Da ortopedici decalogo per riconoscere e curare il 'colpo della strega'
(Adnkronos) - Arriva all’improvviso, un movimento sbagliato e in un attimo ci si ritrova letteralmente 'piegati in 2'. È il blocco lombare acuto o lombalgia, più comunemente conosciuto come ‘colpo della strega’ che, inaspettato e molto doloroso, come in un incantesimo compromette e limita i movimenti della schiena. Come riconoscerlo e affrontarlo? Viene in aiuto un decalogo, con i consigli degli ortopedici della Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot). "Il blocco lombare acuto - spiega Pietro Randelli, professore ordinario di Ortopedia dell’Università degli Studi di Milano, direttore della Clinica ortopedica dell’Istituto Gaetano Pini e presidente Siot - è una patologia molto frequente, basti pensare che la maggior parte delle persone riferisce almeno un episodio nel corso della vita e richiede una gestione iniziale da parte del medico di medicina generale: il trattamento solitamente prevede riposo e somministrazione di farmaci antidolorifici che risolvono i sintomi nella maggior parte dei casi. L’ortopedico - chiarisce - interviene quando la lombalgia è resistente al trattamento conservativo o quando, effettuato un accertamento diagnostico, viene riscontrata una patologia degna di approfondimenti ed eventualmente di intervento chirurgico". In generale, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità - si legge in una nota - il mal di schiena è tra le principali cause di disabilità a livello globale e, dati alla mano, 1 persona su 13 nel mondo, oltre 600 milioni di persone, ha sperimentato nel corso dell’anno almeno un dolore lombare. Anche in Italia i dati non sono confortanti. Secondo l’Inali, il mal di schiena è uno dei disturbi più trascurati e costringe a stare a casa 1 persona su 3 ogni anno, in termini di assenza dal lavoro. "È importante ricordare – aggiunge Alberto Di Martino, professore associato di Ortopedia presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli e l’Università di Bologna , esperto Siot per la Chirurgia Vertebrale - che la lombalgia è un sintomo e non una diagnosi: molte patologie possono determinarla e non tutte sono appannaggio dell’ortopedico, anche se i problemi alla colonna vertebrale sono sicuramente i più frequenti". Nei '10 comandamenti', Siot evidenzia: 1) la maggior parte dei soggetti con lombalgia può essere trattata dal medico di medicina generale, con riposo e farmaci antidolorifici volti al trattamento dell’infiammazione e delle contratture; 2) nella maggior parte dei casi, il trattamento conservativo migliora le condizioni cliniche e non richiede accertamenti specifici. Al persistere o peggiorare dei sintomi è opportuno controllare il rachide con una radiografia lombare e, in caso di sospetto clinico specifico, con una risonanza magnetica; 3) la maggior parte delle lombalgie origina dalla colonna vertebrale, ma alcune lombalgie possono trarre origine dagli organi interni (lombalgie di origine extravertebrale). Fra le prime, la più frequente è dovuta ad un’infiammazione della colonna, ma annoveriamo anche patologie come protrusioni, ernie del disco e stenosi della colonna vertebrale; fra le seconde invece, riconosciamo malattie molto diverse tra loro come, ad esempio, coliche renali o aneurismi dell’aorta addominale. E ancora: 4) sedentarietà, sovrappeso, mancanza di attività fisica regolare appropriata per l’età o anche abitudine ad effettuare sforzi eccessivi influiscono significativamente sul rischio di lombalgia: modificare i propri stili di vita contribuisce a prevenirne l’insorgenza o una recidiva; 5) sebbene le lombalgie si riscontrino soprattutto negli adulti, la lombalgia nei ragazzi e negli adolescenti va tenuta in particolare considerazione e necessita di valutazione ortopedica per diagnosticare eventuali patologie che possono essere trattate precocemente permettendo un ritorno alla normalità; 6) nel caso di lombalgia insorta in seguito a cadute o sforzi fisici, specialmente nella popolazione più anziana, è opportuno considerare la possibilità di una ‘frattura da fragilità’ della colonna lombare, associa all’osteoporosi, che richiede non solo un trattamento sintomatologico, ma anche un’appropriata analisi del metabolismo dell’osso con un trattamento farmacologico appropriato; 7) quando il dolore lombare si irradia agli arti inferiori, spesso si verifica una compressione di una o più radici nervose che può determinare dolore, debolezza muscolare E difficoltà alla deambulazione. In questo caso, è opportuno effettuare approfondimenti più precoci. Infine: 8) la fisioterapia è efficace nel trattamento della lombalgia, ma richiede una diagnosi e prescrizione medica prima di iniziare un trattamento. Molto spesso, è opportuno aspettare la fine della fase acuta del dolore prima di intraprendere un percorso riabilitativo; 9) l’utilizzo del busto può essere indicato nel soggetto con lombalgia in quanto modifica la postura e permette lo scarico della colonna vertebrale. Spesso viene indossato nelle fasi più acute del dolore, se tollerato dal paziente; non appena la sintomatologia migliora, ci si svezza facilmente dal suo utilizzo, ma può essere opportuno indossarlo quando si eseguono sforzi o viaggi in macchina, per prevenire le recidive; 10) generalmente il trattamento conservativo è sufficiente a risolvere la lombalgia; tuttavia, alcuni pazienti possono richiedere un intervento chirurgico per trattare la causa del dolore, come per un’ernia del disco o un restringimento del canale spinale. Affidandosi a chirurghi con appropriata formazione ed esperienza, l’intervento permette un miglioramento della lombalgia e un ottimo recupero della funzione della colonna vertebrale. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dieta mediterranea come terapia e prevenzione, nuove linee guida
(Adnkronos) - Dieta mediterranea, istruzioni per l'uso. Le nuove raccomandazioni sull'impiego della dieta mediterranea nella prevenzione primaria e nella gestione di numerose patologie croniche sono state pubblicate ufficialmente all'interno del Sistema nazionale Linee guida (Snlg) dell'Istituto superiore di sanità (https://www.iss.it/-/dieta-mediterranea). Promosso dalla Società italiana di nutrizione artificiale e metabolismo (Sinpe), dalla Fondazione dieta mediterranea e dalla Società italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec), con il supporto dell’Iss, il documento rappresenta uno strumento concreto a disposizione degli operatori sanitari per supportarli nell’utilizzo del noto modello alimentare, riconosciuto anche dall’Unesco come bene protetto, in diversi contesti clinici. La Linea guida include, inoltre, valutazioni economiche, considerazioni sulla sostenibilità ambientale e indicazioni per l'applicazione della dieta mediterranea in ambito educativo e di promozione della salute pubblica. Le 81 raccomandazioni del documento, tutte evidence-based a partire da oltre 3.800 studi clinici vagliati, sottolineano con forza l’efficacia della dieta mediterranea nel ridurre la mortalità e l’incidenza di numerose condizioni croniche. Tra queste, le malattie cardiovascolari, nelle quali la Dm (arricchita con olio extravergine d’oliva) è raccomandata per la prevenzione di ictus, fibrillazione atriale, arteriopatia periferica. In oncologia, le raccomandazioni riguardano la prevenzione di tumori in diverse sedi (mammella, colon-retto, polmone, stomaco). Nell’ambito delle patologie metaboliche, le evidenze cliniche supportano l'efficacia della dieta nel prevenire diabete mellito tipo 2, obesità e sindrome metabolica. In merito ai disturbi neurodegenerativi, vi sono benefici documentati sulla riduzione dell’incidenza di Alzheimer, depressione e fragilità in età avanzata. In gravidanza, la Dm ha solidi benefici sul diabete gestazionale e sulle alterazioni patologiche del peso neonatale. "Una crescente mole di evidenze scientifiche dimostra come un’adesione rigorosa alla dieta mediterranea si associ a un significativo miglioramento dello stato di salute generale, con una riduzione della mortalità complessiva (9%), della mortalità per malattie cardiovascolari (9%), dell’incidenza e della mortalità per tumori (6%) - dichiara Nicola Veronese, professore associato alla Saint Camillus International University of Health Sciences (UniCamillus) e membro del Comitato scientifico di Sinpe - Ciononostante, a livello nazionale e internazionale mancavano linee guida specifiche su come sfruttare questi benefici. Quelle che abbiamo sviluppato rispondono proprio alla necessità di fornire agli operatori sanitari raccomandazioni pratiche sull’adozione della dieta mediterranea, nonché una definizione chiara e condivisa delle sue caratteristiche fondamentali". "Con il coinvolgimento di oltre 30 società scientifiche e il contributo di esperti clinici, ricercatori ed economisti sanitari – prosegue l’esperto –, il progetto ha rappresentato uno sforzo senza precedenti nella standardizzazione metodologica dell’approccio nutrizionale in sanità pubblica". La dieta mediterranea è un modello nutrizionale basato su abitudini alimentari diffuse in alcuni Paesi del bacino mediterraneo, come Spagna, Italia e Grecia. È stata riconosciuta dall’Unesco come bene protetto ed è stata inserita, già nel 2010, nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Si fonda sul consumo abituale di cereali, frutta, verdura, semi e olio d’oliva, rispetto a un uso più limitato di carni rosse e grassi animali (grassi saturi). Prevede un consumo moderato di pesce, carni bianche (come il pollame), legumi, uova, latticini e dolci. Privilegia prodotti locali, stagionali e minimamente trasformati. Rappresenta, concludono gli esperti, uno stile di vita caratterizzato da attività fisica moderata e regolare, giusti tempi di riposo e convivialità. È in linea con i principi di biodiversità, sostenibilità e rispetto della produzione locale e incarna, inoltre, un patrimonio culturale che promuove la connessione sociale e intergenerazionale, attraverso pasti condivisi e pratiche comunitarie. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sicily Obesity Study, da igienisti progetto per dieta sana e attività fisica bimbi
(Adnkronos) - In Italia, i bambini e le bambine di 8 e 9 anni in sovrappeso sono il 19%, mentre quelli con obesità il 9.8%, inclusi coloro con obesità grave, che rappresentano il 2.6%. Sono i dati (2023) elaborati da Okkio alla Salute, il sistema di sorveglianza nazionale coordinato dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, parte dell’iniziativa della Regione Europea dell’Oms Childhood Obesity Surveillance Initiative-Cosi. Per far fronte a questa problematica – in occasione di un Convegno patrocinato dalla Società italiana d'igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti) – è stato presentato il Progetto 'Sicily Obesity Study – S.O.S' con l’obiettivo di sensibilizzare famiglie e personale scolastico sull’importanza di una sana alimentazione e di una corretta attività fisica per il benessere dei più piccoli. "La Società italiana d’igiene ritiene che, a partire dall’esperienza siciliana, si possa strutturare un modello di intervento di sanità pubblica facilmente replicabile ed esportabile su scala nazionale – dichiara Enrico Di Rosa, presidente della Siti – Siamo consapevoli della necessità di agire precocemente in Rete, a partire dalle scuole materne, al fine di prevenire, sin dalla più tenera età, l’insorgenza dell’obesità infantile che, una volta instaurata, risulta difficile da contrastare in maniera efficace". Il Convegno, che si è tenuto nei giorni scorsi nel Monastero dei Benedettini – Università degli Studi di Catania, è stato l’occasione per presentare i primi risultati del Progetto 'Sicily Obesity Study' , iniziato nel gennaio 2023 e concluso nel 2024, che ha coinvolto poco più di 200 bambini (di età compresa tra i 3 ed i 6 anni). La prima fase ha interessato due scuole materne di Catania - una sita in zona centrale ed una periferica - con l'obiettivo di rilevare le abitudini alimentari e valutare lo stato di nutrizione dei bambini. A seguire è stato realizzato un intervento di promozione della sana alimentazione e del movimento, basato sui principi e sui 'valori' della dieta mediterranea, attraverso laboratori ludico-sensoriali per i bambini ed un percorso di 'cucina didattica' per i genitori. I piccoli hanno partecipato con entusiasmo a giochi e momenti ricreativi pensati per avvicinarli, in modo naturale, divertente e sensoriale, a cibi sani e genuini, quali ad esempio frutta e verdura. Il progetto ha incluso anche una fase di valutazione dell’efficacia di tale intervento di prevenzione primaria, verificando l’eventuale modifica degli stili di vita pre e post. Significativi i risultati conseguiti, anche grazie alla fattiva collaborazione dei dirigenti scolastici, dei docenti e delle famiglie. Emerge, in linea con quanto presente in letteratura, un aumento nei genitori dell’adesione al modello alimentare mediterraneo considerato (in base al 'predimed plus 17 item') protettivo per la prevenzione delle Malattie Croniche Non Trasmissibili. Nei bambini di entrambe le scuole è stato altresì evidenziato (in base al 'Kidmed – 2019'), un lieve incremento nel consumo giornaliero di frutta e verdura, un aumento del consumo settimanale di legumi, nonché una crescita del tempo quotidiano dedicato ai giochi di movimento all’aperto. Relativamente alla valutazione dello stato di nutrizione dei bambini si sono utilizzati, come suggerito dalla letteratura, l’Indice di massa corporea (Bmi) ed altri parametri, fra cui il Bmi Z-Score, il rapporto tra circonferenza vita e altezza e la bioimpenziometria 'qualitativa' (Bia). Tutto ciò ha consentito di mettere in evidenza come, aldilà del Bmi, quota parte dei bambini abbia avuto, a distanza di circa 14 mesi, un iniziale miglioramento del proprio stato nutrizionale, come evidenziato sia dal miglioramento del rapporto circonferenza vita/altezza che dalla Bia. Il progetto ha, inoltre, evidenziato come sia particolarmente importante individuare e monitorare gli eventuali casi di Early adiposity rebound, utile indicatore per prevedere il rischio di sviluppare sovrappeso o obesità durante l’adolescenza e l’età adulta, focalizzando come, in base ai dati della letteratura, possa manifestarsi nella fascia d’età 3-5, con maggior prevalenza nel sesso femminile. 'Sicily Obesity Study - S.O.S.' è stato promosso dall’Aou Policlinico G. Rodolico - San Marco di Catania, dall’Asp di Catania e dalla Fondazione italiana per l’educazione alimentare, con il patrocinio della Siti e l’approvazione dell’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana. Si è collocato nell'ambito dell’Accordo quadro tra l’Università degli Studi di Catania e l’Asp di Catania, in attuazione del 'Piano regionale della prevenzione 2020-2025'. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ricerca, al Bambino Gesù fegati tenuti in vita per studi su malattie metaboliche
(Adnkronos) - Il fegato espiantato da piccoli pazienti con malattie metaboliche e mantenuto artificialmente in vita grazie all'uso di apposite macchine per la perfusione extracorporea. Un modello di ricerca, mai usato prima, che consentirà di comprendere meglio i meccanismi di queste patologie, di sperimentare nuove terapie in maniera più efficace e, in futuro, di guarire fegati malati prima del trapianto o di farli crescere per renderli adatti a pazienti più grandi. L’innovativo metodo è stato messo a punto e testato da medici e ricercatori dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù guidati da Marco Spada, responsabile di Chirurgia epato-bilio-pancreatica e dei trapianti di fegato-rene, e da Carlo Dionisi Vici, responsabile di Malattie metaboliche ed epatologia. La sperimentazione ha dimostrato che i fegati tenuti vivi artificialmente mantengono inalterate funzionalità e caratteristiche patologiche. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of Inherited Metabolic Disease, si legge in una nota dell'ospedale pediatrico. Lo studio è stato realizzato su 7 fegati espiantati da pazienti affetti da disturbi del ciclo dell'urea e acidemie organiche e che sono stati sottoposti a trapianto epatico per curare la loro patologia. I fegati sono stati mantenuti in vita grazie all’utilizzo di una macchina per la perfusione extracorporea normotermica che ha fornito agli organi espiantati ossigeno e una soluzione contenente globuli rossi umani, plasma fresco congelato, soluzione salina, albumina, nutrienti essenziali, antibiotici, eparina ed elettroliti. Durante la perfusione, sono stati monitorati vari parametri vitali e metabolici, inclusi flussi, pressioni, livelli di lattato e glucosio, produzione di bile e profili biochimici e ematologici. I risultati dello studio hanno dimostrato che i fegati perfusi mantenevano la loro vitalità, la funzione e i profili metabolici specifici della malattia. Questo modello ex vivo è uno strumento ideale per studiare nuovi trattamenti poiché risponde agli interventi terapeutici in un ambiente "fisiologico" in tutto e per tutti simili a quelli del corpo umano. Le malattie metaboliche appartengono alle patologie rare e sono causate da difetti genetici. Nel loro insieme comprendono oltre 1.500 differenti patologie, la cui diagnosi avviene attraverso test biochimici e genetici. In Italia è obbligatorio lo screening neonatale, che permette oggi di individuare precocemente più di 40 patologie metaboliche trattabili con terapie dietetiche, farmacologiche o con trapianti d’organo. In Italia si stima che nasca un bambino affetto da una malattia metabolica ereditaria ogni 500 nati e, fra le condizioni più frequenti e conosciute, vanno elencate la fenilchetonuria, la malattia di Gaucher e i difetti del ciclo dell'urea. Il trapianto di fegato o fegato-rene rappresenta una soluzione terapeutica efficace per un crescente numero di malattie metaboliche. Il Bambino Gesù è uno dei centri di riferimento internazionali per il trapianto di fegato. Dall'inizio della sua attività, nel 2008, sono stati eseguiti quasi 400 trapianti epatici, di cui circa 90 come trattamento per malattie metaboliche. Attualmente, circa il 30% dei trapianti di fegato riguarda pazienti affetti da queste patologie. I risultati ottenuti sono straordinari: la sopravvivenza perioperatoria (che comprende la fase preoperatoria, l'intervento chirurgico e la fase postoperatoria) è del 100%, mentre la sopravvivenza a lungo termine per i pazienti con malattie metaboliche oscilla tra il 96% e il 97%. "Studi da noi pubblicati - spiega Spada - dimostrano che i pazienti sottoposti a trapianto non solo vedono risolti molti dei problemi legati alla loro patologia, ma dimostrano anche un significativo miglioramento dello sviluppo intellettivo e una riduzione del carico della malattia". Non solo "abbiamo applicato tecniche avanzate di neuroimaging per misurare lo spessore della corteccia cerebrale e abbiamo riscontrato un aumento dopo il trapianto", aggiunge Dionisi Vici. "Ciò dimostra -evidenzia - che, riducendo la tossicità della malattia metabolica, il cervello ha la possibilità di svilupparsi in maniera ottimale". Per quanto riguarda le nuove possibilità di ricerca legate allo studio del Bambino Gesù "fino ad oggi, l'unica alternativa era rappresentata da modelli animali o sistemi cellulari che non ricostruiscono la complessità dell'intero organo - sottolinea Spada - Il nostro modello colma questa lacuna, consentendo di valutare con maggiore precisione l'efficacia e la sicurezza delle terapie prima della sperimentazione clinica". Grazie a questo approccio, spiega Dionisi Vici, "possiamo comprendere meglio le malattie metaboliche e testare nuovi farmaci mirati alla cura di queste malattie. Il concetto di compartimentalizzazione metabolica diventa fondamentale: ogni organo ha un ruolo specifico e il fegato è un target cruciale per molte terapie innovative". Attualmente, il fegato può essere mantenuto in vita fino a una settimana grazie ai progressi nella perfusione extracorporea. L'obiettivo del metodo messo a punto dal Bambino Gesù è anche quello di ottimizzare ulteriormente il sistema, aggiungendo funzioni avanzate come la dialisi per prolungare la vitalità dell'organo. "Nel nostro studio, ci siamo fermati dopo 72 ore poiché il modello aveva già dimostrato il suo funzionamento", evidenzia Spada. "Tuttavia, il potenziale di sviluppo è ampio e potrebbe rivoluzionare non solo la ricerca sulle malattie metaboliche, ma anche il campo dei trapianti". Le applicazioni di questa tecnologia vanno oltre la ricerca nel campo delle malattie metaboliche. "In prospettiva, si potranno rigenerare porzioni di fegato per essere trapiantati, modificare le caratteristiche immunologiche degli organi per ridurre l’uso di farmaci immunosoppressori e persino curare fegati danneggiati da steatosi epatica per renderli idonei al trapianto. Le potenzialità sono enormi" conclude Dionisi Vici. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Industria videogiochi in Italia: nel 2024 consumi per 2,4 miliardi
(Adnkronos) - Il settore videoludico in Italia si conferma in espansione anche nel 2024, con una crescita del 3% del giro d’affari rispetto all’anno precedente, raggiungendo un valore complessivo di quasi 2,4 miliardi di euro. È quanto emerge dal rapporto “I videogiochi in Italia nel 2024. Mercato, consumatori, industria”, presentato da IIDEA – l’associazione di categoria del settore – in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy presso il Ministero della Cultura, alla presenza del Sottosegretario di Stato Sen. Lucia Borgonzoni. L’evento ha segnato anche il lancio del portale www.gamesinItaly.it, una mappa interattiva delle realtà italiane attive nello sviluppo videoludico. Il segmento software rappresenta la componente principale del mercato, con un valore pari a 1,8 miliardi di euro (+11%), ovvero il 77% del totale. Particolarmente dinamiche le app (+16%, per un valore di 903 milioni di euro) e il segmento digitale (+20%, 715 milioni di euro). In flessione il mercato del formato fisico (-24%), sebbene l’acquisto di titoli pacchettizzati (201 milioni di euro) mantenga ancora una certa rilevanza rispetto al formato digitale (362 milioni). Il comparto hardware registra un calo del 18% (548 milioni di euro), attribuibile a un anno di transizione per l’ecosistema console, dopo un 2023 eccezionale in termini di offerta software e vendite hardware. Si prevede una ripresa nel 2025, trainata dall’uscita di nuovi titoli e dal lancio di nuove console. Nel 2024 i videogiocatori italiani raggiungono i 14 milioni (+8% rispetto all’anno precedente), pari al 33% della popolazione tra i 6 e i 64 anni. L’età media si attesta intorno ai 31 anni, con un pubblico prevalentemente adulto e un’incidenza maggiore nelle fasce 15-24 e 45-64 anni. Le donne rappresentano 5,7 milioni di utenti (+14%), mentre gli uomini salgono a 8,2 milioni (+2,5%). Quanto alle abitudini di gioco, 9,6 milioni di utenti dichiarano di dedicare almeno un’ora a settimana ai videogiochi. I dispositivi più utilizzati sono quelli mobili (10,4 milioni, +12%), seguiti da console (6,2 milioni, +11,5%) e PC (4,8 milioni, +5%). Il tempo medio settimanale di gioco cresce a 7,49 ore, in netto aumento rispetto alle 6,53 ore del 2023. Il settore dello sviluppo videoludico italiano continua il suo percorso di crescita e consolidamento. Il numero di imprese ha raggiunto quota 200 (+25% rispetto al 2022), con un fatturato stimato tra 180 e 200 milioni di euro (+36%). Gli occupati sono saliti a 2800 (+17%), con una prevalenza di aziende strutturate (75% con più di 6 dipendenti). L’età media della forza lavoro si concentra tra i 25 e i 35 anni, e l’80% ha meno di 36 anni. Le donne rappresentano il 23% degli occupati, con una maggiore presenza nei settori art, supporto e management. Il comparto è costituito prevalentemente da imprese collettive (66%), mentre il 45% delle realtà ha più di sette anni di attività. La piattaforma di pubblicazione più diffusa resta il PC (86%), seguita da console (44%) e mobile (37%). Nei prossimi due anni si prevede il lancio di oltre 80 nuovi titoli, di cui 62 sono nuove proprietà intellettuali. La distribuzione dei giochi italiani rimane fortemente orientata ai mercati esteri, con l’Europa al primo posto (42%), seguita dal Nord America (37%). Il mercato italiano, pur in crescita, rappresenta ancora solo il 12% del totale. L’autofinanziamento costituisce ancora la principale fonte di sostegno (88%), ma cresce l’apporto dei publisher (38%) e delle misure pubbliche (32%). Permane invece limitato l’accesso a investimenti privati e venture capital. Il Ministero della Cultura ha ribadito il proprio sostegno al comparto videoludico, riconoscendone il valore culturale, educativo e creativo. Tra le misure più rilevanti, confermato anche per il 2025 il tax credit da 12 milioni di euro previsto dal Fondo Cinema. Secondo IIDEA, è fondamentale che il settore venga riconosciuto dalle istituzioni come comparto con esigenze specifiche, al fine di liberarne appieno il potenziale. Il videogioco, oltre a rappresentare una delle forme di intrattenimento più diffuse, può contribuire in modo significativo alla transizione digitale, culturale e tecnologica del Paese. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Start 4.0: motore della trasformazione digitale e della sicurezza per le imprese italiane grazie ai fondi PNRR
(Adnkronos) - Negli ultimi anni, Start 4.0 si è affermato come un partner istituzionale di riferimento per la trasformazione digitale e la sicurezza delle imprese italiane. Con sede a Genova, Start 4.0 è uno dei Centri di Competenza nazionali istituiti dal Governo con il Piano Industria 4.0 nel 2019. Finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), fino al 2026 è soggetto attuatore del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Next Generation EU, con l’obiettivo di supportare le imprese, in particolare le PMI, nell’introduzione di nuove tecnologie che abbiano un impatto economico e sociale positivo. Nel 2024, Start 4.0 ha registrato un anno di grande crescita, affermandosi come attore chiave nell'attuazione del PNRR, grazie al riconoscimento formale del MIMIT. I finanziamenti ricevuti hanno permesso al centro di supportare numerose aziende nel percorso di transizione digitale e nella sicurezza delle infrastrutture strategiche, con interventi in settori chiave quali: la logistica, i trasporti e la mobilità urbana; la blue economy e la cantieristica navale; l’economia circolare e l’industria del packaging; la sanità digitale e il terzo settore; l’industria culturale e creativa. “Grazie a un investimento complessivo di 5,8 milioni di euro, sono stati avviati 19 progetti di innovazione, oltre a 80 servizi di formazione, consulenza e proof of concept per un valore totale di oltre 4,5 milioni di euro (di cui 3,2 milioni coperti dal PNRR)” – dichiara Paola Girdinio, Presidente di Start 4.0. “Questo approccio, ormai consolidato e apprezzato, si è dimostrato efficace nel generare un impatto concreto e positivo nei processi aziendali”. I numerosi interventi finanziati dal PNRR tramite Start 4.0 hanno avuto un impatto significativo in diversi settori chiave e hanno contribuito al rafforzamento della competitività delle imprese italiane. Tra i progetti più rilevanti, si segnalano: la consulenza di innovazione per il trasporto ferroviario di merci e servizi logistici per l’impresa ferroviaria italiana Adriafer, che ha permesso di migliorare l’efficienza della distribuzione delle merci; l’attività di advisory per la transizione digitale sicura di Bauli, condotta per mezzo di un'infrastruttura Hardware e Software innovativa; il sostegno fornito all’economia circolare in Umbria, con progetti per la trasformazione e produzione di polistirolo espanso, il recupero di materie plastiche e la valorizzazione di biossido di titanio da fanghi residuali; il supporto alla transizione digitale e ambientale di un’azienda di packaging per la GDO, specializzata in prodotti cartacei e bioplastici; la formazione in cybersecurity per grandi operatori energetici come A2A, nonché per aziende attive nella produzione di componentistica in fibra di carbonio per automotive, nautica, aerospace e industria; la digitalizzazione della supply chain per il settore portuale e della logistica, con progetti mirati alla gestione documentale e all'ottimizzazione delle operazioni; la progettazione e lo sviluppo di un componente meccanico innovativo per motori con Gentili Power Train, che ha portato alla realizzazione di un albero a camme stampato in 3D per Aprilia. Il componente, più leggero del 14%, offre prestazioni superiori e una riduzione del 90% degli scarti di produzione. Oggi il ruolo strategico di Start 4.0 si rafforza ulteriormente con un nuovo rifinanziamento di 4,75 milioni di euro, riconosciuto dal MIMIT attraverso il PNRR – Missione 4, Componente 2, Investimento 2.3. Queste risorse si tradurranno in nuove opportunità di finanziamento per progetti di innovazione e formazione, con particolare attenzione alla sicurezza delle infrastrutture e alla digitalizzazione delle imprese. “Grazie alla sua esperienza consolidata, Start 4.0 continua a rappresentare un punto di riferimento per aziende e pubbliche amministrazioni, contribuendo in modo concreto alla crescita dell’ecosistema industriale e tecnologico italiano. Con una visione orientata all’innovazione sostenibile, il centro si prepara ad affrontare il 2025 con nuovi progetti, ampliando il proprio raggio d’azione per garantire alle imprese strumenti sempre più avanzati per affrontare le sfide della digitalizzazione” – conclude Paola Girdinio. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Mese prevenzione ictus, al via campagna Alice #Sepotesseroparlare
(Adnkronos) - Animare oggetti di uso quotidiano per imparare a riconoscere i sintomi dell’ictus racchiusi nell'acronimo anglosassone 'Fast' (veloce). E' l'idea della campagna #sepotesseroparlare lanciata, in occasione di aprile, mese della prevenzione, da Alice Italia Odv (Associazione per la lotta all’ictus cerebrale) con il contributo non condizionante di Boehringer Ingelheim. Dando voce all’inanimato, la campagna sottolinea un paradosso potente: gli oggetti non possono parlare, ma i segni dell’ictus sì e il problema è saperli ascoltare. Questi oggetti, così familiari e presenti nella nostra quotidianità- si legge in una nota - assumono un ruolo attivo, diventando specchi della realtà e amplificatori di un messaggio urgente: riconoscere i sintomi è fondamentale per agire tempestivamente. La campagna di sensibilizzazione #sepotesseroparlare, protagonista per 8 settimane sulla pagina Fb di Alice Italia Odv, punta a trasformare elementi della vita quotidiana - spesso ignorati - in voci narranti capaci di catturare l’attenzione e sensibilizzare il pubblico con l’obiettivo di rendere il messaggio sull’importanza del fattore tempo nell'ictus, impossibile da ignorare. "L’ictus cerebrale rappresenta una delle principali cause di morte e disabilità nel mondo – afferma Andrea Vianello, presidente di Alice Italia Odv - Nel nostro Paese, ogni anno, si registrano tra i 100 mila e i 120 mila nuovi casi, eppure la consapevolezza dei sintomi e della necessità di un intervento immediato è ancora insufficiente. Il tempo è un fattore critico: riconoscere i segnali precoci e agire tempestivamente può fare la differenza tra il recupero e danni neurologici permanenti. La finestra terapeutica per un trattamento efficace è inoltre estremamente ridotta, per questo vogliamo sensibilizzare la popolazione sull’importanza di chiamare subito i soccorsi in caso di sospetto ictus". Grazie ad un tono coinvolgente, immediato e di forte impatto, capace di catturare l’attenzione senza risultare allarmistico, la campagna crea un senso di urgenza e consapevolezza, facendo leva su elementi della quotidianità che tutti conoscono, ma che in questa narrazione assumono un nuovo significato. L’obiettivo è far riflettere il pubblico senza bisogno di spiegazioni esplicite, portandolo a intuire da solo il messaggio e spingendolo a ricordarlo nel tempo. Il concept gioca sulla sorpresa e sulla consapevolezza: 'E se gli oggetti potessero parlare, cosa direbbero?' La risposta è chiara: i segni dell’ictus parlano già da soli, bisogna solo saperli ascoltare e riconoscerli tempestivamente. Ogni elemento visivo stimola empatia e immedesimazione, rendendo il pericolo dell’ictus concreto e vicino. Gli oggetti scelti non sono casuali: ognuno di loro ricalca e dà forma ai quattro segnali chiave della regola 'Fast', aiutando a riconoscere i sintomi e a intervenire in tempo. Nel dettaglio: (F) Face (viso), lo specchio riflette un volto asimmetrico, rivelando il primo segnale d’allarme. Quando metà del viso non risponde, è il momento di agire; (A) Arms (braccio), il bicchiere diventa inafferrabile, il braccio non fa più presa. Se un arto perde forza all’improvviso, il segnale è chiaro; (S) Speech (linguaggio), il telefono diventa un interlocutore senza risposta, la voce esce confusa, le parole si spezzano, il messaggio non arriva chiaro. Come se fosse la linea disturbata, ma il problema è un altro; (T) Time (tempo), l’orologio scandisce inesorabilmente il tempo che passa, ricordando che ogni secondo perso può compromettere il futuro. Questa costruzione narrativa non solo cattura l’attenzione, ma spinge all’azione, facendo emergere con forza il messaggio centrale: 'Gli oggetti non parlano, ma i segni dell'ictus dicono molto. Riconoscili in tempo'. "Obiettivo della nostra associazione, e di questa campagna in particolare – rimarca Vianello - è di sottolineare l’importanza del riconoscimento tempestivo dei sintomi dell’ictus, promuovendo nella popolazione la capacità di agire prontamente e contattare il 112 senza indugi. Attraverso il nostro storytelling, vogliamo rendere il messaggio chiaro e memorabile, trasformandolo in un vero e proprio motore di azione, spingendo il pubblico a riconoscere i sintomi e a reagire tempestivamente". Maggiori informazioni su aliceitalia.org ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
OpenAI lancia GPT-4.1, nuovo modello multimodale con prestazioni avanzate
(Adnkronos) - OpenAI ha annunciato il rilascio di GPT-4.1, evoluzione del modello multimodale GPT-4o introdotto lo scorso anno. La nuova versione rappresenta un significativo avanzamento rispetto al suo predecessore in termini di capacità computazionali, comprensione contestuale e affidabilità nelle attività di codifica e comprensione delle istruzioni. Durante una presentazione in diretta, OpenAI ha evidenziato che GPT-4.1 supera GPT-4o “in quasi ogni aspetto”, grazie a un contesto di elaborazione notevolmente ampliato e a una maggiore precisione nell’individuazione delle informazioni rilevanti, anche in testi estesi. Tutti i modelli della nuova famiglia – GPT-4.1, GPT-4.1 Mini e GPT-4.1 Nano – sono ora disponibili per gli sviluppatori. Quest’ultimi sono progettati per offrire soluzioni più leggere ed economicamente accessibili: il modello Nano, in particolare, viene definito come il più compatto, veloce ed economico finora sviluppato da OpenAI. Tutti e tre i modelli supportano un contesto fino a un milione di token – comprendente testo, immagini e video – rispetto al limite di 128.000 token di GPT-4o. OpenAI ha dichiarato di aver addestrato GPT-4.1 affinché possa gestire in modo affidabile e coerente l’intera estensione del nuovo contesto massimo, migliorando al contempo la capacità del modello di ignorare contenuti irrilevanti sia nei prompt brevi sia in quelli estesi. Un ulteriore punto di forza di GPT-4.1 è il costo ridotto del 26% rispetto a GPT-4o, un dato strategico in un mercato in cui l’efficienza è sempre più determinante, anche alla luce della recente introduzione di modelli altamente ottimizzati da parte di competitor come DeepSeek. Sul piano delle performance, GPT-4.1 ha raggiunto un tasso di completamento del 54,6% nel benchmark SWE-Bench, che misura la capacità di risolvere compiti di programmazione in ambienti di lavoro reali. Contestualmente al rilascio del nuovo modello, OpenAI ha confermato la dismissione del modello GPT-4 all’interno di ChatGPT a partire dal 30 aprile. Sarà inoltre ritirata la versione preliminare di GPT-4.5 dalla API il 14 luglio, in quanto GPT-4.1 garantisce prestazioni pari o superiori su molteplici funzionalità chiave, con una riduzione significativa dei costi e della latenza. Nel frattempo, GPT-4o – attualmente il modello predefinito di ChatGPT – ha recentemente ricevuto un aggiornamento che integra nuove funzionalità di generazione di immagini. L’elevata domanda di queste novità ha spinto OpenAI a limitare temporaneamente l’accesso per gli utenti gratuiti, al fine di evitare un sovraccarico delle GPU. L’introduzione di GPT-4.1 conferma i segnali recenti su un cambio di strategia da parte di OpenAI nella pianificazione delle release. Il CEO Sam Altman ha annunciato che il lancio di GPT-5, inizialmente previsto per maggio, è stato posticipato di alcuni mesi, a causa della complessità dell’integrazione delle nuove tecnologie. Nel breve termine, è previsto anche il debutto del modello o3 reasoning in versione completa, insieme a una variante mini denominata o4 mini, entrambi già individuati in alcune build recenti di ChatGPT da sviluppatori indipendenti. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Startup, Ventive lancia campagna pubblicitaria per supportare chi vuole fare impresa
(Adnkronos) - In un momento di grande fermento per l’ecosistema delle startup italiane, Ventive, punto di riferimento nella consulenza strategica e negli investimenti per startup e pmi innovative, lancia una nuova campagna di branding per supportare nel concreto gli imprenditori del futuro. Nonostante il momento positivo per le giovani imprese, tuttavia, esiste un ampio margine di miglioramento: il rapporto tra euro investiti in venture capital e popolazione evidenzia infatti una debolezza strutturale dovuta principalmente a fattori culturali, a loro volta legati all’innovazione. Secondo Ventive, una delle criticità principali è il basso numero di attori qualificati che possano realmente stimolare questo ecosistema, fondamentale per il futuro sociale, culturale ed economico del Paese. Al centro della nuova campagna, partita da pochi giorni, c’è un messaggio forte e diretto: "Ci sono due tipi di persone nel mondo: quelli che sognano e quelli che fanno accadere le cose. Tu chi vuoi essere?". Lo spot, girato tra le strade di Milano, è pensato per ispirare una nuova generazione di imprenditori, spingendoli a trasformare le proprie idee in realtà. La campagna sarà attiva nelle principali città italiane, tra cui Milano e Roma, con una strategia mirata ad intercettare startup e investitori nei poli dell’innovazione. “Non è il momento di restare fermi. Oggi più che mai servono visione, coraggio e capacità di esecuzione. Con questa campagna vogliamo aumentare la visibilità di Ventive, rafforzare il nostro posizionamento nel mondo dell’innovazione e generare un impatto concreto. Ci aspettiamo un incremento significativo di lead qualificati, nuove richieste di consulenza strategica e maggiore engagement da parte di investitori e partner. Inoltre, vogliamo sensibilizzare il mercato riguardo l’importanza del nostro approccio nel sostegno allo sviluppo delle startup. Il nostro messaggio è rivolto a chi è pronto a fare il primo passo”, afferma Roberto Sfoglietta, ceo di Ventive. Negli ultimi anni, Ventive ha lavorato con oltre 500 startup, investendo più di 30 milioni di euro tramite il proprio club Deal in progetti ad alto potenziale, portando a termine oltre 60 operazioni di successo. L’azienda offre consulenza strategica, It, digital marketing ed hr, oltre ad investire direttamente nelle idee più promettenti, aiutando gli imprenditori a costruire basi solide per crescere ed espandersi. Di recente, Ventive ha registrato un progressivo interesse nei settori della green economy, della digitalizzazione dei servizi e del fintech, settori accelerati dall’adozione dell’intelligenza artificiale. Sempre più startup in questi ambiti cercano supporto per scalare il proprio business e attrarre investitori. L’approccio di Ventive, 'cucito' intorno al cliente, mira dunque ad affiancare le imprese sia nella crescita locale che nei percorsi di internazionalizzazione, contribuendo a costruire un ecosistema più forte e competitivo. ---lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tecnocasa: 2024 chiude con 719.578 transazioni immobiliari, +1,3% in un anno
(Adnkronos) - Il mercato immobiliare, secondo le analisi dell’Ufficio studi del Gruppo Tecnocasa, chiude un 2024 con un’intonazione decisamente positiva, in particolare nel secondo semestre. La spinta arrivata dal mercato creditizio ha dato vigore alla domanda abitativa che si è riversata sul mercato in maniera decisa e concreta, nonostante le incertezze legate all’andamento dell’economia italiana. Secondo i dati del Gruppo Tecnocasa, infatti, gli scambi di abitazione principale sono in crescita, mentre riscontriamo una leggera contrazione della componente di investimento. Il 2024 chiude con 719.578 transazioni, in aumento dell’1,3% rispetto a un anno fa, confermando dunque le aspettative di crescita. I comuni capoluogo chiudono con 224.275 compravendite e +1,3% rispetto al 2023, mentre i comuni non capoluogo passano da 489.096 a 495.303 compravendite, anch’essi in aumento dell’1,3%. I prezzi delle case, nella seconda parte del 2024, sono cresciuti del 2,4%. Tutte le grandi città indicano segnali di aumento dei valori con il massimo raggiunto da Bari (+3,7%), seguito da Verona (+3,3%). L’aumento più contenuto lo ha messo a segno Genova (+0,3%). Milano chiude con +2,1%, Roma con +1,4%. Crescono i prezzi delle nuove costruzioni, +2,4% nelle grandi città, + 1,8% nell’hinterland delle grandi città e +1,5% nei capoluoghi di provincia. Il mercato delle locazioni continua la sua corsa: i canoni crescono anche in questa seconda parte del 2024 a causa della forte domanda di locazione e di una bassa offerta. Il 2024 chiude con uno dei tassi di crescita più elevati degli ultimi 20 anni. Nella seconda parte del 2024 i monolocali chiudono con +4,7%, i bilocali con +5,0% e i trilocali con +5,1%. Bari (+10,5%, +9,9% e +8,4%) e Torino (+5,7%; +4,9%; 4,7%) sono le città con gli incrementi più significativi. Anche a Roma i canoni di locazione sono in aumento (+4,8%, +5,2% e +5,0%). Riteniamo che le compravendite nel 2025 non si allontaneranno dai volumi del 2024, salvo improvvisi e inattesi eventi, chiudendo intorno a 730 mila scambi. I prezzi sono previsti ancora in leggero aumento nel 2025 (tra 0% e +2%). “A livello immobiliare le aree centrali nella città di Roma sono aumentate dello 0,9%. Crescono i valori nel centro storico di Roma. Ad animarlo sono prevalentemente acquirenti italiani che comprano come abitazione principale o per investimento. Si contano anche diversi americani che acquistano. In Fontana di Trevi, piazza del Popolo, piazza di Spagna ovvero i luoghi più rappresentativi di Roma, si toccano i 10 mila euro al mq con punte di 15 mila euro al mq per piccoli tagli con terrazzo. La disponibilità di spesa parte da 500 mila euro". A dirlo Raffaele De Paola, pluriaffiliato Tecnocasa. "La ricerca di casa vacanza legata al Giubileo - avverte - non sta impattando in questa zona dove la domanda con questa finalità c’è sempre stata. Si nota una discreta selezione tra le attività turistico ricettive. Anche in piazza Navona e in piazza Barberini i prezzi sono in aumento, mentre si registra un lieve ribasso per le case posizionate in Ludovisi Veneto. Permane la carenza di offerta abitativa in locazione e per un bilocale si registrano canoni di locazione medi di 1300-1400 euro al mese con punte anche di 2000 euro al mese, se affittati con finalità turistica. Si chiedono spazi esterni, presenza di ascensore”. In generale, anche Roma si inserisce nel solco nazionale che ha visto un recupero delle transazioni dovuto al ribasso dei tassi di interesse che ha dato una spinta alla domanda abitativa. In città parliamo di 35.072 transazioni concluse nell’anno 2024 con una crescita del +2% rispetto al 2023. Secondo le analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, nella seconda parte del 2024 i valori immobiliari di Roma hanno messo a segno un aumento dell’1,4%. A Roma, rileva Tecnocasa, i canoni di locazione sono in aumento su tutte le tipologie: +4,8% monolocali, +5,2% bilocali e +5,0% trilocali. A Roma il mercato delle locazioni ha registrato un aumento significativo che ha interessato tutte le aree della città dal momento che a causa del Giubileo tanti proprietari hanno destinato l’abitazione agli affitti brevi. Con questa realtà si sono scontrati anche gli studenti universitari la cui domanda è elevata soprattutto nelle aree a ridosso delle più importanti università (Sapienza, Luiss, Tor Vergata). Nel 2024 si registra poi un aumento della percentuale di affitti a studenti universitari, che passa dal 9,7% del 2023 al 12,8%. Buona la percentuale di affitti da parte di lavoratori trasfertisti, in crescita rispetto al 2023, che si attesta al 26,8%. Il contratto più utilizzato a Roma è quello a canone concordato con il 60,8% delle stipule, in calo rispetto all’anno precedente. I contratti a carattere transitorio evidenziano una crescita importante, passando dal 22,9% del 2023 al 26,4% del 2024. Bassa la percentuale di contratti a canone libero, che si attesta al 12,8%, sostanzialmente stabile rispetto al 2023. Nel 2024, rileva Tecnocasa, la quota di stranieri che hanno acquistato a Roma è dell’8,3%, il valore più alto registrato in città negli ultimi anni. A conferma di un crescente interesse per il mattone della Capitale. Analizzando il comparto degli immobili di prestigio, spesso scelti anche dagli stranieri, Tecnocasa registra che dal 2021 i valori delle tipologie signorili/di pregio hanno visto un aumento dell’8%. Una costante crescita a conferma di una domanda sempre più dinamica di tali soluzioni. Nel 2024, la quota di stranieri che hanno acquistato a Roma è dell’8,3%, il valore più alto registrato in città negli ultimi anni. A conferma di un crescente interesse per il mattone della Capitale. Analizzando il comparto degli immobili di prestigio, spesso scelti anche dagli stranieri, Tecnocasa registra che dal 2021 i valori delle tipologie signorili/di pregio hanno visto un aumento dell’8%. Una costante crescita a conferma di una domanda sempre più dinamica di tali soluzioni. Nel quarto trimestre del 2024, il mercato dei mutui ipotecari italiano continua con segnali di ripresa significativi. Secondo le indagini condotte da Kìron partner spa su dadi Banca d’Italia, le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l'acquisto della casa per un totale di 13,93 miliardi di euro, segnando un aumento di quasi il 29% rispetto allo stesso periodo del 2023 (+3.116 milioni di euro). Questo segna il terzo dato consecutivo positivo dal terzo trimestre del 2021, dopo un lungo periodo di contrazioni. “Le famiglie del Lazio - afferma Daniele De Rossi, responsabile d’area Kìron partner spa - hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 1.672 milioni di euro, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente in regione si registra una variazione delle erogazioni pari a +35,6%. La provincia di Roma mette a segno un aumento delle erogazioni di 36,4% (IV trim 24 rispetto a IV trim 23), per un totale di 1.489,1 milioni di euro”. Attraverso l'elaborazione dei dati provenienti dalle agenzie di mediazione creditizia Kìron ed Epicas, Kìron partner spa ha analizzato la tendenza rispetto all'importo medio di mutuo erogato. “Nel 2024 a Roma - spiega De Rossi - si è registrato un importo medio di mutuo pari a 147.357 euro, in aumento rispetto allo scorso anno, quando il ticket medio ammontava a 127.629 euro. Praticamente stabile la durata media del finanziamento che nel 2024 a Roma è pari a 27 anni, nel 2023 era 26,9 anni. Per quanto riguarda la tipologia di tassi dei mutui erogati, nel II semestre 2024 predomina a Roma il tasso fisso con il 94,3%, valore che nel pari periodo del 2023 rappresentava il 92,5% delle scelte. Diminuisce l’età media del mutuatario a Roma, che nel II semestre 2024 è di 40,2 anni mentre nel 2023 era di 41,1 anni”. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)








