Citomegalovirus in gravidanza, studio spiega perché può colpire donne immuni
(Adnkronos) - Perché l'infezione fetale da citomegalovirus (Cmv) può verificarsi anche in donne apparentemente immuni? La risposta arriva dallo studio Child, uno dei più ampi condotti a livello internazionale sul tema, che ha analizzato circa 10mila gravidanze, nell'ambito di un finanziamento della Fondazione regionale per la ricerca biomedica (Frrb). La ricerca, guidata dalla Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, in collaborazione con altri 10 ospedali della Lombardia, ha indagato sulla minaccia Cvm, uno dei principali responsabili di sordità congenita e ritardi dello sviluppo psicomotorio nei neonati, che può colpire il feto anche quando la madre è già entrata in contatto con il virus prima della gravidanza. Il citomegalovirus - ricordano dal San Matteo - è un virus comune e spesso silente, che resta latente nell'organismo per tutta la vita. Tuttavia, può riattivarsi in situazioni di debolezza immunitaria, come nei pazienti trapiantati o durante la gravidanza. L'infezione congenita colpisce circa 1 neonato su 150, con complicanze permanenti in 1 caso su 6. "Sapevamo che, nelle donne non immuni che sviluppano un'infezione da Cmv durante la gravidanza - illustra Daniele Lilleri, microbiologo del Policlinico San Matteo e primo autore dello studio - il rischio di trasmissione al feto è elevato (circa 30-40%), mentre è molto più basso (meno del 3%) in quelle già immuni. Ma non era chiaro cosa succedesse nei rari casi in cui l'infezione colpisce comunque il feto". Lo studio, di prossima pubblicazione su 'Lancet Microbiology', dimostra che, in alcune donne già entrate in contatto con il Cmv prima della gravidanza, la risposta immunitaria non è ancora del tutto sviluppata. "In particolare - spiegano Fausto Baldanti, direttore Sc Microbiologia e virologia e Lilleri - è presente un numero ridotto di linfociti T della memoria, fondamentali per una risposta rapida ed efficace: gli anticorpi neutralizzanti, da soli, non sono sufficienti a proteggere il feto nei casi di infezione congenita; gli anticorpi materni mostrano una minore capacità di attivare le cellule Natural killer, decisive nel contrasto al virus". Grazie alla nuova ricerca, "per la prima volta vengono identificati con precisione i difetti immunologici che permettono l'infezione del feto anche in donne apparentemente protette. Un risultato fondamentale - conclude la nota - non solo per migliorare la diagnosi e la prevenzione in gravidanza, ma anche per guidare lo sviluppo di vaccini efficaci contro il Cmv". Lo studio, infatti, identifica le caratteristiche della risposta immunitaria che un vaccino dovrebbe sviluppare per prevenire l'infezione del feto. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ia, potenzia ma non rimpiazza: il nuovo volto del talento in 5 sfide del lavoro che cambia
(Adnkronos) - L’accelerazione tecnologica che ha investito il mondo del lavoro negli ultimi anni non è solo un'opportunità: è una sfida sistemica. Secondo il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum, entro il 2030 il 39% delle competenze lavorative subirà cambiamenti radicali o diventerà obsoleto. Eppure, nonostante questo scenario trasformativo, quasi 4 aziende su 10 non hanno una strategia chiara per affrontare il divario di competenze. Un disallineamento pericoloso e mentre l’intelligenza artificiale, l’automazione e i big data ridisegnano ruoli e funzioni, resta indietro un elemento cruciale: la cultura organizzativa. Molte organizzazioni faticano a conoscere e valorizzare le competenze reali delle proprie persone. Nel contesto di una digitalizzazione crescente, la narrazione dominante tende infatti a promuovere un’immagine dell’intelligenza artificiale come mezzo per creare dipendenti 'super efficienti' e privi di difetti. “La vera rivoluzione non è far diventare le persone 'perfette', ma renderle più consapevoli, libere di sbagliare, ascoltate e guidate da una leadership che sa evolversi. Non superuomini digitali, ma professionisti umani, con punti di forza e margini di miglioramento reali”, afferma Giacomo Marchiori, founder di Talentware, piattaforma fondata insieme a Ismet Balihodzic e Andrea Raimondo che permette di gestire un'organizzazione tramite un approccio skill-based, migliorando la talent retention, il decision-making e la performance aziendale. Concetto pienamente condiviso anche da Alessandro Castelli, Senior Hr Lead, Business e Mental Coach, che vanta una lunga esperienza sia in ambito aziendale sia nella consulenza strategica per la gestione e la valorizzazione delle persone. Castelli sottolinea “che lavorare sullo sviluppo delle persone e delle competenze non possa più essere un’iniziativa spot: servono percorsi e alleanze che uniscano aziende, consulenti, accademie e business school, rafforzati da linguaggi capaci di parlare davvero ai giovani, come per esempio lo sport, per costruire un ecosistema culturale capace di far arrivare questi messaggi in modo autentico e generare cambiamento”. Una visione che mette al centro la persona in un mondo sempre più tech-driven. “Il ruolo dell’intelligenza artificiale nelle Hr non è quello di trasformare le persone in superuomini, ma di aiutarle a esprimere il proprio potenziale, valorizzando i loro punti di forza, i margini di miglioramento e le competenze spesso inespresse”, prosegue Marchiori. Alla base di questa visione, Talentware illustra cinque leve strategiche della trasformazione culturale oggi imprescindibili per affrontare il cambiamento innovativo in atto. 1. Ascolto reale (non solo 'attivo'). Molte aziende dichiarano di ascoltare, ma mancano strumenti concreti e continuativi. Il risultato? Giovani in stage che non ricevono feedback, manager che arrivano ai confronti con approcci poco data-driven perché non hanno strumenti adeguati per raccogliere i dati chiave sul dipendente. L’ascolto diventa un esercizio formale, svuotato di efficacia. “Ascoltare davvero - commenta Alessandro Castelli - significa dare continuità alla voce delle persone, non limitarsi a un sondaggio una volta all’anno senza poi mettere in atto azioni concrete”. 2. Errore come crescita, non stigma. In Italia c’è ancora troppa paura di sbagliare, anche ai livelli manageriali. Questo frena le scelte innovative, mentre altri paesi europei (ad esempio, Francia, Spagna, Nordics) sperimentano con coraggio soluzioni tech.Serve cambiare mindset: l’errore è parte del progresso. Non sbaglia chi rischia, sbaglia chi resta fermo. La vera innovazione nasce da una cultura che accetta l’incertezza come terreno fertile per apprendere, migliorare e crescere. È tempo che anche i nostri manager si sentano autorizzati a sperimentare, senza dover prima chiedere 'permesso al passato'. 3. Leadership: più umana, grazie alla tecnologia. Un vero leader oggi delega all’Ai i compiti ripetitivi e si dedica a ciò che conta davvero: ascoltare, motivare, formare. Tecnologia non per sostituire, ma per liberare il potenziale umano. Affidare all’Ai i task operativi non è una perdita di controllo, ma un guadagno di tempo e visione. È in quel tempo riconquistato che la leadership può tornare ad essere relazione, fiducia, cura delle persone. L’Ai gestisce i dati, il leader coltiva il senso. 4. Accademie, formare per il lavoro reale. Le università chiedono visibilità sulle competenze richieste dalle aziende. È il momento di collaborare per costruire corsi aggiornati e coerenti. Meno teoria, più impatto concreto dal primo giorno di lavoro. Le imprese hanno il dovere di essere trasparenti sui bisogni reali, e le accademie la responsabilità di adattare la formazione. Serve un nuovo patto formativo, basato su competenze tangibili, esperienze pratiche e dialogo costante. Il futuro del lavoro comincia in aula, ma solo se l’aula parla il linguaggio del lavoro. 5. Lo sport come leva Hr. Non è solo una metafora, ma una scuola concreta di soft skill: resilienza, concentrazione, spirito di squadra. Integrare sport e cultura organizzativa aiuta ad attrarre, motivare e trattenere le nuove generazioni, soprattutto in un mondo del lavoro sempre più fluido. La vera sfida, dunque, è costruire un’architettura culturale condivisa, che parta dalle persone ma sia guidata dall’intera organizzazione, fino ai vertici. “La trasformazione non si affronta con iniziative spot. Serve un ecosistema culturale che sappia ascoltare, dare senso all’errore, aggiornare la leadership e parlare con i giovani in modo autentico,” avverte Castelli. “Questa evoluzione deve coinvolgere tanto i leader di oggi quanto quelli di domani: significa aiutare i giovani a costruire la propria identità professionale e di leadership, in un contesto che sappia davvero valorizzare competenze e relazioni. Senza questa visione integrata, rischiamo che l’innovazione tecnologica diventi un acceleratore di alienazione”, conclude. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Da adv producer a ville di lusso in Indonesia, la storia di Francesca Rizzo
(Adnkronos) - Dalla carriera di adv producer alle ville di lusso in Indonesia. E’ questa la storia professionale di Francesca Rizzo, romana, classe 1977. “Nel 2016 - racconta all’Adnkronos/Labitalia - ho lasciato un lavoro di successo presso una famosa concessionaria di pubblicità di reti televisive, dove lavoravo come adv producer, per inseguire la mia voglia di libertà e dedicarmi al flipping immobiliare”. Nel 2019 fonda, insieme al marito Michele Porinelli, un’accademia per insegnare alle persone a fare investimenti immobiliari. “Raccontavo le mie giornate di lavoro sui social - afferma - pian piano le persone si sono fatte avanti, chiedendoci consigli su come operare nel settore. Non avevamo mai pensato che una passione potesse trasformarsi in un vero e proprio lavoro di consulenza”. Nel 2020 arriva il salto definitivo: la coppia lascia l’Italia e si trasferisce a Dubai. Lo scoppio della pandemia, però, complica i loro piani; attendono quindi la riapertura dei confini di Bali, loro meta definitiva, vivendo in Kenya. “Trasferirsi all’estero è un atto di coraggio, non una fuga. Non esiste un cambiamento vero senza passare per un momento di disorientamento”, confessa Francesca. Dal 2021 Francesca e Michele sono alla guida di Bali Holiday Properties, società che realizza ville di lusso per affitti brevi. “Abbiamo iniziato con una villa, oggi siamo a 30 e puntiamo al centinaio entro il 2028”. Ma la strada non è stata facile: “Ho dovuto lavorare il doppio per essere ascoltata. La bellezza di Bali ti accoglie, ma il contesto lavorativo è ancora fortemente maschile. Ho imparato che essere straniera e donna è una doppia sfida, ma anche una grande opportunità di crescita”. Per superare il senso di isolamento, Francesca crea Bali Talks: “Un podcast che dà voce a storie di espatriati, viaggiatori, scrittori e imprenditori. Condividere le esperienze mi ha aiutato a ritrovare energia e motivazione. Bali non è solo un’isola da sogno. E’ un mix di modernità, tradizione e qualità della vita. Qui ho trovato il mio posto nel mondo”. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
LoJack rafforza il proprio ruolo di partner tecnologico globale
(Adnkronos) -
LoJack rafforza il proprio posizionamento come partner tecnologico globale per la mobilità e la sicurezza e amplia l’offerta di servizi digital alla propria community, annunciando la messa online del nuovo sito corporate e il rinnovo della piattaforma MyLoJack. Lojack a livello globale ha numeri impressionanti come attività, 1 milione di clienti in tutta Europa, 1,8 miliardi di euro di valore dei veicoli recuperati e oltre 12,8 milioni di dispositivi installati in tutto il mondo in oltre 25 Paesi. Al centro dell’offerta LoJack c’è un avanzato sistema di recupero veicoli a livello internazionale che combina le tecnologie VHF (Very High Frequency), GPS, GSM, migliorando il tracciamento dei mezzi rubati e riducendo i tempi di intervento da parte delle squadre sicurezza di LoJack, attivi sul territorio. “LoJack è stato un pioniere globale nel recupero di veicoli rubati e oggi è leader anche nella fornitura di soluzioni telematiche avanzate e servizi software su misura per il settore automobilistico, supportando un'ampia rete di partner attraverso strumenti innovativi e offrendo soluzioni integrate che soddisfano le esigenze in continua evoluzione di aziende e consumatori in tutto il mondo.”, evidenzia Maurizio Iperti, Presidente Automotive LoJack EMEA.
Per potenziare ulteriormente la propria offerta di servizi digitali, LoJack ha lanciato la piattaforma MyLoJack, un ecosistema digitale pensato per offrire un'esperienza utente sempre più completa e personalizzata. Attraverso MyLoJack, i clienti driver possono accedere in modo semplice e sicuro a tutte le informazioni relative al proprio abbonamento: dalla documentazione contrattuale al certificato di collaudo del sistema, fino all’informativa sulla privacy.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Benzina: agli italiani costa di più rispetto agli altri stati UE
(Adnkronos) - Secondo gli ultimi dati ufficiali della Commissione Europea a luglio la benzina costava in media 1,729 euro a litro, il diesel 1,663 €/l ovvero, rispettivamente, il 2% ed il 4% in più rispetto ad un mese fa. Questo aumento di tariffe si ripercuote a danno degli automobilisti, Facile.it ha calcolato che per un’auto familiare che percorre 2.500 km occorrono ben 285 euro di benzina, 216 euro se la vettura è diesel. Come se la passano però gli altri viaggiatori europei? Per rispondere alla domanda Facile.it ha analizzato il prezzo del carburante nei 27 Paesi UE scoprendo che l’Italia è uno dei paesi più cari del continente. Per la benzina, gli italiani spendono il 6% in più rispetto alla media europea, addirittura il 7% in più per il diesel. Calcolando sempre un viaggio da 2.500 km entro i confini nazionali, gli austriaci spendono 253 euro in benzina, l’11% in meno rispetto all’Italia, mentre agli spagnoli, per un tour on the road di pari lunghezza, sono sufficienti 246 euro (-14%). Il prezzo della benzina scende ulteriormente se ci si sposta verso est; in Romania e Polonia. Va invece peggio di noi solo a danesi, olandesi e greci. Lo scenario cambia di poco se si considerano invece i veicoli alimentati a diesel, l’Italia resta il quinto Paese più caro dell’Unione Europea. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Pininfarina celebra 95 anni al Pebble Beach Concours d’Elegance 2025
(Adnkronos) - Nel 2025 Pininfarina sarà protagonista al celebre Pebble Beach Concours d’Elegance, in California, in occasione del suo 95° anniversario. L’evento statunitense, tra i più esclusivi al mondo dedicati all’eleganza automobilistica, ha istituito per l’occasione un riconoscimento inedito: il Pininfarina Trophy. Questo nuovo premio sarà attribuito alla vettura che meglio rappresenta quasi un secolo di stile, innovazione e cultura del design secondo la visione Pininfarina.
Sandra Button, Presidente del Pebble Beach Concours d’Elegance, ha evidenziato come la casa italiana abbia lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’automobile: “Nel corso degli anni abbiamo ospitato esemplari straordinari firmati Pininfarina, veri capolavori in movimento. È per noi un privilegio omaggiare l’eccellenza di questo marchio con un trofeo che ne celebra il contributo estetico e concettuale all’universo automobilistico”.
Il Pininfarina Trophy sarà consegnato domenica 17 agosto 2025, durante la cerimonia ufficiale del Concours. A selezionare il vincitore sarà una giuria dedicata, istituita per valorizzare le auto che incarnano pienamente la filosofia del marchio. A presentare il premio sarà Silvio Angori, CEO e Vicepresidente di Pininfarina. Il trofeo, ideato e prodotto internamente, riflette la maestria artigianale e l’identità stilistica che da sempre caratterizzano la casa torinese. “Essere celebrati negli Stati Uniti, un Paese che ha sempre rappresentato un mercato strategico per noi, è motivo di grande orgoglio”, ha dichiarato Angori. “Con le nostre sedi a Miami e New York, sentiamo forte il legame con questo territorio e con un evento che rappresenta un punto di riferimento assoluto nel panorama automobilistico globale”.
Per rendere ancora più speciale il tributo, Automobili Pininfarina presenterà in anteprima la Battista Novantacinque. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
CUPRA Born Impulse+: due nuovi powertrain e autonomia fino a 571 km
(Adnkronos) -
CUPRA amplia l’offerta della sua compatta elettrica Born con aggiornamenti significativi dedicati alla versione Impulse+, già protagonista del successo commerciale del modello. La gamma si arricchisce infatti di due nuovi propulsori pensati per rispondere a esigenze diverse di performance e autonomia. Oltre alla già nota configurazione da 231 CV con batteria da 59 kWh netti, CUPRA Born Impulse+ è ora disponibile anche con un motore da 204 CV abbinato allo stesso pacco batterie, ideale per chi cerca equilibrio tra prestazioni ed efficienza. Per chi punta invece al massimo in termini di percorrenza, debutta anche una versione da 231 CV con batteria maggiorata da 79 kWh netti, capace di assicurare fino a 571 km di autonomia con una singola carica. A rendere ancora più completa l’offerta, arrivano importanti novità sul fronte delle dotazioni di serie. Tutte le versioni di CUPRA Born ora includono l’Adaptive Cruise Control, contribuendo a migliorare il comfort e la sicurezza in ogni condizione di guida. Sul fronte della connettività, è ora incluso il sistema Car2X, che affianca il già presente Full Link wireless compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, per una connettività integrata e senza interruzioni. Ulteriore aggiornamento riguarda la disponibilità del sistema di navigazione, ora offerto come optional singolo a un prezzo di listino di 900 euro. In ogni caso, la navigazione resta accessibile da smartphone tramite Full Link. Tra le dotazioni incluse figurano cerchi in lega da 19” Aero Machined “Typhoon Copper”,
fari Full LED con funzione per condizioni meteo avverse, sistema di infotainment con display touch da 12,9” e servizi CUPRA Connect, volante sportivo riscaldato con cuciture Copper CUPRA e tasti satelliti, sedili sportivi in SEAQUAL YARN, Travel Assist, Top View Camera, Intelligent Park Assist e vernice metallizzata a scelta tra Bianco Glaciale, Argento Geyser e Nero Midnight. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Peugeot E-5008 325 Dual Motor: prestazioni elevate per il SUV 7 posti full electric
(Adnkronos) - Peugeot arricchisce la gamma E-5008 con l’introduzione della nuova versione 325 Dual Motor, dotata di trazione integrale elettrica e una potenza combinata di 325 CV. Il SUV 100% elettrico, configurato per ospitare fino a sette passeggeri, è pensato per chi cerca versatilità, prestazioni e comfort. La configurazione a doppio motore prevede un’unità da 213 CV sull’asse anteriore e una da 112 CV sul posteriore, per una coppia massima di 509 Nm. L’accelerazione è immediata: 0-100 km/h in 6,5 secondi e 80-120 km/h in soli 4 secondi. La batteria agli ioni di litio da 73 kWh assicura fino a 467 km di autonomia (WLTP) e si ricarica dal 20% all’80% in circa 30 minuti con colonnine rapide. Il sistema di trazione integrale è gestito elettronicamente e propone quattro modalità di guida: Normale, per la massima efficienza; 4WD, per affrontare superfici scivolose; Sport, per risposte più rapide; ed Eco, ottimizzata per il risparmio energetico. Il modello viene offerto esclusivamente in allestimento GT, completo di equipaggiamenti di alto livello: guida assistita avanzata, tetto panoramico, vetri acustici, sistema Clean Cabin e sedili AGR in Alcantara con funzione massaggio e memoria. I cerchi da 20” e l’impianto Hi-Fi Focal® (su E-3008) arricchiscono ulteriormente l’esperienza. Nonostante la trazione integrale, la capacità di carico resta elevata: fino a 2178 litri in configurazione a 2 posti. Il prezzo di listino per il mercato italiano è di 59.280 euro (IPT esclusa). La nuova Peugeot E-5008 325 Dual Motor risponde alle esigenze di chi desidera un SUV elettrico spazioso, performante e adatto a ogni condizione stradale, con la garanzia di 8 anni su veicolo e batteria, e servizi inclusi per la ricarica domestica e pubblica. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Leapmotor B10 arriva in Italia: SUV elettrico compatto e accessibile
(Adnkronos) - L’Italia inaugura le vendite europee del Leapmotor B10, nuovo SUV compatto 100% elettrico che segna un passaggio importante nella strategia del brand. Offerto in promozione a partire da 26.900 euro, il B10 punta a ritagliarsi un ruolo di rilievo nel competitivo segmento dei C-SUV elettrici. Un veicolo che fonde estetica, innovazione e accessibilità, con l’obiettivo di portare la mobilità a zero emissioni a un pubblico sempre più ampio. Il design esterno del Leapmotor B10 trasmette dinamicità e modernità, con linee scolpite che ne esaltano l’equilibrio tra sportività e funzionalità. Le dimensioni sono adatte alla città e ai percorsi extraurbani: 4.515 mm di lunghezza, 1.885 mm di larghezza, 1.655 mm di altezza, passo da 2.735 mm. All’interno, l’ambiente è ampio e luminoso, con un’impostazione minimal ma tecnologica. Il fulcro è il touchscreen da 14,6 pollici, sospeso al centro della plancia. I sedili regolabili e la configurazione modulare dell’abitacolo permettono un’eccellente versatilità. Spiccano i 2.390 mm di spazio per le gambe posteriori, 1.400 mm di larghezza per i passeggeri e una straordinaria altezza interna. A bordo sono presenti 22 vani portaoggetti intelligenti, pensati per offrire comfort e praticità. La tecnologia a bordo si basa su una piattaforma interattiva smart cockpit, dotata di 17 sistemi di assistenza alla guida (ADAS), tra cui mantenimento di corsia, frenata automatica e rilevamento pedoni. Il B10 è costruito sulla piattaforma LEAP 3.5, pensata per una nuova generazione di utenti: professionisti urbani, famiglie giovani, utenti orientati alla sostenibilità. Il motore elettrico del B10 sviluppa 218 CV e 240 Nm, con uno scatto 0-100 km/h in 8 secondi e velocità massima di 170 km/h. Sono disponibili due tagli di batteria: • 56,2 kWh per un’autonomia WLTP di 361 km • 67,1 kWh per arrivare fino a 434 km WLTP Entrambe le varianti supportano la ricarica AC fino a 11 kW e DC fast charging fino a 168 kW, con tempi di ricarica del 30-80% in circa 20 minuti. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
L’ascesa di Chery nella classifica Fortune trainata da OMODA & JAECOO
(Adnkronos) - Il 29 luglio 2025, il Gruppo Chery ha raggiunto un importante traguardo: la 233ª posizione nella prestigiosa classifica Fortune Global 500, guadagnando ben 152 posti rispetto all’anno precedente. Questo salto eccezionale è il risultato della crescita travolgente dei marchi OMODA & JAECOO, che in soli 26 mesi hanno superato le 570.000 unità vendute a livello globale.
Il peso di OMODA & JAECOO sulle esportazioni di Chery è cresciuto in maniera significativa, passando dal 21% del 2023 al 37% nel 2025. Tale evoluzione è stata favorita soprattutto dal contributo del settore NEV (New Energy Vehicles), che nel primo trimestre dell’anno ha segnato un incremento delle vendite pari al 460% su base annua. Solo nel mese di giugno, i veicoli a nuova energia hanno rappresentato il 51% delle vendite totali del brand. I risultati raggiunti riflettono la strategia di espansione ad alta intensità tecnologica adottata dal gruppo. Con eventi come Smart Tech Night e Hybrid Tech Night, Chery ha mostrato soluzioni avanzate nei settori della sicurezza, dell’elettrificazione e dell’intelligenza artificiale, affermandosi come uno dei protagonisti dell’innovazione nel settore automotive. Nei primi sei mesi del 2025 sono stati consegnati 1,26 milioni di veicoli, con un incremento del 14,5% rispetto al 2024. Le esportazioni hanno raggiunto le 550.000 unità, confermando Chery come primo esportatore di auto tra i costruttori cinesi. Il dato più impressionante: ogni 29 secondi, fuori dalla Cina, viene venduto un veicolo Chery. Il modello Jaecoo 7 Super Hybrid si è distinto con performance solide e costanti. Equipaggiato con il sistema SHS, ha superato le 10.000 unità vendute al mese per diversi mesi consecutivi. La sua presenza è forte in Paesi chiave come Italia, Regno Unito, Spagna, Polonia, Israele e Malesia. A giugno 2025, le vendite globali di questo modello hanno superato le 10.100 unità. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)










