Ricerca, da proteine vecchie 20 milioni di anni svolta per gli studi sull'evoluzione
(Adnkronos) - Proteine preistoriche vecchie oltre 20 milioni di anni rivoluzionano gli studi sull'evoluzione. Uno studio pubblicato su 'Nature' descrive l'estrazione e il sequenziamento di antiche proteine recuperate dallo smalto di un dente di rinoceronte rinvenuto nell'Alto Artico canadese e risalente al Miocene inferiore - quindi a 21-24 milioni di anni fa - aprendo una nuova frontiera per la paleoproteomica: questo "risultato senza precedenti", lo definiscono gli scienziati, "estende di ben 10 volte la scala temporale delle sequenze proteiche recuperabili e informative sull'evoluzione rispetto al più antico Dna conosciuto". Il progetto è stato guidato da Ryan Sinclair Paterson e diretto da Enrico Cappellini dell'università di Copenaghen, in Danimarca. Fondamentale per la ricerca è stato il contributo di Gabriele Scorrano dell'università di Roma Tor Vergata, di Raffaele Sardella dell'università Sapienza di Roma - Dipartimento di Scienze della terra e di Luca Bellucci del Museo di Geologia e Paleontologia dell'università di Firenze, che hanno fornito e analizzato un esemplare di dente di rinoceronte di circa 400mila anni fa proveniente dal sito archeo-paleontologico di Fontana Ranuccio in provincia di Frosinone, riporta una news sul sito della Sapienza. Il reperto ha funzionato da riferimento intermedio tra i campioni più recenti (esemplari medievali) e quello molto più antico analizzato in questo studio, offrendo un confronto diretto sulla conservazione proteica nel tempo. "Questa ricerca - si legge - segna un momento cruciale per la paleoproteomica, lo studio delle proteine antiche. Sebbene proteine antiche siano state trovate in fossili del Miocene medio-superiore (circa gli ultimi 10 milioni di anni), l'ottenimento di sequenze sufficientemente dettagliate per ricostruzioni robuste delle relazioni evolutive era precedentemente limitato a campioni non più vecchi di 4 milioni di anni. Questo nuovo studio amplia significativamente tale finestra temporale, dimostrando lo straordinario potenziale delle proteine di persistere su vaste scale temporali geologiche nelle giuste condizioni". ---salute/medicinawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Salute, suonare uno strumento mantiene il cervello giovane, lo studio
(Adnkronos) - (EMBARGO ALLE 20) - Saper suonare uno strumento potrebbe essere più che un'arte, potrebbe essere la chiave per mantenere il cervello giovane. Parola di scienziati. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista 'Plos Biology', l'allenamento musicale a lungo termine avrebbe l'effetto di migliorare la riserva cognitiva, attenuando il declino della percezione del linguaggio legato all'età. E la prova è nel cervello dei musicisti anziani. L'invecchiamento normale è tipicamente associato a un declino delle funzioni sensoriali e cognitive, spiegano gli esperti che firmano la ricerca, Claude Alain della Baycrest Academy for Research and Education (Canada) e Yi Du della Chinese Academy of Sciences. Questi cambiamenti nella percezione e nella cognizione legati all'età sono spesso accompagnati da un aumento dell'attività neurale e della connettività funzionale in reti neurali ampiamente distribuite. L'idea è che questo fenomeno - il reclutamento dell'attività neurale e il rafforzamento della connettività funzionale - rifletta una strategia compensatoria impiegata dagli anziani per mantenere prestazioni cognitive ottimali. Come si inserisce l'effetto benefico dell'educazione musicale? Per gli esperti scelte di vita positive, come coltivare questa capacità, avere livelli di istruzione più elevati ed essere bilingui, contribuiscono alla riserva cognitiva e cerebrale, che rappresenta l'accumulo di risorse cognitive e neurali prima dell'insorgenza dei cambiamenti cerebrali legati all'età. La teoria della riserva cognitiva suggerisce che questa riserva accumulata attraverso l'esperienza e l'allenamento possa dunque contribuire a mitigare l'impatto del declino cerebrale legato all'età, portando a prestazioni cognitive migliori del previsto. Tuttavia, il modo in cui realizzi questa influenza positiva sull'attività neurale nelle popolazioni anziane rimane controverso. Per indagare, i ricercatori hanno misurato con la risonanza magnetica funzionale l'attività cerebrale di 25 musicisti anziani, di 25 anziani non musicisti e di 24 giovani non musicisti, ai quali è stato chiesto di identificare sillabe mascherate da suoni rumorosi. I ricercatori hanno concentrato la loro analisi sulle risposte neurali all'interno del flusso uditivo dorsale. Il risultato è stato che i musicisti più anziani hanno mostrato un modello 'giovanile' di attività cerebrale durante la percezione del parlato. Il pattern di connettività nei flussi uditivi dorsali bilateralmente risultava simile a quello dei giovani non musicisti. Inoltre, i musicisti più anziani hanno mostrato un pattern spaziale di connettività funzionale più simile a quello dei giovani durante l'esecuzione del compito, mentre i non musicisti più anziani si discostavano costantemente dal modello di attività cerebrale dei giovani non musicisti. Nel complesso, concludono gli esperti, questi risultati supportano l'ipotesi della cosiddetta 'Hold-Back Upregulation', secondo cui la riserva cognitiva derivante dall'allenamento musicale promuove un modello di connettività funzionale più giovanile, con conseguenti risultati comportamentali superiori. Oltre a compensare il declino legato all'età, la riserva cognitiva potrebbe agire preservando l'integrità e l'architettura funzionale delle reti neurali, mitigando così gli effetti negativi dell'invecchiamento sulle prestazioni cognitive. Lo studio è stato progettato in un modo per cui non è stato possibile determinare relazioni di causa-effetto tra allenamento musicale e performance nel compito di percezione, precisano gli autori. Studi futuri, concludono, dovrebbero testare ulteriormente l'ipotesi in questione perché i risultati potrebbero orientare interventi volti a preservare le funzioni cognitive e a migliorare i risultati comunicativi nelle popolazioni anziane. "Uno stile di vita positivo aiuta gli anziani ad affrontare meglio l'invecchiamento cognitivo e non è mai troppo tardi per iniziare e perseverare in un hobby gratificante come imparare a suonare uno strumento", osserva Lei Zhang. "Proprio come uno strumento ben accordato non ha bisogno di essere suonato più forte per essere udito, il cervello dei musicisti più anziani rimane perfettamente accordato grazie ad anni di allenamento - chiosa Yi Du - Il nostro studio dimostra che questa esperienza musicale rafforza la riserva cognitiva, aiutando il cervello a evitare il solito sovraffaticamento legato all'età, tipico di chi cerca di comprendere un discorso in luoghi rumorosi". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tumori, mandibola ricostruita con un osso della gamba nel Milanese
(Adnkronos) - Una mandibola 'mangiata' dal cancro, asportata nella parte lesionata e contestualmente ricostruita utilizzando un osso della gamba. E' lo "straordinario intervento" computer-assistito eseguito all'ospedale di Legnano, descritto dall'Asst Ovest Milanese. L'équipe guidata da Stefano Paulli, direttore della Chirurgia maxillo-facciale, "nei giorni scorsi è intervenuta per l'asportazione di una parte della mandibola di un paziente oncologico, compromessa dalla malattia - informa oggi l'azienda socio sanitaria territoriale - sostituendola direttamente con una protesi ricavata da una sezione della fibula, una parte ossea della gamba del paziente stesso, mediante progettazione virtuale pre-operatoria con software dedicato". "L'intervento ha avuto un duplice effetto", spiega Paulli: "Innanzitutto l'asportazione di una parte della mandibola seriamente compromessa dal tumore; in secondo luogo, la sua immediata ricostruzione e protesizzazione odontoiatrica ha generato un beneficio diretto - anche psicologico - al paziente che si è risvegliato dopo l'intervento non solo con la struttura ossea mandibolare strutturalmente ricostruita, ma anche funzionalmente ed esteticamente riabilitata. L'operazione ha avuto una fase preparatoria molto attenta e minuziosa. Attraverso indagini diagnostiche tridimensionali, abbiamo evidenziato con precisione il tratto della mandibola da asportare e contemporaneamente la sezione del perone da utilizzare per la ricostruzione, avvenuta con l'ausilio di protesi specifiche di supporto". Il paziente, dopo il periodo di degenza, proseguirà il suo percorso di cura a domicilio e nelle strutture socio sanitarie di riferimento. "Questo intervento dimostra l'elevata preparazione dei nostri professionisti e il grado di innovazione delle nostre strutture. A nome dell'intera Asst, ringrazio l'équipe del dottor Paulli e tutti i professionisti che hanno reso possibile questa importante operazione", dichiara il direttore generale dell'Asst Ovest Milanese, Francesco Laurelli. "L'approccio multidisciplinare e l'attenzione alla persona nel suo complesso rappresentano il filo conduttore dell'attività sanitaria realizzata nelle nostre strutture - aggiunge il direttore sanitario Valentino Lembo - Nel caso specifico, abbiamo risposto non solo ad un bisogno determinato dalla malattia, ma anche al benessere fisico e psicologico del paziente nelle fasi successive all'intervento". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dazi, Assofond: "Ulteriore colpo a nostra industria, necessaria azione coordinata a livello Ue"
(Adnkronos) - "Un dazio generalizzato al 30% su tutti i prodotti europei esportati negli Usa rappresenta un ulteriore colpo per la nostra industria, di fronte al quale è necessaria una forte presa di coscienza e un'azione coordinata a livello europeo per tutelare il tessuto produttivo continentale". A sottolinearlo all'Adnkronos/Labitalia è Fabio Zanardi, presidente di Assofond, l’associazione di Confindustria che rappresenta le fonderie italiane: un settore che, in Italia, conta quasi 900 imprese e impiega oltre 23.000 addetti. Per le fonderie, il dazio del 30% che dovrebbe entrare in vigore il 1° agosto va a colpire tutti i prodotti che non erano già coinvolti dalle tariffe del 50% su acciaio e alluminio decise lo scorso marzo: "Ma il rischio reale - dice Zanardi - più che quello di un impatto diretto sulle già ridotte esportazioni verso gli Usa, è relativo soprattutto agli effetti indiretti che questi dazi possono generare". Negli ultimi anni, prima quindi dell’introduzione delle ultime misure, la quota di export verso gli Usa si era già fortemente ridotta a causa dei costi di produzione troppo elevati, che da diverso tempo frenano la competitività delle produzioni italiane ed europee. Nel 2024, in particolare, le esportazioni di getti ferrosi dall’Italia verso gli Stati Uniti si sono fermate a 22.000 tonnellate (circa il 2,5% della produzione) registrando un calo del -66% rispetto al 2023. "Il nostro export – sottolinea Zanardi - è ormai limitato a prodotti di nicchia ad alto valore aggiunto, che le fonderie americane non sono probabilmente in grado di realizzare. Queste produzioni sono difficilmente sostituibili, dazi o non dazi, ma pesano molto poco sul totale". Al di là però degli effetti diretti, quel che è certo è che politiche commerciali come quelle dell’amministrazione Trump generano distorsioni che si ripercuotono sull'intera filiera: "Siamo molto preoccupati di una possibile invasione di fusioni provenienti dal Far East sul mercato europeo, con prodotti che, deviati dal mercato americano, potrebbero riversarsi in Europa, che è il mercato più aperto al mondo, distorcendo ulteriormente la concorrenza e deprimendo i prezzi". L'Europa oggi si trova a quindi un bivio: deve decidere se difendere la propria industria o proseguire in politiche che portano diritte alla deindustrializzazione. "Come abbiamo evidenziato durante la nostra ultima assemblea - sottolinea - il tempo è ormai scaduto, e bisogna agire con estrema urgenza con interventi mirati. Le nostre quattro proposte e le priorità sono chiare". 1) Riduzione dei costi energetici: l'emergenza energetica persiste dal 2021 e il prezzo dell'elettricità in Italia continua a restare legato a quello del gas, nonostante la crescita delle produzioni da rinnovabili. Un'anomalia che penalizza le imprese energivore a tutto vantaggio dei fornitori di utilities. E' fondamentale procedere al disaccoppiamento del costo dell'elettricità da quello del gas. 2) Semplificazione normativa: la complessità e la rigidità del quadro regolatorio europeo è un problema per le imprese, e soprattutto per le pmi. Ci sono strumenti come il Cbam (Carbon border adjustment mechanism) che, nato per difendere le imprese a maggior rischio di delocalizzazione, si è poi concretizzato in un meccanismo che aumenterà i costi di produzione (daziando le materie prime importate) senza proteggere i prodotti finali realizzati da aziende come le fonderie dalla concorrenza sleale di imprese che producono fuori dalla Ue con standard ambientali e lavorativi molto inferiori ai nostri. 3) Garanzia di accesso alle materie prime critiche: la dipendenza strategica da Paesi extra-Ue per le materie prime critiche è un rischio crescente, aggravato dalla militarizzazione delle materie prime e delle politiche commerciali. 4)Sostegno all'innovazione delle imprese: le pmi del settore necessitano di fondi accessibili per innovazione, digitalizzazione ed efficientamento. "L'industria delle fonderie - rimarca Fabio Zanardi - è parte integrante delle fondamenta industriali europee. E' tempo che l'Europa trasformi gli annunci in azioni concrete per difendere questo asset strategico e assicurare il suo futuro industriale". ---lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nel sangue dei neonati alti livelli di proteina tau biomarcatore di Alzheimer, ecco perché
(Adnkronos) - C'è un filo sottile che lega i neonati e le persone anziane colpite da malattia di Alzheimer: entrambi, secondo un nuovo studio, hanno alti livelli di una proteina nel sangue, la tau fosforilata 217, che è considerata un biomarcatore della malattia che ruba i ricordi. Sembra un paradosso, ma gli scienziati dell'università di Göteborg, in Svezia, che firmano la ricerca pubblicata su 'Brain Communications' hanno osservato che i livelli plasmatici di proteina tau fosforilata 217 erano significativamente più elevati nei bebè rispetto alle persone sane di qualsiasi fascia d'età e superavano persino i livelli osservati nei pazienti con Alzheimer. Ma poi dall'analisi longitudinale dei neonati pretermine è emerso che questi livelli sierici di tau fosforilata 217 calano nei primi mesi di vita dei piccoli, avvicinandosi ai livelli osservati nei giovani, mentre al contrario i livelli alti di tau217 rilevati nelle persone più anziane, quando presenti, sono associati alla malattia di Alzheimer. La spiegazione di questa inaspettata caratteristica biologica in comune fra piccolissimi e anziani, ai due estremi dell'arco della vita? Secondo i ricercatori dell'ateneo svedese, guidati dal primo autore Fernando Gonzalez-Ortiz e dall'autore senior Kaj Blennow, l'aumento dei livelli plasmatici di p-tau217 nei neonati sembra riflettere un meccanismo completamente diverso rispetto ai malati di Alzheimer, e del tutto sano. Precedenti ricerche, basate in gran parte su modelli animali, avevano suggerito il ruolo della proteina tau fosforilata nello sviluppo cerebrale precoce. Questa è la prima volta che vengono misurate direttamente le concentrazioni di p-tau217 nel sangue di neonati umani, aprendo la strada a una comprensione più chiara del suo ruolo nello sviluppo. E "qui la cosa si fa affascinante - evidenziano gli esperti - Mentre nella malattia di Alzheimer la p-tau217 è associata all'aggregazione della proteina tau in aggregati dannosi chiamati grovigli, che si ritiene causino la degradazione delle cellule cerebrali e il conseguente declino cognitivo, nei neonati questo aumento di tau sembra supportare un sano sviluppo cerebrale, aiutando i neuroni a crescere e a formare nuove connessioni con altri neuroni, plasmando così la struttura del cervello giovane. Nello studio internazionale che ha coinvolto Svezia, Spagna e Australia, i ricercatori hanno analizzato campioni di sangue di oltre 460 persone, tra cui neonati sani, neonati prematuri, giovani adulti, anziani e persone con diagnosi di Alzheimer. E hanno scoperto appunto che i neonati presentavano i livelli più elevati di p-tau217, superiori anche a quelli riscontrati nelle persone con Alzheimer. Questi livelli erano particolarmente alti nei neonati prematuri e hanno iniziato a diminuire nei primi mesi di vita, per poi stabilizzarsi ai livelli degli adulti. Lo studio ha inoltre rivelato che, sia nei neonati sani che in quelli prematuri, i livelli di p-tau217 erano strettamente correlati alla precocità della nascita. Più precoce era la nascita, maggiori erano i livelli di questa proteina, suggerendo un ruolo nel supportare la rapida crescita del cervello in condizioni di sviluppo difficili. Le implicazioni di questa scoperta potrebbero andare anche oltre. Dalla ricerca arriva "l'indizio che un tempo il nostro cervello potesse avere una protezione integrata contro gli effetti dannosi della tau - ragionano gli autori - tanto che i neonati possono tollerare, e persino trarre beneficio, da alti livelli di tau fosforilata" senza innescare i tipi di danni osservati nell'Alzheimer. "Crediamo - afferma Gonzalez-Ortiz - che comprendere come funziona questa protezione naturale, e perché la perdiamo con l'età, possa aprire la strada a nuovi trattamenti. Se riuscissimo a capire come il cervello dei neonati tiene sotto controllo la proteina tau, un giorno potremmo imitare questi processi per rallentare o addirittura arrestare sul nascere l'Alzheimer". Tra l'altro, viene ricordato, la proteina p-tau217 plasmatica ha recentemente ricevuto l'approvazione della Fda statunitense per l'uso nella diagnosi del morbo di Alzheimer, rendendola uno strumento sempre più importante in ambito clinico. E gli scienziati evidenziano la necessità di comprendere anche il meccanismo dell'aumento di p-tau217, soprattutto per interpretarlo come un risultato nella ricerca clinica ed epidemiologica e nello sviluppo di farmaci. Questo studio indica che le placche amiloidi potrebbero non essere il fattore principale dell'aumento di p-tau217, si legge nella nota dell'ateneo sui risultati dello studio. In definitiva, concludono gli esperti, mentre un aumento di p-tau217 è un segnale di pericolo nei cervelli più anziani, nei neonati potrebbe essere un elemento vitale per la costruzione del cervello. La stessa molecola, due ruoli radicalmente diversi: uno nella costruzione del cervello, l'altro nel suo declino, concludono gli esperti. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Mobilize Duo 45 Neo si unisce al programma CareMakers
(Adnkronos) - Lanciato nel 2012 da Renault Group per contrastare le disuguaglianze nell’accesso alla mobilità, il programma CareMakers si arricchisce di un nuovo protagonista: Mobilize Duo 45 Neo. Questo veicolo elettrico compatto e 100% riciclabile amplia le opportunità per chi si trova in difficoltà economica o sociale, fornendo uno strumento concreto per facilitare l’inserimento lavorativo e la mobilità quotidiana. Dotato di un’autonomia fino a 161 km, il Mobilize Duo 45 Neo può essere guidato con patente AM e rappresenta una soluzione efficace per gli spostamenti urbani e periurbani. Il suo ingresso nel programma rafforza l’impegno di Mobilize, Marca di Renault Group dedicata alla nuova mobilità, nel proporre alternative sostenibili e accessibili, anche per chi è escluso dai mezzi di trasporto tradizionali. Il nuovo quadriciclo è offerto in modalità noleggio con riscatto oppure tramite microcredito, senza anticipo. L’accesso facilitato al veicolo e la possibilità di pagamenti dilazionati fino a 61 mesi sono pensati per famiglie a basso reddito e giovani in cerca di autonomia professionale, promuovendo inclusione e responsabilità ambientale. L’integrazione di Mobilize Duo 45 Neo nella gamma CareMakers rafforza anche le sinergie con Mobilize Financial Services, la società finanziaria captive del Gruppo, già attiva con soluzioni dedicate ai brand Dacia, Renew e ora anche Mobilize. Questa collaborazione permette di offrire pacchetti completi che combinano mobilità elettrica, soluzioni finanziarie su misura e un approccio fortemente orientato al sociale. Mobilize si posiziona così come attore chiave nella trasformazione verso una mobilità integrata, sostenibile e vantaggiosa per ogni fascia della popolazione. Forte dell’esperienza del Gruppo Renault, oggi attivo in oltre 114 Paesi con quattro Marchi complementari (Renault, Dacia, Alpine e Mobilize), il progetto CareMakers diventa un simbolo tangibile della volontà di costruire una mobilità che unisce, anziché escludere. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nissan Italia ottiene la certificazione per la parità di genere
(Adnkronos) -
Nissan Italia ha raggiunto un traguardo di rilievo ottenendo la certificazione per la parità di genere secondo la norma UNI/PdR 125:2022. Il riconoscimento, rilasciato dall’ente certificatore RINA, premia il costante impegno dell’azienda verso un ambiente lavorativo equo, inclusivo e rispettoso della diversità. Con una presenza femminile pari al 33% del personale e sette donne in posizioni manageriali, tre delle quali all’interno del Comitato di Direzione, Nissan Italia si posiziona nettamente al di sopra della media nazionale, che si attesta al 22%. Questi dati dimostrano come la valorizzazione delle competenze femminili sia parte integrante della cultura aziendale. L’ottenimento della certificazione rappresenta il punto culminante di un percorso iniziato nel 2024, quando è stato istituito un Comitato Guida DE&I (Diversity, Equity & Inclusion). A questo si è affiancata la definizione di una Politica per la Parità di Genere e l’implementazione di un sistema di gestione dedicato, volto a garantire che i principi di equità siano applicati in modo trasversale in tutte le aree dell’organizzazione. Il Programma DE&I, introdotto già nel 2022, ha coinvolto l’intero organico, promuovendo una cultura del rispetto, della valorizzazione delle differenze e dell’inclusione attiva. L’audit condotto da RINA nel maggio 2025 ha analizzato indicatori legati a cultura aziendale, governance, opportunità di carriera, equità retributiva, tutela della genitorialità e bilanciamento tra vita privata e professionale. I vantaggi derivanti dalla certificazione sono concreti: Nissan Italia può ora beneficiare di sgravi contributivi e punteggi premianti nei bandi pubblici, rafforzando al contempo la propria reputazione come datore di lavoro responsabile e innovativo. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Audi accelera sul digitale: FoD e infotainment su misura
(Adnkronos) -
Audi rafforza il proprio ecosistema digitale estendendo a un’ampia gamma di modelli l’offerta di 3GB al mese di traffico dati gratuito per tre anni.
La connettività senza costi, attivabile tramite l'app myAudi, è ora accessibile per numerosi veicoli su base termica ed elettrica, tra cui Audi A5, Q5, A6, Q6 e-tron e persino la nuova Q3. Il servizio è immediatamente operativo per i clienti in possesso di account myAudi e delle funzioni Audi application store e smartphone interface, di serie su quasi tutta la gamma. L'approccio di Audi alla tecnologia resta fedele al principio “Not tech for tech”: innovazione autentica solo se genera valore concreto. L’estensione della connettività gratuita rientra perfettamente in questa filosofia, offrendo accesso continuo a funzionalità smart e infotainment sempre aggiornati. Audi amplia le potenzialità delle sue Functions on Demand (FoD), pensate per offrire massima flessibilità sia ai clienti privati sia alle flotte a lungo termine. Oltre a funzioni già consolidate nei settori dell’illuminazione, del comfort e dell’assistenza, ora anche l’esperienza sonora diventa personalizzabile. Tre nuove FoD dedicate al sound debuttano su modelli come Audi A5, Q5, Q6 e-tron e A6 e-tron: • Sound Improvement: bassi più precisi, qualità audio potenziata e bilanciamento automatico dei volumi; • Virtual Sound Effects: simulazioni audio di ambienti come concerti, jazz club e teatri; • Virtual Surroundings: effetto surround realistico anche in assenza di impianto Dolby nativo. L’attivazione è gestita attraverso myAudi e offre quattro durate selezionabili: da un mese a tutta la vita utile del veicolo. Le prove mensili al simbolico prezzo di 1 euro permettono ai clienti di sperimentare il servizio prima dell’eventuale conferma definitiva. L'attivazione richiede pochi secondi, a patto di avere una connessione internet attiva. Prosegue l’impegno nella personalizzazione digitale con l’evoluzione dei Temi per infotainment. L’interfaccia MMI consente ora una consultazione istantanea di oltre 200 sfondi sviluppati da Magnum Photos, grandi studi cinematografici (Disney, Marvel, Pixar) o ispirati a passioni come sport e motori. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
CUPRA Formentor, Leon e Terramar 2025: tecnologia avanzata e stile rinnovato
(Adnkronos) - La gamma CUPRA si evolve con un aggiornamento che potenzia estetica, sicurezza e tecnologia, coinvolgendo i modelli Formentor, Leon, Leon Sportstourer e Terramar. Al centro dell’evoluzione della gamma Cupra, i nuovi fari Matrix LED Ultra, progettati per offrire massima visibilità in ogni condizione grazie a un sistema di 25.000 pixel che valorizza l’iconica firma luminosa a tre triangoli. La regolazione automatica degli abbaglianti e l’illuminazione dinamica degli anabbaglianti assicurano un'esperienza di guida notturna più sicura e nitida. Disponibili di serie nelle edizioni limitate Dark Night e Dark Stone di CUPRA Formentor, i fari Matrix LED Ultra possono essere richiesti anche tramite i pacchetti Pure Performance. Tra le novità figura anche il sistema Front Cross Traffic Assist, che rileva il traffico trasversale a bassa velocità tramite sensori radar e attiva segnali di avviso o una frenata automatica fino a 10 km/h, aumentando il livello di protezione in ambito urbano. Il linguaggio stilistico dei modelli si arricchisce grazie al nuovo colore carrozzeria Dark Void, pensato per esaltare i volumi di Formentor, Leon e Leon Sportstourer, e ora disponibile anche per CUPRA Terramar. Nella gamma Leon, sono stati introdotti dettagli a contrasto in Obsidian Black per griglie, diffusori e specchietti, oltre al tetto e alle minigonne laterali, tutti abbinabili al pacchetto Dark Shadow (1.150 euro) con cerchi GARBI Black da 18 pollici. La dotazione tecnologica si completa con l’introduzione del sistema di navigazione disponibile come optional a 790 euro, configurabile singolarmente su tutti i modelli. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Lamborghini Temerario GT3: potenza pura per la nuova auto da corsa
(Adnkronos) -
Lamborghini Squadra Corse alza il sipario sulla nuova Temerario GT3, la prima vettura da gara derivata dall’omonima supercar stradale. Interamente progettata e sviluppata a Sant’Agata Bolognese, segna una svolta nel motorsport GT3 e inaugura un capitolo inedito per il brand. Cuore pulsante della nuova Lamborghini Temerario GT3 è un V8 biturbo da 4.0 litri, rivisitato nella sovralimentazione per rispettare i regolamenti GT3 e garantire prestazioni costanti durante tutta la durata delle gare. L’unità è priva del sistema ibrido, alleggerita e ricalibrata per erogare una potenza regolata attorno ai 550 CV secondo il Balance of Performance. Il telaio spaceframe in alluminio, evoluzione di quello stradale, è stato semplificato e rinforzato per le esigenze della pista. I subframe anteriore e posteriore sono facilmente removibili, progettati per velocizzare gli interventi durante le gare endurance. La gabbia di sicurezza integrata rispetta i più recenti standard FIA GT3. La carrozzeria in fibra di carbonio mantiene l’identità stilistica Lamborghini, reinterpretata in chiave funzionale con flussi d’aria ottimizzati e elementi sganciabili rapidamente. Il sistema di raffreddamento, completamente riprogettato, migliora l’efficienza dei turbocompressori e la gestione termica globale. Le sospensioni regolabili su sei vie, firmate KW, sono ispirate alla tecnologia LMDh. La carreggiata più ampia e il passo allungato migliorano la stabilità e la precisione nei tratti misti. L’adozione di cerchi Ronal da 18 pollici e un sistema sterzante idraulico personalizzato completa il pacchetto meccanico. L’impianto di scarico firmato Capristo è progettato specificamente per questo modello da corsa. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)










