Revolut title partner del team Audi F1 a partire dal 2026
(Adnkronos) -
Audi e Revolut hanno siglato un accordo strategico che vedrà la società fintech diventare title partner del futuro team Audi F1 a partire dal Campionato del Mondo di Formula 1 FIA 2026. L’intesa sancisce l’unione di due realtà d’eccellenza accomunate dalla spinta all’innovazione e da un approccio rivoluzionario nei rispettivi settori. La collaborazione punta a trasformare l’esperienza della Formula 1 in un punto di incontro tra tecnologia, sport e interazione digitale. Grazie a Revolut, i tifosi potranno vivere il weekend di gara in modo totalmente nuovo, attraverso iniziative pensate per coinvolgere le nuove generazioni di appassionati e offrire vantaggi esclusivi ai clienti del servizio. Nel cuore operativo della squadra, la piattaforma Revolut Business sarà implementata per ottimizzare la gestione finanziaria del team.
Jonathan Wheatley, Team Principal della futura scuderia Audi F1, ha rimarcato come questa alleanza sia molto più di una sponsorizzazione: è una scelta mirata a ridefinire gli standard di coinvolgimento tra squadra e tifosi, sfruttando le soluzioni digitali per rendere l’interazione sempre più immersiva.
Nik Storonsky, CEO di Revolut, ha dichiarato che la partnership rappresenta un passaggio fondamentale per l’azienda, in un momento in cui si prepara a superare la soglia dei 100 milioni di clienti globali. Il debutto di Audi nel circus rappresenta un investimento a lungo termine all’interno di un contesto sempre più attento alla sostenibilità. Con un bacino globale di 820 milioni di appassionati e 1,6 miliardi di telespettatori nel 2024, la Formula 1 si conferma una delle piattaforme mediatiche più efficaci al mondo. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Roma, per Unità mobile Consulcesi-Fimmg in 6 mesi oltre 1.200 interventi
(Adnkronos) - E' cinquantenne e italiano chi, di solito, chiede assistenza sanitaria all'Unità mobile 'Salute e inclusione', il servizio della Fondazione Consulcesi in collaborazione con la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) del Lazio. Il presidio sanitario di prossimità, attivo a Roma, conferma il suo ruolo centrale nel rispondere alle difficoltà di accesso alle cure, in linea con i recenti dati Istat e Caritas, registrando nel primo semestre 2025 oltre 1.100 accessi, che hanno portato alla realizzazione di 1.262 interventi gratuiti a favore delle fasce più vulnerabili della popolazione. Il servizio - ricorda una nota - è operativo in 3 aree critiche della Capitale (Stazione Ostiense, Stazione Tuscolana e Piazza Santi Apostoli) e rappresenta un punto di riferimento per chi è escluso, di fatto, dal sistema sanitario. Dal punto di vista demografico, il profilo del paziente tipo è di sesso maschile e ha circa 50 anni. Gli uomini rappresentano infatti oltre l'80% degli accessi (1.048), seguiti dalle donne (163) e, in misura significativa, da persone transgender che con 51 accessi trovano nell'Unità mobile un luogo sicuro e non giudicante in cui ricevere cure. Un dato particolarmente interessante riguarda la nazionalità dei pazienti. "Per la prima volta dall'attivazione del servizio - si legge - i cittadini italiani rappresentano la maggioranza relativa dei pazienti: con 389 accessi, superano i cittadini stranieri. Seguono persone provenienti da Romania, Ucraina, Marocco, Tanzania e Algeria". Questa evoluzione - per gli operatori - segnala un bisogno crescente di assistenza anche tra persone non migranti, spesso colpite da vulnerabilità economica o da barriere nell'accesso al sistema sanitario nazionale. Dal punto di vista logistico, il luogo con più richieste all'Unità mobile è stata Stazione Ostiense, con 720 accessi - riporta la nota - seguita da Stazione Tuscolana (310) e Piazza Santi Apostoli (232). La distribuzione nel tempo è stata regolare, con un picco nel mese di maggio (230 accessi) e numeri costanti tra gennaio e aprile (tra i 199 e i 215 accessi mensili). "Questi numeri non raccontano solo un'attività medica, ma un bisogno reale e crescente di prossimità, ascolto e accoglienza sanitaria - afferma Alessandro Alcione, medico e coordinatore del progetto - Siamo di fronte a un sistema di welfare che, nelle sue crepe, lascia scoperte le persone più fragili. L'Unità mobile intercetta quel bisogno con umanità, rapidità e continuità. Questo anche perché molti non hanno accesso al medico di medicina generale per motivi burocratici: mancanza di residenza, permesso di soggiorno o iscrizione fuori regione". L'accessibilità, la fiducia costruita nel tempo e il supporto di una rete di volontari e operatori rendono questo progetto un punto di riferimento per chi vive ai margini. Un presidio che è prima di tutto umano, oltre che sanitario. "Con questo progetto - commenta Simone Colombati, presidente della Fondazione Consulcesi - continuiamo a portare sul territorio un'idea concreta di sanità solidale. Vogliamo che nessuno resti indietro, soprattutto in un contesto come quello attuale, dove la fragilità non è solo sociale o economica, ma anche culturale e sanitaria. I risultati ci confermano che siamo sulla strada giusta". Nei prossimi mesi - conclude la nota - l'Unità mobile Consulcesi-Fimmg continuerà a operare regolarmente, intensificando gli sforzi per raggiungere e sostenere chi, troppo spesso, resta invisibile. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dazi, Scocchia (illycaffè): "Non è disfatta, evitata guerra commerciale che avremmo perso"
(Adnkronos) - L'accordo tra Usa e Ue sui dazi al 15% "non è una vittoria né un pareggio, ma non è una disfatta" perchè "si è evitata una guerra commerciale che poi avremmo comunque perso". In una lunga intervista con Adnkronos/Labitalia
, Cristina Scocchia, ad di illycaffè, storico marchio del caffè made in Italy con una forte quota di export negli Usa, analizza l'intesa sui dazi e parla dei possibili effetti sul business di illycaffè. Al centro del colloquio anche la 'tempesta perfetta' nel mercato del caffè, l'andamento dei prezzi, la conferma degli investimenti e le ultime novità sulla quotazione in Borsa. Usa e Ue hanno raggiunto un'intesa sui dazi al 15% per i prodotti europei che doveva partire da oggi, 1° agosto, ma che in realtà prenderanno il via il 7 agosto. Come giudica l'accordo? Io sono una persona molto pragmatica, non penso certo che questa sia una vittoria, e neanche un pareggio. Però non penso che sia una disfatta, nel senso che dobbiamo essere anche obiettivi. Le forze in campo erano molto diverse. Da una parte, abbiamo gli Stati Uniti, che sono uno Stato, con una leadership politica chiara, con indipendenza energetica, militare e tecnologica. Noi invece, dall'altra parte, abbiamo un'Europa che non è uno Stato, ma è tanti Stati insieme. Un insieme di Stati con una governance ancora poco chiara e farraginosa, e senza una leadership forte e condivisa. Infatti, su molte tematiche e anche sui dazi abbiamo visto e vediamo posizioni discordanti tra i vari paesi, Francia, Germania, Italia, in primis. Quindi non siamo uno Stato unico, non abbiamo una leadership europea forte. E poi non siamo indipendenti dal punto di vista energetico, non siamo indipendenti dal punto di vista militare e della difesa, non siamo indipendenti neanche dal punto di vista della tecnologia, soprattutto la tecnologia digitale e dell'intelligenza artificiale, dove dipendiamo dagli americani, quindi è ovvio che se le forze in campo sono così dispari, mi viene in mente Tucidide con Atene contro Melo, a un certo punto, per non finire come Melo, bisogna anche essere razionali e ripiegare in maniera pragmatica e ordinata. Quindi non è una vittoria, non è neanche un pareggio, è un ripiegamento, però non è una disfatta. La disfatta vera, secondo me, sarebbe stata andare allo scontro con gli Stati Uniti, iniziare una guerra commerciale che poi avremmo comunque perso, perché, ripeto, noi non siamo indipendenti, loro sì, e in più avremmo logorato quella partnership politica, morale e valoriale che lega le due anime dell'Occidente. E questo, secondo me, sarebbe stata la disfatta vera, logorare questa partnership che fa dell'Occidente quello che è, ovvero un'unione tra le due parti dell'Oceano. Scendendo nel concreto, come pensa che impatterà questo provvedimento sul vostro business negli Usa? Quanto pesa il mercato americano sul vostro bilancio? Gli Stati Uniti pesano per noi il 20% del business. Al momento non sappiamo ancora se ci saranno delle eccezioni sui dazi, delle esenzioni su alcune categorie merceologiche che riguardano i settori agricoli. Non sappiamo ad esempio se settori come il caffè o eventualmente il cacao saranno esclusi da questi dazi. Siamo in attesa di sapere e di capire meglio. Ieri abbiamo visto come tutti una dichiarazione del ministro Usa del Commercio Lutnick che in un'intervista alla Cnbc dichiarava che alcuni prodotti che non vengono coltivati nel mercato americano come ad esempio il cacao e il caffè potrebbero, ha usato il condizionale, essere esclusi. Da allora però non abbiamo più sentito niente. È ovvio che già aver assorbito i dazi al 10% è stato difficile, se saranno poi al 15% sarà ancora più difficile per noi assorbirli. Però cercheremo di agire su due fronti, da un lato aumentare i prezzi al consumo perché dobbiamo porre un limite a quanto possiamo comprimere i nostri margini e dall'altra stiamo valutando da diversi mesi ormai la possibilità di produrre una parte di quello che poi commercializziamo sul mercato americano direttamente su quel mercato, e mi riferisco per esempio agli Energy Drinks che sono poi il prodotto che più viene amato degli americani. E' un progetto che va avanti anche perché è un progetto strategico che è accelerato certamente dai dazi, ma non dipende esclusivamente dai dazi. Noi infatti compriamo il caffè in nove paesi equatoriali, spediamo tutto a Trieste, a Trieste tostiamo e trasformiamo il prodotto e dopodiché lo rispediamo dall'altra parte dell'Oceano per andare negli Stati Uniti. Anche il trasporto Brasile-Trieste e Trieste-Stati Uniti è un costo logistico importante per l'azienda, in più crea un impatto sull'ambiente perché questi trasporti ovviamente emettono poi CO2. E quindi, per ragioni di efficienza della logistica e anche di sostenibilità, è giusto che un'azienda come noi che è sempre più globale, perché ormai ha all'estero il 70% del proprio mercato, inizi a ragionare su una scelta di questo tipo. E' ovvio poi che i dazi hanno accelerato queste nostre riflessioni. In questa condizione di incertezza quale è la situazione che state affrontando sul mercato del caffè? Quale ad oggi l'andamento del costo della materia prima? Il caffè verde purtroppo continua ad avere una quotazione molto alta, la spinta inflattiva non si sta attenuando, oggi siamo intorno ai 300 centesimi per libra. Certo, rispetto a quando era arrivato a 439, è ovvio che c'è stata una riduzione anche apprezzabile, però noi dobbiamo tenere presente che il prezzo medio era 100-130, quindi comunque anche oggi stiamo parlando di un costo della materia prima tre volte superiore alle medie storiche, quindi un aggravio dei corsi di produzione molto importante per noi. Diciamo che il settore tra dazi e costo della materia prima è sotto pressione. Noi come azienda, come illycaffè, stiamo reggendo molto bene, abbiamo appena chiuso un primo semestre comunque in forte crescita, più 11% di fatturato, più 4% di Ebitda e più 9% di utile netto. Diciamo che abbiamo chiuso un semestre positivo nonostante la tempesta perfetta. E la cosa che per me è più importante è che siamo cresciuti in tutti i mercati: l'Italia ha fatto +12%, l'Europa +25%, gli Stati Uniti +21%, quindi una crescita veramente globale. Visti gli aumenti del costo della materia prima avete ritoccato i prezzi al consumo dei vostri prodotti in questi mesi? Avete in programma di fare altri aumenti? Abbiamo rivisto i prezzi però in maniera molto contenuta, infatti di questa crescita del fatturato dell'11% di cui accennavo prima, due terzi è legato a una crescita di volume e solo un terzo è una crescita di valore dovuta all'aumento dei prezzi. Quindi abbiamo trattenuto su di noi la maggior parte dell'aumento dei costi di produzione, non volevamo riversarli a valle sui consumatori e quindi vedere i volumi che ci spingono per circa il 7%-7,5% di quell'11% significa che alzare i prezzi in maniera bilanciata e non aggressiva è stata la scelta giusta per un brand come il nostro. Adesso ovviamente controlleremo la situazione, non abbiamo in piano aumenti ulteriori di prezzo per quest'anno però ovviamente queste decisioni devono essere poi riviste mensilmente perché in un contesto volatile come questo quello che diciamo oggi potrebbe non essere più la soluzione migliore a settembre e ottobre. Per ora però le confermo che per quest'anno non abbiamo altri aumenti di prezzo all'orizzonte. A che punto siete per la quotazione in Borsa? Io credo che la quotazione sia un evento unico nella vita di un'azienda e che va realizzato quando l'azienda se lo può permettere e quando ci sono le condizioni di mercato giuste. Noi in questo momento abbiamo risultati molto forti per cui potremmo essere pronti, dal punto di vista aziendale, per la quotazione. Però questa è una condizione necessaria e non sufficiente. È anche necessario che ci sia una finestra macroeconomica giusta per la quotazione e decisamente questa non lo è, con tutte queste tensioni, con i riverberi che le politiche protezionistiche hanno sui mercati. Quindi in questo momento abbiamo deciso di posticipare la quotazione, non pensiamo avverrà nel 2026, monitorizzeremo durante il 2026 quello che è il contesto e se sarà possibile a quel punto decideremo quando quotarci. Quindi è un progetto che per adesso è stato rimandato a causa di un contesto onestamente sfavorevole. illycaffè conferma comunque gli investimenti previsti, a partire da Trieste? Assolutamente, questo per me è molto importante perché in salita si accelera, come dico sempre: il futuro va costruito, non va atteso e quindi è proprio in questi momenti di grande incertezza che bisogna trovare il coraggio di investire. Si tratta di coraggio perché quando i margini sono in compressione per l'aumento dei costi della materia prima e per i dazi, ovviamente, ci vuole coraggio ad investire, però noi questo coraggio ce l'abbiamo. Abbiamo confermato i 120 milioni di investimento a Trieste, siamo a buon punto con il completamento della tosteria che dovrebbe essere pronta nei prossimi 6-9 mesi. Proprio adesso, a partire dal primo di agosto, stiamo costruendo una nuova linea di produzione per i 250 grammi che sono il nostro prodotto più iconico e grazie a questi progetti di ampliamento della capacità produttiva abbiamo assunto direttamente 100 persone negli ultimi 6 mesi. Questo è un segno concreto non solo di quanto vogliamo investire in Italia e a Trieste in particolare, ma anche di quanto questo poi abbia un riverbero positivo sull'occupazione. (di Fabio Paluccio) ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Megaflash, nuovo record mondiale per il fulmine più lungo (829 Km)
(Adnkronos) - L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm-Wmo) ha certificato il nuovo record mondiale per il fulmine più lungo: ben 829 km in un noto hotspot per le tempeste negli Stati Uniti, le Grandi Pianure del Nord America. Il 'megaflash' - fa sapere il Wmo in una nota - si è verificato nell'ottobre 2017, durante un violento temporale: si è esteso dal Texas orientale fino a Kansas City, una distanza equivalente a quella tra Parigi e Venezia in Europa. Un'auto impiegherebbe dalle otto alle nove ore e un aereo commerciale almeno 90 minuti per coprire quella distanza. "I fulmini sono fonte di meraviglia ma anche un grave pericolo che miete numerose vittime in tutto il mondo ogni anno e rappresentano quindi una delle priorità dell'iniziativa internazionale 'Early Warnings for All'. Queste nuove scoperte evidenziano importanti preoccupazioni per la sicurezza pubblica in merito alle nubi elettriche, che possono produrre fulmini che percorrono distanze estremamente grandi, hanno un impatto significativo sul settore dell'aviazione e possono innescare incendi boschivi", ha dichiarato il segretario generale dell'Omm Celeste Saulo. Il Comitato per gli Estremi Meteorologici e Climatici dell'Omm, che tiene registri ufficiali degli estremi globali, emisferici e regionali, ha riconosciuto il nuovo record con l'aiuto delle più recenti tecnologie satellitari. I risultati sono stati pubblicati sul Bulletin of the American Meteorological Society. Il nuovo record di 829 km presenta un margine di errore di ± 8 km. È di 61 chilometri superiore al record precedente, che copriva una distanza di 768 ± 8 km in alcune zone degli Stati Uniti meridionali il 29 aprile 2020. "Questo nuovo record dimostra chiaramente l'incredibile potenza dell'ambiente naturale. Inoltre, la valutazione dell'Omm di eventi estremi ambientali come questo record testimonia i significativi progressi scientifici nell'osservazione, nella documentazione e nella valutazione di tali eventi. È probabile che esistano anche eventi estremi ancora più gravi e che saremo in grado di osservarli man mano che nel tempo si accumuleranno ulteriori misurazioni di fulmini di alta qualità", ha affermato il professor Randall Cerveny, relatore del rapporto sugli estremi meteorologici e climatici dell'Omm. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il futuro dell'AI: ecco le prossime rivoluzioni tecnologiche
(Adnkronos) - La Chinese Academy of Engineering (CAE) ha pubblicato un'analisi approfondita sulle tecnologie destinate a guidare il progresso dell'intelligenza artificiale e dell'ingegneria dell'informazione nei prossimi cinque o dieci anni. L'elenco, che comprende quasi 300 tecnologie suddivise in tre categorie, si propone di orientare la comprensione pubblica e fornire una base strategica per i futuri piani di sviluppo nel settore.
La prima categoria, focalizzata sull'innovazione nell'ingegneria dell'informazione, identifica 163 tecnologie che spazieranno dalle comunicazioni di nuova generazione, come il 6G, ai modelli di AI avanzati, inclusi i modelli multimodali su larga scala e gli agenti super-generici.
La seconda categoria riguarda la trasformazione delle industrie tradizionali e l'integrazione interdisciplinare, elencando 122 tecnologie emergenti. Tra queste spiccano le neuroscienze computazionali, gli smart wearables di nuova generazione e un nuovo metodo per la progettazione di farmaci assistita dall'AI, che promettono di scatenare una vera e propria rivoluzione della produttività in diversi settori. Infine, sono stati evidenziati 12 hotspot di AI strettamente legati alla vita quotidiana, come le tecnologie dei grandi modelli di AI, i sistemi intelligenti senza pilota e la cosiddetta "intelligenza incarnata". Secondo l'accademico della CAE Yu Shaohua, l'obiettivo dell'iniziativa è duplice: "migliorare la comprensione pubblica dei futuri impatti sociali dell'AI, fornendo al contempo un riferimento strategico per i piani di sviluppo dell'AI". ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
La patata è nata da un pomodoro? Un'incredibile scoperta riscrive la storia del tubero più amato
(Adnkronos) - Una straordinaria scoperta scientifica ha riscritto la storia della patata, la terza coltura alimentare più importante al mondo. Un team di ricerca internazionale, guidato da scienziati del Chinese Academy of Agricultural Sciences e con collaborazioni dal Canada e dal Regno Unito, ha rivelato che la patata è il risultato di un antico "matrimonio genetico" avvenuto circa 9 milioni di anni fa. Si è scoperto che la pianta del pomodoro è la "madre" della patata, nata da un evento di ibridazione tra il pomodoro e una specie simile alla patata ma senza tuberi, chiamata Etuberosum. Questo incrocio, documentato sulla rivista Cell, non solo ha dato origine alla patata, ma ha anche creato un organo completamente nuovo: il tubero. Per risolvere il mistero delle origini della patata, il team ha analizzato 101 genomi e 349 campioni, effettuando un'analisi del DNA che ha coinvolto 56 dei suoi parenti selvatici. Dai risultati è emerso che tutte le patate esaminate portano un contributo genetico equilibrato e stabile sia dall'Etuberosum che dal pomodoro, da cui gli scienziati hanno dedotto che la patata fosse l'ibrido delle due specie.
In particolare, il pomodoro ha agito come genitore materno, mentre l'Etuberosum era il genitore paterno. Successive analisi hanno confermato che l'ibridazione è avvenuta circa 5 milioni di anni dopo che le due specie ancestrali avevano iniziato a divergere, portando alla comparsa delle prime patate con tuberi circa 9 milioni di anni fa. La scoperta più sorprendente riguarda l'origine del tubero, che non era presente in nessuna delle due piante madri. I ricercatori ipotizzano che il tubero sia il risultato di un riarrangiamento genomico: la combinazione di geni di ciascun genitore ha accidentalmente creato questo nuovo organo. Il gene chiave per la formazione dei tuberi, chiamato SP6A, che agisce come un interruttore per avviare la loro produzione, proviene dal pomodoro, mentre un altro gene importante, IT1, che controlla la crescita degli steli sotterranei, proviene dall'Etuberosum. L'evoluzione del tubero ha conferito alla patata un enorme vantaggio in ambienti difficili, consentendo di immagazzinare acqua e amido per resistere alla siccità e al freddo, alimentando così l'esplosione di nuove specie e contribuendo alla ricchezza genetica che vediamo oggi. Come ha spiegato Huang Sanwen, che ha guidato lo studio: "L'evoluzione di un tubero ha dato alle patate un enorme vantaggio in ambienti difficili, alimentando un'esplosione di nuove specie e contribuendo alla ricca diversità nelle patate che vediamo e su cui facciamo affidamento oggi". ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
"Testo unico farmaceutica risolva squilibri settore", da Uap 5 richieste urgenti
(Adnkronos) - "Tariffe sottocosto, rimborsi sbilanciati e conflitti d'interesse": sono queste "le criticità da affrontare nel Testo Unico della legislazione farmaceutica" secondo la Uap, Unione ambulatori e poliambulatori, che in una nota interviene "con fermezza" sul percorso legislativo presentato dal Governo il 31 luglio alla Camera dei deputati e illustrato dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. "Mentre l'Esecutivo parla di 'impianto normativo chiaro e coerente', i dati di settore rivelano gravi squilibri e zone d'ombra che il testo non affronta", è la posizione di Uap che avanza "5 richieste urgenti al Governo e al Parlamento: allineamento tariffario tra farmacie e strutture accreditate per prestazioni identiche; revisione del nomenclatore per adeguare le tariffe ai costi reali; moratoria sui rimborsi alle farmacie fuori sperimentazione, con verifica della Corte dei conti; trasparenza dei flussi finanziari, con pubblicazione entro il 30 settembre 2025 dei dati su volumi, costi e qualità; clausola di trasparenza e imparzialità nella gestione politica della riforma, con vigilanza rafforzata su eventuali conflitti d'interesse". Uap chiede "l'applicazione rigorosa dell'obbligo di astensione in caso di interessi diretti o indiretti nel settore oggetto della delega", ricordando che "il sottosegretario Gemmato, promotore politico del Testo Unico, è stato titolare di partecipazioni in farmacie e cliniche private, come segnalato da fonti giornalistiche". L'Unione ambulatori e poliambulatori elenca in particolare 4 criticità nel documento: 1) "Tariffe sottocosto per le strutture accreditate. Il D.M. 25 novembre 2024 ha fissato tariffe massime nazionali per molte prestazioni sanitarie che non coprono nemmeno i costi vivi di erogazione (es. Ecg 11,62 euro; Mapa 41,32 euro). Ciò impedisce di abbattere le liste d'attesa, compromette la qualità clinica e può configurare danno erariale ai sensi dell'art. 1, L. 20/1994"; 2) "Farmacie rimborsate con importi maggiorati, fuori dai limiti di legge. Alle farmacie vengono riconosciuti fino a 26 euro per un Ecg e 15 euro per un test glicemico, mentre alle strutture accreditate spettano rispettivamente 11,62 euro e 1 euro. Questi rimborsi, spesso concessi fuori dal regime sperimentale 'Farmacia dei servizi' e in deroga ai massimali previsti, violano il principio di parità di trattamento fra erogatori e rischiano di generare spesa illegittima"; 3) "Assenza di requisiti minimi e sovrapposizione di ruoli. Le prestazioni strumentali in farmacia vengono spesso autorizzate in assenza dei requisiti di legge e con ambiguità nel ruolo di prescrittore ed erogatore, in aperto contrasto con quanto stabilito dal R.D. 1934"; 4) "Conflitto d'interessi istituzionale". "Non si può parlare di efficienza e sostenibilità - conclude la presidenza di Uap - se si continua a pagare troppo chi ha meno requisiti e troppo poco chi li rispetta tutti. I fondi ci sono: ma solo per alcuni. Questo va cambiato". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Legge Università: 160M di euro per enti di ricerca e Piano Sud
(Adnkronos) - La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il Decreto legge università e ricerca, dopo il via libera del Senato, introducendo misure cruciali per il sistema accademico italiano. La legge stanzia risorse per potenziare progetti e infrastrutture scientifiche, sblocca la stabilizzazione del personale del CNR, garantisce sgravi fiscali per le borse di ricerca e riconosce i titoli di studio per gli educatori nei servizi per l'infanzia. Il Ministro Anna Maria Bernini ha dichiarato: "Con l'approvazione definitiva di questo decreto, mettiamo a disposizione del sistema universitario e della ricerca italiana oltre 300 milioni di euro di investimenti mirati. Si tratta di una svolta concreta che dimostra la centralità strategica che attribuiamo alla scienza e all'innovazione per la competitività del nostro Paese". La nuova normativa destina 160 milioni di euro come risorse premiali agli enti di ricerca vigilati dal MUR per potenziare programmi e infrastrutture scientifiche. Questi fondi saranno erogati con una ripartizione temporale di 40 milioni nel 2025, 60 milioni nel 2026 e 60 milioni nel 2027. A questi si aggiungono 1,48 miliardi di euro del Fondo di Finanziamento ordinario (FOE) per il 2025.
La legge sblocca definitivamente i 150 milioni di euro destinati al Piano d'azione 'Ricerca Sud', finalizzato a rafforzare le capacità di ricerca e innovazione nelle aree meno sviluppate del Paese. L'obiettivo è fare del Mezzogiorno un polo d'eccellenza per la ricerca scientifica e tecnologica, promuovendo la collaborazione tra atenei, imprese e istituzioni locali. Il Piano promuoverà la costituzione di Ecosistemi dell'innovazione nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il decreto include anche misure specifiche per il personale del CNR, sbloccando le procedure per la stabilizzazione di ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi, con un finanziamento di 9 milioni di euro nel 2025. Viene inoltre confermato il regime fiscale agevolato per le borse di ricerca. Infine, la legge proroga al 31 dicembre 2025 il mandato del Consiglio Universitario Nazionale (CUN) e tutela l'accesso alla professione per gli educatori per l'infanzia immatricolati entro l'anno accademico 2018/2019. Come ribadito dal Ministro Bernini, "stiamo costruendo un ecosistema della ricerca più solido e inclusivo. Grazie a questi investimenti, l’Italia si afferma come protagonista della ricerca internazionale e un polo di attrazione per nuovi talenti”. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Italia e Algeria: alleanza strategica per un Mediterraneo digitale e interconnesso
(Adnkronos) - In occasione del quinto vertice intergovernativo Italia-Algeria, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, senatore Adolfo Urso, e il ministro algerino delle Poste, della Tecnologia Digitale e delle Comunicazioni, Sid Ali Zerrouki, hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) per rafforzare la collaborazione nel settore delle poste e telecomunicazioni. L'accordo mira a promuovere progetti congiunti in ambiti strategici come la connettività, le comunicazioni radio, la gestione dello spettro e la modernizzazione dei servizi postali. Particolare attenzione è rivolta allo sviluppo di nuove infrastrutture digitali sottomarine che colleghino l'Algeria all'Europa attraverso l'Italia, con l'obiettivo di migliorare l'interconnessione e ottimizzare le rotte di transito IP. Il ministro Urso ha dichiarato: "Italia e Algeria condividono una posizione strategica nel Mediterraneo: rafforzare insieme le infrastrutture sottomarine e digitali significa costruire un futuro connesso, resiliente e sicuro per l’intero bacino". Il dialogo ha incluso anche la cooperazione postale, vista come strategica per l'interscambio commerciale tra le PMI e per la promozione della digitalizzazione e dei pagamenti elettronici. Infine, il ministro Urso ha rilanciato l'invito all'Algeria a partecipare all'AI Hub per lo Sviluppo Sostenibile, un'iniziativa promossa nell'ambito del Piano Mattei per la cooperazione tecnologica con i Paesi africani. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
West Nile, in Italia 89 casi da inizio anno: 57 in più in 1 settimana
(Adnkronos) - "Salgono a 89 in Italia i casi confermati di infezione da West Nile virus (Wnv) nell'uomo" secondo il bollettino pubblicato oggi dall'Istituto superiore di sanità. Rispetto alla rilevazione della scorsa settimana (32 casi), si contano 57 infettati in più. All'Iss sono stati segnalati al momento "8 decessi". "Tra i casi confermati dall'inizio della sorveglianza al 30 luglio - si legge nel report - 40 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (2 Piemonte, 1 Lombardia, 3 Veneto, 1 Emilia Romagna, 23 Lazio, 10 Campania), 2 casi asintomatici identificati in donatori di sangue (1 Veneto, 1 Campania), 46 casi di febbre (1 Lombardia, 5 Veneto, 35 Lazio, 4 Campania, 1 Sardegna) e 1 caso asintomatico (1 Campania). Sono stati notificati 8 decessi (1 Piemonte, 2 Lazio, 5 Campania)". "Salgono a 31 le province con dimostrata circolazione del Wnv appartenenti a 10 regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sardegna", elenca l'Iss. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)










