Aumenta il peso medio delle persone, gli ascensori sono sempre sicuri? Il rebus

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Aumenta il peso medio delle persone e i vecchi cartelli di sicurezza negli ascensori, con l'indicazione delle persone trasportabili, dovrebbero andare in pensione per far posto a indicazioni più aggiornate. La riduzione dei passeggeri in ascensore è l'inaspettato 'effetto collaterale' dell'aumento di sovrappeso e obesità in Europa. Negli ultimi 25 anni, la progettazione di questi utili strumenti non ha presupposto l'aumento ponderale delle persone che li utilizzano, secondo una nuova ricerca presentata al Congresso europeo sull'obesità (Eco) in corso a Istanbul, in cui si raccomanda di tenere conto delle evidenze scientifiche sul fenomeno.  "La mancata attenzione dei produttori di ascensori nell'adattarsi ai crescenti livelli di obesità e dimensioni corporee - spiega Fick Finer, presidente dell'Organizzazione internazionale Sindrome di Prader Willi e già docente di Medicina all'Ucl di Londra - significa che le capacità degli ascensori sono sovrastimate, il che implica che i tempi di viaggio sono probabilmente aumentati e che la sicurezza potrebbe essere compromessa. Inoltre, può ingenerare stigma il fatto che sia consentito a più persone entrare in un ascensore, rispetto a quanto sarebbe realmente confortevole".  
Modernizzare questi segnali e sistemi è cruciale per mantenere la sicurezza, migliorare le prestazioni e aumentare l'accessibilità, afferma Finer. "Le recenti raccomandazioni per dimensionare gli ascensori in base agli utenti moderni, basate su un'area bidimensionale o di superficie calpestabile, dovrebbero offrire ai passeggeri più spazio personale e comfort, ma non sono collegate alle tendenze secolari dell'obesità o della dimensione/forma del corpo, ed è necessaria una urgente riconsiderazione", aggiunge.  E' ancora poco chiaro se l'industria degli ascensori stia rispondendo a queste tendenze. Per saperne di più, Finer ha indagato se la progettazione degli ascensori abbia tenuto il passo con la crescita dell'obesità negli ultimi 5 decenni (1972-2022). I produttori di ascensori sono tenuti a esporre la portata massima e la capacità di passeggeri (ossia il numero massimo di passeggeri che l'ascensore può ospitare). Gli standard industriali definiscono la capacità di passeggeri dividendo il carico massimo di un ascensore per il peso medio di un passeggero. Storicamente, gli standard europei hanno assunto un peso medio di 75 kg per persona. Nel Regno Unito il peso medio degli uomini a metà degli anni '70 era di 75 kg, mentre il peso medio delle donne era di 65 kg. Oggi questi valori sono rispettivamente di circa 86 kg e 73 kg.  Tra il 2000 e il 2024, Finer ha raccolto un campione di dati da 112 ascensori in Europa occidentale (Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia, Austria, Finlandia), prodotti da 21 aziende tra il 1970 e il 2024. Per ogni ascensore, le informazioni sull'anno di fabbricazione, la portata massima e il numero massimo di passeggeri sono state ottenute dai cartelli di sicurezza esposti. La portata media per persona (calcolata dividendo la portata massima per il numero massimo di passeggeri) per l'anno di fabbricazione è stata confrontata con il peso medio degli adulti per quell'anno. L'analisi ha rilevato che la portata media per passeggero degli ascensori è aumentata significativamente tra il 1972 e il 2002 (con un ampio intervallo da 55 kg a 91,7 kg) ed era fortemente correlata all'aumento del peso medio della popolazione, suggerendo che i produttori in quel periodo erano reattivi alla crescente prevalenza dell'obesità. Ad esempio, negli anni '90 le portate individuali degli ascensori sono aumentate a circa 80 kg rispetto alle medie della popolazione di 76 kg. Dopo il 2002, tuttavia, non vi è stato alcun aumento significativo del peso medio presunto degli utenti degli ascensori, quindi, nonostante un peso medio della popolazione di 79 kg, il peso medio presunto è rimasto a 75 kg.
 Ciò riflette probabilmente il passaggio dei produttori di ascensori al calcolo delle capacità basato sui requisiti di superficie calpestabile presunta. Tuttavia, Finer osserva che "il passaggio dal peso all'area calpestabile non ha tenuto il passo con le tendenze secolari dell'obesità o della forma del corpo, anche se esistono dati eccellenti sull'aumento della circonferenza media della vita e, quindi, delle dimensioni della forma 2D". L'autore, in ogni caso, riconosce diverse limitazioni dello studio, inclusa la piccola dimensione del campione e la sua natura descrittiva e la necessità, quindi, di studi più ampi. 
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A2A: Piemonte, nel 2025 investiti in infrastrutture 60 mln, piu’ che raddoppiati rispetto a 2024

(Adnkronos) - 170 mln il valore economico distribuito sul territorio Sessanta milioni gli investimenti in infrastrutture, quasi raddoppiati rispetto al 2024 (32 milioni) e più che triplicati rispetto al 2023 (17milioni), di cui la quota maggioritaria, 36,7 mln (+123%) destinata all’ambiente, seguita dalla generazione di energia con 22,7 milioni mentre quasi 1 milione di euro è stato investito per l’installazione di colonnine di ricarica elettrica e lo sviluppo di nuovi asset di illuminazione pubblica. A questo si aggiungono oltre 170 mln di valore economico generato da dividendi, imposte, canoni e concessioni, ordini ai fornitori, costo del lavoro ed erogazioni ad associazioni. Sono i principali numeri contenuti nell’ottava edizione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale del Piemonte di A2A , che rendiconta le prestazioni ambientali, economiche e sociali del Gruppo in Piemonte nel 2025 e i piani di attività previsti per i prossimi anni. Il documento e’ stato illustrato oggi dal presidente e ad di A2A Ambiente, Fulvio Roncari. “Il Piemonte si conferma un’area strategica per A2A - ha sottolineato Roncari - il nostro impegno nella regione si traduce in investimenti e soluzioni innovative che rendono la transizione ecologica un percorso reale per le comunità che serviamo. Solo nel 2025 - ha ricordato - abbiamo generato oltre 170 milioni di euro di valore per il territorio, tra dividendi, imposte, canoni e concessioni, ordini ai fornitori, costo del lavoro ed erogazioni ad associazioni, e investito oltre 60 milioni di euro, in aumento dell’88% rispetto al 2024, nello sviluppo e nel potenziamento delle nostre infrastrutture, con un focus sull’economia circolare. Attraverso i nostri impianti, inoltre, abbiamo contribuito a evitare 113 mila tonnellate di Co2 e a valorizzare i rifiuti come nuove risorse, recuperando oltre 200 mila tonnellate di materie prime seconde. È così che interpretiamo il nostro ruolo: supportare gli stakeholder locali con soluzioni industriali innovative, capaci di coniugare sostenibilità ambientale, sviluppo economico e competitività locale” In particolare, nel 2025, A2A , attraverso la controllata Aprica, ha consolidato la propria presenza in Piemonte, aggiudicandosi la gara per l’affidamento del servizio di igiene urbana in 52 comuni nella provincia di Cuneo, parte del Consorzio SEA. Il nuovo appalto interessa un bacino di utenze di circa 160.000 residenti e prevede la gestione integrata dei rifiuti urbani per otto anni, con la possibilità di rinnovare per altri due. L’avvio dei servizi è avvenuto il 1° marzo 2026, attualmente con una squadra di 150 addetti e 130 automezzi operativi. Nell’ambito dell’economia circolare, il polo di Cavaglià resta centrale nella strategia del Gruppo, come testimoniano gli investimenti in nuove tecnologie all’interno del sito. Si è concluso il rinnovamento dell’impianto di trattamento e selezione della plastica, dalla capacità autorizzata di 60.000 tonnellate all’anno, ed è proseguita la a collaborazione con il Politecnico di Torino per migliorare ulteriormente la strategia di riciclo e valorizzazione della materia. Il sito di trattamento della frazione organica con produzione di biometano e compost, dalla capacità autorizzata di 66.000 tonnellate l’anno, è stato al centro della 39esima campagna di Legambiente ‘I cantieri della transizione ecologica’, un percorso lungo la Penisola che racconta la transizione ecologica già in atto tramite esperienze virtuose e replicabili.  Inoltre, A2A ha recentemente ricevuto l’autorizzazione dalla provincia di Biella per la realizzazione dell’impianto di selezione e recupero dei rifiuti tessili, che verrà realizzato grazie a un investimento di circa 25 mln in arco piano dove una volta trattati, i tessuti verranno inviati a industrie del territorio per produrre filato riciclato o prodotti. non filati riciclati. Infine, è stato avviato il cantiere per lo stabilimento di recupero degli imballaggi in polietilene a bassa densità e in polipropilene (Ldpe e Pp) per trasformarli in nuovi prodotti e materie prime utili per produrre sacchetti, film e altri contenitori, il progetto prevede oltre 35 mln di investimenti. E ancora, nel sito di Asti, dedicato al recupero del vetro e che nel 2025 ha prodotto oltre 100 mila tonnellate di materia prima seconda è stato sostituito il primo vaglio della fase di pretrattamento dei rifiuti, seguito, nei primi mesi del 2026, dall’installazione di nuovi vagli e separatori con l’obiettivo di migliorare la qualità del rifiuto recuperato. Interventi che aprono alla progressiva sostituzione delle macchine di selezione ottica prevista il prossimo anno. Attraverso la produzione di energia rinnovabile da matrice agricola e zootecnica, sono state evitate 8.400 tCo2 di emissioni.  Gli impianti di Livorno Ferraris e Scalenghe sono stati convertiti da biogas a biometano, e sono entrati in esercizio a dicembre 2025, producendo i primi metri cubi di gas con gli inizi del nuovo anno. A regime, permetteranno rispettivamente di immettere in rete circa 3,6 e 2,7 mln di metri cubi all’anno di biometano ed eviteranno l’emissione di circa 15.000 tonnellate di Co2 equivalente l’anno. Entro l’estate del 2026, verrà riconvertito anche il sito di Suno, che permetterà di immetterne in rete altri circa 3,2 milioni ed eviterà l’emissione di circa 7.600 tonnellate di Co2 equivalente all’anno. Per quanto riguarda la generazione di energia, nel 2025, la centrale di Chivasso, dotata di avanzati sistemi di monitoraggio e di contenimento delle emissioni, ha prodotto 1.626 Gwh di energia. Nel mese di novembre, all’interno del polo, è entrato in funzione un impianto di stoccaggio dell’energia Bess, Battery Energy Storage System.  In Piemonte sono presenti inoltre 12 parchi fotovoltaici, compreso quello in esercizio nella centrale di Chivasso, che hanno prodotto complessivamente 5 Gwh di energia elettrica, permettendo di evitare oltre 2.000 tonnellate di Co2. Stiamo lavorando allo sviluppo di una serie di impianti fotovoltaici sul territorio per 120 MWp di capacità e circa 200 GWh di producibilità annua. Gli investimenti si traducono anche in supporto ai fornitori e, in particolare, alle pmi locali: sono 186 nella Regione, di cui il 66% con meno di 50 dipendenti, per un totale complessivo di 144 mln di euro di ordini in forniture. Dal 2025 A2A conta l’87% dell’ordinato affidato a fornitori con score Ecovadis in Piemonte e, a conferma dell’attenzione verso le proprie persone, è stato progettato e avviato a inizio 2026 il programma AI Adoption che prevede 32 ore di formazione per oltre 7 mila dipendenti per diffondere questa nuova tecnologia in azienda e sviluppare nuove competenze. È stata inoltre pubblicata la Policy per la prevenzione e il contrasto a violenze, molestie e discriminazioni di genere sul luogo di lavoro, introducendo la figura della Consigliera di Fiduciae messo a disposizione dei dipendenti il supporto ai caregiver e un servizio di counseling psicologico. Infine, sul territorio, è stato avviato il progetto di inserimento lavorativo in collaborazione con una cooperativa sociale, che coinvolge persone in condizione di vulnerabilità: nei siti piemontesi in cui opera il Gruppo ne sono state impiegate 15. Anche nel 2025, poi, il Gruppo si è impegnato nella formazione delle nuove generazioni con circa 7.000 tra studenti e docenti coinvolti in laboratori didattici e ore di formazione scuola-lavoro.  Infine, A2A è attiva nella regione anche tramite Fondazione Banco dell’energia, un’organizzazione senza scopo di lucro dedicata alla raccolta di fondi per supportare, in collaborazione con enti del terzo settore, persone e famiglie in condizioni di fragilità economica e sociale, con un focus particolare sulla lotta alla povertà energetica. Tramite lo stanziamento su più anni di 250 mila euro, nel 2025 sono stati svolti tre progetti, 1 avviato e 2 conclusi, che hanno aiutato quasi 500 famiglie in condizione di povertà energetica, tramite supporto informativo, il pagamento delle bollette energetiche e l’acquisto di elettrodomestici di nuova generazione.  Nel corso dell’incontro e’ stato anche confermato che nel 2026, il programma dei Forum ‘Transizione giusta: un’impresa comune’ prevede 15 tappe in tutta Italia, in occasione delle quali vengono presentati i Bilanci di Sostenibilità Territoriali. Dieci incontri del ciclo hanno l’obiettivo di rafforzare la competitività delle pmi italiane, in collaborazione con Teha e con le associazioni territoriali di Confindustria. Il programma, dopo Mantova e il Piemonte, coinvolgerà nel corso dell’anno Friuli-Venezia Giulia, Bergamo, Puglia, Brescia, Valtellina – Valchiavenna, Cremona, Milano, Calabria, Campania, Sicilia, Liguria, Monza e Brianza e Abruzzo. 
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Accordo Anaci-Cri-Sima, i condomini diventano presidi sanitari per anziani e fragili

(Adnkronos) - Al via in Italia un innovativo progetto che trasforma i condomini in primi presidi di prossimità sanitaria e sociale per aiutare anziani - sono oltre 4 milioni nel nostro Paese quelli che vivono soli - e soggetti fragili, iniziativa presentata oggi nel corso dell'evento REbuild 2026 a Riva del Garda. Grazie a un accordo sottoscritto da Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari, che gestisce in Italia 220mila condomini abitati da 20 milioni di persone) e Croce rossa italiana, in collaborazione con la Società italiana di medicina ambientale (Sima), parte in tutta Italia un nuovo modello di assistenza basato su telemedicina, inclusione sociale e supporto alle persone fragili, agli anziani e a chi ha difficoltà a raggiungere strutture sanitarie tradizionali. L'obiettivo del progetto - informa una nota della Sima - è sviluppare all'interno dei condomìni degli studi professionali degli amministratori e delle sedi provinciali Anaci, veri e propri presidi territoriali gestiti da Anaci e Cri dedicati alla prevenzione, al monitoraggio e all'assistenza sanitaria di prossimità. Attraverso strumenti di teleassistenza e il supporto di centrali operative e personale specializzato, sarà possibile effettuare controlli e monitoraggi a distanza, favorire il collegamento con medici e strutture sanitarie, supportare anziani e soggetti fragili nel percorso di cura, ridurre isolamento sociale e difficoltà di accesso ai servizi sanitari, promuovere prevenzione, qualità della vita e sicurezza abitativa. "Come Sima - afferma il presidente, Alessandro Miani - attraverso i nostri esperti metteremo a disposizione di Croce rossa italiana e Anaci le competenze scientifiche e di valutazione degli impatti ambientali e sanitari sulla salute e sulla qualità della vita, contribuendo alla definizione dei protocolli operativi che saranno adottati in tutte le città italiane".  
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Rebuild 2026, Capaccioli (Green Building Council Italia): "Puntare a Smart City più sostenibili e inclusive"

(Adnkronos) - “L'intervento nel mio panel è focalizzato su quanto le città oggi possano essere considerate Smart, che cosa significa Smart City e che cosa significa avere delle città che evolvono ed evolveranno sempre di più, tenendo ben presente qual è la necessità di includere, senza creare nuove disuguaglianze. Investire, quindi, su città che si sviluppano, crescono e diventano sempre più performanti non significa dimenticare chi ha necessità di avere una casa accessibile e sostenibile, ma anche a dei costi che siano alla portata. Su questo Green Building Council vuole riportare l'attenzione del proprio intervento”. E’ quanto affermato da Fabrizio Capaccioli, Presidente Green Building Council Italia, alla dodicesima edizione di Rebuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni in corso al Centro Congressi di Riva del Garda (Tn).  “La presenza di Green Building Council Italia non solo in un territorio trentino, ma a Rebuild, è fondamentale, e ormai da anni è un appuntamento a cui non rinunciamo e non possiamo mancare, per i temi che vengono costantemente affrontati, che riguardano l'ambiente costruito, il mondo delle costruzioni e il mondo della sostenibilità - spiega - Green Building Council ha la necessità di portare il proprio contributo: si tratta di una collaborazione, peraltro, che dura anche durante tutto l'anno, perché con diversi membri, per esempio il comitato scientifico, c'è una collaborazione stretta anche su altri tavoli”.  “E’ per questo che Green Building Council ha la necessità di portare, all'interno di una manifestazione importante come Rebuild, anche quest'anno, il proprio contributo su cosa significa fare sostenibilità, salvaguardia del pianeta e gestione della centralità dell'essere umano nel modo di costruire sostenibile, ma che abbia al centro anche una serie di altri parametri che rendono inevitabilmente focale i temi dei dibattiti che vengono affrontati all'interno di Rebuild”, conclude Capaccioli. 
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Ovaio policistico cambia nome, Egoi-Pcos: "Riconosciuto ruolo metabolismo"

(Adnkronos) - La medicina mondiale volta pagina. Con una storica pubblicazione su 'The Lancet', il consenso internazionale ha ufficialmente ridefinito la Polycystic Ovary Syndrome (Pcos) come Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome (Pmos). "Un cambio di nome che sancisce, dopo decenni, la fine di una visione esclusivamente ginecologica a favore di un approccio sistemico", commenta l'Egoi-Pcos (Experts Group on Inositol in Basic and Clinical Research and on Pcos) in una nota. Per gli esperti si tratta di "un riconoscimento scientifico senza precedenti". Il gruppo, infatti, sosteneva questa tesi "da oltre 4 anni, avendo proposto per primo il superamento del vecchio termine a favore della definizione di Endocrine Metabolic Syndrome (Ems), ritenuta più idonea" in quanto il termine 'polyendocrine' rischia di frammentare il concetto fisiopatologico della sindrome. "Il riconoscimento della componente metabolica nella nuova nomenclatura internazionale è un passaggio storico - afferma Vittorio Unfer, presidente di Egoi-Pcos - Conferma ciò che sosteniamo da anni: questa non è una semplice condizione ovarica, ma una sindrome endocrino-metabolica sistemica che impatta sull'intero organismo". Mentre il documento internazionale prevede un'implementazione graduale della nuova classificazione nei prossimi 3 anni, per Egoi-Pcos il futuro è già presente. Il gruppo - riferisce la nota - ha infatti già consolidato: una rete di centri all'avanguardia in Italia, con 6 centri specialistici in fase di inaugurazione o già attivi, tra cui il San Camillo di Roma (il primo centro pubblico di riferimento); un'espansione globale, attraverso una rete internazionale che unisce eccellenze in Polonia, Russia, Georgia e Brasile; un approccio multidisciplinare, un modello di cura che non si limita al sintomo locale, ma gestisce la paziente lungo tutto l'arco della vita. La ridefinizione in Pmos non è un semplice esercizio semantico, ma una svolta che impatta diagnosi, terapie e prevenzione, precisano gli esperti. "Il cambio di nome rappresenta il riconoscimento di una nuova identità biologica - sottolinea Unfer - Smettere di chiamarlo 'ovaio policistico' significa finalmente guardare oltre l'ecografia per concentrarsi sulle cause e sulla prevenzione delle complicanze cardiometaboliche future. Oggi la comunità scientifica internazionale si allinea alla visione che Egoi-Pcos promuove da tempo, mettendo al centro la salute globale della donna". 
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Lavoro e malattia, orari e controlli: come funzionano le visite mediche

(Adnkronos) - Più medici abilitati ai controlli ispettivi Inps sui lavoratori in malattia, con l'obiettivo di controlli più frequenti, e un nuovo servizio online dedicato per i datori di lavoro che vogliono richiedere visite mediche di controllo ai lavoratori in malattia, disponibile sulla Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd). Sono le novità introdotte per il 2026 dalla Legge di Bilancio.  Le fasce orarie di reperibilità dei lavoratori, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, ogni giorno compresi festivi e domeniche, sono le stesse per dipendenti pubblici e privati, in recepimento della sentenza del Tar Lazio n. 16305/2023 che ha annullato la precedente differenziazione. Secondo l’Osservatorio statistico sul Polo unico di tutela della malattia terzo e quarto trimestre 2025, che riporta dati sui certificati medici di malattia e sulle visite mediche di controllo domiciliare effettuate dall’Inps, nel secondo semestre 2025 il numero di certificati medici presentati ha superato i 14 milioni di certificati, in leggero aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+2,8%). Il 78,7% dei certificati presentati nel secondo semestre del 2025 ha riguardato lavoratori del settore privato. Nello stesso periodo sono state effettuate circa 399 mila visite mediche di controllo, il 3,7% in più rispetto al secondo semestre 2024. In caso di assenza per malattia, il dipendente deve ottenere un certificato medico e rimanere reperibile presso il domicilio indicato per le visite fiscali dell’Inps, sottoponendosi ai controlli per verificare la giustificazione dell’assenza. Tra gli obblighi del medico curante c’è l’invio telematico dell’attestato medico all’Inps entro il giorno successivo all’inizio dell’evento.  Il dipendente deve trasmettere copia del documento al datore di lavoro entro due giorni, ma è sufficiente il numero di protocollo, con cui l’azienda può verificare l’attestato sul portale Inps. In tutti i casi di visita medica fiscale Inps, disposta d’ufficio o su richiesta del datore di lavoro, sono applicabili sanzioni per assenze ingiustificate. 
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Encefalopatia epatica, Bassanini (Alfasigma): "Più attenzione ai bisogni dei pazienti"

(Adnkronos) - "La campagna nasce da una convinzione che abbiamo in Alfasigma: l'analisi dei bisogni è il punto di partenza di qualsiasi intervento. Per raggiungere questo obiettivo lavoriamo su due fronti: da un lato la collaborazione con i clinici e le società scientifiche, dall'altro l'ascolto diretto dei bisogni dei pazienti. Questa iniziativa è stata per noi un'esperienza estremamente positiva perché nasce da una stretta collaborazione con le associazioni dei pazienti, inoltre una ricerca etnografica ci ha permesso di raccogliere le testimonianze di pazienti e caregiver nella loro quotidianità". Lo ha detto Stefania Bassanini, VP Medical Affairs di Alfasigma, oggi a Roma alla presentazione della campagna 'Encefalopatia epatica: riEEsci a vederla?', promossa in collaborazione con associazione EpaC Ets e con il patrocinio di Aigo - Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri, Aisf - Associazione italiana per lo studio del fegato, Cleo - Club degli epatologi ospedalieri, Fadoi - Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti e Simg - Società italiana di medicina generale e delle cure primarie. "Questo approccio ha permesso di far emergere bisogni ancora insoddisfatti e criticità nel percorso di cura del paziente - sottolinea Bassanini - Grazie alla campagna saranno organizzati eventi formativi sul territorio per fornire informazioni sulla patologia e sulla sua gestione a 360 gradi: dal counseling nutrizionale fino al riconoscimento dei sintomi che rappresentano un campanello d'allarme per una presa in carico tempestiva. Crediamo che per migliorare il percorso di cura del paziente sia fondamentale il contributo di tutti gli attori del sistema salute: istituzioni, società scientifiche, associazioni pazienti e industria. Il messaggio che vogliamo dare è chiaro", conclude: "Ognuno deve fare la propria parte affinché l'encefalopatia epatica non resti una patologia di secondo piano, ma venga gestita con percorsi di cura omogenei sul territorio, diagnosi più precoci e tempestive e un adeguato e corretto supporto ai caregiver che accompagnano il paziente". 
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Il Trump Phone è quasi realtà: partono le consegne

(Adnkronos) - Dopo quasi un anno di attesa e numerosi rinvii, il Trump Mobile T1 si appresta a debuttare sul mercato. Il CEO dell'azienda, Pat O’Brien, ha ufficializzato l'inizio delle spedizioni, prevedendo che tutti i preordini effettuati negli ultimi undici mesi verranno evasi nel giro di poche settimane. La dichiarazione arriva come risposta diretta a un'ondata di indiscrezioni virali che ipotizzavano la cancellazione massiva degli ordini, notizie prive di riscontri oggettivi ma alimentate dal lungo silenzio comunicativo del produttore. O’Brien ha giustificato le tempistiche dilatate parlando di una scelta deliberata per garantire la qualità del prodotto finale, senza tuttavia scendere nei dettagli tecnici che hanno causato lo slittamento della data di uscita originaria. L'imminenza del lancio è supportata da prove documentali piuttosto solide. Il dispositivo ha recentemente ottenuto le certificazioni necessarie da parte di FCC e PTCRB, passaggi burocratici indispensabili per la commercializzazione di apparecchiature radio negli Stati Uniti. Ulteriore conferma arriva dall'inclusione del T1 nella lista pubblica dei dispositivi certificati per Google Play, un'operazione che solitamente precede di pochi giorni la distribuzione effettiva degli smartphone basati su sistema operativo Android. La pubblicazione di un primo video promozionale ha inoltre mostrato il design definitivo del terminale, che verrà distribuito in una confezione comprensiva di custodia trasparente, alimentatore e un cavo USB-C intrecciato con finitura dorata. Nonostante la conferma delle spedizioni, restano alcuni punti oscuri legati alla reale entità del fenomeno commerciale. Trump Mobile ha evitato di confermare i numeri circolati online, che parlavano di circa 600.000 preordini, una cifra già precedentemente messa in discussione da diverse analisi di settore. L’azienda sembra aver adottato una strategia di massima prudenza legale, aggiornando i termini di servizio sul proprio sito web per tutelarsi contro eventuali ritardi futuri. Resta da vedere se la distribuzione su larga scala confermerà le aspettative generate durante la lunga fase di pre-lancio o se il T1 rimarrà un prodotto destinato esclusivamente a una nicchia di sostenitori. 
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AI, come cambia il ruolo del commercialista e il rapporto con i temporary manager

(Adnkronos) - La professione del commercialista sta attraversando in questi periodi una fase di cambiamento quasi strutturale per quanto riguarda i contenuti del 'mestiere' e le nuove competenze che devono entrare in gioco. Si parla di una vera e propria trasformazione culturale che la categoria deve essere in grado di accettare, metabolizzare e implementare: un processo che richiederà adeguati tempi. I cambiamenti richiesti hanno e avranno sempre più un impatto sul rapporto professionale con i clienti (si parla soprattutto delle pmi) e, nel caso specifico, con i temporary manager chiamati dai clienti stessi ad operare nell’area finanza, amministrazione e controllo. Qui il rapporto assume particolare delicatezza, stanti i rischi di potenziali sovrapposizioni con gli interventi manageriali, a maggior ragione per le implicazioni derivanti dalla trasformazione in legge della PDL 2474. Non è un caso che ad oggi, sui tanti progetti temporary realizzati con pmi, quelli relativi all’area finanza siano del tutto marginali (come del resto, sia pure per motivi diversi, quelli relativi all’ambito hr). Il macro tema dell’evoluzione del ruolo è stato oggetto del convegno 'L'evoluzione del ruolo del commercialista nell'era dell'Intelligenza Artificiale: competenze, strumenti e nuove prospettive'. L'avanzamento dell'Intelligenza Artificiale e l'automazione crescente dei processi stanno segnando un cambiamento epocale non solo nelle aziende ma anche in numerosi ruoli professionali. Il convegno ha rappresentato un'importante occasione di confronto tra commercialisti e professionisti di vari settori. Il vero salto culturale sta nel considerare l’AI non come uno strumento tecnologico da acquistare e implementare, ma come un agente di trasformazione organizzativa e lavorativa. L’evoluzione apportata dall’avvento dell’intelligenza artificiale nella quotidianità dell’attività professionale richiede una vera e propria trasformazione culturale e un ripensamento delle competenze. Per governare questo cambiamento, il commercialista deve evolvere il proprio bagaglio tecnico e relazionale dalla conformità alla consulenza di valore e alla specializzazione in nuovi ambiti. Saranno sempre più richieste competenze in settori critici come la crisi d'impresa, la sostenibilità (report ESG), la gestione della compliance digitale, nonché la consulenza strategica, l'analisi finanziaria e la pianificazione aziendale. Il convegno promuovendo un approccio multidisciplinare ha voluto evidenziare le competenze e gli strumenti necessari per affrontare il cambiamento in atto e rafforzare il ruolo del commercialista come partner strategico per le imprese. L’intervento di Maria Grazia De Angelis, presidente di Aislo, ha sottolineato come questo scenario richieda anche ai commercialisti di ripensare il proprio ruolo e di esplorare nuove opportunità. In un mondo con informazioni eccessivamente semplificate dal web, il professionista rimane il garante della correttezza dei dati e delle norme nel rapporto tra imprese ed enti pubblici. Ogni consulenza, ogni parere, ogni bilancio che viene redatto ha un impatto diretto sul benessere delle imprese, delle famiglie, delle Istituzioni e, in ultima analisi, sulla crescita dell’intero paese. Quello che vogliamo sottolineare oggi è che, mentre ci dedichiamo con competenza al nostro lavoro, non dobbiamo mai perdere di vista l’importanza di agire con lungimiranza. La sfida è quella di essere in grado di ridefinire l’identità del proprio ruolo. Ma la vera sfida per un commercialista è convincere l'imprenditore ad adottare nuovi approcci e nuovi strumenti e di guidarlo superandone le resistenze. Questo richiede soft skills specifiche raramente insegnate nei percorsi formativi tradizionali. La capacità di comunicare concetti complessi in modo comprensibile, l'abilità di gestire obiezioni senza entrare in conflitto, la competenza nel change management per guidare trasformazioni organizzative delicate.  Il cambiamento di ruolo è stato al centro dell’intervento di Maurizio Quarta, managing partner di Temporary Management & Capital Advisors: prendendo spunto dal Progetto di Legge 2474 attualmente in itinere, ha sottolineato come nellepmi sia essenziale la collaborazione virtuosa tra professionisti (commercialisti in particolare) e temporary manager. Si è poi soffermato su alcuni dei passaggi critici nell’attuale formulazione del testo. In particolare: sui requisiti del temporary manager (il TM non ha a che fare con appartenenza a ordini, titoli accademici, o dato anagrafico puntuale) e sul rischio di escludere le altre aree professionali e di non rappresentare il mercato reale; sull’utilizzo dell’EBITDA (un solo indicatore può essere inadeguato); sulla durata minima di 6 mesi, che può essere eccessiva specie per aziende molto piccole e ignora forme di supporto part time; sulla mancata considerazione di altre dimensioni non immediatamente misurabili , ad esempio il miglioramento delle competenze ESG (richieste dal sistema bancario), la sostenibilità dei processi produttivi, la digitalizzazione consapevole e pilotata e la gestione delle risorse umane. Ha anche ricordato come, attraverso i fondi, sia possibile finanziare la parte 'formativa' di progetti di temporary management nelle pmi. Nella quasi totalità dei casi, infatti, le pmi utilizzano temporary anche e soprattutto per acquisire competenze manageriali: questa parte 'formativa' dell’intervento può essere scorporata e finanziata con i fondi interprofessionali. Secondo Giovanni Galvan, esperto di formazione finanziata, “i Fondi Interprofessionali, utilizzando lo 0,30% dei contributi obbligatori, rappresentano lo strumento principale con cui le imprese possono finanziare la formazione dei lavoratori per accrescerne le competenze, Solo una consapevole analisi dell’accessibilità può aiutare le imprese a districarsi in questo complesso scenario, in questo senso è strategico il supporto di uno specialista”. Nel suo intervento ha ripercorso l’origine normativa dei Fondi e il loro sviluppo a partire dal 2003, evidenziandone la crescita e la differenziazione settoriale, nonché una panoramica dei principali Fondi, delle risorse gestite e della platea di imprese e lavoratori coinvolti. Ha sottolineato inoltre la forte frammentazione dell’offerta pubblica e la scarsa consapevolezza delle imprese rispetto alle opportunità disponibili.  
Guido Massimiano, Partner Agesvin - società di finanza agevolata, ha delineato un'altra fonte a cui le aziende possono accedere per il loro finanziamento: lo strumento della finanza agevola come leva per lo sviluppo finanziario di start up e pmi e come incentivo per gli imprenditori all'assunzione del rischio legato all'avvio di piani di investimenti. In tal senso il ruolo del commercialista è quello di supportare il cliente nell'individuazione della misura più idonea e nella pre-fattibilitá del suo finanziamento agevolato, potendosi anche avvalere di un professionista partner per la scelta dello strumento e per la presentazione della relativa domanda. Secondo Alfonso Selva, consulente finanziario “la collaborazione tra commercialista e consulente finanziario diventa oggi un presidio fondamentale per accompagnare le aziende nel cambiamento e nella pianificazione evoluta. Si sottolinea l’importanza del contributo di un consulente finanziario che lavora in team con il commercialista a supporto concreto della crescita dell’impresa. Come realizzare ciò, viene descritto nel libro ‘Tesoreria trasformativa’ nato per offrire strumenti operativi utili a leggere la finanza aziendale in modo più strategico, moderno e integrato”. 
Sergio Santangelo, dottore commercialista e socio di Motiontech, si è soffermato sul tema degli adeguati assetti e del modello 231: “Partiamo da una mail che ho ricevuto tempo fa, da una impresa abbastanza grande e strutturata ma ancora con la mentalità della impresa di famiglia: ‘Per molto tempo ho pensato che controllare l’azienda significasse leggere i numeri. In realtà li leggevo sempre dopo. La cassa la intuivo. Le decisioni le prendevo sull’esperienza. I problemi li affrontavo quando erano già diventati urgenti. Il cambiamento non è stato fare di più. È stato fermarmi e chiedermi: dove sto andando, davvero? Quando inizi a guardare avanti, usando dati che esistono già, tutto cambia. Le scelte diventano più lucide. I rischi più chiari. Le notti un po’ più tranquille. Oggi non indovino più. Decido sapendo”.  Quali riflessioni da un punto di vista tecnico e strategico? Quello per cui le imprese si trovano in difficoltà, è passare dalla lettura consuntiva, alla proiezione dei flussi futuri, che significa trasformare la contabilità in previsione finanziaria, leggere la cassa in chiave prospettica; stressare i dati (what if), prima di prendere decisioni intercettare squilibri mesi prima, non quando esplodono. Non è un tema di software, ma di governo: è il punto in cui numeri, responsabilità dell’amministratore e continuità aziendale iniziano finalmente a parlare la stessa lingua. Gli adeguati assetti, sostenibilità e Modello 231 non sono adempimenti separati, noiosi od addirittura inutili (per qualche imprenditore): sono tre modi diversi di prendersi cura della stessa impresa. Gli adeguati assetti sono il momento in cui l’imprenditore smette di navigare a vista e inizia a guardare in faccia la realtà, con dati, responsabilità, consapevolezza. La sostenibilità è la scelta di non consumare il futuro per risolvere il presente, è dire: voglio un’azienda che resista, che cresca, che resti. Il Modello 231 non è difesa dalla paura: è cultura della responsabilità, è rispetto per le persone, per il lavoro, per il valore costruito ogni giorno. Quando questi tre elementi si parlano tra loro, accade qualcosa di potente: l’impresa smette di inseguire le emergenze e comincia a governare il proprio destino. E in questo passaggio cambia anche il ruolo del commercialista o di qualsiasi professionista d’azienda: non più custodi di scadenze, ma alleati strategici dell’imprenditore, chiamati a trasformare numeri e regole in scelte che contano davvero, perché il futuro dell’impresa non si protegge con la carta, ma si costruisce con visione, metodo e responsabilità. "L'intelligenza artificiale non è un cambiamento incrementale: è paragonabile al passaggio dal cavallo all'automobile” Nel suo intervento Massimo Mentrasti, ceo di Aevoluta, ha mostrato come l'area fiscale e contabile sia tra le più esposte alla trasformazione: oltre il 90% delle attività di business & finance è teoricamente automatizzabile dall'AI, ma l'adozione reale resta ancora bassa. Il messaggio centrale è che il valore non sta nell'adottare l'AI, ma nel riprogettare processi, ruoli e modelli operativi attorno ad essa. “Chi si limita a sovrapporre la tecnologia ai vecchi flussi di lavoro otterrà risultati parziali. Per studi professionali e pmi il cambio di paradigma è radicale: il commercialista passa da elaboratore di adempimenti a consulente strategico, il controller diventa data analyst, e anche la piccola impresa può accedere a capacità analitiche prima riservate alle grandi aziende".  
Sandro Margaroli, Imprenditore della mediazione creditizia, ha messo in evidenza come il sistema bancario valuta le aziende e quali sono i principali indicatori con cui valuta le aziende richiedenti credito. In modo particolare si è soffermato sia sull'importanza del Dscr che descrive la capacità dell'azienda di onorare il debito che sulla valenza del business plan per valutare gli andamenti dell'azienda nel tempo. Si è, inoltre, soffermato sull'assistenza che il commercialista deve porre in essere per l'esame dei citati indici di bilancio, augurandosi che nel tempo il commercialista sia un polo di aggregazione non solo con i suoi colleghi ma anche con i diversi professionisti in grado di supportarlo nella sua consulenza per lo sviluppo delle aziende. 
Arnaldo Acquarelli presidente della Fondazione Etica ed Economia ha concluso evidenziando l’importanza dell’etica nella professione del commercialista: “In un mondo così dinamico e complesso, le scelte che compiamo sono fondamentali per la fiducia che le persone ripongono nel nostro lavoro. Ogni errore, per quanto piccolo, può avere ripercussioni importanti, e ogni successo contribuisce a rafforzare la credibilità e l'affidabilità del nostro ruolo”.  (di Sabrina Rosci)  
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Nissan, arrivano effetti piano ristrutturazione su utile operativo e perdite

(Adnkronos) - Arrivano gli effetti del pesante piano di ristrutturazione di Nissan:rispetto all'esercizio precedente, la casa giapponese infatti ha ridotto le perdite del 20% nell'esercizio finanziario 2025 (da aprile 2025 a marzo 2026 inclusi) registrando un rosso di 533,1 miliardi di yen (2,885 miliardi di euro). "In un contesto operativo globale complesso, caratterizzato da pressioni inflazionistiche, dazi e andamento altalenante del mercato, Nissan ha continuato a registrare progressi costanti nell’attuazione del piano Re:Nissan, rafforzando le proprie fondamenta di business e migliorando gradualmente la performance complessiva", ha dichiarato l'azienda, riferendosi al piano di ristrutturazione che ha permesso di ridurre le perdite. La casa automobilista giapponese ha sottolineato i "significativi progressi" compiuti verso l'obiettivo di riduzione dei costi di 500 miliardi di yen (2,706 miliardi di euro), di cui 200 miliardi di yen di costi fissi (1,082 miliardi di euro) e 55 miliardi di yen (297 milioni di euro) di risparmi sui costi variabili. Nissan ha inoltre sottolineato il miglioramento della qualità del business negli Stati Uniti grazie a un mix di vendita orientato al retail; l'incremento delle vendite in Giappone grazie a lanci mirati; e un approccio più focalizzato sui veicoli elettrici in Cina. In questo contesto, le vendite globali hanno totalizzato 3,15 milioni di unità e il fatturato consolidato ha raggiunto i 12.000 miliardi di yen (64,954 miliardi di euro), con una diminuzione di quasi il 5% rispetto all'anno precedente. Per l'intero esercizio fiscale, Nissan ha registrato un utile operativo positivo di 58 miliardi di yen (314 milioni di euro), in calo del 16% rispetto all'esercizio 2024, con un margine dello 0,5%, grazie a una gestione disciplinata e al controllo dei costi. Guardando all'esercizio 2026, Nissan prevede un contesto economico ancora difficile, caratterizzato da una crescente pressione competitiva, fluttuazioni valutarie, inflazione e persistenti incertezze geopolitiche. In termini numerici, Nissan prevede di realizzare un fatturato in crescita di 13.000 miliardi di yen (70,359 miliardi di euro) e un utile di 20 miliardi di yen (108 milioni di euro) per il prossimo esercizio, nonché un utile operativo di 200 miliardi di yen (1,082 miliardi di euro). “L’anno fiscale 2025 - ha dichiarato Ivan Espinosa, Ceo di Nissan - ha rappresentato un periodo di attuazione rigorosa del piano Re:Nissan, durante il quale abbiamo rafforzato le nostre fondamenta e iniziato a registrare progressi concreti nella nostra performance finanziaria. Parallelamente, abbiamo definito una chiara direzione strategica di lungo periodo, incentrata sulla 'Mobility Intelligence for everyday life' ". Per il ceo Nissan ha "superato la fase di recupero ed entriamo ora in una fase di crescita. Nel corso dell’anno fiscale 2026, costruiremo su questo slancio attraverso una rigorosa gestione dei costi e una maggiore velocità di esecuzione sul fronte prodotto, con l’obiettivo di sostenere vendite e redditività e realizzare gli impegni del piano Re:Nissan. Allo stesso tempo, continueremo a evolvere l’esperienza cliente in linea con questa visione.” 
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