Rifiuti, Coop Centro Italia-Coripet: due nuovi ecocompattatori ad Avezzano e L’Aquila
(Adnkronos) -
Coop Centro Italia ha inaugurato due nuovi ecocompattatori per la raccolta e il riciclo delle bottiglie in Pet usate che vanno ad aggiungersi agli altri 12 già operativi presso punti vendita della Cooperativa. Il primo macchinario, frutto come gli altri della collaborazione tra la Cooperativa e Coripet, consorzio volontario senza scopo di lucro riconosciuto dal Mase che ha come mission la raccolta e l’avvio a riciclo delle bottiglie in Pet dopo il loro utilizzo, è stato inaugurato in prossimità dell’Ipercoop di Avezzano, alla presenza del responsabile dell’Area Soci e Consumatori del Gruppo Coop Centro Italia Jacopo Teodori e dei rappresentanti della Sezione Soci Coop Centro Italia di Avezzano. Nel pomeriggio ci si è spostati alla Coop di L’Aquila Torrione, dove è stato messo in funzione il quattordicesimo ecocompattatore della Cooperativa insieme ai rappresentanti della Sezione Soci Coop Centro Italia dell’Aquila. “Con l’inaugurazione di questi due ulteriori ecocompattatori estendiamo anche alla provincia dell’Aquila il nostro impegno continuo per il corretto recupero delle risorse in tema di tutela ambientale - ha dichiarato il responsabile dell’Area Soci e Consumatori del Gruppo Coop Centro Italia Jacopo Teodori - Stiamo perseguendo convintamente un percorso virtuoso che ci vedrà ancora impegnati con altre installazioni nei territori in cui opera la Cooperativa sempre a fianco del Consorzio Coripet”. “Gli ecocompattatori sono macchinari dove i cittadini possono lasciare le bottiglie in Pet che hanno contenuto liquidi alimentari. Il ciclo virtuoso inizia nell’ecocompattatore, dove le bottiglie vengono pressate per ottimizzare la logistica, e poi continua in un impianto di riciclo dove le bottiglie avranno una seconda vita come R-Pet, senza produrre nuova plastica”, spiega Monica Pasquarelli, responsabile installazioni ecocompattatori Coripet. Attraverso l’app Coripet i cittadini avranno la possibilità di inserire all’interno dei macchinari le bottiglie in Pet (che devono essere vuote, non schiacciate, con tappo, etichetta e codice a barre leggibile) grazie ad un semplice sistema di lettura del codice a barre riportato sulla confezione. Le bottiglie così raccolte andranno a diretto riciclo e saranno trasformate in R-Pet, tornando così ad essere bottiglie idonee a contenere liquidi alimentari. Per i soci Coop è previsto inoltre un sistema premiante: ogni 200 bottiglie conferite si riceve un buono sconto di 2 euro da utilizzare per la spesa.
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Estate, Sics: "300 cani salvataggio pronti per le accademie e i corsi internazionali"
(Adnkronos) - I cani da salvataggio pronti per un grande maggio di addestramento e brevetti per essere pronti per la sicurezza sulle spiagge italiane e sui laghi. Si sta, infatti, per aprire la stagione balneare e su diverse spiagge italiane vegliano anche le unità cinofile della ‘Scuola cani da salvataggio’, unica al mondo. La Sics è la più grande organizzazione nazionale ed internazionale dedita alla preparazione di unità cinofile da salvataggio nautico, operativa in Italia dal 1989, ed attualmente attiva su tutto il territorio italiano con 300 unità cinofile in possesso di brevetto Sics. E il mese di maggio è, infatti, il mese dei brevetti ed il (Sics) rinnovo per tutte le unità cinofile per essere assolutamente pronte”. "La Scuola italiana cani salvataggio - dice all'Adnkronos/Labitalia Ferruccio Pilenga fondatore dei Sics - è una realtà italiana unica nel suo genere che tutti ci invidiano. I cani della scuola, per la maggior parte terranova, golden retriver e labrador, sono i soli cani al mondo addestrati a lanciarsi per addestramento all’operatività, da un elicottero sospeso sull’acqua, per salvare chi sta annegando. Vegliano sull’incolumità dei bagnanti sulle spiagge, forti di un vero e proprio brevetto operativo. Prestano servizio a bordo delle motovedette della Guardia Costiera e delle Autorità di Bacino e hanno collaborato negli anni con l’Aeronautica Militare , la Marina Militare, la protezione civile, la Guardia Costiera, la Polizia, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco, la Guardia di Finanza. Troupe televisive da tutto il mondo vengono in Italia per documentare quello che sanno fare". "Sono state premiate per i salvataggi effettuati con la medaglia al valore cinofilo Sics - ricorda - quasi 100 unità cinofile lo scorso febbraio alla presenza del Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera al Salone dei 500 a Firenze. Sono stati a Bordo dell’Amerigo Vespucci quest’anno a Trieste al rientro del Giro del Mondo e hanno calcato i Ponti della Nave Palinuro e della Nave Italia della Marina Militare. Sono citati in libri prestigiosi e sono strati tra i protagonisti del documentario dell’anno del National Geographic ‘And man created dog’ e del Film in Imax 3d presentato a Los Angeles ‘SuperpowerDogs’". "L’efficienza raggiunta in trentasei anni di esperienza e decine e decine di salvataggi sulle spiagge italiane - fa notare Pilenga - è tale che le unità cinofile, cioè le coppie formate dal conduttore e il proprio cane, sono tenute in altissima considerazione dai vari professionisti del soccorso come l’Aeronautica Militare, la Guardia Costiera, Guardia di Finanza e i Vigili del Fuoco. La scuola oggi comprende più 350 cani e tutti hanno un brevetto che viene rinnovato ogni anno in seguito a difficili prove operative. In estate i cani della Sics pattugliano diversi lidi in Friuli, Veneto, Marche, Abruzzo, Puglia, Calabria , Sicilia , Sardegna, Campania, Lazio, Toscana, Liguria, Lombardia e Trentino. E compiono almeno una decina di salvataggi l’anno". "Ma - avverte - conquistare un livello di preparazione tale non è certo stato facile soprattutto perché all’inizio non esisteva un modello a cui fare riferimento. La realtà del soccorso nautico con i cani era infatti sconosciuta in Italia e anche nel resto dell’Europa. La Sics è riuscita a realizzare un sogno e da un cane , il Terranova Mas, si è riusciti ad arrivare ad essere considerati professionisti”. “Da Genova Voltri a Soverato, dalla Sicilia a Trieste, dalla Sardegna alla Toscana, dalla Puglia al Lazio, da Palinuro a Forte dei Marmi, dal Lazio alla Romagna, dall’isola d’Elba e Giglio al Trentino, sui laghi, il Maggiore, l’Iseo, il Garda anche sul Ceresio - afferma - i nostri fantastici cani saranno presenti insieme ai loro conduttori per rendere più sicure le spiagge e anche per la felicità dei bambini che potranno accarezzarli. Li riconoscerete dalle imbragature galleggianti gialle ‘delphinus’ che permettono ai nostri cani di diventare dei veri salvagenti a quattro zampe. Una sorta di mantello di Superman. La formazione delle unità cinofile è proseguita durante tutto l’inverno e tutta la primavera ha fatto sì che cani e conduttori siano assolutamente al top dell’efficienza". "Altra bellissima notizia di quest’anno - sottolinea - è che i cani da salvataggio tutte le settimane vanno a trovare i bambini negli ospedali e i nonni nelle case di riposo per donare un momento di serenità a chi ne ha più bisogno. Ai bambini oltre a regalare la Favola Reef e le Farfalle li si invita nelle spiagge o all’Idroscalo di Milano. Questi veri Superpowerdogs, sulle orme di Mas, il primo cane da salvataggio e adesso con Reef, che sta trasmettendo alle nuove generazioni l’istinto rinnoveranno i brevetti nel mese di maggio e nel mese di giugno perché la preparazione e la forma fisica è fondamentale per la sicurezza in mare. A maggio si svolgerà anche il sesto corso internazionale per unità cinofile sul lago di Garda e apriranno le accademie Sics all’isola del Giglio, a Tarquinia e in Sardegna. Questo corsi speciali sono tra i più importanti, e sottolineano l’incredibile know How che l’Italia ha acquisito in questa specialità esportata anche in Usa. Insegneremo loro anche come vivere l’operatività in spiaggia”. “Bambini, rumori, palloni, cibo, altri cani - spiega - l’elenco potrebbe essere infinito, eppure i nostri compagni sono assolutamente sereni in ogni occasione e socievoli con tutti, ma come fanno? Il segreto è soprattutto nel loro speciale addestramento, oltre naturalmente alla loro indole socievole. Sin dall’inizio del percorso formativo, vengono addestrati in situazioni realistiche e dinamiche, in presenza di altri cani e distrazioni di ogni tipo. Si tratta di un processo di desensibilizzazione verso le possibili cause di stress, favorito anche dell’estrema fiducia che si crea con il conduttore. Il cane impara a leggere le reazioni del suo compagno umano e ad adeguarsi ad esse, restando sereno nonostante il caos di una spiaggia affollata". “In questi decenni - ricorda Ferruccio Pilenga - si è costruita veramente una organizzazione Unica che ha permesso di salvare tantissime vite e non sappiamo immaginare con la prevenzione che si fa ad ogni servizio, quante persone sono state allontanate da ogni genere di pericolo in acqua. Questo viene raccontato dagli istruttori a ogni allievo che intraprende il lungo e impegnativo percorso, per far capire che cosa significa fare parte della Sics, ed essere orgogliosi di farne parte. Le decine di salvataggi che ogni anno si compiono sono la dimostrazione che l’impegno di tutti gli istruttori nazionali Sics, dei loro cani e di tutte le scuole riconosciute presenti in ogni regione sono valsi tutti gli sforzi di questi decenni”. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Roblox riscrive le regole globali dei prezzi digitali: una nuova Era per l'economia In-Game
(Adnkronos) - Roblox continua a potenziare i suoi creatori, implementando nuove funzionalità e strumenti volti a facilitare la costruzione di attività globali all'interno del suo ecosistema. L'ultima innovazione introdotta è il Prezzo Regionale per gli oggetti disponibili all'interno delle esperienze, una strategia pensata per adattarsi meglio alle condizioni economiche locali e massimizzare i guadagni degli sviluppatori. Per gli utenti internazionali, questa novità si traduce in prezzi in Robux più in linea con il potere d'acquisto del proprio paese. L'azienda prevede di estendere la disponibilità del Prezzo Regionale anche agli oggetti per avatar nel corso dell'anno, un cambiamento che potrebbe avere ripercussioni ben oltre il settore dei giochi.
Il Prezzo Regionale offre agli utenti prezzi che riflettono meglio la loro economia locale, superando il modello precedente in cui veniva applicato lo stesso prezzo indipendentemente dalla posizione geografica. Ad esempio, senza il Prezzo Regionale, utenti in Vietnam o Brasile pagherebbero lo stesso prezzo degli utenti negli Stati Uniti per accedere all'economia di un'esperienza. Con il Prezzo Regionale attivo, i prezzi vengono ottimizzati automaticamente per l'economia locale di ciascun utente e aggiornati periodicamente in base alle fluttuazioni dell'economia virtuale di Roblox e dell'economia globale reale. I creatori impostano il prezzo base dei propri oggetti in-game e mantengono il controllo completo su quali articoli saranno soggetti a prezzi regionali. Da lì, Roblox applica automaticamente i prezzi specifici per regione ottimali per tali oggetti in-game in base ai fattori economici. Un esempio concreto illustra meglio il funzionamento del sistema: se un creatore ha fissato il prezzo di un oggetto a 1.000 Robux negli Stati Uniti, senza il Prezzo Regionale, tale oggetto costerebbe 1.000 Robux in tutti i paesi. Tuttavia, una volta attivato il Prezzo Regionale, il creatore visualizzerà una schermata che mostra il prezzo adattato automaticamente in base all'economia locale. Come evidenziato dai test iniziali, l'oggetto potrebbe costare 700 Robux per gli utenti in Brasile e 500 Robux per gli utenti in India. Gli utenti in ciascun paese visualizzano quindi prezzi che riflettono la loro economia locale. I test iniziali condotti con alcune delle esperienze più popolari hanno dimostrato che l'applicazione di prezzi regionali ha contribuito ad aumentare la percentuale di utenti che spendono all'interno delle esperienze, come evidenziato dai dati: +17% in Messico, +26% in Brasile e +52% nelle Filippine. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Disagi e disturbi mentali giovanili, venerdì seminario a Roma promosso da Artemisia Academy
(Adnkronos) - Venerdì 9 maggio, alle 15, a Roma all'Università Guglielmo Marconi (via Vittoria Colonna, 11), si terrà il Seminario socio-sanitario dal titolo 'Disagi e disturbi mentali giovanili: comprendere per prevenire ed intervenire'. L’iniziativa, rivolta ai giovani, alle loro famiglie e a docenti scolastici, che parteciperanno in presenza e saranno coinvolti attivamente nel dibattito, rappresenta un’occasione per approfondire tematiche cruciali legate al benessere ed all’equilibrio psico-sociale delle nuove generazioni. L’evento è promosso ed organizzato da Artemisia Academy – Fondazione Artemisia, con l’intervento e la moderazione rispettivamente di Mariastella Giorlandino, presidente Fondazione Artemisia ed Elena Pollari, direttore Artemisia Academy Il Seminario vedrà il coinvolgimento delle istituzioni e ospiterà l’intervento del professor Santino Vincenzo Mannino, consigliere del ministro dell'Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, che porterà un messaggio diretto da parte del ministro, "ottolineando l’importanza delle tematiche oggetto dell’iniziativa. Infatti, il ministro Valditara, "particolarmente sensibile ed attento al benessere psicosociale dei giovani, considera di assoluta priorità l'impegno in iniziative di educazione e formazione nei settori civico e socio-sanitario promosse da enti e professionisti qualificati e realizzate in collaborazione con le scuole - sottolinea la nota della Fondazione Artemisia - A tal proposito, il ministro ha recentemente espresso vivo apprezzamento per le iniziative culturali ed educative sviluppate da Artemisia Academy, organismo della Fondazione Artemisia Ets, e per il relativo metodo didattico-scientifico, favorendo la sottoscrizione di un protocollo d'intesa tra la Fondazione Artemisia e il ministero dell'Istruzione e del Merito". "I disagi giovanili ed i disturbi mentali, che comprendono i disturbi dell’umore, i disturbi d’ansia, i disturbi psicotici, anoressia e bulimia nervose, e i disturbi da abuso di sostanze e di alcol, si presentano in tutte le classi d’età e sono anche causa di elevati costi sociali ed economici. Il seminario - prosegue la nota - si propone di fornire strumenti e conoscenze per meglio comprendere le difficoltà emergenti fra i giovani, volendo sensibilizzare ed informare per meglio imparare a prevenire, riconoscere e diagnosticare puntualmente il disturbo specifico e sviluppare piani di intervento su misura, in maniera integrata. L’obiettivo è promuovere un lavoro di squadra sinergico e coordinato, garantendo un approccio condiviso ed efficace per affrontare queste sfide". Il seminario, inoltre, è realizzato con il contributo incondizionato di Lundbeck, azienda farmaceutica che da oltre settant’anni nel mondo e più di trent’anni in Italia si dedica esclusivamente alla salute del cervello. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
IMIKI Myvu AR Smart Glasses - La recensione
(Adnkronos) - Gli IMIKI Myvu AR Smart Glasses si presentano come un dispositivo ambizioso, incarnando la visione di un futuro in cui la tecnologia si fonde in modo quasi impercettibile con la nostra quotidianità. Promettono di sovrapporre un flusso costante di informazioni al nostro campo visivo, migliorando la comunicazione, l'accessibilità e la navigazione senza distrazioni invadenti. Uno degli aspetti più promettenti degli IMIKI Myvu, precedentemente commercializzati come Meizu MYVU Star V View Explorer Edition, è il loro design orientato alla portabilità e alla discrezione. Con un peso dichiarato di soli 43 grammi, si pongono come una delle soluzioni AR più leggere e discrete sul mercato. Questa leggerezza deve essere considerato un aspetto cruciale per un dispositivo destinato a essere indossato per periodi prolungati, mitigando l'affaticamento e favorendo un'esperienza d'uso confortevole. La somiglianza con normali occhiali da vista rappresenta un ulteriore punto a favore, rendendoli meno appariscenti rispetto a visori AR più ingombranti e contribuendo a una maggiore indifferenza sociale. La compatibilità con lenti correttive è un dettaglio tutt'altro che trascurabile, affrontando una delle principali barriere all'adozione di dispositivi indossabili per chi ha difetti visivi. Il cuore dell'esperienza AR risiede nella qualità della visualizzazione. Gli IMIKI Myvu integrano un micro-display OLED da 0,188 pollici per occhio, proiettando le immagini direttamente nel campo visivo dell'utente. La promessa di immagini nitide e una luminosità adeguata sia in interni che in esterni è sostanzialmente mantenuta. Tuttavia, l'esperienza visiva nella realtà aumentata non si limita alla nitidezza. Fattori come il campo visivo (FOV), la stabilità delle immagini sovrapposte e la naturalezza dell'integrazione con il mondo reale sono altrettanto importanti e anche in questo caso gli IMIKI Myvu AR Smart Glasses rispondono in modo adeguato. La semplicità con cui è possibile iniziare a interagire con il dispositivo è certamente un altro fattore determinante. Dopo aver installato l'app MIVU AR sul proprio smartphone, una volta attivato il bluetooth è possibile accoppiare i dispositivi. Gli occhiali sono dotati di una piccola linea in rilievo, grazie alla quale è possibile accedere al menu delle funzionalità con intuitivi movimenti di un dito. Le funzionalità annunciate per gli IMIKI Myvu spaziano dalla comunicazione all'informazione contestuale, aprendo scenari d'uso potenzialmente rivoluzionari:
Traduzione in tempo reale: questa funzionalità rappresentava una delle funzionalità più attese, promettendo di abbattere le barriere linguistiche in modo fluido e discreto. Il risultato finale è buono, le traduzioni sono abbastanza precise mentre la velocità di visualizzazione soffre leggermente i dialoghi serrati o le conversazioni particolarmente veloci.
Trascrizione vocale: particolarmente utile per l'accessibilità, la trascrizione in tempo reale di conversazioni e audio in entrata potrebbe migliorare significativamente la vita delle persone con difficoltà uditive. La qualità dell'audio e luoghi non particolarmente rumorosi possono rendere più semplice il lavoro di trascrizione.
Navigazione GPS: la navigazione AR, sovrapponendo indicazioni dirette al mondo reale in modo sostanzialmente discreto, rende gli spostamenti più intuitivi e sicuri, liberando l'utente dalla necessità di consultare costantemente uno schermo separato e non occupando fortunatamente gran parte dello spettro visivo di chi indossa gli occhiali. Le notifiche intelligenti permettono di vedere messaggi e promemoria direttamente davanti agli occhi, riducendo così la necessità di consultare continuamente lo smartphone. In questo modo gli utenti restano aggiornati senza interrompere le attività che stanno svolgendo. È però importante poter gestire e personalizzare le notifiche, per evitare che diventino troppe e causino distrazioni o stress. La possibilità di controllare la musica direttamente dagli occhiali è sicuramente un aspetto molto pratico, perché consente agli utenti di gestire comodamente le proprie playlist senza dover necessariamente tirare fuori lo smartphone dalla tasca. La presenza della connettività Bluetooth 5.3, NFC e Wi-Fi a 2.4GHz indica una buona integrazione con gli smartphone, specialmente quelli Android. Tuttavia, sembra che per i dispositivi iOS possano esserci alcune limitazioni o funzionalità non del tutto supportate. Molto interessante è anche l’integrazione della tecnologia audio Golden Ear, che promette un ascolto chiaro e ben direzionato, senza bisogno di indossare auricolari. Questo rende l’esperienza sonora immersiva ma allo stesso tempo discreta, anche in luoghi rumorosi, il suono risulta essere abbastanza pulito e distinto.
La batteria integrata negli occhiali ha una capacità di 183 mAh, sufficiente a garantire circa quattro ore di utilizzo continuo con un uso normale. Tuttavia, quando si utilizzano funzioni più impegnative, come la navigazione GPS, l'autonomia tende a scendere intorno alle tre ore. Un vantaggio interessante è la velocità di ricarica: tramite la porta USB-C, infatti, è possibile raggiungere l'80% della carica in appena 30 minuti. Questo rende gli occhiali ideali per essere utilizzati a più riprese durante la giornata, approfittando di brevi pause per una ricarica rapida. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cer e rinnovabili, indagine: 58% degli italiani vuole autoprodurre energia
(Adnkronos) - Un interesse altissimo verso l’autoproduzione di energia (58% degli intervistati) e un consenso trasversale verso le comunità energetiche (87% potenzialmente favorevoli), ma anche criticità che frenano la transizione tra ostacoli economici, burocratici e informativi. È quanto emerge dall’indagine realizzata da Imc Holding, realtà attiva nelle soluzioni per l'autonomia energetica. Dallo studio - condotto su un campione rappresentativo di 10mila cittadini italiani tra i 25 e i 65 anni - emerge un quadro chiaro: il desiderio di produrre energia pulita in autonomia è molto diffuso (58% degli intervistati), spinto principalmente da motivazioni economiche e ambientali. Tuttavia, l'accesso a tecnologie come il fotovoltaico e alle nuove comunità energetiche è ostacolato da barriere percepite come ancora troppo alte, prima fra tutte il costo iniziale e la complessità burocratica. Nonostante l'Italia sia al centro di importanti iniziative per la transizione verde, il sondaggio evidenzia un senso di insoddisfazione diffusa: 2 italiani su 3 ritengono che il Paese stia facendo troppo poco per agevolare la diffusione delle energie rinnovabili. Una distanza che, se colmata, potrebbe liberare un enorme potenziale di innovazione sociale, economica e ambientale. La consapevolezza sul tema non è ancora diffusa: solo il 18% degli intervistati si definisce 'molto informato', mentre il 42% 'abbastanza'. Il restante 40% ammette di avere poche (30%) o nessuna (10%) informazioni in materia. Analogamente, le comunità energetiche rinnovabili - iniziative di condivisione dell’energia pulita tra cittadini - sono note pienamente solo al 25% del campione; un altro 50% ne ha sentito parlare e l’ultimo 25% non le conosce affatto. Eppure, la voglia di attivarsi in prima persona rimane altissima. Il 58% degli italiani dichiara di voler assolutamente autoprodurre energia rinnovabile (ad esempio installando pannelli solari in casa), mentre un ulteriore 30% si dice interessato ma desidera più informazioni prima di compiere il passo. Solo il 12% non è attratto dall’autoproduzione. In sostanza, la grande maggioranza vorrebbe diventare prosumer, consumatori-produttori di energia, sia per ridurre la bolletta che per contribuire alla tutela ambientale. I benefici più citati delle rinnovabili sono il risparmio economico (72% degli intervistati) e la sostenibilità ambientale (61%), seguiti dalla maggiore indipendenza energetica (35%). Tali aspettative positive alimentano l’entusiasmo verso soluzioni come il fotovoltaico domestico e le comunità energetiche. Di contro, emergono fattori che frenano l’adozione su larga scala. Gli ostacoli principali percepiti sono i costi iniziali elevati (64% delle risposte) e la burocrazia delle procedure (46%), seguiti dalla carenza di informazioni (32%). Nelle risposte aperte molti cittadini menzionano proprio 'costi', 'burocrazia', 'poca chiarezza', 'incentivi poco chiari' e 'tempi lunghi' tra i timori concreti. In altre parole, anche se esistono incentivi pubblici, vengono spesso percepiti come poco accessibili o comprensibili a causa di iter complessi. L’attenzione verso le alternative verdi è incentivata anche dal caro-bolletta: l’83% degli italiani ritiene che la spesa energetica incida molto (39%) o abbastanza (44%) sul bilancio familiare. Solo il 15% la giudica poco gravosa e appena il 2% per niente. Questo onere rafforza l’urgenza di soluzioni come l’autoproduzione e la condivisione dell’energia. Le comunità energetiche riscuotono particolare interesse: il 41% aderirebbe senza esitazione a una comunità nella propria zona, e un altro 46% lo farebbe ma con più informazioni a disposizione. In totale, quasi l’87% degli intervistati si dichiara potenzialmente favorevole a partecipare, un dato che indica un consenso trasversale. Solo il 13% rimane scettico o non interessato all’idea. Nonostante l’entusiasmo 'dal basso', prevale la percezione che il Paese sia in ritardo. Il 65% ritiene che l’Italia non stia facendo abbastanza per promuovere le rinnovabili, contro appena il 23% convinto del contrario (il restante 12% non si esprime). Molti cittadini giudicano quindi l’impegno nazionale ancora insufficiente rispetto alle loro aspettative. "I risultati confermano quanto il desiderio di cambiamento sia forte, ma anche quanto sia urgente rendere più semplice e accessibile l’adesione alle rinnovabili - dichiara Daniele Iudicone, Ceo di IMC Holding - gli italiani vogliono essere protagonisti attivi della rivoluzione energetica, spinti dalla necessità di ridurre le bollette e dalla coscienza ambientale. È un segnale chiaro per istituzioni e operatori: dobbiamo abbattere le barriere economiche e burocratiche e offrire informazioni trasparenti. Solo così questo entusiasmo potrà tradursi in azioni concrete sul territorio". ---sostenibilita/tendenzewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Elden Ring: Nightreign, il gameplay in un lungo video
(Adnkronos) - FromSoftware ha pubblicato un nuovo trailer di Elden Ring: Nightreign, titolo standalone ambientato nell’universo narrativo di Elden Ring. Il video offre una panoramica sui principali sistemi di gioco e sulle dinamiche che caratterizzeranno l’esperienza dei giocatori in un mondo brutale e in continua evoluzione. Il trailer approfondisce meccaniche e obiettivi di un’opera che si distingue per l’impostazione cooperativa multiplayer e per un gameplay orientato alla sopravvivenza. L’ambientazione, Plagaride, presenta una superficie mutevole che può trasformarsi radicalmente a ogni nuova sessione, offrendo biomi differenti, tipologie di nemici inedite e varianti di armamento che costringono i giocatori ad adattarsi costantemente. Le decisioni tattiche devono essere prese in tempo reale: l’esplorazione e il combattimento si svolgono su una mappa soggetta a cambiamenti imprevedibili, mentre una minaccia incombente – il cosiddetto “cerchio di fuoco” – costringe i giocatori a muoversi con rapidità e strategia. Ogni ciclo culmina con uno scontro contro potenti boss, noti come Signori della Notte, che si presentano al termine del terzo giorno, ponendo alla squadra la prova finale per la sopravvivenza. I giocatori, noti nel gioco come Crepuscolari, dovranno unire le forze sfruttando le rispettive abilità per superare sfide complesse, in un contesto che premia la cooperazione e la pianificazione. Anche in caso di sconfitta, l’esperienza accumulata non sarà vana: ogni partita fornirà reliquie utili alla personalizzazione e al potenziamento del personaggio, permettendo di affinare il proprio stile di gioco. Elden Ring: Nightreign sarà disponibile dal 30 maggio 2025 per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC tramite Steam. È prevista anche un'edizione per Switch 2, più avanti quest'anno. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Al vapore, al forno o fritte: come è meglio mangiare le patate
(Adnkronos) - Il nome scientifico è Solanum Tuberosus e ha origini antichissime. Si ritiene venisse coltivata già nel periodo pre-colombiano, presumibilmente oltre 2000 anni prima della colonizzazione europea delle Americhe. Nata sulle alture delle Ande, tra Perù e Bolivia, la patata era già un alimento fondamentale per le civiltà Inca molto prima di arrivare sulle nostre tavole. "La patata è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee, la stessa di pomodori, melanzane e peperoni. La sua parte commestibile è il tubero, un’autentica riserva di energia e nutrienti che la pianta produce sottoterra, da raccogliere dopo la fioritura quando le foglie ingialliscono. Portata in Europa intorno alla metà del 500, fu accolta inizialmente con diffidenza in ragione della diffusa convinzione che si trattasse di un prodotto velenoso. Solo nel tempo la patata si è conquistato un posto d'onore nella cucina di tutto il mondo, tanto da meritarsi i versi di Neruda nell’ode alle patate fritte: 'Scoppietta nell’olio friggendo l’allegria del mondo: le patate fritte… vestite a nuovo con abito d’avorio, riempiono il piatto ripetendo l’abbondanza e la saporita semplicità della terra'. Di patata esistono almeno 3000 varietà, diverse per aspetto, colore e dimensioni, oltre che per il sapore e per il contenuto di amido; di queste solo un centinaio è destinato al consumo. I principali produttori, oltre all’Europa, sono la Cina, gli Stati Uniti e l’India". A fare il punto è l'immunologo clinico e docente di Nutrizione umana e nutraceutica all'Universita Lum, Mauro Minelli.
"In cucina è una vera alleata, a patto che si scelga quella più soda e intatta, priva di germogli e vegetazione. In condizioni ottimali la patata fornisce un apporto significativo di micronutrienti, in particolare potassio, fosforo, magnesio, ferro, vitamina C, vitamina B6, niacina e tiamina. È inoltre degno di nota il contenuto in composti fenolici, che varia in base alla varietà: la patata a polpa viola, in particolare, è ricca di antocianine, polifenoli ad azione antiossidante tipicamente presenti nei frutti di bosco", continua Minelli.
"Ma, come ogni alimento, anche la patata ha le sue zone d’ombra. In particolare, va ricordato che, sul piano metabolico e nutrizionale, la patata è assimilabile ai cereali raffinati, come pane bianco, riso bianco e pasta di semola, piuttosto che alle verdure propriamente dette. Il suo profilo nutrizionale - spiega l'immunologo all'Adnkronos Salute - infatti, è caratterizzato da un elevato contenuto di amido, il principale polisaccaride di riserva nei vegetali, che conferisce alla patata un valore energetico significativo e un impatto rilevante sulla glicemia post-prandiale. Per altri versi, il profilo nutrizionale evidenzia un contenuto lipidico molto basso (circa 1 g/100 g) e una quantità modesta di proteine". "In realtà, la qualità nutrizionale della patata e l'effetto sulla salute dipendono significativamente dalle pratiche di conservazione, dalle modalità di consumo e dal metodo di cottura. A proposito di quest’ultimo, la bollitura e la cottura a vapore risultano essere le più indicate per preservare la frazione vitaminica (in particolare la vitamina C) e minimizzare l'apporto calorico. La cottura al forno a basse temperature può essere una valida alternativa, evitando la formazione di composti potenzialmente dannosi come l’acrilammide - conclude - La frittura è sconsigliata dal punto di vista nutrizionale, poiché aumenta significativamente il contenuto lipidico e l'apporto calorico del prodotto finito, oltre a favorire la formazione di acrilammide a temperature superiori ai 120-130 gradi. Forse dovremmo ricordarcene di più nel momento delle scelte alimentari, spesso condizionate molto più dallo sfizioso piacere di un momento che non dall’uso consapevole del cibo come strumento utile a nutrire ma senza nuocere". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nel paese di 'Sapore di sale' si muore di cancro il 10% in meno. Il caso Capo d'Orlando
(Adnkronos) - Capo d'Orlando città generosa: a Gino Paoli ha dato una canzone, ai suoi abitanti un elisir anticancro. Dopo un mese sulla spiaggia del comune messinese, a far la spola "avanti e indietro dalle Eolie" in motoscafo, a mangiare cotto "sul braciere il pesce che si pescava", nei primi anni Sessanta Paoli trovò l'ispirazione per comporre di getto 'Sapore di sale', evergreen dei tormentoni estivi, colonna sonora del film cult con cui vent'anni dopo Carlo Vanzina sbancò al botteghino. Del 'confino dorato' siciliano, seguito a una serata in un locale "fatto da ricchi signori di là", il cantautore oggi 90enne ha parlato in diverse interviste. Ma se 4 settimane trascorse su quella riva tirrenica vista isole hanno regalato all'artista le emozioni per scrivere una hit senza tempo (dedicata forse al suo amore di allora Stefania Sandrelli), una vita passata a Capo d'Orlando offre ai suoi cittadini un dono ancora più speciale: un rischio di morire di cancro ridotto del 10,2%. E' il dato svelato da una ricerca condotta da Federica Cristiano, specializzanda in Farmacologia all'università di Messina e vincitrice di una borsa di studio bandita da Coop Servizi sociali per sostenere il progetto ideato dall'internista Antonino Mazzone, un figlio di Capo d'Orlando. Obiettivo: "Capire i numeri del cancro nella mia terra". Sui risultati dell'indagine, nella serata di ieri, 2 maggio, si sono accesi i riflettori del Teatro allo Scalo di Capo d'Orlando che ha ospitato il convegno 'Oncologia e Servizio sanitario nazionale: i dati Istat su Capo d'Orlando e le sfide per il futuro'. Già presidente Fadoi (società scientifica di medicina interna) e attuale direttore del Dipartimento medico dell'Asst Ovest Milanese di Legnano, Mazzone ha coordinato l'evento a cui sono intervenuti Lorenzo Maffioli, direttore generale dell'Istituto romagnolo per lo studio dei tumori 'Dino Amadori' - Irst Irccs di Meldola (Forlì-Cesena); Antonio Parenti, direttore Salute pubblica, Cancro e Sicurezza sanitaria, direzione generale Sante della Commissione europea, e Giuseppe Sindoni, dirigente del Servizio per la cybersicurezza Istat. Presenti diversi rappresentanti delle istituzioni locali; moderatori i giornalisti Giuseppina Paterniti (già direttrice del Tg3) e Marco Lanza (ex La7). "I dati emersi - spiega Mazzone all'Adnkronos Salute - mostrano chiaramente che la mortalità per tumori a Capo d'Orlando, e più in generale in Sicilia, è inferiore rispetto alla media nazionale". Nella località messinese, in particolare, "si registra una riduzione di oltre il 10% della mortalità per tutte le neoplasie rispetto al dato italiano". Perché? "Principalmente per 2 fattori", risponde il medico. "Oltre a una partecipazione attiva e consapevole ai programmi di screening oncologico", il segreto sono "stili di vita più salutari", aiutati da un paniere di prodotti "iconici" per chi come Mazzone li conosce da sempre. Ingredienti "miniera di vitamina C, acidi grassi omega-3 e proteine nobili": un olio Evo di qualità, limoni da festival (la Limun'aria che ogni primavera colora il paese), pesce azzurro celebrato da una sagra ospitata dalla piazzetta di San Gregorio. Il borgo che fece da culla a 'Sapore di sale'. Lo 'Studio di prevalenza delle malattie oncologiche come causa di morte nel territorio del Comune di Capo d'Orlando. Confronto con dati regionali, nazionali ed europei' - questo il titolo della ricerca - si è basato su numeri Istat ed Eurostat e ha riguardato il periodo 2014-2021. Sette anni nei quali a Capo d'Orlando sono stati registrati complessivamente 1.057 decessi, il 58,3% tra gli uomini e il 41,7% tra le donne. I tumori hanno rappresentato la seconda causa di morte (27%) dopo le malattie cardiovascolari (40%); al terzo posto, a distanza, le patologie endocrinologiche e del metabolismo (7%). Fra i decessi per cancro, il 20% è riconducibile al tumore di bronchi e polmone, seguito dai tumori al colon (il 9% delle morti oncologiche), a seno e pancreas (7% rispettivamente), a prostata e stomaco (5% ciascuno). Quasi una morte per cancro su 2 (47%) è collegata invece ad altre sedi tumorali. Il tasso di mortalità oncologica maschile appare "sistematicamente superiore" a quello femminile, in linea - si precisa nell'elaborato - con "la letteratura epidemiologica che attribuisce tale differenza a fattori biologici, comportamentali e ambientali". A prescindere dall'anno considerato, si evidenzia un progressivo incremento del tasso grezzo di mortalità per tutte le cause al crescere dell'età, con un aumento particolarmente marcato negli over 85. Analizzando l'andamento della mortalità per cancro a Capo d'Orlando nel periodo in esame, lo studio certifica "una sostanziale stabilità dei tassi fino al 2020", l'anno dello 'tsunami Covid' in cui si è registrato "un incremento marcato del tasso di mortalità oncologica (3,42 decessi per 1.000 abitanti)", frutto di "un possibile impatto diretto e indiretto della pandemia, con effetti sulla diagnosi precoce e sulla continuità assistenziale". Nel post-Covid "si osserva una lieve riduzione della mortalità a Capo d'Orlando, mentre in Sicilia e in Italia i valori rimangono relativamente stabili", come pure in Europa, a riflettere "una capacità di recupero differenziata per le diverse aree geografiche". Zoomando sulle diverse forme di cancro, soprattutto per i tumori di colon retto e mammella - oggetto di programmi nazionali di screening - spiccano i trend decrescenti rilevati dall'analisi, ricondotti proprio a un'adesione ai controlli periodici e quindi alla diagnosi precoce, unita al miglioramento delle terapie. Altro dato citato come "interessante" è il "declino costante" osservato per il tumore del pancreas, "noto per la sua prognosi sfavorevole". "Se si prende in considerazione il tasso grezzo di mortalità medio per 1.000 abitanti negli anni 2014-2021 (escludendo il 2020 per la pandemia Covid-19), emerge come il tasso sia inferiore a Capo d'Orlando e in Sicilia rispetto all'Italia e all'Europa", sentenzia il confronto. E "se si esclude anche l'anno 2021, i tassi di mortalità medi per neoplasia si riducono ulteriormente in Sicilia e a Capo d'Orlando". Formule epidemiologiche alla mano, ecco il dato chiave: con un "tasso grezzo di mortalità a Capo d'Orlando di 2,65 per 1.000 abitanti" e un "tasso grezzo di mortalità in Italia di 2,95 per 1.000 abitanti", la matematica vuole che "la proporzione tra il tasso di mortalità grezzo di Capo d'Orlando e quello dell'Italia è circa 0,90. Questo significa che, rispetto alla media italiana, a Capo d'Orlando si registra una riduzione della mortalità del 10,2%". Per l'esattezza, nel paese di 'Sapore di sale' si muore di cancro il 10,17% in meno che, mediamente, nel resto della Penisola. Ma qual è la 'ricetta' di Capo d'Orlando? Lo studio chiama in causa un mix di fattori protettivi. Il primo: "Stili di vita salutari. In particolare, un'elevata aderenza al modello alimentare mediterraneo, associata a minori tassi di tabagismo e a una discreta diffusione dell'attività fisica". Lo scudo anticancro che protegge il comune messinese, dunque, sta innanzitutto nel piatto: come noto, "frutta e verdura sono ricchi di composti fitochimici bioattivi come vitamine, fibre, carotenoidi e polifenoli, che hanno proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e anticancerogene. Questi nutrienti contribuiscono alla riduzione dello stress ossidativo, alla protezione del Dna e alla modulazione dei processi infiammatori e proliferativi che sono alla base della cancerogenesi". Altro pilastro della dieta mediterranea è "l'olio extravergine di oliva, ricco di acidi grassi monoinsaturi e polifenoli, noti per il loro effetto protettivo sulle membrane cellulari e sul sistema cardiovascolare e per la loro attività di modulazione epigenetica che può contribuire alla prevenzione dei tumori". Infine, il pesce fresco che deliziò anche Gino Paoli, i suoi musicisti e le loro famiglie in quel mese del 1963. "Dati epidemiologici confermano un'associazione significativa tra la frequenza del consumo di frutta, verdura e pesce e una riduzione del rischio di mortalità per tutte le cause", si ricorda nell'analisi che entra nel dettaglio: rispetto a non mangiarne quasi mai, chi consuma più di una porzione al giorno di verdura ha un rischio di mortalità ridotto del 74%, chi supera una dose quotidiana di frutta taglia il rischio di mortalità del 61%, chi assume pesce 3 o più volte a settimana lo riduce del 57%. Dieta sana a parte, come secondo elemento che difende dai tumori gli abitanti della città di 'Sapore di sale' la ricerca indica una "partecipazione attiva ai programmi di screening oncologico che consentono una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo, riducendo l'impatto clinico della patologia". In conclusione, dietro il 'caso Capo d'Orlando' c'è "una sinergia virtuosa tra alimentazione sana, risorse naturali e cultura del benessere". Per riassumere lo spirito che ha animato il suo progetto, Mazzone ricorre a un aforisma: "La qualità è un viaggio, non una destinazione". Da qui il desiderio, attraverso lo studio, di "orientare la ricerca verso una riflessione sui temi della prevenzione, della promozione della salute e dell'adozione di buone pratiche cliniche fondate su solide evidenze scientifiche". Perché "la qualità in ambito sanitario non si esaurisce nell'esecuzione tecnica delle prestazioni - è la convinzione dell'internista - ma richiede un impegno costante al miglioramento. La qualità si manifesta nella capacità del sistema sanitario di leggere i bisogni emergenti, rispondere con prontezza e valorizzare strumenti fondamentali come la prevenzione e l'intervento precoce. Riconoscere la qualità significa valorizzare ciò che funziona, guidandosi con i numeri, l'evidenza e l'esperienza. E nel mio paese d'origine - chiosa orgoglioso Mazzone - la qualità si riconosce: nei dati, nei comportamenti, nei risultati". Grazie alla scienza, Capo d'Orlando trova oggi un nuovo motto: "Bellezza che si vede, salute che si vive". (di Paola Olgiati) ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Uber amplia la flotta di robotaxi con la collaborazione della cinese Momenta
(Adnkronos) - Uber ha annunciato un nuovo accordo strategico con la società cinese Momenta, specializzata in tecnologie di guida autonoma. A partire dal 2026, i veicoli a guida autonoma sviluppati da Momenta saranno integrati nella piattaforma di ride-hailing di Uber, inizialmente con la presenza a bordo di conducenti di sicurezza. I veicoli saranno operativi esclusivamente in mercati internazionali al di fuori degli Stati Uniti e della Cina, sebbene non siano stati forniti ulteriori dettagli sull’esatta localizzazione. Momenta è considerata una delle aziende più promettenti nel settore dell’autonomous driving, avendo ricevuto importanti finanziamenti da attori di rilievo quali SAIC Motor (controllata dal governo cinese), General Motors, Toyota, Mercedes-Benz e Bosch. L’ingresso di Momenta nell’ecosistema Uber rappresenta un ulteriore passo nella strategia dell’azienda americana di diversificare e ampliare la propria rete di mobilità autonoma. Con questa nuova collaborazione, Uber consolida la propria presenza nel settore della guida autonoma, aggiungendo Momenta a una rete già estesa di partner tecnologici. Attualmente, Uber ha stretto accordi con May Mobility, Waymo, Motional, Avride, WeRide e Volkswagen per lo sviluppo e l’impiego di auto autonome, oltre a collaborare con Serve Robotics, Cartken e Nuro per quanto riguarda i robot per le consegne. L'approccio multi-partner conferma l’obiettivo di Uber di posizionarsi come piattaforma di riferimento globale per la mobilità autonoma, combinando soluzioni diversificate in grado di adattarsi a mercati e contesti regolatori differenti. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)








