sperimentali, contribuisce a definire l’atmosfera evocativa del brano, coerente con l’estetica e la mitologia della nuova stagione del gioco. La partecipazione di Lilas rappresenta un ulteriore segnale dell’impegno di Riot Games nell’ampliare la propria presenza nel mondo dell’intrattenimento oltre i confini videoludici. L’artista si è affermata come una figura versatile e innovativa, con una carriera che include contributi a campagne pubblicitarie, serie televisive e film. Il suo singolo Sparkle, pubblicato nel 2022, ha superato i 100 milioni di ascolti in streaming, confermandone il successo a livello globale. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Audi presenta la nuova A6 Avant e Audi A6 Avant e-tron
(Adnkronos) - Sin dal 1977, Avant è sinonimo d’eleganza, sportività e funzionalità. Quarantotto anni dopo il debutto della mitica Audi 100 Avant arriva sul mercato la sesta generazione della nuovissima A6 Avant sia nella versione termica che full elettric. Rispetto alla precedente generazione, la nuova Audi A6 Avant può contare su un design nettamente più sportivo e una crescita in termini di ingombri, la nuova A6 Avant è lunga 6 centimetri in più e larga 1,1 centimetri. Internamente la plancia della nuova Audi A6 Avant è fortemente caratterizzata dal raffinato “
Softwrap”
, in pratica un rivestimento che si estende senza soluzione di continuità dai pannelli porta alla plancia sino alla zona della consolle dando vita a un effetto “cocoon”. Come display presenti all'interno della vettura troviamo un Audi virtual cockpit da 11,9 pollici e un display da 14,5 pollici del sistema MMI oltre che oltre che dall’head-up display con realtà aumentata e dallo schermo del passeggero anteriore da 10,9 pollici. Il display panoramico MMI, nello specifico, è contraddistinto dal design curvo e dalla tecnologia OLED.
Tutte le motorizzazioni termiche della nuova Audi A6 Avant si avvalgono della tecnologia mild-hybrid (MHEV) plus a 48 Volt e da un powertrain generator (PTG) che lavora in abbinamento alla batteria dedicata da 1,7 kWh e porta in dote un superiore livello di elettrificazione della tecnologia mild-hybrid Audi. I nuovi motori TDI e TFS, con questo nuova tecnologia, segnano inoltre un ulteriore risparmio in termini di consumi e di emissioni inferiori sino al 15% rispetto alla precedente generazione. Al lancio Audi A6 Avant è disponibile con due motorizzazioni caratterizzate da un motore 2.0 TDI da 204 CV e 400 Nm di coppia e un poderoso V6 3.0 TFSI da 367 CV e 550 Nm sovralimentato mediante un singolo turbocompressore a geometria variabile. Rispetto alla precedente generazione la nuova Audi A6 Avant cresce nel comfort relativo all’isolamento acustico, ora migliorato del 30% e in linea ora con l’ammiraglia Audi A8. Audi A6 Avant trova ulteriore espressione in un elemento cardine del DNA Audi: l’illuminotecnica. La nuova famigliare high-end abbina i proiettori LED
Digital Matrix evoluti con la seconda generazione della tecnologia OLED ampliando la gamma delle funzioni a vantaggio della sicurezza. La nuova Audi A6 Avant è disponibile nelle varianti Business, Business Advanced ed S line edition e raggiungerà le Concessionarie italiane ad aprile di quest'anno. L'Audi A6 Avant e-tron, la versione full elettric, dispone innanzitutto di un CX di appena 0,24, al top del segmento, ma soprattutto di un'autonomia che garantisce una percorrenza massima fino a 720 chilometri WLTP. L'ansia da ricarica con la nuova A6 e-tron scompare, grazie infatti alla tensione a 800 Volt e alla potenza di ricarica in DC fino a 270 kW, bastano appena 10 minuti presso una stazione HPC per avere di nuovo 300 chilometri di autonomia. Le Avant full electric è proposta nelle varianti d’ingresso e performance a trazione posteriore o con due powertrain contraddistinti dalla trazione integrale. La e-tron si contraddistingue con una potenza massima di 326 CV e 435 Nm di coppia che garantiscono uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 7 secondi e una velocità massima di 210 km/h.
Completa la famiglia Audi A6 Avant e-tron la variante sportiva Audi S6 Avant e-tron quattro, forte di 551 CV in modalità boost e solo a trazione integrale quattro elettrica. Le prestazioni sono da supercar, lìaccelerazione da 0-100 km/h si ottine in appena 3,9 secondi mentre la velocità massima si attesta a 240 km/h.
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