Standard di resistenza militare e batterie ad alta densità: l'evoluzione tecnologica nel segmento smartphone
(Adnkronos) - In collaborazione con realme L'evoluzione tecnologica nel settore della telefonia mobile si sta orientando progressivamente verso l'integrazione di componenti ad alte prestazioni in dispositivi destinati a una fascia di mercato estesa. realme ha annunciato, per mezzo di una nota ufficiale, l'arrivo sul mercato italiano del nuovo smartphone realme C100 5G, un terminale progettato con l'obiettivo di elevare gli standard di autonomia e robustezza strutturale. Il dispositivo introduce tre specifiche tecniche di rilievo: una batteria da 6600 mAh, un display con frequenza di aggiornamento a 144 Hz e una scocca dotata di resistenza agli urti di grado militare (Military-Grade Shock Resistance). Questo approccio costruttivo mira a garantire una longevità superiore alla media del segmento, rispondendo alla necessità di strumenti capaci di resistere a sollecitazioni fisiche intense senza compromettere l'integrità dei componenti interni. Il nuovo device realme sarà caratterizzato dal "Blooming Design" che permette al pannello di reagire ai cambiamenti di angolazione della luce, creando effetti visivi dinamici. Il brand ha dichiarato che realme C100 5G, definito internamente come "Campione della Resistenza da 6600 mAh", punta a "ridefinire gli standard di durevolezza del settore, proseguendo la missione del brand: democratizzare tecnologie di livello flagship per i giovani utenti di tutto il mondo". La serie a cui appartiene il dispositivo ha già introdotto in precedenza innovazioni come la certificazione IP69 nel suo segmento, consolidando un percorso orientato alla solidità hardware. Il dispositivo sarà lanciato nelle varianti cromatiche Blooming Purple e Sprouting Green, integrando un'interfaccia 5G per la connettività di ultima generazione. Sebbene i dettagli completi su prezzi e disponibilità non siano ancora stati ufficializzati, la configurazione annunciata suggerisce un focus sulla sinergia tra estetica e ingegneria dei materiali. L'adozione di un pannello a 144 Hz, solitamente riservato a fasce superiori, indica una volontà di ottimizzare l'esperienza d'uso quotidiana, rendendo la fluidità visiva una caratteristica accessibile. La combinazione di una batteria ad alta capacità e di una struttura rinforzata posiziona il terminale come una soluzione tecnica per utenti che richiedono affidabilità e continuità operativa in mobilità.
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Kia torna nei veicoli commerciali
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Kia Corporation torna protagonista nel mercato dei veicoli commerciali leggeri e sceglie Transpotec Logitec 2026 per rilanciare la propria strategia europea nel segmento LCV. Presenti nello stand tutte le varianti oggi disponibili del PV5: Cargo, Passenger e Chassis Cab. Con questa presenza, Kia segna ufficialmente il ritorno nel comparto dei veicoli commerciali in Italia, mercato dove il brand può contare ancora oggi su circa 5.000 mezzi circolanti tra gli storici modelli K2500 e Pregio. Il PV5 rappresenta il pilastro della strategia PBV del costruttore, che punta a vendere entro il 2030 oltre 230 mila veicoli commerciali leggeri a livello globale attraverso una gamma che comprenderà anche i futuri PV7 e PV9, previsti rispettivamente nel 2027 e nel 2029. Ad oggi, con il solo PV5, Kia ha già raggiunto quota 8.500 unità vendute nel mondo, con un target di 54 mila veicoli nel 2026. Tra gli elementi distintivi del modello figurano volume di carico fino a 4,4 metri cubi, capacità bagagliaio fino a 1.330 litri, funzione Vehicle-to-Load (V2L), presa di ricarica centrale e una dotazione ADAS ai vertici della categoria.
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Auto usate, brumbrum accelera in Italia
(Adnkronos) - Il mercato dell’auto usata continua a rappresentare uno dei segmenti più dinamici dell’automotive italiano e brumbrum, brand italiano di Aramis Group, punta ad accelerare la propria crescita nel Paese attraverso nuove aperture e il rafforzamento del modello omnicanale. “Il mercato italiano dell’auto usata è uno dei più rilevanti in Europa, con circa 3 milioni di passaggi di proprietà ogni anno. In questo contesto, caratterizzato da frammentazione e livelli disomogenei di digitalizzazione e trasparenza, brumbrum punta a consolidare il modello di business del Gruppo, che garantisce ai clienti una gamma ampia e diversificata di auto, la presenza fisica sul territorio e tecnologie innovative per mantenere standard elevati di qualità in tutte le fasi del processo produttivo”, dichiara Paolo Di Napoli, CEO di brumbrum.
Al centro della strategia c’è la factory di Reggio Emilia, dove ogni veicolo viene sottoposto a un processo di ricondizionamento industriale con oltre 300 controlli qualità che riguardano meccanica, carrozzeria, elettronica e sistemi di sicurezza. Il sito ha una capacità produttiva fino a 1.500 veicoli al mese e rappresenta uno degli asset chiave del posizionamento dell’azienda nel mercato dell’usato.
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CUPRA Raval, la compatta elettrica che punta sulle emozioni
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CUPRA apre un nuovo capitolo della propria strategia elettrica con CUPRA Raval, una compatta a batteria che punta su design, dinamica di guida e forte personalità. Progettata, sviluppata e prodotta a Barcellona sulla piattaforma MEB+, rappresenta il primo modello 100% elettrico realizzato nello stabilimento di Martorell. Lunga poco più di quattro metri, CUPRA Raval combina dimensioni urbane con un’impostazione decisamente sportiva. Il frontale adotta il classico “muso di squalo” del marchio, mentre fari Matrix LED, logo illuminato e maniglie a scomparsa contribuiscono a definire un’identità visiva aggressiva e moderna. Grande attenzione anche all’aerodinamica, con soluzioni studiate per ridurre la resistenza all’aria e migliorare l’efficienza complessiva. All’interno della nuova Cupra Raval, l’abitacolo è costruito attorno al conducente, con una console centrale sospesa, illuminazione ambientale evoluta e un’impostazione fortemente digitale. Il sistema infotainment da 12,9 pollici utilizza il nuovo sistema operativo Android Automotive, mentre il cockpit digitale da 10,25 pollici offre diverse modalità di visualizzazione. Non manca l’integrazione completa con smartphone e servizi connessi, inclusa la Mobile Device Key. La nuova CUPRA Raval sarà disponibile inizialmente con batteria da 52 kWh e tre varianti Launch Edition dedicate al mercato italiano. Le versioni da 211 CV dichiarano fino a 446 km di autonomia, mentre la più potente VZ raggiunge 226 CV e accelera da 0 a 100 km/h in 6,8 secondi. La ricarica rapida in corrente continua fino a 105 kW permette di passare dal 10 all’80% in circa 24 minuti. La dinamica di guida resta uno degli elementi centrali del progetto. Assetto ribassato, carreggiata allargata, sterzo progressivo e sospensioni DCC Sport sono stati sviluppati per offrire una guida più diretta e coinvolgente rispetto alle tradizionali compatte elettriche. Sulla versione VZ debutta anche il differenziale elettronico a slittamento limitato, soluzione rara nel segmento.
CUPRA ha lavorato anche sul fronte della sicurezza e della tecnologia di bordo. Travel Assist, Emergency Assist, parcheggio remoto tramite smartphone e visuale a 360 gradi ampliano il pacchetto ADAS, mentre il sistema audio Sennheiser a 12 altoparlanti punta a trasformare l’abitacolo in un ambiente immersivo. La gamma verrà ampliata successivamente con varianti dotate di batteria LFP da 37 kWh, pensate per rendere più accessibile l’ingresso nel mondo elettrico del marchio.
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Hankook Ventus evo Z, il Super Sport per strada e pista
(Adnkronos) - Hankook riporta il proprio nome nel segmento degli pneumatici Super Sport con il nuovo Hankook Ventus evo Z, una copertura estiva pensata per chi cerca prestazioni elevate senza rinunciare all’utilizzo su strada. Il progetto nasce per offrire un equilibrio concreto tra grip, precisione di guida e durata, collocandosi a metà strada tra uno pneumatico sportivo tradizionale e una soluzione più estrema da pista. Il Ventus evo Z è omologato ECE e rispetta i requisiti previsti per la circolazione stradale, compresa la profondità minima del battistrada. Questo lo rende adatto a sportive ad alte prestazioni, vetture elaborate, appassionati di track day e campionati junior, dove serve uno pneumatico capace di lavorare bene anche sotto forti sollecitazioni. La struttura del battistrada asimmetrica adotta scanalature con profondità e larghezze differenti, studiate per migliorare stabilità e appoggio. La cintura rinforzata con fibre aramidiche aumenta la rigidità della superficie di contatto, mentre la spalla esterna utilizza scanalature trasversali chiuse per favorire precisione e tenuta in curva. Anche la mescola conferma l’impostazione sportiva del progetto. Hankook ha impiegato resine liquide e componenti resistenti alle alte temperature, soluzioni ispirate all’esperienza maturata nel motorsport. Il risultato è uno pneumatico progettato per garantire risposta rapida, controllo e costanza di rendimento anche durante la guida più intensa. La gamma del pneumatico estivo sportivo Hankook arriverà progressivamente in 25 misure da 18 a 21 pollici, con larghezze comprese tra 225 e 355 mm e spalle da 25 a 45. Le applicazioni previste coprono modelli come Porsche 911, BMW M, Audi RS, Mercedes-AMG e altre vetture del segmento ad alte prestazioni. Quasi tutte le misure dispongono di indice di velocità (Y), quindi sono omologate per velocità superiori a 300 km/h.
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SEAT Ibiza e Arona si aggiornano con nuovi colori e più dotazioni
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SEAT aggiorna le proprie compatte urbane introducendo novità mirate per SEAT Ibiza e SEAT Arona, due modelli centrali nella strategia del marchio spagnolo. L’evoluzione riguarda sia il design sia gli equipaggiamenti, con l’obiettivo di aumentare il valore percepito e rendere ancora più competitiva l’offerta nel segmento urbano. Tra le novità principali presenti sulla Seat Ibiza e Arona debutta l’ampliamento della gamma colori, che ora include le nuove tonalità Liminal e Hypnotic. Due tinte studiate per accentuare il carattere dinamico dei modelli e rafforzare l’identità stilistica del marchio. Il rosso Liminal punta su un impatto visivo più deciso, mentre il giallo Hypnotic valorizza l’immagine giovane e vivace di entrambe le vetture. Le nuove colorazioni si inseriscono in un percorso di evoluzione del linguaggio stilistico SEAT, sempre più orientato alla personalizzazione e alla ricerca di una connessione emotiva con il cliente. Una scelta che permette a SEAT Ibiza e SEAT Arona di distinguersi ulteriormente nel panorama delle compatte urbane. L’aggiornamento coinvolge anche la dotazione di serie. Entrambi i modelli introducono ora l’High Beam Assist e lo specchietto retrovisore interno schermabile automaticamente, mentre Ibiza FR aggiunge i gruppi ottici anteriori Full LED con firma luminosa integrata e regolazione automatica del fascio luminoso. Per Arona FR arrivano sensori di parcheggio anteriori e posteriori con retrocamera, mentre le varianti FR di entrambe le vetture adottano i nuovi sedili sportivi in tessuto Nuance, pensati per migliorare comfort e percezione qualitativa dell’abitacolo.
SEAT ha inoltre riorganizzato l’offerta degli optional attraverso nuovi pacchetti studiati per semplificare la configurazione e aumentare il rapporto tra contenuti e prezzo. Tra questi spicca l’FR Pack, disponibile per Ibiza e Arona, che integra navigazione con display da 9,2”, Virtual Cockpit da 10,2”, sedili sportivi avvolgenti e cerchi in lega da 18 pollici. Prodotte nello stabilimento SEAT di Martorell, vicino Barcellona, SEAT Ibiza e SEAT Arona continuano a rappresentare due pilastri fondamentali della gamma urbana del marchio. Nel 2025 Ibiza ha raggiunto 94.800 unità vendute, mentre Arona si è attestata a 72.400 esemplari, confermando il ruolo strategico di entrambi i modelli nel mercato europeo.
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Rebuild 2026, Basso (Ance Trento): "Industrializzazione costruzioni è il futuro, ma serve adattarla all’esistente"
(Adnkronos) - "Industrializzare le costruzioni è un'ottima idea e sicuramente dà una visione sul futuro: alcune cose si possono fare, altre si devono verificare, ovvero che molto dell'esistente non può essere industrializzato in quel modo, quindi è necessario utilizzare la tecnologia e migliorarla, soprattutto nella parte progettuale, per un futuro in cui sia attuabile anche su ciò che è esistente. Questo è un concetto fondamentale". Con queste dichiarazioni, Andrea Basso, presidente Ance Trento, è intervenuto nel corso del panel 'Innovazione off-site: nuove soluzioni per l’affordable housing', nel contesto della dodicesima edizione di Rebuild, l'evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni in corso al Centro congressi di Riva del Garda (Tn). "In Trentino è stato inventato il Polo edilizio 4.0, che ha inventato il suo 'braccio destro', che costituisce una fondamenta importante per la parte tecnologica: la Spreentech ventures, una società che dà spazio alle start up per evolversi anche sulla mobilità, ma soprattutto sulla parte dell'edilizia, per cui c'è tanto ancora da fare -spiega- è importante attenzionare le start up, i ragazzi e le società con studi universitari di un certo tipo, che possono portare delle innovazioni sia tecnologiche, ma anche di riuso. Questa sinergia che si può avere tra società di studi tecnici, che possono studiare tramite il Bim (Building information modeling), ma anche tra start up, è un meccanismo che deve essere collegato ai costruttori di Ance, ma anche a tutti gli altri costruttori, perché sicuramente questa idea della costruzione di un certo tipo porterà la tecnologia a modularità di certe zone". "Per quanto riguarda, invece, le riqualificazioni, l'attenzione deve guardare alla persona, ovvero che la riqualificazione di un edificio non può essere standardizzata, però, può essere utilizzato, all'interno dell'edificio, un meccanismo standardizzato, ad esempio, della parte tecnologica o della parte di materiali e qui emerge un discorso di tipo economico: è importante, infatti, che l'edilizia non sia di lusso, perché altrimenti si rischia di andare fuori standard e questo fa sì che tutti i temi che abbiamo al 2030 non ci saranno. Su questo è importante anche il discorso riguardo gli incentivi pubblici, che non possono essere quelli che sono adesso, è necessario che vengano aumentati. Infine, è necessario guardare anche alle banche, che devono investire su chi fa sostenibilità Esg. Questo è fondamentale per dare un aiuto alle imprese, ma soprattutto al cliente che va acquistare dove i mutui devono essere abbattuti di più del 50%", conclude.
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A Pescara il varo di Aqualis, dispositivo per la raccolta dei rifiuti galleggianti
(Adnkronos) - La tutela delle acque e la lotta all’inquinamento da plastiche e microplastiche al centro dell’iniziativa promossa dalla Water Defenders Alliance di LifeGate, protagonista del varo ufficiale di Aqualis, innovativo dispositivo capace di raccogliere i rifiuti galleggianti dall’acqua, in funzione presso il Porto Turistico Marina di Pescara. La Water Defenders Alliance promossa da LifeGate è l’alleanza che combina competenze, risorse e soluzioni unendo imprese, istituzioni, porti, cittadini, mondo della ricerca scientifica e tecnologica per un comune obiettivo, quello di difendere la salute delle nostre acque da inquinamento da plastiche, oli e idrocarburi e fragilità degli habitat. “Con la Water Defenders Alliance vogliamo trasformare la tutela delle acque in un’azione concreta e misurabile. Il varo del primo Aqualis a Pescara, reso possibile anche grazie al supporto di Findus, segna un passo importante: dimostra come innovazione tecnologica, ricerca scientifica e collaborazione tra pubblico e privato possano lavorare insieme per ridurre l’inquinamento e accrescere la consapevolezza su un tema sempre più urgente”, dice Lajal Andreoletti, responsabile progetti ad impatto LifeGate. Al centro dell’evento, il varo ufficiale di Aqualis, dispositivo tecnologico interamente progettato e realizzato in Italia da Aquageo. E’ un cestino che, fissato nei punti dove si accumulano i detriti galleggianti all’interno dei porti, riesce a catturare fino a 500 chili di rifiuti galleggianti all’anno, comprese le plastiche e le microplastiche più piccole fino a 1,6 mm di diametro, e fino a 800 chili di oli e idrocarburi all’anno, grazie all’integrazione della spugna Foam Flex prodotta da T1 Solutions, altra tecnologia promossa dalla Water Defenders Alliance, contribuendo in modo concreto alla salvaguardia degli ambienti acquatici. “Aqualis nasce per rispondere in modo concreto a un problema sempre più urgente come quello delle microplastiche e dei rifiuti in acqua. Vederlo operativo grazie alla collaborazione con LifeGate, Findus e l’Università di Chieti-Pescara è per noi un traguardo importante e un punto di partenza per portare questa tecnologia in sempre più contesti”, afferma Alessandro Barbiero, Ceo di Aquageo. L’installazione di Aqualis nel Marina di Pescara è stata resa possibile grazie al supporto di Findus, partner storico della Water Defenders Alliance attraverso il programma di sostenibilità 'Fish for Good', un impegno concreto per la tutela degli oceani che passa da scelte responsabili lungo tutta la filiera: dalla selezione di materie prime provenienti da pesca sostenibile e acquacoltura responsabile, fino alla tracciabilità dei prodotti. “Siamo orgogliosi di supportare, insieme alla Water Defenders Alliance di LifeGate, un progetto come il dispositivo Aqualis, che rappresenta un esempio concreto di come innovazione e collaborazione possano contribuire in modo efficace alla tutela dei nostri mari. Sostenere iniziative capaci di contrastare l’inquinamento da plastiche e microplastiche significa contribuire concretamente alla protezione della biodiversità marina e sensibilizzare cittadini e territori su una sfida sempre più urgente per il futuro del pianeta”, afferma Alessandro Solazzi, Cluster Marketing Director Southern Europe Findus. "Questo evento inaugurale e quel che di pregevole ne conseguirà sul piano scientifico e della tutela ambientale - dichiara il Rettore dell'Università degli Studi 'Gabriele d'Annunzio' di Chieti-Pescara, Liborio Stuppia - sono passaggi di grande rilievo per il nostro Ateneo. La nostra qualificata partecipazione, infatti, oltre a garantire qualità scientifica e intensa attività di ricerca, testimonia ancora una volta la tenace e positiva attenzione della 'd'Annunzio' per il suo territorio che, in una Regione come la nostra, non può che comprendere naturalmente il Mare Adriatico ed il più ampio sistema marino del Mediterraneo". “La gestione operativa di Aqualis, supportata dal personale della Marina di Pescara, offre un’opportunità di grande valore scientifico: Aqualis è infatti al centro di un dottorato di ricerca triennale dell’Università degli Studi 'G. d’Annunzio' di Chieti-Pescara, finanziato dalla Regione Abruzzo. La ricerca ha due obiettivi principali, il primo è la valutazione delle performance di Aqualis e il suo miglioramento tecnico. Il secondo è sviluppare una ricerca multidisciplinare sulle microplastiche marine, sugli oli ed altri inquinanti galleggianti. Il gruppo di ricerca Uda è costituito da esperti in chimica organica, geochimica, biologia e microbiologia, ed ha elaborato un approccio interdisciplinare per lo studio dei rifiuti galleggianti e il loro impatto sulla biosfera marina. Nel laboratorio Data ci occupiamo della caratterizzazione chimico-fisica delle materie plastiche recuperate per definire le modalità di degradazione e frammentazione, rendendole così piccole da poter entrare nei cicli biologici. Inoltre, stiamo analizzando i metalli pesanti adsorbiti dalle microplastiche per comprendere i meccanismi di arricchimento che le rendono ancora più dannose per gli ecosistemi marini”, spiega Gianluigi Rosatelli, tutor del dottorato.
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Rebuild 2026, Miani (Sima): "Con i condomini centri di salute urbana parte un nuovo modello di assistenza"
(Adnkronos) - “La Società Italiana di Medicina Ambientale ha siglato lo scorso novembre un accordo quadro con Anaci per trasformare i condomini in centri di salute urbana”. Lo ha dichiarato Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), intervenendo alla dodicesima edizione di REbuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile nel mondo delle costruzioni, al Centro Congressi di Riva del Garda. Il progetto entra ora nella sua prima fase operativa, con un focus particolare sulle categorie più fragili, con l’obiettivo di portare i servizi di assistenza sanitaria direttamente all’interno dell’abitare. “Lavoriamo a soluzioni rivolte ad anziani, persone fragili e con disabilità, attraverso strumenti di teleassistenza, telemonitoraggio e telemedicina, per ridurre l’isolamento e garantire un accesso più semplice ai servizi di cura”, ha spiegato. Miani ha evidenziato come il modello possa rappresentare una risposta anche in contesti caratterizzati da carenze di assistenza territoriale, grazie all’impiego di professionisti sanitari specializzati che operano a distanza. “In molti casi si tratta di colmare l’assenza di una rete locale strutturata, attraverso un’assistenza qualificata erogata da remoto”, ha concluso il presidente SIMA.
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Rebuild 2026, Malfer (Fondazione Bruno Kessler): "Nelle aree interne serve un modello integrato per rendere sostenibile l’abitare"
(Adnkronos) - “Nelle aree interne non esiste una soluzione unica al tema dell’abitare: dalla nostra esperienza emerge la necessità di un modello integrato, basato su una sinergia tra più funzioni e servizi”. Così Luciano Malfer, manager della Fondazione Bruno Kessler, intervenendo alla dodicesima edizione di REbuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile nel mondo delle costruzioni in corso a Riva del Garda. Al centro del suo discorso, l’idea che la tenuta dei territori marginali dipenda dall’integrazione tra casa, lavoro, servizi alla persona e comunità, elementi che devono essere letti come un unico sistema interdipendente. “Parliamo di una funzione dell’abitare composta da più elementi: abitazioni, politiche di sostegno alla persona, comunità, servizi e lavoro. Se anche solo una di queste componenti viene meno, l’intero sistema si indebolisce”, ha spiegato. Un approccio che richiede politiche integrate e una logica di ecosistema, capace di mettere in relazione attori e funzioni diverse. “Si tratta di un sistema moltiplicativo: se una componente non viene presa in carico, la funzione complessiva tende ad azzerarsi”, ha evidenziato. Da qui le due direttrici operative indicate: valorizzazione del capitale territoriale esistente e sviluppo di modelli collaborativi. “Esiste un grande patrimonio di capitale dormiente nei territori: abitazioni non utilizzate, infrastrutture sottoutilizzate e servizi parzialmente attivi. Attraverso una logica di saturazione è possibile attivare politiche efficaci anche con costi contenuti, migliorando l’efficienza del sistema”, ha spiegato. Il secondo asse riguarda invece le nuove forme di condivisione. “Co-working, co-housing e co-living rappresentano esempi di un approccio basato sul ‘co’, che sarà sempre più centrale nel futuro”, ha terminato Malfer.
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